Se ti piace il nostro sito votalo adesso con un click sul pulsante Google +1 qui sotto :


VITILIGINE : cure naturali

La vitiligine è una malattia delle pelle che affligge moltissime persone in tutto il mondo. È caratterizzata dalla comparsa di chiazze non pigmentate sulla pelle, ovvero di zone in cui manca del tutto la colorazione dovuta alla melanina. Queste macchie possono comparire in qualsiasi zona del corpo, ma sono molto più comuni sul viso e sulle mani.

 

Come curare la vitiligine

 

Non esiste ad oggi UNA cura contro questa malattia, ma ci sono diverse azioni che possono limitare in modo decisivo la comparsa di queste manifestazioni cutanee. In questo articolo ci occuperemo in particolar modo dei più potenti rimedi naturali per como curare la vitiligine.

 

1 – Alimentazione sana

 

Per curare la vitiligine, occorre innanzi tutto condurre uno stile di vita sano. Per quanto riguarda l’alimentazione, bisogna in primis evitare i prodotti chimici ed usare quelli biologici. Non ne gioverà solo la nostra pelle, ma tutta la nostra salute.

 

2 – Olio essenziale di pepe nero

 

Il pepe nero è considerato un ingrediente essenziale per curare la vitiligine. Il suo olio essenziale è dunque altamente consigliato. Si può comprare in erboristeria o preparare in modo semplice a casa. Basterà riscaldare per cinque minuti una tazza di olio di oliva con dei granelli di pepe nero tritato. Una volta fatto raffreddare, il composto verrà filtrato e posto in un contenitore di vetro. Bisognerà applicare la miscela sulla pelle tutti i giorni.

 

3- Estratto di curcuma ed olio di senape

 

Altra miscela consigliatissima e assolutamente naturale per como curare la vitiligine, è quella che combina l’olio di senape con l’estratto di curcuma. Bisognerà far sciogliere l’estratto di curcuma (500 mg) in 8 litri d’acqua. Anche in questo caso, dopo aver portato ad ebollizione, bisognerà filtrare il composto al quale verranno aggiunti 500 ml di olio di senape. Il composto dovrà essere applicato sulla pelle 2 volte al giorno.

 

4 – Crema di semi di ravanello con aceto di mele

 

Altro rimedio naturale potentissimo: applicare una crema di semi di ravanello con aceto di mele. Mischiare gli ingredienti e spalmare la crema nelle zone interessate più volte al giorno.

 

5- Foglie di basilico e succo di lime

 

Le foglie di basilico hanno grandissime proprietà benefiche per la pelle. Creando un composto con foglie di basilico e succo di lime, da applicare almeno tre volte al giorno, si otterrà un grande rimedio naturale per como curare la vitiligine.

 

6 – Composto con Argilla Rossa e zenzero

 

L’argilla rossa è ricca di rame ed aiuta la ri-pigmentazione. Mescolandola insieme al succo di zenzero e spalmandola sulla cute almeno una volta al giorno, otterremo un rimedio naturale contro la vitiligine incredibilmente potente.

 

7- Gingko Biloba

 

Probabilmente il trattamento fitoterapico più interessante. Infatti, anche una ricerca scientifica specifica ha evidenziato che il Gingko Biloba è in grado di promuovere la ripigmentazione, che in alcuni soggetti è stata addirittura totale anche se su aree bianche che non erano ancora di grande estensione.cura della vitiligine

 

Per gli amanti dei rimedi fatti in casa e per coloro che non vogliono affidarsi alla fototerapia, questi 6 rimedi rappresentano dunque i più indicati al trattamento di questa malattia. I risultati, in termini di diminuizione delle zone interessate dalla non pigmantazione, sono davvero notevoli.

 

Se volete saperne di più rimedi naturali e trattamenti per una volta per tutte la vitiligine, è necessario leggere il libro MIRACOLO PER VITILIGINE de David Paltrow.

 

Si tratta di un libro che ha aiutato migliaia di persone in tutto il mondo per sbarazzarsi di questa malattia, e vi aiuterà a guarire la vitiligine per sempre

http://miracolopervitiligine.info/come-curare-la-vitiligine-7-potenti-rimedi-naturali/

 

 

L'articolo che stai leggendo continua sotto :
scuola di reiki bologna
REIKI : ARTE DI CURA CON LE MANI
SCUOLA DI REIKI BOLOGNA [ CLICK QUI ]

Il pepe nero: una spezia proveniente dall’india, ricca di incredibili virtù salutari e cosmetiche

 

 

 

 

venerdì 27 giugno 2014, 19:00 di Caterina Lenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PEPE NEROIl pepe nero (Piper nigrum), appartenente alla famiglia delle Piperacee, è una pianta arbustacea rampicante con foglie ovali o orbicolari e piccoli fiori che crescono su lunghe spighe, superando i 10 centimetri. Ognuna di queste spighe può contenere fino ad una quarantina di frutti, piccole bacche verdi che possono diventare di un colore rosso-bruno quando maturano, con un pericarpio sottile. Ognuno di questi frutti contiene, a sua volta, un seme… il tipico grano tondeggiante di pepe, piccolo, compatto, duro all’esterno e farinoso al centro. La pianta nasce nelle foreste indiane di Travancore, per poi essere coltivata in altre regioni, come l’India meridionale, l’Indonesia dove la maggior produzione si concentra nell’isola di Sumatra, Ceylon, la penisola di Malacca, le Filippine, l’Indocina, le Indie Occidentali e alcune regioni dell’Africa.

 

PEPE NERO 1In tutti questi casi la coltivazione della pianta del pepe deve essere associata a quella di un altro albero, in quanto la pianta di pepe ne ha bisogno per arrampicarvisi. E se Dioscoride e Galeno gli riconoscevano molteplici proprietà, ritenendolo diuretico, stimolante dell’appetito, digestivo, calmante dei dolori; ben diversa era la credeva popolare che attribuiva al pepe virtù afrodisiache. Ovidio suggeriva a chi fosse sessualmente debilitato “piper urticale mordacis, semina miscent” (mescolino il pepe con i semi dell’ortica irritante). La spezia, dal costo elevato, era una merce rara con cui i vassalli pagavano tributi o riscatti. Il primo a ricevere questo tipo di compenso fu Alarico, re dei Visigoti che, per rinunciare alla conquista di Roma , ottenne 3000 libbre di pepe e 5000 libbre d’oro, oltre ad altri beni e territori. Fu proprio la costante richiesta di pepe a spingere mercanti e avventurieri a battere anche le vie più pericolose. Alla fine del Medioevo, quasi tutto il commercio del pepe in Europa passava per Venezia e carichi imbarcati nei porti mediorientali erano venduti all’incanto a Rialto, da speciali funzionari di nomina statale, denominati “messeri del pepe”. Nel XV secolo, con la scoperta della “Via delle Spezie” da parte di Enrico il Navigatore, il mercato si spostò a Lisbona, garantendo così un introito smisurato ai Portoghesi.

 

PEPE NERO 2Il pepe nero, che contiene 250 calorie per 100 gr. di prodotto, è composto per il 10% da acqua, seguita da proteine, grassi, sali minerali, vitamina A, tiamina o vitamina B1, riboflavina (B2), niacina (B3). Esso stimola il metabolismo grazie alla piperina, che favorisce la produzione di succhi gastrici e migliora l’assorbimento delle sostanze nutrienti presenti negli alimenti introdotti nell’organismo; oltre ad avere proprietà antidepressive, stimolando la produzione di endorfine a livello cerebrale. Inoltre, favorisce la termogenesi, ossia la produzione di calore che aiuta il corpo a bruciare più calorie, per questo viene usato nelle diete dimagranti.

 

PEPE NERO 3Ha proprietà antisettiche, espettoranti, afrodisiache e carminative, alleviando flatulenze e coliche, liberando dal naso chiuso e dalla tosse; è un ottimo esfoliante, rimuovendo la pelle morta, stimolando la circolazione e fornendo ossigeno e sostanze nutritive alla cute, combatte la forfora se mescolato in una tazza di cagliata e lasciato in posa sul cuoio capelluto per mezz’ora in attesa di risciacquare, stimola le papille gustative, consentendo alle persone anoressiche di ritrovare l’appetito. L’utilizzo del pepe nero è molto diffuso anche per uso esterno: la piperina sembra efficace nel combattere la vitiligine ed è impiegato nei centri benessere per trattamenti eudermici e per massaggi muscolari e rilassanti, mentre un bagno con essenza di pepe nero stimola la sudorazione e contribuisce alla depurazione dell’organismo. Esso è un buon rimedio naturale in caso di contusioni, togliendo il gonfiore e diminuendo il dolore con degli impacchi freddi.

http://www.meteoweb.eu/2014/06/pepe-nero-spezia-proveniente-dallindia-ricca-incredibili-virtu-salutari-cosmetiche/294629/

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php


#spaziosacro

TROVA LA CURA NATURALE

TROVA LA CURA NATURALE CON UN CLICK

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

Capelli ? Come schiarirli con metodi naturali

 

Se l’effetto “capelli baciati dal sole” è una tentazione irresistibile per molte donne, a scoraggiare buona parte di queste intervengono i trattamenti estremamente aggressivi proposti dalla maggior parte dei parrucchieri: shatush, balayage, mèches e colpi di sole indeboliscono infatti i capelli, talvolta rendendoli secchi e crespi.

 

Ecco che allora vengono in nostro aiuto alcuni semplici rimedi naturali, in grado di donare una chioma lucente, con una nuance leggermente più chiara, ma senza rovinare la struttura del capello. Piccoli segreti di bellezza, naturali al 100%, che oltre a donare sfumature più chiare riusciranno anche a nutrire i nostri capelli. La schiaritura fatta con prodotti naturali non è immediata, richiede infatti diverse applicazioni ed avviene in modo graduale, ma l’effetto sarà molto “nature” e i capelli ne usciranno lucenti e rinforzati.

 

Rimedi naturali per schiarire i capelli

 

Camomilla: probabilmente il più vecchio rimedio del mondo per schiarire i capelli, ma davvero molto efficace. Basterà preparare un concentrato di camomilla immergendo 4 o 5 bustine in un litro di acqua. Una volta raffreddato, l’infuso deve essere versato in un nebulizzatore spray, quindi erogare il contenuto sui capelli fino a farli inumidire e lasciarli asciugare in modo naturale al sole. Noterete che i riflessi naturali dei capelli diverranno in breve tempo più chiari e vivaci. In alternativa, dopo aver fatto lo shampoo possiamo passare la camomilla sui capelli ancora bagnati, lasciare quindi in posa per 10 minuti e procedere con l’asciugatura senza risciacquare.

 

Birra: l’impiego della birra costituisce un metodo altrettanto efficace, ma poco piacevole per l’olfatto. D’estete, specialmente al mare, sarà possibile bagnare i capelli con la birra grazie all’aiuto di un nebulizzatore; lasciarli quindi asciugare al sole. In seguito lavate con cura l’intera chioma con uno shampoo a base di camomilla. In alternativa, a casa, munirsi di una bacinella e, con la testa in corrispondenza di questa, versare poco per volta la birra sui capelli, facendo in modo di raccogliere l’eccedenza all’interno del recipiente, così da recuperarla e completare con essa le tre applicazioni. Durante l’operazione massaggiare delicatamente la cute. Terminato il trattamento procedere con l’asciugatura, senza risciacquare.

 

L'articolo che stai leggendo continua sotto :
scuola di reiki bologna
REIKI : ARTE DI CURA CON LE MANI
SCUOLA DI REIKI BOLOGNA [ CLICK QUI ]

Limone: la sua acidità lo rende un ingrediente perfetto per le maschere schiarenti. Basterà spremere 3 limoni in 2 bicchieri d’acqua, quindi nebulizzare sui capelli (attenzione agli occhi, il limone brucia!). Lasciare infine asciugare al sole per circa 2 ore. Riflessi chiari saranno visibili sin dalla prima applicazione, ma ATTENZIONE: non usare mai il succo di limone in bottiglia, esso contiene conservanti che non fanno bene ai capelli. Il limone non è inoltre indicato per chi ha i capelli aridi. Dopo il trattamento usare un buon balsamo.

 

Miele: dona riflessi biondi, caldi e avvolgenti. Per aumentare le sue proprietà schiarenti è consigliabile utilizzarlo insieme al limone. In un contenitore versare 3 cucchiai di miele, 5 cucchiai di limone e 1bicchiere di acqua. Emulsionare i tre ingredienti , quindi applicare il liquido sui capelli e lasciare agire l’impacco sotto il sole per circa un’ora, in seguito lavare accuratamente la chioma per togliere ogni residuo di miele. L’effetto schiarente illuminerà i capelli, protetti allo stesso tempo dal miele, che li nutrirà rendendoli più morbidi. In alternativa è possibile emulsionare miele millefiori con del balsamo neutro; quindi applicare e lasciare in posa per circa 30 minuti. Risciacquare infine i capelli lasciandoli asciugare naturalmente, senza utilizzare il phon.

 

Impacco di Cassia: nota anche come henné neutro, è facilmente reperibile in erboristeria. Per rinforzare le sue proprietà schiarenti è consigliabile unirla alla camomilla in un impacco da tenere in posa circa 2 ore.

 

Cannella: perfetta per schiarire i capelli in modo naturale, nonostante l’applicazione sia un pò più complessa rispetto ai metodi precedentemente affrontati. Sarà necessario miscelare 1 cucchiaio di balsamo, 3 di cannella e applicare la maschera sui capelli. Indossare quindi una cuffia in nylon e lasciare in posa per tutta la notte. Al mattino risciacquare con acqua tiepida e procedere con il normale lavaggio.

 

Curcuma: l’effetto schiarente di questa spezia è decisamente intenso, quindi usare con moderazione. Sciogliere 1 cucchiaino di curcuma in una tazza di acqua bollente; lasciare raffreddare, quindi applicare sui capelli lasciando in posa per circa mezz’ora. Risciacquare con abbondante acqua tiepida e applicare una maschera idratante prima di procedere con la normale asciugatura.

http://salute.leonardo.it/schiarire-capelli-come-farlo-con-rimedi-naturali/

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php


#spaziosacro

TROVA LA CURA NATURALE

TROVA LA CURA NATURALE CON UN CLICK

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

Cambiamenti climatici: la foresta amazzonica non assorbe abbastanza CO2,anzi, ne produce

 

Cambiamenti climatici: la foresta amazzonica non assorbe abbastanza CO2,anzi, ne produce

causa la precoce mortalita’ degli alberi !

Scritto da Germana Carillo

 

 

Amazzonia senza fiato. Il "polmone verde della Terra" non ce la fa e fatica ad assorbire anidride carbonica.

La causa? La precoce mortalità degli alberi con la conseguenza, ovvio, che tutti i modelli climatici che fanno proiezioni in base all'assorbimento delle foreste tropicali dovranno essere rivisti. (vi ricordate cosa aveva detto il mio Albero Maestro? Cadremo tutti come birilli!)

Tutto ciò emerge da uno studio condotto su questa foresta tropicale da Terra, cioè senza osservazioni satellitari, e descritto in un articolo apparso su Nature da un team inglese dell'Università di Leeds, coordinato da Roel Brienen.

Già una precedente analisi aveva evidenziato il fatto che in meno di un decennio l'Amazzonia ha rilasciato più anidride carbonica di quanta ne abbia assorbita. Oggi, il dato che deve far riflettere è che la capacità della foresta Amazzonica di assorbire CO2 è in riduzione costante e ora è del 30% più bassa rispetto alla capacità registrata negli anni '90.

Per calcolare queste variazioni, i ricercatori hanno esaminato 321 lotti di foresta nei complessivi sei milioni di chilometri quadri dell'Amazzonia, identificando 189 mila alberi e misurandone il tasso di nascita, di crescita e di morte a partire dagli anni ottanta.

"La mortalità degli alberi è incrementata di più di un terzo a partire dalla metà degli anni ottanta, e sta peggiorando e questo fenomeno sta influenzando la capacità dell'Amazzonia di stoccare il carbonio", ha dichiarato Brienen.

Quello che caratterizza le foreste tropicali è il loro ruolo nel mantenimento della salute della Terra: loro sono in grado di assorbire e immagazzinare l'anidride carbonica immessa dall'uomo (uso di combustibili fossili in primis) nell'atmosfera. Queste foreste rendono conto di circa la metà di tutta la CO2 assorbita annualmente dalla biosfera, capacità che si ripercuote sul clima del pianeta, dal momento che l'anidride carbonica è il principale gas serra responsabile del riscaldamento globale.

L'articolo che stai leggendo continua sotto :
scuola di reiki bologna
REIKI : ARTE DI CURA CON LE MANI
SCUOLA DI REIKI BOLOGNA [ CLICK QUI ]

…e ora le scie chimiche…..che ne distruggono le radici….

Gli studiosi hanno ora concluso che questo dato allarmante sarebbe causato da una più alta mortalità di alberi nelle zone vergini della foresta e da una stabilizzazione nella capacità di assorbimento delle nuove piante. Questo a causa della accresciuta variabilità stagionale del clima amazzonico e del fatto che maggiori quantità di CO2 in atmosfera anziché favorire lo sviluppo vegetativo degli alberi ne starebbero accelerando la morte.

"Se questa tendenza si conferma nel corso degli anni allora dobbiamo preoccuparci perché significa che l'aiuto che ci ha dato sin qui la natura prima o poi si fermerà e quindi dovremo realizzare riduzioni di ogni tipo di emissioni nocive se vogliamo tenere i cambiamenti climatici sotto controllo", ha concluso Roel Brienen.

Germana Carillo

LEGGI anche:

In volo nel cuore della foresta amazzonica: le nuove foto di Google Street View

Foresta amazzonica: dalla NASA le prove degli effetti persistenti della siccita'

Amazzonia: il polmone verde non assorbe più CO2, anzi contribuisce a produrne

 

 

http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/16023-amazzonia-anidride-carbonica

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php


#spaziosacro

TROVA LA CURA NATURALE

TROVA LA CURA NATURALE CON UN CLICK

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

FEBBRE ? Quello che devi sapere sulla Febbre

Quello che devi sapere sulla Febbre

 

A cura del dott. Francesco Perugini Billi –

E’ incredibile quanta paura è capace di scatenare nelle persone la febbre. Ad essere colpiti da vero panico sono soprattutto i genitori e segnatamente le mamme, sempre troppo apprensive riguardo la salute dei propri piccoli.

 

 

Il terrore per la febbre è uno dei motivi per cui d’inverno letteralmente si intasano i Pronto Soccorso. Fiumane di persone che si precipitano in ospedale per 38-39°C di febbre, terrorizzate dalle conseguenze di qualche pandemia del momento.

 

Ma la febbre è una reazione biologicamente opportuna attraverso la quale il corpo reagisce verso aggressioni microbiche e tossiche. Il rialzo della temperatura mette nelle condizioni il sistema immunitario di reagire al meglio verso la malattia. Vediamo in sintesi le importanti funzioni della febbre (1).

nella febbre l’innalzamento della temperatura corporea fa seguito all’innalzamento del set-point ipotalamico, cioè di quel livello della temperatura corporea che l’ipotalamo fissa come normale e per il quale mantiene in equilibrio i processi di termogenesi e di termolisi;

la febbre è causata dalla liberazione di alcune interleuchine, prodotte dai macrofagi, eccitati dagli stimoli estranei all’organismo (infezioni, tossine, proteine estranee), che a loro volta stimolano la secrezione di prostaglandine E2, essenziali per determinare l’insorgenza della febbre;

gli antipiretici inibiscono la sintesi di queste prostaglandine (quindi impediscono al sistema nervoso di “percepire” l’avviso che arriva dal sangue: in senso antropologico non si forma la percezione di un’esperienza e quindi il ricordo di essa, esattamente quello che accade a livello immunologico);

la febbre ostacola la proliferazione di batteri e virus che non possono sopravvivere a temperature di 38-39°C;

in corso di infezioni batteriche gravi, la sopravvivenza appare inferiore nei soggetti con scarsa reazione febbrile. Uno studio prospettico eseguito in Nuova Guinea su 748 bambini con malnutrizione e polmonite ha dimostrato che la mortalità è più bassa nei bambini febbrili rispetto a quelli senza febbre;

la febbre aumenta la resistenza dell’ospite alle infezioni;

la febbre è un fattore protettivo verso lo sviluppo di allergie: nei primi anni di vita può contribuire ad orientare la risposta immunologica in senso Th1 (reazione verso i microbi) riducendo la comparsa di allergie negli anni successivi. (Oggi giorno, ci sono bambini letteralmente “allevati” ad antibiotici, nessuna meraviglia che le allergie, “intolleranze”, irritabilità del colon, sindromi da sensitività al glutine siano in aumento – nota di FPB);

la febbre è un fattore di protezione dai danni cognitivi a lungo termine in caso di malaria cerebrale (paradossale! Proprio i danni cerebrali come conseguenze cognitive, temuti come complicazione della febbre, vengono evitati se c’è reazione febbrile);

la febbre aumenta il consumo di O2 e la produzione di CO2, aumenta la gittata cardiaca, il catabolismo azotato, e il fabbisogno calorico: richiede quindi attenzione in malati che hanno ridotte riserve cardiocircolatorie e renali;

la terapia con antipiretici è in grado di ridurre i costi metabolici della febbre, è quindi certamente utile nei bambini o negli anziani severamente ammalati o con malattie croniche cardiopolmonari;

la febbre è una risposta fisiologica “regolata” dal termostato ipotalamico e, per tale motivo, solo raramente supera la temperatura di 41°C: “E’ dannosa solo oltre i 41°C, ma questo valore è di solito causato da insulti cerebrali o colpi di calore e in tali casi non è responsiva al paracetamolo o all’ aspirina”;

uno studio eseguito in Pronto Soccorso pediatrico evidenzia come una temperatura uguale o superiore a 41°C è stata registrata solo 100 volte in un periodo di 8 anni, con una incidenza di 1:2100 rilevazioni;

che la febbre elevata possa determinare danni ai tessuti è un timore diffuso, ma mai dimostrato;

l’insorgenza di convulsioni febbrili è la complicanza più frequente; peraltro non è correlata al valore elevato della temperatura e, benché sia un evenienza temuta, non ci sono evidenze a sostegno che le convulsioni febbrili possano causare danni cerebrali o successivi deficit cognitivi;

gli antipiretici non sembrano avere un ruolo nel prevenire le recidive delle convulsioni febbrili. (In omeopatia, classicamente la prevenzione viene fatta con appropriate diluizioni di Belladonna – FPB);

non esiste un motivo urgente che imponga il trattamento di tutti gli stati febbrili, né la necessità di riportare sempre la temperatura corporea a livelli normali;

esistono poche evidenze a sostegno che la terapia farmacologica sia effettivamente in grado di contrastare la febbre o i sintomi sgradevoli che la accompagnano; la terapia antipiretica può avere un effetto negativo, forse alterando la risposta immune dell’ospite, prolungando la escrezione virale e addirittura aumentando la mortalità nelle infezioni gravi.

 

Febbre e purificazione

Il nostro organismo produce la febbre non solo come risposta alle aggressioni microbiche, ma anche per sbarazzarsi dalle tossine accumulate, in seguito ad una alimentazione eccessiva o inappropriata, a periodi di stress e strapazzo psicofisico, sedentarietà, sovrappeso, ritenzione di cataboliti, ecc. Il processo febbrile ha un’azione combustiva, dissipante, sciogliente e distruttiva sulle “tossine” accumulate e che indugiano nel nostro organismo sempre come un corpo estraneo dalle qualità fredde, collose, dense e pesanti (pensate al catarro, per esempio);

 

non per niente nella medicina Tradizionale si parla di queste tossine come qualcosa di “crudo” che deve essere appunto “cotto” per essere risolto. Non per niente il termine febbre deriva da Febrvvs/Febris, la Dea Romana della febbre, associata alla purificazione (purificarsi-pirificarsi, da greco PYR = fuoco, a sua volta derivato dal sanscrito PÛ = purificare). Alla Dea Febrva è dedicato il mese di Febbraio, in cui si compiono i rituali di purificazione, “di pvrgamentvm: la Dea Febris libera anima e corpo dal male, dal morbvs, operando su colui che deve purificarsi (pirificarsi) per rinascere, che deve togliere le scorie dall’anima”. Sì, perché contrariamente alla visione moderna, la vera medicina è quella che agisce sull’anima e non solo sul corpo/materia.

 

Quindi, qualche episodio di febbre all’anno, se ben sfruttato, può essere una straordinaria occasione per purificare il proprio organismo…e non solo. Certamente, dopo quanto si è detto, trovo quantomeno inopportuno l’atteggiamento di molti medici, e soprattutto dei pediatri, di somministrare gli antipiretici ogni 6 ore per mantenere sempre bassa la febbre.

 

Febbre e tumori

Abbiamo detto che la febbre mette i tessuti e tutto l’organismo nelle condizioni di reagire nel modo migliore possibile. Infatti, gli enzimi e molte altre sostanze di difesa prodotte dalle cellule funzionano solo in un ambiente acido e caldo. Ma c’è di più: mentre il nostro corpo reagisce verso un’ infezione, contemporaneamente produce anche fattori antitumorali.

“Raffreddare” in modo intempestivo l’organismo con farmaci antipiretici, antinfiammatori e antibiotici potrebbe non essere sempre una buona idea. Sulle lunghe, questo processo di calore non adeguatamente espresso potrebbe dar via a malattie più “fredde”, striscianti, poco sintomatiche, almeno inizialmente, come lo sono le malattie degenerative, sclerotiche e tumorali.

 

Bibliografia

 

1) Calvani e Pizzoli, La gestione della febbre nel bambino: istruzioni per l’uso. Area Pediatrica, Ed Masson citato in Zavattaro E. Febbre: quando la paura fa 40!. Forum di Medicina, novembre 2010, Weleda, Milano.

2) Viola L.M. Tempvs Sacrvm, Introduzione alla Pratica Operativa del Calendario Romano Italiano. 2003, Ed Victrix.

3) Perugini Billi F, Febbre e tumore

 

Francesco Perugini Billi © copyright – vietata la riproduzione senza esplicito permesso dell’Autore.

 

DA: dottorperuginibilli.it

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php


#spaziosacro

TROVA LA CURA NATURALE

TROVA LA CURA NATURALE CON UN CLICK

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

RITMI E NOTE MUSICALI CORRETTI PER ATTIVARE I CHAKRA - CURARE CON IL SUONO

INTERESSANTE SAPERE:

Primo Chakra: collegato all'energia vitale. Governa il plesso sacrale e il coccige. Strumento: tamburo, batteria. Musiche corrispondenti: ritmi tribali.

Secondo Chakra: è il chakra della sessualità. Colore arancione. Governa i genitali. E' stimolato da musiche che implicano movimenti del bacino tipo le danze sudamericane.

Terzo Chakra: è il centro della forza di volontà e dell'autoaffermazione Organi governati: il plesso solare. Strumento: pianoforte, violino, chitarra. Ritmi corrispondenti: brani solenni di musica classica o rock dal ritmo incalzante..

Quarto Chakra: è il chakra del cuore e del sentimento. Strumento: la voce.

Quinto Chakra: è il chakra della gola, della parola, della comunicazione.. Strumento: la voce. Lo alimentano le musiche universali di Mozart.

Sesto Chakra: corrisponde alla mente, all'intuizione, alla chiaroveggenza. A livello fisico governa l'ipofisi. Strumento: tamburi, campane tibetane. Lo stimolano musiche da meditazione come canto gregoriano, canto indiano, Bach, free jazz.

Settimo Chakra: Strumento: arpa. La sua musica è il silenzio.

ABBIAMO SCELTO LE CAMPANE TIBETANE DEI CHAKRA PERCHE' "RIATTIVANO" TUTTI I CHAKRA, LI RIEQUILIBRANO E LI ARMONIZZANO

Ognuno di noi, secondo Vemu Mukunda, vibra come uno strumento musicale risuonando in base ad una delle 12 possibilità della scala cromatica: le 7 note base più le altre 5 note alterate o diesis. Possono risuonare in un punto qualsiasi delle tre ottave sonore in cui è diviso il corpo umano e cioè nell'ottava bassa, dall'alluce all'ombelico, nell'ottava media, dall'ombelico alle sopracciglia (il terzo occhio) e infine nell'ottava alta, dal terzo occhio al centro del capo (fontanelle). A ciascuna di esse corrisponde un tipo di personalità.

Tipo SOL: è la nota cosmica, della spiritualità. Chi appartiene a questa categoria è una persona tranquilla, armoniosa. Il suo compito: indicare la via verso l'infinito.

Tipo SOL DIESIS: freddo, cerebrale è diviso tra desiderio di concretezza e la spinta verso l'alto. Il suo compito: mediare tra energie spirituali e terrene.

Tipo LA: attivo, dotato di senso pratico e capacità organizzative, ha la stoffa del LEADER. Il suo compito: trovare lo spirituale nella quotidianità.

Tipo LA DIESIS: solitario, ambizioso desidera affermarsi attraverso lo studio e la ricerca. Il suo compito: ricercare per il bene dell'umanità.

Tipo SI: egocentrico, bugiardo anche con se stesso, a volte geniale, tende a prevaricare per desiderio di autoaffermazione. Il suo compito: imparare a essere più umile e più sincero con se stesso e con gli altri.

Tipo DO: generoso, idealista, compassionevole, armonioso. Il suo compito: ricordare che il Cielo può esistere anche sulla Terra.

Tipo DO DIESIS: artista e sognatore, auspica il ritorno a una vita semplice, naturale. Il suo compito: trasferire sul piano del reale i sogni più belli e le aspettative migliori del genere umano.

Tipo RE: concreto, stabile, consapevole dei suoi limiti e dei suoi pregi. Il suo compito: riconciliarci con la Terra che abitiamo.

Tipo RE DIESIS: dinamico, curioso, ma anche invadente. Il suo compito: seminare il dubbio, smuovere gli immobilismi.

Tipo MI: personalità forte, dominatrice fino alla prepotenza. Il suo compito: ridimensionare il suo Ego smisurato.

Tipo FA: intuitivo, può essere un sensitivo naturale. Il suo compito: mediare tra il rumore della quotidianità e il silenzio della preghiera e della meditazione.

Tipo FA DIESIS: socievole, amante della vita all'aria aperta, creativo in qualunque campo. Il suo compito: creare qualcosa di nuovo per l'umanità.

Curare con IL SUONO:

Questo lavoro di scoperta del proprio strumento interiore ha effetti benefici anche sulla salute. Infatti, facendo vibrare i chakra secondo frequenze particolari, si stimolano gli organi e le funzioni corrispondenti, risvegliandone le energie.

Non è certo facile trovare la vibrazione giusta per curare una certa zona del corpo perché bisogna individuarne con esattezza timbro, altezza e durata.

Il canto carnatico è una musica che si modula sull'onda dell'espirazione, con effetti molto profondi a livello psichico ed emotivo. Non si basa sul nostro sistema musicale ma sulle 72 raga, che sono le scale indiane. I raga (in sanscrito significa colore, tono musicale) sono alla base dei canti sacri legati ai vari momenti della giornata.

Il potere curativo del suono era noto in tutto il mondo antico. Del resto il corpo umano è stato il modello per molti strumenti musicali, con tanto di manico (spina dorsale), cassa armonica (gabbia toracica) e corde (vocali).

Ogni giorno accumuliamo energie emozionali sia positive che negative e queste possono rimanere bloccate a livello dei Nadi.

Questi blocchi emozionali, anche se a livello inconscio, danno origine a disarmonie mentali e fisiche.

I 22 Nadi sono correlati a note musicali chiamate Shruti.

Se le energie emozionali, bloccate in tali punti, possono essere raggiunte per mezzo di un attento uso delle note, allora le persone affette da turbe psichiche potranno convertire le energie emozionali disarmoniache in energie di serenita' ed avvicinarsi alla comprensione delle cause dei loro problemi e a liberarsene, se l'anima e' pronta

Ognuno di noi possiede la propria nota base o tonica, che è la manifestazione sonora della nostra essenza profonda, che può essere determinata partendo dal suono della voce, mediante un particolare metodo di rilevazione.

Lavorando sui punti di energia emozionale bloccata è possibile influenzare i processi fisiologici e aiutare la mente a sciogliere le sue complessità.

Secondo il Nada Yoga è importante individuare la nota, l'intervallo e la scala musicale adatti ad esercitare un'azione corretta. Ci sarà infatti una certa nota che, inserita in una determinata combinazione di altre note e intervalli, sarà in grado di armonizzare un determinato chakra e sciogliere le tensioni nella relativa zona. Come le note possono essere bemolle o diesis, cioè avere un aspetto debole e uno forte, analogamente i chakra possono essere ipertonici o ipotonici. Bisognerà distinguere se sia preferibile dare un rinforzo attraverso un suono forte oppure agire omeopaticamente con un suono che rappresenti in forma musicale il problema energetico dell'individuo

I Raga indiani furono concepiti proprio sulla base di questi principi, per cercare di sfruttare tutte le possibili combinazioni di note ed intervalli allo scopo di armonizzare le energie psico-emozionali dell'essere umano. E' nota infatti la connessione tra i Raga, le note che li compongono e le emozioni. Ogni scala modale è ritenuta in grado di esprimere ed elaborare una determinata tipologia di emozione (Rasa) tramite differenti combinazioni di note e intervalli, con una nota "tonica" di base fissa.

Questi microtoni sono chiamati "Shruti", che significa "ciò che risuona", e il loro numero è stabilito in 22. Essi formano la scala su cui si posizionano le sette note della gamma per formare i differenti modi o "raga".

E' importante osservare come aspetti "omeopatici" e "compensativi" siano presenti nei Raga. I Raga sono suoni mantrici non legati a fattori culturali come nel caso dei Mantra tratti da linguaggi verbali, bensì sono universali come lo è la musica.

Esiste un testo vedico molto antico completamente dedicato alla musica e alla scienza dei suoni, il Gandharva Veda, di cui è giunto fino ai nostri giorni soltanto l'indice

Nel Gandharva Veda furono riuniti un gran numero di testi che si riferivano anche ad applicazioni artistiche, magiche e terapeutiche dei fenomeni sonori.

 

 

http://www.amadeux.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=17111

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php


#spaziosacro

TROVA LA CURA NATURALE

TROVA LA CURA NATURALE CON UN CLICK

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli