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Categoria: "Notizie scottanti"

YOGA NIDRA

 🌸🌸
 YOGA NIDRA


Il maestro che ha trasmesso questa cura: SWAMI SATYANANDA SARASWATI

In Yoga Nidra il corpo appare addormentato ma la coscienza e’ ben sveglia. La mente non deve dormire. Il sé deve essere mantenuto sempre sveglio.
Attraverso un percorso guidato, attraverso la rotazione della coscienza sul corpo,attraverso visualizzazioni e risoluzioni, possiamo accedere al nostro subconscio e liberarlo da tanti Samskara che sono i nostri principali fattori di disturbo: le vecchie abitudini e le tendenze;cosi’ la mente si ripulisce e il rilassamento e’ benefico.

Un’ora di Yoga Nidra e’ benefica come 4 ore di sonno normale.


Aiutati anche dalla Visualizzazione Creativa possiamo immettere in noi i Nostri SANKALPA,le nostre risoluzioni positive.

Quando praticate Yoga Nidra la vostra mente cambia ed allora, se prendete una risoluzione,un Sankalpa, ciò accadrà nella vostra vita poiche’ c’è uno stato della mente dove un’idea diventa reale.

Essa agisce meravigliosamente sulle depressioni nervose, su ipertensione, insonnia, stress, ansia e molte altre malattie fisiche e mentali.

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Se la mente può causare problemi allora può anche risolvere i problemi !

Praticare YOGA NIDRA un giorno vi offrira’ SHANTI, la pace… e, come suo scopo ultimo, anche “l’illuminazione” (parola di Swami Satyananda S.)

 

Giornata esperienziale presso

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OLIGOELEMENTO BISMUTO

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I minerali e gli oligoelementi sono micro-nutrienti, così chiamati perché il corpo ne ha bisogno solo in piccole quantità.

Gli oligoelementi hanno la funzione di attivare alcuni processi metabolici. Possono favorire o migliorare lo stato di salute quando questo è compromesso dal cattivo funzionamento di organi che, per una qualsiasi ragione, non siano più in grado di svolgere in maniera normale le proprie funzioni.

Gli oligoelementi agiscono in dosi molto piccole normalizzando i processi metabolici alterati (reazioni metaboliche) e aiutando in questo modo l'organismo a reagire.

L’utilizzo degli oligoelementi è basato sul fatto che tutte le reazioni vitali nell’organismo sono da loro provocate e regolate. Esperienze su migliaia di persone hanno dimostrato che l’applicazione di questi elementi naturali in numerose situazioni può avere effetti sorprendenti.

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Al Bismuto sono riconosciute proprietà antinfiammatorie e analgesiche, con un’azione elettiva sulle mucose e sui tessuti linfatici. Svolge un’azione benefica e certa nelle tonsilliti e nella affezioni della gola e dell’apparato O.R.L. modulando e rinforzando le difese dell’organismo. Agisce anche negli stati dolorosi gastrici e intestinali attraverso una correzione del terreno. E’ dunque indicato in caso di:

tonsilliti
otiti
tosse ostinata
gastralgie
esofagite da reflusso
dolori addominali
dispepsie

Modalità d’uso:
Bere con apposita cannuccia direttamente dalla fiala, senza diluire in acqua. Assumere lontano dai pasti, trattenendo il liquido sotto la lingua per 30 secondi prima di deglutire.

Composizione:
Acqua ultrapura, fruttosio, bismuto. Non contiene alcool, coloranti, stabilizzanti o conservanti.

Per un effetto sinergico nel trattamento delle affezioni gastrointestinali si consiglia l’associazione con l’Oligoelemento Manganese-Rame.

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ENNEAGRAMMA

L'ENNEAGRAMMA

Enneagramma deriva dalle parole ennea e gramma ossia 9 e segno e significa disegno a nove punte. L’enneagramma è una vera e propria teoria della personalità, che vanta origini antichissime. Sarà tuttavia lo psicologo Oscar Ichazo nel 1970 a dargli valore come strumento psicologico.

Secondo questa teoria esistono 9 tipologie di personalità diverse, ossia gli enneatipi, ognuno con le sue caratteristiche peculiari.
Attraverso la scoperta e la conoscenza del proprio tipo e quindi della propria compulsione la si può progressivamente migliorare, agendo così in modo attivo e consapevole sul proprio comportamento, la visione di sé e il rapporto con gli altri. Il proprio tipo viene scelto inconsciamente dal bambino verso i quattro/cinque anni, e dipende dal rapporto tra esso e il mondo esterno, in particolar modo con i genitori.


La particolarità dello strumento che ne deriva sta nel fatto che le tipologie di personalità non sono statiche, ma dinamiche. Questo significa che l’enneatipo risultante sarebbe quindi come una fotografia di un singolo momento della nostra vita; attraverso il nostro percorso di crescita, però, probabilmente ci sposteremo da una categoria all’altra, enfatizzando e modificando determinati aspetti della nostra personalità, come credenze, comportamenti, sensazioni ed emozioni.

ENNEAGRAMMA

I tipi Uno evitano la collera, non si arrabbiano e tendono a essere perfetti in ogni
cosa
• I tipi Due evitano il bisogno, si vantano di essere di grande aiuto agli altri e non
ammettono di aver bisogno degli altri
• I tipi Tre evitano l' insuccesso, si identificano con i successi che ottengono
• I tipi Quattro evitano l' ordinarietà, si ritengono sempre speciali
• I tipi Cinque evitano il vuoto, sempre intenti ad aumentare il loro bagaglio di
conoscenze
• I tipi Sei evitano la devianza, vedono la vita come ordinata da leggi, regole e
norme
• I tipi Sette evitano il dolore, amano il divertimento e non notano il dolore altrui
• I tipi Otto evitano la debolezza, si vantano di essere forti e amano litigare
• I tipi Nove evitano il conflitto, non reggono le tensioni tra le persone e cercano la
pace


TIPI UNO

ENNEATIPO UNO IRA
L’enneatipo Uno non accetta la collera e si difende facendo l’opposto di ciò che pensa o
prova, e cercando l’errore fuori da sé.
In ossequio al principio che dove c’è passione c’è anche tabù, nel senso che la persona
soggetta ad una specifica passione non sembra manifestare le caratteristiche più evidenti
di quella passione, la parola Ira è scarsamente evocativa delle caratteristiche di questo
tipo.

Gli irosi, infatti, difficilmente perdono le staffe ed è anzi per loro ripugnante lo
spettacolo delle persone che non sanno controllarsi o esprimersi in modo corretto.
Siamo alla presenza di persone che sono state il classico “bravo ragazzo” e sono da
adulte ordinate, scrupolose, educate, molto laboriose e con un codice morale ferreo.
Persone che difficilmente alzano la voce per imporsi ma che sono molto attente a come
sono fatte le cose e provano facilmente un senso interiore di fastidio per quelli che,
secondo loro, non svolgono i loro compiti con la dovuta attenzione. Si può dire che la
rabbia nasce in loro proprio perché gli altri non si comportano come loro ritengono che
dovrebbero e come essi stessi fanno.
La rabbia è l’unica dei tradizionali vizi capitali che sia considerata socialmente come
munita di un doppio aspetto. A fianco, infatti, a quella che già Omero definiva come “ira
funesta”, con la sua connotazione di distruttività e sopraffazione, si è sempre distinta una
“giusta rabbia”, giustificata da considerazioni di tipo morale o ideologico.
Le persone di questo tipo non vogliono vedere in se stesse l’esistenza del primo aspetto
e s’identificano pienamente solo con il secondo. Vedono, così, il mondo secondo criteri
di giusto o sbagliato, bianco o nero, sporco o pulito e credono ciecamente di avere
pienamente ragione quando emettono i loro giudizi. Questa tendenza ad evitare ogni
comportamento non corretto o ambiguo li porta ad ammantare, quindi, le loro azioni di
un velo etico di “ buon’educazione”.
Ciò li spinge ad usare un frasario ricco di condizionali con il quale l’iroso si può
presentare come una persona animata solo da buone intenzioni. Frasi del tipo: “Dovresti
fare così”, “Sarebbe meglio che tu ti comportassi in questa maniera”, oppure
“bisognerebbe evitare questi comportamenti”, abbondano nel loro vocabolario. L’altro
cui è rivolta quest’esortazione si accorge, però, dal tono della voce e dallo sguardo, che
dietro all’apparente benevolenza c’è una durezza ed una rabbia che non ammettono
repliche.
La tendenza a perseguire una specie di “puritanesimo”, sia comportamentale sia sociale,
spinge gli irosi ad essere, spesso, i peggiori nemici di se stessi, richiedendo un’attenzione
continua (che si spinge fino alla pignoleria estrema), volta ad evitare qualsiasi possibile
disattenzione o imperfezione.
La maniera più tipica con la quale queste persone esprimono la rabbia, è in realtà la
critica, che funziona come una sorta di valvola di sicurezza in una pentola a pressione.
La critica, che assume spesso il carattere del brontolio burbero, è alimentata, come
vedremo, da una spiccata sensibilità che porta le persone di questo tipo ad avvertire
quello che è sbagliato (dal loro punto di vista egoico, ovviamente) e diventare talvolta
molto rigidi. E’ inutile pertanto chiedere ad un tipo Uno di fare, ad esempio,
un’autocritica esplicita su quello che gli altri considerano un errore, perché un Uno non
potrebbe, neppure volendo, ammettere al mondo di avere agito male o
inappropriatamente. In compenso, all’interno di se stesso il “pubblico ministero”, che la
letteratura psicoanalitica chiama super ego, avvierà uno spietato processo di riesame delle
proprie azioni. Questo rimescolio funesto o “risentimento”, che è una logica
conseguenza dell’Ira, è stato descritto con grande acume psicologico da San Giovanni
della Croce come una sorta di zelo irrequieto, teso a prevenire, mediante un
atteggiamento censorio, ogni caduta nel “vizio”.

Dato che l’Ira si trova collocata nella parte alta dell’Enneagramma, nella parte cioè che si
trova a proprio agio con l’azione pratica, sarà anche caratteristico di queste persone
un’ottima manualità ed una spiccata autonomia. Pur dando un gran valore alla propria
privacy e rispettando come principio quella degli altri, i tipi Uno controllano con
eccessiva premura il comportamento degli altri e spesso eccedono nel dare consigli
anche se gli altri non li hanno minimamente sollecitati. Un esempio letterario classico di
questa forma di manifestazione è il Grillo Parlante della favola di Pinocchio.


E’ importante tener presente inoltre, che particolari condizioni, come lo stress, possono influire sull’enneatipo risultante.

Come scoprire a quale enneatipo si appartiene?

Istruzioni per il Test completo dell’enneagramma
Per ogni domanda sono presenti nove risposte (l’enneatipo corrispondente)
Scegli quella che più ti si addice e segna su un foglio il numero corrispondente alla tua risposta.

TU COSA SEI?

1. MI SENTO REALIZZATO QUANDO RIESCO AD ESSERE:
Schietto accurato e preciso (5)
Vincente competente e concreto (3)
Disciplinato (1)
Placido equilibrato adeguato (9)
Ottimista gioioso e amabile (7)
Oculato giudizioso e capace (1)
Originale, sapiente e di belle maniere (4)
Generoso aperto e servizievole (2)
Stabile, imparziale e superiore (8)
Scrupoloso e fidato (6)
2. PER SENTIRMI A POSTO CON LA COSCIENZA DEVO:

Divertirmi, stare allegro, godermi la vita il più possibile (7)
Aiutare gli altri (2)
Essere efficiente, pratico e avere successo nei miei obiettivi (3)
Essere “diligente” e fare il mio dovere (6)
Essere forte e difendere le cause giuste (8)
Fare ogni cosa al meglio delle mie possibilità (1)
Essere “diverso”, distinguermi dalla massa (4)
Conoscere e imparare il più possibile (5)
Riposare e lasciare che la vita scorra calma (9)

3. QUANDO SONO CON GLI AMICI:
Mi sento al sicuro e mi sbilancio anche oltre il mio normale (9)
Mi piace, ma se sono molti non so chi scegliere (6)
Trovo subito qualcosa di quanto ho fatto da mostrare loro (3)
Li ascolto con molta attenzione, ma senza mettere troppo del mio (5)
Sono espansivo e mi lascio coccolare (2)
Cerco sempre nuovi stimoli da condividere con tanti diversi (7)
Sto con chi mi lascia parlare (8)
Mi trovo solo con quelli che hanno feeling con me (4)
Mi piacciono rapporti netti e precisi (1)

4. L’IMMAGINE CHE HO DI ME E’:
Sono ordinato e faccio sempre il mio dovere (6)
Sono forte e gestisco autorevolmente i miei rapporti (8)
Io sono una persona efficiente, che cerca di fare bene ogni cosa (3)
Credo di aver ragione il più delle volte (1)
Sono perspicace e comprendo bene le cose (5)
Sono calmo tranquillo e soddisfatto di come scorre la mia vita (9)
Sono simpatico e cerco di divertirmi e godermi la vita (7)
Mi muovo per primo se c’è da aiutare qualcuno (2)
Mi distinguo dagli altri in ogni cosa che faccio (4)

5. QUANDO MI AFFIDANO UN INCARICO IMPORTANTE PENSO
Non mi do pace finché non ho realizzato quanto devo (1)
Non potevano scegliere uno migliore di me e faccio pubblicità alla cosa (7)
Riesco a farla bene, se dipende solo da me (2)
Perché hanno cercato proprio me? Tuttavia lo faccio (5)
Dipende da come mi sento (4)
La faccio se mi piace, altrimenti cerco di scaricarla a qualcuno (8)
lusingato che mi abbiano cercato e farò più di quanto richiesto (3)
Appena mi sento la faccio (9)
Ho paura che mi abbiano scelto perché non c’erano altri; mi farò aiutare a farla (6)

6. IMPEGNO VOLENTIERI LE MIE FORZE PER:

Combattere per la giustizia (8)
Raggiungere i miei obiettivi (3)
Conoscere me stesso (4)
Godere le gioie della vita (7)
Vivere serenamente (9)
Ricercare la perfezione (1)
Conoscere ciò che mi circonda (5)
Collaborare con chi ho accanto (6)
Aiutare chi mi sta accanto (2)
7. LA COSA CHE MAGGIORMENTE EVITO E’:
Cedere all’ira (1)
Avere bisogno dell’aiuto di qualcuno (2)
Far vedere che sbaglio (3)
Una vita senza emozioni (4)
Avere un comportamento sbagliato (5)
Mostrare le mie debolezze (8)
Scontrarmi con qualcuno (9)
La fatica del vivere (6)
La sensazione del vuoto interiore (7)


8. COME MI COMPORTO DURANTE UNA LITE:

Cerco di prendere tempo per meditare una reazione (6)
Evito che l’altro turbi il mio equilibrio interiore (9)
Combatto, ma solo per difendermi dalla forza di chi ho di fronte (4)
Cerco di evitare lo scontro, il più delle volte non vale la pena litigare (7)
Impedisco all’altro di approfittarsi di me (5)
Difficilmente ammetto di avere torto (3)
Non faccio capire all’altro la mia rabbia (1)
Lascio che l’altro si sfoghi (2)
Difendo con forza le mie ragioni (8)

9. COSA PENSO DI ME STESSO QUANDO GLI ALTRI NON MI CAPISCONO?
So capire le cose meglio degli altri e nessuno ne conosce quante ne conosco io (5)
Lotto ogni giorno per avere il mio spazio; devo prenderlo, sennò gli altri ne approfittano (8)
Mi distinguo dagli altri e sento di non potermi adattare davvero al mondo che mi circonda (4)
Sono spesso nel giusto e le cose andrebbero meglio se si seguisse quello che dico (1)
Lascio che il mio mondo vada come va, anche se gli altri vorrebbero che mi dessi da fare per cambiarlo (9)
Voglio bene agli altri, anche se non ricevo tanto bene quanto dò (2)
Mi elevo sopra gli altri e questo li fa ingelosire (3)
Sono una persona affidabile e sto alle regole anche se gli altri non ci stanno (6)
Sono felice, ma cerco nuove cose perché voglio esserlo di più (7)
Qual è il numero che compare il maggior numero di volte? Controlla le tue risposte e così sarai riuscito a calcolare il tuo enneatipo.

Enneatipo 1

Il Perfezionista, Il Critico, Il Riformatore
il Tipo Uno è una persona impegnata a migliorare le cose dentro e fuori di sè, creando un mondo di GIUSTIZIA e ORDINE MORALE.
Si tratta di persone che apprezzano enormemente la coerenza.
Per loro è molto importante evitare quanto più possibile l’errore e tentare di raggiungere la perfezione! Fanno grande uso delle locuzioni “si deve” e “bisogna” perchè valutano istintivamente le situazioni giudicando ciò che è bene o male, ciò che è giusto o sbagliato.

Sono corretti e sinceri. Evitano la collera, non si arrabbiano e tendono a essere perfetti in ogni cosa.
Possono essere molto sagaci ed avere un “buon fiuto” risultando quasi eroi morali. Hanno senso pratico, autocontrollo e serietà ma rischiano di eccedere risultando inflessibili, pedanti, pignoli, critici verso sè stessi e verso gli altri. Possono finire per sentirsi eticamente superiori.

Enneatipo 2
L’Atruista, Il Generoso, La Nutrice
In questo caso il valore principale è AIUTARE, l’obiettivo SODDISARE I BISOGNI DELL’ALTRO.
Queste persone hanno spirito di sacrificio e sono dedite agli altri, ai quali sanno offrire sincero appoggio e aiuto.
Sono individui espansivi e danno spesso buoni consigli.

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Generealmente però, faticano a riconoscere i propri bisogni, e non ammettono di aver a loro volta bisogno degli altri.In alcuni casi possono tendere a manipolare, e utilizzare aggressività e seduzione per raggiungere i loro obbiettivi. In realtà amano essere amati ed approvati; si sentono gratificati dal riconoscimento altrui e appagati dal divenire indispensabili per gli altri.


Enneatipo 3
L’Organizzatore, Il Manager, Il Riformatore
Il suo imperativo è fare, dimostrare. Le sue parole d’ordine essere di successo, efficiente, con buona capacità progettuale, promotore capace e in grado di portare la propria squadra alla vittoria!
Si tratta di una persona che conduce gli altri, evita l’ insuccesso e si identifica con i successi che ottiene. Ha una personalità vivace e reattiva, è capace e motivata. Desidera fortemente fare bene.

In genere è un capo. Cerca di essere amato per le sue capacità e per i risultati che consegue. Il suo essere molto competitivo, tuttavia, può portarlo all’ossessione della propria immagine di vincitore e della corrispondente posizione sociale. L’apparenza diventa in questi casi molto importante, e lui è maestro nel curarla, apparendo più produttivo di quanto sia in realtà.

Tutto ciò lo porta a vive in uno stato di perenne confronto tra quello che appare e quello che è.
Il rischio, quindi, è di confondere il vero io con l’immagine creata per il gruppo a cui appartiene (dirigente in doppiopetto, supermamma che si occupa di tutto, ecc.).

Enneatipo 4
Il Romantico, L’Artista , L’Individualista
Tende ad evitare l’ ordinarietà, considerandosi sempre speciale. il suo imperativo è NON ESSERE MAI SUPERFICIALE.
Si tratta di una persona con un elevato senso artistico, gusto del bello e senso del colore.
È intuitiva, romantica e sognatrice, ma stravagante, amante dell’insolito, dell’eccentrico e di tutto ciò che è fuori dall’ordianrio.

Si esprime attraverso l’arte: può appartenere ad una categoria in cui la creatività è particolarmente importante (come il pittore, il poeta, il musicista, il designer… ), veste in maniera stravagante o ricercata.
Il suo temperamento artistico e sensibile si palesa anche nella vita privata: pensa all’amore e alle emozioni, vive creativamente la vita e non disdegna situazioni strane, scandali e cose proibite. E’ devota alla bellezza e alla passione, al sesso e all’intensità in generale.

Nello stesso tempo è una persona molto analitica ed è difficile che si senta in colpa.
A volte finisce per immergersi completamente nella dimensione tragica e malinconica della sua vita: finisce per non riuscire a vivere nel presente, rifugiandosi nel passato o sognando il futuro. Attratto da ciò che è irraggiungibile, non è mai nel “ qui ed ora”. Si blocca su un amore lontano, sulla perdita di un amico… in una continua ricerca della sofferenza.

Enneatipo 5
Il Pensatore, L’Osservatore, L’Eremita
I loro imperativi sono: ONNICONOSCENZA, SAPERE. Conoscenza è potere! L’obbiettivo prioritario è aumentare il proprio bagaglio di conoscenze. Possono essere ricercatori o inventori. Hanno una grande facilità nel raccoglie dati dalla loro torre d’avorio. Il loro investimento maggiore è nella conoscenza, nella cultura.

Possono coprire ottimamente posizioni decisionali, oppure diventare degli intellettuali. Difendono la propria intimità proteggendo la vita privata e non lasciandosi coinvolgere. Parlano poco e sono generalmente introversi, ma per contro sanno leggere abilmente la realtà, risultando ottimi osservatori. Generalmente di indole tranquilla, sono educati e gentili.

A volte tuttavia, finiscono per apparire freddi e distanti. Questo loro suddividere in scomparti, ragionando per categorie e analizzando il mondo con le armi della ragione e dell’intellettualizzazione li mantiene ad una certa distanza emotiva dagli altri. Per questo risultano spesso eccessivamente distaccati dalle persone, dai sentimenti e dalle cose.

Enneatipo 6
Il Leale, Il difensore, Il Collaboratore
Il loro imperativo è SCETTICISMO; EVITARE il pericolo DI ESSERE INFLUENZATI.
Sono persone coscienziose, tormentate dal dubbio; ragionano molto sulle intenzioni degli altri, in modo critico, diffidente, e sospettoso.

Si identificano con i deboli, sposano le cause perse, tendono sempre a mettersi al secondo posto; per questa loro capacità risultano ottimi giocatori di squadra, soldati fedeli e amici fidati. Si impegnano per una causa allo stesso modo in cui gli altri si gettano nel profitto personale. Hanno spirito di gruppo, sono pronti a sacrificare sè stessi, sono affidabili e ligi alle regole.

Evitano la devianza, poichè vedono la vita come ordinata da leggi, regole e norme. Il loro essere critici, tuttavia, può portarli a dubitare di tutto, rendendoli fortemente insicuri. Possono sentirsi perseguitati, perennemente con le spalle al muro. Le reazioni possono essere differenti.

A volte l’insicurezza cede il passo al timore, all’indecisione; gli infiniti “se” e “ma” fanno sì che il pensiero si sostituisca all’azione. La paura di essere fregati blocca l’azione, perché esporsi vorrebbe dire rendersi vulnerabili agli attacchi. In altri casi la reazione alla paura è l’aggressività. In questi casi l’atteggiamento prevalente sarà quello estremista, provocatorio, temerario.

Enneatipo 7
L’Ottimista, L’Avventuriero, Il Materialista
Il suo imperativo è CARPE DIEM!

È una persona estroversa, creativa, edonista e aperta alle opportunità che la vita offre. Vitalità, gioia ed energia la rendono attraente e piacevole. Ha mille interessi, è comunicativa e versatile, ama giocare e divertirsi; adora l’avventura, la varietà e tutto ciò che aiuta a celebrare la vita: viaggi, feste, canti, pasti al ristorante.

E’ amante del piacere ed eternamente fanciullo: si accosta alla vita in modo dilettantesco, non vuole rinunciare a niente e come Peter Pan non vuole crescere. Spesso ha problemi di peso, odia le diete e vive di eccessi, non disdegna amori occasionali.
Generalmente è felice e di buona compagnia, lo contraddistingue un perenne buon umore.
Il rovescio della medaglia consiste nella superficialità, che a volte porta ad evitare il dolore o non notare quello altrui. La tendenza a vivere molto nel presente, rende improbabile l’impegno, per mantenere aperte tutte le possibilità.
Spesso inizia le cose senza mai finirle.

Enneatipo 8
Il Capo, Il Leader, Il Protettore
Il loro imperativo è “DOMINA O SARAI DOMINATO!”.

L’idea di base è la lotta.
È individuo forte, combattivo, realista, orientato all’azione ed al lavoro. Ha opinioni chiare e profonde sulle cose. Manifesta apertamente rabbia e forza, ha grande rispetto per gli avversari che lo affrontano lealmente. Evita la debolezza, si vanta di essere forte e ama litigare. Entra in contatto in modo diretto, ad esempio attraverso il sesso o il confronto.

Ha un forte senso della giustizia: estremamente protettivo e combattivo, prende spesso le difese di sè e dei suoi cari.
Gli appartenenti a questo gruppo sono spesso avvocati o politici, comunque ottimi capi. Il rischio è l’eccesso. Spesso vivono smodatamente, troppo, troppo tardi, troppo in alto..

Non si preoccupano di dare troppa voce alla propria aggressività e autorità, risultando estremamente diretti, provocatori, litigiosi. Danno ordini volentieri, controllano tutto e tutti, tendono ad imporre il proprio potere sugli altri. Sono rissosi e possono incutere timore.

Enneatipo 9
Il Mediatore, Il Diplomatico, Il Pacificatore
Il suo motto è “L’IMPORTANTE E’ PARTECIPARE”, in armonia.
Persona calma, amichevole e pratica, è caratterizzata da bontà, semplicità e amabilità naturale. È diplomatica e sincera.

Si tratta di ottimi consiglieri, pacificatori e negoziatori estremamente utili all’interno di un sistema.
Desiderano l’armonia e sono disposti a sacrificare se stessi in suo nome.
Non sono portati a criticare o giudicare le persone, ma piuttosto cercano di riportare la riconciliazione e la pace là dove ci sono tensione e conflitto. Conoscono i bisogni dell’altro molto meglio dei propri. Tendono verso l’anonimato, senza alcun esibizionismo, preferendo situazioni anonime.

Queste persone, tuttavia , devono fare particolare attenzione a non eccedere in certi atteggiamenti:
prediligono posizioni camaleontiche evitando il conflitto, di cui non reggono la tensione, ma la loro accondiscendenza, il loro non essere mai sicure, può facilmente risultare influenzabilità ed ambivalenza.

Distogliere l’attenzione da sè stessi li porta a sostituire i propri bisogni con quelli degli altri; ma alle volte sono costretti a narcotizzare le proprie esigenze. In altri casi esprimono rabbia in modi indiretti o utilizzano l’astrazione piuttosto che combattere per un idea.

Osservatevi….c’è molto in gioco, dato che, come diceva il filosofo Arthur Schopenhauer: “La personalità dell’uomo determina in anticipo la misura della sua possibile fortuna“.

Il risultato dell’enneagramma test non è sufficiente per una diagnosi.


https://psicoadvisor.com/calcola-il-tuo-ennea gramma-test-di-autovalutazione-della-personalita-304.html

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UNA RIFLESSIONE: IL SEGNATORE E IL MAGO DUE FIGURE COMPLETAMENTE DIVERSE

L'ARTE DEL BENEDIRE
UNA RIFLESSIONE: IL SEGNATORE E IL MAGO DUE FIGURE COMPLETAMENTE DIVERSE
.
Il tema delle segnature ci accompagna sul confine tra religione e magia, e più in generale le cure popolari e i ricettari di antico regime vivono in prossimità di questo confine, con rimedi che, scivolano con ambiguità su un piano o sull’altro, qualche volta con una disinvoltura che disorienta. Ne dà buona testimonianza il Ricettario magico urbinate, un manoscritto risalente agli anni successivi al 1546, dove si incontrano elementi della secretistica, insieme con ricette di segnature, richiami alla magia naturale e operativa, e alla kabbalah. Lo scivolamento è comune anche tra i rimedi popolari quando l’invocazione a Dio e ai suoi intercessori maschera una volontà coercitiva sulla natura delle cose, e ciò è proprio della magia, che tradisce la certezza del raggiungimento degli effetti desiderati con queste raccomandazioni : “dì queste parole, compi questi atti, e per il loro potere certamente guarirai.
” Ci si rivolge a Dio, ma in realtà si evocano forze ed energie per costringere la natura a fare quello che spontaneamente non farebbe. E il mago, perché conosce e controlla le forze del cosmo e le qualità intime dei suoi elementi, tenta di piegare la natura e le potenze spirituali ai suoi voleri. !!!
Invece, attraverso la preghiera, che non piega nulla, IL SEGNATORE chiede cosa si sa e che non è dovuto e non può essere imposto, ma può essere ricevuto per volontà e grazia divina.

CHIEDERE A DIO:
Chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa (Lu 11, 9-10); infatti: Chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Nella Lettera di Giacomo questo precetto è rinforzato: C’è tra voi qualcuno che soffre? Preghi.


C’è qualcuno d’animo lieto? Canti degli inni. C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani o i Segnatori della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore: la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà (Gc 15, 13-15), e confermato nel versetto successivo: La preghiera del giusto ha una grande efficacia (Gc 15, 16).

In forza di questo precetto il curatore invoca il nome di Gesù, la Trinità, l’intermediazione di Maria e dei Santi, chiede la guarigione, e lo fa insieme con formule, sostanze e atti apparentemente estranei all’orizzonte della fede. MA NON E’ COSI’.

Non è corretto disconosce l’originalità di una sapienza popolare dove la tensione verso il cielo della trascendenza convive senza contraddizione con il legame verso la terra e le forme immanenti della vita. ! Fino a dove formule, sostanze, oggetti e gesti curativi non sono arrogati di un potere impositivo e non diventano loro stessi, non i veicoli ma, gli artefici della guarigione, fino a dove ogni rimedio è subordinato a un “a Dio piacendo e a un amen”, resta netta la distinzione che permette di non assimilare alla magia – e, per altri aspetti, alla medicina empirica – la terapeutica popolare di fede sulla quale si fondano le segnature.

L’utilizzo di elementi semplici di uso quotidiano durante il rito di guarigione non è legato al potere intrinseco di quegli elementi, ma, come espressione di religiosità naturale, rinvia al loro valore simbolico e li carica di significati mistici. Allo stesso modo, le formule e gli atti che accompagnano le preghiere nei riti di guarigione,
Segnature, per quanto somiglino a parole e gesti consueti – se ne distinguono per una forza misteriosa, mistica, sovrannaturale. Il ricorso a forme di religiosità naturale, negli usi curativi popolari, non contraddice la fede, ma asseconda la necessità di rendere visibile l’invisibile, esprime l’adesione ad archetipi della cultura che uniscono ogni uomo alla catena delle generazioni e rendono ognuno figlio della propria terra, confermandolo in un linguaggio e in un sistema di lettura e comprensione del mondo e della vita condivisi,ripetuti e tramandati da innumerevoli uomini e donne senza nome e, fosse anche solo per questo motivo, mai vissuti invano.


Fonte :
http://www.massimoangelini.it/p=37 che ringraziamo!

LE SEGNATURE:L'ARTE DEL BENEDIRE A
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UN DONO DEL MAESTRO YOGI HARBHAJAN AGLI INSEGNANTI

UN DONO DEL MAESTRO YOGI HARBHAJAN AGLI INSEGNANTI

Se vuoi imparare qualcosa leggila, se vuoi capire qualcosa scrivila, se vuoi averne la Maestria insegnala  (Yogi HarBhajan).

Come insegnante di Kundalini yoga, è il tuo corpo sottile che ha il potere di raggiungere ogni cosa e qualsiasi cosa e può cambiare la struttura molecolare in 0,0003 “trilioni” di secondo. Quello è il tuo potere.

Il tuo potere è nella tua vista, nel tuo tocco, nella tua parola.

Vista, tocco e parola. Queste sono le tre cose che hai.

Insegnare è raggiungere l’anima degli altri, perché quando l’anima viene illuminata, Dio trionfa.

Insegnare è un dono di Dio.

Ma come insegnanti potete deludere voi stessi e i vostri studenti. Io ho la mia personale attitudine di fronte a questo. Io non piaccio alla maggioranza degli studenti.

Un insegnante non è molto amorevole, non ha una personalità piacevole.

Perché la colazione dell’insegnante è l’ego del suo studente, il pranzo è la personalità dello studente e la sua tisana serale sta nel mettere lo studente così nei guai che non riesce più ad uscirne.

La sua cena sta nel porlo faccia a faccia con la morte e vedere se possa uscirne o meno.

Ora, queste sono quattro responsabilità di un insegnante. Quindi, come potete essere popolari? Dov’è la vostra popolarità? Da nessuna parte.

Dovete rendere i vostri studenti più forti di voi, migliori di voi e dieci volte più grandi di voi. Elevate i vostri studenti, affinchè un giorno siano più grandi di voi!….e lasciate andare gli altri con serenità…quelli che studenti non vogliono essere.

Il vostro completo investimento è il vostro studente.

Se al termine del vostro insegnamento il vostro studente non è più elevato di voi, siete incasinati, avete commesso un errore.

Io sono stato molto fortunato ad essere venuto per servire.

Lo scopo di un insegnante è molto semplice: donare alle persone onestamente quello che ha.

Non promuovete voi stessi o qualsiasi cosa che si adatti alle persone.

Ma date alle persone ciò che a loro serve, ciò che può elevarle: l’energia.

Non mettete una clausola a questo.

Se è una pillola amara, lasciate che sia amara. Non copritela con lo zucchero.

È molto disonesto da parte di un insegnante portare gli insegnamenti per accontentare la gente.

Insegni per formare le persone, per nutrirle, per tirare fuori la loro realtà e personalità, eliminare i loro vuoti, le loro cadute e trabocchetti interiori.

Voi avete questa capacità. Attraverso questo insegnamento voi avete una qualità davvero perfetta per stimolare la reale forza di una persona.

Non cercate la popolarità o la celebrità.

In realtà noi siamo solo dei testimoni, noi non iniziamo nessuno.

Se una persone è abbastanza folle o non sta abbastanza bene per iniziare se stesso o se stessa, la nostra iniziazione non farà alcuna differenza.

È la qualità delle persone. La qualità dei loro pensieri, la qualità della loro percezione, la qualità della loro proiezione, la qualità del loro comportamento e la qualità della loro vita che conta. Non la quantità.

Il vostro lavoro è quando parlate, quando guardate, quando ascoltate, quando camminate, quando comunicate… tutta l’attività della vostra vita crea un aspetto ed il suo effetto. Comunque lo chiamiate, tutto non è nulla se non l’energia dispiegata di Dio.

Noi abbiamo questa forza dormiente in noi. Siamo come un bocciolo di un fiore che non ha profumo.

Quando noi sbocceremo avremo profumo.

Donate alle persone l’altezza e la condizione per cui possono sbocciare e donategli il profumo con il quale possono godere della loro vita. In cambio esse ve ne saranno grate.

Potete soddisfare i vostri sentimenti, il vostro insegnare, i vostri drammi, i vostri traumi, le vostre missioni, i vostri sogni in molti altri modi.

L’insegnante è qualcuno che purifica la persona per darle l’esperienza della sua personale purezza, pietà, forza, totalità, identità del suo infinito. È questo il vostro lavoro. Non vi sto chiedendo di forzarlo, non vi sto chiedendo di estrarre un numero.

Vi sto solo spiegando cosa sia un insegnante.

Se non seguite queste poche regole, non sarete altro che predicatori.

Avrete enormi congregazioni, sarete affascinanti, avrete molto carisma e alla fine il risultato è che non ci sarà nulla- nessun succo.

Sarà un’attitudine vissuta davvero temporaneamente.

Ma una volta che toccate qualcuno in maniera molto pura, ed elevate una persona e le donate la sua personale esperienza, non la vostra, essa vi sarà grata per sempre. E godrà della vita, perché la sua percezione diventerà più grande.

Rendete grande la percezione della gente.

Quando insegnate, lasciate che lo studente sviluppi quell’esperienza.

Appena si verifica l’afflusso, ogni persona farà l’esperienza dell’elevazione.

La loro percezione diventa più forte. La loro vita diventa felice e in cambio voi ne beneficerete.

Ma c’è una regola: itarashtam tithar kashtam- nessuno venga a mani vuote!

È una regola: se una persona verrà a voi a mani vuote, senza vero desiderio di cambiare o imparare, questa persona può sedere qui per sei ore e praticare tutti i giorni… ma, al momento in cui se ne andrà da quella porta, se ne andrà a mani vuote.

“Così come venite, ve ne andrete”.

Questa è l’unica condizione e non dipende da voi o da me.

Voi siete il veicolo…voi non siete la destinaziome di una persona…voi siete il cammino…

È anche molto elegante per un insegnante ammettere cosa sa e cosa non sa.

Non ci dovrebbe essere il malinteso dello studente per cui l’insegnante sa tutto, sa far tutto, è onnipresente, onniquesto e onni-quello.

Il postino è il postino. È un uomo con la posta. Lui non comincia ad aprire e leggere le lettere.

Avete mai visto un postino arrivare a casa vostra, suonare il vostro campanello, aprire le vostre lettere e cominciare a leggervele?

Non provare a fare ciò: donate alle persone una personalità elevata e molto sottile.

Lasciate che godano della loro propria realtà. Donategli purezza, pietà. E questa è la più grande benedizione che potete fare. Quando fate questo per le persone, Dio verrà attraverso di voi.

Mi piacerebbe ripetere: la personalità di un essere umano è niente di più di un veicolo. Non è un’identità.

Nessun insegnante diventerà Guru o qualsiasi cosa simile.

Io posso farvi conoscere l’insegnante che mostra ogni falso orgoglio in questa vita- nella sua prossima incarnazione potete trovarlo in un bagno, o sotto il lavello della cucina. Lo chiamano scarafaggio.

Ma se la vostra umiltà e fede vi porteranno a vedere Dio in ogni cosa, sarete elevati al di là dei potere degli angeli. Voi godrete della realizzazione qui.

Non dovete andare in paradiso. Sentirete il paradiso qui. La psiche elettromagnetica incontrerà l’intero campo elettromagnetico e le cose cominceranno a venire a voi. Anche se lentamemnte ma prima o poi verranno.

Ma ricordate, ogni dono ricevuto, se non lo misurate con una preghiera di pari importanza, peserà su di voi.

Non importa quale regalo l’allievo può fare, non importi che donino buono o cattivo, mettetelo sull’altare.

Mi alzo al mattino e nel momento della mia preghiera io prego.

E chiedo molte, molte volte “Nel tuo nome, nella tua grazia, oh mio Signore, questa cosa è venuta come dono da te. È stata donata in Fede, quindi soddisfa la fede, perché è questo che ti rende Dio

Voi siete il veicolo. Voi non siete la destinazione della persona. Voi siete il cammino.

Stasera io vi parlo per incoraggiarvi.

Ed io neanche esisto, ad eccezione dell’essere un veicolo per questi insegnamenti.

Io ve li ho portati. Io ho portato a termine il mio compito. In caso di qualsiasi difficoltà, se volete raggiungermi, fino a che sono vivo, io sarò nella posizione di servirvi.

Nel Kundalini yoga, come nel Sat nam o nella numerologia tantrica.. più alti siete e più umili siete.

Non dimenticate questo principio. Non lasciatevi andare in questo pavoneggiarvi del “ sono un insegnante dieci persone mi seguono”. Questo profilo è sbagliato.

Tu sei un insegnante ed hai il privilegio, dalla mano di Dio e per la grazia del Guru di servire dieci persone.

Si tratta di energia diagonale. Questa eleva, muove. È l’energia a spirale. Eleva fino alla sommità.

Voi siete fisici, mentali e spirituali.

Il terreno è arato, è stato concimato e tutto è fatto. Quindi le cose sono state date.

La vostra personalità come insegnanti è basata sul puro servizio- servizio per elevare, mantenere e tenere lo spirito di una persona in alto.

Mantenere accesa la candela.

Dipende da voi, quanto volete eccellere…

Con l’ego non durerete… con meno ego non sarete mai distrutti…

Il giuramento esatto che dovete prestare è molto semplice:

“Non sono una donna, non sono un uomo, non sono una persona, non sono me stesso.

Sono un insegnante”.

Con questa forza concentrata voi funzionate. Altrimenti sbaglierete io non sono me stesso, quindi voi chi siete? Voi siete il veicolo. È la ragione per cui il mantra che apre una lezione è “Ong Namo Guru dev namo”.

Oh trasparente- Guru dev

Il trasparente mi ha reso trasparente!.

Guru significa colui che porta la luce nell’oscurità.

Mi inchino a te -Ong namo. Oh sé totale creativo! O divino, O Guru

È la ragione per cui Guru nanak ha messo prima “Ek ong Kar… è la totale permutazione e combinazione a creare questo suono.

Fare esperienza di voi stessi e di tutto in voi in questa armonia, è la bellezza della vita.

Altrimenti sarete vittime della vostra eterna e permanente paura.

Per ogni successo, per ogni conquista, per ogni amore e per ogni cosa noi vogliamo la novità

E il piacere scaturisce dalla novità, dal godere della novità. Ma c’è anche un piacere che è perenne, nel quale diventate nuovi ogni volta.

Questa è l’energia tantrica, l’energia diagonale.

Dovete resistere, non dovete fermarvi. Dovete sollevare lo spirito. Questo è quello che dovete fare. E dirò anche:”Non ci sono regole”. Semplicemente sedetevi ed onestamente vibrate il mantra “Ong Namo Guru Dev namo”. Lasciatelo passare. Simulatelo, lo realizzerete”.

La legge è: “Obbedire, Servire, Amare ed eccellere”.

Questa è l’essenza spirituale.

Occorre la stessa energia per ottenere quello che volete ottenere o per reagire.

Se volete la popolarità terrena, andate avanti. Se volete la popolarità celeste, andate avanti. Voi avete la scelta. Elevate le persone. In questo modo loro verranno a voi, per il volere di dio.

Voi li state servendo a questo scopo-per aiutarli ad andare alla loro reale casa.

Voi non insegnate con la vostra personalità..voi siete il veicolo-lasciate fluire.

Voi potete non essere elevati. Non vi preoccupate. A chi importa quale sia il vostro umore?

Se è pulito o non pulito, un elevatore è sempre un elevatore. Lo chiamano “fork (lett.forca) e lift (lett. Sollevare). Se solleva è un elevatore, altrimenti è solo una forca.

“Insegnante” significa colui che insegna come unire il finito all’infinito.

Mantenete le cose semplici. Non le complicate.

La maggior parte degli insegnanti cerca di impressionare gli studenti facendo credere di essere grandi, splendidi, fantastici, bellissimi bla, bla, bla.

Noi non impressioniamo, noi portiamo.

Voi state servendo. Dio ha anche orecchie ed occhi per vedere. Se qualcuno ha intenzione di servire, Dio arriverà. È la ragione per cui Dio è Onnipresente, Onnipotente e Onnisciente.

I vostri dubbi sono personali. Voi dovete indubbiamente servire.

Che siate meritevoli o non meritevoli, ricordate solo una cosa: quando sedete nel posto di un insegnante, non sareste seduti lì se Dio non vi avesse concesso questo onore.

Per quanto questo tempo è concesso, dipende dalla vostra preghiera. È chiaro questo? Voi siete un veicolo.
Un insegnante con una mente concentrata fa l’esperienza nel giro di secondi.. e si, insegnano e arrivano così in alto da dimenticare cosa fare dopo. È una scienza, è un’arte, funziona.

Funziona, poiché avete cominciato con l’apertura dello spazio sacro, la purezza e la pietà del mantra ed avete portato il passato, il presente ed il futuro in considerazione del tempo e dello spazio. È uno status molto elevato. Come esseri umani potreste non concepire ora cosa state facendo.

Ma attraverso il tempo e lo spazio voi realizzerete che quello che state facendo è fantastico.

Se non siete sicuri di dare una risposta giusta ad una domanda di uno studente, non siate sicuri. Non c’è una pistola puntata alla vostra testa. Se non potete rispondere, cercate la risposta, non c’è nulla di sbagliato nel chiedere del tempo in più. Talvolta anche io chiedo :”datemi del tempo”. Agli studenti non dispiace. E se non vi sentite di rispondere, dite semplicemente :”non voglio rispondere”. Voi siete l’insegnante. Non siete una persona. Ricordate il giuramento… premete il bottone giusto e ci sarà l’esperienza giusta.

E non mettete in dubbio la lezione di qualcuno, il credo, il tempo e lo spazio o qualsiasi cosa. Questo è lo status dell’eternità, del non-essere, dell’altruismo. È la pura vitalità dell’infinito. Quindi…cosa c’è da preoccuparsi? Godetevelo.

Shakti Pad è uno stato molto divertente. Dovete passarci attraverso. È chiamato “stato del dubbio di sé”.

“Io sono io sono, io non sono”. “essi sono, essi sono, essi non sono”. È, è, non è non è, non siamo, noi siamo, noi non siamo”. Ogni concetto è due volte si e una volta no è la più grande spina nel fianco. Ma è un segno; è una laurea. Se qualcuno in quel momento semplicemente diventa umile abbastanza da lasciarlo andare, non dovete nemmeno sollevare un mignolo.

Potete attraversarlo serenamente. Questo è quello che ho fatto. Io non conosco nessun’altra esperienza. Le cose hanno cominciato ad accadere quando sei a completa disposizione, io non ho voluto parteciparvi. Io ho solo lasciato fluire. Io ne stavo godendo come ogni altra persona ne godrà.

Ma colui che dona fa tutto comunque. Noi siamo solo spettatori. Possiamo ridere, possiamo godere, possiamo piangere, possiamo essere felici, ma qualcosa sta succedendo. Noi siamo parte di questo. Non c’è problema. Se voi servite qualcuno e questi vi dà un regalo di vita, voi dovete donare questo regalo a colui nella grazia del quale ciò è stato donato.

È la ragione per cui noi diciamo sul dito di giove (dito indice) il Guru più saggio :”io non sono me stesso” è la nostra Sadhana.

E :”io non sono una donna” viene prima perché jantee hai naà, viene prima la donna; viene prima l’elevazione della donna “non sono una donna. Non sono un uomo. Non sono me stesso. Sono un insegnante”. È molto semplice.

Siate semplici, siate retti e fatelo con un sorriso.

C’è una preghiera per essere umile e piacevole e chiedere perdono. Un’altra preghiera è che voi preghiate in un modo molto gentile. Un’altra preghiera è quella in cui voi sentite e purificate voi stessi…il tempo della preghiera. La preghiera è personale. La preghiera umile. La preghiera in armonia, la vostra preghiera è tra voi e il Creatore, senza regole e norme. Arriva anche uno stadio nel quale non sapete cosa state dicendo e non sapete cosa state facendo, ma sta succedendo.

Tre cose sono molto importanti nella vita, non importa cosa state facendo: siate semplici, siate retti e fatelo con un sorriso.

Non credo che qualcuno possa fallire dopo aver fatto queste tre cose.

E questa è la trinità della vita. La vita è una bugia se non praticate queste tre cose.

Quando insegnate evitate la tensione, e non siate in guerra :”io devo essere esatto”

Abbiate fiducia nel fatto che vi siete seduti e siete chi siete, l’insegnante. E Dio vi proteggerà. È ciò che significa “Ang Sang Wahe Guru (Dio è in ogni mio arto o fibra), vi proteggerà, fidatevi. È il più grande insegnamento sul pianeta. Fidatevi di Dio e continuate ad andare avanti. Non sarete feriti. Un amico non lascia che veniate feriti. Come potrebbe Dio lasciare che veniate feriti? Non vi preoccupate, siate felici.

Guru nanak dice in due parole:” Sarbat da bala” attraverso la tua grazia tu vorrai il bene di tutti. Lo scopo della vita è quello di essere buoni con tutti, compresi i vostri nemici. Perché non ci sono nemici; ci sono solo delle sfide.

E…noi insegniamo ed insegniamo ed insegniamo perché questo è l’unico modo che conosciamo per raggiungere, raggiungere e raggiungere la vostra anima interiore.

Insegnare è raggiungere l’anima degli altri, perché quando l’anima viene illuminata, Dio trionfa.

Insegnare è un dono di Dio.

Possa il sole splendere sempre su di voi

L’amore circondarvi

E la pura luce dentro di voi

Guidare il vostro cammino

Sat Naam

SIRI SINGH SAHIB HARBHAJAN SINGH KHALSA YOGIJI (YOGI BHAJAN)

UN DONO DEL MAESTRO YOGI HARBHAJAN AGLI INSEGNANTI

Se vuoi imparare qualcosa leggila, se vuoi capire qualcosa scrivila, se vuoi averne la Maestria insegnala (Yogi Bhajan).

Come insegnante di Kundalini yoga, è il tuo corpo sottile che ha il potere di raggiungere ogni cosa e qualsiasi cosa e può cambiare la struttura molecolare in 0,0003 “trilioni” di secondo. Quello è il tuo potere.

Il tuo potere è nella tua vista, nel tuo tocco, nella tua parola.

Vista, tocco e parola. Queste sono le tre cose che hai.

Insegnare è raggiungere l’anima degli altri, perché quando l’anima viene illuminata, Dio trionfa.

Insegnare è un dono di Dio.

Ma come insegnanti potete deludere voi stessi e i vostri studenti. Io ho la mia personale attitudine di fronte a questo. Io non piaccio alla maggioranza degli studenti.

Un insegnante non è molto amorevole, non ha una personalità piacevole.

Perché la colazione dell’insegnante è l’ego del suo studente, il pranzo è la personalità dello studente e la sua tisana serale sta nel mettere lo studente così nei guai che non riesce più ad uscirne.

La sua cena sta nel porlo faccia a faccia con la morte e vedere se possa uscirne o meno.

Ora, queste sono quattro responsabilità di un insegnante. Quindi, come potete essere popolari? Dov’è la vostra popolarità? Da nessuna parte.

Dovete rendere i vostri studenti più forti di voi, migliori di voi e dieci volte più grandi di voi. Elevate i vostri studenti, affinchè un giorno siano più grandi di voi!….e lasciate andare gli altri con serenità…quelli che studenti non vogliono essere.

Il vostro completo investimento è il vostro studente.

Se al termine del vostro insegnamento il vostro studente non è più elevato di voi, siete incasinati, avete commesso un errore.

Io sono stato molto fortunato ad essere venuto per servire.

Lo scopo di un insegnante è molto semplice: donare alle persone onestamente quello che ha.

Non promuovete voi stessi o qualsiasi cosa che si adatti alle persone.

Ma date alle persone ciò che a loro serve, ciò che può elevarle: l’energia.

Non mettete una clausola a questo.

Se è una pillola amara, lasciate che sia amara. Non copritela con lo zucchero.

È molto disonesto da parte di un insegnante portare gli insegnamenti per accontentare la gente.

Insegni per formare le persone, per nutrirle, per tirare fuori la loro realtà e personalità, eliminare i loro vuoti, le loro cadute e trabocchetti interiori.

Voi avete questa capacità. Attraverso questo insegnamento voi avete una qualità davvero perfetta per stimolare la reale forza di una persona.

Non cercate la popolarità o la celebrità.

In realtà noi siamo solo dei testimoni, noi non iniziamo nessuno.

Se una persone è abbastanza folle o non sta abbastanza bene per iniziare se stesso o se stessa, la nostra iniziazione non farà alcuna differenza.

È la qualità delle persone. La qualità dei loro pensieri, la qualità della loro percezione, la qualità della loro proiezione, la qualità del loro comportamento e la qualità della loro vita che conta. Non la quantità.

Il vostro lavoro è quando parlate, quando guardate, quando ascoltate, quando camminate, quando comunicate… tutta l’attività della vostra vita crea un aspetto ed il suo effetto. Comunque lo chiamiate, tutto non è nulla se non l’energia dispiegata di Dio.

Noi abbiamo questa forza dormiente in noi. Siamo come un bocciolo di un fiore che non ha profumo.

Quando noi sbocceremo avremo profumo.

Donate alle persone l’altezza e la condizione per cui possono sbocciare e donategli il profumo con il quale possono godere della loro vita. In cambio esse ve ne saranno grate.

Potete soddisfare i vostri sentimenti, il vostro insegnare, i vostri drammi, i vostri traumi, le vostre missioni, i vostri sogni in molti altri modi.

L’insegnante è qualcuno che purifica la persona per darle l’esperienza della sua personale purezza, pietà, forza, totalità, identità del suo infinito. È questo il vostro lavoro. Non vi sto chiedendo di forzarlo, non vi sto chiedendo di estrarre un numero.

Vi sto solo spiegando cosa sia un insegnante.

Se non seguite queste poche regole, non sarete altro che predicatori.

Avrete enormi congregazioni, sarete affascinanti, avrete molto carisma e alla fine il risultato è che non ci sarà nulla- nessun succo.

Sarà un’attitudine vissuta davvero temporaneamente.

Ma una volta che toccate qualcuno in maniera molto pura, ed elevate una persona e le donate la sua personale esperienza, non la vostra, essa vi sarà grata per sempre. E godrà della vita, perché la sua percezione diventerà più grande.

Rendete grande la percezione della gente.

Quando insegnate, lasciate che lo studente sviluppi quell’esperienza.

Appena si verifica l’afflusso, ogni persona farà l’esperienza dell’elevazione.

La loro percezione diventa più forte. La loro vita diventa felice e in cambio voi ne beneficerete.

Ma c’è una regola: itarashtam tithar kashtam- nessuno venga a mani vuote!

È una regola: se una persona verrà a voi a mani vuote, senza vero desiderio di cambiare o imparare, questa persona può sedere qui per sei ore e praticare tutti i giorni… ma, al momento in cui se ne andrà da quella porta, se ne andrà a mani vuote.

“Così come venite, ve ne andrete”.

Questa è l’unica condizione e non dipende da voi o da me.

Voi siete il veicolo…voi non siete la destinaziome di una persona…voi siete il cammino…

È anche molto elegante per un insegnante ammettere cosa sa e cosa non sa.

Non ci dovrebbe essere il malinteso dello studente per cui l’insegnante sa tutto, sa far tutto, è onnipresente, onniquesto e onni-quello.

Il postino è il postino. È un uomo con la posta. Lui non comincia ad aprire e leggere le lettere.

Avete mai visto un postino arrivare a casa vostra, suonare il vostro campanello, aprire le vostre lettere e cominciare a leggervele?

Non provare a fare ciò: donate alle persone una personalità elevata e molto sottile.

Lasciate che godano della loro propria realtà. Donategli purezza, pietà. E questa è la più grande benedizione che potete fare. Quando fate questo per le persone, Dio verrà attraverso di voi.

Mi piacerebbe ripetere: la personalità di un essere umano è niente di più di un veicolo. Non è un’identità.

Nessun insegnante diventerà Guru o qualsiasi cosa simile.

Io posso farvi conoscere l’insegnante che mostra ogni falso orgoglio in questa vita- nella sua prossima incarnazione potete trovarlo in un bagno, o sotto il lavello della cucina. Lo chiamano scarafaggio.

Ma se la vostra umiltà e fede vi porteranno a vedere Dio in ogni cosa, sarete elevati al di là dei potere degli angeli. Voi godrete della realizzazione qui.

Non dovete andare in paradiso. Sentirete il paradiso qui. La psiche elettromagnetica incontrerà l’intero campo elettromagnetico e le cose cominceranno a venire a voi. Anche se lentamemnte ma prima o poi verranno.

Ma ricordate, ogni dono ricevuto, se non lo misurate con una preghiera di pari importanza, peserà su di voi.

Non importa quale regalo l’allievo può fare, non importi che donino buono o cattivo, mettetelo sull’altare.

Mi alzo al mattino e nel momento della mia preghiera io prego.

E chiedo molte, molte volte “Nel tuo nome, nella tua grazia, oh mio Signore, questa cosa è venuta come dono da te. È stata donata in Fede, quindi soddisfa la fede, perché è questo che ti rende Dio

Voi siete il veicolo. Voi non siete la destinazione della persona. Voi siete il cammino.

Stasera io vi parlo per incoraggiarvi.

Ed io neanche esisto, ad eccezione dell’essere un veicolo per questi insegnamenti.

Io ve li ho portati. Io ho portato a termine il mio compito. In caso di qualsiasi difficoltà, se volete raggiungermi, fino a che sono vivo, io sarò nella posizione di servirvi.

Nel Kundalini yoga, come nel Sat nam o nella numerologia tantrica.. più alti siete e più umili siete.

Non dimenticate questo principio. Non lasciatevi andare in questo pavoneggiarvi del “ sono un insegnante dieci persone mi seguono”. Questo profilo è sbagliato.

Tu sei un insegnante ed hai il privilegio, dalla mano di Dio e per la grazia del Guru di servire dieci persone.

Si tratta di energia diagonale. Questa eleva, muove. È l’energia a spirale. Eleva fino alla sommità.

Voi siete fisici, mentali e spirituali.

Il terreno è arato, è stato concimato e tutto è fatto. Quindi le cose sono state date.

La vostra personalità come insegnanti è basata sul puro servizio- servizio per elevare, mantenere e tenere lo spirito di una persona in alto.

Mantenere accesa la candela.

Dipende da voi, quanto volete eccellere…

Con l’ego non durerete… con meno ego non sarete mai distrutti…

Il giuramento esatto che dovete prestare è molto semplice:

“Non sono una donna, non sono un uomo, non sono una persona, non sono me stesso.

Sono un insegnante”.

Con questa forza concentrata voi funzionate. Altrimenti sbaglierete io non sono me stesso, quindi voi chi siete? Voi siete il veicolo. È la ragione per cui il mantra che apre una lezione è “Ong Namo Guru dev namo”.

Oh trasparente- Guru dev

Il trasparente mi ha reso trasparente!.

Guru significa colui che porta la luce nell’oscurità.

Mi inchino a te -Ong namo. Oh sé totale creativo! O divino, O Guru

È la ragione per cui Guru nanak ha messo prima “Ek ong Kar… è la totale permutazione e combinazione a creare questo suono.

Fare esperienza di voi stessi e di tutto in voi in questa armonia, è la bellezza della vita.

Altrimenti sarete vittime della vostra eterna e permanente paura.

Per ogni successo, per ogni conquista, per ogni amore e per ogni cosa noi vogliamo la novità

E il piacere scaturisce dalla novità, dal godere della novità. Ma c’è anche un piacere che è perenne, nel quale diventate nuovi ogni volta.

Questa è l’energia tantrica, l’energia diagonale.

Dovete resistere, non dovete fermarvi. Dovete sollevare lo spirito. Questo è quello che dovete fare. E dirò anche:”Non ci sono regole”. Semplicemente sedetevi ed onestamente vibrate il mantra “Ong Namo Guru Dev namo”. Lasciatelo passare. Simulatelo, lo realizzerete”.

La legge è: “Obbedire, Servire, Amare ed eccellere”.

Questa è l’essenza spirituale.

Occorre la stessa energia per ottenere quello che volete ottenere o per reagire.

Se volete la popolarità terrena, andate avanti. Se volete la popolarità celeste, andate avanti. Voi avete la scelta. Elevate le persone. In questo modo loro verranno a voi, per il volere di dio.

Voi li state servendo a questo scopo-per aiutarli ad andare alla loro reale casa.

Voi non insegnate con la vostra personalità..voi siete il veicolo-lasciate fluire.

Voi potete non essere elevati. Non vi preoccupate. A chi importa quale sia il vostro umore?

Se è pulito o non pulito, un elevatore è sempre un elevatore. Lo chiamano “fork (lett.forca) e lift (lett. Sollevare). Se solleva è un elevatore, altrimenti è solo una forca.

“Insegnante” significa colui che insegna come unire il finito all’infinito.

Mantenete le cose semplici. Non le complicate.

La maggior parte degli insegnanti cerca di impressionare gli studenti facendo credere di essere grandi, splendidi, fantastici, bellissimi bla, bla, bla.

Noi non impressioniamo, noi portiamo.

Voi state servendo. Dio ha anche orecchie ed occhi per vedere. Se qualcuno ha intenzione di servire, Dio arriverà. È la ragione per cui Dio è Onnipresente, Onnipotente e Onnisciente.

I vostri dubbi sono personali. Voi dovete indubbiamente servire.

Che siate meritevoli o non meritevoli, ricordate solo una cosa: quando sedete nel posto di un insegnante, non sareste seduti lì se Dio non vi avesse concesso questo onore.

Per quanto questo tempo è concesso, dipende dalla vostra preghiera. È chiaro questo? Voi siete un veicolo.
Un insegnante con una mente concentrata fa l’esperienza nel giro di secondi.. e si, insegnano e arrivano così in alto da dimenticare cosa fare dopo. È una scienza, è un’arte, funziona.

Funziona, poiché avete cominciato con l’apertura dello spazio sacro, la purezza e la pietà del mantra ed avete portato il passato, il presente ed il futuro in considerazione del tempo e dello spazio. È uno status molto elevato. Come esseri umani potreste non concepire ora cosa state facendo.

Ma attraverso il tempo e lo spazio voi realizzerete che quello che state facendo è fantastico.

Se non siete sicuri di dare una risposta giusta ad una domanda di uno studente, non siate sicuri. Non c’è una pistola puntata alla vostra testa. Se non potete rispondere, cercate la risposta, non c’è nulla di sbagliato nel chiedere del tempo in più. Talvolta anche io chiedo :”datemi del tempo”. Agli studenti non dispiace. E se non vi sentite di rispondere, dite semplicemente :”non voglio rispondere”. Voi siete l’insegnante. Non siete una persona. Ricordate il giuramento… premete il bottone giusto e ci sarà l’esperienza giusta.

E non mettete in dubbio la lezione di qualcuno, il credo, il tempo e lo spazio o qualsiasi cosa. Questo è lo status dell’eternità, del non-essere, dell’altruismo. È la pura vitalità dell’infinito. Quindi…cosa c’è da preoccuparsi? Godetevelo.

Shakti Pad è uno stato molto divertente. Dovete passarci attraverso. È chiamato “stato del dubbio di sé”.

“Io sono io sono, io non sono”. “essi sono, essi sono, essi non sono”. È, è, non è non è, non siamo, noi siamo, noi non siamo”. Ogni concetto è due volte si e una volta no è la più grande spina nel fianco. Ma è un segno; è una laurea. Se qualcuno in quel momento semplicemente diventa umile abbastanza da lasciarlo andare, non dovete nemmeno sollevare un mignolo.

Potete attraversarlo serenamente. Questo è quello che ho fatto. Io non conosco nessun’altra esperienza. Le cose hanno cominciato ad accadere quando sei a completa disposizione, io non ho voluto parteciparvi. Io ho solo lasciato fluire. Io ne stavo godendo come ogni altra persona ne godrà.

Ma colui che dona fa tutto comunque. Noi siamo solo spettatori. Possiamo ridere, possiamo godere, possiamo piangere, possiamo essere felici, ma qualcosa sta succedendo. Noi siamo parte di questo. Non c’è problema. Se voi servite qualcuno e questi vi dà un regalo di vita, voi dovete donare questo regalo a colui nella grazia del quale ciò è stato donato.

È la ragione per cui noi diciamo sul dito di giove (dito indice) il Guru più saggio :”io non sono me stesso” è la nostra Sadhana.

E :”io non sono una donna” viene prima perché jantee hai naà, viene prima la donna; viene prima l’elevazione della donna “non sono una donna. Non sono un uomo. Non sono me stesso. Sono un insegnante”. È molto semplice.

Siate semplici, siate retti e fatelo con un sorriso.

C’è una preghiera per essere umile e piacevole e chiedere perdono. Un’altra preghiera è che voi preghiate in un modo molto gentile. Un’altra preghiera è quella in cui voi sentite e purificate voi stessi…il tempo della preghiera. La preghiera è personale. La preghiera umile. La preghiera in armonia, la vostra preghiera è tra voi e il Creatore, senza regole e norme. Arriva anche uno stadio nel quale non sapete cosa state dicendo e non sapete cosa state facendo, ma sta succedendo.

Tre cose sono molto importanti nella vita, non importa cosa state facendo: siate semplici, siate retti e fatelo con un sorriso.

Non credo che qualcuno possa fallire dopo aver fatto queste tre cose.

E questa è la trinità della vita. La vita è una bugia se non praticate queste tre cose.

Quando insegnate evitate la tensione, e non siate in guerra :”io devo essere esatto”

Abbiate fiducia nel fatto che vi siete seduti e siete chi siete, l’insegnante. E Dio vi proteggerà. È ciò che significa “Ang Sang Wahe Guru (Dio è in ogni mio arto o fibra), vi proteggerà, fidatevi. È il più grande insegnamento sul pianeta. Fidatevi di Dio e continuate ad andare avanti. Non sarete feriti. Un amico non lascia che veniate feriti. Come potrebbe Dio lasciare che veniate feriti? Non vi preoccupate, siate felici.

Guru nanak dice in due parole:” Sarbat da bala” attraverso la tua grazia tu vorrai il bene di tutti. Lo scopo della vita è quello di essere buoni con tutti, compresi i vostri nemici. Perché non ci sono nemici; ci sono solo delle sfide.

E…noi insegniamo ed insegniamo ed insegniamo perché questo è l’unico modo che conosciamo per raggiungere, raggiungere e raggiungere la vostra anima interiore.

Insegnare è raggiungere l’anima degli altri, perché quando l’anima viene illuminata, Dio trionfa.

Insegnare è un dono di Dio.

Possa il sole splendere sempre su di voi

L’amore circondarvi

E la pura luce dentro di voi

Guidare il vostro cammino

Sat Naam

SIRI SINGH SAHIB HARBHAJAN SINGH KHALSA YOGIJI (YOGI BHAJAN)

Grazie Maestro!

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