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Categoria: "Alimentazione"

ALFA LATTOALBUMINA E REISHI PER IL BENESSERE INTESTINALE

ALFA LATTOALBUMINA E REISHI PER IL BENESSERE INTESTINALE -
corpo (intestino)

Alfa Lattoalbumina e Reishi per il benessere intestinale | Stefano Manera Blog
Le ferie estive sono un momento critico per il benessere del nostro intestino.

Al ritorno è spesso necessario recuperare una corretta funzione dopo gli sgarri.

Una molecola che può aiutarci è l’α-lattoalbumina (α-LA), una piccola proteina presente nel siero di latte umano e di molte specie animali alla quale vengono attribuite molteplici azioni biologiche quali riduzione dello stress, attività antibatterica, azione antiipertensiva, regolazione della crescita cellulare, attività antiulcera, immunomodulante, ma soprattutto specifiche azioni intestinali.

L’α-LA è la principale sieroproteina del latte umano (nel colostro materno costituisce il 40% delle proteine), ma è presente anche nel latte vaccino e in quello di altri mammiferi. Da un punto di vista fisiologico, è una proteina sintetizzata nelle cellule epiteliali, a livello dell’apparato di Golgi, della ghiandola mammaria in cui gioca un ruolo fondamentale nella sintesi del lattosio.


L’α-LA mostra, inoltre, una stretta analogia strutturale con il lisozima, spesso utilizzato come “antibiotico naturale”.

Grazie alla sua composizione amminoacidica, possiede un elevato valore nutrizionale. È, infatti, ricca di aminoacidi essenziali come triptofano e cisteina fondamentali soprattutto per l’alimentazione dei neonati.

L’α-LA, somministrata per via orale, passa indisturbata attraverso lo stomaco, a differenza di tutte le altre proteine che precipitano nell’ambiente gastrico, e giunge a livello duodenale, dove viene attaccata dagli enzimi pancreatici. Dalla digestione proteolitica dell’α-LA, da parte di pepsina, tripsina e chimotripsina, si ottengono diversi frammenti o “Biopeptidi” responsabili di molteplici azioni biologiche: antibatterica, antinfiammatoria, analgesica, antipertensiva, immunomodulatoria, pro-apoptotica, trofica e antiperistaltica.

L’α-LA, è un prebiotico dotato di proprietà fondamentali per recuperare e mantenere l’eubiosi intestinale e quindi l’equilibrio dell’intero organismo.

 

- L’α-LA, mediante la sua azione prebiotica e antibatterica, controlla l’instaurazione di una corretto microbiota intestinale.
- L’α-LA, riducendo le citochine e i mediatori flogistici, aiuta a contrastare l’infiammazione che si accompagna alla disbiosi.

- L’α-LA, supporta la funzione barriera dell’intestino.
- L’α-LA stimola la secrezione di mucine, aumentando lo strato di muco protettivo nel corpo e nell’antro dello stomaco.

 

Consiglio l'utilizzo di questo integratore su indicazione specifica del medico o del nutrizionista.

Da poco sono uscite formule contenenti funghi medicinali (reishi) che grazie all'azione adattogena, sono in grado di modulare meglio l'attività farmacodinamica della molecola e quindi l'attività antinfiammatoria.

IL FUNGO REISHI
Come ho scritto nel post precedente una molecola che può aiutarci nel ritrovare il benessere intestinale è l’α-lattoalbumina (α-LA), soprattutto se associata a un fungo dalle molteplici qualità come il reishi.

 

Chiamato anche "Fungo dei mille anni" e "Fungo dell’immortalità", il reishi è un fungo adattogeno considerato tradizionalmente un rimedio utile nel ripristinare l’equilibrio dell’organismo, contribuendo a migliorare la resistenza alle malattie.

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Ha una funzione disintossicante per il fegato e una funzione di rinforzo per il sistema immunitario.

Abbassa la pressione sanguigna, riduce il livello di colesterolo, rallenta il processo di invecchiamento, allevia le allergie, riduce i sintomi dell’asma, ha un effetto preventivo contro la bronchite cronica, stimola la produzione naturale di interferone che blocca la diffusione di virus, riduce l’insonnia e allevia gli effetti collaterali della chemioterapia.

 

Numerose pubblicazioni di studi scientifici dimostrano oggi in modo chiaro la sua efficacia nella prevenzione e nell’accompagnamento terapeutico di molte malattie.

Studi clinici hanno confermato la presenza di molteplici componenti bioattive.

Vi presento brevemente le più importanti:

 

• Il triterpene è un idrocarburo con caratteristiche bioattive. Il corpo ha bisogno di queste componenti per stimolare l’attività di alcuni immunociti che riducono i valori del colesterolo.

• Il germanio è un oligoelemento che aiuta il corpo nell’eliminazione di metalli pesanti e sostanze nocive. Favorisce inoltre l’ossigenazione delle cellule.

• Il ferro è indispensabile per la formazione dell’emoglobina ed ha un ruolo chiave per ostacolare l’ossidazione delle cellule. Concorre sia al trasposto dell’ossigeno, sia al suo immagazzinamento. Anche per le prestazioni dei muscoli è indispensabile una sufficiente assunzione di questo oligoelemento.

• Il selenio è un oligoelemento utilissimo per la vita umana ed è anche un ottimo antiossidante come ad esempio la vitamina E. Costituiscono una protezione per l’organismo in quanto sono in grado di neutralizzare i radicali liberi.

• Il magnesio è un sale minerale che agisce in particolare su ossa e denti. Il magnesio svolge inoltre un’importante azione sul metabolismo: concorre al oltre 300 attività enzimatiche.

• I polisaccaridi sono carboidrati, i principali fornitori di energia per il nostro organismo. Un’alimentazione sana dovrebbe essere costituita per il 50/60% da carboidrati.

Possiamo tratte tutti vantaggio dall’elevata qualità e dalle proprietà benefiche del fungo reishi, sappiamo infatti che la sua attività antinfiammatoria è spiccata e quindi è un ottimo alleato in associazione ad altre terapie integrative oppure utilizzato da solo.

Si consiglia di assumere sempre il reishi con abbondante acqua e in concomitanza con vitamina C.



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IL GRANO CRESO

IL GRANO CRESO

presso il Centro Ricerche del CNEN (ora ENEA) della Casaccia, vicino a Roma, scienziati e *agronomi 20 anni fa gia'lavoravano irradiando i vegetali con il cobalto-60.
Hanno creato il Grano Creso

Tutti i grani duri moderni hanno in comune il Creso nel loro DNA. Tutti nascono in laboratorio e in tutti è possibile programmare il tenore e la composizione proteica (che poi origina il glutine), il colore (punto di giallo), la taglia, la resistenza a parassiti, malattie, siccità.

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LA VERA STORIA DEL GRANO CRESO
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DI STEFANO MANERA
leggi tutto qui; https://www.stefanomanera.it/blog/la-vera-storia-del-grano-creso/

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COME LIBERARSI DAL GLIFOSATE PESTICIDI E OGM

"L'Intervista del Secolo"
al Prof. Altieri Giuseppe - agro economo

LA VIA AGROECOLOGICA E LE TRUFFE EUROPEE SU FONDI AGROAMBIENTALI e BENESSERE ANIMALE
La necessità d'intervento della corte dei conti nazionale, dopo la relazione di bocciatura della corte dei conti UE

COME LIBERARSI DAL GLIFOSATE, PESTICIDI E OGM. GUADAGNANDO TUTTI DI PIU'... In primis il bene degli agricoltori e i consumatori…
Investendo 10 miliardi di fondi europei possiamo risparmiare 30 miliardi di spese sanitarie e 20 di dissesto idrogeologico...
I conflitti d'interesse delle multinazionali e i risarcimenti necessari per le vittime dei pesticidi.

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Gli esempi delle aziende Biologiche di Federico Fazzuoli e "Pablito" ...campione del mondo anche di agroecologia… i viticultori Umbri come Raina
Leggete il libro "Come i rami della vecchia quercia" in memoria del Prof. Giorgio Celli e "Getta un seme", scaricabarile gratis dal sito dell'editore Nuove Direzioni…
La sterilizzazione di massa e i danni alla progenie dei Pesticidi e sostanze chimiche e I risultati del programma Ecofoodfertility
...e molto altro…

Salvare la vita e salvare l'Italia... tra diritti e doveri.

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Olio extravergine di oliva, quali sono le proprieta' e i benefici dei polifenoli?

Olio extravergine di oliva, quali sono le proprieta' e i benefici dei polifenoli?

Tutti riconoscono che l’olio extravergine di oliva è un grande alleato di benessere ma non tutti sanno che è il contenuto in polifenoli a renderlo un vero elisir di salute a cominciare dalla prima infanzia, l’alimento ideale per proteggere il nostro organismo dallo stress ossidativo e preservarne la giovinezza.

I polifenoli sono potentissimi antiossidanti naturali dalle conclamate virtù benefiche per il nostro organismo; veri alleati di benessere e bellezza, fondamentali nell’alimentazione quotidiana di grandi e bambini.
Queste sostanze, presenti naturalmente nelle piante, sono in grado di contrastare lo stress ossidativo delle cellule, proteggendole dai danni causati dai radicali liberi e dagli agenti inquinanti. Contribuiscono altresì a contrastare l’insorgenza di patologie degenerative come l’ateriosclerosi, e di malattie cardiovascolari. Rallentano i processi d’invecchiamento e riducono anche l’incidenza di alcuni tipi di cancro.

Polifenoli dell’olio: quali sono?
Polifenoli propri dell’olio extra vergine di oliva sono in particolare l’oleuropeina e l’idrossitirosolo, che figurano tra i più potenti antiossidanti prodotti in natura e sono responsabili dei numerosi effetti benefici dell’alimento principe della dieta mediterranea, probabilmente il modello alimentare più sano al mondo, e l’oleocantale, che si stima abbia un potere antinfiammatorio !

Polifenoli dell’olio: una protezione per i nostri bambini

Con il suo contenuto di polifenoli, vitamine, Omega 3 e Omega 6, nonché di acidi grassi polinsaturi simili a quelli del latte materno, l’olio extravergine di oliva (quello buono!) è essenziale in particolare nell’alimentazione dei nostri bambini. Favorisce lo sviluppo osseo e del sistema nervoso, stimola la funzione gastrica e protegge le cellule articolando un perfetto corredo antiossidante; e tutto questo sin dal momento del concepimento tramite l’alimentazione della futura mamma.

Olio extravergine di oliva con alto contenuto di polifenoli: un elisir di giovinezza per gli adulti
Gli studi a riguardo non sono esaustivi, sebbene di sempre maggiore interesse e unanimi nel dimostrare che un consumo costante di polifenoli nella dieta può essere associato a una significativa riduzione (circa il 30%) del tasso di mortalità negli adulti.

I polifenoli proteggono l’organismo dalle tossine e dagli agenti patogeni, “spazzano” letteralmente via i radicali liberi che favoriscono le infiammazioni cellulari alla base dell’insorgenza di malattie croniche e invecchiamento.
Agiscono anche da antimicrobici, con un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio della flora intestinale e nel benessere dell’apparato digerente. Tutto questo si traduce in un buono stato di salute generale.

Oramai è confermato dai più autorevoli studiosi: l’olio extravergine di oliva ricco in polifenoli giova alla salute non solo da un punto di vista metabolico, ma anche sullo stato ossidativo, sull’infiammazione e sulla prevenzione dell’aterosclerosi e del cancro.

Assuzione e biodisponibilità dei polifenoli

I polifenoli sono capaci di neutralizzare i radicali liberi e combattere le aggressioni dei batteri. Naturalmente la loro efficacia dipende dalla quantità che riusciamo ad assorbirne tramite gli alimenti.
Ma in base a cosa un alimento è giudicato migliore di un altro nell’apporto fenolico?
Ebbene, non soltanto in base alla quantità dei nutrienti in esso presenti ma soprattutto in virtù della cosiddetta “biodisponibilità” di tali nutrienti.
Questo significa che la capacità di un nutriente di esercitare la sua azione biologica, nel caso specifico la capacità di un polifenolo ingerito di esercitare le sue virtù benefiche, dipende da un insieme di fattori che non ha a che fare semplicemente con le quantità ingerite.

I fattori che influenzano l’efficacia di un polifenolo possono essere molteplici: condizioni ambientali di crescita e coltura del frutto, interazione con altri composti all’interno dello stesso alimento, fattori legati alla persona (genetiche, patologiche, etc.), senza dimenticare i fattori legati alla lavorazione dei cibi. È sempre più difficile ricavare nutrienti dall’alimentazione perché l’industria chimica porta sulle nostre tavole alimenti completamente depauperati, sebbene più vicini al nostro gusto.
Basti pensare ai frutti di bosco: quelli che troviamo al supermercato sono grandi e dolci mentre quelli selvatici sono piccoli e aciduli. Questo perché nei frutti selvatici i polifenoli (che sono amari) non sono stati diluiti con acqua e zuccheri (come accade in quelli coltivati in serra) e, anche se probabilmente il nostro palato viziato e assetato di zuccheri apprezza meno, proprio in questi troviamo un’alta concentrazione di antiossidanti! Senza contare che l’utilizzo massivo di diserbanti e pesticidi riduce le concentrazioni di polifenoli nelle piante.

Come fare a mantenere alto il livello di polifenoli nel sangue?
L'OLIO DEI THERIANOS!

I polifenoli, una volta ingeriti, agiscono entro un paio di ore dal consumo. Dopo vengono metabolizzati ed espulsi dall’organismo. Ecco perché per mantenerne alti i livelli nel flusso sanguigno è fondamentale un’assunzione costante, possibile tramite l’immissione in ogni pasto di cibi che ne siano carichi.

In quali alimenti si trovano i polifenoli?
La frutta e la verdura colorate contengono grandi quantità di polifenoli, è risaputo. Ma esistono anche altri alimenti che possono incrementare il nostro fabbisogno giornaliero di questi nutrienti. Il cacao amaro ad esempio, la frutta rossa, il vino rosso, il tè verde, le erbe aromatiche e…SOPRATUTTO l’olio extravergine di oliva!

Come capire se un olio non è buono?
L’olio extravergine di oliva è un vero e proprio farmaco. Ma attenzione! Soltanto l’olio extravergine di alta qualità e ad alto contenuto di polifenoli può fare bene al nostro organismo. Un olio esposto al calore, all’ ossigeno e umidità diviene rancido. Un difetto inevitabile questo, che prima o poi arriva per tutti gli oli, anche i migliori, quando si esauriscono i polifenoli e l’impatto dell’aria prende il sopravvento. Negli oli scadenti, in quelli conservati nelle bottiglie di vetro trasparente o nelle oliere dei ristoranti l’odore di rancido è estremamente diffuso, spesso viene confuso con l’odore proprio dell’olio!
Mangiare un olio del genere ci sottopone a processi di invecchiamento accelerato e all’attacco dei radicali liberi, nei tessuti, nei vasi sanguigni e sulla pelle.
Ecco che ne risentono i livelli di colesterolo, il peso corporeo e tutto l’organismo, violentemente sottoposto ad una vera e propria aggressione di sostanze tossiche.

*Perché l’olio extravergine degli Intini è diverso?

Le analisi sensoriali e chimiche effettuate negli anni hanno riportato per i gli olii dei therianos contenuti in polifenoli altissimi
Un buon extravergine ne contiene circa 300/400 per kg! Questo significa che l’impegno e gli investimenti della famiglia Intini sono stati una scelta vincente per il rilancio di un settore che punta a valorizzare l’olio non come semplice condimento bensì come un alimento nutraceutico.
La selezione rigorosa della materia prima e i metodi di lavorazione sono i due fattori principali nella produzione di un buon extravergine, ma cosa fa davvero la differenza nella creazione di extravergini fuori dal coro?

Come riconoscere un olio extravergine di oliva di qualità?
Se l’olio è amaro e piccante allora fa bene
Come si manifesta il contenuto fenolico al palato? Capace di impartire precise caratteristiche sensoriali a un extravergine, il contenuto polifenolico si manifesta con note amare e piccanti quindi bando alle finte convinzioni e alle cattive abitudini alimentari. Un olio dalle spiccate proprietà benefiche non può essere dolce!
Se al palato un olio è piccante e amaro vuol dire che è di qualità, perché ricco di antinfiammatori e antiossidanti. Olive verdi, raccolte a mano e trasformate a freddo nelle 24 ore, con sistemi che ne evitano l’ossidazione, danno quasi sempre oli dalle tonalità amare e piccanti. Un olio più amaro e piccante è dunque anche più sano. Occorre soltanto imparare ad abbinarlo a tavola.

QUI NON VOGLIAMO FARE PUBBLICITA' A NESSUNO ANCHE PERCHE' CI SARANNO MOLTI CHE FANNO OLI BUONISSIMI CI INTERESSAVA IL CONTENUTO
GRAZIE!
https://oliointini.it/polifenoli-dellolio-extravergine-di-oliva-cosa-sono/

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HUMUS

HUMMUS: DOVE E COME SI TROVA?

Hummus di ceci

In Medio Oriente, l’hummus si trova praticamente ovunque. In Palestina, ad esempio, c’è in tutti i baracchini, insieme a falafel e fatayer (gli involtini ripieni, tipico street food palestinesi). Così come nei supermercati ci sono interi reparti dedicati solo all’hummus, presente in mille varianti: c’è quello di base, non condito, solo a base di ceci e tahina, quello piccante, rosso con la barbabietola, con le melanzane, e così via. Questo perché in realtà l’hummus non è un piatto che si prepara spesso a casa: il suo luogo per eccellenza sono i mercati, dove ognuno ha il suo “hummus” di fiducia. Ad esempio, al Carmel Market di Tel Aviv, di cui vi avevamo parlato a proposito dell’halva, lo fanno tutti, ma uno degli storici è indubbiamente la bottega Hummus HaCarmel. Di solito, quando fatto a regola d’arte, viene condito al momento: alla base già pronta di ceci e tahina si aggiungono prezzemolo, paprica, olio, sale, limone e si cosparge di ceci interi; in alcuni casi, anche con mandorle o pinoli tostati. Si usa consumarlo sia sul posto con un po’ di pita in accompagnamento, che a casa take away. Anche perché l’humus non ha orari: si mangia in qualsiasi momento della giornata.

3 CONSIGLI UTILI PER REALIZZARE UN HUMMUS PERFETTO
Secondo le indicazioni che ci hanno dato direttamente a Betlemme, ci sono però tre accorgimenti da sapere per preparare un hummus che sia davvero perfetto:

meglio utilizzare i ceci secchi (e quindi lasciarli a mollo una notte e poi cuocerli) rispetto a quelli già cotti in scatola;
la texture dev’essere il più fine e vellutata possibile, e non densa e granulosa come invece spesso si trova in giro;
ci dev’essere un equilibrio perfetto tra ceci, salsa tahina e limone, che sono i tre ingredienti principali. Nella versione originale, infatti, non c’è sempre l’aglio, a differenza dell’humus che troviamo in Italia, dove invece è spesso presente.
COME FARE L’HUMMUS: LA RICETTA CHE ARRIVA DIRETTAMENTE DALLA PALESTINA
Hummus ricetta
Foto di Giulia Ubaldi

Quella che segue è la ricetta “semplice”, che poi potrete condire successivamente secondo i vostri gusti, anche perché come vi abbiamo detto in precedenza ricordatevi che l’hummus si condisce sempre sul momento, mai prima.

Ingredienti

500 g ceci
150 g tahina
il succo di 2 limoni
q.b. di olio d’oliva
q.b. di sale
Procedimento

Lasciate i ceci secchi ammollo per una notte, quindi circa 10-12 ore.
Scolateli, fateli raffreddare poi metteteli a cuocere in abbondante acqua non salata a fuoco basso per il tempo necessario, almeno per un paio d’ore.
Quando sono cotti e morbidi, unite i ceci con tahina e limone e metteteli in un frullatore.
Frullate tutto, aggiungendo un po’ acqua (quanto basta), finché non diventa il più fine possibile.
Regolate di sale e poi condite a piacimento con prezzemolo, paprica, cumino, olio d’oliva, aglio e ceci decorativi per guarnizione. Servite in accompagnamento con un po’ di pane, meglio se la classica pita, il pane per eccellenza del Mediterraneo.

Allora, vi abbiamo fatto venire voglia di portare un po’ di Medio Oriente sulle vostre tavole?

BUONA GIORNATA! BUON APPETITO

www.ilgiornalecibobio,com

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