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Misteri cosmici : l'espansione accelerata dell'Universo

Nel 1998, praticamente ieri nella storia semi-millenaria della fisica moderna, il cosmologo Michael Turner coniò il termine “Universo in espansione accelerata: in qualsiasi istante, l’universo è piatto

 

 

Per ragioni abbastanza complesse, questa energia oscura deve avere una densità costante e presupporre un universo piatto, o equivalentemente con raggio di curvatura infinito, in ogni dato istante della sua evoluzione. Soltanto in base a questa ipotesi, il potenziale di campo corrispondente all’energia oscura sarà positivo, oltre che ovviamente costante, e potrà superare il potenziale gravitazionale – che è sempre negativo – oltre una certa distanza tra due corpi nell’universo, determinandone la reciproca repulsione.

In pratica, superata una certa mutua distanza tra due galassie, queste si respingeranno invece che attrarsi.

Nonostante che la natura dell’energia oscura sia quanto mai sfuggente e qualsiasi tentativo di ricondurla alle teorie fisiche standard sia estremamente problematico, le conferme della sua esistenza si sono accumulate negli ultimi 15 anni.

Negli anni ’90 del secolo scorso, l’osservazione delle supernovae del tipo IA, vere e proprie “pietre miliari” del cosmo e utilizzate per calcolare le distanze nell’universo, ha permesso di dimostrare la validità della teoria dell’espansione dell’universo formulata daHubble e da allora ogni conferma che l’universo è piatto e si espande costantementehanno rappresentato più o meno esplicitamente anche conferme dell’ipotesi dell’energia oscura. Così è stato con l’esperimento italiano Boomerang che, nel 1998 e nel 2003, ha dimostrato l’assenza di curvatura dell’universo e ha fornito la stima più accurata della densità totale di massa ed energia nell’universo.

Considerando che secondo la celebre relazione di Einstein sull’equivalenza tra massa ed energia, E=m×c2 , l’energia oscura renderebbe conto di ben il 73% dell’universo, contro poco più del 4% della materia ordinaria che tutti conosciamo. Il resto, poco meno del 23%, sarebbe da ascrivere alla materia oscura su cui torneremo più avanti.

Altri dati importantissimi sono arrivati anche dal satellite della Nasa Wmap (Wilkinson Microwave Anisotropy Probe), lanciato nel 2001 e che nei suoi nove anni di attività ha dato alla cosmologia un contributo senza precedenti.

Più recentemente, alcune misure geometriche condotte su oggetti molto lontani, come galassie e ammassi di galassie, hanno fornito ulteriori conferme che l’universo è piatto e che l’energia oscura sarebbe effettivamente il motore che lo fa espandere: tra queste, quelle condotte nel 2010 sulla base dei dati forniti dal telescopio spaziale Hubble.

Rimane comunque un dilemma irrisolto: come sia possibile che un’ interazione repulsiva così pervasiva, letteralmente universale, come quella prodotta dall’energia oscura e dal relativo potenziale di campo, non sia stata mai osservata in modo più diretto rispetto alla sola espansione accelerata dell’universo.

Accanto al 73% di energia oscura, esiste poi l’evidenza che circa il 23% dell’universo sia costituito da materia oscura, dotata di massa ma assolutamente invisibile, non emettendo alcun tipo di radiazione. Da oltre 80 anni uno dei misteri più fitti per gli astrofisici, la materia oscura è rilevabile soltanto attraverso l’attrazione gravitazionale che esercita sulle galassie, in un fenomeno che va sotto il nome di “lente gravitazionale”: questa curva la luce delle galassie nascoste dietro un ammasso di altre galassie, con un effetto di ingrandimento tanto maggiore quanto più è alta la concentrazione di materia, sia visibile che oscura.

Confrontando la massa delle galassie stimata in base alla dispersione delle relative velocità e in base alla semplice somma di tutte le masse delle galassie che compongono lo stesso gruppo, il primo metodo fornisce sempre un valore circa dieci volte superiore, come verificò per primo l’astronomo svizzero Fritz Zwicky nel 1933.

Osservando i movimenti delle galassie nell’ammasso della Vergine, dopo aver fatto la stima di tutti i possibili margini di errore, giunse alla conclusione che la massa totale dovesse superare in maniera considerevole la somma delle masse di tutte le galassie che lo costituivano.

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Materia oscura: esiste ma di natura ignota

Sulla composizione della materia oscura esistono numerose ipotesi. Secondo alcuni potrebbe essere costituita da nane scure, buchi neri,neutrini o da un gas di ipotetiche particelle comparse nei primi istanti dopo il Big Bang, comunque dotate di debolissima interazione con l’ordinaria materia visibile, cosa che renderebbe difficile individuarle.

La mappa più dettagliata della materia oscura è stata ottenuta dal telescopio spaziale Hubble alla fine del 2010, sfruttando una sorta di lente di ingrandimento cosmica. L’osservazione è stata condotta da un gruppo di ricerca del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa nell’ammasso digalassie Abell 1689, a 2,2 miliardi di anni luce dalla Terra, mentre la grande quantità di antimateria scoperta nel 2009 dallo strumento Pamela (Payload for Antimatter Matter Exploration and Light-nuclei Astrophysics) è considerata la prima prova concreta dell’esistenza della materia oscura.

Numerosi esperimenti sono in corso, tra cui quello con l’acceleratore Lhc del Cern e neiLaboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), finalizzati alla caratterizzazione della materia oscura.

Molto recentemente, il fisico Chris Kouvaris della University of South Denmark ha avanzato l’ipotesi che la mancanza di evidenza sperimentale diretta della materia oscura dipenda dalla metodologia sperimentale. Kouvaris ha osservato che “sappiamo che circa il 5% dell’universo consiste della materia come la conosciamo e di cui siamo fatti, mentre il resto – che è sconosciuto – è chiamato materia oscura, che crediamo risieda tutto intorno a noi, incluso qui sulla Terra”.

In un nuovo articolo scientifico, egli ha studiato la possibilità che la materia oscura possa in realtà interagire molto di più con la materia, cioè con gli atomi ordinari, di quanto si ritenesse finora, per cui rivelatori collocati nelle profondità della Terra, come in molti degli esperimenti correnti, possono essere “accecati” dal fatto che le particelle di materia oscura hanno perso molta della propria energia nel percorso fino al rilevatore: “In tal caso, avrebbe più senso cercare segnali della materia oscura sulla superficie della Terra”, sostiene Kouvaris. Per ovviare al problema del grande rumore di fondo prodotto dalla radiazione cosmica, Kouvaris e il coautore dell’articolo, Ian Shoemaker, propongono di cercare, invece della singola collisione di una particella di materia oscura col rilevatore, la variazione periodica del segnale complessivo dovuta alla rotazione della Terra intorno al suo asse: una successione di massimi e minimi ogni 12 ore.

Il video sottostante illustra sinteticamente i concetti fondamentali fin qui espressi, in particolare relativi all’energia oscura.

Fonte:http://www.ilprimatonazionale.it/scienza-e-tecnologia/misteri-cosmici-espansione-accelerata-universo-19605/

FONTE: Misteri cosmici: l’espansione accelerata dell’Universo

 

 

 

 

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SENO PIU' GRANDE : SOLUZIONI NATURALI

Per avere un seno che non cadente e più pieno basta invece un ''lifting'' home made. Prendi 300 grammi di argilla verde e due albumi: una volta mescolata l'argilla con mezzo bicchiere d'acqua, aggiungi i due albumi amalgamando bene tutti gli ingredienti. Per avere un effetto tensore naturale lascia il composto in frigo per 30 minuti prima di applicarlo sul décolleté. La maschera con yogurt e uova è perfetta invece per rassodare: prendi un cucchiaio di yogurt bianco, un uovo e un cucchiaio di olio a base di vitamina e applicalo sul seno. Lascialo riposare per venti minuti dopo aver indossato un reggiseno morbido e senza imbottitura. Sii costante e vedrai che i risultati ti sorprenderanno. Per avere lo stesso effetto puoi anche fare degli esercizi: appoggia le mani sulla nuca e spingi i gomiti all’indietro fino alla linea delle spalle. L'esercizio dovrà essere ripetuto 10 volte, con una pausa di 10 secondi tra una serie e l'altra.

http://www.caffeinamagazine.it/benessere/13378-stupiscilo-con-un-seno-piu-grande-i-rimedi-naturali-che-funzionano-quasi-come-la-chirurgia

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ALTRO RIMEDIO NATURALE

Veniamo ad un bel RIMEDIO NATURALE, il mio argomento preferito! Eheheh :-D Ecco qui una Ricetta Semplice per ottenere un OLIO TONIFICANTE E ANTISMAGLIATURE per il SENO:

30 ml di Oli vegetali a scelta tra Olio di Germe di Grano, Olio di Rosa Mosqueta, Olio di Argan e Olio di Jojoba.

4 gocce di Olio Essenziale di Limone.

4 gocce di Olio Essenziale di Rosmarino.

3 gocce di Vitamina E.

Quelli che vi ho scritto sono Oli Vegetali Rassodanti, potete utilizzarne a scelta uno, due o tutti, fino a riepire una bocetta di vetro scuro da 30 ml. E' una Ricetta efficace per ridare tono al seno.

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- L' Olio di Germe di Grano, è indicato per il decoltè perchè è un vero concentrato di vitamina E, antiossidante per eccellenza, sulla pelle svolge un' azione idratante, antirughe e rassodante.

- L' Olio di Rosa Mosqueta contiene oltre alla vitamina E, gli acidi grassi essenziali, l'acido linolenico e la Vitamina A che agiscono sulla rigenerazione della pelle contro gli effetti dell'invecchiamento riportando tonicità alla pelle, inoltre agisce sulla prevenzione delle smagliature.

- L' Olio di Argan è composto da oltre il 75% di acidi grassi insaturi ha una splendida azione di riparazione e rigenerazione della pelle, fondamentale per la lotta contro il rilassamento cutaneo.

- Infine l' Olio di Jojoba è ottimo per combattere le smagliature e idratare la pelle.

 

Utilizzate l' OLIO RASSODANTE E ANTISMAGLIATURE sulla pelle bagnata dal gel d'aloe vera, da un tonico, un'acqua di rose o acqua semplice :-)

Potete inoltre usarlo aggiungendone qualche goccia alla vostra crema corpo, massagiandolo in modo delicato fino al completo assorbimento.

Mi raccomando di massaggiare il seno con movimenti circolari, delicati e lenti senza effettuare una pressione eccessiva, la pelle del seno è molto sensibile! I Massaggi devono avvenire sempre dal basso verso l'alto e verso l'esterno, potete anche disegnare un 8 attorno ai seni, e non dimenticate di massaggiare anche la parte superiore del muscolo pettorale che sostiene tutto il peso del seno.

http://www.carlitadolce.com/2014/05/come-avere-un-seno-sodo-e-perfetto_15.html

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La malattia dei campi elettromagnetici, ecco i sintomi da non sottovalutare

La malattia dei campi elettromagnetici, ecco i sintomi da non sottovalutare

Vi spieghiamo sintomi e terapia dell’elettrosensibilità. Con questo termine, si indica l’insieme dei disturbi biologici e psicologici, avvertiti da alcuni soggetti in prossimità di campi elettromagnetici (c.e.m.) ad alta e bassa frequenza.

Si tratta di sintomi provocati dalla vicinanza a telefoni cellulari, stazioni radiobase, wi-fi, radar, ripetitori radio-televisivi, ponti radio, elettrodotti e anche computers, elettrodomestici e impianti elettrici delle abitazioni. Si ritiene che le persone portatrici di protesi metalliche siano particolarmente esposte all’elettrosensibilità.

La classe medica, soprattutto italiana, non è concorde nel definire cause e cure del problema. Altrove, è motivo di invalidità civile.

 

I sintomi dell’elettrosensibilità sono formicolio, prurito, insonnia, debolezza, mal di testa, nausea e malessere generale. Si riscontrano anche riduzione della memoria, bradicardia e disturbi dell’umore che possono degenerare in depressione. I pazienti riferiscono anche di accusare dolore, ad esempio quando hanno in tasca il cellulare. Oltre ai disturbi avvertiti, vi sono alcuni effetti biologici che secondo alcuni specialisti possono essere ricondotti all’esposizione ai campi elettromagnetici, come i danni a carico di alcuni organi.

 

Tali problematiche possono sussistere persino con esposizione ai c.e.m per livelli inferiori ai valori limite convenuti dalle società scientifiche e fissati dalle leggi nazionali e internazionali. In alcuni casi, è possibile individuare un evento scatenante dell’elettrosensibilità: ad esempio, un incidente elettrico che provoca folgorazione, a lungo termine, può causare i sintomi tipici di questo problema. Le occasioni di esposizione generalmente si concentrano a casa e sul posto di lavoro.

 

I pazienti affetti da elettrosensibilità sono spesso costretti a pellegrinaggi in vari ospedali alla ricerca di uno specialista in grado di comprendere realmente la situazione. In Italia, c’è molta disinformazione sul problema e i pochi professori che se ne occupano, sono largamente osteggiati. Trattandosi di una patologia relativamente recente, spesso i soggetti si trovano nella difficoltà di individuare un interlocutore che conosca in maniera approfondita il problema dell’elettrosensibilità.

Nei casi peggiori, l’incomprensione della classe medica conduce a diagnosi frettolose di patologie psichiatriche. Come per la patologia ambientale della Sensibilità Chimica Multipla, l’elettrosensibilità non figura, al momento, nell’elenco di malattie rare dell’Istituto Superiore della Sanità.

Ricordiamo, invece, che è riconosciuta come patologia da alcuni Paesi come Canada, Spagna e Francia. In quest’ultima, in particolare, esistono zone franche, libere da campi elettromagnetici, dove i malati possono vivere in tranquillità.

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Una casa per le persone elettrosensibili e malati di sensibilità chimica multipla è stata realizzata anche a Zurigo; in Svezia, è considerata malattia invalidante. A livello internazionale, si parla di ipersensibilità ai campi elettromagnetici, Electromagnetic Hypersensitivity, EHS.

Terapia

La terapia dell’elettrosensibilità si basa principalmente sull’evitamento delle esposizioni ai campi elettromagnetici. Ridurne e magari azzerarne la frequenza, significa anche limitare i disturbi legati alla patologia. Spesso, i pazienti si trovano, e a loro malgrado, a subire l’utilizzo dei wi-fi dei vicini che, da solo, può causare disabilità a chi è affetto da elettrosensibilità.

In questo caso, la libertà personale tutelata legalmente va a limitare il diritto alla salute del malato.

I pazienti, spesso, sono costretti a cambiare casa o modificarla per renderla abitabile, evitare mezzi e luoghi pubblici, cambiare radicalmente la propria vita sociale.

Cosi’ha fatto un ragazzo venuto da noi….lontano da fonti….e poi Utilizza sungite, ematite….fiore australiano…..ectc…

 

http://www.nanopress.it/salute/2014/10/08/elettrosensibilita-sintomi-e-terapia/31021/

 

 

 

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IL SUONO DELLE STELLE

Un’équipe di ricercatori ha scoperto che nel plasma stellare avviene un meccanismo fisico molto simile all’emissione sonora

Anche le stelle, a quanto pare, emettono dei suoni. Non esattamente quelli che ascoltiamo sulla Terra, naturalmente, dato che lo Spazio è praticamente vuoto (e le onde sonore hanno bisogno di un mezzo per propagarsi). Ma qualcosa di molto simile dal punto di vista della fisica. Lo ha scoperto un’équipe di ricercatori della University of York, che in uno studio appena pubblicato su Physical Review Letters racconta di aver analizzato, in laboratorio, le interazioni di luce laser ultra-intensa diretta contro un bersaglio di plasma (il gas ionizzato di cui sono composte per la maggior parte le stelle), notando, per l’appunto, l’emissione di onde sonore.

Gli scienziati, in particolare, hanno osservato che nel bilionesimo di secondo successivo all’impatto della luce laser, il plasma fluiva rapidamente da regioni di alta densità a zone di densità più bassa, accumulandosi nella zona dell’interfaccia tra le due regioni (“come per il traffico nelle strade cittadine”, spiegano i ricercatori), generando una serie di impulsi di pressione, cioè onde sonore.

Il suono, comunque, ha frequenza di oltre un bilione di Hertz, e non è dunque udibile dall’orecchio umano (né da quello di qualsiasi altro mammifero).

L’unico luogo al mondo in cui potrebbero avvenire interazioni simili a quelle che abbiamo simulato in laboratorio”, spiega John Pasley, dello York Plasma Institute al Dipartimento di fisica di York, “è la superficie delle stelle.

Quando ‘accumulano’ nuovo materiale, le stelle potrebbero generare un suono in modo analogo a quello osservato in laboratorio”.

La tecnica usata per osservare le onde sonore in laboratorio, raccontano all’Università di York, è molto simile al funzionamento degli autovelox: gli scienziati misurano precisamente la quantità di fluido che si muove nel punto colpito dal laser, su scale temporali dei bililonesimi di secondo.

 

“In parole povere, le stelle probabilmente cantano”, conclude Pasley.

“Ma, dal momento che il suono non può propagarsi nello Spazio, nessuno può sentirle”.

 

Sandro Iannaccone Sandro Iannaccone

Grazie, creatore!

 

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Carenza di vitamina D

Carenza di vitamina D

E anche se i sintomi non si manifestano troppo poca vitamina D può causare problemi di salute.Se evitate il sole, soffrite di allergia al latte o seguite una dieta vegana troppo rigorosa potreste essere a rischio di carenza di vitamina D.

 

Questa sostanza, nota anche come la “vitamina della luce del sole”, è prodotta dal nostro organismo quando la pelle viene esposta al sole ed è essenziale per avere ossa forti dato che aiuta il corpo a sfruttare il calcio. La carenza di vitamina D è stata tradizionalmente associata al rachitismo, una malattia provocata da un difetto di ossificazione della matrice osteoide di nuova formazione.

I sintomi sono dolore alle ossa e debolezza muscolare, ma in molti casi sono impercettibili. Anche se i sintomi non si manifestano, troppo poca vitamina D può causare problemi di salute: i livelli bassi di questa sostanza nel sangue sono infatti stati associati all’incremento del rischio di morte dovuto a malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo negli anziani, asma nei bambini e cancro. Secondo gli studi scientifici la vitamina D può aiutare nella prevenzione di malattie come il diabete, l’ipertensione e la sclerosi multipla.

 

Carenza di vitamina D: chi è più a rischio

Spiega Silvano Adami, reumatologo dell’Università di Verona: “Le persone più a rischio sono quelle che non assumono vitamina D, che arriva dall’alimentazione dei grassi. Per prenderla bisogna assumere grassi animali. E questo spiega per quale motivo molte persone sono carenti: perché evitano giustamente i grassi animali per altre ragioni. L’altra grande fonte di vitamina D è l’esposizione alla luce solare: noi potremmo ritenerci felici perché abbiamo abbondanza di sole, però non dimentichiamo che il sole efficace è quello delle ore centrali della giornata, soprattutto estive. D’inverno il sole non produce mai vitamina D perché è troppo basso all’orizzonte. E questo spiega chi è a rischio: gli anziani, che al sole non ci vanno per mille ragioni“.

 

Le fonti di vitamina D

Leggiamo su Personaltrainer.it: “Buone fonti alimentari divitamina D sono rappresentate da: fegato, tuorlo d’uovo, latte, burro ed oli di pesce. Una specifica integrazione di vitamina D è generalmente raccomandata durante la gravidanza e l’allattamento, ai lattanti nutriti con latte materno (quello artificiale – non per questo migliore del muliebre – è arricchito artificialmente) e talvolta ai bambini ed ai ragazzi. Nel stabilire i dosaggi raccomandati per i nuovi nati, le organizzazioni internazionali tengono conto anche della latitudine di residenza. Non dimentichiamo, comunque, che un’assunzione elevata di questa vitamina può dare fenomeni di tossicità, per cui prima di assumere integratori specifici è importante consultare il parere medico.

I rischi di un sovradosaggio includono: mineralizzazione di tessuti non ossei con calcificazioni diffuse degli organi, contrazioni e spasmi muscolari accompagnati a vomito, diarrea e mal di testa“.

 

Fonte: lafucina.it

 

 

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