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L'allievo dovrebbe intendere il Maestro non come personalita' ma come Amore.

L’allievo dovrebbe intendere il Maestro non come personalità, ma come Amore. Altrimenti rischia di cercare di emulare la “personalità” del Maestro, invece di emulare l’Amore, diventandoLo.

 

Estrappolato da : www.andreapangos.com  che ringraziamo

 

Il concetto di dedizione al Maestro va inteso come consacrazione all’Amore e alle verità  spirituali, non come devozione alla personalità, che sfocia facilmente in culto della personalità, quando gli allievi sono, in effetti, dei seguaci. Fenomeno Naturale, per mantenere la propria Naturalezza, la relazione Maestro - allievo non deve essere imbrattata da idee di particolarità.

 

Il Maestro Autentico è pienamente consapevole della propria funzione di Maestro, perché stimola la consapevolizzazione altrui, e che si tratta di una funzione naturale, ma non dà peso al fatto di essere un Maestro e afferma raramente, se lo fa, di esserLo, anche per non potenziare l’atteggiamento dualistico dell’allievo: Maestro - allievo.

 

È lo stato Naturale che Lui è a renderlo naturalmente Maestro. Pienamente consapevole che, per ordine naturale, chi non è Divenuto del tutto è allievo dei Maestri, il Maestro non reputa qualcosa di particolare “avere” degli allievi e non ha l’idea di “averne” qualcuno di particolare.

 

L’idea di discepolo prediletto è una “proiezione” degli allievi e credere di esserlo, è un ostacolo maturativo, uno degli aspetti più nocivi dell’identità immaginata spirituale.

 

Il Maestro Autentico aiuta l’allievo a dipendere sempre meno da lui, facendogli scoprire il Maestro interiore (Amore). Lascia comunque che l’allievo lo percepisca come Maestro, come punto di riferimento transitorio, per condurlo alla Scoperta dell’unico “punto di riferimento” Reale, il Maestro Reale (Assoluto, Reale Identità). Dio non guida l’allievo attraverso il Maestro Autentico, che non è un tramite, ma Dio manifesto come Amore. L’Amore non conosce dualità, il Maestro Ama l’allievo come se stesso e così lo stimola a tendere ad Amare se stesso, il prossimo e Dio con tutto se stesso.

 

Il Maestro dà all’allievo tutto ciò che questi può ricevere. Questo fa parte della sua natura, è un’espressione spontanea dello stato Maestro. Non è il Maestro a decidere quanto darà all’allievo, ma è lo stato (dell’) allievo a determinare quanto riceverà.

Il Maestro favorisce la trasformazione del vuoto esistenziale dell’allievo in Vuoto mentale, Amare. Considerando l’Amare come unica esperienza integrale, ogni stato esperienziale diverso è Vuoto esistenziale.

Libero da ogni meta e missione, il Maestro non propone all’allievo missioni da compiere. Ogni missione è un concetto e l’Amore è libertà da ogni pensiero.

 

Se, per esempio, propone all’allievo L’allievo può favorire questi processi con le affermazioni: Mi apro a consapevolizzare il Maestro interiore, oppure Mi apro consapevolizzare il Maestro Reale. di scrivere un libro o di sviluppare un proprio metodo di guarigione, non presenta ciò come missione particolare, ma come processo attraverso il quale lui può consapevolizzarsi ed esprimere le proprie capacità, come modalità di utilizzo illuminante della mente, da parte della stessa mente.

 

 

 Consapevole che dalla prospettiva della mente non Realizzata, Divenire del tutto è una meta da raggiungere, il Maestro è anche consapevole che è oltre ogni meta, perché è il compimento Naturale del singolo divenire. Il Maestro aiuta a comprendere che Divenire del tutto significa essere Divenuti Sani-Naturali.

 

Disillude così l’allievo dall’idea che maturando spiritualmente si diventa particolari, speciali.

 

La consapevolizzazione è anche dissoluzione di ogni idea di superiorità o inferiorità, di essere particolari, speciali. I maestri spirituali ordinari favoriscono prevalentemente una delle tre cosiddette vie spirituali: della Conoscenza, dell’Amore e dell’Azione. Il Maestro aiuta invece l’allievo a integrarle, il velivolo trimotore ha prestazioni migliori rispetto a uno monomotore. Per di più, l’integrazione delle tre vie porta alla moltiplicazione e non soltanto alla somma dei loro potenziali, mentre immaginarle separate rende fruibile soltanto parzialmente l’immenso potenziale della Via Integrale.

 

Apparentemente tre sono aspetti di una: l’azione sostanziale del Sapere è aiutare il Cuore ad aprirsi compiutamente alla Pace, in cui non c’è percezione di separazione tra agente e azione, che allora è Globale perché l’Agente è l’Amore. Formalmente, il Maestro può sollecitare maggiormente una delle tre vie, ma la Sua Integralità le favorisce tutte e tre contemporaneamente. L’insegnamento (del) Maestro è integrale, perché Lui stesso è eguaglianza tra Conoscenza, Amore e Azione.

L’’intero esserci del Maestro vibra di Amore, pura Conoscenza di esserci, in cui ogni azione è Pace.

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Il Maestro non nutre aspettative riguardo al progresso spirituale degli allievi, né ai benefici che potrebbe averne. Libero da aspettative, non le stimola in altri.

 

 Il Maestro è il Beneficio Massimo che la vita può avere da se stessa, Divenire del tutto.

 

Essendo praticamente l’umanità intera allieva di ogni Maestro Autentico, aspettandosi qualcosa dagli allievi il Maestro sarebbe vincolato dalle aspettative riguardo al mondo intero. Invece, è Libero dal mondo. L’allievo è insegnamento Divino parzialmente espresso, il Maestro è pieno insegnamento Divino. L’allievo non deve diventare una (brutta) copia del Maestro, ma un ottimo originale di se stesso. Il Maestro Autentico favorisce pienamente l’originalità dell’allievo, anche aiutandolo a comprendere che il divenire veritiero consiste nell’individualizzazione, non nella massificazione. Il Maestro non induce l’allievo a combattere contro il male, anche perché questo fomenterebbe conflitti, ma lo sollecita a maturare la capacità di effondere Pace, il che di per sé diminuisce il male (ostacoli per la consapevolizzazione) e aumenta il bene (processi consapevolizzanti). Il Maestro non predica sofferenza, ma indica come giungere a essere Amore, chiarendo che si tratta dell’esperienza Naturale.

 

 Con il suo essere vita pienamente consapevole, il Maestro stimola la vita allieva a viversi in modo consapevolizzante per diventare puro divertimento Divino. L’approccio alla maturazione spirituale non deve essere severo, ma serio (agire ponderato, sobrio e responsabile per Divenire del tutto) e nel contempo gioioso

 

 Il rapporto Maestro-allievo non è un rapporto analista-analizzato, l’analisi superflua è un grande ostacolo per la Spiritualità. In genere, l’analisi porta soltanto al riconoscimento di un determinato contenuto e a una sua trasformazione parziale, senza eliminare le cause del fenomeno nocivo e senza trasformarlo in Amore. Per l’Amore, che è esente da pensieri, ogni analisi è superflua, ma all’allievo, ignaro della capacità Cognitiva (dell’) Amore, l’analizzare può sembrare indispensabile e in effetti per lui lo è, poiché è succube del meccanismo del voler (che significa dover) analizzare non può farne a meno.

 

L’Amore non pensa, semplicemente Trasmuta. Per la trasformazione spirituale, l’analisi è positiva nella misura in cui rende possibile la disidentificazione dall’individualità e l’immedesimazione consapevole con l’Infinito. L’indagine sulla Reale Identità è quindi molto più efficace dell’analisi dei vari segmenti dell’individuo. Le domande spirituali, per esempio: Cosa ci fa il mondo in me?, Qual è la mia Origine come individuo?, Da dove provengo come individuo?, Qual è la Reale Identità?, non devono favorire l’analisi, ma la comparsa del Vuoto mentale, dal quale possono scaturire profonde constatazioni affrancate da ogni forma di analisi. Questi quesiti sono strumenti per bypassare il circolo vizioso dell’analisi.

 

Il Maestro stimola l’allievo a non cercare giustificazioni per non consapevolizzarsi. Per Divenire del tutto bisogna fare tutto ciò che è necessario, indipendentemente dalle condizioni e dagli ostacoli, anche perché, di norma, gli ostacoli sostanziali non sono le circostanze “esteriori”, ma le proprie idee ed emozioni superflue.

 

Il Maestro aiuta l’allievo ad aumentare la qualità delle “scelte” di vita essenziali, favorendo la sua liberazione dal superfluo, per far emergere stati in funzione della consapevolizzazione, soprattutto l’Amore, in quanto esperienza massima, e l’Estinzione in quanto stato in cui si è dissolta ogni esperienza. Ogni altra esperienza e molto relativa rispetto a questi due stati, tanta è la loro potenza di trasformare la visione della vita, anche perché: - l’Appagamento che deriva dall’Alternanza tra questi due stati, fa comprendere l’irrisorietà della felicità che l’individuo mediamente consapevole generalmente cerca e ottiene; - l’Amore e l’Estinzione favoriscono la scomparsa degli attaccamenti.

 

L’Amore non conosce attaccamento, non esiste l’attaccamento all’Amore, anche perché durante l’Amore non c’è la percezione di separazione in soggetto e oggetto, c’è Uguaglianza. L’Estinzione oltre a non conoscere attaccamento, a differenza dell’Amore, non conosce nemmeno se stessa; - l’Estinzione, in quanto assenza totale di esperienza, matura il Discernimento dello Stato non esperienziale da quello esperienziale, quindi anche il Discernimento del Reale dall’irReale.

 

 Essendo pura Conoscenza in essere, per il Maestro è naturale favorire la scomparsa dell’ignoranza riguardo alla Reale Identità, anche facilitando la dissoluzione dell’identità immaginata dell’allievo.  L’apertura dell’allievo alle vibrazioni del Maestro è di grande importanza per l’allievo e gli conviene, mentre non conviene al Maestro, perché non ha nulla da raggiungere, essendo Naturalezza da sempre e per sempre esistente. Nel rapporto tra allievo e Maestro, soltanto l’allievo ha da guadagnare. L’allievo qualitativo tende a trascendere ogni chiusura verso il Maestro, anche affermando: Mi abbandono al Maestro (che significa Mi abbandono a Me Amore), Mi apro al Maestro (che significa Mi apro a Me Amore).

 

 

 Il Maestro e l’allievo non si trovano nello stesso spazio-tempo, ognuno produce in se stesso il proprio, i cui processi influiscono sullo spazio-tempo altrui, attraverso la Coscienza Originale. La cosiddetta risonanza tra individui non avviene direttamente sulla relazione individuo-individuo, ma “indirettamente” tramite la Coscienza, di cui ogni individuo è un’espressione. La comunicazione tra Maestro e allievo è sempre vibrazionale, e può assumere forma verbale (per esempio: domande e risposte) o fisica (forma scritta dell’insegnamento, pacca sulle spalle, abbraccio…), che sono comunque modi di elaborare le vibrazioni.

 

L’influsso sostanziale del Maestro avviene nell’ambito spirituale, composto dalle vibrazioni d’Amore, e consiste nell’azione dal profondo dell’esserci che, trasformando gli schemi vibrazionali, produce miglioramenti nella proiezione del mondo sensoriale, quindi anche materiale.

 

L’allievo potra’  cosi’ accedere al suo SE’ reale

 

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