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Categoria: "Scoperte"

I telefoni cellulari e le implicazioni sanitarie sull'uomo

I telefoni cellulari e le implicazioni sanitarie sull’uomo


"Telefoni senza fili, cellulari e cordless, ancora sotto accusa per il rischio di tumori al cervello”: l'allarme arriva da ricercatori di diversi Paesi ed è contenuto nel Rapporto “Telefonia senza fili e tumori cerebrali: 15 motivi di inquietudine”, pubblicato da EM Radiation Research e disponibile online (www.radiationresearch.org).

Secondo lo studio, l'uso di questi apparecchi è pericoloso soprattutto per i bambini che rischiano più degli adulti di ammalarsi di tumore al cervello.

 

Ma ci sono anche pericoli di un aumento di tumori oculari, alle ghiandole salivari, di linfomi e leucemie. "Le ricerche, fino ad oggi finanziate dai produttori di telefonini, sottostimano i rischi" secondo le accuse degli autori del Rapporto inviato ai capi di Governo e ai media. Il Rapporto indica nel dettaglio i “vizi” di impostazione dello studio internazionale Interphone lanciato nel 1999, realizzato in 13 Paesi e finanziato dalle aziende di telefonia.

Secondo gli autori, la ricerca Interphone, voluta proprio per valutare i rischi di tumore cerebrale, sottostima il problema. I suoi “errori” rappresentano la maggioranza dei motivi d'allarme che danno il titolo allo studio e che si aggiungono ai dati sui rischi di tumore, sulla maggiore vulnerabilità dei bambini e sulla scarsa trasparenza degli studi.

Nel Rapporto i ricercatori propongono anche alcune raccomandazioni generali per ridurre i rischi delle radiazioni:

  • preservare alcuni luoghi pubblici (scuole, asili, parchi gioco eccetera) da ogni tipo di radiazione
  • organizzare campagne di comunicazione e di prevenzione destinate agli adolescenti e ai bambini
  • informare meglio il pubblico sui rischi dei dispositivi senza filo.

(fonte:adnkronos.com)


Un gruppo di persone di Santa Fe (New Messico -USA) ha chiesto di togliere i dispositivi WiFi dalle strutture pubbliche; si definiscono “elettro-sensitivi” e dichiarano di sentirsi male in prossimità di reti wireless ed anche a causa dei segnali dei cellulari.

Questo gruppo ha dichiarato che il WiFi nei luoghi pubblici (biblioteche, scuole) è da considerarsi una violazione dei diritti dei disabili (Americans with Disabilities Act) ed un avvocato sta studiando per verificare se il fatto possa essere considerato discriminazione.

L’argomento è stato trattato anche nella trasmissione Report a questo link dove fino a settembre 2009 era visibile il servizio WI-FI: SEGNALE D'ALLARME, mentre ora è stato eliminato:

http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1078399,00.html

 

Wi-Fi: Segnale di allarme
da Rai 3 - Report

 

 



Per quanto riguarda le radiazioni emesse dai telefoni cellulari, gli effetti biologici evidenziati sono di diversa natura; si distinguono infatti effetti termici (derivati da produzione di calore) ed effetti atermici (derivati da danni alle strutture cellulari).

Gli effetti termici sono causati dalle onde ad alta frequenza emesse dai telefonini: esse producono vibrazione delle componenti liquide del nostro corpo (come acqua e sangue) e provocano un aumento della temperatura corporea.

Il campo elettromagnetico causa il riscaldamento del corpo per mezzo della trasformazione in calore dell’energia radiante mediante tre principi fisici: induzione di correnti ad alta frequenza nei tessuti, modifica dell’orientamento dei dipoli molecolari e rotazione delle molecole.
L'energia radiante si trasforma in energia cinetica che si misura come innalzamento della temperatura; tale aumento di temperatura può indurre effetti di varia natura e costituire un fattore di rischio per la salute.

 

I danni biologici dipendono da quanta energia ad alta frequenza viene assorbita; al di sopra di 100 kHz sono documentate molteplici azioni termiche: alterazioni della permeabilità di membrana e modificazione dell’omeostasi e della diffusione del calcio a livello cellulare, alterazioni della funzione ghiandolare, del sistema emopoietico, immunitario  e nervoso  ed alterazione dei riflessi comportamentali .

Alla base degli effetti sanitari c’è un’alterazione del trasporto del calcio che, essendo un modulatore dell'attività cerebrale, altera i meccanismi di trasduzione del segnale intracellulare.

 

A densità di potenza maggiore (10 mW/cmq, cioè milliWatt su centimetro quadrato) si trovano alterazioni della crescita cellulare, malformazioni embrionali , offuscamento del cristallino ed ustioni interne fino all’arresto cardiaco. Per densità di potenza maggiore ai 50 mW/cmq (come ne gli incidenti per esposizione ai radar sono stati descritti mal di testa, stanchezza, letargia, paura, capogiri, nausea e vomito, aumento spontaneo della coagulazione e della probabilità di infarto.

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Un'analisi delle modalità di esposizione ha mostrato che, nel caso dei telefoni cellulari, viene assorbita dalla testa una frazione stimabile tra il 30% ed il 50% dell energia irradiata.

 

È elevato il rischio che le onde interferiscano con occhi (opacizzazione del cristallino), orecchie, cervello e gonadi (con riduzione della fertilità generando un incremento di temperatura e danni correlati come cali della memoria, glaucoma ed altri ancora.
Il surriscaldamento della zona cranica durante una telefonata, localizzato tipicamente nell’area della testa a contatto con il telefono cellulare, può essere verificato attraverso l'utilizzo di una termocamera a raggi infrarossi.


Gli effetti atermici derivano dalla componente non termica del campo magnetico e comprendono:

  • alterazioni a livello molecolare
  • alterazioni dell’equilibrio elettrochimico della membrana cellulare
  • alterazione dei meccanismi di riparazione molecolare del DNA (quest’ultimo effetto comprovante del ruolo delle radiazioni elettromagnetiche nell’origine dei processi di cancerogenesi).

La sintomatologia osservata è piuttosto aspecifica e comprende mal di testa, astenia, irritabilità e stimolazione oculare (elettrofosfeni), nelle esposizioni a microonde, mentre malformazioni negli embrioni di pollo  si sono evidenziate per esposizione a 1.5 GHz e da 0.1 a 3 mW/cmq.
Inoltre è stata dimostrata un’anormale intensa reazione (una vera e propria allergia) durante l’esposizione a campi elettrici e magnetici di debole intensità.


Numerosi ricercatori si sono adoperati per cercare di comprendere l'influenza di questi campi elettromagnetici sulla salute umana. Adey [56] ha osservato che i campi elettromagnetici ad alta frequenza provocano interazioni con il sistema immunitario (in particolar modo con i linfociti T) , con l'attività enzimatica dell’ornitinadecarbossilasi (un enzima che quando è attivo si associa all insorgenza dei tumori), con lo sviluppo del feto durante la gestazione, con i recettori e le proteine di membrana, con la crescita cellulare e la sua regolazione, con la ghiandola pineale e con le cellule cerebrali favorendo l'insorgenza del morbo di Parkinson e di altre patologie neurodegenerative .

 

Khurana sosteneva che l'uso del cellulare per almeno 10 anni può raddoppiare il rischio di cancro, evenienza quest’ultima scatenata dall’interazione di diverse cause, tra cui le mutazioni cellulari. A tal riguardo il gruppo tedesco Verum ha verificato l’effetto delle onde su animali e uomini dopo l'esposizione a campi elettromagnetici e le cellule umane hanno mostrato un aumento significativo dei danni al DNA che non sempre la cellula è in grado di riparare e che si trasmettono alle generazioni successive di cellule.

Da studi effettuati in Svezia e nei Paesi Bassi è emerso come le onde prodotte dai telefonini siano responsabili di un aumento del neuroma acustico, un tumore cerebrale benigno, riscontrato nei soggetti che utilizzano abitualmente un telefono cellulare (utilizzare abitualmente un telefonino significa utilizzare un cellulare o un cordless per circa un ora al giorno). È stata evidenziata anche una riduzione delle funzioni cognitive soprattutto nei bambini che risultano più vulnerabili dal momento che hanno le ossa craniche meno spesse ed il cervello ancora in formazione.

Appare abbastanza evidente come il danno sia in relazione con il tempo in cui si utilizza il telefono: infatti, in chi lo utilizza da più di 10 anni le possibilità di contrarre il glioma (tumore maligno che colpisce soprattutto il tessuto nervoso del cervello) sono aumentate del 20% e quelle di manifestare un neurinoma acustico del 30%.

 

Ulteriori studi sono stati effettuati per indagare la relazione che esiste tra esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza ed insorgenza della leucemia acuta infantile. È emerso che i bambini esposti a tali onde si ammalano tre volte di più rispetto ai soggetti non esposti. Juan Manuel Mejia-Arangure ha valutato la relazione tra esposizione di bambini affetti dalla sindrome di Down e per questo più predisposti all’insorgenza della leucemia e le onde elettromagnetiche. Nelle sue osservazioni sono stati messi a confronto bambini già malati con un gruppo di riferimento di bambini non malati. Sono stati considerati diversi fattori, tra i quali le caratteristiche alla nascita, lo stato sociale di appartenenza, la storia clinica della famiglia e per quasi tutti non è stata rilevata una particolare influenza. Differenti risultati sono stati ottenuti, invece, durante la valutazione dei campi magnetici nel luogo di residenza. I bambini esposti ad un'intensità di 0,6 µT (microtesla) mostrano una comparsa della malattia quattro volte superiore rispetto al campione di riferimento. Da un successivo studio tedesco è emerso come la sopravvivenza dei malati sia legata all’esposizione stessa: l’aggravamento si accelera e la mortalità si triplica.

Alcuni studiosi si sono preoccupati di capire gli effetti dell’esposizione acuta (due ore) ad una radiazione elettromagnetica. Con irraggiamenti a radiofrequenza (2.450 MHz) su cellule cerebrali di topo è stato trovato un valore statisticamente significativo (99%) di rotture delle connessioni interne del DNA. Questo tipo di rottura del DNA può portare alla distruzione delle funzioni cellulari, alla generazione di cellule cancerogene ed alla morte delle cellule stesse: l'accumulo dei danni del DNA nelle cellule del sistema nervoso centrale può essere causa di un invecchiamento precoce dell’individuo e di disordini neurovegetativi come, tra gli altri, il morbo di Alzheimer [57,58] e quello di Parkinson.

L’indagine Reflex (QUI) eseguita in Germania ha valutato il possibile impatto dannoso delle emissioni dei cellulari sul Dna umano mediante uno studio basato su uno screening della durata di quattro anni, che prendeva in considerazione le reazioni cellulari umane ed animali rispetto ad alcuni tipi di radiazioni prodotte in laboratorio. In particolare le cellule esposte a campi elettromagnetici evidenziavano un aumento della frammentazione dei filamenti di Dna, che solo in poche occasioni venivano adeguatamente riparate. È stato osservato, inoltre, che il danno rimaneva nelle generazioni cellulari successive conferendo alle stesse una potenzialità cancerogena.


Donnellan et al.  hanno dimostrato effetti clear-cut (def: lampanti) nella cellula RBL-2H3 per l'esposizione a campi elettromagnetici a 835 MHz: la velocità di sintesi del Dna e di replicazione della cellula aumentava, la distribuzione dell’actina e la morfologia della cellula si alterava e la quantità di ßexosaminidasi rilasciata in risposta ad un trasportatore ionico di calcio aumentava significativamente, in confronto a culture non esposte. La quantità di Ras nelle frazioni di membrana delle cellule esposte aumentava, i mutamenti morfologici persistevano nelle subculture successive per almeno sette giorni in assenza di ulteriori esposizioni. La radiazione ionizzante può danneggiare direttamente il Dna, ma anche indirettamente formando radicali liberi idrossilici che possono interagire con il Dna stesso. La radiazione non ionizzante, invece, non è in grado di danneggiare direttamente il Dna, ma secondo recenti ipotesi è stata osservata una possibile attività indiretta.

I normali processi metabolici producono sostanze ossidanti che possono essere neutralizzate da agenti antiossidanti. Lo stress ossidativo si verifica solo quando esiste uno squilibrio (dovuto all’alimentazione impropria oppure per l'esposizione alla contaminazione ambientale) con eccesso di sostanze ossidanti. È stato ipotizzato che l'interazione tra tessuto e radiazioni non ionizzanti può provocare tale squilibrio (crescita di radicali liberi e crollo degli antiossidanti).

È importante ricordare che un aumento delle sostanze ossidanti può avere un ruolo nell’avviare, promuovere e far progredire il cancro. L’aggiunta di una minima quantità di energia dovuta all’applicazione di un campo magnetico ELF o RF (radio frequenza) può bastare a rompere gli equilibri ossidanti/antiossidanti, in favore dei primi  

Omura e Losco  hanno sottoposto normali soggetti umani ad una esposizione di tre minuti a campi elettromagnetici generati da alcuni telefoni cellulari (824,030-848,098 MHz) posti a 5-10 cm dalla testa.

Ciò ha indotto varie anormalità nella zona in cui entrava il campo ed anche in quella di uscita (dove la anormalità fu trovata con la stessa forma dell’area di ingresso, ma l'effetto si mantenne per un tempo più breve): gli effetti usualmente si mantenevano circa per due o tre volte il tempo di esposizione sull’area esposta e da 1.6 a 2 volte sulla parte opposta. Subito dopo la cessazione dell’esposizione apparivano i seguenti effetti espressi con riferimento al tempo di esposizione del campo elettromagnetico:

  • diminuzione dell’acetilcolina (circa due o tre volte)
  • comparsa di disturbi circolatori con la presenza di trombossano B2 (circa due volte)
  • breve comparsa dell’oncogeno C-fos Ab2 (per un tempo leggermente più corto del tempo di esposizione)
  • brevissima comparsa dell’integrina alfa5betal (circa un sesto del tempo di esposizione).

Altri autori hanno effettuato questi esperimenti anche con esposizione a calcolatori, schermi televisivi a colori e forni a microonde con risultati più o meno analoghi, giungendo alla conclusione che prolungate e ripetute esposizioni a campi EM da TV (a circa 16 kHz), forni a microonde (2.45 GHz) o ad altre frequenze simili o superiori senza nessuna protezione dal campo elettromagnetico possono contribuire al possibile sviluppo di cellule cancerogene. Il consumo di cibo cotto a microonde e l'esposizione del corpo umano alle stesse per un lungo periodo di tempo può influenzare lo stato nutrizionale dell'individuo e può contribuire allìinduzione del cancro così come di alcune malattie degenerative, come il morbo di Alzheimer [57,58]. Sono stati effettuati studi in alcune zone in cui era operativo un radar che emetteva frequenze di 154-162 MHz.

Le funzioni motorie, la memoria e l'attenzione differivano significativamente in esperimenti condotti tra alcuni residenti nell’area, tra gli esposti e gruppi di controllo: bambini che vivevano di fronte al radar mostravano un'attenzione ed una memoria meno sviluppata, il loro tempo di reazione era più lento e la resistenza del loro apparato neuromuscolare era minore. Su alcune donne in stato di gravidanza che avevano adoperato apparati a microonde nei sei mesi precedenti all'inizio dello stato gravidico e fino a tre mesi dopo, è stata osservata una maggiore probabilità di aborto.

Un gruppo di studiosi del Cairo (Egitto) ha invece valutato la reazione dei feti e dei neonati dopo l'esposizione della madre ai telefonini portabili. Sono stati presi in considerazione il ritmo cardiaco dei feti e dei neonati, la produttività cardiaca dopo esposizione acuta (dieci minuti) della madre ai campi elettromagnetici EMF emessi dai telefonini portabili nel momento della composizione del numero durante la gravidanza e dopo il parto. Dai risultati è emerso un aumento statisticamente significativo del ritmo cardiaco dei feti e dei neonati ed un calo statisticamente significativo della quantità di sangue spostato ad ogni battito cardiaco e della produttività cardiaca. In uno studio effettuato da Sznigielski  sono stati esaminati per un periodo di quindici anni un gruppo di militari polacchi, di cui alcuni esposti a radiofrequenze e microonde. Si è osservato un tasso di insorgenza tumorale per il personale esposto di tutte le fasce di età molto maggiore rispetto ai non esposti (119/1.000.000abitanti contro 56/1.000.000abitanti). Dolk et al.  hanno studiato per un arco di tempo di circa 10 anni una popolazione in un area di 10 km attorno ad una stazione televisiva e ad un trasmettitore radio in modulazione di frequenza. Il rischio di leucemia, di melanoma e del cancro della vescica per gli adulti residenti nelle zone circostanti si riduceva con l'aumentare della distanza.

Lo stesso studio allargato a venti aree di trasmissione (in Gran Bretagna) evidenziava un aumento del rischio per la leucemia negli adulti in un raggio di 10 km da ogni trasmettitore.

In due località l'aumento del rischio, sempre statisticamente significativo, risultava rispettivamente del 38% e del 16%. È stato trovato un aumento significativo del rischio di cancro dovuto alle radiazioni delle radiofrequenze nel raggio di 200 metri dalle antenne di una stazione base di telefonia mobile per C-net (telefonia analogica a 450 Mhz, quella prima del GSM) rimasta in funzione per 14 anni. Gli studi effettuati sull’esposizione di cellule linfocitarie umane, fino ad un tempo massimo di 72 ore ad un campo elettromagnetico a frequenza di 639.25 Mhz e di intensità di campo elettrico di 20 V/m hanno evidenziato che tale esposizione provoca alterazioni strutturali e funzionali di queste cellule nella stessa misura di quanto già riportato per le basse frequenze.

Studi di microscopia elettronica a scansione e di microscopia confocale (def: tecnica di microscopia) dimostrano una totale perdita di microvilli (estroflessione della membrana di rivestimenti epitelilali) e pseudopodia (estroflessione mobile della membrana citoplasmatica) conseguente all'esposizione. La perdita di pseudopodia è accompagnata da una depolimerizzazione delle principali proteine citoscheletriche; viene osservata, inoltre, una notevole diminuzione nelle attività NK (Natural Killer) dei linfociti T.

La zona di studio era una zona circolare avente un raggio di circa 1200 metri intorno al trasmettitore elettronico e le persone dovevano risiedere in questa zona per almeno cinque anni. È stata valutata l'influenza dei campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari GSM-900 sui ritmi circadiani della ghiandola pineale, degli ormoni sessuali e delle ghiandole surrenali. Da questo studio emerge che le concentrazioni ormonali rimanevano fra le variazioni fisiologiche normali, ma per quanto concerne l'ormone della crescita ed il cortisolo c'erano delle diminuzioni significative di circa 28% e 12%, rispettivamente, riguardo ai livelli massimi, paragonando il periodo di esposizione di 15 giorni ed il periodo di esposizione di 30 giorni e il periodo prima dell'esposizione, ma nessuna differenza persisteva nel periodo post-esposizione.

Studi in vitro ed in vivo hanno indicato che i campi di radiofrequenza (RF) potrebbero interagire con strutture macromolecolari intracellulari. I risultati su modelli animali hanno dimostrato come i campi RF potrebbero avere effetti sul sistema riproduttivo dei mammiferi e sulle cellule degli spermatozoi. In condizioni fisiologiche la spermatogenesi è un processo bilanciato di divisione, maturazione e di immagazzinamento di cellule, è vulnerabile agli stimoli ambientali chimici e fisici. Il citoscheletro, composto di proteine, filamenti intermedi e microtubuli, potrebbe essere molto sensibile; esso è parte funzionale e strutturale della cellula in quanto ha un ruolo importante nella motilità degli spermatozoi ed è attivamente coinvolto nei cambiamenti morfologici che si producono durante la spermatogenesi.

http://www.ghiandolapineale.it/files/cem.htm

 

 

 

 

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Gli alberi che camminano, ulivi millenari che conservano storie e attraversano il tempo

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In un giorno di maggio mi fermo a prendere un caffè in un bar lungo una strada interna a confine tra Basilicata e Calabria. Un confine naturale segnato dal fiume Sinni che in silenzio si trascina, fino alla foce del Mar Jonio, le storie che il monte Papa ascolta dalle genti del Tirreno. Ed è stato qui che per la prima volta ho sentito parlare degli "alberi che camminano".

Ho offerto una sigaretta a un uomo seduto sotto una veranda coperta dal glicine a ripararsi dai primi raggi del sole che in queste zone picchiano forte per parecchi mesi. Mi siedo a fianco e insieme ci fumiamo in silenzio le "nostre" sigarette. Guardiamo la strada e ogni tanto un'auto passa a velocità ridotta salutando con il clacson il mio compagno di fumo.

- Dove andate assignurì? -Mi ha chiesto. Ho detto il nome di un paese lì vicino, ma non è vero.

Non stavo andando da nessuna parte. Avevo iniziato una strada e volevo vedere fin dove arrivava. Mi stava portando al mare e l'avevo presa dalla parte alta dell'Appennino lucano.

Quel giorno di maggio non avevo voglia di fare la solita strada e avevo deciso di seguirne una che non avevo mai fatto per intero, deviando per svincoli e incroci che penso non sarei in grado di ripetere. Comunque, non volevo dargli l'impressione di vagabondare in un giorno di maggio.

Il "assignurì", con il quale si era rivolto a me ammetteva una forma di rispetto che si ha verso lo straniero ma anche verso qualcuno che si percepisce come... distinto. (Ci tocca di tutto!!!). Non volevo rovinargli questa impressione e non ho mai risposto in dialetto.

"Conoscete qualcuno?" mi ha chiesto dopo un altro tiro di sigaretta.

"No! Non conosco nessuno, ci vado per lavoro." –ho trovato una scusa, ma mi sono reso immediatamente conto che dovevo stabilire un lavoro perché sarebbe stata la domanda successiva.

"E che lavoro fate, assignurì?" - aggiungendo - "se posso permettermi!"

"Si figuri!" - ho risposto - "lavoro con i boschi e studio gli alberi!"

"Sì, sì! Giro nei boschi e studio gli alberi." Ripetevo soprattutto a me stesso un po'compiaciuto per quella risposta imprevista. Il senso di adattamento alla strada non era completamente scomparso.

Mi scoprivo un po' Holden Caulfield e vicino al suo sentirsi "il più grande bugiardo che voi abbiate mai conosciuto". Mi ritornava in mente la copertina bianca del romanzo di Salinger e le bugie escogitate dal protagonista Holden.

Il bianco di quella copertina era così simile al bianco della barba incolta dell'uomo vicino a me.

"Ah sì! Con gli alberi?" - aveva esclamato interrompendomi dai miei pensieri - "Anche voi qui per gli alberi che camminano?"

"Sì certo solo che non so dove siano e nemmeno come trovarli. Ho sentito tante storie su di loro. Ma credo che siano invenzioni."

Mentivo ancora, ma speravo di provocare una reazione per farmi raccontare quel che sapeva sugli "alberi che camminano". Non credo avrebbe risposto ad altre domande sugli alberise avesse capito che era la prima volta che ne sentivo parlare. Si sarebbe esposto ai giudizi di un estraneo, rischiando di essere considerato un tipo strano. Questa storia degli alberi mi aveva colpito subito e sembrava che il viaggio stesse avendo la sua motivazione.

Mi stavo imbattendo in una storia che non conoscevo e mi aveva cercato. Voleva che io la ascoltassi. Ero pronto a farla mia.

"Eh, eh, eh! Non sono in tanti saperla. Anche perché se la racconti pensano di trovarsi di fronte a un ubriacone o a un chiacchierone cantastorie." ha detto con l'aria di uno che conosce il mondo e i suoi segreti.

"Capisco! Oggi non si ascolta più tanto, vero?" ho chiesto.

Oramai ero certo che avrebbe raccontato senza timore.

"Eh sì! Eh sì! Eh sì!" aveva risposto intervallando le esclamazione con il movimento del capo.

Mi ha chiesto ancora una sigaretta e gliel'ho offerta invitandolo a prendere un caffè.

"No, grazie, una birra magari!" Ed entrato nel bar ha chiesto alla signora, chiamata per nome, una birra fredda e un caffè per me.

Dopo il primo sorso, con la schiuma che ancora gli contornava le labbra ha cominciato a raccontare di questi alberi:

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"Devi sapere che qui, proprio qui c'erano i Greci, i Romani, i Turchi e tutti quanti via via fino ai piemontesi e pure i briganti."

Dal voi era passato al più confidenziale tu. Ormai io ero entrato nella sua sfera quindi poteva permettersi confidenze e rivelazioni.

"Ma proprio tutti! Questa era una terra ricca e generosa e un piatto per tutti non mancava mai!" raccontava- "All'inizio proprio, erano i Greci che non c'avevano più da mangiare e vennero in Italia! Come hanno fatto gli albanesi! Ti ricordi? Si è visto pure in televisione! Sono stati pure qua." faccio cenno di sì con la testa.

"Insieme ai Greci arrivarono pure quelli di Troia, quelli del cavallo di Ulisse. L'ho sentito da un professorone di una università che è venuto proprio qua a studiare e a scavare con un sacco di studenti stranieri."

"Ma gli alberi che c'entrano?" ho chiesto.

"Hai visto che non sai proprio niente!" diceva con fierezza.

Sorseggiava la birra mentre il mio caffè sembrava disperso.

"Quelli di Troia, quelli vivi, perché Ulisse da dentro il cavallo fece una strage, scapparono sulle navi e inseguiti dai Greci arrivarono qua. Qua fecero pace con i Greci e vissero tranquilli, tanto c'era spazio e lavoro per tutti. Quelli di Troia prima di scappare presero delle cose che potevano servire e portarono anche degli alberi di ulivo che piantarono in queste zone. Da allora questi alberi una volta cresciuti in altezza hanno incominciato a spostarsi di lato. Un po' avanti , un po' a destra, un po' a sinistra. Così un po' oggi, un po' domani, si son trovati lontani da dove erano stati piantati."

" Ma sono passati più di 3.000 anni"- rispondo io- "Saranno altri alberi!"

" Ma no! Che vuoi che siano 3000 anni per un ulivo."

"E dove sono questi ulivi? Mi ci porti? Andiamo con la mia macchina."

"Dove sono! Ehhh!"– accompagnava la frase con un gesto del braccio che indicava tutta la vallata.

"Ho capito"- dicevo - "Fa troppo caldo per togliersi dall'ombra e così?"

Non diceva niente, ma annuiva con la testa. Il mio caffè era finalmente arrivato. Pessimo. Ho fumato una sigaretta e naturalmente ne ho offerta una anche al mio compagno di tavolo per poi dirgli che dovevo andare. Lui mi ha salutato alzandosi e stringendomi con vigore la mano, avvertivo le sue dita grosse e callose. Mi sono rimesso in viaggio verso la statale che conduce alla Jonica e pensavo alle parole dell'uomo.

In effetti i Troiani compaiono spesso da queste parti. Tra Valsinni e Rotondella, lungo il fiume Sinni dalla parte che guarda al parco del Pollino c'è un sito, Lagaria, che si dice fondata da Epeo, costruttore del cavallo di legno che ingannò gli abitanti di Troia. Poi c'è l'antica Siris che alcuni vogliono fondata proprio da esuli Troiani.

Questa storia degli alberi che camminano mi ha catturato e nei giorni seguenti ho cercato tra i libri, depliant, guide. Ricordavo di aver letto qualcosa da qualche parte. Non trovando nulla mi sono rassegnato alla sconfitta, era come cercare il classico ago in un pagliaio. Esattamente un anno dopo, di maggio, ma con poco sole, cercavo delle notizie sul Risorgimento mentre sfogliavo anche "Terroni" di Pino Aprile.

Apro il libro direttamente al capitolo "I Patriarchi" e noto degli appunti che avevo preso. Erano le notizie sugli alberi che camminavano! Di colpo mi ritorna in mente la domenica dell'anno prima, seduto a parlare di alberi che camminano con uno sconosciuto che sorseggiava birra e fumava le mie sigarette.

La lettura mi prende completamente. Quell'uomo non aveva detto sciocchezze nemmeno si discostava da quello che stavo leggendo. Leggo, infatti, che nella valle del Sinni nell'attuale Basilicata e nella valle del Gargaì in Calabria superiore, presso Saracena un dei comune calabresi alle pendici del Monte Orsomarso a sud del Parco del Pollino, esistono ulivi millenari che camminano.

La descrizione di questa singolare dinamica, propria dell'ulivo, era spiegata nel libro:

"Cresce, si svuota, diviene cavo, continua a crescere ma, invece di morire restando uno, si scinde in più individui, i quali riavviano il ciclo" ...al massimo del suo diametro, l'ulivo comincia a dividersi: il tronco spesso ormai vuoto in corrispondenza di ferite, nodi, potature, attacco di parassiti, si assottiglia, si rinsecchisce, muore e si crepa verticalmente La ceppaia si divide e ogni "pianta derivata" si porta via, in dote, la sua parte originaria. Questo può avvenire in più punti o più volte, nel tempo, e ognuna delle quali comincia, verso i mille anni, una vita propria".

Dal quel pomeriggio di maggio, ogni volta che incontro un ulivo secolare, mi fermo, lo saluto e gli chiedo il permesso di sedermi vicino. Come si fa con gli antichi padri. Magari se è di buon umore mi racconterà una storia.

 

 

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INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO -ELETTROSMOG

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO (ELETTROSMOG)

COSA È


Inquinamento provocato dalle radiazioni elettromagnetiche di apparecchi elettrici, linee di trasmissione dell'energia elettrica o antenne per le radiocomunicazioni.

Alle onde elettromagnetiche naturali cosmiche e terrestri negli ultimi anni si sono aggiunte quelle prodotte dalle linee di alta tensione, quelle delle radio televisioni e satellitari e per ultime wireless e wifi.


Ovunque si utilizzi l’elettricità, si generano dei campi elettrici  e magnetici a bassa o ad alta frequenza

Bassa Frequenza (3Hz÷3KHz):

  • elettrodotti
  • elettrodomestici



Alta frequenza (30 KHz÷300GHz):

  • telefonia mobile e cellulare
  • Stazioni radio
  • Televisione digitale
  • Sistemi Wi-Fi, Sistemi Wi-Max;
  • Radar

Elettrodotto a bassa frequenza

Ripetitori ad alta frequenza

Antenne telefonia mobile alta frequenza

 

SALUTE

Il corpo umano, a contatto di questo surplus di onde, può subire delle alterazioni, che in parte sono state documentate e riconosciute dalla comunità medica e scientifica. Non tutti i danni sono stati ancora valutati perché purtroppo la ricerca medica è ancora un passo indietro rispetto al progresso tecnologico.

Basti pensare che il corpo umano è fatto dall’80 per cento d’acqua e funziona per impulsi elettrici….. va da se che una qualche influenza il campo elettromagnetico la eserciti.

L'ipotesi avanzata per la prima volta nel 1979 dalla ricercatrice americana Nancy Wertheimer, è che un'eccessiva dose di onde elettromagnetiche possa causare tumori o malattie nervose nell'uomo.

Le indagini compiute negli ultimi venti anni, pur non essendo riuscite a confermarla definitivamente, hanno messo in luce risultati inquietanti, soprattutto se riferite a tempi di controllo del lungo periodo.

Nel 1995 l'Istituto Superiore della sanità Italiano, ha redatto un rapporto che esaminava oltre 150 studi condotti nel mondo. Le conclusioni sono state: possibile aumento da due a quattro volte di casi di leucemia infantile nei bambini esposti a campi magnetici superiori a 0,016 A/m e 6Vm.

È assolutamente sconsigliato l’uso di cellulari e tablet ai bambini, soprattutto con sim inserita e wifi acceso.

SENTENZE che stabiliscono il nesso causale tra inquinamento elettromagnetico ed insorgenza di tumori:

I rischi delle onde elettromagnetiche 
"È una sentenza straordinariamente importante - commenta l'avvocato Bertone - perché il fatto che si riconosca la causa oncogena insita nei campi elettromagnetici generati dai cellulari è il segno del continuo avanzamento delle conoscenze scientifiche. Il telefono cellulare è un dispositivo tecnologico che emette onde elettromagnetiche ad altissima frequenza e ogni giorno più di 40 milioni di italiani lo utilizzano. Per questo è importante che tutti siano al corrente dei rischi che corrono loro stessi e coloro che hanno intorno. È, dunque, importante riflettere sul problema e adottare le giuste contromisure".

Particolare attenzione alle persone che hanno subito un intervento di PACEMAKER al cuore .

Attività elettrica del cuore
Il cuore è dotato di un sistema elettrico interno che controlla la FREQUENZA e il RITMO CARDIACO; a ogni battito un segnale elettrico si diffonde dalla sommità del cuore e raggiunge la parte inferiore dell’organo, il passaggio del segnale fa si che il cuore si contragga e riesca a pompare sangue.
I pacemakers sono dispositivi elettronici che elaborano segnali elettrici.

Il PM, sia quello temporaneo sia definitivo, crea degli impulsi elettrici di bassa intensità ed è in grado di:

  • monitorare l’attività elettrica del cuore
  • velocizzare il battito cardiaco troppo lento
  • tenere sotto controllo il battito irregolare o troppo veloce
  • far contrarre normalmente i ventricoli
  • coordinare l’attività elettrica tra le cavità superiori e quelle inferiori


QUINDI
 per sua natura è sensibile ai campi elettromagnetici!

È prudente evitare o limitare il più possibile i tempi di esposizione ed i luoghi dove i valori dei campi elettromagnetici sono più elevati, ad esempio le vicinanze di ripetitori, antenne radio-televisive, antenne per telefonia mobile e tralicci dell’alta tensione.

È necessario tenere il telefono cellulare a distanza di 20-30 cm o tenerlo all’interno di una custodia schermata che limiti al minimo l’esposizione al campo elettromagnetico; è importante usare sempre l’auricolare.

È consigliabile VERIFICARE l’ambiente in cui viviamo, casa o ufficio (i luoghi dove si trascorre più tempo); rilevare l’intensità di campi elettromagnetici (CEM) ad alta e bassa frequenza e fare un esame sulle abitudini relative ai tempi e luoghi di esposizione ed intervenire ad eliminare i rischi per la salute.

ABITASANO® offre questo servizio con il fine di non stravolgere lo stile di vita consolidato.

L’obiettivo è di riuscire a trovare sempre SOLUZIONI MIRATE.

 

www.notiziefree.it/lo-smartphone-potrebbe-interferire-con-il-pacemaker-meglio-tenerlo-lontano-dal-cuore-12412.html

SOLUZIONI

Proteggiamo le abitazioni dai campi elettromagnetici (CEM) creati da ripetitori, antenne per telefonia, radioamatori, elettrodotti e da qualunque fonte esterna o interna all’abitazione.

Noi di ABITASANO® possiamo risanare gli ambienti dall'inquinamento elettromagnetico, prodotto sia da sorgenti naturali (provenienti dal sottosuolo), sia da sorgenti artificiali (CEM da corrente elettrica, da radiofrequenze e da microonde dei cellulari).

Possiamo usare delle guaine, delle reti e dei tessuti specifici in grado di schermare in modo selettivo le radiazioni senza bloccare quelle naturali della terra delle quali l'uomo ha bisogno per stare bene ma anche quelle artificiali necessarie al corretto funzionamento delle apparecchiature quali telefoni cellulari e PC. Le soluzioni per il risanamento e la conseguente protezione permanente degli ambienti vanno valutate caso per caso e la Ditta CHIAROSCURO DI N.M. opera in tal senso su richiesta specifica.

Utilizzo di strumento di misurazione per rilevare il campo elettromagnetico ad alta frequenza

Strumento di misurazione per rilevare il campo elettromagnetico a bassa frequenza

Cavo elettrico schermato

Rete schermante su pannelli isolanti

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Fissaggio di rete schermante su pannelli isolanti

Utilizzo di strumento di misurazione per rilevare il campo elettromagnetico ad alta frequenza

RADIAZIONI

COSA SONO

Per radioattività si intende la proprietà dei nuclei di alcune sostanze (radio, uranio, attinio, torio, etc.) di disintegrarsi spontaneamente emettendo radiazioni particolarmente intense e trasformandosi in nuclei di altri atomi solitamente più leggeri.
Nel fenomeno della radioattività le radiazioni (o raggi) emesse possono essere di tre tipi: α, β, ϒ
Alfa: Radiazioni deboli, vengono bloccate da strati sottili di materiale sono tuttavia molto pericolose se vengono provocate da gas radioattivi, se respirati le radiazioni possono agire dall'interno dell'apparato respiratorio e favorire l'insorgere di un cancro ai polmoni.
Beta: Penetrano i materiali per una certa profondità
Gamma: Possono essere bloccate sono con strati di metalli pesanti molto densi come ad esempio il piombo.

“RADIOATTIVITA' IN CASA VOSTRA? 

Sì. Senza saperlo, potreste avere in casa vostra un livello pericoloso di radioattività. Siete certi dei materiali con i quali è stata costruita? E sapete anche cosa c'è nel sottosuolo? No? Allora leggete qua. 

IL CEMENTO

Nel caso del cemento incide fortemente la zona di provenienza. Mentre il cemento Portland presenta contenuti livelli di radioattività naturale, il cemento pozzolanico, proveniente da suoli di estrazione ricchi di elementi uranici, ha valori sensibilmente più elevati, fino a sei sette volte i valori medi riscontrati nei rimanenti casi.

IL TUFO, IL GRANITO, LE CERAMICHE E IL PORFIDO 

Tufo, granito, ceramiche e porfido hanno spesso elevati livelli di radioattività, ma pochi lo sanno. Il tufo in molte regioni non è impiegato per costruire abitazioni, ma solo per muretti e strutture ornamentali, invece in altre regioni quali la Campania e il Lazio l'uso del tufo è tradizionalmente più esteso, anche per le mura delle case. Nel caso del granito l’attività specifica dell’equivalente di radium varia notevolmente in funzione del tipo e della provenienza della pietra, giungendo ad una variabilità fino a un fattore cinque tra minimo e massimo, rispetto al fondo di radioattività naturale. Alcune piastrelle in ceramica sono abbastanza radioattive e poco adatte a pavimentare le abitazioni. Il porfido è diffusissimo, soprattutto per rivestimenti e pavimentazione: una piazza coperta di cubetti di porfido, a causa del Torio in esso contenuto, emette più radiazioni dei primi 30Km intorno alla centrale di Chernobyl. Addirittura in una famosa piazza di Roma si misurano 7mSv, contro i 5mSv dell'area proibita intorno a Chernobyl. (1 Sievert=100 rem).

Mappa della presenza di gas Radon nelle regioni italiane
Ci teniamo a precisare che nella regione Liguria il livello di Gas Radon è irrilevante rispetto alla soglia di attenzione.

IL RADON

Il problema maggiore è il radon, un gas fortemente radioattivo che sfugge dal sottosuolo. Ci siamo più o meno tutti in contatto quotidiano, perché trascorriamo l' 80-90% della giornata in ambienti confinati e perfettamente isolati. Il valore medio della concentrazione di radon in Italia è di 77 Bq/m3 che supera di gran lunga i 40 Bq/m3 stimati come valore medio a livello mondiale. Le maggiori responsabilità di questo fenomeno sono da attribuire alle caratteristiche geologiche del sottosuolo italiano, all’impiego di tufi e pozzolane e al fatto che in Italia vengono spesso costruiti locali pubblici in luoghi sotterranei comunicanti direttamente con l’interno. Potreste avere la cantina o il garage pericolosamente radioattivi, senza mai saperlo. 

RICORDATE CHE IL DANNO BIOLOGICO DA RADIOATTIVITÀ E’ CUMULATIVO, NON C’È UNA SOGLIA DI INNOCUITÀ’: MEGLIO ASSORBIRNE IL MENO POSSIBILE!!! “
Fonte: https://www.quival.it/

SALUTE

La IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato le radiazioni ionizzanti, anche quelle naturali di tipo gamma provenienti dal sottosuolo, come sicuramente cancerogene per l’Uomo (Gruppo 1), indipendentemente dalla quantità di energia rilasciata e dal potere di penetrazione
Fonte: http://www.radiazioninaturali.it/

 

RADIAZIONI NATURALI: COSA SONO? FANNO DAVVERO COSI’ MALE ALLA SALUTE?

Le radiazioni naturali fanno parte della radioattività generata dal cosmo (radiazioni cosmiche), dal sistema solare (radiazioni solari) e dal sottosuolo (radiazioni telluriche). Le radiazioni provenienti dal sottosuolo incidono sull’Uomo sia direttamente che indirettamente. L’azione diretta della radioattività può manifestarsi sotto forma di gas, come il Radon, o sotto forma di radiazioni alfa, beta, gamma: quest’ultima, in particolare, è la più importante poiché penetra maggiormente nel corpo della persona (mentre la radiazione alfa può infatti essere bloccata da un foglio di carta, la beta da un foglio di alluminio o da un grosso pezzo di legno, per bloccare la gamma occorrono diversi centimetri di piombo oppure innovativi sistemi di radioprotezione).

L’azione indiretta della radiazione si manifesta attraverso l’impiego in edilizia di alcuni materiali da costruzione come tufo, granito, cementi, ecc. Le radiazioni naturali, essendo di tipo ionizzante, sono sicuramente cancerogene e, infatti, anche lo IARC (Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro) con sede al Lione (Francia) classifica questo tipo di radiazione in Classe I, ossia sicuramente cancerogena (come il benzene, l’amianto, ecc.). E’ ovvio che maggiore è la dose di radioattività che la persona subisce nel tempo e maggiore è il rischio di contrarre patologie anche di tipo degenerativo , compreso il cancro. Alcune radiazioni naturali sono ben conosciute: tutti conoscono ad esempio i raggi UV provenienti dal Sole (radiazioni solari), così come molti conoscono la radiazione tellurica del gas radon. Al contrario, pochi conoscono i “muoni” , raggi gamma provenienti dal Sole, e poche persone hanno sentito parlare di radiazioni telluriche come il Radio226, il Polonio210 (decadimenti di Uranio e Torio), lo Stronzio87, il Cesio133 e il Potassio40 (generati direttamente dal terreno).
Fonte: http://www.radiazioninaturali.it/

AUMENTO DELLA RADIOATTIVITA’ NATURALE NEL TERRENO E NEI MATERIALI DA COSTRUZIONE:
C’È DA PREOCCUPARSI?

L’aumento di patologie, che colpiscono indistintamente tutti gli abitanti della Terra, può avere diverse motivazioni: l’inquinamento elettromagnetico, cresciuto a dismisura in concomitanza con la tecnologia moderna, l’ inquinamento chimico che interessa in buona percentuale i prodotti agro alimentari, ecc. A questi fenomeni, classificati più genericamente come “inquinamento ambientale”, si aggiunge il contributo significativo delle radiazioni naturali, che minano principalmente la nostra salute nel momento in cui stazioniamo su una di queste fonti radioattive per lungo tempo ( ad esempio quando il nostro letto si trova su una di queste radiazioni, per cui ne subiamo gli effetti per molte ore ogni giorno e in un lasso di tempo in cui siamo particolarmente vulnerabili). Naturalmente il forte aumento della dose radioattiva proveniente dal sottosuolo, riscontrato ultimamente , fa sì che il problema sia ancora più serio, non solo perché rende ancora più pericoloso per la salute un eventuale stazionamento su una di queste fonti radioattive, ma anche perché causa un incremento di radioattività naturale nei materiali da costruzione, al punto che le ultime normative europee presentano delle linee guida per arginare questo problema. Ultimamente anche un oncologo di fama mondiale come il prof. Umberto Veronesi ha affrontato l’argomento in un articolo di gennaio 2011 pubblicato sulla rivista “L’Espresso” , in cui afferma che per essere in buona salute non è sufficiente mangiare sano, ma è necessario anche “proteggersi dalle radiazioni”.
Fonte: http://www.radiazioninaturali.it/

 

SOLUZIONI

Con un rilevatore di radiazioni α, β, ϒ valutiamo i valori nella tua abitazione ed il tipo di intervento.
Ti aiutiamo a scegliere i materiali più idonei e scartarne altri a rischio salute.
Misuriamo la radioattività dei materiali ancora da acquistare: parquet, piastrelle o pietre naturali
Mappiamo la tua abitazione in ogni sua zona per cambiarne eventualmente l’utilizzo.
Realizziamo intonaci specifici che schermano le radiazioni di tipo alfa e beta
Smaltiamo i materiali radiOattivi appoggiandoci ad una ditta specializzata certificata.

http://www.ilsecoloxix.it/Facet/comment/Uuid/3ab7dc56-5848-11de-955d-0003bace870a/Legno_ecologico_radioattivo_sequestri_anche_in_Liguria_PELLTES.xml

 

 

 

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Saggezza

Saggezza

Kryon canalizzato da lee caroll

 

Mio caro, ti stai avvicinando alla Fonte Creatrice e agli insegnamenti originari che ti diedero i Pleiadiani. Stai iniziando a vedere “l’unità con tutto” su questo pianeta, e questo sta cambiando il tuo modo di pensare.

 

In questo momento, il più saggio del pianeta potrebbe benissimo essere uno che abbraccia gli alberi!

 

Quella persona è connessa con Gaia e possiede la saggezza delle ere, percepita tramite le radici che affondano direttamente nella terra. L’albero, respirando ciò che voi esalate, diventa una cosa sola con voi e voi con esso. L’emozione che provate è ciò che è la natura, la vostra compagna, ed è la compagna più saggia che possiate mai avere. Gaia è amore.

 

Se poteste distribuire questa sensazione e riversarla sull’umanità, cambierebbe tutto. Molti piangeranno al pensiero che questo è impossibile. Tuttavia, uno alla volta, gran parte dell’umanità a modo suo capirà e poserà lo sguardo sulla bellezza della natura, cominciando a capire che essa, effettivamente, potrebbe avere una “conoscenza” dell’umanità.

 

Gli indigeni lo insegnavano. La natura (Gaia) conosce l’umanità e questa bellissima energia è accessibile!

Gli indigeni del pianeta avevano una saggezza di gran lunga maggiore di quella che avete oggi, solo perché capivano la connessione con tutte le cose.

 

Quindi, ecco il prossimo passo. Parliamo del vostro DNA. Parliamo dell’Akasha (la saggezza delle vostre vite precedenti) che è lì per aiutarvi a sviluppare la compassione e l’amore per gli altri Umani. E vi diciamo che i vostri antenati fanno parte di voi, proprio come sapevano gli indigeni.

 

Connessione

 

L’ultima è una connessione profonda con la Terra. Alcuni dei più saggi del pianeta, nel corso delle epoche, sono stati gli sciamani che erano connessi al pianeta in modo tale che era difficile distinguere la differenza tra loro e la natura. Essi capivano “l’unità” delle cose e riuscivano a compiere ogni genere di cose apparentemente miracolose.

È così che funziona, perché Gaia è una compagna viva. Nel corso del tempo gran parte di questo è stato dimenticato. Tuttavia, quando iniziate a capire l’energia delle griglie e in che modo si uniscono per guidarvi e aiutarvi, iniziate a comprenderne la realtà.

 

Un altro attributo della saggezza è la realizzazione di come siate connessi con quello che noi chiamiamo “il campo”.

È possibile che il semplice fatto di camminare sulla Terra vi connetta con tutte le cose in un certo modo? Potrebbe esistere una coerenza tra voi, la vostra coscienza e tutto ciò che è? Quando camminate da A a B, percepite che c’è un’altra presenza con voi? Direte voi: «Beh, è Dio». Forse non è così. Forse è, invece, la parte di Dio in voi, connessa a tutto ciò che è sul pianeta, che collaborano per voi in maniera speciale.

 

Il campo è qualcosa che c’è sempre stato, miei cari, ma solo in questa nuova energia è visibile, misurabile e analizzabile. Questo fa parte dell’evoluzione della vostra coscienza, quando iniziate davvero a vedere la coscienza come un “giocatore” nella fisica di ciò che crea la vostra attuale “realtà dimensionale” (il modo in cui percepite voi stessi).

 

La padronanza del silenzio

 

I maestri del pianeta vi guardano negli occhi e parlano poco. La natura fa lo stesso e pure gli elementi. Tutte queste energie dicono ben poco. Potete trasmettere amore, compassione e saggezza incredibili camminando semplicemente dove avete sempre camminato e sapendo chi siete. Tutto si fonde nell’uno.

 

È un po’ come se la vostra saggezza e la luce proveniente dalla vostra Merkabah si diffondessero ovunque andate e toccassero lievemente gli altri in modo esoterico. Alcuni, intorno a voi, saranno influenzati e potrebbero finire per chiedervi: «Come fai a essere in pace su queste cose? Io sono nelle tue stesse condizioni e vedo che tu sei tranquillo. Io no.» Questo è un invito alla compassione. Potete iniziare a parlar loro di come una prospettiva più ampia di chi sono crei una saggezza di pace. Potete far sapere loro, con garbo, ciò che avete scoperto – che non siete una vittima del mondo e che gli Umani sono individualmente in controllo di chi sono e di ciò che possono fare, non quello che dicono gli altri. Questa sarebbe la vostra saggezza, proveniente dalla vostra esperienza di essere passati da A a B, per via di chi siete: un magnifico, splendido Essere Umano del pianeta.

 

Questa vostra Merkabah svolgerà un ruolo più importante di quanto crediate, nel futuro della civiltà. È questo il progetto. È per questo che è qui. Pensate alla Merkabah come a una parte di voi biologica e multidimensionale, che è sempre stata con voi e che qualcuno ha percepito fin dal principio. Anche senza gli strumenti per vederla, molti l’hanno studiata e insegnata. Tuttavia, non avete ancora idea di che cosa ci sia veramente. La “saggezza senza briglie” è la capacità di capire che non sapete tutto, ma che siete pronti a vedere al di là di una barriera di convinzioni che, generalmente, nasconde le cose ai vostri occhi. La “saggezza senza briglie” è una saggezza che vuole sedersi tranquilla a riflettere semplicemente sulla bellezza di tutto ciò che è ed esserne soddisfatta, finché non sarà svelata una conoscenza più grande.

 

La cosa più entusiasmante, per un guru, è stare zitto per un anno. Questa è una saggezza interiore, senza briglie, che non si congratula con se stessa ed è aperta a quello che ancora non conosce. Chi siede in silenzio e assorbe tutto ciò che è silenzioso ha la “saggezza senza briglie”. Di nuovo, un esempio di coscienza Umana autoreferenziale è questo: “Un matto non sa di essere matto”. Ma la saggezza senza briglie è quando un Umano sa di non poter “sbirciare” dentro una dimensione superiore di pensiero, che potrebbe davvero essere folle, ma riconosce anche che c’è più di quanto lui sappia, che è raggiungibile e che sarà suo – col tempo.

 

Gli attrezzi della saggezza sono dentro di voi, tutti. Collettivamente, la coerenza che potete generare lavorando all'interno di un gruppo, quando tutti lo realizzate totalmente, è enorme. Quello che potete fare collettivamente per questo pianeta, anche nella vostra tranquillità e nel silenzio, è straordinario. Ridefinisce la saggezza come la conoscete e la sostituisce con un'energia pratica invece di un concetto carino.

 

Tutte queste cose, miei cari, iniziano a essere rivelate in questa epoca e in questo tempo. Quanto siete saggi voi?

 

Riepilogo

 

Riuscite davvero a credere alle cose che state sentendo o al fatto che esista un’energia personale, su cui “ve ne andate in giro”, chiamata Merkabah? Riuscite a credere che la stessa natura Umana possa evolversi?

In questo momento state imparando a essere saggi. Più avanti verrà il momento in cui direte: «Sono proprio saggio, perché adesso so e prima non sapevo.

 

È quella la destinazione dell’umanità, a qualsiasi velocità essa desideri andare. È quella la libera scelta di com’è fare due passi avanti e uno indietro. La battaglia tra luce, buio e dualità che avete davanti a voi è nuova e voi state lentamente vincendo quella battaglia.

 

Non spaventatevi se le cose sembrano diverse, miei cari, perché lo sono. Non lasciatevi spaventare dal cambiamento, perché ce ne sarà parecchio.

Rivendicate, invece, quella saggezza che dice: «Io mi aspetto l’inaspettato. Mi aspetto un risultato benevolo, perché è ciò che sono.» Siate in pace con il prossimo passo, anche se è ignoto.

 

E così è.

 

Kryon

 

***

Caro Carroll, forse non vedi cio’ che davvero sta succedendo.

Abbracciare gli alberi…lo abbiamo fatto da una vita

Ma ora non ci sono piu’ i nostri alberi da abbracciare perche’ li hanno bruciati tutti.

5.000 anni bruciati in due ore e con cattiveria

 

L’umano non sa piu’ di essere umano.

Siamo in lutto. Siamo in silenzio . non vogliamo parlare con nessuno. Occorre metabolizzare vivere la mancanza, piangere l’amore perduto… anche se e’ solo per un bene piu’ grande.

 

 

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LA DIASTASI DEI MUSCOLI RETTI DELL’ADDOME

LA DIASTASI DEI MUSCOLI RETTI DELL’ADDOME ED IL SUO TRATTAMENTO MININVASIVO

La parola “diàstasi” è un termine derivato dal greco (“separazione”), e quando usato in medicina si riferisce a tutte quelle condizioni in cui due strutture anatomiche, normalmente vicine tra loro, si separano. La diastasi dei muscoli retti dell’addome consiste in un distanziamento dei muscoli retti addominali, i due muscoli lunghi centrali della parete anteriore dell’addome, estesi tra lo sterno e le coste, superiormente, ed il pube, inferiormente. Normalmente i muscoli retti sono affiancati l’uno all’altro lungo la linea media dell’addome, la linea alba. Quando la distanza tra loro (IRD, Inter Recti Distance, distanza interrettale) aumenta, si parla di diastasi dei retti. La distanza minima per poter porre diagnosi di diastasi varia, a seconda dei lavori scientifici pubblicati, tra 1,5 e 2,5 cm.

La distanza interrettale presenta differenze di genere (è maggiore, per esempio, a livello sovraombelicale negli uomini rispetto alle donne nullipare, ossia che non hanno avuto figli); aumenta con le gravidanze, e dipende anche dalla sede anatomica, essendo superiore al di sopra dell’ombelico. Esistono fattori di rischio di aumento della IRD, tra cui l’età, il numero di gravidanze, il parto cesareo ed il sovrappeso. Secondo un recente studio 2016, la diastasi dei retti interessa il 60% delle donne alla 21° settimana di gravidanza, e persiste nel 31,2% delle donne ad un anno dal parto. Si tratta quindi di un problema comune, che, come si dirà, può influire profondamente sul benessere delle donne che ne soffrono.

I SINTOMI DELLA DIASTASI DEI RETTI

Man mano che la gravidanza procede, la forma dell’addome materno si modifica, a causa dell’aumento delle dimensioni e del peso dell’utero e del feto. I muscoli dell’addome, e tra essi soprattutto di tutti i muscoli retti, si allungano e si si spostano lateralmente: questo causa una modifica dei vettori muscolari, cioè delle linee lungo le quali i muscoli si contraggono. Se dopo il parto questi cambiamenti non regrediscono, le capacità di flessione del tronco e di contrazione armonica dei muscoli della parete addominale (il cosiddetto “torchio addominale”) rimangono definitivamente compromesse. Ciò ha delle conseguenze tanto sulla capacità di mantenere eretto il tronco (essendo la postura eretta un risultato della contrazione armonica dei muscoli dorsali e dei muscoli addominali) – e il primo effetto è la comparsa di dolore dorso-lombare; quanto sulle performances del pavimento pelvico, il che può condurre alla comparsa di incontinenza urinaria da stressincontinenza fecale (meno frequentemente) e prolasso di organi pelvici come l’utero o la vescica.

Il primo passo nella diagnosi di diastasi dei retti è l’autovalutazione; esistono diversi tutorials in rete che mostrano come valutare il proprio addome, ad esempio su YouTube od in siti specializzati. Il ruolo del Chirurgo specializzato nei trattamenti delle patologie della parete addominale nella diagnosi è importante, perchè è l’unico Professionista in grado di valutare le eventuali ernie associate alla diastasi – infatti, nella quasi totalità delle pazienti con diastasi dei retti postgravidica è presente un’ernia ombelicale, cosa di grande importanza nella corretta pianificazione della strategia chirurgica.

Un esame diagnostico che può essere importante è l’ecografia della parete addominale; la sua utilità, tuttavia, dipende dall’esperienza in diagnostica dei difetti della parete addominale del radiologo che la realizza, visto che si tratta di un esame la cui qualità dipende in maniera critica dagli skills dell’operatore.

I sintomi della diastasi dei retti sono direttamente correlati con l’alterazione dei vettori muscolari addominali e la conseguente compromissione degli equilibri muscolari del tronco, della funzione del pavimento pelvico e del torchio addominale.

Tali alterazioni possono portare ad una dorso-lombalgia cronica e ad incontinenza urinaria da stress (mano frequenti, anche se possibili, sono l’incontinenza fecale ed il prolasso vescicale ed uterino). Nella quasi totalità dei casi di diastasi postgravidica è presente un’ernia ombelicale o, meno frequentemente, un’ernia epigastrica (più rare sono le ernie della porzione sottoombelicale dell’addome, come l’ernia di Spigelio); le cui complicanze, in alcuni casi, possono essere molto gravi, e che pertanto vanno SEMPRE operate, indipendentemente dalla diastasi.

LA CHIRURGIA ENDOSCOPICA MININVASIVA DELLA DIASTASI DEI RETTI

Il trattamento della diastasi dev’essere realizzato da un chirurgo specializzato nel trattamento delle patologie della parete addominale.

L’intervento tradizionale consiste nell’addominoplastica e nella sua variante miniaddominoplastica. Questo intervento, utile nelle persone con grembiule adiposo (in cui nello stesso tempo può essre eseguita una dermolipectomia, cioè l’asportazione della pelle in eccesso e del sottostante tessuto adiposo), è meno gradito dalle pazienti magre o comunque in buona forma fisica, a causa dei suoi esiti cicatriziali molto ampli, della lunga convalescenza e dei rischi relativi al lembo dermoepidermico (tra cui la necrosi della cute).

Da alcuni anni è disponibile un nuovo intervento minimamente invasivo per il trattamento della diastasi dei retti: la riparazione endoscopica pre-aponeurotica (R.E.P.A.), tecnica messa a punto dal Dr. Derlin Juares Muas, noto chirurgo della parete addominale argentino. In questo intervento, attraverso tre piccole incisioni (due da 10 mm circa ed una da 5 mm circa) al di sopra del pube, con tecniche ben note ai chirurghi che si occupano di chirurgia laparoscopica avanzata della parete addominale si suturano le fasce dei muscoli retti addominali, ricostruendo la linea media dell’addome e riparando la diastasi, e si stabilizza e rinforza tale riparazione mediante il posizionamento di una rete – la qual cosa riduce sensibilmente il rischio di recidiva. Questo intervento, dai risultati davvero eccellenti, è molto popolare nei Paesi Iberoamericani (Spagna e Paesi dell’America Latina), mentre altrove è quasi sconosciuto. In Italia è realizzato dal Dr. Salvatore Cuccomarino, che ha lavorato per molti anni in Spagna ed ha appreso la tecnica direttamente dal Dr. Juares Muas, suo amico personale.

È opportuno ricordare che chirurgia endoscopica e chirurgia laparoscopica non sono la stessa cosa.

Nella chirurgia laparoscopica della parete addominale - a meno di padroneggiare tecniche molto avanzate di separazione dei componenti, oggi patrimonio di pochi chirurghi al mondo - quello che normalmente si fa è posizionare una rete per riparare un difetto della parete. Non si esegue, quindi, nessuna plicatura della fascia dei retti, rispetto ai quali il punto di vista del chirurgo e gli strumenti con cui lavora si collocano posteriormente. Con la tecnica endoscopica, invece, si realizza la plicatura per via anteriore, esattamente come nell'addominoplastica tradizionale, ma senza la cicatrice dell'addominoplastica. Possiamo dire che la chirurgia endoscopica è, come la chirurgia laparoscopica, minimamente invasiva; ma gli spazi in cui ci si muove, e quindi i gesti tecnici che si possono realizzare, sono molto diversi.

L’uso della rete nella chirurgia endoscopica della diastasi è parte integrante della tecnica. Tutti i chirurghi che si occupano di chirurgia della parete addominale sanno che qualsiasi riparazione di un suo difetto, fosse anche una piccola ernia ombelicale, senza l'uso di una protesi ha una buona probabilità di fallire: le percentuali di recidive aumentano fino a valori oggi non più accettabili. La rete ha una fondamentale funzione di "impalcatura”, e favorisce la formazione del tessuto fibroso che stabilizza la sutura della fascia dei retti. È proprio questo tessuto fibroso che rende stabile la riparazione: la sola sutura, col tempo, sarebbe destinata ad essere riassorbita o a frammentarsi.

Riguardo le complicanze postoperatorie della tecnica R.E.P.A., la principale consiste nella formazione di sieromi od ematomi; può essere facilmente prevenuta lasciando in sede un drenaggio per alcuni giorni e, quando si verifichi, nella maggioranza dei casi può essere facilmente risolta senza dover reintervenire, con tecniche conservative. La percentuale di recidive è molto minore rispetto all'addominoplastica tradizionale, proprio grazie all'uso della rete.

L'intervento prevede in genere una notte di ricovero in ospedale. La paziente dovrà portare da subito e per un mese una fascia addominale, e per lo stesso tempo dovrà evitare di fare sforzi od attività sportiva; in seguito, dovrà eseguire, sotto la guida di un buon fisioterapista, un periodo di drenaggio linfatico addominale e di ginnastica ipopressiva, concluso il quale potrà tornare alle sue normali attività sia quotidiane che sportive.

Un video dell’intervento può essere visionato online all’indirizzo https://coloproctologiatorino.cuccomarinomd.com/chirurgia-endoscopica-della-diastasi-dei-retti-il-video/

C.V. Dott. Luca Grassetti

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