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Categoria: "Notizie scottanti"

Questa sostanza dentro di te sta plasmando la tua realta'

Tra il 1993 e il 2000 sono stati eseguiti degli esperimenti che scuotono la nostra concezione ordinaria della realtà. Il DNA che compone tutto il nostro corpo influenza la materia che ci circonda ed esso stesso viene influenzato

dalle nostre emozioni e pensieri. Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine mentre l’altro 90% è considerato “spazzatura”, ma è proprio questo 90% che non comprendiamo che è in grado di agire oltre l’ordinario.

 

Le implicazioni di queste scoperte sono vaste, profonde e appassionanti. Esse dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che tu stai influenzando e plasmando il mondo che ti circonda, più profondamente di quanto pensi. Il DNA viene ereditato dai nostri antenati ed è per questo che spesso abbiamo la stessa vita dei nostri genitori o parenti, sebbene sia l’ultima cosa che vogliamo consciamente! Ebbene cambiando le nostre emozioni, pensieri e stile di vita possiamo cambiare il DNA e ricreare la nostra vita.

 

PRIMO ESPERIMENTO: IL DNA DI CUI SIAMO FATTI INFLUENZA LA MATERIA

 

Il primo esperimento è stato fatto dai biologi quantistici Vladimir Poponin e Peter Garaiev. Il proposito di questo esperimento era quello di mettere alla prova il comportamento del DNA verso le particelle di luce (i fotoni) e cioè verso la materia quantistica di cui è fatto il mondo. Vladimir e Poponin hanno per prima cosa svuotato un cilindro di vetro eliminando tutta l’aria. Naturalmente sapevano che i fotoni non possono essere eliminati. Successivamente hanno determinato la posizione dei fotoni constatando, come già da loro previsto, che la loro collocazione era assolutamente casuale. Il passo successivo fu quello di inserire nel cilindro alcuni campioni di DNA. Ciò che i biologi osservarono a questo punto, fu che i fotoni avevano assunto una conformazione ben precisa. Il DNA quindi aveva esercitato un’influenza sui fotoni tale da far loro assumere una struttura regolare. Questo risultato significa che il DNA, e cioè la sostanza di cui siamo fatti, esercita un effetto diretto sulla materia quantistica di cui è fatto il mondo. L’uomo influenza la materia con la sola presenza! Ci fu poi un’ulteriore sorpresa quando il DNA fu rimosso dal cilindro. I fotoni infatti mantennero la loro conformazione regolare. Questo fenomeno fu denominato ” effetto fantasma del DNA” come dimostrazione che il collegamento fra la vita e la materia continua a sussistere anche dopo la separazione.

 

SECONDO ESPERIMENTO: INFLUENZA OLTRE OGNI DISTANZA

 

E’ stato dimostrato, che le emozioni esercitano un’influenza diretta sul funzionamento delle cellule del DNA. L’esercito americano ha condotto degli studi per vedere se il collegamento emozione/DNA permane dopo una separazione, e in tal caso fino a quali distanze. Fu prelevato un campione di DNA da parte di un volontario. Il volontario venne poi messo in una stanza e sottoposto ad una stimolazione emozionale mostrandogli una serie di filmati. I filmati, di vario genere, fecero provare al soggetto emozioni diverse in un breve periodo di tempo. Sia il donatore che il suo DNA furono monitorati ed il risultato fu che ai ” picchi emotivi ” dell’uno corrispondevano identiche risposte dell’altro nello stesso esatto momento. L’esperimento fu ripetuto portando la distanza fra donatore e DNA fino a 50 Km. Il risultato rimase identico. Gregg Braden sostiene che questo esperimento indica quattro fattori: 1- Una forma di energia fino a oggi non riconosciuta pervade i tessuti viventi. 2- Le cellule e il DNA comunicano attraverso questo campo di energia. 3- Le emozioni umane hanno un’influenza diretta sul DNA vivente. 4- La distanza sembra non rappresentare un fattore rilevante ai fini dell’effetto.

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TERZO ESPERIMENTO: LE NOSTRE EMOZIONI CI FANNO ACCEDERE AL CAMPO DI ENERGIA

 

Il terzo esperimento è stato condotto dall’institute of HeartMath. Alcuni campioni di DNA furono posti in fiale di vetro e consegnati ad un gruppo di persone addestrate a generare emozioni intenzionalmente. Si è scoperto che il DNA cambia forma in base ai sentimenti che riceve. Quando i partecipanti hanno provato sentimenti come Amore, Gratitudine e Apprezzamento, il DNA ha risposto con il relax diventando più lungo. Quando le emozioni provate sono state rabbia, paura, frustrazione e stress, il DNA si è contratto. Questo esperimento è stato poi testato su pazienti HIV-positivi. In queste persone i sentimenti di Amore, Gratitudine e Apprezzamento hanno generato una risposta immunitaria 300.000 più forte che senza quei sentimenti. I ricercatori dell’HeartMath ci hanno quindi mostrato che le emozioni umane hanno un influsso diretto su DNA che a sua volta si ripercuote sulla sostanza di cui è fatta la realtà. Il nostro DNA ci fa accedere al campo di Energia che unisce l’Universo e l’emozione umana costituisce la chiave di accesso a quel Campo.

 

La qualità e la scelta delle emozioni, delle esperienze, del cibo, dei pensieri costituisce il DNA di ciascuno, il proprio corpo fisico ed energetico. Si comprende l’importanza di vivere in un ambiente sano e in un contesto di frequenze elettromagnetiche appropriate al benessere psico-fisico. I pensieri, la meditazione il rilassamento, il linguaggio con l’opportuno stato di rilassamento influenzano il DNA. L’uomo è parte del TUTTO e intimamente connesso con l’Universo e la Matrice Universale Cosmica, con la quale interagisce e dalla quale può “scaricare” le informazioni appropriate e quelle richieste, può ricevere risposta alle domande poste, può adattare il suo corpo fisico alle frequenze che desidera attrarre e contenere.

 

Esperimenti tratti da “La Matrix Divina” di Gregg Braden

 

http://www.dionidream.com/questa-sostanza-dentro-di-te-sta-plasmando-la-tua-realta/

 

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Curarsi con il limone

Secondo la mitologia greca, la dote di Giunone, sposa di Giove, consisteva in alcuni alberelli i cui frutti erano meravigliosi pomi d'oro (arance e limoni) simbolo della fecondità e dell'amore.

 

 

Giove, preoccupato che i ladri invidiosi potessero privarlo di quei preziosi pomi, li custodì in un meraviglioso giardino situato presso i più lontani confini del mondo occidentale.

 

Era il sorvegliatissimo giardino delle ninfe Esperidi (da cui il nome di "esperidio" dato in generale a tutti i frutti degli agrumi), mitiche fanciulle dall'amabile canto. A portare questi pomo d'oro agli uomini fu una delle fatiche di Ercole che dovette compiere per conto del re Euristeo.

 

Non doveva però essere stato proprio il sudore di Ercole a procurare all'uomo la gioia di poter coltivare e quindi utilizzare i meravigliosi frutti d'oro, se un pendente a forma di agrume databile al 2500 a.C. è stato ritrovato nel corso di alcuni scavi archeologici nella valle dell'indo.

 

 

Dal Nord dell'India, il limone si diffuse ben presto in Cina e nell'Asia sud occidentale, luogo in cui è possibile trovare anche 17 differenti specie selvatiche di questo frutto: la coltivazione del limone si estese poi al medio oriente, in modo particolare alla Mesopotamia, dalla quale a loro volta gli schiavi ebrei una volta liberati la introdussero in Palestina.

 

Essi furono talmente colpiti dalle caratteristiche di questo frutto che lo inserirono in alcuni loro riti religiosi diffondendolo così nel resto del bacino del Mediterraneo. I romani vennero a conoscenza del limone molto più tardi rispetto agli altri popoli , comunque in seguito ai contatti con i persiani, da cui il nome romano di "mela dei medi" dato a questi frutti.

 

Si parla del limone in alcuni trattati d'arte culinaria e alcuni limoni sono raffigurati nei mosaici di Pompei; Virgilio ne "Le Georgiche" accenna al possibile uso della mela dei Medi come potente antidoto al veleno, proprietà questa che fu in seguito confermata dai suoi successori.

 

Di certo si sa che il limone non fu immediatamente apprezzato dai romani, probabilmente a causa del sapore acre e acido delle prime varietà e del suo uso si perdono le tracce fino alle invasioni arabe di Spagna e Italia meridionale.

 

Furono infatti gli arabi che lo diffusero nuovamente e gli stessi crociati, di ritorno dalla Palestina, portarono alberi di limoni in patria, così da poter continuare a gustare il succo del frutto che li aveva dissestati durante le guerre sante. Vennero impiantati così i primi agrumeti e poi da Spagna e Sicilia si propagarono a tutte quelle zone dotate di climi caldo-temperati.

 

L'impossibilità di coltivare limoni in qualunque ambiente, lo rese ben presto un frutto ricercato e prezioso, in particolare da quando la medicina medievale scoprì le sue proprietà febbrifughe e vermifughe e, in ultima (forse la proprietà che ne motivò inizialmente più di ogni altra la diffusione) quella antiscorbutica, flagello che all'epoca decimava gli equipaggi delle navi a causa dell'alimentazione a base di cibi conservati e poveri di vitamine.

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Lo scorbuto si manifestava con astenia, anemia, emorragia alle gengive, degli arti inferiori e degli organi interni ed era causata da una carenza di vitamina C. Chiaramente quindi una regolare assunzione di limone ne costituiva antidoto.

 

Attenzione ai limoni che comprate

Si è detto un po' in tutti gli scritti, sia sui libri che in Internet, del fatto che la buccia di limone sia ricca di microcelle contenenti olio essenziale di limone, quindi una buccia porosa, è questo il primo motivo per cui dobbiamo fare molta attenzione ai limoni che compriamo, chiedendo prima da che tipo di coltivazione provengono. I metodi di agricoltura intensiva fanno largo impiego di antiparassitari e concimi chimici i cui componenti risultano tossici non soltanto per l'ambiente ma anche e soprattutto per l'uomo.

 

Queste sostanze rimangono presenti nel frutto anche dopo la raccolta e anzi vengono imprigionate e accresciute con la conservazione. Inoltre, per prolungare la conservazione dei limoni che vengono avviati a mercati lontani o che vengono poi stoccati per funzionare da scorte nei periodi di bassa produzione, e si ricopre (a volte quando ancora sono attaccati alla pianta) con una sostanza detta difenile, che può provocare gravi intossicazioni all'organismo umano.

 

Il tutto viene fatto quando il limone non è ancora completamente maturo e quindi quando i diversi principi attivi e componenti benefiche non si sono sviluppate del tutto. Se quindi acquistiamo limoni provenienti da coltivazioni convenzionali rischiamo di non beneficiare delle sue molteplici proprietà, ma anzi di intossicarci ulteriormente.

 

Importante quindi utilizzare soltanto limoni, ma il discorso vale per qualsiasi frutta o verdura, provenienti da coltivazioni biologiche, coltivazioni che si curano cioè il non utilizzo di prodotti tossici per la cura e la difesa delle piante, la raccolta dei frutti soltanto a loro completa maturazione e metodi di conservazione sani (naturalmente il discorso del biologico è molto vario ed esteso perché molti prodotti vengono marchiati come biologici quando in verità non lo sono perché fanno comunque uso di sostanze chimiche inquinanti ma secondo regole ben definite nella coltivazione e che comunque non dovrebbe portare il prodotto a fregiarsi di tale marchio di qualità).

 

L'ideale sarebbe poter usufruire dei propri alberi di limone o di rifornirci quando l'abbiamo occasione di buona quantità di limone e conserveremo poi in cantina. Le regole di conservazione dei limoni suggerite da molti sconsigliano di conservare questi frutti in frigorifero perché il freddo rende la polpa del frutto secca e senza succo.

 

Potranno piuttosto essere conservati a lungo disponendoli in un unico strato in cassette di legno asciutte poste in cantine arieggiate. Alcuni consigliano di immergerli periodicamente in soluzione di acqua calda salata. Altri metodi di conservazione sono: mantenere i limoni interrati in sabbia pulita e asciutta, o ricoprirli con sale marino integrale, o ancora immergerli in acqua cambiata con regolarità. Sembra che questo metodo, più di ogni altro, sia utile per conservarne il succo.

 

Attenzione: eliminate subito i limoni eventualmente ammuffiti perché la muffa ha la capacità di attecchire rapidamente sui vicini limoni sani.

 

 

fonte: http://uomomedicina.it/curarsi-con-limone

 

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SISTEMA IMMUNITARIO : come rigenerarlo in 72 ore

Il sistema immunitario viene generalmente frainteso, non solo dalle persone comuni, ma anche da molti professionisti della salute.

 

La maggior parte delle persone ricorre a vitamine sintetiche e a medicinali, spesso ignorando le alternative naturali, per affrontare un raffreddore e migliorare l’immunità, eppure il disagio non sembra risolversi.

 

Per le persone che hanno un sistema immunitario compromesso, ci sono molte opzioni naturali. Ora i ricercatori hanno scoperto qualcosa che potrebbe essere addirittura migliore per ripristinare e ricaricare il sistema immunitario. Un metodo gratuito, che si ritiene funzioni benissimo anche per le persone anziane.

 

UN NUOVO SISTEMA IMMUNITARIO IN 3 GIORNI

Secondo i ricercatori della University of Southern California, l’atto del digiuno, per un minimo di tre giorni, è in grado di rigenerare l’intero sistema immunitario, anche nelle persone anziane.

 

I ricercatori sostengono che il digiuno aiuti le cellule staminali del corpo a ricominciare la produzione di nuovi globuli bianchi, che aiutano a combattere le infezioni.

 

Hanno inoltre aggiunto che la scoperta potrebbe essere particolarmente efficace per le persone che soffrono di un sistema immunitario danneggiato, inclusi i pazienti sottoposti a chemioterapia, che vengono protette dagli impatti tossici del trattamento durante il digiuno

 

(attenzione: rivolgersi al proprio medico per qualunque consiglio personalizzato in merito…poiche’ utilizzarlo sconsideratamente puo’ essere pericoloso….!).

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PREMERE L’INTERRUTTORE DELLA RIGENERAZIONE

Come hanno notato i ricercatori, l’atto del digiuno per un minimo di tre giorni è in grado di rigenerare l’intero sistema immunitario, anche nelle persone anziane.

 

Il digiuno rappresenta l’interruttore per avviare la proliferazione delle cellule staminali e la ricostruzione dell’intero sistema. Il Prof. Valter Longo, docente di Gerontologia e Scienze Biologiche presso la University of Southern California, ha affermato al The Teleghaph che, durante il digiuno, il corpo rimuove letteralmente le parti danneggiate, vecchie e inefficienti, creando a tutti gli effetti un nuovo sistema immunitario.

 

Secondo Longo, il sistema di una persona ricicla le cellule immunitarie necessarie, specialmente quelle danneggiate, al fine di produrre energia mentre digiunano.

 

Nel corso dello studio, i partecipanti sono stati invitati a seguire un digiuno veloce di 2/4 giorni per un periodo di 6 mesi….a intervalli….

 

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell.

 

Articolo a cura di ©generazionebio.com. E’ possibile riproporlo non a scopi commerciali e integralmente solo citando la fonte e con un link cliccabile che punti all’articolo originale.

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QUANTI PERICOLI PER LA SALUTE SI ANNIDANO IN CASA!

La nostra casa ci offre protezione dalla pioggia e dalla neve, ma è possibile che in qualche modo possa danneggiarci? La risposta è sì: dentro casa c’è spesso un certo numero di oggetti e strumenti che sembrano innocui, ma sono spesso fonte di batteri e di potenziale malattia.

Tappeti e anfratti

I tappeti sono morbidi e confortevoli, ma sono anche uno dei posti dove lo sporco, la polvere e gli allergeni si annidano facilmente e si diffondono nell’aria, ogni volta che li calpestiamo. La polvere che si raccoglie nei tappeti, negli angoli della casa e sulle superfici è costituito da pelle morta (la nostra), peli di animali, rifiuti di insetti e altre particelle disgustose. Queste sostanze oltre a produrre sporco, sono anche in grado di innescare allergie, asma e mal di testa.

Per evitare problemi con la moquette e gli angoli di casa, occorre assicurarsi di spolverare almeno una volta a settimana con un panno umido. Bisognerebbe anche passare l’aspirapolvere come abitudine settimanale e prendere in considerazione una pulizia professionale dei tappeti una o due volte l’anno.

Biancheria da letto e mobili

C’è un motivo per cui i materassi non hanno alcun valore di rivendita: le superfici su cui si dorme, ci si siede e ci si appoggia regolarmente si sporcano con una serie di materiali corporei. Il materasso, ad esempio, può ospitare insetti, sangue, sudore, bava e una quantità di altre sostanze.

Lenzuola, federe e piumini si sporcano allo stesso modo e devono essere lavati ogni settimana in acqua calda o in lavanderia. Annualmente bisognerebbe rinnovare le lenzuola. Specialmente quelle dei bambini, che sono più sensibili degli adulti allo sporco e agli allergeni.

Conservazione del cibo

Qualsiasi batterio che venga in contatto con il cibo, se non conservato, pulito o cucinato appropriatamente, finirà nel nostro corpo. Pertanto, la corretta conservazione degli alimenti in casa e di fondamentale importanza, al fine di evitare intossicazioni alimentari. Ecco alcuni consigli per mantenere la cucina sicura e sana:

• Sapere dove e per quanto tempo conservare ogni alimento, scartando i prodotti una volta scaduti

• Lavare correttamente tutte le superfici e i tagliere dopo averli esposti al cibo

• Tenere la carne cruda lontana da qualsiasi prodotto che non verrà cucinato

• Posizionare la carne nel ripiano più basso del frigorifero, per evitare qualsiasi gocciolamento

• Non cucinare i prodotti di derivazione animali per un tempo inferiore a quello minimo consigliato

• Mantenere la temperatura del frigorifero sotto i 4,5 °C

• Non mangiare uova crude o poco cotte.

Sporcizia del bagno

Il luogo viene visto come un luogo di purificazione, dove ci si lava, dove si elimina la placca dai denti e si eliminano i rifiuti naturali del corpo. Quindi, pensandoci bene, tutta questa pulizia lascia quantità ingenti di residui sulle superfici di tutta la stanza da bagno. Per non parlare del fatto che lavarsi richiede l’utilizzo di acqua e di umidità, che sono i principali colpevoli della crescita delle muffe.

Quando è stata l’ultima volta che abbiamo lavato per bene la doccia o disinfettato la tazza della toilette, o cosparso il lavandino di detergente? Se non lo abbiamo fatto nell’ultima settimana, è già passato troppo tempo. Utilizzare un disinfettante e pulire ogni superficie, compresi mobili, lavandino, pomelli e maniglie. Pulire con un prodotto naturale il water e la doccia più volte a settimana.

Seguire questi consigli renderà la casa un luogo più sicuro per tutta la famiglia.

Fonte

Photo by reidreginald

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IL CODICE DEGLI DEI

Due studiosi italiani scoprono la lingua universale prima della torre di Babele. Secondo i due studiosi sembrerebbe che un’antica mano informatrice abbia inserito nel D.N.A. della nostra civiltà un linguaggio astronomico.

 

La scoperta, apre le porte delle antiche conoscenze e i monumenti del sito di Giza, decodificati alla luce del codice, segnalano un messaggio millenario partito da una civiltà, non storicamente riconosciuta dalla scienza ufficiale, vissuta la bellezza di 13 millenni or sono.

Sicuramente parlare di un messaggio partito la bellezza di 13000 anni fa e indirizzato agli esseri umani del 2000 d.c. ,può far sorridere più di uno studioso, ma le riprove che gli studiosi hanno trovato sono al di sopra di qualsiasi sospetto.

 

Una volta padroni del codice, ci si accorge che il messaggio millenario è stato inserito nel D.N.A. della nostra civiltà: si trova in tutte le mitologie antiche, in tutte le forme religiose e in tutte le tradizioni tramandate dal passato.

 

"Il codice degli dei" si prefigge lo scopo di dimostrare senza tema di smentite che la lingua unica prima della famosa torre di Babele era astronomica e che la comprensione di questo "linguaggio" ci porterà a risolvere il più grande segreto celato alla nostra civiltà, la sua vera origine.

Riporto qui di seguito l’articolo dello scopritore del codice: Giorgio Terzoli. (ABBIAMO ANCHE LAVORATO E SCRITTO INSIEME… ORA E’ MORTO E LO SALUTO CON ONORE)

 

Premessa Partendo dagli studi del professor De Santillana , ho scoperto un codice astronomico precessionale tramite il quale si esprimevano tutte le culture antiche.

 

Per onor di merito è giusto dividere questa scoperta in due parti ben distinte ,la prima che chiameremo codice De Santillana_Von Dechend ("Il Mulino di Amleto"), intuita dagli studiosi nel 1969 e la seconda, che ho definito codice Terzo (dal nome del sottoscritto Giorgio Terzoli).

ll codice de Santillana- von Dechend Giorgio de Santillana nacque a Roma nel 1901.

Nel 1938 dovette abbandonare l’Italia in seguito a leggi razziali, in quanto ebreo e da allora visse negli Stati Uniti ,dove insegnò per lungo tempo al Massachusset Institute of Tecnology. La sua splendida opera "Il mulino di Amleto", pubblicata negli Stati uniti nel 1969, fu il frutto di un lungo lavoro in collaborazione con la professoressa Herta von Dechend, la quale insegnò per molti anni all’università di Francoforte.

De Santillana e la Von dechend, mettendo in correlazione un numero infinito di miti che arrivavano dal nostro profondo passato, scoprirono una serie di elementi a dir poco incredibili: tutta la mitologia antica aveva gli stessi argomenti ,gli stessi personaggi (anche se con nomi diversi ma riconoscibili), gli stessi arredi scenici e gli stessi numeri, che apparivano quasi per magia in ogni tema mitologico.

Motivi ricorrenti si riscontravano in Cina, in Arabia o in Egitto, a dispetto dei luoghi o dei tempi. I miti o le tradizioni che arrivavano da tutte le ere e dai posti geografici più impensati ,quali miti amerindi, cinesi ,greci ,egiziani ,indiani , polinesiani ,sumeri ,ittiti ,scandinavi, germanici ecc contenevano gli stessi personaggi ,gli stessi arredi scenici ,le stesse trame e gli stessi numeri.

Dopo accurati studi i due professori ,seppure con un certo imbarazzo scientifico, riconobbero nei numeri in questione i dati per calcolare la precessione degli equinozi .L’imbarazzo scientifico crebbe a dismisura quando i due studiosi furono costretti ,dall’evidenza dei fatti ,a dichiarare che nella lingua comune del mito erano congelati elementi di alta astronomia.

 

I miti non solo descrivono esperienze comuni, ma lo fanno utilizzando lo stesso linguaggio simbolico comune ,gli stessi personaggi riconoscibili e gli stessi motivi letterali.

Secondo i due studiosi sembrerebbe che un’antica mano informatrice abbia inserito nel D.N.A. della nostra civiltà questi concetti. I valori per calcolare con precisione la precessione degli equinozi ,sotto forma di numeri specifici si possono trovare nelle più antiche tradizioni umane.

La prova schiacciante della loro magnifica intuizione si trova nei numeri per calcolare la precessione degli equinozi ,i quali appaiono in ogni antica tradizione o in qualsiasi mito. Considerando che l’origine della mitologia si perde nella notte dei tempi ,lo stesso de Santillana afferma che nel 4000 a.c. all’inizio della nostra storia ,erano già barcollanti per l’età ,la scoperta prendeva carattere di eccezionalità.

Se prendiamo in esame che la scienza ufficiale farebbe risalire la scoperta della precessione degli equinozi al primo secolo a.c., da parte di un astronomo greco Ipparco ,la scoperta dei due studiosi potrebbe da sola costringerci a riprendere in serio esame buona parte della storia conosciuta.

Gli equinozi sono i due momenti dell’anno in cui il giorno e la notte hanno eguale durata su tutto il pianeta. L’equinozio di primavera cade il 20 marzo ,mentre quello d’autunno il 22 settembre. Per effetto della precessione degli equinozi ,il punto vernale o punto gamma o equinozio viene raggiunto ogni anno con qualche frazione di anticipo ,con il risultato che il sole molto lentamente si sposta attraverso tutte e dodici le costellazioni dello zodiaco.

 

Egli impiega circa 2160 anni per attraversare ogni singola costellazione e compie un intero giro in circa 25.920 anni.

I NUMERI PRECESSIONALI INDIVIDUATI DAI DUE STUDIOSI 72 = UN GRADO PRECESSIONALE 144 = DUE GRADI PRECESSIONALI 2.160 = TRENTA GRADI PRECESSIONALI (UN’INTERA COSTELLAZIONE ZODIACALE) 4320 = SESSANTA GRADI PRECESSIONALI (DUE COSTELLAZIONE PRECESSIONALI) 25920 = TRECENTOSESSANTA GRADI PRECESSIONALI EQUIVALENTI A UN’INTERO CICLO.

I MITI ASTRONOMICI In relazione a questa scoperta si può azzardare che l’intera mitologia non era basata su racconti veri o presunti di personaggi straordinari e valorosi, ma ci parla in termini astronomici sulle traiettorie dei pianeti e del grande ciclo della precessione degli equinozi ,il quale cambia inesorabilmente il cielo e in particolar modo la posizione del Sole ,il giorno dell’equinozio ,all’interno di una delle dodici costellazioni zodiacali.

 

IL CODICE TERZO Elaborando il codice scoperto dai due professori sono riuscito a trovare altri elementi comuni presenti in tutta la mitologia ,tramite i quali possiamo decifrare con senso logico e compiuto il significato della maggior parte dei testi mitologici. IL 12 associato a qualcosa di circolare. Tutti i 12 mitologici, affiancati ad un concetto circolare, corrispondono alle dodici costellazioni zodiacali che la precessione incontra nel suo lento incedere. I 12 cavalieri della tavola rotonda ,i 12 apostoli ,i 12 saggi ,le 12 montagne ,i 12 piatti ,le 12 tribù ecc.

L’orologio cosmico La precessione degli equinozi determina un grande orologio cosmico comprendente ore od ere precessionali di ben 2160 anni infatti, l’equinozio di primavera staziona circa 2160 anni in una costellazione zodiacale. Sapendo che ora siamo alla fine dell’era astronomica dei pesci possiamo stabilire con una certa sicurezza le epoche o le ore precessionali.

 

Gli animali mitologici. Gli animali presenti nella mitologia simboleggiano le costellazioni zodiacali e nella maggior parte dei casi sono il riferimento diretto alla costellazione che, nell’epoca specifica, portava l’equinozio di primavera. Gli dei correlati al sole. Gli dei correlati al sole fanno sempre riferimento all’era precessionale in questione.

 

Nella tomba astronomica di Senemmut abbiamo la possibilità di osservare Horus (il dio solare egiziano) con una lunga asta in mano che indica con precisione dove si trovava il sole precessionale all’epoca in questione ,all’incirca alla metà della costellazione del Toro. (data che corrisponde al nostro 2450 a.c. esattamente la data attribuita dalla scienza ufficiale alla tomba)

 

Il dio solare Sumero-Ittita ,Tesup o Teschub ,lo si rappresentava sotto forma di Toro. Abbiamo in questo chiarificante esempio la dimostrazione che gli Ittiti identificavano la loro divinità solare con la costellazione che ospitava il sole al momento dell’equinozio di primavera (la costellazione del Toro).

I sumeri comparvero in mesopotamia nel Quarto millennio A.C. ( all’inizio dell’era precessionale del Toro ) ed infatti la divinità solare sumera viene dipinta sopra a un Toro simbolico che rappresenta l’omonima costellazione.

Utilizzando l’orologio precessionale la figura sumera ci indica anche che il sole si trovava all'inizio dell’era astronomica del Toro (4320 a.c. ) infatti ,la divinità è sulla parte iniziale della costellazione del Toro ,le corna ,indicandone l’inizio.

 

GLI EROI E LE PROVE PER DIVENTARE TALI Analizzando la mitologia ho riscontrato che le fatiche e le terribili prove che la figura dell’eroe deve affrontare sono simboliche ed astronomiche. Ercole ,Giasone ,Ulisse e Teseo sono la stessa figura dell’uomo che per diventare eroe deve compiere un percorso pieno di pericoli e di prove alquanto bizzarre.

Se analizziamo che Ercole deve uccidere il Leone celeste ,Ulisse deve seguire le stelle di Orione e Giasone e Teseo affrontare un terribile Toro, oserei dire che siamo costretti ad ammettere che le prove degli Eroi sono costellate da prove precessionali.

 

La lingua universale prima della nostra Storia. Si è sempre ricercata la lingua universale che si parlava tra i popoli prima del diluvio universale e per molto tempo si è creduto che questa fosse una scrittura comune a tutte le popolazioni, un idioma comune ,una sorta del nostro inglese commerciale.

Oggi abbiamo la possibilità di dimostrare che prima della scrittura era presente un gergo astronomico precessionale, comune a tutte le culture storiche e preistoriche.

Possiamo affermare che prima della nostra storia esistevano conoscenze astronomiche e scientifiche e che tale sapienza veniva utilizzata in convenzioni mitologiche per esprimerle.

Non potrebbe essere la scoperta di questo codice, la più grande scoperta archeologica? GIORGIO TERZOLI

http://xoomer.virgilio.it/silvano/misteri219.html

 

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