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Inventato il cotone autopulente: lo sporco si scioglie con il sole

Dimenticatevi di dover lavare i vestiti. In futuro, potreste essere in grado di pulirli semplicemente facendo una passeggiata sotto il sole.

Come? Grazie all’invenzione curiosa realizzata dagli studenti dell’Università della California, Davis, che hanno trovato il modo di modificare la composizione del cotone aggiungendo un composto che reagirebbe alla luce. Difatti basterebbe esporre il tessuto in cotone sporco al sole perché i batteri vengano distrutti.
“Il tessuto può essere utilizzato in campo chimico e biologico per la realizzazione di indumenti protettivi, per l’assistenza sanitaria, nel settore alimentare e militare” ha detto Ning Liu, uno dei dottorandi che hanno lavorato al progetto.

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Liu ha sviluppato un particolare metodo capace di integrare all’interno del tessuto di cotone, un componente carbossilico e l’antrachinone, noto anche con l’acronimo scientifico 2-aqc. Questa sostanza una volta esposta ad una fonte luminosa produrrebbe un’altra sostanza, costituita da radicale idrossilico e perossido d’idrogeno, capace di distruggere i batteri e tutte le sostanze chimiche entrate a contatto con il tessuto.

Lo studio è stato pubblicato il 1 di settembre 2011 sulla rivista scientifica Journal of Materials Chemistry.

La ricerca è stata finanziata dalla National Science Foundation, l'agenzia della Difesa degli Stati Uniti e dall’associazione di ricerca Jastro Shields Graduate dell’Università Californiana. (fonte: http://www.universityofcalifornia.edu)

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DUE PESI E DUE MISURE

Perché la legge umana non consente di trattare alla stessa stregua crimini analoghi?

Perché è la vittima a differenziare una azione delittuosa?

 

Perché è considerato un crimine uccidere, torturare, mutilare, imprigionare un uomo, sottrarre un bambino a sua madre, mentre uccidere, torturare, mutilare, imprigionare, o sottrarre un cucciolo ad un animale è considerata un’azione lecita? Anche se gli animali al pari dell’uomo percepiscono l’angoscia, la paura, la privazione della libertà, l’abbandono, la Legge non consente di trattare allo stessa stregua delitti che noi consideriamo analoghi: ma la Legge della Vita si. Nel cosmico equilibrio biologico l’estinzione della specie umana non sarebbe più grave dell’estinzione delle formiche.

 

Perché è lecito usare parole di condanna verso coloro che si sono macchiati di crimini nei confronti degli esseri umani, mentre le accuse verso chi si rende responsabile dei medesimi crimini nei confronti degli animali vengono considerate come atti di intolleranza, di aggressività e di estremismo? Perché nelle circostanze di violenza agli animali si pretende nei confronti dei responsabili un atteggiamento garbato e gentile, un semplice invito a considerare il problema, mentre nei confronti di coloro che si sono macchiati di crimini nei confronti degli umani ogni espressione di condanna sembra non sia mai abbastanza dura e appropriata?

 

Perché si biasima chi grida allo scandalo perché vengono denunciati  i delitti verso gli animali mentre si tende a giustificare coloro che si sono resi responsabili di tali delitti? La cultura degli ipocriti vuole che l’essere umano non sia tanto accusato dei suoi crimini quanto che non si susciti in loro sensi di colpa. Ma quando l’essere umano uccide il rimorso diventa capace di qualsiasi atto lesivo. Chi vive correttamente non ha paura del giudizio del prossimo, anzi sa che ogni giusto rimprovero può essere la medicina più efficace per migliorare se stessi, anche se la critica deve sempre essere un pungolo, mai una sferza. Il rimprovero non deve mai sconfinare nell’offesa, nell’insulto o peggio nella calunnia.

 

Le grandi istituzioni che sono  sorde alla spaventosa condizione degli animali non cambiano con le suppliche ma con la protesta corale, civile, sentita, non violenta e quando non ascoltano il morbido richiamo finiscono inevitabilmente col suscitare l’asprezza della protesta. Non si rimprovera forse il bambino per indurlo a non commettere azioni lesive nei confronti dei suoi fratellini? Anche Gesù insegnava l’amore, la misericordia, la tolleranza ma anche l’aspro rimprovero, quand’era necessario a correggere gli animi: “Razza  di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? (Mtt 12,34); “Guai a voi scribi e farisei ipocriti…” (Mtt 23,12).

Se le istituzioni un giorno si apriranno al rispetto degli animali non sarà perché gli appelli dei pochi l’avranno indotte alla compassione, ma perché costrette dalle contingenze culturali e sociali che finirebbero col confinarle in una posizione moralmente e civilmente retrograda ed inaccettabile con l’evoluzione della coscienza di un popolo.

 

Per chi emotivamente percepisce e condivide l’inferno cui sono condannati gli animali da parte dell’uomo è difficile esprimersi in termini sereni: sarebbe come chiedere ad una madre di usare garbo verso coloro che stanno violentando sua figlia. Tuttavia il richiamo non deve mai essere tale da suscitare reazioni avverse da parte di chi si rifiuta di vedere gli effetti delle sue scelte e così ottenere l’effetto contrario a quello sperato.

 

 

Il nostro operato deve sempre essere al servizio della verità, anche se cruda. In ogni circostanza il nostro proposito  deve mirare al massimo bene collettivo al fine di rendere l’uomo migliore per se stesso ma soprattutto per salvare gli animali dalla cattiveria umana.

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Nessuno si senta autorizzato a giudicare e tantomeno a condannare le pur deprecabili scelte degli altri: infinite sono le circostanze che inducono un individuo a comportarsi in un determinato modo. Sulla terra vi sono 7 miliardi di differenti livelli evolutivi umani; un albero non cresce in un giorno. Nessuno si senta arrivato, completo, autosufficiente, illuminato: chi è al quinto “gradino” della scala tenda la mano a chi è al quarto e che si appoggi alla mano di chi è al sesto. La nostra etica ci impone l’umiltà profonda ed assoluta. Questa è la nostra vera forza e la nostra vera rivoluzione integrale.

 

Non prendertela col seme se non germoglia:

non tutti i terreni sono adatti ad ogni seme.

Forse hai sbagliato terreno

o tempo di semina.

 

Associazione Vegetariana Animalista

Associazione di Volontariato Onlus affiliata all’EVU

via Cesena 14 Roma 00182 tel. 06 7022863 – 3339633050

c.c.p.n. 58343153; c.f.n. 97365030580

In collaborazione con ABIN (Associazione Bergamasca di Igiene Naturale)

www.vegetariani-roma.it; www.universalismo.it; www.medicinanaturale.biz

DUE PESI E DUE MISURE

Franco Libero Manco

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Antiossidanti naturali: le mandorle

Le mandorle: frutto ricco di composti nutritivi e proprietà salutari

Le mandorle sono un tipico frutto mediterraneo ricco di composti nutritivi e proprietà salutari. La mandorla ha un potere nutritivo completo, contiene infatti un gran numero di nutrienti, dalla proteine, ai grassi, agli zuccheri insieme a tannini, ceneri e fitati. Il fatto che contenga grassi non dovrebbe spaventare. Quando parliamo di grassi (lipidi) contenuti nella mandorla parliamo di grassi mono e poli insaturi, quindi positivi per la salute.

Punto di forza della mandorla è la ricchezza dei cosiddetti polifenoli, sostanze antiossidanti capaci di ostacolare validamente i danni causati dai radicali liberi alle cellule dell’organismo. Questi polifenoli sono presenti però quasi esclusivamente nella pellicina scura che avvolge la mandorle, e per questo bisognerebbe consumare solo mandorle con pellicinae non prive di essa.

La palma d'oro dell'antiossidante

Vediamo allora che cosa ci propone la letteratura scientifica. Uno studio ha valutato la capacità antiossidante di 11 spezie, 5 tipi di frutti secchi, 7 tipi di dolciumi, 18 tipi di cereali e 6 tipi di frutti secchi con guscio nella popolazione italiana. Tra le spezie lo zafferano aveva la maggiore azione antiossidante, mentre tra i frutti secchi il più attivo era la prugna. Tra i dolciumi il più valido era il cioccolato e tra i cereali il granoTra i frutti secchi con guscio le mandorle avevano una significativa azione antiossidante, che era più bassa per le nocciole e ancora più bassa per le arachidi e i pinoli. Lo studio quindi ci informa che i cibi più dotati di azione antiossidante dovrebbero essere maggiormente consumati per favorire le difese antiossidanti dell’organismo. 
Mandorle e Fumo: i risultati scientifici

Un altro studio clinico ha verificato se il consumo di mandorle potesse ridurre il danno da radicali liberi ingiovani fumatori. Chi fuma infatti produce più radicali liberi, sostanze che causano danni alle cellule del nostro organismo: sappiamo infatti che i radicali liberi sono nocivi proprio perché hanno un'azione ossidante che danneggia il DNA e favorisce l'invecchiamento. Lo studio in questione ha esaminato 60 fumatori apparentemente sani, che dovevano mangiare giornalmente 84 g di mandorle oppure 120 g di carne di maiale per 1mese, con un intervallo di 1mese e poi con un altro mese di trattamento. Un altro gruppo di volontari sani non fumatori ha assunto 120 g/die di carne di maiale senza mandorle.

Come ci si aspettava, nei fumatori i livelli di alcune sostanze prodotte dal danno causato dai radicali liberi, i cosiddetti "indicatori di danno radicalico" (malondialdeide, 8-idrossi-desossiguanosina), così come i danni al DNA in alcune cellule del sangue (linfociti), erano notevolmente superiori rispetto ai non fumatori. E anche i livelli degli enzimi antiossidanti endogeni, difese naturali dell'organismo, erano significativamente minori nei fumatori. Il fumo quindi aumenta i radicali liberi e crea un danno all'organismo. Ma la cosa per noi più interessante è che la somministrazione delle mandorle nei fumatori causava un aumento delle difese naturali contro i radicali liberi, con una riduzione del danno dovuto all'ossidazione e minori danni sul DNA.

Giù i grassi con 20 mandorle al giorno

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Un altro studio clinico ha valutato l’effetto di due dosi di mandorle su assetto lipidico (misurazione di colesterolo e trigliceridi) e glucosio in 25 soggetti di entrambi i sessi con il colesterolo moderatamente elevato. Queste persone dovevano tenere una dieta normale per 4 settimane dopo essere stati nutriti per 2 settimane con una dieta contenente il 34%di grassi.

Dovevano mangiare una quantità di mandorle tale da fornire tra il 10 o il 20% dell’apporto calorico totale(circa 60 grammi di mandorle). Al termine dello studio le mandorle hanno determinato una riduzione significativa di colesterolo totale, colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo) e un aumento dell’1,7% del colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono). Lo studio indica quindi che l’ingestione di circa 60 g al giorno di mandorle riduce significativamente il colesterolo in pazienti moderatamente ipercolesterolemici:

il colesterolo, come è noto, favorisce l'aterosclerosi e quindi aumenta il rischio di malattie cardiovascolari come l'infarto. Gli studi fatti sinora (Marzo 2011) indicano che il consumo di mandorle riduce il colesterolo LDL (quello cattivo) di una percentuale compresa tra il 3 e il 19%, in particolare in chi ha il diabete o il colesterolo alto: le mandorle quindi aiutano a prevenire l'aterosclerosi e le malattie connesse.

Un'altra informazione utile è che le mandorle contengono pochi acidi grassi saturi, dannosi per cuore e vasi sanguigni, ma sono ricche di acidi grassi insaturi, di fibre, di fitosteroli e di proteine vegetali. Inoltre esse contengono vitamina E, arginina, magnesiorame, manganese, calcio e potassio.

Il consiglio del fitoterapeuta

"Il consumo giornaliero di 40-60 g di mandorle con la loro pellicina combatte i danni causati dai radicali liberi, abbassa il colesterolo e ostacola l’aterosclerosi, ossia la formazione delle placche lipidiche nei vasi sanguigni, contribuendo nonpoco al mantenimento della nostra salute".

Autore: Antonello Sannia

Fonte: L' Altra Medicina Magazine

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CANCRO : curare il cancro con l'ascorbato di potassio - Metodo Pantellini

Prima che scoppiasse il caso Di Bella, il metodo del Dott. Gianfranco Valsé Pantellini era sicuramente la terapia contro il cancro più usata e più conosciuta in Italia, nel campo della medicina alternativa.

Come la maggior parte delle scoperte scientifiche più importanti, anche questa trae origine da un caso fortuito e da un errore. Nel 1947, il Dott. Pantellini consigliò ad un malato di cancro inoperabile allo stomaco, con prognosi di pochi mesi di vita, di bere limonate con bicarbonato di sodio al fine di calmare i forti dolori. Immaginatevi la sorpresa quando, dopo un anno, lo rivide perfettamente ristabilito (il paziente morì infatti d'infarto vent'anni più tardi). Al momento di esaminare le radiografie, pensò che si trattasse di quelle di un altro.

Cos'era successo?

Il paziente, per errore, non aveva usato il Bicarbonato di Sodio, ma quello di potassio.

"Ebbi come una botta in testa", raccontò un giorno Pantellini. "Feci delle separazioni di limone ed esperidati dei vari acidi presenti e mi accordai con dei colleghi medici, per sperimentarli su alcuni malati di cancro, ormai in fase terminale, che volontariamente si offrirono di assumere, per via orale, citrato di potassio, tartrato di potassio ed esperidato di potassio: non ottenni purtroppo alcun effetto. Quando poi somministrai ai malati l'Ascorbato (vitamina C) di potassio, conseguii i primi riscontri positivi.

Proseguendo nella terapia, i malati di cancro presentavano apprezzabili miglioramenti, già nell'arco di 10-15 giorni. Il dolore scompariva, o quantomeno si attenuava, ed il paziente era in grado di riprendere la propria attività lavorativa. In alcuni soggetti, ancora oggi, a distanza di 40 anni, non risulta alcuna presenza del tumore". (Il cofattore K, ediz. Andromeda).

Pantellini proseguì le sue ricerche per quarant'anni, scoprendo che l'Ascorbato di potassio trovava applicazione anche in alcune malattie degenerative ed autoimmuni.
Continuò a tenere conferenze, partecipò a vari congressi di oncologia, pubblicò le sue scoperte su riviste mediche, curò con successo migliaia di persone. Risultato ?

Alcune denunce da parte dell'Ordine dei Medici (assolto), problemi a non finire, diffamazioni; ma l'aspetto più grave è che in tutti questi anni, Pantellini non è mai stato preso in considerazione dalla classe medica. Non viene confutato, semplicemente viene totalmente ignorato. Chi volete che abbia interesse a prescrivere l'Ascorbato di Potassio, un prodotto che costa poche migliaia di lire per un mese di terapia e che, oltre a tutto, non è brevettabile ?

Intervista al Dr. Gianfrancesco Valsé Pantellini:
"Ci sono degli interessi enormi, prima di colpire questi interessi bisogna stare attenti anche noi di colpirli bene così da farli degradare nel tempo. Tutto il mondo oggi vive sul denaro, e lei sa quanti migliaia di miliardi ci sono in giro in questo momento sulla sua testa. Se la medicina si è instradata su un'unica strada questa non è colpa mia.

E' colpa del destino dell'umanità. Anche del vostro! Perché di li al 2015, se non prenderemo provvedimenti seri, saremo uno contro uno col cancro"


Intervista a Gianfranco Valsé Pantellini Di Giuseppe Cosco

 

Cosco: Professore che cosa è il cancro ? 
Pantellini: Il cancro è una malattia degenerativa che ha anche un'origine genetica. Fino a poco tempo fa io non avevo un'idea lucida di quale fosse l'origine di questa patologia, ma oggi ho la certezza che a provocare questa manifestazione siano i radicali liberi, radicali liberi che vengono messi in libertà nella cellula dai mitocondri. I mitocondri, con questi radicali liberi, colpiscono il nucleo della cellula diecimila volte al giorno, cercando di sovvertirlo. A questa azione dei mitocondri si antepone un enzima connaturato alla stessa cellula che, per natura propria, elimina questi radicali liberi. La produzione di questo enzima viene regolata da un gene. Quest'enzima è la superossido-dismutasi, fortemente riducente e contrastante l'azione dei radicali liberi. Se i radicali liberi, per condizioni particolari fisiologiche e anche per stress endogeni, stress ossidativo interno, riescono ad eliminare dalle cellule o da una cellula quest'enzima è certo che si scatena il tumore. Il cancro è una manifestazione di questo difetto cellulare.

C. : Cosa ne pensa della chemioterapia ? 
Pantellini: Non dico nulla della chemioterapia, perché si sa già tutto. Essa ha un'azione deleteria e devastante sull'intero organismo. La chemioterapia si regge su un assioma, anzi su un paradosso: "Ciò che fa venire il cancro, lo guarisce", guardi a che assurdità si è arrivati. Nella chemioterapia, la ciclofosfammide non è altro che un iprite chelata che viene introdotta nell'organismo, causa sui tessuti delle reazioni di Feulgen liberando quattro molecole di acido cloridrico. Quindi come si può pensare di curare il cancro con l'acido cloridrico ?

C. : Come è arrivato a capire l'importanza dell'ascorbato di potassio per la prevenzione e la cura del cancro ? 
Pantellini: Fu un malato che mi mise sulla strada dell'ascorbato di potassio. Scambiò il bicarbonato di sodio con il bicarbonato di potassio... (Il professor Pantellini racconta che nel 1948 una donna, il cui marito versava in gravissime condizioni, in quanto aveva un cancro allo stomaco giudicato inoperabile, si rivolse a lui perché almeno si riuscisse ad alleviare i tremendi dolori del poveretto. Pantellini le consigliò di fargli bere limonate zuccherate con del bicarbonato di sodio. Mesi più tardi vide quest'uomo per strada, quando lo credeva già morto e scoprì che, per errore, al posto del bicarbonato di sodio nelle limonate aveva messo bicarbonato di potassio. N.d.A.) ...e da lì è partita la mia ricerca.

C. : Questo sale... 
Pantellini: E' il più forte antiossidante che abbiamo a disposizione oggi. Non è dannoso, viene assorbito rapidamente e agisce sul cancro. Difatti i tumori trattati con ascorbato di potassio o regrediscono o si fermano oppure vanno più lentamente avanti. La casistica è molto, molto, molto vasta e positiva.

C. : Quali sono i dosaggi ? 
Pantellini: Per la prevenzione si possono somministrare due o tre dosi la settimana, la mattina a digiuno, per quattro o cinque mesi consecutivi, poi interrompere un mese e ricominciare. Per la cura, invece, di dosi bisogna assumerne tre al giorno. Cioè occorre prendere la dose preventiva di gr. 0.15 di acido ascorbico e gr. 0.30 di bicarbonato di potassio, tre volte al giorno.

C. : Posso scrivere che in caso di tumori definiti iniziali, con l'ascorbato, si ottiene la guarigione completa ?
Pantellini: Certamente, si ha il 100% di regressione del tumore.

C. : Ci sono altre malattie che rispondono bene a questo trattamento? 
Pantellini: L'assunzione dell'ascorbato di potassio nei malati di AIDS mantiene l'individuo sieropositivo però non lo fa passare nella fase successiva. Stiamo portando avanti un protocollo di terapia sperimentale al riguardo e i risultati sono molto interessanti.

C. : Le persone in cura preventiva dal 1970 hanno... 
Pantellini: Nessuna di loro, e sono molte centinaia, è stata colpita da cancro o da malattie virali.

C. : Professore lei è solo in questo lavoro ? 
Pantellini: Sono affiancato da molti altri ricercatori, italiani e stranieri e poi in America diversi scienziati (tra cui Irwin Stone, Cameron e Pauling, N.d.R.) portano avanti protocolli sperimentali simili (fondati sull'ascorbato di sodio).

C. : Se l'ascorbato di potassio fosse somministrato su larga scala avremmo risultati incredibili ? 
Pantellini: Si, ma non sono cose che posso fare io, io posso dare delle indicazioni. Si deve mobilitare chi è preposto alla salute pubblica, cominciando dal ministro della sanità.

C. : Il cancro è anche un affare e gli interessi economici che vi ruotano intorno sono davvero tanti e da tutto ciò che è emerso, le porcherie della "malasanità" di Stato... 
Pantellini: Era una cosa logica. Non è una scoperta che ci sia la malasanità. Era meglio se i politici italiani avessero visto più a fondo l'interesse e la salute della gente, ossia pochi farmaci, ma buoni, sperimentati, che moltissimi farmaci anche con prezzi altissimi che non servono a nulla e fanno male.

C. : Sperimentano molto sugli animali... 
Pantellini: E' difficile riportare l'esperienza fatta su animali all'uomo. L'uomo ha riflessi farmacologici molto diversi. Per esempio un coniglio mangia anche l'atropina senza avere nessun disturbo, l'uomo, invece, muore.

C. : Secondo lei la cecità dei cattedratici è frutto di ignoranza o di malafede ? 
Pantellini: Io non so cosa nasconda, ma sono morti anche molti di loro di cancro, che io ho tentato di salvare.

C. : Visto il bassissimo costo dell'ascorbato di potassio, poche centinaia di lire, le industrie farmaceutiche hanno tentato di metterle i bastoni tra le ruote ? 
Pantellini: Hanno provato, tramite anche i loro emissari appartenenti ad un certo tipo di classe medica, ma è difficile fermare la marcia dell'ascorbato di potassio.

C. : Ci sono dei medici in Italia che usano l'ascorbato ? 
Pantellini: Ci sono dei bravissimi medici in Italia, dei bravissimi chirurghi, anche dei bravissimi oncologi che utilizzano l'ascorbato di potassio.

C. : Dove si può trovare l'ascorbato di potassio ? 
Pantellini: Molte farmacie lo preparano bene, io non posso dire i nomi, però, ci sono farmacie a Firenze, Treviso, Verona, Milano e Bologna che hanno l'ascorbato di potassio perfettamente dosato e chiuso in bustine ermetiche.

C. : Professore un'ultima domanda. L'ansia e lo stress hanno importanza nella genesi di un cancro? 
Pantellini: Certamente. La mente e i suoi complessi legami col corpo, rivestono una grande importanza. Io sono certo che l'insorgenza tumorale sia dovuta al riemergere di una struttura evolutiva della materia vivente, avvenuta qualche milione di anni fa, e che ciò si ripeta, oggi, quando i geni autoregolatori della chimica cellulare sono inattivati nel loro chimismo enzimatico per uno stress di qualsiasi natura.

Giuseppe Cosco

Nota bene: dai tempi di questa intervista ci sono stati diversi sviluppi nello studio dell'ascorbato e delle modalità di utilizzo del medesimo, di cui trovate documentazione presso la fondazione Pantellini. In particolare informandovi sul sito scoprirete che la formulazione dell'ascorbato più ribosio sembra potenziare l'efficacia dell'ascorbato di potassio, così come l'associazione con la vitamina B12 (tenere presente sempre però quanto scritto in apertura del post).

Fonte

 

Metodo Pantellini: l'ascorbato di potassio

L'efficacia del metodo Pantellini, ovvero l'utilizzo di ascorbato di potassio con ribosio, per la cura dei tumori e delle malattie degenerative


Alessandro Silva -

“Un cerchio si chiude” questo è stato il titolo del convegno internazionale promosso dalla Fondazione Valsè Pantellini dove vari esperti sono intervenuti per presentare gli studi più recenti e i traguardi raggiunti con l'applicazione della metodica messa a punto dal dottor Pantellini, ossia la somministrazione di ascorbato di potassio e ribosio, nel campo delle malattie degenerative, soprattutto in ambito oncologico. L'ascorbato di potassio è un sale derivato dalla vitamina C non tossico e privo di effetti collaterali. È oggetto di studio il trattamento con ascorbato di potassio associato al D-ribosio, uno zucchero, per la protezione di cellule e tessuti dallo stress ossidativo e per limitare la riproduzione incontrollata tipica delle cellule tumorali maligne.



Il cancro: una malattia multifattoriale
Il cancro è una malattia antica visto che se ne trovano tracce in reperti fossili di dinosauri. Fin dalla loro nascita, le terapie curative sono state improntate all'uccisione della cellula tumorale, con il pesante effetto collaterale connesso all'abbattimento della qualità di vita per l'alta tossicità delle sostanze somministrate.
Come riporta il dottor Guido Paoli, “le mutazioni genetiche responsabili dell'insorgenza del cancro e di altre malattie degenerative sono una conseguenza indiretta di danni ossidativi che coinvolgono la membrana cellulare e i mitocondri”. Questi danni sono interpretati dal “cervello” della cellula, il suo nucleo, come una spinta alla mutazione del proprio patrimonio genetico per adattarsi all'ambiente che sta mutando.
Inoltre, l'insorgenza del cancro è dovuta alla combinazione di più fattori scatenanti (inquinamento, stress, radiazioni, predisposizione genetica) ognuno dei quali non è correlato all'altro. Per questo non esiste un'unica molecola che possa contrastare la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. In tale ottica si inserisce l'uso combinato dell'ascorbato di potassio ed il D-ribosio il quale, da una parte mantiene le corrette concentrazioni elettrolitiche nelle cellule sane e, dall'altra, limita o esaurisce le risorse energetiche delle cellule tumorali, favorendo l'eliminazione di glucosio, per creare un ambiente ostile.

Tumore, stress ossidativo e ascorbato di potassio
“Uno dei meccanismi coinvolti nello sviluppo di un tumore è lo stress ossidativo che genera delle specie reattive dell'ossigeno capaci di danneggiare sia il DNA che altre strutture cellulari” spiega il dott. Massimo Fantini, dell'Università degli studi Roma 2-Tor Vergata. Sono numerosi gli studi scientifici a riguardo che provano, in particolare, un danneggiamento della pompa sodio/potassio, una sorta di “canale” che attraversa la membrana cellulare da parte a parte. L'alterata attività di questa pompa provoca uno squilibrio nel trasporto del sodio e del potassio che, a sua volta, causa un aumentato ingresso di glucosio nella cellula con un incremento della respirazione cellulare e una proliferazione incontrollata.

 

 

 

Anche il ruolo dello ione potassio (K+) e del D-ribosio sono noti: il D-ribosio partecipa alla produzione di energia nella cellula oltre ad essere il precursore di alcuni amminoacidi mentre il potassio è coinvolto in molti processi tra i quali il mantenimento del potenziale di membrana. Dai risultati preliminari di uno studio condotto per analizzare l'effetto antitumorale dell'ascorbato di potassio da solo o in combinazione con il ribosio su cellule di carcinomi mammari, il dott. Fantini ha evinto come “la somministrazione combinata con ascorbato di potassio da solo o in combinazione con D-ribosio è risultata più efficace dopo quattro giorni con una inibizione della crescita cellulare”. Non solo, “l'ascorbato di potassio, in associazione con il ribosio, determina, dopo solo due giorni di somministrazione, un significativo aumento di cellule morte” conclude il dott. Fantini. La ricerca portata avanti dal dott. Luca Bruni e la dott.ssa Simonetta Croci, ricercatori dell'Università di Parma e INBB di Roma, ha dimostrato invece come l'utilizzo combinato di potassio e D-ribosio (K:D-Rib) su linee cellulari stabilizzate di carcinomi umani alla mammella produce non solo un rallentamento della proliferazione delle cellule, ma anche la riduzione della capacità di invadere un tessuto da parte di cellule di tumore mammario rispetto a cellule non tumorali di epitelio mammario. “Questi dati sperimentali, unitamente ad una ricca bibliografia sui canali del potassio, ci hanno portato ad ipotizzare che una fine regolazione della concentrazione di K+ sta alla base di un corretto funzionamento delle cellule” spiegano il dott. Luca Bruni e la dott.ssa Simonetta Croci. È nata dunque l'esigenza di capire se il potassio entrasse oppure no nelle cellule a seguito del trattamento con K:D-Rib. Attraverso un elegante esperimento teso a dimostrare, nella cellula, la formazione di una specifica macromolecola che avviene solo a idonee concentrazioni di K+, i due ricercatori hanno così concluso: “I dati preliminari mostrano che, a seguito della somministrazione di K:D-Rib una quantità di ione K+ entra nella cellula e che il D-Ribosio è implicato nel favorire questo ingresso, ristabilendo la concentrazione fisiologica di K+”.
Non meno importanti i risultati ottenuti dallo studio svolto nell'ambito di un progetto finanziato dall'Università di Siena che si è basato sul monitoraggio di markers di stress ossidativo di proteine, lipidi e DNA prima e dopo l'assunzione di ascorbato di potassio con ribosio (dopo approvazione di un comitato etico), da parte di pazienti affetti da patologie congenite del tessuto connettivo e patologie degenerative (morbo di Parkinson, Alzheimer, condizioni di invecchiamento precoce), valutando anche l'andamento clinico della malattia. “Gli studi, eseguiti nell'arco di dieci anni” spiega la dott.ssa Cecilia Anichini “hanno dimostrato l'importanza della stress ossidativo nelle patologie considerate con un miglioramento sia del quadro clinico che dell'assetto dei biomarker, variabile sulla base dell'età, del quadro clinico e dei parametri da stress, senza evidenziare nessun tipo di effetto avverso”.

 

 


Oncologia veterinaria
L'ascorbato di potassio si è dimostrato efficace anche nella cura di varie patologie tumorali o non di animali domestici. Per ottenere una buona efficacia, è necessario “focalizzare il sistema immunitario dell'animale quanto più possibile sul tumore, diagnosticando e debellando con terapie adiuvanti (possibilmente naturali) e laddove sia possibile, le eventuali (e spesso più che probabili) infezioni. Solo così si ottiene la massima risposta del paziente all'ascorbato” specifica la dott.ssa Giulia Milesi, medico veterinario omeopata e naturopata.

Medicina integrata: dalla parte del paziente
Gli esperimenti condotti nell'università di Parma e Roma Tor Vergata hanno gettato le basi per dimostrate l'efficacia biologica dell'ascorbato di potassio con ribosio. La strada per la comprensione del meccanismo di azione e dei suoi limiti curativi è ancora lunga e passa attraverso l'osservazione di modelli animali e la raccolta di dati da pazienti.
Modestia e serietà hanno sempre contraddistinto il lavoro di Pantellini e sono queste qualità che i medici ed i ricercatori che collaborano con la fondazione si impegnano a mantenere. Il loro compito  è, prima di tutto, quello di offrire una corretta informazione “che non vuole essere un'alternativa alle terapie convenzionali, con le quali si cerca l'integrazione, ma un intervento di base sull'equilibrio cellulare” come ha concluso il dottor Andrea Bolognesi. Ed è proprio su questa base che i medici ed i ricercatori cercano di uscire da meccanismi standardizzati e posizioni chiuse con l'unico scopo di tutelare la dignità e il diritto al rispetto della vita di tutte le persone che soffrono e si rivolgono alla fondazione per un consiglio.
Grazie al lavoro congiunto di competenze diverse, si spera di riuscire a intravedere, prima o poi una strada percorribile che faccia luce su questioni cruciali per la salute umana.

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GASTRITE: cura naturale, efficace, sicura

La gastrite è la patologia che colpisce fino al 90% degli italiani con una età superiore ai 30 anni. Se si cura la causa, l’acidità anomala del corpo, modificando temporaneamente l’alimentazione, si riescono a migliorare in modo deciso i sintomi e a togliere la causa sia della gastrite che del reflusso: basta trovare un buon medico e 5 – 6 alimenti su circa 23, per eliminare il problema alla radice.

In questo modo con il solo lavoro sugli alimenti i disturbi diminuiscono nel giro di 8 – 10 giorni.

In genere la gastrite in fase ancora acuta si presenta in modo subdolo, inducendo la gente ad ignorare quei piccoli, ma costanti bruciori di stomaco, quel senso di nausea che si presenta alla fine di ogni pasto, durante la notte e in molti casi anche appena svegli, quel fastidioso reflusso che brucia in gola e che porta con se anche l’alitosi.

Solo dopo mesi di reflussi e di bruciori sempre persistenti e dolorosi ci si rende conto che questi disturbi sono più seri di quello chesi credeva.

La gente è disinformata su questa malattia e con il pensiero che passerà da sola nei giorni successivi, lascia correre, tenendosi questi disturbi che ritengono sopportabili e di poco conto, fino a far cronicizzare la malattia.

E’ d’obbligo ricordare che la prima cosa da fare in questi casi è recarsi dal proprio medico o da un gastroenterologo per avere una diagnosi il più completa possibile, per avere un quadro generale della situazione.

La gastrite ha una sintomatologia molto ben riconoscibile: i sintomi più frequenti e fastidiosi sono il reflusso gastroesofageo, la bocca e l’alito cattivo, il bruciore di stomaco, dolore e pesantezza nella zona intorno allo sterno con conseguente affanno.

Sono sintomatologie molto fastidiose capaci di interferire anche a livello sociale ed emotivo, rovinando anche le serate più belle e importanti con gli amici e portando la persona ad accumulare stress e tensione anche nei momenti che dovrebbero essere i più rilassanti, magari a casa in compagnia della famiglia.

Le cause della gastrite sono molteplici, ma in generale si parla sempre di alimentazione errata e di stress: mangiare alimenti sbagliati con tempistiche sbagliate provoca un alto livello di acidità anomala in tutto l’organismo, acidità capace di provocare anche altri disturbi come le coliti e la degenerazione delle corde vocali.

Molto interessante è la correlazioni tra la gastrite e alcune forme di labirintite, sordità, ernia iatale, alcune tipologie di asma e di tachicardie; un sintomo molto frequente e spesso sottovalutato, specialmente nelle persone sovrappeso o obese, è la mancanza di fiato e la stanchezza repentina per esempio dopo pochi scalini.

La gastrite infatti tende a gonfiare molto la bolla gastrica causando quindi una difficoltà di respirazione a livello bronchiale, fino ad arrivare a crisi di asma.

gastrite

In genere inizia con una fase acuta di dolore e, andando avanti si cronicizza; a questo punto le persone giustamente si recano dal medico che grazie a una dieta equilibrata e alla prescrizione di farmaci riesce ad alleviare i dolori, migliorando le condizioni generali del paziente; quando la patologia è definita cronica le percentuali di guarigione diventano più rosicate e il cercare di limitare gli effetti collaterali dei farmaci diventa di primaria importanza.

Se siete tra quelle tantissime persone che hanno già seguito questo iter generico senza ottenere grossi risultati vi potrà essere utile un trattamento energetico riflesso.

Attraverso i trattamenti riflessi ed energetici quali la chinesiologia o la riflessologia riusciremo a prendere di petto la causa dei vostri disturbi, andando verso la risoluzione del problema dalla radice in poco tempo.

Non vi sarà chiesto di prendere nessun genere di farmaco, come non vi verrà richiesto di smettere le cure mediche già prescritte in precedenza, non andremo infatti a interferire con nessuna terapia allopatica.

Potrete quindi continuare in assoluta tranquillità la cura del vostro medico di fiducia, non vi chiederemo di interromperla; vi inviteremo solo a far presente ad esso della vostra nuova situazione quando avrete raggiunto lo stato di salute desiderato e in modo da poter chiedere se è il caso di andare avanti con i medicinali o no.

Per aiutare il corpo nella cura della causa della gastrite esistono dei trattamenti olistici quali la riflessologia plantare e il reiki, capaci di riequilibrare l’apparato digerente nel suo complesso e di conseguenza tutto il nostro corpo.

In particolare la riflessologia plantare risulta molto utile per accelerare i tempi di guarigione, riuscendo a eliminare il sintomo in modo non invasivo in poco tempo e migliorandolo già dal primo trattamento.

Ricordiamo che queste pratiche non sono e non sostituiscono le cure mediche, ma sono un approccio alternativo, olistico, piacevole e non invasivo alla malattia cronica e acuta, ideali per tutte quelle persone che con i farmaci non hanno un rapporto idilliaco.

La riflessologia risulta indispensabile ed è il capo saldo della cura in quanto è in grado di trattare tutto l’apparato digerente in modo riflesso, senza agire direttamente sulla zona dolorante riportando in poche sedute il corpo in equilibrio, mettendolo in sesto e rendendolo capace nuovamente di compiere il suo lavoro di digestione e soprattutto di assimilazione nel modo più corretto possibile.

Ottenendo l’equilibrio chimico fisico ed energetico del corpo, eliminata l’acidità anomala del corpo, potrà tornare a svolgere il suo lavoro in modo egregio anche il sistema immunitario in toto, dicendo addio alla maggior parte delle malattie future.

Queste tecniche sono molto antiche e sono un vero aiuto nella cura della gastrite e spesso vengono affiancate con successo anche alle terapie mediche classiche.

Grazie ai nostri studi eseguiti sugli alimenti, alla nostra esperienza maturata negli anni e alle tecniche olistiche suddette riusciamo a consigliare la tempistica adeguata per mangiare.

Non stiamo parlando di diete, ma di un nuovo stile di vita, senza limitazioni di quantità (per quelle ci ha già pensato il vostro medico ricordate?).

I disturbi tenderanno a migliorare già nella prima settimana dopo il trattamento e a scomparire nell’arco delle settimane seguenti, in base alla gravità della gastrite.

Aiutare il vostro sistema immunitario a combattere una gastrite, anche cronica è possibile attraverso i nostri trattamenti naturali e a uno stile di vita migliore che porterà il corpo in uno stato di salute mai provato, con il sistema immunitario perfettamente funzionante e regolato nel modo corretto; ogni persona infatti, soffre di gastrite per un motivo diverso ed è di fondamentale importanza ricercare le cause specialmente a livello energetico e quindi dei meridiani della medicina cinese, oltre che  nell’alimentazione.

La cosa meravigliosa dei trattamenti naturali una volta terminati vi verrà insegnato come controllarvi da soli in modo da prevenire ricadute future e mantenere una qualità di vita alta.

Vi porteremo a poter mangiare di nuovo tutto, e a imparare come mantenere questo stato di salute senza rinunciare al cibo.

Non chiede grossi sacrifici.

Porta ad uno stile di vita più sano.

Insegna come regolarsi nel futuro.

Elimina l’acidità anomala compreso il reflusso.

Non è una “dieta” quindi non bisogna pesare nulla.

Elimina la pigrizia dell’intestino.

Non si assumono farmaci.

Non si hanno effetti collaterali o interferenze con altre cure.

Ristabilisce l’equilibrio dell’intero fisico.

La riflessologia plantare è anche un massaggio piacevole oltre che curativo.



Trattando la gastrite secondo questi nuovissimi metodi, tutti i sintomi diminuiscono gradualmente fino alla loro scomparsa.

E’ bene sapere che:

Lo stomaco subisce ogni anomalia dell’alimentazione. Se mangiamo troppo, abbiamo una reazione anomala: lo sentiamo gonfio. Se mangiamo un alimento che non sia accettato bene, abbiamo l’acidità. Se beviamo dell’acqua stagnante, sentiamo che rimane nello stomaco e se ne abbiamo bevuta troppa, possiamo avere anche qualche rigurgito o sentiamo l’acidità. Se l’acidità è troppa, questa passa nell’intestino provocando irritazioni che impediscono, la normale attività di assorbimento di alimenti necessari, con conseguente disequilibrio organico.  Se è presente in quantità anomala l’Helycobacter Pylori, si può avere una gastrite o un’acidosi; tutte queste anomalie saranno solo un “cattivo” ricordo.

Un vecchio aforisma afferma: Volete essere più giovani dell’età anagrafica? Eliminate ogni acidità dallo stomaco e  dall’organismo.

Tengo a precisare che quanto detto sopra non è in alcun modo parere o consiglio medico, ma ha lo scopo principale di portare le persone alla conoscenza di vie alternative naturali e non invasive, volutamente poco divulgate e pubblicizzate per la cura di patologie come la gastrite; non vi viene chiesto di credere a occhi chiusi a quanto detto fin’ora, ma siete invitati a rifletterci e a farvi una vostra opinione personale dopo aver verificato di persona.

 

fonte : http://www.tartaglini.it/gastrite/

 

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