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Categoria: "Vivere naturalmente"

VACANZE SPIRITUALBENESSERE A PALINURO (Salerno) e CAPOLIVERI (Isola d'Elba)

Siete invitati a partecipare a 2 VACANZE "SPIRITUALBENESSERE"

promosse dalla Associazione Culturale “SPAZIO SACRO” di Bologna

che opera da 10 anni nel mondo olistico :

 

DUE METE FANTASTICHE :

1)    VILLAGGIO COSTA DEL MITO A CAPO PALINURO (in provincia di Salerno)

2)    CAMPANELLA RESORT A CAPOLIVERI ( Isola d’Elba )

 

Soggiorni anche solo di 1 settimana

VILLAGGIO COSTA DEL MITO Dal 13 LUGLIO AL 27 LUGLIO

Via Torracca snc, Caprioli ( Salerno )

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REIKI : ARTE DI CURA CON LE MANI
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Presso un Villaggio Alberghiero nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, nella baia di Capo Palinuro direttamente sul mare, l’Associazione Culturale SPAZIO SACRO organizza una vacanza speciale per il benessere del vostro corpo, della vostra mente e del vostro spirito ! Le attività olistiche proposte sono tenute dai Maestri della Scuola di Reiki “Spazio Sacro” di Bologna, Emanuel Celano e Carmen Cattani.

 

CAMPANELLA RESORT ELBA Dal 31 AGOSTO al 14 SETTEMBRE

Loc. Piano di Mola 57031 Capoliveri (LI)

Presso il Meraviglioso Resort Campanella, in una proprietà di circa 20.000 mq. riservata, a Capoliveri nell’Isola d’Elba, l’Associazione Culturale SPAZIO SACRO organizza una vacanza speciale per il benessere del vostro corpo, della vostra mente e del vostro spirito ! Le attività olistiche proposte sono tenute dai Maestri della Scuola di Reiki “Spazio Sacro” di Bologna, Emanuel Celano e Carmen Cattani.

 

ATTIVITA’ PROPOSTE  :

Seminario di Dendroterapia Energetica : le Energie degli Alberi ; Seminario di Breathwork : il potere del Respiro ;  Introduzione al Massaggio con i Fiori di Bach secondo il metodo del dott. Kramer ; Meditazioni in spiaggia + Yoga Nidra e Visualizzazioni Creative ; Serate di trasmissione di due potenti Mantra  ; Consulto del vostro tema natale secondo la Numerologia Tantrica ; Trattamenti di Reiki e di Riflessologia Plantare.

 

COSTI-PRENOTAZIONI o DOMANDE :

https://www.spaziosacro.it/corsi/vacanze_spirituali/

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Come fare il compost domestico in 5 mosse

Detto anche terricciato, il compost fai-da-te sta diventando una pratica sempre più diffusa. Se volete provarci ma non sapete come iniziare, qui potrete trovare le regole step-by-step per creare un sistema di compostaggio a casa.

 

 

Grazie al terricciato casalingo – ottimo fertilizzante per prati e orticelli – garantirete un’ottima crescita a fiori, piante, frutta e verdura mentre in casa i rifiuti caleranno drasticamente.

 

Cosa state aspettando, allora?

Ecco come fare:

1. Acquista il composter che fa al caso tuo

Per iniziare nel modo giusto acquistate un contenitore adatto alle operazioni di compostaggio. Potrete trovare ciò che fa al caso vostro in vivai e negozi per il giardinaggio. Oppure, provate a informarvi presso il vostro comune, alcuni li forniscono ai residenti applicando uno sconto sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti. E, se state progettando un finesettimana da IKEA, l’azienda svedese offre ai clienti un tipo di composter particolarmente adatto a chi non ha molto materiale da compostare.

Una scelta mirata dovrà basarsi su due parametri, il tempo che solitamente dedicate al verde di casa e la quantità di rifiuti mediamente prodotti dal vostro giardino.

Quando parliamo di composter dobbiamo immaginarci una campana in plastica, aperta alla sommità e, possibilmente, su un lato o alla base. La prima apertura servirà a inserire i rifiuti organici, quella laterale, che potrete pensarla come una porticina da aprire e chiudere, servirà per estrarre il compost pronto per l’utilizzo.

Qualsiasi sia la vostra scelta, non dimenticatevi che i composter devono essere: privi di fondo, magari dotati di una rete, per far asciugare i rifiuti umidi favorendo l’areazione, per prevenire anche i cattivi odori. Possibilmente dotati di coperchio o teli di copertura, per evitare sole diretto o piogge troppo forti.

2. Scegli il luogo più adatto

Il posto migliore per il nuovo composter sarà una zona non eccessivamente esposta ai raggi solari e nemmeno troppo umida. Questo, per evitare che il contenuto marcisca.

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Tra le caratteristiche immancabili per il luogo ideale, un terreno asciutto e possibilmente pianeggiante. E, se volete ottimizzare il processo di compostaggio, ricordatevi di spezzettare rametti, bucce, radici, foglie e quant’altro prima di metterli nel contenitore.

3. Cosa compostare e cosa no

Assicuratevi di aver messo le cose giuste nel cestino del compost in modo da produrre un prodotto sano e nutriente per il giardino. Generalmente si pensa che se si decompone allora, può finire nel bidone. Ma non è proprio così.

Per esempio, ci sono dei tipi di frutta che è meglio non compostare, ma esistono anche 15 cose che non avreste mai pensato di poter compostare.

Quindi si a verdura, bustine del tea utilizzate, giornali letti e spezzettati, foglie, erba tagliata e altri rifiuti da giardino. No, invece, per frutta e verdura cotte, carne, latticini, fazzoletti usati e piante malate. Solo così il terriccio sarà sano, privo di ospiti indesiderati e cattivi odori.

E per fare in modo che il processo inizi velocemente, metteteci anche qualche attivatore per il compost.

4. Un po’ di pazienza

Una volta inserito tutto il necessario, potete rilassarvi, magari con una bella attività a impatto zero e aspettare che il processo inizi. Di tanto in tanto assicuratevi che il compost non sia né troppo umido né troppo secco e, per bilanciare la consistenza, aggiungete delle sostanze che asciughino o umidifichino il contenuto.

Ricordatevi di mantenere il compost sempre ben areato e non abbiate fretta, questo processo può necessitare anche di mesi.

5. Inizia a usare il compost

Il compost sarà pronto quando il terreno alla sommità del composter avrà raggiunto una tonalità molto scura, quasi nera. A questo punto mescolatelo con il terriccio per le piante e date libero sfogo al vostro pollice verde tra fiori e ortaggi.

Buon lavoro.

Serena Bianchi

http://www.greenme.it/abitare/eco-fai-da-te/3731-come-fare-il-compost-domestico-in-5-mosse

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Il lamento sonoro degli alberi assetati

La scarsità d'acqua nel suolo provoca bolle d'aria nei vasi linfatici del tronco: lo schiocco che ne deriva somiglia al rumore di una cannuccia che aspira il liquido dal fondo del bicchiere.

Un albero che soffre per la siccità non lo fa in silenzio. Anche le piante si lamentano, e lo fanno con suoni appena percepibili, ma facilmente catturabili da un microfono. Un team di ricercatori dell'Università di Grenoble (Francia) ha provato a registrare questi rumori studiandone la precisa provenienza.

Gli alberi trasportano la linfa dal terreno alle estremità grazie a speciali vasi chiamati xilemi, che sfruttano le forze intermolecolari dell'acqua e quelle tra le molecole d'acqua e le pareti dell'albero per creare una singola colonna d'acqua da far salire in direzione dei rami. 

In caso di siccità, in queste colonne di linfa si formano bolle d'aria: un fenomeno detto cavitazione, cui alcune piante fanno fronte aumentando la pressione dell'acqua raccolta attraverso le radici, ma che in alcuni casi può risultare fatale.

Tutte le più belle foto di alberi: guarda

Un pianto sommesso per la sete

In alcune piante, il rumore della cavitazione è distinguibile sottoforma di uno schiocco non udibile dall'uomo ma percepibile nella gamma degli ultrasuoni. Immaginate di aspirare con una cannuccia le ultime gocce del vostro cocktail preferito sul fondo del bicchiere: ecco, qualcosa di simile, ma molto più attutito e facilmente scambiabile per uno scricchiolio del legno o un altro dei suoni presenti in natura.

I ricercatori hanno ricreato la situazione di un albero assetato in laboratorio, immergendo un pezzo di legno di pino completo di xilema in un gel dal quale era stata fatta evaporare tutta l'acqua: ben presto avvicinando un microfono al tronco sono stati registrati distintamente i suoni della cavitazione, circa la metà di tutti gli scricchiolii emessi dal legno. La ricerca potrebbe contribuire a insegnare a riconoscere i segnali d'allarme lanciati dagli alberi sotto stress, e arrivare magari a innaffiarli per tempo.

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Come fanno le radici degli alberi ad evitare gli ostacoli?
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radici

Le radici degli alberi riescono a insinuarsi ovunque: emergono dal terreno spaccando l'asfalto e aggirano sassi e altre radici che incontrano durante la crescita. Uno studio condotto dal John Innes Centre, un istituto di ricerca inglese specializzato in botanica e microbiologia, ha mostrato che questa capacità è permessa da un sistema di "navigazione" basato su una particolare peluria di cui tutte le radici sono ricoperte. Questa peluria agisce come le vibrisse (baffi) dei gatti: "sente" gli ostacoli lungo il percorso di sviluppo alla ricerca di nutrimenti.

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Radici "a tastoni". Quando incontra una roccia, un sasso o un altro ostacolo, come ad esempio le fondamenta di una casa, la peluria lo percepisce grazie a un sistema chimico decisamente evoluto: sulla punta di ogni "pelo" è collocata infatti una proteina (Rhd2) coinvolta nella produzione delle sostanze che stimolano l'assorbimento di calcio proveniente dal terreno, indispensabile per la crescita della pianta. Il calcio mette in funzione la Rhd2, generando così un "circolo virtuoso" che si interrompe solo quando i peli incontrano qualcosa che ne blocca l'assorbimento. È a quel punto che, per riprendere il normale ciclo, la radice cambia direzione aggirando l'ostacolo.

 

 

Le radici degli alberi riescono a insinuarsi ovunque: emergono dal terreno spaccando l'asfalto e aggirano sassi e altre radici che incontrano durante la crescita. Uno studio condotto dal John Innes Centre, un istituto di ricerca inglese specializzato in botanica e microbiologia, ha mostrato che questa capacità è permessa da un sistema di "navigazione" basato su una particolare peluria di cui tutte le radici sono ricoperte. Questa peluria agisce come le vibrisse (baffi) dei gatti: "sente" gli ostacoli lungo il percorso di sviluppo alla ricerca di nutrimenti.

Radici "a tastoni". Quando incontra una roccia, un sasso o un altro ostacolo, come ad esempio le fondamenta di una casa, la peluria lo percepisce grazie a un sistema chimico decisamente evoluto: sulla punta di ogni "pelo" è collocata infatti una proteina (Rhd2) coinvolta nella produzione delle sostanze che stimolano l'assorbimento di calcio proveniente dal terreno, indispensabile per la crescita della pianta. Il calcio mette in funzione la Rhd2, generando così un "circolo virtuoso" che si interrompe solo quando i peli incontrano qualcosa che ne blocca l'assorbimento. È a quel punto che, per riprendere il normale ciclo, la radice cambia direzione aggirando l'ostacolo.

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Detersivo per la lavatrice fatto in casa

Oramai tutti sanno quanto dannosi siano per l'ambiente, nonché per il nostro corpo, i vari tipi di detersivi dei quali ci serviamo ogni giorno. Ce ne sono di ogni tipo e per ogni esigenza: sgrassatori, pulitori per piastrelle, per vetri, per sanitari, per forno, per wc, per box doccia. Una quantità infinita di prodotti e di formulazioni diverse.

 

Ma abbiamo veramente bisogno di tutti i tipi di detergenti che affollano i nostri armadietti? Certamente no, infatti la maggior parte dei risultati promessi dai detersivi in commercio si può ottenere ricorrendo ad alcuni semplici prodotti di base che, miscelati e utilizzati nel modo più opportuno, forniscono le stesse garanzie di igiene dei prodotti specifici che troviamo sugli scaffali dei supermercati. L'importante è tenere presenti e rispettare alcuni concetti base sull'utilizzo degli ingredienti.

 

Gli ingredienti da utilizzare sono i seguenti:

 

acqua ossigenata: il disinfettante per eccellenza;

bicarbonato di sodio: ottimo per molteplici usi;

aceto e acido citrico: usati singolarmente hanno un'efficacia contro il calcare, miscelati insieme potenziano e aumentano il ph della soluzione, uccidendo gran parte dei batteri che si annidano su ogni superficie;

percarbonato di sodio e soda solvay: igienizza i capi anche durante l'ammollo ed è attivo già a 40°.

Una regola importante da tenere presente è che non bisogna miscelare prodotti acidi e prodotti basici perchè l'effetto si annullerebbe. Prodotti acidi sono: aceto, limone, acido citrico, sale. Prodotti basici sono: bicarbonato di sodio, percarbonato di sodio e soda. Prodotti neutri sono: acqua ossigenata e sapone di Marsiglia.

 

Per preparare il detersivo in polvere per la lavatrice, dobbiamo semplicemente grattugiare un panetto di sapone di Marsiglia da 300 gr. e aggiungere 150 gr di percarbonato (o soda solvay) e 150 gr. di bicarbonato di sodio. Ne utilizzeremo 2-3 cucchiai per ogni lavaggio, per capi bianchi e colorati, direttamente nell'oblò della lavatrice.

 

Per preparare il detersivo liquido serviranno 5 litri d'acqua. Si porterà a ebollizione 2 litri d'acqua e si aggiungeranno pian piano le scaglie di 200 gr. di sapone di Marsiglia grattugiato, mescolando finchè non sarà sciolto completamente (se risultasse necessario, ci si può aiutare con un frullatore a immersione). Si lascerà intiepidire il liquido e si aggiungeranno 100 gr. di bicarbonato di sodio e 100 gr. di percarbonato di sodio (o soda solvay) mescolando con cura. Infine si aggiungeranno i restanti 3 litri d'acqua con alcune gocce di olio essenziale per la profumazione.

 

Si lascerà riposare il composto per alcune ore in un vecchio flacone di detersivo e, se si addensasse troppo, si aggiungerà ancora dell'acqua fredda per diluirlo e si agiterà. Per un lavaggio a pieno carico sarà sufficiente un tappo dosatore di detersivo. Per un'azione disinfettante si potrà aggiungere al lavaggio dell'acqua ossigenata.

http://news.supermoney.eu/ambiente/2013/04/come-fare-in-casa-il-detersivo-per-la-lavatrice-che-non-inquina-0014809.html

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Significato dei fiori : la mergherita

Tutti ricordano il noto gioco amoroso del “m’ama non m’ama” fatto strappando ad una ad uno e delicatamente, i petali della margherita. “Margherita” è anche una famosissima canzone di Riccardo Cocciante, ma è, e sempre resterà, uno dei fiori più belli e semplici che la natura ci abbia mai regalato. Questa parte vegetale destinata alla riproduzione delle piante, appartiene a una specie che fa parte della famiglia della asteracee, vasto gruppo di circa 20 mila piante composite, dicotiledoni, usate anche in erboristeria. Il nome botanico completo della margherita è Chrysanthemum leucanthemum e presenta un fiore con molti petali bianchi e al centro un pistillo giallo oro. Viene annoverata tra le dicotiledoni perché i semi della pianta contengono al suo interno due foglioline, mentre le monocotiledoni ne hanno solo una. La margherita, per la sua struttura e famiglia di appartenenza, appartiene al genere di piante più evolute esistenti in natura, ecco perché si parla di specie composite, dove per composite di intendono le diverse caratteristiche di ogni singola pianta ( legnosa o erbacea). La margherita è anche una pianta a fiore che riveste diversi significati. Si tratta di significati positivi, perché a questo fiore non è mai stato attribuito, nel corso della storia, alcun significato negativo.

 

Caratteristiche generali

 

 

La margherita è una pianta erbacea annuale che cresce spontaneamente nei prati di diverse zone dell’Europa, anche se è originaria del Tibet. Raggiunge i 90 centimetri di altezza e presenta fiori unici, cioè capolini con petali bianchi e al centro un pistillo giallo. Alcune varietà possono avere anche petali gialli o rosa o rossi. In genere la margherita fiorisce a primavera e la sua apparizione sui prati indica proprio l’inizio della stagione primaverile. In base al clima, questa pianta può fiorire anche in autunno, specie nelle aree temperate. Anche la fioritura della margherita riveste, dunque, un particolare significato. Nei Paesi anglosassoni ad esempio, l’arrivo della primavera è segnato dal calpestare in un prato almeno dodici margherite consecutive. Per la sua facilità di coltivazione, la margherita si può coltivare anche in orto o in giardino, sia su terreno che in vaso. Il terreno deve essere lievemente acido e l’esposizione della pianta deve essere diretta verso la luce solare. La temperatura ideale per la coltivazione della margherita è di poco inferiore ai 20 gradi.

 

Significati nella storia

 

 

La margherita, nel corso della storia, ha assunto diversi significati e come dicevamo al primo paragrafo, si tratta di significati positivi e comunque portatori di buoni auspici. Il significato della margherita è cambiato anche in funzione degli usi, dei costumi e delle epoche storiche, diventando un vero e proprio “simbolo” per eccellenza del linguaggio dei fiori. I primi significati della margherita riguardano il sentimento d’amore, da qui, forse, deriva il gioco del m’ama non m’ama. Nel Medioevo le dame dichiaravano il proprio amore cingendo lo scudo del cavaliere con due margherite, mentre se le margherite venivano poste sul capo della donna vuol dire che questa non ricambiava il sentimento del suo corteggiatore. Nell’antica Roma, invece, le margherite venivano esposte per scacciare il malocchio e la sfortuna. Sempre di origine medievale è il significato della margherita relativo alla capacità di saper sopportare e di essere pazienti. Alcune fonti dell’epoca riferiscono che la margherita veniva usata e mostrata per esprimere la riflessione prima di una scelta importante, probabilmente di natura sentimentale. Quando una persona donava a un’altra, la margherita, voleva dire “ci devo pensare”.

 

Simbolismo

 

 

La margherita, nel linguaggio attuale dei fiori, significa purezza, bontà d’animo, candore e innocenza. Il candore rappresentato dalla margherita si riferisce all’età giovanile e all’infanzia, quando nessun male può turbare l’anima e la coscienza di un individuo. Per molte culture, la margherita è il fiore della purezza per eccellenza, dove per purezza si intende quella del corpo, dello spirito e della mente. Il significato positivo della margherita è stato favorito dalla religione cristiana, in cui le rappresentazioni sacre del Cristo e dei santi venivano affiancate da paesaggi raffiguranti prati su cui crescevano candide margherite. Anche le opere d’arte raffiguranti Gesù Bambino e la Vergine Maria propongono sfondi di margherite bianche. La margherita è anche oggetto di miti e leggende, molte raccolte sempre dalla tradizione cristiana. Questo fiore ha dato anche il nome a una santa che morì martire sotto il regno dell’imperatore Diocleziano. La santa si chiamava Margherita e si racconta che morì proprio con un fiore di margherita in mano, donatole, per commozione, da un ragazzo che la vide passare mentre andava al patibolo per essere decapitata.

 

Origine del m’ama non m’ama

 

 

Anche il gioco del m’ama non m’ama, che da tempo immemorabile tutti fanno per accertarsi di essere ricambiati in amore, affonda le sue radici in una leggenda riguardante la regina di Francia Margherita di Provenza, che usava sfogliare i petali di una margherita per assicurarsi che il marito, Luigi IX, prigioniero dei Saraceni, tornasse sano e salvo. Le margherite erano state donate alla regina, dal fratello, che le consigliò di staccare i petali dei fiori, per contare i giorni che la separavano dal ritorno del consorte. Quando il re venne liberato, la regina gli consegnò i petali di margherita che aveva strappato e conservato a testimonianza del suo amore e della sua fedeltà.

 

Significato onirico

 

 

La margherita è un fiore che riveste anche un importante significato onirico. Nell’interpretazione dei sogni, la margherita indica gli stessi sentimenti ed emozioni indicate nel linguaggio dei fiori e quindi purezza, generosità, nobiltà d’animo, amore, grazia e bellezza. Sognare di raccogliere una margherita potrebbe esprimere il desiderio inconscio di tenerezza verso una persona che ci sta a cuore o che ci ha particolarmente colpito. Sognare di ammirare delle margherite bianche su un prato può indicare un profondo desiderio di apertura e di confronto con gli altri e con il mondo esterno. A volte i sogni mascherano altri simboli o servono per nascondere altri significati. Vedere in sogno un fiore di margherita potrebbe esprimere un sentimento verso una persona che si chiama proprio con questo nome.

 

La margherita nella letteratura

 

 

La margherita è un fiore che ha ispirato artisti di ogni epoca e di ogni settore. Troviamo riferimenti a questo splendido e al tempo stesso semplice fiore, nella letteratura, nell’arte, nella poesia e nella musica. La letteratura, come tutta l’arte e la cultura in genere, ha usato il nome “Margherita” riferito a persone immaginarie o realmente esistite. Ne è la prova il romanzo “ Il maestro e la Margherita”, dello scrittore russo Michail Bulgakov, pubblicato alla fine degli anni ’60, ma scritto negli anni ‘30, in cui si narra dell’amore dello stesso scrittore con Margherita Nikolaevna e delle persecuzioni subite durante il regime sovietico di quegli anni. Il romanzo si collega anche a profondi significati religiosi narrando del processo subito, a Gerusalemme, da Gesù quando venne portato al cospetto di Ponzio Pilato. “Margherita” è anche il nome della protagonista del più famoso romanzo di Goethe, “ Faust”, e ricorre spesso in romanzi in cui amore e persecuzione si intrecciano. La letteratura ha ripreso il nome del fiore anche per raccontare vicende storiche realmente accadute, come la vicenda di Fra’ Dolcino e della sua compagna Margherita, massacrati durante le crociate contro gli eretici ordite dal papa Clemente V. Dante Alighieri, nella Divina Commedia, dedica dei versi proprio al frate accusato di eresia dalla Chiesa di quell’epoca. Nel XXVIII canto de "L'Inferno", il sommo poeta ricorda il frate trucidato con i seguenti versi: “Or di a fra Dolcin dunque che s'armi, tu che forse vedrai il sole in breve…”. Numerose sono, invece, le poesie sulla margherita intesa come vero e proprio fiore dai petali intensi e delicati. Una di queste è intitolata proprio Margherita ed è stata scritta dal poeta Nelida Ukma. I versi iniziano così:

“Un petalo d'umiltà

 

tra i prati odorosi,

 

un soffio di vento

 

piega delicatamente

 

il tuo esile stelo

 

L'aprirsi raro

 

della tua corolla

 

richiama insetti vivaci

 

che attingono al tuo nettare

 

con tocco sapiente

 

Un attimo solo basta

 

a renderti fiera

 

del tuo semplice odore

 

hai compiuto il miracolo

 

hai donato amore”.

 

 

La margherita nell’arte

 

 

Anche gli artisti, nei loro quadri hanno raffigurato il fiore della margherita in diversi contesti e paesaggi: dal fiore singolo esposto al sole, alle margherite in un prato calpestato da una donna con l’ombrello. Nelle gallerie d’arte, anche in quelle online, si possono ammirare quadri a olio su tela o poster raffiguranti proprio diverse tipologie di margherita. Le margherite venivano sovente rappresentate anche nei quadri medievali a sfondo religioso, dove la Madonna che teneva in braccio Gesù Bambino aveva sullo sfondo delle margherite bianche che ne simboleggiavano la purezza e la bontà. La margherita è anche la protagonista dei quadri dell’arte moderna, acquistabili alle aste delle gallerie d’arte o direttamente sul web. Sul web si possono acquistare anche le stampe di quadri famosi, raffiguranti le margherite. Le stampe non costano più di 30 euro e possono decorare, con garbo e grazia, qualsiasi ambiente interno.

 

La margherita nella musica

 

 

“Margherita” è il titolo di una delle canzoni più famose di Riccardo Cocciante. Il brano venne inciso in 45 giri nel 1976 e interpretato nel 1978 anche da Mina e nel 1984 da Fiorella Mannoia. Famoso è l’incipit del testo, scritto assieme al paroliere e produttore Paolo Luberti: “Io non posso stare fermo con le mani nelle mani". Naturalmente il titolo della canzone si riferisce a un nome di donna.

 

Altri significati

 

 

I significati della margherita, intesa come fiore, sono tantissimi. Alcuni hanno origine da miti e leggende, altri da usi e costumi di determinate civiltà. Un altro significato della margherita, diffuso in tutto il mondo, è propiziare la nascita di un bambino. In molte culture si usava regalare delle margherite alle neospose per augurare che queste restassero incinte al più presto. Le margherite vengono anche regalate alle neomamme come augurio per la nascita del bimbo. Sempre nei Paesi anglosassoni, ma la tradizione è ben più antica, si usa regalare una margherita quando si vuole confidare un segreto che non si riesce più a tenere per sé. Se la stessa margherita passa da una persona all’altra allora vuol dire che il famoso “segreto” è stato oggetto di un lungo e ripetuto passaparola.

 

http://www.giardinaggio.org/fiori/significato-fiori/margherita.asp

 

Ulteriori informazioni su: Significato Margherita - Fiori - Significato fiori http://www.giardinaggio.org/fiori/significato-fiori/margherita.asp#ixzz2QzQD4Aze

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