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Il valore della gratitudine : grazie

Il valore della gratitudine : grazie

O amati, oggi vi parliamo del valore della Gratitudine.
Sembra una cosa scontata, dire grazie, ma è solo l’ego che rende scontato il grazie, perché per l’anima, il grazie è un balsamo, è un riconoscimento, è qualcosa di prezioso e di sacro, di benedetto.
O amati, semplice e breve sarà il nostro messaggio oggi, cosi come semplice e breve è dire grazie.

Dite grazie, e siete già sulla strada di aprire il vostro cuore.
Dite grazie, e siete già sulla strada dell’accettazione e dell’amore.
Dite grazie dunque, per qualunque cosa.
Possiamo distinguere diversi tipi di grazie: quello che potete pronunciare rivolto a Dio, quello che potete pro¬nunciare rivolto a noi esseri di luce, quello che potete pronunciare rivolto ai vostri simili, agli altri esseri umani, e quello verso voi stessi.

2. Grazie verso Dio
Il grazie verso Dio ha, come effetto immediato, il vostro riallineamento con il progetto che l’esistenza ha in ser¬bo per voi, riallineamento con la vostra destinazione e con la vostra origine. Dire grazie al divino vi riequilibra, vi risintonizza con qualcosa di più ampio, vi riallinea con una visione più ampia delle cose, che non possedete ancora, ma sapete che c’è. Il grazie pronunciato verso il divino, è x voi fonte di benedizione, di benevolenza, vi fa procedere verso l’arrendervi a ciò che il piano divino ha stabilito per voi.

3. Grazie verso gli esseri di luce
Veniamo ora a parlare del grazie verso noi esseri di luce. Ringraziare il vostro angelo custode, il vostro Spirito Guida, attira a voi tutta una serie di altre entità di luce che lavorano in funzione della vostra evoluzione. Attrae a voi tutt’una serie di schiere di angeli, schiere di luce che lavorano per un fine comune, il procedere insieme verso la realizzazione del piano divino sulla terra. Questi esseri di luce, nel momento in cui odono un vostro grazie si precipitano, perché si sentono invitati, con un grazie voi spalancate a loro le porte del vostro cuore, perché il grazie agisce prima di tutto in voi, il grazie vi fa procedere dalla mente verso il cuore, crea spazio in voi, e in questo spazio la vibrazione del grazie attrae spiriti di luce.

4. Grazie verso gli esseri umani
Veniamo ora a illustrare cosa produce il grazie rivolto ai vostri simili, agli altri esseri umani.
O amati, ringraziare sia dentro il vostro cuore, sia verbalmente, a parole, produce vibrazioni d’amore, vi fa procedere verso l’amore. Siate dunque consapevoli quando dite la parola grazie, non sprecatela. Tante, troppe volte, siete abituati a pronunciarla automaticamente, magari quando andate a fare la spesa “grazie”...”prego”..., allora la dite per buona educazione....
Ma siatene consapevoli: ogni volta che dite “grazie”, attirate vibrazioni di luce, perché dietro ogni vostro grazie è celato un grazie più grande, che è la Grazia: energia divina allo stato puro, energia di guarigione, d’amore,
questo si cela dietro a ogni vostro grazie.
Notate infatti come le parole “grazie” e “grazia” siano parole molto simili, parole gemelle... grazie attira grazia. La grazia, o amati, non è altro che uno dei vostri grazie moltiplicato all’ennesima potenza, ecco perché essa può diffondersi e far vibrare cuori di esseri umani apparentemente lontani dalla ricerca spirituale: è anche grazie alla vostra parola grazie che tale grazia si diffonde vibra e si allarga a ambiti e persone in apparenza lontani da tutto ciò, in apparenza lontani dalla guarigione spirituale.
O amati, ogni volta che dite la parola grazie in modo consapevole, voi mettete in moto vibrazioni di luce e di amore, che poi si diffondono da sé, senza che voi dobbiate preoccuparvi dei risultati: tali vibrazioni investono persone e cose anche lontani da voi geograficamente.
Pronunciate dunque più spesso questa parola, ma pronunciatela in modo consapevole.

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5. Una meditazione
Esiste anche una meditazione, o amati. Potete andare avanti per 33 minuti a dire la parola grazie, a ripeterla in continuazione, a varie tonalità di voce, oppure cantarla, oppure farla vibrare nei vostri chakra, o ancora, farla vibrare in quei punti del corpo dove sentite che l’energia fluisce poco, punti del corpo sordi, o poco sensibili, o addirittura affetti da malattie: quelli sono punti dove potete far vibrare questa parola; questo suono, questa risonanza produrrà effetti positivi.
Questo tipo di meditazione vi può riconnettere con un aspetto della vostra vera natura, aspetto essenziale della gratitudine. Esso viene ricordato anche in feste popolari, sia religiose che pagane, dedicate al ringraziamento: è un modo per ricordarsi periodicamente che la gratitudine fa parte della vera natura, è una qualità del vero Sé.

6. Grazie verso se stessi
Il grazie, o amati, vi rende integri, perché automaticamente spazza via da voi i residui di ego, il quale si aspetta che tutto sia dovuto, e che vive e prolifera nutrendosi di aspettative e pretese. Il grazie contribuisce a fare piazza pulita di questo aspetto dell’ego, e vi apre a ricevere, ecco cosa il grazie può fare.
Il grazie è un riconoscimento, un inno alla vostra ricettività. Con il grazie, tu ti permetti di ricevere nel modo giusto, senza attaccamenti e senza egoismi. Il grazie ti dispone pure a dare, a scambiare, a fluire nel cerchio del dare e ricevere. Il grazie conclude un cerchio e pone le basi per aprirne un altro.
Il grazie, o amato, ti rende umile, ossia favorisce il tuo radicamento in ciò che ricevi, favorisce il riconoscimento aperto di ciò che è: il grazie ti predispone a diventare consapevole di ciò che stai ricevendo dall’esistenza in quel preciso momento.

7. Un mantra
Se fai del grazie il tuo mantra per un’ intera giornata, ti stupirai di quanti e quali doni sai riconoscere, che nor¬malmente avresti dato x scontati.
Fai del grazie il tuo mantra x 7 giorni, e ti ritroverai più ricco, in molte aree della tua vita, perché il grazie ti predispone a ricevere sempre più, ti predispone all’abbondanza, perché allarga e amplia dentro di te lo spazio nel quale ricevere i doni dell’esistenza.
Il grazie ti predispone a riconoscere il bicchiere mezzo pieno e a dare il giusto valore a ciò che ricevi. Quante cose l’esistenza quotidianamente ti dà, che tu o non vedi, o sottovaluti, o valuti come disgrazie, e invece sono dei doni. Il grazie ti predispone a attuare questo capovolgimento: da disgrazia a dono.

Ringraziate dunque spesso, o amati, e possibilmente fatelo a voce udibile, con le mani giunte e con un breve inchino verso l’esistenza, o verso il Divino; questo vi predisporrà a percepire in voi l’unione di gratitudine, gioia e umiltà, tre qualità della vostra vera natura.

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LE INDUSTRIE FARMACEUTICHE INIZIANO A INSERIRE MICROCHIP NEI FARMACI

L’era del microchip farmaceutico incombe su di noi. Novartis AG, una delle più grandi compagnie farmaceutiche al mondo, ha annunciato un piano per iniziare a impiantare microchip nelle medicine per creare una tecnologia “smart pill”.

La tecnologia del microchip è stata autorizzata dal Proteus Biomedical di Redwood City, California. Una volta attivato dai succhi gastrici, il microchip inserito inizia il rilevamento e la trasmissione dei dati ad un ricevitore indossato dal paziente. Il ricevitore è anche una trasmittente che può mandare i dati al dottore attraverso internet.

L’idea dietro tutto ciò è di creare “smart pills” che possano rilevare cosa sta accadendo nel corpo e mandare quest’informazione al dottore del paziente. La Novartis programma di iniziare a inserire microchip nei farmaci anti-rigetto che si assumono dopo il trapianto d’organi e quindi espandere potenzialmente il “microchipping” ad altri farmaci della loro linea di prodotti. Questa stessa tecnologia potrebbe presto portare a pillole prodotte anche da altre case farmaceutiche.


Anche i piani meglio studiati…

Tutto ciò sembra buono all’apparenza, ma i lettori di NaturalNews senza dubbio hanno molte domande scettiche. Tanto per cominciare, apparentemente Novartis non sta programmando di portare nessuna prova clinica che possa tenere in considerazione le questioni di sicurezza legate all’ingoio dei microchip. “La Novartis non si aspetta di dover portare prove cliniche su larga scala per provare che i nuovi prodotti funzionano”, riporta la Reuters. “Invece, punta a fare i cosiddetti test di bioequivalenza per mostrare che sono uguali agli originali”. (http://www.reuters.com/article/idUS)

Ma ho una domanda: quali prodotti chimici o metalli pesanti sono contenuti nel microchip stesso? Un microchip che trasmette dati dovrà avere per forza una fonte d’energia, il che vuol dire che ha bisogno di una batteria molto piccola, o di un qualche tipo di condensatore. I materiali usati nei condensatori e nelle batterie, per quanto ne so, sono tossici per il corpo umano e non dovrebbero mai essere ingeriti.

I microchip non sono cibo, e ingoiarli sembra pericoloso per la vostra salute, in particolare se ne state prendendo parecchi al giorno.


La privacy dei dati

Un’altra enorme preoccupazione riguardante i microchip che trasmettono dati è la privacy degli stessi. Se questi microchip stanno trasmettendo un’informazione, allora ovviamente quest’informazione potrà essere captata da qualsiasi cosa nelle vicinanze, inclusi potenziali individui senza scrupoli o da organizzazioni che potrebbero suggerirne un uso malvagio.

Per esempio, supponiamo che una locale farmacia installi un rilevatore del segnale dei microchip nel loro ingresso principale per scoprire le persone che stanno trasmettendo dati medici. Potrebbero allora in teoria decifrare quei dati e in quale condizioni di salute è il cliente e quindi promuovere i farmaci generici in competizione come sostituti.

Agenti governativi potrebbero essere dotati di “scanner di microchip di farmaci” che stabiliscono quali pillole state assumendo in quel momento. Ciò potrebbe essere usato per violare la vostra privacy condividendo questi dati con altre agenzie governative o potrebbero addirittura essere venduti a terzi quali le agenzie di marketing.

Dubito molto del fatto che i dati trasmessi dal microchip in queste pillole saranno criptati perché criptarli richiederebbe una fonte d'energia veramente elaborata, e non ci sarebbe spazio per più di una CPU o una fonte d’energia dentro questi piccoli microchip. Più probabilmente, trasmetteranno un semplice segnale di dati che potrà essere rilevato e decifrato abbastanza facilmente.


Ricordatevi di prendere le vostre medicine

Ma la parte davvero spaventosa di queste medicine col microchip è che questa tecnologia sarà usata per assicurarsi che la gente stia prendendo le sue medicine. Le compagnie farmaceutiche hanno perso miliardi di dollari all’anno (secondo loro) a causa di pazienti che non si ricordano di prendere i farmaci. In realtà, una parte di ragione per la quale non riescono a ricordare di prendere le loro pillole è perché molti farmaci danneggiano le funzioni cognitive, ma questa è un’altra storia.

Dunque questa tecnologia di microchip “smart pill” sarà probabilmente utilizzata per scovare quali pillole hanno preso i pazienti in modo tale da poter loro “ricordare gentilmente” di prendere più pillole di quante possano aver dimenticato. Nel business del marketing viene chiamato “continuity program”. E’ un modo per assicurarsi regolarmente continue vendite.

In questo contesto, inserire dei microchip nelle pillole giova alle compagnie farmaceutiche, non necessariamente ai pazienti. Ciò è vero in particolare quando consideriamo quei farmaci che sono dannosi per la salute umana -- e noi tutti sappiamo che il mercato farmaceutico è pieno di pillole che in seguito sono risultate essere estremamente pericolose o addirittura mortali (il Vioxx, ricordate?).

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Prossimamente: scanners di farmaci in dotazione a polizia e datori di lavoro

Ora, ci può essere un interessante effetto collaterale in tutto questo. I datori di lavoro che stanno intervistando i candidati all’eventuale lavoro possono essere in grado di comprare (o creare), semplici dispositivi rilevatori di farmaci che rivelano la presenza di un microchip farmaceutico che trasmette un segnale. (Probabilmente potreste farne uno nel vostro garage con componenti elettroniche acquistate da Radio Shack).

Potrebbe essere molto utile per i datori di lavoro che non vogliono assumere persone che prendono farmaci. Ti invitano per un’intervista e silenziosamente cercano i dati trasmessi dal farmaco. Una luce rossa dice loro che stai trasmettendo dati medici, e vi dicono con calma che l’intervista è finita e che “vi faremo sapere“.

Con datori di lavoro che affogano nei costi dell’assicurazione medica, ciò potrebbe fornire un semplice, facile modo di evitare di assumere chiunque possa (dal loro punto di vista) creare un aggravio del costo sui loro piani d’assicurazione sanitaria. Non sono necessariamente d’accordo con quest’uso della tecnologia, sto solo dicendo che questo è un modo che è probabile venga usato dai datori di lavoro per escludere gli impiegati sotto trattamento.

Anche la polizia potrebbe utilizzare un simile dispositivo di scanning per determinare se un guidatore sul luogo dell’incidente potrebbe essere stato indebolito dal farmaco. Questo ad esempio è un uso col quale sono d’accordo. Al giorno d’oggi le strade sono piene di guidatori dopati da farmaci minorati mentalmente . Il problema in realtà è molto peggiore di quello dei conducenti ubriachi, tra l’altro, e ancora non è stato fatto praticamente niente per combattere il problema dei guidatori sotto trattamento. (La maggior parte delle persone non sa neanche che il problema esista).

Se le persone che prendono medicine stanno trasmettendo questo fatto attraverso tutti i piccoli microchip che ingoiano, dunque rilevare la presenza di farmaci è semplice. E’ perfino più facile di un test dell’etilometro perché non richiede azioni da parte del soggetto del test. Il poliziotto preme semplicemente un bottone, aspetta due secondi, e può quindi determinare se state trasmettendo dati medici. A questo punto, potreste essere arrestati con l’accusa di “guida sotto effetto di farmaci”.


Un’altra ragione per non prendere medicinali

Ci sono chiaramente molte domande senza risposta e addirittura qualche rischio inerente al assumere medicine col microchip. Per alcune persone, le questioni legate alla privacy possono essere il problema più grande di tutti: chi vuole innanzitutto trasmettere il fatto che si stiano assumendo farmaci?

Non assumo nessun farmaco ovviamente, e anche la maggior parte dei lettori di NaturalNews li evita. Il fatto che i farmaci saranno presto dotati di microchip è già un’altra buona ragione per trovare rimedi più olistici per prendervi cura della vostra salute. Non scommettete la vostra vita (e la vostra privacy) sulle pillole del Big Pharma. Scegliete uno stile di vita olistico e salutare basato su nutrienti cibi organici, una regolare attività fisica e l’elusione di ogni prodotto chimico (sintetico) creato dall’uomo, e verosimilmente non avrete mai bisogno di farmaci per tutta la vostra vita.

L’era del microchip impiantato su persone e farmaci incombe su di noi. Visto cosa sta facendo il TSA (Transportation Security Administration, l‘agenzia federale che si occupa della sicurezza negli aeroporti statunitensi n.d.t.) con i nuovi body scanners (naturalnews.com/030100_naked_body_scanners_airport.html), potete solo immaginare che cosa farà il Grande Fratello con tutti i dati medici che potreste trasmettere dall’interno del vostro corpo.

Infatti, l’idea stessa che ci sia un microchip all’interno del vostro corpo che sta trasmettendo dati potrebbe farvi segnalare dal TSA come potenziali terroristi, che procederebbe quindi a tastare i vostri genitali e palpare i vostri seni come parte della loro nuova annaspante tecnica di perquisizioni corporali potenziate (naturalnews.com/030302_TSA_naked_body_scanners.html).

Il miglior modo per evitare tutti questi rischi è semplicemente mangiare la propria verdura e bere i vostri “superfoods” (non ho idea di come tradurre questo termine, avevo pensato potessero essere gli integratori, beveroni o qualcosa del genere, ma è solo una mia supposizione). Non diventate un rintracciabile, reperibile suddito dell’industria medica che vuole trasformare il vostro corpo in un centro di profitto da laboratorio.


Link Attivo: comedonchisciotte.org

Titolo originale: "Big Pharma to begin microchipping drugs "
Fonte: naturalnews.com
09.11.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PASCAL SOTGIU

RIPORTATO DAL SITO http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3952

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LO ZUCCHERO RAFFINATO E' DANNOSO PER LA SALUTE

Questo è il titolo di un articolo del Dr. M.O. Bruchner, specialista delle
malattie interne, primario dell'ospedale EbenEzer, LemgoLippe, (Germania),
a conclusione delle sue ricerche scientifiche e delle sua attività quale
medico pratico. Questo articolo è stato da me accuratamente studiato, e
così pure i fascicoli "Wendepunkt" dal novembre 1962 fino al luglio 1963 e
altre opere ancora, al fine di poter riassumere con fondatezza quali siano
gli effetti reali dello zucchero nella nutrizione.

Ripetutamente vengono fatti presenti i danni derivanti dall'uso esagerato
dello zucchero: "esso guasta i denti, distrugge il calcio...", ma sono solo
questi i danni da esso prodotti? Approfondiamo dunque questi interrogativi,
per ottenere un sicuro orientamento nella protezione della nostra salute.

Lo scienziato dice: "L'uomo necessita di idrati di carbonio per la sua
attività, quali fattori di energia. Lo zucchero è un idrato di carbonio";
di conseguenza ognuno pensa: lo zucchero è uno degli alimenti più
favorevoli per produrre energia. Cosa vi è da obiettare? Parecchie cose vi
sono da obiettare. E' vero che il nostro corpo è "fabbricato" dallo
zucchero d'uva (glucosio) e come può fabbricare il glucosio che gli occorre
ricavandolo dalla frutta di ogni specie, e così pure da tutti gli amidi?
Mai però ci si domanda se gli zuccheri di frutta e ancora meno negli amidi
tolti dalle loro associazioni, le vitamine e le sostanze minerali che a
loro appartengono.

Proprio in questo sta la differenza fra zucchero industriale e zucchero
naturale, differenza che si deve tenere ben presente, poiché gli effetti
sono del tutto differenti.

Gli zuccheri industriali, come pure lo zucchero d'uva fabbricato
sinteticamente, sono isolati "chimicamente puri", che nel corpo agiscono
ben diversamente. Per la loro decomposizione e disposizione necessitano
delle stesse vitamine e sostanze minerali come tutti gli zuccheri di frutta
e amidi naturali, ma questi ultimi contemporaneamente li forniscono, mentre
gli altri ne privano il corpo, impoverendolo da un lato e disorientando le
sue funzioni dall'altro.

Purtroppo la scienza ha sempre trascurato, e trascura tuttora, di far
presente questa enorme differenza e di portarla sotto gli occhi dei
profani. Se ci occupiamo qui degli effetti e del valore dello zucchero
quale alimento, sia ben chiaro che si tratta dello zucchero industriale
quale isolato chimicamente puro, (zucchero bianco).

Come viene prodotto lo zucchero bianco?

Come viene prodotto? Raramente ho potuto trovare esposto in modo
sufficientemente, chiaro questo procedimento, in modo da poterlo afferrare
bene. Nel suo libro "La danza col Diavolo", G. Schwab così lo descrive:
"Lo zucchero, formato dalla pianta quale sostanza alimentare e costruttiva,
è un elemento fondamentale della vita. La sua presenza è del 14% nella
canna da zucchero, del 1720% nella barbabietola, insieme a clorofilla,
microelementi e minerali. In questa concentrazione e composizione, lo
zucchero, quale prodotto naturale vivente, è un alimento di alto valore,
insuperabile e insostituibile, poiché esso contiene in forma organica tutte
le sostanze costruttive necessarie alla vita.

Nello zuccherificio, però, esso viene sottoposto ad un lungo e complicato
procedimento industriale. Il succo zuccherino viene scaldato con latte di
calce, e così il calcio e la sostanza albuminosa precipitano. Tutte le
vitamine vengono distrutte dalla reazione alcalina e dalla cottura. Nella
ulteriore lavorazione, lo zucchero viene a contatto con calce viva, acido
carbonico, biossido solforico, carbonato di sodio. la massa, poi, viene più
volte cotta, raffreddata, cristallizzata, centrifugata. La melassa viene
ancora dezuccherata mediante idrossido di stronzio.

Questa massa, priva di vita, arriva poi alla raffineria, dove viene
purificata con acido, carbonico, calcare, imbianchito con acido solforico,
filtrato attraverso carbone di ossa e colorato mediante blu indantrene (un
derivato del catrame) o con il velenoso ultramarino. Il prodotto finale di
questi processi di raffinazione è una sostanza chimica, il saccarosio, con
formula C12/H22/O11, che viene messo in vendita quale zucchero cristallino,
in polvere, in quadretti, candito.

Lo zucchero industriale ha perso ogni contatto con i vitalizzanti sali e
fermenti dell'ossidazione, ed è una sostanza artificiale, completamente
morta, per la cui digestione l'organismo non è adatto. Il prodotto finale
ha la densità del 98/99,5% e, in quanto tale, agisce come un veleno.
I danni arrecati dallo zucchero bianco

Osserviamo ora tutti i danni che arreca l'isolato chimicamente puro:
anzitutto esso distrugge tutte le diverse vitamine del gruppo B.
VITAMINA B1: è necessaria per la trasformazione dei carboidrati. Quanto più
zucchero viene introdotto, tanto maggiore e tanto maggiore è il fabbisogno
di Vitamina B1, poiché esso la asporta, causando:

1) Lesioni ai tessuti nervosi; dato il loro alto fabbisogno di vitamina B1,
essi perdono assai presto la loro capacità di funzionamento.
2) La vitamina B1 permette, in presenza di ioni di magnesio, la così
importante decomposizione dell'acido lattico e ampelopiroacido. Per
mancanza di vitamina B1 aumenta il contenuto di questi acidi nel sangue e
nei tessuti e ne sono soprattutto coinvolte le attività cerebrale e cardiaca.
3) La vitamina B1, è necessaria per la formazione e l'immagazzinamento nel
fegato del glicogeno, carburante di riserva del corpo. La carenza causa un
grave disturbo nella formazione di glicogeno, con conseguente rapida
stanchezza.
4) La B1 regola il giusto scambio dell'insulina nel corpo. La sua carenza è
causa di diabete.
5) La carenza di B1, causa inoltre una modifica nell'economia fosforica e
un'elaborazione insufficiente del glucosio, che si manifestano con malattie
cardiache croniche.
6) La B1, regola lo scambio dell'albumina e dei nuclei cellulari. Essa
abbatte gli stadi preliminari dell'acido urico. La sua carenza causa una
grande formazione di acido urico. nel corpo, procurando un terreno
favorevole alle malattie degenerative come gotta, artrite ecc.
7) La B1 è necessaria per la produzione degli ormoni antagonisti della
adrenalina, dell'acetilcolina. La mancanza causa anormalità nella pressione
del sangue, nella sudorazione e insediamenti di esaurimenti.
8) La B1 è necessaria per la sintesi degli acidi grassi essenziali, che
hanno il potere di arrestare le arteriosclerosi. La carenza di B1 apre la
porta a queste malattie.
9) la carenza di B1 causa disturbi nella formazione dell'acido cloridrico
nello stomaco l'affievolimento e la degenerazione della muscolatura
intestinale ed anche la degenerazione dei vasi sanguigni capillari, con
conseguenti dilatazioni, serpeggiamenti ed emorragie.
10) La carenza di B1 disturba l'economia idrica del corpo con conseguenti
edemi; abbassa il tasso di albumina nel sangue.
11) La B1 è necessaria per la razionale regolazione dell'albumina. Quanto
maggiore è l'apporto di albumina, tanto più alto è il fabbisogno di B1. Il
disturbo di questa armonia accorcia 11 vita.
12) La carenza di B1 fa sentire il bisogno di stimolanti come alcool,
carne, caffè, tè, cioccolato, tabacco, poiché determina l'indebolimento
degli gli effetti stimolanti dell'adrenalina.

Questi sono soltanto gli effetti più gravi causati dalla carenza di
vitamina B1. Ad essi vanni aggiunti i più svariati quadri morbosi, fra cui:
stanchezza, insonnia, debolezza nervosa, stati depressivi, mal di testa,
disturbi nel ritmo del sonno, facile sudorazione, crampi e intorpidimento
delle estremità, debolezza muscolare, inappetenza o bulimia (appetito
insaziabile), stitichezza, atonia gastrica e intestinale, mancanza di
succhi gastrici, bruciori di stomaco, dismenorree, metrorragie, aborti e
parti prematuri, disturbi cardiaci e circolatori, anemia, disfunzioni
ghiandolari ecc.

In verità un elenco impellente di disturbi. Ma vanno ancora aggiunte altre
manifestazioni carenziali dovute alla sottrazione delle altre vitamine del
gruppo B.

La mancanza di vitamina B2 disturba ancora, da un altro lato, il ricambio
dei carboidrati. Essa e necessaria a quei sistemi di fermenti che
partecipano ai processi di trasformazione dell'albumina è dei grassi. La
sua carenza lascia passare inutilizzate nell'urina gran parte delle
necessarie sostanze albuminose.

Essa è necessaria per il regolare svolgimento dei processi cellulari che
forniscono energia. La carenza causa disturbi nell'assimilazione degli
zuccheri, con crampi e ostacola pure la formazione dei globuli rossi,
poiché i composti del ferro sono male utilizzati. Gli occhi non distinguono
i colori e perdono la potenza visiva all'imbrunire; spesso è ostacolato il
normale sviluppo del feto, con conseguenti malformazioni, accorciamento
delle ossa delle braccia e delle gambe, della mandibola, fusione delle dita
e delle costole, fenditure del palato e persino aborti, parti prematuri e
nati morti.

Consideriamo inoltre ciò che può ancora causare lo zucchero quale
distruttore del l'Acido Nicotinico, altro membro del gruppo delle vitamine
B. Il suo nome non ha niente a che fare con la nicotina del tabacco.
L'acido nicotinico è pure chiamato vitamina antipellagrosa. Esso agisce
quale parte componente di un sistema di fermenti che "catalizzano" (ossia
promuovono, rendono possibili, accelerano) nel corpo le ossidazioni, vale a
dire la combustione e la scomposizione dei prodotti intermedi del ricambio
degli zuccheri. Inoltre esso è di aiuto nell'utilizzazione dei grassi e
delle proteine, nella trasformazione di sostanze minerali e degli ormoni, e
partecipa in modo determinante nella respirazione cellulare, val a dire
nello scambio di assunzione dell'ossigeno e di eliminazione dell'acido
carbonico nelle cellule.

La sua carenza è causa di numerosi disturbi, cioè: stanchezza nervosismo,
insonnia, diminuzione della memoria, ipersensibilità, stati ansiosi e di
eccitazione, pruriti, disturbi di stomaco, infiammazioni della lingua,
delle gengive e della laringe.

Come e dove deve riconoscere il medico la causa di questi mali? Ci
interpella egli forse sul nostro consumo di
zucchero e di pane bianco? A lui non rimane perciò che prescrivere
pastiglie, iniezioni oppure ferie e cambiamenti d'aria.

Lo zucchero raffinato ci sottrae anche l'ACIDO PANTOTENICO che fa pure
parte del gruppo delle vitamine B. Quali compiti gli sono assegnati? La sua
mancanza blocca addirittura l'effetto delle altre vitamine e ostacola la
giusta rigenerazione del sangue e delle mucose. Esso deve inoltre formare,
insieme con altre sostanze, l'"acido acetico attivo", necessario nel
ricambio dei carboidrati, delle albumine e dei grassi. Un'intera catena di
processi si arresta e funziona male se l'acido acetico non viene apportato
in una forma attiva, carica di energia, capacità posseduta dall'acido
pantotenico. Viene ostacolata pure la formazione di acido citrico, che ha
funzioni altrettanto importanti per il ricambio.

L'acido pantotenico agisce inoltre quale epatoprotettore e aiuta la
funzione della tiroide. I bruciori ai piedi e alla pianta dei piedi, con
dolori passeggeri, fulminei ai femori inferiori, combinati ad arrossamento
o colore bluastro della pelle, come pure la formazione della forfora sono
altri sintomi di carenza di questa vitamina. Chiudiamo ora l'elenco dei
danni derivanti da carenza di vitamine "B'.'

Si potrebbe fare anche un altro elenco dei danni causati da carenza di
altre vitamine importanti, come la vitamina E, H, ecc. o dalla carenza di
sostanze minerali: per poter essere utilizzato, lo zucchero sottrae anche
queste sostanze. Per chi ha occhi per vedere, orecchie per sentire, nonché
un cervello che funzioni, tutto questo dovrebbe essere sufficiente per
portarlo a riesaminare le sue abitudini e a correggerle. In Svizzera siamo
ancora liberi: ad ognuno è permesso di mettere sotto controllo il suo
consumo di zucchero, ad ognuno è permesso di impiegare il principale
controregolatore della carenza di vitamine B che sono:

I CEREALI INTEGRALI

I cereali sono i nostri migliori e meno costosi fornitori delle vitamine
del gruppo B, nonché delle corrispondenti sostanze minerali. Se si priva la
farina dei cereali interi di tutte queste vitamine del gruppo 8 nella
misura necessaria per ottenere la farina bianca, e ciò è dei seguenti minimi:

84% della vitamina B1,
70% della vitamina B2,
85% dell'acido nicotinico,
54% dell'acido pantotenico.

nonché di altre vitamine e sostanze minerali, si rimane stupiti che i danni
non siano anche più palesi. A me non interessa di presentare lo zucchero
come il solo colpevole, ma la combinazione di farina bianca e zucchero ha
un effetto devastatore: questo lo può comprendere chiunque. La regolare
utilizzazione dei carboidrati è legata ad un sufficiente apporto di
vitamine del gruppo B. Quindi ripeto: Quanto maggiore è il consumo di amidi
e zuccheri, altrettanto deve essere l'apporto di vitamine (naturalmente non
vitamine sintetiche!).

In questi tempi è aumentato enormemente il consumo di carni e di grassi, e
ancor più di pasta, pane bianco, riso brillato e pasticceria: è diventato
generale, in città come in campagna, e vi si deve aggiungere questo
rapitore e distruttore delle vitamine B e delle sostanze minerali: lo
zucchero industriale.

Queste abitudini alimentari, quindi, non possono far altro che causare
malattie e disturbi di ogni genere.

Nel 1870 le persone si limitavano ad un consumo di zucchero di 7 Kg.
all'anno per persona. Nel 1900 il consumo era già salito a 20 Kg. Prima
dell'ultima guerra era di 44 Kg. ed oggi, 1963, siamo arrivati a una media
di oltre 50 Kg.!

7 Kg. contro 50, vale a dire 7 volte tanto, ossia il 700%. Anche se gli
Svedesi i Danesi e gli Americani ci superano ancora con i loro 80 Kg.
E' forse un onore marciare alla testa di tutte le "stupidaggini", come ad
esempio per il consumo di alcoolici? Con gli Italiani abbiamo già raggiunto
il 2° posto fra i popoli europei.

L'articolo che stai leggendo continua sotto :
il linguaggio informatico di Dio
LIBRO IN VENDITA Scritto dal Dott. Emanuel Celano - Un testo unico che coniuga informatica, fisica quantistica e spiritualità
IL LINGUAGGIO INFORMATICO DI DIO [ QUI ]

So bene che il mangiare e il bere rappresentano per l'uomo la bussola della
vita, ma a me interessa soltanto rendere accessibili queste cognizioni a
tutti quanti le cercano a beneficio della loro salute, e dire: "Lo zucchero
industriale danneggia molto di più dei soli denti, e divora molto di più
del solo calcio".

Scienziati consapevoli della loro responsabilità hanno da molto tempo
espresso il loro punto di vista: "Il deterioramento precoce dei denti non è
un processo isolato, bensì il sintomo di una malattia generale molto più
grave, un segnale d'allarme che il ricambio è compromesso e la salute in
genere è minacciata". Perchè il mondo scientifico e medico non danno
l'allarme e non organizzano una campagna di divulgazione?

Certamente può contribuire molto l'ignoranza, l'indifferenza, la
rassegnazione, ma la dichiarazione del Dr. Steiniger appare rivelatrice:
"Lo scopritore di un microbo patogeno d'infezione può essere sicuro di
incontrare riconoscimenti ed onori, ma lo scopritore di una causa di
malattie da civilizzazione può contare, per prima cosa, sulla querela per
danni agli affari dei produttori".

Ci comportiamo noi diversamente? Siamo noi migliori? Non consideriamo forse
chiunque ci ammonisca come un "guastafeste"? Siamo noi sufficientemente
grati ai pionieri della scienza, assai spesso bollati per la loro ricerca
della verità, mediante una coraggiosa imitazione?
Dottoressa M. Muller tratto da "Kultur und politik" N° 3 Autunno 1964)

C'E' UN VELENO NELLA VOSTRA ALIMENTAZIONE...

Che può condurvi a gravi malattie: è lo zucchero bianco!

Lo zucchero bianco, che ogni giorno introduciamo nel nostro corpo
direttamente così com'è o attraverso dolci, caramelle, bevande commerciali,
conserve, liquori ecc., è il prodotto finale di una lunga trasformazione
industriale che uccide e sottrae tutte le sostanze vitali e le vitamine
presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero che sono il punto di
partenza per la produzione dello zucchero.

Le sostanze zuccherine sono alimenti importantissimi della nostra dieta
poichè rappresentano la fonte primaria per la produzione di energia che
serve a far funzionare correttamente tutto il nostro organismo,
incominciando dal cervello fino a finire con i muscoli e per questo motivo
devono essere completi di tutto ciò che la Natura ha loro fornito per
cedere al nostro corpo, durante il processo dell'assimilazione, la loro
ricchezza. Ma perchè lo zucchero bianco, così come viene attualmente
prodotto, è una sostanza innaturale dalle caratteristiche tossiche?

Il succo zuccherino proveniente dalla prima fase della lavorazione della
barbabietola o della canna da zucchero, viene sottoposto a complesse
trasformazioni industriali: prima viene sottoposto a depurazione con latte
di calce che provoca la perdita e la distruzione di sostanze organiche,
proteine, enzimi e sali di calcio; poi, per eliminare la calce che è
rimasta in eccesso, il succo zuccherino viene trattato con anidride
carbonica. Il prodotto quindi subisce ancora un trattamento con il
velenosissimo acido solforoso per eliminare il colore scuro,
successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento,
cristallizzazione e centrifugazione.

Si arriva così allo zucchero grezzo. Da qui si passa alla seconda fase di
lavorazione: lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e
poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il
colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e
quindi cancerogeno). Il prodotto finale è una bianca sostanza cristallina
che non ha più nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza e
viene venduta al pubblico per zuccherare (avvelenare) gran parte di ciò che
mangiamo.

Che cosa è rimasto del primo succo scuro ricco di vitamine, sali minerali,
enzimi, oligoelementi che avrebbero dato tutto il loro benefico apporto di
vita, di energia e di salute?

Nulla! Anzi, per poter essere assimilato e digerito, lo zucchero bianco
ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali (in particolare il Calcio e
il Cromo) per ricostituire almeno in parte quell'armonia di elementi
distrutta dalla raffinazione. Le conseguenze di tale processo digestivo
sono la perdita di calcio, nei denti e nelle ossa, con l'indebolimento
dello scheletro e della dentatura. Ciò favorisce la comparsa di malattie
ossee (artrite, artrosi, osteoporosi, ecc.) e delle carie dentarie che
affliggono gran parte della civiltà occidentale.

Cosa provoca il tossico zucchero bianco a livello intestinale? Esso provoca
processi fermentativi con produzione di gas e tensione addominale e
l'alterazione della flora batterica con tutte le conseguenze che ciò
comporta (coliti, stipsi, diarree, formazione e assorbimento di sostanze
tossiche, ecc.). A tal proposito avrete certamente notato il fastidioso
senso di gonfiore e pesantezza che si avverte dopo aver mangiato dolci
elaborati, ricchi di zucchero.

Pensate che tale prodotto così trasformato possa far bene alla salute?
Prima di prenderlo non sarebbe bene pensarci due volte?

E' stato ampiamente verificato che le popolazioni non raggiunte dalla
cosiddetta "civiltà bianca" non sono soggette a carie o altre malattie dei
denti. Con l'arrivo dei bianchi e dei loro prodotti alimentari raffinati
(zucchero, dolciumi, alcool, pane), gli aborigeni dell'Australia, i Maori
della Nuova Zelanda, gli Indios del Perù e dell'Amazzonia, i Pellerossa del
Nordamerica ecc. hanno anch'essi cominciato ad essere soggetti alle stesse
malattie dei bianchi e a riempire gli ambulatori dentistici e medici dei
loro "civilizzatori"; l'incidenza della carie, che prima era una malattia a
loro del tutto sconosciuta, è arrivata a colpire fino al 100% degli
individui di queste popolazioni.

Certo abbiamo dato un bell'esempio di
civiltà contribuendo ad indebolire e fiaccare nel corpo e nello spirito
intere etnie distruggendone le tradizioni e le radici!

Il pericoloso zucchero bianco ha una grossa influenza sia sul sistema
nervoso sia sul metabolismo, creando prima stimolazione poi depressione con
conseguenti stati di irritabilità, falsa euforia, bisogno di prendere altro
zucchero, ecc.. In realtà si crea una vera forma di dipendenza, come
avviene con la droga, a tutti gli effetti!

Ciò è causato dal rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue
che fa salire la cosiddetta glicemia. Di fronte a tale subitanea salita, il
pancreas risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca
discesa del tasso glicemico detta "crisi ipoglicemica" caratterizzata da
uno stato di malessere, sudorazione, irritabilità, aggressività, debolezza,
bisogno di mangiare per sentirsi di nuovo su di tono.

La conseguenza di questa caduta degli zuccheri è l'immissione in circolo,
da parte dell'organismo, di altri ormoni atti a far risalire la glicemia,
tra cui l'adrenalina che è l'ormone dell'aggressività, della difesa, della
tensione. Si può ben comprendere come questi continui "stress" ormonali con
i loro risvolti psicofisici determinano un esaurimento delle energie con
l'indebolimento di tutto l'organismo. Ciò è stato ampiamente verificato da
studi condotti negli Stati Uniti dove la violenza e l'aggressività nei
bambini, messe in relazione anche al tipo di dieta e ai cibi e zuccheri
raffinati, hanno creato allarme e preoccupazione per tutte le conseguenze
sociali che esse determinano.

A lungo andare uno dei sistemi più colpiti è proprio il sistema immunitario
poichè l'esaurimento delle forze e delle energie si traduce in una minore
capacità di risposta alle aggressioni esterne e nella tendenza ad
ammalarsi. Quando mangiamo 50 gr. di zucchero bianco, la capacità
fagocitaria dei globuli bianchi si riduce del 76% e questa diminuzione del
sistema di difesa dura circa 7 ore.

Le gravi malattie che oggi affliggono l'umanità (cancro, AIDS, sclerosi,
malattie autoimmuni, ecc.) nascono proprio da un indebolimento immunitario
del quale lo zucchero bianco e l'alimentazione raffinata sono tra i
maggiori responsabili. I danni dello "squisito veleno" bianco sono tanti
altri ancora e a tutti i livelli: per esempio circolatorio (con l'aumento
di colesterolo e danni alle arterie), epatico, intestinale, ponderale (con
l'aumento di peso e l'obesità), cutaneo.

Quasi tutte queste malattie potrebbero essere prevenute sostituendo lo
zucchero bianco con quello vergine integrale di canna o con miele, sempre
vergine integrale. Ogni genitore ha la responsabilità di aiutare i propri
figli a crescere in salute e armonia prevenendo le cause delle malattie,
una delle quali è proprio l'uso dello zucchero bianco.

Vi siete chiesti perché continua ad essere commercializzato? E voi, che
cosa potete fare per cambiare questo stato di cose?
Un semplice gesto (quello della sostituzione dello zucchero bianco)
migliorerà la qualità della vita, proteggerà la vostra salute e quella dei
vostri figli!

Per informazioni telefonare, ore ufficio al N° 02/6694743 della sezione
S.U.M. di Milano, via Mercadante, 17.
Oppure allo 031/304376.

Associazione S.U.M. Stati Uniti del Mondo, Servizi informativi medico
scientifici, via L. Schilardi, 33 73024 Maglie (Le). Tel. 0836/2405.
Medici responsabili: dott. Mariano Spiezia e dott.ssa Maria Teresa Maresca.

COME SOSTITUIRE LO ZUCCHERO RAFFINATO

Come sostituto dello zucchero bianco raffinato si può usare del fruttosio,
del miele, della melassa e del "vero" zucchero di canna. Dico vero perché
qualcuno è arrivato a tostare leggermente lo zucchero bianco al fine di
dargli una doratura che lo fa sembrare zucchero di canna.

Si deve anche considerare che i due cucchiani di zucchero nel caffè non
fanno male a nessuno; lo zucchero diventa pericoloso quando se ne assume
molto, per esempio prendendo un dessert dopo mangiato e così via. Pertanto
si dovrebbe cercare innanzitutto di ridurne il consumo.

Il consumo dello zucchero, come esposto più sopra, in questi ultimi decenni
è andato aumentando in modo vertiginoso. Questo, purtroppo, ha causato
l'abitudine al sapore dolce; un'abitudine altrettanto nociva di quella del
fumo o dei superalcolici.

Siccome l'organo che gestisce gli zuccheri è il pancreas, in questi ultimi
anni sono anche aumentati i problemi a quest'organo. L'aumento dei casi di
ipoglicemia e diabete ne sono un esempio.

Perciò, in definitiva, la soluzione migliore è la riduzione dei dolci,
seguita dalla sostituzione dello zucchero con altri prodotti. Se non si
opera in questo modo si corre il rischio di utilizzare troppo miele, o
troppo fruttosio, o troppa melassa, che sono tutti dannosi per il pancreas,
organo assai delicato.

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COSA TROVIAMO VERAMENTE NEI PLACEBO?

Sapete di tutte quelle migliaia e migliaia di test clinici, che vengono condotti da qualche decina d'anni, che comparano i nuovi farmaci con dei placebo?

Bene, i risultati di quei test non possono essere considerati validi perchè gli studi non possono essere considerati scientifici.

E perché? Perché i placebo usati nei test non erano incontrovertibilmente “placebo”, rendendo così gli studi scientificamente non validi.

Questa è la conclusione a cui sono giunti alcuni ricercatori dell’Università della California, che hanno pubblicato le loro scoperte nel numero di ottobre 2010 di Annals of Internal Medicine. Hanno revisionato 167 test basati su placebo pubblicati su riviste mediche peer-reviewed tra il 2008 e il 2009, trovando che il 92% di essi non ha mai descritto gli ingredienti dei placebo utilizzati.

E perché questo è importante?

Perché si suppone che i placebo siano sostanze inerti. Ma nulla è inerte, a quanto è dato sapere. Anche le cosiddette “pillole di zucchero” contengono zucchero, ovviamente. E lo zucchero non è una sostanza inerte. Se stai conducendo un test clinico su persone diabetiche, per testare l’efficacia di un farmaco anti-diabete rispetto a un placebo, è ovvio che nel tuo test le pillole di farmaco risulteranno più efficaci di un placebo se il placebo che usi è una pillola di zucchero.

 

Alcuni placebo sono pillole di olio d’oliva, che potrebbero avere qualche ricaduta sull’apparato cardiaco. Altri placebo usano olii parzialmente idrogenati, che nuocciono alla salute del cuore.

Soltanto l’8% dei test clinici si sono presi la briga di elencare gli ingredienti costitutivi dei placebo usati!

Seguitemi in questa puntata sui placebo… perché sta per diventare ancor più bizzarra.

- Non esistono regole della FDA riguardanti i placebo nei test clinici

La FDA (Federal Drug Administration - l’ente statunitense che approva i farmaci, NdT) non ha mai stabilito delle norme che riguardano la composizione dei placebo usati nei test clinici.

Tecnicamente, chi dirige un test clinico potrebbe usare occhi di tritone o zampe di lucertola come placebo, e non sarebbe obbligato a far menzione di tali nefasti dettagli nelle conclusioni del suo test.

Perchè questo causerebbe un bel po' di problemi.

Sappiamo già che nei test clinici le frodi abbondano.

Molti dei test utilizzati dalle aziende farmaceutiche per ottenere l’approvazione della FDA per i loro farmaci, per esempio, sono finanziati dalle stesse aziende farmaceutiche. Ed è un fatto verificabile che molti test clinici tendono ad ottenere risultati che favoriscono gli interessi finanziari dell’organizzazione che li finanzia.

Quindi cosa mai potrebbe far desistere Big Pharma dal progettare il placebo perfetto che nuoccia ai pazienti giusto quel tanto che basta per far apparire il proprio farmaco migliore nel test comparativo?

Fatto: I placebo vengono di solito forniti dalla stessa azienda che finanzia il test clinico!

Intravedete un qualche spazio per la frode in questa equazione?

- Come le aziende farmaceutiche possono falsare i test clinici con placebo selezionati ad hoc

Il comportamento del placebo influenza in modo significativo l’approvazione o meno da parte della FDA. In quanto informazione-chiave per le sue decisioni di approvazione, la FDA vuole sapere se un farmaco funzioni meglio del placebo. Questa è la prima richiesta!

Se il farmaco è migliore del placebo anche solo del 5%, viene considerato “efficace” (il che significa che "funziona"). E questo è vero anche se il placebo è stato selezionato specificamente per far apparire il farmaco migliore nel test comparativo.

Come vedete, se non esistono norme o regolamentazioni riguardanti i placebo, nessuno dei test clinici fondati su placebo sono scientificamente validi.

E’ stupefacente constatare come i ricercatori in campo medico diventino intransigenti quando attaccano l’omeopatia, enfatizzando come la loro medicina sia basata sullo “scientificamente provato!” e quando però questo fatto viene meno, le loro prove scientifiche sono solo chiacchiere condite con un po' d'illusione e un tocco di gergo pseudoscientifico, il tutto incorniciato nel linguaggio dello scientismo dai membri della FDA che non riconoscerebbero la vera scienza se inciampassero e cadessero in un otre pieno di essa.

Big Pharma e la FDA hanno fondato l’intero loro sistema di prove scientifiche su una frode inerente i placebo!

E se il placebo non è un placebo, la prova scientifica non è scientifica.

Oh, ma aspettate. Loro la chiamano scienza perché desiderano che il placebo sia un placebo.

Già. I ricercatori clinici oggigiorno sono medium, sensitivi e cartomanti che semplicemente decretano che quella pillola di olio d’oliva “sia un placebo!” mentre compiono con le mani un gesto degno di David Copperfield.

James Randi può non aver mai visto un sensitivo trasmutare del piombo in oro, ma ha senza dubbio visto dottori trasmutare sostanze biochimicamente attive in materie totalmente inerti, soltanto desiderandolo! Strabiliante!

E questo mi porta alla parte, veramente interessante, del “come fare per…”

- Come creare il tuo placebo proprio come fanno i ricercatori

Stai cercando di capire come creare il tuo placebo scientificamente valido, approvato dalla FDA?

E’ più facile di quanto pensi.

1. Trova qualcosa che abbia una forma di pillola. Può essere una pillola ripiena di olio d’oliva, o di zucchero, o di olio di palma, o di acqua fluorizzata, o di gesso da lavagna, o di una sostanza chimica di sintesi o qualunque altra cosa tu possa immaginare.

2. Chiudi gli occhi e concentrati.

3. Questa è la parte fondamentale - Ripeti almeno 5 volte mentre ruoti su te stesso in senso antiorario: “Sono un ricercatore scientifico che sta praticando la medicina basata su prove!”. Devi ripeterlo fino a che tu sia veramente e sinceramente convinto di esserlo. Se non ci credi abbastanza, l’effetto placebo non si realizzerà.

4. Avvicina i tuoi palmi aperti verso le tue pillole di placebo e grida con quanta voce hai in gola: “Ora tu sei un placebo!”. Puoi sentire un brivido di energia correre lungo il tuo corpo. Questo è il potere del placebo che si sprigiona dalle pillole.

Il processo è concluso. Ora puoi utilizzare queste pillole di placebo in qualunque test clinico e aspettarti la piena approvazione per questo dai tuoi colleghi, da celebri riviste mediche e dai burocrati della FDA. (Non è uno scherzo. Questo è lo stato dell’arte oggi come oggi nella medicina convenzionale).

Anche la speranza ha un ruolo essenziale in tutto questo. Quanto più speri che i tuoi placebo siano realmente placebo, tanto migliori saranno i risultati che otterrai.

Di fatto, nel riportare questo fiasco totale, il direttore dello studio che ha messo in luce tutto questo, dr. Beatrice Golomb, sostiene: “Possiamo solo sperare che questo non abbia seriamente e sistematicamente colpito i trattamenti medici.”

E invece, certamente lo ha fatto. (E a proposito: nessuna mancanza di rispetto per la dr. Golomb. Merita rispetto per essere stata disposta ad affrontare questo argomento, che senza dubbio la renderà molto impopolare fra i cultori dello scientismo come è praticato oggi dai ricercatori medici convenzionali.)

- Come perfezionare i risultati del tuo test clinico

Per risultati migliori, prova ad utilizzare la sostanza placebo più dannosa che puoi. Per esempio, in un test clinico che coinvolge malati di AIDS -che tendenzialmente sono intolleranti al lattosio- i ricercatori hanno usato pillole contenenti... indovinate un po'? Lattosio!

Questo è un po’ come condurre un test clinico su eroinomani utilizzando l’eroina come placebo, no? Beh, in un modo o nell’altro il nostro farmaco funzionerà “meglio del placebo”. Divertente come funziona, vero?

E se anche non ottenessi i risultati che speri, basta inventarti i tuoi dati, come fanno altri ricercatori clinici.

Ricordate il dr. Scott Reuben? Questo rispettabilissimo ricercatore clinico falsificò almeno 21 test per Big Pharma. I suoi test clinici fraudolenti vengono ancora citati per vendere farmaci!

Diamine, a chi serve un placebo se puoi inventarti i dati?

Provate a riflettere su questo, a chi serve la scienza se si può usare qualunque cosa e chiamarla placebo, in primo luogo?

La medicina convenzionale opera test clinici nello stesso modo in cui banche e società di intermediazione finanziaria gestiscono i documenti per i mutui. Si inventano man mano i dati che gli servono, commettendo crimini ogni giorno sperando che nessuno se ne accorga. A riguardo, leggete questa sorprendente storia intitolata “The Perfect No-Prosecution Crime”.

- Dove sono gli scettici quando la frode scientifica viene da Big Pharma?

Seriamente, devi semplicemente amare la situazione odierna della scienza medica. Non ho mai osservato un gruppo più divertente di idioti assicurarsi l’un l’altro di essere tutti così scientifici mentre praticano gli imbrogli più inimmaginabili.

Quel che avviene oggi in nome della sperimentazione clinica di Big Pharma rende in confronto sensitivi e cartomanti decisamente più portati per la scienza.

Fanno davvero stupire questo cosiddetti “scettici”, vero?

Se sono scettici sull’omeopatia, sui tarocchi, sui medium psichici e sulla gente che sostiene di poter levitare, posso almeno capire il bisogno di porre domande difficili su tutte queste cose. Anch’io faccio domande difficili, specialmente quando la gente mi dice di aver visto fantasmi o spiriti ritornare dal regno dei morti o altri fenomeni inesplicabili. (E ho appena pubblicamente denunciato la cosiddetta “chirurgia psichica” che è evidentemente poco più che destrezza di mano unita a un po’ di sangue animale.)

Ma scettici più convenzionali non sono mai usciti dai confini della loro "zona di sicurezza" di argomenti popolari per i quali lo scetticismo si può esprimere in tutta sicurezza.

Non osano fare domande scettiche riguardo la scienza ciarlatana a sostegno dell'industria farmaceutica, giusto per fare un esempio. Né faranno domande difficili sui vaccini, o sulla mammografia, o sulla chemioterapia. E ti sarebbe difficile trovare qualcosa di più ricco di vera e propria ciarlataneria fraudolenta che l'industria farmaceutica com’è oggi gestita (e la branca che si occupa del cancro in particolare).

Ecco perché sono scettico riguardo gli scettici. Se uno scettico non pone domande sulla pseudoscienza facilona praticata da Big Pharma, non ha alcuna credibilità come scettico.

Non si può essere scettici selettivamente su alcune cose, ma poi fare finta di niente riguardo altre truffe solo perché sono sostenute da aziende farmaceutiche.

Ma torniamo un attimo su quello studio…

- Abstract dello studio

Ecco di seguito alcuni stralci dall’abstract della ricerca pubblicata in Annals of Internal Medicine (LINK).

“What’s in Placebos: Who Knows? Analysis of Randomized, Controlled Trials”

(“Cosa c’è nei placebo: chi lo sa? Analisi di test controllati randomizzati”)

 

[cut]

Background: Nessuna regolamentazione disciplina la composizione dei placebo. La composizione dei placebo può influenzare i risultati di un test e merita di essere riportata.

Scopo: Valutare quanto spesso i ricercatori specificano la composizione del placebo in test randomizzati basati su placebo.

Sintesi dei dati: gran parte degli studi non esplicitano la composizione del placebo utilizzato. La dichiarazione della composizione risulta meno comune per le pillole rispetto alle iniezioni e altri trattamenti (8,2% contro il 26,7%).

Conclusioni: I placebo sono stati raramente descritti in studi randomizzati e controllati di pillole o capsule. Poiché la natura del placebo può influenzare i risultati dei test, la formulazione dei placebo dovrebbe essere dichiarata nella documentazione dei test basati su placebo.

 

Fonte: http://www.naturalnews.com/030209_placebo_medical_fraud.html

Preso dal sito: NexusEdizioni
RIPORTATO DA : http://www.laleva.org/it/2010/12/cosa_ce_veramente_nei_placebo_-_di_mike_adams.html

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Cibo spazzatura per animali domestici. Appello ai veterinari.

Cibo spazzatura per animali domestici.
Pieni di conservanti, Pesticidi ed OGM.
Appello ai Veterinari: Non Vendete Croccantini e "Pet food": fanno ammalare gli animali, che oggi sempre più muoiono di Cancro.

Non ammazzate i vostri animali con i croccantini !!!
Fate mangiare ai vostri animali ciò che mangiate voi (gli avanzi).
E' l'unico modo per dimostrargli il vostro amore
allego articolo importante di Franco Libero Manco
Giuseppe Altieri,
Agroecologo
........................
Associazione Vegetariana Animalista
Associazione di Volontariato Onlus affiliata all’EVU
via Cesena 14 Roma 00182 tel. 06 7022863 – 3339633050
c.c.p.n. 58343153; c.f.n. 97365030580
In collaborazione con ABIN (Associazione Bergamasca di Igiene Naturale)
www.vegetariani-roma.it; www.universalismo.it; www.medicinanaturale.biz
CIBO SPAZZATURA PER ANIMALI DOMESTICI
Ovvero, come avvelenare giornalmente i nostri animali con la “benedizione” dei veterinari.
Franco Libero Manco

La dieta ideale per ogni essere vivente è sicuramente quella stabilita dalla natura a seconda la specie di appartenenza, la conformazione fisica, l’apparato digerente, quello dentale, enzimatico, immunologico, istintuale ecc. Nutrirsi in modo difforme alla propria specie significa incorrere inevitabilmente a malattie di vario genere. per noi esseri umani che per qualunque altra specie animale. La nostra dieta ideale è indubbiamente quella fruttariana, o vegana tendenzialmente crudista; mentre la dieta ideale per un animale carnivoro, cioè per un cane o un gatto domestico, è quella cui si nutrirebbero spontaneamente allo stato naturale, non certo quella fatta di un miscuglio di prodotti secchi tipo croccantini che risultano trattati, denaturati, derivati di carni, estratti di proteine, cereali, sottoprodotti di origine vegetale, oli, grassi, lieviti, coloranti, conservanti e molti altri additivi chimici, che una volta giunti nell’intestino di un cane o di un gatto vengono assorbiti nella circolazione sanguigna e influiscono sui vari apparati.
In natura gli animali terricoli sono raggruppati in tre categorie: carnivori, erbivori e frugivori. Non esiste una quarta categoria di animali onnivori: se la natura l’avesse prevista l’avrebbe fornita degli strumenti necessari a metabolizzare correttamente tutto ciò che qualla specie usa mangiare. Se un animale carnivoro si nutrisse come un erbivoro si ammalerebbe fino a morire; altrettanto succederebbe se un erbivoro si nutrisse allo stesso modo dei carnivori (vedi mucca pazza). E’ risaputo che i cani, animale carnivoro, non digerisce gli amidi perché non ha l’enzima amilasi, che il gatto ha bisogno di integrare l’aminoacido taurina, mentre noi esseri umani non abbiamo l’enzima uricasi per neutralizzare gli acidi urici della carne. La carenza del’aminoacido taurina nel gatto può determinare problemi anche seri, né il ricorso ad integratori può sempre scongiurare tali pericoli: come nella dieta umana (gli integratori, elementi separati dalle loro armoniche e bilanciate composizioni naturali) non portano gli stessi benefici, anzi molto spesso risultano essere dannosi.
Gli animali carnivori, nella fattispecie cani e gatti, non dispongono degli enzimi digestivi adatti per qualità e quantità a metabolizzare alimenti vegetali, sia cotti che crudi. In particolare quando i cereali vengono cotti, amidi, proteine e grassi si denaturano e diventano tossici.
Il cibo innaturale compromette la salute dei nostri animali. I residui del cibo in scatola si attaccano ai denti e alimentano i batteri della placca dentale, come conseguenza si hanno gengive infiammate, alito cattivo e veleni batterici che indeboliscono le difese immunitarie del loro organismo. Il cibo spazzatura a base di cereali, generalmente mal digerito, sosta nell’intestino dove produce tossine. Alcuni veleni attraversano la parete intestinale finendo nella circolazione sanguigna. A questo punto l’animale manifesta segni di malattia. I cuccioli di frequente manifestano diarrea e problemi cutanei. Per i veterinari la cura solitamente prevede medicinali a forte impatto che contribuiscono ad intossicare ulteriormente l’organismo dell’animale, causando patologie genetiche, infettive, parassitarie, frattura alle zampe, malattie epatiche, cutanee, cardiopatie, intestinali, cattivo alito orale, dentali e cancro e altre patologie connesse con l’età. Gli animali logorati da tali patologie hanno maggiori probabilità di morta prematura. Malattie che scompaiono modificando il regime alimentare e pulendo denti e gengive agli animali. Il cattivo stato di salute e le conseguenti sofferenze riguardano la stragrande maggioranza degli animali domestici a livello mondiale. Le indagini svolte su animali domestici sofferenti da immunodeficienza acquisita dimostrano che hanno riacquistato la loro funzione e uno stato di salute ottimale quando gli sono state somministrate delle ossa crude e polpose, che fungono da alimento e da medicina. Alcune ricerche condotte dalla stessa Nestlè hanno rilevato che la durata media dei gatti alimentati esclusivamente con cibo industriale non raggiungono i 12 anni di vita a causa della morte per insufficienza renale o cancro. Mentre la società Mars ha riferito che l’80% degli animali soffre di malattie gengivali.
Ma la maggior parte dei veterinari raccomanda cibi industriali per animali come miglior alimento per i nostri animali; sostengono che la carne cruda porta rischi a causa dei batteri e della carenza di calcio, soprattutto le ossa sono un pericolo per la rottura dei denti. Ma io ritengo che gli alimenti nutritivi adatti agli animali carnivori devono essere crudi e facilmente digeribili, dovrebbero essere grezzi, compatti e adatti ad essere masticati a lungo. In sostanza dovrebbero poter mangiare come natura ha previsto per loro, cioè: pollame, conigli, pesce ed in forma intera o al limite polpose ossa crude. In ogni caso è opportuno prendere l’iniziativa di dare sempre al nostri animali del materiale da masticare a lungo, oltre alle necessarie sostanze nutritive.
I nostri animali vengono giornalmente avvelenati dai cibi spazzatura senza che i politici, gli avvocati, gli stessi veterinari o i media prendano posizione in merito ad un così grosso problema, troppo pavidi per avanzare critiche ad un sistema di cose che potrebbe essere poco conveniente.
A livello mondiale le cifre del fatturato di prodotti per animali domestici è inferiore solo a quello dei prodotti petroliferi. Le conseguenze economiche si misurano in miliardi di euro, ma oltre a questi vi sono immensi costi ambientali, oltre le risorse assorbite dai canili municipali. Inoltre è da considerare che i cani alimentati con cibi spazzatura sono più irascibili, più imprevedibili e più difficili da addestrare.
Il problema dell’alimentazione dei nostri animali è complesso e non di facile soluzione, specialmente se si pensa ai tanti canili. Compito ingrato ed eticamente impossibile sarebbe per gli animalisti dover somministrare della carne ai loro compagni animali. La cosa migliore a mio avviso sarebbe quella di reperire (purtroppo) resti di carne consumati da qualche conoscente ancora onnivoro, oppure chiedere gli avanzi di carne ai supermercati o ai ristoranti. In questo caso sarebbe una sorta di estenuante ricerca di cibo. E quando un giorno tutta l’umanità sarà vegetariana si potrebbero utilizzare gli animali morti di morte naturale. Ma questo appartiene ad un futuro ingrato quanto lontano.
Certo il pasto secco ormai alimento base di cani, gatti o di qualunque altro animale carnivoro domestico, risolve non pochi problemi, allo stesso modo del cibo industriale per gli umani che vivono nelle grandi metropoli per la difficoltà oggettiva di attingere direttamente agli alimenti naturali; ma se un cibo in scatola composto da alimenti cotti, trattati, con aggiunta di coloranti, conservanti, lieviti, aromatizzanti, è nocivo per gli esseri umani tanto più lo è per i nostri animali. L’alimento cotto è sempre inappropriato sia per noi esseri umani che per i nostri animali i quali prima o poi sviluppano patologie di vario genere, dal momento che ogni specie è strutturata per alimentarsi con cibi adatti alla sua natura.
Insomma, dobbiamo porre più attenzione all’alimentazione dei nostri animali domestici perché se si ammalano dipende in gran parte da cosa diamo loro da mangiare, diversamente non si spiega perché gli stessi animali allo stato naturale non sviluppano mai le suddette patologie. Non che (a mio avviso) si debba rinunciare del tutto ai prodotti secchi tipo croccantini (questo renderebbe impossibile la vita a molti di noi) perché scarsi o privi dei nutrienti necessari, ma considero un grave errore considerarli ottimali per la loro dieta.

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