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Categoria: "Notizie scottanti"

Alimenti con l’etichetta che inizia con 8? Non comprateli!

Ecco perché bisogna fare attenzione a queste etichette

Importanti informazioni non si possono trovare soltanto sulle etichette dei prodotti confezionati, ma anche su quelli freschi. Chi ha mai fatto caso a cosa c’è scritto sui bollini adesivi che spesso sono attaccati alla frutta e alla verdura?

Non servono solo a riportare il logo dell’azienda produttrice ma contengono anche dei numeri che stanno ad indicare informazioni molto importanti, sul modo in cui è stato coltivato l’ortaggio o il frutto che si ha tra le mani.

Vediamo in particolare come distinguere un prodotto proveniente da colture tradizionali (che utilizzano fertilizzanti chimici), organiche o che è stato geneticamente modificato.
Sugli adesivi è presente un codice a barre, chiamato PLU; vediamo come leggerlo e capire in che modo il prodotto è stato cresciuto.

 
1. Se sull’adesivo sono presenti 4 cifre il prodotto è stato coltivato in maniera tradizionale, con l’uso di pesticidi e fertilizzanti.

 
In questo caso i numeri indicheranno semplicemente che prodotto stiamo per comprare: ad esempio le banane sono sempre identificate con il codice 4011.

 
2. Se sull’adesivo sono presenti 5 numeri, e il primo è 8, allora il prodotto è un OGM.


 

Ad esempio una banana geneticamente modificata sarà contraddistinta dal codice 84011.
3. Se sull’adesivo sono presenti 5 numeri, e il primo è 9, il prodotto proviene da una coltura organica.

Una banana coltivata biologicamente avrà il codice 94011.
Esistono alcuni cibi che più di altri sono soggetti a trattamenti chimici e risultano essere più inquinati: ecco quali sono.

Fragole
Mele
Pesche
Sedano
Uva
Ciliegie
Spinaci
Pomodori
Peperoni
Ce ne sono altri invece che difficilmente sono sottoposti a sostanze chimiche eccessivamente aggressive, tra cui:

Avocado
Mais dolce
Ananas
Cavoli
Piselli
Cipolle
Asparagi
Mango
Papaya
Kiwi
Essere più consapevoli di ciò che mangiamo è semplice, anche se spesso le informazioni vengono celate dietro cifre e sigle poco intuibili. D’ora in poi occhio all’etichetta, anche sui prodotti freschi!

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Fonte: Italia in Movimento


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APERTURA DEL TERZO OCCHIO - ECCO QUALI SONO I SINTOMI

L’apertura del terzo occhio è un processo lento e graduale, che è possibile riconoscere grazie ad alcuni segni o “sintomi”.

“L’uomo, sapete, ha soltanto due occhi che vedono e registrano tutto, una vista che è come una straordinaria macchina fotografica che riprende immagini minute, molto nitide, minuscole; e con quell’immagine l’uomo dice a se stesso: Questa volta conosco la realtà delle cose, e per un momento è tranquillo.

Poi, sovrapponendosi gradualmente all’immagine, “compare un altro occhio”, che riprende un’immagine del tutto diversa.

A questo punto il nostro uomo non vede più chiaramente; ha inizio una lotta tra i primi due occhi occhio e il terzo, una lotta feroce, e alla fine il terzo occhio ha la meglio, assume il controllo e così la lotta finisce.

Ora che ha in mano la situazione, il terzo occhio può continuare il suo lavoro da solo ed elaborare la propria immagine, secondo le leggi della visione interiore. Questo occhio speciale si trova qui – disse Matisse – indicando il cervello”.

Per prima cosa, per riconoscere “un’eventuale apertura dell’occhio interiore” (CHE NON SI CHIEDE COME HA CHIESTO UN’ALLIEVA CON IL MAGNESIO) , puoi notare se ti riconosci in qualcuno di questi sintomi:

 

– Stai trascorrendo un periodo in cui le cose che vedi non sono più come prima, non hanno più quelle sembianze, quel senso, quel significato/interpretazione, quel valore che gli attribuivi in precedenza;

 

– Il mondo ti si rivela, ora, con particolari tratti che prima non riuscivi a cogliere;

 

– Inizi a vedere e a volerti liberare da certe catene e continui a chiederti come mai gli altri non intravedano i lacci che li tengono legati e li costringono a sottomettersi a certi carcerieri;

 

– La nuova visione è così sbalorditiva da gettarti quotidianamente nello stupore;

 

– Ogni giorno, in misura progressiva, percepisci un non so ché di incorporeo che sollecita i tuoi sensi e, per quanto banale o insensato, stimola la tua meraviglia;

 

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– Hai il presentimento di possedere una vista che non sia solamente legata all’organo fisico, agli occhi, ma a un’area più sottile ed estesa del tuo Essere (in relazione col mondo e con l’universo);

 

– Stai sperimentando dei bagliori intuitivi che ti mostrano tutte le cose da altre angolazioni o che illuminano come una torcia alcune zone buie ed incomprensibili;

 

– Interagisci con agenti istruttori particolarmente evoluti di questo o altri piani (dimensioni), o sai che, in qualche modo, qualcuno o qualche forza primordiale, avvolge la tua vita e ti lascia ogni tanto degli indizi.

 

Se avverti uno o più di questi sintomi, significa che sei sulla buona strada e che probabilmente i tuoi occhi (interiori), che prima erano sigillati, coperti, ora si stanno parzialmente aprendo, stanno lasciando passare gradatamente piccoli raggi di luce, per consentirti di mettere a fuoco ed evitare di abbagliarti bruscamente.

 

Come qualunque altra cosa, è necessario che la pupilla (interiore-esteriore) non venga attraversata da una quantità eccessiva di luce.

 

Siate parsimoniosi nel dosaggio.

 

La cupidigia potrebbe portarvi a voler accumulare più di quanto vi serva o vi meritate, causandovi, con tale brama, più svantaggi che vantaggi, e un ritorno della cecità al posto della vostra luminosa facoltà. Sarebbe come fissare il Sole ed esporsi eccessivamente ai suoi raggi: l’abbaglio è inevitabile.

 

È un processo molto lungo ma gratificante per chi sa pazientare… e quando alla fine giungerà il momento e tutto l’alone svanirà, allora tu, con i tuoi nuovi occhi, abbraccerai con un sol sguardo il Cosmo in tutto il suo splendore, ed esso a sua volta ti avvolgerà in un senso di pace e serenità maestosa.

 

Articolo originale: animalibera.net / Rivisto da: fisicaquantistica.it

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Disturbi psicosomatici della cute e loro sintomi

Funzioni
La cute è l'organo che riveste tutto il corpo. È formata, dall'esterno verso l'interno, da tre strati: epidermide, derma e ipoderma o tessuto adiposo sottocutaneo. È dotata di grande resistenza alla trazione e al contempo è molto elastica. Svolge una funzione di protezione meccanica, termica e contro i microrganismi; inoltre contribuisce alla conoscenza del mondo esterno (il tatto), alla regolazione della temperatura corporea, all'escrezione di sostanze di scarto (con il sudore), al deposito e alla produzione di energia (grazie all'adipe).
Contiene moltissime fibre nervose sensoriali per rilevare il dolore, le vibrazioni e la pressione, e ha la capacità di rigenerarsi e autoripararsi.

Simbologia
La cute è l'organo della relazione con il mondo esterno. Ci delimita e fa di noi un'unità. Rappresenta la parte visibile di noi stessi ed esprime la nostra individualità. È la preziosa pergamena sulla quale, inconsapevoli, scriviamo ogni giorno la nostra storia.

È il primo rivelatore della nostra interiorità e della nostra personalità: attraverso il rossore, il pallore, la sudorazione si rivela uno specchio in cui uno sguardo attento può cogliere lo stato d'animo e le fantasie, i segreti e le paure. La cute rappresenta la nostra identità.

La pelle, attraverso i segni che porta su di sé, esprime bene certe caratteristiche interiori: le impronte digitali, le cicatrici, le rughe di espressione e i segni del tempo testimoniano il vissuto delle nostre esperienze e rivelano agli altri l'unicità del nostro essere. La cute rappresenta il confine, costituisce un filtro e una barriera contro gli agenti nocivi. Simbolicamente, svolge un'importante funzione di limite e di perimetro che consente all'individuo di riconoscersi come essere distinto e delimitato.

Rendendo evidenti all'esterno le risposte vascolari che segnalano situazioni emozionali interiori, rappresenta un importante mezzo di comunicazione interpersonale. In particolare nel mondo animale, ma anche in quello umano, essa costituisce il sistema comunicativo deputato alla regolazione dei comportamenti aggressivi, sessuali e pulsionali, attraverso modificazioni nella sua forma e nel suo colore in parti specifiche del corpo.

Nelle tribù primitive, inoltre, la cute e i suoi annessi, variamente colorati, trattati e adornati, svolgevano un ruolo comunicativo con significati simbolici legati a situazioni magiche, di combattimento, terapeutiche e sociali. Attraverso la cute il corpo emana il proprio odore che ha un suo codice di riconoscimento e una sua "marcatura" personale.

Le patologie e il loro significato

Dermatite
La dermatite (o eczema) è una malattia della pelle caratterizzata da uno stato infiammatorio che causa prurito, vescicole, gonfiore, rossore e spesso trasudazione, croste e desquamazione. All'origine ci sono allergie e/o intolleranze, agenti irritanti, fattori psicologici, stress, infezioni. Tra le varie forme, le più frequenti sono:

1) la dermatite atopica, che si presenta con eruzioni, essudato e croste, tipica dei bambini con tendenza alle allergie;

2) la dermatite seborroica, che forma squame soprattutto sul cuoio capelluto, su volto e schiena e che colpisce più spesso gli adulti sotto forte stress;

3) l'eczema classico, che può interessare ogni zona del corpo con chiazze rosse, vescicole, croste e squame.

La simbologia delle dermatiti segnala la presenza di emozioni "di fuoco" che affiorano in superficie. Se intendiamo la cute come una carta geografica del nostro generale stato di salute, le dermatiti rappresentano i luoghi in cui sta avvenendo una battaglia, un conflitto in cui alcuni confini sono attaccati o vanno ridefiniti.

La persona mostra energie profonde che vorrebbero emergere – perlopiù legate alla creatività, alla sessualità, all'intimità, alla socialità – ma qualcosa impedisce loro di manifestarsi in modo sano. Paure, sensi di colpa, nevrosi, fobie, timidezza, senso di inadeguatezza le bloccano. Ogni infiammazione rappresenta un conflitto, una vitalità trattenuta.

A rischio sono tutti coloro che trattengono le proprie emozioni, gli individui ricchi di passione e di talento che però temono il giudizio degli altri e che sono molto influenzabili dalle figure dotate di autorità e di autorevolezza, le persone timide e sensibili per natura che avvertono un senso d'insicurezza riguardo alle proprie capacità.

Per il trattamento di questa patologia risulta di estremo beneficio ritrovare il contatto con i ritmi della natura, frequentare paesaggi con piante, corsi d'acqua, animali. Anche il recupero della dimensione del gioco è importante, soprattutto se inteso come divertimento e non come competizione.

Acne
L'acne è una malattia infiammatoria della cute che colpisce le ghiandole sebacee e i follicoli piliferi; insorge perlopiù dopo la pubertà con presenza di brufoli sul volto e/o sulla parte superiore del tronco. Si può manifestare anche nell'adulto sotto stress.

A prescindere dall'età, l'acne origina da un accumulo di energia sessuale; gli ormoni (in particolare gli androgeni) risultano in eccesso e quelli non convogliati nella loro forma naturale si scaricano a livello cutaneo dove stimolano una maggiore produzione di sebo. Il sebo, se in quantità abnorme, favorisce la comparsa di comedoni, i classici "punti neri", o di brufoli, piccoli vulcani bianco-giallastri che contengono materiale infiammatorio. Il ragazzo o la ragazza non riescono a gestire le nuove pulsioni – piacevoli ma sconosciute – e a viverle nel contesto socio-culturale e morale in cui sono calati. È un dato di fatto che chi si avvicina alla sessualità tra i 13 e i 16 anni in modo spontaneo e interiormente non conflittuale soffre di acne in modo nullo o minimo.

Alopecia
L'alopecia è una caduta completa o parziale di peli e/o capelli che può interessare qualsiasi parte del corpo, ma è più frequente sul capo. Esistono diverse forme di alopecia: quella totale implica la perdita completa di tutti i capelli e peli, mentre in quella areata la caduta è localizzata in chiazze rotondeggianti e irregolari. Le cause più frequenti possono essere di tipo stressogeno, tossico (assunzione di farmaci come i chemioterapici), infettivo o ereditario.

Il significato simbolico della patologia riguarda direttamente il tema dell'affettività, dei legami e dell'energia che fluisce. A prescindere, infatti, dall'ampiezza e dalla localizzazione di tale patologia, essa spesso segue – dopo alcune settimane o mesi – a un'esperienza affettiva traumatica per la persona: separazioni, trasferimenti in nuovi ambienti, perdita di riferimenti importanti ecc. Rappresenta il modo con cui la persona sta elaborando la rottura di un legame e comunicando il suo profondo malessere; quanto avvenuto costituisce per lei una "rottura" nel suo continuum esistenziale, un lutto che ha lasciato un vuoto, una mancanza di vitalità.

La comparsa del sintomo, soprattutto in un bambino, indica uno stato di sofferenza non espresso oppure non adeguatamente preso in considerazione.

Nell'adolescente l'alopecia è simbolo di una grande difficoltà nello sviluppo psicologico; il ragazzo è dibattuto tra la naturale tendenza a scoprire e affermare la propria personalità e una dipendenza ancora molto spiccata verso la figura materna. In altri casi, nel ragazzo l'alopecia si associa a una radicale sensazione di non poter esprimere la sessualità e/o la creatività a causa di un'atmosfera familiare impregnata di moralismo, razionalità e dipendenze reciproche.

Nell'adulto l'alopecia si presenta soprattutto in forma di calvizie precoce su una base di stress psichico e mentale, dovuta perlopiù a un eccesso di studio o di lavoro. Questa tipologia un tempo era soltanto maschile, ma oggi la rarefazione della chioma si riscontra anche in diverse giovani donne che seguono uno stile di vita "maschile".

L'alopecia è una patologia prevalentemente connessa con il senso di perdita di se stessi: è accaduto qualcosa che ha tolto un "pezzo d'identità" (uno stato familiare o di coppia, un ruolo professionale o sociale) e determinato uno stato di demotivazione.

Una piccola area di alopecia indica che il problema è settoriale, cioè riguarda un solo ambito di vita, mentre la perdita totale di peli e capelli segnala che il senso di perdita tocca in grande profondità.

Nell'anziano questa patologia può simboleggiare il dolore e il ripiegamento per la perdita di una persona cara (più di tutti il partner), una difficoltà nell'accettare l'invecchiamento e la perdita di un ruolo sociale.

In tutti questi casi è evidente come il senso di perdita si accompagni a un blocco dell'energia vitale.

Sono a rischio:

1) bambini che nella prima e seconda infanzia hanno vissuto o stanno vivendo eventi affettivi carichi di disagio;

2) giovani in condizione di grande tensione psichica protratta nel tempo

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3) persone che non riescono a cogliere l'importanza di alcuni eventi negativi della vita relazionale e tendono a banalizzare, sdrammatizzare o "tirare avanti", mentre qualcosa dentro di loro si rompe.

Qualunque sia la strada curativa che si intraprende, è necessario non solo avere pazienza, ma anche grande cautela, evitando interventi radicali o terapie d'urto sia fisiche che psichiche. Qualcosa ha smesso di crescere e di fluire, e potrà riprendere a farlo solo naturalmente.

Si rivela spesso utile, indipendentemente dai fatti scatenanti, stare il più possibile in mezzo alla natura, per ritrovare tempi e cicli più vicini alle profondità della psiche e rigenerarsi alle radici.

Dal punto di vista psicologico, è importante ritrovare il senso di unità e di identità, cosa che può essere ottenuta attraverso percorsi che integrino psicoterapia, tecniche corporee e rimedi naturali in modo personalizzato. Per il bambino è opportuno un approccio di psicoterapia della famiglia.

Herpes zoster
L'herpes zoster è il nome scientifico che indica la malattia comunemente nota come "fuoco di Sant'Antonio". È causata dall'infezione del virus della varicella, che colpisce le radici nervose a vari livelli, dai nervi encefalici (come il trigemino) a quelli spinali che innervano il tronco. Ciò provoca forti dolori che si diramano alla zona della pelle corrispondente al nervo colpito, dove si formano vescicole ed eritemi.

L'insorgenza dell'herpes zoster è dovuta alla riattivazione di un virus già presente nell'organismo che vi era entrato molti anni prima e non era mai stato eliminato dal sistema immunitario.

Il nucleo simbolico di tale patologia è legato a un conflitto antico rimosso (l'entrata nell'organismo del virus) ma non eliminato dalla coscienza, che sta riemergendo (il virus persistente nel sistema nervoso) in modo aggressivo per imporsi alla nostra attenzione.

La comparsa dell'herpes zoster, nella grande maggioranza dei casi, indica che nella vita della persona si è "riacceso" un conflitto. Può trattarsi di una passione ancora una volta non corrisposta, di una nuova, grande contrarietà inespressa, di un'umiliazione subita e non rivendicata, di un lutto o una separazione non accettati. Oppure può essere una situazione che innervosisce fortemente, un prolungato abuso della propria pazienza o l'impossibilità di vivere una storia d'amore. Vedovanza, routine matrimoniale e un prolungato stato di vita da single sono i contesti più favorevoli all'insorgenza della patologia.

Il sintomo assume inoltre diverse sfumature simboliche a seconda delle differenti parti del corpo che colpisce. La sua localizzazione al volto manifesta il riemergere di un conflitto legato all'ambito creativo-professionale, laddove questo rappresenta il pilastro principale su cui si basa l'immagine e l'identità della persona. Nella zona del torace, segnala un vissuto traumatico in ambito affettivo-sentimentale. Lo zoster addominale riguarda invece un vissuto più viscerale, legato al mondo degli istinti, della sessualità, della vendetta, dell'aggressività.

L' herpes zoster colpisce in maggioranza persone che non hanno elaborato uno o più eventi negativi accaduti nel corso della vita e che esprimono in modo rigido e limitato il disagio psichico, il dolore affettivo o una mancanza. In generale, esprimono inadeguatamente le proprie emozioni profonde. L'herpes zoster, in quanto riattivazione di uno schema già vissuto da diverso tempo, riguarda nella maggior parte dei casi persone nella seconda metà della vita.

Combattere l'herpes zoster con i farmaci senza cambiare nulla nella propria vita rischia di spingere questa grande energia, che vuole affiorare, sempre più in profondità. Si rivela pertanto più utile dare spazio alle emozioni, aiutare il riconoscimento di disagi e sentimenti profondi. In tal senso si può trarre aiuto da esperienze di gruppo come lo psicodramma e/o la dance therapy. Anche la creatività è un elemento curativo fondamentale.

Psoriasi
La psoriasi è una malattia cutanea, cronica e recidivante – cioè caratterizzata da fasi di miglioramento e fasi di riacutizzazione – che esordisce di solito nell'adolescenza o nella prima età adulta e peggiora in condizioni di stress. Si manifesta con placche secche e ben delimitate, di forma e dimensioni variabili, ricoperte di squame grigie al di sotto delle quali è presente un eritema più o meno spiccato a seconda che la psoriasi sia in fase acuta o quiescente. Le sedi più frequenti di localizzazione sono gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, regione sacrale, avambraccio, nuca. I sintomi, presenti soprattutto nella fase acuta sono: episodi di prurito intenso e talora sensazione di bruciore. Le cause non sono conosciute, anche se c'è una forte ipotesi di genesi autoimmunitaria.

La psoriasi indica la difficoltà a comunicare le emozioni, tanto in entrata (come nelle allergie) quanto in uscita (come nell'acne).

Un'area più o meno grande di cute, nella psoriasi in fase quiescente, è ispessita e ricoperta da squame grigiastre compatte, che impediscono a quel tratto di pelle di operare scambi fisiologici con l'esterno. In chiave analogica ciò significa che una persona ha dei punti in cui si sente strutturalmente fragile e in questi mette una "toppa" o una "corazza" al fine di ridurre gli scambi emotivi con l'esterno, percepiti come pericolosi. Tuttavia, la lesione conosce fasi di ricostruzione, nelle quali la corazza si riduce e lascia il posto a un eritema acceso che brucia o prude. Simbolicamente la pulsione a lasciar fluire le emozioni tenta di farsi largo fra le difese che la persona ha messo tra sé e il mondo.

Le persone affette da psoriasi hanno in comune alcuni tratti importanti:

1) per quanto possano sembrare socievoli, non mettono mai in gioco, nella relazione, il loro nucleo profondo: l'interlocutore, anche il partner, sente che "oltre un certo punto" essi non permettono di entrare e che non si mettono mai in gioco del tutto;

2) fanno fatica a esprimere le emozioni in modo diretto e lineare, e altrettanta ne fanno per accettarle dall'esterno senza mediazioni verbali che ne riducano l'intensità e l'immediatezza;

3) si percepiscono fragili in alcuni ambiti (soprattutto affettivi), e per non affrontare il problema si dichiarano indipendenti, senza accorgersi di cadere spesso in un atteggiamento di continua richiesta di supporto. Il problema centrale – la vulnerabilità – viene risolto eludendolo e lasciandolo immutato, ovviamente in modo inconscio.

Quando l'energia che si esprime nell'eritema viene "coperta" dalla corazza, finisce per spingersi in profondità, dove si trasforma in intensi episodi di cefalea o di colite, a testimonianza di come essa contenga un'energia incomprimibile che cerca comunque di essere elaborata ed espressa. L'estensione della psoriasi è in proporzione all'insicurezza che la persona sente di avere.

La psoriasi esprime, in ultima istanza, un problema di identità.

La parola chiave per curare la psoriasi, qualsiasi strada si intraprenda, è gradualità: le terapie troppo veloci o d'urto sono sconsigliate poiché contrastano con la necessità della pelle (e del paziente) di ritrovare, nella crescita, un ritmo e un'armonia perduti. Nel caso di una psoriasi lieve è consigliabile modificare il modo di vivere e le relazioni individuali, privilegiando l'aspetto confidenziale e profondo rispetto a un dialogo superficiale seppure frequente. Può essere utile un percorso di psicoterapia, tecniche di rilassamento corporeo o forme di meditazione, preferibilmente da svolgere in gruppo.

Nella forma medio-grave è bene non sottoporsi forzatamente a situazioni emotivamente pericolose, cercando tuttavia di modificare il proprio stile comunicativo provando a esternare i propri eventuali rifiuti, rinunce o contrarietà in modo diretto.

Non va dimenticato che lo stato d'animo e l'equilibrio emotivo influenzano fortemente i sintomi.

Cellulite
La cellulite è un processo infiammatorio causato da una degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo che porta alla ritenzione e al ristagno di liquidi negli spazi intercellulari. Compare nel tessuto sottocutaneo di alcuni distretti corporei: cosce e natiche, ma anche addome, ginocchia, braccia e dorso. Le cause sono diverse: insufficienza venosa degli arti inferiori, sovrappeso, abuso di farmaci, predisposizione genetica, gravidanza, menopausa.

La simbologia della cellulite è legata ad una rinuncia alla femminilità. Il corpo delle donne che hanno subito un trauma amoroso cerca, attraverso la cellulite, di proteggersi da un ulteriore dolore. La donna segnala il ritiro da un nuovo coinvolgimento affettivo e sessuale, creando una corazza contro gli attacchi esterni tramite una barriera anestetica e antiestetica.

 

Tratto da “Fondamenti di Psicosomatica” di Caterina Carloni

http://www.informasalus.it/it/articoli/disturbi-psicosomatici-cute-sintomi.php

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ESTETICA E METAMEDICINA : I significati profondi e nascosti dietro gli inestetismi

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I SIGNIFICATI PROFONDI E NASCOSTI DIETRO GLI INESTETISMI - METAMEDICINA ED ESTETICA.
Mai sentito parlare di Metamedicina?
Si tratta di una medicina di risveglio della coscienza, si occupa della parte inconscia, legata ai sentimenti e alle emozioni per tentare di scoprire cosa ha dato origine ad un determinato sintomo.
Tutto questo è incredibilmente affascinante, ci fa cambiare prospettiva e l'approccio tradizionale ad un disturbo che abbiamo sempre sperimentato va a fondersi con un percorso di crescita personale, un lavoro su se stessi alla scoperta di significati spesso nascosti.
Noi della Exa ci occupiamo di bellezza, sarà interessante capire insieme cosa si nasconde dietro questi inestetismi della pelle.

La pelle è lo strato protettivo che avvolge il corpo, ma è soprattutto l'organo del tatto: i problemi di pelle riguardano i nostri contatti con gli altri.

Il volto rappresenta la nostra personalità, e si oscilla tra la la non accettazione di sè e di conseguenza la comparsa dei vari disturbi e la condizione ideale, e cioè una pelle morbida, che esprime il desiderio di essere gentili, senza sentirci minacciate o col bisogno di proteggerci, anzi aspirando al fatto che gli altri si avvicinino a noi.

Una pelle rugosa esprime una certa ruvidezza dei nostri rapporti con gli altri.

Una pelle brufolosa può tradurre il desiderio di non venire toccati, può essere associata a pelle grassa, che a sua volta indica un eccesso. Abbiamo bisogno di più spazio, ci sentiamo invasi perché vogliamo rispondere eccessivamente alle esigenze altrui.I brufoli sono spesso collegati all'impazienza, o frutto della collera.

Le macchie marroni sul viso sono legate a un senso di vergogna, umiliazione e rancore.

La pelle secca esprime molto spesso solitudine, mancanza d'amore, da cui può nascere un senso di tristezza.


La cellulite è quasi sempre collegata a una svalutazione estetica.
La stasi emotiva è una delle possibili cause all'origine del ristagno dei liquidi.

Le smagliature sono invece l'equivalente delle screpolature della pelle, esprimono tristezza, mentre la perdita di elasticità può esprimere una perdita di flessibilità, di malleabilità all'interno della relazione di coppia.

Sicuramente queste connessioni con la Metamedicina ci faranno riflettere un pò su, per cercare di andare più a fondo di noi stesse, senza paura, ma con il coraggio di chi cerca un riscatto, una nuova forma di bellezza esteriore che, per forza di cose, sarà solo il riflesso di quello che abbiamo dentro.
http://labellezzachevorrei.blogspot.it/2015/01/i-significati-profondi-e-nascosti.html

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La Coscienza dell’uomo e la trasmutazione attraverso il Ruha'

Siamo a gennaio e tutto inizia da un seme sotto la terra. Il terreno è gelato, duro e pietrificato. Fuori fa freddo, non c’è il sole e il seme attende il momento giusto per aprirsi alla vita. Il seme è nel buio più totale, è in un periodo difficile e arduo per la sua esistenza a causa del clima.

Il seme è nella fase della Nigredo, fase di Saturno, dove la materia fredda, pesante e compatta della terra grava su di lui e lo schiaccia. Ma il seme resiste. Sa, dentro di lui, che questa è solo una fase e che non durerà per sempre. Con fede resiste.

Per l’uomo questa fase corrisponde alla sua caduta nel buio della coscienza, al sopravvivere invece che vivere, alla mancanza di responsabilità, alla perdita della fede nel progetto per cui è sulla terra. È la fase della lamentela, dell’accusa, della paura di stare al mondo, della paura di esprimersi, e la fase in cui un velo spesso copre i suoi sensi facendolo sopravvivere a uno stadio di ameba. 

È la fase in cui non si chiede quali siano le conseguenze delle sue azioni, non riesce a sentire i messaggi dello spirito della terra che invoca aiuto, non percepisce la luce e la presenza del soffio divino negli occhi di un agnello. Qui l’uomo è avvolto dal mantello nero della Nigredo. A differenza del seme, le difficoltà per l’uomo possono minare la fede nell’esistenza.

A febbraio-marzo c’è il disgelo, ci sono le piogge che forniscono umidità, il Sole riscalda la terra e il seme si prepara: è ancora sotto terra nel buio, ma l’embrione si è formato e rompe l’involucro, dirigendosi verso l’alto. Si fa strada nel terreno. Lo scava. Durante questo sforzo il seme è ancora nel buio, ma, con fede, continua a persistere - dentro sente che deve resistere. Ancora non sa cosa succederà in futuro, ma sente che non deve mollare nonostante le difficoltà. Una sorta di sicurezza interiore lo guida.

Per l’uomo questa è la fase in cui ci sono ancora le oscurità, le parti ombra, le difficoltà, ma egli intravede una via di uscita; non è ancora chiaro quale sia, ma incomincia ad avvertire che qualcosa dentro di sé sta mutando. Non comprende ancora cosa stia avvenendo nel suo corpo, ma se ha fede e continua a resistere, presto vedrà la luce.  

Questa è la fase in cui la Coscienza dell’uomo incomincia a guardarsi intorno, scorge che esiste un mondo esterno che si relaziona a lei. Ma ancora oltre questa percezione non sa andare.  Percepisce l’esistenza delle leggi della natura, ma non riesce ancora a seguirle.

Arriva aprile, la temperatura aumenta sempre più e la pianta rompe il terreno: con un enorme sforzo spinge, apre la terra e per la prima volte vede la luce. Il seme adesso è nella fase dell’Albedo, fase del bianco della Luna.

L’albedo per l’uomo è la fase in cui egli vede finalmente la luce, ma è ancora la luce dell’alba, che indica qual è il suo progetto di vita, fornisce indicazioni più evidenti circa la strada da seguire e alleggerisce i pesi dell’anima. L’oscurità è svanita, la fase più dura è stata trascesa, ma siamo ancora a metà dell’opera.

A maggio la pianta è ancora debole e piccola, ma cresce sempre di più grazie al nutrimento del terreno, dell’aria e del sole. Cresce rinforzando il suo stelo, ergendosi vittoriosa verso il cielo; le foglie crescono e si espandono. Arrivano i fiori, inizia la fase sessuale della pianta. Questo è un altro periodo delicato e particolare, perché il fiore è la magia della pianta. Con fiducia sa che presto sarà fecondato.

Adesso l’uomo sa cosa deve fare, conosce il motivo per cui è sulla terra, porta avanti i suoi impegni e con fede lavora intensamente, proprio come la pianta che cresce velocemente e si irrobustisce sempre di più. La luce mostra il punto di arrivo, la meta, ma è ancora lontana, si intravede, ma il lavoro non è ancora finito. Qui l’uomo feconda con l’azione e la volontà il suo progetto. Ma non si realizza ancora. I tempi non sono maturi. Continua a lavorare e tenere segreto il suo progetto che presto verrà svelato.

A giugno il fiore fecondato si trasmuta in frutto e la pianta esprime il progetto di vita per cui è nata. Dopo la fase dura e cupa della Nigredo, ha vissuto la fase di luce dell’Albedo. Ora è giunto il momento della realizzazione e della maturità: la fase della Rubedo e del Sole. Ora la pianta è come una stella che illumina con i suoi raggi.

Mostra al mondo il risultato della fede nel suo progetto, il risultato della sua tenacia a non mollare nei periodi di difficoltà. Ora la pianta è nella fase di fruttificazione e tutto il creato gioisce per la sua impresa.

Padre Sole le sorride con i suoi raggi, madre Terra le offre il suo nutrimento, fratello Vento accarezza le sue foglie, sorella Pioggia rinfresca il terreno e la disseta.

Nella Rubedo l’uomo non solo percepisce il Ruhà, il soffio di Dio, ma è anche in grado di portarlo dentro di sé e di manifestarlo nella materia. Il Ruhà pervade ogni sua singola azione e parola.

La Coscienza ora è nella luce totale del Sole, è nella Rubedo, non ha più parti oscure e si manifesta per quella che è. L’uomo esprime e vive la sua leggenda personale, il suo progetto di vita, gioisce del creato e vive connesso con la natura tutta. La vita è diventata co-creazione in armonia con il Divino. Nulla viene compiuto se non segue il maestro supremo e le sue leggi: la Natura.

È consapevole che ogni azione genera una conseguenza per lui, per i suoi figli e per il creato tutto. Ora, con la luce che possiede, è in grado di guidare gli altri a sviluppare la fede con la quale, superata la fase oscura della Nigredo e il periodo dell’Albedo, raggiunge la luce e l’Unità di Coscienza tanto bramata dall’Anima.

 

Antonio Panarese
Direttore ANP Training

http://www.coscienzacreativa.com/La%20Coscienza%20dell%E2%80%99uomo%20e%20la%20trasmutazione.html

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