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LA BLACKLIST DEI CIBI PIU' PERICOLOSI

LA BLACKLIST DEI CIBI PIU' PERICOLOSI:


1) Frutta secca proveniente dalla Turchia (nocciole) aflatossine oltre i limiti

2) Frutta secca proveniente dalla Cina (arachidi) aflatossine oltre i limiti

3) Erbe officinali e spezie dall’India (peperoncino) microbiologici/pesticidi oltre i limiti

4) Pesce proveniente dalla Spagna (tonno/pesce spada) metalli pesanti in eccesso

5) Frutta e verdura dalla Turchia (fichi secchi/peperoni) aflatossine e pesticidi oltre i limiti

6) Frutta secca proveniente dall’India (semi di sesamo) contaminazione salmonella

7) Frutta secca proveniente dall’Iran (pistacchi) aflatossine oltre i limiti

8) Frutta e verdura da Egitto (olive e fragole) pesticidi oltre i limiti

9) Frutta secca proveniente dagli Stati Uniti (pistacchi) aflatossine oltre i limiti

10) Pesce proveniente dal Vietnam (pangasio) metalli pesanti in eccesso

11) Erbe e spezie dalla Cina (paprika/peperoncino) microbiologici/pesticidi oltre i limiti

12) Latte proveniente dalla Francia (formaggi) contaminazioni microbiologiche

13) Novel food proveniente dagli Stati Uniti sostanze non autorizzate

14) Pollame proveniente dalla Polonia contaminazioni microbiologiche

15) Frutta e verdura proveniente dalla Cina (broccoli/funghi) pesticidi oltre i limiti

 

 

Attenzione ai salumi, saranno gonfiati con acqua e aromi chimici finora vietati

Attenzione, il prosciutto non sarà più sicuro. Arriva il prosciutto gonfiato con acqua e aromi chimici sinora vietati.

L’allarme giunge dalla Coldiretti in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio.

La preoccupazione è per i consumatori che acquistano e mangiano prosciutto e salumi e che potrebbero ritrovarsi nel piatto prodotti di scarsa qualità. Che cosa sta succedendo? La Coldiretti comunica l’entrata in vigore del Decreto Salumi che recepisce norme comunicati riguardanti la disciplina della produzione e della vendita di alcuni prodotti di salumeria.

In particolare vengono aumentati dell’1% i tassi di umidità relativi al prosciutto cotto, a quello cotto scelto e a quello di alta qualità, il che significa che il contenuto d’acqua consentito sarà pagato dagli acquirenti come se fosse carne.

Secondo la Coldiretti l’incremento del tasso di umidità nel prosciutto va a minare la qualità del prodotto stesso.

Il decreto cancella il divieto di utilizzo di aromi chimici, aprendo di fatto la strada alla possibilità di correggere gusto e sapore dei salumi realizzati con materia prima scadente e di dubbia origine.

In particolare, viene sostituita la distinzione tra aromi artificiali e naturali identici con un riferimento generale al regolamento UE 1334/2008, relativo agli aromi e alle sostanze aromatizzanti.

Viene abolita anche la “scadenza”, il cosiddetto termine minimo di conservazione che era fissato al massimo entro 60 giorni dalla data di confezionamento del prosciutto cotto e che ora sarà invece deciso direttamente dal produttore….senza nessun controllo…..

Paradossalmente viene mantenuta, invece, la possibilità di utilizzare le cosce di maiale congelate per produrre il prosciutto crudo stagionato per il quale viene però ridotta a 40 giorni la fase minima di riposo.

Chi mangia il prosciutto continuerà a farlo anche se non sarà più sicuro della qualità di questo prodotto? In alternativa abbiamo a disposizione tante fonti di proteine vegetali tra legumi, cereali integrali e frutta a guscio.

Leggi qui il decreto sulla produzione e la vendita di alcuni salumi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Marta Albè 

 

Nocciole turche e arachidi cinesi: la black list dei cibi più pericolosi

Sicurezza alimentare: quanto ne sapete della provenienza di quello che portate in tavola? Fate sempre attenzione a quello che acquistate? La Coldiretti ha stilato “La classifica dei cibi più pericolosi”, presentata al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio e elaborata sulla base del Rapporto del Ministero della Salute sui sistema di allerta europeo.

Cosa ne emerge? Che si parla di percentuali da capogiro, per esempio, di arachidi cinesi o di peperoni turchi o di peperoncini indiani contaminati da pesticidi: una autentica “invasione” di cibi pericolosi stranieri, che nel 2015 hanno conosciuto un vero e proprio boom in tutte le categorie finite sotto accusa per l’eccessiva presenza di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, contaminanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti.

I cibi importati più pericolosi
Secondo i dati Coldiretti, il prodotto più pericoloso è la nocciola della Turchia, con la presenza di aflatossine oltre i limiti, i cui arrivi sono aumentati del 47%, facendo segnare il valore record di 295 milioni di euro.

Boom del 48% anche per il tonno e il pesce spada spagnoli, in cui si segnala un’eccessiva presenza di metalli pesanti.

Si attesta invece al 141% l’incremento delle importazioni di arachidi dalla Cina, anche qui con problemi di aflatossine, così come sono in aumento gli ingressi di peperoncino indiano, nel mirino per i ripetuti allarmi da contaminazioni microbiologiche e pesticidi, di peperoni (+19%) e di fichi secchi (aflatossine e pesticidi) sempre dalla Turchia. Pure gli arrivi di pistacchi dall’Iran – rileva la Coldiretti - aumentano del 9%, nonostante i problemi di aflatossine, così come salgono del 10% quelli di pesce vietnamita, dove si è riscontrata la presenza di metalli pesanti.

Il problema è che non ci si ferma alla semplice nocciolina: la realtà è che molti di questi prodotti sono usati come ingredienti nelle preparazioni di cibi poi spacciati per Made in Italy, senza che ci sia alcuna traccia in etichetta.

 

LA BLACKLIST DEI CIBI PIU' PERICOLOSI:
1) Frutta secca proveniente dalla Turchia (nocciole) aflatossine oltre i limiti

2) Frutta secca proveniente dalla Cina (arachidi) aflatossine oltre i limiti

3) Erbe officinali e spezie dall’India (peperoncino) microbiologici/pesticidi oltre i limiti

4) Pesce proveniente dalla Spagna (tonno/pesce spada) metalli pesanti in eccesso

5) Frutta e verdura dalla Turchia (fichi secchi/peperoni) aflatossine e pesticidi oltre i limiti

6) Frutta secca proveniente dall’India (semi di sesamo) contaminazione salmonella

7) Frutta secca proveniente dall’Iran (pistacchi) aflatossine oltre i limiti

8) Frutta e verdura da Egitto (olive e fragole) pesticidi oltre i limiti

9) Frutta secca proveniente dagli Stati Uniti (pistacchi) aflatossine oltre i limiti

10) Pesce proveniente dal Vietnam (pangasio) metalli pesanti in eccesso

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11) Erbe e spezie dalla Cina (paprika/peperoncino) microbiologici/pesticidi oltre i limiti

12) Latte proveniente dalla Francia (formaggi) contaminazioni microbiologiche

13) Novel food proveniente dagli Stati Uniti sostanze non autorizzate

14) Pollame proveniente dalla Polonia contaminazioni microbiologiche

15) Frutta e verdura proveniente dalla Cina (broccoli/funghi) pesticidi oltre i limiti

Come fare per ovviare a questo danno? Secondo Coldiretti, bisognerebbe rendere pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero, per far conoscere ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri. “Solo in questo modo sarà possibile liberare le imprese italiane dalla concorrenza sleale delle produzioni straniere realizzate in condizioni di dumping sociale, ambientale con rischi concreti per la sicurezza alimentare dei cittadini”.

E non solo. Servirebbe anche introdurre l’etichetta d’origine obbligatoria su tutti gli alimenti in commercio.

E come stiamo messi in Italia? È un dato di fatto che l'agricoltura italiana sia la più “green” d’Europa, con 285 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di oltre 14 volte quella dei prodotti extracomunitari (5,7%).

Approfittiamo, allora, per comprare solo prodotti che siamo sicuri provengano dalle nostre terre. Di nocciole IGP, per esempio, certe zone di Italia ne sono piene (Piemonte IGP o quelle di Giffoni Valle Piana, ne sono solo alcune), così come il peperoncino, di cui la Calabria è terra madre, o i pistacchi siciliani...

 

L'ottava edizione della Shopper's Guide to Pesticides in Produce, ha esaminato 45 tipologie di frutta e ortaggi e ha stilato la cosiddetta "sporca dozzina", che comprende i 12 alimenti maggiormente contaminati dai pesticidi.

Al primo posto troviamo le mele, seguite dal sedano, dai peperoni, dalle pesche, dalle fragole e dalle pesche nettarine. Alla settima posizione tra la frutta e le verdura più avvelenata troviamo l'uva, gli spinaci, la lattuga, i cetrioli, mirtilli e le patate. Questa invece la classifica dei vegetali che vantano una minore presenza di pesticidi: cipolla, mais, ananas, avocado, cavolo, piselli dolci, asparagi, mango, melanzana, kiwi, cantalupo, patate dolci, pompelmo, anguria e funghi.

I ricercatori dell'EWG hanno effettuato alcune prove per individuare i residui di antiparassitari condotti dall'USDA e dalla Food and Drug Administration tra il 2000 e il 2010. I campioni lavati o sfogliati, sono stati sottoposti ad alcuni test prima di stilare la classifica in modo tale che la quantità di sostanze chimiche probabilmente presenti sul cibo fosse affine a quella presente negli alimenti effettivamente consumati.

L'Environmental Working Group, nonostante i rischi, sostiene che i benefici legati al consumo di frutta e verdura sono maggiori, anche in questo caso. Ma sono in molti a pensare che possa trattarsi non solo di una organizzazione no-profit ma del rappresentante di qualche gruppo chimico agro-alimentare.

Di recente, però l'Environmental Health Perspectives aveva pubblicato una ricerca sui rischi per il feto legati all'esposizione della madre ai pesticidi. Secondo lo studio, tali alimenti produrrebbero sul nascituro gli stessi rischi associati al fumo di tabacco.

Un motivo in più per scegliere prodotti biologici, non credete?

I 12 alimenti con maggiori pesticidi:
1) mele

2) sedano

3) peperoni

4) pesche

5) fragole

6) pesche nettarine

7) uva

8) spinaci

9) lattuga

10)cetrioli

11) mirtilli

12) patate

 

I 15 alimenti con meno pesticidi
1) cipolla,

2) mais,

3) ananas,

4) avocado,

5) cavolo,

6) piselli dolci,

7) asparagi,

8) mango,

9) melanzana,

10) kiwi,

11) cantalupo,

12) patate dolci,

13) pompelmo,

14) anguria

15) funghi.

 

Francesca Mancuso

 

Germana Carillo

 www.greenme.it

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