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LIBERTA' DI SCELTA E CREATIVITA' UMANA - Esiste il libero arbitrio ? Il Doni del Divino arrivano a noi o li dobbiamo cercare ?

LIBERTA' DI SCELTA E CREATIVITA' UMANA :
- E' possibile raggiungere lo stato di beatitudine su questa Terra ?
- Esiste davvero il libero arbitrio e la libertà di scelta ?
- I "Doni del Divino" arrivano a noi o li dobbiamo cercare ?

Osho ha scritto molti testi su questi temi, così importanti per la nostra crescita spirituale. Desidero leggervi alcuni passaggi e commentarli….e non solo i suoi……
Mi rivolgo al vostro cuore, poiché la mente reagisce mentre il vostro cuore risponde.
Gregg Braden ha visto che molti studiosi e molti scienziati sorprendentemente hanno presupposto che l’atomo in realtà non ha un nucleo ma è composto esclusivamente da energia elettrica e magnetica. Quindi se vogliamo cambiare l’atomo dobbiamo lavorare su questi due tipi di energia. A differenza di quello che credevamo, l’organo maestro del nostro corpo, il solo che può cambiare i nostri atomi, non è il cervello ma il cuore. Infatti, l'organo con il più forte campo elettrico e magnetico è il cuore. Confrontando il cuore e il cervello si misura che il cuore ha un campo elettrico 100 volte maggiore e un campo magnetico 5000 volte maggiore.
Da questo si evince che se vogliamo realizzare la “cosiddetta guarigione”, occorre che vi sia coerenza tra cuore e cervello e la coerenza è data dall’amore con cui si invia l’intento, intento che va a modificare ed equilibrare l’energia elettrica e magnetica. La scienza ha già validato l'influenza del cuore umano sulla materia. La scienza conferma che esiste un linguaggio del cuore.
Ma per provare amore occorre gratitudine.
La forza più grande del nostro cuore si chiama, infatti, GRATITUDINE ; quella gratitudine che nasce dalla consapevolezza di aver ricevuto il dono della vita.
Essere grati per il solo fatto di esistere.
Vi era un tempo in cui i cuori degli uomini cantavano ed erano colmi di gratitudine. L’uomo era in equilibrio e non aveva bisogno di terapie perché era sano essendovi coerenza tra cuore e cervello.
Essere alla presenza di un Buddha o di un Cristo era già guarigione.
L’Integrità di questi esseri di Luce era contagiosa. Se le malattie possono essere contagiose anche la salute è contagiosa.

L’uomo ha perduto la sua integrità e quello che essa generava come stato di beatitudine.
Ha “dimenticato quell’assaggio di fiducia” condiviso dai Buddha, quel sapore della fiducia sufficiente a trasmutare la sua vita.

Occorre quindi interrogarsi sulla responsabilità o meno di questa “caduta”.
Per i filosofi del passato l’uomo ha un fato, un destino.
Diventa un’entità prefissata. Tutto è già stato scritto. Il fatto che tu non ne sia consapevole è un’altra questione. Questa è la posizione dei deterministi e dei fatalisti.

Rispetto alla trasformazione dell’uomo e al suo “distacco” dalla Luce, dalla beatitudine, non si può fare nulla.
Tutto accadrà come dovrà accadere … e se non si può fare nulla si comincia ad accettare tutto : schiavitù, povertà, brutture ...

In una visione totalmente differente, sposata anche dal maestro Osho, l’uomo è l’unico essere sulla Terra a possedere la libertà.

Gli animali e le piante nascono e muoiono seguendo ciò che la loro natura suggerisce.
L’uomo invece non solo è libero ma è la libertà stessa. Se neghi la libertà all’uomo hai negato il suo tesoro più prezioso.

Una volta compreso questo, ovvero che l’uomo nasce in quanto libertà, si comprende bene che tutte le dimensioni sono disponibili e che dipende solo da lui cosa diventare o cosa non diventare.
La vita diventa un’avventura e l’uomo la crea ogni attimo.
In ogni istante ci stiamo creando.
Su questo punto anche la Fisica Quantistica ci viene in aiuto. Ogni essere quantico può agire “provocando la sincronicità” o “subendo la sincronicità”.
Se agiamo provocando la sincronicità non si parlerà più di caso e di coincidenze ma di strategie creative per favorire lo sviluppo cosmico.
Se agiamo subendo la sincronicità non faremo altro che confermare le nostre false credenze, attribuire le responsabilità al di fuori di noi e attendere che l’universo provochi nella nostra vita tutte quelle prove ed effetti sincronici che ripristineranno la nostra intenzione iniziale, di anime che si incarnano per evolvere.

Ma se siamo liberi sorge una grande paura.
La libertà di scegliere fa paura perché la responsabilità ricade interamente su di noi. Parliamo di responsabilità e non di colpa.
A causa di questa paura le persone assumono posizioni deterministiche.
Per questo i maestri ci hanno insegnato a non evitare le responsabilità.
Nell’istante in cui crei te stesso nasce una grande gioia e quando ti sei completato nel modo in cui volevi, l’appagamento è immenso. Si ha la sensazione di aver partecipato al Tutto.
La CREATIVITA’ è ciò che ci permette di partecipare al TUTTO !
La creatività ci permette di innalzare la nostra consapevolezza. Ma è una strada in salita. Salire al mondo della bellezza, della verità, della beatitudine è veramente difficile. Andare in discesa, scegliere la via “sbagliata” è facilissimo. Non devi fare nulla. Puoi semplicemente rotolare come una roccia dalla cima di una collina e arrivare fino al fondo.
Più arriviamo in alto e maggiore è il pericolo di cadere perché il sentiero si fa stretto e sei circondato da valli oscure.

Ecco perché molte persone preferiscono sentirsi determinate dagli eventi, dalla società, dalla ideologie religiose … è più comodo e sicuro camminare in pianura.
Gli uomini percorrono quindi la stessa scala e siamo noi a fare la scelta di camminare in una direzione o nell’altra. Luce o Buio. La scelta è tua !


Ed ecco allora una domanda:
Perché l'intera umanità non ha ancora scelto di raggiungere lo stato di beatitudine del Buddha, di amore di Cristo, di celebrazione di Krishna ? Come mai ?
Per il semplice motivo che è pericoloso aspirare a quelle altezze. E’ meglio non pensarci ed il modo migliore per farlo è accettare che la libertà non esiste. Pensare di essere già pre-determinati.
L’uomo non è un entità ma un ponte tra due eternità : l’animale ed il Divino, l’inconscio ed il conscio.
Cresci in consapevolezza e cresci in libertà !
I Maestri ci possono insegnare ad essere liberi ma poi ci lasciano necessariamente a noi stessi.
Siamo noi a decidere di fare di ogni nostro passo una nostra scelta.
In sintesi : “crea te stesso e assumitene l’intera responsabilità” !
Mentre creiamo noi stessi saremo unici e ce ne accorgiamo dal fatto che ad ogni individuo appaiono e accadono cose diverse
ma arrivando alla meta sulla montagna saremo uniti, saremo UNO, e potremo, tutti insieme osservare la stessa esistenza !

A questo punto potremmo chiederci come innalziamo la nostra consapevolezza ?
Abbiamo visto come la consapevolezza sia legata alla libertà.
Vediamo ora come la liberà e la solitudine siano due aspetti della stessa medaglia e comprenderemo come la consapevolezza significa esistere con gioia nella solitudine, solitudine intesa come felicità nel sentirsi completi da soli.

Questo passaggio è molto delicato e si potrebbe prestare a diversi fraintendimenti. La parola di Gesù ci aiuta a comprendere.
Gesù a detto : “Beato il solitario e l’eletto, perché egli troverà il Regno. E poiché viene da esso vi farà ritorno”.

Una persona quindi che non ha bisogno di sentirsi dire “sei importante”.
La sua importanza risiede dentro di lei, non viene dagli altri. Non la mendica. Il suo significato nasce dal suo stesso essere.

Accade invece che ogni volta che siamo soli ci sentiamo a disagio. Che abbiamo bisogno di fare e di andare. L’importante è fare e andare in qualche luogo perché ogni volta che siamo soli la nostra vita appare perdere completamente significato.
Abbiamo una profonda necessità di sentirci necessari, di sentirci importanti.

Proviamo a pensare per un attimo se scomparissero tutte le persone care che conosciamo. Cosa faremmo ? Improvvisamente avremmo la sensazione che la nostra vita è priva di senso. Quando nessuno ha bisogno di noi ci chiudiamo in noi stessi. Riempirsi di responsabilità e di obblighi serve a glorificare o quietare il nostro ego.

Il solitario è colui che non ha più bisogno di essere necessario, che non chiede alcun significato dagli altri, dalle loro risposte. Se dai il tuo amore sarà riconoscente, se non lo dai non si lamenterà e sarà felice comunque.

Un solitario ha imparato a vivere ed essere felice da solo, quella solitudine che dichiara una grande libertà, quella di non aver bisogno di appartenere ad altri.

Cosa ha scelto il solitario ? Solo il suo essere. E quando scegli il tuo essere hai scelto l’Essere di tutto l’universo, perché il tuo essere e quello dell’universo non sono due cose diverse.
Quando scegli te stesso hai scelto il Divino, e quando hai scelto il Divino il Divino ha scelto te : sei diventato l’eletto.

Un solitario non è paragonabile ad una linea, al contrario di chi vive senza consapevolezza. Per quest’ultimo, l’inizio e la fine non si incontrano mai.
Il solitario è come un cerchio, il suo inizio e la sua fine coincidono. Ecco perché Gesù dice “ … e poiché viene da esso, vi farà ritorno”. Diventerai una cosa sola con la sorgente e ti sarai trasformato in un cerchio.

Ed è in questo cerchio che l’uomo ri-trova i suoi Doni. Arrivano a lui come se gli fossero appartenuti da sempre.
Il Buddha ripeteva spesso : “la funzione del Maestro è aiutarti a ricordare chi sei”. Ti sei dimenticato dei tuoi Doni, hai dimenticato che nel tuo interno si nasconde il Divino.
Per ricevere i Doni, i Talenti vanno considerate tre cose e mi trovo d’accordo con Osho.


Il primo elemento è avere una mente che indaga e non una mente che crede.
La preparazione fondamentale è avere una mente esploratrice, e l’indagine non dovrebbe essere volta ad una risposta ma ad un’esperienza.
Chiunque può darti una risposta, mentre nessuno può darti l’esperienza.

La gente è pronta a ricevere delle risposte dagli altri, dai libri, dai Guru ma pochi vogliono conoscere veramente il proprio essere e realizzare così i proprio Doni.

Illuminante a tal proposito la storia di Milarepa quando si recò da un mistico in Tibet per porre la sua domanda. Era usanza che quando qualcuno si recava in visita ad un maestro prima gli girasse intorno tre volte, poi si inchinasse sette e alla fine attendesse che il Maestro gli dicesse di porre le sue domande.
Milarepa, quando fù il suo turno andò dritto al collo del Mestro e disse “Dimmi subito cosa vuoi comunicarmi. So solo di non sapere nulla. Se hai qualcosa da dire parla subito.” Il Maestro disse “Non conosci il modo di porre una domanda ?” e Milarepa rispose : “ se mi prometti che facendo tutto quello che il rituale richiede ti assumerai la responsabilità della mia morte, se durante gli inchini dovessi morire, lo farò non sette ma settecento volte.” Il Maestro disse : “Siediti, tu sei il tipo di persona che sta cercando un’esperienza e non una risposta.
I rituali li fanno solo coloro che non sono alla ricerca e hanno ancora tempo per le formalità. Quando arriva qualcuno che mi gira attorno so che è arrivata la persona sbagliata perché ha ancora il tempo per farlo.

Il secondo elemento che va considerato per predisporsi alla ricezione dei Doni e dei Talenti è comprendere che la verità non può essere scoperta abbandonando ciò che si ha, ma scomparendo rispetto a ciò che si è.
La domanda quindi è : “sei disposto a lasciarti andare ?”
L’essere disponibili a dare se stessi è sufficiente. Una volta che ti sei mostrato disponibile, i Doni iniziano ad arrivare a te.

Il terzo elemento è quello più difficile, occorre una pazienza infinita. Capacità di attendere.
Non che non si possano ricevere istantaneamente i Doni, è possibile.
Occorre tuttavia essere in uno stato in cui non esista domanda, dove si dica : “Sia tutto ciò che deve essere, per me va bene lo stesso. Sono disposto ad aspettare.”

La cosa più difficile da accettare in questa attesa è che la crescita spirituale non si ottiene un pezzo per volta, un centimetro oggi, due domani, così da poter dire tra un mese riceverò questo dono e questo talento.
I doni arrivano a noi istantaneamente o non si ricevono affatto.
Ecco perché non ha senso fare dei paragoni tra noi e gli altri in un cammino spirituale.
Non ha senso dire quella persona ha lavorato per anni e si merita di ricevere doni e talenti.
Ecco perché molte volte la nostra mente si pone la domanda : “forse sto aspettando inutilmente ?”, “Forse è già troppo tardi, ho già perso tanto tempo in modo inconsapevole” e tante altre domande simili …
In questa attesa, occorre comprendere la differenza tra colui che si sente smarrito e solo ed il solitario, colui che non ha pensiero, che cerca un’esperienza e non un risposta, colui che offre se stesso ed ha una pazienza infinita.
Il solitario quindi non è colui che è solo, vuoto, ma al contrario è colui che è diventato l’eletto, è pieno.
Vorrei che fosse ben chiara la differenza tra colui che è solo ed il solitario.
Essere soli, sentirsi soli e smarriti è la partenza, una grande opportunità, una benedizione per iniziare il cammino del solitario ! E’ la sola condizione per cui possiamo imbatterci in noi stessi e ricordarci chi siamo. Ecco perché le filosofie orientali insegnano la via maestra della meditazione.

Nell’instante in cui la nostra solitudine sarà completa, la nostra esperienza di essa ci condurrà nel cerchio del solitario e si trasformerà nella nostra illuminazione.
L’illuminazione non è quindi qualcosa che nasce dall’esterno ma qualcosa che nasce dentro di noi.

Il solitario non è quindi separato. L’intera esistenza è un’unità organica. L’idea della separazione esiste a causa del nostro oblio. E’ come se ogni foglia dell’albero cominciasse a pensare di essere separata dalle altre foglie quando in profondità vengono nutrite dalle stesse radici. L’albero è uno solo anche se le foglie possono essere molte. L’esistenza è una sola anche se le manifestazioni possono essere molteplici.

Conoscendo se stessi diviene assolutamente chiaro che nessun uomo è un’isola. La stessa vita ci attraversa tutti, lo stesso amore riempie ogni cuore, la stessa gioia danza in ogni essere. Pensiamo di essere separati solo a causa della nostra inconsapevolezza.

Dipenda da noi quanto riusciamo a riversare nell’esistenza e riceveremo indietro la stessa quantità.
Ecco perché le persone creative conoscono più bellezza, più amore, più gioia. Proprio perché le persone creative riversano qualcosa nell’esistenza, l’esistenza risponde loro … e risponde con generosità.
Siate creativi, riversate negli altri la vostra luce !
Quando avremo acquisito la capacità di vedere lo spirito riusciremo a vedere che la materia è scomparsa. Non si possono vedere contemporaneamente.
Tutto ciò che esiste è la consapevolezza.

In modo più semplice significa disimparare ciò che la dualità di essere umano ci offre per avvicinarsi alla buddhi mind, la mente illuminata.
La realizzazione non duale è la sola vera realizzazione che ci permette di sperimentare l’Unità con il tutto.
La Dualità è un concetto fondamentale che desidero approfondire.
Da un punto di vista fisico la Dualità nasce dalla polarizzazione della materia,
da un punto di vista evolutivo-spirituale la Dualità nasce dal Libero Arbitrio.
La possibilità di polarizzazione della materia offre dei dati sconvolgenti.
Nicola Tesla fu il primo a teorizzare che se il vuoto cosmico venisse polarizzato produrrebbe energia infinita.
Pensate che ogni cm3 di “vuoto siderale” contiene una quantità di energia superiore a quella contenuta nel nostro sole.
Superare la logica della Dualità da un punto di vista evolutivo-spirituale rappresenterebbe un momento storico non meno importante!
La Dualità è presente non solo nello spazio-materia ma anche in noi.

Esistono forze contrarie derivate dalla dualità che si affrontano all’interno di ogni essere umano. Abitiamo il pianeta della libera scelta. La Dualità è quella parte di noi che mette in dubbio ogni cosa, ed in particolare le cose Spirituali. La Dualità divide ogni cosa. La Dualità ci permette di dire che una cosa è reale o meno, oppure di dire, solo forse è reale.
Amore-Odio, Bene-Male, Saggezza-Follia sono solo alcune delle infinite manifestazioni della dualità.
Superare la dualità significa vibrare sulla frequenza della nostra vera essenza. Essere anziché scegliere.

Alla luce di quanto abbiamo letto potremmo chiederci quale sia la paura primaria di ogni essere umano.
La risposta è che, la paura seme, l’origine di tutte le paure è la paura dell’Illuminazione, è la paura del Co-Creare la propria realtà, di essere liberi, è la paura di riconoscere la parte Divina che è in noi.

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In questo tempo di “caccia alle streghe” e di manipolatori della mente è importante essere chiari. Riconoscere la parte Divina che è in noi non significa “sentirsi un Dio in terra”, agire spinti dall’ego o semplicemente pensare positivo in uno stato temporaneo di auto-induzione come accadeva nella new age.

Al contrario, significa celebrare la vita, rendere sacro ogni gesto, non ostentare i propri doni e la propria potenza, rimanere umili ma consapevoli, non profetizzare catastrofi ma mostrarsi fiduciosi per il futuro. L’operatore di Luce della Nuova Energia è partito dal pensiero positivo della New Age per arrivare all’intenzione creativa della Now Age.
Intenzione, coscienza e divinità spostano l’uomo in una nuova realtà.
Esserci o non esserci dipenderà dalle nostre scelte, dall’accettazione dei doni e dalla realizzazione dei nostri talenti.
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Articolo scritto da Emanuel Celano

www.spaziosacro.it

NOTA : Molti dei discorsi sono tratti dai Libri di OSHO “Con te e senza di te” Oscar Mondadori, “la luce nell’abisso” NSC New Service Corporation e “Aprirsi alla vita” Mondadori.

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I testi di questo articolo non riproducibili neppure parzialmente, senza citarne la fonte, il nome dell’autore e pubblicarne il link come indicato qui sotto :

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