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Canalizzare l energia cosmica

Canalizzare l’energia cosmica
È ormai incontestabile che esista un tipo di energia in grado di guarire e rigenerare il corpo e lo spirito. Oggi conosciamo diverse terapie che utilizzano la trasmissione di questo “fluido” attraverso le mani o, addirittura, il pensiero. Per noi eì il REIKI.
Lo spazio, secondo le scoperte dei fisici, non sembrerebbe vuoto, bensì immerso in un campo energetico dalla concentrazione estremamente elevata. Gerald Feinberg, nel 1966, fisico dell’Università della Columbia (USA), lo ha descritto come composto da particelle che si muovono più velocemente della luce. Da questa caratteristica deriva il nome ‘tachione’, da lui scelto per definirlo. Infatti, il termine proviene dal greco ‘tachy’ e significa accelerazione, velocità (vedi le nostre parole italiane ‘tachimetro’ o ‘tachicardia’, che hanno la stessa origine).
Queste particelle costituiscono una fonte di energia libera, che sta al di fuori del campo elettromagnetico, quindi al di sopra delle frequenze, e indipendente dalla luce e dal sole. Questa energia primaria più veloce della luce, è fonte infinita di energia libera (free energy) nello spazio, e sembra essere quel certo quid che tiene l’intero universo in armoniosa e sinergica crescita, cioè in fase di entropia negativa. Lo si potrebbe paragonare a una specie di “collante vitale cosmico” che impregna l’intero creato, e ha in sé lo spettro di tutte le frequenze necessarie alla crescita e al benessere di tutto ciò che contiene.
La funzione dell’energia cosmica
Questa specie di fluido energetico, di cui tutto il creato è permeato – quindi anche noi esseri umani – è quell’energia che mette in grado i sistemi vitali di mantenere il proprio ordine rigenerandosi, grazie all’innata capacità di assimilare questa stessa energia vitale. Il nostro campo energetico, quindi il nostro intero organismo e la nostra realtà, hanno la naturale tendenza ad equilibrarsi, rinforzarsi e rigenerarsi, tendendo al loro meglio. Sono queste le qualità di autoguarigione insite in ogni organismo: una ferita si rimargina da sola, e noi, questa straordinaria capacità del nostro corpo, la troviamo semplicemente scontata!
Quando il flusso di questa energia si restringe o si blocca, l’organismo perde la sua capacità di autorigenerarsi, generando sempre più disturbi e disfunzioni, finché non si deteriora in un vero e proprio processo entropico (di disordine e disgregazione). Per avere un corpo in salute e perfettamente equilibrato nelle sue funzioni, quindi, dovremmo riuscire a mantenerci aperti a questo flusso d’energia cosmica.Purtroppo, noi esseri umani, abbiamo la deleteria capacità di bloccare questo libero scorrere della forza vitale, causandoci, così, tutti quei disturbi psico-fisici che abbruttiscono la nostra vita. Il grande lavoro di riconoscimento ed eliminazione delle cause, siano queste d’ordine fisico (come l’intossicazione costante a cui sottoponiamo il nostro organismo) o di ordine emotivo, spesso, è lungo e articolato, e sovente abbiamo bisogno di aiuto per riuscire a farlo.

Passare il “fluido”
Se ci facciamo male, istintivamente, ci mettiamo la mano sopra. Da sempre, infatti, è conosciuta l’imposizione delle mani per stimolare la guarigione.Quanto più si è “carichi” di questa energia cosmica, tanto meglio riusciamo a trasmetterla. E proprio nelle mani, le antiche dottrine spirituali (cristianesimo incluso), hanno sempre indicato esserci dei punti di trasmissione dell’energia.
Le mani sono degli strumenti di trasmissione dell’energia magnetica assolutamente eccezionali, c’è una grande forza di emissione a livello del palmo, e c’è una forza variabile a seconda delle dita: il dito che emette maggiormente è il pollice e per questo lo si usa per fare le unzioni sacerdotali; anche il dito indice e il medio emettono abbastanza energia, mentre l’anulare e il mignolo ne emettono poca. I sacerdoti della tradizione cristiana benedicono con anulare e mignolo chiusi sul palmo e le altre tre dita aperte (gesto conosciuto come ‘benedizione alla greca’). Anulare e mignolo chiudono il centro di emissione del palmo, per evitare che l’energia si disperda, mentre le altre tre dita, che emettono maggiormente, canalizzano l’energia. Anche i faraoni egiziani benedivano in questo modo. Inoltre, anche in alcune scuole esoteriche, come l’ordine rosacruciano di Morcre, si usano molto le tre dita per fare delle imposizioni a livello della colonna vertebrale, e trasmettere l’energia in punti ben precisi che poi agiscono sul corpo. Potete poi incrociare le punte delle dita le une con le altre affinché l’energia non si disperda. Anche quando si mettono le due punte delle dita a contatto (pollice con indice, per esempio) si crea un circuito chiuso: per questo il prete, nella chiesa cattolica, dopo aver consacrato l’Eucarestia, tiene il pollice contro l’indice; non è una posizione pratica, ma è efficace perché crea un circuito d’energia che concentra in lui la forza”.
Per canalizzare l’energia magnetica, la tecnica migliore è la respirazione, inspirando infatti allarghiamo i polmoni e immettiamo l’ossigeno a noi vitale. In latino e in greco, si definiva l’aria ‘soffio’ (spiritus, pneuma), in sanscrito, si definisce ‘prana’, ovvero il soffio vitale che ci permette di stare in vita. La respirazione ci distende internamente, permettendo così all’energia di fluire con maggiore facilità, depurandoci al contempo dalle tossine accumulate.
La nostra carica fisica ci permette di avere a disposizione abbastanza energia da poter comunicarLA agli altri.
Soprattutto i REIKISTI e I NATI pranoterapeuti, per una loro configurazione particolare,o per una iniziazione, hanno una carica energetica molto superiore a quella dei “normali” esseri umani. Questo surplus energetico permette loro di passare tale carica attraverso l’imposizione delle mani (o del pensiero) ad altre persone. Anche se tutti possiamo passare energia ad altri – siamo, infatti, delle specie di antenne ricetrasmittenti – è ovvio che se vogliamo contribuire al benessere altrui dobbiamo curare di essere noi, in primo luogo, ARRICCHITI DI ENERGIA
Illuminare la propria energia
James Redfield, il famoso autore de “La profezia di Celestino“, ha la grande capacità di tradurre in romanzi e rendere più accessibili alle persone, le informazioni reperite dagli antichi testi sacri delle tradizioni spirituali, e dalle più moderne scoperte della nuova fisica. Nel suo ultimo lavoro “Il segreto di Shambhala“, la metafora del viaggio avventura ci illustra come affrontare le prove quotidiane del nostro viaggio avventura, che è appunto la vita di tutti i giorni. E così, in poche pagine, vi troviamo la spiegazione di come aumentare la nostra carica energetica, e perché sia così importante farlo. La nostra energia, infatti, determina i risultati – a seconda dei nostri convincimenti, anche inconsci – che attiriamo nella nostra esistenza.
Se vogliamo avere una vita stimolante e positiva dobbiamo innanzitutto elevare la nostra carica energetica attraverso una sana alimentazione, il giusto riposo dopo l’attività, il movimento e la respirazione, che contribuiscono a mantenere vigorosa la nostra batteria. Il distacco interiore dai forti coinvolgimenti emotivi (siano essi “positivi o negativi”) è un altro fattore molto importante, così come vivere saggiamente, in quanto le emozioni “bruciano” l’energia.
Dobbiamo anche connetterci, consapevolmente, con l’energia divina, “respirando” la bellezza che ci attornia e l’amore supremo, e lasciandoli fluire dentro e fuori di noi, così che questa carica recuperata ci guidi, indicandoci la via, allargando, rafforzando, il nostro campo energetico. Quanto è maggiore e positiva nei convincimenti la nostra carica energetica, tanto immediati e positivi saranno gli effetti equivalenti richiamati nella nostra vita.
Il punto messo in evidenza è la necessità di mantenere sano il nostro organismo, evitando ciò che lo intossica, e l’urgenza a elevarci al di sopra delle emozioni, soprattutto quelle come la paura e la rabbia, che possono solo richiamare effetti deleteri. Dobbiamo essere in grado di divenire sempre più canali coscienti di questa energia cosmica divina, che ci sostiene e guida verso le realizzazioni migliori. Nel momento in cui consapevolmente canalizziamo questa carica energetica e spirituale, saniamo il nostro organismo e la nostra vita, gli individui con cui entriamo in contatto e, di conseguenza, contribuiamo a sanare l’intero pianeta.

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