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Categoria: "Notizie scottanti"

E' attivo il primo ospedale di medicina alternativa in Italia

E' attivo il primo ospedale di medicina alternativa


E’ nato nella regione della Toscana il primo ospedale di medicina alternativa. Per questo fine è stato scelto l’Ospedale Petruccioli di Pitigliano, in provincia di Grosseto, dove ci si può curare con agopuntura, fitoterapia, omeopatia e medicina tradizionale cinese insieme alla medicina classica.


Fabio Roggiolani, Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale ha dichiarato: “Finisce una guerra tra la medicina classica e le medicine complementari, che ha causato vittime solo tra i pazienti”.
L’attività del Centro di Medicina Integrata dell’ospedale Petruccioli di Pitigliano è iniziata dal mese di febbraio 2011; essa prevede l’utilizzo della medicina ufficiale in maniera integrata con le medicine complementari normate dalla Regione Toscana (agopuntura, omeopatia, fitoterapia) nella cura di molte patologie diffuse nella popolazione.Molti sono stati i consensi per l’integrazione della medicina alternativa a quella tradizionale: la Toscana ha saputo unire Università e ospedale per ricondurre omeopatia, fitoterapia, agopuntura nel posto che gli è dovuto nell’ambito della medicina.
In tutto il mondo sono presenti strutture ospedaliere e cliniche universitarie che offrono prestazioni di medicina complementare a fianco della medicina classica, in oriente come in occidente. Lo scopo di Pitigliano è anche quello di avviare sperimentazioni utili a misurare l’efficacia di queste medicine in termini di miglioramento della qualità della vita e di miglioramento della salute dei pazienti/cittadini, in particolar modo di quelli affetti da malattie croniche, chiamate così proprio perché inguaribili con la sola medicina convenzionale. Agopuntura, omeopatia e fitoterapia sono state riconosciute medicine complementari.Scelta di terapia: Nel centro l’omeopatia ed agopuntura vengono praticate con la medicina tradizionale, sia in ambulatorio che per i pazienti ricoverati. I pazienti che vengono ricoverati, in accordo con i medici ospedalieri che li seguono, possono decidere se seguire solo la terapia tradizionale o integrarla con le medicine complementari, praticate sulla base di “un approccio interdisciplinare, diagnostico e terapeutico, finalizzato alla scelta terapeutica più appropriata ed efficace in termini di qualità della vita, benessere e salute”, come viene riportato nel progetto costitutivo del centro.
Quali sono le malattie: E’ possibile rivolgersi alla struttura di Pitigliano per il trattamento di malattie reumatiche croniche, per gli esiti di traumi e di ictus, la riabilitazione ortopedica e neurologica, la cura della psoriasi e per le dermatiti allergiche, per l’asma e l’insufficienza respiratoria, per le patologie gastrointestinali, per contenere gli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia in oncologia e nella terapia del dolore cronico e nelle cure palliative.
Una visita specialistica può essere prenotata direttamente dal cittadino, anche senza richiesta medica, attraverso il sistema di prenotazione Cup (Centro Unico di Prenotazione).La legislazione. Una legge regionale (la n. 9 del 2007) garantisce il principio della libertà di scelta terapeutica del paziente e la libertà di cura del medico, e tutela l’esercizio delle medicine complementari. In particolare, la legge riconosce omeopatia, agopuntura e fitoterapia come parte integrante del Servizio sanitario regionale.
Video di presentazione della struttura. Numeri utili:Centralino ospedale Pitigliano 0564 618111Centro di Medicina Integrata – Accoglienza 0564 618281
Tratto da DionidreamFonte: informarexresistere

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Vimana: le macchine volanti di 15000 anni fa

TVASHTAR: in pratica come la nostra bomba atomica; riportiamo di seguito una traduzione testuale sugli effetti di questa inquietante arma di 15.000 anni fa…:

” …Aswatthaman…scagliò una colonna esplosiva che si aprì in tutte le direzioni, e provocò una luce brillante, come il fuoco senza fumo, cui succedette una pioggia di scintille che circondò completamente l’esercito dei PARHTA… i quattro punti cardinali per un raggio che lo sguardo non poteva abbracciare, furono coperti di buio…Un vento violento e cattivo cominciò a soffiare , né il sole stesso diede più calore… Colpiti e bruciati i guerrieri caddero come alberi abbattuti da un fuoco furioso….Grandi elefanti ,scorticati dalla vampata, si misero a correre intorno, lanciando urla di terrore…l’aria e l’acqua erano avvelenate….coloro che sopravvissero morirono poco dopo: La loro pelle iniziò ad ingiallire ed a cadere…i capelli e le unghie cadevano…”

 

 

Le antiche astronavi che solcavano i cieli Indiani circa 15000 anni fa e che avevano armi e poteri al limite dell’immaginazione

Molti testi Indiani alcuni religiosi ed altri di letteratura classica come ad esempio Ramayana ,Mahabharata , Vaimanika-Shashtra, Puranas, Bhagaravata e molti altri trattano di queste macchine volanti definite in sanscrito “Akasa yantrache”.

Dall’analisi di tali testi, compiuta da innumerevoli studiosi e storici, sembrerebbe emergere che queste macchine, i Vimana appunto, altro non fossero che delle sofisticate macchine volanti le quali sfrecciavano comunemente nel cielo terrestre di 15000 anni fa.

 

Anche il significato etimologico della parola Vimana non è molto chiaro ed è avvolto da mistero probabilmente Vimana deriva dai termini in Sanscrito: Vi e Man, cioè “luogo abitato che vola”;. Per alcuni studiosi la parola Vimana sarebbe traducibile in: uova luminose anche se i riferimenti testuali a questi oggetti li definiscono come mezzi di trasporto utilizzati dai Deva, gli Dei, per spostarsi.

 

Proseguendo nello studio degli antichi testi si evince che dovevano esistere Vimana grandi e piccoli alcuni di questi erano vere e proprie città volanti mentre quelli piccoli erano per il solo utilizzo del singolo pilota. Un’altra singolarità di questi racconti quasi ” fantascientifici” è la particolarità dei dettagli, è come se avessimo a che fare con dei veri e propri manuali in grado di spiegare la tecnologia di questi mezzi in modo stupefacente e addirittura esistono dei veri e propri corsi di volo.

 

L’importanza dei dettagli è fondamentale perché ci porta a riflettere sul come circa 15000 anni fa potessero soltanto pensare ed elaborare concetti che solo oggi si possono riscontrare nella moderna tecnologia.

Il Vaimanika-Shashtra

 

Il Vaimanika-Shashtra è un manoscritto che fu dettato dal filosofo Indiano Pandit Subbaraya Sastry nel 1918 attraverso la pratica divinatoria della canalizzazione e reso noto nel 1952 a Mysore.

 

Questo testo descrive in dettaglio la costruzione delle antiche navi degli Dei indù del Mahabarata, armi sofisticate utilizzate nelle guerre mitologiche presenti nei testi dell’antica India, le cui tecnologie belliche sono incredibilmente simili alle più attuali scoperte tecnologiche di questi ultimi 70 anni di storia. Nel 1973 il testo originale fu integrato con illustrazioni di T.K. Ellappa, un ingegnere dell’Università di Bangalore, che replicò i Vimana secondo quanto presente nei versi originali. Tali illustrazioni sono presenti anche in questa edizione italiana.

 

Questo incredibile documento , tra l’altro scritto interamente in Sanscrito ( lingua degli Dei) e non in Hindi, tradotto successivamente in inglese, già dal titolo esprime la voglia di addentrarsi in un modo lontano 15000 anni dove sembrerebbe essere esistita una realtà tecnologica ai limiti dell’immaginazione.

 

La traduzione letterale di Vaimanika-Shashtra significa “Pratiche Aeronautiche” od “Astronautiche”, questo stupefacente manoscritto racchiude la tecnologia dei Vimana e a differenza del Ramayana in questo caso non si trattano più poemi e racconti di battaglie tra Dei o leggende varie, questo testo risulta proprio essere un “manuale di costruzione, manutenzione e pilotaggio” di questi antichi velivoli.

 

Le esposizioni che seguiranno hanno lo scopo di mettere un po’ d’ordine in queste complesse tematiche e di fornire, per quanto è possibile, una chiave di lettura moderna agli antichi testi indiani. Per fare ciò iniziamo ad analizzare il contenuto del manoscritto Vaimanika-Shashtra, lo scopo di questa ricerca è quello di scovare gli elementi di una tecnologia scomparsa e quindi passiamo ad analizzare in linea di massima il contenuto di questo manoscritto.

 

Alcuni dati tecnici molto dettagliati e interessanti riguardano il sistema di propulsione dei Vimana che pare avvenga per mezzo di motori a combustione interna ( nei testi si parla di caldaie) in alcuni casi in altri invece, la propulsione doveva avviene per mezzo un propulsore che utilizzava come combustibile il mercurio.

 

Questo è un dato che forse va interpretato non proprio letteralmente, poiché probabilmente il mercurio veniva utilizzato come accumulatore d’energia. In altri passi del manoscritto si parla di sistemi antigravitazionali controllabili con la forza della mente mediante tecniche di meditazione.

 

Una parentesi è d’obbligo a questo punto per sottolineare il fatto che soltanto oggi, si stanno compiendo studi in questa direzione. Le Air Force mondiali hanno compreso che per ottimizzare ulteriormente i comandi dei velivoli caccia, riducendo così ulteriormente i tempi che intercorrono tra comando del cervello ed azione meccanica per esempio del braccio, è necessario sviluppare una tecnologia che abbandoni i leveraggi meccanici. Sono già in fase sperimentale infatti dispositivi di guida dei caccia basati sullo spostamento degli occhi del pilota. I primi velivoli sperimentali dotati di tali apparecchiature elettroniche che leggono la posizione e la forma della pupilla del pilota stanno già volando nei nostri cieli, ma con essi si apre il capitolo che i nuovi piloti dovranno essere addestrati anche per il controllo delle emozioni. Anche se l’uomo “moderno” è arrivato solo nel terzo millennio a sviluppare tecniche di volo basate sulle emozioni nei testi riguardanti i Vimana vi era già traccia.

 

In altri passi del manoscritto indiano viene descritto anche l’interno della cabina di pilotaggio dove si trovano 3 sedili 3 leve e 3 anelli ruotanti questi servivano rispettivamente il primo a sollevare il veicolo, il seconda per dare la direzione, ed il terzo ad accelerarlo.

 

Probabilmente però uno dei passaggi più interessanti del testo Indiano è quello che sembra descrivere le varie leghe che venivano utilizzate per la costruzione dei Vimana nonché il procedimento impiegato per ottenerle. In proposito proponiamo alcuni passi del manoscritto.

 

” …Shounaka dice che ci sono tre tipi di metalli detti So maka, Soundaalika e Mourthwika che, opportunamente miscelati, danno origine a sedici tipi di leghe che assorbono molto bene il calore. Manibhadra dice che i metalli che sono luminosi sono adatti per produrre aeroplani e questi metalli sono sedici. Saambara dice ancora che sedici metalli formati da leghe di metalli del gruppo So ma, Soundaala e Mourthwika non sono conduttori di calore e sono utili per costruire vymaana …”. Il testo continua così: “…Nel settimo strato della terra, nella terza miniera si trovano i metalli della serie Som a. Essi sono di trentotto tipi. Nel Lohatantra o Scienza dei Metalli viene detto anche che nella terza sezione del settimo livello della terra i metalli Som a possiedono cinque speciali qualità e sono detti beejalohas o metalli base…” e segue ancora “…Nel settimo livello i metalli sono di ventisette specie. Il terzo tipo di metalli sono detti metalli base ed hanno cinque qualità…”.

 

Per interpretare al meglio questa parte del Vymaanika-Shaastra è utile conoscere le regole con cui gli elettroni si distribuiscono attorno ad un nucleo e quindi utilizzare un sistema di classificazione degli elementi come quella della “tabella degli elementi” di Mendeleev.

 

In chimica sì sa che ci sono proprio 7 livelli energetici distinti che possono essere occupati dagli elettroni. Si potrebbe quindi ipotizzare che gli indiani di 15000 anni fa conoscessero i 7 livelli energetici degli elettroni e che evidentemente conoscessero anche le regole con cui gli elettroni si dispongono nello spazio attorno al nucleo. Infatti noi conosciamo 8 modi possibili di sistemare gli elettroni attorno al nucleo di un atomo e per questo abbiamo diviso la tabella di Mendeleev in 8 gruppi.

 

Ecco un altro passo significativo del Vymaanika-Shaastra:

 

” …La gravità del centro della terra, la gravità della terra globale, il flusso solare, la forza dell’aria, la forza emanante dai pianeti e dalle stelle, le forze gravitazionali del Sole e della Luna e le forze gravitazionali dell’Universo producono i livelli della terra nelle proporzioni 3, 8, 11, 5, 2, 6, 4, 9 e … causano l’origine dei metalli… “.

 

La traduzione più plausibile di queste parole del testo, se teniamo come punto di riferimento la chimica e la fisica odierna sarebbe questa:

 

” Tutte le forze e le interazioni dell’Universo, espresse da leggi fisiche ben precise, hanno formato i diversi metalli che si dividono in otto tipi fondamentali descritti da otto numeri. Ciascun numero sembra descrivere la configurazione elettronica del primo elemento di ciascun gruppo, il 3 è il litio, l’ 8 è l’ossigeno, il 5 è il boro, il 2 è l’elio, il 6 è il carbonio, il 4 è il berillio, il 9 è il fluoro mentre l’11 è il sodio ma al suo posto ci dovrebbe essere l’azoto (N = Nitrogeno)”.

 

Quest’ultima è l’unica discrepanza che si trova in questo paragrafo del manoscritto. Forse il numero 11 è stato mal ricordato e quindi mal riportato nel libro? Oppure semplicemente mal tradotto? In fondo dopo 15000 anni ci si può anche permettere un piccolo errore. E’ quindi molto plausibile che 15000 anni fa gli indiani conoscessero molto bene la chimica e la fisica tanto da riuscire a miscelare bene i vari metalli per creare leghe particolari adatte alla costruzione dei Vimana.

 

I segreti per pilotare i Vimana

Ecco un elenco con la traduzione tratta da questi manoscritti che riguardano le tecniche “segrete” di pilotaggio dei Vimana o se vogliamo alcuni “trucchi del mestiere”:

 

MAANTRIKA : l’invocazione di mantra che permetterà ad uno di ottenere certi poteri spirituali ed ipnotici cosicché possa costruire veicoli volanti indistruttibili

 

TAANTRIKA: dall’acquisizione di qualcuno dei poteri tantrici , il pilota può nascondere il suo “aereo”

 

GOODHA: permette al pilota di rendere il suo Vimana invisibile ai nemici . Adrishya ottiene lo stesso risultato attraendo la forza del flusso etereo nel cielo.

 

PAROKSHA: esso mette in grado il pilota di paralizzare gli altri Vimana e di metterli fuori combattimento.

 

APAROKSHA: il pilota può servirsi di questa abilità per proiettare fasci lucenti dal fronte della sua nave per illuminare la sua via.

 

VIROOPA KARANA: con questa capacità al comando , il pilota può produrre un temporaneo fumo, può caricarlo con le calde onde del cielo e far assumere alla sua nave una forma terrificante che garantisce grandi fremiti in coloro che guardano.

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ROOPAANARA: può permettere al Vimana di assumere forme come quelle del leone, della tigre, del serpente, di una montagna per confondere gli osservatori.

 

SUROOPA: se qualcuno può attrarre i 30 tipi di “forza Karaka”, può far sembrare il Vimana una damigella paradisiaca addobbata con fiori e gioielli .

 

PRALAYA: comprime la forza elettrica attraverso i cinque tubi aerei cosicché il pilota possa distruggere ogni cosa come in un cataclisma . Vimukna manda una pozione velenosa nell’aria per causare uno stato di insensibilità totale e di coma.

 

TAARA: questa capacità , una volta governata, fornisce al pilota un altro metodo per eludere il contatto col nemico o per nascondere i propri intendimenti agli osservatori : Miscelando con la forza eterea 10 parti di forza aerea, 7 parti di forza acquea e 16 parti di capacità solare, e proiettandole dalle parti dello specchio stellato attraverso il tubo frontale del Vimana , l’apparizione di un cielo stellato è creata. Un’interpretazione moderna potrebbe essere quella dell’aereo invisibile ai radar.

 

SAARPA-GAMANA: questo segreto permette al pilota di attrarre le forze dell’aria, unirle con i raggi solari e passare la mistura attraverso il centro della nave così che il Vimana avrà un movimento a zigzag come un serpente.

Quest’ultima voce risulta particolarmente interessante se la paragoniamo ai più accreditati avvistamenti ufologici. Il procedere a zig-zag è una delle principali caratteristiche di autenticità in un avvistamento UFO.

 

ROOPAAKARSHANA: permette al pilota di vedere dentro al Vimana nemico.

 

KRYAAGRAHANA: permette ad uno di spiare tutte le attività che avvengono al di sotto sulla terra.

 

JALADA ROOPA: le sue istruzioni permettono al pilota di sapere le corrette proporzioni di alcuni composti chimici che miglioreranno il Vimana e gli daranno la forma di una nuvola.

I vimana ad uso militare

 

 

 

In molti poemi indiani si parla molto dell’utilizzo dei Vimana da parte degli Dei come mezzo di locomozione per percorrere lunghe distanze, probabilmente anche al di fuori del sistema solare.

Tuttavia un altro importante aspetto viene descritto in questi antici testi indiani ovvero quello di uso militare nelle millenarie guerre tra gli dei che si sono combattute 15000 anni fa nell’attuale Sri Lanka , nel deserto del Gobi ecc..

 

E’ interessante osservare che ancor oggi, nei suddetti luoghi, si trovano reperti archeologici di città vetrificate a causa di una probabile guerra atomica tra Dei. Infatti In questi poemi il Ramayana, Mahabharata ecc. Si parla appunto di guerre millenarie combattute con armi terribili delle quali forniremo alcuni esempi e che , come vedrete , sono riconducibili alle armi odierne. Ecco l’elenco di alcuni tipi di arma:

 

L’arco di GANDIVA: Capace di scagliare frecce che inseguivano il nemico e al momento che colpivano il bersaglio generavano un ‘onda di fuoco che inceneriva quanto colpito.

 

Non è difficile vedere in questa traduzione i missili a puntamento termico, che inseguono il bersaglio basandosi sul calore emesso dai motori.

 

BHUCUNDI: un ‘arma capace di scagliare folgori contro i nemici

 

SURADTSANA: Un ‘arma a disco simile al sole splendente che inceneriva gli eserciti

La verga di KALA: Un’arma che uccideva a distanza

 

VAYAVYA ASTRA: Genera turbini di vento

 

KANDARPA: Eccita smodatamente il desiderio sessuale

 

MURCHCHDHANA: causa la soppressione temporanea delle sensazioni

In questi ultimi due esempi probabilmente si parla di bombe chimiche o batteriologiche dove, la conoscenza della chimica da parte dell’antico popolo trova qui un’ulteriore conferma.

 

SHABDAVEDITVA: Una freccia che insegue i suoni (anche in questo caso si trattava di un probabile missile intelligente)

 

In fine citiamo la più terribile arma mai realizzata la così detta arma del caos ” ..l’arma che possiede i poteri dell’architetto degli Dei…”

 

TVASHTAR: in pratica la nostra bomba atomica; riportiamo di seguito una traduzione testuale sugli effetti di questa inquietante arma:

 

” …Aswatthaman…scagliò una colonna esplosiva che si aprì in tutte le direzioni, e provocò una luce brillante, come il fuoco senza fumo, cui succedette una pioggia di scintille che circondò completamente l’esercito dei PARHTA… i quattro punti cardinali per un raggio che lo sguardo non poteva abbracciare,furono coperti di buio…Un vento violento e cattivo cominciò a soffiare , né il sole stesso diede più calore… Colpiti e bruciati i guerrieri caddero come alberi abbattuti da un fuoco furioso….Grandi elefanti ,scorticati dalla vampata, si misero a correre intorno, lanciando urla di terrore…l’aria e l’acqua erano avvelenate….coloro che sopravvissero morirono poco dopo: La loro pelle iniziò ad ingiallire ed a cadere…i capelli e le unghie cadevano…”

 

Se non si trattasse di un resoconto vecchio di 15000 anni non sarebbe difficile vedere in esso un rapporto militare scritto dopo un sopralluogo a Hiroshima a seguito dell’esplosione atomica durante la II guerra mondiale.

Conclusioni

 

 

 

Questo pone non pochi interrogativi ai quali non è facile dare risposta:

 

Come potevano 15000 anni fa a conoscere così bene i dettagli di un’esplosione atomica? Se fossero solo storie di fantascienza (come alcuni sostengono) come avrebbero fatto a descrivere così bene gli effetti di un arma inventata solo nella nostra era? Chi scrive ha la convinzione che tutto, anche le leggende e la fantascienza, trovino le proprie radici nella verità.

 

Alcuni segreti dei Vimana infatti, secondo alcune fonti, sembrerebbero essere stati utilizzati in progetti segreti dell’ex Unione Sovietica per la realizzazione di congegni antigravitazionali destinati a veicoli spaziali.

 

Purtroppo rimangono ancora molti interrogativi su questa antichissima “tecnologia fuori tempo”, ma l’argomento merita sicuramente la massima serietà ed impegno da parte di ogni studioso per arrivare, forse un giorno, a svelare il nostro sconosciuto passato.

 

Fonte http://www.ufonetwork.it/ufo/vimana

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La tua salute dalle unghie : scopri come leggerla. Interessantissimo !

Il colore e la forma delle unghie sono una spia del nostro stato di salute

 

Il colore e la forma che le nostre unghie assumono possono rivelare il nostro stato di salute: problemi cardiocircolatori o respiratori, presenza di funghi o normale invecchiamento, a seconda dell’aspetto

delle unghie, possiamo capire cosa ci aspetta e, in caso prevenire. “Le unghie e i capelli possono essere una spia di disturbi interni e ci possono indirizzare verso alcune patologie” spiega a In Forma Raffaele Mercuri, primario presso l’Ospedale San Raffaele.

 

Cosa rivelano le unghie sul nostro stato di salute

 

Unghie fragili: probabili carenze dovute a diete drastiche, abitudini alimentari sbagliate e manicure troppo frequenti e aggressive

 

Unghie gialle: probabili malattie dell’apparato respiratorio oppure utilizzo di smalti di cattiva qualità

 

Unghie violacee: probabile spia di problemi cardiocircolatori

 

Unghie con piccole macchie bianche: a differenza di quello che ci hanno sempre raccontato si tratta semplicemente di microscopiche bolle d’aria tra le lamine dell’unghia. Se però le macchioline bianche interessano tutte le unghie potremmo trovarci in presenza di malattie della pelle come psoriasi

 

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Unghie con avallamenti: traumi alla matrice delle unghie

 

Unghie con righe verticali: niente paura, si tratta semplicemente del naturale processo di invecchiamento

 

Unghie bianche e brune contemporaneamente: probabile presenza di funghi da curare con la massima urgenza perché non si diffondano alle altre unghie

 

Unghie con inspessimenti (soprattutto quelle dei piedi): traumi dovuti all’uso di calzature troppo strette, oppure, più semplicemente, una deformazione che riguarda soprattutto le persone più anziane.

 

“Chi si sottopone spesso a trattamenti dermoestetici deve stare molto attento e andare nei centri specializzati perché determinati solventi possono danneggiare la lamina ungueale,” ha concluso Mercuri.

 

 

 

DA: lafucina.it

 

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DOLORE CRONICO : alternative naturali al ibuprofene

5 alternative naturali all’uso di ibuprofene nel trattamento del dolore cronico

 

Più volte abbiamo parlato di dolore cronico e di come sostituire ai farmaci tradizionali, delle valide alternative naturali. Abbiamo visto il potere dello zenzero, dell’artiglio del diavolo.

 

Ma perché scegliere dei prodotti naturali?

 

Intanto, perché farmaci come i più comuni medicinali a base di ibuprofene CHE DANNO IN OSPEDALE oltre che il medico di famiglia e che creano tante allergie…. hanno inevitabili effetti collaterali; in secondo luogo, perché molti degli antidolorifici che ci sono in commercio derivano in parte da piante, erbe e altre sostanze con proprietà analgesiche naturali. La terza risposta è che nella maggior parte dei casi, i farmaci, oltre a essere corredati di effetti collaterali, non risolvono il problema, perché coprono solo il dolore.

 

Vediamo allora 5 alternative naturali utili ad alleviare il dolore e a guarire il nostro organismo.

 

1 Boswellia

 

Abbiamo già incontrato questa pianta quando abbiamo parlato di 3 alternative naturali per curare il dolore. La boswellia è una pianta ricca di principi attivi che aiutano a migliorare il flusso di sangue alle articolazioni e a placare le infiammazioni. Infiammazioni che, come sappiamo, sono spesso alla base del dolore cronico, come può essere quello causato dall’artrite. È indicata anche nel trattamento dell’artrite reumatoide. Allenta la rigidità delle articolazioni colpite da malattie infiammatorie e contribuisce a ripristinare l’integrità dei vasi indeboliti da spasmi.

 

 

 

2 Corteccia di salice bianco

 

La corteccia di salice bianco è un rimedio naturale molto conosciuto, usato anche per la produzione di farmaci presenti in commercio. Al suo interno è presente una sostanza, conosciuta con il nome di salicina, a cui sono stati attribuite proprietà utili contro la febbre, le infiammazioni, i disturbi gastrici e varie forme di dolori. Abbiamo già visto, ad esempio, come questo rimedio naturale sia utilizzato per combattere il mal di testa, ma è indicato anche per contrastare mal di schiena, artrosi, e condizioni infiammatorie come borsite e tendinite. È utilizzato anche in caso di dismenorrea. La salicina possiede però anche un’azione antiaggregante piastrinica, per cui è meglio prestare attenzione se si fa uso di anticoagulanti, ma anche durante la gravidanza e l’allattamento.

 

3 Uncaria tomentosa

 

Originaria del Sud America, questa pianta possiede delle potenti proprietà antinfiammatorie. Il termine “tomentosa” significa “peloso” e si riferisce ai peli lunghi presenti sul margine inferiore della foglia. È utilizzata nella medicina erboristica per la salute delle articolazioni e per le proprietà antinfiammatorie, immunostimolanti e immunomodulanti, oltre che come antidolorifico e cicatrizzante. Adatta come coadiuvante nella cura di diverse malattie con origine immunologica, e stati di infiammazione cronica di diverso genere, dolori muscolari e articolari e disturbi dell’apparato digerente. Una dose eccessiva può dare luogo, tuttavia, a disturbi a livello gastrointestinale, che però spariscono cessando l’assunzione.

 

4 Curcuma

 

Che dire più di quanto non sia stato già detto della curcuma e in particolare del suo principio attivo, la curcumina? La curcumina, è risaputo, è un potente antidolorifico. Oltre ad aiutare ad alleviare i dolori, intervenendo sui segnali che viaggiano nel nostro corpo e raggiungono il cervello, fornisce un valido aiuto nel trattamento del dolore cronico e delle infiammazioni croniche

 

 

5 Corydalis

 

Corydalis, una pianta utilizzata già da millenni nella Medicina Tradizionale Cinese si è dimostrata un ottimo rimedio per il trattamento del dolore cronico, in particolare dolori infiammatori e neuropatici. La conferma deriva da uno studio condotto da alcuni ricercatori californiani (potete approfondire qui) che non hanno fatto altro che isolare e studiare gli effetti di un composto contenuto nelle radici e chiamato deidrocoribulbina (Dhcb). Questa sostanza, si è rivelata utile nel diminuire il dolore infiammatorio, spesso associato a danni ai tessuti e infiltrazioni di cellule immunitarie. Allo stesso modo, si è dimostrata utile nella riduzione del dolore neuropatico causato da problemi al sistema nervoso. La sostanza, hanno precisato gli studiosi, non crea assolutamente dipendenza, come invece tende a fare la morfina.

 

Sono diversi i rimedi naturali per il trattamento del dolore, anche delle forme lievi. Molti di questi rimedi sono presenti nelle nostre cucine, anche se spesso non ci facciamo caso. Un’alternativa altrettanto efficace, può essere inoltre l’utilizzo degli oli essenziali QUALI MIRRA, ELICRISO,ISSOPO…(chiodi di garofano per il dolore orofaringeo) etc…..

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WI-FI: la morte invisibile che sta distruggendo le nuove generazioni

WI-FI: la morte invisibile che sta distruggendo le nuove generazioni

Quella che risulta essere la principale minaccia per la nostra salute è anche naturalmente quella che più viene tenuta nascosta dai media. Un giro economico più che miliardario, legato ai settori in piena crescita della telefonia e della tecnologia wireless in genere, monopolizza infatti

l’informazione, impedendo che si sappia a livello di massa un’inquietante verità: l’esposizione alle radiazioni di microonde a basso livello (Wi-Fi) è causa conclamata di irreversibili danni cerebrali, cancro, malformazioni, aborti spontanei, alterazioni della crescita ossea. E la fascia di popolazione più a rischio è rappresentata in assoluto dai bambini e dalle donne. Non stupisce quindi che tutto questo fosse ben noto e documentato in ambito medico e scientifico già molto prima che la tecnologia Wi-Fi dilagasse in tutte le nostre case, arrivando quotidianamente alla portata anche dei bambini. Gli effetti biologici non solo pericolosi, ma letali di questa tecnologia sono stati abilmente tenuti nascosti al pubblico per preservare i lauti profitti delle aziende e per foraggiare le tasche dei vari Bill Gates, Steve Jobs e Carlo De Benedetti. Come ha dimostrato il Professor John Goldsmith, consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in Epidemiologia e Scienze della Comunicazione, l’esposizione alle radiazioni di microonde Wi-Fi è diventata ormai la prima causa di aborti spontanei: addirittura nel 47,7% dei casi di esposizione a queste radiazioni, i casi di aborto spontaneo si verificano entro la settima settimana di gravidanza. E il livello di irraggiamento incidente sulle donne in esame partiva da cinque microwatt per centimetro quadrato. Un tale livello potrebbe sembrare privo di senso per un non scienziato, ma diventa però più significativo se diciamo che è al di sotto di quello che la maggior parte delle studentesse riceve in un’aula dotata di trasmettitori Wi-Fi, a partire dall’età di circa cinque anni in su. Il dato ancora più allarmante è che nei bambini l’assorbimento di microonde può essere dieci volte superiore rispetto agli adulti, semplicemente perché il tessuto celebrale e il midollo osseo di un bambino hanno proprietà di conducibilità elettrica diverse da quelle degli adulti a causa del maggiore contenuto di acqua. L’esposizione a microonde a basso livello permanente può indurre ‘stress’ cronico ossidativo e nitrosativo e quindi danneggiare i mitocondri cellulari (mitocondriopatia). Questo ‘stress’ può causare danni irreversibili al DNA mitocondriale (esso è dieci volte più sensibile allo stress ossidativo e nitrosativo del DNA nel nucleo della cellula). Il DNA mitocondriale non è riparabile a causa del suo basso contenuto di proteine istoniche, pertanto eventuali danni (genetici o altro) si possono trasmettere a tutte le generazioni successive attraverso la linea materna. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato questi rischi in un documento di 350 pagine noto come “International Symposium Research Agreement No. 05-609-04” (“Effetti biologici e danni alla salute dalle radiazioni a microonde – Effetti biologici, la salute e la mortalità in eccesso da irradiazione artificiale di microonde a radio frequenza”). La sezione 28 tratta in modo specifico i problemi riguardanti la funzione riproduttiva. Questo documento è stato classificato ‘Top Secret’ e i suoi contenuti celati dall’OMS e dall’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection – Commissione Internazionale per la Protezione dalla Radiazione Non-Ionizzante). Da un ottimo articolo di Barrie Trower pubblicato dall’edizione italiana della rivista Nexus, apprendiamo quali sono i rischi principali per i bambini esposti all’uso di cellulari e a tecnonologie Wi-Fi: L’irradiazione di microonde a bassi livelli influenza i processi biologici che danneggiano la crescita fetale. Non solo: gli stessi processi biologici sono coinvolti per: – Barriera Ematoencefalica: si forma in 18 mesi e protegge il cervello dalle tossine. Si sa che viene alterata. – Guaina Mielinica: ci vogliono 22 anni perché si formino i 122 strati di cui è composta. E’ responsabile di tutti i processi cerebrali, organici e muscolari. – Cervello: ci vogliono 20 anni perché si sviluppi (vi assicuro che i cellulari non lo aiutano in questo). – Sistema Immunitario: ci vogliono 18 anni perché si sviluppi. Il midollo osseo e la densità ossea sono notoriamente influenzati dalle microonde a bassi livelli come pure i globuli bianchi del sistema immunitario. – Ossa: ci vogliono 28 anni per lo sviluppo completo. Come menzionato, il grande contenuto di acqua nei bambini rende sia le ‘ossa molli’ che il midollo particolarmente attraenti per l’irradiazione con microonde. Il midollo osseo produce le cellule del sangue. Chiaramente, quelli che decidono per noi stanno sottovalutando una pandemia di malattie infantili finora sconosciuta nelle nostre 40.000 generazioni di civiltà, che può coinvolgere più di una metà delle mamme/bambini irraggiati al mondo. Alla luce di questi dati allarmanti e delle previsioni di molti scienziati secondo i quali, se proseguirà con questo ritmo la diffusione incontrollata dei sistemi Wi-Fi, entro il 2020 il cancro e le mutazioni genetiche saranno diffusi in tutto il mondo a livello pandemico, molti paesi stanno fortunatamente correndo ai ripari, varando leggi che limitano per i bambini l’uso dei cellulari e rimuovendo dalle aule scolastiche i dispositivi wireless. Il Comitato Nazionale Russo per la Protezione dalle Radiazioni NON-Ionizzanti, in un proprio documento di ricerca intitolato “Effetti sulla salute dei bambini e adolescenti” ha evidenziato nei bambini esposti a queste radiazioni: 1) 85% di aumento delle malattie del Sistema Nervoso Centrale 2) 36% di aumento dell’epilessia 3) 11% di aumento di ritardo mentale 4) 82% di aumento di malattie immunitarie e rischio per il feto. E nel 2002, 36.000 medici e scienziati di tutto il mondo hanno firmato l’ “Appello di Friburgo”. Dopo dieci anni, l’Appello è stato rilanciato e mette in guardia in particolare contro l’uso del Wi-Fi e l’irradiazione di bambini, adolescenti e donne incinte. Quello di Friburgo è un appello di autorevoli medici internazionali che in Italia ha purtroppo trovato scarso ascolto. E allora che fare? Come proteggere noi stessi, e soprattutto i nostri bambini, da questa letale minaccia invisibile? Il sito Tuttogreen ha diramato un utile prontuario, consistente in dieci consigli pratici, che qui di seguito vi riporto: 1) Non fare usare i telefoni cellulari ai bambini, se non in caso di emergenza. Tollerati gli SMS, ma è meglio ridurre anche quelli. In Francia, non a caso è stata vietata la pubblicità dei telefoni cellulari rivolta ai minori di 14 anni; 2) Utilizzare sempre gli auricolari con cavo (non quelli wireless). Anche l’uso del vivavoce è consigliabile; 3) In caso di presenza di poca rete o di mancanza di campo, non effettuare chiamate. In questi casi sarà necessaria più potenza radiante, con conseguenti maggiori radiazioni; 4) Usare il cellulare meno possibile in movimento, come ad esempio in treno e in automobile. Il rischio costante di diminuzione del segnale aumenta in questi casi l’emissione di radiazioni; 5) Non tenete il cellulare vicino all’orecchio o vicino alla testa in fase di chiamata, quando le radiazioni sono più forti. Fatelo semmai dopo aver atteso la risposta; 6) Non tenete il cellulare in tasca dei pantaloni, nel taschino della camicia o nella giacca che indossate; 7) Cambiate spesso orecchio durante la conversazione e, soprattutto, riducete la durata delle chiamate; 8) Utilizzate il più possibile, quando potete farlo, la linea fissa non wireless, oppure strumenti di instant messaging come Skype o similari; 9) Non addormentatevi mai con il cellulare vicino alla testa, ad esempio usandolo come sveglia; 10) Scegliete sempre modelli che abbiano un basso valore di SAR (tasso di assorbimento specifico delle radiazioni). Un undicesimo consiglio lo aggiungo io: se proprio dovete utilizzare un cellulare per comunicare con il mondo che vi circonda, evitate di usare gli smartph one. Sono in assoluto i più pericolosi! Signoraggio.it

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