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Categoria: "Cure Naturali"

LA LATTOFERRINA utile contro virus alcuni tumori e covid 19

Cos'è la Lattoferrina?

UTILE CONTRO I VIRUS E 'ANTIMICROBICA ED E' UTILE IN ALCUNI TUMORI e hanno visto che e' utile per prevenire il COVID 19

La lattoferrina (o lattotransferrina) è una glicoproteina ad azione antimicrobica e ferro-trasportatrice. Nota ormai da tempo (scoperta da Sorensen e Sorensen nel latte vaccino nel 1939), è stata recentemente rivalutata per le sue proprietà antiossidanti, immunomodulatrici ed antinfettive.

Funzioni, Proprietà e Impieghi

Tipica del latte, come il nome stesso fa intuire, la lattoferrina è presente anche in varie secrezioni mucose, come lacrime e saliva. Più abbondante nel colostro rispetto al latte di transizione e di mantenimento, la lattoferrina è inoltre tipica dei granulociti neutrofili, cellule immunitarie con funzioni di difesa da infezioni batteriche e fungine. Lattoferrina Le proprietà antimicrobiche della lattoferrina sono principalmente dovute alla capacità di legare il ferro, sottraendolo al metabolismo di quelle specie batteriche - come l'Escherichia coli - che dipendono da esso per la propria moltiplicazione e adesione alla mucosa intestinale (effetto batteriostatico); ha inoltre un'azione antibatterica diretta (battericida), grazie alla capacità di ledere gli strati più esterni della membrana cellulare (LPS) di alcune specie batteriche GRAM negative.

Non è quindi un caso che la lattoferrina venga sfruttata anche dall'industria alimentare per trattare le carcasse di manzo e proteggerle dalla contaminazione batterica di superficie. Similmente, non è casuale nemmeno il fatto che la lattoferrina si concentri a livello di molte mucose, che per definizione sono quegli strati di cellule che tappezzano la superficie interna delle cavità e dei canali dell'organismo comunicanti con l'esterno, e come tali esposti agli attacchi dei patogeni. L'effetto antivirale della lattoferrina è relazionato alla sua capacità di legarsi ai glicosamminoglicani della membrana plasmatica, prevenendo l'ingresso del virus e bloccando l'infezione sul nascere; tale meccanismo è apparso efficace contro l'Herpes Simplex, i citomegalovirus, e l'HIV.

Esistono anche evidenze circa un possibile ruolo della lattoferrina come agente antitumorale, dimostrato in numerose occasioni su tumori chimicamente indotti in ratti da laboratorio. La capacità della lattoferrina di legare lo ione ferrico (Fe3+) è due volte superiore alla transferrina, la principale proteina plasmatica deputata al trasporto del ferro nel torrente circolatorio (entrambe fanno parte della stessa famiglia di proteine - dette transferrine - capaci di legare e trasferire ioni Fe3+).

 

Ogni molecola di lattoferrina può legare a sé due ioni ferrici ed in base a tale saturazione può esistere in tre forme distinte: apolattoferrina (priva di ferro), lattoferrina monoferrica (legata ad un solo ione ferrico) e ololattoferrina (che lega a sé due ioni ferrici).

L'attività della proteina viene mantenuta anche in ambienti acidi ed in presenza degli enzimi proteolitici, inclusi quelli secreti dai microorganismi. Come anticipato, il primo latte che la donna produce dopo il parto, il colostro, è particolarmente ricco di lattoferrina, che favorisce lo sviluppo di batteri intestinali benefici, aiutando il piccolo a debellare i patogeni responsabili delle gastroenteriti (coliche del neonato).

Con il passare dei giorni la quantità di lattoferrina si riduce, parallelamente allo sviluppo delle difese immunitarie del piccolo. Questo è il motivo per cui le concentrazioni di lattoferrina nel latte vaccino sono piuttosto variabili (le mucche vengono munte molto a lungo dopo la nascita del vitello).

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ALCUNI DATI:

concentrazione di lattoferrina nel plasma venoso umano: 0,12 μg/ml; concentrazione di lattoferrina nel colostro umano: 3,1-6,7 mg/ml; lattoferrina nel latte umano: 1,0-3,2 mg/ml; lattoferrina nel latte vaccino: molto variabile, in letteratura da 1,15 μg/ml a 485,63 μg/ml. Nel bambino la lattoferrina è anche un'importante fonte di ferro e ne facilita l'assorbimento. Il ferro è l'unico minerale presente nel latte materno in quantità inferiori rispetto ai fabbisogni del lattante; tale deficit viene comunque colmato dalle scorte accumulate durante la vita fetale (il latte materno è senza dubbio l'alimento più raccomandabile per il neonato, in quanto fornisce tutti gli elementi nutritivi ma soprattutto li contiene nelle giuste proporzioni).

La capacità della lattoferrina di legare il ferro ne suggerisce anche un possibile ruolo come agente antiossidante.

Sequestrando il ferro in eccesso, impedisce infatti che questo produca i ben noti effetti pro-ossidanti (Fe2+ + H2O2 → Fe3+ + OH· + OH−).

Recenti studi hanno ascritto alla lattoferrina proprietà promotrici sull'attività degli osteoblasti e dei condrociti, cellule rispettivamente deputate alla produzione di tessuto osseo e cartilagineo.

Diagnostica di laboratorio In diagnostica, le concentrazioni di lattoferrina nelle feci possono essere valutate per ricercare la presenza di malattie infiammatorie intestinali, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Queste patologie, infatti, si accompagnano tipicamente a un aumento della lattoferrina fecale.

Lattoferrina come integratore

Discreta è la mole di studi sulle proprietà immunomodulanti della lattoferrina in modelli umani e animali. Da molti di questi studi si evince come la lattoferrina sia dotata di interessanti proprietà antinfettive, immunomodulatorie e promotrici di una corretta ecologia intestinale. Durante le terapie antibiotiche, la lattoferrina può da un lato aumentare la suscettibilità dei batteri alla terapie farmacologiche e dall'altro, in sinergia con i probiotici, promuovere la crescita di ceppi batterici intestinali benefici (Lactobacillus o Bifidobacterium) che dipendono meno dalla disponibilità di ferro.

Ovviamente una simile strategia terapeutica può essere adottata solo ed esclusivamente previo specifico consiglio medico.

Negli integratori la lattoferrina è generalmente presente insieme a sostanze dotate di azione sinergica, come ceppi probiotici e FOS. Bibliografia: Lactoferrina:  review - L. Adlerova, A. Bartoskova, M. Faldyna, Veterinarni Medicina 53, 2008, 457-468.

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OLIO ESSENZIALE DI PALMAROSA OTTIMO RIMEDIO ANCHE CONTRO LO STRESS

Olio essenziale di palmarosa: ottimo rimedio anche contro lo stress

di VALERIA GATTI

L'olio essenziale di palmarosa, nota anche come "geranio delle Indie", ora molto coltivata in madagascar, si ricava dalle parti verdi fresche o essicate dell'omonima pianta, per distillazione in corrente di vapore. Dall’azione antinfiammatoria, è utile contro rughe, stress e nervosismo. Scopriamolo meglio.

 

Proprietà e benefici dell’olio essenziale di palmarosa

L'olio essenziale di palmarosa ha proprietà battericide, antimicrobiche, disinfettanti che lo rendono un valido alleato in caso di alterazioni della flora intestinale, per esempio. Ma risulta essere anche un buon tonico, stimolante e soprattutto espettorante, utile per il trattamento di alcune infezioni delle vie respiratorie come sinusite, bronchite, rinofaringite e otite. Si tratta di un valido rimedio anche per il trattamento di affaticamento mentale, nervosismo e stress, grazie alla sua azione stimolante sul sistema nervoso.

L’olio essenziale di palmarosa, grazie alle sue proprietà idratanti, rigeneranti, seboregolatrici e antisettiche è indicato esternamente in caso di acnedermatiti, infezioni cutanee, cicatrici, piaghe e rughe. Si usa anche per curare infiammazioni ai genitali e cistite.

Ottime 4 gg nel detergente delle mani oppure 20 gg in un secchio d’acqua per disinfettare i pavimenti e le superfici lavabili

 

Descrizione della pianta

Chiamato anche "geranio delle Indie", la palmarosa è una pianta originaria dell'India e del Pakistan, dalle fantastiche virtù terapeutiche a noi poco note. 

La palmarosa è un arbusto selvatico con fusti lunghi e sottili che terminano in delicati fiori rosa, che cresce fino a due metri di altezza, caratteristico dell'Asia, in particolare di India, Pakistan e pendici rocciose dell'Himalaya. Viene anche distillato a più di 3000 metri di altezza in Nepal; lo si ritrova ugualmente in Brasile, in Indonesia, in Africa e alle Isole Comore.

 

Parte utilizzata

parti erbacee fresche o essiccate

 

Metodo di estrazione

distillazione in corrente di vapore

 

Nota dell’olio essenziale di palmarosa

L’olio si presenta di colore giallastro, con una profumazione dolce e floreale, che ricorda la rosa e il geranio.

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L'olio essenziale di palmarosa tra i rimedi contro lo stress

 

 Uso e consigli pratici sull'olio essenziale di palmarosa

L’olio essenziale di palmarosa è indicato sia per uso interno sia per uso esterno.

  • Come riequilibrante e antisettico per l'intestino, si consigliano un paio di gocce al dì in un cucchiaio di miele o sciroppo d'acero, il tutto disciolto in mezzo bicchiere di acqua tiepida. 
  • Per combattere nervosismoe stress, basta un cucchiaino di miele con 2 gocce di olio essenziale nei momenti più difficili. 
  • Ideale per disinfettare la pelle, risulta ottimo diluire 10 gocce di olio essenziale di palmarosa nell’acqua della vasca oppure versandone tre gocce su un guanto di spugna bagnato da usare sotto la doccia per un delicato massaggio.
  • Per curare e nutrire la pelle e prevenire antiestetiche rughe, si aggiunge alla crema idratante o all'olio per il viso, ne bastano 5 o 10 gocce.
  • In caso di affezioni delle vie respiratorie, si consigliano suffimigi con cinque gocce di olio in una bacinella di acqua calda e un cucchiaino di bicarbonato, coprendo il capo con un asciugamano e respirandone il vapore.

L’essenza può essere utilizzata anche nei diffusori per profumare l’ambiente.

 

Controindicazioni dell'olio essenziale di palmarosa

L’olio essenziale di palmarosa non ha particolari controindicazioni; se ne sconsiglia però l’uso in gravidanza e sui neonati. Come tutti gli oli essenziali non va mai usato puro sulla pelle, ma diluito in altre sostanze di base, come oli vegetali (olio di mandorle dolci, olio di cocco, olio di jojoba) o creme.

 

Cenni storici

La palmarosa è conosciuta sin dall' antichità, con il nome più noto di "geranio indiano”: già al tempo compiva lunghi viaggi, poichè dal porto di Bombay veniva inviato a Costantinopoli e poi in Bulgaria, dove era utilizzata per adulterare l'olio di rosa.

Anche ai nostri giorni viene usato in profumeria, spesso al posto della più costosa essenza di rosa, ma anche  per isolare il geraniolo.

 

Immagine | Functionalblends.com

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PARLIAMO DI UN ARGOMENTO ATTUALE: IL BISOGNO DI OSSIGENO DELLE NOSTRE CELLULE

PARLIAMO DI UN ARGOMENTO ATTUALE: IL BISOGNO DI OSSIGENO DELLE NOSTRE CELLULE

(che con le mascherine viene molto ridotto)


Perché il rapporto cellule-ossigeno ha vinto il Nobel per la medicina
Gli studi su questo meccanismo fondamentale per l'esistenza aprono scenari su cure antitumorali. Le ricerche dei premi Nobel per la medicina 2019

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William Kaelin, sir Peter Ratcliffe e Gregg Semenza. Scienziati diversi per background, formazione scientifica, nazionalità. Accomunati però da due particolari: studi seminali sul metabolismo cellulare, e un premio Nobel per la medicina appena assegnato dall’Accademia delle scienze svedese per “la scoperta di come le cellule percepiscono e si adattano alla disponibilità di ossigeno”. Vediamo insieme quali ricerche hanno portato questi tre medici sul podio più alto nel mondo della scienza, e quali conseguenze hanno avuto, e potranno avere in futuro, le loro ricerche.
Perché l’ossigeno?
L’ossigeno, non serve ricordarlo, è uno degli elementi essenziali per la vita. A livello cellulare è il carburante che alimenta i mitocondri, e permette le reazioni chimiche trasformano il cibo in energia con cui alimentare tutti i processi del nostro organismo. È per questo che le cellule devono sempre sapere quanto ossigeno hanno a disposizione, in modo da regolare i propri processi metabolici, e in particolare la respirazione, in base alla presenza/assenza di questo elemento.
Fin qui, si tratta di conoscenze note da tempo, che sono fruttate, nel tempo, già ben due premi Nobel: il primo nel 1931, quando la medaglia è stata consegnata a Otto Warburg, scopritore dell’enzima che permette la respirazione cellulare, cioè la trasformazione (attraverso reazioni chimiche a cui partecipa anche l’ossigeno) dei nutrienti in Atp, il carburante delle cellule.
Il secondo è arrivato pochi anni più tardi: nel 1938, per l’esattezza, quando Corneille Heymans si è visto assegnare il premio Nobel per la medicina per aver scoperto che esistono delle strutture specializzate, dette corpi caritodei, poste nei pressi delle arterie carotidi (quelle del collo), responsabili di monitorare il livello di ossigeno presente nel sangue, e di segnalarlo al cervello perché regoli il ritmo della respirazione. A metà dello scorso secolo, dunque, sapevamo già molto sui processi con cui il nostro corpo reagisce alla presenza, e all’assenza, dell’ossigeno. Ma mancava ancora un tassello: una caratterizzazione di come questi processi vengono regolati a livello molecolare. Ed è qui che entrano in gioco le ricerche dei premi Nobel per la medicina del 2019.
Come reagiamo all’ipossia
Nel nostro organismo le cellule devono agire di concerto per adattarsi a un’improvvisa scarsità di ossigeno. Può avvenire per cause ambientali, come può capitare durante una gita in alta quota, o in caso di attività, come lo sport, che alterano le nostre esigenze di ossigenazione. Tutti casi in cui l’organismo deve produrre un’azione concertata per aumentare la ventilazione (respirando più in fretta), e quindi la disponibilità di ossigeno.
Al contempo, la scarsità di ossigeno può interessare solamente alcuni tessuti del nostro corpo. Può capitare per mille motivi, alcuni fisiologici, altri patologici come in caso di ferite, infezioni o tumori, che bloccano l’apporto di sangue a un tessuto o a un gruppo di cellule. In questo caso, la risposta che viene messa in atto è ancora più complessa, e comprende fenomeni come l’angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni, l’infiammazione (che produce ipossia), e altre alterazioni nel metabolismo di cellule e tessuti. In entrambi i casi, comunque, alla base dei processi di adattamento alla scarsità di ossigeno vi sono, ovviamente, i nostri geni, e le modifiche che le cellule possono apportare alla loro espressione quando si trovano ad affrontare una penuria del prezioso ossigeno.
Arriva Hif
Negli anni ’80 gli scienziati sapevano da tempo che una delle reazioni del nostro organismo in caso di ipossia è un aumento dell’eritropoiesi, cioè della produzione di globuli rossi. E sapevano anche che a guidare questo processo sono un ormone, chiamato eritropoietina, o Epo (erythropoietin hormone), e il gene che attiva e disattiva la sua produzione. Quel che mancava era però una spiegazione dei processi molecolari che spingono ad aumentare la secrezione di Epo negli organi preposti, ovvero i reni.
Lavorando nei laboratori della Johns Hopkins University, Gregg Semenza decise di cercare i meccanismi genetici che permettono di reagire alla mancanza di ossigeno, e utilizzando topi transgenici dimostrò che esistono specifiche porzioni di Dna situate nei pressi del gene Epo che reagiscono ai livelli di ossigeno disponibili nelle cellule, e attivano la produzione dell’ormone (e quindi l’eritropoiesi) in caso di ipossia.
Negli stessi anni, anche Sir Peter John Ratcliffe aveva iniziato a interessarsi dell’eritropoietina in qualità di specialista di nefrologia. E di pari passo con le ricerche di Semenza, anche lui aveva effettuato importanti scoperte sulla regolazione genetica della sua produzione. Non ultimo, il fatto che i meccanismi genetici che regolano l’attività del gene Epo non sono presenti solamente nei tessuti dei reni, ma in tutte le cellule dell’organismo. A dimostrare che si tratta di un meccanismo genetico responsabile di una vasta gamma di risposte alla mancanza di ossigeno, e non solamente della produzione di eritropoietina.
Il lavoro di entrambi culminò con la scoperta, annunciata da Semenza in un articolo del 1992, di un complesso proteico che si lega alle porzioni di Dna identificate in precedenza. Semenza decise di battezzare questo complesso di proteine Hif, o hypoxia-inducible factor, e dopo una serie di ulteriori ricerche ed esperimenti riuscì a caratterizzarlo con precisione, dimostrando che è composto da due sotto unità prodotte, a loro volta, da due geni differenti: Hif-1α, sensibile alla presenza di ossigeno, e Arent (o Aryl Hydrocarbon Receptor Nuclear Translocator), che non reagisce alla presenza di ossigeno.
Manca il gene Vhl
Mentre i primi due neo premi Nobel mettevano in luce i meccanismi con cui le cellule rispondono alla disponibilità di ossigeno, William Kaelin era impegnato in un campo all’apparenza molto distante: lo studio della sindrome di Von Hippel-Lindau, una malattia ereditaria molto rara che aumenta notevolmente il rischio di sviluppare alcune forme di tumore.
In che modo le sue ricerche si sono incrociate con quelle di Ratcliffe e Semenza? A quel punto si conosceva ormai il ruolo di Hif-1α nella regolazione della produzione di eritropoietina, e si sapeva che la sua azione dipende dalla concentrazione in cui è presente all’interno della cellula. In condizioni normali, infatti, una proteina nota come ubiquitina si lega a Hif-1α e segnala alla cellula che questo complesso deve essere eliminato. Quando invece la cellula si trova in condizioni di ipossia l’ubiquitina non si lega a Hif-1α, i livelli di Hif aumentano e la cellula produce più eritropoietina. Quel che ancora non si conosceva era il meccanismo con cui l’ubiquitina si lega, o meno, a Hif-1α, e come questo potesse dipendere dai livelli di ossigeno.
Il contributo di Kaelin in effetti è stato proprio questo: studiando la sindrome di Von Hippel-Lindau riuscì a dimostrare che il gene che risulta compromesso nei pazienti che ne soffrono, conosciuto come gene Vhl, ha un’azione protettiva nei confronti dei tumori. E che la presenza di una versione compromessa di Vhl è collegata a un aumento dell’attività dei geni che normalmente vengono trascritti quando le cellule si trovano in condizioni di ipossia. Vhl doveva quindi essere collegato ai meccanismi che regolano la risposta cellulare all’ossigeno.
E infatti, in breve tempo altri gruppi di ricerca dimostrarono che il gene e la proteina che codifica sono parte di un complesso meccanismo che regola il legame tra l’ubiquitina e Hif-1α. L’ultima tappa della nostra storia arriva quindi nel 2001, anno in cui Kaelin e Ratcliffe pubblicano simultaneamente, ma indipendentemente, una nuova scoperta: in condizioni di ossigenazione normale alcuni gruppi chimici conosciuti come idrossile (espresso con la formula -OH) vengono collegati a due porzioni di HIF-1α, e questa modifica permette a Vhl di riconoscerlo, legarvisi, e dare il via alla sua degradazione grazie al contributo di un enzima noto come prolina idrossilasi, che per funzionare ha bisogno di ossigeno.
Ossigeno: una scoperta da Nobel
Le ricerche dei tre nuovi premi Nobel hanno quindi permesso di comprendere appieno i meccanismi con cui le cellule individuano la presenza o assenza di ossigeno, e danno il via a fenomeni come la produzione di nuovi vasi sanguigni e di globuli rossi. Negli ultimi decenni è stato inoltre dimostrato che i meccanismi di rilevazione dell’ossigeno sono coinvolti in moltissimi processi fisiologici, che vanno dall’attività del sistema immunitario, al corretto sviluppo fetale.
Come scoperto da Kaelin, rappresentano inoltre un fattore importante anche nello sviluppo di molti tipi di tumori, in cui il meccanismo viene hackerato per indurre la crescita di nuovi vasi sanguigni che andranno ad irrorare la neoplasia in formazione, e rappresentano quindi un importante bersaglio che in futuro potrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci antitumorali. Tutte scoperte che, senza il lavoro pionieristico di Semenza, Ratcliffe e Kaelin non sarebbero mai state possibili.

 


https://www.wired.it/scienza/medicina/2019/10/07/cellule-ossigeno-nobel-medicina-2019/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=default

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CRISTALMANTRA: ESSENZE ACQUE TIBETANE ELISIR DI GEMME

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Le Acque Tibetane Cristalmantra nascono in Italia ad opera di Norma Stocco.
Sono dei meravigliosi elisir di gemme, pietre preziose e cristalli la cui carica vibrazionale è potenziata da un Mantra, un Canto Spirituale che fa sì che le acque siano estremamente eclettiche, cioè adattabili energeticamente alla persona e ai suoi bisogni.

L’Acqua si adatterà al tipo di necessità, che sia di equilibrare il piano fisico e risolvere problematiche e disagi fisici, oppure di equilibrare gli aspetti emotivi, mentali o quelli più sottili spirituali.

Alcune Acque Tibetane Cristalmantra, ad esempio quelle preparate con l’oro, l’argento, il quarzo rosa, il diamante, ecc., quando devono lavorare sul piano sottile dell’Anima, raggiungono i 72.000 Angstrom di energia della scala Bovis.

Queste acque ci sostengono nel percorso della nostra anima, permettendoci di espandere la nostra consapevolezza, per abbracciare la bellezza e la vastità di noi stessi e dell’Universo.

NEI MIEI CORSI DI CRISTALLOTERAPIA AYURVEDICA SI LAVORA ANCHE CON I CRISTALMANTRA
se avete bisogno di un consiglio scrivetemi

ESEMPI DI ELISIR:

Acquamarina
Blocchi emozionali. Purificazione da emozioni negative....

 

Agata Blu
Problemi di comunicazione. Formato:

Agata Gialla
Paura di esprimere sé stessi. Problemi di pelle.

Rodocrosite
Problemi al seno. Aprirsi all'amore.

etc...

tuttavia non e' cosi' semplice scegliere ne' e' sufficiente leggere due righe del prodotto...I CRISTALLI, LE CREATURE CRISTALLO VANNO CONOSCIUTE IN PROFONDITA' poiche' le loro potenzialita' sono moltissime...
vi ripeto se vi interessa....parliamone

www.spaziosacro.it  e  https://shop.natur.it/2620-essenze-acque-tibetane-cristalmantra?page=2

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QUALCHE SUGGERIMENTO PER IL DOPO LOCKDOWN I FIORI DI BACH DA UTILIZZARE IN QUESTO PERIODO

QUALCHE SUGGERIMENTO PER IL DOPO LOCKDOWN
I FIORI DI BACH DA UTILIZZARE IN QUESTO PERIODO

IL VIRUS COVID HA GIA' FATTO 32 MUTAZIONI,QUINDI QUESTI DUE MEDICI:I DOTT. STEFANO MANERA E FABIO MILANI DICONO CHE FARE IL VACCINO CHE VORREBBERO INIETTARCI A SETTEMBRE E' PERICOLOSO PERCHE' SE NON SI SA QUALI DI QUESTI CEPPI HA LA PERSONA, L'ESITO PUO' ESSERE MOLTO CONTROPRODUCENTE. E ANCHE MOLTO PERICOLOSO.
POI, QUESTI DUE MEDICI DICONO CHE I PROBLEMI PSICOLOGICI DOVUTI AL LOCKDOWN, ALLE "INVASIONI MEDIATICHE" SARANNO A SETTEMBRE PIU' GRAVI DELLO STESSO VIRUS....POICHE' LE PERSONE TERRORIZZATE NON SANNO PIU' RAGIONARE CON LA PROPRIA TESTA E HANNO "SUBITO VIOLENZE PSICOLOGICHE DESTABILIZZANTI
ESSI VOGLIONO RISVEGLIARE LE PERSONE AFFINCHE NON ACCETTINO TUTTO QUELLO CHE VIENE DETTO DAL MAINSTREM…


E poiche' anche io sono dell'idea che i problemi psicologi dovuti a questi mesi destabilizzanti si faranno sentire postumi, poiche' e' nella mente umana reagire al pericolo, tenersi all'erta, essere forti oppure isolarsi per non provare piu' niente, allora vi darei un piccolo grande consiglio


CONSIGLI PER I FIORI DI BACH :

TERAPIE PSICOLOGICHE, LAVORO SUL RESPIRO,LUNGHE PASSEGGIATE TRA LA NATURA, MEDITAZIONI, YOGA., NUOTO IN PISCINA O AL MARE.....ETC....

IO VORREI INIZIARE CON LA FLORITERAPIA DI BACH, COSI' SEMPLICE MA COSI' EFFICACE poi ognuno scelga la strada che piu' le si confa' E I FIORI CHE SENTE PIU' CORRETTI ,poi se avete qualche dubbio chiedetemi.

VORREI CONTINUARE AD INCITARVI AI TRATTAMENTI DI REIKI...quelli sui punti del corpo+ "l'antidolore" per i primi livelli e anche i " trattamenti mentali" sia al cervello maschile che a quello femminile per i secondi livelli.

Lo dico ora ma e' gia' successo 2 mesi fa: e' la 7° volta da quando ho REIKI che questa energia ha innalzato la sua vibrazione. Volevo testarla su di me prima di dire, ora ne sono sicura, dalla mia esperienza di quasi 26 anni DI PRATICA QUOTIDIANA.

LA FLORITERAPIA DI BACH:

Il nostro compito in questa vita è quello di perfezionarci , di elevare le nostre vibrazioni , ed i FIORI in questo sono maestri, ed elevandole potremo AIUTARE LA MADRE TERRA e noi stessi a superare le difficolta' di questa epoca cosi' provata. Quindi il loro meccanismo di azione è di tipo vibrazionale cioè energetico. Attraverso la loro alta vibrazione, determinati Fiori silvestri appartenenti ad un ordine superiore, hanno il potere di aumentare le nostre vibrazioni e lasciare liberi i nostri canali ai messaggi del nostro SE' Spirituale, e innondare la nostra personalità con le virtù che sono a loro congeniali e a noi necessarie per "purificarci" dai nostri difetti che causano i nostri mali. Essi sono in condizione di elevare la nostra personalità e di avvicinarci di più alla nostra Anima. In questo modo ci donano pace e ci liberano dalle nostre sofferenze.
I Fiori agiscono per "informazione". Sono essi stessi l'informazione da dare. Ogni Fiore ha doni e "talenti personali "da trasmettere.
Possiamo quindi affermare che la Floriterapia non è una terapia nel senso etimologico della parola ,ma è un Individuo che entra nel nostro spazio vitale apportandovi vari cambiamenti e disinnescando in noi ciò che portava allo squilibrio e alla malattia, elevando le nostre vibrazioni. Il termine vibrazione definisce ognuna delle variazioni dello stato di un sistema fisico per quanto riguarda la sua posizione di equilibrio.La vibrazione è una delle caratteristiche ondulatorie della materia sia essa densa o sottile, La sua frequenza è la somma delle vibrazioni in uno spazio di tempo. A maggior densità minore frequenza (vibrazione lenta) ; a minore densità maggiore frequenza di onde vibratorie più rapide
Ogni specie di Fiore ha la sua vibrazione, la sua particolare frequenza.

Con i suoi rimedi egli intendeva risvegliare vibrazioni ed aprire i nostri canali energetici per ricevere il nostro Se spirituale, per pervadere la nostra natura con la particolare virtù di cui abbiamo bisogno, attingendola dai FIORI e per comprendere e superare il difetto che causa dolore e ci scollega con il nostro Se Divino.Per ottenere tutto ciò occorreva fare un'esperienza trascendente, entrare nello Spazio Sacro, poichè, diceva, non è con la volontà di fare esperienza di un altro regno che lo raggiungiamo, ma essendo totalmente consapevoli di ogni azione, di ogni suono e colore intorno a noi, di ogni relazione. Nella sua relazione con la natura , Bach fece esperienza di questo regno.
Il Dottor Bach "scoprì" 38 rimedi floreali più una miscela di 5 fiori adatti per i casi di emergenza, chiamata "Rescue".
I fiori agiscono a livello psico-spirituale, e di conseguenza anche sul piano fisico, poichè siamo Creature Olistiche.Essi non interferiscono con altre terapie anzi, accelerano il ristabilimento poichè vanno a curare l'origine e non il sintomo della malattia. Egli pensava come Dorothy Maclean:"ogni volta che un essere umano presta attenzione o prova un sentimento verso una pianta o un fiore, parte di quella persona si mescola con il suo essere e si crea così un mondo unico e questo farà sì che l'uomo assorba la speciale qualità della pianta o del fiore osservati con tanto amore ed attenzione". Via via che ci inoltreremo alla scoperta dei 38 FIORI e quindi ad altrettante tipologie del carattere umano, impareremo a riconoscere le nostre grandezze e le nostre miserie, e riusciremo a comprendere meglio chi ci circonda e chi si presenta a noi. Non persone , ma anime con le loro inquietudini , le loro paure, le insofferenze, il loro disinteresse, le loro depressioni , le loro forze, la volontà ed il loro desiderio di evolvere. E. Bach credeva nella reincarnazione dell'anima al fine di acquisire esperienze, conoscenze e maturità spirituale...noi, diceva, impariamo dai nostri errori. Egli individuò i difetti che occorre eliminare: restrizione, indecisione, dubbio, impazienza, timore, indifferenza, fanatismo, terrore, irrequietezza, ignoranza, tristezza...

TANTI SONO I BUONI MOTIVI PER UTILIZZARE I FIORI DI BACH PER CURARE CORPO, MENTE E SPIRITO:
-non hanno controindicazioni- non hanno effetti collaterali- sono compatibili con qualunque cura- hanno buona accessibilità e basso costo- sono sicuri- hanno un' azione a livello energetico sottile- hanno una potente azione sulla causa scatenante la malattia- sono selettivi nell'azione- riconnettono la personalità con il SE' Superiore. Possiamo con essi curare anche bambini molto piccoli e gli animali e le piante.
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Bach era un esperto nel mettere i principi in relazione tra loro e diceva che ognuno dei Fiori, che lui stesso definì di ordine superiore, equivale esattamente a un principio di pensiero o di sentimento umano. Per dirla in parole semplici, Bach scoprì che l'energia di ciascuno dei 38 fiori da lui scelti vibrava allo stesso modo di determinati pensieri o sentimenti!!!!!!!!!!
Bach metteva dunque, in correlazione dei principi ogni fiore agisce secondo un PRINCIPIO UNIVERSALE
Bach comprese che i fiori agiscono in modo generico, universale perchè sono principi vibrazionali ampi, e per questo motivo non ne limita l'uso unicamente alla correlazione di manifestazioni legate alla personalità o al comportamento occasionale, ma lo estende a qualunque manifestazione si verifichi in un organismo vivente, sia che si tratti di pensiero, comportamento della persona, del movimento delle dita di una mano o di una pianta ...

SONO 15 ANNI CHE TENGO SEMINARI SUI FIORI E ANCHE IO HO AMPLIATO GLI ORIZZONTI


FIORI DI BACH

-per i momenti acuti sia fisici che psicologici di paura, di forte stress: il RESUE REMEDY : 4 gocce sotto la lingua, E massaggiate sulle labbra, dietro alle orecchie, nelle tempie e sul chakra del cuore ogni 15 minuti....come rimedio di emergenza
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rimedi da utilizzare come cura a lungo termine (anche per mesi se necessita) :

e' IMPORTANTE UTILIZZARE UNA BUONA MARCA altrimenti rischiamo di bere solo brandy.....per chi avesse problemi all'alcool diluire le gocce in un bicchiere d'acqua.
Questa cura naturale e' assolutamente ottima per i bambini e i ragazzi...che abbiamo visto esssere i piu' spaventati. Data la gravita' del momento per ora non cambierei le dosi per loro, che diventano come quelle degli adulti
LA MARCA DA NOI UTILIZZATA E CON LA QUALE CI TROVIAMO BENISSIMO E' : BACH ORIGINAL FLOWER ESSENCES

-ROCK ROSE: panico e angosce acute
-CHERRY PLUM: paura di perdere il controllo, di impazzire
-ASPEN: angoscie inspiegabili spesso legate a sensazioni “paranormali”,presentimenti negativi, timori infondati
-RED CHESTNUT: preoccupazioni e paure eccessive per gli altri, specie per i propri cari.

-GENTIAN :scetticismo che porta alla depressione ed allo scoraggiamento, pessimismo
-GORSE: disperazione totale perche’ si e’ perduta la speranza
- HORNBEAM: si e’ incerti perche’ c’e’ stanchezza e spossatezza mentale

-CLEMATIS: disinteresse per il presente perche’ si vive in un proprio mondo, che lo si crede migliore di quello che si sta vivendo o cosi' peggiore da non volerlo neppure pensare: questo fiore TI RISVEGLIA
-Honeysukle: difficolta’ ad affrontare il presente perche’ si vive di rimpianti la’ dove il passato sembra migliore del presente
- WILD ROSE: Non c’e’ dedizione e motivazione interiore per cui ci si lascia andare all’apatia ed alla rassegnazione di una vita che si pensa senza amore E SENZA VIE D'USCITA
-OLIVE : Il disinteresse viene da una estrema stanchezza fisica, DA UN ESAURIMENTO
- WHITE CHESTNUT: il disinteresse sopraggiunge per un eccessivo lavorio mentale che ha preso il dominio sugli altri livelli della personalita’(si e’ vittime del cosiddetto “chiodo fisso”). Tormento interiore.
-MUSTARD: Malinconia improvvisa ed ingiustificata, e’ la depressione endogena che puo’ portare fino al catatonismo (cioe' non si ha piu' neppure la voglia di alzarsi dal letto

-WATER VIOLET: riservatezza eccessiva che porta alla difficolta’ a comunicare con gli altri, CI SI SENTE NON AMATI E CI SI RITIRAIN UN ORGOGLIOSO RISERBO
-IMPATIENS: Si rimane soli perche’ non si ha la capacita’ di adattarsi ai tempi degli altri. Impazienza, irritabilita’, tensione.
- Heather: egocentrismo che porta alla solitudine della quale poi si ha paura


-AGRIMONY: Inquietudine interiore poiche’ si cerca di non prendere atto del lato oscuro della vita, non riuscendo ad integrare le esperienze con la personalita’.
Il suo viso, verso gli altri e’ noncurante ma nasconde ansie e timori. Si evita il confronto e si perde la gioia.
-CENTAURY: Eccessiva disponibilita’ fino a divenire gli “zerbini” degli altri.e' ESSERE TROPPO CREDULONI E FARSI INFLUENZARE DA QUELLO CHE LEGGIAMO SUI SOCIAL
Sono persone con doti medianiche, tanto sensibili ma deboli di volonta’ e quindi facilmente influenzabili.

- WALNUT: E’ utile quando anche i caratteri piu’ stabili, in situazioni particolarmente stressanti nella vita, divengono in balia della volubilita’, di cattivi consiglieri o ricadono in vecchie abitudini. E’ ottimo per chi ha deciso di lasciarsi alle spalle limitazioni e convenzioni e ricominciare da zero per una vita piu’ realizzata e piacevole
- HOLLY : L’ipersensibilita’ porta anziche’ all’amore, all’odio, alla vendetta, all’invidia.occorre riaprire il proprio cuore alla misericordia
Holly e’ irascibile, punzecchia sempre, provoca, da sui nervi…il tutto perche’ non si e’ sentito amato e non sa amare

-ELM: E’ per i momenti di debolezza nella vita dei forti. Il loro innato senso dell’altruismo li porta spesso a dimenticarsi di se stessi tanto che arrivano a perdere la stima in se e a indebolirsi e a scoraggiarsi
- 4 Sweet Chestnut: e’ il fiore per lo stato interiore sofferente, in cui sembra minacciata l’esistenza stessa dell’anima, per coloro che pensano di aver raggiunto i limiti della propria capacita’ di sopportazione degli stati negativi.
E’ la persona che puo’ iniziare una autentica evoluzione spirituale.
-STAR OF BETHLEHEM: Per le persone che vivono in un dormiveglia mentale e spirituale, in una specie di intontimento interiore in seguito a traumi subiti che provocano una specie di paralisi nella loro zona di influenza.
La persona non prende parte alla vita e, nella sua disperazione si lascia andare:finge di essere morta.

- WILLOW: La persona ha la tendenza ad incolpare gli altri o l’esterno circa le cause del proprio malessere. Il suo stato negativo cronico influenza in maniera distruttiva sia se stessa che l’ambiente in cui vive. Essa continua a proiettare all’esterno le proprie delusioni e rabbie.
E’ invidiosa e rancorosa e col passare degli anni si ritira dalla vita poiche’ ne vede solo il lato negativo.
-OAK: la personalita’ ha dimenticato che non soltanto il rendimento nel lavoro o le vittorie rendono la vita degna di essere vissuta, ma anche gli aspetti piu’ delicati, piu’ giocosi, piu’ sensibili della vita possono dare nuova forza per nuove imprese.

-CRAB APPLE: Per gli individui sensitivi oltre la media che percepiscono su di un piano sottile molto piu’ di quello che potrebbe sopportare la loro costituzione.
Questo fiore e’ lo spazio del nostro puro che si e’ sporcato di pensieri e desideri non puri e da pulsioni poco pulite.
Per chi assorbe le impurita’ e le energie oscure del loro ambiente: e’ il fiore dell’igenista o dell’”aspirapolvere eterico”.

CARMEN DI www.SPAZIOSACRO.IT

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