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Adler guarisce la sclerosi multipla

Informazioni tratte da un libro del dentista Ernest Adler (1973) reperibile in spagnolo al link http://www.martin13.com/dientes-y-la-salud/doctor-adler-libro-version-con-radiografias.html

SCLEROSI MULTIPLA.

Vediamo un altro caso di interazione tra focus dentali e problemi delle tonsille. Le radiografie di questo 15enne di Tossa de Mar, V.F., che si era ammalato di sclerosi multipla, evidenziano due grossi problemi (Figura 221): innanzitutto la radice relitta (che ha causato una osteite rarefatta, grosso fattore settico) inoltre i denti del giudizio, tra cui uno ritenuto in posizione obliqua che davano un fattore neurale = lo stress per pressione (a quell'età le radici iniziano a crescere contro l'osso e il canale mandibolare).

Visitato e trattato in varie cliniche di Barcellona, alla fine però la sua condizione aveva iniziato a peggiorare di giorno in giorno, e dopo che tutti i trattamenti avevano fallito, fu deciso di rimandarlo a casa.

 

 

 

 

Commenti: qui abbiamo un caso molto interessante di guarigione completa. Ma riteniamo che sia necessario evitare di dare false illusioni o di confondere le idee inutilmente. Prima di tutto, noi personalmente non sappiamo molto di sclerosi multipla e in secondo luogo, anche il numero di casi di guarigione di cui possiamo dire di essere a conoscenza non è significativo per un discorso scientifico.

 

 

 

 

Avendo i medici descritto il caso come inguaribile e non medicabile, il dottor Bo. ebbe l'occasione di far pesare il suo consiglio di consultare noi, non certo per una cura, ma per cercare di alleviare, anche solo un po', la situazione estremamente disagiata.

 

 

 

 

Il paziente era immobilizzato a letto, immobilizzato nel senso che era quasi completamente impossibilitato in qualsiasi minimo movimento. Gli mancava la forza necessaria per cogliere anche una penna da scrivere, per non parlare di un cucchiaio o un bicchiere, e doveva essere alimentato da un'altra persona,

 

 

 

 

 

 

La nostra esplorazione neurofocale della colonna nel tratto cervicale alla ricerca di foci e di campi d'interferenza diede un risultato molto positivo nell'area C3 (corrispondente all'arcata inferiore) e nel trapezio (tonsille). A questo punto abbiamo fatto le radiografie mostrate nelle figure 221 e 222.

 

 

 

Le tonsille erano completamente atrofizzate, corrispondentemente all'età del paziente, ma erano anche completamente patologiche con molto pus. Questa situazione si presenta spesso come conseguenza della situazione settica presente nella bocca.

 

 

 

 

Commenti: Qui abbiamo tre importanti fattori. In primo luogo abbiamo la noxa settica/ tossica, quella determinata dalla radice e dall'osteite dell'intera zona (come verificato in post-intervento). Inoltre ci sono le tonsille altamente tossiche, dato il loro contenuto di pus. E infine c'è un fattore puramente neurale, rappresentato dalla pressione dei denti del giudizio (vedi figura 222).

 

 

 

 

Trattamento: Anche seduto sulla poltrona odontoiatriaca, il paziente doveva essere aiutato per rimanere in una posizione sostenuta. A causa della gravità della malattia, abbiamo effettuato il seguente esperimento prima d'iniziare qualsiasi intervento di chirurgia dentale. Con un ago molto sottile abbiamo iniettato qualche goccia di procaina-impletol vicino ai resti della radice, così come nei poli tonsillari superiori e inferiori.

 

 

 

 

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La reazione del corpo non fu affatto male: il paziente riprese una certa capacità di muovere le braccia e di rimanere in piedi, anche se col bisogno di un certo supporto. Questo ci ha incoraggiato e ha confermato che una parte della sua malattia era focale.

 

 

 

 

Il giorno successivo abbiamo eliminato alcuni dei campi d'interferenza nella cavità orale: abbiamo rimosso i resti della radice e l'area osteitica che aveva alimentato. Poi abbiamo rimosso il dente del giudizio inferiore. Abbiamo contemporaneamente infiltrato i poli tonsillari con 1/2 centimetro cubo di procaina-impletol ciascuno.

 

 

 

 

Alla visita seguente, il paziente era già in grado di camminare senza alcun supporto, anche se molto lentamente. A questo punto abbiamo trattato le tonsille con iniezione di procaina fino a quando abbiamo raggiunto il punto in cui è stato possibile eseguire la seconda operazione, che consisteva nell'eliminare le tonsille distrutte. Il paziente ha tollerato questa operazione molto bene.

 

 

 

 

Dopo due mesi, questo giovane poté di nuovo iniziare a condurre una vita normale.

 

 

 

 

Tuttavia, e questo è interessante, ogni volta che i suoi restanti tre denti del giudizio, che non erano ancora del tutto sviluppati, "spingevano" un po’ o progredivano nella loro eruzione, producevano una leggera ricaduta, consistente in visione doppia, incontinenza urinaria, mal di testa e atassia. Come già detto però, i sintomi erano molto più lievi. I mal di testa del paziente in questo caso, erano eliminati con un'iniezione di procaina “sul lato opposto” o con un'iniezione “a croce” (anestesia mandibolare conduttiva).

 

 

 

 

Le sue condizioni hanno continuato a migliorare. Le terapie ricostituenti del Dr. Bo. ora iniziavano ad avere qualche effetto. La precedente "mollezza" degli arti è scomparsa ed egli è stato in grado di continuare i suoi studi a Barcellona.

 

 

 

 

Purtroppo, il padre, per la gioia della guarigione del figlio gli comprò una moto. A tutt'oggi questo preoccupa l'autore più che la possibilità che la cura ottenuta nel 1968 non sia duratura.

 

 

 

 

Sembra che le operazioni effettuate a quel tempo per eliminare i campi di disturbo del paziente abbiano curato la sua malattia. Naturalmente, cinque anni sono ancora un periodo troppo breve per esprimere un giudizio valido [beh, pubblicando la 3° edizione di questo libro nel 1983, sono passati 15 anni e non ci sono ancora state alcune recidive della malattia o di uno qualsiasi dei sintomi].

 

 

 

 

Ad ogni modo, questo caso ci fa pensare. Se avessimo creduto che la malattia fosse solo quello che significava la sua denominazione, se non avessimo eliminato questi campi di disturbo, è abbastanza certo che questo "figlio unico" non sarebbe più con noi, e che tanto meno avrebbe potuto guidare una moto. Si prega di notare che il fattore tempo è molto importante. Con questo voglio dire che il "motorino di avviamento" del disastro di un organismo non deve solo essere trovato, ma anche eliminato in tempo, prima che il potenziale per la difesa e la ricostruzione dell'organismo si riduca troppo. In questo caso la reazione del Dr. Bo fu immediata.

 

http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/12/adler-guarisce-sclerosi-multipla.html?m=1

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