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Categoria: "Scoperte"

Trovata Proteina capace di rigenerare il CUORE dopo un'infarto

La scoperta di cui vi parliamo è destinata a far parlare di se per molto tempo! E’ una speranza per molti ed una vittoria di tutti.

E’ presente già da qualche giorno nel web e sui siti della più grande testate giornalistiche ma nessuno ne ha parlato bene in Tv Forse perchè scomoda alle case farmaceutiche e alle medicine che potrebbero passare in un secondo piano…

 

I ricercatori della Stanford University School of Medicine hanno scoperto una proteina denominata follistatina-like (FTSL1) la quale è capace di stimolare la produzione di nuove cellule cardiache, promuovendo la rigenerazione dei tessuti del cuore anche dopo aver subito un infarto.

 

I ricercatori impegnati in questo studio epocale, hanno deciso di reintrodurre la proteina nel tessuto cardiaco danneggiato (in questo caso erano topi e maiali che aveva subito un attacco di cuore), hanno utilizzato del collagene quindi materiale naturale, il quale era stato che era modificato per imitare alcune proprietà meccaniche dell’epicardio.

Come troviamo scritto anche sul sito TGcom24

 

“Negli individui sani infatti, presentato tale la proteina “miracolosa” nell’ epicardio, la membrana che circonda la parete del cuore.

 

In seguito a infarto, invece, se ne perdono completamente le tracce. Utilizzando una sorta di cerotto bio-ingegnerizzato, che imita il tessuto dell’epicardio e funziona come una “riserva” di proteina FSTL1 negli animali infartuati, i ricercatori hanno osservato la crescita delle cellule del muscolo del cuore, nonché il miglioramento delle funzioni cardiache. Che tradotto significa sopravvivenza.“

 

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La speranza che si accende nei tenti malati sta proprio ne fatto che tale procedura possa essere utilizzata in pazienti i quali hanno subito un attacco di cuore provocandone gravi danni a livello cardiaco.

 

Questo passo avanti per la ricerca potrebbe rappresentare il superamento di certi ostacoli e il miglioramento della vita di coloro che hanno avuto questo problema. Potrebbero tornare ad avere una vita più sana e normale.

 

Come ha detto la prof.ssa PilarRuiz-Lozano della Stanford University:

“Questa scoperta apre la porta a un trattamento completamente rivoluzionario perché non vi è attualmente alcun trattamento efficace per invertire le cicatrici nel cuore dopo gli attacchi di cuore.”

 

 

RIFERIMENTI:http://med.stanford.edu/news/all-news/2015/09/delivering-missing-protein-heals-damaged-hearts-in-animals.html

 

http://jedasupport.altervista.org/blog/curiosita/scoperta-la-proteina-che-rigenera-cuore/

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Parole giuste rendono bimbi piu' altruisti gia' a 2 anni

 

Parole giuste rendono bimbi più altruisti già a 2 anni

 

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Gioia, tristezza, paura, rabbia e disgusto.

Conoscere le emozioni può essere divertente come guardare il cartoon record di incassi 'Inside Out'.

Ma soprattutto aiuta i bambini a essere più empatici e altruisti.

Già a due anni.

È il risultato dello studio condotto dall’Università di Milano-Bicocca e pubblicato sulla rivista 'Infancy'.

Nella ricerca sono stati coinvolti centocinque bambini, tutti di età compresa tra i due e i tre anni (età media di 2 anni e 5 mesi).

I bambini, iscritti a sette nidi dell’hinterland milanese, sono stati suddivisi in un gruppo sperimentale e uno di controllo.

Quelli del gruppo sperimentale, una cinquantina, hanno partecipato a un intervento intensivo di due mesi durante il quale, in pochi, hanno ascoltato, a rotazione, otto brevi storie a contenuto emotivo.

I racconti riguardavano episodi di paura, tristezza, rabbia e felicità dei protagonisti.

Dopo l’ascolto, i bambini hanno partecipato a una conversazione guidata che toccava aspetti legati all’esperienza emotiva dei protagonisti delle storie: esprimere emozioni, conoscerne le cause, imparare a regolarle.

I bambini del gruppo di controllo hanno ascoltato le stesse storie, ma non hanno partecipato alla conversazione guidata.

Prima e dopo la fase di intervento, per valutare le abilità linguistiche e socio-emotive, tutti i piccoli hanno svolto semplici compiti di riconoscimento e comprensione delle emozioni; successivamente sono stati osservati, tramite una videoregistrazione, in situazioni di interazione spontanea al nido, cioè mentre giocavano fra loro senza sapere di avere addosso gli occhi dei ricercatori. Il team ha così dimostrato che i bambini del gruppo sperimentale migliorano significativamente, rispetto al gruppo di controllo, le abilità socio-emotive: in particolare diventano più empatici nei confronti dei compagni in difficoltà.

Complessivamente i bambini del gruppo sperimentale hanno aumentato in modo statisticamente significativo i comportamenti altruisti e prosociali durante i momenti di gioco libero al nido, passando da un totale di 14 azioni di questo tipo a un totale di 28 azioni.

In particolare, sono aumentati i comportamenti di aiuto (porgere oggetti, chiamare l’adulto in soccorso), quelli di consolazione e conforto (fare carezze, parlare) e di condivisione (giocare insieme con gli stessi materiali).

"L’aumento di questi comportamenti – spiegano Ilaria Grazzani, coordinatrice dello studio e docente di psicologia dello sviluppo e Veronica Ornaghi, assegnista di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca - rappresenta un precoce fattore di protezione da condotte negative verso l’altro, come aggressività, bullismo e azioni antisociali.

I risultati di questa ricerca, la prima a essere stata condotta al nido con bambini di due anni allo scopo di incrementare abilità socio-emotive e prosociali, hanno importanti ricadute applicative.

Abbiamo infatti validato una nuova proposta di attività, che può essere inserita nei percorsi educativi dei bambini frequentanti i contesti educativi per l’infanzia".

 

Roma, 7 ott. (AdnKronos Salute) 13:30

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lento, veloce, schizzinoso, il modo di mangiare rivela personalita'

lento, veloce, schizzinoso, il modo di mangiare rivela personalità

Dal mangiatore lento a quello veloce, dall'organizzatore allo schizzinoso.

Nell'era del 'Grande Fratello' via web e delle ricerche sulla personalità 2.0, scopriamo che per conoscere in profondità le inclinazioni di qualcuno basta invitarlo a pranzo.

"Volete capire al volo una persona? Osservatela mentre mangia.

Il suo modo di rapportarsi con il cibo vi farà capire vari tratti della sua personalità".

Parola di Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, presidente Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico e direttore della Clinica dello stress.

 

"Mangiare è un'azione che compiamo ogni giorno, più volte al giorno - spiega l'esperta all'AdnKronos Salute - quindi riflette inevitabilmente il nostro modo di essere.

L'approccio al cibo rivela alcuni tratti specifici della nostra personalità e se avete intuito potete capire la persona proprio guardandola seduta a tavola durante il suo pranzo o la sua cena".

Ecco dunque gli identikit tracciati dall'esperta in base allo stile alimentare:

 

MANGIATORE LENTO - Una persona che mangia molto lentamente, che assapora ogni singolo alimento durate il pasto, "è un soggetto che normalmente cerca di vivere in profondità ogni momento della propria vita e questo è un aspetto positivo anche per combattere lo stress.

Ma può essere anche testardo e rigido

 


Della serie: il mondo gira intorno a me". MANGIATORE VELOCE - Il mangiatore veloce è quello che quasi non riesce a respirare mentre mangia.

"Mette se stesso sempre in secondo piano perché dà spazio a cose e a persone prima di lui.

Mentre mangia velocemente fa altro, guarda il telefonino, risponde alla mail, parla, si alza per compiere un'altra azione.

Una persona così - afferma la psicologa - può sembrare altruista ed è sempre circondata da molti amici, ma alla lunga questo suo comportamento la porterà ad un livello di stress molto alto perché non avrà mai risposto con i modi e i tempi necessari ai propri bisogni".

 

SCHIZZINOSO - Il mangiatore schizzinoso è quello che ogni volta che mangia fuori chiede di preparare il cibo in maniera specifica.

"Sa bene chi è e cosa vuole dalla vita.

Di solito è una persona curiosa, vuole sapere, non ha problemi a fare e a porsi domande".

 

 

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ORGANIZZATORE - Se avete davanti una persona che tende a separare i diversi cibi nel piatto, dando a ciascuno il suo spazio avendo cura di tenerli separati, allora siete davanti a un uomo o una donna per i quali l'ordine è fondamentale.

"Si tratta di persone che hanno una vita molte ben organizzata e la pulizia nella loro vita è centrale.

Hanno casa e scrivania in perfetto ordine, ma c'è il rovescio della medaglia.

Persone così non vivono bene perché non lasciano spazio agli altri, non condividono le responsabilità, non si fidano.

L'organizzatore quindi non è flessibile e questo lo porterà a non avere troppe persone intorno.

Perché sarà molto pesante da sopportare".

 

MANGIATORE METODICO - Il mangiatore metodico è colui che mangia un solo alimento alla volta.

Caratteristiche della personalità? "Il dettaglio per lui fa la differenza.

La cura del dettaglio è, infatti, in tutto ciò che fa.

Ma il suo problema è, come nell'organizzatore, la mancanza di flessibilità.

Sono spesso persone che si isolano".

 

MIXER - Mescola i vari cibi prima di assaporarli.

E' un tipo aperto a nuove esperienze e vuole sperimentare cose nuove nella propria vita.

"Le persone che mixano il cibo sono molto aperte e hanno una vita sociale movimentata.

Ma possono essere confusionarie.

Hanno difficoltà nel dare priorità alle cose più importanti alle quali prestare attenzione e possono avere problemi di concentrazione".

 

MANGIATORE CHIASSOSO - Le persone che masticano facendo strani rumori, a bocca aperta, "sono spiriti liberi che non danno peso alle opinioni degli altri.

Gli istinti, in questo tipo di persone, hanno la precedenza sulla razionalità", conclude Vinciguerra.

 

 

Roma, 8 ott. (AdnKronos Salute) 16:43

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bimbo canta nel pancione a ritmo musica video dalla Spagna

Sono accoccolati nel pancione della mamma, ma sembrano già sentire la musica e reagire ai suoni con dei movimenti simili al canto.

Secondo un nuovo studio pubblicato su 'Ultrasound', questo accade già a 16 settimane di gestazione, se le note arrivano 'dall'interno'.

Per la prima volta gli scienziati dell'Institut Marquès di Barcellona hanno mostrato infatti che il feto sarebbe in grado di rilevare i suoni già a questa età, e soprattutto di reagire muovendo la bocca e la lingua.

A mostrarlo è un video in 3 D realizzato dagli scienziati, che rimbalza sulla stampa internazionale e sta emozionando il web. Le orecchie del piccolo si sviluppano completamente a 16 settimane, ma finora si riteneva che questo non potesse udire fino a 18-26 settimane di gestazione.

Ora il team di Marisa Lopez-Teijon spiega di aver 'fotografato' una risposta precoce alla musica trasmessa a livello intravaginale: il feto muove bocca e lingua come se cercasse di parlare o cantare.

E smette quando si interrompe la musica.

Una scoperta che, al di là dell'emozione nell'assistere a quella che appare come una precocissima risposta alla musica, potrebbe aprire la strada a nuovi metodi per consentire una diagnosi dei problemi di sordità già a livello fetale.

Il team ha usato un device, battezzato Babypod, sviluppato per questo studio, che si inserisce nella mamma, liberando le note.

L'esperimento è stato condotto su un gruppo di donne tra la 14esima e la 39esima settimana di gravidanza; i ricercatori hanno utilizzato gli ultrasuoni per valutare le reazioni del feto alla musica.

Le note erano emesse a livello addominale (sul pancione) e intravaginale, con lo speciale microfono, e tutti i piccoli hanno ascoltato la Partita in A minore di Johann Sebastian Bach.

Se prima di far partire i suoni i medici hanno visto che circa il 45% dei feti faceva movimenti spontanei degli arti e il 30% muoveva la bocca o la lingua (il 10% faceva 'linguacce'), una volta accesa la musica l'87% dei feti ha reagito con movimenti della testa e degli arti, accompagnati da "specifici movimenti di lingua e bocca", che si interrompevano quando si fermavano le note.

Inoltre il 50% reagiva con movimenti di bocca e lunga molto ampi ed evidenti.

Se invece sulla pancia della mamma venivano messe delle cuffie, non è stato rilevato alcun cambiamento facciale nei piccoli.

"La risposta fetale inizia a 16 settimane, con variazioni statisticamente significative nel corso della gravidanza", affermano gli studiosi.

"La risposta è diversa per ogni feto e anche i livelli di reazione sono differenti ogni volta che la musica viene suonata".

Inoltre i gemelli hanno comportamenti simili.

Ma secondo Claudio Giorlandino, ginecologo e segretario generale Sidip Italian College of Fetal Maternal Medicine, più che una reazione alla musica quelli dei piccoli sarebbero 'sbadigli'.

"Lo sviluppo fetale presenta fasi ben precise in utero.

A 18 settimane siamo ancora nella 'filogenesi'.

A queste settimane di gestazione - dice all'Adnkronos Salute - non vi è nessuna possibilità che il feto tragga da un'esperienza sensoriale una risposta psicomotoria da adulto".

"Questo - prosegue - non avviene neanche dopo la nascita, fino a quando lo sviluppo ontogenetico si va integrando con l'esperienza del mondo circostante determinando la maturazione psicomotoria.

Ciò che è accaduto, e che talvolta accade, è il movimento del cosiddetto 'sbadiglio' fetale, che comincia a essere presente già verso le 18 o 20 settimane.

Che sia avvenuto mentre il feto ascoltava musica è una causalità ma, a mio vedere, credere in queste cose è bello e romantico e avvicina la madre al misterioso mondo dello sviluppo fetale".

Roma, 9 ott. (AdnKronos Salute) 14:18

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IL CODICE DEGLI DEI

Due studiosi italiani scoprono la lingua universale prima della torre di Babele. Secondo i due studiosi sembrerebbe che un’antica mano informatrice abbia inserito nel D.N.A. della nostra civiltà un linguaggio astronomico.

 

La scoperta, apre le porte delle antiche conoscenze e i monumenti del sito di Giza, decodificati alla luce del codice, segnalano un messaggio millenario partito da una civiltà, non storicamente riconosciuta dalla scienza ufficiale, vissuta la bellezza di 13 millenni or sono.

Sicuramente parlare di un messaggio partito la bellezza di 13000 anni fa e indirizzato agli esseri umani del 2000 d.c. ,può far sorridere più di uno studioso, ma le riprove che gli studiosi hanno trovato sono al di sopra di qualsiasi sospetto.

 

Una volta padroni del codice, ci si accorge che il messaggio millenario è stato inserito nel D.N.A. della nostra civiltà: si trova in tutte le mitologie antiche, in tutte le forme religiose e in tutte le tradizioni tramandate dal passato.

 

"Il codice degli dei" si prefigge lo scopo di dimostrare senza tema di smentite che la lingua unica prima della famosa torre di Babele era astronomica e che la comprensione di questo "linguaggio" ci porterà a risolvere il più grande segreto celato alla nostra civiltà, la sua vera origine.

Riporto qui di seguito l’articolo dello scopritore del codice: Giorgio Terzoli. (ABBIAMO ANCHE LAVORATO E SCRITTO INSIEME… ORA E’ MORTO E LO SALUTO CON ONORE)

 

Premessa Partendo dagli studi del professor De Santillana , ho scoperto un codice astronomico precessionale tramite il quale si esprimevano tutte le culture antiche.

 

Per onor di merito è giusto dividere questa scoperta in due parti ben distinte ,la prima che chiameremo codice De Santillana_Von Dechend ("Il Mulino di Amleto"), intuita dagli studiosi nel 1969 e la seconda, che ho definito codice Terzo (dal nome del sottoscritto Giorgio Terzoli).

ll codice de Santillana- von Dechend Giorgio de Santillana nacque a Roma nel 1901.

Nel 1938 dovette abbandonare l’Italia in seguito a leggi razziali, in quanto ebreo e da allora visse negli Stati Uniti ,dove insegnò per lungo tempo al Massachusset Institute of Tecnology. La sua splendida opera "Il mulino di Amleto", pubblicata negli Stati uniti nel 1969, fu il frutto di un lungo lavoro in collaborazione con la professoressa Herta von Dechend, la quale insegnò per molti anni all’università di Francoforte.

De Santillana e la Von dechend, mettendo in correlazione un numero infinito di miti che arrivavano dal nostro profondo passato, scoprirono una serie di elementi a dir poco incredibili: tutta la mitologia antica aveva gli stessi argomenti ,gli stessi personaggi (anche se con nomi diversi ma riconoscibili), gli stessi arredi scenici e gli stessi numeri, che apparivano quasi per magia in ogni tema mitologico.

Motivi ricorrenti si riscontravano in Cina, in Arabia o in Egitto, a dispetto dei luoghi o dei tempi. I miti o le tradizioni che arrivavano da tutte le ere e dai posti geografici più impensati ,quali miti amerindi, cinesi ,greci ,egiziani ,indiani , polinesiani ,sumeri ,ittiti ,scandinavi, germanici ecc contenevano gli stessi personaggi ,gli stessi arredi scenici ,le stesse trame e gli stessi numeri.

Dopo accurati studi i due professori ,seppure con un certo imbarazzo scientifico, riconobbero nei numeri in questione i dati per calcolare la precessione degli equinozi .L’imbarazzo scientifico crebbe a dismisura quando i due studiosi furono costretti ,dall’evidenza dei fatti ,a dichiarare che nella lingua comune del mito erano congelati elementi di alta astronomia.

 

I miti non solo descrivono esperienze comuni, ma lo fanno utilizzando lo stesso linguaggio simbolico comune ,gli stessi personaggi riconoscibili e gli stessi motivi letterali.

Secondo i due studiosi sembrerebbe che un’antica mano informatrice abbia inserito nel D.N.A. della nostra civiltà questi concetti. I valori per calcolare con precisione la precessione degli equinozi ,sotto forma di numeri specifici si possono trovare nelle più antiche tradizioni umane.

La prova schiacciante della loro magnifica intuizione si trova nei numeri per calcolare la precessione degli equinozi ,i quali appaiono in ogni antica tradizione o in qualsiasi mito. Considerando che l’origine della mitologia si perde nella notte dei tempi ,lo stesso de Santillana afferma che nel 4000 a.c. all’inizio della nostra storia ,erano già barcollanti per l’età ,la scoperta prendeva carattere di eccezionalità.

Se prendiamo in esame che la scienza ufficiale farebbe risalire la scoperta della precessione degli equinozi al primo secolo a.c., da parte di un astronomo greco Ipparco ,la scoperta dei due studiosi potrebbe da sola costringerci a riprendere in serio esame buona parte della storia conosciuta.

Gli equinozi sono i due momenti dell’anno in cui il giorno e la notte hanno eguale durata su tutto il pianeta. L’equinozio di primavera cade il 20 marzo ,mentre quello d’autunno il 22 settembre. Per effetto della precessione degli equinozi ,il punto vernale o punto gamma o equinozio viene raggiunto ogni anno con qualche frazione di anticipo ,con il risultato che il sole molto lentamente si sposta attraverso tutte e dodici le costellazioni dello zodiaco.

 

Egli impiega circa 2160 anni per attraversare ogni singola costellazione e compie un intero giro in circa 25.920 anni.

I NUMERI PRECESSIONALI INDIVIDUATI DAI DUE STUDIOSI 72 = UN GRADO PRECESSIONALE 144 = DUE GRADI PRECESSIONALI 2.160 = TRENTA GRADI PRECESSIONALI (UN’INTERA COSTELLAZIONE ZODIACALE) 4320 = SESSANTA GRADI PRECESSIONALI (DUE COSTELLAZIONE PRECESSIONALI) 25920 = TRECENTOSESSANTA GRADI PRECESSIONALI EQUIVALENTI A UN’INTERO CICLO.

I MITI ASTRONOMICI In relazione a questa scoperta si può azzardare che l’intera mitologia non era basata su racconti veri o presunti di personaggi straordinari e valorosi, ma ci parla in termini astronomici sulle traiettorie dei pianeti e del grande ciclo della precessione degli equinozi ,il quale cambia inesorabilmente il cielo e in particolar modo la posizione del Sole ,il giorno dell’equinozio ,all’interno di una delle dodici costellazioni zodiacali.

 

IL CODICE TERZO Elaborando il codice scoperto dai due professori sono riuscito a trovare altri elementi comuni presenti in tutta la mitologia ,tramite i quali possiamo decifrare con senso logico e compiuto il significato della maggior parte dei testi mitologici. IL 12 associato a qualcosa di circolare. Tutti i 12 mitologici, affiancati ad un concetto circolare, corrispondono alle dodici costellazioni zodiacali che la precessione incontra nel suo lento incedere. I 12 cavalieri della tavola rotonda ,i 12 apostoli ,i 12 saggi ,le 12 montagne ,i 12 piatti ,le 12 tribù ecc.

L’orologio cosmico La precessione degli equinozi determina un grande orologio cosmico comprendente ore od ere precessionali di ben 2160 anni infatti, l’equinozio di primavera staziona circa 2160 anni in una costellazione zodiacale. Sapendo che ora siamo alla fine dell’era astronomica dei pesci possiamo stabilire con una certa sicurezza le epoche o le ore precessionali.

 

Gli animali mitologici. Gli animali presenti nella mitologia simboleggiano le costellazioni zodiacali e nella maggior parte dei casi sono il riferimento diretto alla costellazione che, nell’epoca specifica, portava l’equinozio di primavera. Gli dei correlati al sole. Gli dei correlati al sole fanno sempre riferimento all’era precessionale in questione.

 

Nella tomba astronomica di Senemmut abbiamo la possibilità di osservare Horus (il dio solare egiziano) con una lunga asta in mano che indica con precisione dove si trovava il sole precessionale all’epoca in questione ,all’incirca alla metà della costellazione del Toro. (data che corrisponde al nostro 2450 a.c. esattamente la data attribuita dalla scienza ufficiale alla tomba)

 

Il dio solare Sumero-Ittita ,Tesup o Teschub ,lo si rappresentava sotto forma di Toro. Abbiamo in questo chiarificante esempio la dimostrazione che gli Ittiti identificavano la loro divinità solare con la costellazione che ospitava il sole al momento dell’equinozio di primavera (la costellazione del Toro).

I sumeri comparvero in mesopotamia nel Quarto millennio A.C. ( all’inizio dell’era precessionale del Toro ) ed infatti la divinità solare sumera viene dipinta sopra a un Toro simbolico che rappresenta l’omonima costellazione.

Utilizzando l’orologio precessionale la figura sumera ci indica anche che il sole si trovava all'inizio dell’era astronomica del Toro (4320 a.c. ) infatti ,la divinità è sulla parte iniziale della costellazione del Toro ,le corna ,indicandone l’inizio.

 

GLI EROI E LE PROVE PER DIVENTARE TALI Analizzando la mitologia ho riscontrato che le fatiche e le terribili prove che la figura dell’eroe deve affrontare sono simboliche ed astronomiche. Ercole ,Giasone ,Ulisse e Teseo sono la stessa figura dell’uomo che per diventare eroe deve compiere un percorso pieno di pericoli e di prove alquanto bizzarre.

Se analizziamo che Ercole deve uccidere il Leone celeste ,Ulisse deve seguire le stelle di Orione e Giasone e Teseo affrontare un terribile Toro, oserei dire che siamo costretti ad ammettere che le prove degli Eroi sono costellate da prove precessionali.

 

La lingua universale prima della nostra Storia. Si è sempre ricercata la lingua universale che si parlava tra i popoli prima del diluvio universale e per molto tempo si è creduto che questa fosse una scrittura comune a tutte le popolazioni, un idioma comune ,una sorta del nostro inglese commerciale.

Oggi abbiamo la possibilità di dimostrare che prima della scrittura era presente un gergo astronomico precessionale, comune a tutte le culture storiche e preistoriche.

Possiamo affermare che prima della nostra storia esistevano conoscenze astronomiche e scientifiche e che tale sapienza veniva utilizzata in convenzioni mitologiche per esprimerle.

Non potrebbe essere la scoperta di questo codice, la più grande scoperta archeologica? GIORGIO TERZOLI

http://xoomer.virgilio.it/silvano/misteri219.html

 

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