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Categoria: "Notizie scottanti"

CURARE TUMORI SENZA CHEMIOTERAPIA!

TUMORI, IEO MILANO RIFONDA EMATOLOGIA: NUOVA SQUADRA AL LAVORO PER CURE LIBERE DALLA CHEMIOTERAPIA-CHEMIO-FREE

PER LA CURA DI LINFOMI, LEUCEMIE E MIELOMI'

Milano, 14 mag. (AdnKronos Salute) 10:12

 

Lotta ai tumori del sangue con farmaci molecolari ritagliati su misura in base al Dna di ogni singolo paziente, per terapie intelligenti e personalizzate il più possibile chemio-free.

 

Un programma di Drug Discovery mutuato da centri leader d'Oltreoceano come l'università di Harvard a Boston e l'MD Anderson di Houston, e un ambulatorio aperto h24 per accompagnare i malati verso la speranza della guarigione senza mai farli sentire soli.

 

Perché "una carezza e un sorriso qualche volta curano più dei farmaci", dichiara Umberto Veronesi all'Adnkronos Salute.

 

Così l'Istituto europeo di oncologia di Milano rifonda l'Ematologia, forte di una squadra che ha arruolato i migliori cervelli italiani e stranieri all'insegna della nuova medicina delle 5P: Predittiva, Preventiva, Personalizzata, Partecipativa e Psicologica.

 

Una P in più rispetto al modello americano celebrato dalla rivista 'Nature', aggiunta da Veronesi, padre della medicina della persona.

 

"Non più malati, ma uomini e donne".

 

 

Il nuovo team 'Ematologia Ieo per la cura di linfomi, leucemie e mielomi' si è presentato alla città in un incontro aperto al pubblico, introdotto da Veronesi - fondatore e direttore scientifico emerito dell'Irccs di via Ripamonti - e dal suo 'erede morale' Roberto Orecchia, da gennaio direttore scientifico.

 

"Un'integrazione di competenze unica in Europa", annunciano dall'Istituto.

 

 

I nomi sono tra i più noti alla comunità scientifica: Pier Giuseppe Pelicci, direttore del programma di Ematologia; Stefano Pileri, direttore dell'Unità di diagnosi emolinfopatologica; Corrado Tarella, direttore della Divisione di oncoematologia clinica; Francesco Bertolini, direttore del Laboratorio di ematologia clinica, e Riccardo Dalla Favera dell'Istituto di genetica del cancro della Columbia University di New York - pioniere della genetica dei linfomi - come consulente e collaboratore scientifico del programma.

 

 

"L'ematologia è stata l'avamposto delle nuove terapie oncologiche", ricorda Pelicci citando come esempi "trapianto di midollo e farmaci molecolari.

 

La nuova Ematologia Ieo è un esempio unico in Europa di integrazione tra ricerca, diagnostica avanzata e clinica", prosegue.

 

L'obiettivo a lungo termine è "una possibilità di cura per tutti i pazienti con tumori ematologici, con terapie molecolari e senza chemioterapia.

 

Stiamo lavorando a una rete di interazioni nazionali e internazionali per garantire un accesso precoce dei nostri pazienti ai farmaci sperimentali più innovativi", ma l'Ieo vuole mettere la firma su nuovi farmaci molecolari.

 

"Ce n'è un bisogno urgente e abbiamo creato un programma di ricerca dedicato, che integra nella comunità dei ricercatori di base Ieo un team di chimici medicinali con esperienza industriale di Drug Discovery".

 

 

Passare dal Dna alla terapia in mesi invece che in anni, all'Ieo è un sogno già diventato realtà per il 'Bpdcn' , tumore raro di sangue e cute fino a ieri senza possibilità di trattamento.

 

 

Ma l'unione fa la forza, e il mix fra l'esperienza diagnostica di Pileri e quella di laboratorio di Bertolini ha permesso di scoprire che farmaci già disponibili per altre malattie ematologiche (demetilanti) in nuove combinazioni possono bloccare il Bpdcn.

 

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"L'attività dell'emolinfopatologo - avverte Pileri - passa dall'osservazione al microscopio alla gestione delle biopsie in biobanche hi-tech", da scandagliare mappando il Dna a caccia di nuovi bersagli terapeutici.

 

 

Ma per farlo "è urgente che il nostro Paese, al pari di Germania, Francia e Regno Unito, istituisca centri di riferimento per la diagnostica avanzata con tecnologie sofisticate e personale altamente specializzato". Secondo Dalla Favera, italiano negli Usa dal 1978 e appena eletto membro della National Academy of Sciences americana, "l'unicità della nuova Ematologia Ieo è l'aver costituito una squadra di cervelli proveniente da diverse istituzioni, convincendoli a trasferire in Ieo la loro esperienza e la loro cultura.

 

 

A differenza del mondo anglosassone - osserva - questa situazione non è usuale in Italia.

 

L'ematologia italiana è fra le prime 5 al mondo e il nuovo team Ieo potrà ulteriormente sviluppare questa eccellenza, collaborando con gli altri poli del Paese".

 

"Nel rapporto medico-paziente ho sempre creduto nella condivisione.

 

Per questo abbiamo deciso in Ieo di coinvolgere i nostri pazienti nella gestione della loro malattia e del nostro approccio alle cure", puntualizza Tarella che ha fortemente voluto attivare "un servizio di assistenza specialistico aperto 24 ore al giorno, fra i primi in Italia, per assicurare un contatto immediato con l'ospedale tutte le volte che è necessario.

 

Insieme all'Unità di psicologia guidata da Gabriella Pravettoni - aggiunge - stiamo sviluppando un approccio personalizzato che analizza e interpreta varie componenti cognitive, psicologiche e comportamentali.

 

E stiamo sostenendo la crescita dell'Associazione italiana pazienti ematoncologici-Aipe, fondata 20 anni fa dai miei assistiti, completamente gestita dai malati e dedicata ai loro bisogni". E se nella medicina delle 5P il malato smette di essere paziente per tornare persona, "il medico deve diventare anche amico e un po' psicoanalista" DICE ORA UN FAMOSO ONCOLOGO ITALIANO….

 

"Prima di iniziare una terapia dobbiamo dialogare moltissimo con la persona - insegna l'oncologo - Dobbiamo conoscere chi è, che problemi personali ha, com'è il suo rapporto con la famiglia, quali sono le sue aspettative, le sue frustrazioni e i suoi desideri, come vive il rapporto con i medici e con l'ospedale in cui si trova.

 

Allora sì che possiamo decidere cosa possiamo fare, cosa dobbiamo fare e cosa dobbiamo non fare.

 

 

La malattia del corpo si può curare, spesso guarire - riflette lo scienziato - Ma la vera sfida della medicina psicologica è togliere dal cervello l'angoscia e la paura che il male ha provocato, e che purtroppo restano anche oltre la guarigione.

 

Ecco perché una carezza e un sorriso qualche volta curano veramente". "Non dobbiamo dimenticare - conferma Orecchia all'Adnkronos Salute - che il nuovo processo di cura non parte dal malato, bensì dal sano.

 

 

La medicina predittiva (prima P) permette di scoprire quale patologia è più a rischio, e con quella preventiva (seconda P) cerchiamo di evitarla.

 

Se poi la malattia insorge, la medicina personalizzata (terza P) ci aiuta a trovare l'approccio terapeutico più efficace e meno pericoloso, il più utile al paziente e di conseguenza il più sostenibile per il Servizio sanitario nazionale.

 

 

La quarta P attraversa tutto questo percorso, che va partecipato dal paziente e dalla sua famiglia.

 

E infine la quinta P, la nostra P di medicina psicologica - conclude il direttore scientifico Ieo - ci aiuta a non perdere mai di vista che il malato è prima di tutto, e resta per sempre, una persona".

 

 

 

 

 

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Gli OMG Provocano Reazioni a livello Immunologico

Effetti negativi provati sugli Alimenti Geneticamente Modificati (OGM)

Posted: 18 May 2015 12:18 AM PDT

 

Questo articolo mette in evidenza la pericolosità di alcuni alimenti che normalmente usiamo per la nostra alimentazione giornaliera, anche a stare attenti a quello che ingeriamo, non saremo mai sicuri di come vengono allevati animali,

piante da frutto e ortaggi che tutti i giorni troviamo sulle nostre tavole.

Nel mentre ci stiamo preoccupando di questa sofisticatone alimentare e del taglio di ulivi millenari, l'Europa ha dato il via ad alcuni prodotti geneticamente modificati, il tutto mentre si sta svolgendo una manifestazione come l'EXPO che vuole essere il motore per debellare le malattie dalla malnutrizione mondiale.

 

di Jeffrey M. Smith

dal Sito Web MundoNuevo

recuperato dal Sito Web WayBackMachine

traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in spagnolo

 

EFFETTI NEGATIVI DEI PRODOTTI OGM:

 

Tra gli effetti negativi provati troviamo: il rischio dell’infertilità, danneggiamento del sistema immunitario, invecchiamento precoce, danneggiamento dei geni in relazione al colesterolo ed alla regolazione di insulina, cambiamenti del fegato, dei reni, della milza e del sistema gastrointestinale.

 

Il 19 maggio 2009, L’Accademia Americana di Medicina dell’Ambiente (AAEM) chiese che,

“ i medici educhino i loro pazienti, la comunità dei medici ed il pubblico affinché, per quanto possibile, evitino gli alimenti geneticamente modificati (GM) e che distribuiscano materiale educativo sugli alimenti GM e rischi per la salute.” [1]

Hanno richiesto una moratoria degli alimenti transgenici; gli studi indipendenti a lungo raggio e le etichette degli alimenti OGM.

Il documento della AAEM riporta:

“diversi studi sugli animali indicano i gravi rischi per la salute in relazione agli alimenti OGM che comprendono:

 Infertilità

 Problemi immunologici

 Invecchiamento precoce

 Regolazione dell’insulina

 Cambiamenti nei principali organi e nel sistema gastrointestinale”

Si arriva alla seguente conclusione:

“c’è più di una relazione casuale tra gli alimenti transgenici e gli effetti dannosi per la salute. C’è una relazione di causalità “ questo secondo la definizione di criteri scientifici riconosciuti.

“La forza di aggregazione e coerenza tra gli alimenti geneticamente modificati e le malattie è confermata da diversi studi sugli animali.”

Sempre di più i medici stanno prescrivendo diete senza transgenici.

La dottoressa Jennifer Armstrong, Presidente della AAEM, dice:

“I medici stanno probabilmente vedendo gli effetti degli OGM sui loro pazienti, ma è necessario che sappiano fare le domande giuste”.

Il biologo Pushpa M. Bhargava, di nota fama mondiale, è un passo avanti.

Dopo aver controllato più di 600 riviste scientifiche, arriva alla conclusione che gli organismi modificati geneticamente OGM) contribuiscono in maniera significativa al deterioramento acuto della popolazione.

Grande Rischio per le Donne incinte ed i Neonati

 

Il biologo David Schubert dell’Istituto Salk avvisa che, di tutta lapopolazione,

“i bambini sono i più propensi ad essere toccati negativamente dalle tossine e da altri problemi alimentari” in relazione agli alimenti GM.

Schubert dice che senza gli studi adeguati, i bambini si trasformano in “animali da sperimentazione”.[2]

La reale esperienza con gli animali da sperimentazione, alimentati con prodotti GM è spaventosa.

Quando dei ratti femmina sono state alimentate con la soia transgenica, la maggior parte dei suoi nati sono morti nel giro di tre settimane, mentre si è avuto un tasso di mortalità del 10% nel gruppo sotto controllo alimentato con soia naturale.[3]

Anche le nidiate alimentate con transgenici erano più piccole e più tardi hanno avuto problemi nel rimanere in cinta.[4]

Quando i ratti maschi furono alimentati con soia GM, il colore rosa normale dei loro testicoli divenne celeste scuro.[5] I ratti alimentati con soia GM hanno mostrato un’alterazione dello sperma giovanile.[6]

Anche gli embrioni dei ratti padri alimentati con transgenici hanno presentato cambiamenti significativi nel loro DNA.[7]

In uno studio portato avanti dal governo austriaco, i ratti alimentati con mais transgenico ebbero meno piccoli e tra quelli avuti risulta che siano stati più piccoli del normale.[8]

I problemi di riproduzione riguardano anche il bestiame. Ricerche portate avanti nello stato del Haryana in India, hanno rilevato che la maggior parte dei bufali che mangiavano semi di cotone GM aveva delle complicanze tipo parti prematuri, aborti, infertilità e prolassi uterini. Molti vitelli morivano.

Negli Stati Uniti due dozzine circa di agricoltori affermano che migliaia di maiali sono diventati sterili dopo aver consumato certe varietà di mais GM.

Alcune avevano false gravidanze, mentre altre davano alla luce sacchi di acqua. Anche le mucche ed i tori non erano più fertili una volta alimentati con lo stesso mais.[9]

Alimenti Progettati per Produrre Tossina.

 

Il mais ed il cotone GM sono progettati per produrre un pesticida interno che è incorporato in ogni cellula.

Quando gli insetti attaccano la pianta, il veleno si sparge nel loro stomaco e li uccide. Le imprese di biotecnologia affermano che il pesticida, chiamato Bt, prodotto a partire da batteri del suolo Bacillus thuringiensis - è stato usato precedentemente ed è sicuro visto che gli agricoltori organici ed altri usano batteri Bt nello spray per il controllo naturale degli insetti.

Eppure la tossina Bt prodotta dalle piante modificate geneticamente,

 mille volte più concentrata che nello spray naturale di Bt

 è progettato per essere più tossico [10]

 ha le proprietà di un allergene

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 a differenza dello spray non può essere eliminato dalla pianta

D’altra parte, gli studi confermano che è dannoso anche lo spray naturale battericida meno tossico.

Quando fu sparso con il sistema di fumigazione aerea per uccidere le cavallette nel nord est del Pacifico, circa 500 persone hanno dichiarato sintomi di allergia o raffreddore. Alcuni dovettero ricorre alle cure del pronto soccorso.[11],[12]

I sintomi sono esattamente gli stessi che dichiarano di avere i lavoratori agricoli di tutta l’India dopo la manipolazione del cotone Bt.[13]

Nel 2008, basandosi sui registri medici, il Sunday India ha dichiarato:

“Il numero delle vittime con attacchi di prurito, quest’anno è aumentato enormemente(…) e questo in relazione alla coltivazione del cotone Bt.” [14]

Gli OMG Provocano Reazioni a livello Immunologico

La AAEM dice:

“Molti studi su animali mostrano un significativo sregolamento del sistema immunologico”, compreso l’aumento delle citochine che "si associano all’asma, all’allergia ed all’infiammazione", tutto questo va aumentando nei paesi che consumano alimenti GM.

Secondo l’esperto sulla sicurezza alimentare e degli alimenti GM, il dott. Arpad Pusztai, i cambiamenti del sistema immunitario degli animali alimentati con transgenici sono,

“una caratteristica costante in tutti gli studi effettuati” [15]

Anche la ricerca di Monsanto ha fatto vedere cambiamenti significativi del sistema immunitario di ratti alimentati con mais Bt.[16]

Nel novembre 2008 anche il governo italiano ha notato che i ratti presentarono una reazione del sistema immunologico al mais BT.[17]

La soia ed il mais transgenici contengono due nuove proteine con proprietà allergeniche.[18] La soia GM contiene sette volte in più di inibitore di tripsina di soia, un noto allergene,[19] che applicato sotto pelle con un ago dà la dimostrazione che alcune persone reagiscono alla soia GM ed altre no. [20]

Poco dopo chela soia transgenica fu introdotta nel Regno Unito, il numero dei casi di allergia alla soia salì fino al 50%.

E’ possibile che l’epidemia dia allergie alimentari e di asma sia dovuta al fatto che c’è stata una manipolazione genetica.

La peggiore Scoperta tra tutte - gli OMG

Rimangono dentro di noi

L’unico studio sull’alimentazione umana pubblicato rivela quello che potrebbe essere il problema più pericoloso degli alimenti GM.

Il gene inserito nella soia GM si trasferisce nel DNA dei batteri che vivono nel nostro intestino, dove continua a funzionare. [26]

Questo significa che molto tempo dopo che abbiamo smesso di mangiare gli OGM, possiamo avere ancora le proteine GM potenzialmente dannose che si producono continuamente dentro di noi.

In parole povere, mangiare pannocchie di mais prodotte a partire dal mas Bt potrebbe trasformare i nostri batteri intestinali in fabbriche vive di pesticida, forse per il resto della nostra vita.

Negli Stati Uniti, quando si informa durante le conferenze mediche sull’evidenza della contaminazione genetica, i medici sono soliti rispondere citando l’enorme aumento dei problemi gastrointestinali, tra i loro pazienti dell’ultimo decennio.

Gli alimenti transgenici potrebbero aver colonizzato la flora intestinale di tutti noi.

Pericolosa Scarsità di Studi e,

Malattie che non è possibile Identificare

La AAEM dice che:

“gli alimenti transgenici non sono stati adeguatamente testati” e “presuppongono un rischio grave per la salute”.

In materia di OGM non è stato pubblicato nessuna prova clinica su esseri umani.

Una revisione della letteratura scientifica fatta nel 2007 e pubblicata “sui possibili effetti tossici/rischi per la salute, delle piante geneticamente modificate”ha rivelato che “i dati sperimentali sono molto scarsi”.

L’autore conclude la sua revisione con una domanda:

“Dove sta l’evidenza scientifica che dimostra che le piante/alimenti GM sono tossicologicamente sicuri, come lo presumono le industrie di biotecnologia?”[28]

Il famoso genetista canadese David Suzuki risponde,

“Gli sperimenti non sono stati fatti ed adesso ci siamo trasformati in porcellini d’India”.

Ed aggiunge:

“ Qualunque persona che dica “Oh, sappiamo che questo è perfettamente sicuro” o è incredibilmente stupida o mente deliberatamente.[29]

Il dott. Schubert dice:

“Se ci saranno problemi, probabilmente non lo sapremo mai perché la causa non sarà individuabile e molte malattie impiegano molto tempo per svilupparsi.”

“Se gli OGM arriveranno a causare sintomi acuti ed immediati con un simbolo unico, forse allora potremmo avere la opportunità di verificare la causa”.

Questo è quanto è accaduto alla fine degli anni ’80 durante un’epidemia negli Stati Uniti.

La malattia ebbe un’azione rapida e mortale e provocò un cambiamento unico e visibile nel sangue, ciononostante ci vollero più di quattro anni solo per identificare solo che si trattava di un’epidemia. Nel frattempo aveva ucciso almeno un centinaio di americani e provocato un numero dai 5000 ai 10.000 malati o persone che sono rimaste inferme permanenti.

La causa era un prodotto dell’ingegneria genetica, un complemento alimentare chiamato L-triptofane.

Non sapremo mai se altri alimenti modificati geneticamente stanno contribuendo all’aumento dell’autismo, dell’obesità, del diabete, dell’asma, del cancro, della malattie di cuore, delle allergie, dei problemi di riproduzione, o uno qualsiasi degli altri problemi di salute.

Nella realtà, visto che gli animali alimentati con gli OGM hanno presentato uno spettro di problemi così ampio, le persone sensibili possono reagire agli alimenti transgenici con sintomi molteplici.

Pertanto, è rilevante che nei primi nove anni dopo l’introduzione su vasta scala delle coltivazioni transgeniche nel 1996, l’incidenza di persone con tre o più malattie croniche è quasi duplicata, dal 7% al 13%.[30]

Per aiutare a determinare se gli OGM stanno causando danno l’AAEM chiede,

“ai suoi membri, alla comunità medica e a quella scientifica indipendente, che facciano una lista di studi sei casi potenzialmente correlati con il consumo di alimenti GM e degli effetti sulla salute; che inizino una ricerca epidemiologica per studiare il ruolo degli OGM sulla salute umana e che applichino metodi sicuri per determinare gli effetti degli alimenti OGM sulla salute umana.”

Non è necessario che i cittadini aspettino i risultati per seguire il consiglio dei medici di evitare gli alimenti GM.

Le persone possono mantenersi lontane da qualunque cosa contenga soia o derivati dal mais importato, cotone e olio di canola e dallo zucchero di barbabietola GM a meno che non riporti la parola “organico” oppure “non GM”.

Anche se solo una piccola percentuale di persone scegliesse le marche non OGM, sarebbe probabile che l’industria alimentare risponda, come lo ha fatto in Europa, eliminando tutti gli ingredienti modificati geneticamente.

La ricetta di AAEM di non consumare OGM potrebbe così avere una inflessione della somministrazione di alimenti.

Riferimenti bibliografici:

[1] http://www.aaemonline.org/gmopost.html [2] David Schubert, personal communication to H. Penfound, Greenpeace Canada, October 25, 2002. [3] Irina Ermakova, “Genetically modified soy leads to the decrease of weight and high mortality of rat pups of the first generation. Preliminary studies,” Ecosinform 1 (2006): 4–9. [4] Irina Ermakova, “Experimental Evidence of GMO Hazards,” Presentation at Scientists for a GM Free Europe, EU Parliament, Brussels, June 12, 2007 [5] Irina Ermakova, “Experimental Evidence of GMO Hazards,” Presentation at Scientists for a GM Free Europe, EU Parliament, Brussels, June 12, 2007 [6] L. Vecchio et al, “Ultrastructural Analysis of Testes from Mice Fed on Genetically Modified Soybean,” European Journal of Histochemistry 48, no. 4 (Oct–Dec 2004):449–454. [7] Oliveri et al., “Temporary Depression of Transcription in Mouse Pre-implantion Embryos from Mice Fed on Genetically Modified Soybean,” 48th Symposium of the Society for Histochemistry, Lake Maggiore (Italy), September 7–10, 2006. [8] Alberta Velimirov and Claudia Binter, “Biological effects of transgenic maize NK603xMON810 fed in long term reproduction studies in mice,” Forschungsberichte der Sektion IV, Band 3/2008 [9] Jerry Rosman, personal communication, 2006 [10] See for ex ample, A. Dutton, H. Klein, J. Romeis, and F. Bigler, “Uptake of Bt-toxin by herbivores feeding on transgenic maize and consequences for the predator Chrysoperia carnea,” Ecological Entomology 27 (2002): 441–7; and J. Romeis, A. Dutton, and F. Bigler, “Bacillus thuringiensistoxin (Cry1Ab) has no direct effect on larvae of the green lacewing Chrysoperla carnea (Stephens) (Neuroptera: Chrysopidae),” Journal of Insect Physiology 50, no. 2–3 (2004): 175–183. [11] Washington State Department of Health, “Report of health surveillance activities: Asian gypsy moth control program,” (Olympia, WA: Washington State Dept. of Health, 1993). [12] M. Green, et al., “Public health implications of the microbial pesticide Bacillus thuringiensis: An epidemiological study, Oregon, 1985-86,” Amer. J. Public Health 80, no. 7(1990): 848–852. [13] Ashish Gupta et. al., “Impact of Bt Cotton on Farmers’ Health (in Barwani and Dhar District of Madhya Pradesh),” Investigation Report, Oct–Dec 2005. [14] Sunday India, October, 26, 2008 [15] October 24, 2005 correspondence between Arpad Pusztai and Brian John [16] John M. Burns, “13-Week Dietary Subchronic Comparison Study with MON 863 Corn in Rats Preceded by a 1-Week Baseline Food Consumption Determination with PMI Certified Rodent Diet #5002,” December 17, 2002 http://www.monsanto.com/monsanto/content/sci_tech/prod_safety/fullratstudy.pdf [17] Alberto Finamore, et al, “Intestinal and Peripheral Immune Response to MON810 Maize Ingestion in Weaning and Old Mice,” J. Agric. Food Chem., 2008, 56 (23), pp 11533–11539, November 14, 2008 [18] See L Zolla, et al, “Proteomics as a complementary tool for identifying unintended side effects occurring in transgenic maize seeds as a result of genetic modifications,” J Proteome Res. 2008 May;7(5):1850-61; Hye-Yung Yum, Soo-Young Lee, Kyung-Eun Lee, Myung-Hyun Sohn, Kyu-Earn Kim, “Genetically Modified and Wild Soybeans: An immunologic comparison,” Allergy and Asthma Proceedings 26, no. 3 (May–June 2005): 210-216(7); and Gendel, “The use of amino acid sequence alignments to assess potential allergenicity of proteins used in genetically modified foods,”Advances in Food and Nutrition Research 42 (1998), 45–62. [19] A. Pusztai and S. Bardocz, “GMO in animal nutrition: potential benefits and risks,” Chapter 17, Biology of Nutrition in Growing Animals, R. Mosenthin, J. Zentek and T. Zebrowska (Eds.) Elsevier, October 2005 [20] Hye-Yung Yum, Soo-Young Lee, Kyung-Eun Lee, Myung-Hyun Sohn, Kyu-Earn Kim, “Genetically Modified and Wild Soybeans: An immunologic comparison,” Allergy and Asthma Proceedings 26, no. 3 (May–June 2005): 210-216(7). [21] “Mortality in Sheep Flocks after Grazing on Bt Cotton Fields—Warangal District, Andhra Pradesh” Report of the Preliminary Assessment, April 2006, http://www.gmwatch.org/archive2.asp [22] Personal communication and visit, January 2009. [23] Jeffrey M. Smith, Genetic Ro ulette: The Documented Health Risks of Genetically Engineered Foods, Yes! Books, Fairfield, IA USA 2007 [24] Arpad Pusztai, “Can Science Give Us the Tools for Recognizing Possible Health Risks for GM Food?” Nutrition and Health 16 (2002): 73–84. [25] Stéphane Foucart, “Controversy Surrounds a GMO,” Le Monde, 14 December 2004; referencing, John M. Burns, “13-Week Dietary Subchronic Comparison Study with MON 863 Corn in Rats Preceded by a 1-Week Baseline Food Consumption Determination with PMI Certified Rodent Diet #5002,” December 17, 2002 http://www.monsanto.com/monsanto/content/sci_tech/prod_safety/fullratstudy.pdf [26] Netherwood et al, “Assessing the survival of transgenic plant DNA in the human gastrointestinal tract,” Nature Biotechnology 22 (2004): 2. [27] See memos at www.biointegrity.org [28] José Domingo, “Toxicity Studies of Genetically Modified Plants: A Review of the Published Literature,” Critical reviews in food science and nutrition, 2007, vol. 47, no8, pp. 721-733 [29] Angela Hall, “Suzuki warns against hastily accepting GMOs”, The Leader-Post (Canada), 26 April 2005. [30] Kathryn Anne Paez, et al, “Rising Out-Of-Pocket Spending For Chronic Conditions: A Ten-Year Trend,” Health Affairs, 28, no. 1 (2009): 15-25

http://www.bibliotecapleyades.net/tzolkinmaya/esp_tzolkinmaya29.htm

Articolo correlato qui

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Reiki: ecco in quali ospedali viene praticato

Guarire con il Reiki: ecco in quali ospedali viene praticato

 

Il Reiki, riequilibrare il proprio organismo ritrovando benessere fisico e psichico attraverso le mani

Il Reiki è una forma terapeutica alternativa per il trattamento di malanni fisici, emozionali e mentali.

Secondo la tradizione, la pratica del Reiki è stata sviluppata dal giapponeseMikao Usui.

Secondo gli insegnamenti imposti dal Reiki, esiste un’energia vitale universale, accessibile agli operatori Reiki per indurre effetti curativi. Tale energia passa per le mani dell’operatore.

Il Reiki è altresì usato come medicina preventiva poichè, si afferma, l’energia stimola la cura prima ancora che ci sia un evidente sintomo del male.

 

Quali sono gli effetti del Reiki?

Il Reiki può essere usato nel trattamento di praticamente tutte le malattie e disturbi conosciuti. Se viene affiancato ad altre terapie naturali ed allopatiche, invece, ne migliorera l’efficacia.

Il Reiki ha l’effetto di migliorare i risultati del trattamento medico globale, agendo in modo da ridurre gli effetti collaterali di eventuali farmaci, ridurre il tempo del trattamento, ridurre o eliminare il dolore, ridurre lo sforzo e contribuire ad aumentare un senso generale di ottimismo, che gioverà alla cura nel suo complesso.

Tant’è che la sua efficacia è stata testata nella terapia per alleviare ansia, paura e depressione nei pazienti affetti da malattie oncologiche, risultando spesso utile anche nel diminuire gli effetti della chemioterapia.

Come agisce la pratica del Reiki?

Seguendo il punto di vista olistico, nel Reiki si afferma che la malattia, in qualsiasi forma si presenti, non è altro che la manifestazione sul piano fisico di uno squilibrio energetico.

Secondo questa visione, traumi, incidenti, alimentazione, eventi atmosferici, situazioni ambientali, danno origine a dei blocchi energetici e alle malattie. Il Reiki, dunque, ha come scopo quello di rimuovere questi blocchi energetici, ristabilendone il flusso, ristabilendo l’armoniosa interazione tra mente e corpo.

 

Il Reiki nella sanità italiana

La pratica del Reiki, qualora il paziente lo richiedesse, è impiegata in vari ospedali di tutto il mondo, Italia compresa, da volontari o da infermieri e personale medico.

Vediamo insieme quali ospedali italiani impiegano questa pratica.

• ROMA. Il Reiki viene praticato in un solo ospedale, il Regina Elena.

• MILANO. Il Reiki viene praticato nell’Ospedale San Carlo Borromeo. Viene effettuato ai pazienti secondo tariffario del S.S.N. al Centro di Medicina Psicosomatica.

• TORINO. Il Reiki viene praticato presso l’Ospedale San Giovanni Battista, al C.O.E.S. (Centro Oncologico Ematologico Subalpino). Il paziente è seguito da un’equipe composta da differenti figure professioali: un medico, uno psicologo, il personale infermieristico, gli operatori Reiki dell’associazione Cerchio di Luce.

• ASTI. Il Reiki viene praticato presso l’Ospedale Cardinal Massaia nel reparto di Oncologia.

• VICENZA. Pratiche di Reiki vengono svolte presso il Servizio per le Tossicodipendente e l’Alcologia (Ser.T). Il Reiki, dunque, viene inserito tra i programmi di recupero di soggetti alcool dipendenti.

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Il Reiki negli ospedali degli Stati Uniti

Pratiche di Reiki vengono esercitate anche all’estero. Il Paese per eccellenza sono senza dubbio gli Stati Uniti, con il maggior numero di ospedali che integrano pratiche Reiki in reparto. Basti pensare che se ne contano più di 800.

Vediamo qualche esempio:

• Memorial Sloan-kettering Cancer Center (New York). L’ospedale propone il Reiki come terapia individuale per i degenti, a richiesta di questi ultimi. Nell’ospedale inoltre ci sono 6 dottori e 25 infermiere che usano Reiki. I corsi sono stati tenuti da Marylin Vega, che esegue trattamenti di Reiki ai malati, inclusi malati di cancro e trapiantati ai reni.

• Manhattan Eye, Ear and Throat Hospital (New York). Marylin Vega esegue trattamenti Reiki pre/post operazione e a malati di ogni genere.

• Women&Infant Hospital (Prov idence, Rhode Island). Reiki Clinic nel Dipartimento di Oncologia, gestita da Ava Wolf e Janet Wing.001 401-727-3034- awawolf@home.com

• Rhode Island State Nurse’s Association. Al suo interno si effettuano training di Reiki per infermieri. La formazione è gestita da Ava Wolf e Janet Wing – 001 401-727-3034 – awawolf@home.com

• Tucson Medical Center (TMC) (Arizona). Dal 1995 si eseguono trattamenti Reiki ai pazienti nei loro letti, per opera di volontari. Il Reiki si è diffuso prima in Oncologia, e poi gradualmente anche negli altri reparti. -Programma gestito da Sally Soderlund, infermiera, Support Service Coordinator for Oncology (001 520 3242900).

• Portsmouth Regional Hospital (New Hampshire). Reiki offerto sistematicamente come servizio per i pazienti del reparto di Chirurgia dell’ospedale, da parte dei 20 membri formati al Reiki. Più di 400 pazienti hanno ricevuto trattamenti pre o post operazione dal 1997 ad oggi. Programma gestito da Patricia Alandydy, infermiera, Assistand Director of Surgical Service.Patricia: 001 603 433 5175

• California Pacific Medical Center (North California). E’ uno dei più grandi ospedali della California. Al suo interno usa molte medicine complementari, tra cui Reiki. Programma gestito da due medici, Dr. Mike Cantwell e Dr. Amy Saltzman con successo: la lista di attesa è spesso sopra i 100 pazienti. I pazienti che reagiscono bene ai trattamenti di Reiki partecipano ad un corso di Reiki in modo da continuare ad auto-trattarsi, liberando il personale interno all’ospedale che può così trattarne altri. Dr. Cantwell: 001 415 923 3503

 

• University of Michigan Medical School. Mary Lee Radka, infermiera, gestisce i corsi di Reiki all’interno dell’ospedale destinati a infermieri ed allo staff ospedaliero. Nell’ospedale è usato il Reiki, tra l’altro anche nel pronto soccorso.

• Ospedali del New England (USA). Più di una dozzina di ospedali della regione hanno formato il loro staff al Reiki e lo applicano come cura complementare. Libby Barnett e Maggie Chambers sono i Reiki Masters: 001 603 654 2787.

• Columbian Presbyterian Medical Center (New York). Dr. Mehmet Oz, noto cardiochirurgo, si fa aiutare da Julie Motz (operatore Reiki) durante le operazioni a cuore aperto ed i trapianti di cuore con ottimi risultati sul decorso post-operatorio.

• Marin General Hospital (Marin, California). Julie Motz (operatore Reiki) ha sperimentato Reiki durante le operazioni (ad. es. mastectomia) con ottimi risultati.

• Albert Einstein Healtcare Network (Philadelphia). True Gala conduce ricerche scientifiche sull’efficacia del Reiki in casi di AIDS avanzato. trueg@aehn2.einstein.edu

• Dana-Farber Cancer Institute (Boston). Le cure complementari (CAM), tra cui Reiki, sono state integrate alle normali cure oncologiche. Conduce ricerche scientifiche sull’efficacia del Reiki ed altre discipline in oncologia. Informazioni sul database del CRISP.

• Warren Grant Magnuson Clinical Center of the National Institutes of Health (NIH). Ann Berger, responsabile del Pain and Palliative Care Service (Servizio Dolore e Cure Palliative) dell’ospedale, nel 2000 ha introdotto il Reiki con successo in quest’ambito: Per maggiori informazioni contattare Pamela Miles, che ha scritto un articolo sull’uso del Reiki in questo ospedale.

Fonte http://www.eticamente.net/40954/guarire-con-il-reiki.html

 

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Menopausa: rimedi, alimentazione e atteggiamenti corretti. Un fuoco da trasformare

Vampate in menopausa: rimedi, alimentazione e atteggiamenti corretti. Un fuoco da trasformare

I consigli della naturopatia per uno dei disturbi tipici della menopausa: le vampate di calore, o caldane. Rimedi naturali, rimedi floreali, alimentazione e atteggiamento mentale positivo possono aiutare

Vampate in menopausa rimedi e prevenzione

Una premessa importante da fare quando si parla di questo periodo di passaggio nella vita di una donna: la menopausa non è una malattia. È una fase della vita che, se si evita di seguire un’informazione terroristica che minaccia disagi inevitabili e rapido decadimento per impaurire le donne a tal punto da indurle al consumo immediato di farmaci o ormoni di sintesi, può essere vissuta come un’evoluzione normale dal punto di vista fisiologico e come un’opportunità di trasformazione, forti delle proprie conoscenze accumulate da utilizzare in maniera creativa e di una nuova libertà da scoprire.

Vampate di calore o “Caldane”

E’ questo uno dei disturbi tipici di questo periodo che alcune donne (ma solo alcune, e non tutte, lo sottolineiamo) lamentano durante la menopausa e il climaterio. Sono classificate dal punto di vista clinico come turbe vasomotorie, che si manifestano con senso improvviso di calore che sale fino al viso, con arrossamento della pelle e sudorazione (talvolta copiosa, può essere sia calda che fredda), tachicardia. Dal punto di vista emotivo creano nella donne che le sperimentano un notevole senso di disagio e imbarazzo, specie se queste sopraggiungono quando la donna è in pubblico, a contatto con gli altri. Talvolta è presente un’ansia anticipatoria che nei casi più estremi può portare a limitare la propria vita sociale e ad un senso di angoscia accompagnato da tachicardia simile all’attacco di panico. Dal punto di vista energetico e psicologico è interessante la tesi di Dethlefsen che ravvisa nelle caldane una grossa simbologia sessuale, un fuoco che non si spegne nonostante il comune calo ormonale, per questo è importante una sessualità soddisfacente: la casistica infatti conferma che le donne sessualmente attive e appagate sono più raramente colpite da questi fastidi.

Suggerisco alle donne di aspettare a considerare il disagio, ma dedicarsi un periodo per l’ascolto e l’osservazione di sé, e talvolta il problema scompare dopo un po’ di tempo in maniera naturale. Abbiamo comunque alcuni rimedi naturali preziosissimi a nostra disposizione. La Salvia, pianta considerata tradizionalmente femminile per eccellenza, collegata alla simbologia della Luna, quindi adatta per tutte le ‘fasi’ di passaggio nella vita di una donna, è stata più recentemente considerata anche con la segnatura Uraniana (Urano, pianeta/archetipo della trasformazione profonda, della spinta ad abbandonare il vecchio per il nuovo, delle rivoluzioni anche interiori) per questo può essere considerata una pianta ‘adattogena’ per superare le crisi nei cambiamenti e far adattare il nostro psicosoma ai mutamenti, che agisce sull’ipotalamo, centro di tutte le funzioni endocrine, metaboliche e neurovegetative. Se ne consiglia l’uso sia come Tintura Madre, 25 gocce x 3 volte al giorno, per la sua ricchezza in estrogeni vegetali attenua le vampate e la sudorazione, sia come Quintessenza Spagirica, da assumere 3 gocce x 2 volte al giorno, per avere un’azione riequilibrante più profonda anche sul piano psichico ed emotivo. Il Trifoglio rosso è un’altra pianta ricca di isoflavoni, estrogeni vegetali, che si è rivelata molto efficace contro le vampate di calore in menopausa, da assumere in estratto secco in quantità di 1 o 2 capsule al giorno. Un buona tisana da prendere alla sera (e possibilmente una volta anche durante la giornata) è composta da Passiflora, Biancospino e Melissa, ottima soprattutto se c’è una tendenza all’aumento di pressione arteriosa e occasionale tachicardia, in più favorisce anche un sonno rilassante e rigenerante. Altre piante ottime sono la Dioscorea Villosa detta anche Wild Yam, da assumere in capsule, naturalmente ricche in estrogeni naturali, e la Soia, che si può assumere sia in capsule che come alimento. Conviene associare sempre un trattamento con oligoelementi, prevedendo tre fiale a settimana di Manganese-Cobalto, utile per tutti i disturbi del sistema neurovegetativo in cui rientrano anche le caldane e gli stati ansiosi che spesso le accompagnano, unitamente a Zinco-Rame, due fiale a settimana, efficace sull’asse ipofiso-genitale, continuando lo schema (es. lunedì mercoledì e venerdì prendere manganese-cobalto, martedì e giovedì zinco-rame) per un periodo di almeno 6 mesi.

Rimedi Floreali e menopausa: fiori di Bach, fiori Australiani, fiori Himalayani

Ritengo la floriterapia la soluzione migliore questo tipo di problema, soprattutto per il riequilibrio emotivo, l’accettazione e trasformazione e perché l’approccio naturale non può limitarsi alla soppressione del sintomo/problema ma mirare ad un riequilibrio globale. La floriterapia di Bach offre notevoli possibilità associando ai rimedi floreali tipologici che cambiano da donna a donna alcuni rimedi che l’esperienza suggerisce come particolarmente efficaci in senso trasversale. Primo tra tutti Walnut per l’adattamento alle modificazioni fisiologiche della menopausa, Impatiens e Vervain per la loro analogia con il calore improvviso ed estremo, il rossore e l’irritabilità delle vampate, Scleranthus per traghettare la donna verso un ritrovato e rinnovato equilibrio, Chicory e Honeysuckle per lasciare andare il passato senza nostalgia e prepararsi con entusiasmo al nuovo, Crab Apple per eliminare qualsiasi sensazione di disagio o vergogna nei confronti del proprio corpo, Rock Water per eliminare eventuale secchezza della mucosa vaginale e prevenire difficoltà nei rapporti sessuali, Larch per rafforzare l’autostima e l’accettazione di sé. Una volta preparata la miscela scelta se ne assumono 4 gocce x 4 volte al giorno, almeno per due mesi. La floriterapia Australiana mette a disposizione della donna un fiore che è quasi ‘magico’ per tutti i momenti di passaggio o di difficoltà nel vivere la propria femminilità, She Oak che spesso da solo è già risolutivo, e comunque si può assumere associando Mulla Mulla, un fiore che viene dato anche per ustioni e colpi di calore, per proteggere da radiazioni nocive e davvero efficace contro le vampate, e Five Corners con Billy Goat Plum per favorire un profondo senso di accettazione del proprio corpo ed eliminare eventuale senso di vergogna Si assumono nella dose di 7 gocce mattina e sera, ogni giorno per alcuni mesi. I fiori Himalayani più adatti hanno nomi evocativi e sono quelli per il primo chakra (Down to Earth), che rimanda al radicamento, alla stabilità e all’accettazione, e per il secondo (Well Being) che favorisce la gioia, la sensazione di benessere, la sessualità e la nostra parte istintuale, oltre che aiutare il funzionamento degli organi viscerali che hanno sede nella pancia: questi fiori hanno lo stesso dosaggio dei fiori di Bach e possono anche essere assunti nella stessa preparazione.

Alimentazione consigliata per sbalzi ormonali e vampate in menopausa

Non si può trascurare l’indicazione di una sana alimentazione ricca di cibi naturali vivi e biologici, con particolare attenzione ad alimenti ricchi di fitoestrogeni, rivelatisi efficaci nella prevenzione di vampate, secchezza della pelle, tumori uterini, mammari e intestinali. Via libera quindi a tutti i derivati della soia ricchi in isoflavoni (tofu, tempeh, latte di soia e salse di soia, fagioli di soia e, naturalmente, i germogli, ma anche a lenticchie, piselli, fagioli, finocchi, grano saraceno e cavolini di Bruxelles. Ottimi alimenti ricchi di lignani sono l’olio di oliva e di girasole, la frutta e in particolare mele, pere e ciliegie, semi di lino e di sesamo, frumento integrale, aglio e cipolla. Meglio limitare l’assunzione di grassi e proteine animali, o almeno preferire il consumo di pesce alla carne, abbondare con i cereali integrali, frutta e verdura e, non ci si stanca mai di ripeterlo, seguire la stagionalità degli alimenti.

La visione positiva e la sessualità in menopausa

Come già detto all’inizio si tratta di un periodo di transizione che troppo spesso e per troppo tempo è stato presentato alla donna sotto una luce negativa e quindi pesa un condizionamento culturale e di immagine (il fascino della tempia grigia e delle rughe come assoluta prerogativa maschile, la coppia uomo/donna dove il primo è più giovane di lei vista come disfunzionale, la fine dell’età fertile della donna associata troppo spesso ad un abbandono della seduzione e della sessualità, l’identificarsi nel materno come unica fonte d’identità) da contrastare attivamente con affermazioni ed immagini positive. Simbolicamente il passaggio del calore dal basso verso l’alto può simboleggiare la possibilità di un uso diverso della propria Creatività : termina la fase in cui si è fertili e si possono generare figli, si raccolgono le energie per generare progetti, iniziative, nuove svolte, non ci si dedica più all’accudimento degli altri ma si mette in primo piano l’ascolto di sé. Mi piace riportare qui di seguito affermazioni ascoltate dalle mie clienti relative al passaggio nella menopausa: “Ora che ho smesso di occuparmi degli altri mi metto al centro della mia vita” ; “Vivo la mia sessualità più concentrata sulle mie sensazioni, con maggiore libertà e senza preoccuparmi più della contraccezione”; “Ora mi sento veramente me stessa, con l’esperienza so riconoscere quello che va bene per me e me lo vivo pienamente senza paura del giudizio” “Ascoltandomi e dedicandomi più tempo ho scoperto attitudini e capacità che non sapevo di avere” “Vivo con passione la mia creatività, i miei talenti, tutto quello di me che sento unico ed irripetibile” “Non sono mai stata così piena di progetti e di voglia di vivere” “Mi sono innamorata con una passione più forte di quando avevo 20 anni” “Il fuoco che mi opprimeva quando avevo le caldane è diventato una forza a cui attingere per reinventarmi e guardare il mondo con rinnovato ottimismo” “Amo il mio corpo e quella che sono oggi”.

 

autore: Manuela Palchetti

http://www.naturopataonline.org/collaboratori/746-manuela-palchetti.html

 

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CONOSCI IL MEME ? E' un'idea, un concetto atomico che viene trasmesso nelle menti di molte persone

Cos’è un meme? Prima di lavorare al numero di Wired in edicola, dedicato alla formula della viralità, ci siamo posti questa domanda. Nonostante i meme che conosciamo di più ormai sono quelli che spopolano in rete (qualcuno ha detto Gattini su Salvini?), la risposta arriva dal 1976. Il meme è un’unità culturale, un’idea, un concetto atomico. È l’equivalente nella cultura di quello che un gene è per la biologia, diceva lo scienziato Richard Dawkins, e allo stesso modo evolve modificandosi. Basta pensare a tutte le foto che vediamo di Grumpy Cat, la gatta che deve il proprio successo all’espressione imbronciata che ha generato tantissime variazioni sul tema, compresa la nostra copertina di maggio.

 

“Un meme però non è necessariamente virale, anzi la maggior parte dei meme passano inosservati”, racconta Michele Coscia, ricercatore della Harvard University, “Un contenuto virale invece è definito come tale solo ed esclusivamente se viene trasmesso nelle menti di molte persone. E non è necessariamente composto da un solo meme, ma possono essere tanti meme che cooperano l’uno con l’altro per contagiare quante più menti possibili“.

 

 

 

Coscia vuole individuare scientificamente l’insieme di caratteristiche distintive che permettono di predire il successo di un meme. “Una specie di sequenziazione del genoma, ma per i meme: il codice memetico“, commenta. Anche se una previsione diretta è molto difficile, il segreto dei meme comincia a svelarsi ai ricercatori. “Capire se un meme avrà successo è come cercare di prevedere un terremoto“, continua il ricercatore, “Non è possibile prevedere un particolare terremoto e la sua intensità. È però possibile individuare quali sono le zone sismiche più suscettibili a generare eventualmente un terremoto. Lo stesso si può fare per un meme: ci sono aree ad alta viralità e si può sapere che eventualmente produrranno un meme di una particolare viralità“.

 

Grazie agli studi di memetica, la scienza che si occupa della diffusione dei meme, è possibile infatti accennare a tre segreti per influenzare un gran numero di menti con la propria idea:

 

1. Una posizione di potere nella rete sociale: il meme dev’essere condiviso da chi è molto centrale nella rete sociale globale.

2. Tempistica adatta: il meme dev’essere condiviso da queste persone nei momenti in cui possono raggiungere la maggior espansione nella rete sociale possibile.

3. Unicità: i meme che sono troppo simili a meme già presenti nella rete sociale trovano più difficile contagiare molte menti.

 

 

 

La foto del tuo gattino, quindi, a meno che non sia particolarmente stupefacente, non diventerà un meme virale. La capacità di cogliere l’attimo, con un contenuto curioso è l’essenza di Ridiculosly Photogenic Guy, uno dei meme preferiti da Coscia. Nel 2012, Zeddie Little fu fotografato per caso, insieme a tanti altri corridori, durante l’annuale maratona di Cooper River Bridge, in South Carolina. E il suo volto sorridente e perfettamente fotogenico in una momento di fatica come la corsa, fece il giro del mondo. “È uno dei casi più eclatanti, il picco più grande che ho visto nei 500 meme che ho analizzato“, racconta il ricercatore: “ha collezionato più voti di ogni altro su quickmeme.com in brevissimo tempo; ma anche per pochissimo tempo“.

 

Questi meme funzionano perché sono un’esplosione di novità e muoiono immediatamente: tutti li imitano subito, bruciando in fretta il loro potere innovativo.

 

 

 

 

 

Ma chi regna davvero in rete sono i gatti. “I Lol cats non hanno grandissimi picchi di popolarità, ma se si guarda la loro evoluzione temporale, vivono nel web da sempre (da ben prima che ci fosse Google Trends per tracciarne la popolarità)“, dice il ricercatore di Harvard: “Sono braci di un fuoco che continua a bruciare per molto tempo“.

 

 

FULLSCREEN 

 

 

 

 

Guide Cat

 

Guide Cat Un gatto armato di pistola in sella ad un unicorno? E' la migliore guida all'internet che possa esserci

 

 

 

 

Grumpy Cat

 

Grumpy Cat Il gatto più imbronciato e scostante dell'universo, come non amarlo?

 

 

 

 

Keyboard Cat

 

Keyboard Cat Adora suonare la sua pianola e umiliare i suoi avversari a colpi di note

 

 

 

 

Nyan Cat

 

Nyan Cat Un gatto volante che ha un pop-tart come corpo e genere arcobaleni? Ha assolutamente senso

 

 

 

 

Hipster Kitty

 

Hipster Kitty La sua unica gioia è quella di aver fatto qualcosa prima degli altri

 

 

 

 

Invisible bike Cat

 

Invisible bike Cat Il capostipite dei gatti ritratti in pose geniali

 

 

 

 

Happy Cat

 

Happy Cat Uno dei primi veri meme gatteschi, ha dato vita al celebre sito icanhazcheezburger.com

 

 

 

 

Chemistry Cat

 

Chemistry Cat Pronti a sorbirvi le sue tremendi battute a base di ossigeno e idrogeno?

 

 

 

 

Bread Cat

 

Bread Cat Incastrare la faccia dei gatti dentro una fetta di pane? Perchè no

 

 

 

 

Longcat

 

Longcat Più lungo del Burj Khalifa di Dubai, questo gatto è una forza della natura

 

 

 

 

Business Cat

 

Business Cat Questo gatto-manager non ha tempo da perdere in stupidaggini

 

 

 

 

Anxiety Cat

 

Anxiety Cat Ansia, ansia e ancora ansia

 

 

 

 

Serious Cat

 

Serious Cat Puoi provare a smuoverlo con le battute più divertenti, ma non aspettarti un sorriso

 

 

 

 

Ceiling Cat

 

Ceiling Cat Altro che Nsa, lo spione da tenere d'occhio è lui

 

 

 

 

Lenin Cat

 

Lenin Cat Non sarà felice finché ogni gatto non avrà il suo cheeseburger

 

 

 

 

Adolf Kitler

 

Adolf Kitler Non avrà pace finché non riuscirà a conquistare la Polonia

 

 

 

 

Omg Cat

 

Omg Cat Più meravigliati di così...

 

 

 

 

Wtf Cat

 

Wtf Cat Questo felino deve aver visto qualcosa di terribile

 

 

 

 

Hovercat

 

Hovercat Una nuova specie di gatti volanti è tra noi

 

 

 

 

Hovercat 2

 

Hovercat 2 Pronto all'atterraggio

 

 

 

 

Box Cat

 

Box Cat Se ci entro, mi ci siedo. E' una delle leggi del "Cat Club"

 

 

 

 

Schrödinger Cat

 

Schrödinger Cat Il gatto del celebre paradosso inventato dal fisico austriaco

 

 

 

 

Interested Cat

 

Interested Cat Uhm...interessante!

 

 

 

 

Nonono Cat

 

Nonono Cat Famoso per il video in cui sembra ripetere "no" all'infinito

 

 

 

 

Oh Long Johnson

 

Oh Long Johnson Altro gatto parlante, capace di pronunciare parole assolutamente senza senso

 

 

 

 

Skifcha Cat

 

Skifcha Cat Ecco cosa succede quando cerchi di trasformare un gatto in un hipster

 

 

 

 

Dancing Cat

 

Dancing Cat Anche lui famoso su YouTube, saprà conquistarti coi suoi movimenti ammiccanti

 

 

 

 

Standing Cat

 

Standing Cat Vivere con gli umani ha cambiato le sue abitudini

 

 

 

 

Eyebrow Cat

 

Eyebrow Cat La delusione fatta gatto

 

 

 

 

Invisible skiis Cat

 

Invisible skiis Cat Conosciuto anche come "Dodge Cat", vola sulle piste che è una meraviglia

 

 

 

 

Lolcat

 

Lolcat Universale e sempre apprezzato

 

 

 

 

Monorail Cat

 

Monorail Cat Un gatto monorotaia? Come abbiamo fatto a non pensarci prima?

 

 

 

 

Pokémans Cat

 

Pokémans Cat Anche i felini sono vittima del gioco targato Nintendo

 

 

 

 

Muffin Cat

 

Muffin Cat Indovinate di cosa si è ingozzato questo micione?

 

 

 

 

Cool Cat

 

Cool Cat Ecco come prendere la vita con filosofia

 

 

 

 

Laser Cat

 

Laser Cat Due gatti in lotta contro l'umanità e i malvagi laser rossi

 

 

 

 

Cocaine Cat

 

Cocaine Cat Qualcuno gli spieghi che è semplice neve

 

 

 

 

Derp Cat

 

Derp Cat Non esattamente un genio

 

 

 

 

Fabulous Cat

 

Fabulous Cat Un vero e proprio fotomodello

 

 

 

 

Diplomacy Cat

 

Diplomacy Cat Lui si che sa come rigirare la frittata

 

 

 

 

Revelation Cat

 

Revelation Cat Quando hai un'illuminazione, lui è il gatto giusto

 

 

 

 

Snowball Cat

 

Snowball Cat Beccato!

 

 

 

 

Shoryuken Cat

 

Shoryuken Cat Protettore dei gatti gamer, è un campione di Street Fighter

 

 

 

 

Cat Norris

 

Cat Norris Indovinate a chi appartiene questo pericoloso felino?

 

 

 

 

Indifferent Cat

 

Indifferent Cat

 

 

 

 

Tech Cat

 

Tech Cat Non chiamare il tecnico, ci pensa lui

 

 

 

 

Morpheus Cat

 

Morpheus Cat E se ti dicessi che non cattuerai mai il puntino rosso?

 

 

 

 

Gentleman Cat

 

Gentleman Cat Ha persino un suo maggiordomo personale

 

 

 

 

Moderator Cat

 

Moderator Cat

 

 

 

 

Thermometer Cat

 

Thermometer Cat Il termometro va dove..?!?!

 

 

 

 

Prisco

 

Prisco Un bonus: Prisco, il nostro gatto di redazione, è pronto a partire!

 

 

 

01/51Guide Cat Un gatto armato di pistola in sella ad un unicorno? E' la migliore guida all'internet che possa esserci

 

 

Eppure anche un meme può morire, scomparendo dalla memoria collettiva (anche se può sempre risorgere). “Il mondo dei meme è soggetto a una selezione naturale spietata, proprio come il mondo biologico“, spiega Coscia: “Se un meme non è capace di avere un vantaggio evolutivo per rimanere rilevante, viene dimenticato. Il problema è che i meme si cibano dell’attenzione umana e gli esseri umani non hanno molta attenzione a disposizione per loro. Quindi, ad esempio, se nessuno trova più originale il Photogenic Guy, nessuno ne creerà più“.

 

Sì, perché di un meme ci si può anche stufare. È il caso del celebre The Dress, il vestito dal colore misterioso che ha creato un sisma nella rete mondiale lo scorso febbraio. Tutti online non facevano che dire la propria sulla propria percezione di un semplice pezzo di stoffa usato a un matrimonio e capitato per caso online. Tanto che, dopo qualche giorno, la risposta che ognuno ha represso (più o meno) sarebbe stata questa.

http://www.wired.it/scienza/2015/05/15/segreto-successo-meme-scienza/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=daily

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