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Categoria: "Notizie scottanti"

NEL CUORE DELLA VIA LATTEA C'E' UN TUNNEL SPAZIO-TEMPORALE

NEL CUORE DELLA VIA LATTEA C'È UN TUNNEL SPAZIO-TEMPORALE

Lo studio ipotizza che al centro della nostra galassia, là dove si trova "Sagittarius A*", una fortissima fonte di onde radio scoperta nel 1974, non ci sia - come finora si è creduto - un buco nero "supermassivo", con una massa di milioni (o miliardi) di volte superiore a quella del nostro piccolo Sole.

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Al suo posto potrebbe esserci invece un "Wormhole" (che letteralmente significa "buco di verme", come se l'avesse scavato un tarlo): un "cunicolo spazio-temporale" capace di mettere in collegamento due punti e due tempi diversi del medesimo universo o addirittura di due universi diversi. Roba da fantascienza. Incuriositi dal suggestivo argomento, abbiamo raggiunto il team leader di questa ricerca cinese: è il cosmologo Cosimo Bambi, un giovane fisico italiano che insegna e fa ricerca a Shanghai. Gli abbiamo posto qualche domanda. Professor Bambi, di che cosa si stratta? Esistono davvero simili oggetti da romanzo? Per prima cosa vorrei precisare il contenuto del lavoro apparso recentemente su arXiv. Al momento, si ritiene che al centro di ogni galassia "normale" ci sia un buco nero supermassivo semplicemente perché, osservando la rotazione delle stelle vicine, si deduce che c'è un oggetto con una massa molto grande in un volume relativamente piccolo. Nel caso dell'oggetto al centro della nostra galassia, non si osserva alcuna eventuale radiazione termica dalla sua superficie. Queste due considerazioni suggeriscono che sia un buco nero. Ma, in realtà, non escludono altre possibilità. Con il termine "wormhole" si possono indicare cose di carattere leggermente diverso: nel nostro lavoro, io e il mio studente abbiamo ipotizzato l'esistenza di un "traversable wormhole", che è proprio una sorta di cunicolo spazio-temporale: una struttura a topologia non-banale che funziona da "scorciatoia" collegando due regioni lontane dello stesso universo oppure due universi diversi. In che senso viene definito "traversable"? Ci si potrebbe passare dentro per davvero? Il wormhole è "traversable" proprio perché un osservatore può andare da una parte all'altra e poi tornare indietro. Questi strani oggetti non sono proibiti dalla teoria della relatività generale e possono essere scambiati per buchi neri: anche loro possono avere una massa molto grande in uno spazio relativamente piccolo e di sicuro non emettono radiazione termica dalla loro superficie perché non hanno alcuna superficie. In altre parole: le attuali osservazioni non possono distinguere se l'oggetto supermassivo al centro della nostra galassia sia un buco nero o un wormhole. Nel nostro lavoro facciamo vedere che certe osservazioni potranno farlo. Come siete arrivati a questa conclusione? Con quale strumentazione e attraverso quali ipotesi? La tesi di dottorato di Zilong (l'altro firmatario della ricerca, ndr) verte sulla possibilità di verificare tramite osservazioni astronomiche se gli oggetti che al momento si ritiene che siano buchi neri della relatività generale lo siano effettivamente. In particolare: stiamo studiando le proprietà della radiazione emessa da un blob di plasma che orbita vicino a uno di questi oggetti. Poiché la forza gravitazionale intorno a un buco nero e a un wormhole è diversa, i raggi luminosi sono deflessi in modo diverso. Facendo i conti, si vede che l'immagine secondaria di un blob di plasma vista da un osservatore lontano (l'immagine formata dai raggi luminosi che fanno mezzo giro intorno all'oggetto e poi arrivano all'osservatore lontano) è sensibilmente diversa nel caso di un buco nero e di un wormhole. Nel caso del wormhole, la forza gravitazionale è più debole e quindi l'immagine secondaria si trova su una circonferenza più piccola sul piano dell'immagine dell'osservatore. Tali osservazioni potranno essere possibili nel giro di qualche anno, per esempio con lo strumento GRAVITY in Cile (un grande osservatorio dell'ESO, la principale organizzazione intergovernativa europea che si occupa di astronomia, ndr). Nei prossimi 5-15 anni, comunque, verranno messi a punto nuovi strumenti capaci di andare a vedere cose che prima non erano possibili e quindi ha senso verificare se quello che pensiamo essere vero sia effettivamente vero. Se aveste ragione voi saremmo di fronte a uno di quei "topoi" che hanno alimentato la fantasia degli scrittori di fantascienza. E che effettivamente costituiscono un fenomeno davvero suggestivo... Che sensazioni prova, lei che è uno scienziato, di fronte a questa possibilità? La mia risposta le sembrerà strana, ma un oggetto come un wormhole è qualcosa di effettivamente lontano dalla realtà solo se si pensa a cosa vediamo intorno a noi. Da un punto di vista teorico non è una cosa così... fantasiosa. E le condizioni che si trovano vicino ad uno di questi oggetti al centro delle galassie sono ben lontane dalle condizioni sulla Terra. Non dico che credo fermamente nell'esistenza dei wormholes. Dico che da un punto di vista teorico sono accettabili, ma le nostre conoscenze teoriche sull'argomento sono senza dubbio incomplete, quindi è utile vedere se possiamo imparare qualcosa dalle osservazioni. E in questo caso sembra che la risposta sia positiva. Passiamo a una chiave più personale. "Un fiorentino a Shanghai" sembra l'inizio di una barzelletta. E invece si parla di lei, un giovane fisico, uno scienziato italiano che insegna e fa ricerca presso la Fudan University della megalopoli cinese. È passato dall'Italia agli Usa, poi alla Germania e infine in Cina. Come ci è arrivato? E perché? Dopo il dottorato a Ferrara, sono stato ricercatore un anno nel Michigan, tre anni in Giappone, e un anno in Germania. Poi sono venuto a Shanghai, in Cina. Chiaramente non avevo problemi a spostarmi. Penso che per quello che mi riguarda, le opportunità per fare ricerca qui siano veramente buone per una persona della mia età. Se avessi 10-15 anni di più, potrei trovare le stesse condizioni in Germania o in Giappone (ma in Giappone probabilmente solo se fossi giapponese), non ora. Gli Stati Uniti mi affascinano molto meno, ma sto parlando del mio specifico campo di ricerca. Che cosa "importerebbe" in Italia dal mondo accademico non italiano? Quali solo le differenze più macroscopiche tra l'accademia italiana e quella cinese? E quali opportunità diverse si possono cogliere? Posso rispondere a questa domanda per quanto riguarda il mio campo. Sinceramente non mi piace il sistema accademico italiano, perché ritengo che sia difficile fare ricerca. Le opportunità a Fudan sono veramente interessanti. Io ho 33 anni e ho una posizione che, in Italia, corrisponderebbe a quella di Professore Ordinario. Se qui io ho un'idea, faccio per conto mio una proposta di progetto e, se viene approvata, ho un fondo di ricerca che gestisco come voglio (in Italia questo non è possibile perché le proposte sono fatte da gruppi di docenti e quindi nessuno è veramente indipendente e i tempi di decisione inevitabilmente sono più lunghi). Qui ho veramente la possibilità di avere un gruppo che lavora sui miei progetti. Sono arrivato un anno e mezzo fa e nel mio gruppo ho sei studenti, ognuno dei quali lavora su un particolare aspetto di uno di questi progetti; poi ci sono due ricercatori senior (in Italia, ma pure nel resto dell'Europa o negli Stati Uniti, non sarebbe possibile per una persona della mia età). In Italia non è possibile formare un gruppo perché il numero di studenti di dottorato all'interno di un Dipartimento di Fisica è troppo basso - la maggior parte dei professori non ha dottorandi e, considerando che il carico didattico in Italia può essere notevole, è difficile trovare il tempo per fare ricerca senza l'aiuto degli studenti. Quanto tempo occupa la didattica, nella sua vita a Shsnghai? Qui a Fudan insegno solo un semestrale corso all'anno, quindi ho veramente il tempo per dedicarmi alla ricerca. Ma in Cina non è dovunque così: è vero a Fudan, non negli atenei meno titolati. La Fudan University è una delle più prestigiose del paese: fa parte della "Ivy League" cinese, la cosiddetta "Lega C9", l'élite della ricerca del colosso asiatico. Una nota geopolitica: ora che la Cina ha sopravanzato gli Usa nella classifica mondiale delle potenze commerciali, quando crede (se mai accadrà) che potrà raggiungere gli stessi livelli di eccellenza anche nella ricerca? La Cina sta crescendo molto, anche nel campo della ricerca, ma credo che in molti settori il gap con Europa e Stati Uniti sia ancora notevole. C'é poi da dire che qui c'è un numero ristretto di università e istituti di ricerca (prevalentemente a Pechino e a Shanghai) che dispone di soldi e sta crescendo velocemente, ma nella stragrande maggioranza delle università il livello è molto più basso. Quale scuola ha frequentato, prima di iscriversi alla facoltà di Fisica? Era uno "studente modello" o galleggiava nella media? Quale materia le piaceva di più, tra quelle di studio? Prima di iscrivermi alla facoltà di Fisica ero al liceo scientifico Guido Castelnuovo di Firenze. In generale, ero fra gli studenti più bravi della mia classe: il migliore in matematica e fisica, ma nelle altre discipline c'erano compagni di classe più bravi di me. Com'è la vita a Shanghai, per un ricercatore italiano? Esiste una comunità alla quale fa riferimento o siete tutti dei veri "globe-trotter", apolidi per necessità o per destino? Mi sono trasferito a Shanghai circa un anno e mezzo fa, proprio perché le opportunità per fare ricerca sono veramente buone e poi, non avendo messo su famiglia, è semplice per me spostarmi e scegliere solo in base alle mie esigenze. Shanghai è una città molto internazionale, quindi l'inglese mi basta per il momento; so giusto qualcosa in cinese per emergenze o cose molto semplici. Personalmente un clima internazionale senza riferimenti nazionali troppo pronunciati non mi dispiace. Caso però ha voluto che al Dipartimento di Fisica qui a Fudan ci siano tutti cinesi che lavorano sulla fisica delle basse energie, ma tre professori sono italiani: oltre a me, Antonino Marcianò e Leonardo Modesto. Noi lavoriamo su gravità e cosmologia. L'aria è davvero irrespirabile come si desume dai report sull'inquinamento atmosferico? L'inquinamento è senza dubbio il problema principale di Shanghai, perché per il resto la città può offrire molto. Il gap con le altre città cinesi è notevole e, soprattutto nelle regioni più interne, il paese è ancora molto arretrato. Il suo nome di battesimo è Cosimo, un esplicito tratto di "fiorentinitudine". Ha mai pensato, quando guarda, studia o osserva le stelle, che è lo stesso nome che portava il protettore di Galileo, Cosimo II de Medici? Azzardo: questa omonimia ha avuto un ruolo nelle sue scelte? In realtà, quando mi viene chiesto dell'origine del mio nome - soprattutto da non italiani che non sanno che Cosimo è un nome fiorentino - scherzo dicendo che Cosimo e cosmologia hanno la stessa origine (dal greco "kosmos", ordinato) e che è per questo che mi occupo di gravità. -

See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Nel-cuore-della-via-lattea-un-tunnel-spazio-temporale-c4081c5d-6b77-4685-a67d-b7cfc805daf0.html

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CANCRO : B17, la vitamina anticancro

B17, la vitamina anticancro boicottata dalle multinazionali farmaceutiche per questioni di utili

 

La vitamina B17 è presente nei noccioli amari di albicocca, e di pesca e nelle mandorle amare.

 

ATTENZIONE: una dose eccessiva può essere letale…MA A DOSI OMEOPATICHE E’ UTILISSIMA… La vitamina B17 non è da intendere come un trattamento di prevenzione della malattia.

 

La vitamina B17 viene assorbita dalle cellule e scomposta per idrolisi, in due veleni: benzaldeide e ioni cianuro.

Al’interno di una cellula sana questi due veleni vengono convertiti rapidamente in acido benzoico e tiocianati, entrambi innocui. Questo avviene grazie alla presenza, nelle cellule sane, di Rodanese un enzima invece assente all’interno delle cellule neoplastiche.

 

La cellula neoplastica ( tumorale), essendo priva di Rodanese, non è in grado di rendere innocui i due veleni prodotti dalla vitamina B17 che quindi si diffondono nella cellula fino ad ucciderla.

 

Il medico russo Inosmetzeff professore presso l’Università imperiale di tutte le russie nel 1834 curò una donna di 48 anni con estese metastasi da cancro ovarico e, nel 1845, dopo quindi ben 11 anni, questa donna risultava essere ancora viva.

 

Giuseppe Nacci in “Diventa medico di te stesso” scrive:

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“La vitamina B17 è una molecola stabile, chimicamente inerte e non nociva se assunta nelle giuste quantità appropriate e sotto controllo medico. Il dosaggio iniziale raccomandato nell’adulto è di 4-5 semini amari al giorno, se semini amari di albicocca, (quantità maggiori o minori se di altro frutto), per la prima settimana, salendo o meno di dosaggio nelle settimane successive, a discrezione del medico, fino a raggiungere valori che devono essere accuratamente calcolati in funzione dell’emi-vita biologica della vitamina B17, delle analisi urinarie (presenza di Tiocianato di sodio e di acido ippurico in quantità tale da far presumere un superamento della soglia limite ritenuta compatibile per la terapia in atto), della massa ematica e corporea del paziente, della buona funzionalità epatica, renale e di altri organi, della possibile colliquazione massiccia della massa tumorale con possibile exitus per blocco renale irreversibile, etc…“

 

Attualmente il trattamento del cancro con vitamina B17 in America è vietato per legge, le multinazionali farmaceutiche hanno portato avanti una lunga campagna denigratoria nei confronti della vitamina in questione già dagli anni 50, convincendo tutti della sua supposta pericolosità.

 

Nonostante ciò, in tutto il mondo, esistono medici che utilizzano questo tipo di vitamina nel trattamento del cancro, spesso abbinandola a una dieta vegetariana del tutto priva di proteine.

 

Ne è un esempio il dott. Francisco Contreras amministratore dell’ospedale Oasis of Hope (Oasi di speranza) di Tijuna Messico che, in 35 anni di attività, ha curato oltre 60.000 pazienti con queste tecniche.

 

Il cancro può essere affrontato in svariati modi diversi, esistono tanti strumenti a nostra disposizione. Purtroppo però ufficialmente l’unica possibilità sembra essere la chemioterapia o la radioterapia..

Entrambe fortemente sospettate di essere inutili e dannose.

 

FONTE: http://curiosity2013.altervista.org/b17-la-vitamina-anticancro-boicottata-dalle-multinazionali-farmaceutiche-questioni-utili-vitamina-si-puo-brevettare/

 

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Come le Multinazionali dei veleni Alimentari fanno i trucchi sulle Etichette

Come le Multinazionali dei veleni Alimentari fanno i trucchi sulle Etichette !!!

 

L’elenco degli ingredienti nei prodotti alimentari è studiato per informare i consumatori circa il contenuto del prodotto stesso. La realtà: l’elenco degli ingredienti è usato dai produttori alimentari per imbrogliare i consumatori sul fatto che siano più sani di quello che in verità sono.

 

Questo articolo esplora i più comuni trucchi usati dalle aziende alimentari per ingannare i consumatori. L’articolo contiene anche utili informazioni per aiutare i consumatori a leggere le etichette dei prodotti con il giusto scetticismo.

 

INGANNARE I CONSUMATORI: TRUCCHI DEL COMMERCIO ALIMENTARE

 

Se la Scheda Nutrizionale Informativa presente nella confezione del prodotto alimentare elenca tutte le sostanze contenute nel prodotto, come possono ingannare i consumatori?

 

Ecco alcuni dei modi più comuni: uno dei trucchi più comuni è quello di distribuire gli zuccheri presenti tra molti ingredienti così che le quantità di zuccheri non compaiano nei primi tre dell’elenco.

 

Per esempio un’azienda può usare una combinazione di saccarosio, fruttosio, sciroppo di cereali, sciroppo di grano, zucchero di canna non raffinato, destrosio e altri zuccheri per essere sicura che nessuno di essi sia presente in quantità sufficiente da arrivare nelle prime posizioni dell’elenco degli ingredienti (ricordate che gli ingredienti sono elencati in ordine di proporzione nel prodotto, con i più presenti elencati per primi).

 

Questo inganna i consumatori sul fatto che il prodotto non è fatto in realtà principalmente da zucchero mentre i principali ingredienti potrebbero essere differenti tipologie di zucchero.

 

E’ un modo per spostare artificialmente lo zucchero più in giù nella lista degli ingredienti, non informando sul contenuto reale di zucchero presente nell’intero prodotto.

 

Un altro trucco consiste nel gonfiare l’elenco con minuscole quantità di ridondanti ingredienti.

 

Si può vederlo nei prodotti per la cura personale e nello shampoo, dove le aziende dichiarano di fornire shampoo alle erbe che in realtà hanno un contenuto di erbe quasi inesistente.

 

Nei prodotti alimentari le aziende gonfiano la lista degli ingredienti con “salutari” bacche, erbe o super-cibi che, molto spesso, sono presenti solo in minuscole quantità.

 

La presenza alla fine dell’elenco degli ingredienti della “spirulina” è praticamente insignificante. Non c’è abbastanza spirulina in quel prodotto che possa produrre reali effetti sulla vostra salute.

 

Questo trucco è chiamato “etichetta imbottita” ed è comunemente usata dai produttori di “junk-food – cibo spazzatura” che vogliono saltare sul carro dei prodotti biologici senza in realtà produrre cibi salutari.

 

NASCONDERE GLI INGREDIENTI DANNOSI

 

Un terzo trucco consiste nel nascondere ingredienti dannosi dietro nomi dal suono innocente, che fanno credere al consumatore che siano sani.

 

L’estremamente cancerogeno “nitrito di sodio” (conservante E250), per esempio, suona perfettamente innocente, ma è ben documentato che è causa di tumori al cervello, cancro al pancreas, cancro al colon e molti altri tipi di cancro.

 

“Carminio” suona come un innocente colorante per alimenti, ma in realtà è fatto con le carcasse frantumate di scarafaggi rossi della cocciniglia.

 

Naturalmente nessuno mangerebbe yogurt alle fragole se sull’etichetta ci fosse indicato “colorante rosso per alimenti a base di insetti”.

 

Allo stesso modo, “estratto di lievito” suona come un ingrediente salutare, ma in realtà è un trucco usato per nascondere il “glutammato monosodico” (MSG, un esaltatore chimico di sapore, per dare gusto ai cibi eccessivamente elaborati) senza avere l’obbligo di indicarlo nell’etichetta.

 

Molti ingredienti contengono “glutammato monosodico” nascosto. Praticamente tutti gli ingredienti idrolizzati contengono alcune quantità di “glutammato monosodico” nascosto.

 

NON ESSERE INGANNATI DAL NOME DEL PRODOTTO

 

Sapete che il nome del prodotto alimentare non ha nulla a che fare con ciò che c’è dentro? Aziende alimentari fanno prodotti come “Guacamole Dip” (salsa di avocado) che non contiene avocado! sono fatti, invece, con “olio di soia idrogenata” e colorante chimico verde.

 

Ma ingenui consumatori comprano questi prodotti, pensando di prendere salsa di avocado, in realtà stanno comprando colorante verde, squisito dietetico veleno.

 

I nomi dei cibi possono includere parole che descrivono ingredienti che nel cibo non ci sono per niente.

 

Un cracker al formaggio, per esempio, non deve necessariamente contenere del formaggio. Qualcosa di “cremoso” non deve contenere la creama. Un prodotto alla frutta, non ha bisogno di contenere nemmeno una singola molecola di frutta.

 

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Non fatevi ingannare dai nomi dei prodotti stampati sulla confezione.

 

Questi nomi sono ideati per vendere i prodotti, non per descrivere gli ingredienti contenuti in essi.

 

LA LISTA DEGLI INGREDIENTI NON INCLUDE GLI INQUINANTI

 

Non c’è la necessità, nell’elenco degli ingredienti, di includere i nome degli inquinanti chimici, metalli pesanti, bisphenol-A, PCBs (bifenile policlorurato), perclorato o altre sostanze tossiche trovate nei cibi. Come risultato abbiamo che la lista degli ingredienti non elenca quello che in realtà c’è nel cibo, elenca soltanto quello che i produTtori vogliono che tu creda che ci sia nel cibo.

 

Richieste per elencare gli ingredienti nei cibi furono prodotte da uno sforzo congiunto tra il governo e l’industria privata.

 

All’inizio, le aziende alimentari non volevano fosse obbligatorio indicare tutti gli ingredienti. Chiesero che gli ingredienti fossero considerati “proprietà riservata” e che elencarli, svelando così i loro segreti modi di produzione, avrebbe distrutto i loro affari.

 

E’ un’assurdità, naturalmente, poiché le aziende alimentari volevano soltanto tenere all’oscuro i consumatori su quello che in realtà c’è nei loro prodotti.

 

E’ per questo che non è ancora stato richiesto di elencare i vari inquinanti chimici, pesticidi, metalli pesanti e altre sostanze che hanno un notevole e diretto impatto sulla salute dei consumatori (per anni, le aziende alimentari hanno combattuto duramente contro l’elenco degli “acidi grassi”, ed è solo dopo una protesta di massa delle associazioni di consumatori che la FDA alla fine ha obbligato le aziende ad includere nell’etichetta gli “acidi grassi”).

 

MANIPOLARE LA QUANTITÀ DELLE PORZIONI

 

Le aziende alimentari hanno capito anche come manipolare la porzione del cibo al fine di far apparire i loro prodotti privi di ingredienti nocivi come gli acidi grassi.

 

La FDA ha creato un sotterfugio per riportare gli acidi grassi nell’etichetta: per ogni cibo che contiene fino a 0,5 grammi di acidi grassi è permesso dichiarare sull’etichetta come cibo a contenuto ZERO di acidi grassi.

 

Questa è la logica della FDA dove 0,5 = 0.

 

Ma la matematica confusa non è il solo trucco giocato dalla FDA per proteggere gli interessi commerciali delle industrie che dichiara di controllare. Sfruttando questo trucco degli 0,5 grammi, le aziende arbitrariamente riducono le porzioni dei loro cibi a livelli ridicoli – giusto per tenere gli acidi grassi sotto gli 0,5 grammi per porzione. Così loro dichiarano in grande sulla confezione “ZERO Acidi Grassi”.

 

In realtà il prodotto può essere pieno di acidi grassi (trovati in olii idrogenati), ma la porzione è stata ridotta ad un peso che può essere appropriato solo per nutrire uno scoiattolo, non un essere umano.

 

La prossima volta che prendete un prodotto da drogheria, controllate il “Numero di porzioni” indicato sulla Scheda Nutrizionale Informativa. Troverete probabilmente dei numeri talmente alti che non hanno nulla a che fare con la realtà. Un produttore di biscotti, per esempio, può dichiarare che un biscotto è “un’intera porzione di biscotti”. Ma voi conoscete qualcuno che, in realtà, mangia un solo biscotto? Se un biscotto contiene 0,5 grammi di acidi grassi, significa che l’intero pacco di 30 biscotti contiene 15 grammi totali (naturalmente la moltiplicazione è resa più difficoltosa dal fatto che gli olii idrogenati nuociono al cervello). Pensate: 30 biscotti x 0,5 grammi per biscotto in realtà corrispondono a 15 grammi. Tu prendi un pacco di biscotti che contiene 15 grammi di acidi grassi (che è una dose enorme di veleno dietetico) mentre loro ne dichiarano ZERO grammi.

 

Questo è solo un altro esempio di come le aziende alimentari usano la Scheda Nutrizionale Informativa e l’elenco degli ingredienti per ingannare e non per informare i consumatori.

CONSIGLI PER LEGGERE GLI INGREDIENTI DELLE TABELLE

 

1) Ricordare che gli ingredienti sono elencati in ordine della loro proporzione nel prodotto. Questo significa che i primi 3 ingredienti contano molto di più di qualsiasi altro. I primi 3 ingredienti sono quelli che tu principalmente stai mangiando.

2) Se l’elenco degli ingredienti contiene lunghe parole, apparentemente chimiche, che tu non riesci neppure a pronunciare, evita il prodotto. Probabilmente contiene vari chimici tossici. Perché vuoi mangiarli? Assumi ingredienti che conosci.

3) Non farti ingannare da fantastici nomi di erbe o altri ingredienti che appaiono molto in giù nella lista. Alcuni produttori di alimenti che includono “goji bacche” (bacche di Lycium) verso la fine dell’elenco le usano solo come trovata pubblicitaria da apporre sull’etichetta. La reale quantità di goji bacche nel prodotto è probabilmente minuscola.

4) Ricorda che l’elenco degli ingredienti non ha l’obbligo di elencare inquinanti chimici. I cibi possono essere contaminati con pesticidi, solventi, acrilamidi, PFOA (Acido di Perfluorooctanoic), perclorati (combustibili per razzi) e altri tossici chimici senza l’obbligo di elencarli in etichetta.

Il miglior modo di limitare l’ingestione di tossici chimici è comprare biologico, o cibi freschi poco trattati.

 

5) Cercare parole come “germogliato” o “naturale” che indica cibi di alta qualità. Chicchi e semi germogliati sono più sani di quelli non germogliati. Ingredienti naturali sono generalmente più sani di quelli trattati o cotti. I chicchi interi sono più sani di quelli arricchiti.

 

6) Non fatevi ingannare dalla parola “grano” quando deriva da farina. Tutta la farina derivata dal grano può essere chiamata “farina di grano”, anche se è stata trattata, sbiancata e privata dei suoi nutrienti. Solo la farina di grano “chicco intero” è il tipo di farina sana (molti consumatori, sbagliando, credono che prodotti di “farina di grano” derivino dal chicco intero. Infatti questo è falso. I produttori alimentari ingannano i consumatori con questo trucchetto.

7) Non fatevi ingannare nel credere che i prodotti integrali siano più sani dei prodotti naturali. Lo zucchero bruno è solo una trovata pubblicitaria – è zucchero bianco con colorante marrone e aroma aggiunto. Le uova integrali non sono diverse da quelle bianche (eccetto che per il fatto che i loro gusci appaiono bruni).

Il pane integrale può non essere più sano del pane bianco, a meno che non sia fatto con chicchi di grano interi. Non fatevi ingannare dai cibi “integrali”. Sono delle trovate pubblicitarie dei giganti della produzione alimentare per ingannare i consumatori nel pagare di più per i prodotti fabbricati da loro.

8) Attenzione all’inganno delle piccole porzioni. I produttori alimentari usano questo trucco per ridurre il numero di calorie, grammi di zuccheri o grammi di acidi grassi che i consumatori credono siano contenuti nei loro prodotti. Molte porzioni sono arbitrarie e non hanno un fondamento reale.

 

Fonte http://www.disinformazione.it/

 

 

 

 

 

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PESO : 12 super alimenti che aiutano nella perdita di peso

I super alimenti sono cibi utili alla salute del nostro corpo: rafforzano le ossa, migliorano la vista, ci proteggono dalle malattie e stimolano il nostro sistema immunitario. Non solo, sembra che ce ne siano alcuni utili anche a mantenerci in forma. Vediamo insieme quali sono.

1. Fagioli neri

Una tazza di fagioli neri racchiude in sé una quantità soddisfacente di proteine. La cosa positiva è che non contengono grassi saturi che si trovano invece in altri alimenti, in genere considerati ottime fonti proteiche, come la carne. Buoni anche gli altri tipi di fagioli, rossi e bianchi, che contengono fibre e stimolano il metabolismo

2. Avena

L’avena è ricca di fibre, questo significa che consumarne una porzione ci aiuta a sentirci sazi più a lungo. Non solo: è un cibo sano che aumenta il metabolismo e ci aiuta a bruciare i grassi.

3. Avocado

Se i grassi sono quelli giusti, come quelli contenuti nell’avocado, non c’è motivo di aver paura di consumarli. Secondo una ricerca, basta metà di questo frutto, assunto durante i pasti, per tenere sotto controllo il peso.

 

4. Mirtilli

Conosciuti soprattutto per le loro proprietà antiossidanti, i mirtilli sono utili a favorire il senso di sazietà e a mantenerci in salute: una tazza contiene solo 80 calorie e allontana lo stimolo della fame con i suoi 4 grammi di fibre.

5. Broccoli

Crudi o cotti, i broccoli sono uno dei cibi più sani e ricchi di proprietà che conosciamo. Sono noti per le loro proprietà anticancro, ma contengono anche poche calorie e le fibre che ci aiutano a sentirci sazi e a controllare il peso.

6. Pere

Una sola pera racchiude il 15% della dose giornaliera raccomandata di fibre. Attenzione però: le fibre si nascondono soprattutto nella buccia. Questo frutto inoltre aiuta il cervello e protegge le ossa.

7. Pompelmo

Mezzo pompelmo prima di ogni pasto può aiutare a perdere peso. Il pompelmo inoltre protegge il cuore, abbassa l’insulina ed è una buona fonte di proteine.

8. Tè verde

Ricco di antiossidanti, il tè verde può aiutarci a bruciare grassi e calorie. È inoltre utile ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

9. Lenticchie

Le lenticchie sono una grande fonte di proteine e fibre che saziano. Sembra inoltre che aiutino il metabolismo a bruciare i grassi.

10. Cioccolato fondente

Un quadratino di cioccolato fondente ogni tanto può rallentare la digestione: questo ci fa sentire più pieni e ci aiuta a mangiare di meno al pasto successivo.

11. Arance

Poche calorie, buon contenuto di fibre e tanta vitamina C. Sono le arance che ci aiutano a sentirci sazi e rafforzano il nostro sistema immunitario.

12. Ceci

Sono una grande fonte di fibre, proteine e grassi sani.

Naturalmente questi sono solo alcuni alimenti particolarmente sani che possono aiutarci a perdere peso, perché stimolano il nostro metabolismo e ci fanno sentire sazi. Al link trovate un elenco di 12 cibi che possono aiutarci a bruciare i grassi http://ambientebio.it/12-alimenti-che-accelerano-il-metabolismo/. E per gli amanti delle spezie, eccone 7 che ci aiutano a dimagrire..http://ambientebio.it/7-spezie-brucia-grassi/

(Foto in evidenza: timlewisnm; foto interna: Meal Makeover Moms)

Fonte http://ambientebio.it/12-super-alimenti-che-aiutano-nella-perdita-di-peso/

 

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SCLEROSI MULTIPLA : un farmaco a base di cannabis fa miracoli

Bedrocan: farmaco a base di cannabis che sta facendo miracoli in malati di sclerosi multipla,…e non solo….ma nessuno ne parla!!!

 

Sapete cos’è il Bedrocan?E’ un farmaco a base di cannabis che sta facendo miracoli,ridà dignità e sollievo ai malati

 

 

Di seguito la testimonianza, giunta a noi attraverso un commento, di una ragazza malata di Sclerosi multipla. Si tratta di uno dei cinque pazienti dell’ospedale di Casarano che stanno sperimentando la somministrazione del Bedrocan, nome medico della Cannabis Terapeutica.

“Da quando ho cominciato a usarla, sono rinata”, scrive. Testimoniando il valore che la terapia assume nel miglioramento della qualità della vita di chi si trova a combattere la difficile battaglia contro la malattia.

 

Gentile Redazione,

Mi chiamo Lucia,30 anni e vi scrivo dalla provincia di Lecce. Undici anni fa mi fu diagnosticata la Sclerosi Multipla. Vi scrivo in seguito al clamore suscitato dopo i vostri servizi sulla Cannabis Terapeutica che viene somministrata dall’Ospedale Ferrari di Casarano (LE). Al momento sono seguita dal centro SM dello stesso ospedale direttamente dai dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi. Io sono una dei 5 “pazienti fortunati” che sta assumendo il Bedrocan (infiorescenze essiccate di Marijuana) con miglioramenti evidenti ed eclatanti nell’andatura,nei tremori,nei dolori,negli spasmi muscolari,nella rigidità,nell’appetito,nell’umore e nel miglioramento totale della qualità di vita.

 

Sono sempre stata una ragazza attiva,vivace e con la testa sulle spalle,fino a quando non mi è stata diagnosticata questa malattia che ovviamente ha condizionato ogni fase della mia vita. Nei vari anni ho provato tutti i farmaci convenzionali e non che vengono prescritti a coloro che si trovano nella mie condizioni: vari tipi di interferone, antidepressivi, antiepilettici, miorilassanti, immunosoppressori, vitamine, integratori…e chissà quanti altri.. Nel 2008 ho fatto un viaggio ad Amsterdam per testare personalmente le migliori varietà consigliate per la Sclerosi Multipla…ed è lì che ho potuto testare su di me gli effetti benefici della cannabis.

A fine maggio di quest’anno,il centro SM dell’Ospedale Ferrari di Casarano,seguito dai dottori Pasca e De Masi,mi ha prescritto la prima ricetta per l’erogazione del farmaco: Bedrocan (a base di infiorescenze).

Prima di arrivare a questo farmaco però il protocollo prevede l’utilizzo di vari altri farmaci (miorilassanti etc.) che anziché calmare i dolori e gli spasmi,su di me non facevano altro che aumentare questi sintomi (per non parlare poi degli effetti collaterali di questi e di tutti gli altri farmaci che ho provato).

Come ultima spiaggia, visto che non sto bene con nessun farmaco e visto che la regione Puglia ha approvato la cannabis terapeutica,sono stata ricoverata 6 giorni (come da protocollo) per iniziare questa nuova terapia (seguita sempre e costantemente dai dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi).

Sono arrivata in ospedale che ero costretta a star seduta su una sedia a rotelle ormai e mi preparavo all’idea di doverla utilizzare per il resto della mia vita.

Dopo 2 giorni di ricovero ho cominciato a bere tisane con la marijuana (somministrate in tre orari diversi della giornata). Il terzo giorno sono resuscitata (per richiamare una citazione delle “Sacre Scritture”).

Sono infatti riuscita a lasciare la sedia e iniziare piano piano a camminare nuovamente sulle mie gambe (seppur con un aiuto affianco),avendo così la certezza che tale farmaco è l’unico in grado di sollevare oltre all’umore anche il mio fisico.

Sono stata dimessa e mandata a casa con 6 confezioni di Bedrocan sufficienti a trascorre un mese di vita “normale” e ogni mese vado tranquillamente in farmacia (quella dell’Ospedale) a prendere il farmaco (previa ricetta del neurologo).

 

A questo punto la mia richiesta è semplice. Voglio dare la mia testimonianza di paziente affetta da una malattia gravemente invalidante,trentenne,nel pieno della vita…che ha trovato finalmente un sollievo alle sue sofferenze grazie al Centro SM di Casarano e all’enorme lavoro svolto da tutta l’equipe dei dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi.

Conosco perfettamente l’iter burocratico che bisogna affrontare affinchè questo farmaco possa giungere ai pazienti che attendono per mesi e mesi,in preda ai dolori e a sofferenze inimmaginabili. Un percorso esageratamente impervio,sia per i malati che per i medici.

Sarebbe fantastico informare tutti coloro che potrebbero usufruire di questo “farmaco” e soprattutto fare in modo che i centri come quello di Casarano abbiano più riflettori puntati addosso in modo da far emergere tutte le ottime attività che vengono svolte quotidianamente in favore dei pazienti affetti da questa e altre serie malattie. Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa “battaglia”. Ci hanno donato la “libertà di cura”… e scusate se è poco.

Lucia

 

Fonte : http://www.20centesimi.it/blog/2011/10/28/io-malata-di-sclerosi-rinata-grazie-alla-cannabis-terapeutica/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=io-malata-di-sclerosi-rinata-grazie-alla-cannabis-terapeutica

 

http://jedasupport.altervista.org/blog/cronaca/bedrocan-sclerosi-multipla-guarisce/

 

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