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Categoria: "Crescita spirituale"

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO di Charlie Chaplin

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITA’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SE’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrarno fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO è LA VITA!

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Charlie Chaplin

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FIABE DI LUCE : FAVOLE PER I NUOVI BAMBINI DELLA NUOVA ERA

LA VOCINA

FUORI NEVICA, FA FREDDO ED UNA VOCINA DENTRO DI ME MI RIPETE CONTINUAMENTE:  “MIGLIORA, MIGLIORA”.   E NON CAPISCO.

MENTRE MI PREPARO LA COLAZIONE UN PO’ ADDORMENTATO SENTO LA VOCINA: “DIO TI AMA STAI TRANQUILLO, MA TU MIGLIORA MIGLIORA”.

COSA VOLEVA DIRE MIGLIORA ? E POI PERCHE’ ? MIGLIORARE COSA ?.

MI STO LAVANDO I DENTI E LA VOCINA RIPETE.  “MIGLIORANDO TE, MIGLIORI GLI ALTRI ATTORNO A TE”.

MI SENTO CONFUSO. LA MIA QUOTIDIANITA’ E’ DISTORTA. COSA VUOLE DIRE CON QUESTE PAROLE ?

MI FACCIO LA DOCCIA E LA VOCINA: “SOLO ANDANDO DENTRO SE STESSI IN PROFONDITA’ SI PUO’ MIGLIORARE VERAMENTE”.

NON COMPRENDO, DENTRO ? MA SE HO SEMPRE CERCATO FUORI !.

MI STO ASCIUGANDO MENTRE I MIEI PENSIERI CORRONO ALLA RICERCA DI UNA RISPOSTA.

VOLEVO CHIAMARE QUALCUNO, E POI ANCORA  “NON DEVI ESSERE MIGLIORE DI NESSUNO, SOLO MIGLIORE DI TE STESSO”.

MI STO ALLACCIANDO LE SCARPE, QUANDO LA VOCE “IMPARA A MIGLIORARE E POI INSEGNALO”.

MI AGGIUSTO LA CRAVATTA UN PO’ DISTRATTO DALLA SITUAZIONE E LA VOCE “CONTINUANDO A MIGLIORARE TUTTA LA VITA SI ACQUISTANO PREGI E VIRTU’”.

EH, CHE LAVORONE !. TUTTA LA VITA ! FIGURIAMOCI.

MI VESTO DI TUTTO PUNTO COME SONO SOLITO FARE E LA VOCINA ANCORA “SE MIGLIORI TE, MIGLIORA TUTTA L’ UMANITA’”.

SI E POI ADESSO SIAMO TUTTI COLLEGATI !. MAGARI!

E LA VOCINA ”MIGLIORI TU, MIGLIORA DIO”.  SI E POI ADDIRITTURA E CHI SONO IO, DIO ?

E LA VOCINA “LO SEI…..”

 

 

 

IL RAGGIO DI SOLE, LA BOMBA ATOMICA E LA PIUMA

UN BEL GIORNO UNA BOMBA ATOMICA E UNA PIUMA SI INCONTRARONO MENTRE PRECIPITAVANO GIU’ DAL CIELO VERSO LA TERRA. LA B.A. ERA GELIDA E FREDDA, MENTRE LA PIUMA ERA DOLCE E DELICATA, ED ERA MOLTO PREOCCUPATA NEL VEDERE LA B.A. CADERE GIU’.

SI MISERO A CHIACCHERARE UN PO’ VISTO CHE AVEVANO TEMPO. LA PIUMA, CHE ERA VERAMENTE SAGGIA PROVO’ A FAR CAPIRE ALLA B.A. CHE QUANDO SAREBBE ARRIVATA GIU’ SAREBBE MORTA E CON IL SUO SCOPPIO, COSA ANCOR PIU’ GRAVE AVREBBE FATTO UN DANNO INCREDIBILE SALTANDO PER ARIA, FACENDO MORIRE TANTISSIMI UOMINI, BAMBINI E DEVASTANDO LA TERRA.

“ACCIDENTI, NON SAPEVO DI ESSERE COSI’ POTENTE, SONO PERO’ ANCHE MOLTO CHIUSA E MECCANICA!” “HO PAURA NON VOGLIO MORIRE E NON VOGLIO FAR MORIRE, COME POSSO FARE ?”.

LA PIUMA SAGGIA SCENDEVA ONDEGGIANDO LENTAMENTE COME ERA SOLITA FARE, CONSAPEVOLE DI COSA ERA E DI DOVE ANDAVA. E DISSE CON AMORE “E’ IMPORTANTE SAPER SEMPRE CHI SI E’, COSA SI E’, DOVE SI VA E COSA SI VA A FARE”.

LA B.A. “HO CAPITO SONO UNA BOMBA, E NON SOLO SONO ANCHE ATOMICA. QUANDO CADRO’ SARO’ UN DISASTRO PER TUTTI; ANZI SONO GIA’ ADESSO UN DISASTRO!”.

LA PIUMA : “NO, NON LO SEI, SEI COME TUTTI FIGLIA DI DIO E DA LUI IMMENSAMENTE AMATA”.

LA B.A. “E SECONDO TE UN DIO CHE AMA CREA UNA COSA COSI’ DISTRUTTIVA COME ME ?”.

LA P. “NO! E’ L’ UOMO CHE CON IL SUO LIBERO ARBITRIO HA SCELTO DI OPERARE IL MALE.”

LA B.A. “AIUTAMI, TI PREGO, NON VOGLIO FARE QUELLO CHE STO PER FARE, UN TERRIBILE CRIMINE A TANTI INNOCENTI”.

LA P. “OK. APPENA SI SPOSTERANNO LE NUVOLE VEDREMO IL DA FARSI”.

PASSARONO ALCUNI MINUTI E LE NUVOLE SI APRIRONO E ARRIVO’ IL SOLE, IL QUALE EMISE UN BELLISSIMO E D’ ORATO RAGGIO CHE PASSO’ TRA LA PIUMA E LA BOMBA ATOMICA E DISSE “CIAO RAGAZZE COME VA ?”.

LA P. “INSOMMA, STIAMO CERCANDO DI RISOLVERE UN PROBLEMA”. LA PIUMA SPIEGO’ NEI DETTAGLI LA SITUAZIONE. IL R.S. DISSE ALLA B.A. “GUARDAMI, IO SONO FELICE, NASCO DAL MIO PAPA’, IL SOLE, E SONO UNITO A LUI SEMPRE COME SUA ESTENSIONE, E MI UNISCO ALLA TERRA, MIA MADRE,  LA RISCALDO E FACCIO DA PONTE FRA I DUE. UN PADRE E UNA MADRE NON POSSONO ESISTERE SE NON C’E’ UN FIGLIO. SONO CONTENTO E GIOIOSO, MI ILLUMINO E ILLUMINO OGNI GIORNO”.

LA B.A. PIANGENDO “MI DISPIACE, MI DISPIACE RAGGIO DI SOLE, IO STO CADENDO GIU’ E DEVASTERO’ TUA MAMMA, NON VOGLIO, MI HANNO CREATA MENTI STUPIDE, ADESSO CHE LA PIUMA MI HA AIUTATA A CAPIRE, NON VOGLIO COMMETTERE QUESTO ATTO IGNOBILE”.

IL R.S. “NON TI PREOCCUPARE, TUTTO SI PUO’ RISOLVERE, GIA’ E’ BELLISSIMO CHE TU ABBIA PRESO COSCIENZA!”.

E LA P. “E COSI’ FACENDO STAI RALLENTANDO, TE NE SEI ACCORTA ? TU SEI UNA BOMBA ATOMICA, MA PUOI ESSERE QUELLO CHE VUOI, NON SOFFERMARTI SUL TUO ASPETTO E ASCOLTA IL TUO CUORE, NON LA TUA TESTATA”.

E LA B.A “OK, CI PROVO, POSSO ESSERE QUELLO CHE VOGLIO, LIBERO LA TESTATA…”.

IL RS. “NO, SE NO SCOPPI!”.

LA B.A “OK, LIBERO LA MENTE”.

IL R.S. “E PIU’ RESPIRI E TI APRI A PAPA’ SOLE ATTRAVERSO DI ME E PIU’ PROVI GIOIA E AMORE”.

LA B.A. “VA BENE ADESSO STO VERAMENTE MEGLIO, GRAZIE. PERO’ STO ANCORA CADENDO ED IN VERITA’ ADESSO MI PIACEREBBE ESSERE TUA SORELLA, DIVENTARE FIGLIA DELLA TERRA E DEL SOLE, E NON VOGLIO FARE DEL MALE A NESSUNO. MANCANO POCHI KILOMETRI!”.

LA PIUMA. “LO SAPPIAMO, SENTI IL TUO CUORE ADESSO. ALLORA SE LO VUOI PUOI TRASFORMARE QUESTA SITUAZIONE IN POSITIVO PARTENDO DAL PROFONDO DELLA TUA ANIMA MANIFESTARE IL TUO SOGNO IL TUO OBBIETTIVO E CAMBIARE IL FUTURO NEGATIVO IPOTETICO IN CUI ERI INVISCHIATA.”.

LA B.A. “OK. MI VOGLIO TRASFORMARE IN UN ESSERE NATURALE COME VOI E…”..PUFFF LA BOMBA A TOMICA SI TRASFORMO’ IN UNA GRANDE CACCA ATOMICA BIOLOGICA GIGANTE.

IL RAGGIO DI SOLE “OH, CHE BELLO HAI VISTO CHE CE L’ HAI FATTA ? TUTTO E’ POSSIBILE SE LO VUOI DAVVERO, I MIRACOLI SONO DENTRO DI NOI E AVVENGONO CON FEDE E VOLONTA’. HAI INIZIATO IL TUO CAMMINO PER RICORDARTI DI ESSERE COME ME, LUCE NELLA LUCE CONSAPEVOLE DI ESSERLO”.

E LA P. “BRAVA! GRAN TRASFORMAZIONE. HAI CAPITO CHE LA COSCIENZA E’ UNA E LA GUARIGIONE AVVIENE DA DENTRO.

LA CACCA ATOMICA “CADO E SONO FELICE, PUZZO UN PO’ MA SO CHE FARO’ DEL BENE. CONCIMERO’ MILIONI DI ETTARI. SARA’ TANTA TERRA PIU’ NUTRIENTE, ORTI PIU’ VIVI, FIENO PIU’ BELLO. NON FARO’ DEL MALE A NESSUNO. ENTRERO’ DENTRO LA TERRA, FARO’ PARTE DI LEI, E PIANO PIANO TORNERO’ NEL CIELO, FORSE UN GIORNO NEL SOLE, NON SO…QUEL CHE DIO VORRA’ IN ACCORDO CON LA MIA VOLONTA’”.

LA PIUMA PIANO PIANO SCENDEVA E SI ANDO’ A POSARE SU DI UNA SPIAGGIA LUNGO IL MARE.

IL RAGGIO DI SOLE ILLUMINO’ TUTTO IL GIORNO ASSIEME AI SUOI FRATELLI RAGGI E CONTINUO’ A FARLO CON SERVIZIO DISINTERESSATO.

LA CACCA INVECE QUANDO SCESE FECE UN GRAN BACCANO “SPLATESHE”, MA ERA UNO SPLATESHE CONSAPEVOLE. E LEI ORA SAPEVA, CHI ERA, DA DOVE VENIVA, DOVE STAVA ANDANDO, COSA AVREBBE FATTO E COME LO AVREBBE FATTO.

 

 

LO SPIRITO DELLA PIOGGIA

C’ ERA UNA VOLTA LO SPIRITO DELLA PIOGGIA CHE ERA MOLTO STUFO E AMAREGGIATO PERCHE’ QUANDO VENIVA GIU’ SENTIVA IN ALCUNI POSTI SOLO COMMENTI DEL TIPO “CHE NOIA PIOVE !” , “CHE BRUTTA GIORNATA !” , “OGGI SONO INTROVERSO CON QUESTO TEMPO !” “ACCIDENTI MI BAGNO TUTTO !”…ECCETERA…

UN DI’ LO S.D.P. VIDE CHE PERO’ IN ALTRI POSTI QUANDO SCENDEVA LA GENTE ERA FELICE, RINGRAZIAVA, PREGAVA. MAGARI QUANDO OGNI SEI MESI SI FACEVA VEDERE NEL SAHARA, LA GENTE BEVEVA LA PIOGGIA E COSI’ FACENDO SI NUTRIVA DEL SUO SPIRITO, I CONTADINI ERANO FELICI, I FIUMI PURE.

E ALLORA SI DOMANDO’ : “DI LA’ PIOVO TANTO E SI ARRABBIANO, DI QUI PIOVO GIU’ POCO E SONO TRISTI E A SECCO. SE MI EQUILIBRIO UN PO’ FACCIO TUTTI CONTENTI !”.

UN BEL GIORNO DECISE DI NON FAR PIOVERE PIU’ ACQUA MA TERRA, E LA GENTE SI DOVETTE ORGANIZZARE CON OMBRELLI PIU’ RESISTENTI, I VESTITI ERANO SPORCHI, DA LAVARE, LE STRADE SI INTERRAVANO, ETC.

POI TEMPO DOPO, DECISE DI PIOVERE SASSI. LA GENTE ERA FURIOSA, NON CAPIVA. IN CUOR SUO INIZIAVA A PREGARE CHE TORNASSE L’ ACQUA COME ERA ABITUATA.

LO S.D.P. DECISE DI FAR PIOVERE ERBA,

POI PROVO’ CON IL MIELE, BUONO SI’ SE LO PRENDEVI AL VOLO, PERO’ MOLTO APPICCICOSO, SI CAMMINAVA MALE, COSI’ ANCHE CON IL CIOCCOLATO (SOLO I BAMBINI ERANO FELICI, FU UNA GRAN FESTA QUEL GIORNO, COSI’ COME QUANDO PIOVVE MARMELLATA MULTIGUSTO). TUTTI PARLAVANO DI QUESTI FATTI STRANI CHE ACCADEVANO NEL NORD DEL MONDO,  (NELL’ OCCIDENTE).

SI FACEVANO GRUPPI DI PREGHIERA PER FAR TORNARE LA PIOGGIA NORMALE, MENTRE FUORI PIOVEVA FORMAGGIO GRATTUGGIATO.

DOPO UNA PIOGGIA DI PASTA ED UNA DI PALLINE DA PING PONG, ACCADDE UNA COSA. UNA BAMBINA DI NOME CELESTE, UN GIORNO ERA TANTO TRISTE, PERCHE’ LEI AMAVA TANTO CORRERE TRA I PRATI E NEL BOSCO, MENTRE PIOVEVA, ADORAVA BAGNARSI CON LA SUA AMICA PIOGGIA, RIDERE CON LO S.D.P. CHE LEI SENTIVA TANTO NEL SUO CUORE.

“UFFA DOVE SEI ANDATO ?, COSA STAI FACENDO ? LO SO CHE NON TUTTI TI AMANO COME ME, MI MANCHI TANTO ! TI PREGO TORNA ! IO STO BENE QUANDO CI SEI !”.

DOPO UNA PIOGGIA DI CEROTTI LO S.D.P. CHE ERA UNO SPIRITO MOLTO BUONO DECISE CHE LA LEZIONE PER LE PERSONE POTEVA BASTARE. VIDE CHE MOLTE PERSONE STAVANO COMINCIANO A RIVOLGERE A LUI L’ ATTENZIONE. “OH SANTO SPIRITO DELLA PIOGGIA, TI PREGHIAMO DI TORNARE E DI FAR SCENDERE LE SACRE ACQUE , CHIEDIAMO IL TUO PERDONO PER NON AVERTI DATO IL TUO VALORE PER ANNI, TE LO CHIEDIAMO CON TUTTO IL NOSTRO AMORE “.

LO S.D.P. SI PRESENTO’ A CELESTE, LA SUA PICCOLA AMICA. “CIAO SORELLINA MIA, POSSO FARE QUALCOSA PER TE ?” C “SI TI PREGO, TORNA ACQUA COME PRIMA…!”

S.D.P. “OK , LO FARO’ E POSSO ANCHE ESAUDIRE I DESIDERI DEL TUO MAGNIFICO CUORE , PERCHE’ SEI UNA BAMBINA MOLTO SAGGIA E AMOREVOLE E TI VOGLIO BENE”

C. “ OK, PIOVI SOLDI, IN TUTTI I PAESI IN CUI MANCANO, PIOVI CIBO DOVE NECESSITA’, PIOVI, ACQUA NATURALE IN TUTTI I PAESI EQUATORIALI E DOVE C’E’ SICCITA’. PIOVI MEDICINE DOVE NECESSITANO. PIOVI COLLA DOVE C’E’ GUERRA COSI’ CHE TUTTE LE ARMI, CARRI ARMATI , AEREI E NAVI SI INCOLLINO E NON SPARINO PIU’.

PIOVI BONTA’ E COSCIENZA SU TUTTI I CAPI E TUTTI I GOVERNANTI.

PIOVI FORZA E SPERANZA SU TUTTE LE PERSONE. EQUILIBRATI DI PIU’ DANDOTI A TUTTI GLI STATI POVERI.

PIOVI SALUTE SU TUTTI I DISABILI E MALATI.

PIOVI PETALI DI ROSE SU TUTTE LE DONNE. OGNI TANTO PIOVI SORPRESE SUI BAMBINI.

PIOVI OBBIETTIVI SANI PER TUTTI I RAGAZZI. PIOVI SERENITA’ SU TUTTI GLI ANZIANI.”

LA BAMBINA ERA FELICE, LE PERSONE CAMBIATE NEL CONSIDERARE LA PIOGGIA, AMAVANO LO S.D.P. E SI AMAVANO ANCHE DI PIU’ LE UNE CON LE ALTRE.

LO S.D.P. ESEGUI’ GLI ORDINI DELL’ AMORE E PAF IL MONDO ERA CAMBIATO.

IL CUORE DI CELESTE AVEVA MODIFICATO TUTTO IL PIANETA DOVE ORA VIGEVANO LE SEGUENTI REGOLE : LA PIOGGIA ESISTE, E’ BAGNATA, SERVE ED E’ NATURALE.

LA PIOGGIA HA UNA COSCIENZA / SPIRITO E CI SI PUO’ COMUNICARE.

LO SPIRITO DEL PIOGGIA E’ INTELLIGENTE. I BAMBINI SONO IL CENTRO DEL MONDO.

LA FORZA DEL CUORE E L’ INTENTO PURO POSSONO CAMBIARE IL MONDO.

 

L’ ICEBERG E IL VULCANO

C’ ERA UNA VOLTA UN ICEBERG DI NOME GHIACCIOLINABRBR CHE UN BEL GIORNO SI STACCO’ DAL POLO POLO E SI MISE A NAVIGARE PER CONTO SUO. NAVIGO’ E NAVIGO’ ED APPRODO’ IN UN ISOLA DOVE VIVEVA UN VULCANO DI NOME TUTTUNFUOCO.

LEI ERA MOLTO SINUOSA, BELLA, VERAMENTE DISCIPLINATA, MOLTO FREDDA, GHIACCIATA, UN PO’ CHIUSA E UNA CALMA APPARENTE.

LUI ERA L’ ESATTO CONTRARIO, FOCOSO, APERTO, ESUBERANTE, ANCHE LUI PIACENTE, ADRENALINICO ED UN PO’ AGITATO.

QUANDO SI CONOBBERO NON TROVARONO MOLTI PUNTI IN COMUNE NEL LORO CARATTERE, MA SI RISPETTAVANO E DIVENNERO AMICI. FECERO TANTE COSE ASSIEME, POI UN BEL GIORNO G. CAPI’ DI AMARE T.

LUI SI IMPAURI’ UN PO’, NON GLI ERA MAI CAPITATO CHE UN ICERBERGHESSA SI INNAMORASSE DI LUI, LUI ERA SEMPRE ANDATO CON VULCANE VELOCI, UNA LAVATA E VIA.

UN GIORNO CONOBBERO UNA FATA CHE DISSE LORO CHE ERANO FATTI L’ UNO PER L’ ALTRA, COSI’ DIVERSI E COSI’ UGUALI, FATTI PER DARE L’ ESEMPIO DI COME UN VULCANO PUO’ STARE CON UN’ ICEBERG.

POCO DOPO “QUALCUNO” TOLSE I SALAMI SUGLI OCCHI DI T. CHE VIDE G. E SI INNAMORO’ PERDUTAMENTE.

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I DUE ERANO COTTI L’ UNO DELL’A LTRA. LUI QUANDO LE DICEVA LE PAROLE CARINE, LEI SI SCIOGLIEVA, E VISTO CHE LEI ERA UNA ICERBERGHESSA T. DECISE DI DIRGLIELE UN PO’ MENO.

DOPO UN PO’ CAPIRONO CHE L’ UNO NELL’ ALTRO RISPECCHIAVANO UNA PARTE CHE NON VOLEVANO VEDERE. G DOVEVA IMPARARE DA T. AD APRIRSI UN PO’ DI PIU’, A DIVENTARE UN PO’ PIU’ CALDA E AD APRIRE IL SUO FUOCO. T. DOVEVA IMPARARE DA G. A STARE PIU’ TRANQUILLO, UN PO’ PIU’ FREDDO, ED ABBASSARE IL SUO FUOCO.

FU UNA VERA LOTTA. ANIMICAMENTE SI AMAVANO TANTISSIMO, MA LA LORO STRUTTURA DI ICEBERG E VULCANO CHE AVEVANO MANTENUTO PER ANNI ERA MOLTO FORTE E RIGIDA

PER TUTTI E DUE.

PIANO PIANO IMPARARONO A METTERE DA PARTE I PROPRI ORGOGLI DI VULCANO EGOCENTRICO E ICEBERG ANTIUOMO ED UN BEL DI’ SI SPOSARONO. FU UNA GRAN FESTA, TANTI INVITATI TUTTI FELICI. G AVEVA GIA’ AVUTO DUE COMPAGNI VULCANI E LE DUE STORIE, DI CUI UNA MARITATA, NON ERANO ANDATE A BUON FINE, ANZI. CON T. RIVISSE MOMENTI PASSATI COME SE FOSSERO PRESENTI, LE TORNO’ LA PAURA DEL COMPAGNO, DEI SOLDI E DI DIVENTARE MAMMA.

A T. GLI TORNO’ A SPECCHIO IL RIFIUTO DELLA DONNA (LUI INFATTI CERCAVA LA MAGMA…), L’ ABBANDONO, LA RABBIA E LA FUGA. LUI ERA PIU’ FEMMINILE, LEI ERA PIU’ MASCHILE. LO SCHEMA INFATTI ERA : RIFIUTO E CHIUSURA DI LEI, SOFFERENZA E RABBIA DI LUI, FUGA DI LUI, DOLORE DI LEI.

ERA UN CIRCOLO VIZIOSO, UNA COAZIONE A RIPETERE.

UN BEL GIORNO FECERO UNA VACANZA IN UN LUOGO MAGICO E LUI DIVENNE PACATO, ROMANTICO, UN PO’ FREDDO, DICIAMO UN VULCANO ADULTO.

E LEI SI LASCIO’ ANDARE, SI APRI’ A LUI, DIVENTO’ PIU’ CALDA E DISPONIBILE. TRA LORO INIZIO’ A REGNARE UN’ ARMONIA COSMICA, UN’ EQUILIBRIO PERFETTO.

E LA MASSIMA ALCHIMIA FU REALIZZATA. IL CALDO UN PO’ FREDDO CON LA FREDDA UN PO’ CALDA.

LA VERITA’ NEL MEZZO, IL PUNTO DI UNIONE STA NEL CENTRO. IL VERO INCONTRO E’ A META’. UNO SI ABBASSA E L’ ALTRO SI ALZA , PER CRESCERE ASSIEME. UN PERCORSO INCREDIBILE. LUI PIU’ MASCHILE, LEI PIU’ FEMMINILE.. IL MASSIMO PERCORSO , “IL CAMMINO DELLA COPPIA” NELLA FEDELTA’, UNITA’ E RISPETTO, FIDUCIA, COMPRENSIONE E AMORE PACIFICO E TRANQUILLO. T. ERA FELICE, COSI’ ANCHE G.

AVEVANO FATTO UN GRANDISSIMO LAVORO DI TRASMUTAZIONE DELLA MATERIA. DA VULCANO LUI ERA DIVENTATO PIANO PIANO UNA MONTAGNA, FERMA, FORTE , CALMA E TUTTA ALBERATA, E SI CHIAMO MONTAGNOLENTALBEROSO.

LEI DA ICEBERGHESSA SI TRASFORMO’ IN UN LAGHETTO TIEPIDO, DECISA MA APERTA, ATTRAVERSATA DA UN TORRENTE DI ALTA MONTAGNA E SI CHIAMO’ FLUIDA. ESSI DIVENTARONO ESEMPIO DELLO SPOSALIZIO CRISTICO ALCHEMICO.

QUANDO TROVERETE UNA MONTAGNA CHE ACCESA SU UN FIORE DI LOTO GALLEGGIA SU DI UN PICCOLO LAGHETTO E TRAMITE IL TORRENTE VIAGGIA VERSO VALLE LIBERA E FELICE,

QUELLI SONO LORO TUTTUNFUOCO ORA FOCOLENTO E GHIACCIOLINABRBR ORA FLLUIDA. E QUESTA E’ L’ IMMAGINE SIMBOLO.

LA CANDELA CHE SICURA E DELICATA NUOTA TRA LE BRACCIA DEL LAGO - TORRENTE E LO SCALDA E LO ILLUMINA, ED IL LAGO TORRENTE CHE MORBIDO E SOAVE ACCOGLIE LA CANDELA E LA NUTRE.

PENSARE PRIMA UNA TRASFROMAZIONE COSI’ ERA IMPOSSIBILE. INVECE TUTTO E’ POSSIBILE. IMMAGINARSI L’ UNIONE TRA UN VULCANO ED UN ICEBERG ERA SEMBRATA UN’ IMPRESA AZZARDATA ED INVECE VOILA’. ECCOLI QUI, LONTANO ERANO IL MAGMA ED IL GHIACCIO, CHE ORMAI SI ERANO FUSI ASSIEME FORMANDO ENERGIA DORATA IN MOVIMENTO

SILENZIOSO. PER LA CANDELA ED IL LAGO- TORRENTE ERA LONTANO IL RICORDO DI ESSERE STATI VULCANO E ICEBERG.

DA LORO NACQUE UNO SPLENDIDO ESSERE, UN FUOCHERELLO D’ACQUA, UNA LUCE DIAMANTE DI NOME MIKAEL.

 

GAIA E LA BACCHETTA MAGICA

 

UN BEL DI’ NACQUE UNA BAMBINA MOLTO PARTICOLARE DI NOME GAIA.

ELLA EREDITO’ DA UNA NONNA UN VECCHISSIMO OGGETTO DI ANTIQUARIATO.

UN GIORNO SI DECISE DI PULIRE UN PO’ DI COSE TRA CUI QUESTO STRANO OGGETTO A FORMA DI BASTONCINO CON SIMBOLI ARZIGOGOLATI.

QUANDO STROFINO L’ OGGETTO LA STANZA E TUTTO CIO’ CHE CONTENEVA SI RIPULI’ IN UN ATTIMO DA SOLA. UAU! ESCALMO’, MA QUESTA E’ UNA BACCHETTA MAGICA. GRAZIE NONNA ! CHE REGALONE !.

GAIA AVEVA SEMPRE SAPUTO DI AVERE DELLE GROSSE POTENZIALITA’ DENTRO DI SE’, MA ADESSO CON ADDIRITTURA UNA BACCHETTA MAGICA, AVREBBE POTUTO FARE GRANDI COSE.

CON LA SUA BUONA VOLONTA’ ED IL POTERE MAGICO CHE TRASFERIVA GRAZIE ALLA BACCHETTA POTEVA TRASFORMARE NEL CONTRARIO TUTTO CIO’ CHE VOLEVA O CHE NON LE PIACEVA.

PASSO’ DEL TEMPO E GAIA SI DIVERTI’ UN MONDO A TRASFORMARE PER ESEMPIO :

1. I TRENI E PUFF IN PRIMA CLASSE VI ERANO SOLO SENEGALESI E MAROCCHINI, MENTRE I DIRIGENTI SI RITROVARONO IN PIEDI E SENZA BIGLIETTO CON BORSONI ENORMI, TUTTI SUDATI, SI APPRESTARONO AD IMPROVVISARE QUALCOSA AI CONTROLLORI CHE SI AVVICINANO MINACCIOSI.

2. POI DECISE CHE TUTTI GLI EUROPEI E TUTTI GLI AFRICANI SI SCAMBIASSERO DI ABITAZIONE ED ALLORA CASALINGHE IN BURUNDI, POLITICI IN ANGOLA, SUD AFRICANI IN CECOSLOVACCHIA, TUNISINI IN NORVEGIA, KENYIANI IN ISLANDA, DANESI IN MALI, UNGHERESI IN ZAMBIA, ECC. LA BORGHESIA OCCI-DENTALE NELLA POVERTA’ AFRICANA, I SENZA NIENTE IN PAESI CON CASA – MANGIARE E LAVORO. BAMBINI DENUTRITI E SENZA CURE IN VACANZA SCAMBIO CON BAMBINI OBESI ATTACCATI ALLA PLAYSTATION.

LE TRIBU’ ORIGINARIE (ZULU’, DOGON ,MASAI, ECC) DECISE DI LASCIARLE LI’. NON SI SAREBBERO MAI ABITUATE ALLE CITTA’.

3. I CAPI DEI GOVERNI OCCULTI TUTTI IN MINIERA, NELLE STIVE DELLE NAVI REPARTO MOTORI, OPPURE A COLTIVARE LA TERRA ZAPPANDO A MANO. AL LORO POSTO BAMBINI E RAGAZZI SPECIALI COME LEI, IN GRADO DI DECIDERE IL BENE PER TUTTI DAL LORO CUORE.

4. TRASFORMO’ LE AZIENDE DI PETROLIO ED I PUNTI DI ESTRAZIONE IN AZIENDE BIOLOGICHE IPER NATURALI, E TUTTO IL PETROLIO NEI BENZINAI IN UN ATTIMO DIVENTO’ ACQUA PURISSIMA ; CHIARAMENTE DOVETTE TRAFORMARE ANCHE OGNI MOTORE IN MOTORE AD ACQUA.

5. GENTE DELLE SEYSCHELLE CHE VENIVA IN VACANZA A VERCELLI A FARSI UN TUFFO

6. QUELLI DI BOLZANO TRASFROMATI IN “TERRONI”

7. I TEDESCHI INIZIARONO A PARLARE SARDO E FIORENTINO (MENTRE VIVEVANO IN UGANDA)

8. I GIAPPONESI ERANO TUTTI DI COLORE

9. LE CHIESE LE AVEVA TRASFROMATE TUTTE IN ECOVILLAGGI

10. LE ARMI IN FRUTTA

11. ECC

GAIA ERA FELICE E CONTINUO’ A TRASFORMARE E TRASFORMARE ED A TRASFROMARE ANCORA PER ANNI, FINO A CHE IL MONDO ERA COME LO VOLEVA E COME PIACEVA A LEI. NON EGOISTICAMENTE, MA PER IL BENE DI TUTTA LA COMUNITA’ INTERA.

GAIA SI GUARDO’ ALLO SPECCHIO E SI ERA TRASFORMATA ANCHE LEI.

NON ERA PIU’ UNA BAMBINA, MA UN ANGELO CHE STAVA TORNANDO A CASA DOPO AVER COMPIUTO LA SUA MISSIONE SULLA TERRA.

VOLUTAMENTE QUESTA FIABA TERMINA COSI’. MI PIACEREBBE CHE DIVENTASSE MOLTO LUNGA, IN MODO PARTICOLARE IL NUMERO DELLE TRASFORMAZIONI ; CHE OGNUNO DI VOI AGGIUNGESSE QUELLO CHE SENTE DAL SUO CUORE DI TRASFORMARE PER CORRETTEZZA, PER DIVERTIMENTO, PER GIUSTIZIA, PER GIOIA, PER AMORE, PER QUELLO CHE SENTE.

LA TRASFORMAZIONE DEL PIANETA E’ COMINCIATA, CONTIUALA TU CON I TUOI PENSIERI DI LUCE, CON I TUOI BUONI PROPOSITI, CON I TUOI MAGICI INTENTI.

TU SEI GAIA, E TU HAI DENTRO DI TE LA BACCHETTA MAGICA.

CREDI IN TE STESSO COME GAIA E USALA PERFAVORE COME LEI PER IL BENE DI TUTTO IL POPOLO DELLA TERRA.

CON INFINITO AMORE.

NIKI FLENDER

 

 

I 9 CAVALIERI COLORATI

 

 

C’ ERA UNA VOLTA UN CAVALIERE CHE PASSEGGIAVA PER LE VIE DEL MONDO. SAPEVA POCO DI SE’ STESSO E QUINDI ANDAVA ALLA RICERCA DI CHI ERA IN REALTA’.

SENTIVA NEL SUO PROFONDO CHE LUI ERA UN CAVALIERE BIANCO ,PERO’ DOVEVA ANCORA CAPIRE MOLTE PARTI DI SE’.

UN DI’ SI IMBATTE’ IN UNA SITUAZIONE CHE LO AMAREGGIO’ MOLTO E SI TRASFORMO’ IN CAVALEIERE GRIGIO.

ERA MOLTO GIU’, DEBOLE E DEPRESSO E PASSEGGIAVA A FATICA PER LA STRADA FANGOSA. AD UN CERTO PUNTO INCONTRO’ UNO GNOMO CHE GLI DISSE “VAI VERSO IL BOSCO E VEDRAI”. IL CAVALIERE SI DIRESSE E QUANDO ENTRO’ NEL BOSCO SCESE DA CAVALLO E VIDE UN GRANDE SASSO GRIGIO PERO’ IMMERSO NEL VERDE. SOPRA VI ERA UN ELFO TUTTO GRIGIO E MOGIO.

IL CAVALIERE GUARDANDOLO CAPI’ CHE LUI ERA QUELL’ ELFO E CHE PERDEVA TEMPO E GIOIA NELL’ ESSERE COME CAVALIERE GRIGIO.

LUI RESPIRO’ E CONCENTRANDOSI NELL’ AMBIENTE CIRCOSTANTE SI TRASFORMO’ IN CAVALIERE VERDE.

CONTINUO’ PER LA SUA STRADA, CHE ORA ERA MENO FANGOSA PERCHE’ ORA C’ ERA LA SUA PARTE VERDE CHE INTERVENIVA QUANDO SI SENTIVA GRIGIO.

LA STRADA ERA ADESSO MOLTO DURA, DURISSIMA. IL CAVALIERE SI SENTIVA DA TANTO TEMPO ARRABBIATO CON TUTTO E CON TUTTI. AVEVA DENTRO TANTA IRA E CATTIVERIA. IL CAVALIERE SENTI’ PAURA PERCHE’ PERCEPI’ NELL’ ARIA QUALCOSA DI STRANO. AVEVA ADDOSSO LA SUA ARMATURA DI METALLO MOLTO PESANTE, MA TEMEVA QUALCOSA.

INFATTI DA DIETRO UN ALBERO USCI’ UN CAVALIERE NERO, CON LO SGUARDO MOLTO CATTIVO. SEMBRO’ VOLERLO AFFRONTARE, MA C’ ERA LA PAURA. LA PAURA DI AFFRONTARE LA RABBIA. LA RABBIA CHE AVEVA DENTRO ERA TANTA. IL CAVALIERE NERO ERA SEMPRE PIU’ VICINO, MOLTO INCATTIVITO E BRANDIVA LA SPADA. ERA NERO, NERISSIMO, GLI OCCHI FUORI DALLE ORBITE. A POCHI METRI DI DISTANZA IL CAVALIERE SI RICONOBBE NEL CAVALIERE NERO.

ERA LUI, ERA UNA PARTE DI SE’, NERA , CATTIVA , BRUTTA E SCURA. UNA PARTE CHE ORA NON GLI SERVIVA PIU’. IL CAVALIERE IMPUGNO LA SUA SPADA CHE ERA BIANCA ED UCCISE IL CAVALIERE NERO CHE SI SMATERIALIZZO’.

ARRIVO’ VICINO AD UNA CASCATA E SOTTO DI ESSA TROVO’ UNA BELLISSIMA ARMATURA GIALLO – ARANCIO COME IL SOLE D’ ESTATE . DECISIE SUBITO DI LIBERARSI DALLA SUA ARMATURA METALLICA E PESANTE E RINGRAZIANDO DEL DONO INDOSSO’ LA NUOVA ARMATURA.

SI SENTIVA BENE, FORTE E TRANQUILLO. AVEVA DENTRO DI SE’ L’ ENERGIA VERDE E FUORI L’ ENERGIA GIALLO – ARANCIO.

SENTIVA CHE POTEVA ESSERE UNA LUCE PER GLI ALTRI, MA DA QUALCHE PARTE C’ ERA ANCORA QUALCOSA DA METTERE A POSTO. UN DI’ VICINO AD UN VULCANO SENTI’ UNA PRESENZA DIETRO DI LUI. ERA IL CAVALIERE ROSSO.

ERA TUTTO INFUOCATO. EBBE TIMORE ALL’ INIZIO PER TANTA ACCENSIONE. POI DECISE DI AFFRONTARLO. IL CAVALIERE ROSSO NON AVEVA SPADA MA SOLO FIAMME DI FUOCO. LUI INVECE ESTRASSE SOLO LO SCUDO E LO ATTESE. QUANDO FURONO A POCHI PASSI L’ UNO DALL’ ALTRO IL CAVALIERE CAPI’ CHE IL CAVALIERE ROSSO ERA UN’ ALTRA PARTE DI SE’, LA SUA PARTE INFUOCATA, SESSUALE E ADRENALINICA.

MENTRE RICEVEVA LE FIAMME E SI DIFENDEVA CON LO SCUDO, CAPI’ CHE NON C’ ERA BISOGNO DI DIFENDERSI ED ENTRO’ PER UN’ ISTANTE DENTRO LE FIAMME E LE INTEGRO’ DENTRO DI SE’.

ERANO FINTE, ERA TUTTO DENTRO DI LUI. SORRISE PER LA CONSAPEVOLEZZA E RESPIRO’ PROFONDAMENTE ED A LUNGO VICINO AD UN FIUME E SI TRASFORMO’ IN CAVALIERE BLU.

ERA LIMPIDO, FRESCO E DINAMICO. DENTRO DI LUI VIBRAVA IL CIELO. POI DA UN LATO DELLA MONTAGNA DA CUI SCENDEVA IL FIUME, SENTI’ USCIRE UNA COSA DA SE’ STESSO, IL CAVALIERE MARRONE , LE SCORIE CHE STAVA LASCIANDO ANDARE CHE NON GLI SERVIVANO PIU’.

RINGRAZIO’ ANCHE QUESTA PARTE DI SE’ STESSO CHE ERA STATA CON LUI CHISSA’ PER QUANTO TEMPO. SI SENTIVA LEGGERO E SOAVE. QUINDI PROSEGUI’ AL TROTTO FINO A TROVARE UNA MAGNIFICA GROTTA DI AMETISTE. ENTRO’ ENERGETICAMENTE NELLA VIBRAZIONE DEI CRISTALLI E SI TRASFORMO’ IN CAVALIERE VIOLA.

ORA ERA POTENTE, UMILE, SAGGIO E CORAGGIOSO. LA SUA LUCE TRASFORMAVA OGNI COSA. IMPROVVISAMENTE SI SENTI’ DI ANDARE AL TROTTO. E DOPO AVER SUPERATO UNA FORESTA DOVE FATE E FOLLETTI LO SALUTAVANO TROVO’ UNO SPLENDIDO PALAZZO COLOR CELESTE. ENTRO’ E RIMASE INCREDULO NEL VEDERE GLI SPALTI GREMITI, LE PERSONE URLAVANO IL SUO NOME FELICI. TUTTI ERANO IN PIEDI.

C’ ERA UN PALCO DOVE LO ATTENDEVA IL GRAN CAPO DEL REAME INCANTATO.

L’ EUFORIA CREBBE DI MOLTO, SAPEVA DI AVER FATTO UNA COSA MOLTO IMPORTANTE, MA NON SI ASPETTAVA NULLA DI TUTTO CIO’.

IL GRAN CAPO CHIESE SILENZIO E DISSE “GRAZIE A TE CAVALIERE, ORA TUTTI NOI SAPPIAMO CHE E’ POSSIBILE, PENSAVAMO FINO POCO FA CHE QUELLO CHE HAI INTRAPRESO TU FOSSE UNA COSA IMPOSSIBILE, VINCERE COMPLETAMENTE SE’ STESSI. SEI STATO MOLTO BRAVO AD ACCORGERTI CHE ERI SEMPRE TU ED A NON DIMENTICARTI MAI DELLA TUA LUCE.

HAI VINTO LA GUERRA PIU’ IMPORTANTE, ED IL PREMIO E’ LA  MITICA ARMATURA ORO-ARGENTO-ROSA CHE TI ACCOMPAGNERA’ PER IL RESTO DEI TUOI GIORNI.

SARAI UN ESEMPIO PER TUTTI, INSEGNA CIO’ CHE HAI FATTO E TRASMETTI LA CAPACITA’ E L’ AMORE CHE HAI DENTRO.

” ED IL CAVALIERE RISPOSE “ HO FATTO SEMPLICEMENTE QUELLO CHE HA COMANDATO IL MIO CUORE, HO CREDUTO IN ME STESSO ED ERO CERTO CHE CE L’ AVERI FATTA”.

IL CAVALIERE USCI’ IN MEZZO AGLI APPLAUSI DI RINGRAZIAMENTO E SE NE ANDO PER LA SUA STRADA, UNA STRADA DI LUCE, DI GIOIA E DI PACE, SICURO CHE AVREBBE VISSUTO UNA VITA ALL’ INSEGNA DELLA SERENITA’, DELLA QUIETE E DELLA COMPASSIONE.

AUTORE :

NIKI FLENDER FIABE DI LUCE

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PADRE NOSTRO ORIGINALE IN ARAMAICO

Padre nostro che sei nei cieli, santo è il tuo nome, il tuo regno viene, la tua volontà si

compie nella terra come nel cielo. Tu doni a noi il pane di oggi e di domani. Tu

perdoni i nostri debiti nell'istante in cui li perdoniamo ai nostri debitori. Tu non ci

induci in tentazione, ma, nella tentazione, tu ci liberi dal male

 

*******************************************************************************

 

MEDITAZIONE SUL PADRE NOSTRO DI R.STEINER

Pater Noster

 

Il “Padre Nostro” – afferma Steiner – in origine “non era altro che una meditazione. La

meditazione è più basata sul pensiero, e con essa, mediante i pensieri delle grandi guide

dell’umanità, si cerca di armonizzarsi con le correnti divine che attraversano il mondo. Con

la preghiera si raggiunge lo stesso risultato in un modo più basato sul sentimento”

(R.Steiner: Il Padre nostro – Antroposofica, Milano 1994, p.7).

 

Che si dia come una meditazione o come una preghiera dipende dunque da noi o, per

meglio dire, dalla natura di ciò che gli portiamo incontro. E’ pur vero, comunque, che la

meditazione implica sempre la preghiera (poiché implica il sentire) e che la preghiera può

sempre elevarsi alla meditazione (al pensiero).

 

Per i giorni che vanno dal Natale, ossia dalla nascita di Gesù, all’Epifania, ossia alla nascita

del Cristo in Gesù (e anche, quindi, per le “dodici notti sante”), speriamo di fare cosa

gradita agli amici di questo “osservatorio” offrendo loro una nostra piccola meditazione sul

“Padre nostro” seguita da una versione dello stesso donata da Rudolf Steiner.

 

Si tenga anzitutto presente che il “Padre nostro” si articola, dopo l’invocazione iniziale, in

sette formule: le prime tre – come spiega Steiner – riferite al Sé spirituale (Manas), allo

Spirito vitale (Buddhi) e all’Uomo spirituale (Atman), ovvero a quanto è in potenza nell’Io

e che l’Io stesso è chiamato perciò in avvenire ad attuare; le seconde quattro riferite invece

alle sue “quattro parti costitutive inferiori”: vale a dire, al corpo fisico, al corpo eterico, al

corpo astrale e all’ego (cioè al riflesso psico-fisiologico dell’Io).

 

 

“Padre nostro che sei nei cieli”.

 

Padre non solo mio, dunque, ma di tutti gli uomini. Tutti gli uomini sono perciò miei

fratelli.

Ma anche il Cristo è figlio del Padre, e quindi nostro fratello.

“Iddio disse a Mosè: “Io sono quegli che sono”. Poi disse: Dirai così ai figluoli d’Israele:

L’Io sono m’ha mandato da voi” (Es 3,14).

Se il Padre di tutti gli uomini è l’Io-sono, l’Io-sono è allora l’Io di tutti gli uomini o l’Io

universale.

L’Io-sono è “nei cieli” perché è al di là della soglia che divide la sfera dell’essere da quella

dell’esistere. Normalmente, sperimentiamo la prima durante il sonno, prima della nascita e

dopo la morte, mentre sperimentiamo la seconda durante la veglia e nel corso della vita tra

la nascita e la morte. L’antichità conosceva l’essere, ma non lo conosceva ancora come Io

(come soggetto); la modernità conosce l’Io, ma non lo conosce ancora come essere (come

spirito). Dice il Cristo: “Dio è spirito, e quei che l’adorano, devono adorarlo in spirito e

verità” (Gv 4,24).

 

 

“Sia santificato il Tuo nome”.

 

“Santifica” o “glorifica” l’Io chiunque sia capace di conoscerlo o riconoscerlo come essere

o spirito (“Voi siete dèi” – Gv 10,34): di conoscerlo o riconoscerlo, ossia, al di là della

soglia o al di là dello spazio e del tempo. L’Io che abitualmente conosciamo non va infatti

al di là, nello spazio, del corpo fisico e, nel tempo, della nascita e della morte. Per questa

coscienza dell’Io (che giudica “secondo la carne”) l’ego è una realtà “profana”

(astrattamente esistenziale), e non uno spirito “santo”. Per “santificare” l’Io occorre dunque

“santificare” la coscienza dell’Io e, per “santificare” la coscienza dell’Io, occorre

“santificare” il pensiero che la edifica e regge.

 

 

Padre che fosti, che sei e sarai

Nella nostra più intima essenza.

Il Tuo Nome venga da noi

Glorificato e santificato.

Il Tuo Regno si estenda

Attraverso le nostre azioni

E il nostro modo di vita.

La Tua Volontà venga da noi

Attuata quale Tu l’hai posta

Nella nostra intima essenza.

L’alimento dello Spirito,

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Il Pane di Vita, Tu porgi

In sovrabbondanza per tutte

Le mutevoli situazioni dell’esistenza.

Concedi che la nostra misericordia

Verso gli altri serva da pareggio

Dei peccati da noi compiuti

A danno del nostro essere.

Non lasciare che il Tentatore

Agisca su di noi oltre

La misura delle nostre forze

Poiché in Te, o Padre santo,

Non esiste tentazione alcuna,

Essendo il Tentatore solo

Illusione e inganno dal quale

Tu ci liberi, grazie alla luce

Della conoscenza di Te, nel cuore.

La Tua potenza e magnificenza

Agiscano su di noi, dall’alto,

Attraverso i tempi dei tempi.

Amen.

Rudolf Steiner

Lo Spirito Santo, in quanto “Spirito di verità”, è spirito conoscitivo o gnostico (“Egli vi

insegnerà ogni cosa”, “Egli vi guiderà verso tutta la verità” - Gv 14,26 e 16,13). E come

nessuno può andare al Padre se non attraverso il Figlio, così nessuno può andare al Figlio se

non attraverso lo Spirito Santo (“In verità, vi dico: chi accoglie colui che io manderò,

accoglie me, e chi accoglie me, riceve colui che mi ha mandato” – Gv 13,20).2

 

 

“Venga il Tuo regno”.

Conosciamo, normalmente, il regno minerale, il regno vegetale, il regno animale e il regno

umano. Già quest’ultimo non lo conosciamo però bene, tant’è che siamo portati non solo a

non distinguerlo dal regno animale, ma anzi a inserirvelo. Come poi non sappiamo nulla dei

regni superiori della terza (Angeli, Arcangeli, Principati), della seconda (Potestà, Virtù,

Dominazioni) e della prima gerarchia (Troni, Cherubini, Serafini), così nulla sappiamo dei

regni inferiori degli spiriti dell’elemento solido (gnomi), degli spiriti dell’elemento liquido

(ondine), degli spiriti dell’elemento aereo (silfidi) e degli spiriti dell’elemento calorico

(salamandre).

Qual è dunque il regno del Padre? E’ il regno dei regni: ovvero, il regno che crea tutti i

regni, fondandone e governandone l’armonia.

“Venga il tuo ordine”: quello del “diavolo” non è infatti che l’ordine di Dio rovesciato o

invertito, cosicché ciò che è ultimo nel regno di Dio divenga il primo nel regno del diavolo,

e viceversa. Avvertire l’armonia è compito del sentire. Non di certo di quello ordinario,

personale o soggettivo, ma di un sentire che si sia reso capace (in virtù di una previa ascesi

del pensare) di sperimentare e conoscere (oggettivamente) il valore, il contenuto o la

sostanza morale delle cose, attraverso la loro bellezza o bruttezza.

 

 

“Sia fatta la Tua volontà”.

 

L’agire può esserci imposto dalla volontà della costituzione (fisica) che abbiamo, del

temperamento (eterico) che abbiamo o del carattere (astrale) che abbiamo, e non posto dalla

volontà dell’Io che siamo. L’Io individuale che siamo è però inabitato dall’Io universale

che è (il Cristo, infatti, così prega il Padre per i propri discepoli:“E la gloria che tu mi desti,

io l’ho data loro, affinché siano una sola cosa, come noi siamo una cosa sola, io in essi e tu

in me”- Gv 17,22). Perché sia fatta la (vera) volontà dell’Io individuale occorre dunque che

sia fatta la volontà dell’Io universale. Possiamo dire perciò: “Perché sia fatta la mia volontà,

voglio che sia fatta la Tua”.

La volontà dell’Io-sono è fatta ovunque, ma non ancora nell’uomo. Nella natura, minerali,

piante e animali dicono (con la Vergine): “Fiat voluntas Tua”, mentre l’uomo dice: “Fiat

voluntas mea”. Ma la voluntas che l’uomo crede sua non è la sua, bensì quella della natura

che è in lui e che, proprio in quanto è in lui, non ha più l’innocenza e la santità di quella che

è fuori di lui. Se quest’ultima osserva necessariamente il volere dell’Io universale che la

trascende, quella che è in lui dovrebbe infatti osservare liberamente il volere dell’Io

universale che immàne all’Io individuale (così da poter affermare, con Paolo: “Dunque non

son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” – Gal 2,20).

 

“Come in cielo così in terra”.

 

Com’è l’essere (che è al di là della soglia) così dovrebbe essere l’esistere (che è al di qua

della soglia). Senza l’essere, l’esistere è “vuoto”.

La Vergine è infatti “piena” di grazia e

il Cristo, l’Unigenito del Padre, è “pieno” di grazia e di verità.

 

 

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L'America commossa per Ben, il ragazzo che ha visto la luce

La storia di Ben Breedlove sta commuovendo gli Stati Uniti. Il ragazzo, del Texas, è morto a 18 anni il giorno di Natale per un attacco di cuore dopo aver combattuto una malformazione che lo ha perseguitato tutta la vita. Ben il 18 dicembre aveva registrato un video, che ora è stato visto su internet da mezzo milione di persone. Nella clip muta, attraverso dei cartoncini, raccontava la storia della sua vita, la storia di un ragazzo che ha "imbrogliato la morte tre volte".

La luce - Già, perché Ben già in tre occasioni aveva creduto di dover morire. La prima volta, spiega nel video, a quattro anni, quando ebbe il primo attacco di cuore. In ospedale la visione: "C'era questa grande luce sopra di me. Non potevo capire cosa fosse. Non potevo evitarle di sorridere. Io non dimenticherò mai le sensazioni di quel giorno". E quella luce lo salvò. Come lo salvò la scorsa estate, quando dopo che i medici gli avevano impiantato un pacemeaker la luce tornò, ed evitò la morte un'altra volta.

"Credete negli angeli?" - La terza occasione risale allo scorso 6 dicembre. Ben era a scuola e svenne. Sentiva gli infermier che provavano a rianimarlo, ma che dicevano di non sentire più il battito. "Ho pensato, stavolta stavo morendo". Poi la stessa visione in una stanza bianca: "Indossavo un bel vestito, e con me c'era il mio rapper favorito, Kid Cudi". E anche in quell'occasione si salvò. Pochi giorni dopo, nel giorno di Natale, l'attacco fatale al cuore di Ben. Il suo ultimo video si chiude con un cartello: "Credete negli angeli o in Dio? Io sì".

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Essere Felici e' lo scopo dell'esistenza umana

Dietro a ogni frattura esiste il miracolo della "comunicazione cosmica", chiamata Sincronicità e Coincidenza: mai caso, mai errore, bensì oculata attenzione cosmica nei nostri confronti.

Essere Felici è lo scopo dell’esistenza umana, eppure sembra che molti di noi facciano di tutto per fare altro.

Siamo arrivati all’aberrante! Qualcuno o qualcosa ci sta facendo credere che essere felici sia un concetto, un modo o persino una posizione sociale! Nella migliore delle ipotesi un’illusione dell’ottimista che (povero scemo) se ne gira per il paese a farfugliare cose del tipo ”La felicità esiste! Ne ho sentito parlare!”
Altri la ritengono una virtù del saggio che dichiara fermo: “La vita sarebbe infinitamente più felice se nascessimo a ottant’anni e gradatamente ci avvicinassimo ai diciotto!”

Siamo sicuramente "rotti"! Lì, all’interno di noi, si agita quel semino malefico che ci dice che se una cosa può andare male, allora così sarà!
Chi ti vuole rotto, difettoso al raggiungimento del successo per te stesso?
Chi sta essendo adesso?
Quale parte di te offesa sta portando nel tempo dell’adesso gli spasmi del "non valgo abbastanza" e del "non mi merito..."?
... Impara a dire "Sono io"!

Caro viandante, durante un seminario ho chiesto alle persone cosa gli stesse a cuore. Li per lì, sembrava una domanda trabocchetto, per cui calò un silenzio imbarazzante.
Poi il più intrepido disse: “Ma che domanda è?”
A me non sembrava di aver indagato per una soluzione per la pace nel mondo; avevo semplicemente chiesto cosa rendesse loro felici e cosa stesse loro a cuore!
Allora, le forme pensiero dell’elaborato celebrale del gruppo mi raggiunsero e mi resi conto che quelle persone erano in crisi. Ne ero commossa! La grande e temuta crisi è sempre un momento che ci induce a riflettere e per la quale solo il cambiamento riesce ad ottenerne la risoluzione.

Fermati. Ascolta. Chiediti: cosa ti serve per essere felice?

Caro viandante, il punto è che tutti vogliamo essere felici, ma poi, quando ci chiedono cosa ci renderebbe felici, sembriamo non conoscerne affatto la risposta. Sappiamo solo che non lo siamo, sempre che ci si sia concesso sufficiente tempo per accorgercene!
Spesso, infatti, accade che non siamo felici perché non ci sentiamo di esistere, ma non sappiamo portarlo in parole. Per poter sentire di esistere è necessario prima accorgerci che esistiamo.
Essere, non Fare!
È questo il punto perché non ci si può sforzare di essere felici; dovremmo esserlo naturalmente, esattamente come ci viene naturale respirare.

La primaria condizione della felicità è l’essere saggi.
Ognuno di noi è solo ciò che è, tutto il resto sono etichette che ci attaccano gli altri alle quali non è necessario porre rimedio, è sufficiente fare in modo che non ci importi.

 

La felicità è un’esperienza dell’essere e ci si arriva in un modo così semplice e naturale che non può essere facilitato da qualcuno, né la si può ottenere indotta da qualcosa.
È un po’ come quando si è innamorati e qualcuno ci chiede perché amiamo quella persona. Se non riusciamo a rispondere si tratta di vero Amore! Amiamo, punto! Non c’è un motivo, è! Ed è perché è così e basta!
Se a questa domanda riuscissimo a trovare una risposta, saremmo nella mente e non nel cuore.
Spesso siamo innamorati del come quella persona ci fa sentire di esistere, ma noi dovremmo esistere a prescindere.
Così è la felicità, non può essere prodotta da qualcuno o da qualcosa che già non vibri in noi, poiché la si possiede dentro. Tutto ciò che produce piacere crea un barlume di felicità apparente, ma effimero e quindi non duraturo.

Per Essere Felice è necessario accorgersi di ciò che ci accade nel moto del divenire quotidiano. Per Essere Felice è necessario crearne le condizioni.

La felicità è quell’incontenibile energia del cuore che trabocca e travolge ciò che vede: uno spasimo dell’anima.

Le persone felici ci sorridono mentre ci lasciano il posto a sedere nel tram.
Le persone felici fanno di un evento ordinario, qualcosa di straordinario.
Le persone felici cuciono abiti senza difetti, con amore e dedizione per ciò che fanno. Ammirano il loro elaborato anche in una catena di montaggio!
Le persone felici condividono la loro felicità e nel farlo la sentono aumentare!
Le persone felici sono contagiose e producono ben-essere solo essendo ciò che sono!
Le persone felici non perdono tempo a parlare male perché hanno di meglio da fare.
Le persone felici hanno meno bisogno di essere amate, perché hanno imparato ad amarsi davvero ed il resto arriva di conseguenza.
Le persone felici non hanno di più, hanno di meglio!
Le persone felici sono felici a prescindere da ciò che oggi succederà loro, le frequenze possono essere più alte o più basse, ma la loro radio è sempre accesa e funzionante!

Come si fa ad Essere Felici?

Le persone felici non sono quelle che non cadono più a terra, ma bensì quelle che riusciranno sempre ad accorgersi che sono loro a essere in ginocchio, non gli altri a essere più grandi.

È necessario rimanere meno tempo possibile in frequenze e frequentazioni basse se si vuole mantenersi in una buona carica vitale. Soprattutto, per essere felici è necessario volersi felici.

Per volersi felici è utile togliere le false credenze. Si tratta di sistemi che non ci attrezzano alla felicità, anzi, questi sistemi sono tossici e fanno ammalare poiché non si raggiungono mai, ma sono mantenuti in salute da tutti quelli che credono che funzioni così. Ed ahimè sono la maggioranza!

Cosa crediamo di avere bisogno per essere più felici?

Caro viandante, alcune persone credono (spero non tu!) che la felicità sia avere determinate cose o persone accanto a noi. L’uomo è un animale molto strano. Egli si abitua a tutto.
Qualcuno ha persino fatto una ricerca scientifica al riguardo. Hanno scoperto che una persona entro due anni, qualsiasi cosa ottenga, un amante, un gioco nuovo, una vincita alla lotteria, qualsiasi cosa sia, si abitua e torna alla stessa soglia di felicità di due anni prima. Incredibile vero? Questo viene chiamato principio di adattamento.

Essere felice non si basa su ciò che hai o non hai, si basa sull’essere, non sull’avere!

In realtà non riusciamo a comprendere che ciò dipende da noi; fatichiamo a credere che siamo noi a doverci volere felici.
Si tratta di mantenere un equilibrio, la felicità è l’abilità di ricercare un luogo interiore; non c’entra con l’esterno, dipende direttamente da come noi vediamo ciò che ci accade.
Essere felici non è uno stato d’animo transitorio, ma è la capacità di sintonizzarsi in un luogo di serenità costante, indipendente da ciò che si fa o ci accade. Inoltre, essere felici costituisce un serbatoio sempre pronto dal quale trarre energia nei momenti di bisogno.

Noi dovremmo essere il meglio che possiamo essere.
Dobbiamo imparare a veder le cose per quelle che sono, imparare a scovare la causa e non subirne gli effetti.
Dobbiamo diventare abili a trovare risposte senza raccontarci frottole e convincerci che ogni giorno possiamo essere ciò che vogliamo diventare.

C’è da chiedersi: Chi Voglio Essere? Come ho fatto a diventare infelice? Quale abitudine mi sta creando disagi?

È urgente imparare a vedere cosa va, anziché ciò che non va.

ARTICOLO di Monia Zanon

FONTE

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