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Categoria: "Crescita spirituale"

SHIRDI, L'AVATAR CHE MI HA RAPITO IL CUORE

IL SANTO DI SHIRDI

Un giorno del 1850 arrivò a Shirdi, una piccola località piena di alberi e di giardini fioriti dello Stato di Maharashtra, India, a 100 miglia a nord-ovest di Bombay, un ragazzo di circa sedici anni, dai grandi occhi luminosi sbarrati sul mondo. Fu subito considerato un giovane fachiro, un "pazzo dì Dio", di cui la comunità di Shirdi doveva prendersi cura.

Veniva da nessuna parte. Non aveva genitori, non conosceva il luogo dove era nato, non aveva un nome. Gli abitanti di Shirdi lo chiamarono Sai e presto tutti si innamorarono di questo giovane saggio che faceva miracoli e a cui obbedivano le forze della natura. Faceva cessare all'istante i nubifragi, spegneva il fuoco a distanza, faceva fiorire gli alberi solo guardandoli.

Viveva nudo sotto un albero neem e spesso era come un bambino che avesse bisogno di tutto e di cui la gente, con le lacrime agli occhi, aveva cura, fino a lavarlo e nutrirlo.

Ma presto, durante le ore del mattino, cominciò a ritirarsi in un giardino. E qui si trasformava, diventava come un essere invasato. Fiamme s’accendevano attorno a lui e improvvisi forti colpi di vento lo gettavano a terra. Urlava parole di cui nessuno conosceva il significato. Poi usciva dal giardino, calmo e sorridente, si sedeva sotto il suo albero e con aria pensosa cominciava a parlare. Anche gli animali si fermavano ad ascoltarlo. Le sue parole erano un balsamo per l'anima di tutti, perché sembravano parole pronunciate per portare un messaggio individuale a ciascuno. Fu così che la gente cominciò a chiamarlo il “Santo di Shirdi“ e a venire a lui da lontano per chiedere silenziosamente il suo aiuto.

Gli indù lo credettero un avatara di qualche loro divinità, i Musulmani lo credettero un pir inviato da Allah per liberare l'umanità dalle ansie e dall'ignoranza. Per alcuni era l'avatara di Dattatreya, l'avatara di Visnù. 

Il saggio del periodo post-vedico, e per altri la reincarnazione di Akalkole Maharaj. Molti gli chiedevano di che religione egli fosse, ma Sai non rispondeva. Li guardava stupito con i suoi grandi occhi, come se non capisse la domanda.

Così fra i suoi fedeli cominciò la battaglia. Gli Indù dicevano che era Indù, i Musulmani che era Musulmano. Nei suoi discorsi citava pagine dei libri sacri degli Indù, dei Musulmani, dei Giainiti e anche dei Cristiani. Sai parlava di Dio, padre di tutti gli uomini e creatore di tutte le cose. Inoltre egli partecipava, con gioia infantile, alle cerimonie e alle feste di tutte le religioni. Cantava con gli uccelli, giocava con i bambini e gli animali.

I primi anni passarono veloci nell'oasi verde di Shirdi e quasi nessuno si accorgeva che Sai stava diventando adulto. Il continuo flusso di gente stava trasformando Shirdi in un luogo santo. La folla attorno a lui cresceva e attorno all'albero neem si dovettero abbattere delle case per allargare la piazza che ospitava i fedeli del Santo di Shirdi.

Un giorno, davanti ad una folla imponente, finalmente parlò di se stesso: “Io non ho una residenza. Sono assolutamente senza attributi. Per azione del Karma ho avuto questo corpo. Il mio nome è un dehi che ha preso corpo. Il mondo è la mia patria. Brahaman è mio padre e maya, l'illusione è mia madre. Dal loro incontro io sono nato. Coloro che credono che io vivo a Shirdi non conoscono il vero Sai, poiché io non ho forma e sono ovunque".

Dopo questo discorso sparì con grande sgomento della gente di Shirdi e dei suoi fedeli. Dopo quattro anni apparve nello Stato di Nizana, vicino ad Aurangabad, da dove ritornò, verso il 1858, a Shirdi e da qui più non si mosse.

Da quel giorno fu chiamato il Padre Sai. Sotto l'albero neem riprese a parlare: “Ho il compito di riportare un numero sempre più grande di gente sul subhra marga, sul sentiero sacro che porta l'individuo a scoprire la Realtà Spirituale, la vera realtà".

SHIRDI entrava in dyanastha, una trance d'amore con Dio, e la gente attorno era presa da una tale commozione che da quel momento non era più la stessa.

Diceva che ogni individuo aveva sette sosia sulla Terra. Un Indù o un Musulmano dell'India, se sviluppavano la loro anima, influivano sui loro sette sosia che venivano così inconsciamente attratti dallo Spirito, dall‘amore divino. Chi migliora se stesso, migliora altri sette individui, che diventano centri di buona volontà e di spiritualità.

Certi giorni portava i suoi seguaci sulle rive del vicino fiume Godavari, e l'acqua del fiume usciva dall'argine e veniva a bagnare i suoi piedi. Egli guardava allora la gente attorno a lui e, senza parole, faceva captare loro l'enorme bontà della Natura-Madre. Con i suoi frequenti lila, i giochi con cui usava le forze e le energie in perpetuo movimento per creare l’illusione terrena, egli faceva intuire ai suoi seguaci la potenza di tutto ciò che è eterno, cioè che emana da Brahman, il Tutto, l'Assoluto (l'antimateria da cui deriva la nostra illusoria materia).

A SHIRDI ogni miracolo era possibile, perché viveva nella Realta dell’Essere Supremo. Sai aveva l'abitudine di andare a farsi riempire di olio una lampada che teneva sempre accesa vicio a sé.

Un giorno il bottegaio non gli volle regalare l'olio. Allora Shirdi riempì la lampada d‘acqua, l’accese e una fiamma più brillante scaturì da quell'acqua e restò accesa tutto il giorno e tutta la notte. Per i suoi seguaci era un miracolo. Ma lui disse che era soltanto un altro aspetto dell'illusione, un atto d'amore verso il bottegaio.

Questi non gli aveva dato l'olio perché era irato contro se stesso e con il mondo. Con questo lila Sai tanto stupì il bottegaio che dimenticò le sue negatività e fu toccato dall'amore del santo.

Shirdi possedeva l’anterjnana, l'onniscienza.

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Sapeva tutto di tutto e spesso diceva: “In qualunque luogo siate, qualsiasi cosa facciate, ricordatevi che io so sempre ciò che voi fate o dite".

Insegnava a vedere Dio in ogni cosa. Va. Diceva: “Non dimenticate mai che l'odio e il rancore sono illusioni negative, non dimenticate mai che io, voi e tutte le cose del mondo sono tutte parti di Dio”.

Senza aver frequentato una scuola, senza l'aiuto di un guru, Sai  conosceva tutto.

Era la "Conoscenza incarnata", ma egli continuava a ripetere che non era venuto per insegnare ma per svegliare le anime alla Realtà Spirituale.

Diceva: "Sono un completo schiavo dei miei devoti. Amo la devozione. Colui che lascia il mondo per amarmi è il mio vero amante e si fonde in Me come un fiume nel mare.

lo non sono il corpo e i sensi. Sono l’eterna Sakshi, l'eterna testimonianza".

Molta gente veniva a lui solo per i suoi miracoli, non per dividere i tesori del suo spirito.

Qualche volta, con un triste sorriso, diceva:

"Nessuno si cura di ascoltare le mie parole, di raccogliere la saggezza che io posso dare loro.

Dopo quindici giorni che avrò lasciato questo mondo, tanti mi avranno già dimenticato".

Il 15 ottobre 1918 fu un triste giorno per gli abitanti di Shirdi.

Quel martedì, alle ore 14.30, Shirdi Sai Baba cessò di respirare ed entrò in maha samadhi in quello stato di grande concentrazione in Dio, che mantiene il corpo fisico in stato di perfetta conservazione.

Dopo 65 anni l'ashram di Shirdi è ancora meta di pellegrinaggi. Vicino alla sua tomba si prova ancora quel senso di beatitudine che per tanti anni ha attirato gente a Shirdi.

QUESTO E’ UN AVATAR CHE MI HA “RAPITO IL CUORE” ED IO LO AMO MOLTO

GRAZIE SHIRDI

JOTI KAUR

di  www.spaziosacro.it

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Conversazioni con Dio

"Conversazioni con Dio”…

DI Neale Donald Walsch (1943 − vivente), scrittore statunitense.

  • Dio cerca dei leader, non dei seguaci, seguire Dio può cambiare la nostra vita, ma guidare gli altri verso di lui può cambiare il mondo! (da Amicizia con Dio)
  • La più grande ironia della vita è che tutto ciò che vogliamo, l'abbiamo già. (da Esercizi di vita)
  • Non avere paura del buio, ti aiuterà a trovare la luce. (da La piccola anima e il sole)
  • Smetti di usare il passato per restare a galla tra le tue idee su Chi Sei. Lascia andare il salvagente e nuota verso nuove rive. (da Amicizia con Dio)
  • Se vuoi sapere quanto c'è di vero per te in qualcosa, prendi in considerazione quello che senti a quel proposito.
  • In effetti attribuite così scarso valore all'esperienza che quando ciò che voi sperimentate su Dio differisce da quanto avete sentito dire su Dio, in maniera automatica scartate l'esperienza e vi attenete alle parole, mentre sarebbe giusto seguire l'altra strada.
  • Guarire è un processo che richiede di accettare tutto, poi optare per il meglio.
  • Sei bontà e misericordia e compassione e comprensione. Sei pace e gioia e luce. Sei perdono e pazienza, forza e coraggio, un aiuto nei momenti di bisogno, un conforto nei momenti di dolore, un guaritore quando ci sono ferite, un maestro nei periodi di confusione. Sei la saggezza più profonda e la più alta verità; la pace più grande e il più grande amore. Sei queste cose. E in un momento della tua vita ti sei 'riconosciuto' in queste cose. 'Scegli adesso di identificarti per sempre in queste cose'.
  • Ti ho creato a immagine e somiglianza di Dio.
    2. Dio è il creatore.

  • 3. Sei tre esseri in uno. Puoi definire questi tre aspetti dell'essere in qualunque modo tu voglia: Padre, Figlio e Spirito Santo; spirito, mente e corpo; super-io, io e inconscio eccetera.
    4. La creazione è un processo che procede da queste tre parti del tuo essere. Messo in altri termini, tu crei a tre livelli. I mezzi della creazione sono: il pensiero, la parola e le azioni.
    5. Tutta la creazione incomincia dal pensiero («Procede dal Padre»). Tutta la creazione poi continua con la parola («Chiedi e ti sarà dato, parla e per te sarà fatto»). Tutta la creazione si compie nell'azione («E il Verbo si incarnò e rimase tra noi»).

  • 6. Quello che pensi, ma in seguito non esprimi mai in parole, viene creato su un certo livello. Quello che pensi ed esprimi in parole viene creato su un altro livello. Quello che pensi, esprimi e fai, diventa manifesto nella tua realtà.
    7. Pensare, esprimere, e fare qualcosa in cui non si creda totalmente è impossibile. Perciò il processo della creazione deve includere la fede, ossia la consapevolezza. Questa è la fede assoluta. Questo va al di là della speranza. Questo è avere coscienza di una certezza. («Grazie alla tua fede sarai guarito».) Perciò la parte attiva della creazione include sempre la consapevolezza. Si tratta di una chiarezza a livello viscerale, una totale certezza, una completa accettazione di qualcosa come una realtà.

  • 8. Questo luogo di autentica conoscenza è un luogo di intensa e incredibile gratitudine. Si tratta di un'anticipata riconoscenza. E questa, forse, è la più importante chiave per la creazione: essere grati in anticipo, e a causa della creazione. Dare la cosa per scontata in partenza, non solo è giustificato, ma incoraggiato. Costituisce il chiaro indice di una profonda conoscenza. Tutti i Maestri sanno in precedenza che l'azione si è compiuta.

  • 9. Celebra e godi di tutto quello che crei, che hai creato. Respingere una qualsiasi parte di esso è respingere una parte di te stesso. Qualunque cosa si presenti adesso come una parte della tua creazione, possiedila, reclamala, benedicila, siine grato. Cerca di non condannarla («Dio la maledica!») perché condannarla vuol dire condannare te stesso.
    10. Se esiste qualche aspetto della creazione che trovi insoddisfacente, benedicilo e limitati a cambiarlo. Fai una nuova scelta. Chiedi una nuova realtà. Pensa un pensiero nuovo. Pronuncia una nuova parola. Fai qualcosa di nuovo. Fallo in maniera magnifica e il resto del mondo ti seguirà. Chiedi che lo faccia. Pretendilo. Di': «Sono la Vita e la Via, seguitemi». Questo è il modo di manifestare la volontà di Dio «così in Cielo come in Terra».
  • Pensa a quello che vorresti essere, a quello che vorresti fare e avere. Pensaci spesso finché non ti sarai chiarito appieno le idee. Poi, quando avrai raggiunto tale risultato, non pensare ad altro. Non immaginare nessun'altra possibilità. Scaccia tutti i pensieri negativi dalle tue costruzioni mentali. Sbarazzati di ogni pessimismo. Abbandona qualunque dubbio. Respingi a paura. Disciplina la tua mente perché si attenga strettamente al pensiero creativo originale. Quando i tuoi pensieri saranno limpidi e incrollabili esprimili come verità. Pronunciali ad alta voce. Serviti della grande autorevolezza che suscita il potere creativo: Io sono. Dichiara il fatto che tu esisti agli altri. «Io sono» è la dichiarazione creativa più forte in tutto l'universo. Qualunque cosa tu dica, dopo le parole «Io sono» mette in moto queste esperienze, le suscita, le porta a te. on esiste altra via della quale l'universo abbia nozione circa il proprio funzionamento. Non esiste altra strada da prendere di cui esso sia a conoscenza. L'universo risponde alle parole «Io sono» come risponderebbe il genio della lampada.
  • Vieni a Me seguendo il sentiero del cuore, non compiendo un viaggio attraverso la mente. Non Mi troverai mai nella mente. 'Allo scopo di conoscere veramente Dio, devi venirti o trovare al di fuori della tua mente'.
  • L'Illuminazione è la comprensione che non esiste nessun luogo in cui recarsi, niente da fare, e nessuno che tu debba essere tranne esattamente chi sei stato fino a questo momento. Sei in un viaggio diretto in nessun posto. Il paradiso, come lo chiami tu, non è in nessun posto. Il paradiso è qui, adesso.
  • Vivere la vita senza 'aspettarsi' nulla, senza la necessità di risultati specifici, 'questa' è la libertà. Questa è la Divinità. Questo è il modo in cui 'Io' vivo.
  • La mia gioia è nel creare, non sta nelle conseguenze.
  • Rendiamo reale ciò cui prestiamo attenzione. Il Maestro lo sa.
  • 'Ma un vero Maestro non è quello con il maggior numero di allievi, ma quello che crea il maggior numero di maestri. Il vero capo non è quello con il maggior numero di seguaci ma quello che crea il maggior numero di capi. Il vero re non è quello che ha il più gran numero di sudditi, ma quello che guida il maggior numero di persone verso la regalità. Il vero insegnante non è quello che possiede il più vasto sapere, ma quello che riesce a portare il maggior numero di allievi alla conoscenza. E il vero Dio non è Quello servito dal maggior numero di fedeli servitori, ma Quello che serve di più, rendendo simili a Lui anche tutti gli altri. Perché ciò rappresenta sia lo scopo sia la gloria di Dio: che i suoi sudditi non siano più tali e che tutti conoscano Dio non come l'essere irraggiungibile, ma come l'essere inevitabile.'
  • Quando Mi segui, la lotta sparisce. Vivi nello spazio del tuo Dio, e gli avvenimenti diventano beatitudine, i uno e tutti.
  • Voglio per te quello che tu vuoi per te. Niente di più, e niente di meno. Non me ne sto qui a giudicare, richiesta dopo richiesta, se qualcosa ti possa essere concesso. La mia legge è una legge di causa ed effetto, non la legge del «vedremo». Non esiste nulla che tu non possa avere se così scegli. Perfino ancora prima che tu formuli la domanda, Io potrei averti accontentato. Credi a questo?
  • Lo scopo di una relazione è di decidere quale parte di voi stessi vi piacerebbe che «venisse allo scoperto», non quale parte di un altro voi potreste catturare e trattenere.
  • Lo scopo del rapporto non è quello di avere un altro il quale vi posso completare; bensì di avere un altro con il quale condividere la vostra completezza. Qui sta il paradosso di tutte le relazioni umane. Non avete nessun bisogno di un particolare altro individuo perché possiate sperimentare appieno Chi Siete e d'altra parte, senza un altro, non siete nulla.
  • 'Facciamo in modo che ogni persona in un rapporto non si preoccupi dell'altro, ma soltanto, unicamente del proprio Sé.' Questo potrebbe sembrare uno strano insegnamento, perché vi è stato detto che nella più alta forma di rapporto ci si preoccupa soltanto dell'altro. Eppure ti dico questo: il focalizzare l'attenzione sull'altro – l'ossessione di cui si fa oggetto l'altro – costituisce la causa del fallimento dei rapporti.
  • 'Non ha importanza' che cosa stia pensando l'altro, quello che si aspetta, ciò che si propone. Importa soltanto come ti comporti tu 'in relazione' a tutto questo. La persona più adorabile è la persona «egocentrica», cioè centrata sul proprio sé.
  • No, se lo esamini con cura. Se non riesci ad amare Te Stesso, non puoi amare un altro. Molte persone commettono l'errore di cercare l'amore per Sé attraverso l'amore per un Altro. Certo, non si rendono conto di comportarsi così. Non si tratta di uno sforzo consapevole. È quanto accade nella mente. Nel profondo della mente, in quello che chiamate inconscio, pensate: Se soltanto riesco ad amare gli altri, gli altri ameranno me. Diventerò quindi simpatico e potrò volermi bene. In realtà un gran numero di persone si detesta perché ha l'impressione di non essere amato da nessuno.
  • Questa è una malattia che si verifica quando gli individui sono davvero «consumati d'amore» perché in verità gli altri li amano, ma questo non ha importanza. Non ha nessuna importanza quante siano le persone a dichiarare il proprio amore nei loro confronti, non è sufficiente. Innanzitutto loro non ci credono. Pensano di essere manipolati, pensano che si cerchi di ottenere qualcosa. (Come è possibile essere amati per quello che si è veramente? No. Deve esserci un errore. Gli altri vogliono qualcosa in cambio! Ma che cosa?) Stanno lì a cercare di capire in quale modo si potrebbe davvero amarli. Perciò non credono a quanto viene loro detto e danno inizio a una campagna per indurre gli altri a provare il proprio amore. Per far questo possono pretendere da chi li ama che cominci con il cambiare comportamento.
  • In secondo luogo, se in ultimo giungono a un punto in cui possono credere di essere amati, cominciano subito a preoccuparsi a proposito di quanto a lungo potranno conservare questo amore, e iniziano con l'alterare il proprio comportamento. Di conseguenza, due persone si perdono letteralmente in un rapporto. Si buttano in una relazione sperando di trovare se stesse, e invece finiscono per perdersi.
  • Questa perdita del Sé è la maggiore causa di amarezza e del senso di fallimento. Due persone si uniscono in un'associazione con la speranza che il tutto sarà più grandioso della somma delle parti e finiscono per scoprire come ciò risulti invece assai inferiore. Si sentono diminuiti rispetto a quando erano soli. Meno capaci, meno abili, meno eccitanti, meno attraenti, meno allegri, meno felici. Ciò accade perché in effetti si sono diminuiti.
  • Hanno rinunciato alla maggior parte di quello che erano allo scopo di essere – e di restare – uniti in quel rapporto.
  • 'Quando non ci si consideri a vicenda come anime sante impegnate in un sacro viaggio, allora non si riesce a vedere lo scopo, il motivo, celato dietro ogni rapporto.' L'anima è venuta al corpo e il corpo alla vita con lo scopo di evolversi. Ti stai evoluendo, ti stai adottando. E ti stai servendo dei tuoi rapporti con ogni cosa per decidere quello che stai diventando.
  • Hai portato il tuo Sé nel mondo relativo in modo da disporre dei mezzi con i quali conoscere e sperimentare Chi Sei Veramente. Chi Sei è quanto tu stesso hai creato per essere in relazione con tutto il resto. I tuoi rapporti personali sono gli elementi più importanti in questo processo. I tuoi rapporti personali costituiscono perciò un sacro territorio. Non hanno virtualmente niente a che fare con l'altro individuo, eppure, poiché lo coinvolgono, hanno 'tutto' a che fare con lui. È questa la divina dicotomia. Questo è il circolo chiuso. Per cui può non essere un insegnamento così radicale dire: «Benedetti gli egocentrici, perché conosceranno Dio». Potrebbe non essere un cattivo traguardo nella tua vita conoscere la parte più elevata di te e 'starne al centro'.
  • Il tuo rapporto più importante, perciò, deve essere con il tuo Sé. Devi per prima cosa imparare a onorare e ad aver caro Te Stesso. 'Devi prima imparare a valorizzare Te Stesso per poter valorizzare un altro. Devi innanzitutto considerare Te Stesso benedetto prima di poter vedere un altro come benedetto. Sé come santo per poter avere coscienza della santità dell'Altro.' Se metti il carro davanti ai buoi – come ti chiedono di fare molte religioni – e se riconosci un altro come santo prima di aver riconosciuto te stesso, un giorno potresti risentirtene. Se c'è una cosa che nessuno di voi sopporta è che ci sia 'qualcuno più santo di voi.'Devi prima riconoscere il tuo Sé come santo per poter avere coscienza della santità dell'Altro.'
  • C'è soltanto questa cosa che potete fare. Dovete tener fede ai vostri sentimenti. Poiché tener fede ai vostri sentimenti significa tener fede a Voi Stessi. E dovete amare il vostro prossimo come amate voi stessi. Come potete mai aspettarvi di capire e tener fede ai sentimenti di un altro se non riuscite a tener fede ai sentimenti all'interno del vostro Sé? La prima domanda in ogni processo interattivo con un altro è: Ora, Chi Sono e Chi Voglio Essere, in rapporto a questo?
  • Spesso non ricordate Chi Siete, e non sapete Chi Volete Essere fin quando non mettete alla prova qualche modo di essere. È questa la ragione per cui tener fede ai vostri più sinceri sentimenti ha tanta importanza. Se la vostra prima sensazione è una sensazione negativa, semplicemente 'provare tale sensazione' basta per farvene allontanare. E proprio quando siete in preda alla collera – quando vi 'sentite' offesi, 'provate' disgusto, rabbia desiderio di «ricambiare il male» – che è giunto il momento in cui potete rinnegare questi primi sentimenti come qualcosa che non è in grado di personificare Chi Volete Essere.
  • 'Lascia che tutti coloro i quali hanno orecchie per intendere, ascoltino. Perché Io ti dico questo: al momento della crisi in tutti i rapporti umani esiste un'unica domanda: Che cosa farebbe adesso l'amore? Nessun'altra domando è degna di rilievo, nessun'altra domanda ha significato, nessun'altra domanda ha qualche importanza per la tua anima.'
  • Ora siamo arrivati a occuparci di un punto molto delicato da interpretare, poiché questo principio dell'azione sostenuta dall'amore è stato ampiamente frainteso, ed è questo fraintendimento a portare ai risentimenti e alle arrabbiature nella vita, le quali a loro volta hanno fatto i che un numero così ingente di individui abbia smarrito la via. Per secoli vi è stato insegnato che le azioni sostenute dall'amore derivano dalla scelta di essere, fare e aver qualsiasi cosa produca il maggiore beneficio per un altro. Eppure Io ti dico questo: la scelta più elevata è quella che produce il più alto bene 'per te'.
  • Quello che fai per Te Stesso, lo fai per un Altro. Quello che fai per un Altro lo fai per Te Stesso. 'Questo' perché tu e l'altro siete una cosa sola. E questo perché 'non esiste nulla se non tu.'
  • Dio pretende soltanto che 'includiate anche voi stessi tra coloro che amate'. Dio si spinge ancora più in là. Dio suggerisce, 'raccomanda', che vi anteponiate agli altri.
  • Dite la vostra verità, con gentilezza, ma senza reticenze e riserve. Vivete la vostra verità, con dolcezza, ma in maniera totale e coerente. Cambiate la verità con disinvoltura e in fretta quando la vostra esperienza vi porta nuove chiarezze.
  • Non fare mai nulla in un rapporto in base a un senso di obbligo. Qualunque cosa tu faccia, falla in base al senso della gloriosa opportunità che il tuo rapporto ti offre nel decidere e nell'essere Chi Sei Veramente.
  • Cerca con tutte le forze di non vedere la tua compagna come un nemico, o l'opposizione, durante questi periodi. In effetti, cerca di non vedere nessuno, e niente, come un nemico, o addirittura cerca di non vedere come tale problema stesso. Coltiva la tecnica di vedere ogni problema come un'opportunità.
  • Non renderai mai un cattivo servizio al tuo rapporto, né a nessuno, scorgendo negli altri più di quanto essi ti stiano mostrando. Perché c'è in loro molto di più. Di gran lunga molto di più. E soltanto la loro paura che li blocca nel mostrarsi a te. Se gli altri si rendono conto che li consideri come qualcosa di più, si sentiranno sicuri nel mostrarti quanto tu ovviamente già vedi.
  • Non molto tempo fa vivevi la vita come se non avesse scopo.
  • Adesso sai che non ha alcuno scopo, tranne quello che tu le attribuisci. Questo è un buonissimo segno. Non molto tempo fa supplicavi l'universo perché ti fornisse la Verità. Adesso comunichi all'universo la tua verità. E questo è un ottimo segno. Non molto tempo fa cercavi di essere ricco e famoso. Adesso cerchi di essere semplicemente e meravigliosamente Te Stesso. E non moltissimo tempo fa avevi paura di Me. Adesso Mi ami, abbastanza per definirMi tuo pari. Tutti questi sono segni davvero buoni, buonissimi.
  • 'L'imbarazzo è la reazione di una persona il cui ego ha giocato tutto sull'opinione degli altri.' Induci te stesso a superare questo atteggiamento. Cerca una nuova risposta. Cerca di riderci sopra.
  • L'obbedienza non è creazione, e quindi non può mai dare luogo alla salvezza. L'obbedienza è una reazione mentre il creare è una pura scelta, non imposta, non richiesta. La pura scelta dà luogo alla salvezza tramite la pura creazione della più elevata idea in questo attuale momento.
  • I veri Maestri sono coloro i quali hanno scelto di vivere, e non di procurarsi di che vivere.
  • "Ora, se esiste qualcosa che hai scelto di sperimentare nella tua vita, non «volerlo», sceglilo." Hai scelto il successo in termini terreni? Hai scelto di avere denaro in misura maggiore? "Bene." Allora "sceglilo". Davvero. Pienamente. Non con scarsa determinazione.
  • AscoltaMi nella verità della tua anima. AscoltaMi nei sentimenti del tuo cuore. AscoltaMi nel silenzio della tua mente. AscoltaMi dovunque. Ogni volta che hai una domanda, limitati a "renderti conto" che Io ho "già" dato una risposta.
  • Poi apri gli occhi sul tuo mondo. La Mia risposta si potrebbe trovare in un articolo già pubblicato.
  • Nel sermone già scritto e sul punto di essere pronunciato. Nel film che si sta girando. Nella canzone composta soltanto ieri. Nelle parole che stanno per essere pronunciate da uno dei tuoi cari. Nel cuore di un nuovo amico che stai per conoscere.

Conversazioni con Dio

Dio ci ha inviato solo Angeli.

Quelle persone ti hanno portato dei doni, progettati per aiutarti a ricordare

Chi sei realmente. E tu hai fatto la stessa cosa per gli altri.

Quando tutti noi saremo alla fine di questa grande avventura, lo vedremo con chiarezza e ci ringrazieremo a vicenda.

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KARMA, SAMSKARA E REINCARNAZIONE

KARMA, SAMSKARA E REINCARNAZIONE 

Il Karma, questa semplice parola in sanscrito è purtroppo spesso utilizzata a sproposito dandole addirittura significati che non ha. Per fare un attimo di chiarezza sul questa parola che esprime semplicemente un concetto legato ad una delle leggi della natura più stupefacenti, vorrei ora analizzare il suo significato letterale. Karma = azione. 

La sua conseguenza, che pochi conoscono ha un altro nome, Samskara che possiamo tradurre come reazione, o accumulo di conseguenze.  

Faccio questa precisazione in quanto mi sembra doveroso chiamare le cose per quello che sono, altrimenti rischiamo di fare confusione. Pertanto possiamo sintetizzare dicendo che: Karma e Samskara sono le leggi inevitabili di causa e effetto per mezzo delle quali tutti gli esseri viventi raccolgono i frutti delle loro azioni e dei loro pensieri. Esse sono al di sopra di tutta la vita, e hanno inizio se c’è movimento nello Spirito. 

L’uomo con il Karma crea Samskara finchè respira, perché nessuno è al di là del movimento nemmeno per un secondo.  

Sulla dinamica Karma/Samskara volevo precisare ancora un paio di cose. Noi occidentali utilizziamo il termine Karma come sostituto del peccato, le abbiamo dato una accezione negativa, viviamo questa semplice legge come una punizione per le nostre azioni

Gli stessi orientali, soprattutto in India, fanno più o meno la stessa cosa, giustificano la loro condizione di vita, come effetto inevitabile di tale legge. Di conseguenza subiscono passivamente le condizioni in cui si trovano senza fare niente per cambiarle. Potete capire come i due atteggiamenti siano poco costruttivi, anzi li definirei devastanti per la creazione consapevole delle nostre condizioni future. 

In tutti e due i casi stiamo dichiarando all’universo (Dio) di essere peccatori e di conseguenza di meritare quanto ci accade. 

Gli indiani ancor peggio dichiarano di non poter far niente per modificare la loro condizione. 

La dinamica Karma/Samskara ha semplicemente lo scopo di farci comprendere che la nostra condizione presente non è altro che la causa (naturale) di ciò che abbiamo fatto nel nostro passato, con azioni e pensieri, e che attraverso la stessa dinamica il nostro futuro sarà esattamente determinato da ciò che facciamo nel nostro presente.  

Il bello di tutto questo si sposa perfettamente con l’imparare a vivere il momento presente con consapevolezza, solo in questo modo avremo la possibilità di essere i creatori consapevoli della nostra esistenza. 

Tale influenza andrà, così come ha fatto in passato, a determinare le nostre incarnazioni, passate presenti e future.  

Il tempo lineare così come noi lo concepiamo in questa dimensione è anch’esso una illusione della mente. Nell’universo o meglio nelle dimensioni superiori legate alla Sintonia dello Spirito, che è quella superiore all’anima, tutto esiste contemporaneamente, pertanto ricordiamoci che modificando il nostro presente andiamo a riscrivere anche il passato oltre che al futuro.

tutti i cambiamenti che apportiamo al nostro modo di essere andranno ad interagire direttamente con le esperienze delle varie individualizzazioni (anime) dello spirito che stanno sperimentando altre esperienze

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In realtà la reincarnazione è un termine vecchio e sorpassato legato al vecchio paradigma spirituale.  

Oggi alla luce dei cambiamenti della nostra coscienza, possiamo affermare di essere degli esseri multi dimensionali, multi temporali, delle individualizzazioni della coscienza cosmica che stanno facendo esperienza per permettere al principio universale di conoscere sé stesso attraverso una serie infinita di esperienze. 

La reincarnazione ha una sua valenza logica nel gioco della vita, in quanto non vi sarebbe Amore e Giustizia Divina in un contesto che non prevede la possibilità di vivere un’ampia gamma di esperienze.

 Non vi sarebbe nessuna logica spirituale se la vita fosse relegata solamente ad una possibilità di esperienza nella materia, al termine dalla quale saremo giudicati ed inviati in paradiso, all’inferno nel limbo o qualsiasi altro posto insensato. 

Ricordiamoci che siamo generati della stessa sostanza del Padre (DIO), pertanto come tali siamo un frammento di Dio che sta sperimentando sé stesso attraverso l’esperienza della separazione (dualità) unico modo per comprendere ed avere piana coscienza dell’unità quale unica vera realtà. 

Ma come potete ben comprendere posso dichiarare vera una cosa solamente se ho un parametro non reale con cui confrontarla. 

La reincarnazione è strettamente legata alla legge Karma/Samskara, oltre ad essere logica per il semplice motivo che come già accennato non vi sarebbero Amore e Giustizia Divini, in quanto un bambino che nasce e muore nel giro di pochi mesi, o lo stesso che nasce in una tribù dell’Africa piuttosto di uno che nasce in un paese occidentale non avrebbero le stesse opportunità di vita per poter equamente raggiungere “l’illuminazione” e quindi il divino, al termine della propria vita. 

Se spostiamo la visuale a livello di spirito in quel caso siamo realmente tutti uguali con pari opportunità di sperimentare diverse situazioni di vita nella materia.

 In questo caso saremo realmente tutti uguali non solo metaforicamente ma anche praticamente.

Le leggi dello spirito sono le più logiche e pratiche dell’universo. Solo le leggi dell’uomo limitato peccano di equità e giustizia 

Il Buddismo insegna anche che le azioni (karma) possono essere positive e negative; le buone azioni (karma positivo) danno origine a effetti felici e positivi, e le azioni negative (karma negativo) danno origine a effetti infelici e negativi.

Se da una parte non si possono evitare i risultati delle azioni passate, il Buddismo insegna che non dobbiamo semplicemente rassegnarci agli effetti del karma e dà importanza alla responsabilità personale e alla speranza.
Gli esseri umani sono artefici di ciò che sono e sperimentano, e in ogni momento mettono le basi di ciò che saranno e sperimenteranno nel futuro. Questo è il karma.

Quindi cambiare il karma significa cambiare in ogni momento, a partire dal modo di pensare, parlare e compiere azioni. Il modo migliore per trasformare positivamente gli effetti del nostro karma passato negativo, godere degli effetti del karma positivo passato e creare un karma positivo per il futuro, è permeare le nostre azioni con un rinnovato stato vitale che nasce da una vita in accordo con la Legge mistica. 

(dal blog: i nuovi misteri)

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I detti segreti di Gesu', rivelati all'apostolo prediletto: Tommaso

IL QUINTO VANGELO di TOMMASO APOSTOLO 

IL VANGELO DI TOMMASO APOSTOLO COL TESTO COPTO A

FRONTE, TRATTO DAL MANOSCRITTO DEL NILO. 

DI

MARIO PINCHERLE 

Nel 1945, all'inizio dell'Era dell'Acquario, vicino al villaggio di Nag Hammadi, in Egitto, lungo il

corso del Nilo, e stato scoperto un antico manoscritto, assieme ad altri antichi volumi.

Eranascosto in una brocca di terracotta profondamente sotterrata.

 

Si tratta del VANGELO SECONDO L'APOSTOLO TOMMASO.

Da questo antico scritto, sicuramente autentico, rimasto

per quasi duemila anni completamente inaccessibile, appare la figura di Gesu, cosi come la vide il

suo apostolo che gli era tanto vicino da venire da Lui chiamato "DIDIMO" cioe "Gemello

spirituale”

Un Gesu umano oltre che divino, dolcissimo, spiritoso, amante della gioia.

Questo avvenimento e considerato dagli esperti il piu importante fatto spirituale della nostra

Era.

 

MARIO PINCHERLE. E’ nato a Bologna.

Ha fatto studi classici. Si e laureato in

ingegneria e si interessa alla

"paleotecnologia". E’ ANCHE ARCHEOLOGO

A lui si debbono

fondamentali scoperte all'interno del

"Tempio del Sole", la Grande Piramide

d'Egitto. ScriveVA libri di Archeologia.

E’ MORTO 2 MESI FA

NOI LO RINGRAZIAMO

 

PREFAZIONE

È la primavera dell'anno 1945. Il sole sta sorgendo per la prima volta là dove si spengono le stelle

dell'Acquario, quella costellazione che gli antichi chiamavano “La Brocca". Da poco tempo

tacciono gli ultimi echi della seconda guerra mondiale.

A una sessantina di chilometri da Luxor il Nilo volge bruscamente verso occidente, aggirando il

colle di Gebel el Tarif, poi riprende la sua direzione naturale verso nord. Sulla collina appaiono

numerose tombe scavate nella roccia. Risalgono a tutte le epoche: VI dinastia egizia, epoca

greco-romana ed infine ai tempi dei monaci dell'antico monastero di Pacomio.

 

Due contadini utilizzano dei ruderi antichi per costruire una cisterna per l'irrigazione.

Dallo scavo viene alla luce una grande giara di argilla. Ormai il piccone ne ha infranto la parte superiore e così è facile

allargare il foro ed estrarre una "brocca" di dimensioni minori. Aperta, ne viene fuori un rotolo di

lino cerato e bitumato. Srotolandolo si spacca. Ne escono molti manoscritti. Sono i codici detti di

"Nag Hammadi", dal luogo del ritrovamento.

 

Alcuni manoscritti vengono distrutti o gettati via.

Altri, di apparenza migliore, sono portati al Cairo e venduti, per tre sterline, a un rigattiere che

si premura di dividerli e di cederli al migliore offerente. Un rotolo giunge nelle mani di un

antiquario. Un altro è comprato dal Museo Copto del Cairo. Lo stesso Museo, negli anni successivi,

riesce a raccogliere altri rotoli. Infine l'antiquario vende il suo rotolo all'Istituto Jung di Zurigo.

Gli studiosi possono finalmente tradurre le antichissime scritture vergate in caratteri copti

grecizzanti. Le parole dell'Acquario sono venute alla luce del sole.

 

Si tratta di tredici codici originariamente formati da più di 1350 pagine. Ce ne sono pervenute

1130. Quasi tutti i codici hanno una legatura di cuoio, sono stati scritti verso la fine del primo

secolo dopo Cristo. Si tratta di traduzioni in copto di manoscritti più antichi, forse redatti in

aramaico.

Tra essi vi è il "Vangelo secondo Tommaso", che è anche conosciuto col nome di

"QUINTO VANGELO", e dovrebbe invece essere chiamato IL PRIMO VANGELO, dato che è il

più antico  e dato cheTommaso fu l’unico apostolo che avendo conosciuto personalmente Gesu’  ha scritto un vangelo

 

Questo testo contiene molte frasi di Gesù fino ad oggi sconosciute. In esse appare un concetto

nuovo: il Cristo non vince le forze del mondo servendosi del dolore. Sua arma non è la

sofferenza ma la conoscenza che, attraverso Gesù, esce dal tempo e diventa eterna, cosmica.

 

* * *

Il Vangelo secondo Tommaso, ossia le parole nascoste che Gesù il Vivente rivelò e che Tommaso

trascrisse, è il Secondo Codice di quella raccolta di scritti e contiene 114 Detti di Gesù, in forma

arcaica. Pertanto vengono ritenuti una fonte anteriore ai cosiddetti “Vangeli sinottici”, poi

entrati a far parte del Canone della Chiesa Cattolica Romana.

 

Questi Detti rientrano in quella congerie di Vangeli (cosiddetti "apocrifi",

ma che, nella esatta accezione della parola greca, poi alteratasi, significano "scritti prima")

i quali contenevano, oltre alla narrazione della vita di

Cristo, anche raccolte dei suoi detti e dei miracoli da lui compiuti.

 

I quattro "Evangelisti" non fecero che una scelta fra tutto questo materiale esistente,

ricavandone la loro propria forma letteraria ed un testo individuale, che poi venne canonizzato,

ossia riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa, mentre tutti gli altri scritti vennero lasciati cadere

nel dimenticatoio, non senza aver loro affibbiato l'etichetta squalificante di "apocrifi" intesa nel

senso di "falsi", il che, come si è detto, non corrisponde alla realtà.

 

A conferma dell'autenticità del Vangelo secondo Tommaso, basterà ricordare che, fin dal 1897,

sempre in Egitto, nella località di Ossirinco nel Medio Egitto, erano stati rinvenuti due frammenti

di papiro a cui se ne aggiunse un terzo nel 1903, che contengono molte parole, ma tradotte in

greco, del testo copto del Vangelo di Tommaso.

 

Il Papiro n. 654 riporta il titolo e il nome di Tommaso.

La critica moderna e in particolare il glottologo francese Jean Doresse che per primo tradusse

questo testo, nel 1959, e il tedesco H.C. Puech che ne curò altre versioni in tedesco, inglese e

olandese, ritengono che il Vangelo secondo Tommaso sia uno dei più antichi della tradizione

scritta cristiana e lo fanno risalire alla metà del I° secolo dopo Cristo. La lingua copta era poco

diffusa in Egitto e conosciuta solo da una stretta cerchia di eruditi, per cui la Biblioteca di Nag

Hammadi doveva appartenere ad una comunità ristretta e di diretta estrazione gnostica. Il

messaggio contenuto nei suoi testi è infatti restato del tutto estraneo al mondo ebraico-cristiano

posteriore e a tutti i successivi filosofi e teologi che vi appartengono, particolarmente

dopo la condanna della eresia ariana, fatta dal concilio di Nicea nel 325 dopo Cristo.

 

* * *

I detti segreti di Gesù, rivelati all'apostolo prediletto, contengono invece un messaggio ben

diverso e legato non a quella tradizione, ma alla ricerca interiore e alla prevalenza di tutto ciò

che è spirituale ed eterno rispetto alle cose caduche e instabili. La famiglia e gli affetti terreni

vengono al secondo posto, rispetto allo Spirito e all'Amore Cosmico.

L'ascesi di cui si parla nel Vangelo di Tommaso, assai si avvicina all'Induismo, al Sufismo e al

Buddismo, fino a giungere al non interesse per la preghiera, il digiuno,l’elemosina.

 

Gesù è il Vivente in eterno, come il Padre e la Madre

(lo Spirito Santo che e’ amore tra loro che genera UN FIGLIO, i figli di Dio).

I tre, sono UNO.

 

Il Regno di Dio è già sulla Terra e Gesù lo ha rivelato, ma gli uomini non hanno avuto occhi per

vedere ed orecchi per intendere il messaggio della Verità e della Vita e cioè la "RICERCA DELLA

PROPRIA DIVINITÀ INTERIORE", attraverso la spiritualizzazione della carne.

 

E come si fa Spirito la carne? Non attraverso il digiuno. Chi digiuna si crea un inferno. Non

attraverso la tortura e il dolore, maestri di pazzia. La strada è un'altra. Tommaso l'ha capito. E

così lo ha capito quel suo ignoto discepolo che prepara la “brocca” e vi nasconde i manoscritti,

perché giungano a noi, generazione futura.

 

Anche Enoch trenta secoli prima ha fatto la stessa cosa. Le sue scritture sono nell'ombra e

attendono la maturazione dell'uomo.

È l'epoca della "brocca", oggi. Se al mattino dell'equinozio di primavera saliamo su un monte

anche noi, come quei due contadini che hanno scavato il pozzo di Nag Hammadi, vediamo sorgere

il sole là dove sbiadiscono e scompaiono a poco a poco le stelle della BROCCA.

È questo l'evento segnalato dalle stelle: la parola di Gesù torna alla luce.

 

Così Tommaso scandagliò Cristo. Mettendo il dito nella piaga, non si fermò alla superficie.

Penetrò al di là dell'epidermide. Il suo occhio si affacciò in spazi siderali sconfinati. Al di là del

piccolo uomo sanguinante, apparve il Grande Uomo Cosmico. Tremando per la scoperta, Giuda

Tommaso Didimo gridò le parole di Gesù: "Meraviglia delle meraviglie: la carne si fa Spirito!".

 

Gemello, in aramaico, si dice TAUMA, cioè Tommaso. Gemello, in greco, si dice DÌDUMOS. Non ci

sono dubbi, è una duplice conferma che l'autore del QUINTO VANGELO è il gemello spirituale di

GESÙ, e non il suo fratello gemello carnale. TAUMA è dunque il custode delle parole segrete.

Ascoltiamolo.

Nella collezione di libri gnostici, trovata a Nag Hammadi nel 1945, troviamo, accanto al Vangelo di Tommaso,

anche il Libro Segreto di Giovanni, tre Apocalissi di Pietro, una di Paolo e una di Giacomo, oltre il Libro di

Tommaso il contendente. Dodici volumi, legati in pelle e scritti su papiro, sono ora al Museo Copto del Cairo

(fra cui il "nostro" Vangelo) e uno è alla Fondazione Jung di Zurigo.

 

Il Vangelo secondo Tommaso è vicino alla tradizione della prima Chiesa cristiana, ma differisce dai Vangeli

sinottici per la sua natura esoterica.

 

Molte sette, sorte verso la fine del I° secolo in Siria, si trasferirono in Egitto; seguiva principalmente il

Vangelo di Tommaso quella dei Naasseni. In tutte le dottrine gnostiche si parla di un salvatore disceso dai

cieli, che dona agli uomini di buona volontà la conoscenza di ciò che è necessario per trovare la vita eterna.

La salvezza giunge soltanto ai pochi che vorranno comprendere queste verità nascoste.

 

Il Vangelo di Tommaso fu conosciuto e studiato anche dai Manichei. I padri della Chiesa lo conoscevano

anch'essi; ne parlano: ORIGENE (III° secolo) nell'Omelia a Luca, 1, 5: lo condanna come apocrifo e ricorda

che la Chiesa cristiana ha scelto solo 4 fra i molti Vangeli in circolazione ed uno fra quelli scartati fu

proprio quello di Tommaso.

 

S. AGOSTINO (Predica contro gli avversari dei profeti e della legge, 2,14) dichiara apocrifi tutti i Vangeli

al di fuori di quelli canonici.

EUSEBIO DI CESAREA: (Op. III, 25,6) respinge il Vangelo di Tommaso, dichiarandolo scritto da eretici.

CIRILLO DI GERUSALEMME (Catech. 4,36) dichiara, falsamente, che è stato scritto, in epoca posteriore,

dai Manichei.

PAOLO infine, riconosce la possibilità dell'esistenza di un altro vangelo (Galati, 1,6) e di un altro aspetto di

Gesù (2 Cor. 11,4).

 

A NOI È CHIARA LA DISTINZIONE: C'era un culto pubblico ed ufficiale e uno segreto e condannato.

 

Ambedue facevano risalire il loro credo alla predicazione di Gesù. Pur usando lo stesso materiale dei vangeli

sinottici, Tommaso tratteggia un ben diverso ritratto di Gesù. Non si parla della sua nascita miracolosa,

della sua vita in famiglia, della sua tentazione diabolica, di guarigioni e di miracoli che, per gli altri

evangelisti, sono la testimonianza migliore della divinità del Cristo. Non vi è l'episodio della cacciata dei

mercanti dal tempio, del viaggio trionfale a Gerusalemme, dell'ultima cena, del tradimento di Giuda, della

comunione, del peccato e del perdono ed infine della morte sulla croce e resurrezione nel terzo giorno. Non

vi é alcun richiamo biblico come avveramento di profezie messianiche. Non si parla di ciò che i seguaci di

Gesù sono tenuti a fare. Preghiere, elemosine, digiuni, vengono rigettati. Non si parla nemmeno di buona

condotta morale e di opere buone e malvage (da compiere e da evitare).

La vita del popolo ebraico in Palestina in quell'epoca storica è ignorata.

Gesù rivolge i suoi detti all'uomo di sempre, a tutta l'umanità

del presente e delle generazioni future.

Non si occupa di ciò che gli uomini dovrebbero fare, ma di ciò

che dovrebbero imparare a conoscere con una ricerca di carattere interiore.

 

Gli apostoli e i discepoli che predicarono agli Ebrei, distorsero la vera immagine di Gesù ed i suoi

insegnamenti spirituali e riferirono i fatti e i detti secondo la loro personale interpretazione che

doveva essere per quanto possibile collegata e armonizzata con la loro antica religione.

 

Solo uno degli Apostoli, Tommaso, comprese la novità e l'unicità del messaggio di Gesù. Era l'unico capace di

comprenderlo, il suo gemello spirituale. Non ricorda di aver udito da lui nessun accenno al peccato ed

alla redenzione col sacrificio sulla croce per il perdono di quel peccato. Non sono importanti i Suoi

miracoli, sono importanti le Sue parole: il Regno di Dio é fuori dalla storia e dal tempo.

 

L'unica cosa, la sola essenziale, è l'autoconoscenza, la ricerca interiore; e la sola cosa da ricercare

per fare la volontà del Padre ed entrare nel suo Regno che è già, nascosto, all'interno dell'Io.

Il Regno è sempre presente, non deve venire in futuro. Non riguarda solo il popolo ebraico, ma ogni

uomo che vive e vivrà sulla terra e saprà comprendere il messaggio del Cristo. Il Regno si rivelerà, in

tutti gli uomini che, avranno raggiunto la conoscenza, la Verità, la Luce della divina eternità che è in

ogni uomo.

 

Non è difficile comprendere perché il Vangelo di Tommaso non sia stato accettato dalla Chiesa Cristiana

Occidentale, che finì per dominare su quella Orientale. Essa non ha mai ammesso l'esistenza di un

insegnamento segreto del Cristo, dedicato a pochi eletti.

Gli accenni esoterici contenuti nel Vangelo di Giovanni, sono sempre passati in sottordine ai principi stabiliti

dal canone ecclesiastico ortodosso.

Il messaggio di Tommaso non è però andato perduto: per suo mezzo ora sappiamo che Gesù è il Rivelatore di

una dottrina segreta che appartiene all'uomo da sempre. Questa dottrina, conosciuta da tutti i grandi

iniziati è la VERITÀ unica, eterna, la cui ricerca è il compito dato all'uomo su questa terra.

 

ALFABETO COPTO

= A hl,PA

= B BETA

= G GAMMA

= D DELTA

= E EPSILON

= Z ZETA

= È ETA

= Th TETA

= I IOTA

= K KAPPA

= L LAMBDA

= M MI

= N NI

= X Xi

= O OMICRON

= P Pi

= R RO

= S SIGMA

= T TAU

= U IPSILON

= F FI

= CH CHI

= PS PSI

= O OMEGA

= Sc SCIAI

= F FAI

= K KAI

= H HORI

= F FENFIA

= Ş SIMA

= T TI

L'alfabeto COPTO comprende le ventiquattro lettere

dell'alfabeto greco, più sette lettere tipicamente egizie

 

IL VANGELO

DI TOMMASO

 

Ecco le parole segrete

che Gesù Vivente ha detto

e che Didimo, Giuda Tommaso, ha trascritto.

1.

E Lui ha detto:

“colui che trova il senso segreto di queste parole

non assaggerà la morte."

2.

Gesù disse:

"chi cerca non smetta di cercare

finché non trova

e quando troverà

resterà sconvolto

e, così sconvolto,

farà cose meravigliose

e regnerà sul Tutto".

3.

Gesù ha detto:

"Se chi vi guida vi dice:

sì, il Regno è nei Cieli,

allora gli uccelli del cielo saranno in vantaggio,

se vi dicono che è nel mare,

allora i pesci saranno in vantaggio.

Ma il Regno è dentro voi

e fuori di voi.

Quando voi vi conoscerete,

allora sarete consci

e saprete che siete voi

i figli del Padre Vivente.

Ma se vi capita di non conoscere voi stessi,

 

 

allora restate poveri

e siete la povertà stessa!"

4.

Gesù ha detto:

"l'uomo vecchio non esiti

a rendere i suoi giorni

come i sette giorni di un neonato

all'origine della vita,

e continuerà a vivere,

perché ciò che è prima diviene ciò che è dopo

e tutto si unisce".

5.

Gesù ha detto: "Conoscerai il tuo futuro

e ciò che è nascosto ti sarà svelato,

perché non vi è nulla di nascosto che non apparisca".

6.

I suoi discepoli lo interrogarono e gli chiesero:

"vuoi tu che digiuniamo,

in che modo pregheremo,

come faremo l'elemosina

e quali regole seguiremo riguardo ai cibi?"

Gesù rispose:

"Non dite sciocchezze

e ciò che non vi sentite di fare, non lo fate,

perché tutto si svela di fronte al cielo.

Non vi è nulla di nascosto che, in verità, non venga alla luce,

alla lunga non possa apparire"

 

COMMENTO

Provate ad aprire lo sportello della gabbia ad un uccellino prigioniero: potrà succedere che,

spinto da un coraggioso impulso, si precipiti fuori e voli verso la libertà, ma potrà anche

succedere che si ritiri timoroso in un angolo. Se esce, può andare a finire nelle fauci di un gatto ο

nel becco di un uccello rapace; se resta, perde un'occasione unica e può pentirsene per tutta la

vita. Ε la sua vita non sarebbe degna di questo nome, se dovesse trascorrerla tutta fra le sbarre

della sua prigione....

Anche l'uomo è in gabbia e, spalancargli troppo bruscamente la porta, può voler dire precipitarlo

nelle fauci della droga, del suicidio della violenza e del delitto. Ne sappiamo qualcosa al nostri

giorni.

Certamente la felicità non è dentro la gabbia, è fuori, ma tutti hanno paura di essere felici.

D'altra parte, le sbarre della sua gabbia l'uomo se le è costruite lui stesso, millennio dopo

millennio, con un lavoro estremamente minuzioso e nello stesso tempo assurdo. Ma vi è una

speranza per la vita di chi è ingabbiato: capire in che modo le sbarre sono sorte dal nulla.

 

Ogni sbarra è un paraocchi e ogni benda è un "diavolo". Così l'uomo si trova circondato da mille

diavoli che assolvono fedelmente alla loro funzione, facendo il loro dovere. Sono come tanti

segnali stradali: attento, lì c'è una curva, puoi uscire di strada. Fermati e lascia agli altri la

precedenza, spaventati, trema, terrorizzati.....

.

Andrebbe tutto bene se l'uomo capisse quei segnali. Purtroppo, là dove sembra segnata una

curva, la strada è dritta. La gabbia si risolve in una esasperante perdita di tempo. Tuttavia se

l'uomo troppo precipitosamente ne esce, la libertà raggiunta esteriormente, ma non ancora

interiormente, diventa pericolosa per lui. Occorre dunque rimettere i segnali al loro posto giusto

e soprattutto capirli: come sono nati? Come si sono formati? Che funzione hanno i "diavoli"?

 

* * *

Leggemmo con scandalizzata sorpresa nel libro di Enoch questa frase: "Guarda il demonio da ogni

lato e non da un lato solo, come tu fai. Lo vedrai ritornare ad essere Dio!".

 

Il diavolo, in aramaico,è definito «stra “ahra” » cioé "l'altro punto di vista",

la "visione parziale", il paraocchi: ecco CHI E’ IL DIAVOLO !.

 

L'ambiente in cui si sviluppano i diavoli è quello sottoposto alle ristrettezze dello spazio e del

tempo. Regno del diavolo è il mondo dei corpi e delle anime.

Il diavolo ha effetti sulla materia e sulla mente, dato che l'anima è fatta di pensiero limitato.

Ma quando il pensiero ritornando Spirito si allarga, si completa e attinge alla verità e all'eternità,

uscendo dalle ristrettezze dello spazio e del tempo, allora l'uomo fa un salto di livello.

Ε questa la differenza fra l'anima e lo spirito. La prima, fatta di pensiero limitato, provvisorio,

mentre lo Spirito è pensiero vittorioso, che ha superato ogni visione parziale.

 

* * *

Il primo atto dell'ingabbiamento dell'uomo è consistito nell'aver spezzato "il frutto dell'albero

della Vita", dividendo la Creazione in "buona" e "cattiva".

 

La vita deve pulsare liberamente, spinta dalle due grandi energie cosmiche:

quella distruttiva e luminosa e quella costruttiva e tenebrosa.

 

Sia la luce che la tenebra sono fenomeni positivi, tutti e due creati da Dio. Dobbiamo vederli in

questo modo: la tenebra come luce che si spegne, la luce come tenebra che si illumina. La luce è

"bene". La tenebra è un altro tipo di "bene". Non avendo capito questa verità, restammo

meravigliati, quando leggemmo in Enoch: "Dio creò la luce e vide che essa era buona e creò le

tenebre e vide che anch'esse erano buone...".

 

Le prime sbarre della gabbia che l'uomo si era costruito erano fatte di buio: aveva

arbitrariamente stabilito che le tenebre sono malvage. Conseguenze di questo pensiero

aberrante sono le frasi che anche oggi sentiamo pronunciare: Dio, abbi pietà di noi, Signore

misericordia, Signore non ci indurre in tentazione, liberaci dal male e dalle tenebre!

 

Coloro che conoscono l'Ebraico, sanno che questi imperativi in realtà sono verbi al presente: nella

preghiera di Gesù è detto: "... Tu ci liberi dal male, tu non ci induci in tentazione, tu ci rimetti i

nostri debiti nell'istante in cui li rimettiamo ai nostri debitori....!!!!!!!!!!!!

 

Così il piccolo uomo, chiuso nella sua gabbia, si è trovato all'inizio in una posizione di una certa

comodità.

 

Se ha sbagliato: è Dio che lo ha indotto in tentazione. Il male lo fa soffrire? È Dio che

non è stato misericordioso. Ma la Verità è un'altra. Occorre che l'uccellino impari a pensare nel

modo giusto, altrimenti, appena uscito dalla gabbia verrà sbranato dal gatto, cioè divorato dalla

paura. Pensare nel modo giusto vuol dire liberarsi dalle opinioni sbagliate dalle false verità rubate

in un terreno lavorato dagli altri, cioè da coloro che nel lento trascorrere dei millenni hanno

trovato vantaggioso mantenere in gabbia i propri simili. Occorre Pensiero libero.

Puntualissimo, allo scattare dei segnali cosmici, questo Pensiero è venuto all'appuntamento.

l'uomo ha aperto gli occhi. Antichi manoscritti sono tornati alla luce.

Solo un secolo prima sarebbe stato troppo presto: li avrebbero bruciati a furor di popolo.

 

* * *

Una di queste voci nuove è quella di colui che fu così vicino a Gesù da respirarlo, di colui che non

si è fermato alla superficie del Salvatore ma ha voluto penetrare al di là dell'epidermide,

cacciando coraggiosamente il suo dito nel profondo. Più ο meno a partire da Giuda, tutti gli

apostoli sono stati interpreti non sempre fedeli ο, come nel caso di Simon Pietro, talvolta

rinnegatori di Gesù. Tutti meno uno. Soltanto uno che avesse capito Gesù avrebbe potuto

riportare fedelmente il suo messaggio spirituale.

 

Ma capire Gesù vuol dire "ESSERE GESÙ". Ecco

il SEGRETO dell'essenza divina: Gesù è la STRADA, LA VERITÀ, LA VITA. Gesù è l'estremo

livello raggiungibile dall'uomo. Chi lo raggiunge si trova ad essere “LUI”. Il piccolo, nervoso Giuda

detto Tommaso Didimo, è passato al di là del traguardo e da quel momento è stato più che

fratello gemello di Gesù, il suo alter ego: Gesù stesso, specchiato.

Ora possono trovare un'eco nella nostra coscienza le parole segrete che egli ha udite. Sono

parole vere, eterne. Eccole:

"Ιο mi chiamo Giuda come l'altro apostolo, ma sono detto Τaυma, Tommaso, cioè Didimo, e vi dirò

quando e come Gesù mi ha chiamato così. "

 

* * *

Gesù dettava. Io scrivevo. Ora, attraverso tante sbarre e tante spade, giunge a voi la Sua Voce.

Sembrano parole oscure, ma colui che ne scopre il senso segreto si libera per sempre dalle morti.

 

Come sorrideva Gesù quando gli dicevano che il Regno è su nei cieli. Rispondeva: "Allora gli uccelli

chissà come sono in vantaggio su voi." Poi diventava serio e con voce dolcissima aggiungeva: "Il

Regno è dovunque: fuori e dentro di voi, sopra e sotto.

Il Regno non è altro che il Pensiero Vivente, il Padre Vivente. Se lo riconoscete, siete recipienti

colmi di Vita. Ma se non lo riconoscete, siete il vuoto stesso! "

 

* * *

Quando noi lo chiamavamo: "Signore, vieni con noi a pregare e a digiunare?" Lui ci guardava con

occhi pieni di ironia e ci rispondeva: "Ma che male ho fatto?" Ε poi aggiungeva: "Non dite

sciocchezze e non perdete tempo a fare ciò che intimamente non vi sentite di fare".

* * *

Una sera, al tramonto, vedemmo nel deserto, dall'alto di un colle, un leone balzare su un povero

u

IL QUINTO VANGELO di TOMMASO APOSTOLO

 

IL VANGELO DI TOMMASO APOSTOLO COL TESTO COPTO A

FRONTE, TRATTO DAL MANOSCRITTO DEL NILO.

 

DI

MARIO PINCHERLE

 

Nel 1945, all'inizio dell'Era dell'Acquario, vicino al villaggio di Nag Hammadi, in Egitto, lungo il

corso del Nilo, e stato scoperto un antico manoscritto, assieme ad altri antichi volumi.

Eranascosto in una brocca di terracotta profondamente sotterrata.

 

Si tratta del VANGELO SECONDO L'APOSTOLO TOMMASO.

Da questo antico scritto, sicuramente autentico, rimasto

per quasi duemila anni completamente inaccessibile, appare la figura di Gesu, cosi come la vide il

suo apostolo che gli era tanto vicino da venire da Lui chiamato "DIDIMO" cioe "Gemello

spirituale”

Un Gesu umano oltre che divino, dolcissimo, spiritoso, amante della gioia.

Questo avvenimento e considerato dagli esperti il piu importante fatto spirituale della nostra

Era.

 

MARIO PINCHERLE. E’ nato a Bologna.

Ha fatto studi classici. Si e laureato in

ingegneria e si interessa alla

"paleotecnologia". E’ ANCHE ARCHEOLOGO

A lui si debbono

fondamentali scoperte all'interno del

"Tempio del Sole", la Grande Piramide

d'Egitto. ScriveVA libri di Archeologia.

E’ MORTO 2 MESI FA

NOI LO RINGRAZIAMO

 

PREFAZIONE

È la primavera dell'anno 1945. Il sole sta sorgendo per la prima volta là dove si spengono le stelle

dell'Acquario, quella costellazione che gli antichi chiamavano “La Brocca". Da poco tempo

tacciono gli ultimi echi della seconda guerra mondiale.

A una sessantina di chilometri da Luxor il Nilo volge bruscamente verso occidente, aggirando il

colle di Gebel el Tarif, poi riprende la sua direzione naturale verso nord. Sulla collina appaiono

numerose tombe scavate nella roccia. Risalgono a tutte le epoche: VI dinastia egizia, epoca

greco-romana ed infine ai tempi dei monaci dell'antico monastero di Pacomio.

 

Due contadini utilizzano dei ruderi antichi per costruire una cisterna per l'irrigazione.

Dallo scavo viene alla luce una grande giara di argilla. Ormai il piccone ne ha infranto la parte superiore e così è facile

allargare il foro ed estrarre una "brocca" di dimensioni minori. Aperta, ne viene fuori un rotolo di

lino cerato e bitumato. Srotolandolo si spacca. Ne escono molti manoscritti. Sono i codici detti di

"Nag Hammadi", dal luogo del ritrovamento.

 

Alcuni manoscritti vengono distrutti o gettati via.

Altri, di apparenza migliore, sono portati al Cairo e venduti, per tre sterline, a un rigattiere che

si premura di dividerli e di cederli al migliore offerente. Un rotolo giunge nelle mani di un

antiquario. Un altro è comprato dal Museo Copto del Cairo. Lo stesso Museo, negli anni successivi,

riesce a raccogliere altri rotoli. Infine l'antiquario vende il suo rotolo all'Istituto Jung di Zurigo.

Gli studiosi possono finalmente tradurre le antichissime scritture vergate in caratteri copti

grecizzanti. Le parole dell'Acquario sono venute alla luce del sole.

 

Si tratta di tredici codici originariamente formati da più di 1350 pagine. Ce ne sono pervenute

1130. Quasi tutti i codici hanno una legatura di cuoio, sono stati scritti verso la fine del primo

secolo dopo Cristo. Si tratta di traduzioni in copto di manoscritti più antichi, forse redatti in

aramaico.

Tra essi vi è il "Vangelo secondo Tommaso", che è anche conosciuto col nome di

"QUINTO VANGELO", e dovrebbe invece essere chiamato IL PRIMO VANGELO, dato che è il

più antico  e dato cheTommaso fu l’unico apostolo che avendo conosciuto personalmente Gesu’  ha scritto un vangelo

 

Questo testo contiene molte frasi di Gesù fino ad oggi sconosciute. In esse appare un concetto

nuovo: il Cristo non vince le forze del mondo servendosi del dolore. Sua arma non è la

sofferenza ma la conoscenza che, attraverso Gesù, esce dal tempo e diventa eterna, cosmica.

 

* * *

Il Vangelo secondo Tommaso, ossia le parole nascoste che Gesù il Vivente rivelò e che Tommaso

trascrisse, è il Secondo Codice di quella raccolta di scritti e contiene 114 Detti di Gesù, in forma

arcaica. Pertanto vengono ritenuti una fonte anteriore ai cosiddetti “Vangeli sinottici”, poi

entrati a far parte del Canone della Chiesa Cattolica Romana.

 

Questi Detti rientrano in quella congerie di Vangeli (cosiddetti "apocrifi",

ma che, nella esatta accezione della parola greca, poi alteratasi, significano "scritti prima")

i quali contenevano, oltre alla narrazione della vita di

Cristo, anche raccolte dei suoi detti e dei miracoli da lui compiuti.

 

I quattro "Evangelisti" non fecero che una scelta fra tutto questo materiale esistente,

ricavandone la loro propria forma letteraria ed un testo individuale, che poi venne canonizzato,

ossia riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa, mentre tutti gli altri scritti vennero lasciati cadere

nel dimenticatoio, non senza aver loro affibbiato l'etichetta squalificante di "apocrifi" intesa nel

senso di "falsi", il che, come si è detto, non corrisponde alla realtà.

 

A conferma dell'autenticità del Vangelo secondo Tommaso, basterà ricordare che, fin dal 1897,

sempre in Egitto, nella località di Ossirinco nel Medio Egitto, erano stati rinvenuti due frammenti

di papiro a cui se ne aggiunse un terzo nel 1903, che contengono molte parole, ma tradotte in

greco, del testo copto del Vangelo di Tommaso.

 

Il Papiro n. 654 riporta il titolo e il nome di Tommaso.

La critica moderna e in particolare il glottologo francese Jean Doresse che per primo tradusse

questo testo, nel 1959, e il tedesco H.C. Puech che ne curò altre versioni in tedesco, inglese e

olandese, ritengono che il Vangelo secondo Tommaso sia uno dei più antichi della tradizione

scritta cristiana e lo fanno risalire alla metà del I° secolo dopo Cristo. La lingua copta era poco

diffusa in Egitto e conosciuta solo da una stretta cerchia di eruditi, per cui la Biblioteca di Nag

Hammadi doveva appartenere ad una comunità ristretta e di diretta estrazione gnostica. Il

messaggio contenuto nei suoi testi è infatti restato del tutto estraneo al mondo ebraico-cristiano

posteriore e a tutti i successivi filosofi e teologi che vi appartengono, particolarmente

dopo la condanna della eresia ariana, fatta dal concilio di Nicea nel 325 dopo Cristo.

 

* * *

I detti segreti di Gesù, rivelati all'apostolo prediletto, contengono invece un messaggio ben

diverso e legato non a quella tradizione, ma alla ricerca interiore e alla prevalenza di tutto ciò

che è spirituale ed eterno rispetto alle cose caduche e instabili. La famiglia e gli affetti terreni

vengono al secondo posto, rispetto allo Spirito e all'Amore Cosmico.

L'ascesi di cui si parla nel Vangelo di Tommaso, assai si avvicina all'Induismo, al Sufismo e al

Buddismo, fino a giungere al non interesse per la preghiera, il digiuno,l’elemosina.

 

Gesù è il Vivente in eterno, come il Padre e la Madre

(lo Spirito Santo che e’ amore tra loro che genera UN FIGLIO, i figli di Dio).

I tre, sono UNO.

 

Il Regno di Dio è già sulla Terra e Gesù lo ha rivelato, ma gli uomini non hanno avuto occhi per

vedere ed orecchi per intendere il messaggio della Verità e della Vita e cioè la "RICERCA DELLA

PROPRIA DIVINITÀ INTERIORE", attraverso la spiritualizzazione della carne.

 

E come si fa Spirito la carne? Non attraverso il digiuno. Chi digiuna si crea un inferno. Non

attraverso la tortura e il dolore, maestri di pazzia. La strada è un'altra. Tommaso l'ha capito. E

così lo ha capito quel suo ignoto discepolo che prepara la “brocca” e vi nasconde i manoscritti,

perché giungano a noi, generazione futura.

 

Anche Enoch trenta secoli prima ha fatto la stessa cosa. Le sue scritture sono nell'ombra e

attendono la maturazione dell'uomo.

È l'epoca della "brocca", oggi. Se al mattino dell'equinozio di primavera saliamo su un monte

anche noi, come quei due contadini che hanno scavato il pozzo di Nag Hammadi, vediamo sorgere

il sole là dove sbiadiscono e scompaiono a poco a poco le stelle della BROCCA.

È questo l'evento segnalato dalle stelle: la parola di Gesù torna alla luce.

 

Così Tommaso scandagliò Cristo. Mettendo il dito nella piaga, non si fermò alla superficie.

Penetrò al di là dell'epidermide. Il suo occhio si affacciò in spazi siderali sconfinati. Al di là del

piccolo uomo sanguinante, apparve il Grande Uomo Cosmico. Tremando per la scoperta, Giuda

Tommaso Didimo gridò le parole di Gesù: "Meraviglia delle meraviglie: la carne si fa Spirito!".

 

Gemello, in aramaico, si dice TAUMA, cioè Tommaso. Gemello, in greco, si dice DÌDUMOS. Non ci

sono dubbi, è una duplice conferma che l'autore del QUINTO VANGELO è il gemello spirituale di

GESÙ, e non il suo fratello gemello carnale. TAUMA è dunque il custode delle parole segrete.

Ascoltiamolo.

Nella collezione di libri gnostici, trovata a Nag Hammadi nel 1945, troviamo, accanto al Vangelo di Tommaso,

anche il Libro Segreto di Giovanni, tre Apocalissi di Pietro, una di Paolo e una di Giacomo, oltre il Libro di

Tommaso il contendente. Dodici volumi, legati in pelle e scritti su papiro, sono ora al Museo Copto del Cairo

(fra cui il "nostro" Vangelo) e uno è alla Fondazione Jung di Zurigo.

 

Il Vangelo secondo Tommaso è vicino alla tradizione della prima Chiesa cristiana, ma differisce dai Vangeli

sinottici per la sua natura esoterica.

 

Molte sette, sorte verso la fine del I° secolo in Siria, si trasferirono in Egitto; seguiva principalmente il

Vangelo di Tommaso quella dei Naasseni. In tutte le dottrine gnostiche si parla di un salvatore disceso dai

cieli, che dona agli uomini di buona volontà la conoscenza di ciò che è necessario per trovare la vita eterna.

La salvezza giunge soltanto ai pochi che vorranno comprendere queste verità nascoste.

 

Il Vangelo di Tommaso fu conosciuto e studiato anche dai Manichei. I padri della Chiesa lo conoscevano

anch'essi; ne parlano: ORIGENE (III° secolo) nell'Omelia a Luca, 1, 5: lo condanna come apocrifo e ricorda

che la Chiesa cristiana ha scelto solo 4 fra i molti Vangeli in circolazione ed uno fra quelli scartati fu

proprio quello di Tommaso.

 

S. AGOSTINO (Predica contro gli avversari dei profeti e della legge, 2,14) dichiara apocrifi tutti i Vangeli

al di fuori di quelli canonici.

EUSEBIO DI CESAREA: (Op. III, 25,6) respinge il Vangelo di Tommaso, dichiarandolo scritto da eretici.

CIRILLO DI GERUSALEMME (Catech. 4,36) dichiara, falsamente, che è stato scritto, in epoca posteriore,

dai Manichei.

PAOLO infine, riconosce la possibilità dell'esistenza di un altro vangelo (Galati, 1,6) e di un altro aspetto di

Gesù (2 Cor. 11,4).

 

A NOI È CHIARA LA DISTINZIONE: C'era un culto pubblico ed ufficiale e uno segreto e condannato.

 

Ambedue facevano risalire il loro credo alla predicazione di Gesù. Pur usando lo stesso materiale dei vangeli

sinottici, Tommaso tratteggia un ben diverso ritratto di Gesù. Non si parla della sua nascita miracolosa,

della sua vita in famiglia, della sua tentazione diabolica, di guarigioni e di miracoli che, per gli altri

evangelisti, sono la testimonianza migliore della divinità del Cristo. Non vi è l'episodio della cacciata dei

mercanti dal tempio, del viaggio trionfale a Gerusalemme, dell'ultima cena, del tradimento di Giuda, della

comunione, del peccato e del perdono ed infine della morte sulla croce e resurrezione nel terzo giorno. Non

vi é alcun richiamo biblico come avveramento di profezie messianiche. Non si parla di ciò che i seguaci di

Gesù sono tenuti a fare. Preghiere, elemosine, digiuni, vengono rigettati. Non si parla nemmeno di buona

condotta morale e di opere buone e malvage (da compiere e da evitare).

La vita del popolo ebraico in Palestina in quell'epoca storica è ignorata.

Gesù rivolge i suoi detti all'uomo di sempre, a tutta l'umanità

del presente e delle generazioni future.

Non si occupa di ciò che gli uomini dovrebbero fare, ma di ciò

che dovrebbero imparare a conoscere con una ricerca di carattere interiore.

 

Gli apostoli e i discepoli che predicarono agli Ebrei, distorsero la vera immagine di Gesù ed i suoi

insegnamenti spirituali e riferirono i fatti e i detti secondo la loro personale interpretazione che

doveva essere per quanto possibile collegata e armonizzata con la loro antica religione.

 

Solo uno degli Apostoli, Tommaso, comprese la novità e l'unicità del messaggio di Gesù. Era l'unico capace di

comprenderlo, il suo gemello spirituale. Non ricorda di aver udito da lui nessun accenno al peccato ed

alla redenzione col sacrificio sulla croce per il perdono di quel peccato. Non sono importanti i Suoi

miracoli, sono importanti le Sue parole: il Regno di Dio é fuori dalla storia e dal tempo.

 

L'unica cosa, la sola essenziale, è l'autoconoscenza, la ricerca interiore; e la sola cosa da ricercare

per fare la volontà del Padre ed entrare nel suo Regno che è già, nascosto, all'interno dell'Io.

Il Regno è sempre presente, non deve venire in futuro. Non riguarda solo il popolo ebraico, ma ogni

uomo che vive e vivrà sulla terra e saprà comprendere il messaggio del Cristo. Il Regno si rivelerà, in

tutti gli uomini che, avranno raggiunto la conoscenza, la Verità, la Luce della divina eternità che è in

ogni uomo.

 

Non è difficile comprendere perché il Vangelo di Tommaso non sia stato accettato dalla Chiesa Cristiana

Occidentale, che finì per dominare su quella Orientale. Essa non ha mai ammesso l'esistenza di un

insegnamento segreto del Cristo, dedicato a pochi eletti.

Gli accenni esoterici contenuti nel Vangelo di Giovanni, sono sempre passati in sottordine ai principi stabiliti

dal canone ecclesiastico ortodosso.

Il messaggio di Tommaso non è però andato perduto: per suo mezzo ora sappiamo che Gesù è il Rivelatore di

una dottrina segreta che appartiene all'uomo da sempre. Questa dottrina, conosciuta da tutti i grandi

iniziati è la VERITÀ unica, eterna, la cui ricerca è il compito dato all'uomo su questa terra.

 

ALFABETO COPTO

= A hl,PA

= B BETA

= G GAMMA

= D DELTA

= E EPSILON

= Z ZETA

= È ETA

= Th TETA

= I IOTA

= K KAPPA

= L LAMBDA

= M MI

= N NI

= X Xi

= O OMICRON

= P Pi

= R RO

= S SIGMA

= T TAU

= U IPSILON

= F FI

= CH CHI

= PS PSI

= O OMEGA

= Sc SCIAI

= F FAI

= K KAI

= H HORI

= F FENFIA

= Ş SIMA

= T TI

L'alfabeto COPTO comprende le ventiquattro lettere

dell'alfabeto greco, più sette lettere tipicamente egizie

 

IL VANGELO

DI TOMMASO

 

Ecco le parole segrete

che Gesù Vivente ha detto

e che Didimo, Giuda Tommaso, ha trascritto.

1.

E Lui ha detto:

“colui che trova il senso segreto di queste parole

non assaggerà la morte."

2.

Gesù disse:

"chi cerca non smetta di cercare

finché non trova

e quando troverà

resterà sconvolto

e, così sconvolto,

farà cose meravigliose

e regnerà sul Tutto".

3.

Gesù ha detto:

"Se chi vi guida vi dice:

sì, il Regno è nei Cieli,

allora gli uccelli del cielo saranno in vantaggio,

se vi dicono che è nel mare,

allora i pesci saranno in vantaggio.

Ma il Regno è dentro voi

e fuori di voi.

Quando voi vi conoscerete,

allora sarete consci

e saprete che siete voi

i figli del Padre Vivente.

Ma se vi capita di non conoscere voi stessi,

 

 

allora restate poveri

e siete la povertà stessa!"

4.

Gesù ha detto:

"l'uomo vecchio non esiti

a rendere i suoi giorni

come i sette giorni di un neonato

all'origine della vita,

e continuerà a vivere,

perché ciò che è prima diviene ciò che è dopo

e tutto si unisce".

5.

Gesù ha detto: "Conoscerai il tuo futuro

e ciò che è nascosto ti sarà svelato,

perché non vi è nulla di nascosto che non apparisca".

6.

I suoi discepoli lo interrogarono e gli chiesero:

"vuoi tu che digiuniamo,

in che modo pregheremo,

come faremo l'elemosina

e quali regole seguiremo riguardo ai cibi?"

Gesù rispose:

"Non dite sciocchezze

e ciò che non vi sentite di fare, non lo fate,

perché tutto si svela di fronte al cielo.

Non vi è nulla di nascosto che, in verità, non venga alla luce,

alla lunga non possa apparire"

 

COMMENTO

Provate ad aprire lo sportello della gabbia ad un uccellino prigioniero: potrà succedere che,

spinto da un coraggioso impulso, si precipiti fuori e voli verso la libertà, ma potrà anche

succedere che si ritiri timoroso in un angolo. Se esce, può andare a finire nelle fauci di un gatto ο

nel becco di un uccello rapace; se resta, perde un'occasione unica e può pentirsene per tutta la

vita. Ε la sua vita non sarebbe degna di questo nome, se dovesse trascorrerla tutta fra le sbarre

della sua prigione....

Anche l'uomo è in gabbia e, spalancargli troppo bruscamente la porta, può voler dire precipitarlo

nelle fauci della droga, del suicidio della violenza e del delitto. Ne sappiamo qualcosa al nostri

giorni.

Certamente la felicità non è dentro la gabbia, è fuori, ma tutti hanno paura di essere felici.

D'altra parte, le sbarre della sua gabbia l'uomo se le è costruite lui stesso, millennio dopo

millennio, con un lavoro estremamente minuzioso e nello stesso tempo assurdo. Ma vi è una

speranza per la vita di chi è ingabbiato: capire in che modo le sbarre sono sorte dal nulla.

 

Ogni sbarra è un paraocchi e ogni benda è un "diavolo". Così l'uomo si trova circondato da mille

diavoli che assolvono fedelmente alla loro funzione, facendo il loro dovere. Sono come tanti

segnali stradali: attento, lì c'è una curva, puoi uscire di strada. Fermati e lascia agli altri la

precedenza, spaventati, trema, terrorizzati.....

.

Andrebbe tutto bene se l'uomo capisse quei segnali. Purtroppo, là dove sembra segnata una

curva, la strada è dritta. La gabbia si risolve in una esasperante perdita di tempo. Tuttavia se

l'uomo troppo precipitosamente ne esce, la libertà raggiunta esteriormente, ma non ancora

interiormente, diventa pericolosa per lui. Occorre dunque rimettere i segnali al loro posto giusto

e soprattutto capirli: come sono nati? Come si sono formati? Che funzione hanno i "diavoli"?

 

* * *

Leggemmo con scandalizzata sorpresa nel libro di Enoch questa frase: "Guarda il demonio da ogni

lato e non da un lato solo, come tu fai. Lo vedrai ritornare ad essere Dio!".

 

Il diavolo, in aramaico,è definito «stra “ahra” » cioé "l'altro punto di vista",

la "visione parziale", il paraocchi: ecco CHI E’ IL DIAVOLO !.

 

L'ambiente in cui si sviluppano i diavoli è quello sottoposto alle ristrettezze dello spazio e del

tempo. Regno del diavolo è il mondo dei corpi e delle anime.

Il diavolo ha effetti sulla materia e sulla mente, dato che l'anima è fatta di pensiero limitato.

Ma quando il pensiero ritornando Spirito si allarga, si completa e attinge alla verità e all'eternità,

uscendo dalle ristrettezze dello spazio e del tempo, allora l'uomo fa un salto di livello.

Ε questa la differenza fra l'anima e lo spirito. La prima, fatta di pensiero limitato, provvisorio,

mentre lo Spirito è pensiero vittorioso, che ha superato ogni visione parziale.

 

* * *

Il primo atto dell'ingabbiamento dell'uomo è consistito nell'aver spezzato "il frutto dell'albero

della Vita", dividendo la Creazione in "buona" e "cattiva".

 

La vita deve pulsare liberamente, spinta dalle due grandi energie cosmiche:

quella distruttiva e luminosa e quella costruttiva e tenebrosa.

 

Sia la luce che la tenebra sono fenomeni positivi, tutti e due creati da Dio. Dobbiamo vederli in

questo modo: la tenebra come luce che si spegne, la luce come tenebra che si illumina. La luce è

"bene". La tenebra è un altro tipo di "bene". Non avendo capito questa verità, restammo

meravigliati, quando leggemmo in Enoch: "Dio creò la luce e vide che essa era buona e creò le

tenebre e vide che anch'esse erano buone...".

 

Le prime sbarre della gabbia che l'uomo si era costruito erano fatte di buio: aveva

arbitrariamente stabilito che le tenebre sono malvage. Conseguenze di questo pensiero

aberrante sono le frasi che anche oggi sentiamo pronunciare: Dio, abbi pietà di noi, Signore

misericordia, Signore non ci indurre in tentazione, liberaci dal male e dalle tenebre!

 

Coloro che conoscono l'Ebraico, sanno che questi imperativi in realtà sono verbi al presente: nella

preghiera di Gesù è detto: "... Tu ci liberi dal male, tu non ci induci in tentazione, tu ci rimetti i

nostri debiti nell'istante in cui li rimettiamo ai nostri debitori....!!!!!!!!!!!!

 

Così il piccolo uomo, chiuso nella sua gabbia, si è trovato all'inizio in una posizione di una certa

comodità.

 

Se ha sbagliato: è Dio che lo ha indotto in tentazione. Il male lo fa soffrire? È Dio che

non è stato misericordioso. Ma la Verità è un'altra. Occorre che l'uccellino impari a pensare nel

modo giusto, altrimenti, appena uscito dalla gabbia verrà sbranato dal gatto, cioè divorato dalla

paura. Pensare nel modo giusto vuol dire liberarsi dalle opinioni sbagliate dalle false verità rubate

in un terreno lavorato dagli altri, cioè da coloro che nel lento trascorrere dei millenni hanno

trovato vantaggioso mantenere in gabbia i propri simili. Occorre Pensiero libero.

Puntualissimo, allo scattare dei segnali cosmici, questo Pensiero è venuto all'appuntamento.

l'uomo ha aperto gli occhi. Antichi manoscritti sono tornati alla luce.

Solo un secolo prima sarebbe stato troppo presto: li avrebbero bruciati a furor di popolo.

 

* * *

Una di queste voci nuove è quella di colui che fu così vicino a Gesù da respirarlo, di colui che non

si è fermato alla superficie del Salvatore ma ha voluto penetrare al di là dell'epidermide,

cacciando coraggiosamente il suo dito nel profondo. Più ο meno a partire da Giuda, tutti gli

apostoli sono stati interpreti non sempre fedeli ο, come nel caso di Simon Pietro, talvolta

rinnegatori di Gesù. Tutti meno uno. Soltanto uno che avesse capito Gesù avrebbe potuto

riportare fedelmente il suo messaggio spirituale.

 

Ma capire Gesù vuol dire "ESSERE GESÙ". Ecco

il SEGRETO dell'essenza divina: Gesù è la STRADA, LA VERITÀ, LA VITA. Gesù è l'estremo

livello raggiungibile dall'uomo. Chi lo raggiunge si trova ad essere “LUI”. Il piccolo, nervoso Giuda

detto Tommaso Didimo, è passato al di là del traguardo e da quel momento è stato più che

fratello gemello di Gesù, il suo alter ego: Gesù stesso, specchiato.

Ora possono trovare un'eco nella nostra coscienza le parole segrete che egli ha udite. Sono

parole vere, eterne. Eccole:

"Ιο mi chiamo Giuda come l'altro apostolo, ma sono detto Τaυma, Tommaso, cioè Didimo, e vi dirò

quando e come Gesù mi ha chiamato così. "

 

* * *

Gesù dettava. Io scrivevo. Ora, attraverso tante sbarre e tante spade, giunge a voi la Sua Voce.

Sembrano parole oscure, ma colui che ne scopre il senso segreto si libera per sempre dalle morti.

 

Come sorrideva Gesù quando gli dicevano che il Regno è su nei cieli. Rispondeva: "Allora gli uccelli

chissà come sono in vantaggio su voi." Poi diventava serio e con voce dolcissima aggiungeva: "Il

Regno è dovunque: fuori e dentro di voi, sopra e sotto.

Il Regno non è altro che il Pensiero Vivente, il Padre Vivente. Se lo riconoscete, siete recipienti

colmi di Vita. Ma se non lo riconoscete, siete il vuoto stesso! "

 

* * *

Quando noi lo chiamavamo: "Signore, vieni con noi a pregare e a digiunare?" Lui ci guardava con

occhi pieni di ironia e ci rispondeva: "Ma che male ho fatto?" Ε poi aggiungeva: "Non dite

sciocchezze e non perdete tempo a fare ciò che intimamente non vi sentite di fare".

* * *

Una sera, al tramonto, vedemmo nel deserto, dall'alto di un colle, un leone balzare su un povero

uomo e divorarlo. Gesù ci disse, meravigliandoci: "Quel leone ha fatto quello che doveva fare,

mentre sarebbe orribile che l'uomo uccidesse e mangiasse il leone." Quando gli chiedemmo il

perché, Egli rispose: "È il leone che, nello scorrere del tempo, diventa uomo, imparando a

prendere decisioni umane, mentre l'uomo che mangia il leone, regredisce, prendendo decisioni

bestiali."

 

 

omo e divorarlo. Gesù ci disse, meravigliandoci: "Quel leone ha fatto quello che doveva fare,

IL QUINTO VANGELO di TOMMASO APOSTOLO

 

IL VANGELO DI TOMMASO APOSTOLO COL TESTO COPTO A

FRONTE, TRATTO DAL MANOSCRITTO DEL NILO.

 

DI

MARIO PINCHERLE

 

Nel 1945, all'inizio dell'Era dell'Acquario, vicino al villaggio di Nag Hammadi, in Egitto, lungo il

corso del Nilo, e stato scoperto un antico manoscritto, assieme ad altri antichi volumi.

Eranascosto in una brocca di terracotta profondamente sotterrata.

 

Si tratta del VANGELO SECONDO L'APOSTOLO TOMMASO.

Da questo antico scritto, sicuramente autentico, rimasto

per quasi duemila anni completamente inaccessibile, appare la figura di Gesu, cosi come la vide il

suo apostolo che gli era tanto vicino da venire da Lui chiamato "DIDIMO" cioe "Gemello

spirituale”

Un Gesu umano oltre che divino, dolcissimo, spiritoso, amante della gioia.

Questo avvenimento e considerato dagli esperti il piu importante fatto spirituale della nostra

Era.

 

MARIO PINCHERLE. E’ nato a Bologna.

Ha fatto studi classici. Si e laureato in

ingegneria e si interessa alla

"paleotecnologia". E’ ANCHE ARCHEOLOGO

A lui si debbono

fondamentali scoperte all'interno del

"Tempio del Sole", la Grande Piramide

d'Egitto. ScriveVA libri di Archeologia.

E’ MORTO 2 MESI FA

NOI LO RINGRAZIAMO

 

PREFAZIONE

È la primavera dell'anno 1945. Il sole sta sorgendo per la prima volta là dove si spengono le stelle

dell'Acquario, quella costellazione che gli antichi chiamavano “La Brocca". Da poco tempo

tacciono gli ultimi echi della seconda guerra mondiale.

A una sessantina di chilometri da Luxor il Nilo volge bruscamente verso occidente, aggirando il

colle di Gebel el Tarif, poi riprende la sua direzione naturale verso nord. Sulla collina appaiono

numerose tombe scavate nella roccia. Risalgono a tutte le epoche: VI dinastia egizia, epoca

greco-romana ed infine ai tempi dei monaci dell'antico monastero di Pacomio.

 

Due contadini utilizzano dei ruderi antichi per costruire una cisterna per l'irrigazione.

Dallo scavo viene alla luce una grande giara di argilla. Ormai il piccone ne ha infranto la parte superiore e così è facile

allargare il foro ed estrarre una "brocca" di dimensioni minori. Aperta, ne viene fuori un rotolo di

lino cerato e bitumato. Srotolandolo si spacca. Ne escono molti manoscritti. Sono i codici detti di

"Nag Hammadi", dal luogo del ritrovamento.

 

Alcuni manoscritti vengono distrutti o gettati via.

Altri, di apparenza migliore, sono portati al Cairo e venduti, per tre sterline, a un rigattiere che

si premura di dividerli e di cederli al migliore offerente. Un rotolo giunge nelle mani di un

antiquario. Un altro è comprato dal Museo Copto del Cairo. Lo stesso Museo, negli anni successivi,

riesce a raccogliere altri rotoli. Infine l'antiquario vende il suo rotolo all'Istituto Jung di Zurigo.

Gli studiosi possono finalmente tradurre le antichissime scritture vergate in caratteri copti

grecizzanti. Le parole dell'Acquario sono venute alla luce del sole.

 

Si tratta di tredici codici originariamente formati da più di 1350 pagine. Ce ne sono pervenute

1130. Quasi tutti i codici hanno una legatura di cuoio, sono stati scritti verso la fine del primo

secolo dopo Cristo. Si tratta di traduzioni in copto di manoscritti più antichi, forse redatti in

aramaico.

Tra essi vi è il "Vangelo secondo Tommaso", che è anche conosciuto col nome di

"QUINTO VANGELO", e dovrebbe invece essere chiamato IL PRIMO VANGELO, dato che è il

più antico  e dato cheTommaso fu l’unico apostolo che avendo conosciuto personalmente Gesu’  ha scritto un vangelo

 

Questo testo contiene molte frasi di Gesù fino ad oggi sconosciute. In esse appare un concetto

nuovo: il Cristo non vince le forze del mondo servendosi del dolore. Sua arma non è la

sofferenza ma la conoscenza che, attraverso Gesù, esce dal tempo e diventa eterna, cosmica.

 

* * *

Il Vangelo secondo Tommaso, ossia le parole nascoste che Gesù il Vivente rivelò e che Tommaso

trascrisse, è il Secondo Codice di quella raccolta di scritti e contiene 114 Detti di Gesù, in forma

arcaica. Pertanto vengono ritenuti una fonte anteriore ai cosiddetti “Vangeli sinottici”, poi

entrati a far parte del Canone della Chiesa Cattolica Romana.

 

Questi Detti rientrano in quella congerie di Vangeli (cosiddetti "apocrifi",

ma che, nella esatta accezione della parola greca, poi alteratasi, significano "scritti prima")

i quali contenevano, oltre alla narrazione della vita di

Cristo, anche raccolte dei suoi detti e dei miracoli da lui compiuti.

 

I quattro "Evangelisti" non fecero che una scelta fra tutto questo materiale esistente,

ricavandone la loro propria forma letteraria ed un testo individuale, che poi venne canonizzato,

ossia riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa, mentre tutti gli altri scritti vennero lasciati cadere

nel dimenticatoio, non senza aver loro affibbiato l'etichetta squalificante di "apocrifi" intesa nel

senso di "falsi", il che, come si è detto, non corrisponde alla realtà.

 

A conferma dell'autenticità del Vangelo secondo Tommaso, basterà ricordare che, fin dal 1897,

sempre in Egitto, nella località di Ossirinco nel Medio Egitto, erano stati rinvenuti due frammenti

di papiro a cui se ne aggiunse un terzo nel 1903, che contengono molte parole, ma tradotte in

greco, del testo copto del Vangelo di Tommaso.

 

Il Papiro n. 654 riporta il titolo e il nome di Tommaso.

La critica moderna e in particolare il glottologo francese Jean Doresse che per primo tradusse

questo testo, nel 1959, e il tedesco H.C. Puech che ne curò altre versioni in tedesco, inglese e

olandese, ritengono che il Vangelo secondo Tommaso sia uno dei più antichi della tradizione

scritta cristiana e lo fanno risalire alla metà del I° secolo dopo Cristo. La lingua copta era poco

diffusa in Egitto e conosciuta solo da una stretta cerchia di eruditi, per cui la Biblioteca di Nag

Hammadi doveva appartenere ad una comunità ristretta e di diretta estrazione gnostica. Il

messaggio contenuto nei suoi testi è infatti restato del tutto estraneo al mondo ebraico-cristiano

posteriore e a tutti i successivi filosofi e teologi che vi appartengono, particolarmente

dopo la condanna della eresia ariana, fatta dal concilio di Nicea nel 325 dopo Cristo.

 

* * *

I detti segreti di Gesù, rivelati all'apostolo prediletto, contengono invece un messaggio ben

diverso e legato non a quella tradizione, ma alla ricerca interiore e alla prevalenza di tutto ciò

che è spirituale ed eterno rispetto alle cose caduche e instabili. La famiglia e gli affetti terreni

vengono al secondo posto, rispetto allo Spirito e all'Amore Cosmico.

L'ascesi di cui si parla nel Vangelo di Tommaso, assai si avvicina all'Induismo, al Sufismo e al

Buddismo, fino a giungere al non interesse per la preghiera, il digiuno,l’elemosina.

 

Gesù è il Vivente in eterno, come il Padre e la Madre

(lo Spirito Santo che e’ amore tra loro che genera UN FIGLIO, i figli di Dio).

I tre, sono UNO.

 

Il Regno di Dio è già sulla Terra e Gesù lo ha rivelato, ma gli uomini non hanno avuto occhi per

vedere ed orecchi per intendere il messaggio della Verità e della Vita e cioè la "RICERCA DELLA

PROPRIA DIVINITÀ INTERIORE", attraverso la spiritualizzazione della carne.

 

E come si fa Spirito la carne? Non attraverso il digiuno. Chi digiuna si crea un inferno. Non

attraverso la tortura e il dolore, maestri di pazzia. La strada è un'altra. Tommaso l'ha capito. E

così lo ha capito quel suo ignoto discepolo che prepara la “brocca” e vi nasconde i manoscritti,

perché giungano a noi, generazione futura.

 

Anche Enoch trenta secoli prima ha fatto la stessa cosa. Le sue scritture sono nell'ombra e

attendono la maturazione dell'uomo.

È l'epoca della "brocca", oggi. Se al mattino dell'equinozio di primavera saliamo su un monte

anche noi, come quei due contadini che hanno scavato il pozzo di Nag Hammadi, vediamo sorgere

il sole là dove sbiadiscono e scompaiono a poco a poco le stelle della BROCCA.

È questo l'evento segnalato dalle stelle: la parola di Gesù torna alla luce.

 

Così Tommaso scandagliò Cristo. Mettendo il dito nella piaga, non si fermò alla superficie.

Penetrò al di là dell'epidermide. Il suo occhio si affacciò in spazi siderali sconfinati. Al di là del

piccolo uomo sanguinante, apparve il Grande Uomo Cosmico. Tremando per la scoperta, Giuda

Tommaso Didimo gridò le parole di Gesù: "Meraviglia delle meraviglie: la carne si fa Spirito!".

 

Gemello, in aramaico, si dice TAUMA, cioè Tommaso. Gemello, in greco, si dice DÌDUMOS. Non ci

sono dubbi, è una duplice conferma che l'autore del QUINTO VANGELO è il gemello spirituale di

GESÙ, e non il suo fratello gemello carnale. TAUMA è dunque il custode delle parole segrete.

Ascoltiamolo.

Nella collezione di libri gnostici, trovata a Nag Hammadi nel 1945, troviamo, accanto al Vangelo di Tommaso,

anche il Libro Segreto di Giovanni, tre Apocalissi di Pietro, una di Paolo e una di Giacomo, oltre il Libro di

Tommaso il contendente. Dodici volumi, legati in pelle e scritti su papiro, sono ora al Museo Copto del Cairo

(fra cui il "nostro" Vangelo) e uno è alla Fondazione Jung di Zurigo.

 

Il Vangelo secondo Tommaso è vicino alla tradizione della prima Chiesa cristiana, ma differisce dai Vangeli

sinottici per la sua natura esoterica.

 

Molte sette, sorte verso la fine del I° secolo in Siria, si trasferirono in Egitto; seguiva principalmente il

Vangelo di Tommaso quella dei Naasseni. In tutte le dottrine gnostiche si parla di un salvatore disceso dai

cieli, che dona agli uomini di buona volontà la conoscenza di ciò che è necessario per trovare la vita eterna.

La salvezza giunge soltanto ai pochi che vorranno comprendere queste verità nascoste.

 

Il Vangelo di Tommaso fu conosciuto e studiato anche dai Manichei. I padri della Chiesa lo conoscevano

anch'essi; ne parlano: ORIGENE (III° secolo) nell'Omelia a Luca, 1, 5: lo condanna come apocrifo e ricorda

che la Chiesa cristiana ha scelto solo 4 fra i molti Vangeli in circolazione ed uno fra quelli scartati fu

proprio quello di Tommaso.

 

S. AGOSTINO (Predica contro gli avversari dei profeti e della legge, 2,14) dichiara apocrifi tutti i Vangeli

al di fuori di quelli canonici.

EUSEBIO DI CESAREA: (Op. III, 25,6) respinge il Vangelo di Tommaso, dichiarandolo scritto da eretici.

CIRILLO DI GERUSALEMME (Catech. 4,36) dichiara, falsamente, che è stato scritto, in epoca posteriore,

dai Manichei.

PAOLO infine, riconosce la possibilità dell'esistenza di un altro vangelo (Galati, 1,6) e di un altro aspetto di

Gesù (2 Cor. 11,4).

 

A NOI È CHIARA LA DISTINZIONE: C'era un culto pubblico ed ufficiale e uno segreto e condannato.

 

Ambedue facevano risalire il loro credo alla predicazione di Gesù. Pur usando lo stesso materiale dei vangeli

sinottici, Tommaso tratteggia un ben diverso ritratto di Gesù. Non si parla della sua nascita miracolosa,

della sua vita in famiglia, della sua tentazione diabolica, di guarigioni e di miracoli che, per gli altri

evangelisti, sono la testimonianza migliore della divinità del Cristo. Non vi è l'episodio della cacciata dei

mercanti dal tempio, del viaggio trionfale a Gerusalemme, dell'ultima cena, del tradimento di Giuda, della

comunione, del peccato e del perdono ed infine della morte sulla croce e resurrezione nel terzo giorno. Non

vi é alcun richiamo biblico come avveramento di profezie messianiche. Non si parla di ciò che i seguaci di

Gesù sono tenuti a fare. Preghiere, elemosine, digiuni, vengono rigettati. Non si parla nemmeno di buona

condotta morale e di opere buone e malvage (da compiere e da evitare).

La vita del popolo ebraico in Palestina in quell'epoca storica è ignorata.

Gesù rivolge i suoi detti all'uomo di sempre, a tutta l'umanità

del presente e delle generazioni future.

Non si occupa di ciò che gli uomini dovrebbero fare, ma di ciò

che dovrebbero imparare a conoscere con una ricerca di carattere interiore.

 

Gli apostoli e i discepoli che predicarono agli Ebrei, distorsero la vera immagine di Gesù ed i suoi

insegnamenti spirituali e riferirono i fatti e i detti secondo la loro personale interpretazione che

doveva essere per quanto possibile collegata e armonizzata con la loro antica religione.

 

Solo uno degli Apostoli, Tommaso, comprese la novità e l'unicità del messaggio di Gesù. Era l'unico capace di

comprenderlo, il suo gemello spirituale. Non ricorda di aver udito da lui nessun accenno al peccato ed

alla redenzione col sacrificio sulla croce per il perdono di quel peccato. Non sono importanti i Suoi

miracoli, sono importanti le Sue parole: il Regno di Dio é fuori dalla storia e dal tempo.

 

L'unica cosa, la sola essenziale, è l'autoconoscenza, la ricerca interiore; e la sola cosa da ricercare

per fare la volontà del Padre ed entrare nel suo Regno che è già, nascosto, all'interno dell'Io.

Il Regno è sempre presente, non deve venire in futuro. Non riguarda solo il popolo ebraico, ma ogni

uomo che vive e vivrà sulla terra e saprà comprendere il messaggio del Cristo. Il Regno si rivelerà, in

tutti gli uomini che, avranno raggiunto la conoscenza, la Verità, la Luce della divina eternità che è in

ogni uomo.

 

Non è difficile comprendere perché il Vangelo di Tommaso non sia stato accettato dalla Chiesa Cristiana

Occidentale, che finì per dominare su quella Orientale. Essa non ha mai ammesso l'esistenza di un

insegnamento segreto del Cristo, dedicato a pochi eletti.

Gli accenni esoterici contenuti nel Vangelo di Giovanni, sono sempre passati in sottordine ai principi stabiliti

dal canone ecclesiastico ortodosso.

Il messaggio di Tommaso non è però andato perduto: per suo mezzo ora sappiamo che Gesù è il Rivelatore di

una dottrina segreta che appartiene all'uomo da sempre. Questa dottrina, conosciuta da tutti i grandi

iniziati è la VERITÀ unica, eterna, la cui ricerca è il compito dato all'uomo su questa terra.

 

ALFABETO COPTO

= A hl,PA

= B BETA

= G GAMMA

= D DELTA

= E EPSILON

= Z ZETA

= È ETA

= Th TETA

= I IOTA

= K KAPPA

= L LAMBDA

= M MI

= N NI

= X Xi

= O OMICRON

= P Pi

= R RO

= S SIGMA

= T TAU

= U IPSILON

= F FI

= CH CHI

= PS PSI

= O OMEGA

= Sc SCIAI

= F FAI

= K KAI

= H HORI

= F FENFIA

= Ş SIMA

= T TI

L'alfabeto COPTO comprende le ventiquattro lettere

dell'alfabeto greco, più sette lettere tipicamente egizie

 

IL VANGELO

DI TOMMASO

 

Ecco le parole segrete

che Gesù Vivente ha detto

e che Didimo, Giuda Tommaso, ha trascritto.

1.

E Lui ha detto:

“colui che trova il senso segreto di queste parole

non assaggerà la morte."

2.

Gesù disse:

"chi cerca non smetta di cercare

finché non trova

e quando troverà

resterà sconvolto

e, così sconvolto,

farà cose meravigliose

e regnerà sul Tutto".

3.

Gesù ha detto:

"Se chi vi guida vi dice:

sì, il Regno è nei Cieli,

allora gli uccelli del cielo saranno in vantaggio,

se vi dicono che è nel mare,

allora i pesci saranno in vantaggio.

Ma il Regno è dentro voi

e fuori di voi.

Quando voi vi conoscerete,

allora sarete consci

e saprete che siete voi

i figli del Padre Vivente.

Ma se vi capita di non conoscere voi stessi,

 

 

allora restate poveri

e siete la povertà stessa!"

4.

Gesù ha detto:

"l'uomo vecchio non esiti

a rendere i suoi giorni

come i sette giorni di un neonato

all'origine della vita,

e continuerà a vivere,

perché ciò che è prima diviene ciò che è dopo

e tutto si unisce".

5.

Gesù ha detto: "Conoscerai il tuo futuro

e ciò che è nascosto ti sarà svelato,

perché non vi è nulla di nascosto che non apparisca".

6.

I suoi discepoli lo interrogarono e gli chiesero:

"vuoi tu che digiuniamo,

in che modo pregheremo,

come faremo l'elemosina

e quali regole seguiremo riguardo ai cibi?"

Gesù rispose:

"Non dite sciocchezze

e ciò che non vi sentite di fare, non lo fate,

perché tutto si svela di fronte al cielo.

Non vi è nulla di nascosto che, in verità, non venga alla luce,

alla lunga non possa apparire"

 

COMMENTO

Provate ad aprire lo sportello della gabbia ad un uccellino prigioniero: potrà succedere che,

spinto da un coraggioso impulso, si precipiti fuori e voli verso la libertà, ma potrà anche

succedere che si ritiri timoroso in un angolo. Se esce, può andare a finire nelle fauci di un gatto ο

nel becco di un uccello rapace; se resta, perde un'occasione unica e può pentirsene per tutta la

vita. Ε la sua vita non sarebbe degna di questo nome, se dovesse trascorrerla tutta fra le sbarre

della sua prigione....

Anche l'uomo è in gabbia e, spalancargli troppo bruscamente la porta, può voler dire precipitarlo

nelle fauci della droga, del suicidio della violenza e del delitto. Ne sappiamo qualcosa al nostri

giorni.

Certamente la felicità non è dentro la gabbia, è fuori, ma tutti hanno paura di essere felici.

D'altra parte, le sbarre della sua gabbia l'uomo se le è costruite lui stesso, millennio dopo

millennio, con un lavoro estremamente minuzioso e nello stesso tempo assurdo. Ma vi è una

speranza per la vita di chi è ingabbiato: capire in che modo le sbarre sono sorte dal nulla.

 

Ogni sbarra è un paraocchi e ogni benda è un "diavolo". Così l'uomo si trova circondato da mille

diavoli che assolvono fedelmente alla loro funzione, facendo il loro dovere. Sono come tanti

segnali stradali: attento, lì c'è una curva, puoi uscire di strada. Fermati e lascia agli altri la

precedenza, spaventati, trema, terrorizzati.....

.

Andrebbe tutto bene se l'uomo capisse quei segnali. Purtroppo, là dove sembra segnata una

curva, la strada è dritta. La gabbia si risolve in una esasperante perdita di tempo. Tuttavia se

l'uomo troppo precipitosamente ne esce, la libertà raggiunta esteriormente, ma non ancora

interiormente, diventa pericolosa per lui. Occorre dunque rimettere i segnali al loro posto giusto

e soprattutto capirli: come sono nati? Come si sono formati? Che funzione hanno i "diavoli"?

 

* * *

Leggemmo con scandalizzata sorpresa nel libro di Enoch questa frase: "Guarda il demonio da ogni

lato e non da un lato solo, come tu fai. Lo vedrai ritornare ad essere Dio!".

 

Il diavolo, in aramaico,è definito «stra “ahra” » cioé "l'altro punto di vista",

la "visione parziale", il paraocchi: ecco CHI E’ IL DIAVOLO !.

 

L'ambiente in cui si sviluppano i diavoli è quello sottoposto alle ristrettezze dello spazio e del

tempo. Regno del diavolo è il mondo dei corpi e delle anime.

Il diavolo ha effetti sulla materia e sulla mente, dato che l'anima è fatta di pensiero limitato.

Ma quando il pensiero ritornando Spirito si allarga, si completa e attinge alla verità e all'eternità,

uscendo dalle ristrettezze dello spazio e del tempo, allora l'uomo fa un salto di livello.

Ε questa la differenza fra l'anima e lo spirito. La prima, fatta di pensiero limitato, provvisorio,

mentre lo Spirito è pensiero vittorioso, che ha superato ogni visione parziale.

 

* * *

Il primo atto dell'ingabbiamento dell'uomo è consistito nell'aver spezzato "il frutto dell'albero

della Vita", dividendo la Creazione in "buona" e "cattiva".

 

La vita deve pulsare liberamente, spinta dalle due grandi energie cosmiche:

quella distruttiva e luminosa e quella costruttiva e tenebrosa.

 

Sia la luce che la tenebra sono fenomeni positivi, tutti e due creati da Dio. Dobbiamo vederli in

questo modo: la tenebra come luce che si spegne, la luce come tenebra che si illumina. La luce è

"bene". La tenebra è un altro tipo di "bene". Non avendo capito questa verità, restammo

meravigliati, quando leggemmo in Enoch: "Dio creò la luce e vide che essa era buona e creò le

tenebre e vide che anch'esse erano buone...".

 

Le prime sbarre della gabbia che l'uomo si era costruito erano fatte di buio: aveva

arbitrariamente stabilito che le tenebre sono malvage. Conseguenze di questo pensiero

aberrante sono le frasi che anche oggi sentiamo pronunciare: Dio, abbi pietà di noi, Signore

misericordia, Signore non ci indurre in tentazione, liberaci dal male e dalle tenebre!

 

Coloro che conoscono l'Ebraico, sanno che questi imperativi in realtà sono verbi al presente: nella

preghiera di Gesù è detto: "... Tu ci liberi dal male, tu non ci induci in tentazione, tu ci rimetti i

nostri debiti nell'istante in cui li rimettiamo ai nostri debitori....!!!!!!!!!!!!

 

Così il piccolo uomo, chiuso nella sua gabbia, si è trovato all'inizio in una posizione di una certa

comodità.

 

Se ha sbagliato: è Dio che lo ha indotto in tentazione. Il male lo fa soffrire? È Dio che

non è stato misericordioso. Ma la Verità è un'altra. Occorre che l'uccellino impari a pensare nel

modo giusto, altrimenti, appena uscito dalla gabbia verrà sbranato dal gatto, cioè divorato dalla

paura. Pensare nel modo giusto vuol dire liberarsi dalle opinioni sbagliate dalle false verità rubate

in un terreno lavorato dagli altri, cioè da coloro che nel lento trascorrere dei millenni hanno

trovato vantaggioso mantenere in gabbia i propri simili. Occorre Pensiero libero.

Puntualissimo, allo scattare dei segnali cosmici, questo Pensiero è venuto all'appuntamento.

l'uomo ha aperto gli occhi. Antichi manoscritti sono tornati alla luce.

Solo un secolo prima sarebbe stato troppo presto: li avrebbero bruciati a furor di popolo.

 

* * *

Una di queste voci nuove è quella di colui che fu così vicino a Gesù da respirarlo, di colui che non

si è fermato alla superficie del Salvatore ma ha voluto penetrare al di là dell'epidermide,

cacciando coraggiosamente il suo dito nel profondo. Più ο meno a partire da Giuda, tutti gli

apostoli sono stati interpreti non sempre fedeli ο, come nel caso di Simon Pietro, talvolta

rinnegatori di Gesù. Tutti meno uno. Soltanto uno che avesse capito Gesù avrebbe potuto

riportare fedelmente il suo messaggio spirituale.

 

Ma capire Gesù vuol dire "ESSERE GESÙ". Ecco

il SEGRETO dell'essenza divina: Gesù è la STRADA, LA VERITÀ, LA VITA. Gesù è l'estremo

livello raggiungibile dall'uomo. Chi lo raggiunge si trova ad essere “LUI”. Il piccolo, nervoso Giuda

detto Tommaso Didimo, è passato al di là del traguardo e da quel momento è stato più che

fratello gemello di Gesù, il suo alter ego: Gesù stesso, specchiato.

Ora possono trovare un'eco nella nostra coscienza le parole segrete che egli ha udite. Sono

parole vere, eterne. Eccole:

"Ιο mi chiamo Giuda come l'altro apostolo, ma sono detto Τaυma, Tommaso, cioè Didimo, e vi dirò

quando e come Gesù mi ha chiamato così. "

 

* * *

Gesù dettava. Io scrivevo. Ora, attraverso tante sbarre e tante spade, giunge a voi la Sua Voce.

Sembrano parole oscure, ma colui che ne scopre il senso segreto si libera per sempre dalle morti.

 

Come sorrideva Gesù quando gli dicevano che il Regno è su nei cieli. Rispondeva: "Allora gli uccelli

chissà come sono in vantaggio su voi." Poi diventava serio e con voce dolcissima aggiungeva: "Il

Regno è dovunque: fuori e dentro di voi, sopra e sotto.

Il Regno non è altro che il Pensiero Vivente, il Padre Vivente. Se lo riconoscete, siete recipienti

colmi di Vita. Ma se non lo riconoscete, siete il vuoto stesso! "

 

* * *

Quando noi lo chiamavamo: "Signore, vieni con noi a pregare e a digiunare?" Lui ci guardava con

occhi pieni di ironia e ci rispondeva: "Ma che male ho fatto?" Ε poi aggiungeva: "Non dite

sciocchezze e non perdete tempo a fare ciò che intimamente non vi sentite di fare".

* * *

 

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LA MUSICA NEL CUORE

LA MUSICA NEL CUORE

di joti kaur

Il bambino correva tra le alte spighe di grano piu' alte di lui e immense

... il vento, forte scompigliava tutto creando geometrie da capogiro.

Il bambino si inoltrava nell'immensita' del campo

dietro alla musica del vento che aumentava la sua vibrazione

Era musica

Il bambino tra le alte spighe di grano ne era il compositore

l'autore di quella musica che veniva suonata dal vento...

intorno tutto era musica

l'aria vibrava

le sue piccole braccia vibravano....

il vento il grano il cielo un'unica sinfonia

per quell'animo ancora meta' angelo

Era stato abbandonato, ma fiducioso rimaneva in attesa

e ascoltava...e percepiva come poche persone al mondo...

la musica era ovunque

in una finestra dell'orfanotrofio che cigolava, nella luna che splendeva

nella goccia di pioggia,

nel piedino scalzo di un compagno che di notte si appoggiava lento sul pavimento

e le voci intorno dai toni arrabbiati o spaventati

e i fili della luce che friggevano

e il suono dell'albero cavo...

Tutto risuonava, per lui tutto si trasformava...tutte erano note...di richiamo...

e lui un giono ha deciso di rispondere...

diventera' un grande musicista e a 11 anni gia' un compositore..

con la sua musica

voleva ritrovare i suoi genitori

dai quali , per un crudele destino, era stato allontanato

...i suoi genitori...musicisti come lui...

l'eredita' della musica

quell'amore per la musica che li avrebbe fatti rincontrare

LA MUSICA NEL CUORE:

un film da non perdere, amici. 

 

EVANS IL BAMBINO MUSICISTA……..PROTAGONISTA DI : LA MUSICA NEL CUORE 

Mi sono svegliata

e mi sono messa in ascolto,

Evans, il bambino musicista aveva ragione: tutto e' musica per chi sa ascoltare...

il cucchianino che gira il caffe, la diga che lascia scorrere l'acqua del fiume

che nei mulinelli diventa un frullo

frullo d'ali di passerotti nel giardino che arricciano la siepe

il mantra recitato con mio figlio

l'amica bellissima che arriva e fa frusciare il suo vestitino di tulle

mentre si muove con grazia

la musichetta del cellulare scelta per gioco 

LE PAROLE DI  AMICI E AMICHE

Non le parole in se’,

ma il battito del loro cuore

...anche io vorrei essere un compositore

e suonare la musica della vita

cosi' dolcemente

cosi' dolcemente

da incantare

e portare gioia....

a voi che mi leggete

e ascoltate....

.......vi voglio bene!...... 

do.la re. mi mi la sol sol re re re.... 

joti

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