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Massaggio Messaggio: massaggio, reiki e nada yoga

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IL MASSAGGIO-MESSAGGIO :

massaggio, reiki e nada yoga

 

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MASSAGGIO-MESSAGGIO

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per iscrizione: info@spaziosacro.it

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dice OSHO:

Quando tocchi il corpo di una persona,
sii disposto alla preghiera come se Dio stesso fosse presente,
e tu semplicemente lo servirai.
Lasciati andare con l’energia totale.
Ogni volta che vedi fluire il corpo e che vedi l’energia costituire una nuova armonia,
sentirai delle gioie senza precedenti
e ti troverai in una meditazione profonda.

Massaggiando, massaggia soltanto. Non pensare a nient’altro.
Entra nelle tue dita, nelle tue mani, come se la tua esistenza stessa vi entrasse.
Non accontentarti di un “toccare fisico”.
La tua anima penetra nel corpo dell’altro, e le tensioni più intense si sciolgono.
Fanne un piacere, non un lavoro.  Fanne un gioco e divertiti”.

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-MASSAGGIO “TOCCO A FARFALLA”

-REIKI 1° E 2° LIVELLO

– NADA YOGA

Corso base di 7 incontri per 7 weekend- uno al mese-

2 weekend sono per i seminari di REIKI 1°e 2° livello (ad intervallo di almeno 2 mesi)

1 weekend  NADA YOGA

3 weekend per la tecnica del massaggio in sé.

IL MASSAGGIO-MESSAGGIO VUOLE RIDONARE AL CORPO LA SUA DIGNITA’ SPIRITUALE.

Esso è dolce, energetico o rilassante, intuitivo, consapevole, purificante.

Veicola con grande dolcezza e potenza i messaggi di cui il corpo ha bisogno per equilibrarsi

Si basa sull’assioma che i Corpi sono luce condensata e mette in pratica i concetti della bioenergetica, della fisica quantistica, dei campi elettromagnetici e dell’Energia vitale universale, quella dei Suoni e dei Mantram.

Anche il Tantra Yoga parla di un massaggio che insegna a toccare l’altro nella totale consapevolezza di sè.

Consapevolezza che conduce ad uno stato meditativo e che parla di fluidità, e di presenza
Appropriatamente si fa aiutare dall’Energia Vitale Universale e dai suoni che, come si è visto, modificano la struttura dei nostri corpi eterici e fisici, riequilibrano gli organi interni.

-L’Energia Reiki donata in modo consapevole , un tocco amorevole e delicato intervallati ogni tanto da SUONI appropriati possono invertire la polarizzazione cellulare.

Le cause del dolore e della malattia possono essere tante, specialmente spirituali e mentali, poichè nelle nostre cellule, nel nostro sacro DNA vi sono infinite memorie di esperienze presenti, passate e karmiche.

Maestri Indiani e gli stessi sciamani amazzonici e andini, che ci hanno istruito, intuirono che il corpo ha una memoria formidabile degli eventi dolorosi successi e questo sia a livello fisico che psichico…e spirituale… e questa memoria ha sede non nel cervello, ma nelle diverse parti dell’organismo, che inviano costantemente immagini e sensazioni di disagio o di blocco.

Essi ritenevano che dopo una fase acuta, la memoria del dolore può venire rimossa ma la parte interessata viene come ” isolata”, come se fosse un corpo estraneo, e in modo tale da divenire quasi immobile o da muoversi lentamente ed in modo inappropriato.

E’ una rimozione non una “guarigione”.

Il massaggio-messaggio partendo dal LAVORO SULL’AURA, è come se “alitasse vita, energia, amore” per richiudere la ferita definitivamente e portare ogni cellula al risveglio.

Esso riconnette così il principio vitale a quell’energia modello che un corpo sano conosce e integra costantemente. Questa ritrovata riconnessione è un vero e proprio nuovo inizio.

Si “dialoga” con l’inconscio corporeo del ricevente che sa la verità , per farla emergere in libertà, solo quando il conscio è pronto a recepirlo

si dialoga con il corpo dell’altro attraverso il cuore, le mani, i suoni, l’energia reiki, per rinnovare lo spazio originario del Sè, con il respiro, il movimento, l’accarezzamento, l’emozione, l’informazione…il tutto nella direzione della Vita, nella direzione di una ritrovata integrità.

Occorre quindi che il “massaggiatore”, prima di entrare in contatto con un “CORPO-TEMPIO” e le sue memorie, purifichi la sua mente affinchè sia neutra e meditativa …

… ed il ricevente sia posto in uno stato di Yoga Nidra affinche sia il più rilassato e ricettivo possibile “entrando in onde cerebrali alpha-theta”, permettendo così alla sua Anima di compiere con il massaggio che riceverà, i suoni ed i mantra, le silenziose ma efficaci trasmutazioni che le sono necessarie.

Il massaggio-messaggio non è un'”invasione” dello spazio altrui, il ricevente non è passivo ma compartecipativo poichè ora può sperimentare l’apertura di un abbandono consapevole.

E’ l’inizio della cura.

Occorre agire delicatamente, secondo i ritmi che sono propri per ognuno. E secondo le diverse sensibilità.

Il “massaggiatore” ed il ricevente, entrando in sintonia fra di loro con l’aiuto dell’Energia Universale che scorre sotto le sue mani, e sul di lui corpo,

attraverso i suoni che permeeranno entrambi, lasceranno che le informazioni giungano alla loro coscienza, risvegliando nelle celluleLUCE-mente-cuore, una nuova consapevolezza e permettendo ad entrambi il ritorno all’unicità e all’integrità.

La cura è reciproca.

Se si dona si riceve.

Questa era la “nota dolente ” dei primi massaggiatori che si affaticavano troppo pensando che la via era univoca.

Essi si affaticavano troppo perchè non erano supportati dal flusso continuo ed armonioso dell’Energia Universale che permette di essere canali “inesauribili” e protetti.

E senza questa energia che armonizza e coccola, anche il ricevente poteva provare sensazioni di sgradevolezza sotto le mani di una persona spesso stanca e inconsapevole.

I nostri organi, legati all’Energia dei chakra, le ruote vediche di entrata dell’energia, risuonano secondo determinate note.

Questo lo avevano già compreso gli sciamani che massaggiando i corpi malati salmodiavano suoni o canti che risvegliavano e ripristinavano l’integrità delle cellule.

Lo sciamano amazzonico Don Alberto, ci ha insegnato che là dove sul corpo vi sono state violenze, tagli, interventi, occorre prima “richiudere energeticamente” l’AURA, associando all’Energia delle mani, suoni e preghiere, se si vuole ottenere “una guarigione”

Quindi il massaggio sarà più efficace e piacevole poichè anche il ricordo emotivo,che nell’Aura è fortissimo, sarà lenito.

Il pensiero influenza il nostro DNA e ogni cellula del nostro corpo e tutti i nostri corpi ne compartecipano!

Liberando il corpo da ricordi spiacevoli, la mente-corpo si libererà dalle false credenze che creavano blocchi e resistenze

Nel massaggio-messaggio sarà l’Energia Universale,la mente consapevole e l’apertura del cuore a guidare le mani del “massaggiatore”in un accarezzamento risvegliante o rilassante a seconda delle necessità del ricevente.

I sensori corporei che reagiscono agli stimoli sono tutti attivati ed il corpo può entrare in un unico spazio di piacevolezza che permetterà alla mente di riconvertire i ricordi e le credenze errate in nuovi inaspettati potenziali che l’anima della persona potrà poi, se vuole, sviluppare e perfezionare nella sua vita.

Anche il corpo fisico potrà ritrovare una nuova integrità.

Per raggiungere tale fine, la purezza di cuore è d’obbligo da entrambe le parti .

(Secondi fini non sono tollerati poichè vorrebbe significare che la persona non è ancora pronta per questo percorso e che in questo caso, andrebbe sospeso).

Il massaggiatore diventerà un operatore olistico ottenendo una maggiore elevazione sensoriale e spirituale.

Il cambiamento sarà condiviso con soddisfazione di entrambi: siamo un tutt’UNO!

L’elevazione spirituale, contrariamente a quanto si pensa, nasce dalla base: Il corpo è il tempio dello Spirito!

I Maestri ce lo insegnano.

Il Massaggio-messaggio spiritualizza il corpo; vuole cioè ridonargli grazia, dignità e sacralità.

Vuole rioffrirgli la piacevolezza di un tocco avvolgente, protettivo, dolce…forse dimenticato…forse mai avuto.

Non esiste un corpo brutto basta averne cura; esiste la particolarità, l’unicità.

Il massaggio-messaggio tende a restituirci la capacità di amare e di esprimerci liberamente anche attraverso il CORPO FISICO, questo involucro di luce condensata che è comunque a contatto con la luce del SE’ superiore.

Con consapevolezza, gioia e spirito d’avventura, cioè d’intuizione, intraprendiamo questo percorso.

I Bija, i mantram, le vocali musicalizzate, i suoni di strumenti ancestrali possono accompagnare questo percorso che diventa unico nel suo genere.

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UN MASSAGGIO, IN GENERALE, HA QUESTI EFFETTI:

meccanici: si hanno direttamente sulla cute, sui muscoli, sul tessuto connettivale e sui vasi venosi e linfatici, favoriscono il ricambio delle cellule superficiali dello strato corneo, drenano le tossine linfatiche e migliorano la circolazione locale e generale

riflessi : vengono stimolate le fibre sensitive che si trovano nel tessuto sottocutaneo e si ha un miglioramento del trofismo muscolare, liberazione di endorfine a livello centrale, stimolazione parasimpatica, drenaggio tossinico negli organi connessi in via reflessologica

psicologici: il rapporto di fiducia ed empatia che si instaura fra RICEVENTE E DONATORE infonde una sensazione di pace e benessere, in cui il ricevente può rilassarsi e ad abbandonare gradualmente gli schemi di pensiero “ancorati” alle tensioni corporee, inoltre il massaggio aiuta ad acquisire consapevolezza di sé e della propria corporeità

energetici : la liberazione delle tensioni connettivali e muscolari favorisce il corretto flusso dell’energia vitale nei meridiani e nelle nadi.

spirituali : il soffio divino entra nella materia

 

Il nostro massaggio fa parte delle terapie “a tocco lieve o a farfalla”

livello di stimolo soglia (VEDI FONDO PAGINA):

Anche la filosofia quantistica ha rilevato l’importanza essenziale dei piccoli stimoli, piuttosto che degli stimoli grandi, per rafforzare la capacità di autoregolazione e autoriparazione dell’organismo vivente.
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Vedesi la tecnica del massaggio dolce di Eva Reich e alcuni approcci nati nell’ambito dell’osteopatia.
Emerge il ruolo preminente giocato da quella variabile fisica chiamata “fase”, che nel frasario dei fisici corrisponde al ritmo di oscillazione, rispetto allo scambio di energia, generalmente ritenuto l’elemento fondamentale della dinamica del vivente.

La relazione tra lo stimolo ricevuto da un organismo vivente e la conseguente risposta è un elemento fondamentale per comprendere la dinamica di un organismo umano

Crediamo fermamente nel tocco leggero, quasi accarezzato, che contribuisce grandemente alla riorganizzazione di un organismo,

stimoli lievissimi, come ad esempio la terapia del tocco a farfalla elaborata negli ultimi cinquant’anni da Eva Reich, alla quale la nostra “arte-tecnica si ispira”

Verso la metà dell’ottocento la fisiologia classica fu in grado di stabilire una relazione universale, valida per tutte le specie viventi, sia animali che vegetali, tra stimolo e risposta.

Si tratta della legge di Weber e Fechner la quale stabilisce la proporzionalità della risposta, non allo stimolo ma al logaritmo dello stimolo.
Esempio se il mio braccio è colpito da una martellata reagisco con un pugno.
L’entità della risposta cresce molto più lentamente dell’entità dello stimolo, cosa molto utile per la protezione dell’organismo da stimoli troppo grandi.

Ma è sorprendente il risultato dell’esame di ciò che accade quando lo stimolo è più piccolo dello stimolo soglia , per il quale si ha risposta nulla.
Quando lo stimolo è minore dello stimolo soglia, l’entità della risposta cresce al diminuire dello “Stimolo base”, ma acquista il segno negativo,
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cioè è una risposta non rivolta verso l’esterno, ma verso l’interno;
in semplici parole,l’organismo agisce su se stesso, si ristruttura, si riorganizza, tanto più è minore l’entità dello stimolo.
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Ecco la base razionale per la formulazione del principio del minimo stimolo:
quanto minore è lo stimolo, tanto maggiore è la potenzialità dell’organismo di riformarsi e riorganizzarsi, ciò che è appunto il fine della nostra terapia

IL PERCORSO BASE

comprende:

-L’ARTE DI CURA CON LE MANI:

SEMINARIO DI REIKI 1° e 2° LIVELLO

(durante il primo week-end sarà data l’iniziazione al 1° livello + un’altra giornata, dopo 2 mesi, per il secondo livello)

Da sempre siamo stati restii a riunire due discipline nello stesso corso e non lo abbiamo mai fatto, ma per quanto riguarda IL MASSAGGIO abbiamo sempre sostenuto l’importanza, anzi l’indispensabilità di avere sotto mano la canalizzazione di una energia universale per non doversi sentire “scarichi, stanchi, assorbitori” quando pratichiamo.

Reiki è un ottimo “antidoto”.

-Questo ci permetterà di massaggiare le persone essendo canali energetici “inesauribili e protetti ” (il ricevente quindi si caricherà di energia universale)

-darà piacevolezza e consapevolezza al nostro tocco

– Renderà noi stessi più armoniosi e intuitivi

ed i riceventi più energizzati e curati

ed entrambi più sostenuti psicologicamente e mentalmente

-la cura sarà più potente e “spirituale”.

 

– I SOFFI VITALI- LA RISONANZA ENERGETICA

– CENNI DI ANATOMIA ESOTERICA:

L’ipotalamo, il diencefalo,la ghiandola pituitaria, il nervo vago, il sangue e la circolazione cerebrale, i chakra e le ghiandole endocrine

Il Reikista e il massaggiatore potrà ; aiutarsi meglio attraverso un elementare studio dell’anatomia del corpo umano, E SPECIALMENTE dell’anatomia esoterica e di alcuni squilibri energetici ;e dovrà imparare a visualizzare: lo spazio della mente silenziosa avrà così più nozioni da utilizzare autonomamente.

– LE ONDE CEREBRALI- LE EMISSIONI ENERGETICHE DELLE MANI :

Tutti gli stadi della nostra coscienza sono dovuti all’incessante attività elettrochimica del cervello, che si manifesta attraverso “onde elettromagnetiche”: le onde cerebrali, appunto.
La frequenza di tali onde, calcolata in ‘cicli al secondò, o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attività in cui il cervello è impegnato e può essere misurata con apparecchi elettronici.
Gli scienziati suddividono comunemente le onde in “quattro bande”, che corrispondono a quattro fasce di frequenza e che riflettono le diverse “attività del cervello”. Esse sono: Le onde betha, alpha, theta, deltha e gamma.

Per il nostro lavoro interessano maggiormente le onde alpha e theta e per i trattamenti reiki e per il massaggio

LE ONDE CEREBRALI che si attivano durante questo massaggio: i ritmi betha, alpha, theta che interessano questa cura

Il cervello del Reikista o del massaggiatore di questo tipo, da un ritmo di onde betha, quando tratta le persone, va in onde alpha e theta

Le Onde Alpha hanno una frequenza che varia da 8 a 14 Hz e sono associate a uno stato di coscienza vigile, ma rilassata.
La mente, calma e ricettiva, è concentrata sulla soluzione di problemi esterni, o sul raggiungimento di uno stato meditativo leggero.
Le onde alfa dominano nei momenti introspettivi, o in quelli in cui più acuta è la concentrazione per raggiungere un obiettivo preciso.
Sono tipiche, per esempio, dell’attività cerebrale di chi è impegnato in una seduta di meditazione, di yoga o durante una seduta di reiki o di massaggio-messaggio ed hanno un potere rilassante e analgesico e” ricostruttivo”

La stato ALPHA è connesso ad un maggior rilassamento muscolare, ad una migliore circolazione capillare, ad una buona stimolazione dell’apparato digerente,
al “superamento” di problemi psichici e ad una migliore memorizzazione

In alcuni trattamenti del 2° livello di Reiki o di massaggio-messaggio, &quo t;la coscienza va in ONDE THETA, nello “spazio Sacro” e può quindi congiungersi al Supremo SE’ con la Sovracoscienza e curare così problemi psicologici che vanno ad alterare anche il piano fisico.
Le onde Theta hanno una frequenza tra i 4 ed i 7/8 Hz e sono proprie della mente impegnata in attività di immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa.
Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda, il sogno ad occhi aperti, la fase REM del sonno (cioè, quando si sogna).
Nelle attività di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacità immaginativa radicata nel profondo.
Genericamente vengono associate alla creatività e alle attitudini artistiche e nel nostro caso nei trattamenti “mentali” o a destanza del Reikista o di questo tipo di massaggiatore.

Studi scientifici dimostrano che le onde theta possono: alleviare lo stress e promuovere una duratura diminuzione dell’ansia ; facilitano un profondo relax fisico e portano ad una buona chiarezza mentale; aumentano la capacità verbale e le capacità cognitive; sincronizzano entrambi gli emisferi del cervello; facilitano la visualizzazione, il pensiero creativo, riducono il dolore, promuovono l’euforia e stimolano il rilascio di endorfine.

L’onda cerebrale theta è molto attiva nei bambini , negli adulti tende a spegnersi.
Si riattiva, in parte con la meditazione, con l’ipnosi, nelle trance, e in alcuni trattamenti del 2° livello di REIKI e nel masaggio-messaggio
E’ il responsabile dei fenomeni di telepatia, di visualizzazione profonda detta anche “visione”.

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Dalle mani di un Reikista-massaggiatore ve ngono emesse due tipi di frequenze elettromagnetiche.

Le prime riguardano le alte frequenze biofotoniche nel campo degli infrarossi che provengono direttamente dalle mani dei terapisti

le seconde che si possono chiamare “simil-alpha” sono onde a bassa frequenza che partono dal cervello del reikista

L’energia all’infrarosso è l’onda portante delle frequenze che provengono dal cervello, le onde alpha, che trasportano l’informazione dell’equilibrio. Sono rilassanti e antidolorifiche.

Il messaggio inviato al ricevente è coerente, lento, e a bassa frequenza.

In un tipo di energia viene veicolato il progetto da realizzare (l’informazione di riequilibrio-cura-“guarig ione”) e nell’ altra viene portata l’energia per realizzarlo.

Il progetto senza l’energia non sarebbe realizzato e l’energia senza lo scopo sarebbe solo ridondanza.

La coerenza dei treni d’onda pensiero, le cerebrofrequenze, sono di assoluta importanza per l’effettiva guarigione di una malattia.

LA SCIENZA CI VIENE IN AIUTO:

L’uomo è un’antenna che, come ogni antenna, riceve ed emette contemporaneamente e funziona come un corpo assorbente e accumulatore

In ogni cellula del corpo che è Tempio dello Spirito, vi è una memoria che viene trasmessa influenzando le altre che sono interconnesse.

Ciascun organo emette su una frequenza o lunghezza d’onda propria.
– Tutte le sue cellule funzionano in base ad un modello elettromagnetico specifico basato sulla polarizzazione

Una cellula sana attira ciò di cui ha bisogno per osmosi elettromagnetica e respinge ciò che le nuoce.
Un disturbo della polarizzazione è causa di malattia e dolore.

La trasmissione elettromagnetica cerebrale del “Massaggiatore-R eikista” stimola per Biorisonanza l’attività cellulare cerebro-organica del ricevente nelle stesse frequenze.

L’attività elettromagnetica del DNA – RNA dei neuroni cerebrali delle cellule alterate del ricevente viene riattivata dal Reikista con un’azione di Biorisonanza trasmessa per induzione.
La rigenerazione cellulare ottenuta si può finalmente documentare grazie ad apparecchi -sensori di nuova generazione.
Fino a qualche mese fa si credeva che il cervello fosse solo una “massa pensante” e che le “guarigioni” fossero dovute ad un effetto placebo o ad un’azione suggestiva provocata dal Reikista che trasmetteva “calore” dalle sue mani. (leggi fondo pagina)

– LA MEMORIA CELLULARE-

– I CHAKRA VEDICI

-L’AURA

I livelli di consapevolezza sono determinati dall’identificazione dell’anima con i nostri centri vitali detti anche chakra o ruote energetiche.

Essi sono manifestazioni astrali della forza della vita ed essa fluisce attraverso di loro per regolare i processi interni.

Questa stessa identificazione influenza i poteri di percezione e funzionalità.

La parola chakra significa in sanscrito cerchio o ruota ed appare per la prima volta nei testi Vedici dell’India preistorica.

Ad ogni chakra corrispondono vari organi che sono stimolati dai propri BIJA o SUONI DI POTERE. (VEDI IN FONDO)

Gli organi sono formati da cellule, le cellule del nostro corpo hanno anche un metabolismo sottile, che comporta due diverse attività:
a) l’attività energetica vera e propria, che consiste in due meccanismi diversi:
le cellule trasformano l’energia densa in eccesso in energia sottile, che poi eliminano sotto forma di energia “congesta”,
le cellule trasformano l’energia sottile data dal Reiki, dal massaggio e dal Suono in vitalità o bioenergia.
Questo corpo energetico guida e controlla le cellule, i tessuti, gli organi, le funzioni di cellule, organi e tessuti.
b) l’attività informazionale: le cellule conservano, eseguono,accolgono e trasmettono informazioni per via sottile.

Il corpo energetico è in grado di modificare, sotto l’influsso DELL’APERTURA DEL CHAKRA DEL CUORE, dell’energia Reiki, del massaggio e del Suono, il nostro stato di coscienza.
-IL “LAVORO” SULL’AURA

L’Aura è quel campo elettromagnetico che circonda il corpo umano, animale, vegetale, minerale… anche gli oggetti…

L’Aura dà molteplici indicazioni sull’individuo e vibra di molti colori.

Il colore sembra essere una caratteristica vibrazionale della materia e la nostra anima sembra rifletterlo nel mondo tridimensionale attraverso modelli atomici.

Noi siamo dei modelli e proiettiamo colori per chi può vederli.

Il colore è luce e la luce è la manifestazione della creazione.

I colori sono vibrazioni di forze spirituali.

La prima Aura attorno al corpo Fisico è quella eterica ed è il nostro involucro protettivo. E’ su questa che andremo a “lavorare”

La seconda è quella astrale o emotiva ed è formata dalle nostre emozioni.

La terza Aura è quella mentale ed è formata dai nostri pensieri.

I colori delle aure astrali e causali (mentale) sono soggettivi, ognuno ha il suo.

Se si è in armonia i colori saranno chiari e stabili.

suoni taoisti di guarigione spaziosacro.it

I Suoni , LO YOGA NADA, il puro intento influenzano il nostro DNA e le nostre cellule

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-NADA YOGA: LO YOGA DEL SUONO

Il Nada Yoga, lo yoga del suono, è un aspetto dello yoga che utilizza il suono, i mantra e la musica al fine di raggiungere la meta dello yoga: l’integrazione della personalità, la ri-connessione con il Divino…. per la guarigione olistica
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Le origini: Nelle Upanishad, letteratura vedica immediatamente posteriore ai Veda, si trovano molti riferimenti al suono primordiale: OM (AUM). OM è anche detto Nada Brahma, cioè suono creatore.Nella tradizione musicale indiana le melodie (Raga) e i cicli ritmici (Tala) possono provocare svariati tipi di emozioni, reazioni fisiologiche, agire sui fenomeni atmosferici, sono inoltre indicate in determinate stagioni o in differenti periodi del giorno o della notte.In India esiste tutto l’impianto teorico musicale, codificato da secoli, riguardante l’uso dei suoni, melodie e ritmi collegati a stagioni, orari, stati fisici e psichici e a tutte le circostanze della vita dell’uomo e della Natura “I Veda sono per definizione Ascolto. Il loro nome tecnico è Shruti che vuol dire: ciò che si ascolta. Il Veda quindi si ascolta, non si legge, lo si apprende ascoltando. Le Upanishad, che sono il corpo filosofico dei Veda, sono ciò che si ascolta ai piedi del Maestro. L’ascolto ha sicuramente un ruolo di primo piano. Il luogo è l’Atman, il Sé, per dirla in termini junghiani.

Le Upanishad dicono che l’orecchio non ascolta, come l’occhio non vede e come la pelle non sente. E’ il Sé ad esserne testimone. Il luogo dell’ascolto è sicuramente il Sé

Il suono e la cura anche sul corpo fisico (leggi sotto):

Per comprendere lo Yoga del suono, è necessaria una pratica personale attenta e una raffinata sensibilità d’ascolto, non solo uditivo; come è stato già detto, bisogna sentire il corpo e sentire come il suono si sposta nel corpo, i punti risonanti, gli ostacoli, le oscillazioni di frequenza e tutte le sfumature che possono schiudersi ad un’attenzione aperta e presente. Lo scopo è di permettere all’energia di trasformarsi secondo il proprio percorso naturale, che passa attraverso tutti gli stati emotivi necessari prima di essere convertita in una pace di ordine più elevato, di natura spirituale e di vibrazione più sottile.

E’ importante educare anche il nostro ricevente ad ascoltare ….col cuore…..

Il professor Ferrini, eminente studioso, definisce così l’ascolto:

“L’ascolto attiene a vari stati di coscienza. Esistono diversi modi di ascoltare. L’ascolto è una modalità dell’essere. Quando noi vogliamo che qualcosa entri profondamente dentro e ci pervada, ascoltiamo in un modo. Quando invece cerchiamo solo un’informazione banale, di limitata utilità, ascoltiamo superficialmente. Se vogliamo cogliere un insegnamento profondo, una verità sulla quale siamo pronti a strutturare la nostra vita, per dare un senso alla nostra esistenza, allora ascoltiamo con differente attitudine. L’ascolto dunque ha varie profondità che corrispondono all’interesse che ci anima. Quando l’interesse è alto, sicuramente l’ascolto è molto profondo.

Purtroppo vediamo che la gente ha perduto non solo l’arte dell’ascolto, ma anche l’opportunità di essere educata ad ascoltare.

La preghiera è ascolto, la meditazione è ascolto, più meditiamo in profondità, più ascoltiamo i nostri bisogni veri che sono quelli spirituali, ontologici…curativi….

La “nostra” personale melodia , la nostra nota che ci fa stare bene”…..

Ad ognuno dei sette chakra corrisponde un tipo di musica. Così se una melodia ci piace significa che quel chakra ha bisogno di quella musica, se invece ci infastidisce vuol dire che ci sono problemi. Cercheremo di comprendere qual’è quella del nostro ricevente…..

 

-ALCUNI MANTRAM DI GUARIGIONE

-ALCUNI BIJA DI GUARIGIONE

-MANTRA CHE RIEQUILIBRANO L’ENERGIA DEI CHAKRA E QUINDI DEGLI ORGANI AD ESSI CORRELATI

il Mantra Gayatri che rafforza Muladhara
-Il Mantra di Mira per infondere gioia nella propria vita

-il Mantra di Protezione

-Il Mantra della guarigione e della purificazione

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– L’ARTE DEL MASSAGGIO “SPIRITUALE”: MASSAGGIO “a tocco lieve” livello di stimolo soglia:

Lo scambio energetico e “amorevole” tra “donatore e ricevente”. Sperimenteremo insieme sia gli aspetti più tecnici relativi alle posture, alla qualità del tocco, al tono della voce, alla risonanza dei suoni sui corpi…. ma anche le sensazioni, gli atteggiamenti, i sentimenti che si disveleranno piano piano

-ESPERIENZE PRATICHE DEL MASSAGGIO-MESSAGGIO.

Ogni parte del corpo verrà accudita, accarezzata, massaggiata, picchiettata,rilassata o risvegliata anche da suoni che aiuteranno magnificamente nel lavoro di sblocco, rilassamento consapevolezza, “guarigione”

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– SOSTENERE E CONDIVIDERE L’ESPERIENZA

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Rigenera il tuo DNA ed evolvi la tua coscienza
Utilizzando determinate frequenze in un ambiente silenzioso si possono effettuare sedute di meditazione, training autogeno, E.F.T e REIKI e altre tecniche di ricerca interiore. Ad esempio un suono con frequenza a 528 Hz, può essere utilizzato prima di andare a dormire per ri-armonizzarsi o anche per cancellare le “basse frequenze” derivanti da pessime situazioni vissute o emozioni provate. Queste frequenze possono riparare e riprogrammare il nostro DNA.
Esistono frequenze sonore vitali, circa 6, che hanno un potere straordinario e benefico sulla fisiologia umana.
Queste sono:
396 HZ – Liberi dal senso di colpa e ansia
417 HZ – Cambiamento, lasciare andare il passato
528 HZ – Riparazione e armonizzazione DNA
639 HZ – Apertura e connessione nei rapporti umani
741 HZ – Stimolare il risveglio interiore
852 HZ – Ritorno all’ordine spirituale
In queste 6 frequenze (Do 396 HZ, Re 417 HZ, Mi 528 HZ, Fa 639 HZ, SOL 741 HZ, LA 852 HZ) la proporzione che ne deriva crea ottave superiori corrispondenti alla geometria sacra del Codice da Vinci.
È l’inizio di una nuova scienza, la Cimatica, che studia le onde e i suoni che creano forme geometriche armoniose.
I suoni e la luce saranno gli strumenti delle medicina del futuro….
Nikola Tesla diceva che i tre numeri principali che costituiscono l’universo sono 3,6,9. – La frequenza 528 Hz (5+2+8=15 1+5 =6) è definita la frequenza ‘Miracolo’ ed è la stessa delle eliche del DNA…
– Nei canti Gregoriani, queste frequenze basiche sono espresse continuamente e ripetutamente. Da questo deriva il senso di armonia e di beatitudine.
– Un istituto giapponse (I.H.M Research Institute), ha condotto una ricerca su queste frequenze vitali, fotografando a -25 gradi i cristalli dalla geometria perfetta che ne derivava. La tecnica è quella di Masaru Emoto.
– Altre ricerche con la kinesiologia sui chakra ha dimostrato il potenziamento della forza vitale in presenza di tale frequenze.
– Tutti i pezzi di musica classica composte da Ottave superiori posseggono alcune di queste frequenze specifiche.
– Nel padiglione auricolare è presente la proporzione del Codice da Vinci.
– I suoni che posseggono queste frequenze hanno un potere straordinario sulla fisiologia umana grazie appunto alla forma che accoglie informazioni coerenti alle leggi della creazione universale.
Il corpo umano è composto di sostanza genetica ed è dotato di un trasmettitore e un ricevitore estremamente evoluto di frequenze. Durante sperimentazioni scientifiche, si è osservato che inserendo il DNA in un contenitore particolare di elettroni, questi ultimi si dispongono creando una struttura uguale al DNA. Se si rimuove il DNA, gli elettroni ritornano ad occupare le precedenti posizioni. Questa è la prova certa che il patrimonio genetico dell’essere umano interagisce di continuo con l’energia circostante; siamo noi, le nostre condizioni emotive, a influenzare il mondo di continuo.
Dentro un essere umano ci sono delle microantenne, conosciute con il nome di amminoacidi, connesse e collegate con il DNA. Inoltre, esistono 64 codici genetici, fatti per inviare o ricevere frequenze più elevate collegando ogni persona ad una coscienza più elevata. Le ultime ricerche scientifiche dicono che solo 20 di queste antenne sono funzionanti, mentre le rimanenti 44 rimangono “spente”. 20 antenne sono insufficienti a collegare un essere umano con le frequenze più elevate. Ne deriva che ogni essere umano usa solo una piccola parte del proprio potere cerebrale.
Le nostre emozioni hanno una funzione determinante sull’attivazione di queste microantenne, come dimostrato da Bruce Lipton nel libro La biologia delle credenze. Una situazione di paura che deriva da tutte le nostre emozioni a bassa frequenza, può attivare solo alcune di queste “antenne” perché produce una lunghezza d’onda lunga e lentissima.
Invece l’amore, espressione di tutte le nostre emozioni di elevata qualità spirituale, riesce ad attivare un numero elevato di “antenne Effettori’ perché genera una lunghezza d’onda veloce e corta.
LE FREQUENZE POSSONO INFLUENZARE E RIPROGRAMMARE IL DNA
Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l’intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l’auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l’influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e riprogrammato dalle parole e dalle frequenze SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.
Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine. Questo sub-complesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L’altro 90% è considerato “DNA rottame”. Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un’esplorazione di quel 90% di “DNA rottame”. I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie !
Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione.
I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente nell’apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base. Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente.
Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento. La linea finale è stata: “I cromosomi vivi funzionano come computer “solitonici/olografici&r dquo; usando la radiazione laser del DNA endogeno”.
Questo significa che hanno fatto in modo di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in questo modo, l’informazione genetica stessa.
Siccome la struttura base delle coppie alcaline del DNA e del linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione del DNA. Uno semplicemente può usare parole e preghiere del linguaggio umano !
Questo è stato anche provato sperimentalmente.
La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate. Infine questo spiega scientificamente perché le affermazioni, l’educazione autogena, l’ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. È del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici.
Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajeva ha avuto successo nel provare che con questo metodo si possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi X. Sono anche riusciti a catturare modelli di informazione di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro, riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo i modelli di informazione del DNA !
In quel modo, l’informazione completa è stata trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che si manifestano quando si fa l’ablazione e si reintroducono geni individuali del DNA ! Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione incredibili, che trasformerà il mondo !
Tutto ciò applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio al posto dell’arcaico processo d’ablazione ! Questo esperimento punta all’immenso potere della genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza, sulla formazione degli organismi, che i processi biochimici delle sequenze alcaline.  

I maestri esoterici e spirituali sanno da millenni che il nostro corpo si può programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente. Certamente la frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve il fatto che non tutti hanno lo stesso risultato o possano farlo sempre con la stessa forza.
La persona deve lavorare con i processi interni e la maturità per poter stabilire una comunicazione cosciente con il DNA. I ricercatori russi lavorano con un metodo che non dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE, sempre e quando venga usata la giusta frequenza. 

 

IL DNA si ripara con “sentimenti”
di Gregg Braden

il potere delle preghiere

 

Riguarda il nostro massaggio:

Il principio del minimo stimolo

Da molto tempo la pratica clinica , sia medica che psicologica, ha rilevato l’importanza essenziale dei piccoli stimoli, piuttosto che degli stimoli grandi, per rafforzare la capacità di autoregolazione e autoriparazione dell’organismo vivente. In questo scritto esaminiamo in particolare la tecnica del massaggio dolce di Eva Reich e alcuni approcci nati nell’ambito dell’osteopatia. Emerge da questo esame il ruolo preminente giocato da quella variabile fisica chiamata “fase”, che nel gergo dei fisici corrisponde al ritmo di oscillazione, rispetto allo scambio di energia, generalmente ritenuto l’elemento fondamentale della dinamica del vivente. Le conseguenze profonde di questo cambiamento di punto di vista sono discusse alla luce dei principi della fisica quantistica.

Introduzione

La relazione tra lo stimolo ricevuto da un organismo vivente e la conseguente risposta è un elemento fondamentale per la comprensione della dinamica profonda di un organismo. Le terapie convenzionali, sia mediche che psicologiche, si fondano, anche se in modo non sempre consapevole, sull’opinione che la risposta di un organismo vivente sia proporzionale allo stimolo ricevuto. Questo fatto è visibile ad esempio nella attitudine della medicina convenzionale a proposito dell’azione dei campi elettromagnetici sugli organismi viventi. Questa azione è considerata trascurabile poiché l’intensità di questi campi è comunemente al di sotto di certi livelli minimi. Allo stesso modo perché gli psicologi comportamentisti trascurano l’importanza dei sentimenti sottili? In un notevole numero di approcci al lavoro sul corpo esiste la prassi di, come si suole dire, “darci dentro”, cioè di costringere il corpo, in particolare il suo apparato muscolare, ad un duro lavoro, considerato “conditio sine qua non” per ottenere un risultato.

Esistono, al contrario, nella storia delle terapie, importanti tendenze che attribuiscono un ruolo decisivo, per la riorganizzazione di un organismo, a stimoli lievissimi, laddove stimoli molto maggiori hanno un’importanza minore o nulla. Citiamo ad esempio la terapia del tocco a farfalla elaborata negli ultimi cinquant’anni da Eva Reich[1]e la così detta biodinamica nata alla fine dell’ottocento dalla intuizione dei medici Still [2], Sutherland[3]e Rollin Becker[4].

Nonostante l’apparenza “eretica” di queste tendenze esse si trovano molto più in accordo con i pilastri della fisiologia classica di quanto non siano le tendenze più diffuse della psicologia e medicina convenzionale. In effetti intorno alla metà dell’ottocento la fisiologia classica fu in grado di stabilire una relazione universale, valida per tutte le specie viventi, sia animali che vegetali, tra stimolo e risposta. Si tratta della legge di Weber e Fechner[5] la quale stabilisce la proporzionalità della risposta, non allo stimolo ma al logaritmo dello stimolo. Per aiutare il lettore non esperto di matematica, riportiamo in figura 1 il grafico della funzione log S/So. Chiamiando R l’entità della risposta, S l’entità dello stimolo e C una costante di proporzionalità si ha R=C logS/So dove So è un valore particolare dello stimolo per cui la risposta è nulla.

Il grafico riportato in figura 1 ci mostra che quando S è maggiore di So la risposta è positiva, cioè rivolta verso l’esterno: se il mio ginocchio è colpito da una martellata reagisco con un calcio. L’entità della risposta cresce molto più lentamente dell’entità dello stimolo, cosa molto utile per la protezione dell’organismo da stimoli troppo grandi. Tuttavia è stupefacente il risultato dell’esame di ciò che accade quando lo stimolo S è più piccolo dello stimolo soglia So, per il quale si ha risposta nulla. Quando lo stimolo è minore di So l’entità della risposta cresce al diminuire di S, ma acquista il segno negativo, cioè è una risposta non rivolta verso l’esterno, ma verso l’interno; in altre parole l’organismo agisce su se stesso, si ristruttura, si riorganizza, tanto più quanto minore è l’entità dello stimolo. Ecco dunque una base razionale per la formulazione del principio del minimo stimolo: quanto minore è lo stimolo tanto maggiore è la potenzialità dell’organismo di riformarsi e riorganizzarsi, ciò che è appunto il fine di ogni terapia. Naturalmente il tipo di riorganizzazione dipende dalla natura dello stimolo, cosa che va indagata caso per caso e costituisce lo scopo di questo articolo, che è organizzato nel modo seguente.

Nella sez.2 discuteremo come il principio del minimo stimolo sia emerso all’interno del filo di pensiero iniziato da Wilhelm Reich e continuato da sua figlia Eva. Nella sez. 3 faremo cenno ad altri approcci incluso il metodo biodinamico [6] fondato anche esso sul principio del minimo stimolo. Nella sez. 4 daremo le grandi linee di un approccio alla biologia fondato sulla fisica quantistica capace di fornire una base razionale a questi concetti mentre nella sez. 5 trarremo alcune conclusioni.

L’approccio psicodinamico: Wilhelm e Eva Reich.

L’inizio del ‘900 vede una grande rivoluzione scientifica iniziata con il lavoro di Sigmund Freud, in cui si cerca di comprendere le leggi dell’inconscio profondo, cioè di quell’ambito oscuro dell’organismo chiamato da Freud Es che da origine alle pulsioni, alle emozioni, ai sogni e che costituisce una struttura permanente, il carattere, che governa l’insieme dei comportamenti di un soggetto [7], [8]. Da dove emerge l’inconscio di un individuo e la sua personalità? Convinto dell’intrinseca unitarietà della realtà, Freud pensava , con ottime ragioni, che l’Es dovesse emergere in ultima analisi dal mondo degli atomi e delle molecole, usualmente riservato alla competenza dei fisici. Tuttavia Freud pensava con ottime ragioni che la fisica del suo tempo fosse incapace di comprendere l’emergenza della sfera emotiva dalla struttura molecolare del corpo.

Ogni incursione di questa fisica inadeguata del suo tempo all’interno della nascente scienza psicodinamica avrebbe comportato la soppressione delle intuizioni più profonde e geniali della rivoluzione in corso a vantaggio di un becero comportamentismo meccanicista. Il problema non era infatti quello di giustificare le scoperte della nuova psicodinamica con una scienza fisica vista come una sacra scrittura incapace di progresso. Il problema era invece l’opposto: sarebbe venuto il giorno in cui la fisica sarebbe progredita fino al punto di essere in grado di comprendere il mondo della psicodinamica? Non quindi il mondo della psicodinamica sarebbe dovuto andare a lezione dai fisici ma piuttosto i fisici avrebbero dovuto apprendere dalla rivoluzione nata con Freud dove erano i limiti della propria comprensione presente del reale che impedivano di comprendere come la materia a un certo grado del suo sviluppo facesse emergere una psiche.

Freud era profondamente ancorato al mondo accademico per cui si rifiutò di affrontare questa impresa, troppo al di sopra delle possibilità della sua epoca e, nonostante i suoi dialoghi con Einstein sulla natura della guerra [9] , consigliò ai suoi seguaci di ignorare la fisica. La saggezza di questo consiglio può essere meglio compresa se si considera il destino di quelle correnti di psicologia o terapia non convenzionale che, alla ricerca di un riconoscimento accademico e/o istituzionale, hanno “cercato il dialogo” con la scienza fisica, chimica e biologica convenzionale fondata, come vedremo nella sezione 4, su una visione della materia come mero aggregato di atomi indipendenti. In questi casi gli indirizzi terapeutici che erano nati da intuizioni relative al funzionamento olistico degli individui, cioè non riconducibili ad un insieme di eventi molecolari indipendenti, non hanno visto riconosciute dalla scienza convenzionale la loro originalità e fecondità e hanno dovuto accontentarsi di un ruolo subalterno come ausiliari del mondo istituzionale, diventando medicine complementari della medicina istituzionale, riconosciuta come l’unica proprietaria della verità: extra institutionem nulla salus.

Seguendo questa strada di subordinazione il potenziale creativo della rivoluzione psicodinamica sarebbe sparito completamente, seguendo il percorso di altre rivoluzioni del ‘900.Questo era appunto il giusto timore di Freud .

Per fortuna esiste nel mondo anche chi non si sottrae a compiti superiori alle proprie forze e così facendo “dischiude all’avvenir novella via”. Vi fu un fisico teorico, Wolfgang Pauli, uno dei fondatori della moderna fisica quantistica, che accettò un dialogo alla pari con il mondo della psicodinamica, impersonato nel caso specifico da Carl Gustav Jung [10]. Come si dirà nella sezione 4 la fisica quantistica concepisce la realtà fisica non come un mero aggregato di atomi ma aggiunge ad essi una rete di relazioni non necessariamente localizzabili nello spazio e nel tempo il cui insieme costituisce il vuoto quantistico. Il vuoto è una base non separabile in entità localizzabili che interagisce con tutti gli oggetti localizzabili nello spazio e nel tempo. Esso consente un comportamento olistico della materia poiché può mettere in fase i movimenti di corpi separati, in accordo con l’affermazione di Blaise Pascal: “il tutto è superiore alla somma delle parti”.

Nel dialogo tra Pauli e Jung emersero alcune suggestioni che sono rimaste come semi di sviluppi futuri. Una prima suggestione è che il mondo della psiche, che non può incarnarsi in nessun particolare corpo materiale, possa invece essere l’insieme delle relazioni risonanti stabilite attraverso il vuoto quantistico tra le varie parti dell’organismo, assicurandone un comportamento unitario; la psiche diventa perciò il modo di essere della materia organismica.

Queste relazioni risonanti non richiedono un flusso di energia, quanto piuttosto, in accordo con l’intuizione di Prigogine [ 11], una concentrazione dell’energia interna già presente nell’organismo implicante una diminuzione della sua entropia. Il movimento dell’organismo non è quindi prevalentemente un movimento dall’esterno che richiede un consistente apporto di energia quanto piuttosto un movimento dall’interno fondato sulla riorganizzazione dell’energia interna e messo in moto da stimoli di tipo informativo. La base razionale del principio del minimo stimolo comincia perciò a delinearsi.

Su questo filo di pensiero è utile citare il lavoro di un pioniere pressoché sconosciuto, Ervin Bauer [12], biologo nato in Ungheria durante l’impero austroungarico, educato in Germania alla scuola vitalistica di Driesch [13] , emigrato nella Russia sovietica in quanto coinvolto nella Repubblica Sovietica ungherese del 1919 e infine sparito nelle prigioni staliniane nel 1937. Egli scrisse nel 1935 un trattato di biologia teorica, sparito con lui e ritrovato negli anni ’80 in cui cercava di definire le leggi di un organismo vivente e poneva come punto centrale proprio l’intuizione discussa in precedenza.

Una seconda e più profonda suggestione ha a che fare con la natura extratemporale del vuoto quantistico, capace di connettere eventi localizzati in luoghi e tempi diversi. Jung intuì che questo risultato della fisica quantistica desse luogo a una fenomenologia differente da quella basata su eventi localizzabili nello spazio e nel tempo legati dal principio di causalità [14]. In quest’altra dinamica invece si instaura un processo collettivo implicante eventi localizzati in luoghi e tempi diversi, che diventano perciò eventi sincronici. Si apre una prospettiva affascinante che consente di trovare una base razionale a molte intuizioni prodotte dal mondo della psicodinamica, dalla psicogenealogia di Anne Ancelin Schûtzenberger [15] alle costellazioni familiari di Bert Hellinger [16]. In tutte queste tendenze si osserva in modi diversi la “presenza”, a ll’interno della dinamica psichica di persone viventi qui e ora, di esperienze psichiche avvenute in epoche diverse. Discuteremo questo punto in esteso più avanti alla luce dei risultati della fisica quantistica.

Il tema delle basi fisiche della dinamica dell’Es fu ripreso con maggior vigore da Wilhelm Reich, il cui processo di comprensione attraversò tre fasi. In una prima fase che copre gli anni ’20 e gli inizi degli anni ’30, i cui esiti sono sintetizzati nell’opera “L’analisi del carattere” [17], egli si muove sul terreno tracciato da Freud, di cui era uno dei principali assistenti. In questa fase egli si concentrò sugli aspetti dinamici e funzionali delle strutture caratteriali, su come le strutture psichiche dessero luogo a corrispondenti strutture somatiche, il cui insieme veniva a costituire la “corazza caratteriale”. La correlazione tra strutture fisiche e psichiche divenne il centro dell’indagine reichiana e suggerì la strada alternativa di intervenire sulle strutture psichiche anche attraverso un intervento sulle strutture fisiche.

Questa prospettiva fu perseguita nel secondo periodo reichiano che copre gli anni ‘30 e che portò alla elaborazione della così detta vegeto terapia [18] . La vegetoterapia riconosce che l’organismo vivente è caratterizzato fondamentalmente da una “pulsazione” originata dal ritmo respiratorio dell’intero organismo. Questa pulsazione dà ad esso la sua unità e la sua armonia; il disturbo psichico corrispondente alla nevrosi nasce da una alterazione della pulsazione in cui la fase di inspirazione, che corrisponde al processo di carica energetica, assume un ruolo dominante rispetto alla fase espiratoria, che corrisponde alla scarica energetica, alla quale è associata la possibilità di provare piacere. In accordo con le concezioni di Freud la nevrosi è vista come conseguenza della soppressione del piacere, ma Reich va oltre poiché comincia ad indagare le modalità fisiche con cui questo processo avviene.

L’approfondimento della dinamica di questo processo segna il terzo periodo della ricerca reichiana che va dalla fine degli anni ’30 alla sua morte nel 1957. In questo periodo Reich cerca la base organica della pulsazione del vivente e la riconduce ad una particolare forma di energia da lui definita orgone [19], [20] . All’interno del pensiero di Reich resta ancora oscuro se l’orgone sia una forma di energia, da porre accanto alle altre, come l’energia gravitazionale e quella elettromagnetica oppure sia, come vedremo nella sezione 4, un modo di essere della energia di interazione elettromagnetica tra i componenti dell’organismo, quando questi riescono a sintonizzare le loro oscillazioni individuali. A parte questo problema Reich investigò in profondità la dinamica dell’orgone nell’organismo malato e in questo ambito fu capace di ricondurre la malattia fisica del cancro alla deformazione energetica prodotta dal blocco del principio del piacere [20].

Mentre la vegetoterapia era fondata sul tentativo di allentare la corazza caratterialeattraverso l’esecuzione di esercizi fisici implicanti lo scambio di significative quantità di energia ( questo approccio è stata la principale fonte di ispirazione della bioenergetica di Alexander Lowen [21) , nella fase dell’orgone comincia a farsi strada l’idea che l’oscillazione organismica possa essere un fenomeno di tipo risonante;in esso non è importante l’intensità dell’apporto energetico quanto invece la coincidenza tra la frequenza di oscillazione dello stimolo e la frequenza propria di oscillazione dell’organismo. Quando questa coincidenza si verifica, e si stabilisce conseguentemen te una relazione di risonanza, l’oscillazione propria dell’organismo si autoamplifica, diventa dominante rispetto alle oscillazioni spurie che ne perturbano la dinamica e alla fine le rimuovono.

Questo avviene tanto piu’ facilmente quanto più piccola è l’entità dello stimolo, al di sotto del limite a cui entrano in gioco i meccanismi di allarme dell’organismo che danno luogo alla comparsa dello stress e dei conseguenti blocchi energetici. Invece nel caso di forti stimoli, come quelli connessi con la pratica della vegetoterapia e della bioenergetica, esiste sempre la possibilità che scattino i meccanismi di allarme dell’organismo, si produca stress e nuovi blocchi energetici prendano il posto dei vecchi. Diventa quindi possibile che i processi energetici ipoteticamente “liberatori” che appaiono in queste pratiche possano essere soltanto modalità di difesa della corazza caratteriale di fronte agli stimoli. La scoperta del principio del minimo stimolo, dovuta principalmente ad Eva Reich, figlia di Wilhelm, segna perciò un salto in avanti fondamentale nella psicodinamica.

Il minimo stimolo nelle terapie corporee.

A partire dalla seconda metà dell’ ‘800 e fino ad oggi un gran numero di approcci terapeutici è nato e si è sviluppato al di fuori della medicina e psicoterapia convenzionali, istituzionali. Le terapie istituzionali si fondano sulla scoperta dei “sintomi”, cioè delle deviazioni sia fisiche che psichiche dell’organismo da uno “stato di sanità” definito sulla base della statistica degli organismi “presunti” no n malati , e sulla loro conseguente repressione mediante l’uso di appropriate sostanze chimiche (farmaci) oppure di appropriati interventi psicologici.

Gli approcci terapeutici alternativi, benché ; molto diversi tra di loro , convergono prevalentemente sul riconoscimento che l’organismo vivente abbia ricevuto dalla natura una capacità di autoriparazione, la cui entità dipende strettamente dalla possibilità dell’organismo di seguire il ritmo di una propria pulsazione naturale (in questo quadro l’approccio di Reich converge pienamente con quello di queste altre terapie).

L’organismo soffre e quindi “si ammala”, quando la capacità di autoriparazione è ostacolata da una qualche perturbazione che colpisce la pulsazione naturale e la sua capacità di adattarsi ai mutamenti richiesti dall’ambiente; la malattia è quindi sempre una difficoltà di dialogo tra l’organismo e il suo ambiente, cioè l’insieme di altri organismi e oggetti con cui esso è in relazione. Per superare questa difficoltà l’organismo viene messo in contatto con altre pulsazioni naturali presenti nell’ambiente. Queste sono scelte tra quelle che fanno normalmente parte del processo complesso che è alla base della formazione della pulsazione naturale di quell’organismo e che d’altra parte non appartengano al novero delle influenze disturbanti alla base del conflitto all’origine della patologia. In tal modo la pulsazione naturale riesce a ricostituirsi sulla base del rafforzamento delle sue parti sane . Le varie proposte terapeutiche differiscono tra loro per la scelta del particolare ritmo naturale da far intervenire in aiuto.

Si può adoperare ad esempio il ritmo musicale che l’organismo riconosce come ”bello” (musi coterapia). Il giudizio di bellezza è connesso con la sensazione di piacere interiore che l’organismo riceve dall’ascolto di quella musica. Questa sensazione di piacere è, in accordo con Reich, il segno che l’organismo è di nuovo mosso dalla sua pulsazione naturale e quindi la sua capacità di autoriparazione è di nuovo all’opera. E’ ben noto che la musicoterapia così come le altre forme di arte terapia producono effetti positivi in tutti i trattamenti terapeutici. Il loro effetto terapeutico è tanto più grande quanto maggiore è la partecipazione emotiva dell’organismo coinvolto.

Questo coinvolgimento è rafforzato dalla partecipazione attiva del soggetto allo stimolo musicale, come avviene quando la musica non è mera fruizione, ma diventa canto e danza. E’ ovvio che l’effetto è tanto più grande quanto maggiore è la durata dell’esperienza. Nel caso però di malattie molto gravi, come le malattie degenerative, quella che si perde è proprio la capacità di provare piacere e l’organismo, che ha certamente avuto una qualche ragione per ammalarsi, difende la sua “scelta” di malattia opponendosi alla rinascita della capacità di autoregolazione. Reich aveva appunto sottolineato che l’elemento decisivo di ogni terapia è il trattamento delle resistenze. Ed è appunto qui che il principio del minimo stimolo gioca un ruolo essenziale [22].

Siccome si può presumere che la causa patogena sia meno organizzata dell’intero organismo essa può rispondere solo a stimoli aventi una intensità non infinitesima. Esiste perciò un intervallo d’intensità dello stimolo, al di sotto di una soglia critica, percepibile unicamente dalla parte sana dell’organismo, per così dire dalla sua “forza vitale”, ed invece non percepibile dalla causa patogena.

Questo stimolo minimo deve naturalmente avere una pulsazione intrinseca capace di risuonare con la pulsazione dell’organismo in condizioni di sanità. La sua azione determinala crescita per risonanza della capacità di autoriparazione dell’organismo, facendo avvenire tutto ciò all’insaputa della causa patogena che vede ad un certo punto franare il terreno sotto i piedi. Quanto ora esposto appare come una fantasia ma ad un attento esame si rivela consistente con un certo numero di pratiche terapeutiche, incluso il tocco di Eva Reich [1].Prendiamo ad esempio l’approccio biodinamico [6] fondato da Rollin Becker [4] nell’ambito dell’osteopatia fondata da Still [2]. Still costruisce il suo metodo a cavallo tra l’800 e il ‘900 su base puramente empirica; egli dichiara di aver preso ispirazione soltanto dall’esperienza e da Dio (per lui l’osteopatia è sacra perché cura con tutta la natura).

Rollin Becker, invece, e il suo maestro W. Sutherland [3] si riferiscono esplicitamente a correnti del pensiero scientifico; in particolare Becker cita esplicitamente la fisica quantistica come fonte d’ispirazione. Riprenderemo questo punto nella sez 4.

In questo approccio il soggetto sofferente è esposto per un tempo adeguato ad una pluralità di stimoli provenienti sia dall’ambiente naturale (luci, suoni, forme..) sia dal corpo del terapeuta medesimo che si suppone essere meno sofferente del paziente. Il terapeuta si pone in posizione di ascolto rispetto al paziente, diventa cioè capace di sentire nel proprio corpo, attraverso le proprie pulsazioni, il ritmo di oscillazione del paziente. Può quindi in primo luogo scoprire quali siano le parti del paziente la cui pulsazione è disturbata o irregolare, può cioè fare una diagnosi. Ma questa non è la cosa più importante; la cosa più importante è che il contatto prolungato tra la pulsazione presumibilmente sana del terapista e la pulsazione disturbata del paziente può, nel lungo periodo, rafforzare la capacità di autoriparazione di quest’ultimo.

E’ evidente tuttavia l’esistenza di una relazione inversa che produce per il terapeuta il pericolo di ammalarsi, a meno che egli non difenda la propria sanità con una prolungata interazione risonante con le pulsazioni naturali dell’ambiente. Questa interazione risonante di minimo stimolo si riscontra anche in altre pratiche terapeutiche come ad esempio la scansione dei colori [23], [24] oppure l’hado-shiatsu [25], [26] ; in quest’ultima tecnica l’operatore riceve dal contatto con il paziente l’indicazione di quali siano i meridiani bisognosi di trattamento.

Il tocco di Eva Reich fa parte di quest’insieme di pratiche terapeutiche in cui il contatto risonante tra pulsazioni avviene per via tattile. Il tocco non è un mezzo per applicare forza o trasmettere energia, come nella pratica del Rolfing, ma l’entità minima indispensabile per trasmettere pulsazioni da un corpo a un altro; non si trasmette energia, ma si trasmette ritmo di oscillazione, proprio come fa un direttore d’orchestra con i suoi orchestrali. Allo stesso modo con cui un direttore d’orchestra trasforma un rumore caotico in una sinfonia, il respiro calmo e regolare della mamma trasforma il pianto disperato del suo bambino in un ritmo tranquillo e pacificato.

L’organismo vivente alla luce della fisica quantistica.

L’esperienza ha riconosciuto finora due tipi di movimento degli oggetti: 1) il movimento generato da una causa esterna, che si manifesta come forza e richiede un flusso esterno di energia e/o impulso, 2) il movimento proveniente dall’interno dell’oggetto medesimo o automovimento, movimento spontaneo.

Illustriamo questi due movimenti con un esempio. Prendiamo un’automobile nel cui serbatoio siano rimasti pochi decilitri di carburante e un gatto affamato e digiuno da vari giorni. Mentre il gatto affamato impiega le ultime “gocce” di energia rimaste per cercare cibo nell’ambiente, l’automobile non è in grado di utilizzare le ultime gocce di carburante rimaste nel serbatoio per andare alla ricerca del più vicino distributore; essa può raggiungere il distributore soltanto se viene spinta o trainata da un soggetto esterno. Questa è la differenza tra lo stato inerte e lo stato vivente della materia.

La fisica classica fondata da Galileo e Newton nel ‘600 si è concentrata sulla descrizione del solo stato inerte della materia. Attraverso la formulazione del principio d’inerzia essa concepisce anzi l’intera materia come inerte, marcando una forte differenza con le correnti magiche del pensiero rinascimentale che ebbero la formulazione più consapevole in Giordano Bruno [27]. La fisica quantistica, nata all’inizio del ‘900, ristabilisce la possibilità del contatto col pensiero del Rinascimento e anche con la tradizione Romantica, che aveva ripreso i temi dell’automovimento (“e vado e vengo e intesso la veste vivente di Dio” dal Faust di Goethe).

La tradizione vitalistica della biologia, particolarmente presente nella Germania dell’800 [13] , deve la sua nascita alla tradizione del Romanticismo. La tradizione vitalistica ha cercato di mettere al centro dell’attenzione l’automovimento come caratteristica dell’essere vivente. Ma essa incontrò sulla sua strada il muro rappresentato dall’influenza del pensiero della fisica classica nel mondo della biologia. Basti ricordare a tal proposito l’importanza di figure come Von Helmholtz, principale esponente della scuola medica di Berlino, oppure la figura dei “cacciatori di microbi” come Robert Koch. Freud cerca di mettere al riparo la sua nascente scuola proprio dall’influenza di questa corrente fisicalista della biologia.

Torniamo alla fisica quantistica [28] , [29], [30]. Essa riconosce il ruolo essenziale giocato dalle fluttuazioni spontanee di tutti gli oggetti fisici che non possono non fluttuare. Mentre la natura degli antichi era caratterizzata dall’ horror vacui, la natura della fisica quantistica è caratterizzata dall’ horror quietis.

Ogni oggetto è caratterizzato sia da fluttuazioni indotte dall’esterno mediante apporti di energia sia da fluttuazioni spontanee. Si definisce stato fondamentale di quell’oggetto, ovvero nel gergo dei fisici ”vuoto”, lo stato di minima energia dell’oggetto. Il vuoto è quindi l’insieme delle fluttuazioni spontanee dell’oggetto. Queste fluttuazioni spontanee impediscono di rendere “chiuso” l’oggetto, poiché esso comunica con l’ambiente proprio attraverso queste fluttuazioni. Un esame approfondito, che richiede l’uso del formalismo matematico della Teoria Quantistica dei Campi, mostra che le fluttuazioni del ritmo di oscillazione dei corpi, che nel gergo dei fisici è denominato “fase”, si diffondono nell’ambiente in forma di potenziali di particolari campi, denominati nella teoria “campi di gauge”; l’esempio più semplice è il campo elettromagnetico che è il campo che governa le interazioni tra atomi e molecole.

La fase, a differenza della energia, può viaggiare a velocità maggiori della velocità della luce. Questo fatto produce una violazione della causalità nel senso di Einstein. Pertanto le interazioni fondate sulla trasmissione di energia obbediscono al principio di causalità (nessun effetto anteriore all’arrivo della causa) mentre le interazioni fondate sulla trasmissione della fase, in quanto mediate da un messaggero che può muoversi anche a velocità infinita o addirittura andare indietro nel tempo, non seguono il principio di causalità e possono connettere soggetti posti in luoghi e tempi diversi. Di qui la base razionale per comprendere l’origine dei fenomeni sincronici intuiti da Jung.

Si aprono a questo punto due possibilità. La prima possibilità si ha quando le fluttuazioni dei corpi e del vuoto restano reciprocamente non sintonizzate dando luogo ad una grande indeterminazione del ritmo di oscillazione complessivo. In questo caso i corpi mantengono la loro individualità, per cui resta possibile determinare con accuratezza la loro struttura atomica; l’oscillazione spontanea non gioca in questo caso un ruolo centrale e la dinamica complessiva, come nella fisica classica, resta consegnata alla dinamica delle forze e delle energie esterne. L’automovimento svanisce e resta il movimento dall’esterno di corpi da considerare quindi inerti. Questo è il mondo descritto dalla biologia molecolare convenzionale, alla base della medicina istituzionale.

Ma esiste una seconda possibilità. In opportune condizioni, chiarite dalla analisi fisica, le fluttuazioni della materia e del vuoto si possono sintonizzare, mettere in fase, entrare in una danza collettiva che richiama l’orgasmo della intuizione reichiana. I fisici chiamano “coerente” questo stato della materia. In questo stato è invece il numero dei componenti a restare indeterminato mentre il ritmo di oscillazione acquista una definizione sempre più precisa.

Questo risultato è l’espressione di un principio di indeterminazione, valido in fisica quantistica, che afferma che le incertezze del numero di componenti di un sistema fisico e della sua fase sono inversamente proporzionali. E’ evidente che per diminuire al massimo l’incertezza del ritmo di oscillazione di un sistema fisico, e quindi renderlo più coerente, è necessario ampliare il più possibile l’incertezza del numero dei partecipanti alla danza collettiva. Bisogna perciò evitare di chiudere il sistema, cosa che renderebbe costante il numero dei componenti, bisogna al contrario aprirlo il più possibile all’esterno aumentando a dismisura il numero dei potenziali partecipanti alla danza collettiva. E qui sorge il problema centrale.

Per partecipare alla danza collettiva bisogna che i ritmi di oscillazione degli aspiranti partecipanti, in gergo fisico le loro frequenze, debbano essere uguali. Però l’uguaglianza assoluta non esiste in natura; la probabilità che due frequenze siano assolutamente uguali, e non invece poco diverse, è zero. Come possono fare allora questi oggetti a risuonare? Nella loro solitudine non potrebbero mai farlo, occorre un ambiente amico, un ambiente ricco di fluttuazioni di bassissima frequenza, di un rumore diffuso che consenta ai due oggetti fisici, aspiranti ad entrare in risonanza, o, per dirla con Reich, ad entrare in orgasmo, di rubare all’ambiente quella oscillazione piccolissima che colma appunto la differenza e rende uguali le frequenze di oscillazione dei partner.

Per facilitare il raggiungimento della condizione di risonanza tra i componenti, un gran numero di piccole oscillazioni è molto più utile di un’unica oscillazione di pari entità complessiva. Questo meccanismo fisico è stato discusso recentemente nell’ambito della fisica del laser da A.Beige, P. Knight e G.Vitiello [31] . L’instaurazione della coerenza in un sistema fisico apre la possibilità del suo auto movimento. Un sistema coerente è infatti capace di concentrare la sua energia dall’insieme di tutti i suoi gradi di libertà su un piccolo numero di essi. In tal modo l’energia non vede più la sua direzionalità diluita in mezzo al gran numero di possibilità connesse al gran numero di gradi di libertà, ma acquista la direzionalità proprio attraverso l’eliminazione della agitazione “inutile” delle sue molecole.

Quando l’energia è dispersa su un gran numero di gradi di libertà, la variabile chiamata dai fisici entropia ha un valore molto grande, che però diminuisce quando l’energia si concentra su pochi gradi di libertà. L’energia ad alto contenuto entropico può produrre poco lavoro esterno; abbassando l’entropia il sistema fisico acquista la capacità di compiere lavoro esterno, purchè ovviamente sia un sistema aperto all’ambiente. Per un sistema fisico acquistare coerenza equivale ad acquistare capacità di auto movimento.

Discutiamo ora la rilevanza dei principi introdotti sulla dinamica degli organismi viventi [32] . Un organismo vivente è caratterizzato dall’essere coerente in modo variabile con il tempo, nel senso che le sue frequenze di oscillazione variano nel tempo, proprio come le note di una musica, le lettere di una parola, le parole di un discorso. Si può dire che proprio l’insieme delle frequenze di oscillazione di un organismo, considerato nella sua globalità, costituiscano il modo d’essere di quell’organismo, la sua individualità specifica. Si può a questo punto azzardare l’ipotesi che sia proprio quest’insieme di oscillazioni coerenti, variabili con il tempo, la base fisica della psiche di quell’organismo, in particolare del suo Es? Si può inoltre avanzare l’ipotesi che l’orgone di Wilhelm Reich sia proprio la forma assunta dal’energia dell’organismo nelle condizioni della coerenza? In tal caso la scomparsa dell’orgone diventa la conseguenza della perdita della coerenza dell’organismo, con la conseguente perdita dell’automovimento e il conseguente ritorno allo stato di materia inerte.

Se perciò la conservazione dell’ orgone implica il mantenimento della condizione di risonanza dobbiamo richiedere, alla luce di quanto discusso in precedenza, che l’ambiente circostante sia ricco di un gran numero di piccoli stimoli piuttosto che di un piccolo numero di grandi stimoli. Possiamo perciò comprendere meglio il percorso intellettuale di Eva Reich che fu capace di riconoscere che la dinamica dell’orgone scoperta da suo padre poteva svolgersi in modo ottimale soltanto nel quadro di un ambiente governato da minimi stimoli, come richiesto dal principio classico di Weber e Fechner.

Negli ultimi decenni è stato riconosciuto il ruolo centrale dell’acqua ( che costituisce il 70% della massa e il 99% delle molecole di un organismo umano) nella dinamica del vivente e si è osservato come la dinamica dell’acqua liquida presenti caratteristiche analoghe a quelle postulate per l’orgone [32] , [33] , fornendo quindi alla finora misteriosa nozione di orgone una chiara base fisica.

Conclusioni

La connessione del principio del minimo stimolo con le dinamiche della fisica quantistica e in particolare con l’esistenza del vuoto consentono di trovare una base razionale alle terapie non convenzionali discusse all’inizio di questo articolo. Infatti la capacità di autoregolazione e autoriparazione dell’organismo fa parte della sua capacità di auto movimento, che abbiamo visto essere governata dall’esistenza di un regime coerente. L’esistenza di un regime coerente, d’altra parte, come risulta evidente dalla fisica del laser, è resa possibile dall’esistenza di un ampio “reservoir” di piccole oscillazioni esterne capaci di oliare, di lubrificare l’accesso alla condizione di risonanza. Una delle risonanze importanti nel processo terapeutico è quella tra l’organismo del terapeuta e l’organismo del paziente; risonanza non soltanto mentale ma anche corporea.

Attraverso la comune connessione con il corpo del terapeuta, ipoteticamente capace di autoregolazione , le parti energeticamente dissonanti del corpo del paziente possono essere aiutate a riacquistare una coerenza. Allo stesso modo un aiuto è fornito dall’esistenza di un vasto serbatoio di oscillazioni luminose, acustiche, meccaniche (movimenti leggeri e quindi il tocco), mentali (e quindi la parola) e così via.

Analizziamo in particolare la dinamica indotta dall’uso della parola. La parola , essendo ambigua, si rivolge contemporaneamente sia all’Io che al’Es, sia al pensiero primario che al pensiero secondario. Se la parola resta nell’ambito del razionale, lo scambio, per quanto profondo e illuminante, coinvolge soltanto l’Io. Se invece la parola mantiene l’ambiguità originale, come ad esempio nella poesia o nella metafora, penetra nel profondo e può portare ad intuizioni di guarigione, fondate sulla risonanza tra Io ed inconscio.

Infine bisogna mettere in rilievo la possibilità di risonanze tra eventi lontani nello spazio e nel tempo. Possiamo quindi comprendere la profondità delle intuizioni e delle osservazioni di Anne Ancelin Schûtzenberger [15] sulla possibilità che eventi accaduti a secoli di distanzaabbiano effetti su soggetti purchè essi conservino un legame emotivo con essi. Uno di questi eventi importanti per la vita di un soggetto può essere proprio la sua connessione emotiva risonante con una esperienza positiva avvenuta alla nascita quale è il minimo stimolo del tocco leggero proposto da Eva Reich [1].

Attraverso questo tocco leggero (massaggio a farfalla) si stabilisce il ponte risonante del nuovo nato con la madre e più in generale con la sua genealogia, mediatrice del rapporto con l’intero genere umano

Bibliografia

1)E. Reich, E. Zornanszky (2006) -Bioenergetica dolce- Tecniche Nuove , Milano

2)A.T. Still (1899) – Philosophy of Osteopathy- ristampato nel 1995 dall’American Academy of Osteopathy- Edizione italiana : Filosofia dell’Osteopatia-Ed.Castello (2000

 

 

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