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Categoria: "Progetti Sociali"

Segnare il Fuoco Sacro e altre Segnature - IL LINGUAGGIO E GLI ANTICHI SIMBOLI DELLA CURA

 

La Notte di Natale di ogni anno viene organizzata dalla Nostra Associazione una serata per tramandare antiche tradizioni della nostra terra che desideriamo non vadano perdute.

Un'occasione importante per fare del bene a coloro che soffrono !

NOTTE DELLA TRASMISSIONE DELLE SEGNATURE :
IL LINGUAGGIO E GLI ANTICHI SIMBOLI DELLA CURA


24 DICEMBRE 2012

 

LE SEGNATURE SONO PER :

- segnare il Fuoco Sacro (herpes zoster)

- l'herpes labiale (herpes simplex)

-le Distorsioni o Storte

- le Bruciature o ustioni

(ustione, localmente nota anche come fuoco domestico per contrapposizione al fuoco selvatico, cioè l'herpes zoster)

- le Verruche

- le Lombalgie (lenirle)

- segnatura per togliere i "vermi" - gli ossiuri -nei bambini e negli adulti

-Segnatura della "bronchite" (lenirla)

+ verrà insegnato " il rito antichissimo della Stachys Recta" (una pianta)

per lenire gli shock e aiutare i bambini piccoli a superare uno spavento.

 

NOTA IMPORTANTE :

nessuna di queste segnature vuole sostituire la cura del vostro medico curante,cerchiamo una collaborazione a MAGGIOR GLORIA DELLA LUCE.

Considerate le innumerevoli richieste già pervenute, se non viene effettuata SUBITO la prenotazione non sarà più possibile partecipare !

 

PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO E PRENOTARSI :

https://www.spaziosacro.it/corsi/notte_natale/

 

Il basket come terapia per ragazzi con difficolta' psichiche e/o di comportamento

Marco Calamai racconta la sua esperienza di allenatore di basket e come ha dato inizio a un metodo che oggi, attraverso 25 centri, aiuta in Italia 750 ragazzi con difficoltà psichiche e/o di comportamento...


Il 28 febbraio di dieci anni fa, quando non c’era (sfortunatamente) Oscar Pistorius ad attirare l’attenzione dei media su certe problematiche che ora fanno discutere, giorno dopo giorno sempre di più, sulle colonne di Sportweek, Luca Corsolini raccontava la storia di Marco Calamai, ex giocatore di basket, ex allenatore, ex insegnante, laureato in filosofia che “s'è sempre tenuto in allenamento ragionando e pensando di non aver perso niente di quello che ho studiato".

La sua palestra – continuava quel racconto – era una vecchia stalla di 4 metri per 8, con un canestro solo e sbilenco, le colonne in mezzo al campo e alcuni abbeveratoi laddove di solito c'è la linea laterale. Non è in parquet questo strano campo fedele allo spirito del gioco; al contrario ci sono dei mattoni irregolari che non danno fastidio ai giocatori che stanno su panchine da mungitori, o dietro vecchi banchi di scuola. Il nuovo James Naismith si chiamaMarco Calamai.

Dopo aver iniziato una nuova carriera tra abbeveratoi e colonne, la voglia di tornare in panchina, di portare a spasso di nuovo in serie A i suoi baffi e la sua sciarpa, il suo amore per il basket, gli è passata. Ha capito di essere diventato, forse definitivamente, un ex allenatore nel senso tradizionale del termine quando s’è accorto "di non sopportare più il disimpegno, la svogliatezza, la pigrizia di chi in palestra ci va per un gioco diventato lavoro".

Marco Calamai ora (da allora, ndr) allena un gruppo di portatori d'handicap. Il basket come terapia: possibile?
"Ho scelto il basket perché e sempre stato il mio sport, ma anche perché e l'unica disciplina adattabile a questi ragazzi. Il gioco ha una sua violenza, però la fase finale, il tiro, è morbida. Poi è l'unico sport che tende al cielo, e questa è una rivoluzione per chi è abituato a guardare sempre per terra: alzano la testa ed è come se scoprissero un mondo nuovo. Sinceramente, non pensavo che avrei retto: invece li sgrido, li alleno, siamo una squadra come tante altre".

Marco Calamai, insomma, dopo 12 anni sulle panchine della serie A, aveva cambiato strada, lasciandosi alle spalle l’ultima esperienza professionistica di Livorno. E ancora adesso, da quell’agosto del 1995 quando incontrò per la prima volta i ragazzi del Centro di terapia intensiva La Lucciola diretto da Emma Lamacchia, continua a lavorare con loro. A portare avanti una missione, come la chiameremmo noi. Diciassette ragazzi, tutti con difficoltà psichiche e/o di comportamento importanti, erano pronti a entrare in contatto con la palla. “Certamente ognuno a suo modo – come Calamai sottolinea quasi con tenerezza –: c’era chi scalpitava per prenderla; chi si proteggeva con le mani il volto per paura di un passaggio inatteso; chi guardava il pallone di sottecchi sperando di non farsene accorgere ma interessato come gli altri”. Il primo allenamento, quello, a cui ne seguiranno decine, centinaia. D’estate a Monzuno (Bologna), sede estiva della Lucciola, nelle altre stagioni in quella stalla a Stuffione di Ravarino, in provincia di Modena.

E dopo i ragazzi della Lucciola, ecco quelli di Bologna, e poi ancora quelli di Pavia. Palestra e basket, giocando e correndo (in squadre composte da disabili e normodotati) magari anche a piedi nudi: nel mondo del “progetto Calamai” non c’è bisogno di un paio di scarpe all’ultima moda. E in “allenamento” un canestro lo si può segnare con un aiutino: con l’allenatore che ti solleva e ti porta quasi in cielo. O sulle spalle di un compagno. O con l’apporto di una sedia. Tanto nessun arbitrò fischierà mai. Nessun arbitro annullerà mai un gesto d’amore e il successivo cinque alto che vale più di una coppa dei Campioni. “Perché – dice ancora Marco – il semplice gesto del tiro, in molti ragazzi disabili, comporta l’aprirsi di una postura spesso chiusa; così come il passaggio a un altro componente del gruppo è l’inizio di un cammino di relazione e il primo passo verso una forma di dialogo”.

E Calamai lo ha scoperto giorno dopo giorno. Come in quell’intenso giovedì che stava ormai finendo con l’allenamento: “I bambini – scrive – stavano per salire sul pulmino in attesa. Sofia era già avvolta nel suo cappotto. Mi sono avvicinato per un saluto. Guardandoni mi ha sorriso e con naturalezza mi ha detto: 'Ciao'. Era la prima volta che mi parlava, anzi la prima volta che parlava”.

Nella pallacanestro sperimentale adattata alla disabilità di Marco Calamai, situazioni così intense non sono però rare. Ma il gioco ha saputo riaccendere speranze, creare integrazioni, raggiungere risultati insperati. Per insegnare questo basket (che qui viene spiegato con una ricca casistica tratta dall'esperienza, testimonianze e numerosi esercizi pratici), “è necessario saper cogliere il valore dell'ascolto e dell'attesa, del silenzio e dell'integrazione reale;considerare la diversità non un limite, ma un arricchimento e una occasione di crescita interiore; saper intravedere le potenzialità che uno strumento magico come la palla possiede, per avviare dialoghi, intessere relazioni e guardare, finalmente, verso l'alto”. Appunto.

Fonte: Massimo Ciuchi per www.gazzetta.it

E' nata la prima Universita' del Sociale

Carissimi,

è con gioia ed entusiasmo che vi comunico la realizzazione di un sogno: la nascita della prima "Università del Sociale" e Torino.


UdS
è un progetto di istruzione e formazione nato per offrire a chi opera "nel sociale" (ma anche a chi desidera per motivi personali approfondire i temi proposti) la possibilità di acquisire alcune competenze che abbiamo riscontrato essere preziose sia a livello personale che professionale.

Invito chi fosse interessato ad una formazione in ambito sociale, personale e di arte-educazione, a visitare il sito:

www.universitadelsociale.org

Vi  attendo con tutto il mio staff di formatori nella bellissima città di Torino, un'occasione imperdibile per unire la formazione con la visita ad una città d'arte!

 

Maria Luisa Mirabella

Presidente

 

Università del Sociale

segreteria@universitadelsociale.org

www.universitadelsociale.org

Liberi di muoversi: Segnala un luogo, aiuterai i disabili ad essere piu' liberi di muoversi!

Con enorme piacere oggi vi segnaliamo quest’app GRATUITA, che v’invito a condividere

L’app in questione è Liberi di muoversi. Quest’applicazione è una di mappa virtuale di tutti i posti accessibili, parzialmente accessibili e non accessibili per i disabili.

Infatti potrete segnalare un luogo scegliendo se, secondo voi, è accessibile o meno per un disabile (e non solo!).

Permette di consultare le segnalazioni presenti e di aggiungerne altre geolocalizzando la posizione dell'utilizzatore ed allegando un'immagine dalla fotocamera del cellulare.

scarica l'app dall'AppStore Apple scarica l'app dal Google Play Store

Dillo!

"Dillo!" permette a chi non può parlare di farsi "semplicemente" capire o addirittura "ascoltare" da chi è attorno a lui.
L'interfaccia intuitiva e semplice ha lo scopo di mettere il disabile in condizione di scrivere (e far leggere) le sue parole a chi si trova attorno a lui.
Questo puó permettergli di chiedere aiuto, informazioni o semplicemente farsi capire nella vita di tutti i giorni.
Dalla stessa interfaccia è possibile inoltrare il messaggio via SMS (richiesta di aiuto o segnalazioni particolari).

L'applicativo é gratuito e scaricabile su qualsiasi device Android (smartphone e tablet).

Le future versioni introdurranno ulteriori facilitazioni quali:

  • accesso a frasi comuni tipo "si/no", "buongiorno/buonasera", "salve/ciao", ecc.
  • memorizzazione proprie frasi frequenti con interfaccia d'accesso "veloce"
  • memorizzazione di audio utilizzabili in modo diretto (senza "text to speech")
  • segnalazioni di emergenza con testo SMS spedito a destinatari predefiniti
  • chiamate di emergenza con chiamate e "esecuzione audio" a destinatari predefiniti


scarica l'app dal Google Play Store

sos urgente per rifugio cavalli

Caro amico

Credevamo di avere risolto gli ultimi problemi conseguenti l'alluvione dello scorso novembre con la pavimentazione di una stalla danneggiata, la pulizia radicale delle altre....lavori che ci hanno lasciati pieni di debiti ..che speravamo con il tempo e il 5x1000 di risolvere....non avevamo tenuto conto

dell'ignoranza/cattiveria di certa gente ai cui occhi    il cavallo appare

come un simbolo di LUSSO!!?.

.così ieri abbiamo ricevuto la visita dell’igiene pubblica perché qualcuno ha segnalato che la nostra letamaia (dove si raccoglie il letame) è sovraccarica…e malgrado al momento della visita ci fossero gli uomini con i mezzi per la rimozione del letame in esubero  questo non ci mette al sicuro da potenziali multe( che al momento sono in forse ma non si possono

escludere!!) e comunque anche nella migliore delle ipotesi hanno valutato che la letamaia è insufficiente per il numero dei nostri cavalli , è ormai

troppo vecchia e andrà ristrutturata a norma   che significa fare un

progetto e poi i lavori……tutto in fretta onde evitare guai peggiori noi stiamo già  facendo i doppi salti mortali, di questi tempi poi !, per assicurare fieno e cure…….a tutti i nostri amici che fortunatamente scoppiano di salute e sono davvero felici ma per quanto potremo conservargli il loro rifugio paradisiaco??!

Una multa o anche una nuova letamaia  ci mettono in ginocchio ....non sappiamo come fare .ieri sera , finalmente sola,  non ti nascondo che piangevo come un vitello strappato alla  mamma (o viceversa)!!?  Ti prego di scusarmi lo sfogo e di aiutarci per quanto ti è possibile Passando parola per il 5x1000  (al 95046220109 ( crcssa) o al 95112310107 (progetto

nomacello) è indifferente in quanto le associazioni sono gemelle e assolvono insieme le priorità e questa lo è!!) E quando possibile sul ccp http://www.crcssa.it/aiutaci.htm

 

.un abbraccio  maria grazia barbieri