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LE ONDE CEREBRALI e il Rigeneratore Cerebrale Karnak - CONSIGLI PER L'ASCOLTO DI UN BRANO DI MUSICA

Tutto e' suono. E tutto influenza e viene influenzato dalla propria natura: che e' suono.
Chi, tra di voi, non passa momenti di melanconia, di tristezza, di sfiducia?...
In quel momento, i neuroni del vostro cervello si trovano sottoposti a distonie e irregolarita' vibratorie, nei loro circuiti elettromagnetici. Rileggendo il brano accluso, vi renderete conto di quanto sia fondamentale sincronizzare la loro lunghezza d'onda sul giusto ritmo armonico. Immergetevi, allora, in quei momenti, nei dodici minuti della musica alfa; dolce e struggente.
Che lo vogliate, oppure no, le vostre onde cerebrali saranno costrette a sincronizzarsi, nuovamente, sulla giusta pulsazione.
Se, allora, ascolterete la struggente melodia diversa, ogni vostro neurone - per il noto fenomeno scientifico della risonanza - si riadattera' al ritmo che gli viene proposto: quello delle onde alfa.
Ma, non solo. Quando cesserete di ascoltare il brano, e tornerete alle vostre usuali occupazioni, le vostre cellule cerebrali conserveranno (abbastanza a lungo) - sempre che lo vogliate, oppure no - quel ritmo di serenita' e di armonia, appartenente alle onde alfa.
Nel corso della nostra vita quotidiana tutti noi sperimentiamo diversi stati di coscienza. Per esempio, nell'arco di una giornata, tra la luce del mattino e il buio della notte, ci muoviamo da uno stato ordinario di veglia ai diversi stadi del sonno.
Ma anche gli stati di coscienza straordinari fanno parte della nostra comune esperienza: quando ci sentiamo particolarmente creativi, insolitamente intuitivi, eccezionalmente lucidi, profondamente rilassati.
Ordinari, o straordinari che siano, tutti gli stadi della nostra coscienza sono dovuti all'incessante attivita' elettrochimica del cervello, che si manifesta attraverso onde elettromagnetiche: le onde cerebrali, appunto.
La frequenza di tali onde, calcolata in 'cicli al secondo', o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attivita' in cui il cervello e' impegnato e puo' essere misurata con apparecchi elettronici. Gli scienziati suddividono comunemente le onde in quattro bande, che corrispondono a quattro fasce di frequenza e che riflettono le diverse attivita' del cervello.

Onde beta

Hanno una frequenza che varia da 13 a 30 Hz e sono associate alle normali attivita' di veglia, quando siamo concentrati sugli stimoli esterni. Le onde beta sono infatti alla base delle nostre fondamentali attivita' di sopravvivenza, di ordinamento, di selezione e valutazione degli stimoli che provengono dal mondo che ci circonda. Per esempio, leggendo queste righe il vostro cervello sta producendo onde beta. Esse, poi, ci permettono la reazione più veloce e l'esecuzione rapida di azioni. Nei momenti di stress o di ansia le beta ci danno la possibilita' di tenere sotto controllo la situazione e dare veloce soluzione ai problemi.

Onde theta

La loro frequenza e' tra i 3 ed i 7 Hz e sono proprie della mente impegnata in attivita' di immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa. Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda. Il sogno ad occhi aperti, la fase REM del sonno (cioe', quando si sogna). Nelle attivita' di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacita' immaginativa radicata nel profondo. Genericamente vengono associate alla creativita' e alle attitudini artistiche.

Onde alfa

Hanno una frequenza che varia da 7 a 13 Hz e sono associate a uno stato di coscienza vigile, ma rilassata. La mente, calma e ricettiva, è concentrata sulla soluzione di problemi esterni, o sul raggiungimento di uno stato meditativo leggero. Le onde alfa dominano nei momenti introspettivi, o in quelli in cui più acuta è la concentrazione per raggiungere un obiettivo preciso. Sono tipiche, per esempio, dell'attività cerebrale di chi è impegnato in una seduta di meditazione, yoga, taiji.

Onde delta

Hanno una frequenza tra 0,1 e 3 Hz e sono associate al piu' profondo rilassamento psicofisico. Le onde cerebrali a minore frequenza sono quelle proprie della mente inconscia, del sonno senza sogni, dell'abbandono totale. In questo senso vengono prodotte durante i processi inconsci di autogenerazione e di autoguarigione.

Il fenomeno della risonanza

Nel 1665 il fisico e matematico olandese Christiian Huygens, tra i primi a postulare la teoria ondulatoria della luce, osservo' che, disponendo a fianco e sulla stessa parete due pendoli, questi tendevano a sintonizzare il proprio movimento oscillatorio, quasi volessero assumere lo stesso ritmo. Dai suoi studi deriva quel fenomeno che oggi chiamiamo 'risonanza'. Nel caso dei due pendoli, si dice che uno fa risuonare l'altro alla propria frequenza. Allo stesso modo e per lo stesso principio, se si percuote un diapason, che produce onde alla frequenza fissa di 440 Hz, e lo si pone vicino a un secondo diapason 'silenzioso', dopo un breve intervallo quest'ultimo comincia anch'esso a vibrare. La risonanza puo' essere utilizzata anche nel caso delle onde cerebrali. Studi che si sono serviti dell'elettroencefalogramma hanno mostrato un' evidente correlazione tra lo stimolo che proviene dall'esterno e le onde cerebrali del soggetto in esame. Inizialmente, le ricerche in questo campo utilizzavano soprattutto la luce; poi, si e' passati ai suoni ed alle stimolazioni elettromagnetiche. Cio' che si e' osservato e' che se il cervello e' sottoposto a impulsi (visivi, sonori o elettrici) di una certa frequenza, la sua naturale tendenza e' quella di sintonizzarsi. Il fenomeno e' detto 'risposta in frequenza'. Per esempio, se l'attivita' cerebrale di un soggetto e' nella banda delle onde beta (quindi, nello stato di veglia) e il soggetto viene sottoposto per un certo periodo a uno stimolo di 10 Hz (onde alfa), il suo cervello tende a modificare la sua attivita' in direzione dello stimolo ricevuto.
Il soggetto passa dunque ad uno stato di rilassamento proprio delle onde alfa.

I due emisferi cerebrali
Il cervello umano e' suddiviso in due emisferi:

Destro:
- sintetico (comprende l'insieme delle parti), concreto, spaziale (coglie le relazioni nello spazio), intuitivo (usa sensazioni e immagini), analogico (usa le metafore), irrazionale, olistico (percepisce le strutture di assieme), atemporale e non-verbale. E' la sede delle attivita' creative, della fantasia.

E sinistro:
- E' analitico (comprende i dettagli), astratto (giunge all'interno, partendo dal dettaglio), lineare (lavora in ordine sequenziale), Logico, numerico, razionale, simbolico, temporale, verbale. E' la sede di - di tutte quelle attivita' che coinvolgono il linguaggio, la scrittura, il calcolo.

I due emisferi sono uniti da una lamina orizzontale di fibre nervose, il cosiddetto corpo calloso. Ogni emisfero ha competenze proprie: l'occhio sinistro, l'orecchio sinistro e tutta la parte sinistra del corpo sono connesse all'emisfero destro; l'occhio destro, l'orecchio destro e tutta la parte destra del corpo sono connesse all'emisfero sinistro.I due emisferi, poi, funzionano in modo diverso; elaborano, cioe', tutti i processi informativi, secondo modalita' distinte. Per come si e' finora strutturata, la nostra società da' una maggiore rilevanza alle modalita' di pensiero dell'emisfero sinistro, tanto che fino a poco tempo fa i neurologi definivano minore l'emisfero destro. Ma, una visione piu' bilanciata delle due componenti, un maggiore equilibrio tra le funzioni, una armonia tra razionalita' e fantasia e' ciò che, oggi, forse, l'umanita' necessita con piu' urgenza. Uno strumento semplice ed efficace per riequilibrare il potere dei due emisferi cerebrali e' il suono Come abbiamo visto, ogni attivita' cerebrale emette onde particolari, che possono entrare in risonanza con le onde sonore esterne. In questo modo il cervello viene 'veicolato' attraverso il suono, stimolato a sintonizzarsi su una frequenza (e quindi sull'attivita' cerebrale che le corrisponde), portato a funzionare come un insieme.

Consigli per l'ascolto di un brano di musica

E' obbligatorio usare le cuffie stereo per l'ascolto del brano, infatti l'induzione di onde alfa, come spiegato sopra, funziona con la differenziazione netta delle diverse frequenze ascoltate da un orecchio separatamente dall'altro.
Se si ascolta il brano con le casse del computer l'orecchio destro percepira' entrambi i suoni, e cosi' il sinistro, quindi non avremo piu' una differenziazione netta delle frequenze e l'effetto sara' nullo.
Tenere un volume medio-alto, in modo che le onde vibratorie si possano sentire chiaramente ma che allo stesso tempo non diano oppressione ai timpani o senso di fastidio.
E' importante che dalla scheda sonora vengano tolti tutti gli effetti di ambiente, spaziali, 3d e cose del genere, in quanto simulano, alterando il suono originale, delle ambientazioni particolari, che possono compromettere l'effetto delle onde alfa.
E' da evitare assolutamente l'ascolto durante attività che richiedono molta attenzione; per esempio, mentre si è alla guida dell'automobile o si e' al controllo di sistemi di sicurezze e cose del genere.

I brani:
Le onde cerebrali hanno una frequenza che l'orecchio umano non coglie. Ma, l'avvento dell'elettronica e dell'informatica applicata al settore musicale ha dato la possibilità di utilizzare tali frequenze, veicolandole attraverso onde sonore.
Nei brani viene utilizzata una particolare tecnica, chiamata ritmo biauricolare, che opera in questo modo: se l'orecchio sinistro viene stimolato con un suono portante alla frequenza, poniamo, di 500 Hz (Hertz) e l'orecchio destro con uno a 510 Hz, la differenza di 10 Hz viene percepita dal cervello (e solo dal cervello, perché è una frequenza che sta la di fuori dello spettro sonoro).
Il cervello e' così stimolato ad entrare in risonanza con il 'ritmo biauricolare' di 10 Hz (onde alfa) e, di conseguenza, con l'attività corrispondente: rilassamento, calma, tranquillità.


Un metodo efficace senza controindicazioni e senza produrre assuefazione esiste ed è stato sperimentato con successo sia dall'Università Statale di Milano che dal Centro di ingegneria biomedica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, operante presso il Politecnico di Milano. Esso è il Rigeneratore Cerebrale Karnak.

Il suo scopo è quello di ristabilire un equilibrio energetico attraverso la rigenerazione cerebrale con conseguente riattivazione delle funzioni organiche, producendo un benessere psicobiofisico duraturo.

I risultati ottenuti dagli studi effettuati fino ad oggi riportano una drastica riduzione e/o eliminazione di problemi di salute quali ansia, depressione, iper e ipotensione, insonnia, diabete, stress mentale, senilità precoce e disturbi psicosomatici.

L’utilizzo del Rigeneratore Cerebrale Karnak consente inoltre di sviluppare alcune particolari facoltà intuitive, percettive, creative e magnetiche e di migliorare la capacità apprenditiva e di concentrazione oltre che ripristinare il benessere anche attraverso la magnetizzazione dei liquidi.

Il veicolo principale che regola l’attività dei neuroni cerebrali è il DNA-RNA, che viene regolato da un campo elettromagnetico suscettibile di alterazione quando si verificano episodi di stress, angoscia, panico, spaventi, traumi, irritabilità, sconforto, senilità ed altro, provocando problemi psicosomatici, disfunzioni e malattie.


La seduta con il Rigeneratore Cerebrale è consigliata a tutti coloro che intendono ritrovare e mantenere il benessere.

Può fornire buoni risultati a riguardo delle seguenti situazioni:
Affaticamento mentale - memoria
Stress - problemi psicosomatici - attività neurovegetativa
Insonnia o disturbi del sonno
Ipertensione
Disturbi cardiaci
Problemi circolatori e respiratori
Depressione - ansia - insicurezza
Disturbi caratteriali - irrequietezza - aggressività
Rigenerazione cerebrale - magnetismo - difese immunitarie
Attività sportive - recupero biofisico
Sessualità
Funzionalità ormonale - obesità
Magnetizzazione dei liquidi (diabete - problemi dermatologici)
Rigenerazione degli organi
Sviluppo delle facoltà mentali


FONTE : http://www.terapiedelfuturo.it


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Desideraimo aggiungere a questo interessantissimo articolo l'informazione di due corsi "dove si lavora" in ONDE THETA tenuti dalla nostra associazione :

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- IL THETA HEALING [ per leggere una scheda dettagliata del corso fare click qui ]
Nel corso viene insegnato come :
-Portare le onde cerebrali ad una frequenza theta in pochi secondi
-Vedere all’interno del corpo umano
-Compiere un'attivazione dei cromosomi della giovinezza e vitalità e dei dieci filamenti di DNA
-Compiere guarigioni con l’amore incondizionato
-Riallineare la colona vertebrale
-Lavorare sui quattro livelli di convinzioni
-Sostituire le convinzioni negative per noi e per gli altri
-Lavorare sui ganci psichici
-Incontrare il ns. Maestro Spirituale o Angelo Custode

- IL THETA CHANGE [ per leggere una scheda dettagliata del corso fare click qui ]
Il Theta Change permette di trasmutare gli archetipi delle paure antiche che ci impediscono di evolvere e vivere in equilibrio.

Il Piano del Profondo Inconscio di Realta' (Corpo Causale) contiene gli accordi karmici relativi alle ruote di Paura inerenti all'esperienza umana.
Esse sono incluse nel ns. patrimonio genetico.

Le paure primordiali, come abbiamo potuto notare, viaggiano sempre in parallelo con la loro credenza opposta.
Ecco perche' le abbiamo chiamate le Credenze Gemelle.

Non possiamo trovare risoluzioni alle ns. credenze limitanti di paura e panico, ne' ai ns. blocchi energetici, nè al nostro benessere materiale, se non equilibriamo questi "primi mattoni" del karma, insieme.

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L'IMPORTANZA DEL NOSTRO NOME E COGNOME : LA VIBRAZIONE DEI NOMI

Rispondo ad un quesito postomi da un amica, sperando di essere utile a lei e a chi si interessa di Numerologia e Kabala.
La Scienza dei numeri è lo studio comparato individuali e di quelle cosmiche
Attraverso questa antica pratica è possibile scoprire le vibrazioni particolari d'ogni persona, ossia il suo carattere, poi che ciascuna vibrazione è espressa da un valore numerico.
Le lettere che rappresentano i suoni, o vibrazioni, del nostro nome e cognome sono riconducibili a numeri, mentre la nostra data di nascita è già un insieme di numeri.
Queste nostre vibrazioni personali, ed il loro rapporto con le frequenze cosmiche (che formano la materia di studio dell'astrologia), determinano le nostre caratteristiche psichiche influenzando così il corso della nostra vita.
Le vibrazioni della psiche sono costituite dal suono del nome che ci hanno imposto; nulla, neppure l'imposizione del nome, avviene per caso, perché in ogni cosa operano le leggi cosmiche espresse, a loro volta, dal Numero.
Non esistono coincidenze, neanche riguardo alla scelta del nome, che avviene per mezzo dell'ispirazione d'invisibili programmatori i quali conoscono la natura ed il significato della nostra esistenza attuale in base al livello d'evoluzione del nostro "I0" permanente.
L'importanza del nome nella formazione del carattere può essere dimostrata anche osservando che, se si cambia nome cambia anche il carattere: basti pensare alle persone dello spettacolo, agli aderenti a determinati ordini religiosi, addirittura al Papa che, quando sale al Soglio, assume un nuovo nome, attraverso il quale riassume il senso che vuol dare al suo pontificato.
Presso molti popoli "primitivi" la personalità s'identifica con il nome: non hanno, infatti, nome coloro i quali, non essendo distinguibili come individui, stanno ancora sommersi nel complesso della tribù e che assumeranno un nome quando avranno raggiunto consapevolezza e un ruolo sociale ben definito.
Forse per la stessa ragione presso gli antichi romani, le donne non avevano, come gli uomini, il prenome (corrispondente all'attuale nome di battesimo) ma soltanto il "Nomen Gens", o appellativo del clan parentale o tribù d'appartenenza.
In Africa Occidentale, e precisamente in Liberia dove mi sono trovato a vivere per un certo tempo, il passaggio dalla categoria di fanciullo a quella d'adulto è festeggiato come una vera e propria rinascita: i fanciulli entrano in un bosco sacro dove si crede siano uccisi dallo spirito del bosco e poi risvegliati a nuova vita.
Un nuovo spirito, dicono, entra in loro per effetto di una iniziazione mistica ed essi escono dalla giungla con un nome segreto essendo diventati un altro individuo.
Ho sperimentato personalmente quest'iniziazione, in via del tutto
eccezionale, potendo così accertarmi, eliminando ogni dubbio in me, come il nome sia fondamentale nella vita di ciascuno di noi perché,dall'assunzione del nuovo nome, forze nuove e qualità, prima di allora inesistenti in me, cominciarono ad agire nella mia personalità umana.
Nel Vangelo, nel colloquio tra Gesù e Nicodemo, si parla di una rinascita offerta dal Cristo e capace di mutare l'uomo: questa rinascita in Cristo viene identificata con il battesimo nel quale, tra l'altro, si impone un nome nuovo alla persona.

Nel corso dei miei numerosi viaggi per il mondo, soprattutto in
Africa ed in Sud dell'america, ho potuto riscontrare, parlando con i saggi e gli sciamani di queste popolazioni definite "semi civilizzate", che il nome per loro è la forza più potente della natura e che nulla può esistere senza nome:
"CONOSCERE IL VERO NOME DELLE COSE SIGNIFICA AVERE
POTERE SU DI ESSE"
Gli antichi Romani dovevano essere a conoscenza di questa verità perché era usanza dei sacerdoti utilizzare durante i riti religiosi nomi segreti ignoti a tutti onde evitare che persone con intenti sacrileghi malvagi entrassero in possesso della conoscenza di questi nomi e potessero cosi danneggiare o togliere loro il potere o estinguere l'individualità dei sacerdoti stessi.
Lo Stato Romano, identificato con la città di Roma, bene supremo per l'oligarchia che deteneva il potere, aveva un suo nome segreto, utilizzato nei riti religiosi, appellativo noto solo ad alcuni sacerdoti.
Il nome è una parola, la parola è un suono che è il risultato di vibrazioni od oscillazioni esprimibili attraverso il numero.
Ogni suono è esprimibile con un valore numerico, ogni lettera manifesta e simboleggia un suono e, di conseguenza, ogni lettera è riconducibile ad un numero.
I numeri da uno a nove comprendono tutta la serie delle vibrazioni dell'esistenza materiale dell'uomo e del suo sviluppo cosciente nel plano fisico, vitale, mentale ed intuitivo.
In base alla legge del contrasto ogni numero o vibrazione può esprimersi in due modi che chiameremo uno positivo e l'altro negativo.
La vibrazione è positiva, quando il numero si manifesta in modo costruttivo ed in armonia con lo schema delle cose; è costituito da amore e sapienza, intendimento, ottimismo e da tutto ciò che è buono, vero, bello.
Definisce l'opera spirituale e permanente dell'anima, la superiorità dello Spirito Divino.
Quando il numero vibra negativamente è l'opposto del positivo. Simboleggia la terra materiale, l'egoismo, l'ignoranza.
È il risultato della paura, dell'avversione, dell'odio, dell'opposizione ed è causa di sofferenze morali e fisiche.
"LE VIBRAZIONI CI SONO STATE IMPOSTE CON IL NOME, MA NOI ABBIAMO LA POSSIBILITA' DI SCEGLIERE IL LORO
ASPETTO".
Vibrando in modo positivo e costruttivamente l'uomo può vivere in
pace e nella felicità, se, invece si lascia vibrare negativamente diverrà infelice e distruttivo.
Ogni operazione negativa può essere mutata in positiva con l'aiuto
spirituale e la buona volontà di migliorare.
Buona Notte,
dal vostro sempre presente Sciamanoverde.

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FONTE : AMICISPIRITUALI
UTENTE : SCIAMANOVERDE
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PARADIGMA OLOGRAFICO DELLA REALTA' : le guarigioni miracolose potrebbero in realta' essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza

PARADIGMA OLOGRAFICO DELLA REALTA' : le guarigioni miracolose potrebbero in realtà essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza che provochi dei cambiamenti nell’ologramma corporeo. Le immagini della ns. mente sono reali quanto la realtà !

Nel 1982 un’équipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del 20° secolo. Aspect ed il suo team hanno infatti scoperto che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l’altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri. È come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stiano facendo tutte le altre. Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente. Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l’ipotesi più accreditata è che l’esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale.
David Bohm, noto fisico dell’Università di Londra, recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva non esiste. Nonostante la sua apparente solidità, l’universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato. Ologrammi, la parte e il tutto in una sola immagine
Per capire come mai il Prof. Bohm abbia fatto questa sbalorditiva affermazione, dobbiamo prima comprendere la natura degli ologrammi. Un ologramma è una fotografia tridimensionale prodotta con l’aiuto di un laser: per creare un ologramma l’oggetto da fotografare viene prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo raggio laser viene fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi si incontrano viene impresso sulla pellicola fotografica. Quando la pellicola viene sviluppata risulta visibile solo un intrico di linee chiare e scure ma, illuminata da un altro raggio laser, ecco apparire il soggetto originale. La tridimensionalità di tali immagini non è l’unica caratteristica interessante degli ologrammi, difatti se l’ologramma di una rosa viene tagliato a metà e poi illuminato da un laser, si scoprirà che ciascuna metà contiene ancora l’intera immagine della rosa. Anche continuando a dividere le due metà, vedremo che ogni minuscolo frammento di pellicola conterrà sempre una versione più piccola, ma intatta, della stessa immagine. Diversamente dalle normali fotografie, ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall’ologramma integro.
Questa caratteristica degli ologrammi ci fornisce una maniera totalmente nuova di comprendere i concetti di organizzazione e di ordine.
Per quasi tutto il suo corso la scienza occidentale ha agito sotto il preconcetto che il modo migliore di capire un fenomeno fisico, che si trattasse di una rana o di un atomo, era quello di sezionarlo e di studiarne le varie parti.
Gli ologrammi ci insegnano che alcuni fenomeni possono esulare da questo tipo di approccio.
Questa intuizione suggerì a Bohm una strada diversa per comprendere la scoperta del professor Aspect. Diversi livelli di consapevolezza, diverse realtà Bohm si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risiede nel fatto che la loro separazione è un’illusione. Egli sosteneva che, ad un qualche livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno stesso "organismo" fondamentale.
Per spiegare la sua teoria Bohm utilizzava questo esempio: immaginate un acquario contenente un pesce. Immaginate anche che l’acquario non sia visibile direttamente ma che noi lo si veda solo attraverso due telecamere, una posizionata frontalmente e l’altra lateralmente rispetto all’acquario. Mentre guardiamo i due monitor televisivi possiamo pensare che i pesci visibili sui monitor siano due entità separate, la differente posizione delle telecamere ci darà infatti due immagini lievemente diverse. Ma, continuando ad osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra di loro: quando uno si gira, anche l’altro si girerà; quando uno guarda di fronte a sé, l’altro guarderà lateralmente. Se restiamo completamente all’oscuro dello scopo reale dell’esperimento, potremmo arrivare a credere che i due pesci stiano comunicando tra di loro, istantaneamente e misteriosamente.
Secondo Bohm il comportamento delle particelle subatomiche indica chiaramente che vi è un livello di realtà del quale non siamo minimamente consapevoli, una dimensione che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, esse non sono "parti" separate bensì sfaccettature di un’unità più profonda e basilare che risulta infine altrettanto olografica ed indivisibile quanto la nostra rosa. E poiché ogni cosa nella realtà fisica è costituita da queste "immagini", ne consegue che l’universo stesso è una proiezione, un ologramma. Il magazzino cosmico di tutto ciò che è, sarà o sia mai stato
Oltre alla sua natura illusoria, questo universo avrebbe altre caratteristiche stupefacenti: se la separazione tra le particelle subatomiche è solo apparente, ciò significa che, ad un livello più profondo, tutte le cose sono infinitamente collegate. Gli elettroni di un atomo di carbonio del cervello umano sono connessi alle particelle subatomiche che costituiscono ogni salmone che nuota, ogni cuore che batte ed ogni stella che brilla nel cielo.
Tutto compenetra tutto. Sebbene la natura umana cerchi di categorizzare, classificare e suddividere i vari fenomeni dell’universo, ogni suddivisione risulta necessariamente artificiale e tutta la natura non è altro che una immensa rete ininterrotta. In un universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali.
Poiché concetti come la località vengono infranti in un universo dove nulla è veramente separato dal resto, anche il tempo e lo spazio tridimensionale (come le immagini del pesce sui monitor TV) dovrebbero venire interpretati come semplici proiezioni di un sistema più complesso.
Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta di super-ologramma dove il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente; questo implica che, avendo gli strumenti appropriati, un giorno potremmo spingerci entro quel livello della realtà e cogliere delle scene del nostro passato da lungo tempo dimenticato. Cos’altro possa contenere il super-ologramma resta una domanda senza risposta.
In via ipotetica, ammettendo che esso esista, dovrebbe contenere ogni singola particella subatomica che sia, che sia stata e che sarà, nonché ogni possibile configurazione di materia ed energia: dai fiocchi di neve alle stelle, dalle balene grigie ai raggi gamma. Dovremmo immaginarlo come una sorta di magazzino cosmico di Tutto ciò che Esiste.
Bohm si era addirittura spinto a supporre che il livello super-olografico della realtà potrebbe non essere altro che un semplice stadio intermedio oltre il quale si celerebbero un’infinità di ulteriori sviluppi. Poiché il termine ologramma si riferisce di solito ad una immagine statica che non coincide con la natura dinamica e perennemente attiva del nostro universo, Bohm preferiva descrivere l’universo col termine "olomovimento".
Affermare che ogni singola parte di una pellicola olografica contiene tutte le informazioni in possesso della pellicola integra significa semplicemente dire che l’informazione è distribuita non-localmente. Se è vero che l’universo è organizzato secondo principi olografici, si suppone che anch’esso abbia delle proprietà non-locali e quindi ogni particella esistente contiene in se stessa l’immagine intera.
Partendo da questo presupposto si deduce che tutte le manifestazioni della vita provengono da un’unica fonte di causalità che include ogni atomo dell’universo. Dalle particelle subatomiche alle galassie giganti, tutto è allo stesso tempo parte infinitesimale e totalità di "tutto". Il cervello è un ologramma capace di conservare 10 miliardi di informazioni…
Lavorando nel campo della ricerca sulle funzioni cerebrali, anche il neurofisiologo Karl Pribram, dell’Università di Stanford, si è convinto della natura olografica della realtà.
Numerosi studi, condotti sui ratti negli anni ‘20, avevano dimostrato che i ricordi non risultano confinati in determinate zone del cervello: dagli esperimenti nessuno però riusciva a spiegare quale meccanismo consentisse al cervello di conservare i ricordi, fin quando Pribram non applicò a questo campo i concetti dell’olografia. Il Dott. Pribram crede che i ricordi non siano immagazzinati nei neuroni o in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l’area del frammento di pellicola che contiene l’immagine olografica. Quindi il cervello stesso funziona come un ologramma e la teoria di Pribram spiegherebbe anche in che modo questo organo riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio così limitato.
È stato calcolato che il cervello della nostra specie ha la capacità di immagazzinare circa 10 miliardi di informazioni, durante la durata media di vita (approssimativamente l’equivalente di cinque edizioni dell’Enciclopedia Treccani!) e si è scoperto che anche gli ologrammi possiedono una sorprendente capacità di memorizzazione, infatti semplicemente cambiando l’angolazione con cui due raggi laser colpiscono una pellicola fotografica, si possono accumulare miliardi di informazioni in un solo centimetro cubico di spazio.... ma anche di correlare idee e decodificare frequenze di ogni tipo.
Anche la nostra stupefacente capacità di recuperare velocemente una qualsivoglia informazione dall’enorme magazzino del nostro cervello risulta spiegabile più facilmente, se si suppone che esso funzioni secondo principi olografici. Non è necessario scartabellare attraverso una specie di gigantesco archivio alfabetico cerebrale perché ogni frammento di informazione sembra essere sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri: un’altra particolarità tipica degli ologrammi.
Si tratta forse del supremo esempio in natura di un sistema a correlazione incrociata. Un’altra caratteristica del cervello spiegabile in base all’ipotesi di Pribram è la sua abilità nel tradurre la valanga di frequenze luminose, sonore, ecc. che esso riceve tramite i sensi, nel mondo concreto delle nostre percezioni.
Codificare e decodificare frequenze è esattamente quello che un ologramma sa fare meglio. Così come un ologramma funge, per così dire, da strumento di traduzione capace di convertire un ammasso di frequenze prive di significato in una immagine coerente, così il cervello usa i principi olografici per convertire matematicamente le frequenze ricevute in percezioni interiori.
Vi è una impressionante quantità di dati scientifici che confermano la teoria di Pribram, ormai, infatti, condivisa da molti altri neurofisiologi. Il ricercatore italo-argentino Hugo Zucarelli ha recentemente applicato il modello olografico ai fenomeni acustici, incuriosito dal fatto che gli umani possono localizzare la fonte di un suono senza girare la testa, abilità che conservano anche se sordi da un orecchio. È risultato che ciascuno dei nostri sensi è sensibile ad una varietà di frequenze molto più ampia di quanto supposto.
Ad esempio: il nostro sistema visivo è sensibile alle frequenze sonore, il nostro senso dell’olfatto percepisce anche le cosiddette "frequenze osmiche" e persino le cellule del nostro corpo sono sensibili ad una vasta gamma di frequenze.
Tali scoperte suggeriscono che è solo nel dominio olografico della coscienza che tali frequenze possono venire vagliate e suddivise. La realtà? Non esiste, è solo un paradigma olografico.
Ma l’aspetto più sbalorditivo del modello cerebrale olografico di Pribram è ciò che risulta quando lo si unisce alla teoria di Bohm. Perché se la concretezza del mondo non è altro che una realtà secondaria e ciò che esiste non è altro che un turbine olografico di frequenze e se persino il cervello è solo un ologramma che seleziona alcune di queste frequenze trasformandole in percezioni sensoriali, cosa resta della realtà oggettiva? Per dirla in parole povere: non esiste.
Come avevano lungamente sostenuto le religioni e le filosofie orientali, il mondo materiale è una illusione. Noi stessi pensiamo di essere delle entità fisiche che si muovono in un mondo fisico ma tutto questo fa parte del campo della pura illusione. In realtà siamo una sorta di "ricevitori" che galleggiano in un caleidoscopico mare di frequenze e ciò che ne estraiamo lo trasformiamo magicamente in realtà fisica: uno dei miliardi di "mondi" esistenti nel super-ologramma.
Questo impressionante nuovo concetto di realtà è stato battezzato "paradigma olografico" e sebbene diversi scienziati lo abbiano accolto con scetticismo, ha entusiasmato molti altri. Un piccolo, ma crescente, gruppo di ricercatori è convinto che si tratti del più accurato modello di realtà finora raggiunto dalla scienza. In un universo in cui le menti individuali sono in effetti porzioni indivisibili di un ologramma e tutto è infinitamente interconnesso, i cosiddetti "stati alterati di coscienza" potrebbero semplicemente essere il passaggio ad un livello olografico più elevato.
Se la mente è effettivamente parte di un continuum, di un labirinto collegato non solo ad ogni altra mente esistente o esistita, ma anche ad ogni atomo, organismo o zona nella vastità dello spazio, ed al tempo stesso, il fatto che essa sia capace di fare delle incursioni in questo labirinto e di farci sperimentare delle esperienze extracorporee, non sembra più così strano. Immaginarsi malati, immaginarsi sani.
Il paradigma olografico ha delle implicazioni anche nelle cosiddette scienze pure come la biologia. Keith Floyd, uno psicologo del Virginia Intermont College, ha sottolineato il fatto che se la concretezza della realtà non è altro che una illusione olografica, non potremmo più affermare che la mente crea la coscienza (cogito ergo sum). Al contrario, sarebbe la coscienza a creare l’illusoria sensazione di un cervello, di un corpo e di qualunque altro oggetto ci circondi che noi interpretiamo come "fisico".
Una tale rivoluzione nel nostro modo di studiare le strutture biologiche ha spinto i ricercatori ad affermare che anche la medicina e tutto ciò che sappiamo del processo di guarigione verrebbero trasformati dal paradigma olografico. Infatti, se l’apparente struttura fisica del corpo non è altro che una proiezione olografica della coscienza, risulta chiaro che ognuno di noi è molto più responsabile della propria salute di quanto riconoscano le attuali conoscenze nel campo della medicina.
Quelle che noi ora consideriamo guarigioni miracolose potrebbero in realtà essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza che provochi dei cambiamenti nell’ologramma corporeo.
Allo stesso modo, potrebbe darsi che alcune controverse tecniche di guarigione alternative come la "visualizzazione" risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la "realtà". Il mondo concreto è una tela bianca che attende di essere dipinta.
Perfino le visioni ed altre esperienze di realtà non ordinaria possono venire facilmente spiegate se accettiamo l’ipotesi di un universo olografico. Nel suo libro "Gifts of Unknown Things", il biologo Lyall Watson descrive il suo incontro con una sciamana indonesiana che, eseguendo una danza rituale, era capace di far svanire istantaneamente un intero boschetto di alberi.
Watson riferisce che mentre lui ed un altro attonito osservatore continuavano a guardare, la donna fece velocemente riapparire e scomparire gli alberi diverse volte.
Sebbene le conoscenze scientifiche attuali non ci permettano di spiegare tali fenomeni, esperienze come queste diventano più plausibili qualora si ammetta la natura olografica della realtà. Forse siamo tutti d’accordo su cosa esista o non esista semplicemente perché ciò che consideriamo "realtà consensuale" è stato formulato e ratificato ad un livello della coscienza umana nel quale tutte le menti sono illimitatamente collegate tra loro. Se ciò risultasse vero, sarebbe la più profonda ed importante di tutte le conseguenze connesse al paradigma olografico, implicherebbe infatti che esperienze come quella riportata da Watson non sono comuni solo perché non abbiamo impostato le nostre menti con le convinzioni atte a renderle tali. In un universo olografico non vi sono limiti all’entità dei cambiamenti che possiamo apportare alla sostanza della realtà perché ciò che percepiamo come realtà è soltanto una tela in attesa che noi vi si dipinga sopra qualunque immagine vogliamo.
Tutto diviene possibile, dal piegare cucchiai col potere della mente, ai fantasmagorici eventi vissuti da Carlos Castaneda durante i suoi incontri con don Juan, lo sciamano Yaqui descritto nei suoi libri. Tutto questo non sarà né più né meno miracoloso della capacità che abbiamo di plasmare la realtà a nostro piacimento durante i sogni.
Tutte le nostre convinzioni fondamentali dovranno essere riviste alla luce della teoria olografica della realtà.

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I TEMPI DEI CHAKRA SIGILLATI SONO FINITI

I TEMPI DEI CHAKRA SIGILLATI SONO FINITI : si apre il collegamento all'evoluzione superiore

I sigilli vengono rimossi con l'attivazione del
processo del corpo di luce.

I nostri libri d'istruzione sui chakra vanno riscritti dato che parlano dei chakra come di vortici a forma di cono separati l'uno dall'altro. Questo era il loro stato soltanto durante il periodo della grande separazione nei trascorsi dodici millenni, quando furono intenzionalmente sigillati al centro. I sigilli sono stati spezzati con l'attivazione del processo del corpo di luce e i chakra possono ora di nuovo dilatarsi divenendo sfere di luce. Nel corso del processo si fondono poi sempre più insieme e formano infine, come unione dei chakra, il centro del nostro campo di luce riunito. [Immagine esplicativa del modello per l'invocazione reperibile sul libro "Il Corpo di Luce"]

Alla fine del testo segue la relativa meditazione.


Conosciamo da molte pubblicazioni le descrizioni e i disegni relativi ai nostri chakra principali: visti frontalmente sono sette dischi o ruote, separati, sovrapposti l'uno sull'altro e formano una linea verticale.

Visti lateralmente sono vortici a forma di cono che giungono fino al centro del corpo.


Così erano i nostri chakra nella vecchia energia.

A dire il vero, allo stato completamente evoluto, i nostri chakra formano invece un unico grosso chakra o campo energetico il cui centro è il cuore. Tutte le descrizioni contenute nei libri fin d'ora si riferivano giustamente soltanto allo stato ridotto dei nostri chakra nei millenni trascorsi.

Dal momento in cui fu attivato il corpo di luce, alla fine degli anni '80, i chakra riassumono lo stato originario sviluppandosi in senso inverso. Trattasi di un processo graduale, e sperimenteremo varie gradazioni intermedie, come descritto in alcuni dei più recenti libri della New Age. Quanto più avanzato è il processo del corpo di luce tanto più si fondono i cakra. Nelle persone che hanno raggiunto il decimo livello del processo, lo stato originario è praticamente ripristinato.


I chakra sono dei soli.

Chiunque lavori con i chakra, come guaritore o maestro spirituale - se non ancora avvenuto - dovrebbe tener presente questo sviluppo nel suo lavoro e integrare nuove informazioni nel suo insegnamento.

Ma cominciamo dal principio.

L'uomo ha quattordici chakra principali, sette nel corpo e sette fuori dal corpo, sopra la testa. Allo stato non-manipolato i chakra sono conformazioni sferiche che irradiano come un sole in tutte le direzioni.


Perché la manipolazione?

Dopo la scomparsa di Atlantide, la nostra parte spirituale che si trova nel ciclo d'incarnazione si densificò ancor più. Volevamo giocare il gioco del karma per impare ancor di più e trasformare ancor meglio l'energia pesante in energia leggera.

A tale scopo vennero modificate le nostre strutture fisiche energetiche, per mezzo di isolatori eterici, a tal punto che furono interrotte le nostre connessioni con la coscienza spirituale e le energie delle dimensioni superiori. I nostri chakra sigillati al centro formano da quel momento in poi i noti vortici a forma di cono. In questa formazione potevano solo dirigere, trasformare e scambiarsi vicendevolmente l'energia astrale dal davanti verso il dietro e viceversa, ovvero dall'alto in basso e viceversa.

[Potete apportare ancor più luce nella vostra vita, semplicemente pensandoci. La luce reagisce ai vostri pensieri e viene immediatamente da voi attatta. Orin]


La membrana attorno al cuore.

Ma non solo questo: attorno al quarto chakra, centro del cuore, venne posta una barriera energetica simile a una membrana che interruppe il contatto del centro del cuore con gli altri sei chakra del corpo. Soltanto così poteva funzionare veramente il gioco del karma, questo permetteva infatti ai tre chakra più bassi (di base, sacrale, e del plesso solare) di vivere in pieno senza venire frenati più di tanto dal chakra del cuore.

Ne conseguì che le reazioni nelle più importanti situazioni della vita erano sbilanciate, quindi disarmoniche, dato che le razioni incentrate sul cuore, come l'amore e l'empatia, erano represse. In altre parole, l'intelletto nudo e crudo, irrefrenabile, funzionava partendo dal sesto cakra, dal quinto provenivano la comunicazione superficiale e i giudizi spietati, dal terzo le reazioni egoiche e di potere, dal secondo le aspirazioni sessuali e creative senza rapporto col cuore, e dal primo le reazioni di sopravvivenza e di paura.


Trasformare il karma in energia d'amore.

Ovunque mancava saggezza, amore, coraggio e forza del cuore. Queste reazioni disarmoniche portarono, come progettato e previsto, alla formazione del karma. Ci eravamo prefissi il compito di trasformare questo karma in energie superiori d'amore, nel corso di molte vite. Soltanto così potevano elevare la vibrazione del pianeta al servizio dell'universo, mentre noi potevamo imparare moltissimo e crescere parecchio.

Sono cosciente che questa affermazione contiene un mistero estremamente esoterico. Forse dobbiamo arrestarci qui e accettarla così com'è.

In quei punti del corpo dove i coni dei chakra si congiungevano, si formarono depositi di scorie di pensieri e sentimenti, per cui venne frenata la velocità di rotazione dei chakra e sovente addirittura si arrestò. Questo, a sua volta, addusse una sottoalimentazione energetica dei meridiani di agopuntura con conseguenti possibili malattie o morte.


I sigilli sono stati spezzati.

Con l'attivazione del processo del corpo di luce furono rotti i sigilli nei chakra e la membrana attorno al centro del cuore venne rimossa. Da allora la struttura dei chakra si apre gradualmente sviluppandosi di nuovo in soli sferici che irradiano in tutte le direzion e cominciano a trasformare le energie dalle dimensioni superiori.

Nel corso di questo processo il corpo smaltisce e tratta anche le scorie accumulate del karma. La forma sferica dei chakra inoltre fa in modo che non si depositino altre scorie.

Con il crescente sviluppo del corpo di luce, i sette soli dei chakra nel corpo si espandono sempre più in tutte le direzioni finché si fondono per formare un unico chakra il cui centro è il cuore.


I chakra superiori vengono attivati.

A partire da un determinato grado di sviluppo del corpo di luce cominciano ad aprirsi anche i chakra superiori sopra la testa. Ognuno di questi chakra superiori ha una propria struttura geometrica della copia cianografica, ciascuna prevista per trasformare le energie della corrispondente dimensione di densità energetica (DE) o frequenza dell'anima superiore.

L'ottavo e l'undicesimo chakra contengono inoltre matrici eteriche cristalline attraverso le quali passano le linee assiatonali galattiche. L'anima superiore utilizza queste matrici per modulare gli influssi delle stelle sul corpo fisico, non appena sono ripristinati i collegamenti dei meridiani assiatonali. L'anima superiore ricalibra le linee assiatonali e il sistema di circolazione assiatonale con l'ausilio dell'ottavo chakra. E' per questo che esso funge da centro di controllo e comando per la mutazione del corpo fisico e la fusione dei corpi energetici.


Strutture alfa e omega.


Ora viene anche riattivato un sistema energetico che, a sua volta, era soltanto allo stato rudimentale durante la separazione: i chakra alfa e omega. Non si tratta di chakra nel senso degli altri 14, ma di puri centri energetici che hanno un altro piano di costruzione e altre funzioni. Sono regolatori di energia finemente tarati per le onde elettriche e magnetiche, nonché per le onde della forza di gravità. Inoltre fungono anche da àncora per la copia cianografica eterica della settima dimensione DE.


Il chakra alfa si trova circa 15-20 centimetri sopra la testa - circa 5 centimetri dalla sommità del cranio in direzione della fronte, e ci collega con il nostro corpo di luce nella quinta dimensione DE.


Il chakra omega si trova circa 20 centimetri al di sotto del coccige e ci collega sia con l'ologramma planetario, cia con la nostra griglia olografica d'incarnazione (priva di karma).


[All'inizio vi sarà più facile attirare anzicché irradiare la luce. Ma se pensate spesso alla luce, vi caricate e vi circondate di un raggiante corpo di luce. Orin]


L'onda del Metatron.


L'ottavo chakra si trova da 17 a 23 centimetri sopra la sommità del capo - ed è ubicato più in alto del centro alfa. Partendo dall'ottavo chakra, una fascia di luce dello spessore di 10 centimetri circa passa attraverso i chakra del corpo fino a circa 20 centimetri sotto i piedi. Questa fascia di luce contiene un tubo di luce di 4 centimetri circa. Non appena i centri alfa e omega sono aperti e funzionano correttamente si forma una cosiddetta onda del Metatron.


Queste onde elettriche, magnetiche e gravitazionali oscillano tra il centro alfa e quello omega che regolano l'ampiezza e la frequenza delle onde. Tali onde stimolano e coadiuvano il flusso dell'energia pranica nel tubo di luce. Le onde del Metatron hanno inoltre funzioni determinanti nella mutazione del corpo fisico in corpo di luce.



Collegamento all'evoluzione superiore.

Mentre i chakra si sviluppano progressivamente in soli radiosi, nel nostro corpo eterico si formano strutture a griglia che li collegano direttamente con i punti di rotazione sull'epidermide. In tal modo vengono collegati con il nuovo sistema assiatonale dei meridiani e il sistema assiale di circolazione. I nostri chakra vengono così nuovamente ricollegati alle griglie di risonanza universali e ai movimenti delle onde delle evoluzioni superiori. Essi trasmettono poi le onde e le pulsazioni attraverso i punti di circolazione nel sistema di circolazione assiale e ricalibrano così le pulsazioni e i flussi dei liquidi corporei.


Le porte di Eden.

Di particolare importanza in questa riattivazione è, come già accennato, il chakra del cuore che, per di più, era stato isolato da una barriera energetica come una membrana. L'arcangelo Ariel definisce questa barriera le porte di Eden. Con ciò vuole ricordare la storia biblica secondo cui Adamo ed Eva vennero scacciati dal giardino di Eden dove un angelo con la spada fiammeggiante impediva loro il rientro.

Analogamente, secondo Ariel, va intesa la membrana attorno al chakra del cuore perché ci ha impedito, all'uscita dal corpo, di giungere nelle altre dimensioni DE tramite questo chakra. Durante il gioco del karma dovevamo infatti assolutamente restare nella sfera astrale, quindi nella quarta dimensione. Nulla della nostra dimensione di densità energetica doveva giungere nelle dimensioni situate sopra la sfera astrale.


Con la rimozione della membrana il chakra del cuore si espande di nuovo, la ghiandola del timo ricomincia a crescere e riprende gradualmente le vecchie funzioni e il centro del cuore si apre verso sfere sempre più elevate. Così il chakra del cuore può nuovamente riprendere la sua supremazia sugli altri chakra. Non appena ciò si verifica, i chakra cominciano a fondersi in un unico chakra, riassumendo lo stato originario dei propri centri energetici. Per favorire la fusione, Ariel ci ha dato la meditazione apposita che si trova di seguito a questo testo.



Attraverso il campo di luce unificato fluisce l'anima superiore.


Questa graduale fusione dei chakra è di aiuto anche per la fusione delle nostre sfere di coscienza - corpi emotivo, mentale e spirituale - in un unico campo di luce. Questo campo di luce riceve poi i campi di coscienza delle varie sfere delle nostre anime superiori e si muove d'ora in poi altrettanto in sincronia con le onde e le pulsazioni universali.


Prima che si arrivi a questo punto debbono però essere sgombrati i blocchi che impediscono l'attivazione del chakra del cuore. L'ostacolo principale è costituito dai molteplici blocchi che non ci consentono di essere del tutto nel nostro corpo fisico. Sono opinioni e convinzioni che riguardano il corpo fisico e tutte le funzioni fisiche, ai quali colleghiamo per esempio vergogna, colpa, incompetenza, frustrazione e paure di ogni genere.


Questo vale normalmente ancora oggi. Pensiamo soltanto a tutto quello che facciamo per compensare i nostri concetti limitanti riferiti al nostro corpo! Molti prodotti dell'industria dell'abbigliamento, della bigiotteria, della cosmesi, dello sport, della farmaceutica e dell'alimentazione sono espressione e specchio di questi concetti limitanti.


Soltanto dopo aver eliminato queste limitazioni ed essere entrati del tutto nel corpo, possiamo aprire completamente il nostro chakra del cuore. E finché questo non avviene, le nostre azioni partono per lo più dai tre chakra inferiori senza la moderazione delle energie che scaturiscono dal cuore, e restiamo attaccati ai temi della sopravvivenza, dell'ego, del potere e simili. I chakra superiori non vengono perciò attivati.


Meditazione per la riattivazione.

La fusione in un unico chakra dei sette chakra principali separati nel corpo e dei sette chakra sopra la testa, un tempo inattivi, va di pari passo con il passaggio dell'umanità dalla vecchia alla Nuova Era, con corrispondente evoluzione della consapevolezza. Il chakra riunito ha il suo centro nel cuore e la qualità dell'energia della Nuova Era è strettamente connessa con il chakra del cuore riattivato. Con la meditazione che seguirà possiamo favorire e contribuire notevolmente alla riattivazione di questo centro.


Praticarla il più spesso possibile.

Ariel consiglia di fare la meditazione parecchie volte durante il giorno dato che inizialmente la fusione dei chakra non è duratura. Le sfere energetiche si separano in continuazione e funzionano poi di nuovo separatamente.

Quando ciò avviene ce ne accorgiamo: siamo sbilanciati nelle nostre reazioni, pensieri e sentimenti. Affiorano ira e paura, frustrazione, gelosia, rabbia e sentimenti simili, oppure si assorbono le energie disarmoniche degli altri.


In questi momenti è opportuno unire i chakra. Quanto più spesso si fa la meditazione, tanto più rapidamente si ricollegano i chakra. Col tempo basta solo il pensiero per riunirli di nuovo. Personalmente mi sono accorta che il mantra Banò Halèy produce spesso il medesimo effetto.


E' importante sapere che questa meditazione può essere di grande aiuto nello sviluppo del corpo di luce. L'unione dei chakra ci consente di gestire una gran quantità di energia senza che il nostro fisico ne venga danneggiato poiché l'intero campo mantiene l'energia.


Soprattutto nei periodi in cui si collegano a noi grosse porzioni dei nostri Sé dalle dimensioni superiori di densità energetica è opportuno riunire sovente i chakra, affinché la forte energia elettrica che comincia a scorrere attraverso il corpo non abbia l'effetto di un allacciamento del nostro fisico alla presa di alta tensione.


[Quanta più luce il vostro corpo può preservare, tanto più alta diverrà la vostra vibrazione e tanto più facilmente potrete portare l'energia del vostro ambiente ad un livello superiore. Orin]


Nel giro di alcuni chilometri.


Per eseguire la meditazione per l'unione dei chakra ci sediamo rilassati e inspiriamo sempre più profondamente la luce nel chakra del cuore. Nell'espirare visualizziamo il chakra del cuore che si espande sempre più in tutte le direzioni, come un sole, finché si estende per includere le coppie di chakra, una dopo l'altra, come indicato nella meditazione che seguirà.


Quando abbiamo raggiunto il decimo chakra, l'unione dei chakra è già un sole radiante in tutte le direzioni con un diametro di almeno 7-15 metri.


I chakra riuniti sono il centro del campo di luce unificato in cui si è fuso l'intero sistema dei quattro corpi. Questo campo di luce può raggiungere un diametro di parecchi chilometri. Quando sono attivati anche i chakra da undici a quattordici, il campo di luce unificato si estende naturalmente ben oltre.


Grande e piccola variante.


Un giorno tutti gli uomini avranno attivato tutti i quattordici chakra principali. Se qualcuno non vuole spingersi ora così avanti, può optare di arrestarsi in un primo tempo al decimo chakra.


In tal caso, modificate leggermente la meditazione, e cioè in modo tale che la parte delle gambe venga estesa per formare una sola coppia a partire dal decimo chakra fino alla regione sotto i piedi (ossia: 8° chakra e cosce, 9° chakra e polpacci, 10° chakra e piedi).


Così facendo viene incluso tutto il vostro corpo fisico anche se non vi spingete fino al 14° chakra.


Chi vuole invece attivare l'intero potenziale spirituale, su, su, fino alla Fonte - cosa che avverrà comunque progressivamente in coloro che si trovano nel processo Mahatma - faccia la meditazione come presentata di seguito.






INVOCAZIONE PER L'UNIONE DEI CHAKRA - MEDITAZIONE

[Immagine esplicativa del modello per l'invocazione
reperibile sul libro "Il Corpo di Luce"]



Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore e dilato il mio cuore fino a farlo divenire un bellissimo sole splendente che si espande sempre più in tutte le direzioni.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il chakra della gola e del plesso solare in un unico campo di luce.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il chakra dell'ombelico e il chakra della fronte, formando un unico chakra.

Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il chakra di base e il chakra della corona, formando un unico chakra.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il chakra alfa situato due palmi sopra la sommità del capo e il chakra omega due palmi sotto il coccige, formando un unico chakra... Permetto all'onda del Metatron di fluire tra i due punti... Io sono un'unità di luce.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il mio ottavo chakra sopra la sommità del capo e la parte superiore delle cosce, formando un unico chakra... Permetto la fusione del mio corpo emotivo con il mio corpo fisico... Io sono un'unità di luce.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il mio nono chakra sopra la sommità del capo e la parte inferiore delle cosce, formando un unico chakra in me e attraverso di me... Permetto la fusione del mio corpo mentale con il mio corpo fisico... Io sono un'unità di luce.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il mio decimo chakra sopra la sommità del capo e le ginocchia in un unico chakra... Permetto la fusione del mio corpo spirituale con il mio corpo fisico affinché formino un unico campo congiunto dei chakra... Io sono un'unità di luce.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il mio undicesimo chakra sopra la sommità del capo e la parte superiore dei polpacci formando un unico campo di luce... Permetto la fusione della mia anima superiore con questo campo di luce congiunto... Io sono un'unità di luce.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il mio dodicesimo chakra sopra la sommità del capo e la parte inferiore dei polpacci formando un unico campo di luce... Permetto la fusione della mia anima superiore cristica con il mio campo di luce congiunto... Io sono un'unità di luce.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il mio tredicesimo chakra sopra la sommità del capo e i piedi formando un unico campo di luce... Permetto la fusione della mia anima superiore connessa all'Io Sono con questo campo di luce congiunto... Io sono un'unità di luce.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore ed espando sempre più questo sole splendente fino a congiungere in me, attorno a me e attraverso di me, il mio quattordicesimo chakra sopra la sommità del capo e l'area sotto i piedi formando un unico campo di luce... Permetto alla Fonte di fluire attraverso questo campo di luce congiunto... Io sono un'unità di luce.


Io respiro luce attraverso il centro del mio cuore e chiedo al sommo piano del mio flusso di coscienza di irradiare attraverso il centro del mio cuore e di compenetrare interamente il mio campo di luce congiunto... Ora irradio in continuazione... Io Sono un'unità dello Spirito Divino.



Io vivo nella luce

Io amo la luce


Io rido nella luce


La luce mi sostiene e mi nutre



Con gioia servo la luce


Poiché io sono la luce

Io sono la luce

Io sono la luce

Io Sono, Io Sono, Io Sono.



#################
FONTE :
Tratto da "il Corpo di Luce"
Il processo di trasmutazione globale
Con istruzioni pratiche
Di Reindjen Anselmi
Edizioni Macrolibrarsi
RIPORTATO DA :
www.liberamenteservo.it

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RICODIFICARE IL NOSTRO DNA : il processo di ricostruzione dei nostri corpi di luce

Il nostro intero sistema solare e la Galassia della Via Lattea sono ora entrati in una porzione di cielo dalla carica molto elevata. Siamo immersi nella Cintura Fotonica, un periodo di luce intensa in cui abbiamo iniziato ad entrare alla fine degli anni ’90 e in cui rimarremo per circa 2.000 anni. In questo importante momento, le energie provenienti dalla Cintura Fotonica stanno innescando un riassetto totale della vita per come la conosciamo. Ciò accade perché l’energia della luce fotonica ha la capacità di spostare tutta la vita all’interno di una dimensione dalla frequenza più elevata, poiché contiene in sé i semi dell’illuminazione di tutto. Le strutture atomiche interne alle cellule del nostro corpo stanno lentamente ri-sintonizzandosi per combaciare con queste frequenze in aumento. Stiamo trasformandoci da corpi di terza dimensione a base carbonio (risuonanti alla frequenza e rotazione atomica del carbonio) a corpi cristallini di quinta dimensione e oltre, o corpi di luce (corrispondenti alla frequenza e rotazione atomica del cristallo). Parimenti, anche i corpi degli animali, la vita vegetale e tutto ciò che esiste sopra e dentro alla Terra sta facendo questa transizione, come pure la nostra intera galassia.

Man mano che il processo di ricostruzione dei nostri corpi di luce andrà avanti, inizieremo pian piano a notare gli effetti del divenire pienamente consapevoli, o multidimensionali. Tale stato si avrà quando il nostro DNA a 12 filamenti si sarà finalmente congiunto, riconnesso e attivato. Sperimenteremo allora la vita all’interno della coscienza multidimensionale. A tale livello di coscienza possiamo vivere nella terza dimensione conservando al contempo la nostra connessione e relazione con gli esseri dei reami superiori. Non saremo più tagliati fuori dalle altre dimensioni come siamo ora, e funzioneremo da uno stato di compassione centrata nel cuore (coscienza Cristica). Questo avverrà indipendentemente da quale dimensione ci troveremo noi stessi ad abitare. Impareremo come vivere con successo in una società galattica ed infine in una società universale. Attualmente, la maggioranza degli esseri umani ha attivi due filamenti di DNA, rappresentati da una doppia elica intrecciata. Alcune persone hanno sviluppato ed integrato tre o più filamenti, ed un gran numero di bambini nuovi nati in questo periodo (i bambini cristallo), ne hanno già attivi molti di più.

Ognuno dei 12 filamenti di DNA rappresenta uno dei dodici aspetti della coscienza multidimensionale. Tre filamenti del DNA rappresentano e governano il corpo fisico, altri tre si occupano del corpo emozionale, altri tre del corpo mentale, e i restanti tre del corpo spirituale. Tutti questi aspetti vengono rappresentati nel nostro corpo da nuovi percorsi neurali che vanno al cervello. Essi sono connessi e nutriti dal sistema endocrino tramite un sistema di ghiandole prive di condotto. Queste ghiandole lavorano in coppia con i vortici di energia dentro al nostro corpo, noti come chakra. Quando tutti i percorsi neurali lavoreranno liberamente insieme al nostro sistema di chakra, essi offriranno il passaggio verso i regni superiori, dando come risultato il nostro poter sperimentare la coscienza della multidimensionalità.

IL SISTEMA DEI CHAKRA

Noi viviamo in un universo messo in moto dalle leggi dell'elettricità e del magnetismo, il che si riflette in tutte le forme di vita di terza dimensione al suo interno. Le nostre stelle e i pianeti (forme di vita geo-magnetica) hanno tutte un polo nord e un polo sud, con linee di forze magnetiche che scorrono tra i due. I nostri corpi umani (forme di vita bio-magnetica) si uniformano anch'essi a tale campo magnetico bi-polare, con la cima della testa che costituisce il nostro polo nord e le piante dei piedi che sono il nostro polo sud. In una rappresentazione di terza dimensione, il movimento di queste linee di forza tra la nostra testa e i piedi, avvolge completamente il corpo all'interno di una struttura eterica conosciuta come un toroide a tubo. Immaginatevi questo campo energetico a forma di “ciambellina” che si estende totalmente intorno al vostro corpo. È chiamato la vostra aura. Avete notato che quando incontrate una persona per la prima volta vi capita di esserne istintivamente attratti ? Può essere la dimostrazione che entrambe le vostre auree vibrano in sintonia, risuonano insieme. La stessa cosa può esser vera quando la presenza di un altro viene sentita con disagio. Forse le energie elettro-magnetiche delle vostre auree si respingono a vicenda. Al centro di ogni campo magnetico bi-polare c’è un nucleo magnetico che va da nord a sud. Nel caso di una semplice barretta magnetica, si tratta di un pezzo di metallo magnetizzato. Nel caso del bio-magnetico corpo umano è un canale, osservabile solo nella materia sottile, chiamato tubo pranico. All'interno di questo nucleo è contenuta la forza vitale per sostenere la creazione di ogni individuo durante la sua esistenza.

Ogni tradizione spirituale identifica e riconosce la forza vitale, quel grande campo di potenziali che genera e poi mantiene in esistenza ogni singola cosa, momento dopo momento. Negli insegnamenti spirituali Cinesi la forza vitale è chiamata qi o chi (per es. nel Tai Chi, per accrescere la forza vitale), mentre quelli Giapponesi e Coreani la chiamano ki (nel Rei-ki, che significa guarigione tramite la forza vitale). Nelle tradizioni Indiane e Tibetane viene identificata col prana. La tradizione Cristiana chiama la forza vitale, grazia che santifica, o grazia. Chi pratica le tecniche spirituali della New Age, si riferisce a questo campo coi termini di luce o luce bianca, mentre ai fisici è noto come campo sub-atomico o campo quantico. In questo periodo, la forza vitale viene anche intensificata ed amplificata dalla Cintura Fotonica. Mentre girate tra le grandi quantità di persone tutte prese dalle loro faccende, in una qualsiasi grande città, potete notare ed identificare molti di quelli che stanno soffrendo di un diminuito accesso alla forza vitale. Si rivela dal loro stato di salute, dal loro senso di apertura e sicurezza di sé, e anche dal modo in cui si rapportano agli altri e si comportano. Dobbiamo tutti accedere pienamente e completamente alla forza vitale, per massimizzarne i benefici nella nostra esistenza quotidiana. Il nostro sistema di chakra è il veicolo meravigliosamente progettato per adempiere a tale funzione.

Chakra, in Sanscrito, vuol dire “disco che rotea” o “ruota”. È uno dei tanti nomi umani usati, per definire ciò che viene sentita essere una connessione bio-fisica con la nostra anima o spirito. Queste connessioni energetiche, o chakra, esistono affinché l'anima o spirito sia immerso nel corpo fisico e sia ad esso completamente mescolato. Al momento ciascuno di noi ha sette di queste connessioni energetiche, intessute nei centri meridiani del corpo, alcuni dei quali si trovano lungo la spina dorsale. Questi centri sono simili, per funzione, alla scatola di derivazione (o centralina elettrica) rinvenibile nel sistema elettrico di una casa o un ufficio. Il nostro corpo fisico viene controllato anche da una serie di circuiti neuro-elettrici altamente complessi, con un gran numero di ubicazioni specifiche in cui questi circuiti convergono. Ognuna di queste ubicazioni viene monitorata da uno speciale mini computer-neurale, collegato al cervello per mezzo del sistema nervoso centrale. Sono queste ubicazioni specifiche ad esser chiamate chakra, ed ognuna adempie ad una funzione specifica. Così come esistono determinate ghiandole endocrine che sono associate al funzionamento di ogni singolo chakra. E poiché il campo vibratorio della luce, attiva anche colori e suoni, ognuno dei centri-chakra produce il suo proprio specifico colore e suono.

ROSSO (ghiandola endocrina del surrene, o ghiandola surrenale): il chakra di base, o della radice, ci collega al mondo fisico e funge da fondamenta per costruire e sviluppare la nostra personalità. Questo è il chakra dell’accettazione, che ci permette di sentirci radicati, stabili e sicuri. Quando funziona appieno, ci sentiamo presenti nel qui ed ora, e connessi al corpo fisico.

ARANCIO (gonadi: ovaia/testicoli): il chakra della riproduzione, o sacro chakra, è il centro dell'energia sessuale e della creatività, che bilancia il libero dare e ricevere di sentimenti ed emozioni in ogni nostra relazione.

GIALLO (milza): il chakra del plesso solare è il punto in cui il nostro onore, integrità e potere hanno origine. È l'essenza di colui/colei che siamo. Quando è aperto abbiamo il controllo e possediamo sufficiente auto-stima.

VERDE (timo): il chakra del cuore è il centro del nostro sistema. Anche noto come il grande trasformatore, esso genera la capacità di amare liberamente senza paura o coscienza di sé. Quando funziona appieno, si è compassionevoli, amichevoli, e capaci di lavorare in armonia in tutte le relazioni.

BLU (tiroide): il chakra della gola è il punto in cui sentimenti ed emozioni vengono trasformati in espressività. Questo centro chakra vi aiuta a trovare l'equilibrio tra il silenzio e la parola, e vi assiste nel dire ciò che onestamente sentite. Quando è aperto non esistono problemi con l’esprimere voi stessi verbalmente o artisticamente.

INDACO (pineale): il “Terzo occhio” tra le sopracciglia, sopra al naso, vi connette al vostro essere spirituale e richiama intuito e consapevolezza dentro alla vostra vita quotidiana. Questo centro ci permette di sperimentare il nostro sesto senso fatto di conoscenza intuitiva e di usare la fantasia.

VIOLA (pituitaria): il chakra della corona vi collega al vostro più totale essere, con la consapevolezza che voi, l'universo e il Grande Creatore siete tutt'uno. Quando funziona liberamente, siamo privi di giudizio e consapevoli del mondo, di noi stessi e delle altre dimensioni.

I FILAMENTI DI DNA E LE GHIANDOLE ENDOCRINE

Ognuno di questi dodici filamenti di DNA rappresenta uno dei dodici aspetti della coscienza multidimensionale:

Filamento 1:
Coraggio di andare avanti ed integrare le nostre paure

Filamento 2:
Capacità di focalizzarsi su qualcosa e portarlo a compimento

Filamento 3:
Conservare l'equilibrio del genere sessuale tra il potere maschile e femminile

Filamento 4:
Equilibrio tra il nostro campo energetico e il corpo fisico

Filamento 5:
Vivere pacificamente in uno stato di accettazione

Filamento 6:
Forza di rimanere nella propria verità, indipendentemente dalle conseguenze

Filamento 7:
Capacità di accettare entrambi i nostri lati di ombra e luce

Filamento 8:
Capacità di conservare i propri confini personali, indipendentemente dalle conseguenze

Filamento 9:
Capacità di accettare e vivere all’interno di una comunità dissimile da noi

Filamento 10:
Capacità di sintonizzarsi con la propria anima o sé superiore e darvi ascolto

Filamento 11: Potere di immaginare, e creare/far manifestare tali visioni nella 3a Dimensione

Filamento 12:
Capacità di saper accettare, essere cordiali, e di apprezzare il valore di tutte le cose

Le Ghiandole Endocrine

Ipotalamo – Io mi traduco in ciò che credo
Pineale – Io vedo o immagino ciò che ricevo
Pituitaria – Io ascolto ciò che ricevo
Tiroide – Io dico ciò che ricevo
Timo – Io purifico e trasformo ciò che ricevo
Cuore – Io sento ciò che ricevo
Gonadi – Io creo e manifesto ciò che ricevo
Surrene – Io dò applicazione a ciò che ricevo

Nel processo di ri-codificazione, quindi, ogni filamento dev'essere singolarmente riconnesso ad ogni ghiandola e poi attivato. Ciò conduce a quell'ampliamento del DNA, che è necessario per supportare una piena coscienza dei regni superiori ed una totale comunicazione con essi. Questi aspetti vengono rappresentati, nella fisicità, da nuovi percorsi neurali verso il cervello e, quando la connessione sarà completa, la nostra coscienza multidimensionale verrà percepita e raggiunta pienamente. La luce proveniente dalla Cintura Fotonica che entra dalla pituitaria e dalla pineale, è quella che sta principalmente conducendo questo processo di ri-codificazione. Noi possiamo attivamente co-operare, in tale fase, cercando di raggiungere una qualche comprensione di quanto ci sta accadendo. La nostra capacità di interagire con le nuove frequenze di luce ed assorbirle dentro ai nostri corpi fisici, determinerà il come noi progrediremo in questo successivo gradino della nostra evoluzione fisica e spirituale. E osservando attentamente i nostri sistemi di credenze e le nostre azioni, usando emozioni e volontà come carburante per avanzare spiritualmente, noi modificheremo e ripuliremo molte indesiderate forme pensiero e schemi comportamentali che non ci servono più.

State attenti a chi offre tecniche per affrettare o far avanzare esageratamente la vostra ri-codificazione del DNA – soprattutto se attaccato c'è un cartellino del prezzo molto alto. Ci sono molti esseri superiori, guide angeliche e maestri, ultimamente, che si stanno impegnando con noi. Essi aiutano ciascuno di noi, durante questo processo di ri-codificazione, a “stare sulle nostre gambe” e a non cercare di correre troppo avanti. Tale procedimento non può neanche essere affrettato da nulla che possiamo leggere in un libro o comprare in bottiglia. Sta avendo luogo esattamente nel giusto lasso di tempo, a prescindere da quanto potremmo cercare di interferire. Questo scenario è immenso ed include la nostra intera Galassia della Via Lattea. Sta avvenendo in risposta al Piano Divino per il nostro universo, che ha avuto inizio dal nostro Creatore di Tutto Ciò Che È. Quindi, rilassatevi e lasciatevi andare alla corrente, permettete al tutto di manifestarsi da solo nel suo giusto tempo. Godetevi il viaggio. I risultati finali saranno grandiosi ed inseriranno noi tutti dentro ad un'esperienza multidimensionale, in cui poter vivere sulla Terra con la compassione dei Cieli.

FONTE :
Ecplanet
Autore: Mary Mageau
Traduzione di Daniela Brassi

Riportato da http://www.spiritualsearch.it

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