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La terra cambia frequenza !

Tutto il visibile e l'invisibile vibra in una determinata frequenza perche' e' energia. Quando lo stato vibrazionale e' lento l'energia ci appare densa e tende a solidificarsi. Tuttavia, se osserviamo un solido al microscopia elettronico possiamo osservare che esso vibra sempre di energia; esso non esisterebbe se non vibrasse. Un aumento della velocita' di vibrazione corrisponde a una diminuzione della densita' dell'energia, come nel caso del ghiaccio che diventa acqua e l'acqua diventa vapore non visibile. Il calore ha determinato un aumento della velocita' vibrazionale e il ghiaccio si e' liquefatto; l'ulteriore elevazione del calore, e quindi della velocita' vibrazionale, ha reso l'acqua ancor meno solida trasformandola in vapore.

Questo principio vale per ogni sostanza solida. Ad esempio, anche il metallo si scioglie nel momento in cui viene sottoposto ad alte temperature a causa del cambiamento del suo stato vibrazionale. Un aumento dello stato vibrazionale corrisponde a un aumento della temperatura. Anche la Terra sta modificando le sue vibrazioni al rialzo, come e' dimostrato dall'innalzamento della temperatura. Gli scienziati hanno identificato questo fenomeno gia' 1991.

Oggi il clima della Terra e' fortemente alterato e cio' viene attribuito al -surriscaldamento globale-. Molte correnti scientifiche vogliono, a tutti i costi, far credere all'opinione pubblica che il fenomeno sia causato dall'inquinamento industriale. Gli agenti inquinanti non fanno bene all'ecosistema, ma non sono certo essi la vera causa dell'innalzamento delle temperature. La vera causa del rialzo delle temperature globali e' dovuta dall'aumento della frequenza vibrazionale del campo energetico planetario che sta aumentando in maniera esponenziale.

Si tratta della frequenza sonora della Terra che sta aumentando con molta velocita'. Essa e' la frequenza sonora di base conosciuta con il nome di Risonanza di cavita' Schumann, che fu identificata gia' nel 1899. Dal momento della sua scoperta al 1940 questa frequenza e' rimasta inalterata a circa 7,8 hertz o 7 cicli al secondo. L'inizio del suo innalzamento e' avvenuto nel 1986-87 e all'inizio del 1996 aveva raggiunto gli 8,6 hertz. Attualmente, secondo recenti stime, il valore della risonanza di cavita' Schumann avrebbe gia' superato i 10 hertz e continuerebbe ad aumentare ulteriormente.

Ma non finisce qui ! L'aumento della risonanza di cavita' Schumann e' -accompagnato- da un altro fenomeno: la diminuzione del campo magnetico terrestre. Il nostro pianeta e' un enorme magnete avente una moltitudine di livelli che ruotano per formare un campo magnetico. L'intensita' della densita' del campo magnetica e' proporzionale alla velocita' di rotazione del pianeta. Tanto tempo fa, all'incirca duemila anni fa, l'intensita' del campo magnetico terrestre raggiunse il massimo della sua intensita', ma da allora questa intensita' e' sempre diminuita, man mano che la Terra diminuiva la sua velocita' di rotazione. Attualmente il campo magnetico terrestre ha raggiunto una flessione pari al 50 per cento se comparato a quello di 1.500 anni fa. Questo fenomeno, che e' destinato ad andare avanti, rientra in un meccanismo del tutto naturale. Per rendere l'idea, un po' come il meccanismo che regola le stagioni, ma assai piu' complicato e potente.

Secondo il geologo Gregg Braden, tanto tempo fa i Maya ritenevano che il culmine della trasformazione poteva essere raggiunto nel 2012, quando la risonanza magnetica potrebbe toccare i 13 cicli al secondo e il suo campo magnetico potrebbe addirittura assestarsi attorno allo zero. Secondo Gregg Braden, il Punto Zero sara' associato alla quasi totale diminuzione del campo magnetico. Con questi parametri cosi' bassi la Terra cessera' di ruotare. Nonostante cio', la gravita' del pianeta non sparira' in quanto essa e' governata da altre leggi, non dalla sua rotazione. Non sara' la prima volta che accadra' una simile trasformazione visto che una cosa simile pare si sia palesata per ben 14 volte negli ultimi 4,5 milioni di anni. L'ultima volta che il fenomeno e' esordito risale tra gli 11mila e 13mila anni fa, un'era che molti esperti associano con la fine di Atlantide e l'inizio della ricostruzione dopo il grande cataclisma avvenuto dopo il 10500 a.C.

Esiste un Grande Ciclo di 26mila anni che governa questo processo di trasformazione e tredicimila anni fa ci trovavamo nel mezzo di esso. Ora, questo Grande Ciclo e' in dirittura d'arrivo e questo comportera' enormi mutamenti. Gregg Braden non scarta certo la possibilita' che il nostro pianeta possa smettere di roteare. Inoltre, da analisi del ghiaccio in Groenlandia e nelle aree polari emerge che probabilmente l'asse terrestre si sia spostato di recente, circa 3.500-3.600 anni fa. Tutte le volte che l'intensita' del campo magnetico del nostro pianeta e' diminuita, fenomeno che oggi possiamo sperimentare in prima persona, e' corrisposto uno spostamento dei poli, ovvero l'inversione del nord e sud magnetico. Gregg Braden sostiene che per alcuni giorni la Terra smettera' di ruotare e poi iniziera' a farlo in senso opposto. Se il pianeta smettera' temporaneamente di ruotare avra' una meta' illuminata e l'altra meta' al buio, E questo fenomeno e' descritto migliaia di anni fa dagli antichi. Questo processo lo si puo' osservare in una barra di ferro quando il flusso di elettricita' che la attraversa viene invertito, si ha l'inversione dei poli. Quando la Terra iniziera' a ruotare in senso opposto mutera' direzione il suo flusso elettrico, e quindi si invertiranno i poli.

Il dottor Brian Desborough sostiene che i media tendono a sminuire, e alla peggio, ignorare molti eventi geofisici. Anch'egli conferma la veloce diminuzione del campo magnetico terrestre che prossimamente raggiungera' lo zero. Anche il servizio geologico degli Stati Uniti conferma queste tesi. L'ente di stato sostiene che ogni 500mila anni il campo magnetico terrestre raggiunge lo zero per poi riformarsi lentamente. Questa transazione causera' epocali trasformazioni geologiche, cataclismi terrestri, eruzioni esplosive dei vulcani, ecc., a causa del temporaneo blocco della rotazione del pianeta. Colleghi di Brian Desborough affermano che il campo magnetico della Terra abbia gia' toccato lo zero e che si sia elevata la conversione dell'idrogeno in elio. Questo processo di intensificazione delle frequenze non interessa solamente il nostro pianeta ma anche il sistema solare e l'intera galassia.

Gli antichi sapevano molto bene di queste svolte energetiche che causavano epocali cambiamenti strutturali e geofisici della Terra. I calendari dei Maya (che risalgono a circa 18mila anni fa), degli egizi (che risalgono a circa 39mila anni fa), dei tibetani, dei cinesi e di altre civilta' portano nel periodo che corrisponde a quello nostro; quello che sta per terminare. In particolare, i Maya parlavano di un tempo di transizione, ovvero del periodo di -Assenza di tempo-, in cui il vecchio tempo veniva sostituito dal nuovo tempo. Secondo i Maya, il tutto iniziava nel luglio del 1982 e avrebbe condotto al cambiamento nel 12 dicembre 2012. Infatti, neanche a farlo apposta, attorno agli anni ottanta si inizia a sentire sempre con maggiore intensita' di mutamenti del clima, del surriscaldamento della Terra e via dicendo.

Autore : Edoardo Capuano

Fonte : ecplanet

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RICERCA: IL GELATO DA' LA FELICITA'

Secondo i ricercatori dell'Istituto di psichiatria di Londra basta un assaggio per attivare i centri di piacere del cervello

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LONDRA - Mangiare un buon gelato rende felici. Non e' una novita', diranno molti. Gia', pero' ora c'e' la prova scientifica di una sensazione che gli amanti di coni e coppette ben conoscono.
Lo hanno verificato i ricercatori dell'Istitutio di psichiatria di Londra, secondo i quali il gelato «accende» gli stessi centri del piacere nel cervello stimolati da una vincita di denaro o dall'ascolto della musica preferita.I neuroscienziati londinesi hanno analizzato le reazioni nel cervello di alcune persone impegnate a gustarsi un gelato alla vaniglia.
E hanno registrato un'immediata reazione nelle zone che si attivano con le sensazioni piacevole.
Fra queste c'e' la corteccia orbitofrontale, l'area di «elaborazione» della parte anteriore del cervello. Don Darling, di Unilever, la multinazionale che ha finanziato la ricerca (e fornito i gelati per gli esperimenti), ha detto che «e' la prima volta che viene dimostrata la felicita' connessa al gelato. Basta un cucchiaino per attivare i centri di piacere cerebrali».


Fonte : Corriere della sera

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Scoperte russe sul DNA spiegano Eventi Umani "Paranormali"

Riassunto da Baerbel e Tradotto da Rita Toppi
http://www.stazioneceleste.it/

Il DNA -di scarto-

Gli insegnanti di discipline esoteriche e spirituali sanno da tempo che il nostro corpo e' programmabile attraverso il linguaggio, le parole e i pensieri. Il DNA umano e' una Internet biologica, per molti aspetti superiore alla Rete artificiale. La piu' recente ricerca scientifica russa spiega direttamente o indirettamente fenomeni come la chiaroveggenza, l'intuizione, le guarigioni spontanee, le guarigioni a distanza, le auto guarigioni, le tecniche di affermazione, insolite auree di luce attorno alle persone (maestri spirituali), l'influenza della mente sul clima e molto altro. In aggiunta, e' stato provato che il DNA puo' essere influenzato e riprogrammato attraverso le parole e le frequenze, SENZA tagliare o sostituire i singoli geni. Solo il 10% del nostro DNA viene usato per costruire le proteine. E' questa sezione del DNA di cui si interessa la ricerca occidentale e che viene esaminata e analizzata. L'altro 90% viene considerato -DNA di scarto-. I ricercatori russi, tuttavia, convinti della profonda saggezza della natura, hanno riunito in un convegno linguisti e genetisti, per esplorare quel 90% di -DNA di scarto-. Le scoperte e le conclusioni sono semplicemente rivoluzionari!

Il DNA e il linguaggio umano

Secondo le loro scoperte, il nostro DNA e' non solo reponsabile per la costruzione del nostro corpo ma serve anche come deposito di dati e comunicazioni. I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente quella percentuale -non usata- del 90%, segue le stesse regole di tutti i linguaggi umani.
A questo scopo, essi hanno comparato le regole della sintassi (il modo in cui le parole sono messe insieme per formare frasi e discorsi), della semantica (lo studio del significato delle forme linguistiche) e le regole basilari della grammatica. Hanno scoperto che le coppie basiche (Adenina, Guanina, Citosina, Timina, n.d.t.) del nostro DNA seguono una specifica grammatica e delle regole, proprio come i nostri linguaggi. Dunque il linguaggio umano non sarebbe un fenomeno indipendente, ma strettamente connesso con il nostro DNA.
Un biofisico russo e il biologo molecolare Pjotr Garjajev, insieme ai loro colleghi, hanno esplorato anche il comportamento vibrazionale del DNA. In breve, nell'ultima riga della loro relazione si legge: -Le funzioni vitali dei cromosomi sono come un computer olografico che usa radiazioni endogene di DNA.- Questo significa che essi gestiscono, per esempio, la modulazione di certi schemi di frequenza (suoni) attraverso un -raggio laser-, il quale influenza la frequenza del DNA e dunque la stessa informazione genetica.
Dal momento che la struttura di base delle coppie del DNA e del linguaggio (come spiegato prima) sono simili, non e' necessario decodificare il DNA. Si possono semplicemente usare parole e frasi del linguaggio umano! Questo, fra l'altro, e' stato scientificamente provato! La sostanza vivente del DNA (nel tessuto vivo, non in vitro) reagira' sempre ai raggi laser modulati sul linguaggio e anche alle onde radio, se verra' usata la frequenza appropriata. Questo spiega finalmente e scientificamente perche' la tecnica delle affermazioni, l'ipnosi e tecniche simili possono avere cosi' forti effetti sugli umani e sui loro corpi. E' totalmente normale e naturale per il DNA reagire al linguaggio.
Mentre i ricercatori occidentali tagliano singoli geni dalla catena del DNA e li reinseriscono da qualche altra parte, i Russi hanno creato un dispositivo che influenza il metabolismo cellulare attraverso modulate frequenze radio e luminose, riparando in tal modo i difetti genetici. Essi inoltre hanno catturato schemi di informazione di un particolare DNA e lo hanno trasmesso in un altro DNA, riprogrammando cosi' le cellule per un altro genoma. Cosi' essi hanno trasformato, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo lo schema informativo del DNA. L'intera informazione e' stata trasmessa senza alcuno degli effetti collaterali o disarmonie incontrate quando si taglia e si rimpiazza un singolo gene dal DNA. Questo rappresenta una rivoluzione incredibile e trasformatrice: semplicemente applicando delle vibrazioni (frequenze sonore) e il linguaggio, anziche' l'arcaica procedura del tagliare!
Questo esperimento mette in risalto l'immenso potere delle onde genetiche, che ovviamente hanno una maggiore influenza sulla formazione dell'organismo, rispetto ai processi biochimici della sequenza alcalina. Gli insegnanti di scienze esoteriche e spirituali sapevano da tempo che il nostro corpo e' programmabile attraverso il linguaggio, le parole e i pensieri. Questo ora e' stato scientificamente provato e dimostrato. Naturalmente, la frequenza deve essere quella giusta. Ed e' per questo che non tutti hanno lo stesso successo o possono farlo sempre con la stessa forza. L'individuo deve lavorare sul suo processo di sviluppo interiore per stabilire una comunicazione consapevole con il proprio DNA. I ricercatori russi stanno lavorando su un metodo che non dipende da questi fattori ma che funziona SEMPRE, a patto che si usi la corretta frequenza. Ma quanto maggiori sono lo sviluppo e la consapevolezza di un individuo, tanto minore e' la necessita' di utilizzare un apparecchio: si possono ottenere risultati da soli. La scienza finalmente smettera' di ridere su queste idee e confermera' e spieghera' i risultati. E c'e' dell'altro.

I -buchi di verme- e l'iper-comunicazione.

Gli scienziati Russi hanno anche scoperto che il nostro DNA puo' causare delle onde di disturbo nel vuoto, generando dei -buchi di verme- (wormholes) magnetizzati. I -buchi di verme- sono l'equivalente microscopico dei cosiddetti -ponti di Einstein-Rosen- in prossimta' dei buchi neri (residui di esplosioni stellari). Si tratta di tunnel di connessione tra aree dell'universo totalmente differenti, attraverso i quali una informazione puo' essere trasmessa (o ricevuta) al di la' dello spazio e del tempo. Il DNA attira questi -bits- di informazione e li trasmette alla nostra coscienza.
(L'iper-comunicazione puo' cosi' essere definita come un collegamento a una fonte di informazione, senza le limitazioni dello spazio-tempo. La fonte di informazione puo' infatti essere di natura -fisica- e trovarsi all'altro capo del pianeta, ma puo' anche essere di natura totalmente estranea allo spazio-tempo, per esempio:una coscienza di gruppo .n.d.t.)
Questo processo di iper-comunicazione ( telepatia, channeling) e' piu' forte in una situazione di rilassamento. Lo stress, l'ansia o un intelletto iperattivo impediscono l'iper-comunicazione oppure la distorcono rendendola inutilizzabile. In natura, la iper-comuncazione e' stata usata con successo per milioni di anni. Il flusso organizzato della vita negli insetti lo prova in modo inoppunabile. L'uomo moderno ne ha esperienza solo a livello dell'intuizione. Ma anche noi umani possiamo ripristinare l'utilizzazione completa dell'iper-comunicazione.
Un esempio ci viene offerto dalle api. Quando l'ape regina e' lontana dalla colonia, le api operaie continuano a lavorare con fervore. Ma se la regina viene uccisa, tutto il lavoro si ferma. Le operaie non saprebbero piu' cosa fare. E' come se l'ape regina -trasmettesse- il piano di lavoro alle api operaie attraverso il loro -gruppo di coscienza-, non importa quanto lei sia lontana dall'alveare, purche' sia viva. Negli uomni, l'iper-comunicazione si realizza quando si ha inaspettatamente accesso a informazioni che sono al di la' delle normali conoscenze. Essa viene esperita come ispiraziono o intuizione (anche durante la trance del channeling).
Il compositore italiano Giuseppe Tartini, per esempio, sogno' il diavolo che stava suonando il violino accanto al suo letto. Il mattino dopo Tartini riusci' a riprodurre esattamente il brano a memoria. Lo chiamo' Devil's Trill Sonata.
Un infermiere quarantaduenne sogno' di essere in una situazione in cui la sua coscienza veniva trasformata in una specie di CD ROM. In quel momento, cominciarono ad essergli trasmesse conoscenze verificabili su ogni immaginabile campo del sapere e lui fu in grado dircordare tutto al mattino. Era come se avesse ricevuto un diluvio di informazioni, gli sembrava che un' intera enciclopedia fosse stata riversata nella sua coscienza. La maggior parte di quelle informazioni erano totalmente al di la' della sua conoscenza di base e riferi' di dettagli tecnici di cui egli non conosceva assolutamente niente. Quando si manifesta un fenomeno di iper-comunicazione, stiamo osservando nel DNA, e nell'uomo, dei fenomeni soprannaturali.

Il DNA Fantasma

Gli scienziati Russi hanno irradiato campioni di DNA con raggi di luce laser. Sullo schermo, si e' subito formata la tipica immagine di onda. Ma quando hanno tolto il campione di DNA, l'onda non e' scomparsa, e' rimasta sullo schermo. Molti esperimenti controllati hanno dimostrato che le onde continuano a emanare dai campioni rimossi, il cui campo di energia apparentemente rimane. Questo viene ora chiamato l'effetto -DNA fantasma-. Si suppone che l'energia continua a fluire da una zona al di la' dello spazio e del tempo, attraverso i -buchi di verme- attivati, anche dopo che il campione di DNA e' stato rimosso.
Gli effetti collaterali rilevati spesso durante fenomeni di iper-comunicazione tra gli umani sono degli inesplicabili campi elettromagnetici attorno alle persone coinvolte. Apparecchi elettronici come i CD ROM e simili, possono essere disturbati e smettere di funzionare per ore. Quando poi il campo elettromagnetico si dissolve, gli apparecchi riprendono a funzionare.Molti guaritori e sensitivi hanno imparato questo effetto dal loro lavoro: i momenti di maggiore atmosfera ed energia sono i peggiori per gli apparecchi di registrazione, smettono di funzionare all'istante. Spesso la mattina dopo tornano a funzionare regolarmente. D'altra parte, questo dovrebbe essere rassicurante per molti: non c'e' niente di tecnico che non va con gli apparecchi, semplicemente essi sono sensibili ai fenomeni di iper-comunicazione.

Collegarsi alla coscienza di gruppo

Nel loro libro Vernetzte Intelligenz, Grazyna Gosar and Franz Bludorf spiegano queste connessioni con precisione e chiarezza. Gli autori presumono che ai primordi gli umani fossero molto strettamente connessi alla coscienza di gruppo e percio' agivano anche come un gruppo. Ma in seguito, per sviluppare ed esperire l'individualita', noi umani abbiamo dovuto dimenticare quasi completamente l'iper-comunicazione. Ora che siamo abbastanza stabili nella consapevolezza della nostra individualita' noi possiamo creare un nuovo modello di consapevolezza di gruppo, nel quale ciascuno ha accesso a tutta l'informazione attraverso il DNA, senza pero' essere forzato o controllato riguardo a cosa fare con questa informazione. Ora noi sappiamo che nello stesso modo in cui usiamo Internet, il nostro DNA puo' immettere i propri dati nella Rete, puo' reperire informazioni in essa e puo' stabilire una comunicazione con gli altri partecipanti alla Rete. Fenomeni come guarigioni a distanza, telepatia o riuscire a sentire a distanza lo stato di un'altra persona ora possono essere spiegati. Molti animali, in assenza dei loro padroni, sanno immediatamente quando loro pensano di tornare a casa. Cio' puo' essere interpetato e spiegato attraverso i concetti di coscienza di gruppo e di iper-comunicazione. Ma la coscienza collettiva non puo' essere usata senza una distinta individualita', altrimenti torneremmo al primitivo istinto di branco che ci renderebbe facilmente manipolabili. La iper-comunicazione nel nuovo millennio significa qualcosa di abbastanza differente.
I ricercatori pensano che se gli umani con piena individualita' riguadagnassero la consapevolezza di gruppo, essi avrebbero la carta vincente per creare, modificare e modellare le cose sulla Terra! E l'umanita' si sta effettivamente muovendo come un gruppo di coscienza del nuovo tipo. Il cinquanta per cento dei bambini diventeranno un problema appena andranno a scuola, perche' il sistema attuale vorrebbe omologare tutti quanti ad un modello unico e adeguare ad esso le differenze individuali. Ma l'individualta' dei bambini di oggi e' talmente forte che essi rifiuteranno di adeguarsi al modello e mostreranno le loro idiosincrasie in molti modi diversi. Nello stesso tempo, sono nati moltissimi bambini chiaroveggenti. Qualcosa in questi bambini sta spingendo avanti il gruppo di coscienza del nuovo tipo, e non potra' piu' essere soppresso.

Influenzare il clima

Normalmente, e' difficile che un singolo individuo riesca ad influenzare il clima.
Ma un intero gruppo di coscienza puo' farlo (in alcune tribu' indigene questa possiblita' e' ben nota). Il clima e' fortemente influenzato dalle frequenze di risonanza terrestri (la frequenza Schumann). Ma queste stesse frequenze sono produtte anche dal nostro cervello e quando molte persone sincronizzano i loro pensieri o quando degli individui (maestri spirituali per esempio) focalizzano i loro pensieri come un fascio di luce laser, allora non c'e' affatto da sorprendersi se essi riescono a influenzare il clima. Una civilta' che sviluppasse gruppi di coscienza non avrebbe mai problemi ambientali o scarsita' di energia: perche' se e' possibile usare poteri mentali come una civilta' unificata, si avrebbe il controllo dell'energia del proprio pianeta come una conseguenza naturale.
Quando un grande numero di persone diventa unificato con un altissimo grado di concentrazione, meditando per la pace, per esempio, anche il potenziale di violenza si dissolve. Apparentemente, il DNA e' anche un superconduttore organico che puo' lavorare alla temperatura normale del corpo, diversamente dai superconduttori artificiali, che richiedono temperature estremamente basse per funzionare. Per giunta, tutti i superconduttori sono capaci di immagazzinare luce e percio' informazione. Questo spiega meglio come il DNA puo' immagazzinare informazione.

I buchi-di-verme: sfere luminose piene di...vuoto

C'e' un altro fenomeno collegato con il DNA e i -buchi di verme-. Normalmente, questi microscopici cuniculi sono altamente instabili e resistono solo per una piccolissima frazione di secondo. Ma, in certe condizioni di stabilita', essi possono organizzarsi, formando una zona di vuoto, entro la quale, per esempio, la gravita' puo' essere trasformata in elettricita'. Questi spazi vuoti sono sfere autoradianti di gas ionizzati che contengono una considerevole quantita' di energia. Ci sono regioni in Russia dove queste sfere radianti appaiono molto spesso. I Russi hanno iniziato imponenti programmi di ricerca, giungendo finalmente ad alcune delle scoperte sopra menzionate. Molte persone hanno visto gli spazi vuoti come sfere luminose nel cielo. Essi le guardarono attentamente con meraviglia e si chiesero cosa potessero essere. Io ho pensato una volta: -Ciao lassu'. Se per caso sei un UFO, vola a triangolo-. E immediatamente le sfere luminose si mossero a triangolo. Oppure esse attraversano il cielo come dei dischi di ghiaccio,: accelerano da zero a velocita' incredibili, mentre scivolano silenziosamente attraverso il cielo. Ci si rimane sbalorditi e io, come molti altri, ho pensato che fossero UFO. Quelli amichevoli, apparentemente, visto che avevano volato a triangolo solo per farmi piacere.
Ora, i russi hanno scoperto, nelle regioni in cui gli spazi vuoti appaiono spesso, che talvolta queste sfere di luce volano dal terreno fino al cielo, e che sono anche guidate dal pensiero. Da allora e' stato trovato che gli spazi vuoti emettono onde a bassa frequenza, che sono prodotte anche dal nostro cervello, ed e' per questa similarita' di onde che essi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Correre tutti eccitati verso una di queste sfere mentre si trova al livello del terreno potrebbe non essere una grande idea, perche' esse contengono immense energie, che possono provocare delle mutazioni nei nostri geni.
Anche molti insegnanti di discipline spirituali producono delle visibili bolle o colonne di luce durante la meditazione profonda o mentre lavorano con l'energia, che provocano sensazioni decisamente gradevoli e non provocano ancun male. Evidentemente cio' dipende da un qualche motivo di ordine interno, dalla qualita' e dall'origine dello spazio vuoto. Ci sono alcuni insegnanti spirituali, come il giovane Ananda, per esempio, con i quali all'inizo non si vede niente, ma quando si prova a scattare una foto mentre loro siedono, parlano o meditano in iper-comunicazione, si ottiene solo l'immagine di una nuvola bianca su una sedia. Simili effetti di luce appaiono anche sulle fotografie in alcuni progetti di guarigione della terra. Questi fenomeni hanno a che fare con le forze di gravita' e di antigravita' che sono stabili forme di buchi di verme e strumenti di iper-comunicazione con energie che provengono da oltre lo spazio e il tempo. Le prime generazioni che ebbero esperienza di iper-comunicazione e di spazi vuoti, erano convinte che un angelo fosse loro apparso: e noi non possiamo essere troppo sicuri della qualita' delle consapevolezze a cui abbiamo accesso quando usiamo la iper-comunicazione.
Ora abbiamo prove scientifiche della loro esistenza, la gente ha avuto molte di queste esperienze, e NON TUTTI soffrono di allucinazioni. Noi abbiamo semplicemente fatto un altro passo da gigante nella comprensione della realta'. La scienza ufficiale conosce anche le anomalie della gravita' sul Pianeta, che contribuiscono alla formazione degli spazi vuoti.

L'articolo nella sua versione integrale puo' essere letto - in inglese -
sul sito web:
http://www.fosar-bludorf.com/index_eng.htm

Tutte le informazioni sono tratte dal libro: -Vernetzte Intelligenz- von Grazyna Fosar und Franz Bludorf, ISBN 3930243237,
condensate e commentate da Baerbel.
Questo libro e' sfortunatamente disponibile solo in tedesco.
Puoi contattare gli autori a questo indirizzo:
Kontext - Forum for Border Science

http://www.fosar-bludorf.com

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LA FINE DELL'ISOLA DI PASQUA : stiamo per seguire il loro esempio?

In una manciata di secoli, la gente dell'Isola di Pasqua cancello' le proprie foreste, porto' le proprie piante e i propri animali all'estinzione e vide la propria complessa societa' cadere a spirale nel caos e nel cannibalismo. Stiamo per seguire il loro esempio?

Tra i piu' frequenti misteri della storia umana ci sono quelli posti dalla scomparsa di intere civilta'. Chiunque abbia visto gli edifici abbandonati dei Khmer, dei Maya o degli Anasazi e' immediatamente indotto a porsi la stessa domanda: -Perche' scomparvero le societa' che eressero quelle strutture?-.

La loro scomparsa ci tocca come la scomparsa di nessun altro animale, neanche quella dei dinosauri, potra' mai toccarci. Non importa quanto quelle civilta' sembrino esotiche, i loro artefici erano umani come noi. Chi ci dice che non soccomberemo allo stesso destino? Forse un giorno i grattacieli di New York [o, perche' no?, il Pirellone di Milano - N.d.T.] si ergeranno abbandonati e coperti di vegetazione, come i templi di Angkor e di Tikal.

Tra tutte le civilta' scomparse a questo modo, quella della antica societa' Polinesiana dell'Isola di Pasqua rimane insuperata per mistero e isolamento. Il mistero nasce in particolar modo dalle gigantesche statue di pietra dell'isola e dal suo paesaggio -esaurito-, ma e' rafforzato dalla particolare popolazione coinvolta: i Polinesiani rappresentano per noi l'ultima delle leggende esotiche, lo sfondo per molte visioni paradisiache di adulti e bambini. Il mio interesse per l'Isola di Pasqua ebbe inizio oltre 30 anni fa, quando lessi il racconto favoloso di Thor Heyerdahl, relativo al suo viaggio con il Kon Tiki.

Ma il mio interesse e' stato rinverdito di recente da un resoconto ancora piu' eccitante, riguardante non viaggi eroici ma una coscienziosa ricerca e analisi. Il mio amico David Steadman, un paleontologo, ha lavorato con una quantita' di altri ricercatori che stanno portando avanti i primi, sistematici scavi sull'Isola di Pasqua, allo scopo di identificare gli animali e le piante che una volta vivevano li'. Il loro lavoro sta contribuendo a una nuova interpretazione della storia dell'isola che la rende una storia ricca non solo di meraviglie, ma anche di avvertimenti.

L'Isola di Pasqua, con una superficie di soli 166 km2, e' il piu' isolato pezzo di terra abitabile. Esso si trova nell'Oceano Pacifico, oltre 3200 km ad ovest del continente piu' vicino (il Sud America), 2250 km dalla piu' vicina isola abitata (Pitcairn). La sua collocazione subtropicale e la sua latitudine ? essendo 27° a sud si trova approssimativamente tanto sotto all'equatore quanto Houston si trova sopra di esso ? contribuisce a dare un clima piuttosto temperato, mentre le sue origini vulcaniche ne rendono fertile il suolo. In teoria, questo insieme di -benedizioni- dovrebbe aver fatto dell'Isola di Pasqua un paradiso in miniatura, lontano dai problemi che affliggono il resto del mondo.

L'isola deriva il proprio nome dalla sua -scoperta- da parte dell'esploratore danese Jacob Roggeveen, nella Pasqua (il 5 di aprile) del 1722. La prima impressione di Roggeveen non fu quella di un paradiso, ma di una terra desertica: -Dapprima, da lontano, pensammo che l'Isola di Pasqua fosse sabbiosa; la ragione di cio' e' dovuta al fatto che prendemmo per sabbia l'erba secca, la paglia o altra vegetazione inaridita e bruciata, poiche' la sua apparenza desertica non ci diede altra impressione che quella di una eccezionale poverta' e sterilita'-.

L'isola che Roggeveen vide era una terra erbosa senza un singolo albero o arbusto alto piu' di tre metri. I moderni botanici hanno identificato solo 47 specie di piante superiori native dell'Isola di Pasqua, la maggior parte delle quali erbe, carici e felci. La lista comprende solo due specie di piccoli alberi e due di arbusti legnosi. Con una tale flora, gli isolani che Roggeveen incontro' non avevano alcuna fonte di vera legna da ardere per scaldarsi durante i freddi, umidi e ventosi inverni dell'Isola di Pasqua. I loro animali nativi non comprendevano nulla di piu' grande degli insetti, neppure una sola specie di pipistrelli autoctoni, uccelli terrestri, serpenti di terra o lucertole. Come animali domestici, disponevano solamente di polli.

I visitatori europei, durante l'intero corso del XVIII secolo e all'inizio del XIX secolo, stimarono che la popolazione umana dell'Isola di Pasqua fosse di circa 2.000 persone, una quantita' modesta considerata la fertilita' dell'isola. Come il Capitano James Cook riconobbe durante la sua breve visita nel 1774, gli isolani erano Polinesiani (un Tahitiano che accompagnava Cook fu in grado di conversare con loro). Ciononostante, a dispetto della ben meritata fama di grandi naviganti dei Polinesiani, gli isolani dell'Isola di Pasqua che uscirono in mare alla volta delle navi di Roggeveen e di Cook lo fecero a nuoto o pagaiando su canoe che Roggeveen descrisse come -scadenti e fragili-. Le loro imbarcazioni, scrisse, erano -messe insieme con molte piccole assi e una leggera ossatura interna in legno, che avevano assemblato dligentemente con fibre attorcigliate molto sottili? Ma poiche' mancano della conoscenza e in particolare dei materiali per il calafataggio e per il montaggio stretto del gran numero di giunture delle canoe, queste fanno di conseguenza molta acqua, per cui essi sono obbligati a passare la meta' del loro tempo a sgottare-. Le canoe, lunghe solo tre metri, portavano al massimo due persone e si videro solo tre o quattro canoe sull'intera isola.

Con delle imbarcazioni cosi' inconsistenti, i Polinesiani non avrebbero mai potuto colonizzare l'Isola di Pasqua, ne' avrebbero potuto portarsi molto al largo per pescare. Gli isolani che Roggeveen incontro' erano totalmente isolati, inconsapevoli dell'esistenza di altre persone. Gli studiosi in tutti gli anni dal momento della sua visita non hanno trovato traccia del fatto che gli isolani avessero avuto altri contatti esterni: non una sola roccia o prodotto dell'Isola di Pasqua era mai giunto da un altro luogo, ne' e' stato trovato qualcosa sull'isola che potesse esservi stato portato da chiunque altro se non dagli abitanti originari o dagli Europei. Eppure la gente che viveva sull'Isola di Pasqua rivendicava memorie di viaggi alla barriera corallina disabitata di Sala y Gomez, a 420 km di distanza, ben oltre il raggio d'azione delle inaffidabili canoe viste da Roggeveen. Come poterono gli antenati degli isolani raggiungere quella barriera corallina dall'Isola di Pasqua, o raggiungere l'Isola di Pasqua da un qualsiasi altro luogo?

La caratteristica piu' famosa dell'Isola di Pasqua e' data dalle sue enormi statue di pietra, piu' di 200 delle quali un tempo stavano ritte su massicce piattaforme di pietra allineate lungo la costa. Almeno altre 700, in diversi stadi di completamento, erano abbandonate in cave o su antiche strade tra le cave e la costa, come se gli scultori e le squadre di trasporto avessero gettato a terra i propri attrezzi e avessero abbandonato il lavoro. La maggior parte delle statue erette furono scolpite in una singola cava e quindi trasportate in qualche modo per ben 10 km ? a dispetto dell'altezza, fino a 10 metri, e del peso, fino a 82 tonnellate. Le statue abbandonate, invece, erano alte fino a 20 metri e pesavano fino a 270 tonnellate. Le piattaforme di pietra erano altrettanto gigantesche: lunghe fino a 150 metri e alte fino a 3 metri, con lastre di rivestimento pesanti fino a 10 tonnellate.

Roggeveed stesso riconobbe rapidamente il problema posto dalle statue: -Le statue di pietra dapprima ci riempirono di sorpresa-, scrisse, -poiche' non potevamo capire come fosse possibile che quella gente, che non dispone di legname pesante per costruire alcun macchinario, cosi' come non dispone di corde robuste, fosse stata comunque in grado di erigere simili statue-. Roggeveen avrebbe potuto aggiungere che gli isolani non disponevano di ruote, di animali da tiro, ne' di alcuna fonte di energia a parte i propri stessi muscoli. Come trasportarono le statue giganti per chilometri, ancora prima di metterle in piedi? Per rendere ancora piu' fitto il mistero, le statue erano ancora in piedi nel 1770, ma nel 1864 erano state tutte abbattute dagli isolani stessi. Perche' quindi le scolpirono prima di tutto? E perche' smisero?

Le statue implicano una societa' molto differente da quella che Roggeeven vide nel 1722. La loro semplice quantita' e dimensione suggerisce una popolazione molto maggiore di 2.000 persone. Che ne e' stato di tutti loro? Inoltre, quella societa' deve essere stata altamente organizzata. Le risorse di Pasqua erano sparse per l'intera isola: la miglior pietra per le statue fu cavata a Rano Raraku, nei pressi dell'estremita' nord-orientale dell'isola; la pietra rossa usata per le grandi corone che adornano alcune delle statue, fu cavata a Puna Pau, all'interno verso sud-ovest; gli attrezzi da cavatore venivano per la maggior parte da Aroi, nel nord-ovest. Nel frattempo, il miglior terreno agricolo si trova a sud e a est, e le migliori aree di pesca sono sulle coste a nord e a ovest. Estrarre e ridistribuire tutti quei beni richiese una organizzazione politica complessa. Che ne fu di quella organizzazione, e come si e' mai potuta sviluppare in un territorio cosi' povero?

I misteri dell'Isola di Pasqua hanno generato volumi di speculazioni per oltre due secoli e mezzo. Molti Europei stentavano a credere che i Polinesiani ? solitamente dipinti come -semplici selvaggi- ? avessero potuto creare le statue o le ben costruite piattaforme in pietra. Negli anni ?50, Heyerdahl sostenne che la Polinesia doveva essere stata popolata da societa' avanzate di Indiani americani, i quali a loro volta avevano ricevuto la civilizzazione attraverso l'Atlantico da societa' piu' avanzate del Vecchio Mondo. I viaggi in zattera di Heyerdahl miravano a dimostrare la fattibilita' di simili contatti transoceanici preistorici. Negli anni ?60 lo scrittore svizzero Erich von DS niken, che credeva ardentemente nelle visite alla Terra effettuate da astronauti extraterrestri, ando' ancora oltre, asserendo che le statue dell'Isola di Pasqua erano il lavoro di esseri intelligenti che possedevano attrezzi ultramoderni, si arenarono sull'Isola di Pasqua e furono infine recuperati.

Sia Heyerdahl che Von DS niken misero da parte la schiacciante evidenza che gli isolani dell'Isola di Pasqua erano tipici Polinesiani provenienti dall'Asia piuttosto che dalle Americhe e che la loro cultura (incluse le loro statue) emerse dalla cultura polinesiana. Il loro linguaggio era polinesiano, come Cook aveva gia' concluso. Piu' specificamente, essi parlavano un dialetto polinesiano orientale connesso all'Hawaiano e al Marchesano, un dialetto isolato dal 400 a.C. circa, come stimato in base a leggere differenze nel vocabolario. I loro ami e le loro asce di pietra somigliavano ai modelli dei primi abitanti delle Isole Marchesi. Lo scorso anno fu dimostrato che anche il DNA estratto da dodici scheletri dell'Isola di Pasqua era polinesiano. Gli isolani coltivavano banane, taro, patate dolci e canna da zucchero ? tipiche coltivazioni polinesiane, principalmente di origini legate al sud-est asiatico. Il loro unico animale domestico, il pollo, era anch'esso tipicamente polinesiano e fondamentalmente asiatico, cosi' come i topi che arrivarono come clandestini nelle canoe dei primi colonizzatori.

Che accadde a quei colonizzatori? Le teorie fantasiose del passato devono cedere il passo alle prove conquistate per mezzo del duro lavoro di professionisti in tre campi: archeologia, analisi dei pollini e paleontologia.

I moderni scavi archeologici sull'Isola di Pasqua sono continuati fino alla spedizione di Heyerdahl del 1955. Le piu' antiche datazioni associate alle attivita' umane, effettuate secondo la metodologia del tracciamento degli isotopi del carbonio, risalgono a un periodo compreso tra il 400 e il 700 circa, in ragionevole accordo con la data di insediamento approssimativa del 400 stimata dai linguisti. Il periodo della costruzione delle statue raggiunse il suo apice tra il 1200 e il 1500 con poche statue, se pure ne esistono, erette successivamente. La densita' dei siti archeologici suggerisce una popolazione numerosa; una stima di 7.000 persone e' diffusamente citata dagli archeologi, ma altre stime si estendono fino a 20.000, il che non sembra implausibile per un'isola delle dimensioni e fertilita' di Pasqua.

Gli archeologi hanno anche ottenuto l'appoggio degli isolani ancora vivi in esperimenti mirati a calcolare come le statue potrebbero essere state scolpite ed erette. Venti persone, usando solo scalpelli di pietra, potrebbero avere scolpito anche la piu' grande delle statue completate entro un anno. Avendo a disposizione legname e fibra per fabbricare corde a sufficienza, squadre composte al massimo da alcune centinaia di persone potrebbero avere caricato le statue su slitte di legno, averle trascinate su percorsi di legno lubrificato o rulli e avere usato tronchi come leve per disporle in posizione eretta. Le corde potrebbero essere state fabbricate usando la fibra di un piccolo albero locale, imparentato col tiglio, chiamato hauhau. Ad ogni modo, quest'albero e' oggi estremamente raro sull'Isola di Pasqua, e trasportare una statua avrebbe richiesto centinaia di metri di corda. Pote', un tempo, l'ora arido paesaggio dell'Isola di Pasqua sostenere gli alberi necessari?

Si puo' rispondere a questa domanda grazie alla tecnica dell'analisi dei pollini, che comporta l'estrazione di una colonna di sedimenti da una palude o uno stagno, con i depositi piu' recenti nella parte alta e i depositi relativamente piu' antichi verso il fondo. L'eta' assoluta di ogni strato puo' essere datata con i metodi del tracciamento del carbonio radioattivo. Quindi comincia il lavoro duro: l'esame di decine di migliaia di grani di polline al microscopio, il loro conteggio e l'identificazione delle specie di piante che li produssero, confrontandoli con il polline moderno prodotto dalle specie di piante conosciute. Per l'Isola di Pasqua, gli scienziati dalla vista acuta che effettuarono questo lavoro furono John Flenley, ora all'Universita' di Massey in Nuova Zelanda, e Sarah King dell'Universita' di Hull in Inghilterra.

Gli eroici sforzi di Flenley e King furono ricompensati dal sorprendente nuovo quadro che emerse dal paesaggio preistorico dell'Isola di Pasqua. Per almeno 30.000 anni prima dell'arrivo degli uomini e durante i primi anni della colonizzazione polinesiana, l'Isola di Pasqua non era per nulla un deserto. Invece, una foresta subtropicale di alberi e arbusti legnosi torreggiava su un sottobosco di cespugli, piante erbacee, felci e erba. Nella foresta crescevano margherite arboree, l'hauhau produttore di corde e il toromiro, che fornisce un legname da ardere compatto. L'albero piu' comune nella foresta era una specie di palma ora assente sull'Isola di Pasqua, ma precedentemente cosi' abbondante che gli strati inferiori della colonna di sedimenti erano stipati del suo polline. La palma dell'Isola di Pasqua era strettamente imparentata con la tutt'ora esistente palma da vino del Cile, che cresce fino a 30 metri di altezza e 2 metri di diametro. L'alto tronco privo di rami della palma dell'Isola di Pasqua sarebbe stato ideale per trasportare e erigere statue e costruire grandi canoe. La palma sarebbe anche stata una valida fonte di cibo, dal momento che l'equivalente cileno fornisce noci commestibili cosi' come linfa dalla quale i Cileni ottengono zucchero, sciroppo, miele e vino.

Cosa mangiavano i primi colonizzatori dell'Isola di Pasqua quando non si deliziavano con l'equivalente dello sciroppo d'acero? Recenti scavi effettuati da David Steadman, del Museo di Stato di New York ad Albany, hanno fornito un quadro del mondo animale originario dell'Isola di Pasqua altrettanto sorprendente del quadro del mondo vegetale fornito da Flenley e King. Le attese di Steadman per l'Isola di Pasqua erano condizionate dalle sue esperienze maturate altrove in Polinesia, dove il pesce e' di gran lunga il cibo principale nei siti archeologici, costituendo tipicamente oltre il 90% delle ossa nei cumuli di immondizia degli antichi Polinesiani. L'Isola di Pasqua, invece, e' troppo fredda per le barriere coralline amate dai pesci, e la sua linea costiera circondata da scogliere permette la pesca in acque basse solo in pochi punti. Meno di un quarto delle ossa nei suoi piu' antichi cumuli di immondizia (nel periodo compreso tra il 900 e il 1300) appartengono ai pesci; invece, quasi un terzo di tutte le ossa provengono da focene.

In nessun altro posto in Polinesia le focene raggiungono anche solo l'1% delle ossa di scarto nel cibo. Ma la maggior parte delle altre isole polinesiane offriva cibo animale sotto forma di uccelli e mammiferi, come nel caso dei moa giganti della Nuova Zelanda, ora estinti, e delle oche incapaci di volare delle Hawaii, anch'esse ora estinte. La maggior parte degli isolani aveva anche maiali e cani domestici. Sull'Isola di Pasqua, le focene sarebbero stati gli animali di maggiori dimensioni disponibili, a parte gli esseri umani. Le specie di focene identificate sull'Isola di Pasqua, i comuni delfini, pesano fino a 75 kg. Esse generalmente vivono in alto mare, cosi' non potevano essere cacciate dalla spiaggia per mezzo della pesca con la canna o con la lancia. Invece, dovevano essere arpionate molto al largo, da grandi canoe in grado di reggere il mare, costruite impiegando le palme ormai estinte.

In aggiunta alla carne di focena, scopri' Steadman, i primi colonizzatori Polinesiani banchettavano con gli uccelli marini. Per quegli uccelli, l'isolamento e la mancanza di predatori facevano dell'Isola di Pasqua un rifugio ideale come luogo di riproduzione, almeno fino all'arrivo degli uomini. Tra il prodigioso numero di uccelli di mare che si riproducevano sull'Isola di Pasqua c'erano gli albatross, le fregate, le procellarie, le sterne e uccelli tropicali. Con almeno 25 specie nidificanti, l'Isola di Pasqua era il piu' ricco sito di riproduzione per uccelli marini della Polinesia e probabilmente dell'intero Pacifico.

Anche gli uccelli terrestri finirono nelle prime pentole dell'Isola di Pasqua. Steadman identifico' ossa di almeno sei specie, inclusi civette, aironi, pappagalli e ralli. Lo stufato di uccello e' stato condito con la carne di un gran numero di ratti, che i colonizzatori polinesiani portarono inavvertitamente con se'; l'Isola di Pasqua e' l'unica isola polinesiana nota dove le ossa di topo superano quelle di pesce nei siti archeologici. (In caso foste schizzinosi e consideraste i topi non commestibili, ricordo ancora ricette per topi da laboratorio cremati che i miei amici biologi inglesi usavano per integrare la propria dieta durante i loro anni di razionamento alimentare durante la guerra.)

Le focene, gli uccelli marini e terrestri e i topi non esauriscono la lista delle fonti di carne precedentemente disponibili sull'Isola di Pasqua. Alcune ossa suggeriscono anche la possibilita' di allevamenti di colonie di foche. Tutte queste delizie venivano cucinate in forni alimentati dal legname proveniente dalle foreste dell'isola.

Queste prove ci permettono di immaginare l'isola sulla quale sbarcarono i primi colonizzatori Polinesiani qualcosa come 1.600 anni fa, dopo un lungo viaggio in canoa dalla Polinesia Orientale. Essi si ritrovarono in una paradiso intatto. Cosa ne fu dopo? I grani di polline e le ossa ci forniscono una triste risposta.

Le registrazioni relative ai pollini mostrano che la distruzione delle foreste dell'Isola di Pasqua era gia' a buon punto nell'800, solo alcuni secoli dopo l'inizio dell'insediamento umano. Da quel momento il carbone proveniente dai fuochi di legna comincio' a pervadere i sedimenti, mentre il polline delle palme e degli altri alberi e arbusti legnosi diminui' o scomparve, e il polline delle erbe che rimpiazzarono la foresta divenne piu' abbondante. Non molto tempo dopo il 1400 le palme si estinsero definitivamente, non solo come risultato del fatto di essere state abbattute, ma anche perche' i topi ormai onnipresenti ne impedivano la rigenerazione: delle dozzine di noci prodotte da palme e scoperte nelle caverne dell'Isola di Pasqua, tutte erano state rose dai topi e non avrebbero potuto germinare. Mentre l'hauhau non si estinse ai tempi dei Polinesiani, il suo numero declino' drasticamente fino al momento in cui non ne rimasero abbastanza per ricavarne corde. All'epoca in cui Heyerdahl visito' Pasqua, sull'isola era rimasto solo un singolo, moribondo albero di toromiro e anche quel sopravvissuto solitario e' ora scomparso. (Fortunatamente, il toromiro cresce ancora nei giardini botanici da qualche altra parte.)

Il XV secolo segno' la fine non solo delle palme dell'Isola di Pasqua ma della foresta stessa. La sua fine si stava avvicinando perche' la gente liberava il terreno per farne giardini; perche' abbatteva gli alberi per costruire canoe, per trasportare ed erigere statue, e per alimentare il fuoco; perche' i topi divoravano i semi; e probabilmente perche' gli uccelli del luogo che impollinavano i fiori degli alberi e ne disperdevano i frutti si estinsero. Il quadro complessivo e' tra gli esempi di distruzione delle foreste piu' estremi nel mondo: l'intera foresta scomparve e quasi tutte le specie arboree che la costituivano si estinsero.

La distruzione degli animali dell'isola fu estrema quanto quella della foresta stessa: senza eccezioni, ogni specie di uccello terrestre si estinse. Anche i crostacei furono oggetto di pesca eccessiva, fino al punto che la gente dovette adattarsi a piccole lumache di mare piuttosto che ai molluschi piu' grandi. Le ossa delle focene scomparvero improvvisamente dai mucchi di rifiuti verso il 1500; nessuno poteva piu' arpionare le focene, dal momento che gli alberi usati per costruire le grandi canoe per la navigazione in mare non esistevano piu'. Le colonie di oltre la meta' delle specie di uccelli marini che nidificavano sull'Isola di Pasqua o sulle isolette al largo furono spazzate via.

Al posto di queste fonti di carne, gli isolani di Pasqua intensificarono la loro produzione di polli, che erano stati solo un cibo occasionale. Essi si rivolsero anche alla maggior fonte di carne residua ancora disponibile: gli esseri umani, le ossa dei quali divennero comuni nei mucchi di rifiuti piu' recenti dell'Isola di Pasqua. Le tradizioni orali degli isolani abbondano di riferimenti al cannibalismo; l'insulto piu' cocente che potesse essere rivolto a un nemico era: -Ho ancora la carne di tua madre tra i denti-. Senza legname disponibile per cucinare questi nuovi beni, gli isolani fecero ricorso a rimasugli di canna da zucchero, erba e carici per alimentare i propri fuochi.

Tutti questi frammenti di prove possono essere fatti confluire in una narrazione coerente del declino e della caduta di una societa'. I primi colonizzatori Polinesiani si ritrovarono su un'isola fornita di suolo fertile, cibo abbondante, materiali da costruzione a piene mani e tutti i prerequisiti per una vita confortevole. Essi prosperarono e si moltiplicarono.

Dopo alcuni secoli, essi cominciarono a erigere statue di pietra su piattaforme, come quelle che i loro antenati polinesiani avevano scolpito. Col passare degli anni, le statue e le piattaforme divennero sempre piu' grandi, e le statue cominciarono a ostentare una corona rossa da dieci tonnellate ? probabilmente in una spirale ascendente di rincorsa al primato, quando i clan rivali cercavano di superarsi a vicenda mettendo in mostra ricchezza e potere. (Allo stesso modo, Faraoni successivi costruirono piramidi sempre piu' grandi. Gli attuali magnati del cinema Hollywoodiano vicino alla mia casa a Los Angeles stanno mettendo in mostra la propria ricchezza e il proprio potere costruendo dimore sempre piu' sfarzose. Tycoon Marvin Davis supero' il precedente magnate con progetti per una casa di 5.500 m2, per cui Aaron Spelling ha superato Davis con una casa di 6.200 m2. Tutto cio' che manca a quegli edifici per rendere esplicito il messaggio sono corone rosse da dieci tonnellate.) Sull'Isola di Pasqua, come nella moderna America, la societa' era tenuta insieme da un complesso sistema politico per redistribuire le risorse disponibili localmente e per integrare le economie di differenti zone [per l'Italia possono valere le stesse considerazioni - N.d.T.].

Alla fine la popolazione in crescita dell'Isola di Pasqua stava tagliando la foresta piu' rapidamente di quanto la foresta stessa fosse in grado di rigenerarsi. La gente usava i terreni per i giardini e il legname come combustibile, per la costruzione di canoe e edifici ? e, ovviamente, per trascinare statue. Non appena la foresta scomparve, gli isolani rimasero senza legname e senza corde per trasportare ed erigere le proprie statue. La vita divenne piu' disagevole ? le sorgenti e i torrenti si prosciugarono, e la legna non era piu' disponibile per accendere fuochi.

La gente trovo' anche piu' difficile riempirsi lo stomaco, dal momento che gli uccelli terrestri, le grandi conchiglie di mare e molti uccelli marini scomparvero. Poiche' il legname per costruire canoe per la navigazione in mare non era piu' disponibile, la pesca declino' e le focene sparirono dalla tavola. Anche i raccolti declinarono, dal momento che la deforestazione permise che il suolo venisse eroso dalla pioggia e dal vento, seccato dal sole e le sue sostanze nutritive dilavate. L'intensificata produzione di polli e il cannibalismo rimpiazzarono solo parte di quelle perdite di generi alimentari. Alcune statuette con guance incavate e costole visibili che si sono conservate suggeriscono che la gente aveva fame.

Con la scomparsa della sovrabbondanza di cibo, l'Isola di Pasqua non pote' piu' nutrire i capi, i burocrati e i preti che avevano mantenuto in funzione una societa' complessa. Gli isolani ancora in vita descrissero ai primi visitatori europei come il caos locale rimpiazzo' il governo centrale e una classe di guerrieri prese il sopravvento sui capi ereditari. Le punte di pietra di lance e pugnali, fabbricate dai guerrieri durante l'epoca della loro maggiore prosperita' nel ?600 e nel ?700, sono ancora sparse sul terreno dell'Isola di Pasqua oggi. Verso il 1700, la popolazione comincio' a crollare verso una quantita' compresa tra un quarto e un decimo del suo numero precedente. La gente comincio' a vivere in caverne per proteggersi contro i nemici. Verso il 1770 i clan rivali cominciarono a rovesciarsi le statue a vicenda, demolendo le teste. Entro il 1864 l'ultima statua era stata abbattuta e profanata.

Nel momento in cui cerchiamo di immaginare il declino della civilta' occidentale, ci chiediamo -Perche' non si sono guardati intorno, non si sono accorti di cio' che stavano facendo e non si sono fermati prima che fosse troppo tardi? Cosa stavano pensando quando tagliarono l'ultima palma?-

Sospetto, tuttavia, che il disastro non si sia verificato con uno scoppio, ma con un gemito. Dopo tutto, ci sono quelle centinaia di statue abbandonate da tenere in considerazione. La foresta dalla quale gli isolani dipendevano per i rulli e le corde non e' semplicemente scomparsa in un giorno ? e' svanita poco a poco, nel corso di decenni. Forse la guerra interruppe le squadre al lavoro; forse nel momento in cui gli scultori ebbero finito la loro parte, l'ultima corda si strappo'. Nel frattempo, ogni isolano che tentasse di avvertire dei pericoli della progressiva deforestazione sarebbe stato scavalcato dagli interessi acquisiti degli scultori, dei burocrati e dei capi, il lavoro dei quali dipendeva dal proseguimento della deforestazione. I nostri taglialegna del Nord-Ovest sul Pacifico sono solo gli ultimi di una lunga dinastia di taglialegna a gridare: -Il lavoro prima degli alberi!-. [analoghe situazioni sono riscontrabili anche in Italia: si pensi all'edilizia turistica costiera? - N.d.T.] I cambiamenti nella copertura forestale da un anno all'altro sarebbero stati difficili da vedere: si', quest'anno abbiamo tagliato quei boschi laggiu', ma gli alberi stanno cominciando a ricrescere in questo giardino abbandonato, qui. Solo i piu' anziani, ricordando i decenni della loro fanciullezza, potrebbero aver visto la differenza. I loro bambini non avrebbero potuto comprendere i racconti dei loro genitori piu' di quanto i miei figli di otto anni oggi possano comprendere quelli di mia moglie e miei su come era Los Angeles 30 anni fa [o come fosse l'Italia solo 40 anni fa - N.d.T.].

Gradualmente gli alberi divennero meno numerosi, piu' piccoli e meno importanti. Nel momento in cui l'ultima palma fruttifera adulta venne tagliata, le palme avevano da tempo cessato di avere un qualche significato economico. Questo fatto lascio' solo palme sempre piu' piccole da tagliare ogni anno, insieme ad altri arbusti e alberelli residui. Nessuno avrebbe notato la caduta dell'ultima piccola palma.

A questo punto il significato della storia dell'Isola di Pasqua per noi dovrebbe essere freddamente ovvio. L'Isola di Pasqua e' la Terra in piccolo. Oggi, di nuovo, una popolazione crescente si confronta con la riduzione delle risorse. Anche noi non abbiamo una valvola migratoria, poiche' tutte le societa' umane sono interconnesse per mezzo di trasporti internazionali, e noi non possiamo fuggire nello spazio piu' di quanto gli isolani di Pasqua potessero fuggire nell'oceano. Se continuiamo a seguire il percorso attuale, ci ritroveremo ad avere esaurito le piu' grandi riserve di pesca del mondo, le foreste tropicali, i combustibili fossili e gran parte del nostro suolo entro il momento in cui i miei figli raggiungeranno l'eta' che ho oggi [in effetti, sarebbe saggio non avere affatto figli - N.d.T.].

Quotidianamente i giornali riportano i dettagli di paesi alla fame ? Afghanistan, Liberia, Ruanda, Sierra Leone, Somalia, ex-Yugoslavia, Zaire ? nei quali i soldati si sono appropriati delle ricchezze o nei quali il governo centrale si piega a bande locali di assassini. Con il rischio della guerra nucleare che diviene piu' remoto, la minaccia di vedere la fine in un'esplosione non puo' piu' indurci a fermare la nostra corsa. Il rischio e' ora nel declinare, lentamente, in un lamento. L'azione correttiva e' bloccata da interessi acquisiti, da dirigenti politici ed economici bene intenzionati e dai loro elettorati, tutti perfettamente nel giusto nel non notare grandi cambiamenti da un anno all'altro. Invece, ogni anno ci sono giusto un po' piu' persone e un po' meno risorse, sulla Terra.

Sarebbe facile chiudere gli occhi o arrendersi per la disperazione. Se migliaia di semplici isolani dell'Isola di Pasqua con i loro soli attrezzi in pietra e la sola forza dei propri muscoli riuscirono a distruggere la propria societa', come possono miliardi di persone con attrezzi in metallo e potenti macchine fallire nel fare di peggio? Ma c'e' una sostanziale differenza. Gli isolani dell'Isola di Pasqua non avevano libri, ne' storie di altre societa' condannate. A differenza di quegli isolani, noi abbiamo storie del passato ? informazioni che possono salvarci. La mia principale speranza per la generazione dei miei figli e' che potremmo ora scegliere di imparare dal destino di societa' quale quella dell'Isola di Pasqua.

Pubblicato in Discover Magazine del 08/01/1995
di Jared Diamond
traduzione di Carpanix

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