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LA CURA CON LE PREGHIERE : testi e preghiere di tutte le tradizioni

Quando si Prega si entra nello SPAZIO SACRO.

Una bambina della tribu' dei Seneca chiese a suo nonno dove vivesse lo Spazio Sacro ed il nonno cosi' rispose:

"Piccola mia, Lo Spazio Sacro di ogni essere vive a meta' strada tra il respiro inalato ed il respiro esalato.

Non e' possibile vedere i suoi confini esteriori, ma il centro della sua dimora si trova nello Spazio tra due battiti di cuore"

(Jamie Sams)

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LUCE E PAROLA vanno insieme, hanno la stessa essenza. La prima luce che esplode nell'universo per farlo nascere contiene e richiama la luce della parola.

Essa e' come un'indescrivibile vibrazione, un suono "magico" in grado di dare forma al caotico, a cio' che non e' ancora formato.

Questa LUCE-PAROLA che in-forma (da' significato, forma ed essenza alla realta'), essendo vibrazione, e' anche suono e colore. In questo senso, e' in grado di colorare il mondo col suo arcobaleno e farlo vivere.

Allo stesso modo, poiche' LA PREGHIERA STESSA E' FORMATA DALLE PAROLE E DAI SUONI DELLE PAROLE, puo' essere considerata musica e canto. In quanto tale, oltre ad essere ringraziamento diventa potenzialmente creatrice essa stessa, poiche' tende a ripercorrere i livelli vibrazionali dell'essere.

E' questo il caso del mantram OM che contribuisce a scuotere e liberare l'essere, a farlo vibrare in un rinnovato stato di salute.

Nella preghiera la dimensione eterna e' spesso sinonimo di vittoria, sul tempo, sul male, sulle bassezze umane ed entrata nell'atemporalita' che sembra sciogliere magicamente ogni nodo legato alla fatica del vivere e la lotta quotidiana implicita nell'imperfetto esistere nel tempo finito e de-finito.

L'eternita' e' percio', per antonomasia la dimensione della perfezione divina.(Aur Kavalah)

Le preghiere sono potenti mezzi di intercessione tra gli uomini e Dio.

La preghiera, per essere veramente efficace richiede un Puro Intento ed un cuore aperto e sincero.

E se la mia fede e' piccola o non credo affatto?

La fiducia da piccolina crescera' ogni giorno.

Se ci liberiamo completamente dall'io prima di fare qualsiasi cosa, allora la pace si diffondera' in noi e vedremo il mondo, la Natura con altri occhi. I prodigi diventano palesi.

La fiducia nasce prima in noi stessi e poi potremo rivolgerci agli altri, al Divino che c'e' in noi: ognuno deve fare la sua parte.

Non e' piu' il tempo di sedersi e aspettare che Dio "faccia Tutto".

Non c'e' un solo modo per pregare e noi vi trascriviamo qui le preghiere di molte tradizioni, sono tutte belle, sono intense, semplici o intimiste...

e' il popolo degli Uomini che Prega... per conoscere, per lodare, per ringraziare, per chiedere aiuto, per elevare il proprio Spirito, per guarire... se stesso, gli altri e la Madre Terra...

Siamo un tutt'Uno. Siamo Uno nel Tutto.

E quando non c'e' separazione viene spontaneo pregare, la Preghiera come ringraziamento, come cambiamento, come una nuova co-creazione assieme al Divino.

Vi sono

PREGHIERE DEL SILENZIO come la Meditazione

PREGHIERE DEL TOCCO come la cura

PREGHIERE DELL'AZIONE come la parola o la relazione di aiuto o il gioco...

infatti quando non ho voglia di pregare con le parole posso andare a giocare con i bambini, posso ridere e cantare:non e' forse anche questo essere in preghiera se lo faccio con cuore sincero?

Si puo' fare di tutta la propria vita una Preghiera e tutto il Mondo e' o puo' essere un luogo di preghiera

Quando non preghi con gli altri, puoi farti nella tua casa, nel tuo giardino o in un luogo quieto che frequenti, il tuo spazio di Preghiera: Uno SPAZIO SACRO.

Lo Spazio Sacro di ogni essere vive a meta' strada tra il respiro inalato ed il respiro esalato.
Non e' possibile vedere i suoi confini esteriori, ma il centro della sua dimora si trova nello Spazio tra due battiti di cuore".

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In questo spazio chiudi gli occhi, respira, di' il tuo mantra o rifletti su di un unica importante parola o pratica la meditazione. Riposa nella quiete.

Sei vivo, sveglio, attento. Ora puoi pregare: riversa le tue lodi al Creatore e al creato, riversa benedizioni su tutti coloro che ami e sul nostro piccolo meraviglioso Pianeta.

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Dio conosce gia' i nostri bisogni per cui non e' opportuno pregare come se inviassimo a Lui sempre lettere o e-mail per ottenere questo o quello.

Ci viene raccomandato di lasciarci andare, di non tormentare il Signore, eppure, tutte le tradizioni ci consigliano di Pregare senza mai smettere...

ma come pregare di continuo se la nostra vita e' frenetica e ha pochi spazi per noi stessi?

Sophi Burnham, dovendo andare da Washington a New York ha passato 5 ore alla guida della sua macchina, a ripetere sempre il PADRE NOSTRO. All'inizio, racconta, le sembrava un gioco, poi una forzatura, poi un piacevole passatempo e che verso la fine del viaggio, questo strano spazio di preghiera si e' aperto ad una totale adorazione.

Da -- Dio nutrici, perdonaci, proteggici--Sophi e' arrivava ad una adorazione totale.

e ha sentito suo il PADRE NOSTRO di Neil Doglass:

"O Vita che Respira, il tuo nome risplende in ogni dove.

Libera uno Spazio, cosi' da potervi piantare la tua presenza.

Concepisci il tuo "io posso", ora.

Incarna il tuo desiderio in ogni luce e in ogni forma.

Fa crescere per mezzo di noi l'abbondanza e la saggezza di questo momento.

Sciogli i nodi degli errori che ci legano, cosi' come noi lasciamo cadere le funi con cui teniamo legati gli errori degli altri.

Aiutaci a non dimenticare la nostra fonte, ma liberaci dalla distrazione e dall'oblio:liberaci dal non essere nel momento presente.

Da Te proviene ogni visione, ogni potere e ogni canto, ogni volta che ci riuniamo.

Cosi' sia:possano le nostre azioni crescere e partire da qui".

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Tuttavia, prima di riuscire a Pregare sarebbe importante Perdonare

L'ARTE DEL PERDONARE

e' la chiave del benessere interiore.

Il perdono e' un atto che si compie per-dono!

Prima perdoniamo noi stessi e potremo perdonare gli altri e chiedere perdono a nostra volta.

Energeticamente c'e' sempre una "complicita' o un "legame" tra chi fa del male e chi lo riceve, per questo il Perdono deve essere reciproco!

Quando perdoniamo chi ci ha feriti, eseguiamo un intervento di chirurgia spirituale sulla nostra anima, asportiamo il male che ci e' stato fatto in modo da vedere il "nemico" attraverso gli occhi magici che possono guarire l'anima. Separiamo quella persona dal male che ci ha fatto e la lasciamo libera , come un bambino che apre le mani e lascia libera la farfalla.

Poi la invitiamo a rientrare purificata nella nostra mente, come se un episodio della nostra storia fosse riscritto e il suo dominio sulla nostra memoria infranto. Invertiamo il corso della sofferenza interiore che pareva irreversibile. Il primo dono che riceviamo e' una maggiore comprensione.

Si percepisce una nuova verita'. Chi ci ha fatto del male era, prima di ferirci un essere umano e lo e' anche dopo averci ferito.

Era bisognoso e debole prima di farci del male e lo e' anche dopo avercelo fatto.

Aveva bisogno del nostro aiuto prima e ne ha bisogno anche dopo.

Il nostro odio vorrebbe ammantarlo dalla testa ai piedi con gli stacci delle sue azioni malvage. Ma gli occhi magici del perdono vedono attraverso quei cenci logori e ci consentono di percepire la verita'.

Tuttavia chi e' sincero nel perdonare non finge di non soffrire. Non fa finta che l'ingiustizia subita non abbia importanza.

Il perdono e' una liberazione onesta, e' onesta perche' accompagnata da un "giudizio" onesto, da una sofferenza onesta.

Naturalmente non e' possibile separare fisicamente dal male la persona che lo ha commesso, possiamo liberarla dal male soltanto nella nostra memoria.

Dice Yogi Bhajan, chi perdona dimentica. Chi non riesce a dimenticare non perdona neppure se stesso.

Sapremo che il perdono e' cominciato (chiedendo l'aiuto divino) quando ricordando chi ci ha fatto del male avremo la forza di augurargli del bene.

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I SINTOMI ATTUALI DELL'ASCENSIONE

Salve!

Nel corso dell’ultima settimana sono andata nella Carolina del Nord, per connettermi con i miei due nipotini gemelli, che sono nati inaspettatamente il 12 giungo e si trovano ancora in terapia intensiva, quindi è trascorso più tempo del solito dall’ultimo report che avevo pubblicato. I bambini stanno andando molto bene... Solomon è stato dimesso Mercoledì e speriamo che presto torni a casa anche Arion. Anche mia figlia Ari sta davvero bene, dopo aver superato un parto cesareo molto complesso e praticato d’urgenza.

I nuovi nati, che stanno ormai arrivando in massa, hanno una missione molto speciale: predisporre la nuova griglia e fornire una base molto forte e solida per il mondo nuovo. Questi piccini sono incredibilmente forti e sanno esattamente che cosa stanno facendo... e comunicare telepaticamente con loro è stata un’esperienza entusiasmante e appagante, che mi ha donato molta gioia e una grande speranza per la promessa del nuovo mondo che verrà. Siamo tutti così fortunati ad avere così tante anime nuove, che portano una vibrazione più elevata e che vogliono essere qui adesso. Esse sono fondamentali nel contribuire alla stabilità del nuovo, visto che il vecchio sta crollando così in fretta.

Ho avuto la fortuna di poter partire mentre tutto andava a meraviglia e con abbondanza di amore e felicità. Le ultime sei settimane, dopo la loro nascita, e la settimana o due che l’hanno preceduta, sono state una specie di montagne russe emozionali per i miei cari, e so che molti di voi stanno sperimentando la stessa cosa, anche se per ragioni diverse e personali. Ma, proprio come la situazione di Ari e dei bambini, tutto finirà per sistemarsi con nuovi allineamenti e le connessioni con i regni superiori alla fine diventano più solide.

Abbiamo ancora molti sintomi derivanti dalle energie del solstizio. Non mi sentivo così da quando è iniziato il cambiamento vero e proprio, intorno al 2000. Ora c’è tanto, tanto movimento. Ma questi sintomi si ripetono in continuazione man mano che il nostro processo di ascensione progredisce, solo che vengono influenzati sempre più individui, mentre la massa inizia a risvegliarsi ed ora è pronta a salire a bordo.

Per questo report ho elencato alcuni sintomi comuni che molti forse stanno vivendo, il perché si stanno verificando, che cosa succederà in relazione ad essi e alcuni suggerimenti che potrebbero essere utili. Al termine del report vi rivolgerò alcune domande riguardanti il curare e il perché può essere dannoso quando si comincia a vibrare più intensamente (questo sarà nella Parte II).

Questo report sarà lungo, dato che non scrivevo dal 9 Luglio, quindi ho inserito dei sottotitoli per darvi modo, se lo desiderate, di saltare certi paragrafi. A volte può risultare pesante dover affrontare un testo troppo lungo in questi tempi così duri!

Panico, ansia e depressione:

Le energie del solstizio hanno divelto molte cose. Era il momento della grande scossa, avevamo preparato tutto ciò che potevamo e quindi... eccolo qua con un botto! Quasi tutto è stato scagliato fuori dal proprio corso abituale e sta ancora fluttuando in giro, non è atterrato. Questo comporta manifestazioni vere e proprie, come l’economia, i vecchi sistemi della realtà 3D e la perdita di lavoro e di introiti, ecc. Dal punto di vista emozionale, anche per chi non ha sperimentato niente di tutto questo, potreste semplicemente percepire le emozioni di coloro che vi stanno intorno... anche solo uscendo dalla porta, nel mezzo del nulla, da soli!

Il panico può verificarsi quando sentiamo una perdita grande, al di fuori del nostro controllo e abbiamo la sensazione di “fine”. Io ho vissuto un forte panico tanti anni fa, quando ebbe inizio il cambiamento ed erano pochissimi a sperimentarlo. Per di più, all’epoca non c’era niente che si manifestasse in forma concreta (o nella realtà esteriore) in merito alla “fine”, quindi possiamo entrare nel panico e nell’ansia a livello subconscio e più elevato, quando sappiamo che ci stiamo evolvendo e ci stiamo lasciando alle spalle molte cose... anche se letteralmente non lo facciamo. È solo che entriamo in una dimensione più elevata e non tutti vengono con noi, in quel momento. Ma adesso i finali si stanno manifestando in forma reale, quindi è certo che abbiamo un doppio colpo (questo perché finalmente è ora che la massa inizi il viaggio per salire a bordo).

Vivere i finali prima che il nuovo sia arrivato, può generare parecchia insicurezza, panico, paura e incertezza. Siamo ancora esseri umani, perciò abbiamo emozioni di livello umano. Questa è una delle molte sfide dell’ascensione... morire mentre siamo ancora vivi e ancora in forma umana. Ma stiamo continuando, a qualche livello sappiamo di essere qui per questo scopo e, quindi, ci sembra di essere sospesi per tutto il tempo. Credo che stiamo facendo un buon lavoro e sono così orgogliosa di fa parte di questa massa! Le nostre anime sono davvero molto forti... siamo in giro da moltissimo tempo.

Inoltre siamo nella fase in cui perderemo un ulteriore strato del nostro ego. I tratti della personalità e gli atteggiamenti che avevano una vibrazione più bassa se ne sono andati di colpo. Le parti di noi che avevamo sviluppato per poter sopravvivere nella realtà 3D, più dura e a vibrazione inferiore, non possono più esistere qui e ora.

Dunque, un’altra sfida dell’ascensione e un altro motivo di panico e ansia. Evolversi in un individuo ancora più sensibile, senza difese, barriere o un coriaceo scudo esterno di protezione, mentre ci si trova ancora in un ambiente duro, pericoloso e apparentemente oscuro, può risultare, nel migliore dei casi, una sfida immane.

E ora, con il dissolversi di così tanta parte del vecchio mondo in forma, mentre il crollo si trasforma in una valanga, potremmo chiederci come faremo mai a sopravvivere finanziariamente e come faremo a sostenerci in generale. Visto che tutto se ne sta andando, comprese le parti di noi che avevamo sviluppato per sopravvivere, non sorprende che molti di noi siano nel panico!

Potreste domandarvi “Devo preoccuparmi di tentare di creare qualcosa di nuovo?”. “Qual è il punto ora... o sempre” Con tutto questo apparente caos può essere difficile sapere quale strada prendere o addirittura se la vostra strada sarà ancora intatta, nei tempi a venire. “Tutto sembra per aria, senza basi solide né direzione”. Di nuovo, molte cose non sono ancora atterrate nel loro nuovo percorso... ma lo faranno, ve lo prometto.

“Non so più chi sono. Conoscevo il mio scopo e ora sono totalmente perso”. “Non posso andare avanti in nessun modo... mi sento in gabbia”. “Mi sento impotente, vulnerabile, senza potere, insicuro e praticamente in balìa di ogni cosa”. “La mia autostima è andata. Non mi sento più bene con me stesso, neanche lontanamente”.

E che dire di questa “Mi sento del tutto invisibile, inosservato, non necessario e di sicuro non apprezzato o considerato”. Questo è perché abbiamo una vibrazione più alta e in questo momento non è possibile vederci. Inoltre, molti sono nel caos e nel panico per le loro situazioni personali, quindi non possono vedere più di tanto, se non ciò che accade loro. (Più avanti parlerò dell’essere invisibile).

“Non ho voglia di fare niente. Non sono interessato a niente. Voglio solo giocare. Voglio andare in pensione. Non voglio più responsabilità. Sono esausto. Ho bisogno di rigenerarmi. Ho bisogno di un riposo lunghissimo... o forse di una vacanza senza fine”. “Non disturbatemi. Voglio rimanere nel mio spazio sacro, lontano dal mondo esterno”. O forse “Fatemi uscire da qui! Voglio correre via, in un posto molto diverso e non tornare mai più!” “Voglio andare a casa, dove sono a mio agio e le cose sono giuste!”

Proprio adesso possono verificarsi depressione e apatia, dato che tutto sembra essere nel caos; non possiamo manifestare nel modo abituale; molti non si vedono l’un l’altro; ora vibriamo più intensamente e la realtà esterna e quella vecchia vibrano più in basso... l che causa sempre depressione, perché la realtà esteriore non si è ancora messa in pari e si verifica molta sofferenza (facendo sì che uno si domandi se mai succederà di nuovo qualcosa di “buono”). Questo passerà, lo prometto, e quando succederà, saremo grati per il nuovo spazio in cui ci troviamo.

(I suggerimenti utili e quello che succederà saranno elencati in fondo alla lista dei sintomi, nella Parte II)

Crisi di salute, rottura di relazioni, perdite di lavoro, tensioni finanziarie e l’esperienza generale di veder crollare la propria vita:

Ora stiamo accelerando molto, in direzione di una dimensione più elevata e tutto deve andare. Dunque, ogni cosa deve allinearsi, essere approntata, oppure abbandonare questa realtà, in modo da arrivare in quella nuova (e sì, anche la morte nel vecchio modo 3D è un percorso). Qualsiasi cosa non stia vibrando a questo livello nuovo e più alto (o qualsiasi livello o piolo della scala sia il prossimo per voi e per i vostri cari), riceverà la corrispondente esperienza di scelta, a livello di anima, per creare una situazione finalizzata a portare ciascuno là dove deve essere.

Ora si stanno verificando molti scenari, su molti livelli diversi. Coloro che sono immersi più profondamente nella coscienza di massa, o nella vecchia realtà, sperimenteranno gli scossoni maggiori, perché ora questo mondo sta cambiando molto in fretta. Quelli che hanno superato le loro sfide e gli sbalzi dell’ascensione per parecchi anni, sperimenteranno meno, ma saranno comunque scossi in relazione al loro livello di vibrazione... andranno semplicemente ad un livello più alto rispetto a quello in cui erano prima, il che di solito comporta scosse relative all’ego e a nuovi modi di essere e di relazionarsi.

Siete indietro, se la vostra vita sta crollando adesso? Avete perso la nave? Non siete dove dovreste essere? C’è qualcosa che non va in voi? Siete in punizione? Non state “ascendendo” abbastanza velocemente? Assolutamente no.

Al livello dell’anima siamo tutti esattamente dove dobbiamo essere. Alcuni di noi hanno scelto di indugiare restando un po’ più indietro, perché c’era la necessità di mantenere lo spazio a quel particolare livello, fino al momento di passare a quello successivo, portando con noi tante persone. Qui siamo tutti maestri che sanno esattamente che cosa stanno facendo e che lo stanno facendo decisamente bene. Adesso siamo dove dobbiamo essere. Non ci sono errori. E, a volte, vengono anche fatte scelte diverse, quando si verifica il dolore che ci incoraggia ad operare una scelta ulteriore, in modo da allinearci con il piano originale della nostra anima. Ognuno di noi vive uno scenario unico e diverso, che si accorda con ciò che è meglio per ogni singola persona.

Un problema di salute è uno dei modi principali che molte persone scelgono per cominciare ad allinearsi con la sorgente e con la propria anima. Questo di solito mette fuori uso il nostro ego in maniera drastica, quindi è una scelta piuttosto buona e diffusa per iniziare. Dopodichè la perdita di controllo è fondamentale, così diventiamo dipendenti da un potere più elevato e impariamo per davvero ad arrenderci e ad avere fiducia. Questo, al momento, sta accadendo a molte persone che hanno appena iniziato il processo.

Sono molto comuni anche le rotture nelle relazioni. Un’anima inizia ad emanare una vibrazione maggiore, mentre l’altra anima, di solito, lascia libera quella ad alta vibrazione “scaricandola”. Se riusciamo a capire il perché e il fatto che l’anima che “scarica” lo fa a causa di un grande amore nei nostri confronti e come grande sostegno per il proseguimento della nostra crescita, allora possiamo vedere che tutto è in ordine divino e perfetto. Alla fine ci incontreremo tutti comunque e rideremo, e piangeremo e ci abbracceremo.

Un’altra situazione che oggi si verifica con frequenza è quando due anime si separano completamente, per dare a ciascuna l’opportunità di trovare se stessa interamente da sola, senza aiuto o senza appoggiarsi l’una all’altra. Quando ognuno dei due impara a connettersi individualmente con chi è realmente, con la propria anima e con la Sorgente, essi possono ritrovarsi e riunirsi. Ecco perché oggi sta diventando sempre più frequente che le cose si separino totalmente, prima di potersi riunire di nuovo.

La perdita del posto di lavoro è sempre stato un sintomo classico dell’ascensione. Quando iniziamo ad emettere una vibrazione più elevata rispetto al nostro mestiere nel mondo convenzionale, finiamo per venirne separati. Non dovevamo soffrire durante questo processo, quindi per la maggior parte del tempo (la stragrande maggioranza del tempo), in qualche modo siamo miracolosamente aiutati.

Ora che il vecchio mondo sta precipitando, molte cose crollano. Molte cose, quindi, vengono rivoltate o meglio, finalmente, finiscono per essere voltate dalla parte giusta. Ri-allineate, ri-allineate, ri-allineate.

Le dimensioni più alte servono ad amplificare ogni cosa. Dunque, per coloro che sono sul sentiero dell’ascensione già da un pezzo, o magari hanno depurato e rilasciato parecchio in un periodo breve, ciò che viene amplificato sarà molto più gradevole. Ecco perché i miracoli e i nuovi inizi avvengono per alcuni e per altri no. E, ripeto, siamo tutti proprio dove dobbiamo essere, con il nostro kit personale di sfide individuali, ad ogni livello.

Dormire e voler sonnecchiare tutto il giorno:

Coloro che hanno un notevole quantitativo di luce, hanno portato parecchio carico in riferimento al processo di ascensione e questo ruolo è terminato da un po’. Adesso andiamo a riposarci. Una parte consistente del nostro “lavoro” è fatta. Abbiamo lasciato andare e andiamo a ibernarci, a prenderci del tempo per noi stessi. Dunque, tutto ciò che potremmo avere voglia di fare è dormire, prenderla con calma, D-O-R-M-I-R-E, fare i lumaconi. Non portiamo più tutta la luce per l’intero pianeta... non la innalziamo più... più nessun progetto... più nessun aiuto, sostegno e salvataggio. Proprio come un lungo riposo dopo il travaglio per partorire un neonato, è necessario riposare prima di dedicarsi al nuovo arrivato.

Provare una forte tensione e/o la forte necessità di non essere più soli:

Nei regni superiori non c’è separazione. L’unità vibra molto più intensamente. Dato che iniziamo ad emettere una vibrazione maggiore, ora siamo cablati per l’unità. Perciò essere soli non ci fa più sentire bene, né vagamente a posto. Nel migliore dei casi ci fa sentire decisamente a disagio e ci spinge a cercare nuove connessioni di gruppo, ri-unioni con i parenti o forse trasferimenti laddove si trovano gli amici e i parenti, e via dicendo. Sappiamo istintivamente che è il momento della comunità.

Voler fare soltanto ciò che volete voi, o almeno non voler fare niente che “dobbiate fare” o ciò che qualcun altro vuole:

La prima volta che fui colpita dai sintomi più rilevanti dell’ascensione, ho avuto proprio questo. Pensavo di essere la persona più egoista del mondo, perciò tentai di “picchiettare via” questo apparente problema con la tecnica EFT, che era il mio modo di curare i sintomi all’inizio, prima di non riuscirci più (la EFT è la Emotional Freedom Technique – Tecnica della Libertà Emotiva... un procedimento per riportare se stessi ad un livello più alto dell’essere, che si ottiene picchiettando i punti lungo i meridiani del corpo. Mi pare che il sito sia www.emofree.com). Con mia grande sorpresa, scoprii che questo stato dell’essere non può essere rimosso, poiché ha una vibrazione più elevata, che ci crediate o no!

Quando raggiungiamo i regni superiori, molte cose vengono purificate e restano soltanto gli stati e le energie più raffinati. In questo modo, dunque, siamo in linea con ciò che siamo e con la pasta di cui siamo fatti al nostro stato più puro. Questo si collega al nostro contributo e al nostro scopo specifico e quindi, non possiamo essere più nella realtà, nel sogno, o cose simili, di qualcun altro. Iniziando a vibrare più intensamente, condividiamo anche una realtà o un sogno con la nostra squadra di anime, insieme alla realtà generale della massa, quindi, per certi versi, abbiamo ancora delle sovrapposizioni. Sembra strano, ma voler fare ciò che ci rallegra e ciò con cui possiamo relazionarci è dove dobbiamo essere.

Sentirsi invisibili, non considerati o inutili:

Alcuni di noi potrebbero sentirsi invisibili, perché noi siamo invisibili. Quest’ultimo spostamento, in Giugno, ha catapultato tutti quanti più in alto e molti hanno una vibrazione maggiore di altri che sono nel vecchio mondo, per cui non veniamo più notati. Potremmo non essere nella terra dei problemi, delle crisi e cose del genere, quindi non viviamo più lì, letteralmente, e non possiamo essere visti.

In questo momento, per la maggior parte, non siamo ancora pronti a essere visti o ad essere utili, perché la parte di massa che ha toccato il fondo è ancora insufficiente. È necessario che vengano “richiesti” la nostra conoscenza, i nostri talenti e la nostra assistenza, e non accadrà fino a quanto le anime raggiungono quel punto e diventano disperate o completamente sperdute. Prima si deve arrendere la maggioranza. Essendo da un po’ che ci stanno crescendo le ali d’angelo, e dobbiamo ancora arrivare lontano, proprio come gli angeli, riceveremo richieste d’aiuto, guida, amore, rassicurazione e saremo allora in grado di assistere chi ne ha bisogno. Quindi, proprio come certe situazioni che abbiamo vissuto noi stessi, quando ci arrendiamo e dopo arriva la luce, saremo in grado di essere quella luce per altri, ma non fino a quando loro non si arrenderanno e chiederanno. Quel momento sta arrivando, non è ancora qui, ma lo sarà presto.

Sentirsi bastonati, abusati, consumati e presi a botte ad ogni istante:

Andrà meglio. Le cose si appianeranno. Non ci viene dato più di quello che riusciamo a gestire, ma quanto basta per crollare, in modo che il nostro ego debba togliersi di mezzo. Non possiamo più stare al comando come facevamo prima, poiché è la nostra connessione con la nostra anima e con lo Spirito che ora reclama il turno. Quando veniamo bastonati, incominciamo ad apprezzare le più piccole cose e, nei regni superiori, sono solo le cose più semplici che contano veramente. Mentre ci evolviamo, iniziamo a renderci conto che le piccole cose che noi ritenevamo importanti, comunque, provenivano soltanto dal nostro ego. Iniziamo a dare valore, ad apprezzare l’amore e l’amicizia di un altro, prima di tutto, la vita di comunità e la gentilezza dei nostri fratelli e sorelle. Il nostro vecchio e schizzinoso ego sembra essere sparito e noi ci rendiamo conto che ciò che ritenevamo così importante, non lo era affatto.

(La seconda parte seguirà a breve)

Augurandovi il Cielo nel cuore, la luce delle stelle nella vostra anima e miracoli nella vostra vita durante questi tempi miracolosi...

Alla prossima,

Karen

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Ancora sintomi in arrivo... ma anche un sacco di cose bellissime, e presto! Ora stiamo superando il peggio, perciò alcuni di questi sintomi, per qualcuno, potrebbero essere già passati, o magari non li avete avuti per niente.

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Nessun senso di luogo:

E’ molto comune avere questa sensazione durante o subito dopo un consistente cambiamento delle energie. Riceviamo uno sballottamento interiore, veniamo catapultati ad un nuovo livello vibratorio e la realtà esterna non è più adatta a noi. Quindi possiamo sentire di non avere più un posto nostro, che non possiamo relazionarci con nessuno e con niente, sentirci molto soli, come se non ci fosse più niente che va bene per noi. Ho elencato alcuni rimedi per questo sintomo più avanti, in questo report.

Il bisogno di mangiare spesso, a causa di un calo di zucchero, o la semplice voglia di abbuffarsi:

Quando ci riallineiamo interiormente e ci trasformiamo, il nostro corpo può prendere una discreta stangata e avere quindi bisogno di molta più energia del solito. La chiave sono le proteine. Durante questo periodo io devo mangiare ogni due ore, con l’aggiunta di una dose salutare di proteine. L’abbuffata, o il volersi riempire è una cosa diversa. Con tutte le perdite che si stanno verificando, oltre alla perdita di gran parte di ciò che pensavamo di essere, a volte possiamo sentire il desiderio di riempirci, in qualche modo. Questo può tradursi nel voler ingerire grandi quantità di cibo per sentirsi veramente pieni.

Desiderare intensamente qualsiasi cosa sia “nuova”:

Dopo che siamo entrati in un “livello” o dimensione a vibrazione più elevata, può essere fastidioso essere in qualsiasi cosa “vecchia”. Per coloro che sono altamente sensibili, questo può manifestarsi come un malessere considerevole e quasi un rigetto, una repulsione, per qualsiasi cosa esistesse prima. È nel nostro cablaggio... siamo incoraggiati a procedere in avanti, a entrare nel nuovo, o, piuttosto, non possiamo più tollerare le vibrazioni più basse, le cose del passato. Siamo rinati e ora vibriamo in uno spazio e in una realtà nuovissimi.

Sentirsi subito sovraccaricati e travolti:

Ora che le nuove energie sono a posto, molte cose sono state spostate e ricollocate in una posizione nuova; quindi è in atto una forte spinta. Questo può generare sensazioni di iperventilazione, di sentirsi spremuti, mal di testa e, in generale, una certa tensione. Con tutto quello che sta succedendo sia dentro che fuori, ci sentiamo facilmente sovraccarichi. Adesso riposare è di importanza vitale, così come dire di “no” a molte cose e alla volontà di mantenere una certa semplicità. Quando, diversi anni fa, affrontai questa situazione, non riuscivo nemmeno a sostenere una conversazione, perché dovevo utilizzare troppa della mia energia di riserva. Il riposo e il semplificare le cose furono la mia unica salvezza e mi aiutarono molto anche con l’ansia e il panico.

Dimenticare dove siete e perdere il proprio posto:

Molte volte, quando sto guidando in zone molto vaste, qui nel Sud Est, mi capita di dimenticare dove sono, chi sono o in quale realtà mi trovo. Questo fatto può accadere anche altre volte, quando iniziamo a vibrare più intensamente. È come se, a volte, non fossimo connessi con niente e, di conseguenza, ci troviamo sospesi là fuori, in uno spazio che ci dà l’opportunità di creare qualsiasi cosa scegliamo. Dato che la nostra vibrazione è più alta, tratteniamo meno cose. L’energia è dentro e fuori molto rapidamente e si muove molto in fretta, senta aggrapparsi o trattenersi. Qualunque cosa che non sia trattenuta nella nostra coscienza cessa semplicemente di esistere. Abituarsi a questa situazione può essere spaventoso o, nel migliore dei casi, creare confusione, ma ci consente di creare cose nuove e fresche in ogni momento.

Ci sono altri sintomi innumerevoli legati al processo di ascensione e molti di questi sono elencati nel libro L’ABC dell’ Ascensione, oltre che nei capitoli estratti e pubblicati sul sito di www.whatsuponplanetearth.com, ma, per mantenere breve questo report, ho elencato solo quelli che sono comuni in questo momento preciso.

Strumenti per il Benessere

Quando affrontiamo un cambiamento sostanziale per entrare in una dimensione più elevata, si può verificare una vera e propria distruzione interiore ed esteriore. A questo proposito può essere molto utile trovare la maniera di rimanere connessi con le energie a vibrazione più alta, dato che quasi tutto il resto crolla. Durante questi momenti abbiamo davvero bisogno di sentirci meglio e connettersi con le modalità di vivere e di essere più elevate può essere di grande conforto. Qui sotto ho elencato alcuni rimedi che ho trovato molto utili durante questo periodo:

Restate più a lungo possibile nella vostra creatività: Nei regni superiori tutto ruota intorno alla creatività. Pertanto la creatività porta sempre in sé una vibrazione alta, indipendentemente dalla dimensione in cui ci troviamo. Per quanto riguarda me cucire, disegnare un modello nuovo su stoffa, dipingere, scrivere, fare giardinaggio, cucinare e creare quasi ogni cosa all’istante, mi trasporta in uno spazio meraviglioso e mi sento di nuovo benissimo e connessa. Serve anche a togliere di mezzo qualunque pensiero negativo, oltre al nostro ego!

Stare il più possibile in compagnia dei piccolini: I nostri piccini hanno per natura una vibrazione più alta ed è facile sentirsi di nuovo ben connessi. Noi vediamo loro e loro vedono noi. Loro sono in sintonia con noi più di ogni altra cosa. Mia nipote, Amayah, mi ha salvato spessissimo durante i cambiamenti dell’ascensione. Questi piccolini ci amano tanto quanto noi amiamo loro!

Distraetevi e state alla larga dai notiziari,dal mondo esterno, se occorre e tenetevi occupati il più possibile nel vostro mondo personale: Durante quest’ultima settimana, a casa di mia figlia, non avevamo la TV e Internet e abbiamo trascorso la maggior parte del tempo a prepararci per il ritorno a casa dei bebé, giocando, ridendo, mangiando e a coccolarci. È stata pura beatitudine. L’unica realtà di cui ero consapevole era quella di un ambiente amorevole con la mia famiglia e quattro nipotini. Dormivamo insieme, facevamo la doccia insieme, ci massaggiavamo e ci pettinavamo i capelli a vicenda e, in pratica, ci trovavamo di continuo in una grossa bolla di pelle bianca e dorata (i miei nipoti sono misti Afro-Americani)!

Trascorrete più tempo possibile nella natura: In questo preciso momento potrebbe essere difficile, poiché anche quando siamo a contatto con la natura, possiamo assorbire tutte le energie di cambiamento e di distruzione. Ma la terra, come nostro veicolo, sta ascendendo e anche stare a contatto con le sue energie può connetterci. Qui, nel deserto del Nuovo Messico, ora abbiamo i monsoni ed è bello in modo impressionante. Tramonti incredibili, magnifiche formazioni di nubi, il profumo della salvia bagnata e l’abbondanza di fiori selvatici possono dare l’idea di essere arrivati in paradiso.

Fate una pausa e riposatevi: Se ci riuscite, prendetevi una giornata dedicata a voi soltanto. Leggete una rivista qualunque, statevene tutto il giorno a letto, fate una passeggiata, leggete un libro piacevole (non un manuale del fai da te!), ciondolate per casa oppure statevene seduti al sole. Le cose, per voi, riprenderanno a girare al massimo, se non è già successo, quindi adesso un periodo di riposo potrebbe essere proprio quello che ci vuole.

Legate con i vostri animali domestici: Essi fanno parte della nostra comunità individuale e della nostra famiglia e può essere meraviglioso trascorrere con loro più tempo possibile, in quanto essi sono parte della massa come noi.

State alla larga da ciò che crolla e si sta riallineando...cioè rimanete nel vostro spazio sacro: Il nostro spazio sacro, ciò che noi abbiamo creato, è molto in linea con ciò che siamo. Quindi, quando siamo lì, possiamo sentirci sicuri, radicati e decisamente bene. A volte la cosa migliore è rimanere a casa.

Che cosa deve ancora arrivare

Le cose si sistemeranno, mentre le nostre riconnessioni diventano sempre più perfette e questo ha già avuto inizio. E sì, tutti cominceranno a sperimentare miracoli e nuovi inizi. Toccare il fondo ha creato l’occasione di cambiamento per molte persone, quindi molte cose saranno ristrutturate, riallineate e sistemate in spazi nuovissimi.

Molte cose saranno diverse e continueranno a evolversi e a cambiare in modo distruttivo e caotico, fino al 2012. Quindi, per molti, continueranno ad esserci degli sconvolgimenti ancora per qualche anno, ma la maggior parte delle cose sarà intatta e pronta per il Nuovo Mondo che sarà creato completamente per il 2012.

Unirsi in comunità sarà prioritario e presto formeremo piccoli gruppi di anime che si conoscono intimamente. Il nostro vecchio modo di vivere creava separazione, anonimato e via dicendo, ma questa sarà presto una realtà del passato.

I viaggi saranno molto compromessi, il che servirà a sostenere la realtà dell’unità. I viaggi in auto e in aereo saranno strettamente limitati a quelli di affluenza, i voli saranno molto rari. I viaggi in treno saranno i più diffusi e saranno la fonte principale di movimento verso altre zone, oltre a invenzioni minori, relative al trasporto locale, che devono ancora essere presentate.

Le famiglie si sposteranno, in modo da essere insieme geograficamente e per sostenere il proprio gruppo. I muri del giudizio, della separazione e della personalità basata sull’ego si dissolveranno rapidamente in questi periodi di cambiamento. L’area dove vivo attualmente è costituita da monaci Buddisti in ritiro, una solida comunità gay, persone che si sono ritirate dal mondo esterno, guaritori, Mormoni e molti artisti. Qui tutti vanno d’accordo, perché tutti dobbiamo sostenerci a vicenda. Diventa facile vedere solo l’anima, la bellezza e i talenti e le qualità di un altro, tralasciano l’involucro che li contiene, dato che tutti siamo una cosa sola e abbiamo tanto bisogno gli uni degli altri. Ed è così che sarà per quasi tutti, presto. Finalmente ci “vedremo” per davvero!

“Locale” sarà prioritario. Le piccole comunità si sosterranno a vicenda. Ed è lì che i i nostri talenti e le nostre qualità, saranno necessari, riconosciuti e tenuti in grande considerazione. È così che funzionano i regni superiori. E sì, le comunità piccole possono esistere anche in un’area metropolitana. Qui dove vivo adesso il negozio più vicino dista un’ora. Ma abbiamo dei giardinieri e degli ortolani molto appassionati, un solido mercato, condividiamo tutti le nostre esperienze e gli aiuti per un’edilizia sostenibile e naturale e io posso passeggiare, scrivere, ricevere le mie mail, connettermi con gli altri, fare yoga e un sacco di altre cose senza uscire dal mio cortile, letteralmente. In questo modo anche il costo del carburante ha un impatto minimo. Raramente mi occorre l’auto. Andare a far spese è virtualmente una cosa estinta.

Barak Obama diventerà presidente degli USA. La sua anima ha predeterminato questo percorso in questo preciso momento. Egli porta in sé l’energia di una vita precedente nei panni di Abramo Lincoln e di altri maestri ed esseri altamente evoluti. Questo è stato pianificato già da tempo ai livelli più alti. Egli porta l’energia dell’unità e del cambiamento e avrà un effetto che non si vedeva da eoni di tempo. Io lo sapevo già da un po’, ma i sostenitori di Hilary erano molto arrabbiati con me! Se siete sostenitori di John McCain, per favore non ditemelo. L’idea non è stata mia... sono solo il messaggero!

Gli aiuti che abbiamo desiderato così a lungo, finalmente arriveranno. E arriveranno sotto forma di aiuto reciproco. Il sostegno finanziario ci arriverà dalle nostre scorte (per info più dettagliate, rileggete per cortesia il report del 9 luglio).

Il mese di Agosto 2008 introdurrà un’energia bellissima. Molte cose per allora si saranno risolte e sistemate e, quindi, finalmente più cose saranno a posto. Sperimenteremo un’altra apertura verso i livelli superiori e, come polvere di fata cosparsa su di noi, la magia apparirà dietro ogni angolo. Rimango colpita quando vedo periodi così, perché sono veramente splendidi.

Perché guarire può essere controproducente quando raggiungiamo una dimensione più elevata

Dopo che abbiamo raggiunto una vibrazione più elevata dentro di noi, vibriamo più intensamente delle nostre vecchie ferite, delle nostre esperienze passate e via dicendo. In altri termini, evolvendoci abbiamo superato le esperienze a bassa vibrazione che avevano causato tutto ciò che aveva bisogno di essere guarito. Ricevere delle cure in questo nuovo stato dell’essere, servirà solo a riportarci nelle vecchie energie più dense e riattivare qualcosa che non esiste più. In questa fase una cura può davvero sconvolgerci e metterci fuori rotta e fuori allineamento e, di sicuro, non è necessaria.

Tutto ciò si riferisce specificamente a un certo tipo di counseling, a terapie che servono a ripulire le vecchie energie con le quali è prima necessario riconnettersi, o a qualsiasi modalità che si incentri su ciò che è “sbagliato”.

Oltre a questo, il processo di ascensione, già da sé, serve a prepararci per i regni superiori. È un processo bellissimo che sa esattamente che cosa fa e lo fa in modo molto naturale. Se cerchiamo di aiutare o di interferire, di accelerarlo o di farlo succedere noi, non faremo che aprire la via troppo in fretta, creare disagio, saltare più avanti di dove siamo, senza essere quindi allineati, e forse faremo sì che gli esseri non fisici, che si prendono amorevolmente cura di noi, si domandino che diamine stiamo facendo, dato che loro assistono con grande amore tutto il processo!

Nelle fasi iniziali dell’ascensione le terapie possono essere molto utili. Possono servire ad alleviare una parte del dolore e della sofferenza derivanti dalla collisione con le energie più alte e dall’attivazione di vecchie ferite che devono essere ripulite e rilasciate. Ma anche allora, questo processo deve essere monitorato molto attentamente e può essere insidioso.

Quindi, per coloro che stanno appena iniziando il viaggio, le terapie possono aiutare molto. Ma dopo aver superato una certa soglia, sono solo controproducenti per colui che le riceve. Molti di voi che sono guaritori, impareranno con l’esperienza a riconoscere chi ha bisogno di che cosa e quando. Voi siete maestri nel connettervi con le energie più alte e nel permettere loro di scorrere in voi senza interferire.

Non mi sottopongo a una terapia da molti anni e sto bene. Qui mi riferisco più che altro al processo di ascensione. Vado ancora dal dentista, ho preso l’antibiotico quando avevo un calcolo renale, e mi rivolgerei al medico in caso di emergenza (tipo il morso di un serpente!), nonostante siano anni che non vedo un medico.

Spero che questo sia d’aiuto a coloro che hanno chiesto...può essere difficile spiegarlo, ma immagino abbiate capito e se siete chiamati a curare (perché tutti abbiamo la capacità di curare), avrete questa sensibilità ed esperienza senza che io ve lo spieghi.

Inoltre, dato che ci evolviamo sempre più verso l’alto, iniziamo a desiderare, semplicemente, di avere una vita. Vogliamo creare la vita dei nostri sogni e viverla. Non abbiamo più il desiderio di salvare o di aggiustare. I guaritori, tuttavia, saranno ancora necessari per coloro che stanno risalendo lungo la scala dell’ascensione, quindi in questo senso i guaritori saranno ancora molto apprezzati.

Post Scriptum

Ok, ok, siccome moltissimi di voi hanno suggerito e indagato (sorriso)...sì, io e Phil ci siamo riuniti e oramai stiamo insieme da diverse settimane. Era il momento che per me arrivasse un compagno più adatto ed è saltato fuori che era Phil. Lui aveva fatto alcuni cambiamenti importanti, si è messo nei panni della sua anima e siamo stati spinti a rimetterci insieme in modo miracoloso e sincronico. Tante volte gli ho detto “Chi sei tu, che ne è stato di Phil?”. Di sicuro anche io ho fatto dei cambiamenti alla mia energia.

Aspettandomi l’arrivo di una persona completamente diversa, ho dovuto rendermi conto che la forma con cui sarebbe arrivata una persona diversa non aveva importanza e, quando l’ho capito, è stata la perfezione! Ora è a nostra disposizione una rinascita, un inizio nuovissimo, quasi come una reincarnazione in una nuova realtà con lui. Attualmente stiamo lavorando alla creazione di un dvd sulle visite alle antiche rovine e via dicendo, in modo da fornirvi informazioni sulla vita nelle dimensioni superiori... proprio come facevano gli antichi. Nonostante viviamo ognuno a casa propria (e per un po’ sarà così), stiamo anche mettendo su casa sulla mia terra, una casa che sarà in linea con il cosmo, con la griglia esterna e molto connessa anche con gli esseri stellari. Speriamo di condividere il nostro progetto con voi tramite il dvd, poiché tutti e due vivremo là, una volta pronta.

Vi ringrazio tantissimo per il vostro sostegno in questo nostro viaggio. Eravamo preoccupati di sembrare scostanti e instabili, perciò volevamo aspettare un po’ a rendere pubblica la nostra riunione. La nostra relazione, ora, è completamente diversa da prima e posso solo dire che è la relazione che ho sempre sognato. Phil ha portato a termine anni di apertura, allineamento e connessione con la Sorgente in appena un anno e mezzo... è un uomo notevole e sono davvero fortunata. Pur essendo un’anima antichissima, non sapeva nulla di metafisica, ascensione e cose del genere. Adesso parla con gli esseri non fisici più spesso di me!

Augurandovi il Cielo nel cuore, la luce delle stelle nella vostra anima e miracoli nella vostra vita durante questi tempi miracolosi...

Alla prossima,

Karen

Originale in inglese: http://www.whatsuponplanetearth.com/july24.2008.htm

Traduzione a cura di Nicoletta per Eoslailai



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IL PENSIERO PUO' FARCI AMMALARE O GUARIRE

Il pensiero: timone di malattia e guarigione. Il professor Enzo Soresi, 70 anni, tisiologo, anatomopatologo e oncologo, primario emerito di pneumologia al Niguarda di Milano, ha finalmente individuato con certezza l’epicentro di tutte le malattie: il cervello.

"Vi racconto come il pensiero può farvi ammalare o guarire".

Dopo una vita passata a dissezionare cadaveri, a curare tumori polmonari, a combattere tubercolosi, bronchiti croniche, asme, danni da fumo, il professor Enzo Soresi, 70 anni, tisiologo, anatomopatologo e oncologo, primario emerito di pneumologia al Niguarda di Milano, ha finalmente individuato con certezza l’epicentro di tutte le malattie: il cervello. Negli ultimi dieci anni, cioè da quando ha lasciato l’ospedale per dedicarsi alla libera professione e tuffarsi con l’entusiasmo del neofita negli studi di neurobiologia, ha maturato la convinzione che sia proprio qui, nell’encefalo, l’interruttore in grado di accendere e spegnere le patologie non solo psichiche ma anche fisiche.

C’era già arrivato per intuizione il filosofo ateniese Antifonte, avversario di Socrate, nel V secolo avanti Cristo: «In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto». Soresi c’è arrivato dopo aver visto gente ammalarsi o guarire con la sola forza del pensiero. Primo caso: «Ho in cura una signora di Milano il cui marito, integerrimo commercialista, la sera andava a bucare le gomme delle auto. Per il dispiacere s’è ammalata di tubercolosi. Io lo chiamo danno biologico primario». Secondo caso: «Un agricoltore sessantenne con melanoma metastatico incontrò Madre Teresa di Calcutta, ricevette in dono un’immaginetta sacra e guarì. Io lo chiamo shock carismatico». Il professore ha dato una spiegazione scientifica al miracolo: «Il melanoma è un tumore che viene identificato dagli anticorpi dell’organismo, tant’è vero che si sta studiando da 30 anni un vaccino specifico. Non riusciamo a controllarlo solo perché l’antigene tumorale è talmente aggressivo da paralizzare il sistema immunitario. Nel caso del contadino ha funzionato una combinazione di fattori: aspettativa fideistica, strutture cerebrali arcaiche, Madre Teresa, consegna del santino. Risultato: il suo organismo ha sprigionato fiumi di interferoni e interleuchine che hanno attivato gli anticorpi e fatto fuori il cancro».

Come Soresi illustra nel libro Il cervello anarchico (Utet), già ristampato quattro volte, la nostra salute dipende da un network formato da sistema endocrino, sistema immunitario e sistema nervoso centrale. «Il secondo ci difende e ci organizza la vita. Di più: ci tollera. L’organo-mito è il linfocita, un particolare tipo di globulo bianco che risponde agli attacchi dei virus creando anticorpi. Abbiamo 40 miliardi di linfociti. Quando si attivano, producono ormoni cerebrali. Questa si chiama Pnei, psiconeuroendocrinoimmunologia, una nuova grande scienza, trascurata dalla medicina perché nessuno è in grado di quantificare quanti neurotrasmettitori vengano liberati da un’emozione. Io e lei siamo due esperimenti biologici che datano 4 miliardi di anni. Io sono più riuscito di lei. Perciò nego la vecchiaia. Non c’è limite alla plasticità cerebrale, non c’è limite alla neurogenesi. Esiste un flusso continuo di cellule staminali prodotte dal cervello: chi non le utilizza, le perde. Le premesse della longevità sono due: camminare 40 minuti tre volte la settimana - altrimenti si blocca il ricambio delle cellule e non si libera un fattore di accrescimento, il Bdnf, che nutre il cervello - e studiare».

Secondo il medico-scrittore, è questa la strada per allungare la vita di 10 anni. «Quando ci impegniamo a leggere o a compilare le parole crociate, le staminali vengono catturate dalla zona dell’encefalo interessata a queste attività. Se io oggi sottopongo la sua testa a una scintigrafia e poi lei si mette a studiare il cinese, fra tre anni in un’altra scintigrafia vedrò le nuove mappe cerebrali che si sono create per immagazzinare questa lingua. Prenda i tassisti di Londra: hanno un ippocampo più grande perché mettono in memoria la carta topografica di una città che si estende per 6 miglia».

Il professor Soresi è cresciuto in mezzo alle lastre: suo padre Gino, tisiologo, combatteva la Tbc nel sanatorio Vialba di Milano, oggi ospedale Sacco. Si considera un tuttologo, al massimo un buon internista, che ha scoperto l’importanza della neurobiologia studiando il microcitoma. «È un tumore polmonare che ha la caratteristica di esordire con sindromi paraneoplastiche, cioè con malattie che non c’entrano nulla col cancro: artrite reumatoide, tiroidite autoimmune, sclerodermia, reumatismo articolare. È una neoplasia che nel 100% dei casi scompare con quattro cicli di chemioterapia. Eppure uccide lo stesso nel giro di sei mesi. Era diventato la mia ossessione: non riuscire a guarire una cosa che sparisce».

Com’è possibile?

«Ci ho scritto 100 lavori scientifici e ci ho messo 30 anni a capirlo: perché il microcitoma ha una struttura neuroendocrina. La massa nel polmone scompare, ma si espande con metastasi ovunque. Ne ho concluso che la medicina non è una vera scienza. Tuttalpiù una scienza in progress».

Diciamo una scienza inesatta.

«L’ho provato sulla mia pelle nel 1950. Ero basso di statura, come adesso, e mio padre si preoccupava. Eppure le premesse genetiche c’erano tutte: lui piccolo, mia madre piccola. Mi portò dal mitico professor Nicola Pende, endocrinologo che aveva pubblicato sei volumi sul timo come organo chiave dell’accrescimento. Pende mi visitò, mi palpò i testicoli e concluse: “Questo bambino ha il timo iperplastico, troppo grosso. Bisogna irradiarlo”. Se mio padre avesse seguito quel consiglio, sarei morto. Questa è la medicina, ragazzi, non illudiamoci».

Torniamo al cervello.

«Sto aspettando di diventare nonno. Il tubo neurale della mia nipotina ha cominciato a svilupparsi dal secondo mese di gravidanza. Alla nascita il cervello non sarà ancora programmato, bensì in fase evolutiva. L’interazione con l’ambiente lo strutturerà. Ora facciamo l’ipotesi che un neonato abbia la cataratta: se non viene operato entro tre mesi, i neuroni specifici della vista non si attivano e quel bimbo non vedrà bene per il resto della vita. Oppure poniamo che la madre sia ansiosa e stressata, il padre ubriacone e manesco: lei capisce bene che i segnali ricevuti dal neonato sono ben diversi da quelli che sarebbero auspicabili. E questo vale fino al terzo anno di vita, quando nasce il linguaggio, che attiva la coscienza del sé, e la persona assume una sua identità. Di questi primi tre anni d’inconsapevolezza non sappiamo nulla, è una memoria implicita, un mondo sommerso al quale nessuno ha accesso, neanche l’interessato, neppure con la psicoanalisi. Ma sono i tre anni che ci fanno muovere».

Allora non è vero che si può «entrare» nel cervello.

«Ai tempi in cui facevo le autopsie, aprivo il cranio e manco sapevo a che cosa servissero i lobi frontali. Li chiamavamo lobi silenti, proprio perché ne ignoravamo la funzione. Molti anni dopo s’è scoperto che sono la sede dell’etica, i direttori d’orchestra di ogni nostra azione».

E graziaddio avete smesso con le lobotomie.

«A quel punto sono addirittura arrivato a fare le diagnosi a distanza. Se mi telefonavano dalla clinica dicendo che un paziente con un tumore polmonare s’era messo d’improvviso a urlare frasi sconce o aveva tentato di violentare la caposala, capivo, dalla perdita del senso etico, che era subentrata una metastasi al lobo frontale destro».

Ippocrate aveva definito il cervello come una ghiandola mammaria.

«Aveva còlto la funzione secretiva di un organo endocrino che non produce solo i neurotrasmettitori cerebrali - la serotonina, la dopamina, le endorfine - ma anche le citochine, cioè la chiave di volta dei tre sistemi che formano il network della vita. Lei sa che cosa sono le citochine?».

Sì e no.

«Sono 4 interferoni, che aiutano le cellule a resistere agli attacchi di virus, batteri, tumori e parassiti, e 39 interleuchine, ognuna con una funzione specifica. Se sono allegro e creativo libero citochine che mi fanno bene, se sono arrabbiato e abulico mi bombardo di citochine flogogene, che producono processi infiammatori. Ecco perché il futuro della medicina è tutto nel cervello. Le faccio un esempio di come il cervello da solo può curare una patologia?».

La ascolto.

«Avevo un paziente affetto da asma, ossessivo nel riferire i sintomi. Più gli davo terapie, più peggiorava. Torna dopo tre mesi: “Sono guarito”. Gli dico: senta, non abbassi la guardia, perché dall’asma non si guarisce. “No, no”, risponde lui, “avevo il malocchio e una fattucchiera del mio paese me l’ha tolto infilandomi gli spilloni nel materasso”. La manderei da un esperto in malocchi, replico io. E riesco a spedirlo dallo psichiatra Tullio Gasperoni. Il quale accerta che il paziente era in delirio psicotico. Conclusione: da delirante stava bene, da presunto normale gli tornava l’asma».

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Effetto placebo degli spilloni.

«Paragonabile a quello dei finti farmaci. L’effetto placebo arriva a rispondere fino al 60% nel far scomparire un sintomo. Noi medici non possiamo sfruttarlo, altrimenti diventerebbe un inganno. Ma esiste anche l’effetto nocebo».

Esemplifichi.

«Donna di altissimo livello culturale, fumatrice accanita. Il marito, un imprenditore fratello di un noto politico, la tradiva sfrontatamente con una giovane amante. Quando la informai che aveva un tumore polmonare, mi raggelò: “Non m’interessa. L’importante è che lo dica a mio marito”. Cosa che feci, anche in maniera piuttosto teatrale. Lui scoppiò a piangere, lei sfoderò un sorriso trionfale. È evidente che due anni di stress violento avevano provocato nella donna un abbassamento delle difese immunitarie. Almeno morì contenta, sei mesi dopo. Vuole un altro esempio? Una cara amica con bronchiettasie bilaterali. Antibiotici su antibiotici. Qual era il movente? Non andava più d’accordo col marito. Per due anni non la vedo. La cerco al telefono: “Enzo, mi sono separata, vado in chiesa tutte le mattine, sto bene”. L’assetto psichico stabilizzato le ha consentito di ritrovare la salute. Continuo?».

Prego.

«Colf di 55 anni, origine salernitana, tradizionalista. Mai un giorno di malattia. La figlia le dice: “Vado in Inghilterra a fare la cameriera”. Stress di 10 giorni, ginocchio gonfio così. La lastra evidenzia un’artrosi della tibia: non s’era mai attivata, ma al momento del disagio mentale è esplosa. C’è voluto un intervento chirurgico».

Nel libro Il cervello anarchico lei riferisce di sogni premonitori.

«Sì. Viene da me uno psichiatra milanese, forte fumatore, con dolori scheletrici bestiali. Mi racconta d’aver sognato la sua tomba con la data della morte sulla lapide. Lastra e Tac negative. Era un tumore polmonare occulto, con metastasi ossee diffuse. Morì esattamente nel giorno che aveva sognato. Del resto lo psicoanalista Carl Gustav Jung mentre dormiva avvertì un forte colpo alla nuca, dopodiché gli apparve in sogno un amico che gli disse: “Mi sono sparato. Ho lasciato il testamento nel secondo scaffale della libreria”. L’indomani andò a casa dell’amico: s’era suicidato e la busta era nel posto indicato».

I miracoli secondo lei che cosa sono? Eventi soprannaturali o costruzioni del cervello?

«Io sono per un pensiero laico. Credo nella forza della parola. Se noi due ci parliamo, piano piano modifichiamo il nostro assetto biologico, perché la parola è un farmaco, la relazione è un farmaco. Di sicuro credere fa bene. Un gioielliere milanese mi portò la madre, colpita da metastasi epatiche. Potei prescriverle soltanto la morfina per attenuare il dolore. La compagna brasiliana di quest’uomo si chiama Maria di Lourdes e ha una sorella monaca in una congregazione religiosa che nella foresta amazzonica prega a distanza per le guarigioni. Maria di Lourdes telefonò al suo uomo dal Brasile: “Di’ alla mamma che le suore pregheranno per lei all’ora X del giorno X”. Da quel preciso istante la paziente oncologica, che prima urlava per il dolore, non soffrì più».

Come si mantiene in buona salute il cervello?

«Ho un cugino architetto, mio coetaneo, che sembrava un rottame. S’è iscritto all’università della terza età, ha preso passione per la lingua egiziana, tutti i giorni sta cinque ore davanti al computer, ha già tradotto quattro libri in italiano dall’egiziano. È ringiovanito, ha cambiato faccia».

Sappiamo tutto del cervello?

«Nooo! Sul piano anatomico e biologico sappiamo intorno al 70%. Ma sulla coscienza? Qui si apre il mondo. Lei calcoli che ogni anno vengono pubblicati 25.000 lavori scientifici di neurobiologia».

Allora come fa una legge dello Stato a dichiarare morto un organo che per il 30% ci è ignoto e della cui coscienza sappiamo poco, forse nulla?

«Siccome si muove per stimoli elettrici, nel momento in cui l’elettroencefalogramma risulta muto significa che il cervello non è più attivo».

Ma lei che cosa pensa della morte cerebrale?

«Mi fermo... Però ha ragione, ha ragione lei a essere così attento alla dichiarazione di morte. Nello stesso tempo c’è un momento in cui comunque bisogna dichiarare la morte di un individuo dal punto di vista biologico».

Prima del 1975 dichiaravate la morte quando il cuore si fermava, l’alito non appannava più lo specchio, il corpo s’irrigidiva.

«Eh, lo so... La morte cerebrale consente di recuperare gli organi per i trapianti».

Ha mai sperimentato su di sé disagi psichici che hanno influenzato il suo stato di salute?

«Nel 1971 ho sofferto moltissimo per la morte di mia moglie Marisa, uccisa da un linfogranuloma a 33 anni. Devo tutto a lei. Era una pittrice figurativa che andò a studiare negli Stati Uniti appena sedicenne e indossava i jeans quando a Milano non si sapeva manco che esistessero. La malattia cambiò la sua arte. Cominciò a dipingere corpi sfilacciati, cuori gettati sopra le montagne. Fu irradiata in maniera scorretta da un grande radioterapista dell’epoca, per cui nell’ultimo anno di vita rimase paralizzata. Nostro figlio Nicolò, nato nel 1968, l’ho cresciuto io. Marisa mi ha lasciato un modello perfetto: un bambino che riesce a sopportare persino la perdita più straziante solo perché la mamma ha saputo far sviluppare armonicamente il suo cervello nei primi tre anni di vita».

stefano.lorenzetto@ilgiornale.it
http://www.ilgiornale.it

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C'e' un secondo cervello nella pancia : e' cosi' che si spiega lo stretto rapporto tra i disturbi psichiatrici e quelli digestivi

Due occhi, due braccia, due gambe e due cervelli, uno pulsante in testa e l’altro attivissimo nella pancia: questo è l’essere umano secondo Michael Gershon.

Sentire con la pancia

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Nascosto tra le viscere

“E’ così Che si spiega lo stretto rapporto
Tra i disturbi psichiatrici e quelli digestivi”

La prova? Eccola: ci sono disturbi e malattie, come l’ansia, la depressione, l’ulcera, l’irritabilità intestinale e il Parkinson, che si manifestano tanto nel primo che nel secondo cervello, nella scatola cranica e nelle viscere, appunto. Sintomi e danni si riflettono l’uno nell’altro, come in un sconcertante gioco di specchi che non smette mai di mescolare anomalie psichiatriche e anomalie digestive. Il professore è una celebrità mondiale: responsabile del dipartimento di anatomia e biologia cellulare della Columbia University, a New York, è considerato uno dei padri di una specializzazione emergente, la neurogastroenterologia, e sta trasformando il modo di concepire l’uomo. In apparenza non sarebbe così: chi non conosce l’ “effetto farfalle” nello stomaco quando si deve affrontare un esame? Oppure le imbarazzanti fitte al ventre non appena lo stress sale di tono? In realtà, se i mistici (e tanta opinione corrente) hanno sempre sottolineato la rigida dualità mente-corpo, Gershon smentisce tutti, rivelando invece una bizzarria: il cervello 1 e il cervello 2 sono entità autonome e che tuttavia si parlano in continuazione. Due è meglio di uno. Un decennio dopo il vitatissimo saggio “The Second Brain” le sue ultime scoperte – raccontate in anteprima sul “New York Times” confermano che il sistema nervoso enterico non è la serie ottusa di gangli e fibre agli ordini del sistema nervoso centrale della vecchia tradizione medica, ma un network sofisticato in grado di elaborare processi intelligenti in modo autonomo (è sorprendente infatti, che i circuiti interstiziali continuino a funzionare anche se si recidono le connessioni con il cervello e il midolli spinale). Così, il cervello numero 2 gestisce da solo ogni aspetto della digestione, lungo il percorso dall’esofago allo stomaco, fino all’intestino e al colon, utilizzando gli stessi strumenti della mente “nobile”, vale a dire una rete di circuiti neuronali, di neurotrasmettitori e di proteine. L’evoluzione dimostra il suo acume: invece di costringere la testa a sforzi terribili, a colpi di milioni e milioni di cellule nervose, per riuscire a comunicare con una parte lontana dell’organismo, ha scelto di replicare uno specifico pacchetto di circuiti accanto alla zona da controllare. E, proprio come il primo, il secondo cervello, sostiene Gershon – è una vasta banca dati nella quale milioni di anni di esperimenti hanno immagazzinato tanti programmi comportamentali, pronti a scattare in base alle esigenze del momento, vale a dire a quelle digestive: che si tratti di un panino, di una cena completa, di un cibo inconsueto oppure, ancora, di una rigida dieta l’ “altra” mente sa sempre come reagire, attivando gli enzimi giusti e poi componendo le componenti nutritive per alimentare al meglio l’organismo. L’arma segreta dell’iperlavoro è un neurotrasmettitore ben noto ai non addetti ai lavori, la serotonina, famosa per i ruoli che gioca negli stati di benessere mentale e per essere il bersaglio degli antidepressivi di ultima generazione. A sorpresa si è scoperto che quasi tutta – il 95%- è concentrata nelle viscere, dove agisce con massima efficienza. Il processo digestivo, infatti, comincia solo quando una cellula specializzata (l’enterochromaffin) la irrora sulle pareti dell’intestino, il quale reagisce grazie a sette recettori e ordina alle cellule nervose di liberare gli enzimi e di farli circolare. Ma la serotonina è anche un messaggero (ed ecco spiegato l’interscambio tra cervelli) che tiene aggiornata la testa su quanto avviene nella pancia. Un’altra sorpresa è che le comunicazioni sono al 90% a senso unico. Il viaggio avviene quasi sempre dal basso verso l’alto e di frequente le notizie sono pessime. Avviene per esempio con la diffusa sindrome dell’intestino irritabile (ne soffre una persona su tre). Anche in questo caso, come nella depressione, uno dei motivi scatenanti è l’alterazione della qualità dell’onnipresente neurotrasmettitore. Troppa anziché insufficiente. Colpa della molecola che deve trasformarla, il “sert”: in molte persone non funziona come dovrebbe. Adesso – osserva Gershon- si aprono nuove possibilità terapeutiche, per psichiatri e gastroenterologi: comincia l’era degli antidepressivi speculari, mentali e digestivi?

FONTE :
Gabriele Beccaria
http://www.asshomosapiens.org

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AVERE UN MAESTRO. ESSERE UN DISCEPOLO

Avere un Maestro: Il mio messaggio è semplicemente questo: non esiste alcun messaggio! Io non sono qui per trasmettervi un messaggio, perchè qualsiasi messaggio diventerebbe conoscenza. Io sono qui per trasmettere qualcosa del mio essere. Non è un messaggio, è un dono. Non è una teoria, non è una filosofia. Io voglio semplicemente che voi prendiate parte al mio essere. Questo non può essere ridotto a un dogma. Non potrete tornare a casa e dire alla gente cosa avete appreso stando qui, con me: non sarete in grado di farlo. Se avrete imparato qualcosa, non sarete in grado di riferirlo a nessuno, ma il vostro intero essere lo rivelerà. Non sarete in grado di parlarne, potrete solo mostrarlo: i vostri occhi lo riveleranno, il vostro viso risplenderà, la vostra intera energia avrà una vibrazione diversa. In questo posto, io non agisco come un insegnante. Questa non è una comune scuola, io non vi insegno niente. Voglio semplicemente che partecipiate con me, al mistero che in me è accaduto. Armonizzatevi con la mia energia, vibrate, pulsate con me e conoscerete qualcosa che va oltre le parole, e che nessun messaggio potrà mai contenere.

Essere un discepolo: Che bisogno c'è di diventare un discepolo? Perché mai poni questa domanda? Senti che la tua vita non ha senso, e che hai bisogno di un significato? Senti che la tua vita è vuota e vorresti sentirti appagato? Senti di vivere nell'oscurità e vorresti essere luminoso? Tutto dipende da te. Se sei soddisfatto così come sei, se così come sei non ti manca nulla, non è necessario che tu diventi un discepolo. Perchè creare fastidi a un Maestro, e perchè mai mettersi alla ricerca, se ne puoi fare a meno? Ma se ti senti vuoto, insignificante, ansioso, angosciato, confuso, vittima dell'oscurità; se senti che la tua vita non è altro che infelicità, in questo caso diventare un discepolo è una cosa semplicissima. Vuole semplicemente dire: entrare in contatto con qualcuno che sia appagato, a cui non sia rimasto più un solo interrogativo, il cui essere non è altro che una risposta. Il discepolo è un interrogativo. Il Maestro è una risposta.

 

Espedienti: Una pietra posta lungo il sentiero può essere un ostacolo che frena il cammino, oppure un trampolino di lancio che aiuta a elevarsi lungo il sentiero. La pietra è la stessa, ma la sua funzione dipende dall'uso che ne fai tu. Gautama il Buddha ha definito la verità "ciò che funziona"; strana definizione, ma molto profonda. L'importante non è stabilire se una cosa è una bugia o non lo è; bensì vedere se la bugia è una freccia che indica la verità oppure che allontana dalla verità.

 

Paura: è il rischio più grande che esista nella vita.

Stando con me, prima o poi perderai te stesso. Questo produce una paura inconscia. Tutte le storie d'amore sono pericolose, in quanto ci si perde. Da lontano sono meravigliose. Gli amanti pensano a un'infinità di cose da dirsi quando incontreranno l'amato. Ma quando poi si incontrano, diventano muti di colpo! La vicinanza da sola provoca il cambiamento: il chiacchierio della mente ammutolisce e si ha paura. Se l'amore è autentico, è inevitabile avere paura. Quando ti avvicini a un Maestro, le cose diventano ancora piu¹ difficili. Stare con un Maestro significa essere pronti a morire; morire per ciò che si è, per rinascere come si dovrebbe essere. Tu non sai cosa sarai dopo morto. Sai ciò che sei, ed è più che naturale che ti ci aggrappi: chi può dire se rinascerai o no? Non esistono garanzie...

 

Responsabilità: La responsabilità è sempre il primissimo passo dell'essere liberi. Gettare la responsabilità su qualcun altro, significa buttare via un'occasione per essere liberi. Le due cose sono inseparabili. E¹ vero che la responsabilità è tutta del discepolo - il Maestro non è altro che un agente catalitico, una scusa - ma occorre coraggio per accettare quella responsabilità: tutti vogliono essere liberi, nessuno vuole essere responsabile. Il guaio è che le due cose sono inseparabili. Se non vuoi essere responsabile, in un modo o nell'altro sarai schiavo.

 

 

Libertà: Pochissima gente ha scelto la libertà. Ma si deve capire una cosa:la libertà porta con sè la responsabilità. Nell'istante in cui scegli di essere libero, sei responsabile di ogni tua azione. Sei responsabile di tutta la tua vita. Sei responsabile della tua infelicità o della tua estasi; del tuo restare addormentato o del tuo svegliarti.

 

Gratitudine: La gratitudine del discepolo resta inespressa. È uno di quei misteri che possono essere sperimentati ma non si possono spiegare. Ti sembrerà strano che io dica che più il discepolo si avvicina all'illuminazione, e più difficile diventa per lui esprimere la sua gratitudine, perchè ora tocca un livello mai conosciuto in passato. Per tutto il cammino il discepolo è stato ri-conoscente, ma l'illuminazione, l'esperienza dello schiudersi del proprio essere, è travolgente. Puoi semplicemente piangere oppure danzare, ma sono cose inutili: dimostrano la tua intenzione, non la tua riconoscenza. L'abisso e la vastità della gratitudine sono tali che nessuna parola può esprimerla, nè la può esprimere un'esperienza. Ma in un certo senso, l'illuminazione si avvicina a un segno di gratitudine verso il Maestro: hai appagato il suo sforzo, il suo sforzo privo di sforzo. La sua presenza non e¹ andata sprecata, hai dimostrato di che tempra sei fatto. Meglio sarebbe dire che non sei stato ingrato, non lo hai tradito. Tra alti e bassi, attraverso mille oscure notti dell'anima, hai continuato ad avere fiducia, ad amare, non hai mai dubitato un istante: la tua illuminazione è una prova. Ma non è necessario esprimere gratitudine. La cosa importante è diventare gratitudine; in quel caso non sarà più necessario essere riconoscenti al Maestro. Quando tu stesso diventi gratitudine, sei grato all'intera esistenza. Il Maestro era una semplice porta verso il cielo infinito, e verso tutte le stelle al di là del cielo.

 

Cambia te stesso: Il mondo è di certo folle, e non è impazzito all'improvviso, è sempre stato pazzo. Io non sono un pessimista, nè sono un ottimista; sono semplicemente realista: so che è impossibile cambiare tutto questo folle mondo. Perfino sperare di poter cambiare la mia gente è già sperare troppo. Per questo, non voglio fare il missionario e cercare di cambiare dei pazzi. Cambia te stesso, e aiuta i tuoi compagni di viaggio che si trovano sullo stesso sentiero, impegnati nella stessa ricerca. Incoraggiali, aiutali in ogni modo. Ci sono momenti di oscurità, momenti di sconforto, momenti in cui si ha la sensazione che non si sarebbe dovuto scegliere questo sentiero perché va contro l'intera follia del mondo. Essere sani in un mondo di pazzi creerà inevitabilmente contrasti. Aiuta la gente che

è in viaggio verso la salute dell'essere, e non chiedere mai l'impossibile. La cosa possibile è cambiare poche migliaia di persone nel mondo. E forse, se alcune migliaia di persone si trasformano, possono creare un magnetismo, una forza gravitazionale tale da attrarre milioni di altre persone. Ma devi iniziare con te stesso. Se riesci a trasformare te stesso, è fin troppo! E se sei in grado di aiutare quanti sono in viaggio sul sentiero, questo e¹ sufficiente alla tua compassione e al tuo amore.

 

Un viaggio senza fine: L'illuminazione ha solo un inizio, non finisce mai. Nessuno lo ha mai detto, in precedenza. Tutti hanno detto che essa è perfetta, ma questo implicherebbe che non possa crescere. Una volta accaduta, ogni crescita, ogni evoluzione, si è conclusa. Ma, in base alla mia esperienza, posso dire, in piena autorità, che qualsiasi cosa in cui resti bloccato per sempre, non può restare estatica, non può conservarsi beata. Inizieresti a darla per scontata. L'illuminazione è solo un inizio, l'inizio di un'incredibile evoluzione, che non ha limite alcuno. Solo così puoi continuare a danzare e a cantare. E puoi restare eccitato a ogni istante, perchè non puoi mai sapere cosa ti porterà l'istante successivo: nuove intuizioni, nuove visioni, nuove esperienze. Non esiste limite a tutto questo. Non viene mai il momento in cui puoi dire che il viaggio è finito. Il viaggio inizia soltanto, non finisce mai. Noi viviamo sempre nel mezzo, cresciamo. Si tratta di una crescita eterna, in tutte le dimensioni. L'illuminazione è la stessa cosa.

fonte :
AVERE UN MAESTRO.

ESSERE UN DISCEPOLO

Tratto dai discorsi di un Maestro

http://www.asshomosapiens.org

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