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Cordless DECT e WIFI. Perche' sono pericolosi ?

Cordless DECT e WIFI. Perche' sono pericolosi ?

Inghilterra, Germania e Austria: WiFi è stato vietato nelle scuole e la Germania raccomanda
ufficialmente dal 2007 di preferire le connessioni via cavo al posto del Wifi.
In Europa, il 16/12/2009, la giustizia ha assunto una posizione che riconosce un collegamento
di causalità tra la neoplasia e l’esposizione professionale ai campi elettromagnetici.
Centinaia e centinaia di studi scientifici internazionali espongono le varie forme di tossicità
ed anche istituzioni ufficiali, l’Agenzia Europea per l'ambiente e il Parlamento europeo, denunciano
la tossicità della telefonia mobile e Wifi.
La vostra installazione potrebbe essere giudicata come “Disturbo eccessivo di vicinato!”
Il gruppo di frequenze [DECT – WiFi- GSM - UMTS o 3G - WiMAX - BLUETOOTH - RFID] è tossico
per la salute. La loro triplice struttura di radiazione [Microonde, Modulate in Basse frequenze e
Pulsate] produce un attacco fisiologico a livello molecolare e cellulare, che risulta tossico per la
salute. Le microonde e le basse frequenze sono molto tossiche (lo confermano la comparsa di
proteine dello stress e la risonanza con le frequenze del cervello), ma la tossicità più elevata è
quella delle frequenze pulsate, quando l’energia prende la forma di micro-mitragliatrici elettromagnetiche.
Questo è sufficiente non solo per disorganizzare i processi fisiologici, ma anche per
distruggere delle strutture biochimiche. Queste radiazioni provocano degli attacchi fisiologici
fondamentali, di cui 4 principali, - La perdita di tenuta della barriera sangue-cervello (barriera
emato-encefalica), - La perturbazione della produzione di melatonina, - La perturbazione dei
flussi delle membrane cellulari, - I danni genetici per rotture non riparabili di frammenti di DNA.
Questi disturbi fisiologici primari a loro volta hanno per effetto delle patologie a 2 livelli:
Primo Livello. Mal di testa, nausea, perdita di appetito, depressione, irritabilità, disturbi del sonno,
vertigini e cadute, perdita di concentrazione, disturbi al cuore e sangue, malattie della pelle, alterazioni
dei ritmi cerebrali, disturbi del sistema immunitario con la moltiplicazione di linfociti,
alterazioni della pelle [Eczema - Psoriasi - Purpura], disturbi delle onde cerebrali. Secondo Livello.
Tumori a cervello, sangue, sistema linfatico, in particolare a pancreas e tiroide, epilessia, interruzioni
di gravidanza e malformazioni, malattie autoimmuni, una serie di disfunzioni generalmente
noto come EHS [ElectroHyperSensitivity], che comportano spesso dolori forti, e il cui livello acuto
porta alla esclusione sociale, talvolta quasi totale per l’impossibilità di risiedere in luoghi elettrificati
ATTENZIONE : IRRADIANO SEMPRE
ANCHE SE NON NE FATE USO !
Il Cordless DECT (tranne alcuni modelli ECO PLUS della Siemens) irradia
sempre anche se non ne fate uso! Il sistema WiFi è spesso attivato per impostazione
predefinita. Consigliamo, pertanto di avvalersi di una connessione
via cavo. Potrete così proteggere voi, i vostri familiari ed i vostri vicini
Fonti: www.bioinitiative.org/report/index.htm www.robindestoits.org www.disinformazione.it/appello_friburgo.htm www.ergoshp.it www.mondodiloto.com

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ALLERGIE DA POLLINE : ACCORGIMENTI E RIMEDI NATURALI

GLI ARTICOLI RIPORTATI IN QUESTO POST SONO SONO INDICAZIONI E NON DEVONO SOSTITUIRE LE CURE MEDICHE GIA' IN ATTO.
CONSIGLIAMO DI RIVOLGERSI AL PROPRIO MEDICO CURANTE PER UN CONSULTO, PRIMA DI INIZIARE QUALSIASI TRATTAMENTO O CURA.

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Soluzioni e comportamenti da mettere in atto a casa come all'aperto per tenere sotto controllo i sintomi dell'allergia

Con la consulenza del dottor Antonio Turetta, esperto in medicine naturali a Milano, eccoti alcuni rimedi pratici per ridurre il più possibile il contatto con i pollini responsabili delle più comuni allergie, limitando così al minimo starnuti, occhi rossi e altri indesiderati effetti.

01. Lava spesso gli occhi con acqua fredda e puliscili con un cotone imbevuto di infuso alla camomilla e rosmarino prima di andare a dormire. Spalman anche della vaselina all'interno del naso per evitare che le spore si depositino sulle sue pareti interne.

02. Tieni porte e finestre chiuse quando la quantità dei pollini in circolazione è alta.

03. Se sei stato all'aria aperta, una volta rientrato cambiati i vestiti (mettendoli subito nella cesta dei panni da lavare) e fai una doccia (shampoo incluso) per evitare di avere i pollini proprio addosso.

04. Copri il letto con un lenzuolo durante il giorno, per evitare che i pollini si depositino su coperte e cuscini, scatenandoti poi così crisi notturne.

05. Se vivi in una zona dove sono presenti molte piante cui sei sfortunatamente allergico, procurati uno ionizzatore: caricherà elettricamente i pollini presenti nelle tue stanze, che in questo modo precipiteranno a terra e non nei tuoi occhi. Dopo di che, passa ogni giorno l'aspirapolvere per rimuoverli.

06. Evita di uscire di casa quando il termometro si impenna, perché il caldo favorisce la liberazione dei pollini.

07. Rimani al chiuso anche subito dopo un temporale: con i violenti flussi d'aria la quantità di pollini può infatti aumentare fino a 12 volte.

08. Se puoi, nel weekend fatti una gita al mare, dove i pollini sono più scarsi e potrai così avere un po' di sollievo. Se invece sei un appassionato di montagna, devi andare sopra i 2.000 metri per incontrarne di meno.

09. Tieni d’occhio il calendario e il bollettino pollinico forniti ogni anno dall’Associazione italiana di aerobiologia. A seconda della zona in cui ti trovi e del mese, ti aggiorna sulle diverse concentrazioni nell’aria dei 16 pollini più allergizzanti.

10. Se sei allergico e fumatore, hai un motivo in più per smettere. Se invece sei solo allergico, evita gli ambienti fumosi perché le mucose di naso e occhi si irritano così ancora di più.



ARTICOLO DI Claudio Buono
FONTE : http://www.menshealth.it/salute/rimedi-superveloci/10-TRUCCHI-ANTI-POLLINE


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La combinazione di Elicriso Propoli e Polline è indicatissima per chi soffre di allergie stagionali.
In particolare è utile a Febbraio come forma di prevenzione e va protratta per tutta la stagione a rischio(quindi fino a giugno inoltrato)
Può essere ripetuta per più anni di seguito e di solito dà un esito sempre più positivo col passare degli anni:il primo ciclo attenua già visibilmente i sintomi , col secondo anno di cura i sintomi tendono a sparire e al terzo anno di solito il problema è risolto.
Tutto in assenza di effetti collaterali con il vantaggio di una maggiore vitalità .
Merito del polline che aumenta i livelli di energia e ha un'effetto ringiovanente sui tessuti incluso quello nervoso.
La propolis ha invece un'azione specifica sugli organi respiratori , modulandone la reattività.
L'Elicriso calma le mucose rendendole meno soggette alle infiammazioni che fanno da substrato alle patologie allergiche

Prevenzione antiallergica contro la pollinosi:
Tisana di Elicriso tre volte al giorno

Propoli :15 gocce due volte al giorno


FONTE : http://www.tuttoerbe.com/

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La rete di monitoraggio
Rete Italiana di Monitoraggio in Aerobiologia (R.I.M.A.®)

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L’Associazione Italiana di Aerobiologia coordina dal 1985 la Rete Italiana di Monitoraggio in Aerobiologia, organizzata in Centri di Monitoraggio.

La Rete è costituita da Centri di Monitoraggio distribuiti in tutto il territorio nazionale (vedere i centri della rete). I Centri di Monitoraggio operano volontariamente, autofinanziandosi, presso Università, Cliniche Universitarie, Aziende Sanitarie Locali, Ospedali, Istituti e Orti Botanici, A.R.P.A. Il loro compito consiste nella gestione del campionatore, nell’analisi dei campioni per il riconoscimento morfologico e conteggio delle particelle osservate (pollini e spore fungine), nella memorizzazione e nel trasferimento dei dati alla Segreteria Tecnica di Rete.

http://www.ilpolline.it/la-rete-di-monitoraggio

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Tra i maggiori responsabili delle allergie respiratorie, citiamo i pollini di querce, pioppi, olmi, aceri e quelli delle piante che appartengono alla famiglia della Cupressacee.
L’incidenza di questa patologia allergica è, da molti anni a questa parte, in costante aumento per via di alcuni fattori, tra i quali l’inquinamento atmosferico (la percentuale dei soggetti allergici che vivono nelle aree urbane è molto superiore a quella dei soggetti residenti in aree rurali) e un minore contatto con gli agenti infettivi nei primi anni di vita.

I rimedi naturali più efficaci

I farmaci più utilizzati nella terapie delle patologie di natura allergica sono gli antistaminici, medicinali sicuramente assai efficaci nel contrastare i sintomi della pollinite, ma non privi di effetti collaterali. Quindi, se volete evitare il rischio di stanchezza, sonnolenza, scarsa concentrazione, debolezza muscolare o disturbi gastrici, potete cercare sollievo alle allergie nei rimedi naturali.

Uno dei prodotti fitoterapici più indicati in caso di pollinosi è la Boswellia serrata, una pianta utilizzata per produrre incenso, ottimale in caso di pollinite perché in grado di inibire i leucotrieni, molecole lipidiche coinvolte nelle reazioni allergiche e asmatiche.

Altro alleato prezioso per chi soffre di questo disturbo è il Rosmarino, che contiene acido rosmarinico, un flavonoide che svolge un’azione efficace nelle allergie ai pollini. Potete sperimentare anche il Ribes nigrum, noto per le sue doti antinfiammatorie ed analgesiche, che viene usato per curare allergie e asma bronchiale.

Infine, vi suggeriamo due sostanze fitoterapiche provenienti dall’Asia. La prima è l’Adatoda vasica, un piccolo arbusto sempreverde che la medicina tradizionale indiana utilizza da secoli nel trattamento di bronchite, asma e tosse allergica.
La seconda è la Perilla, un’erba aromatica originaria del sud est asiatico. Si tratta di un rimedio erboristico introdotto in Occidente solo da qualche anno, ma che gode già dell’apprezzamento di numerosi fitoterapeuti. L’estratto ottenuto dai semi e dalle foglie di questa pianta contrasta i sintomi delle allergie grazie alla presenza di polifenoli capaci di inibire i maggiori mediatori chimici delle allergie e ridurre i livelli di IgE, la classe di anticorpi coinvolta nelle reazioni allergiche.

Di Giuseppe Iorio
FOTNE : http://www.megliosapere.info

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RAPPORTO ALIMENTAZIONE E SALUTE : QUALE IMPATTO SULL' UOMO, AMBIENTE, ETICA ED ECONOMIA

RAPPORTO ALIMENTAZIONE E SALUTE : QUALE IMPATTO SULL' UOMO, AMBIENTE, ETICA ED ECONOMIA

E’ noto da tempo che le scelte alimentari dell’uomo determinano il suo stato di salute fisico ed emozionale. Ma non solo, esse influenzano direttamente i rapporti fra uomo e natura nel suo insieme, perché tutto è Uno e ne diventiamo sempre più consapevoli. Se chiedessimo ad un astronauta cosa ha visto dallo spazio, ci risponderebbe che guardando il pianeta da lassù ha provato una grande emozione ed insieme la consapevolezza che siamo tutti “nella stessa barca” e che la Terra è la vita, la casa ed il bene di tutti. Guardare dall’alto rende osservatori privilegiati, e se tutti potessimo provare la stessa esperienza molti tornerebbero dallo spazio con la consapevolezza di vivere un viaggio straordinario con tutti i suoi compagni di viaggio: gli altri esseri umani, gli animali, le piante, e tutta la natura nel suo insieme.


Salute

Per comprendere meglio il rapporto alimentazione e salute, innanzitutto è bene sapere che la struttura della nostra specie, biologicamente discendente dalle scimmie antropomorfe, ci suggerisce che siamo animali vegetariani-frugivori anche se, rispetto ai nostri progenitori abbiamo il vantaggio evolutivo di poter, occasionalmente e per fini di sopravvivenza, avvalerci anche di cibi di origine animale, ovvero non propriamente consoni alla nostra struttura.

Che l’alimentazione naturale per l’uomo sia una alimentazione a base prevalentemente vegetale lo affermano oggi anche le più importanti organizzazioni di nutrizionisti al mondo come l’ADA (American Dietetics Association) ed i Dietisti del Canada, oltre alle più importanti associazioni scientifiche mondiali per la salute e la prevenzione delle principali malattie degenerative, cardiovascolari, tumorali e neurologiche.

Il 30% della popolazione italiana è obesa e il dato più allarmante per il futuro è che anche fra i bambini il 30% è obeso. In totale fra obesi e soprappeso, in Italia come nel resto della vecchia Europa, siamo a circa il 60%. Come è noto c’è una stretta relazione fra obesità e rischio cardiovascolare, la prima causa di mortalità, ma quello che è meno noto ai più è che numerosi e recenti studi scientifici longitudinali hanno messo in relazione l’insorgenza di numerose patologie tumorali (ad esempio al colon, al seno, alla prostata) con l’assunzione regolare o eccessiva di cibi carnei e di altri cibi di origine animale.

Se è vero che siamo animali prevalentemente vegetariani come sembra, dobbiamo prendere atto che negli ultimi 50 anni forse abbiamo sgarrato un po’ troppo, esagerando con carni e salumi, alterando ed anzi invertendo il rapporto fra cibi sani e cibi voluttuari nella nostra dieta.

Per essere in sintonia con la nostra natura ed in armonia con il tutto dobbiamo privilegiare i cibi prodotti dalla terra, i vegetali che sono altamente protettivi e ci difendono da malesseri fisici ed interiori. Essi sono le verdure (frutti, foglie, gambi, tuberi, radici), frutta dolce fresca e matura, cereali integrali (farro, riso, orzo, miglio, avena, mais, segale, fiocchi, ecc.), legumi (ceci, lenticchie, soia verde, piselli, fagioli, ecc.), semi e frutti oleosi (zucca, girasole, pinoli, sesamo, nocciole mandorle olive, ec.) olio vegetale, zuccheri naturali (malto, miele, acero, agave, canna grezzo…).

Quali sono i cibi di cui abbiamo abusato e che dovremmo invece abolire o moderare fortemente? Carne, salumi, cibi in scatola, surgelati, cibi “spazzatura” con troppi zuccheri raffinati, grassi animali, cibi industriali, sale, alcool, caffè, fumo. Spesso poi sono anche ricchi di sostanze chimico-nocive come coloranti, conservanti, emulsionanti, addensanti, antifermentativi, antiputrefattivi, aromi artificiali, concimi chimici, pesticidi, antiparassitari, antibiotici, sostanze ormonali, ecc..

Tutto ciò oltre a privarci della salute, toglie al cibo quel significato di sacralità che ha sempre avuto da millenni nei nostri antenati: un atto d’amore cosciente proveniente dalle energie della terra e del cielo, di cui dovremmo essere sempre grati e mai dare per scontato.

Coltivare la terra con metodi biologici è anche un modo per ricambiare questo amore sapendo che essa ci offrirà sempre frutti buoni, nutrienti e salutari. Di conseguenza non ci ammaleremo di molte malattie cosiddette dell’abbondanza, ma che in realtà sarebbe più giusto chiamare malattie dell’ignoranza.

Il cibo biologico è più sano ed anche più buono. A volte ha il difetto, soprattutto nelle grandi città, di costare mediamente di più di quello non biologico. Possiamo difenderci dal caro prezzi del biologico? Si, possiamo fare molto in tal senso aumentando la produzione e la disponibilità di cibi biologici, acquistando direttamente dall’agricoltore, costituendo gruppi d’acquisto solidale, scegliendo prodotti di stagione e lasciando perdere le primizie, rifiutandoci di acquistare un prodotto quando lo riteniamo troppo caro.

In ogni caso essendo più nutrienti, i cibi biologici ed integrali saziano e nutrono meglio e quindi rendono di più. E poi ammalandosi meno si risparmia sui costi individuali e sociali della spesa sanitaria. Infine, mangiando secondo natura possiamo recuperare l’istinto ed imparare a riconoscere da noi stessi il cibo migliore.

La vita è bella è va goduta appieno, ne sono convinto, ma sono altrettanto convinto che sia unica, perché Uno è il corpo che abbiamo ed Una la vita che ci è stata concessa per fare esperienze ed evolverci. Credo che la vita sia troppo importante ed affascinante per potersela giocare alla roulette russa “sparando” letteralmente dentro al corpo cibi innaturali e inadeguati al nostro benessere.


Ecologia (terra, acqua aria)

Ma la salute non è il solo fattore influenzato dalle nostre scelte alimentari. Pensiamo all’ecologia, alla tutela dell’ambiente, alle risorse naturali e torniamo ad amare la nostra Terra. Pensate che più di 300 sono solo i pesticidi usati in agricoltura, circa 5.000 i prodotti chimici usati negli alimenti legalmente, più quelli usati illegalmente. E’ stato calcolato che in Italia si producono circa 100 Kg per ettaro/anno di prodotti chimici inquinanti. Qualcuno a questo punto potrebbe chiedersi: dato che l’agricoltura utilizza tutte queste sostanze tossiche, non conviene mangiarsi una bistecca? No, non conviene, perché tutti i prodotti chimici usati in agricoltura vengono concentrati nella carne di 16 volte poiché le carni fungono da tessuto di deposito. Si pensi che per produrre 50 kg di proteine dalla carne un animale deve ingerire 790 kg di proteine da vegetali le quali se coltivate con sistemi non biologici apportano all’animale stesso e di conseguenza all’uomo che se ne ciba, un quantitativo 16 volte maggiore di sostanze chimiche. Inoltre il 70% del totale dei pesticidi e dei fertilizzanti usati in agricoltura sono prodotti per l’impiego in zootecnia (mangimi per allevamenti), quindi è facile comprendere come mangiando cibi prevalentemente vegetali, anche se non fossero biologici, ci si intossica molto meno, si inquina meno (terreno e falde acquifere) e, poiché la chimica costa, si risparmia un sacco di danaro.

A proposito di risorse naturali da tutelare e non sprecare, pensiamo all’acqua: un bene di assoluta importanza e necessità per tutta l’umanità, un bemne prezioso da non sprecare a cui miliardi di persone non hanno ancora un accesso sicuro. Per questo è certamente importante chiudere l’acqua della doccia mentre ci insaponiamo, oppure riempire il lavandino per lavare i piatti o farci la barba, ma perché non dire anche che quasi la metà dell’acqua consumata è destinata alle coltivazioni di alimenti per il bestiame? Una vacca da latte consuma 200 litri di acqua al giorno, ed il settimanale Newsweek ha calcolato che per produrre 5 chili di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media in un anno. Per far capire le proporzioni del problema sull’acqua può essere utile ricordare che in Italia il consumo d’acqua è così ripartito:

- 6% è disperso lungo la rete di distribuzione
- 6% uso civile ed abitativo
- 15% all’industria
- 73% all’agricoltura (di cui la metà, circa il 40%, per gli allevamenti e la zootecnia).

Ora pensate a quanto si risparmierebbe se diventassimo tutti un pochino più vegetariani, considerando che per produrre 1 kg di carne si consumano circa 3.200 litri di acqua, 1,5 litri di petrolio, 12 mq di foresta.
Ma se si considerano anche i consumi d’acqua necessari per gli imballaggi i trasporti e gli stoccaggi, si scopre che:

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Per 1 kg di hamburgher ……..25.000 litri d’acqua
Per 1 kg di caffè tostato …….17.000 litri d’acqua
Per 1 kg di tè …….………….14.000 litri d’acqua
Per 1 kg di cotone………….…8.000 litri d’acqua
Per 1 kg di cereali o legumi ….1.100 -3.000 litri d’acqua

Sempre in tema di ecologia e salvaguardia dell’ambiente, non sfugga il problema delle deiezioni animali: essi equivalgono ad una popolazione aggiuntiva di 137 milioni di cittadini (negli USA) e sono la principale fonte di inquinamento organico delle falde acquifere.

Cosa pensiamo poi dell’effetto serra, del riscaldamento globale, del buco dell’ozono, dello scioglimento dei ghiacciai e dell’aumentato rischio di catastrofi ambientali che ne deriverebbero? Tutti noi speriamo che presto le moderne tecnologie ci possano fornire sistemi di produzione e di consumo energetico che ci consentano di non immettere nell’atmosfera eccessive quantità di anidride carbonica. L’auto ad idrogeno, l’energia solare ed eolica, le bio-masse ed altri sistemi naturali sono possibili fin da subito se solo lo volessimo. Ma è bene che si sappia anche che smettere di mangiare carne contribuisce in modo determinante alla lotta contro l’effetto serra. Si pensi solo che 10 vacche producono in un anno tanto metano da far percorrere ad un’auto 10.000 Km. I dati affermano che i bovini a livello mondiale sono responsabili di 1/5 della produzione di metano che provoca effetto serra nell’atmosfera.

Il celebre economista statunitense Jeremy Rifkin afferma che il peso complessivo di bovini nel mondo supera ormai quello dell’intera popolazione umana e che attualmente vivono 2MLD e 500 MLN di bovini che occupano più del 30% della superficie terrestre (dati in costante aumento).

L’effetto serra sarebbe efficacemente contrastato dalla presenza sulla terra di foreste, boschi e piante di ogni tipo che, si sa, assorbono grosse quantità di anidride carbonica (gas serra) e producono ossigeno. Ma per soddisfare le nostre attuali abitudini alimentari basate sul prevalente consumo di carni e derivati, contribuiamo in modo sostanziale alla diminuzione di ossigeno e all’aumento di anidride carbonica, non solo per le ragioni sopra esposte, ma anche per altre. Pensiamo ad esempio che nella foresta Amazzonica l’88% dei terreni disboscati è stato adibito a pascolo e circa il 70% delle zone disboscate del Costa Rica e del Panama sono state trasformate in pascoli. Dopo pochi anni di pascolo (mediamente 5) il suolo diventa sterile o poco produttivo, e gli allevatori passano ad abbattere un’altra regione di foresta.


Alimentazione ed economia

Alimentarsi di cibi vegetali è per l’uomo economicamente molto più vantaggioso che farlo con cibi carnei. Infatti, in passato, le famiglie meno abbienti o numerose basavano la loro alimentazione sui cibi vegetali, perché costavano meno della carne che potevano permettersi solo i ricchi. Non per niente per produrre 1 kg. di carne di manzo sono necessari: 15 kg di cereali. Calcoliamo che con 1 kg di carne si saziano in media, ad un pasto, 3-5 persone. Con 15 kg di cereali se ne saziano nello stesso pasto almeno 50, e senza provocare la gotta a nessuno, e senza affaticare reni e fegato per eccesso di catabolismo proteico!

Quale azienda seria spenderebbe 10 volte di più per ottenere un risultato peggiore di quello che si otterrebbe usando un altro sistema che costa 10 volte in meno?

Lo sapevate infine che sfruttando un ettaro dello stesso tipo di terreno si possono produrre 50 kg di carne oppure 8.000 kg di patate, oppure 10.000 kg di pomodori o 12.000 kg di sedano? Sembra che lo sfruttamento dei terreni coltivabili qualora fossimo tutti prevalentemente vegetariani come richiederebbe la nostra natura e struttura, sarebbe in grado di garantire il benessere oltre che la stretta sopravvivenza alimentare ad una popolazione mondiale almeno 7 volte superiore a quella attuale. Risolveremmo non solo il problema annoso della fame nei paesi poveri, ma affronteremmo più serenamente i continui incrementi demografici a cui stiamo assistendo. E tutto ciò migliorando la salute dell’umanità. Non è un bel sogno che varrebbe la pena contribuire a realizzare?


Etica e fame nel mondo

Nel mondo più di 1/3 della raccolta totale di cereali è impiegata come mangime alimentare per il bestiame di cui si vuole ostinatamente nutrire una parte della popolazione mondiale, mentre, circa 1MLD di esseri umani soffre la fame e la denutrizione cronica. Infatti i dati della FAO sono disarmanti: circa 24.000 persone muoiono ogni giorno a causa della fame, della denutrizione e delle malattie ad essa collegate. Di queste circa 18.000 sono bambini. Ciò significa che ogni settimana muoiono circa 170.000 persone, ogni mese circa 700.000, ogni anno 9 milioni. In totale, più di 800 milioni di individui non ha cibo a sufficienza, mentre un altro miliardo consuma carne in maniera smodata. Il bestiame consuma il 70% di tutti i cereali prodotti negli USA.

I cereali sono da millenni la base della sopravvivenza umana in tutte le civiltà. Possiamo davvero ignorare ancora a lungo che le nostre scelte alimentari possono determinare sofferenza e povertà di molti altri esseri umani? In un mondo globalizzato, a maggior ragione occorre diventare più consapevoli dei collegamenti materiali, energetici e spirituali che ci collegano tutti. Se vogliamo stare bene ed essere felici dobbiamo vivere nell’amore che è dare positività a noi stesi e a gli altri e ciò comprende anche la possibilità di sfamarsi, bere acqua potabile e respirare aria pura come diritto naturale e universale. E’ un problema etico di grande spessore.

La coscienza di molti uomini sta attraversando una grande fase di evoluzione a livello mondiale. Abbiamo bisogno ora di far scendere queste nuove sensibilità nel concreto, nelle scelte del vivere quotidiano di cui l’alimentazione è parte importante.


Etica e animali

L’uomo ha poi un debito etico enorme nei confronti degli animali che per millenni ci hanno sostenuto, hanno sudato per noi permettendoci di arare i campi e coltivare la terra senza ammazzarci di fatica. Essi hanno trasportato letteralmente i pesi della nostra vita. Ci hanno sfamato con i loro prodotti (latte, formaggi, uova, miele) quando ne abbiamo avuto bisogno per sopravvivere. Gli animali hanno sempre dato con generosità e continuano a darci tanto, curandoci con le loro energie quando siamo stressati e facendo compagnia a chi vive in solitudine. Sono fantastici quando curano i gli autistici, i disabili o i depressi (pet terapy), guidano i ciechi, salvano gli escursionisti in montagna, ecc., e noi invece come li ricompensiamo? Rinchiudendoli in allevamenti intensivi come lager, uccidendone 50 miliardi all’anno nei mattatoi per godere delle loro carni senza una vera necessità di sopravvivenza, spezzando un antico legame di amicizia e di reciproco aiuto. Noi siamo Uno con la Terra, gli animali, le piante e tutto ciò che vive; siamo tutti interconnessi. Dimenticarci di questo significa tradire l’antico scopo di riuscire a vivere un giorno in pace ed in armonia con tutto il creato sulla Terra. Tutto è Uno perché oltre i confini stabiliti dal perimetro della nostra pelle, nello spazio circostante il nostro corpo, c’è una zona di interscambio che ci collega tutti. Le nostre energie si incontrano, si leggono reciprocamente e si scambiano informazioni senza bisogno di dire una parola. Abbracciare una pianta, prendere in braccio un agnellino, accarezzare un bambino, abbracciare un altro essere umano con amore riescono spesso a dare emozioni simili, perché siamo simili. Siamo sistemi di energia avvolti da un campo energetico che è lo stesso per tutti: uomini, animali, piante, minerali. Tutto è uno. Non è solo un modo di dire.

Dott. Michele Riefoli

Articolo pubblicato sulla rivista "Totem n. 2"
Link Attivo: coscienzasalute.it
Societa’ Scientifica di Nutrizione Vegetariana

FONTE : http://www.liberamenteservo.it

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20 Motivi per cui i bambini dovrebbero studiare musica

20 Motivi per cui i bambini dovrebbero studiare musica

La musica è come la matematica e spagnolo o latino: E 'una lingua straniera, che può contribuire a sviluppare l'apprendimento, il motore e capacità di comprensione. Imparare la musica o suonare uno strumento apre le porte a nuove opportunità. Cosa c'è di più, il divertimento della musica.
Tutto quello che dovete fare è visitare audio dei bambini '/ sezione video del tuo negozio locale CD e sarete bombardati da una moltitudine di prodotti per il miglioramento didattico da acquistare. Si possono trovare 'Baby Einstein' o 'Brainy Baby' e l'abbondanza di merce simile a rendere il bambino più intelligente. Questi tipi di merci possono essere un modo meraviglioso per conoscere la musica ai vostri figli prima dell'età di tre. Tuttavia, nulla può sostituire le lezioni private di musica per un anno 3-9 vecchi.
Il cervello si sviluppa ad un ritmo rapido tra la nascita e tre ed è una finestra essenziale per lo sviluppo dei neuroni. Pertanto, incoraggiare l'esplorazione musicale è un modo semplice per promuovere lo sviluppo intellettuale.
Prima dell'età di tre, strumenti giocattolo può essere un eccellente introduzione alla realtà e le classi di gioco di gruppo musicale in grado di preparare il bambino per lo studio successivo. Cantare a qualsiasi età è di grande beneficio e la consapevolezza linguistica e musicale può iniziare già a partire dal quinto mese di gravidanza, quando il cervello del feto e le orecchie sono aperti a ricevere stimolo.
Dall'età di 3 anni, circuiti cerebrali di un bambino sono abbastanza maturi per iniziare strumentali e / o vocali lezioni. La voce è probabilmente lo strumento più importante, perché il canto è un gateway di comunicazione enorme fiducia e piena espressione di sé.
Il pianoforte è di solito il miglior strumento musicale per cominciare, perché non richiede alcuna diteggiatura specifico da svolgere. Tuttavia, i bambini devono scegliere gli strumenti per giocare con i suoni che vogliono. I bambini si pratica di più se a loro piace il suono di uno strumento.
Se il bambino sceglie il pianoforte, tastiere elettroniche economico sono un buon modo per iniziare, perché sono molto convenienti e portatili. Molte marche presenti oggi sul mercato per visualizzare le note su uno schermo digitale durante la riproduzione di musica. Questi tipi di tastiere può essere di grande aiuto un bambino di iniziare a leggere le note musicali e simboli. Essi inoltre hanno spesso funzioni incorporate in ritmo e canzoni che fanno cantare e ballare con la musica facile.
Dal momento che Howard Gardner "Frames of Mind: The Theory of intelligenze multiple" nel 1983 e nel Gordon Shaw e Francis Rauscher gli "Effetto Mozart" nel 1993, vi è un dibattito molto e la ricerca di se o non lo studio della musica può essere collegata al migliore rendimento scolastico.
Troverete migliaia di libri, prodotti, articoli e siti web discutendo i vantaggi di studiare musica. Per comodità, i primi 20 vantaggi segnalati per lo studio della musica vocale e strumentale sono elencati di seguito.
1. formazione musicale è stata collegata alla capacità di ragionamento spazio-temporale. (Vale a dire la capacità di leggere una mappa, puzzle messo insieme, formare immagini mentali, trasformare / visualizzare le cose che si dispiegano nello spazio, nel tempo, e riconoscere le relazioni tra gli oggetti. Queste competenze sono spesso utili nel campo della scienza, la matematica e gli scacchi.)
2. simboli musicali, la struttura, e la formazione ritmico utilizzano frazioni, rapporti e proporzioni, che sono tutte importanti nello studio matematico.
3. Aumenta il problema di trovare / solving, la logica e la capacità di pensiero come l'analisi, la valutazione e il legame / organizzazione delle idee
4. Ottimizza lo sviluppo del cervello dei neuroni e circuiti
5. Sostiene lo sviluppo del motore in particolare il coordinamento delle mani, gli occhi e il corpo
6. Espande intelligenze multiple e consente di studiare il trasferimento degli studenti ', cognitivi e di capacità di comunicazione da soggetto a soggetto, in ogni programma
7. attività di gruppo o orchestra insieme contribuire a promuovere la cooperazione, l'armonia sociale e di insegnare ai ragazzi la disciplina, mentre lavorano insieme verso un obiettivo comune.
8. Musica aumenta la memoria. Per esempio, gran parte delle persone la loro ABC dal canto loro. Ripetizione di un brano in una struttura prevedibile canzone ritmica rende più facile memorizzazione.
9. Il canto è un ottimo modo per aiuto / migliorare la capacità di lettura e di istruzione. Karaoke è un esempio perfetto. I bambini possono imparare una canzone ad orecchio (uditiva), ma le parole sullo schermo di un televisore o un computer forniscono un ancoraggio visivo contemporaneo.
10. Nella musica vocale di apprendimento del ritmo, il fraseggio, e il passo aumenta notevolmente la lingua, la pronuncia, la grammatica e vocabolario. Ciò è particolarmente evidente quando si utilizzano brani in studio prima e seconda lingua.
11. Migliora la lettura critica e scrittura
12. Solleva i punteggi dei test, diminuisce l'ansia da prestazione, e insegna ai bambini come gestire / gestire lo stress durante gli esami standardizzati
13. Aiuta i bambini canale inespresse e / o emozioni negative in modo positivo
14. Aumenta il pensiero creativo
15. Reading di musica e esegue brani memorizzati aiutare i bambini a pensare al futuro
16. Improvvisazione aiuta le persone a "pensare in piedi"
17. Solo performance è collegata a autostima e di autoefficacia. (Concetto di capacità di auto) I bambini imparano a raggiungere per il loro meglio.
18. Quando i bambini preparano e costante prassi per punto o le prestazioni, lavorano per cantare / suonare senza errori. Esse si applicano generalmente determinazione e perseveranza simile a molti tentativi futuro accademico o altro.
19. Migliora la comprensione di compiti a casa e consente una più elevati livelli di concentrazione
20. I bambini che studiano musica in genere hanno un atteggiamento migliore, sono più motivati e meno intimiditi da imparare cose nuove
Forte la lettura della musica, la scrittura notazione, cantando vista (solfeggio), teoria musicale, l'alfabetizzazione, e spostando il corpo alla musica sono solide, le competenze trasferibili. L'apprendimento è una strada a doppio senso. Ad esempio, si può supporre che la matematica può anche sviluppare la musica. risultati accademici collegamenti positivamente con il successo musicale e viceversa.
Già nel 19 ° secolo, il visionario Dr. Maria Montessori incluso musica e delle arti nel suo curriculum scolastico di tutto il mondo per migliorare notevolmente e accelerare l'apprendimento.
'Lorna Heyge, Ph.D., dice:. "Mentre i leader educativa volta alla musica della prima infanzia perché promuove lo sviluppo cerebrale, rimarranno con la musica per la gioia e la stimolazione con esperienza nel fare musica reale di musica di apprendimento richiede il coinvolgimento totale, che È per questo che piace tanto ai bambini "
Copyright 2006 Deborah Torres Patel

Deborah Torres Patel aiuta le persone comuni diventano comunicatori straordinari. Ha iniziato la sua formazione musicale all'età di 5 anni ed è un appassionato sostenitore di educazione artistica per i bambini. Il suo lavoro con gli adulti hanno dimostrato che una fondazione di musica in tenera età contribuisce in modo significativo la propria fiducia generale e di auto-espressione piena tardi nella vita. Per voce libera, la presentazione, potente parlare in pubblico e consigli di allenamento video iscriversi alla sua newsletter popolare: http://expressingyou.com .
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Nell’organismo umano sono presenti tutti gli elementi chimici che si ritrovano in natura, poiché interagiamo con l’ambiente e da esso riceviamo sostanze utili o inutili, benefiche o addirittura dannose.

La tossicità di una sostanza dipende dalla sua dose di somministrazione ma sappiamo che alcuni elementi chimici, sia metalli che non-metalli, possono accumularsi nell’organismo creando gravi danni alla salute.


METALLI PESANTI

Cosa sono
I metalli (dal greco "metallon", che significa miniera e quindi minerale) sono elementi chimici solidi, ad eccezione del mercurio, a temperatura ambiente; sono una eterogenea categoria di elementi duttili e malleabili, buoni conduttori di elettricità e di calore. Dei 103 elementi che compongono la tavola periodica ben 79 possono essere fatti rientrare nel gruppo dei metalli. Si definiscono pesanti quei metalli che hanno un numero atomico superiore a 20, come il mercurio, il piombo, il cromo, il cadmio, il cobalto, il nichel, ecc. Hanno la tendenza ad accumularsi nel suolo e quindi nella catena alimentare e possono avere effetti nocivi sugli esseri viventi anche a concentrazioni non elevate.

Dove si trovano
Nella crosta terrestre si ritrovano in forma cristallina soprattutto 25 metalli (dal berillio allo zirconio) che rappresentano anche i più interessanti dal punto di vista tossicologico. I metalli sono quindi naturalmente presenti nell'aria, nell'acqua, nel suolo e di conseguenza anche negli alimenti. Tuttavia le attività umane hanno portato ad una progressiva dispersione nell'ambiente dei metalli stessi. L'uomo ha cominciato a estrarre e a lavorare i metalli almeno 4-5000 anni or sono, ma con l'avvento dell'era industriale l'industria mineraria e metallurgica si sviluppano in maniera esponenziale fino agli anni intorno al 1980. Le attività estrattive, metallurgiche e di lavorazione dei metalli hanno determinato una loro dispersione nell'ambiente di vita e costituiscono un fattore di rischio anche per la popolazione generale, oltre che per i lavoratori esposti.

Quale rischio comportano
I metalli possono essere definiti essenziali e tossici. Si dicono essenziali quei metalli necessari per alcune funzioni dell'organismo. Si distinguono microminerali essenziali i metalli come il ferro necessario per l'emoglobina del sangue, lo zinco per la funzione di molti enzimi, il rame, il cui fabbisogno è dell'ordine dei milligrammi. Vi sono poi altri elementi essenziali il cui fabbisogno è molto minore (di circa 1000 volte), vale a dire nell'ordine dei microgrammi, così per il vanadio, il cromo, il manganese, il cobalto, l'arsenico, il selenio e il molibdeno.
Molti metalli sono quindi indispensabili all'organismo, anche se, qualora vengano assorbiti in quantità eccessive, possono invece causare effetti dannosi. Diversi integratori alimentari in vendita nelle farmacie contengono piccole dosi di questi metalli.
Sono considerati tossici tutti quei metalli il cui eccessivo apporto determina effetti dannosi per la salute, tanto maggiori, quanto maggiore è la dose assorbita; lo stesso metallo può essere essenziale a basse dosi e diventare tossico a dosi più elevate. I metalli possono essere assorbiti per via respiratoria, come fumi o polveri, per ingestione e raramente attraverso la pelle. Nell'organismo si legano prima alle proteine del sangue, per poi distribuirsi nei diversi compartimenti a seconda delle loro proprietà. Così ad esempio il piombo si distribuisce nell'osso e nei tessuti molli, il mercurio si accumula nel rene, ecc.. I metalli vengono eliminati principalmente per via renale, come il mercurio e il cadmio, oppure con la bile, come l'arsenico, l'alluminio e il manganese e ritrovarsi quindi nelle feci. In piccola quantità possono essere eliminati per via respiratoria o cutanea (ma si possono ritrovare nei capelli). Alcuni metalli possono passare nel latte materno. La maggior parte degli effetti tossici dovuti a metalli sono stati osservati e descritti in lavoratori esposti a concentrazioni ambientali di gran lunga più elevate di quelle presenti nell'ambiente di vita, oppure in seguito ad intossicazioni accidentali. In alcuni casi gli effetti tossici si sono verificati nel corso di catastrofi ambientali, come nel caso del mercurio nella baia di Minamata in Giappone, dell'arsenico a Manfredonia, del cadmio in Giappone e in Belgio.
Gli effetti dei metalli sono molteplici: possono determinare fenomeni irritativi, intossicazioni acute e croniche, possono avere azione mutagena o cancerogena. Anche gli organi o gli apparati colpiti sono molto diversi: si va dal sangue al rene, al sistema nervoso centrale o periferico, al sistema respiratorio, all'apparato gastrointestinale, all'apparato cardiovascolare e alla cute. Nella tabella allegata sono riportati gli effetti dei principali metalli su diversi distretti dell'organismo. E' importante ricordare che alcuni metalli ma soprattutto il cromo, il cobalto e il nichel possono sensibilizzare la pelle di soggetti predisposti e causare eczemi, spesso di natura professionale.

Come si rilevano
I metalli pesanti possono essere determinati anche in quantità estremamente ridotta (ricerca delle tracce) nelle varie matrici ambientali (alimenti, acqua, terreni, fanghi, ecc.) utilizzando, nella maggior parte dei casi, tecniche analitiche di spettrofotometria.

Cosa dice la legge
Le varie normative di settore individuano metodiche di analisi, modalità di campionamento e quantitativi massimi di vari metalli pesanti nelle varie matrici (acqua, suoli, alimenti, fanghi, compost, rifiuti, ecc.). Esistono inoltre per molti metalli pesanti limiti di esposizione professionale.

Chi controlla
Le Agenzie ambientali, nazionale, regionali e della province autonome di Trento e Bolzano insieme ad altri soggetti istituzionali quali il Comando dei Carabinieri Tutela Ambiente (CCTA ex NOE), le Capitanerie di Porto, le Autorità di Bacino, il Magistrato alle Acque, il Corpo Forestale dello Stato hanno le competenze in materia di controlli ambientali. Le attività di controllo degli alimenti e delle bevande sono invece effettuate dal Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N) che si avvale di numerosi organismi operanti sia a livello centrale che locale. I controlli analitici sono effettuati dai laboratori delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, dagli Istituti Zooprofilattici e da altri laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute. L’ARPAV pertanto, nei laboratori di analisi dei propri Dipartimenti Provinciali, effettua controlli ufficiali nelle acque alimenti, fanghi e terreni. Il controllo negli ambienti di lavoro è invece affidato ai Servizi di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (S.P.I.S.A.L.) delle ASL.

Prevenzione
La prevenzione è basata sul rispetto delle normative e sull’efficacia dei controlli ambientali e si attua adottando soluzioni tecniche ed organizzative per ridurre i rilasci di metalli pesanti e loro sali nell’ambiente e per limitare l’esposizione professionale degli addetti ai lavori. Una maggior conoscenza della presenza naturale dei metalli nei suoli (livello di fondo naturale) consente di tenere meglio sotto controllo i possibili fenomeni di accumulo nel suolo e di conseguenza nelle acque e sedimenti. E’ importante individuare le sorgenti di inquinamento ambientale da sottoporre a monitoraggio con particolare riguardo alle acque impiegate per l’irrigazione, soprattutto nel caso di riutilizzo agricolo di acque reflue, e per consumo umano, agli ammendanti organici (fanghi di depurazione, compost, ecc.) ed altri fertilizzanti utilizzati sul terreno al fine di evitare bioaccumulazione tramite la catena alimentare, danni alla fauna ittica e alle piante.



L’accumulo di un elemento chimico nell’organismo può avvenire per varie ragioni tra cui:
- L’eccessivo e costante apporto giornaliero, dagli alimenti o dall’ambiente, spesso come contaminanti nei processi di coltivazione o produzione

- La carenza nella dieta di sostanze di antiossidanti o di altri microelementi in grado di competere con quell’elemento chimico: ad esempio una carenza di zinco facilita l’accumulo di piombo

- La ridotta funzionalità degli organi emuntori, soprattutto dei reni

- La ridotta efficienza metabolica delle cellule, in seguito a squilibri funzionali della tiroide e delle ghiandole surrenali

- Deficit enzimatici individuali: sono note le malattie da sovraccarico di ferro (emocromatosi) o di rame (Morbo di Wilson)

Rimane ancora aperto il dibattito riguardo al fatto che alcuni elementi (come l’allumino, l’arsenico, l’oro e l’argento) siano, in dosi non ancora ben definite:

- Essenziali: un loro apporto costante è necessario

- Utili: hanno una funzione ben definita

- Farmacologicamente attivi: possono essere usati per curare sintomi o patologie ben definite

Il caso del Selenio è esemplificativo: fino a metà del secolo scorso fu considerato un metallo tossico, solo in seguito a osservazioni di stati carenziali in Cina (Morbo di Keshan) se ne comprese l’essenzialità a piccole dosi (alcune decine di microgrammi), al punto da essere attualmente uno dei principali integratori antiossidanti presenti in commercio.

Come rilevare l’eccesso o la carenza di un elemento nell’organismo:

La valutazione dei sovraccarichi e dei deficit dei diversi minerali potrebbe, in linea di principio, essere valutata misurandone la concentrazione nel plasma sanguigno: in realtà ciò avviene solo per alcuni minerali a causa di

-meccanismi omeostatici che mantengono la concentrazione ematica di alcuni minerali (Calcio, Sodio, Potassio, Magnesio e altri) entro determinati limiti

-la tendenza degli elementi più tossici ad essere accumulati in alcuni tessuti o ad essere eliminati, lasciandone in circolo solo quantità esigue e variabili, senza correlazione con la concentrazione tissutale

Il mineralogramma del capello consente di determinare l’accumulo nei tessuti di molti minerali (utili o tossici): il capello infatti trattiene i minerali nel corso della sua crescita ed è quindi un indicatore affidabile delle concentrazioni presenti mediamente nei tessuti.

Negli articoli correlati ci soffermeremo in particolare su alcuni metalli pesanti, elementi chimici ad elevato peso atomico (100-200 Dalton), privi di funzioni biologiche note, fortemente presenti nell’ambiente come residui di attività umane (chimica, metallurgia, produzione di combustibili, ecc…) e quindi anche nei cibi.

Gli effetti deleteri dei metalli pesanti sulla salute sono stati ampiamente studiati ma, in medicina, se ne sottovaluta l’importanza come causa primaria di patologie nervose, degenerative e tumorali: inoltre la loro rimozione dall’organismo non è agevole e deve essere accompagnata da politiche volte a ridurre l’esposizione della popolazione a tali sostanze al pari di altri inquinanti.

A quali metalli pesanti tossici siamo maggiormente esposti? Cadmio, Piombo e Mercurio


Cadmio (Cd): è un minerale estremamente tossico, determina alterazioni cardiovascolari , iperattività nervosa, deficit immunologici e renali. Un’importante fonte di esposizione al cadmio è il fumo di sigaretta.

Mercurio (Hg): proviene dalla contaminazione del suolo e delle acque attraverso la catena alimentare, se ne ritrovano grandi quantità nei pesci, soprattutto quelli di grossa taglia (tonni). E’ noto come componente delle amalgame per le otturazioni dentali: i dentisti cominciano ad essere maggiormente sensibili al problema quindi attualmente si usano sempre più materiali alternativi per riparare i denti cariati. Il mercurio particolarmente lesivo e livello cerebrale e il suo sovraccarico è stato messo in relazione con disturbi psico-emozionali, convulsioni, insonnia, schizofrenia.

Piombo (Pb): è assorbito molto per via respiratoria e attraverso prodotti ortofrutticoli coltivati in zone inquinate o con pesticidi contenenti piombo (quindi spesso anche nel tabacco). Si accumula in numerosi organi nobili e nelle ossa, dove rimane ‘isolato’. La prevenzione consiste in misure volte a ridurre la presenza di piombo nell’ambiente (gas di scarico delle auto) e nell’astensione dal fumo si sigaretta.

Altri metalli tossici : Alluminio, Antimonio, Arsenico , Stagno, Tallio, Uranio

Alluminio (Al): si tratta di un metallo molto diffuso nell’ambiente, l’apporto giornaliero è dell’ordine di decine di mg al dì, anche se solo in parte viene assorbito nell’intestino. Può essere assorbito anche per via inalatoria (gas di scarico). Le fonti principali sono i contenitori in alluminio per alimenti (lattine, pellicole), le pentole, farmaci antiacidi, deodoranti e leghe utilizzate in odontoiatria. Provoca soprattutto danni a livello cerebrale interferendo anche con alcuni neurotrasmettitori: si può avere cefalea e disturbi della memoria e sembra essere una concausa del morbo di Alzheimer.

Antimonio (Sb): è contenuto nei cibi, nel fumo, nella polvere da sparo e nei tessuti ignifughi. Può provocare debolezza muscolare, astenia, sapore metallico in bocca. A contatto con la pelle può causare irritazione (macchie d’antimonio).

Arsenico (As): sembra essere un oligoelemento essenziale se legato a molecole organiche (tra 0,5 e 4 mg al dì) ma è altamente tossico potendo dare sintomi di avvelenamento acuto fino alla morte. Negli alimenti si può trovare in pesce, molluschi, pollame nutrito con mangimi industriali, verdure trattate con antiparassitari: è un inquinante tipico delle falde acquifere.

Stagno (Sn): è un oligoelemento essenziale per la crescita ma, in quantità eccessiva, può essere tossico perché interferisce con l’assorbimento di rame, zinco e calcio. Viene assorbito principalmente attraverso cibi in scatola: per fortuna la sua eliminazione urinaria e fecale è sufficiente alla sua eliminazione.

Tallio (Tl): è un elemento altamente tossico che tende ad accumularsi nell’organismo. E’ assorbito attraverso pesce e frutti di mare, tabacco, acque inquinate e fertilizzanti. Il Selenio contrasta l’accumulo di tallio e i suoi effetti tossici che possono essere: disturbi del sonno, problemi cardiaci, visivi e cutanei, disturbi epatici e disfunzioni renali.

Uranio (U): è diffuso nel terreno più del mercurio e dell’argento, è presente nei materiali ceramici, oggetti in vetro colorato, antichi bicchieri e si ritrova nelle falde acquifere. Si lega alle proteine e sostituisce il calcio nelle ossa. Sono poco conosciuti gli effetti sulla salute umana, probabilmente è correlabile alle varie forme di cancro.

FONTE: http://www.naturopataonline.org/articoli/43-metalli-tossici/932-i-sintomi-associati-all-esposizione-a-metalli-tossici-e-relative-fonti-di-inquinamento/1.html

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