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IL SIGNIFICATO DEI MANTRA

Il mantra (termine sanscrito traducibile come"attraversare la " o "strumento per la contemplazione") è una potente formula spirituale che ha il potere di risvegliare la coscienza; assomiglia ad una preghiera ma è qualcosa di più: la sua formulazione si accorda direttamente alle armoniche cosmiche e ci avvicina per risonanza alla pura vibrazione divina, al Logos o Verbo, oppure ad una delle sue infinite manifestazioni (con i mantra specifici delle varie divinità).
Tutto nell'universo è vibrazione, e non a caso la musica è da sempre considerata un linguaggio universale. Si legge nella Bibbia:"In principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio, ed il Verbo era Dio" . Tale vibrazione originaria è propriamente espressa nell'OM (AUM),mente la prima espressione creativa dello spirito e il grande mantra - mahamantra - degli indiani, è l'Amen dei cristiani, l'amin dei mussulmani, l'Hum dei tibetani. Altri mantra molto famosi sono Om Namah Shivaya, Om Mani Padme Hum, Hare Krishna, Om Tare Tuttare Ture So Ha.

 

La ripetizione delle formule vibrazionali dei mantra attiva la forza creativa spirituale dell'essere umano e promuove uno stato di completa armonia e consapevolezza. L'individuo viene gradualmente convertito in un centro vivente di vibrazione spirituale che trascende la sua umanità.
L'uso della ripetizione di frasi o fonemi è molto antico e comune a varie culture, nei mantra indiani ciò che viene ripetuto sono, generalmente, nomi mistici e versetti in sanscrito tratti dai Veda (ved incontro n°168), cantati, sussurrati o anche solo pensati. Ogni persona ha un proprio mantra personale che lo accorda con la sua più intima essenza, ma per riceverlo è necessario un vero maestro di Mantra Yoga.
A livello "tecnico" ogni mantra ha sei aspetti: un Rishi, o veggente; un Raga, o melodia; il Devata, o deità che presiede ad esso; un Bija, o seme di suono; il Sakti, o potere; e un Kilaka, o pilastro.
La mera ripetizione verbale di un qualsiasi mantra non potrà mai avere l'efficacia della ripetizione effettuata da colui che ne conosce tutti i più intimi aspetti, e questa è una fortuna poiché la forza e la potenza di un mantra devono essere sprigionate solo da persone pure e consapevoli.

Secondo Sri Vemu Mukunda (fisico nucleare e grande musicista indiano) ciascun individuo vibra secondo una delle12 possibilità della scala cromatica musicale - le 7 note base più le altre 5 note alterate o diesis -, e in base alla propria vibrazione fondamentale risulta connesso ad uno specifico programma personale:

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  • TIPO SOL: è la nota cosmica, della spiritualità, connessa a persone tranquille e armoniose. Programma: indicare la via verso l'infinito.
  • TIPO SOL DIESIS: freddo, cerebrale è diviso tra concretezza ed aspirazione. Programma: mediare tra energie spirituali e terrene.
  • TIPO LA: attivo, pratico e con capacità organizzative, ha la stoffa del manager. Programma: trovare lo spirituale nella quotidianità.
  • TIPO LA DIESIS: solitario, ambizioso desidera affermarsi attraverso lo studio e la ricerca. Programma: ricercare per il bene dell'umanità.
  • TIPO SI: egocentrico, bugiardo anche con se stesso, a volte geniale, tende all'autoaffermazione. Programma: imparare umiltà e sincerità.
  • TIPO DO: generoso, idealista, compassionevole, armonioso. Programma: ricordare che il Cielo può esistere anche sulla Terra.
  • TIPO DO DIESIS: artista e sognatore, auspica il ritorno a una vita semplice, naturale. Programma: trasferire sul piano del reale i sogni più belli e le aspettative migliori del genere umano.
  • TIPO RE: concreto, stabile, consapevole dei suoi limiti e dei suoi pregi. Programma: riconciliarci con la Terra che abitiamo.
  • TIPO RE DIESIS: dinamico, curioso, ma anche invadente. Programma: seminare il dubbio, smuovere gli immobilismi.
  • TIPO MI: personalità forte, dominatrice fino alla prepotenza. Programma: ridimensionare l'ego smisurato.
  • TIPO FA: intuitivo, può essere un sensitivo naturale. Programma: mediare tra il rumore della quotidianità e il silenzio interiore.
  • TIPO FA DIESIS: socievole, amante degli spazi aperti, creativo in qualunque campo. Programma: creare qualcosa di nuovo per l'umanità.

Anche senza conoscere mantra particolari è comunque possibile sfruttare il potere della ripetizione di una vibrazione positiva semplicemente ripetendo alcune parole chiave (questo ci ricollega un po' alla tecnica del Pensiero Positivo). La nostra esperienza suggerisce di unire 3 parole per volta e di mantenerne la ripetizione fino a che non sentiamo che ne abbiamo assimilato sufficientemente l'essenza (ciò necessita come minimo da 1 a 3 mesi). Esempio: Luce-Amore-Pace/ Luce-Energia-Coscienza/ Luce-Energia-Guarigione/ Abbondanza-Armonia-Riuscita.
Tale semplice pratica da una parte attiva in noi le vibrazioni citate e dall'altra aiuta a rimanere concentrati e a non disperderci in mille - vuoti - ragionamenti mentali quando la testa non è occupata in un lavoro specifico (durante la guida, nel tempo libero, durante attività ripetitive, ecc...).

Infine, in correlazione con il Mantra Yoga, citiamo la straordinaria pratica del Nada Yoga, cioè l'ascolto del suono interiore (nada). Tale suono è definito anche Anahata (non colpito, non generato da percussione) o Shabda (Suono o Parola del Creatore), è una sorta di om interno che è possibile udire restando in completo silenzio e perfettamente interiorizzati. L'ascolto di tale vibrazione - substrato fondamentale dell'universo, eco eterno del Big Bang - porta al completo risveglio dell'Essere. Tale suono non si sente con le orecchie, lo si percepisce con la coscienza e poco a poco va a risuonare in tutto il corpo, viene generato dalla Shakti, l'energia primordiale che mantiene tutte le particelle subatomiche in eterna vibrazione, e se questo suono di fondo dovesse modificarsi... l'universo intero crollerebbe. Questo è quanto periodicamente accade nell'arco di miliardi di millenni, quando l'universo si riassorbe in se stesso e rinasce!

Per approfondire il tema dei mantra:
www.marcostefanelli.com/subliminale/mantra.htm

FONTE : http://www.raphaelproject.com/conferenze_online/inc_064.htm

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Le affermazioni positive

Abbiamo già visto come il "pensiero crea la realtà", ma in che modo possiamo utilizzare questo concetto in maniera semplice e pratica, per cambiare la vita di tutti i giorni? Le affermazioni positive sono la risposta.
Se è vero che siamo condizionati nel presente dagli schemi di pensiero del passato, allora per migliorare il futuro è bene iniziare da subito a cambiare tali schemi. Per prima cosa è necessario consapevolizzare le credenze limitanti che ci portiamo dietro, stilando una lista delle principali affermazioni che ci vengono in mente riguardo a vita, se stessi, lavoro, amore, amicizie, soldi, sesso. E' importante quindi anche:

1) osservare indirettamente come si svolge la nostra esistenza valutando quali situazioni ripetitive ed insoddisfacenti ci capitano;
2) ascoltare chi é in grado di identificare le cosiddette "dichiarazioni limitanti" da un punto di vista più oggettivo (un terapeuta di fiducia, le persone a noi più vicine, o addirittura i nostri "antagonisti", che così bene sanno cogliere nel segno...),
3) ascoltare il proprio modo di parlare e di esprimersi, in particolare facendo attenzione a frasi ripetitive, a modi di dire e alle imprecazioni.

Secondo Louise Hay, caposcuola americana del Pensiero Positivo, vi sono 7 punti di forza che ci possono aiutare a cambiare i nostri pensieri:

1. Ognuno di noi è responsabile delle proprie esperienze
2. Ogni nostro pensiero crea il nostro futuro
3. Ognuno di noi deve fare i conti con gli schemi mentali dannosi del risentimento,     della critica, del senso di colpa e dell'odio per se stessi
4. Sono solo pensieri e i pensieri si possono cambiare
5. E' necessario che ci stacchiamo dal passato e perdoniamo tutti, compresi noi     stessi
6. Le chiavi per un cambiamento positivo sono l'approvazione di sé e
l'accettazione di sé nel momento presente
7. Il punto di forza è sempre nel presente

Le affermazioni positive sono estremamente efficaci, il modo in cui agiscono risponde agli antichi insegnamenti esoterici della Tradizione, secondo cui il nostro pensiero guida e dirige l'energia vitale, e l'energia vitale guida e dirige le materia, per cui attraverso i nostri schemi di credenze plasmiamo la realtà oggettiva esteriore.
Per cambiare gli schemi di pensiero inconsci è bene creare delle frasi senza negazioni (non voglio più stare male, ad es., è una frase non corretta) poiché l'inconscio non registra le negazioni ma solo i simboli (nel caso precedente volere - stare - male), è bene inoltre non dare dei messaggi che contraddicano nettamente la realtà, altrimenti si rischia che vengano rifiutati (se sono fortemente depresso forse è meglio usare una frase come "Ritrovo la Luce in me e fuori di me, ed ogni giorno va sempre meglio" piuttosto che "Sto benissimo e in splendida forma"). E' anche vero, però, che alcune scuole tendono ad usare sempre frasi mirabolanti e fortemente di impatto, per cui è bene utilizzare ciò che ciascuno sente essere meglio per sé. Evitate, infine, frasi con verbi al futuro, altrimenti non vi sarà mai un presente per quella situazione!
Le frasi possono essere ripetute come un mantra, scritte ed attaccate sullo specchio e nei punti più in vista, cantate e/o scritte in maniera ripetitiva, molto efficace è l'esercizio di scrivere un'affermazione 21 volte X 7 giorni, possibilmente la sera prima di dormire, e nel caso un giorno ci si scordi di scriverla... il calcolo dei 7 giorni riparte da zero!
Per la cosiddetta dieta del perdono, utilissima in molte situazioni, l'affermazione viene invece scritta 40 volte X 7 giorni (sul tipo "Io perdono completamente mio padre/ mia madre/ il mio compagno/ me stessa"), ed ogni settimana va dedicata ad una singola persona.

Esempi di frasi da annullare

 

Esempi di frasi da utilizzare

Non si apprende niente senza fatica e/o dolore

 

Apprendo con facilità e serenamente

E' duro guadagnare il pane quotidiano

 

Sono degno/a di essere ricco/a e felice

Tutte le cose belle finiscono

 

La vita si rinnova e vado sempre incontro al meglio

La vita è una lotta

 

La vita è gioia

Per essere belle bisogna soffrire

 

E' un piacere diventare ogni giorno più bella

Nella vita non si può fare tutto quello che si vuole

 

Realizzo con creatività tutto ciò che voglio

Le disgrazie non arrivano mai sole

 

Da ogni esperienza imparo qualcosa

Mi sento soffocare

 

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Prendo il mio spazio ogni giorno di più

Non ce la faccio

 

L'universo mi sostiene e raggiungo il mio scopo

Non sono capace

 

Ogni giorno di più imparo ad avere fiducia nelle mie capacità

Non mi fido

 

Ho completa fiducia in Dio (nell'Universo, nella Vita)

Sono impotente perché non posso cambiare il passato

 

Lascio andare il passato e guardo con fiducia al futuro

E' il destino che guida la mia vita

 

Posso creare la felicità con il mio pensiero

Nella gente non c'è amore

 

Se dono amore ricevo amore

Non sono creativo, sono privo d'immaginazione

 

Imparo ogni giorno di più ad usare la mia creatività

Non vedo nulla di bello in me

 

Ogni cosa fuori e dentro di me è straordinaria

E' impossibile

 

Tutto è possibile

Per approfondire http://www.suonodiluce.com/pensiero/Afferma.htm

FONTE : http://www.raphaelproject.com/conferenze_online/inc_025.htm

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I vari livelli dell'essere umano

L’essere umano è composto da vari livelli dimensionali differenti, ad ognuno dei quali corrisponde un ”corpo energetico” (o “sottile”). I vari corpi si intersecano l’un l’altro (non sono semplicemente stratificati “a buccia di cipolla”) ed il loro insieme costituisce la totalità dell’essere. Ogni nostro corpo risuona con un piano vibratorio della realtà esteriore, dal più grossolano al più sottile.

I nostri livelli interni hanno un’esatta equivalenza con i piani esteriori di cui è composta la Realtà.

Da qui il detto “nosce te ipsum” (conosci te stesso - in greco γνώθι σεαυτόν “gnothi seauton”) per indicare che la conoscenza totale di se stessi (microcosmo) è la via per arrivare alla totale conoscenza dell’Universo (macrocosmo) e dunque, in ultima analisi, a quella di Dio. Per una crescita interiore consapevole è bene sapere con quale piano siamo maggiormente in risonanza, senza dimenticare, però, che questi piani coesistono fra loro e che tutti debbono essere sviluppati in parallelo. Un possibile schema basato sui 12 livelli archetipali utilizzati nel Progetto raphael può essere:

1. PIANO TENEBRICO-GRAVITAZIONALE: CORPO DI POTENZA (fisso) - Piano gravitazionale degli universi formalizzati e delle potenze tenebriche condensate - SATURNO
2. PIANO TELLURICO-TITANICO: CORPO DI POTENZA (mobile) - Piano dei condensati magnetici centrali, piano delle energie magmatiche primordiali - MARTE
3. PIANO INFERO-ISTINTUALE: CORPO DI POTENZA (mutante) - Piano delle forze demoniache e delle energie istintuali ed esplosive animalo-umane - PLUTONE
4. PIANO MATERIALE: CORPO FISICO - Piano delle forme fisiche - LUNA (in alcune tradizioni il corpo fisico è detto: veicolo lunare)
5. PIANO VITALE: CORPO ETERICO - Piano delle trame energetiche delle correnti vitali - GIOVE
6. PIANO PSICHICO: CORPO EMOZIONALE e MENTALE INFERIORE - Piano delle emozioni e del mentale concreto - TERRA
7. PIANO ANIMICO: CORPO ASTRALE - Piano del flusso dei sentimenti dell’anima - VENERE
8. PIANO SOLARE: CORPO SOLARE - Piano della Luce della Coscienza e dell'identità spirituale dell'individuo - SOLE
9. PIANO CAUSALE: CORPO MENTALE (SUPERIORE) - Piano dell’Intelligenza Pura - MERCURIO LUNARE
10. PIANO COSMICO: CORPO BUDDHICO - Piano di comunicazione con l'universo creato - MERCURIO SOLARE
11. PIANO ESTATICO: CORPO NIRVANICO - Piano della fusione oceanica col Tutto e dell’Estasi spirituale, piano della Coscienza archetipale trascendente - NETTUNO
12. PIANO MONADICO: CORPO ATMICO - Piano monadico del Sé, piano sublimico della Coscienza spirituale superiore URANO


NOTA - Questo schema era un tentativo di coniugare i 12 archetipi con i corpi sottili umani, secondo tradizioni diverse, e i piani del cosmo secondo uno schema tratto dalla Scienza Unitaria. Ad oggi è superato in quanto non è stato possibile renderlo accurato e descrittivo come avremmo voluto e quindi lo abbiamo abbandonato.
.

Utilizzando uno schema più semplificato possiamo affermare che il piano più denso e pesante è quello della "materia", corrispondente al corpo di potenza e ad una vita basata sulla conquista della materia stessa, sui soldi ed i possedimenti personali. Esiste poi il piano della "sostanza biologica", che corrisponde al corpo fisico e ad una vita basata sulla soddisfazione degli istinti e delle pulsioni, è il piano dei desideri fisici (in particolare cibo e sesso) e corrisponde al corpo fisico, il terzo piano è quello delle "emozioni", e l'esistenza corrispondente è basata sul piacere del vivere emozioni e sentimenti rispetto agli altri (piacere negli scambi sociali, nelle amicizie) o alla Natura stessa (godere delle sensazioni rilasciate dal paesaggio e dagli eventi naturali), corrisponde al corpo astrale, il quarto piano può essere definito il regno della "mente", è un piano di ricerca del piacere intellettuale, dello studio della conoscenza, corrisponde al corpo mentale ed infine l'ultimo piano esperibile dall'essere umano incarnato è quello dello "spirito", o corpo spirituale (atmico), dove la dimensione personale lascia definitivamente il posto alle dimensioni transpersonali e sovrapersonali e dove possiamo connetterci al piano del Creatore e dell'Unità.

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Un altro modo, ancora più semplice ma preciso, è quello di considerare solo quattro dimensioni chiamate, rispettivamente, seternel, externel, eternel e internel, che nell'organismo umano sono rappresentate da "piedi, sesso, cuore, testa".

Il piano seternel è quello della materia e possiamo definirlo come INFERIORE.
Il piano externel è quello della socialità e possiamo definirlo come ESTERIORE.
Il piano eternel è quello della dimensione animica e luminosa, possiamo definirlo come INTERIORE.
Il piano internel è quello della dimensione sovrapersonale e vibrale, possiamo definirlo come SUPERIORE.

Nell'ambito della nostra esistenza, se abbiamo deciso di consacrarla al "Ritorno", dovremmo vigilare molto attentamente sulle esperienze inferiorizzanti (che aumentano il peso) ed esteriorizzanti (che aumentano la dispersione) e dirigerci con decisione all'interiore e al superiore (il ritorno a Dio, appunto).

 

fonte : http://www.raphaelproject.com/conferenze_online/inc_003.htm

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Il rapporto discepolo-Maestro

Il rapporto tra discepolo e maestro è di fondamentale importanza in un cammino di crescita, senza un corretto rapporto non si può ottenere alcun risultato. Un tempo questo rapporto costituiva il cardine dell'insegnamento nelle antiche scuole misteriche e per lo più si ritrova oggi nel discepolato religioso e nell'ambito delle arti marziali orientali (sotto l'immagine di Morihei Ueshiba, fondatore dell'Aikido, una figura di moderno maestro giapponese diventata mitica).

Nel contesto di un percorso di crescita quale quello presentato in questo corso non parleremo né di discepoli, né di maestri (titolo che solo altri esseri con una maggiore levatura spirituale possono attribuire, e di certo non è consentito attribuirlo a sé stessi), quanto piuttosto di allievi e di istruttori (o insegnanti).
Un istruttore è una persona che supporta e sostiene nell'apprendimento di una disciplina, senza sostituirsi mai nelle scelte dell'allievo. Talvolta pero' gli atteggiamenti necessari ad un istruttore sono gli stessi applicati dai maestri della tradizione (in parte analoghi a quelli che potrebbe utilizzare un genitore nell'educazione dei figli) e per questo e' importante affrontarli in questo contesto:

  • posizione di fermezza e durezza qualora sia necessario,
  • lasciare la persona apparentemente a sé stessa in alcuni momenti di scelte cruciali,
  • lasciare che l'allievo rimanga deluso di fronte a delle proprie aspettative nei riguardi di colui che gli sta insegnando,
  • comportamenti differenti di fronte ad allievi differenti, ecc...

Poiché gli stessi atteggiamenti, in negativo, possono essere adottati anche da figure semplicemente autoritarie ma non in grado di produrre una reale crescita nell'allievo, non dobbiamo dimenticare che un vero insegnante emana un'aura di amore che va al di là di qualunque atteggiamento esteriore. Alla base di un corretto rapporto tra istruttore ed allievo è indispensabile che si sia costruito un forte rapporto di fiducia reciproca, anche se in realtà chi deve sviluppare questa fiducia è soprattutto l'allievo, poiché colui che insegna dovrebbe essere in grado di ben valutare limiti e possibilità dello studente e soprattutto dovrebbe avere la necessaria esperienza per non proiettare su di esso alcuna aspettativa.

Lo studente sa che deve essere accompagnato in un territorio che non conosce e che chi lo sta accompagnando l'ha già esplorato (almeno in buona parte).
Calzante è l'immagine che ci viene fornita dal Maestro Zen Taiten Guareschi, che ha così definito il rapporto maestro-discepolo:

"...Vorrei fornirti un'altra immagine.. Immagina la capacità di vedere un orizzonte. Innanzitutto la capacità di vedere un orizzonte, perché essa fonda la relazione tra maestro e discepolo. Guardando questo orizzonte, uno è un po' più avanti dell'altro, e pur tuttavia sono entrambi molto lontani. Ma sono sempre li a guardare quell'orizzonte, è sempre steso davanti a loro. Da questo punto di vista, il maestro è giusto un po' più avanti. Questo non gli impedisce di essere di fianco al discepolo, anzi, spesso un po' dietro. Il riferimento dell'orizzonte è fondamentale, altrimenti l'insegnante diventa un appiglio, e non c'è orizzonte, né per l'uno né per l'altro."

Di seguito sono elencate alcune norme per un corretto atteggiamento nell'apprendimento:

  • imparare ad essere umili ("una tazza piena non può accogliere il the"),
  • evitare il desiderio di un'eccessiva comprensione mentale delle cose,
  • privilegiare i "sensi interni" e l'intuizione, in modo da "comprendere anche quando non si capisce",
  • "riconoscere un albero dai frutti" (e non dalle supposizioni di ciò che dovrebbe essere),
  • in ogni minimo suggerimento, pur dato in apparenza banalmente, ci può essere un saggio consiglio,
  • essere sempre leali verso il gruppo, il proprio insegnante e l'insegnamento stesso,
  • occuparsi di coloro che seguono e che hanno minor conoscenze lungo la via,
  • essere di esempio con la propria condotta,
  • avere sempre fiducia nelle proprie possibilità e nei suggerimenti ricevuti dall'insegnante,
  • non cercare di convincere gli altri di ciò che ritenete giusto e che state studiando, vivete ciò che siete!
  • "Guardate la Luna e non il dito che la indica".

Un allievo dovrebbe anche essere consapevole che la capacità di pronunciamento e il coraggio di esporsi, propri di un vero insegnante, possono generare in lui incomprensioni e malcontento, soprattutto se non ha elaborato sufficientemente la figura del padre e dunque proietta sulla figura che rappresenta l'autorità tutta la propria ribellione.

Durante un percorso di consapevolezza sarà inevitabile incontrare una fase di disillusione, in cui tutto ciò che prima era bianco apparirà nero: è un momento di crisi importantissimo perché permette di sbarazzarsi dell'accessorio e di identificare l'essenziale. Spesso la motivazione esteriore che ci ha fatto avvicinare ad un gruppo o ad una persona non ha niente a che vedere con la reale motivazione interiore, semplicemente ignorata dalla mentre razionale a causa della sua cecità, solo una volta spogliati dalle nostre illusioni, proiezioni ed identificazioni potrà emergere l'essenziale.

Esiste, inoltre, un lato di ombra in ciascun essere umano (quindi anche in una guida) ed il disprezzarlo negli altri, e permettersi di giudicarlo, è solo un abile modo per non mettere in discussione sé stessi. L'insegnamento reale che può arrivarci da un insegnante trascende completamente i suoi limiti umani, che - anzi - talvolta sono volontariamente accentuati ed apertamente espressi, sia per impedire agli allievi di attaccarsi all'esteriorità della propria figura, sia per aiutare in loro l'integrazione dell'archetipo dell'ombra.
Qualora, infine, dovessimo sentire che un determinato percorso non ci "risuona" più interiormente e lo avessimo adeguatamente verificato mediante una sincera connessione con la nostra dimensione animica e spirituale, allora è bene essere onesti con sé stessi e con gli altri e prendersi la responsabilità di dirigersi altrove.
Senza dover minimamente rinnegare le nostre esperienze passate, possiamo sempre lasciarci guidare con fiducia dalla Vita in direzione di strade nuove ed orizzonti inesplorati, ringraziando coloro che ci hanno accompagnato sino ad oggi e portandoli con noi nel profondo del cuore.

Per approfondire: Tra Cielo e Terra, il contatto, l'iniziazione di Marco Santello, Ed. Life Quality Project Italia

FONTE : http://www.raphaelproject.com/conferenze_online/inc_231.htm

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VIAGGIARE NEL TEMPO

La dimensione del tempo affascina da sempre mistici, poeti e scienziati... Tutti noi abbiamo un'idea del tempo, ma risulta difficile definirlo al di là della mera misurazione che ne facciamo mediante l'orologio e il calendario. Per la scienza è la quarta dimensione dopo le tre dimensioni spaziali, e la sua natura è intimamente legata a quella dello spazio, al punto che - nella Teoria della Relatività si arriva a parlare della dimensione spazio-temporale come di un'unica entità quadridimensionale (detta cronòtopo). Il tempo e lo spazio sono legati fra loro da un rapporto inverso rispetto alla velocità (dalla fisica v=s/t, cioè - a parità di spazio percorso - se la velocità aumenta, il tempo diminuisce) ed Einstein ha dimostrato che entrambe sono misure relative al sistema di osservazione e non assolute come le concepiva la fisica newtoniana : è noto il paradosso quantistico dell' astronauta che ha un gemello sulla terra, e che - viaggiando per molti anni ai confini dell'universo alla velocità della luce - tornando a casa si troverebbe solo di poco invecchiato rispetto al fratello gemello.

Cerchiamo adesso di comprendere meglio il concetto di dimensione: in fisica si dice che un punto ha dimensione 0 perché non si estende in alcuna direzione, una retta ha dimensione 1 perché si estende in una sola direzione, e così via... un piano ha dimensione 2, un solido dimensione 3, mentre il tempo ha dimensione 4 perché è in grado di estendere la terza dimensione. Per inciso oggi conosciamo anche delle speciali figure geometriche (i frattali) che occupano delle dimensioni frazionarie astratte, difficili per noi da raffigurarci mentalmente.
Se concepiamo il tempo come una delle dimensioni dell'Universo possiamo anche ipotizzare che sia possibile muoversi in esso, così come è possibile viaggiare nelle dimensioni spaziali. In effetti la fisica attribuisce questa proprietà ai cosiddetti cunicoli spazio-temporali (in inglese wormhole), una sorta di canali di connessione tra due universi paralleli o di due punti di uno stesso universo (posti anche a enorme distanza fra loro o addirittura in tempi diversi).
La fantascienza ha già ampiamente sfruttato questo concetto, e così in "Star Trek Deep Space Nine" un tale cunicolo si apre nei pressi di una stazione spaziale, che diventa un punto strategico per l'intera galassia in quanto permette di spostarsi in pochi secondi a distanze prima inimmaginabili.

Teoricamente tali cunicoli sarebbero presenti all'interno dei buchi neri, anch'essi ampiamente utilizzati nei racconti fantascientifici, in quanto un buco nero non sarebbe altro che una regione dello spazio-tempo in cui la distorsione causata da un intenso campo gravitazionale (dovuto ipoteticamente al collasso di una stella) è così intensa che il tempo si annulla e lo spazio diventa infinito: il potere gravitazionale di un buco nero è talmente forte che neppure la luce può sfuggirgli, infatti un buco nero non può essere visto ma solo dedotto dalle alterazioni che crea attorno a sé.
Il confine di un buco nero è noto come "orizzonte degli eventi" ed il suo centro è definito "singolarità", poiché in esso le leggi fisiche sono annullate. La disgregazione della materia all'interno del buco nero percorrerebbe un percorso a ritroso rispetto alla sua formazione dopo il Big Bang. In parallelo ai buchi neri del nostro universo (che inghiottono la materia) si ipotizza che esistano dei buchi bianchi in altri universi, dove lì - al contrario - la materia viene creata; il wormhole sarebbe il canale di collegamento tra un buco nero e un buco bianco.

 

Il viaggio nel tempo prevede certamente dei paradossi (cosa succederebbe se un individuo tornasse indietro nel tempo ed uccidesse suo padre prima che questi lo concepisse?) ma sembra che vi siano prove che sia già stato realizzato anche sul nostro pianeta: in un canyon sperduto del New Mexico (a circa 80 miglia a nordest del Chaco Canyon) sono state rinvenute 23 camere temporali che si presumono costruite da viaggiatori del tempo della metà del 28esimo secolo, i WingMakers; il Dr. Anderson, inoltre, (uno dei ricercatori addetti alla scoperta - ved. il sito www.wingmakers.com) ha rivelato in un'intervista che un gruppo di scienziati americani sta lavorando in segreto alla costruzione della BST o Tecnologia Lavagna Vuota, in grado di far viaggiare le persone nel tempo e di riscrivere la storia interagendo nei "punti di intervento" (cioè i centri di energia causale che generano gli eventi significativi), la stessa tecnologia che i WingMakers avrebbero utilizzato per arrivare nel nostro secolo (ved Nexus Ed. Italiana n° 24).

Sul piano interiore questi concetti (alcuni dei quali prettamente scientifici) possono aiutarci a visualizzare la realtà al di là dei limiti razionali entro cui, troppo spesso, la racchiudiamo e ciò può agevolarci nella comprensione olistica interdimensionale (ved. incontro n° 6 sulla mente multidimensionale). Secondo una visione esoterica esistono interdimensioni dove il tempo scorre a velocità diversa da quella a cui siamo abituati, oppure scorre all'indietro o addirittura salta con soluzioni di continuità della trama temporale.
Nella cosmogenesi osservata dal punto di vista della Scienza Unitaria il tempo è il primo livello della creazione, in quanto abbiamo un livello originario (non creato) che è quello atemporale - campo unificato di Dio come "Coscienza Assoluta in seno all'Energia Pura" - e poi di seguito il tempo, lo spazio e la materia, con gerarchie precise che vegliano su ciascuno dei quattro livelli. Secondo quest'ottica l'essere umano che vuole ritornare a Dio, cioè il Figlio (l'Iniziato) che si vuole riaccordare al Padre, deve procedere in senso inverso e superare l'attrazione gravitazionale della materia, ricentralizzare i propri circuiti nello spazio e riattraversare le linee della caduta nel tempo in un'accelerazione evolutiva.
In quest'ottica, che il nostro gruppo di lavoro segue, il senso del "viaggiare nel tempo" risiede nel tentativo di ritornare alla Fonte attraverso un percorso inverso a quello che la tradizione biblica chiama "caduta" e di essere, quindi, "redenti" (intendendo per redenzione il passaggio dal mortale all'immortale).
Come per spostarsi nello spazio tridimensionale dobbiamo accedere alla dimensione temporale, così per spostarci nel tempo dobbiamo accedere alle dimensioni superiori (quinta dimensione ed oltre - nella teoria delle Superstringhe si ipotizza che l'Universo ne possieda dieci), in tal modo potremo abbracciare la totalità dell'universo olografico e riceverne una comprensione intuitiva ed istantanea delle leggi intrauniversali che lo regolano.

FONTE : http://www.raphaelproject.com/conferenze_online/inc_204.htm

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