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Meditazione ed effetti

Quali sono le sostanze chimiche prodotte durante la meditazione? E soprattutto come queste influiscono positivamente sul benessere del tuo corpo e della tua mente? Scopriamolo insieme. GABA Chi medita regolarmente incrementa notevolmente la produzione di questo neurotrasmettitore chiamato anche Acido Gamma Amino Butirrico. Questa sostanza regola il sistema nervoso centrale e svolge un ruolo particolarmente importante per ristabilizzare i disturbi dell’umore. Ricerche dimostrano che ansia, tensione, insonnia e a livelli più gravi epilessia siano tutte conseguenze dovute ad una inadeguata produzione di GABA da parte del nostro cervello. Uno studio condotto alla Yale University – una delle più prestigiose università degli Stati Uniti – ha rivelato che chi soffre di attacchi di panico ha un livello di GABA il 22% (circa) inferiore rispetto a chi non soffre di questo disturbo. Tutti coloro che soffrono di dipendenza, inclusa dipendenza da alcol, droga, tabacco, caffeina, cibo e persino shopping, hanno questo fattore in comune: un basso livello di GABA. A questo punto è chiaro perchè GABA è così importante! DHEA La meditazione porta anche ad un considerevole aumento dei livelli dell’ormone DHEA (Deidroepiandrosterone). Oggi sappiamo che un basso livello di questo ormone è associato al rischio di infarto, diabete, cancro, osteoporosi, artrite reumatoide, obesità e fatica cronica. Al contrario, alti livelli di DHEA aumentano la memoria, alleviano la depressione e migliorano considerevolmente il senso di benessere fisico e psicologico. Inoltre, forniscono un forte supporto al nostro sistema immunitario, tanto da convincere molti scienziati che un’ insufficiente produzione di DHEA può contribuire al collasso del sistema immunitario in età avanzata. Melatonina La Melatonina è un ormone sintetizzato dalla ghiandola epineale del cervello a partire da un amminoacido chiamato triptofano. La funzione della melatonina è quella di regolare il ciclo sonno-veglia e i suoi livelli registrano un picco nelle ore notturne. Ricerche hanno dimostrato che è anche un potente antiossidante che previene l’invecchiamento cellulare. Purtroppo, lo stress riduce significativamente i livelli di melatonina nel sangue. La buona notizia è che chi pratica la meditazione è capace di mantenere livelli ottimali di melatonina, ritornando in equilibrio e riducendo di conseguenza il livello di stress. Come risultato, chi pratica la meditazione dorme di più e meglio e si sveglia ogni mattina sentendosi più riposato. Serotonina La Meditazione aumenta anche la produzione di Serotonina nel nostro Cervello. La serotonina è uno dei principali neurotrasmettitori e ha una forte influenza sul nostro umore e il nostro comportamento. Non a caso è anche conosciuta come ‘ormone della felicità’. Bassi livelli di serotonina sono direttamente collegabili a mal di testa, emicrania, depressione, obesità, insonnia, narcolessia (eccessiva sonnolenza diurna), apnea durante il sonno, sindrome premestruale, fibromialgia.

Endorfine Le Endorfine sono dei neurotrasmettitori che il nostro corpo utilizza per ridurre la sensazione di dolore e che sono anche responsabili del senso di serenità o pienezza che ci capita di provare. Si ritiene anche che le endorfine riducano la pressione sanguigna e che rappresentino un valido aiuto nella lotta contro il cancro. I corridori conoscono bene le endorfine, in quanto queste vengono rilasciate soprattutto durante allenamenti aerobici di intensità moderata o alta. Le endorfine portano anche a quello che viene chiamato ‘runner’s high’, lo stato fisico in cui un corridore continua la sua corsa nonostante il dolore, riuscendo perfino a superare quello che prima era considerato il suo limite. La meditazione può autarti a modificare le sensazioni che proviamo grazie alla produzione di endorfina che stimola. HGH Una meditazione profonda incrementa i livelli di HGH, l’Ormone della Crescita che il tuo corpo già produce naturalmente. Questo ormone stimola la crescita durante l’infanzia e protegge i tessuti e gli organi durante tutto l’arco della tua vita. L’ormone della crescita viene prodotto dalla ghiandola pituitaria, una ghiandola endocrina che si trova alla base del tuo cranio. A partire dai quarant’anni circa la quantità di HGH che questa ghiandola produce incomincia a diminuire, ed è questa diminuzione a causare la fragilità corporea legata all’invecchiamento. La densità ossea diminuisce così come la massa muscolare, mentre la percentuale di grasso corporeo aumenta. Il cuore si indebolisce e non riusciamo più ad esercitarci come prima. Sperimentiamo anche un umore peggiore e mancanza di motivazione. Questo è il motivo per cui molta gente oggigiorno spende considerevoli somme di denaro per assumere HGH: è un ormone fondamentale per la nostra salute e il nostro benessere. Ma ancora una volta una pratica meditativa quoitidiana può aiutarti a raggiungere gli stessi benefici (se non addirittura maggiori) ad un costo inferiore sia per il tuo corpo che per le tue tasche. Cortisolo Il Cortisolo è un ormone nocivo per il nostro organismo. Alti livelli di cortisolo, specialmente per un periodo prolungato, accellerano l’invecchiamento cellulare. Studi dimostrano che alti livelli di cortisolo possono causare diminuzione della densità ossea e dei tessuti muscolari oltre che un aumento della pressione sanguigna e del grasso addominale (legato quest’ultimo a molti più problemi di salute rispetto al grasso che si deposita in altre parti del corpo). Un alto livello di cortisolo può anche causare danni alla funzione tiroidea, indebolimento delle funzioni cognitive, squilibrio nei livelli di zuccheri come l’iperglicemia, decremento delle difese immunitarie e risposte infiammatorie nei tessuti. Inoltre può portare ad un aumento del livello di colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e una diminuzione di colesterolo ‘buono’ (HDL). La meditazione ti aiuterà a ridurre i livelli di cortisolo nel sangue a prevenire i tanti problemi che può causare al tuo organismo. Ricorda: la Meditazione è un toccasana per la chimica del tuo corpo e della tua mente.

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QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO di Charlie Chaplin

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITA’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SE’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrarno fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO è LA VITA!

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Lorenzo Jovanotti Alchimista: L'elemento Umano nella macchina dall'album ORA

Ci sono artisti che lavorano per il Risveglio dell’essere umano, che sono arrivati dove sono poichè al loro interno scorre un’energia potente, una consapevolezza superiore… fortunatamente esistono cantanti anche meno ermetici del magnifico Franco Battiato che trattano di Alchimia e di trasmutazione della personalità in modo semplice e diretto.

Lorenzo Cherubini AKA Jovanotti è sicuramente un moderno alchimista e parla -a chi ascolta i suoi dischi- su due livelli differenti:

  1. al corpo emozionale (comunemente detto “il cuore” con tutti i suoi sentimenti) ed al corpo mentale (cioè la mente ed i suoi pensieri) qui siamo ancora a livello della personalità, l’EGO… è il piano delle emozioni all’ottava bassa -si parla di frequenza e vibrazione, non le si sta giudicando come “negative“- che hanno un solo grande difetto: appartengo al piano orizzontale, cioè al mondo duale della materia (ancora no giudizio!) e quindi sono soggette ad alti e bassi per una legge esoterica nota come “Legge di compensazione”.

La canzone “L’elemento Umano” comincia infatti proprio così “si vince – si perde [...] si vive – si muore [...]“ poichè descrive la dualità della vita nella personalità; una vita dove si fa esperienza di ogni cosa, si fanno anche dei figli, ma tutto ciò avviene nella meccanicità reattiva della macchina biologica che è immersa come diceva G.I.Gurdjieff in un profondo sonno… l’uomo è addormentato e Lorenzo conferma questa visione resa famoda dalla Quarta Via (cfr. Frammenti di un insegnamento sconosciuto di )affermando “si sognano sogni”.

Qui avviene la prima parte del lavoro alchemico: l’Opera al Nero, che inizia con la presa di coscienza della nostra meccanicità e dell’immensa sofferenza, il piombo, che dovrà essere trasformata in Oro.Non c’è soluzione a questo livello… l’EGO non può uscire dalla sofferenza infatti Jovanotti sottolinea “si prova dolore dal quale non c’e’ un pensiero che ti consola”. Questo avviene poichè il pensiero É la sofferenza

  1. secondariamente l’Alchimista noto come Lorenzo Cherubini ci aiuta a trascendere la personalità spostandoci di vibrazione (ed è proprio questo il potere della musica!) dalle emozioni della personalità alle emozioni superiori, salendo di un’ottava (googla “Legge dell’ottava o legge del sette“) arriviamo a identificarci con l’ANIMA; questo contatto con la Grazia che ci permette di vivere le emozioni superiori è la seconda fase del lavoro alchemico: l’Opera al Bianco.

E dove mette questo “segreto” il geniale Jovanotti?!?! In bella vista nel ritornello! In modo che ognuno lo memorizzi e che questo pensiero che trascende la mente che pensa si depositi nell’Inconscio… nella Psiche (cfr. Amore e Psiche ) “Noi siamo l’elemento umano nella macchina – E siamo liberi sotto alle nuvole” il “NOI” non è un riferimento personale al nostro nome… non è “diego” o “lorenzo” o “giovanni” ad essere libero dentro alla macchina biologica poichè l’apparato psico-fisico, il corpo comprende anche gli elementi al punto .1 ovvero la macchina è corpo+mente+emozioni… ed è la mente o EGO a definirsi “io sono diego”, “io sono lorenzo” o “io sono giovanni” quando in verità NOI siamo un’entità senza nome nota come ANIMA.Sembra un discorso filosofico molto complicato in verità definire l’Anima è semplicissimo nella pratica… tutti abbiamo visto (io ho la fortuna di essere padre) un bambino molto piccolo, diciamo 4-6 mesi che è un’età dove interagisce già molto, sorride alle persone, guarda il mondo e inizia ad afferrare oggetti… questo bimbo è “diego”, “lorenzo” o “giovanni” ma SENZA NOME… è solo Anima.

Lui è già consapevole, non potrebbe ridere o piangere rispondendo a degli stimoli se non vi fosse in lui qualche forma di consapevolezza… però ancora non HA una personalità, non HA un EGO… lui NON è il suo NOME poichè É CIÓ CHE É ancora prima di avere IMPARATO il proprio nome… la differenza è questa: HAI un EGO, HAI un NOME ma prima… prima di tutto SEI un ANIMA.

Spero di non aver annoiato il vostro Ego… sono sicuro invece di essere gradito alla vostra Anima
Vi lascio alla musica ed alle parole di Lorenzo Jovanotti in “L’Elemento Umano” dall’Album “ORA”

 

Clicca qui per vedere il video incorporato.

Si vince, si perde
si pestano merde
che si infilano nelle fessure sotto la suola
si vive, si muore
si prova dolore dal quale
non c’e’ un pensiero
che ti consola
si parla coi cani, si stringono mani
si fa spesso finta di essere qualcosa
si guarda il tramonto, si arriva in ritardo
ci piovono addosso macerie di vita esplose
si fanno dei figli,
si sognano sogni
si fanno castelli di sabbia sul bagnasciuga
si infilano perle di vetro nelle collane e si progetta una fuga

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi sotto alle nuvole

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi sotto alle nuvole

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi sotto alle nuvole

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi sotto alle nuvole

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E ci facciamo del male per abitudine

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Si cerca di lavoro, si accumula stress,
che poi esplode in un improvviso cambio di scena
si cerca qualcosa che faccia spuntare
due ali di rondine dietro la schiena
si accusano gli altri, si saltano i pasti
si scende sotto a portare la spazzatura
si spianano rughe, si spigano spighe
si fa i conti con i mille volti della paura
si nasce in un posto, si prende una barca per arrivare dove poter nascere ancora
si mettono fiori tra pagine di diario per ricordarci un momento di vita vera

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi sotto alle nuvole

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi sotto alle nuvole

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi sotto alle nuvole

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi – e siamo liberi, e siamo liberi

Si fanno dei piani, si stringono mani
si firmano accordi che prevedono una penale
si sputa per terra, si perde la guerra
Si pensa che alla fine poi tanto e’ sempre uguale
si muove la torre, si copre l’alfiere,
Si passa una giornata a difendere cio’ che e’ perso
si scrive la password, si entra nel network e per un po’ si immagina tutto diverso
si studia un sistema, si pone un problema
si cerca di far presto per avere tempo che avanza
si scopre di avere un immenso potere ma non e’ mai abbastanza

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi sotto alle nuvole

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi sotto alle nuvole

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E siamo liberi sotto alle nuvole

Noi siamo l’elemento umano nella macchina
E ci facciamo del male per abitudine, oooh (Questo è un monito, vi raccomanda di restare svegli per non ricadere meccanicamente nella sofferenza della personalità, questa è la trappola dell’EGO!)

E siamo liberi – e siamo liberi
E siamo liberi – e siamo liberi (ATTENZIONE: lo siamo solo quando ci ricordiamo di Essere ANIMA!
La libertà non è per tutti,  serve uno sforzo cosciente per rimanere Svegli!)

fonte: http://uomomacchina.info/

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Nuova previsione a lungo termine dal GNFE sull'aumento dell'attivita' sismica e vulcanica dal 2010

PREVISIONI A LUNGO TERMINE DELL'ATTIVITÀ SISMICA E VULCANICA

 

 

 

L'individuazione di una ciclicità nell'attività sismica e vulcanica e la loro correlazione con l'attività solare e gli altri processi cosmici è di grande importanza per la comprensione delle interazioni di diversi fattori cosmici e geodinamici e la creazione di un unico sistema concettuale di interazione tra cosmo e terra.

 

Pertanto, la ricerca di meccanismi di ciclicità nei fenomeni vulcanici e sismici ci dà l'opportunità di risolvere un problema pratico: fare previsioni a lungo termine delle attività sismiche e vulcaniche. Questa è il motivo per cui è così interessante ed importante per noi ottenere tali previsione a lungo termine basandoci sui risultati di un faticoso lavoro fatto su larga scala e restando fedeli agli studi e ricerche sui vasti meccanismi che hanno determinano le più recenti manifestazioni di eruzioni vulcaniche e terremoti .

 

La fig.2 mostra le previsioni grafiche per un periodo che va fino al 2018 dell'attività solare,e dall'attività sismica e vulcanica.

 

 

 

Come si vede dalla figura, non è presente la curva dei numeri di Wolf nell'indice della attività solare, ma il grafico delle variazioni della costante solare, perché proprio questa caratteristica rappresenta l'energia sprigionata. (Va osservato che la costante solare ha un'alta correlazione con i numeri Wolf)

 

 

 

 

 

Fig.2. Grafici di previsione attività solare, attività sismica e vulcanica.

E.N.Khalilov 2010

 

 

1 - grafico dei numeri reali di terremoti con M ≥ 5;

2- grafico dell'attività sismica con M ≥ 5;

3- previsione del grafico dell’attività sismica;

4 linee di collegamento degli indici minimi di attività solare e sismica

che mostrano il ritardo dell’attività sismica rispetto a quella solare;

5-grafico dell’attività vulcanica;

6- previsione dell’attività vulcanica;

7- Grafico dell’attività vulcanica per le zone di tipo C;

8- Grafico dell'attività sismica per le zone di tipo C.

 

 

 

La comparazione dei grafici offre l'opportunità di cogliere una grande somiglianza e qualche ritardo di 1,5-2 anni dei cicli dell’attività sismica e vulcanica rispetto all'attività solare.

 

Tutti i grafici mostrano cicli di attività, pari ad un periodo medio di 11-12 anni. Come mostra il grafico, il massimo del ciclo di elevata attività solare si trova nel 2013. Allo stesso modo, tenendo in considerazione lo sfasamento temporale precedentemente osservato, i massimi dei cicli di attività vulcanica e sismica si trovano nel 2013-2015. Il più lungo periodo di attività vulcanica e sismica (c.ca 4 anni), riespetto all'attività solare, può essere spiegato con una fattore di inerzia dei processi geodinamici da un lato e dall’influenza di tutta una serie di altri fattori, sia endogeni che cosmici.

 

Nella Fig.3. è illustrato il grafico che caratterizza il movimento del polo geomagnetico. Come si vede nel grafico, dalla fine degli anni '90 la velocità di deriva del polo geomagnetico è aumentata di cinque volte rispetto al 1980. Questo fatto può testimoniare i cambiamenti considerevoli nei processi energetici del nucleo della Terra, che costituisce il campo geomagnetico del nostro pianeta.

 

 

Fig.3. La velocità di movimento del polo geomagnetico (Cocourov.VD, 2006)

 

 

 

Fig. 4. campo magnetico terrestre.

http://www.ast.obs-mip.fr/users/donati//press/images/moira.gif

 

 

 

Fig.5. campo magnetico terrestre.

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Magnetosphere_rendition.jpg

 

Il campo magnetico terrestre (e la superficie del campo magnetico) è approssimativamente un dipolo magnetico, con il polo S del campo magnetico vicino al polo nord geografico della Terra e l'altro polo N del campo magnetico vicino al polo sud geografico della Terra. Una linea immaginaria che unisce i poli magnetici sarebbe inclinata di circa 11,3 ° rispetto all'asse di rotazione del pianeta. La causa che genera il campo può essere spiegata dalla teoria della dinamo. I campi magnetici si estendono all'infinito, anche se sono più deboli più lontano dalla loro fonte. Il campo magnetico della Terra, che si estende di fatto per diverse decine di migliaia di chilometri nello spazio, è chiamato magnetosfera.

 

 

 

La forza del campo sulla superficie della Terra varia da meno di 30 microtesla (0,3 gauss) in un'area che comprende la maggior parte del Sud America ed il Sud Africa fino ad oltre 60 microtesla (0,6 gauss) attorno ai poli magnetici nel Canada settentrionale, nel sud dell'Australia ed in parte della Siberia.

 

 

 

Il campo è simile a quello di una barra magnetica. Il campo magnetico della Terra è in gran parte causato da correnti elettriche nel nucleo liquido esterno. Il nucleo della Terra è più caldo di 1043 K, la temperatura delpunto di Curie in cui gli orientamenti degli spin all'interno del ferro diventano randomizzati. Tale randomizzazione provoca la perdita della magnetizzazione.

 

 

 

La Convezione di ferro fuso nel nucleo esterno liquido, assieme ad un effetto Coriolis causato dalla rotazione planetaria globale, tende ad organizzare queste "correnti elettriche" in rotoli allineati lungo l'asse polare nord-sud. In questo fluido scorrono, attraverso il campo magnetico esistente, le correnti elettriche sono indotte, che a sua volta creano un altro campo magnetico. Quando questo campo magnetico rafforza il campo magnetico originale, si crea una dinamo che si sostiene. Questa è chiamata la Teoria della Dinamo e spiega come il campo magnetico della Terra sia sostenuto.

 

 

 

Le informazioni appena date dimostrano la comunicazione diretta della formazione del campo magnetico della Terra con i processi nel suo nucleo esterno ed interno.

 

 

 

In conformità con la teoria di Herndon, JM (1993) il nucleo della Terra è il naturale "reattore nucleare", che è la principale fonte di energia interna della Terra [[Herndon, JM (1993) Feasibility of a nuclear fission reactor at the center of the Earth as the energy source for the geomagnetic field. J. Geomag. Geoelectr. 45, 423-437].

 

 

 

Secondo V.E. Khain e E.N. Khalilov (2009), il miglioramento dei processi nel "reattore nucleare" al centro della Terra ha favorito l'accelerazione della deriva dei poli magnetici della Terra, a partire dal 1990. L'attivazione del "reattore nucleare" ha portato all’accelerazione di flussi convettivi sia nel nucleo esterno che nel mantello. Com’è noto, i flussi convettivi sono la principale forza motrice del movimento delle placche litosferiche. Così, secondo le opinioni degli autori, la catena di interconnessione dei processi chimico-fisici dalla Terra alla litosfera spiega l'aumento dell’attività sismica e vulcanica a partire dal 2010 con il massimo nel 2013-2015.

 

 

 

D'altra parte, come è noto, il campo geomagnetico forma il peculiare schermo magnetico che impedisce la penetrazione della radiazione solare, comprese le particelle cariche di alta energia sulla superficie della Terra. Allo stesso tempo nel campo delle calotte polari ci sono le cosiddette cuspidi - i fori polari. Per questo motivo il materiale proveniente dal vento solare e dallo spazio interplanetario è rivolto verso di loro, ossia la sostanza additiva e l'energia hanno iniziato ad entrare nei campi polari portando al "riscaldamento' delle calotte polari. Le variazioni della posizione dei poli geomagnetici porta allo spostamento delle cuspidi. E’ naturale che questo processo provochi un riassetto del sistema dei cicloni ed anticicloni nel nostro pianeta che porta alle forti fluttuazioni del clima globale.

 

 

 

 

 

Fig.6. Il calendario delle previsioni di un aumento essenziale dell'attività sismica e vulcanica.

 

E.N.Khalilov, 2010

Is – indice dell’attività sismica;

Iv - indice dell’attività vulcanica;

1 – massima attività sismica;

2 – alta attività sismica;

3 – moderata attività sismica

 

 

 

 

 

Articoli correlati:

 

 

 

ABOUT POSSIBLE INFLUENCE OF SOLAR ACTIVITY UPON SEISMIC AND VOLCANIC ACTIVITIES: LONG-TERM FORECAST

 

 

 

GLOBAL CLIMATE FLUCTUATION AND CYCLICITY OF THE VOLCANIC ACTIVITY

 

 

 

Articolo in lingua originale: http://www.seismonet.org/page.html?id_node=130&id_file=97

 

 

 

Tradotto da Michela e Marco per stazioneceleste.it

 

 

 

 

 

www.stazioneceleste.it

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ll Sistema Solare si sta Scaldando

Su Newton una ricerca sui cambiamenti degli altri pianti

Temperature in crescita anche su Giove e Saturno, uragani e sconvolgimenti climatici: tutta colpa del Sole

 

di Andrea e Mario Giuliacci

 

 

Su Marte non si trovano certo grandi metropoli asfissiate dallo smog e brulicanti di gente. E difficilmente individueremo raffinerie di petrolio quando ci spingeremo a esplorare i gelidi Plutone e Tritone, luna ghiacciata di Nettuno. Neanche è immaginabile aspettarsi su Giove autostrade affollate di vetture avvolte nei fumi dei tubi di scappamento. Eppure questi pianeti, come la Terra, si stanno surriscaldando! Le ultime immagini di Giove scattate dal telescopio Hubble nel maggio 2006 hanno difatti testimoniato la crescita sulla superficie del gigante gassoso di una nuova macchia rossa, simile alla tanto celebre Grande Macchia Rossa, e ribattezzata perciò Giovane Macchia Rossa (Red Spot Jr.). Fu osservata per 
la prima volta nel 2000, ma negli ultimi 6 anni le sue dimensioni sono notevolmente aumentate. 

Le evidenti anomalie cromatiche visibili su Giove sono in realtà dei giganteschi vortici atmosferici che si spingono fin oltre la copertura nuvolosa che avvolge il pianeta. Secondo ricercatori dell’Università della California il veloce e abnorme sviluppo della Giovane Macchia Rossa è indizio di grandi sconvolgimenti climatici in atto su Giove, associati negli ultimi anni a un rapido e intenso riscaldamento, anche di 5 °C, di alcune regioni del pianeta. 
Ma c’è anche un altro spettacolare vortice che di recente ha attirato l’attenzione degli astronomi. Su Saturno la sonda Cassini ha fotografato in prossimità del Polo Sud un enorme e insolito uragano, con venti a oltre 550 chilometri orari e un diametro di circa 8000 chilometri, cioè più della distanza che separa Roma e Pechino, mentre il muro di nubi che ruota attorno all’occhio del ciclone si innalza all’interno dell’atmosfera fino a oltre 70 chilometri di quota. 


COME DA NOI: PIU' CALDO, URAGANI  PIU' VIOLENTI


Le caratteristiche di questa tempesta, secondo studiosi del California Institute of Technology di Pasadena, potrebbero indicare uno sviluppo simile a quello dei cicloni tropicali sulla Terra: sarebbe cioè la grande disponibilità di calore (nel caso del gelido Saturno, temperature sensibilmente meno fredde rispetto al normale) ad alimentare l’uragano. Del resto sia il telescopio Keck di Mauna Kea sia la sonda Cassini avevano recentemente registrato un riscaldamento di circa 2 °C proprio nella regione del Polo Sud di Saturno.


Il surriscaldamento planetario però non si è fermato ai corpi celesti relativamente più vicini a noi, ma sembra aver raggiunto anche quelli più lontani, perennemente avvolti nel gelo siderale. Come testimoniato da ricerche del Massachusetts Institute of Technology, su Plutone dalla fine degli anni ’80 a oggi la pressione atmosferica è più che triplicata, a causa del graduale innalzamento delle temperature (circa 2 °C) che ha spinto parte dell’azoto surgelato in superficie a evaporare e passare in atmosfera. Su Tritone, invece, il fenomeno è stato ancora più marcato: dal 1989, anno del passaggio della sonda Voyager, la temperatura è passata da circa 200 a 193 gradi sotto zero, tanto che anche la sua atmosfera sta diventando di anno in anno sempre più densa. Se nel caso di Plutone l’aumento delle temperature si può in parte spiegare con la sua lunga orbita di rivoluzione, che lo porta a fare un giro intero attorno al Sole nel corso di 248 anni terrestri e che proprio nell’ultimo decennio lo ha spinto nel punto più vicino alla nostra stella, più difficile è invece trovare una spiegazione al surriscaldamento della luna di Nettuno.


E come se non bastasse, ora è giunta notizia che su Marte, dopo le voragini osservate nelle calotte polari, indizio di un recente scioglimento, la sonda Mars Global Surveyor ha fotografato tracce di erosione del suolo che potrebbero essere prova dell’occasionale scorrimento di acqua. Insomma stiamo assistendo a un riscaldamento che sembra interessare tutto il Sistema Solare.


IL RESPONSABILE? IL SOLE, MA IN MODO INSOLITO


Ma se l’uomo, almeno in questo caso, non ha colpe, chi è il responsabile del riscaldamento interplanetario?
Il maggior indiziato sembra essere il Sole. In effetti siamo spesso erroneamente portati a credere che l’attività della nostra stella sia costante nel tempo, o almeno che subisca variazioni solo su tempi assai lunghi, mentre in realtà l’energia che essa emette verso lo spazio in tutte le direzioni subisce nell’arco di anni e decenni variazioni periodiche percentualmente assai piccole ma comunque in grado di influenzare il clima della Terra. I venti e tutti i principali fenomeni atmosferici si alimentano attraverso il calore che, sotto forma di radiazione elettromagnetica, arriva dal Sole: una quantità di energia che, nel punto in cui raggiunge la nostra atmosfera, è mediamente quantificabile in circa 1367 Watt per metro quadro. 

E sono proprio le cicliche variazioni dell’energia emessa dal Sole che, tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo, hanno spinto l’Europa e il Nord America verso un periodo estremamente freddo, noto come Piccola Era Glaciale e culminato tra il 1645 e il 1710 in una fase caratterizzata dall’assenza di macchie solari (nota come Minimo di Maunder) durante la quale il calore che giungeva sulla superficie terrestre era inferiore rispetto a oggi di una quantità tra lo 0,2 e lo 0,7 per cento. Nel corso dell’ultimo secolo invece l’attività del Sole è andata progressivamente crescendo e ha così contribuito all’aumento delle temperature sulla Terra. E mai negli ultimi 1150 anni il Sole ha emesso tanta energia come ai giorni nostri. In particolare ricercatori dell’Earth Institute della Columbia University americana, analizzando i dati raccolti da 6 diversi esperimenti con satelliti di NASA, NOAA ed ESA, hanno recentemente evidenziato un aumento dell’ordine di circa 0,05 per cento per decennio, a partire dal 1978, della TSI, sigla che corrisponde alla Total Solar Irradiance, ovvero l’energia elettromagnetica che la Terra riceve dal Sole su tutte le lunghezze d’onda. 

Ma può bastare il Sole per spiegare un così evidente aumento di temperatura anche nei pianeti ai confini del Sistema Solare? Forse sì, soprattutto alla luce di una recente ricerca di Adriano Mazzarella, responsabile dell’Osservatorio Meteorologico dell’Università di Napoli Federico II. Secondo questa ricerca, oltre alla radiazione elettromagnetica, cioè luce e calore, anche le particelle cariche emesse dal Sole assumono un ruolo importante nell’influenzare il clima terrestre. I gas a temperature altissime della parte più esterna dell’atmosfera solare, la corona, fuggono in parte verso lo spazio, dando origine al vento solare: getti turbolenti di particelle cariche, per lo più protoni, elettroni e nuclei di elio che si propagano a gran velocità in tutte le direzioni. Questo flusso, interagendo con il campo magnetico terrestre, dà origine non solo a fenomeni spettacolari quali le aurore polari, ma è anche causa di serie difficoltà nelle comunicazioni: il 29 ottobre 2003, per esempio, il Sole sparò miliardi di tonnellate di particelle elettricamente cariche verso la Terra a una velocità di oltre sei milioni di chilometri l’ora. L’impatto di questa grandinata di particelle sul campo magnetico terrestre diede origine alla più grande tempesta geomagnetica mai misurata sulla Terra, responsabile tra l’altro di un black out della rete Gps che durò diverse ore. (leggi articolo di Adriano Mazzarella)


TRE FENOMENI PER L’EFFETTO SERRA TERRESTRE


La ricerca di Adriano Mazzarella ha ora evidenziato una serie di cicli ricorrenti, lunghi 60 anni, in una serie di parametri atmosferici e geofisici, utilizzando i dati dal 1868 a oggi: la turbolenza del vento solare, la durata del giorno misurata tramite la differenza tra la durata teorica del giorno, 86.400 secondi, e quella calcolata astronomicamente, la temperatura dell’aria dell’emisfero settentrionale e l’intensità delle correnti occidentali, misurata tramite il dislivello di pressione atmosferica tra le latitudini di 35° Nord e 55° Nord.


Ma come si legano fra loro questi parametri? L’analisi del ricercatore ha prodotto una spiegazione basata su fenomeni a cascata. Un graduale aumento della turbolenza del vento solare, attraverso perturbazioni del campo geomagnetico, potrebbe influenzare i movimenti all’interno del nucleo terrestre, dove si originano le linee di flusso del campo magnetico. A causa delle interazioni tra nucleo esterno, che è fluido, e mantello terrestre, che circonda il nucleo esterno ed è solido, ciò potrebbe riflettersi in una diminuzione della velocità di rotazione della Terra. Se la Terra ruota più lentamente aumenta però la durata del giorno, sia pure di decimi di millisecondo, e questo processo è a sua volta in grado di causare un’accelerazione delle correnti atmosferiche che fluiscono prevalentemente lungo i paralleli, dette correnti zonali.


Poiché l’energia cinetica del sistema Terra–atmosfera nel suo complesso deve rimanere costante, se il Pianeta rallenta il suo moto di rotazione le masse d’aria devono quindi muoversi più velocemente. Correnti zonali più intense rendono però più difficili gli scambi di masse d’aria dalle basse verso le alte latitudini e viceversa, e quindi viene rallentata anche la propagazione del calore accumulato nella fascia tropicale verso i poli: il risultato è una diminuzione della temperatura media del Pianeta. Viceversa, nei periodi in cui la turbolenza solare tende a diminuire, la velocità di rotazione aumenta, la durata del giorno diminuisce, le correnti zonali si fanno più deboli e, grazie a una più efficace distribuzione del calore, le temperature medie del Pianeta crescono. 

Ma allora, se negli ultimi anni la turbolenza solare è aumentata, perché la Terra non si raffredda? In realtà tra aumento o diminuzione della turbolenza solare e conseguenti variazioni della durata del giorno c’è uno sfasamento di qualche anno e lo stesso avviene nel passaggio che porta all’aumento o diminuzione delle temperature. Considerando tali ritardi, un graduale aumento della turbolenza del vento solare diviene responsabile di una diminuzione della temperatura dell’aria a livello planetario dell’ordine di circa 0,2 °C ma con un ritardo di 25–30 anni, seguita poi nei 25–30 successivi da una diminuzione delle temperature pressoché eguale. 
Queste variazioni però si sommano al costante riscaldamento del nostro Pianeta imposto sia dall’effetto serra di origine umana, sia dall’aumento di calore emesso dal Sole: ci sono quindi periodi in cui la turbolenza del vento solare contribuisce ad accelerare il riscaldamento del Pianeta, e altri in cui invece tende a frenarlo. In particolare, poiché la diminuzione della turbolenza solare dei decenni passati ha fatto sì che negli ultimi anni la durata del giorno sia andata diminuendo, con un conseguente indebolimento dell’intensità media delle correnti zonali, nel prossimo futuro ci attendono probabilmente altre annate di caldo record.


UN 2007 ROVENTE ANCHE IN ITALIA


Agli inizi di gennaio l’ufficio meteorologico inglese ha lanciato l’allarme: il 2007 sarà l’anno più caldo di sempre! Secondo i ricercatori inglesi c’è il 60 per cento di probabilità che le temperature medie del nostro Pianeta quest’anno risultino eguali o superiori a quelle delle annate record del 2005 e 1998. In effetti due fenomeni, su tutti, potrebbero spingere il 2007 verso picchi di caldo mai toccati prima: il riscaldamento globale ed El Niño. Il primo fenomeno, causato sia dalla maggior attività del Sole (negli ultimi 1000 anni mai così «caldo» come ai giorni nostri) sia dalle emissioni di CO2, ha subito un’accelerazione proprio nell’ultimo trentennio: il ritmo di riscaldamento della Terra durante il XX secolo è stato di circa 0,06 °C per decade ma negli ultimi 25–30 anni è bruscamente balzato a circa 0,18 °C per decade. Una tendenza testimoniata dal fatto che dal 1880 a oggi le cinque annate più calde di sempre sono tutte concentrate nell’ultimo decennio. 

Il surriscaldamento si è fatto sentire soprattutto alle medio–alte latitudini, Italia compresa: dall’analisi del Centro Epson Meteo in base ai dati registrati in 62 località italiane risulta difatti che le temperature medie di questi primi anni del nuovo millennio sono più di un grado superiori a quelle tipiche della prima metà degli anni ’80. Insomma, la tendenza al forte surriscaldamento dell’ultimo decennio lascia pensare che il 2007 sarà comunque un anno molto caldo, mentre la spinta necessaria a battere il record potrebbe arrivare dal Niño, ovvero dall’anomalo riscaldamento di gran parte dell’Oceano Pacifico Tropicale. Già da qualche mese è in atto un moderato episodio di Niño che, secondo il centro di previsioni climatiche dell’ente americano per l’atmosfera e oceani (NOAA), dovrebbe raggiungere l’apice proprio in questo febbraio, per poi cominciare lentamente a indebolirsi.


Tuttavia, tutti i maggiori centri di ricerca americani ed europei concordano nel prevedere che almeno fino a maggio le temperature superficiali del maggiore dei nostri oceani rimarranno più calde del normale: in tal modo però trasmetteranno calore anche agli strati atmosferici di una regione molto vasta che, dalla Nuova Guinea alle coste dell’Ecuador, si estende per più di 10.000 chilometri! 

In Italia invece El Niño farà sentire i suoi effetti soprattutto durante la prossima estate: i profondi sconvolgimenti della circolazione generale dell’atmosfera che lo accompagnano difatti durante la stagione estiva solitamente spingono con maggior frequenza e insistenza (come già accaduto nelle estati caldissime del 1994, 1998 e, soprattutto, 2003) sulla nostra Penisola il rovente anticiclone africano che, oltre alla calura, porta anche forte siccità. Inoltre quest’anno ad aiutare l’avanzata dell’alta pressione africana contribuirà anche la periodica inversione della direzione dei venti stratosferici tropicali: i venti quest’estate soffieranno difatti da Est verso Ovest, indebolendo le correnti occidentali che, negli strati più bassi dell’atmosfera, spingono le perturbazioni atlantiche verso l’Europa e contrastano la risalita dell’anticiclone africano verso l’Europa.

 

Link all'articolo originale: www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/02_Febbraio/02/newton.shtml

 

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La terra si sta scaldando

(www.leonardo.it)

 

SUV's On Jupiter

(www.prisonplanet.com)

(qui la traduzione in Italiano dell'articolo)

 

NASA Study Finds Increasing Solar Trend That Can Change Climate

(www.sciencedaily.com)

 

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