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Olio di semi di borragine: un rimedio per tutte le stagioni

Questo prezioso olio, che si ottiene per spremitura a freddo dei semi della pianta Borago Officinalis, appartenente alla famiglia delle Boraginacee, è da considerarsi un rimedio utile per tutte le stagioni, intese non solo come stagioni dell’anno ma anche stagioni della vita in quanto aiuta la risoluzione di problemi e il mantenimento della salute a qualsiasi età. .

 

Proprietà e caratteristiche della borragine

 

Iniziamo col dire che è una fonte importantissima di acidi grassi Omega 6 (che rientrano nella categoria dei grassi “benefici” per la salute, i polinsaturi), e precisamente acido alfalinoleico, acido gammalinoleico (vitamina F), acido oleico; inoltre favorisce la formazione delle prostaglandine PGE1, quelle di tipo antinfiammatorio e contiene fitoestrogeni. Si tratta di un olio altamente pregiato che va conservato a bassa temperatura perché facilmente ossidabile; la cosa migliore è consumarlo sotto forma di perle gelatinose, che ne preservano intatte tutte le qualità.

 

Amico della pelle

 

Già dall’infanzia si può iniziare ad assumerlo, infatti è stato spesso impiegato con successo per via interna per la cura della dermatite atopica nel neonato. In generale gli acidi grassi contenuti svolgono un importantissimo ruolo strutturale nella costituzione delle membrane cellulari, risultando così molto importanti per la cura della pelle. Nell’adolescenza può essere un ottimo coadiuvante nella la cura dell’acne giovanile (per un’azione sinergica si può abbinare all’assunzione orale anche l’uso topico, applicando sul viso il contenuto di un paio di perle a cui si aggiungono due gocce di olio essenziale di tea tree oppure di lavanda ) invece per chi è più avanti negli anni è un importante fattore antiossidante e antiage, favorisce il trofismo cutaneo prevenendo rughe e migliorando l’aspetto della pelle in generale (assumere due perle al giorno per un paio di mesi in primavera e in autunno aiuta a ‘ringiovanire’ la cute, magari abbinando un fiala dell’oligoelemento rame da assumere ogni mattina). Previene le smagliature. Trova la sua applicazione elettiva nella cura di eczemi, contrastando le desquamazioni cutanee perché favorisce l’elasticità delle membrane cellulari e l’idratazione naturale della cute: per lo stesso motivo viene spesso impiegato con buoni risultati anche in caso di psoriasi, e in tutti i casi di irritazione e ipersensibilità della pelle. Può apportare miglioramento anche nei casi di allergie cutanee (acido linoleico e gammalinoleico hanno azione antiallergica) o dermatiti senza causa; ho riscontrato con alcuni clienti che anche pruriti idiopatici, cioè quelli in cui non esiste una causa accertata e che non rispondono a trattamenti tradizionali, hanno trovato beneficio dopo un ciclo di assunzione per via orale di questo olio (meglio se abbinato al gemmoderivato di Ribes Nigrum). Ottimo anche per il trofismo delle mucose e utile per gli annessi cutanei quali unghie e capelli.

 

Problematiche femminili

 

Grazie al contenuto di fitoestrogeni e alla sua efficacia antinfiammatoria molte donne hanno trovato un miglioramento importante nella Sindrome premestruale (ottimo abbinato all’oligoelemento Zinco-Rame e a capsule di magnesio) e in generale in tutte le problematiche ormonali, quali dolori mestruali, amenorrea, in particolare nei disturbi del climaterio e della menopausa. Alcune donne hanno riportato anche un miglioramento nelle problematiche di mastalgia e mastodinia ottenendo una riduzione del gonfiore e del dolore al seno. Può essere di aiuto anche per chi soffre di vaginiti ricorrenti in quanto protegge le mucose ed è antinfiammatorio, può essere un ottimo coadiuvante nelle terapie per la risoluzione della policistosi ovarica e altre disfunzioni ormonali.

 

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Ricostituente

 

È da considerare anche la funzione di stimolo alle surrenali, in quanto è un ricostituente della corteccia surrenale, immunomodulante, è ottimo dopo trattamenti con farmaci steroidei o cortisone, può essere di sostegno per il sistema nervoso.

 

Altri usi dell'olio di borragine

Non va dimenticato che l’acido gammalinoleico aiuta ad impedire l’aggregazione piastrinica, libera i vasi arteriosi quindi del suo consumo se ne avvantaggiano la circolazione sanguigna e il funzionamento cardiaco; inoltre le prostaglandine Peg1 possono aiutare ad abbassare la pressione sanguigna ed inibire la sintesi del colesterolo “cattivo”. La sua azione antinfiammatoria può essere utile per il benessere delle articolazioni e coadiuvante in qualche caso di artrite reumatoide (ricerche sono state fatte in questo senso nell’Università di Medicina in Vermont). Infine in alcuni casi sono stati ottenuti risultati anche per osteoporosi, problematiche del sistema nervoso legate al diabete, in alcune malattie infiammatorie e colite ulcerosa.

 

Precauzioni d’uso

 

Riguardo all’olio di semi di borragine non sono stati segnalati effetti dannosi né tossici secondari (mentre sono stati segnalati nel caso di fiori e foglie della pianta per la presenza in alcuni momenti vegetativi di alcaloidi, che non sono mai presenti nell’olio). Si suggerisce cautela nell’uso ai soggetti che assumono anticoagulanti o affetti da emofilia, dato che abbassa la formazione dei coaguli sanguigni a seguito di una ferita o lesione. E’ buona norma assumere assieme l’olio di semi di borragine nell’ambito di un’alimentazione che sana, completa ed quilibrata.

 

Infine ricordiamo la buona norma di mantenere assieme al consumo di olio di Borragine una regolare assunzione di omega 3 (olio di lino, noci, pesce azzurro) per bilanciare le componenti Omega 3 e omega 6, il cui rapporto è bene che rimanga sempre ben proporzionato nell’alimentazione al fine di ottenere il massimo dell’effetto antinfiammatorio e benefico.

Manuela Palchetti

http://www.naturopataonline.org/articoli/4-nutrienti/2479-olio-di-semi-di-borragine-un-rimedio-per-tutte-le-stagioni/1.html

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Proteine: cosa sono, a cosa servono, quali scegliere

 

Svolgono importanti funzioni del corpo umano, le proteine sono utili alla formazione di tessuti, enzimi, ormoni, forniscono anche energia. Non possiamo farne a meno ma neppure eccedere Data di pubblicazione:: 14-05-13 15:36

 

Autore:: Claudio Monteverdi

 

Numero letture: 657

Condividi: Share on facebook Share on twitter E' vietato l'impiego a scopo medico delle presenti informazioni. Esso costituisce reato previsto e punito dall'art. 348 c.p., del quale l'utente − avendo agito in contrasto con le condizioni di utilizzo dell'Associazione − risponde a titolo esclusivo.

Diritti d'autore riservati all'Associazione Benessere Naturale Satya.Pagina 1. Quali, quante, perchè? Alcune risposte sulle proteine

 

 

Galleria:

Si sente spesso parlare, soprattutto in tv, di alimentazione in termini di carboidrati, grassi e proteine, dando per scontato cosa siano e a cosa servano, e senza mai far cenno alla qualità di questi importanti componenti. Vediamo in estrema sintesi i concetti alla base del termine proteine.

Tra le importanti funzioni svolte dalle proteine (o protidi) nel corpo umano è bene ricordare che esse costituiscono tutti i tessuti - non solo i muscoli come è noto agli sportivi, ma anche capelli, unghie, pelle... - e quindi anche il sangue e gli organi, inoltre in alcune situazioni sono fonte di energia (zuccheri e grassi) e partecipano alla formazione di ormoni, enzimi e altre importanti sostanze utili al buon funzionamento dell'organismo umano. Le proteine sono formate da catene di aminoacidi che il nostro corpo ricava dagli alimenti (o meglio dalle proteine del cibo).

 

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Le proteine non possono mancare, ma non possono essere troppe

 

Le proteine sono una componente fondamentale del nostro corpo: non possiamo farne a meno, ed oltretutto anche gli enzimi - le molecole che facilitano tutte le reazioni del nostro metabolismo, compresa la digestione - sono essi stessi proteine. Dalle premesse fatte si deduce che la nostra alimentazione deve prevedere una dose di proteine, che oltretutto ci donano un senso di sazietà, tuttavia se si eccede, possiamo andare incontro a problemi di salute.

 

I mattoni delle proteine, gli aminoacidi

 

Le proteine sono costituite da 20 aminoacidi i quali combinati tra loro in diversi modi attraverso i legami peptidici, generano a loro volta una grande varietà di proteine diverse con funzioni differenti. Otto dei 20 aminoacidi non posso essere sintetizzati dal corpo umano come i restanti 12, e vengono per questo chiamati aminoacidi essenziali: essi posso essere reperiti in alcuni cibi animali (carne pesce uova) o nelle combinazioni di cereali e legumi.

 

A cosa servono le proteine, in sintesi

 

La principale funzione delle proteine è quella definita "plastica" che consiste nel rifornire gli aminoacidi necessari per i processi di rinnovamento dei tessuti, inoltre

 

- sono precursori di alcuni enzimi che intervengono nei vari metabolismi del corpo

 

- sono necessarie per la contrazione muscolare e per la difesa immunitaria dell'organismo

 

- sono depositarie del codice genetico, DNA e RNA

 

- trasportano varie sostanze presenti nel sangue (ad esempio gli ormoni)

 

- fanno da neurotrasmettitori (serotonina)

 

- intervengono nella coagulazione del sangue.

 

Le proteine hanno anche funzione energetica, ma in una alimentazione bilanciata questa azione è marginale, mentre diventa importante in alcune situazioni, ad esempio durante il digiuno prolungato o durante un'attività fisica prolungata o intensa

Troppe o troppo poche?

Per dovere di cronaca qui sotto gli effetti delle due casistiche, ma sottolineo che lo stile alimentare tipico del mondo occidentale porta ad un cronico eccesso di proteine, quindi la nostra preoccupazione principale non dovrebbe essere quella di assumerne troppo poche, bensi di assumerne troppe. Un continuo processo di demolizione e sintesi delle proteine consente il loro continuo ricambio, che avviene molto più velocemente in alcune situazioni o fasi della vita, come nel caso di intensa attività sportiva, oppure nella fase della crescita. Se introducessimo nel nostro corpo una quantità insufficiente di proteine s il bilancio da proteine demolite e quelle introdotte sarebbe negativo e l'effetto sarebbe quello di una diminuzione delle proteine in particolare della massa muscolare. Se assumiamo troppe proteine, come molto più probabilmente avviene, o peggio come proposto da molte diete iperproteiche (per esempio la dieta Dukan) le proteine in eccesso vengono trasformate in depositi di grasso, oltretutto le scorie della loro trasformazione diventano urea, acido urico e ammoniaca, che hanno un importante impatto dannoso su fegato e reni, con il risultato dio affaticarli e anche danneggiarli. Un altro effetto è quello acidificante del fisico, che crea i presupposti per lo sviluppo di malattie. Recenti studi hanno dimostrato che le proteine necessarie sono molto inferiori ai quantitativi che si consigliavano fino a pochi anni fa o che ancora molti nutrizionisti suggeriscono. Nelle varie scuole di pensiero del mondo medico scientifico la quota proteica suggerita per la nostra alimentazione è quantificata in una percentuale sul totale delle calorie introdotte che va dal 10% al 20%. Alcuni suggerimenti sono espressi in grammi per Kg. corporeo, e la letteratura riporta consigli che vanno da 0,8g a 1,5 grammi per chilo corporeo. I valori però sono molto indicativi e soggettivi in quanto sono anche funzione del tipo di attività che si svolge e delle caratteristiche di ogni singolo individuo.

 

Le proteine non si trovano solo nel cibo animale

 

Come è noto le proteine sono contenute nei cibi animali come carne, uova, pesce, latte e latticini. Molti sanno che nel mondo vegetale anche i legumi sono fonti di proteine, ma è bene ricordare che esistono altri cibi che contengono percentuali interessanti di proteine come i cereali integrali, la frutta secca ed alcuni semi oleosi, alcuni superfood tra cui le alghe (spirulina). Un recente ed importante studio scientifico sull'alimentazione durato oltre 30 anni e descritto dal dott. Campbell nell'opera The China Study conclude che nella nostra società tumori e malattie si sviluppano e crescono nell’organismo con una efficacia direttamente proporzionale il maggiore consumo di proteine e grassi animali. Purtroppo non si parla spesso di un altro importante elemento evidenziato anche dal dott. Campbell: la qualità delle proteine.Ad esempio nel caso di proteine animali quali sono le proteine migliori? Quelle provenienti da animali cresciuti in modo naturale, senza mangimi, senza farmaci. Particolare importanza assume l'argomento quando parliamo di latte lavorato dall'industria, proveniente da allevamenti intensivi, pastorizzato, omogeneizzato, sgrassato...

Claudio Monteverdi

http://www.naturopataonline.org/articoli/4-nutrienti/2468-proteine-cosa-sono-a-cosa-servono-quali-scegliere/1.html

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L'ACQUA PIOVANA E' INQUINATA DAL TOSSICO BARIO e CON ESSO L'H.A.A.R.P. SCATENA I TERREMOTI

Dallo spazio riusciremo a controllare il clima sulla terra, a provocare alluvioni e carestie, a invertire la circolazione negli oceani e far crescere il livello dei mari, a cambiare rotta alla corrente del Golfo e rendere gelidi i climi temperati.

Detto e fatto. Questa promessa nel 1958 del futuro presidente americano Lyndon Johnson è stata mantenuta.

 

Tanta capacità visionaria non finì inutilizzata, e gli Stati Uniti si ritrovarono durante la guerra del Vietnam a seminare le nuvole dell´Indocina per allungare la stagione dei monsoni e trasformare in un pantano il sentiero di Ho Chi Minh. La vicenda è stata ricostruita tra gli altri da Kristine Harper dell´Università dello Utah in un articolo pubblicato su Endeavour: «L´operazione aveva il nome in codice Popeye. Durante gli esperimenti, accadde però che la vicina India si ritrovò in una condizione di siccità per due anni di seguito, perché le piogge monsoniche lì non si erano presentate».

 

"Abbiamo lanciato in Corea armi batteriologiche". Inizia così la deposizione resa e firmata del colonnello Frank H. Schwable, capo di Stato Maggiore del 1° Stormo aereo del corpo nordamericano dei marines. In essa l'ufficiale ha rivelato il piano strategico e gli obiettivi del Pentagono durante lo svolgimento, a partire dal novembre 1951 della guerra batteriologica (proibita dalle Convenzioni internazionali).

 

Si pensava che difficilmente l´uomo avrebbe imparato a giocare con il tempo meteorologico ammaestrando la piogge, movimentando gli uragani, sciogliendo le nebbie, dirigendo la grandine, aprendo squarci di sole fra le nuvole o addirittura creando tempeste per sfruttarle per finalità belliche o commerciali. Ma da decenni, nell’indifferenza generale e nel negazionismo più collaudato, l’uomo in divisa ha modificato il clima metereologico per fare la guerra non convenzionale.

 

La ricetta inziale è stata fabbricata negli Stati Uniti d’America fin dal 1946 e poi perfezionata nel segreto più ferreo, a cui sono tenuti anche i generali italiani in pensione - che hanno giurato fedeltà alla NATO - e si dilettano ad interpretare la parte delle pedine antisistema. Un passo indietro. Fu lo scienziato Bernard Vonnegut ad avere l´idea di spargere argento nelle nuvole per favorire l´aggregazione delle particelle d´acqua attorno a "semi" fatti di atomi di ioduro, provocando la caduta delle gocce per forza di gravità. Le tecniche di manipolazione del tempo sono state volutamente bollate - per salvare le apparenze - dalle linee guida dell´Organizzazione meteorologica mondiale come “di efficacia assai dubbia”, ma che continuano e essere sperimentate in 40 paesi del mondo, Usa, Israele e Cina in testa. E che ne dite del tornado artificiale inventato dall’ingegnere canadese Louis Michaud? La potenza di un uragano contiene l´energia spesa in un anno dall´intero genere umano.

 

Scorie belliche - Un discorso fondamentale meritano gli aerei militari: una stima per difetto paragona l’inquinamento di ogni velivolo a 500 auto non catalizzate. Nel 2003, durante il conflitto Usa-Iraq, i ciclisti della Critical Mass torinese, con gli scienziati della Società metereologica italiana, hanno calcolato quanto contribuisce all’effetto serra una guerra aerea. Base per le stime è stata quella del Golfo, 1991. Si è partiti dalla considerazione che un aereo da caccia tipo F-15E Strike Eagle o F16 Falcon consuma circa 16.200 litri/ora; un bombardiere B52, 12,000 litri/ora; un elicottero da combattimento tipo AH64 Apache, 500 litri/ora. Su queste basi, si è calcolato che un mese di guerra soprattutto aerea porti l’emissione di 3,38 milioni di tonnellate di CO2: l’equivalente del cosiddetto "effetto serra" totale, provocato in un anno da una città di 310 mila abitanti. Ergo: il vero problema per la Natura è costituito dai militari.

 

 

Scie chimiche & negazionismo - Avvistate, fotografate e filmate da milioni di persone in gran parte del mondo. Eppure, ci sono in circolazione ancora alcuni negazionisti lobotomizzati a dovere. Addirittura in questa illuminata schiera troviamo la bibbia del nulla, il bignami manipolato in pilloline e pronto all'uso, ovvero Wikipedia. Della serie: la finzione prende il posto della notizia. La propaganda quello della verità.

 

Le scie chimiche a scopo bellico (chemtrails) rendono il cielo lattiginoso, irrorando l’atmosfera con sostanze pericolose (alluminio, bario, piombo) dalla metà degli anni ’90, anche in tempo di pace (apparente). Recentemente in Italia è stato accertato da molteplici esami di laboratorio che l’acqua piovana è inquinata soprattutto dal tossico bario. Consistenti quantità di bario sono state scovate nelle acque - delle dighe di Basilicata - destinate al consumo umano in Lucania e Puglia. Eppure le autorità, comprese quelle giudiziarie e la stesse regioni interessate dal grave fenomeno non hanno adottato alcun provvedimento di salvaguardia della popolazione, né tantomeno hanno avvisato l’opinione pubblica del pericolo. Infine, alcuni volontari - divisi rispettivamente in nord, centro sud ed isole - si sono sottoposti spontaneamente all’esame del capello. Dal test del cosiddetto mineralogramma è stato accertato che queste persone covano nei loro organismi - con effetti deleteri - il micidiale bario. A che serve il bario? Semplice e disarmante: a rendere elettroconduttiva l'atmosfera per consentire alle onde Elf (a bassa frequenza) irradiate dai dispositivi H.A.A.R.P. contro la ionosfera di penetrare la crosta terrestre e scatenare terremoti. Date un'occhiata all'ipocentro dei sismi e vi renderete conto di una firma inconfondibilmente artificiale.

 

 

 

controllo terremoti:

 

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http://cnt.rm.ingv.it/

 

http://www.seismo.ethz.ch/index_IT

 

http://www.earthquakes.bgs.ac.uk/

http://www.seisme.prd.fr/english.php

http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/?source=sitenav

http://www.emsc-csem.org/Earthquake/earthquake.php?id=314066

http://www.iris.edu/seismon/

http://iside.rm.ingv.it/iside/standard/result.jsp?rst=1&page=EVENTS

http://www.ngs.noaa.gov/cgi-bin/ds_mark.prl?PidBox=GT1811

 

 

approfondimenti:

 

http://img821.imageshack.us/img821/8914/owningtheweatherin2025.pdf

 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=HAARP

 

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A4-1999-0005+0+DOC+XML+V0//EN


http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/11/al-gore-lonu-e-il-riscaldamento-globale.html


http://scienzamarcia.blogspot.it/2011/09/il-riscaldamento-globale-antropico-come.html

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Antica citta' egizia scoperta nel Mediterraneo

Giaceva trenta metri sotto il livello del mare. Ci sono voluti tre anni di scavi e quattro di ricerche geofisiche. La città porta il nome di Heracleion (per i greci) o Thonis (per gli antichi egizi).

 

Una città a dir poco mitologica riemerge dagli abissi Mar Mediterraneo dopo essere stata sepolta nella sabbia e nel fango

per più di 1.200 anni. La città in questione è Heracleion per gli antichi greci (Thonis per gli antichi egizi), che era stata scoperta a 30 metri sotto il livello del mare ad Abukir, nei pressi di Alessandria.

Le ricerche sono ad opera di Franck Goddio e del suo gruppo archeologico che afferisce allo IEASM, European Institute for Underwater Acheology. Successivamente ad alcune ricerche geofisiche, le quali si sono protratte per più di 4 anni, e soprattutto dopo tre anni di scavi, Goddio e i suoi stanno svelando a poco a poco tutti i misteri della città scomparsa.

 

Con evidente stupore le acque hanno restituito reperti ben conservati che narrano di un vivace porto antico, centro nevralgico del commercio internazionale, ma anche di un attivo centro religioso.

 

 

Secondo quanto scritto dal Telegraph, la città di Thonis-Heracleion era un punto importantissimo per gli scambi di merci e beni tra il Mediterraneo e il Nilo.

 

I ricercatori hanno trovato numerosi relitti, nonché monete d’oro, pesi da Atene, stele giganti scritte in egiziano e greco antico.

 

Ma la città sommersa nascondeva anche manufatti religiosi. Tra questi un’enorme scultura in pietra.

 

http://www.aciclico.com/curiosita/antica-citta-egizia-scoperta-nel-mediterraneo.html

 

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Alterazioni climatiche e geoingegneria: giocare ad essere Dio

Un esempio: Gestione della radiazione solare:

• Aerosol di solfati nella stratosfera: si lanciano nanoparticelle di solfato o di alluminio nella stratosfera mediante aerosol per bloccare la luce del sole. In questo modo si abbassa il termostato della Terra senza ridurre i livelli di gas serra nell’atmosfera.

• Sbiancamento di nuvole: si spruzza acqua di mare nell’atmosfera per aumentare il potere riflettente e la condensazione delle nuvole, e così riflettere verso lo spazio la maggior parte dei raggi del sole.

• Schermi spaziali: lancio di miliardi di piccoli veicoli spaziali automatici che agiscono come specchi, a migliaia di chilometri sopra la Terra, per evitare che una parte dei raggi solari raggiunga la superficie del pianeta, riducendo così il riscaldamento globale.

• Miglioramento dell’albedine: si tratta di incrementare il potere riflettente della superficie terrestre piantando colture più bianche o più brillanti, o coprire regioni desertiche o montuose con materiale bianco riflettente.

• Fertilizzazione oceanica: Si tratta di provocare la cattura del carbonio in mare, utilizzando ferro o azoto per stimolare artificialmente la crescita del fitoplancton.

• Miglioramento per affondamento o risalita del materiale oceanico: si riferisce all’uso di tubi giganti per trasportare le acque arricchite con azoto o fosforo dalle profondità dell’oceano e raffreddare le acque superficiali per migliorare la cattura di CO2 dal mare.

• Ingegneria genetica delle alghe: L’utilizzo di alghe progettate geneticamente, di solito realizzate con tecniche di biologia sintetica, per coprire edifici, stagni aperti o la superficie oceanica al fine di catturare il biossido di carbonio.

Macchine per assorbire anidride carbonica o alberi artificiali

• Semina di nuvole (per provocare precipitazioni). Quest’attività è praticata fin dal XIX secolo, con essa si prometteva pioggia agli agricoltori in difficoltà a causa della siccità, e successivamente veniva usata come tecnica militare per sabotare i movimenti delle truppe. Anche se si basa su una scienza discutibile, la semina di nubi può avere un impatto molto grave nei luoghi in cui è effettuata. Può provocare conflitti tra comunità vicine per via dei cambiamenti nei modelli di precipitazioni.

• Soppressione o re-indirizzamento degli uragani: ci sono già brevetti in attesa di approvazione su tecnologie non testate che garantiscono la soppressione o la modifica della direzione degli uragani.

• Alterazioni della salute

• Giocare a essere Dio genera pericoli irreversibili non solo per il pianeta, ma anche per gli altri esseri viventi. Sono molti ad avvertire che in un secondo geologico stiamo manipolando sistemi molto complessi, che hanno impiegato migliaia di anni per svilupparsi, e ignoriamo gli effetti che ciò potrebbe comportare. Per quanto riguarda l’essere umano, mettono in guardia sull’emergere di nuove malattie che potrebbero essere correlate a questi esperimenti.

• “Parliamo di patologie emergenti che ogni volta influenzeranno sempre più persone, dice Miguel Jara, e che sono causate dall’inquinamento ambientale e soprattutto chimico-tossico che subiamo”.

• Tutti questi prodotti, chimici, biomateriali, farmaci di nuova generazione, lanciati nell’atmosfera, poco a poco vanno a posarsi sul suolo ed entrano in contatto con gli esseri umani. Essendo molte di queste sostanze nuove, il nostro sistema immunitario non le riconosce, e quindi è in grado di produrre una vasta gamma di malattie: sensibilità chimica multipla, affaticamento cronico, qualche nuovo tipo di leucemia, sindrome di Morgellons, ecc.

• Tutte queste “fumigazioni chimiche” vengono condotte da qualche tempo in tutti i paesi del mondo in mezzo ad una grande segretezza. Si stima che ogni anno muoiano migliaia di persone in seguito ad una di queste malattie emergenti, anche se attualmente è difficile dimostrare la connessione tra di loro.

 

 

ARTICOLO INTERO:

Piogge anticipate, controllo degli uragani, neve per mitigare la siccità, riduzione della dimensione della grandine, tutto questo è tecnicamente possibile, grazie alla geoingegneria. Intervento tecnologico e scientifico su scala globale per cercare di contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

Un gioco pericoloso con conseguenze imprevedibili.

Primavera tutto l’anno

In un primo momento un gruppo di scienziati autorevoli, sostenuti dagli Stati Uniti, nega categoricamente gli effetti del cambiamento climatico. In seguito non solo lo accetta, ma propone misure tecnologiche per salvare il pianeta dalla crisi climatica.

Lo stesso percorso seguono la maggior parte degli stati del nord del pianeta, responsabili della maggior parte delle emissioni di CO2. Il settore privato, in cui rientrano le multinazionali chimiche, silvicole, petrolifere e agro-alimentari

, lo stesso che aveva contribuito e beneficiato di questo caos, dà il benvenuto a questa specie di piano B provvidenziale che pretende di ignorare il cambiamento climatico.

 

Che cosa provoca questo cambio di opinione? Ammettere fin dall’inizio i fatti avrebbe significato riconoscere il fallimento del modello economico attuale, cosa che non interessa in alcun modo, perché continua a produrre benefici. D’altra parte, parlare di un cambiamento di paradigma sarebbe una misura molto impopolare tra la popolazione. Soluzione? Lasciare le cose come stanno e cercare altre “vie d’uscita” per mitigare gli effetti di questo ormai inarrestabile cambiamento climatico. Qualcosa che consenta di proseguire con le emissioni di CO2, il livello attuale di produzione e ovviamente di consumo e che garantisca la continuità del sistema attuale.

 

È in questo contesto che nasce la geoingegneria, il famoso piano B, un ramo dell’ingegneria che applica i progressi tecnologici su larga scala, per contrastare gli effetti dei cambiamenti nella chimica atmosferica. E, curiosamente, i negazionisti sono i principali promotori di queste nuove tecnologie. Coincidenza? Il giornalista indipendente Miguel Jara, specializzato nella ricerca e analisi delle questioni sanitarie e ambientali, ha studiato approfonditamente questo tema e gli ha persino dedicato un capitolo in uno dei suoi ultimi libri: La salud que viene: Nuevas enfermedades y el márketing del miedo (La salute a venire: nuove malattie e il marketing della paura) (Península).

 

“Se abbiamo contribuito tutti a scaldare il pianeta, perché non potremmo raffreddarlo?”, argomentano i difensori della geoingegneria.

L’autore spiega che “durante gli ultimi dieci anni, più o meno da quando si è iniziato a dimostrare l’influenza umana sul cambiamento climatico e quindi a mettere in discussione l’attuale modello di produzione e consumo capitalistico, sono emersi enti che, finanziati dall’industria petrolifera e chimica, con l’Exxon in testa, hanno cercato di creare confusione circa l’esistenza del cambiamento climatico per ritardare l’adozione di misure destinate a combatterlo, non potendo beneficiarsene”.

 

Con il passare del tempo, il degrado ambientale è così evidente, ed anche la loro attività di lobby e di disinformazione, che la strategia sta cambiando. Ora non vi è alcun dubbio sull’azione dell’uomo e della sua società dei consumi sul clima, ma s’insiste sulla “mitigazione” e sull’”adattamento” del nostro sistema al cambiamento climatico. Ciò vuole essere fatto attraverso un nuovo mercato, quello fornito dalla geoingegneria: regolare la temperatura del pianeta a livelli confortevoli per la vita attraverso progetti di tecnologia molto complessi e molto costosi. In altre parole, non toccare il sistema economico ci ha portato a questa situazione e a dover fare nuovi affari con le tecnologie per combattere il cambiamento climatico.

 

“Se abbiamo contribuito tutti a scaldare il pianeta, perché non potremmo raffreddarlo?”, argomentano i difensori della geoingegneria. Una questione che dalla metà degli anni novanta viene discussa nell’ambito della stampa scientifica non solo statunitense ma anche europea. A tal fine vengono esaminate varie proposte e sono stati realizzati vari esperimenti, nonostante l’Organo sussidiario di consulenza scientifica, tecnica e tecnologica delleNazioni Unite stabilisca che “nessuna attività di geoingegneria concernente il clima avrà luogo finché non ci sarà un’adeguata base scientifica per giustificare tali attività.”

 

Chi giustifica tali attività, chi le controlla … sono pericolosi spazi bianchi. Nel frattempo, la chiave sta nel saper vendere. Così, progetti che non erano mai stati sottoposti ad un controllo in base ad un minimo di garanzie etiche, economiche, ecologiche o sanitarie, stanno acquisendo legittimità di fronte a governi e istituzioni scientifiche.

Sono venduti come progetti “verdi”, “ecologici”, di “promozione dello sviluppo”. Perché non godersi la primavera la maggior parte dell’anno?

 

Cosa si sta facendo

Sebbene esistano pubblicazioni sulle ricerche di geoingegneria, mancano spiegazioni valide per avvicinare la questione al cittadino comune. La modificazione ambientale viene effettuata da tempo. Nel 1932 e 1949, vennero fatti i primi esperimenti con sostanze chimiche per creare pioggia artificiale, ancora prima che si parlasse di cambiamento climatico. Ma ci sono molte più cose in cantiere.

Il gruppo ETC, un’organizzazione internazionale con sede a Ottawa (Canada), ha speso anni nella ricerca e analisi di questo tema. I suoi membri difendono l’adozione di una moratoria sulla geoingegneria e avvertono del pericolo degli esperimenti compiuti in questo campo.

 

Nella loro relazione ‘Geo ingegneria: giocando con Gaia‘, parlano di tre categorie di esperimenti: conduzione o gestione della radiazione solare, cattura o rimozione di anidride carbonica e cambiamento climatico. Non è fantascienza.

 

Gestione della radiazione solare:

 

• Aerosol di solfati nella stratosfera: si lanciano nanoparticelle di solfato o di alluminio nella stratosfera mediante aerosol per bloccare la luce del sole. In questo modo si abbassa il termostato della Terra senza ridurre i livelli di gas serra nell’atmosfera.

• Sbiancamento di nuvole: si spruzza acqua di mare nell’atmosfera per aumentare il potere riflettente e la condensazione delle nuvole, e così riflettere verso lo spazio la maggior parte dei raggi del sole.

• Schermi spaziali: lancio di miliardi di piccoli veicoli spaziali automatici che agiscono come specchi, a migliaia di chilometri sopra la Terra, per evitare che una parte dei raggi solari raggiunga la superficie del pianeta, riducendo così il riscaldamento globale.

• Miglioramento dell’albedine: si tratta di incrementare il potere riflettente della superficie terrestre piantando colture più bianche o più brillanti, o coprire regioni desertiche o montuose con materiale bianco riflettente.

Implicazioni:

 

La manipolazione artificiale della radiazione solare potrebbe innescare uno squilibrio nel fragile equilibrio dei complessi ecosistemi che si sono evoluti nel corso di millenni.

 

La gestione della radiazione solare è uno strumento grossolano (anche noto come “Piano B”) e sarebbe una misura di emergenza per raffreddare il clima in situazioni catastrofiche.

 

Tuttavia, è visto sempre più come parte di una nuova gestione globale permanente, in cui diverse variabili potrebbero essere ottimizzate per ottenere un clima “agli ordini”. È dimostrato che l’impatto sui climi regionali sarebbe diverso, ma non si sa abbastanza per le tecniche di simulazione che esistono adesso.

 

I paesi in grado di applicare tali tecnologie tenderanno di fatto una mano al termostato e l’altra al ciclo idrologico.

 

Rimozione del biossido di carbonio:

 

• Fertilizzazione oceanica: Si tratta di provocare la cattura del carbonio in mare, utilizzando ferro o azoto per stimolare artificialmente la crescita del fitoplancton.

• Miglioramento per affondamento o risalita del materiale oceanico: si riferisce all’uso di tubi giganti per trasportare le acque arricchite con azoto o fosforo dalle profondità dell’oceano e raffreddare le acque superficiali per migliorare la cattura di CO2 dal mare.

• Ingegneria genetica delle alghe: L’utilizzo di alghe progettate geneticamente, di solito realizzate con tecniche di biologia sintetica, per coprire edifici, stagni aperti o la superficie oceanica al fine di catturare il biossido di carbonio.

• Macchine per assorbire anidride carbonica o alberi artificiali (cattura dell’aria): è l’estrazione di CO2 dall’aria: il biossido di carbonio viene fatto passare attraverso un filtro posto in tali “alberi” e viene risucchiato. L’anidride carbonica estratta viene sepolta o gettata in mare allo stato solido.

• Biochar (Carbone agricolo):

• Impiantare enormi quantità di biomassa e bruciarla mediante pirolisi (in un ambiente a basso livello di ossigeno) e seppellire le concentrazioni di carbonio nel suolo. Una proposta sostenuta dall’International Biochar Initiative (insieme di corporation). La produzione industriale di Biochar afferma che questa è una metodologia che fa riferimento alla precolombiana metodologia indigena tradizionale di terra preta amazzonica, ma le pratiche variano molto per qualità e dimensioni.

[N.d.tr. : la terra preta, terra nera, e' un tipo di terriccio che viene ritrovato in alcune zone del bacino del rio delle Amazzoni.

Apparentemente questo terriccio e' stato "fabbricato" da una civilta' precolombiana, mescolando carbonella (il biochar) con terra.

Il fine era di ammendare il terreno agricolo incrementandone la produttivita'.

Caratteristica della terra preta e' di contenere carbonio in forma chimica durevole e dalla struttura fisica microporosa.]

 

• Cattura e stoccaggio del carbonio: più che una procedura specifica, è un concetto che si riferisce alla cattura del CO2 alla fonte (cioè, prima che entri nell’atmosfera) e al suo immagazzinamento negli oceani o in formazioni geologiche sulla terra ferma. Per la maggior parte degli esperti, ciò non è da considerarsi geo- ingegneria, in quanto cerca di catturare il CO2 prima che sia rilasciato nell’atmosfera. Tuttavia, è un problema dal punto di vista ambientale, perché un rilascio accidentale di CO2 immagazzinato potrebbe provocare un disordine climatico repentino.

Implicazioni:

 

Quando si utilizzano su larga scala, le tecnologie di rimozione del biossido di carbonio che garantiscono la cattura del CO2 dall’atmosfera dopo che è stato rilasciato possono distruggere, alterare involontariamente o provocare effetti collaterali secondari imprevedibili in ecosistemi complessi come i nostri oceani. La durata, affidabilità e sicurezza della cattura di carbonio (con meccanismi biologici o meccanici), a terra e nel mare, sono sconosciute. Inoltre, essa richiederebbe massicci investimenti, e l’esperimento dovrebbe essere condotto su larga scala per poter avere un impatto significativo sul clima. Molte di queste tecniche richiedono consumi non-sostenibili o cambiamenti nell’uso della terra e dei mari, che danneggerebbero le reti trofiche marine e il sostentamento di migliaia di persone che vivono di pesca artigianale.

 

Modificazione climatica

 

La modificazione climatica ha un passato lungo e controverso, compreso il suo uso militare nella guerra del Vietnam. Oggi dozzine di paesi la praticano, nonostante la mancanza di prove scientifiche della sua efficacia. È causa frequente di conflitti tra comunità vicine che pensano che la pioggia sia rubata dai seminatori di nuvole. L’impatto della modificazione climatica può essere forse più locale e a breve termine, tuttavia, è legato alla geoingegneria storica e scientifica.

 

• Semina di nuvole (per provocare precipitazioni). Quest’attività è praticata fin dal XIX secolo, con essa si prometteva pioggia agli agricoltori in difficoltà a causa della siccità, e successivamente veniva usata come tecnica militare per sabotare i movimenti delle truppe. Anche se si basa su una scienza discutibile, la semina di nubi può avere un impatto molto grave nei luoghi in cui è effettuata. Può provocare conflitti tra comunità vicine per via dei cambiamenti nei modelli di precipitazioni.

• Soppressione o re-indirizzamento degli uragani: ci sono già brevetti in attesa di approvazione su tecnologie non testate che garantiscono la soppressione o la modifica della direzione degli uragani.

Implicazioni:

 

Le tecniche di modificazione del clima hanno dimostrato effetti locali, ma non sappiamo quali altre modifiche hanno provocato ai modelli climatici regionali. Deviare uragani e modificare tempeste può avere impatti devastanti a livello globale e regionale. Ad esempio, è probabile che il percorso di un uragano venga deviato artificialmente, intenzionalmente o accidentalmente, verso una popolazione indifesa.

Chi c’è dietro

Il gruppo ETC ha iniziato a denunciare la geoingegneria alcuni anni fa, ma fu nella Conferenza

 

 

 

mondiale dei popoli sul cambiamento climatico e sui diritti della madre terra, convocata dal governo boliviano nell’aprile 2010 a Cochabamba, che venne lanciata una campagna globale contro queste tecnologie, con la partecipazione di centinaia di organizzazioni e reti ambientaliste, contadini, indigeni, donne ed altri (www.nomanipulenlamadretierra.org). Abbiamo parlato con Silvia Ribeiro, ricercatrice e coordinatrice del programma del gruppo ETC, perché ci spieghi chi c’è dietro a tutto questo. “In cima alla lista dei promotori della geoingegneria c’è la Royal Society del Regno Unito, la più importante istituzione scientifica dell’Inghilterra, la National Academy of Sciences USA, e le loro corrispondenti in Canada, Germania e Russia”. Seguono i politici più preoccupati della loro rielezione che del cambiamento climatico. Oggi della geoingegneria si discute nei parlamenti e nei congressi più come una questione elettorale che come soluzione al cambiamento climatico. Le grandi industrie energetiche, aerospaziali e militari ascoltano prudentemente da dietro, tollerando la baraonda scientifica e lasciando che i cervelli conservatori (gli stessi che prima negavano i cambiamenti climatici) ricevano tutte le critiche. Una volta che altri causano lo “shock”, affermando che il cambiamento climatico incombe su di noi e non c’è modo per ridurre i gas a effetto serra in tempo, l’industria può presentare quindi la “terapia” perfetta: soluzioni tecnologiche che altereranno la stratosfera e/o ristruttureranno la superficie degli oceani per darci un po’ più di tempo.

Un’ulteriore prova di questo quadro e dei suoi protagonisti, la troviamo in un documento di quasi mille pagine realizzato da un gruppo di scienziati e ricercatori, pubblicato nel 1992, cinque anni prima del vertice di Kyoto, dal titolo “Implicazioni della politica del riscaldamento da effetto serra, mitigazione, adattamento e base scientifica”. “I suoi autori, dice Miguel Jara, sono un vastissimo gruppo di scienziati: l’Accademia Nazionale delle Scienze (National Academy of Sciences), l’Accademia Nazionale di Ingegneria (National Academy of Engineering) e l’Istituto di Medicina (Institute of Medicine), tutti degli Stati Uniti”. Come potete vedere, si tratta di elevatissime istanze del mondo scientifico americano. Va ricordato che nello stesso 1992 si è tenuta la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che ha dato luogo a una serie di accordi, attraverso i quali i paesi del mondo si sono riuniti per la prima volta ad affrontare questo problema. Dietro la geoingegneria ci sono governi come quello degli Stati Uniti e i governi occidentali, alte istituzioni accademiche che sostengono ‘scientificamente’ l’attuale modello economico e imprenditoriale, alcune di queste che figurano tra i promotori dello studio appartengono al settore automobilistico, e non hanno alcun interesse a cambiare verso un modello più ecologico di produzione e di consumo per limitare il cambiamento climatico. “. Tutti loro brandiscono argomenti per giustificare la geoingegneria, fanno appelli perché vi siano maggiori investimenti nella ricerca ed esigono un maggior margine di manovra per fare esperimenti.

Alcuni mesi fa Bill Gates ha annunciato che stava finanziando un ambizioso progetto per fabbricare nuvole negli oceani, utilizzando ioduro d’argento.Il progetto è noto come “Silver Lining Project” ed è ufficiale dal maggio 2010, nonostante contravvenga alle risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che vietano chiaramente agli Stati di alterare il clima e li obbliga a proteggerlo in vista “delle generazioni presenti e future dell’umanità.” Lo ioduro è usato da anni in molti paesi per ridurre i danni causati dalla grandine.

 

Come ce la vendono?

I difensori della geoingegneria sanno che è molto difficile vendere questa proposta ai cittadini che

 

già diffidano della scienza, dell’industria e dei governi, in relazione al cambiamento climatico. Inoltre, hanno potuto verificare che tutti gli sforzi fatti a loro tempo per far credere alla cittadinanza che il cambiamento climatico non esisteva, sono stati un fallimento. Questo ha fatto cercare loro altre strade. La paura si è convertita in un loro alleato.

 

La velocità con cui si manifestano gli effetti del cambiamento climatico suscita timore tra la popolazione, una situazione che è sfruttata dalle aziende per vendere le loro “soluzioni miracolose”. Con la geoingegneria si può “salvare il pianeta”, “ripristinare l’equilibrio”, “regolare il clima”, “evitare disastri ecologici”, ecc.

 

Il Gruppo ETC svela gli argomenti e le strategie che stanno utilizzando questi gruppi per andare avanti con i loro piani di geo ingegneria:

 

Piano A (azione). La geoingegneria è più veloce ed economica che riscuotere tasse sulle emissioni di gas a effetto serra o ridurli. Dunque, perché aspettare? (Così la pensano Bjorn Lomborg del Copenhagen Consensus Center; Richard Branson, direttore esecutivo della Virgin Airlines e l’American Enterprise Institute).

Piano B (Backup).

 

Dobbiamo preparare un Piano B, perché stiamo andando verso una catastrofe climatica inconfutabile. (Presa di posizione della Royal Society del Regno Unito, dello scienziato Ken Caldeira della Carnegie e dello scienziato David Keith dell’Università di Calgary).

 

Piano C (Commercio). Si può guadagnare molto denaro (e crediti di carbonio) con la geoingegneria (così la pensa Climos, società di fertilizzazione oceanica, e la lobbyInternational Biochar Initiative).

 

Piano D (Difesa). Il controllo del clima, in particolare il controllo regionale, offre importanti vantaggi militari. Si tratta di un problema di sicurezza. (Lowell Wood, creatore dell’operazione Guerra delle Galassie, e il DARPA, Agenzia di Ricerca in Progetti Avanzati per la Difesa degli Stati Uniti).

Piano E (Ecologico).

 

L’emergenza ecologica indica che è urgente mettere in marcia la geoingegneria. (Frozen Protection Campaign dell’Istmo, Environmental Defense Fund).

 

 

Alterazioni della salute

Giocare a essere Dio genera pericoli irreversibili non solo per il pianeta, ma anche per gli altri esseri viventi. Sono molti ad avvertire che in un secondo geologico stiamo manipolando sistemi molto complessi, che hanno impiegato migliaia di anni per svilupparsi, e ignoriamo gli effetti che ciò potrebbe comportare. Per quanto riguarda l’essere umano, mettono in guardia sull’emergere di nuove malattie che potrebbero essere correlate a questi esperimenti.

 

“Parliamo di patologie emergenti che ogni volta influenzeranno sempre più persone, dice Miguel Jara, e che sono causate dall’inquinamento ambientale e soprattutto chimico-tossico che subiamo”.

 

Tutti questi prodotti, chimici, biomateriali, farmaci di nuova generazione, lanciati nell’atmosfera, poco a poco vanno a posarsi sul suolo ed entrano in contatto con gli esseri umani. Essendo molte di queste sostanze nuove, il nostro sistema immunitario non le riconosce, e quindi è in grado di produrre una vasta gamma di malattie: sensibilità chimica multipla, affaticamento cronico, qualche nuovo tipo di leucemia, sindrome di Morgellons, ecc.

 

Tutte queste “fumigazioni chimiche” vengono condotte da qualche tempo in tutti i paesi del mondo in mezzo ad una grande segretezza. Si stima che ogni anno muoiano migliaia di persone in seguito ad una di queste malattie emergenti, anche se attualmente è difficile dimostrare la connessione tra di loro.

 

“Non manipolate la Madre Terra!”

 

 

 

Il Gruppo ETC è riuscito a riunire oltre un centinaio di organizzazioni della società civile per far pressione e frenare gli esperimenti di geoingegneria. A tale scopo i membri del gruppo hanno condotto la campagna “Non manipolate la Madre Terra”. L’obiettivo era di costruire un movimento globale per contrastare gli esperimenti di geoingegneria nel mondo e chiedere ai governi che li proibiscano, sia a livello nazionale sia globale. Sostengono la campagna organizzazioni di base, reti internazionali di contadini, popolazioni indigene, così come rinomati ambientalisti e attivisti nel perseguimento della giustizia sociale come Vandana Shiva, Bill McKibben, David Suzuki e Naomi Klein.

 

La ricercatrice dell’ETC, Silvia Ribeiro, ci parla dell’ultima vittoria conseguita. ”Il 29 ottobre 2010, le Nazioni Unite, applicando il principio di precauzione, hanno adottato una moratoria globale sulla geoingegneria, riconoscendo che si tratta di tecnologie ad alto rischio che potrebbero avere ripercussioni sulla biodiversità e altro ancora. Ciò ostacola le iniziative private e pubbliche che pretendono di assumere il controllo del termostato globale, con la motivazione di manipolare il clima per raffreddare il pianeta dal riscaldamento globale, provocato dagli stessi paesi e aziende che promuovono la geoingegneria. Ma non significa che questa lotta sia finita. Per mantenere e far rispettare tale la moratoria, sarà necessario che la vigilanza da parte della società continui e che venga segnalato qualsiasi tentativo di violazione, mentre ci si prepara per rafforzarla, e continuare a denunciare le false soluzioni alla crisi del clima”.

 

Dobbiamo porre un freno a quest’ansia di “riparare la macchina Terra” a qualsiasi costo, con lo scopo di dominare qualsiasi forma di vita che abita questo pianeta. In nome della libertà, della scienza, del progresso, si stanno portando a termine vere e proprie atrocità alle spalle del cittadino. Un cittadino che non è informato né sulle decisioni che guidano le ricerche che si stanno realizzando, né sulla portata e l’impatto che queste hanno sulla natura, la società e il futuro della razza umana. Le decisioni vengono prese tra “soci” uniti dal potere e dal denaro, e sono loro stessi a dettare le regole.

 

Alcuni storici parlano dell’esistenza nell’antichità di una civiltà avanzata, in possesso di una grande tecnologia in grado di controllare a proprio piacimento le forze della natura, e che ha vissuto una tragica fine a causa della sua eccessiva ambizione. Questo si riflette in molte leggende e scritti. Ciò che è scritto nel passato ci chiede in qualche modo di non dimenticare la nostra storia e i nostri errori per non ripeterli. La Terra non è un laboratorio, è la nostra casa. Cercare di cambiare la vita, il pianeta e i suoi cicli, significa violare la legge naturale, contro la rete che collega tutto il creato. E questo, prima o poi, si rivolterà contro di noi. La storia si ripete.

 

 

►Per ulteriori informazioni:

www.etcgroup.org

 

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