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Cure allergie. Sbagliate dal 60 per cento dei pazienti

C'e' troppa disinformazione, soprattutto nel campo delle allergie e intolleranze alimentari. "Il 60% dei pazienti ha praticato cure errate e ha riscontrato diagnosi diverse da quelle che, da soli, avevano scoperto sul web visitando siti che facilitano l'autodiagnosi, spesso sbagliata". E' l'allarme lanciato da Maria Beatrice Bilo', nuovo presidente dell'Aaito, l'Associazione allergologi ed immunologi territoriali ed ospedalieri, che apre oggi il Congresso nazionale ad Ancona. "Sono molte le persone che credono di essere allergiche o intolleranti ad un alimento e si curano senza aver contattato degli esperti - afferma Bilo' - con una dieta 'fatta in casa' che potrebbe provocare disturbi reali, soprattutto nei bambini ed anziani". Nel corso del congresso saranno presentati gli aggiornamenti di una ricerca sulle allergie alimentari condotta in 17 centri, distribuiti in 10 regioni italiane, che ha coinvolto oltre 25 mila pazienti adulti. I risultati hanno evidenziato che frutta e verdura (72%) rappresentano le allergie di gran lunga piu' comuni, seguite da: crostacei (13%), pesce (4%), latte (3%), uovo (3%) e cereali (2%). Nei pazienti con allergia ad alimenti di origine vegetale la proteina allergenica piu' frequentemente responsabile di sensibilizzazioni, e quindi di reazioni allergiche, e' la Ltp (Lipid transfer protein), un allergene del regno vegetale frequentemente 'cross-reagente' presente nella pesca, albicocca, prugna ma anche noce, nocciola, arachide, mais, riso. "Sembra che la prevalenza dell'allergia all'Ltp aumenti gradualmente con la latitudine, con un marcato aumento nelle regioni meridionali", avverte l'Aaito.
"I cibi piu' preoccupanti per la dieta mediterranea - spiega Floriano Bonifazi, direttore del Dipartimento di malattie respiratorie e allergiche dell'Azienda ospedaliera-Ospedali Riuniti di Ancona - sono il pesce non cotto, come le acciughe marinate, peculiarita' di tutto il Mediterraneo, che possono provocare orticaria, ma anche alcuni tipi di vegetali che contengono la proteina Ltp. Questo allergene - precisa - una volta ingerito potrebbe addirittura provocare shock anafilattico. Infatti, secondo uno studio riguardante la regione Marche, in oltre 5 mila casi di shock anafilattico, il 40% dei pazienti e' stato colpito proprio da questo allergene". Durante il congresso la Federazione delle societa' italiane di allergologia e immunologia clinica presentera' un importante documento sui vaccini anti-allergici con l'obiettivo di giungere ad un Consensus italiano su aspetti maggiormente correlati alla realta' clinica, agli aspetti regolatori, ai contesti gestionali e organizzativi nei quali questa terapia viene praticata, alle problematiche dei rimborsi per i quali sussiste una completa difformita' nelle diverse Regioni e per intraprendere adeguate azioni innovative per la diffusione e la conoscenza di una terapia fondamentale per la cura della rinite, dell'asma allergico e delle allergie al veleno di imenotteri.

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ACQUA CHE CURA. Quali malattie si curano con l'acqua?

Mentre molti di noi tentano invano di ristabilire la propria salute ingoiando ogni giorno mucchi di pastiglie, gli studiosi sono sempre più propensi a credere che esista un mezzo molto più efficace ed accessibile. Lo si può permettere ogni persona in quanto ce l’ha a casa. Si tratta dell’acqua, la sostanza fondamentale senza la quale non esisterebbe la vita sulla Terra.

Da molti anni laboratori di tutto il mondo conducono esperimenti stupefacenti per la modifica della struttura dell’acqua. È stato scoperto che proprio dalla sua struttura dipendono le proprietà che l’acqua trasmette in seguito all’organismo vivente.

 

Per conoscere le peculiarità della cura con l’acqua strutturata “La Voce della Russia” si è rivolta alla terapeuta Anna Jakovleva che già da alcuni anni cura efficacemente i suoi pazienti con l’aiuto di questo metodo:

 

La struttura variabile dell’acqua è molto più importante della sua composizione chimica costante. Ciò consente di conferire all’acqua queste o quelle proprietà necessarie. È noto che la struttura dell’acqua cambia sotto l’effetto della musica e delle parole. Così, quando viene suonata musica classica, quando vengono pronuciate preghiere, mantra o semplicemente parole di gratitudine, le molecole dell’acqua possono curarci. Al contrario, le bestemmie, le parole che umiliano e ingiuriano l’uomo influiscono sull’acqua in modo che comincia a distruggere la salute umana.

 

Ecco un fatto sorprendente: l’acqua è suscettibile a ciò che pensiamo e, qual che più conta, diciamo. In presenza di pensieri positivi e del senso di gratitudine emanato dall’uomo l‘acqua è capace di operare miracoli e curare persino le malattie più gravi. Non a caso i nostri antenati leggevano preghiere prima di ogni refezione. È venuto infatti fuori che, oltre al significato sacrale, questo rito ha anche un significato pratico. Non solo, ma bisogna ricordare che noi stessi consistiamo prevalentemente di acqua e che la nostra acqua “interna” reagisce anche ai nostri ragionamenti, visto che la nostra salute è, in sostanza, il risultato dei nostri pensieri.

 

Ciò è descritto dettagliatamente nel libro “I Messaggi dell’Acqua” dello scrittore giapponese Masaru Emoto. Il libro è uscito nel 1999 ed ha suscitato subito chiassose reazioni nel mondo scientifico. Masaru Emorto dimostra che l’acqua modifica in modo determinato la propria struttura sotto l’effetto di varie emozioni umane. A titolo di prova vi sono pubblicate foto dei cristalli dell’acqua congelati subito dopo essere stati sottoposti all’azione della musica classica e delle parole che portavano messaggi positivi e foto di quei cristalli che hanno “ascoltato” hard rock e parole offensive. Nel primo caso i cristalli erano bellissimi ed avevano una forma perfetta. Nel secondo caso rappresentavano frammenti rotti e non strutturati.

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Racconta Anna Jakovleva:

 

Tre anni fa ho deciso di svolgere un piccolo esperimento con i miei pazienti per accertare l’effetto prodotto dall’acqua strutturata sulla salute umana. All’inizio molti partecipanti erano scettici, il che, del resto, non stupisce. Per interessarvi possibilmente il più grande numero di persone e per dimostrare che il metodo funzionasse ho deciso di realizzare un esperimento sulle piante. Avevamo tre viole che in quel momento erano nella fase di riposo e non fiorivano.

 

Abbiamo cominciato ad annaffiare la prima viola con acqua caricata di musica classica, prevalentemente di arie di Puccini e Verdi, in quanto amo molto l’opera italiana. La seconda viola è stata annaffiata con acqua che ha “ascoltato” la cronaca criminale trasmessa in tv. La terza viola è stata irrorata con acqua normale. Due settimane dopo abbiamo già ottenuto i primi risultati. La prima viola è fiorita, la seconda ha perso alcune fogle ed è cominciata a marcire, la terza non ha mostrato nessun cambiamento significativo. Un mese dopo la seconda viola è, putroppo, morta, mentre la prima fioriva rigogliosamente. La terza viola è rimasta così come era all’inizio dell’esperimento. Molti miei pazienti hanno avuto quindi modo di vedere con i propri occhi che l’acqua è capace di influire sugli organismi viventi ed hanno deciso di provare su di sé tale metodica. Come risultato, la maggior parte di loro ha cominciato a sentirsi molto meglio.

 

È possibile sostituire la somministrazione di farmaci con un bicchiere di acqua “viva”, cioè strutturata? Che cos’è: un vero miracolo o l’effetto placebo? Che ciascuno decida per sé in che cosa credere. Ma durante la colazione, per ogni evenienza, dite “grazie” alla vostra acqua. Semplicemente per provare. Forse funzionerà.

http://italian.ruvr.ru/2013_10_28/Quali-malattie-si-curano-con-l-acqua/

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Come dare le medicine ai bambini. 8 trucchi delle mamme

“Mamme, con il mio bimbo è sempre una lotta… non so mai come fargli prendere medicine… di ogni tipo, non importa. Chiude la bocca e tanti saluti. Mi date qualche consiglio?”

 

Come dare quindi le medicine ai bambini? Una mamma chiede consiglio sulla nostra pagina di facebook. Queste sono le risposte delle utenti.

 

1 – SIRINGA DOSATRICE

 

- Mia figlia ha 10 mesi e le do le medicine con la siringa dosatrice, prende qualunque cosa!!! (Anna Maria)

 

2 – UN PREMIO

 

- A me a sempre funzionato con la caramellina come premio (Lucy)

 

3 – MEDICINA MIRACOLOSA

 

- A mia figlia di 21 mesi basta dire che le fa passare tutte le bue, e lei apre subito la bocca senza storie, e per premio un bel cucchiaino di miele (Vanja)

 

4 – NASO TAPPATO

 

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- tappagli il naso cosi la bocca la apre e poi usa la siringa per fargli prendere lo sciroppo… (Cristina)

 

5 – FACCIO FINTA DI PRENDERLE IO

 

- fai finta di prenderle anche tu e dici che sono buonissime. con mio figlio faccio così e non ho problemi (Marta)

 

6 – NON SONO MEDICINE

 

- Cambia nome a tutte le medicine (Mariella)

 

7 – BIBERON APPOSITI

 

- Nei negozi per bimbi ci sono dei mini biberon appositi per dare medicine (sciroppi) oppure se non sbaglio pure a forma di ciuccio (Martina)

 

8 – CON IL GUSTO CHE GLI PIACE

 

- per gli antibiotici ci sono diversi gusti… scegli quello che gli piace di più. La mia odia l’arancia ma si divora quelli alla fragola. Oer le bustine da sciogliere uso i succhi di frutta o le spremute. (Simona)

http://mammenellarete.nostrofiglio.it/bambino/come-dare-le-medicine-ai-bambini-8-trucchi-delle-mamme/

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Il tradimento dell'amicizia il peccato che non sara' perdonato

Prima di spiegare perché il tradimento dell'amicizia sia l'atto moralmente più grave fra quanti caratterizzano la vita quotidiana, dobbiamo dire brevemente che cosa l'amicizia sia, in che consista la sua essenza.

Non è così facile come può sembrare; anche se tutti si riempiono la bocca con questa parola, pochi ne conoscono il significato profondo, e meno ancora sono quelli che la vivono in maniera autentica e coerente.

Innanzitutto diremo che non si tratta di un sentimento, ma di una relazione.

L'amicizia è una relazione complessa fra un io e un tu la quale, nelle forme più basse, nasce solo da un reciproco interesse materiale, mentre in quelle più alte coinvolge un terzo soggetto, un Tu trascendente che ne diviene, a un tempo, il muto ma prezioso testimone e la roccia, il solido fondamento sul quale la relazione si appoggia; o, se si preferisce, la luce soprannaturale che la trasfigura e la innalza al di sopra della sfera della vita ordinaria.

Né si creda che quest'ultima forma di amicizia sia esclusiva di coloro che si muovono entro una prospettiva religiosa e che fondano in Dio il fatto umano dell'amicizia verso un proprio simile.

 

Chiunque concepisca l'amicizia come qualcosa di sacro, implicitamente chiama a testimonio di essa quel Tu trascendente di cui si diceva. Non sarà concepito come Dio, ma come il senso della giustizia, della verità e dell'onore; non importa: svolgerà la stessa funzione.

 

Un ateo può vivere l'amicizia nel senso più alto, altrettanto nobilmente di un credente.

Una sola cosa è essenziale alla forma più alta e più vera dell'amicizia, la quale la distingue dalle sue scadenti - e numerose - imitazioni: che sia una relazione tra buoni.

Tra i buoni, ciò che viene reciprocamente scambiato è il bene; e questo mette in movimento un circuito virtuoso, per cui una tale amicizia renderà i contraenti sempre migliori, non solo nei loro rapporti reciproci, ma anche in se stessi.

 

Sed hoc primum sentio - scrive Cicerone -, nisi in bonis amicitiam esse non posse: in primo luogo penso che l'amicizia non possa sussistere se non tra buoni.

 

E sempre Cicerone, nel Laelius de amicitia (cap. VI): «L'amicizia non è niente altro che l'armonia delle cose umane e divine, accompagnata dalla benevolenza e dalla carità»;

 

Così intesa, l'amicizia - va da sé - è una merce estremamente rara.

 

Né è possibile una vera amicizia tra due persone che si trovino su livelli di evoluzione spirituale troppo differenti. Nel rapporto tra maestro e discepolo, ad esempio, vi può essere affetto, ma non autentica amicizia; perché l'amicizia è una relazione fra pari.

In compenso, può accadere che si crei un malinteso: che due persone, cioè, credano di trovarsi su un medesimo livello evolutivo, mentre non lo sono.

 

Questo accade facilmente quando il sentimento dell'amicizia si intreccia con quello dell'amore spirituale, con il quale condivide l'esigenza primaria di veder realizzato il bene dell'altro. Quando, ad esempio,  un uomo e una donna si sentono attratti l'uno verso l'altra da un insieme di stima, ammirazione, benevolenza, affetto e riconoscenza, è praticamente impossibile separare la dimensione dell'amicizia da quella dell'amore. Di per sé sono due modi di relazione ben distinti; ma, in pratica, nella vita le relazioni non si presentano mai allo stato puro, e questo vale anche per l'amicizia e l'amore.

Dunque, l'amicizia può comprendere l'amore, ma l'amore non può comprendere l'amicizia. Infatti, tra le due, è l'amicizia la relazione più pura e disinteressata, dunque la più elevata; e ciò che sta più in alto può comprendere ciò che sta più in basso, ma non è possibile il contrario.

Questo va contro il sentire comune: si pensa che l'amore sia una relazione più grande dell'amicizia, proprio perché li si pensa, entrambi, come sentimenti e non come relazioni.

In realtà, una relazione esprime, sempre, anche un sentimento (non solo per le persone, ma anche per le cose o per delle entità astratte: l'affetto per la propria casa, l'amore per la giustizia, ecc.); ma un sentimento può non esprimere alcuna relazione.

Infatti l'amore, come sentimento, può anche non venire ricambiato, ed essere perciò a senso unico; ma, per essere una relazione, deve sempre essere reciproco.

 

Mentre l'amicizia non può che essere reciproca, perciò non può essere che una relazione: non esistono amicizie non ricambiate, al massimo vi sono simpatie non ricambiate. Ma la simpatia è una cosa totalmente diversa dall'amicizia.

 

Chiariti questi aspetti preliminari, passiamo a spiegare perché il tradimento dell'amicizia sia l'atto moralmente più grave fra quanti caratterizzano la vita quotidiana.

 

Diciamo la vita quotidiana, perché esistono circostanze eccezionali - la guerra, ad esempio - nelle quali l'essere umano è capace di crimini anche peggiori. Ma, se la violenza fisica è quella che maggiormente colpisce la nostra sensibilità e commuove la facoltà immaginativa, non bisognerebbe dimenticare che esistono dei veri e propri crimini a danno del prossimo, nei quali non viene versata una sola goccia di sangue, ma che possono segnare per sempre la vita di una persona.

 

Tradire chi si fida di noi, insegna il buon vecchio Dante, è molto più grave che tradire colui che sta sull'avviso; è per questo che i traditori degli amici, dei parenti e dei benefattori vengono gettati nell'abisso più profondo del suo Inferno.

Ma colui che si fida più di ogni altro, è l'amico; dunque, tradire l'amico significa commettere il crimine più odioso, il più imperdonabile

In generale, oggi si ha un'idea riduttiva del concetto di amicizia. È per questo che il suo tradimento non desta particolare indignazione; se non, ovviamente, quando se ne fa la personale esperienza.

I sociologi, in particolare, sono propensi a non vedere nell'amicizia che una delle tappe della maturazione psicologica dell'individuo, e tendono a considerarla una tipica espressione dell'adolescenza o della pre-adolescenza. Il fatto di cominciare ad avvertire il bisogno di amici, in quella fase della vita umana, perciò, viene visto come una conferma che lo sviluppo affettivo procede in maniera "normale".

 

In realtà, se l'amicizia è vista come una relazione normale tra due persone, si perde di vista la sua essenza, ossia la sua eccezionalità.

 

Se per normale si intende qualcosa che capita frequentemente e che non desta particolare meraviglia, allora l'amicizia autentica è una relazione decisamente "anormale".

 

Nell'amicizia autentica, si prova un tale slancio di affetto per l'amico o per gli amici, che si sente come "normale" l'eventualità più contraria al maggiore istinto dell'uomo, quello di conservazione: dare spontaneamente la propria vita per loro.

 

«Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici», afferma Gesù durante l'ultima cena (in Giovanni, 15, 13). Non solo l'amico considera normale questa eventualità: considera normale, qualora si debba mai presentare,  affrontarla con gioia.

 

Ecco perché dicevamo che, nell'amicizia, vi è una dimensione di sacralità. La relazione dell'amicizia scandisce un tempo sacro e un luogo (figurato) altrettanto sacro: come fosse un tempio, nel momento di una solenne cerimonia liturgica. Ad esempio, deporre un segreto nell'orecchio di un amico significa deporlo in una custodia sacra, dalla quale sarebbe sacrilego l'atto di estrarlo e propalarlo ad estranei.

 

Il tradimento dell'amicizia può prendere varie forme, ma raramente arriva alla forma più bassa: il nuocere, intenzionalmente e con premeditazione, all'amico che di noi si fida, magari utilizzando a suo danno qualche cosa di sé che ci ha confidato in segreto.

 

Più frequente, e di poco meno grave, è il caso dell'amicizia improvvisamente respinta, per i motivi più vari,  dopo che tra i due amici si è stabilito un grado di confidenza tale, da instaurare una totale apertura e una completa fiducia

 

Ciascuno di noi ha la tendenza a proteggersi, nell'avventura della vita, con delle difese più o meno elaborate, più o meno permanenti. In genere, chi molto ha sofferto, cerca anche di proteggersi maggiormente; a meno che il dolore gli abbia insegnato la verità più alta e difficile: che, per non rischiare di essere ferito in profondità, bisogna avere il coraggio di esporsi.

 

Nella relazione dell'amicizia, così come in quella dell'amore, le difese vengono abbassate, fino a giungere al completo abbandono di sé; e non è raro che ciò avvenga dopo un periodo iniziale di esitazione, di timore, di diffidenza, perfino di angoscia.

 

Aprirsi all'altro, significa esporsi alle ferite; ma l'amicizia richiede che si corra questo rischio, che è un vero e proprio test preliminare, la condizione sine qua non perché essa sia resa possibile.

Invitare l'altro ad aprirsi, ad abbassare le difese, a confidarsi: ecco qualcosa che non si avrebbe il diritto di fare, se non si è più che sicuri di sapersi assumere l'impegno che ne scaturisce quale logica e naturale conseguenza: quello di essere fedeli all'amico, sempre: a qualunque costo e in qualunque circostanza.

Invitare l'altro ad aprirsi, ad abbassare le difese, a confidarsi; e poi respingerlo bruscamente, rifiutargli una spiegazione, negargli una parola buona o rifiutare una offerta di riconciliazione: ecco l'azione più vile, più abietta, più miserabile che si possa compiere.

 

Il fatto è che l'amicizia non è solo una relazione fra un io e un tu, ma richiama anche - come dicevamo - un terzo soggetto. Quest'ultimo può anche essere, semplicemente, la verità: la verità di quell'io, di quel tu e del loro sublime incontro; ma in ogni caso esiste, e ne è per così dire il suggello.

Tradire l'amicizia, significa tradire quel terzo che era presente, fin dall'inizio; vuol dire anche, di conseguenza, tradire la parte più vera di se stessi. Tradendo l'amico, si perde il proprio onore, la propria pace, la propria anima; significa venire condannati dal giudice più severo che esista: la propria coscienza.

 

La quale può anche cercare d'ingannare se stessa, mettendo a tacere scrupoli e rimorsi. Niente da fare: la cattiva azione grida vendetta dal profondo dell'io, e niente e nessuno potranno mai sradicare quell'urlo di dolore.

Vi sono persone che vivono in uno stato di tranquilla disperazione, simulando una pace interiore che hanno perduta per sempre, ad esempio dopo aver tradito l'amico nel modo più egoistico e vergognoso. Hanno poi fatto del proprio meglio per rimuovere quella colpa, oppure hanno elaborato cento giustificazioni per autoassolversi; ma stanno barando con la propria coscienza, e lo sanno. Tradendo l'amicizia, hanno ucciso la parte migliore di se stesse: non osano perdonarsi né chiedere perdono, e si condannano da sé a una punizione che non ha fine e che non redime, perché non conduce all'espiazione.

 

Espiare, vuol dire riconoscere il male commesso e assumersene la responsabilità, lealmente e coraggiosamente.

Ma il falso ego non accetta una tale soluzione; preferisce aggrapparsi a mille scuse, andare avanti facendo finta di niente. E si condanna, senza possibilità di remissione

Nell'amicizia, ciascuno mette in gioco quanto di più prezioso possiede.  La posta è alta. Chi tradisce l'amicizia, distruggere anche la stima di se stesso.

 

Ecco perché Nietzsche osserva che si può sempre perdonare il tradimento che l'amico ha fatto a nostro danno, ma è impossibile perdonargli il tradimento che ha fatto di se stesso.

Quello, aggiungiamo noi, potrebbe perdonarlo solo quel terzo di cui si è detto prima; a patto che vi sia un inizio, anche minimo, di pentimento.

 

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Smog: l'inquinamento provoca i tumori, la storica conferma dell'Oms

L'inquinamento provoca il cancro. Lo smog è tra le sostanze più cancerogene del mondo e tutto l'inquinamento dell'aria è pericoloso per la salute. E' l'annuncio storico dell'Oms, che ha deciso di inserire gli inquinanti dell'atmosfera nel gruppo numero 1 degli agenti cancerogeni, cioè tra le sostanze sicuramente in grado di provocare il cancro.

 

Gli esperti dell'Oms si sono occupati di revisionare più di mille studi relativi all'inquinamento e alle sostanze cancerogene, effettuati in tutto il mondo. Nel 2010 ben 223 mila persone sono morte a causa degli inquinanti presenti nell'aria. Le sostanze nocive immesse in atmosfera a causa delle attività umane uccidono e sono tra le cause di una delle malattie più gravi che possono colpirci.

L'Oms tiene a sottolineare che, anche se la composizione dell'atmosfera può variare da un luogo all'altro, le indicazioni sono valide in tutto il mondo. L'aria che respiriamo è inquinata da sostanze di vario genere. Come ha confermato Kurt Straif, che ha curato una monografia sull'argomento, ora siamo certi che l'inquinamento dell'aria, oltre a causare diversi danni per la salute, è un potente cancerogeno.

Per la prima volta gli agenti che inquinano l'aria sono stati dichiarati ufficialmente cancerogeni, al pari dell'amianto, del benzene, dell'alcol e delle sigarette. E' dunque ormai appurato e certo che l'inquinamento provochi il cancro. Alcuni singoli inquinanti dell'aria, come le emissioni dei diesel o da solventi, erano già stati dichiarati cancerogeni, ma ora anche le emissioni inquinanti fino a questo momento ritenute meno pericolose sono state giudicate ad alto rischio, poiché si uniscono ad altri agenti che inquinano fortemente l'atmosfera.

Purtroppo, l'inquinamento dell'aria è difficile da evitare e le persone che vi sono esposte sono sempre più numerose. Le città più inquinante del mondo sono le metropoli dell'India e della Cina. Respiriamo aria tossica da decenni. E' la conseguenza più grave del progresso ed ora è troppo tardi per tornare indietro. Ma siamo ancora in tempo per impegnarci a ridurre le emissioni inquinanti. Occorrerà però un profondo cambiamento nello stile di vita di tutti.

Marta Albè

http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/11614-nquinamento-tumori-oms

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