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Vescica e calcoli renali : un aiuto dall'equiseto

Equiseto: proprieta', usi e controindicazioni

L'equiseto (Equisetum arvense) o coda cavallina è una pianta officinale conosciuta fin dall'antichità per le sue proprietà benefiche. Cresce ai bordi dei campi coltivati, lungo i fossi e le scarpate. E' piuttosto comune nelle zone di montagna e di campagna del Nord Italia. All'inizio dell'estate si raccolgono i suoi fusti sterili che vengono impiegati per usi erboristici e in cucina.

 

 

Oggi la famiglia delle Equisetaceae comprende un solo genere (Equisetum) con circa 35 specie di cui 15 diffuse in Europa. Le più note sono l'equiseto arvense, l'equiseto palustre, l'equiseto silvestre, l'equiseto maggiore e l'equiseto pratense. A parte l'equiseto arvense, quasi tutte le altre specie non sono adatte all'uso interno perché tossiche. Contengono alcaloidi in diverse quantità, ad esempio tracce di nicotina e, soprattutto, palustrina, un veleno che agisce sui nervi e la muscolatura e provoca avvelenamenti anche gravi negli animali domestici. Per questo è meglio acquistarlo in erboristeria ed è sconsigliata la raccolta "fai-da-te".

Proprieta' e benefici

 

L'equiseto è noto soprattutto per le sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antimicrobiche e antiossidanti. Svolge inoltre un'attività diuretica e astringente. Nel corso del tempo è stato utilizzato per il trattamento di numerosi disturbi, comprese gengiviti, infiammazioni delle mucose della bocca, tonsillite, acne, herpes labiale, infiammazione della pelle e problemi reumatici.

E' considerato particolarmente utile per la cura dei disturbi che interessano l'apparato urinario, che possono comprendere problemi alla vescica e formazione di calcoli renali. Può essere utile anche in caso di ossa fragili, fratture, sanguinamento dal naso, emorroidi e crampi muscolari. Inoltre, l'equiseto contribuisce a rafforzare il sistema immunitario. Può aiutare a fortificare i capelli e a prevenirne la caduta. E' utile anche in caso di unghie fragili per via delle sue proprietà rimineralizzanti.

L'equiseto è ricco di silicio, che aiuta a prevenire la demineralizzazione delle ossa. In particolar modo, secondo le più recenti ricerche, l'equiseto contribuisce a mantenere le ossa robuste. Gli esperti sottolineano in proposito soprattutto che l'aumento di acidità a livello dell'organismo provocato dalla digestione di proteine di origine animale può causare la perdita di calcio da parte delle ossa. L'equiseto potrebbe rappresentare un rimedio naturale utile per la prevenzione dell'osteoporosi.

Usi dell'equiseto

 

L'equiseto è il protagonista della preparazione di infusi e di decotti da assumere per via orale o da applicare sulla pelle o sui capelli, a seconda del tipo di problema di cui prendersi cura. L'equiseto è un rimedio naturale di cui non sottovalutare l'efficacia. Per questo motivo vi suggeriamo alcuni dei suoi possibili utilizzi, ma vi rimandiamo al vostro erborista di fiducia per ulteriori informazioni e consigli d'impiego specifici per le vostre condizioni di salute. Anche perché per usi interni se ne sconsiglia la raccolta essendo difficile distinguere le diverse specie, molto simili tra loro e alcune tossiche sia per l'uomo che per gli animali.

In cucina l'equiseto, data la sua ricchezza di sali minerali, viene utilizzato per aromatizzare soprattutto zuppe e minestre. In agricoltura, invece lo si impiega per preparati naturali utili a nutrire a difendere le piante dalle malattie fungine e dai parassiti.

1) Caduta dei capelli

L'equiseto è considerato utile per rafforzare i capelli, prevenirne la caduta e supportarne la crescita. Potrete preparare un infuso forte di equiseto, utilizzandone 2 o 3 cucchiai in una tazza da 250 ml di acqua bollente. Lasciate riposare per un'ora, filtrate e utilizzate il liquido ottenuto per risciacquare i capelli sotto la doccia.

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2) Mal di gola

L'infuso di equiseto è considerato utile anche in caso di mal di gola e di gola arrossata. Si prepara un infuso adatto per i gargarismi. In questo caso basta versare una piccola quantità di equiseto (1 o 2 cucchiaini) in una tazza d'acqua bollente. Lasciare raffreddare e filtrare. Il consiglio per aumentare il potere disinfettante consiste nell'aggiungere un pizzico di sale o qualche goccia di succo di limone.

3) Problemi alla vescica

L'equiseto in erboristeria viene considerato utile per effettuare dei bagni curativi, utili soprattutto a chi soffre di problemi alla vescica, ad esempio in caso di infiammazione. In questo caso si versano 10 cucchiaini di equiseto in 1 litro d'acqua. Lasciate riposare per 10-15 minuti. Filtrate e versate nella vasca da bagno.

4) Calcoli ai reni

Per la cura dei calcoli ai reni e dei calcoli alla vescica può essere utile preparare un decotto di equiseto. La guida "Erbe buone per la salute" (Giunti Demetra) suggerisce di utilizzare 30 grammi di equiseto (fusti sterili) per 2,5 litri d'acqua. Si versano i fusti sterili in una pentola insieme all'acqua, si porta a bollore e si prolunga l'ebollizione per una decina di minuti. La dose è di 2 tazze al giorno (una la mattina e una la sera) lontano dai pasti principali.

5) Sudorazione dei piedi

Per la sudorazione eccessiva dei piedi, la nota erborista tedesca Maria Treben suggeriva di ricorrere a pediluvi a base di equiseto (potrete aggiungere il decotto di equiseto all'acqua del vostro catino per il pediluvio) oppure di frizionare i piedi con una tintura, che preparava lasciando macerare per 15 giorni al sole 10 grammi di equiseto in 50 grammi di pura acquavite di grano. Potete richiedere la tintura di equiseto al vostro erborista.

equiseto coda cavallina

equisetum arvense

Controindicazioni

 

Se non siete certi delle modalità di raccolta e di utilizzo dell'equiseto, recatevi in erboristeria, dove potrete trovarlo in forma essiccata, pronto per la preparazione di infusi e decotti, ma anche come tintura madre o in opercoli. Dovrete fare attenzione soprattutto alle modalità d'impiego e alle dosi da assumere. Con il medico e il farmacista valutate le eventuali interazioni dell'equiseto con i farmaci. L'equiseto può essere controindicata in gravidanza e durante l'assunzione di medicinali per l'ipertensione. Può interagire con i diuretici e non va somministrato in caso di insufficienza renale.

Marta Albè

http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/13675-equiseto-proprieta-usi-controindicazioni

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ACQUA : COME DEPURARLA IN MODO NATURALE

Come depurare l'acqua con la frutta e le...bucce!

Negli ultimi anni sono stati effettuati alcuni studi interessanti per individuare dei metodi alternativi, naturali e a basso costo per purificare l'acqua.

Diversi esperti internazionali hanno messo a punto alcune tecniche che potrebbero permettere di purificare l'acqua con la frutta, in particolare con le bucce, con il succo di agrumi, con la lolla di riso o con la fibra di cocco, per ridurre i livelli di pesticidi, metalli pesanti, batteri e sostanze tossiche. Ecco alcuni esempi.

1) Bucce di banana

 

Le bucce di banana potrebbero essere utilizzate fino a 11 volte per purificare l'acqua contaminata da impianti industriali e aziende agricole. Lo afferma uno studio condotto da River Water e pubblicato dall' American Chemical Society che porta il titolo di "Banana Peel Applied to the Solid Phase Extraction of Copper and Lead from River Water". Il riferimento è in particolare all'inquinamento da rame e da piombo. Gli esperti sottolineano il costo irrisorio relativo alla possibilità di avere a disposizione delle bucce di banana e il fatto che non vi sia la necessità di trattarle chimicamente prima di dare il via al processo di purificazione dell'acqua. I metalli pesanti, come rame e piombo, possono porre rischi per la salute e l'ambiente. Le bucce di banana contengono sostanze come l'azoto e altri composti chimici con elettroni a carica negativa che risultano in grado di legarsi con i metalli presenti nell'acqua, che di solito hanno carica positiva. Gli esperti ritengono che il sistema delle bucce di banana per purificare l'acqua possa essere sviluppato anche per impieghi domestici.

frutta depura acqua

Fonte foto: http://www1.folha.uol.com.br

2) Bucce di mela e pomodoro

 

Bucce di mela e pomodoro per purificare l'acqua. Il ricercatore Ramakrishna Mallampati inizialmente ha sperimentato questo metodo molto economico per facilitare la vita delle comunità rurali dei Paesi in via di sviluppo. Le bucce sarebbero in grado di assorbire le sostanze nocive presenti nell'acqua e potrebbero essere utilizzate per realizzare filtri naturali. Il metodo fai-da-te secondo la tecnica di Mallampati prevede di pelare mele e pomodori e lasciare in ammollo le loro bucce nell'alcol. Poi si devono lasciare asciugare ed essiccare le bucce. A questo punto le si può disporre in un contenitore d'acqua e aspettare per un paio d'ore. Così l'acqua sarà pronta da bere. Ramakrishna Mallampati ha scopertohe le bucce di mela e pomodoro sono in grado di assorbire gli ioni tossici dei metalli pesanti, nanoparticelle, conservanti e pesticidi presenti nell'acqua. I risultati degli esperimenti sono stati pubblicati dall'American Chemical Society. Clicca qui per saperne di più e guarda il video.

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3) Fibra di cocco e lolla di riso

 

Nel 1972 i ricercatori hanno lavorato sull'impiego di un filtro naturale per l'acqua in Thailandia da ottenere a partire dalla fibra di cocco e dalla lolla di riso, delle parti di scarto recuperabili a costo zero. Entrambi sarebbero in grado di eliminare residui indesiderati e torbidità dall'acqua, in modo da purificarla. Questi metodi sono stati sperimentati senza l'aggiunta di sostanze chimiche aggiuntive. In particolar modo, la lolla di riso ha presentato elevate capacità di assorbimento e di miglioramento del colore, del sapore e dell'odore dell'acqua. Consulta lo studio per approfondire.

4) Disinfezione solare con agrumi

 

Pare che la disinfezione dell'acqua che preveda di combinare luce solare e agrumi sia in grado di ridurre i livelli di E.coli e sembra che sia il lime il frutto più efficace. Uno studio recente pubblicato dalla Johns Hopkins University School of Medicine ha riscontrato che aggiungere succo di lime all'acqua rende più rapido il metodo di disinfezione solare. I risultati preliminari di questo studio mostrano che la combinazione di agrumi e luce solare potrebbe ridurre la presenza di E.coli nell'acqua in soli 30 minuti e sarebbero necessari soltanto 30 ml di succo di lime per 2 litri d'acqua, una quantità che non dovrebbe né avere costi proibitivi né causare un gusto spiacevole.

Marta Albè

http://www.greenme.it/consumare/acqua/13699-purificare-acqua-frutta-bucce

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Vecchi telefoni contro la deforestazione : i vecchi telefoni diventano guardiani delle foreste

Grazie a un innovativo software open-source, e a pannelli solari che funzionano anche in ombra, i vecchi smartp hone diventano guardiani delle foreste. Il progetto è di una start-up in cerca di hacker e ambientalisti.

Tra i vari metodi per riciclare i vecchi smartp hone, il più innovativo mi sembra quello ideato da un piccolo gruppo ambientalista che tenta di salvare le foreste indonesiane, le più sfruttate al mondo. Il Paese asiatico, secondo un recente studio dell’Università del Maryland, pubblicato su Nature Climate Change, sta perdendo le sue foreste primarie più velocemente del Brasile, nonostante la moratoria siglata dal governo nel 2011. Mentre la deforestazione in Amazonia e’ in riduzione, in Indonesia aumenta in media di 47.600 ettari l’anno.

 

Adesso la giovane startup non-profit e opensource, Rainforest Connection (RFCx), sta riaggiustando vecchi smartp hone per trasformarli in piccoli detective elettronici alimentati da pannelli solari che funzionano anche all’ombra. Sistemati sui tronchi degli alberi, i telefoni riescono a captare eventuali rumori di motoseghe e grazie al software messo a punto dal giovane ingegnere Topher White (nella foto), fondatore dell’impresa, chiamano rinforzi per contrastare i tagli illegali, il vero dramma della deforestazione. Il progetto va avanti da un anno a Sumatra, dove un singolo smartp hone riesce a controllare un’area di un chilometro circa, e dove si vuole arrivare a controllare con i piccoli congegni d’allarme tutto il perimetro delle foreste, l’area più vulnerabile.

 

L’ambizioso obiettivo di RFCx è allargarsi ad altre aree a rischio nel mondo, e per questo si cerca di finanziare la campagna con partnership e su Kickstarter, dove si punta a raccogliere 100mila dollari per arrivare a coprire un’area di 300 chilometri quadrati di foresta.

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La cosa è interessante non solo perché i telefoni utilizzano una versione innovativa dell’open source di Android OS, ma anche per la tecnologia (in attesa di brevetto) che riguarda i pannelli solari usati per alimentarli, capaci di funzionare appunto anche in presenza di poca luce, che è il caso dei tronchi degli alberi nelle foreste. Ma non c’è alcuna intenzione di commercializzarla, come ha spiegato lo stesso White: “Tutta la tecnologia che stiamo utilizzando sarà open-source. Commercializzarla sarebbe forse parecchio remunerativo, ma pensiamo che RFCx possa guadagnarci di più se riuscirà a mettere insieme una comunità globale di hacker, inventori e ambientalisti che migliorino quello che già stiamo facendo, massimizzando il nostro impatto”.

 

http://www.wired.it/attualita/ambiente/2014/07/02/vecchi-telefoni-contro-la-deforestazione/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=daily

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FIBROMIALGIA e RIDUZIONE DEL DOLORE

Parliamo di Alga Clorella

Il gioiello d’oriente ricco di clorofilla

 

 

La Clorella è conosciuta come il “gioiello d’oriente” per la sua alta concentrazione di vitamine, minerali, proteine ed enzimi.

La clorella è un’alga cresciuta in stagni ricchi di sali minerali ed è ben conosciuta per la sua azione purificatrice e curativa grazie al suo alto livello di nutrienti e clorofilla.

Così come l’emoglobina è la sostanza vitale per i globuli rossi, la clorofilla è di simile composizione chimica ed è il componente essenziale e principale delle piante.

Nella clorella è possibile trovare una concentrazione di clorofilla estremamente elevata, da 10 a 100 volte di più di quella che generalmente si rinviene nelle verdure a foglia verde.

La clorella è particolarmente ricca di ferro, zinco ed altri minerali e la concentrazione di Vitamina A (Betacarotene), in essa è molto più alta di quella che possiamo trovare nelle verdure a foglia verde: è un componente estremamente significativo per conferire alla clorella il potere di rinforzare il sistema immunitario.

CAPACITÀ DISINTOSSICANTE DELLA CLORELLA

Ricerche avanzate hanno dimostrato che le parti cellulose della clorella chelano i metalli pesanti dal nostro tratto digerente e li rimuovono dal corpo.

La clorella rinforza e protegge il fegato, ed il sistema immunitario oltre che essere di valido aiuto a disintossicare il sangue ed i tessuti da sostanze chimiche dannose.

La clorella si è dunque dimostrata essere sostanza terapeutica nei seguenti casi:

1 Rinforzando il sistema immunitario

2 Accelerando la guarigione di ferite di qualsiasi natura e di ulcere

3 Provvedendo a proteggerci dalle tossine prodotte dall’inquinamento

4 Normalizzando la funzione digestiva e quella intestinale

5 Stimolando la crescita e la riparazione dei tessuti

6 Ritardando l’invecchiamento.

È ben noto che, una volta che i tessuti del nostro corpo sono stati purificati e rigenerati, l’organismo intero è in grado di autoripararsi ed autorigenerarsi prevenendo o riducendo comunque al minimo la durata delle malattie in particolar modo, quelle di natura più seria.

L'alga Chlorella è considerata uno dei cibi più completi e potenti conosciuti dall'uomo ed al suo interno contiene una grande quantità di clorofilla; la chlorella, grazie ai suoi innumerevoli benefici sulla salute umana, è una delle alghe più studiate al mondo.

 

L'alga Chlorella è un organismo monocellulare le cui pareti risultano essere molto dure ed indigeste all'organismo umano. Per questo motivo molte aziende produttrici di integratori a base di Chlorella dichiarano sulla confezione la rottura delle pareti cellulari in modo che il sistema digerente possa utilizzare le preziose sostanze contenute al suo interno.

 

L'alga Chlorella contiene circa 60 grammi di proteine ogni 100 grammi di peso a differenza della carne che ne contiene in media circa 30 grammi ogni 100. Per questo motivo la chlorella può essere consumata da vegetariani e vegani per sostituire le proteine animali, inoltre questo CONTIENE TUTTI GLI AMMINOACIDI ESSENZIALI AL NOSTRO ORGANISMO

 

L'alga Clorella è in assoluto il vegetale più ricco di clorofilla ed è proprio quest'ultima la responsabile principale delle proprietà depurative e disintossicanti nei confronti dell'organismo umano. Uno studio di laboratorio condotto sui ratti ha dimostrato che l'alga Chlorella ha la proprietà di contrastare l'eventuale avvelenamento da metalli pesanti. Pare infatti che le parti cellulose della chlorella siano in grado di legarsi agli eventuali metalli pesanti presenti nel tratto digerente ( processo di chelazione ) e di facilitarne quindi l'espulsione dal corpo.

 

Oltre a questa proprietà l'alga Chlorella rinforza il sistema immunitario, rigenera i tessuti nervosi, normalizza la pressione sanguigna e normalizza i livelli di zucchero nel sangue.

 

L'alga Chlorella è ricca di minerali, in particolar modo di ferro e di zinco, contiene una grande quantità di vitamina A, alcune del gruppo B, tra cui la B12 che è una vitamina difficile da reperire in natura, la vitamina C e la vitamina E. Grazie a queste vitamine l'alga clorella HA quindi proprietà antiossidanti che sono in grado di ritardare l'invecchiamento cellulare di chi l'assume.

 

L'azione purificatrice di quest'alga non si limita ai metalli pesanti ma riguarda il fegato in generale e di conseguenza il sangue ed i tessuti attaccati da sostanze chimiche dannose; ovviamente una volta che l'organismo è stato purificato si avranno benefici notevoli in termini di resistenza a malattie e patologie varie.

 

Alga Chlorella e Riduzione del Dolore

 

Uno studio risalente al 2000 è stato condotto su pazienti affetti da fibromialgia a cui sono stati somministrati 100 ml. di integratori a base di clorella in forma liquida; dopo due mesi di trattamento a base di chlorella i pazienti hanno avuto una riduzione del dolore stimata attorno al 22% ed un terzo dei pazienti sosteneva di aver riscontrato un miglioramento della salute dopo il trattamento

 

Alga Chlorella, Pressione Sanguigna e Diabete

 

Un altro studio risalente al 2003 condotto su pazienti con problemi di ipertensione ha dimostrato come l'alga Chlorella sia in grado di stabilizzare la pressione sanguigna anche quando si interrompe l'assunzione dei farmaci. Durante lo studio sono stati tolti tutti i farmaci ai pazienti con ipertensione ai quali sono stati somministrati prodotti ed estratti di alga chlorella.

 

Dopo un periodo di due mesi un quarto dei pazienti ha visto diminuire i propri valori della pressione sanguigna mentre la rimanenza dei pazienti non ha visto aumentare la pressione sebbene siano stati tolti precedentemente i farmaci.

 

In ultimo, studi recenti, dimostrano la proprietà dell'alga di migliorare la sensibilità all'insulina così da aiutare l'organismo a riportare alla normalità i valori di glucosio insulina

 

Tratto da "La Soluzione Totale per Disturbi Cronici e Acuti".

 

 

Chlorella, l'alga meravigliosa

 

 

Il sito Green Med Info ha esaminato una serie di studi realizzati nell’arco di circa 10 anni comprovanti l’evidenza che la Chorella può essere d’aiuto nel prevenire o migliorare oltre 40 patologie.

Questa lista di patologie include:

• Ipertensione

• Anemia

• Diabete

• Stress acuto

• Fibromialgia

• Cancro del fegato

Secondo uno degli studi:

“La Chlorella vulgaris (CV) è stata riconosciuta possedere proprietà antiossidanti ed anticancro... Il nostro studio dimostra che CV possiede un definito effetto chemopreventivo inducendo apoptosi (morte cellulare autoindotta, NdT) ... in epatocarcinomi [cancro del fegato] indotti nei ratti”.

La Chlorella, un’alga monocellulare, è una delle più studiate alghe al mondo. E’ spesso definita come il cibo perfetto, in quanto ricerche condotte negli anni hanno permesso di identificare un sorprendente numero di benefici sulla salute. Mentre è ben nota per la sua abilità nel disintossicare il corpo legando le tossine e permettendo all’organismo di espellerle, questa non è certamente l’unica azione valida.

Un’impressionante lista di benefici per la salute

Come potete vedere, la Chorella sembra soddisfare la descrizione di nutriente miracoloso, che assolve molto più che a una sola funzione.

 

Ecco una lista di alcuni dei benefici effetti sulla salute associati a questa alga verde:

• Ripara i tessuti nervosi

• Aumenta il livello energetico

• Stimola il sistema immunitario

• Normalizza i livelli di zuccheri nel sangue

• Migliora la digestione

• Normalizza la pressione sanguigna

• Promuove un corretto livello di pH nell’intestino, permettendo ai batteri utili di proliferare

• Rimuove i potenziali metalli tossici dal corpo

• Esalta la concentrazione e la focalizzazione

• Elimina l’alitosi

La Chlorella può essere benefica ai vegetariani ed ai vegani che cercano una fonte non animale di proteine e vitamine del gruppo B. Essendo composta di proteine per circa il 60% e poiché contiene tutti gli aminoacidi essenziali dei quali il corpo necessita, è considerata una “proteina completa”.

La Chlorella è anche ricca in:

• GABA (acido gamma amino butirrico, NdT)

• Folati (come l'acido folico, NdT)

• Vitamina B12

• Ferro

Sei patologie che la Chlorella può prevenire o trattare

> Insulino resistenza - Quest’anno, i ricercatori hanno scoperto che la Chlorella ha la capacità di migliorare la sensibilità fruttosio-indotta dell’insulina. Come discusso in numerose occasioni, l’eccessivo consumo di fruttosio è la causa numero uno dell’insulino resistenza e del diabete di tipo 2. In questo studio sugli animali, dopo essere stati nutriti con mangimi ricchi in fruttosio per 4 settimane, ai ratti venne somministrata la Chlorella tre volte al giorno per 5 giorni, il che ha riportato alla normalità i valori di glucosio-insulina.

 

Gli autori hanno concluso che “La somministrazione orale di Chlorella permette di migliorare la sensibilità all’insulina e può rappresentare un valido aiuto nella terapia dei pazienti con insulino resistenza.”

> Disintossicazione - E’ particolarmente di aiuto quando usata insieme alla sauna ad infrarossi ed assunta due ore prima della sauna. In questa maniera la Chlorella è presente nell’intestino, capace di legare le tossine che vengono rilasciate durante la sauna. Si legherà irreversibilmente alle tossine e sarà eliminata in tutta sicurezza attraverso le feci.

> Diabete – Recenti studi evidenziano la capicità della Chlorella di migliorare la sensibilità all’insulina. L’alga è capace di migliorare la sensibilità all’insulina e la captazione del glucosio nel fegato di topi con diabete di tipo 1. Gli autori suggeriscono che l’effetto ipoglicemizzante della Chlorella sia dovuto alla migliorata captazione del glucosio nel fegato e nei muscoli. Un altro meccanismo può essere messo in relazione con l’abbassamento degli acidi grassi non esterificati (NEFA), poiché la sensibilità all’insulina è solitamente ostacolata dal tasso elevato di questi acidi grassi presente nel diabete di tipo 1.

> Ipertensione – I risultati di uno studio in doppio cieco pubblicato due anni fa suggerisce che la Chlorella può significativamente ridurre la pressione alta ed i casi di ipertensione borderline. Gli autori propongono la Chlorella come un benefico supplemento alla dieta per prevenire l’ipertensione arteriosa, senza effetti collaterali.

> Anemia, proteinuria ed edema in gravidanza - L’ipertensione e l’anemia in gravidanza sono due condizioni comuni e potenzialmente pericolose. Una delle cause primarie di queste condizioni è lo stato nutrizionale delle donne. Uno studio pubblicato l’anno scorso evidenzia che la Chlorella può migliorare entrambe queste condizioni nelle donne gravide, probabilmente grazie al suo alto contenuto in folati, vitamina B12 e ferro.

I soggetti assunsero sei grammi di Chlorella al giorno, iniziando tra la 12° e la 18° settimana, fino al parto. Il gruppo che assumeva l’alga chlorella riportò significativi bassi livelli di anemia rispetto al gruppo di controllo. Inoltre si verificarono minori episodi di proteinuria ed edema, due sintomi associati all’ipertensione in gravidanza. Ancora gli autori conclusero che: “Il supplemento di Chlorella può essere utile come fonte naturale di folati, vitamina B12 e ferro per le donne in gravidanza.”

> Fibromialgia – Sebbene i risultati individuali emersi dallo studio furono vari, vale la pena di considerare l’impiego della Chlorella in persone sofferenti per fibromialgia. Lo studio pubblicato nel 2000 verificò l’efficacia di due prodotti commerciali a base di Chlorella in persone con diagnosi di fibromialgia ed il risultato mostrò un 22% di riduzione nell’intensità del dolore. Comunque, mentre sette persone riportarono un miglioramento nei sintomi, sei persone non riportarono alcun effetto, mentre cinque pazienti affermarono di aver avuto un peggioramento. Questo è da tenere presente se si decide di provare l’alga: alcuni ne avranno beneficio, altri no.

> Cancro del fegato – Uno studio pubblicato nel 2009 permise di scoprire che la Chlorella stimola l’apoptosi (morte cellulare), il che suggerisce che può essere utile nella prevenzione del cancro al fegato. Gli autori conclusero: “Il nostro studio dimostra che la Chlorella ha un effetto chemopreventivo inducendo apoptosi deprimendo l’espressione di Bcl-2 (un gene anti apoptosi, NdT) ed aumentando l’espressione di caspasi 8 (le caspasi rivestono un ruolo importante nella trasmissione del segnale apoptotico, NdT) nell’epatocarcinogenesi indotta nei ratti.”

Per notizie sulle ultime ricerche e scoperte, consultate la pagina del sito Green Med Info, che elenca più di 40 situazioni patologiche nelle quali la Chlorella può essere di aiuto.

Chlorella – un potente agente disintossicante

I metalli pesanti tossici, come pure la tossicità da sostanze chimiche, sono divenuti alcuni dei più pressanti attacchi alla salute dei nostri giorni e qui è dove la clorella può essere estremamente utile. La sua abilità nel legare le tossine da metalli pesanti, permettendo che siano eliminate in tutta sicurezza dal corpo, è stata riconosciuta. La sua capacità è cruciale nell’eliminazione sistemica del mercurio, perché la maggior parte del mercurio viene eliminata con le feci. Una volta che il carico di mercurio si è abbassato nell’intestino, questo metallo inizierà a migrare dagli altri tessuti verso l’intestino dove la clorella lo potrà rimuovere.

Si può anche aggiungere il Cilantro (Coriandrum sativum o coriandolo, NdT), che agisce in sinergia con la Chlorella nel processo di disintossicazione. Questa combinazione è particolarmente utile quando si consuma il pesce, che normalmente è ormai contaminato da metalli pesanti e sostanze chimiche. Si può assumere durante il pasto, in modo che l’alga possa legare direttamente le tossine mentre sono nell’intestino, prima che vengano assorbite dal corpo.

Per un’ottima disintossicazione da metalli pesanti, bisogna assumere almeno 4 grammi di Chlorella al giorno.

Effetti collaterali. Quando il corpo inizia a disintossicarsi si possono avere inizialmente una leggera nausea e/o una leggera diarrea e malessere (è la reazione di Herxheimer, o crisi si eliminazione, con la quale si assiste ad un iniziale peggioramento dei sintomi, seguito poi dalla guarigione, tipica di molte pratiche di disintossicazione. NdT). Se questi sintomi sono troppo pesanti, sarà il caso di diminuire la dose iniziale per poi aumentarla gradatamente. Non appena il corpo sarà ripulito dalle tossine, anche questi effetti collaterali scompariranno. Le saune all’infrarosso sono un altro fenomenale metodo disintossicante. Una sauna di una ventina di minuti tutti i giorni è molto salutare.

Il dettaglio fondamentale dell’efficacia della Chlorella

La chiave della funzione disintossicante della Chlorella risiede all’interno delle sue cellule, protette da membrane fibrose (cell walls) non digeribili dagli esseri umani. Ecco perché molti prodotti a base di Chlorella specificano che le membrane cellulari sono state rotte, per descrivere il fatto che in questo modo l’alga è resa digeribile.

Se un prodotto non riporta specificato che le membrane cellulari delle alghe utilizzate sono rotte, assumere quel prodotto equivale a buttare i soldi nella toilette, poiché la Chlorella passerà semplicemente inalterata attraverso l’intestino, senza produrre alcun effetto benefico.

Anche se non siete dei fautori della integrazione alimentare, perché pensate che quello che vi serve si trovi già nei cibi che consumate, considerate il fatto che la Chlorella può considerarsi essa stessa un ottimo cibo, ma deve essere per forza di cose lavorata in maniera appropriata e diventare quindi un integratore affinché esplichi le sue meravigliose proprietà benefiche sulla salute e possa quindi costituire un’ottima aggiunta ad una dieta sana.

http://www.livelloalfa.com/chlorella.htm

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ITALIA: 20 MILIONI DI PERSONE MALATE DI CANCRO - A BREVE UN MALATO SU DUE

Malati a vita da una generazione all'altra: un affare per l'industria in camice bianco. «50 anni fa si ammalava di tumore un italiano su 30, oggi si ammala un italiano su tre. E in futuro se ne ammalerà uno su due» aveva dichiarato due mesi fa a Milano, l’oncologo Umberto Veronesi. Infatti, i dati ufficiali parlano chiaro. Il Rapporto 2014 sui siti inquinati evidenzia un eccesso di mortalità e tumori, nonché estesi territori - compresi i centri urbani

- inquinati oltre ogni limite di legge. Si continua a registrare un eccesso di mortalità, ricoveri e casi di tumore nei siti di interesse nazionale per le bonifiche (Sin), a rischio per l'inquinamento ambientale, mentre nei luoghi dove vi è stata lavorazione dell'amianto aumentano i casi tumorali di mesotelioma pleurico polmonare. Da Casale Monferrato a Taranto, da Gela a Broni, si conferma dunque alto il rischio per la salute dei cittadini. Il dato emerge dall'aggiornamento del Rapporto Sentieri sugli insediamenti a rischio da inquinamento, finanziato dal ministero della Salute e coordinato dall'Istituto superiore di sanità (ISS). Tuttavia, i dati sono addirittura sottostimati, poiché non hanno preso in esame le vaste aree compromesse dagli occultamenti ecomafiosi, le attività belliche della Nato e delle forze armate United States of America sul territorio italiano. I siti Sin analizzati, spiega il direttore del Dipartimento Ambiente-Prevenzione dell'Iss Loredana Musmeci, «sono stati 18 sul totale di 44, poiché si sono potuti prendere in considerazioni solo i siti per i quali sono disponibili i Registri tumori, ad oggi ancora non uniformemente presenti su tutto il territorio nazionale». Sono stati analizzati anche altri parametri come le schede di dimissioni ospedaliere e l'incidenza generale dei casi di tumore'. Emerge, avverte l’esperta, «un eccesso di morti, ricoveri e tumori in tutti i 18 Sin considerati, con un aumento dei tumori da amianto». Dati che evidenziano l'urgenza di azioni mirate poichè, afferma Musmeci, «c'è un rischio per la salute della popolazione». Per questo, rileva, «bisogna procedere quanto prima alle bonifiche ambientali in tutti i siti, anche se va precisato che l'eccesso nei casi di tumori può essere dovuto a più fattori e non solo a quello dell'inquinamento ambientale». Il precedente Rapporto 2010 aveva documentato un eccesso di incidenza per cancro in tali aree pari al 9% negli uomini e al 7% nelle donne. Alcuni esempi: nel nuovo rapporto, per il tumore della tiroide in alcuni SIN sono stati rilevati incrementi per quanto riguarda sia l'incidenza (Brescia-Caffaro: + 70% per gli uomini, +56% per le donne; Laghi di Mantova: +74%, +55%; Milazzo: +24%, +40%; Sassuolo-Scandiano: +46%, +30%; Taranto: +58%, +20%) sia i ricoveri ospedalieri. Sempre grazie alle analisi dell'incidenza oncologica e dei ricoverati, inoltre, a Brescia-Caffaro sono stati osservati eccessi per quei tumori che la valutazione della Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'OMS (IARC) del 2013 associa certamente (melanoma) o probabilmente (tumore della mammella e per i linfomi non-Hodgkin) con i PCB (policlorobifenili), principali contaminanti nel sito. L'incidenza di melanoma, infatti, rivela un eccesso del 27% e del 19% rispettivamente tra gli uomini e le donne, mentre i ricoveri ospedalieri per la medesima malattia fanno registrare un eccesso del 52% nel sesso maschile e del 39% in quello femminile. Ancora: eccessi per mesotelioma e tumore maligno della pleura si registrano invece nei SIN siciliani di Biancavilla (CT) e Priolo (SR), ma anche nei SIN con aree portuali (Trieste, Taranto, Venezia) e con attività industriali a prevalente vocazione chimica (Laguna di Grado e Marano, Priolo, Venezia) e siderurgica (Taranto, Terni, Trieste). Nel SIN di Porto Torres (SS), inoltre, si registrano eccessi di mortalità, incidenza oncologica e ricoveri per malattie respiratorie e tumore del polmone. La presenza dei siti contaminati è rilevante e documentata in Europa e in Italia. Negli Stati membri della European Environment Agency(EEA) i siti da bonificare sono circa 250.000 e migliaia di questi siti sono localizzati in Italia e 57 di essi sono definiti di “interesse nazionale per le bonifiche” (SIN) sulla base dell’entità della contaminazione ambientale, del rischio sanitario e dell’allarme sociale (DM 471/1999). I 57 siti del “Programma nazionale di bonifica” comprendono aree industriali dismesse, aree industriali in corso di riconversione, aree industriali in attività, aree che sono state oggetto in passato di incidenti con rilascio di inquinanti chimici e aree oggetto di smaltimento incontrollato di rifiuti anche pericolosi. In tali siti l’esposizione alle sostanze contaminanti può venire da esposizione professionale, emissioni industriali e solo in ultimo da suoli e falde contaminate. In Italia l’impatto sulla salute dei siti inquinati è stato oggetto di indagini epidemiologiche di tipo geografico nelle aree a rischio del territorio nazionale e di singole Regioni, quale la Sardegna. In Italia, oltre a studi epidemiologici, è stata svolta una riflessione metodologica sul tema dello stato di salute delle popolazioni residenti nei siti inquinati (Rapporto Istisan 07/50). In ogni caso, dopo oltre 20 anni i governi tricolore non hanno ancora proceduto a bonifiche, consentendo alle ecomafie istituzionali di proliferare e speculare. L'Italia così ha perso i mondiali, ma ha conquistato il titolo europeo di inquinamento "legalizzato" e generalizzato. riferimenti: http://www.epiprev.it/materiali/2014/EP2/S1/EPv38i2S1_SENTIERIind.pdf http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=veronesi Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/06/italia-20-milioni-di-persone-malate-di.html

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