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"TRANS-PORTALI " "PORTE ENERGETICHE NELLO SPAZIO E NEL TEMPO"

 

"TRANS-PORTALI "

"PORTE ENERGETICHE NELLO SPAZIO E NEL TEMPO"

 

LE RICONNESSIONI

TRAMITE IL CANALE DANIEL JACOB

 

L’assunzione di un atteggiamento di accettazione incondizionata, o neutralità, nel Multiverso diventa un ASCENSORE AUTOMATICO, che vi permette di muovervi liberamente fra le varie realtà che esistono in Tutto Ciò Che E’.

Miei Cari Amici:

Questi importantissimi eventi, che recentemente hanno risvegliato il vostro pianeta alla fede e all’azione, hanno strappato gli ultimi veli di rifiuto dalla Coscienza Collettiva. Un sasso è stato lanciato nell’acqua e le increspature di energia pura si diffondono ora intorno al globo – inaugurando ciò che alla fine verrà conosciuta come l’Era della Scelta Cosciente. Le porte si stanno aprendo e la magia è in movimento! E noi siamo qui per spiegare, nel dettaglio, in che modo funzionano e ciò che significano. Non c’è più un gioco che deve essere giocato solo dall’elite spirituale. Ciò che una volta era un privilegio dei pochi prescelti, diventa ora l’eredità di tutti.

Tutto intorno a voi, in ogni luogo, esistono Porte Energetiche – portali nel tempo e nello spazio – attraverso cui una persona può passare ad una nuova vita ed esperienza. Alcune sono visibili ed alcune sono della mente e del cuore. Tutte sono reali. Alcuni portali esistono come luoghi specifici. Visitare semplicemente questi luoghi è essere trasformati. Altri portali esigono “password” energetiche o “firme vibratorie” per essere attivati. Altri ancora – quelli connessi ai più elevati livelli di trasformazione – esigono password e la “sponsorizzazione” di una Guida Eterica, affinché l’incosciente, o l’impreparato, non possa entrare attraverso i portali inconsapevolmente.

Ci sono molti tipi di Trans-Portali. La maggior parte si è aperta attraverso la verbalizzazione di alcune mete o desideri per lo sviluppo personale. In tali casi, l’INTENTO del viaggiatore diventa una lama che produce un’apertura nel Velo che divide gli universi. Una volta che un portale è aperto, il vostro viaggio comincia. Un vortice risucchia l’individuo e vengono effettuati determinati “cambiamenti”, affinché il trasporto all’universo adiacente possa avvenire.

VIAGGI ATTRAVERSO IL TEMPO E LO SPAZIO

La trasformazione inizia con due elementi: il disordine e la disintegrazione. Quando un corpo fisico passa attraverso un portale, comincia ad essere scomposto in elementi di base che possono essere facilmente trasportati nel Multiverso. Una volta presa una decisione, questo processo è di solito così rapido che si nota appena. La mente umana ha una straordinaria capacità di filtrazione ed ha l’abitudine di tagliar fuori tutta la conoscenza riguardo a ciò che stiamo descrivendo qui. Il potere della mente di unire universi, in una sequenza logica, dà ad una persona l’impressione che la realtà è un paesaggio continuo, piuttosto che un’infinita collazione di possibilità alternative.

L’arrivo del disordine (“energia del caos”) in qualsiasi struttura organizzata produce CONFUSIONE. Se esaminate questa parola, vedrete che è composta da “con”, che significa “contro” e “fusione”, ciò che lega il materiale fisico. Diventare con-fusi significa DECOLLARE dal vostro orientamento attuale, nello stesso modo in cui un razzo che viene lanciato si dirige verso qualcosa di nuovo.

La confusione scompiglia la mente. Mescola e rimescola vecchi orientamenti, per far strada ai nuovi. La sua controparte fisica è la CONSUNZIONE. Quando si entra in un Trans-Portale, l’accelerazione di energia consuma realmente il corpo fisico. Una volta che il viaggiatore arriva alla sua nuova destinazione, l’INTENTO originale si manifesta e scende in un veicolo fisico appropriato. Parleremo della consunzione un po’ di più, più avanti, ci sono importanti lezioni da imparare.

Una volta che una persona è arrivata al punto di destinazione, la sua mente è libera di mettere insieme qualsiasi numero di razionalizzazioni per spiegare perché e come si trovi lì, piuttosto che dove si trovava. Talvolta, sembrerà come se si risvegliasse dal sonno, solo per pensare che doveva aver sognato. Altre volte, si dirà che ha sperimentato una “sfasatura spazio-temporale” durante un viaggio in auto, o mentre lavorava in giardino. E, in alcuni casi, il cambiamento è così drastico e la tessitura interna degli universi così pura, che l’individuo non si rende mai conto di essersi spostato.

Sareste alquanto sorpresi di sapere quanti viaggi fantastici avete fatto – solo per archiviarli, dimenticarli e riprendere a lavorare in qualche impegno terreno… come se niente vi fosse accaduto. Siate certi che le vostre “foto di viaggio” sono tutte al sicuro e disponibili, aspettando il momento in cui le guarderete e ne godrete ancora… un momento che, a proposito, si sta rapidamente avvicinando!

PORTE ENERGETICHE

Che cos’è una Porta Energetica? Di base, è l’intersezione del desiderio e dell’opportunità – in cui la firma vibratoria di una persona si sincronizza con le condizioni fisiche per produrre un cambiamento o un effetto. Un’altra espressione che è stata spesso usata per descriverla è: “finestra di opportunità”.

Le Porte Energetiche possono essere fisiche nella forma o possono esistere puramente come stati mentali. Una volta dentro, tutte le regole che esistevano “là” non sembrano applicarsi a ciò che avviene “qui”. Attraversando le Porte Energetiche, madri e padri hanno trasformato se stessi, per riuscire ad interpretare poteri superumani per salvare i propri figli dal farsi male. Poi, una volta ritornati, queste persone si stupivano di ciò che “era loro capitato” e ciò che erano riuscite a fare.

Gli amanti hanno affrontato imprese impossibili e superato grandi ostacoli per stare insieme. La chiave d’attivazione è il loro desiderio e il loro potere è nutrito da ciò per cui morirebbero piuttosto che vivere senza. Questa è anche la fonte di potere degli eroi ed, allo stesso modo, dei tiranni. L’energia non conosce nessun campione morale, tranne la persona che è disposta a rinunciare a tutto per realizzare uno scopo – per spostarsi da dove si trova per diventar parte di qualcosa di nuovo. Certamente… come una parte… la “soluzione” di oggi potrebbe finire per essere il “problema” di domani, ma a questo si potrà pensare quando il momento arriverà.

Alcune delle vostre località più famose e potenti sul pianeta sono Porte Energetiche. Ad esempio, la vostra Stonehenge, con le sue molte formazioni di pietre che sono disposte per simboleggiare porte e passaggi ad arco. Queste pietre ispirano e vi insegnano che le possibilità che vi circondano sono davvero infinite.

I guerrieri e gli esploratori di ieri vi hanno lasciato un’eredità che potete studiare e celebrare. Tuttavia, dovete anche ricordare che oggi è il vostro giorno. Una volta creata la vostra trasformazione e i vostri miracoli anche voi potete innalzare monumenti e pietre – lasciando un po’ della vostra eredità per quelli che verranno dopo.

ASCENSORI DEL MULTIVERSO

Il trasporto fra le dimensioni può essere orizzontale (attraverso il tempo), verticale (da densità a densità) o diagonale (variazioni di entrambi). Ogni volta che un viaggiatore parte, il viaggio manifesterà sempre un cerchio completo, per ritornare al punto di origine. Le fermate lungo la strada possono essere registrate nella memoria, in una vita individuale come se rappresentassero una fine. Ma in realtà, non c’è nessuna fine. Ogni cosa si muove in un cerchio. Qualsiasi apparizione di una “fine” è illusione e può essere un’illusione potente! Le lezioni vengono apprese e la ruota della vita continua a girare.

Ci sono molte antiche strutture che sono servite, nel passato, come “Camere d’Ascensione” umane. Una tale struttura è più vecchia di Stonehenge e esiste ora in Irlanda. È chiamata Newgrange. Dentro, alla sommità il passaggio è arrotondato. Sotto il piano principale c’è un cristallo gigante che energizza ed agevola tutti coloro che entrano per fare qualsiasi Salto Multiversale che il loro cuore desideri.

Un altro Ascensore è ben conosciuto come La Grande Piramide in Egitto. Tornando indietro nella storia, questo particolare Trans-Portale è stato un punto d’accesso preferito per gli abitanti di Atlantide (fra gli altri) che hanno compiuto esperimenti con il viaggio nel tempo e che oggi utilizzano ancora per andare e venire.

Queste famose strutture sono semplici esempi dei molteplici Ascensori che esistono intorno a voi. Sono famose, piene di turisti e sono protette a causa della loro notorietà. Altre sono meno conosciute e sono punti di interesse per quelli fra di voi che sono seri riguardo ai propri viaggi e non vogliono essere disturbati nel proprio processo. Le Porte possono essere aperte e le Porte possono essere nuovamente chiuse. È solo questione di contratto reciproco fra il viaggiatore e il contesto di realtà in cui si muove.

PAGARE LA CORSA

In edifici molto alti, sugli ascensori potete fare un giro gratis. Sono fatti di acciaio e granito e la loro destinazione consiste di piani, impilati in modo sistematico, uno sopra l’altro. Nel Multiverso, il processo d’ascensione avviene in modo un po’ diverso. Invece di cambiare ALTITUDINE [altitudine = ALTITUDE], un viaggiatore nel Multiverso cambia ATTEGGIAMENTO [atteggiamento = ATTITUDINE].

 

Come abbiamo detto in altre trasmissioni, ogni universo esiste un po’ come una pellicola che passa attraverso un proiettore a velocità variabili (densità). Quando cambiate la velocità della pellicola, anche le immagini su di essa contenute sembreranno cambiare. Quando una persona si incarna, la sua mente è il suo proiettore… e il suo intero universo percettuale diventa lo schermo. Quando la sua vibrazione sale e cade, le immagini sullo schermo diventano luminose od oscure, sinistre o giocose, tutto secondo la tonalità cui la sua percezione è sintonizzata.

Ora, Amici… vogliamo far notare che, al più elevato livello di conoscenza ed espressione, tutte le interpretazioni sono neutre. In altre parole, c’è posto per tutto e ognuno ha un posto a tavola. Etichettare qualcosa come “buono” o “cattivo” è porla in una polarità, il che impedisce la sua espansione. Quando una persona è investita da una lista di definizioni (ad es. quando crea un sistema di credenza)… anche lei si solidifica… e si affida al processo della vita che si sta svolgendo a quella frequenza di vibrazione. Non c’è nulla di sbagliato in questo, la gente lo fa tutti i giorni.

SALIRE SULL’ASCENSORE

L’assunzione di un atteggiamento di accettazione incondizionata, o neutralità, nel Multiverso diventa un ASCENSORE AUTOMATICO, che vi permette di muovervi liberamente fra le varie realtà che esistono in Tutto Ciò Che E’. Per diminuire la vibrazione, è necessario formare un giudizio riguardo all’universo in cui vivete. Il grado di decelerazione è corrispondente all’intensità e all’inflessibilità essenziale nell’atteggiamento dell’osservatore. Più assoluto è il giudizio, più pesante la realtà diventa. Se una persona crede che qualcosa sia bruttissimo, vivrà nel contesto della paura riguardo alla sua presenza nella sua realtà. Se crede che qualcosa sia bellissimo – vivrà ancora nella paura, poiché temerà di perderlo.

 

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Polarità Diverse – stessa vibrazione. La neutralità è la porta che conduce dentro e fuori di qualsiasi universo. Quando una persona lascia andare i giudizi (del sé e degli altri), l’ascensore sale. Quando ne assume di nuovi, l’ascensore scende. Se rimane costante, ha l’opzione di scendere e combinare affari a qualsiasi “piano” si accordi con la sua energia. Queste sono le leggi che governano il movimento nel Multiverso. Le avete usate abilmente e costantemente dal principio del vostro viaggio qui. Tuttavia, ora avete l’opzione di usarle consciamente per intensificare il potere della vostra esperienza."

TROVARE UNO STATO DI NEUTRALITÀ

Se la libertà nel Multiverso dipende dalla Neutralità, potreste trovare utile conoscere alcuni fatti essenziali riguardo a come questo componente cruciale si è perso e come ritrovarlo.

 

Sia che se ne renda conto o no, per conseguire e mantenersi entro un atteggiamento di giudizio, ogni viaggiatore (o proiettore) porta dentro di sé una “scala di valutazione”, un po’ come quell’essere sostenuto dall’Archetipo, Lady Giustizia. Un lato della bilancia è caricato con ciò che si crede siano “fatti” riguardo all’universo in cui esiste. Dall’altro lato della bilancia, la “prova” è accantonata per contraddire le premesse di base che sono sacre. Questo conflitto di base produce una quantità di moto vibrazionale che nutre lo sviluppo di ogni particolare universo.

 

 

Quando la bilancia cambia, le emozioni in quell’universo cambieranno con lei Il dramma, l’intrigo e le commedie saranno frequentemente il risultato. Un pacchetto attraente per invitare una persona a rimanere là, non è vero?

 

Attraverso le nostre trasmissioni abbiamo enfatizzato che tutta la verità è relativa al contesto entro cui si vede. Poiché ci sono universi, nel Multiverso, che onorano ogni convinzione – la questione di ciò che è “vero”, oppure no, dipende totalmente da dove la persona vuole andare e quali esperienze richiede per completare l’evoluzione della sua anima. Quindi, per realizzare uno stato di Neutralità – tutto ciò che un viaggiatore deve fare è ritornare alla sua Bilancia di Valutazione e risistemare i suoi “fatti”.

 

Ogni universo contiene la propria “prova” innata a supportare le premesse di base intorno a cui funziona. Introducendo “nuove prove” nei vecchi sistemi di credenza, il flusso dell’emozione può girare, riportando l’intera densità vibrazionale al “punto zero”. Una volta che gli attaccamenti sono risolti, il viaggiatore è libero di andare ovunque (o quando vuole) desideri.

CONSUMATI DAL DUBBIO, FATTI AMMALARE DALL’ESITAZIONE

Prima abbiamo parlato  della consunzione, come di un processo necessario per tras-portare se stessi attraverso il Multiverso. Lo sapete che “consunzione” è anche una parola che è stata applicata a molti processi di malattia che sono esistiti nella storia?

 

Abbiamo cominciato questa trasmissione delineando il modo in cui i Trans-Portali si formano. Abbiamo detto che è l’INTENZIONE focalizzata che apre un’apertura nel Velo ed è il DESIDERIO che attrae una persona attraverso quel portale per essere trasformata. Tuttavia, se il processo di transizione si interrompe – se un viaggiatore non si affretta ad attraversare e a completare il suo processo, possono derivare alcune conseguenze negative.

 

Quelle condizioni che sono chiamate “malattia” nella nostra società, sono prodotte dentro le vostre porte verso la trasformazione. I cambiamenti non sono stati completati, questo è il motivo per cui c’è dolore. Importa non quale tipo di malattia stiamo discutendo. Esse sono semplicemente porte attraverso cui gli individui si sono avventurati. Per qualsiasi ragione, queste persone si bloccano – a mezza strada dentro e fuori – si disorientano ed esitano nel terminare la loro transizione. I sintomi specifici della malattia sono determinati dalle parti del corpo che sono state inserite nel portale e che vengono trattenute.

 

 

Il deterioramento od indebolimento che costituisce uno stato di malattia, viene dal processo di decomposizione che avviene per teletrasportare un viaggiatore da “qui a là”, dove viene formato nuovamente. Il cambiamento è inteso essere istantaneo e completo – che è così, se una persona attraversa completamente il portale. Ma se esita, se la “lama” sul suo “bisturi” della decisione è lento e stentato, questa persona può bloccarsi nella Porta. È solo quando si rende conto cosa sta facendo e cosa vuole davvero che il processo può essere ristabilito ed il viaggio completato.

 

Al livello più basico, la sola “cura” di cui mai si possa aver bisogno è la consapevolezza. Non possiamo dare rilievo abbastanza a questo. La massima di base “conosci te stesso” è fondamentale per tutta la crescita e la realizzazione. Una volta che una persona realizza questo, la lezione successiva più importante è “fare attenzione a ciò che ti capita”. Il compito finale è prendere una decisione. Talvolta, rifiutare di decidere è una decisione. Capite quello che diciamo? Siate coscienti anziché incoscienti. Questo è il Nuovo Millennio! Fate alcuni errori ora… tutto andrà bene. La vita è un rischio. Siate disposti a giocare un po’ con lei.

 

Al momento giusto, verremo e lavoreremo con voi per formulare il vostro programma per affrontare queste questioni. Avete semplicemente bisogno di chiedere, di aprirvi e di aspettare. Non attaccatevi ad una forma riguardo al modo in cui tutto questo apparirà. L’itinerario di ogni vita è diverso. Ogni manifestazione della Riconnessione è unico all’individuo ed alla sua situazione. Perciò, lasciate che sia!

 

Voi, come pianeta, state solo cominciando ad afferrare l’enormità del potenziale della vostra vita. A modo vostro e con i vostri tempi, scoprirete infine che siete veramente illimitati. Quando lo farete, ci sarà la meravigliosa gioia di VIAGGIARE SU QUELL’INFINITO, come su una tavola da surf e di formarlo e modellarlo nelle vostre mani. Per ora però, lasciate che quelle mani si aprano per ricevere nuovamente ciò che era vostro – conoscenza, abilità e la saggezza di integrarle ed utilizzarle a vostro vantaggio.

 

Vi salutiamo e vi ringraziamo per la vostra gentile attenzione. Siamo sempre qui.

 

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Il tradimento dell'amicizia

Il tradimento dell'amicizia

di Francesco Lamendola -

Prima di spiegare perché il tradimento dell'amicizia sia l'atto moralmente più grave fra quanti caratterizzano la vita quotidiana, dobbiamo dire brevemente che cosa l'amicizia sia, in che consista la sua essenza.

Non è così facile come può sembrare; anche se tutti si riempiono la bocca con questa parola, pochi ne conoscono il significato profondo, e meno ancora sono quelli che la vivono in maniera autentica e coerente.

Innanzitutto diremo che non si tratta di un sentimento, ma di una relazione.

 

L'amicizia è una relazione complessa fra un io e un tu la quale, nelle forme più basse, nasce solo da un reciproco interesse materiale, mentre in quelle più alte coinvolge un terzo soggetto, un Tu trascendente che ne diviene, a un tempo, il muto ma prezioso testimone e la roccia, il solido fondamento sul quale la relazione si appoggia; o, se si preferisce, la luce soprannaturale che la trasfigura e la innalza al di sopra della sfera della vita ordinaria.

 

Né si creda che quest'ultima forma di amicizia sia esclusiva di coloro che si muovono entro una prospettiva religiosa e che fondano in Dio il fatto umano dell'amicizia verso un proprio simile. Chiunque concepisca l'amicizia come qualcosa di sacro, implicitamente chiama a testimonio di essa quel Tu trascendente di cui si diceva. Non sarà concepito come Dio, ma come il senso della giustizia, della verità e dell'onore; non importa: svolgerà la stessa funzione. Un ateo può vivere l'amicizia nel senso più alto, altrettanto nobilmente di un credente.

 

Una sola cosa è essenziale alla forma più alta e più vera dell'amicizia, la quale la distingue dalle sue scadenti - e numerose - imitazioni: che sia una relazione tra buoni. Tra i buoni, ciò che viene reciprocamente scambiato è il bene; e questo mette in movimento un circuito virtuoso, per cui una tale amicizia renderà i contraenti sempre migliori, non solo nei loro rapporti reciproci, ma anche in se stessi. Sed hoc primum sentio - scrive Cicerone -, nisi in  bonis amicitiam esse non posse: in primo luogo penso che l'amicizia non possa sussitere se non tra buoni.

 

E sempre Cicerone, nel Laelius de amicitia (cap. VI): Est enim amicitia nihil aliud nisi omnium divinarum humanarumque rerum cumm benevolentia et caritate consensio. «L'amicizia non è niente altro che l'armonia delle cose umane e divine, accompagnata dalla benevolenza e dalla carità

 

Così intesa, l'amicizia - va da sé - è una “merce” estremamente rara.

 

Né è possibile una vera amicizia tra due persone che si trovino su livelli di evoluzione spirituale troppo differenti. Nel rapporto tra maestro e discepolo, ad esempio, vi può essere affetto, ma non autentica amicizia; perché l'amicizia è una relazione fra pari. In compenso, può accadere che si crei un malinteso: che due persone, cioè, credano di trovarsi su un medesimo livello evolutivo, mentre non lo sono.

 

Questo accade facilmente quando il sentimento dell'amicizia si intreccia con quello dell'amore spirituale, con il quale condivide l'esigenza primaria di veder realizzato il bene dell'altro. Quando, ad esempio,  un uomo e una donna si sentono attratti l'uno verso l'altra da un insieme di stima, ammirazione, benevolenza, affetto e riconoscenza, è praticamente impossibile separare la dimensione dell'amicizia da quella dell'amore. Di per sé sono due modi di relazione ben distinti; ma, in pratica, nella vita le relazioni non si presentano mai allo stato puro, e questo vale anche per l'amicizia e l'amore.

 

Dunque, l'amicizia può comprendere l'amore, ma l'amore non può comprendere l'amicizia.

 

Infatti, tra le due, è l'amicizia la relazione più pura e disinteressata, dunque la più elevata; e ciò che sta più in alto può comprendere ciò che sta più in basso, ma non è possibile il contrario.

 

Questo va contro il sentire comune: si pensa che l'amore sia una relazione più grande dell'amicizia, proprio perché li si pensa, entrambi, come sentimenti e non come relazioni.

 

 In realtà, una relazione esprime, sempre, anche un sentimento (non solo per le persone, ma anche per le cose o per delle entità astratte: l'affetto per la propria casa, l'amore per la giustizia, ecc.); ma un sentimento può non esprimere alcuna relazione.

 

Infatti l'amore, come sentimento, può anche non venire ricambiato, ed essere perciò a senso unico; ma, per essere una relazione, deve sempre essere reciproco. Mentre l'amicizia non può che essere reciproca, perciò non può essere che una relazione: non esistono amicizie non ricambiate, al massimo vi sono simpatie non ricambiate. Ma la simpatia è una cosa totalmente diversa dall'amicizia.

 

Chiariti questi aspetti preliminari, passiamo a spiegare perché il tradimento dell'amicizia sia l'atto moralmente più grave fra quanti caratterizzano la vita quotidiana.

 

Diciamo la vita quotidiana, perché esistono circostanze eccezionali - la guerra, ad esempio - nelle quali l'essere umano è capace di crimini anche peggiori. Ma, se la violenza fisica è quella che maggiormente colpisce la nostra sensibilità e commuove la facoltà immaginativa, non bisognerebbe dimenticare che esistono dei veri e propri crimini a danno del prossimo, nei quali non viene versata una sola goccia di sangue, ma che possono segnare per sempre la vita di una persona.

 

Ma tornando all'amicizia, poniamo il caso in cui l'amico venga tradito dall'amico (o dall'amica), ossia da colui (o colei) al quale aveva aperto interamente il proprio cuore; per il cui bene avrebbe tutto sacrificato; del quale non aveva mai dubitato ma, anzi, nel quale aveva sempre riposto la più completa, assoluta fiducia.

Tradire chi si fida di noi, insegna il buon vecchio Dante, è molto più grave che tradire colui che sta sull'avviso

 

In generale, oggi si ha un'idea riduttiva del concetto di amicizia. È per questo che il suo tradimento non desta particolare indignazione; se non, ovviamente, quando se ne fa la personale esperienza.

 

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I sociologi, in particolare, sono propensi a non vedere nell'amicizia che una delle tappe della maturazione psicologica dell'individuo, e tendono a considerarla una tipica espressione dell'adolescenza o della pre-adolescenza. Il fatto di cominciare ad avvertire il bisogno di amici, in quella fase della vita umana, perciò, viene visto come una conferma che lo sviluppo affettivo procede in maniera "normale".

 

In realtà, se l'amicizia è vista come una relazione normale tra due persone, si perde di vista la sua essenza, ossia la sua eccezionalità.

 

Se per normale si intende qualcosa che capita frequentemente e che non desta particolare meraviglia, allora l'amicizia autentica è una relazione decisamente "anormale".

 

Nell'amicizia autentica, si prova un tale slancio di affetto per l'amico o per gli amici, che si sente come "normale" l'eventualità più contraria al maggiore istinto dell'uomo, quello di conservazione: dare spontaneamente la propria vita per loro. «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici», afferma Gesù durante l'ultima cena (in Giovanni, 15, 13). Non solo l'amico considera normale questa eventualità: considera normale, qualora si debba mai presentare,  affrontarla con gioia.

Ecco perché dicevamo che, nell'amicizia, vi è una dimensione di sacralità.

 

La relazione dell'amicizia scandisce un tempo sacro e un luogo (figurato) altrettanto sacro: come fosse un tempio, nel momento di una solenne cerimonia liturgica. Ad esempio, deporre un segreto nell'orecchio di un amico significa deporlo in una custodia sacra, dalla quale sarebbe sacrilego l'atto di estrarlo e propalarlo ad estranei.

 

Il tradimento dell'amicizia può prendere varie forme, ma raramente arriva alla forma più bassa: il nuocere, intenzionalmente e con premeditazione, all'amico che di noi si fida, magari utilizzando a suo danno qualche cosa di sé che ci ha confidato in segreto.

 

Più frequente, e di poco meno grave, è il caso dell'amicizia improvvisamente respinta, per i motivi più vari,  dopo che tra i due amici si è stabilito un grado di confidenza tale, da instaurare una totale apertura e una completa fiducia

 

Ciascuno di noi ha la tendenza a proteggersi, nell'avventura della vita, con delle difese più o meno elaborate, più o meno permanenti. In genere, chi molto ha sofferto, cerca anche di proteggersi maggiormente; a meno che il dolore gli abbia insegnato la verità più alta e difficile: che, per non rischiare di essere ferito in profondità, bisogna avere il coraggio di esporsi.

 

Nella relazione dell'amicizia, così come in quella dell'amore, le difese vengono abbassate, fino a giungere al completo abbandono di sé; e non è raro che ciò avvenga dopo un periodo iniziale di esitazione, di timore, di diffidenza, perfino di angoscia. Aprirsi all'altro, significa esporsi alle ferite; ma l'amicizia richiede che si corra questo rischio, che è un vero e proprio test preliminare, la condizione sine qua non perché essa sia resa possibile.

 

Invitare l'altro ad aprirsi, ad abbassare le difese, a confidarsi: ecco qualcosa che non si avrebbe il diritto di fare, se non si è più che sicuri di sapersi assumere l'impegno che ne scaturisce quale logica e naturale conseguenza: quello di essere fedeli all'amico, sempre: a qualunque costo e in qualunque circostanza.

Invitare l'altro ad aprirsi, ad abbassare le difese, a confidarsi; e poi respingerlo bruscamente, rifiutargli una spiegazione, negargli una parola buona o rifiutare una offerta di riconciliazione: ecco l'azione più vile, più abietta, più miserabile che si possa compiere.

 

Il fatto è che l'amicizia non è solo una relazione fra un io e un tu, ma richiama anche - come dicevamo - un terzo soggetto. Quest'ultimo può anche essere, semplicemente, la verità: la verità di quell'io, di quel tu e del loro sublime incontro; ma in ogni caso esiste, e ne è per così dire il suggello.

 

Tradire l'amicizia, significa tradire quel terzo che era presente, fin dall'inizio; vuol dire anche, di conseguenza, tradire la parte più vera di se stessi. Tradendo l'amico, si perde il proprio onore, la propria pace, la propria anima; significa venire condannati dal giudice più severo che esista: la propria coscienza. La quale può anche cercare d'ingannare se stessa, mettendo a tacere gli scrupoli . Niente da fare: la cattiva azione grida vendetta dal profondo dell'io, e niente e nessuno potranno mai sradicare quell'urlo di dolore.

 

Vi sono persone che vivono in uno stato di tranquilla disperazione, simulando una pace interiore che hanno perduta per sempre, ad esempio dopo aver tradito l'amico nel modo più egoistico . Hanno poi fatto del proprio meglio per rimuovere quella colpa, oppure hanno elaborato cento giustificazioni per autoassolversi; ma stanno barando con la propria coscienza, e lo sanno. Tradendo l'amicizia, hanno ucciso la parte migliore di se stesse: non osano perdonarsi né chiedere perdono, e si condannano da sé a una punizione che non ha fine e che non redime, perché non conduce all'espiazione.

 

Espiare, vuol dire riconoscere il male commesso e assumersene la responsabilità, lealmente e coraggiosamente. Ma il falso ego non accetta una tale soluzione; preferisce aggrapparsi a mille scuse, andare avanti facendo finta di niente. E si condanna, senza possibilità di remissione.

Ve ne sono molte, di persone che vivono così.

 

Ma perché stupirsene? Nell'amicizia, ciascuno mette in gioco quanto di più prezioso possiede.  La posta è alta. Chi tradisce l'amicizia, distruggere anche la stima di se stesso.

Ecco perché Nietzsche osserva che si può sempre perdonare il tradimento che l'amico ha fatto a nostro danno, ma è impossibile perdonargli il tradimento che ha fatto di se stesso.

 

Quello, aggiungiamo noi, potrebbe perdonarlo solo quel terzo di cui si è detto prima; a patto che vi sia un inizio, anche minimo, di pentimento.

 

di Francesco Lamendola -

 

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le multinazionali alimentari e i "trucchi sulle etichette"

 le multinazionali alimentari e i "trucchi sulle etichette"

08/10/2019 -

L’elenco degli ingredienti nei prodotti alimentari è studiato per informare i consumatori circa il contenuto del prodotto stesso. La realtà:
l’elenco degli ingredienti è usato dai produttori alimentari per imbrogliare i consumatori sul fatto che siano più sani di quello che in verità sono. Questo articolo esplora i più comuni trucchi usati dalle aziende alimentari per ingannare i consumatori.

 

 

L’articolo contiene anche utili informazioni per aiutare i consumatori a leggere le etichette dei prodotti con il giusto scetticismo.

 

 

INGANNARE I CONSUMATORI: TRUCCHI DEL COMMERCIO ALIMENTARE

 

Se la scheda nutrizionale informativa presente nella confezione del prodotto alimentare elenca tutte le sostanze contenute nel prodotto, come possono ingannare i consumatori?

 

Ecco alcuni dei modi più comuni: uno dei trucchi più comuni è quello di distribuire gli zuccheri presenti tra molti ingredienti così che le quantità di zuccheri non compaiano nei primi tre dell’elenco.

 

Per esempio un’azienda può usare una combinazione di saccarosio,fruttosio,sciroppo di cereali, sciroppo di grano, zucchero di canna non raffinato,destrosio e altri zuccheri per essere sicura che nessuno di essi sia presente in quantità sufficiente da arrivare nelle prime posizioni dell’elenco degli ingredienti(ricordate che gli ingredienti sono elencati in ordine di proporzione nel prodotto, con i più presenti elencati per primi).

 

Questo inganna i consumatori sul fatto che il prodotto non è fatto in realtà principalmente da zucchero mentre i principali ingredienti potrebbero essere differenti tipologie di zucchero.

 

E’ un modo per spostare artificialmente lo zucchero più in giù nella lista degli ingredienti, non informando sul contenuto reale di zucchero presente nell’intero prodotto.

 

Un altro trucco consiste nel gonfiare l’elenco con minuscole quantità di ridondanti ingredienti.

 

Si può vederlo nei prodotti per la cura personale e nello shampoo, dove le aziende dichiarano di fornire shampoo alle erbe che in realtà hanno un contenuto di erbe quasi inesistente.

 

Nei prodotti alimentari le aziende gonfiano la lista degli ingredienti con “salutari” bacche, erbe o super-cibi che, molto spesso, sono presenti solo in minuscole quantità.

 

La presenza alla fine dell’elenco degli ingredienti della “spirulina” è praticamente insignificante. Non c’è abbastanza spirulina in quel prodotto che possa produrre reali effetti sulla vostra salute.

 

Questo trucco è chiamato “etichetta imbottita” ed è comunemente usata dai produttori di “junk-food – cibo spazzatura” che vogliono saltare sul carro dei prodotti biologici senza in realtà produrre cibi salutari.

 

 

 

NASCONDERE GLI INGREDIENTI DANNOSI

 

Un terzo trucco consiste nel nascondere ingredienti dannosi dietro nomi dal suono innocente, che fanno credere al consumatore che siano sani.

 

L’estremamente cancerogeno “nitrito di sodio” (conservante E250), per esempio, suona perfettamente innocente, ma è ben documentato che è causa di tumori al cervello, cancro al pancreas, cancro al colon e molti altri tipi di cancro.

 

“Carminio” suona come un innocente colorante per alimenti, ma in realtà è fatto con le carcasse frantumate di scarafaggi rossi della cocciniglia.

 

Naturalmente nessuno mangerebbe yogurt alle fragole se sull’etichetta ci fosse indicato “colorante rosso per alimenti a base di insetti“.

 

Allo stesso modo, “estratto di lievito” suona come un ingrediente salutare, ma in realtà è un trucco usato per nascondere il “glutammato monosodico” (MSG, un esaltatore chimico di sapore, per dare gusto ai cibi eccessivamente elaborati)senza avere l’obbligo di indicarlo nell’etichetta.

 

Molti ingredienti contengono “glutammato monosodico” nascosto. Praticamente tutti gli ingredienti idrolizzati contengono alcune quantità di “glutammato monosodico” nascosto.

 

 

 

NON ESSERE INGANNATI DAL NOME DEL PRODOTTO

 

Sapete che il nome del prodotto alimentare non ha nulla a che fare con ciò che c’è dentro?

 

Aziende alimentari fanno prodotti come “Guacamole Dip” (salsa di avocado) che non contiene avocado! sono fatti, invece, con “olio di soia idrogenata” ecolorante chimico verde.

 

Ma ingenui consumatori comprano questi prodotti, pensando di prendere salsa di avocado, in realtà stanno comprando colorante verde, squisito dietetico veleno.

 

I nomi dei cibi possono includere parole che descrivono ingredienti che nel cibo non ci sono per niente.

 

Un cracker al formaggio, per esempio, non deve necessariamente contenere del formaggio. Qualcosa di “cremoso” non deve contenere la creama. Un prodotto alla frutta, non ha bisogno di contenere nemmeno una singola molecola di frutta.

 

Non fatevi ingannare dai nomi dei prodotti stampati sulla confezione. Questi nomi sono ideati per vendere i prodotti, non per descrivere gli ingredienti contenuti in essi.

 

 

 

LA LISTA DEGLI INGREDIENTI NON INCLUDE GLI INQUINANTI

 

Non c’è la necessità, nell’elenco degli ingredienti, di includere i nome degli inquinanti chimici, metalli pesanti,bisphenol-A, PCBs (bifenile policlorurato),perclorato o altre sostanze tossiche trovate nei cibi. Come risultato abbiamo che la lista degli ingredienti non elenca quello che in realtà c’è nel cibo, elenca soltanto quello che i produtori vogliono che tu creda che ci sia nel cibo.

 

Richieste per elencare gli ingredienti nei cibi furono prodotte da uno sforzo congiunto tra il governo e l’industria privata.

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All’inizio, le aziende alimentari non volevano fosse obbligatorio indicare tutti gli ingredienti. Chiesero che gli ingredienti fossero considerati “proprietà riservata” e che elencarli, svelando così i loro segreti modi di produzione, avrebbe distrutto i loro affari.

 

E’ un’assurdità, naturalmente, poiché le aziende alimentari volevano soltanto tenere all’oscuro i consumatori su quello che in realtà c’è nei loro prodotti.

 

 

E’ per questo che non è ancora stato richiesto di elencare i vari inquinanti chimici, pesticidi, metalli pesanti e altre sostanze che hanno un notevole e diretto impatto sulla salute dei consumatori (per anni, le aziende alimentari hanno combattuto duramente contro l’elenco degli “acidi grassi”, ed è solo dopo una protesta di massa delle associazioni di consumatori che la FDA alla fine ha obbligato le aziende ad includere nell’etichetta gli “acidi grassi).

 

 

 

 

MANIPOLARE LA QUANTITÀ DELLE PORZIONI

 

Le aziende alimentari hanno capito anche come manipolare la porzione del cibo al fine di far apparire i loro prodotti privi di ingredienti nocivi come gli acidi grassi.

 

La FDA ha creato un sotterfugio per riportare gli acidi grassi nell’etichetta: Per ogni cibo che contiene fino a 0,5 grammi di acidi grassi è permesso dichiarare sull’etichetta come cibo a contenuto ZERO di acidi grassi. Questa è la logica della FDA dove 0,5 = 0.

 

Ma la matematica confusa non è il solo trucco giocato dalla FDA per proteggere gli interessi commerciali delle industrie che dichiara di controllare. Sfruttando questo trucco degli 0,5 grammi, le aziende arbitrariamente riducono le porzioni dei loro cibi a livelli ridicoli – giusto per tenere gli acidi grassi sotto gli 0,5 grammi per porzione. Così loro dichiarano in grande sulla confezione “ZERO Acidi Grassi“.

 

In realtà il prodotto può essere pieno di acidi grassi (trovati in olii idrogenati), ma la porzione è stata ridotta ad un peso che può essere appropriato solo per nutrire uno scoiattolo, non un essere umano.

 

La prossima volta che prendete un prodotto da drogheria, controllate il “Numero di porzioni” indicato sulla scheda nutrizionale informativa. Troverete probabilmente dei numeri talmente alti che non hanno nulla a che fare con la realtà.

 

Un produttore di biscotti, per esempio, può dichiarare che un biscotto è “un’intera porzione di biscotti“. Ma voi conoscete qualcuno che, in realtà, mangia un solo biscotto?

 

Se un biscotto contiene 0,5 grammi di acidi grassi, significa che l’intero pacco di 30 biscotti contiene 15 grammi totali(naturalmente la moltiplicazione è resa più difficoltosa dal fatto che gli olii idrogenati nuociono al cervello).

 

Pensate: 30 biscotti x 0,5 grammi per biscotto in realtà corrispondono a 15 grammi. Tu prendi un pacco di biscotti che contiene 15 grammi di acidi grassi (che è una dose enorme di veleno dietetico) mentre loro ne dichiarano ZERO grammi.

 

Questo è solo un altro esempio di come le aziende alimentari usano la scheda nutrizionale informativa e l’elenco degli ingredienti per ingannare e non per informare i consumatori.

 

 

 

CONSIGLI PER LEGGERE GLI INGREDIENTI DELLE TABELLE

 

 

1) Ricordare che gli ingredienti sono elencati in ordine della loro proporzione nel prodotto. Questo significa che i primi 3 ingredienti contano molto di più di qualsiasi altro. I primi 3 ingredienti sono quelli che tu principalmente stai mangiando.

 

 

 

2) Se l’elenco degli ingredienti contiene lunghe parole, apparentemente chimiche, che tu non riesci neppure a pronunciare, evita il prodotto. Probabilmente contiene vari chimici tossici. Perché vuoi mangiarli? Assumi ingredienti che conosci.

 

 

 

3) Non farti ingannare da fantastici nomi di erbe o altri ingredienti che appaiono molto in giù nella lista. Alcuni produttori di alimenti che includono “goji bacche” (bacche di Lycium) verso la fine dell’elenco le usano solo come trovata pubblicitaria da apporre sull’etichetta. La reale quantità di goji bacche nel prodotto è probabilmente minuscola.

 

 

 

4) Ricorda che l’elenco degli ingredienti non ha l’obbligo di elencare inquinanti chimici. I cibi possono essere contaminati cone pesticidi, solventi, acrilamidi, PFOA (Acido di Perfluorooctanoic), perclorati (combustibili per razzi) e altri tossici chimici senza l’obbligo di elencarli in etichetta. Il miglior modo di limitare l’ingestione di tossici chimici è comprare biologico, o cibi freschi poco trattati.

 

 

 

5) Cercare parole come “germogliato” o “naturale” che indica cibi di alta qualità. Chicchi e semi germogliati sono più sani di quelli non germogliati. Ingredienti naturali sono generalmente più sani di quelli trattati o cotti. I chicchi interi sono più sani di quelli arricchiti.

 

 

 

6) Non fatevi ingannare dalla parola “grano” quando deriva da farina. Tutta la farina derivata dal grano può essere chiamata “farina di grano”, anche se è stata trattata, sbiancata e privata dei suoi nutrienti. Solo la farina di grano “chicco intero” è il tipo di farina sana (molti consumatori, sbagliando, credono che prodotti di “farina di grano” derivino dal chicco intero. Infatti questo è falso. I produttori alimentari ingannano i consumatori con questo trucchetto.

 

 

 

7) Non fatevi ingannare nel credere che i prodotti integrali siano più sani dei prodotti naturali. Lo zucchero bruno è solo una trovata pubblicitaria – è zucchero bianco con colorante marrone e aroma aggiunto. Le uova integrali non sono diverse da quelle bianche (eccetto che per il fatto che i loro gusci appaiono bruni). Il pane integrale può non essere più sano del pane bianco, a meno che non sia fatto con chicchi di grano interi. Non fatevi ingannare dai cibi “integrali”. Sono delle trovate pubblicitarie dei giganti della produzione alimentare per ingannare i consumatori nel pagare di più per i prodotti fabbricati da loro.

 

 

 

8) Attenzione all’inganno delle piccole porzioni. I produttori alimentari usano questo trucco per ridurre il numero di calorie, grammi di zuccheri o grammi di acidi grassi che i consumatori credono siano contenuti nei loro prodotti. Molte porzioni sono arbitrarie e non hanno un fondamento reale.

Fonte: www.lospillo.net

 

 

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il rapporto cellule-ossigeno ha vinto il Nobel per la medicina

Perché il rapporto cellule-ossigeno ha vinto il Nobel per la medicina

Gli studi su questo meccanismo fondamentale per l'esistenza aprono scenari su cure antitumorali. Le ricerche dei premi Nobel per la medicina 2019

 

William Kaelin, sir Peter Ratcliffe e Gregg Semenza. Scienziati diversi per background, formazione scientifica, nazionalità. Accomunati però da due particolari: studi seminali sul metabolismo cellulare, e un premio Nobel per la medicina appena assegnato dall’Accademia delle scienze svedese per “la scoperta di come le cellule percepiscono e si adattano alla disponibilità di ossigeno”. Vediamo insieme quali ricerche hanno portato questi tre medici sul podio più alto nel mondo della scienza, e quali conseguenze hanno avuto, e potranno avere in futuro, le loro ricerche.

Perché l’ossigeno?

L’ossigeno, non serve ricordarlo, è uno degli elementi essenziali per la vita. A livello cellulare è il carburante che alimenta i mitocondri, e permette le reazioni chimiche trasformano il cibo in energia con cui alimentare tutti i processi del nostro organismo. È per questo che le cellule devono sempre sapere quanto ossigeno hanno a disposizione, in modo da regolare i propri processi metabolici, e in particolare la respirazione, in base alla presenza/assenza di questo elemento.

Fin qui, si tratta di conoscenze note da tempo, che sono fruttate, nel tempo, già ben due premi Nobel: il primo nel 1931, quando la medaglia è stata consegnata a Otto Warburg, scopritore dell’enzima che permette la respirazione cellulare, cioè la trasformazione (attraverso reazioni chimiche a cui partecipa anche l’ossigeno) dei nutrienti in Atp, il carburante delle cellule.

Il secondo è arrivato pochi anni più tardi: nel 1938, per l’esattezza, quando Corneille Heymans si è visto assegnare il premio Nobel per la medicina per aver scoperto che esistono delle strutture specializzate, dette corpi caritodei, poste nei pressi delle arterie carotidi (quelle del collo), responsabili di monitorare il livello di ossigeno presente nel sangue, e di segnalarlo al cervello perché regoli il ritmo della respirazione. A metà dello scorso secolo, dunque, sapevamo già molto sui processi con cui il nostro corpo reagisce alla presenza, e all’assenza, dell’ossigeno. Ma mancava ancora un tassello: una caratterizzazione di come questi processi vengono regolati a livello molecolare. Ed è qui che entrano in gioco le ricerche dei premi Nobel per la medicina del 2019.

Come reagiamo all’ipossia

Nel nostro organismo le cellule devono agire di concerto per adattarsi a un’improvvisa scarsità di ossigeno. Può avvenire per cause ambientali, come può capitare durante una gita in alta quota, o in caso di attività, come lo sport, che alterano le nostre esigenze di ossigenazione. Tutti casi in cui l’organismo deve produrre un’azione concertata per aumentare la ventilazione (respirando più in fretta), e quindi la disponibilità di ossigeno.

Al contempo, la scarsità di ossigeno può interessare solamente alcuni tessuti del nostro corpo. Può capitare per mille motivi, alcuni fisiologici, altri patologici come in caso di ferite, infezioni o tumori, che bloccano l’apporto di sangue a un tessuto o a un gruppo di cellule. In questo caso, la risposta che viene messa in atto è ancora più complessa, e comprende fenomeni come l’angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni, l’infiammazione (che produce ipossia), e altre alterazioni nel metabolismo di cellule e tessuti. In entrambi i casi, comunque, alla base dei processi di adattamento alla scarsità di ossigeno vi sono, ovviamente, i nostri geni, e le modifiche che le cellule possono apportare alla loro espressione quando si trovano ad affrontare una penuria del prezioso ossigeno.

Arriva Hif

Negli anni ’80 gli scienziati sapevano da tempo che una delle reazioni del nostro organismo in caso di ipossia è un aumento dell’eritropoiesi, cioè della produzione di globuli rossi. E sapevano anche che a guidare questo processo sono un ormone, chiamato eritropoietina, o Epo (erythropoietin hormone), e il gene che attiva e disattiva la sua produzione. Quel che mancava era però una spiegazione dei processi molecolari che spingono ad aumentare la secrezione di Epo negli organi preposti, ovvero i reni.

Lavorando nei laboratori della Johns Hopkins University, Gregg Semenza decise di cercare i meccanismi genetici che permettono di reagire alla mancanza di ossigeno, e utilizzando topi transgenici dimostrò che esistono specifiche porzioni di Dna situate nei pressi del gene Epo che reagiscono ai livelli di ossigeno disponibili nelle cellule, e attivano la produzione dell’ormone (e quindi l’eritropoiesi) in caso di ipossia.

Negli stessi anni, anche Sir Peter John Ratcliffe aveva iniziato a interessarsi dell’eritropoietina in qualità di specialista di nefrologia. E di pari passo con le ricerche di Semenza, anche lui aveva effettuato importanti scoperte sulla regolazione genetica della sua produzione. Non ultimo, il fatto che i meccanismi genetici che regolano l’attività del gene Epo non sono presenti solamente nei tessuti dei reni, ma in tutte le cellule dell’organismo. A dimostrare che si tratta di un meccanismo genetico responsabile di una vasta gamma di risposte alla mancanza di ossigeno, e non solamente della produzione di eritropoietina.

Il lavoro di entrambi culminò con la scoperta, annunciata da Semenza in un articolo del 1992, di un complesso proteico che si lega alle porzioni di Dna identificate in precedenza. Semenza decise di battezzare questo complesso di proteine Hif, o hypoxia-inducible factor, e dopo una serie di ulteriori ricerche ed esperimenti riuscì a caratterizzarlo con precisione, dimostrando che è composto da due sotto unità prodotte, a loro volta, da due geni differenti: Hif-1α, sensibile alla presenza di ossigeno, e Arent (o Aryl Hydrocarbon Receptor Nuclear Translocator), che non reagisce alla presenza di ossigeno.

Manca il gene Vhl

Mentre i primi due neo premi Nobel mettevano in luce i meccanismi con cui le cellule rispondono alla disponibilità di ossigeno, William Kaelin era impegnato in un campo all’apparenza molto distante: lo studio della sindrome di Von Hippel-Lindau, una malattia ereditaria molto rara che aumenta notevolmente il rischio di sviluppare alcune forme di tumore.

In che modo le sue ricerche si sono incrociate con quelle di Ratcliffe e Semenza? A quel punto si conosceva ormai il ruolo di Hif-1α nella regolazione della produzione di eritropoietina, e si sapeva che la sua azione dipende dalla concentrazione in cui è presente all’interno della cellula. In condizioni normali, infatti, una proteina nota come ubiquitina si lega a Hif-1α e segnala alla cellula che questo complesso deve essere eliminato. Quando invece la cellula si trova in condizioni di ipossia l’ubiquitina non si lega a Hif-1α, i livelli di Hif aumentano e la cellula produce più eritropoietina. Quel che ancora non si conosceva era il meccanismo con cui l’ubiquitina si lega, o meno, a Hif-1α, e come questo potesse dipendere dai livelli di ossigeno.

Il contributo di Kaelin in effetti è stato proprio questo: studiando la sindrome di Von Hippel-Lindau riuscì a dimostrare che il gene che risulta compromesso nei pazienti che ne soffrono, conosciuto come gene Vhl, ha un’azione protettiva nei confronti dei tumori. E che la presenza di una versione compromessa di Vhl è collegata a un aumento dell’attività dei geni che normalmente vengono trascritti quando le cellule si trovano in condizioni di ipossiaVhl doveva quindi essere collegato ai meccanismi che regolano la risposta cellulare all’ossigeno.

E infatti, in breve tempo altri gruppi di ricerca dimostrarono che il gene e la proteina che codifica sono parte di un complesso meccanismo che regola il legame tra l’ubiquitina e Hif-1α. L’ultima tappa della nostra storia arriva quindi nel 2001, anno in cui Kaelin e Ratcliffe pubblicano simultaneamente, ma indipendentemente, una nuova scoperta: in condizioni di ossigenazione normale alcuni gruppi chimici conosciuti come idrossile (espresso con la formula -OH) vengono collegati a due porzioni di HIF-1α, e questa modifica permette a Vhl di riconoscerlo, legarvisi, e dare il via alla sua degradazione grazie al contributo di un enzima noto come prolina idrossilasi, che per funzionare ha bisogno di ossigeno.

Ossigeno: una scoperta da Nobel

Le ricerche dei tre nuovi premi Nobel hanno quindi permesso di comprendere appieno i meccanismi con cui le cellule individuano la presenza o assenza di ossigeno, e danno il via a fenomeni come la produzione di nuovi vasi sanguigni e di globuli rossi. Negli ultimi decenni è stato inoltre dimostrato che i meccanismi di rilevazione dell’ossigeno sono coinvolti in moltissimi processi fisiologici, che vanno dall’attività del sistema immunitario, al corretto sviluppo fetale.

Come scoperto da Kaelin, rappresentano inoltre un fattore importante anche nello sviluppo di molti tipi di tumori, in cui il meccanismo viene hackerato per indurre la crescita di nuovi vasi sanguigni che andranno ad irrorare la neoplasia in formazione, e rappresentano quindi un importante bersaglio che in futuro potrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci antitumorali. Tutte scoperte che, senza il lavoro pionieristico di SemenzaRatcliffe e Kaelin non sarebbero mai state possibili.

https://www.wired.it/scienza/medicina/2019/10/07/cellule-ossigeno-nobel-medicina-2019/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=default

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I telefoni cellulari e le implicazioni sanitarie sull uomo

I telefoni cellulari e le implicazioni sanitarie sull’uomo

È elevato il rischio che le onde interferiscano con occhi (opacizzazione del cristallino), orecchie, cervello e gonadi (con riduzione della fertilità generando un incremento di temperatura e danni correlati come cali della memoria, glaucoma ed altri ancora.
Il surriscaldamento della zona cranica durante una telefonata, localizzato tipicamente nell’area della testa a contatto con il telefono cellulare, può essere verificato attraverso l'utilizzo di una termocamera a raggi infrarossi.


Gli effetti atermici derivano dalla componente non termica del campo magnetico e comprendono:

  • alterazioni a livello molecolare
  • alterazioni dell’equilibrio elettrochimico della membrana cellulare
  • alterazione dei meccanismi di riparazione molecolare del DNA (quest’ultimo effetto comprovante del ruolo delle radiazioni elettromagnetiche nell’origine dei processi di cancerogenesi).

La sintomatologia osservata è piuttosto aspecifica e comprende mal di testa, astenia, irritabilità e stimolazione oculare (elettrofosfeni),

LEGGI TUTTO:

"Telefoni senza fili, cellulari e cordless, ancora sotto accusa per il rischio di tumori al cervello”: l'allarme arriva da ricercatori di diversi Paesi ed è contenuto nel Rapporto “Telefonia senza fili e tumori cerebrali: 15 motivi di inquietudine”, pubblicato da EM Radiation Research e disponibile online (www.radiationresearch.org).

Secondo lo studio, l'uso di questi apparecchi è pericoloso soprattutto per i bambini che rischiano più degli adulti di ammalarsi di tumore al cervello.

 

Ma ci sono anche pericoli di un aumento di tumori oculari, alle ghiandole salivari, di linfomi e leucemie. "Le ricerche, fino ad oggi finanziate dai produttori di telefonini, sottostimano i rischi" secondo le accuse degli autori del Rapporto inviato ai capi di Governo e ai media. Il Rapporto indica nel dettaglio i “vizi” di impostazione dello studio internazionale Interphone lanciato nel 1999, realizzato in 13 Paesi e finanziato dalle aziende di telefonia.

Secondo gli autori, la ricerca Interphone, voluta proprio per valutare i rischi di tumore cerebrale, sottostima il problema. I suoi “errori” rappresentano la maggioranza dei motivi d'allarme che danno il titolo allo studio e che si aggiungono ai dati sui rischi di tumore, sulla maggiore vulnerabilità dei bambini e sulla scarsa trasparenza degli studi.

Nel Rapporto i ricercatori propongono anche alcune raccomandazioni generali per ridurre i rischi delle radiazioni:

  • preservare alcuni luoghi pubblici (scuole, asili, parchi gioco eccetera) da ogni tipo di radiazione
  • organizzare campagne di comunicazione e di prevenzione destinate agli adolescenti e ai bambini
  • informare meglio il pubblico sui rischi dei dispositivi senza filo.

(fonte:adnkronos.com)


Un gruppo di persone di Santa Fe (New Messico -USA) ha chiesto di togliere i dispositivi WiFi dalle strutture pubbliche; si definiscono “elettro-sensitivi” e dichiarano di sentirsi male in prossimità di reti wireless ed anche a causa dei segnali dei cellulari.

Questo gruppo ha dichiarato che il WiFi nei luoghi pubblici (biblioteche, scuole) è da considerarsi una violazione dei diritti dei disabili (Americans with Disabilities Act) ed un avvocato sta studiando per verificare se il fatto possa essere considerato discriminazione.

L’argomento è stato trattato anche nella trasmissione Report a questo link dove fino a settembre 2009 era visibile il servizio WI-FI: SEGNALE D'ALLARME, mentre ora è stato eliminato:

http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1078399,00.html

 

Wi-Fi: Segnale di allarme
da Rai 3 - Report

 

 


Per quanto riguarda le radiazioni emesse dai telefoni cellulari, gli effetti biologici evidenziati sono di diversa natura; si distinguono infatti effetti termici (derivati da produzione di calore) ed effetti atermici (derivati da danni alle strutture cellulari).

Gli effetti termici sono causati dalle onde ad alta frequenza emesse dai telefonini: esse producono vibrazione delle componenti liquide del nostro corpo (come acqua e sangue) e provocano un aumento della temperatura corporea.

Il campo elettromagnetico causa il riscaldamento del corpo per mezzo della trasformazione in calore dell’energia radiante mediante tre principi fisici: induzione di correnti ad alta frequenza nei tessuti, modifica dell’orientamento dei dipoli molecolari e rotazione delle molecole.
L'energia radiante si trasforma in energia cinetica che si misura come innalzamento della temperatura; tale aumento di temperatura può indurre effetti di varia natura e costituire un fattore di rischio per la salute.

I danni biologici dipendono da quanta energia ad alta frequenza viene assorbita; al di sopra di 100 kHz sono documentate molteplici azioni termiche: alterazioni della permeabilità di membrana e modificazione dell’omeostasi e della diffusione del calcio a livello cellulare, alterazioni della funzione ghiandolare, del sistema emopoietico, immunitario  e nervoso  ed alterazione dei riflessi comportamentali .

Alla base degli effetti sanitari c’è un’alterazione del trasporto del calcio che, essendo un modulatore dell'attività cerebrale, altera i meccanismi di trasduzione del segnale intracellulare.

 A densità di potenza maggiore (10 mW/cmq, cioè milliWatt su centimetro quadrato) si trovano alterazioni della crescita cellulare, malformazioni embrionali , offuscamento del cristallino ed ustioni interne fino all’arresto cardiaco. Per densità di potenza maggiore ai 50 mW/cmq (come ne gli incidenti per esposizione ai radar sono stati descritti mal di testa, stanchezza, letargia, paura, capogiri, nausea e vomito, aumento spontaneo della coagulazione e della probabilità di infarto.


Un'analisi delle modalità di esposizione ha mostrato che, nel caso dei telefoni cellulari, viene assorbita dalla testa una frazione stimabile tra il 30% ed il 50% dell energia irradiata.

È elevato il rischio che le onde interferiscano con occhi (opacizzazione del cristallino), orecchie, cervello e gonadi (con riduzione della fertilità generando un incremento di temperatura e danni correlati come cali della memoria, glaucoma ed altri ancora.
Il surriscaldamento della zona cranica durante una telefonata, localizzato tipicamente nell’area della testa a contatto con il telefono cellulare, può essere verificato attraverso l'utilizzo di una termocamera a raggi infrarossi.


Gli effetti atermici derivano dalla componente non termica del campo magnetico e comprendono:

  • alterazioni a livello molecolare
  • alterazioni dell’equilibrio elettrochimico della membrana cellulare
  • alterazione dei meccanismi di riparazione molecolare del DNA (quest’ultimo effetto comprovante del ruolo delle radiazioni elettromagnetiche nell’origine dei processi di cancerogenesi).

La sintomatologia osservata è piuttosto aspecifica e comprende mal di testa, astenia, irritabilità e stimolazione oculare (elettrofosfeni), nelle esposizioni a microonde, mentre malformazioni negli embrioni di pollo  si sono evidenziate per esposizione a 1.5 GHz e da 0.1 a 3 mW/cmq.
Inoltre è stata dimostrata un’anormale intensa reazione (una vera e propria allergia) durante l’esposizione a campi elettrici e magnetici di debole intensità.


Numerosi ricercatori si sono adoperati per cercare di comprendere l'influenza di questi campi elettromagnetici sulla salute umana. Adey [56] ha osservato che i campi elettromagnetici ad alta frequenza provocano interazioni con il sistema immunitario (in particolar modo con i linfociti T) , con l'attività enzimatica dell’ornitinadecarbossilasi (un enzima che quando è attivo si associa all insorgenza dei tumori), con lo sviluppo del feto durante la gestazione, con i recettori e le proteine di membrana, con la crescita cellulare e la sua regolazione, con la ghiandola pineale e con le cellule cerebrali favorendo l'insorgenza del morbo di Parkinson e di altre patologie neurodegenerative .

 

Khurana sosteneva che l'uso del cellulare per almeno 10 anni può raddoppiare il rischio di cancro, evenienza quest’ultima scatenata dall’interazione di diverse cause, tra cui le mutazioni cellulari. A tal riguardo il gruppo tedesco Verum ha verificato l’effetto delle onde su animali e uomini dopo l'esposizione a campi elettromagnetici e le cellule umane hanno mostrato un aumento significativo dei danni al DNA che non sempre la cellula è in grado di riparare e che si trasmettono alle generazioni successive di cellule.

Da studi effettuati in Svezia e nei Paesi Bassi è emerso come le onde prodotte dai telefonini siano responsabili di un aumento del neuroma acustico, un tumore cerebrale benigno, riscontrato nei soggetti che utilizzano abitualmente un telefono cellulare (utilizzare abitualmente un telefonino significa utilizzare un cellulare o un cordless per circa un ora al giorno). È stata evidenziata anche una riduzione delle funzioni cognitive soprattutto nei bambini che risultano più vulnerabili dal momento che hanno le ossa craniche meno spesse ed il cervello ancora in formazione.

Appare abbastanza evidente come il danno sia in relazione con il tempo in cui si utilizza il telefono: infatti, in chi lo utilizza da più di 10 anni le possibilità di contrarre il glioma (tumore maligno che colpisce soprattutto il tessuto nervoso del cervello) sono aumentate del 20% e quelle di manifestare un neurinoma acustico del 30%.

 

Ulteriori studi sono stati effettuati per indagare la relazione che esiste tra esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza ed insorgenza della leucemia acuta infantile. È emerso che i bambini esposti a tali onde si ammalano tre volte di più rispetto ai soggetti non esposti. Juan Manuel Mejia-Arangure ha valutato la relazione tra esposizione di bambini affetti dalla sindrome di Down e per questo più predisposti all’insorgenza della leucemia e le onde elettromagnetiche. Nelle sue osservazioni sono stati messi a confronto bambini già malati con un gruppo di riferimento di bambini non malati. Sono stati considerati diversi fattori, tra i quali le caratteristiche alla nascita, lo stato sociale di appartenenza, la storia clinica della famiglia e per quasi tutti non è stata rilevata una particolare influenza. Differenti risultati sono stati ottenuti, invece, durante la valutazione dei campi magnetici nel luogo di residenza. I bambini esposti ad un'intensità di 0,6 µT (microtesla) mostrano una comparsa della malattia quattro volte superiore rispetto al campione di riferimento. Da un successivo studio tedesco è emerso come la sopravvivenza dei malati sia legata all’esposizione stessa: l’aggravamento si accelera e la mortalità si triplica.

Alcuni studiosi si sono preoccupati di capire gli effetti dell’esposizione acuta (due ore) ad una radiazione elettromagnetica. Con irraggiamenti a radiofrequenza (2.450 MHz) su cellule cerebrali di topo è stato trovato un valore statisticamente significativo (99%) di rotture delle connessioni interne del DNA. Questo tipo di rottura del DNA può portare alla distruzione delle funzioni cellulari, alla generazione di cellule cancerogene ed alla morte delle cellule stesse: l'accumulo dei danni del DNA nelle cellule del sistema nervoso centrale può essere causa di un invecchiamento precoce dell’individuo e di disordini neurovegetativi come, tra gli altri, il morbo di Alzheimer [57,58] e quello di Parkinson.

L’indagine Reflex (QUI) eseguita in Germania ha valutato il possibile impatto dannoso delle emissioni dei cellulari sul Dna umano mediante uno studio basato su uno screening della durata di quattro anni, che prendeva in considerazione le reazioni cellulari umane ed animali rispetto ad alcuni tipi di radiazioni prodotte in laboratorio. In particolare le cellule esposte a campi elettromagnetici evidenziavano un aumento della frammentazione dei filamenti di Dna, che solo in poche occasioni venivano adeguatamente riparate. È stato osservato, inoltre, che il danno rimaneva nelle generazioni cellulari successive conferendo alle stesse una potenzialità cancerogena.


Donnellan et al.  hanno dimostrato effetti clear-cut (def: lampanti) nella cellula RBL-2H3 per l'esposizione a campi elettromagnetici a 835 MHz: la velocità di sintesi del Dna e di replicazione della cellula aumentava, la distribuzione dell’actina e la morfologia della cellula si alterava e la quantità di ßexosaminidasi rilasciata in risposta ad un trasportatore ionico di calcio aumentava significativamente, in confronto a culture non esposte. La quantità di Ras nelle frazioni di membrana delle cellule esposte aumentava, i mutamenti morfologici persistevano nelle subculture successive per almeno sette giorni in assenza di ulteriori esposizioni. La radiazione ionizzante può danneggiare direttamente il Dna, ma anche indirettamente formando radicali liberi idrossilici che possono interagire con il Dna stesso. La radiazione non ionizzante, invece, non è in grado di danneggiare direttamente il Dna, ma secondo recenti ipotesi è stata osservata una possibile attività indiretta.

I normali processi metabolici producono sostanze ossidanti che possono essere neutralizzate da agenti antiossidanti. Lo stress ossidativo si verifica solo quando esiste uno squilibrio (dovuto all’alimentazione impropria oppure per l'esposizione alla contaminazione ambientale) con eccesso di sostanze ossidanti. È stato ipotizzato che l'interazione tra tessuto e radiazioni non ionizzanti può provocare tale squilibrio (crescita di radicali liberi e crollo degli antiossidanti).

È importante ricordare che un aumento delle sostanze ossidanti può avere un ruolo nell’avviare, promuovere e far progredire il cancro. L’aggiunta di una minima quantità di energia dovuta all’applicazione di un campo magnetico ELF o RF (radio frequenza) può bastare a rompere gli equilibri ossidanti/antiossidanti, in favore dei primi  

Omura e Losco  hanno sottoposto normali soggetti umani ad una esposizione di tre minuti a campi elettromagnetici generati da alcuni telefoni cellulari (824,030-848,098 MHz) posti a 5-10 cm dalla testa.

Ciò ha indotto varie anormalità nella zona in cui entrava il campo ed anche in quella di uscita (dove la anormalità fu trovata con la stessa forma dell’area di ingresso, ma l'effetto si mantenne per un tempo più breve): gli effetti usualmente si mantenevano circa per due o tre volte il tempo di esposizione sull’area esposta e da 1.6 a 2 volte sulla parte opposta. Subito dopo la cessazione dell’esposizione apparivano i seguenti effetti espressi con riferimento al tempo di esposizione del campo elettromagnetico:

  • diminuzione dell’acetilcolina (circa due o tre volte)
  • comparsa di disturbi circolatori con la presenza di trombossano B2 (circa due volte)
  • breve comparsa dell’oncogeno C-fos Ab2 (per un tempo leggermente più corto del tempo di esposizione)
  • brevissima comparsa dell’integrina alfa5betal (circa un sesto del tempo di esposizione).

Altri autori hanno effettuato questi esperimenti anche con esposizione a calcolatori, schermi televisivi a colori e forni a microonde con risultati più o meno analoghi, giungendo alla conclusione che prolungate e ripetute esposizioni a campi EM da TV (a circa 16 kHz), forni a microonde (2.45 GHz) o ad altre frequenze simili o superiori senza nessuna protezione dal campo elettromagnetico possono contribuire al possibile sviluppo di cellule cancerogene. Il consumo di cibo cotto a microonde e l'esposizione del corpo umano alle stesse per un lungo periodo di tempo può influenzare lo stato nutrizionale dell'individuo e può contribuire allìinduzione del cancro così come di alcune malattie degenerative, come il morbo di Alzheimer [57,58]. Sono stati effettuati studi in alcune zone in cui era operativo un radar che emetteva frequenze di 154-162 MHz.

Le funzioni motorie, la memoria e l'attenzione differivano significativamente in esperimenti condotti tra alcuni residenti nell’area, tra gli esposti e gruppi di controllo: bambini che vivevano di fronte al radar mostravano un'attenzione ed una memoria meno sviluppata, il loro tempo di reazione era più lento e la resistenza del loro apparato neuromuscolare era minore. Su alcune donne in stato di gravidanza che avevano adoperato apparati a microonde nei sei mesi precedenti all'inizio dello stato gravidico e fino a tre mesi dopo, è stata osservata una maggiore probabilità di aborto.

Un gruppo di studiosi del Cairo (Egitto) ha invece valutato la reazione dei feti e dei neonati dopo l'esposizione della madre ai telefonini portabili. Sono stati presi in considerazione il ritmo cardiaco dei feti e dei neonati, la produttività cardiaca dopo esposizione acuta (dieci minuti) della madre ai campi elettromagnetici EMF emessi dai telefonini portabili nel momento della composizione del numero durante la gravidanza e dopo il parto. Dai risultati è emerso un aumento statisticamente significativo del ritmo cardiaco dei feti e dei neonati ed un calo statisticamente significativo della quantità di sangue spostato ad ogni battito cardiaco e della produttività cardiaca. In uno studio effettuato da Sznigielski  sono stati esaminati per un periodo di quindici anni un gruppo di militari polacchi, di cui alcuni esposti a radiofrequenze e microonde. Si è osservato un tasso di insorgenza tumorale per il personale esposto di tutte le fasce di età molto maggiore rispetto ai non esposti (119/1.000.000abitanti contro 56/1.000.000abitanti). Dolk et al.  hanno studiato per un arco di tempo di circa 10 anni una popolazione in un area di 10 km attorno ad una stazione televisiva e ad un trasmettitore radio in modulazione di frequenza. Il rischio di leucemia, di melanoma e del cancro della vescica per gli adulti residenti nelle zone circostanti si riduceva con l'aumentare della distanza.

Lo stesso studio allargato a venti aree di trasmissione (in Gran Bretagna) evidenziava un aumento del rischio per la leucemia negli adulti in un raggio di 10 km da ogni trasmettitore.

In due località l'aumento del rischio, sempre statisticamente significativo, risultava rispettivamente del 38% e del 16%. È stato trovato un aumento significativo del rischio di cancro dovuto alle radiazioni delle radiofrequenze nel raggio di 200 metri dalle antenne di una stazione base di telefonia mobile per C-net (telefonia analogica a 450 Mhz, quella prima del GSM) rimasta in funzione per 14 anni. Gli studi effettuati sull’esposizione di cellule linfocitarie umane, fino ad un tempo massimo di 72 ore ad un campo elettromagnetico a frequenza di 639.25 Mhz e di intensità di campo elettrico di 20 V/m hanno evidenziato che tale esposizione provoca alterazioni strutturali e funzionali di queste cellule nella stessa misura di quanto già riportato per le basse frequenze.

Studi di microscopia elettronica a scansione e di microscopia confocale (def: tecnica di microscopia) dimostrano una totale perdita di microvilli (estroflessione della membrana di rivestimenti epitelilali) e pseudopodia (estroflessione mobile della membrana citoplasmatica) conseguente all'esposizione. La perdita di pseudopodia è accompagnata da una depolimerizzazione delle principali proteine citoscheletriche; viene osservata, inoltre, una notevole diminuzione nelle attività NK (Natural Killer) dei linfociti T.

La zona di studio era una zona circolare avente un raggio di circa 1200 metri intorno al trasmettitore elettronico e le persone dovevano risiedere in questa zona per almeno cinque anni. È stata valutata l'influenza dei campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari GSM-900 sui ritmi circadiani della ghiandola pineale, degli ormoni sessuali e delle ghiandole surrenali. Da questo studio emerge che le concentrazioni ormonali rimanevano fra le variazioni fisiologiche normali, ma per quanto concerne l'ormone della crescita ed il cortisolo c'erano delle diminuzioni significative di circa 28% e 12%, rispettivamente, riguardo ai livelli massimi, paragonando il periodo di esposizione di 15 giorni ed il periodo di esposizione di 30 giorni e il periodo prima dell'esposizione, ma nessuna differenza persisteva nel periodo post-esposizione.

Studi in vitro ed in vivo hanno indicato che i campi di radiofrequenza (RF) potrebbero interagire con strutture macromolecolari intracellulari. I risultati su modelli animali hanno dimostrato come i campi RF potrebbero avere effetti sul sistema riproduttivo dei mammiferi e sulle cellule degli spermatozoi. In condizioni fisiologiche la spermatogenesi è un processo bilanciato di divisione, maturazione e di immagazzinamento di cellule, è vulnerabile agli stimoli ambientali chimici e fisici. Il citoscheletro, composto di proteine, filamenti intermedi e microtubuli, potrebbe essere molto sensibile; esso è parte funzionale e strutturale della cellula in quanto ha un ruolo importante nella motilità degli spermatozoi ed è attivamente coinvolto nei cambiamenti morfologici che si producono durante la spermatogenesi.

http://www.ghiandolapineale.it/files/cem.htm

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