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Le Riconnessioni

O seguite il vostro Spirito senza esitazione, o finirete per seguire la vostra esitazione senza Spirito.”

 

Adesso. Adesso è il momento.

 

Qui, nelle lontane distanze dello spazio interiore si trova un portale. È una porta verso l’ignoto. Ci troviamo, come James Spader davanti ad un imponente “Stargate” (Portale Stellare), guardando il nostro riflesso come acque fresche e scintillanti. Infiliamo dentro una mano, sentiamo la sensazione e poi la ritiriamo velocemente. Dentro, da qualche parte, sapevamo che sarebbe stato così!

 

Decisioni. Decisioni. Oso attraversarla? Sembra che ci siano degli occhi dietro di me. Persone, alcune di loro hanno investimenti mentali, emozionali o finanziari in me, e vogliono che io “lo faccia per loro”. Mi domando quanti antenati e parenti porto con me in questo viaggio. Quanti hanno cercato questa visione, solo per cadere al lato della strada – bloccati dalla paura o dalla pre-occupazione per i problemi terreni?

 

Eppure…… qui, in questo momento, “loro” non ci sono più. Ci sono solo io, da solo. Questa, credo, è la più grande paura nota all’uomo – stare per conto proprio…… da soli. Quando oso pensarci e sento veramente come sarebbe, indietreggio con orrore ed esitazione.

 

Tutto il mio scrivere, tutto quell’insegnamento (dato ad “altri”), tutte quelle sessioni canalizzate al computer o in gruppi – tutto quanto è ora ridotto a questo. Una parte di me ora riconosce che sono un uomo (o una donna), perso in un luna park fatto interamente di specchi. Scrivo ad “altri” e ricevo “risposte” – ed è un’illusione! È un Gioco. Mi sono divertito, e continuo a divertirmi. Ora, però, una parte di me sa.

 

Stare “per conto mio” ed avere paura è essere da solo. Stare “per conto mio” ed essere in pace è essere tutto uno. Persino la parola “alone” (solo) è una contrazione  come lo è l’esperienza emozionale chiamata “lonely” (solitaria). E così…… attraverso il tempo…… nei miei vari stati di contrazione, prendo il mio TUTTO UNO e “lo faccio a pezzi”. Ho frammentato il mio mondo, creando l’illusione di “me” separati così da poter imparare di più riguardo a me stesso e a godermi me stesso di più. Questa non è una cosa cattiva. Non è una cosa buona. È, semplicemente.

 

Oh sì, mi rendo conto che là fuori ci sono “altri”. Non riesco a convincermi ad espandere il mio ego così tanto da pensare che non esista nient’altro che questa forma fragile e confusa. Il problema è, tuttavia, che non riesco a VEDERE quegli altri. I miei occhi sono coperti da un ego. Quell’ego, o griglia percettuale, “filtra” realmente ciò che percepisco e fa sì che si veda esattamente come una parte di me. Come potrebbe fare altrimenti? Ho bisogno di quei “concetti di me” per definire la mia realtà.

 

Anche se la griglia è meravigliosamente complessa, e incredibilmente creativa nella varietà di espressioni che ne scaturiscono, sto veramente cominciando a rendermi conto – ai livelli mentale ed emozionale – del “tessuto comune” da cui tutte queste “forme” sono tagliate. Sto unendo tutti i “frammenti” e sto cominciando a vedere un disegno più grande.

 

Il mondo “là fuori” è una cosa abbagliante a volte. Viaggio, incontro persone, formo relazioni. Acquisisco cose, gioisco delle esperienze, faccio l’amore.

 

Distrae coooosì tanto ed è affascinante. Mi fa dimenticare ciò che questa parte di me ora sa. Mi fa voler lavorare, trattare, lottare e logorare – cercando di costruire “là fuori” quello che manca dentro. Ma alla fine, quando la musica si abbassa ed il fumo si dissolve – quando le attrazioni del circo hanno fatto i bagagli e se ne sono andate e tutto il pubblico è andato “a casa” – mi ritrovi ancora qui, accanto a La Porta.

 

 

 

La Porta è davvero di più di quello che implica il suo nome. È davvero un armadio con due porte. Una porta si interfaccia con questo Mondo della Forma. L’altra porta si apre verso il Multiverso – una compilation di tutte le manifestazioni possibili/probabili di ogni universo, ogni essere vivente, ogni oggetto, ogni volto di Dio/Dea/Tutto Ciò Che È, che è sempre stato o potrebbe mai essere.

 

Questo “armadio” comincia con un lungo corridoio. In realtà, è stato spesso descritto come un tunnel, al cui termine, sembra sempre esserci una luce. Il colore “bianco” è sempre stato un simbolo di purezza e salute. Questo perché è l’unico colore che contiene tutti i colori. Alla fine del “tunnel” c’è tutto. Certamente doveva essere bianco!

 

 

 

Ci sono altre porte qui, in questo armadio. Questo armadio, questo corridoio è fiancheggiato da loro. Ognuna rappresenta una versione alternativa del nostro Mondo della Forma. Ci sono qui milioni e trilioni di variazioni, pronte per essere esplorate. Proprio come si aspirava precisamente e ci si focalizzava su quello “Stargate” nel film – consegnando i suoi “viaggiatori” in un batter d’occhio, in un momento qualsiasi e verso dovunque desiderassero andare – allo stesso modo allora, è pronta questa Porta per portarMI ovunque desidero andare.

 

Ma ho paura. Ho DIRITTO di entrare qui? Sono abbastanza responsabile da gestire quello che troverò? Sarò schiacciato dal peso della mia stessa atmosfera/paura] o sarò fritto non appena la oltrepasserò – perdendo questo corpo fisico che considero essere il mio solo sé? Farà male, se dovesse accadere?

 

Sono pronto.

 

Ah sì, c’è la mia preoccupazione!!! Sono veramente PRONTO a fare questo?

 

E così, aspetto. Rimango davanti a questa Porta, o vago nelle vicinanze. Mi siedo su una pietra e penso. Mi è rimasto qualcosa da “fare” qui in questo Mondo di Limitazione? Come anticipazione di questo tempo, la mia stessa forza vitale, ha installato certe “cinture di sicurezza” – come la responsabilità per altre persone, posti o situazioni. Ho connessioni qui…… amici, un lavoro, una famiglia. E loro? Li rivedrò ancora?

 

Mi gira la testa. Alcuni momenti prima, le cose sembravano tutte così chiare. Ora, mentre ri-entro in questa nebbia del dubbio, una densa coltre di paura cade intorno a me. Mi alzo dalla mia pietra e mi avvio di nuovo verso il portale.

 

La mia mano entra. La tiro indietro velocemente. C’è un flusso improvviso, una sensazione di intorpidimento, un formicolio. Poi, inserisco un piede. C’è dolore e una terribile sensazione di costrizione. Di nuovo, mi allontano dal portale. Arrivo a rendermi conto di qualcosa di molto importante sul mio mondo!

 

Adesso vedo che tutte le malattie nel mio universo hanno origine in questa stessa esperienza che sto avendo ora! Tutte le malattie sono il risultato di un essere finito, che si avvicina ad un’esperienza di “Trasformazione Totale”, che mette solo una parte del suo corpo attraverso la Porta!

 

La “decomposizione” che sopravviene nel corpo quando passiamo attraverso La Porta è una parte necessaria del processo di teletrasporto energetico e “ricomposizione” in qualsiasi altra dimensione scegliamo. Tuttavia se un viaggiatore mette solo una parte del suo corpo attraverso la Porta, e poi si ritira velocemente, sentirà e sembrerà che qualcosa stia cominciando a mangiare la sua carne e deve sicuramente distruggerla.

 

Questo è il “prezzo” dell’esitazione. L’esitazione rallenta l’esperienza. Pollice dopo pollice, mano dopo mano, piede dopo piede – indecisione, paura, agitazione. Attraverso, indietro. Attraversa, corri e nasconditi – nasconditi e pensa. È il gioco del NASCONDINO! Ma cosa cerco? Cerco una ragione per NON ANDARE. Chiedo una cosa, una persona, un obbligo benedetto che mi farà DIMENTICARE tutta questa faccenda – lasciarla per un altro giorno! Perché? Perché voglio così tanto continuare a dimenticare?

 

È perché sono grandioso. Vengo dal nucleo di Tutto Ciò Che È. Vengo dal centro del potere, dal culmine della conoscenza e della saggezza. Nella mia tenuta precedente, ero/sono un Essere di una tale grazia ed abilità infinite che possono essere o avere, piuttosto letteralmente, qualsiasi cosa io desideri.

 

A causa di questo, cerco la “ricreazione”. Occasionalmente ho bisogno di fare una vacanza. Se già arrivate da un tale potere e da una tale saggezza, dove andate per avere un po’ di “R & R?” Venite qui, in questo posto – il Mondo della Limitazione. Fate il possibile per DIMENTICARE. Spegnete la vostra maestà, mettete via la vostra saggezza e vi piantate fermamente nel terreno – nascete in una famiglia di “mortali” e persone che si trovano sotto le “leggi” planetarie.

 

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Lottate e vi fate strada attraverso le avversità. “Assoldate” malviventi che vi vengano a violentare, maltrattare, abusare e FERIRE. Assoldate genitori, insegnanti, figure autoritarie e “guru” spirituali che buttano all’aria il vostro pensiero e nascondono la vostra divinità da voi! Tutto è per il buono e puro divertimento. Un universo qui, una galassia là, campi gioco per gli Antichi e gli Splendenti.

 

Sebbene il Velo dell’Oblio nasconda alquanto efficacemente questa motivazione contorta dalla mente cosciente, io sono davvero un “Houdini” Cosmico che cerca di competere con se stesso riguardo al numero di “svantaggi” che posso superare!

 

Non esito davanti a questa Porta perché “dubito” che funzionerà!

Lo so che funzionerà. Innanzi tutto questa Porta è il modo in cui sono arrivato qui!

Esito come farebbe chiunque – chiunque si trovi alla cassa del supermercato facendosi quella domanda universale:

“Ora… c’è qualcos’altro di cui ho bisogno mentre sono qui?”

Bene……………… C’È?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“CHIARIRE MOTIVI E TROVARE LA PROPRIA STRADA”

di Daniel Jacob

 

Gli scritti che si trovano QUI tendono ad utilizzare linguaggi e metafore che sono intesi essere suggestivi……… provocatori, anche……… per i meccanismi interiori che contengono la vostra conoscenza personale e la vostra connessione con il Pianeta Terra. Non lasciatevi intimidire da quello che leggete qui o che altri vi dicono. Al meglio, i messaggi che provengono dall’esterno sono intesi essere un riflesso del nostro stesso potere e della nostra stessa conoscenza, che sono ancora addormentati dentro di noi. Si risveglieranno esattamente in tempo, come ognuno di noi ha pianificato che fosse.

 

Se vi sentite spaventati, o insicuri…… ecco alcuni suggerimenti. Come ho detto, non sostituiscono la nostra saggezza interiore, ma, in alcuni casi, vi possono sostenere ed iniziarvi ad una comunione più profonda con essa:

 

Durante questi tempi di elevata infusione energetica, suggerisco alle persone di essere molto ORGANICHE con il loro senso della guida. Lasciate che il vostro corpo sia il vostro “contatore Geiger”……… che vi dice se siete diretti al bersaglio con quello che al momento state facendo, o vi fa propendere verso cose nuove. La maggior parte della gente pensa in termini di “Vorrei”…… “Voglio”…… “Ho bisogno di”…… o “Dovrei”.

 

Le cose “vorrei” sono motivazioni che non sono ancora maturate bene. Rimangono sullo sfondo della mente e del cuore di una persona, come pentole sui fuochi posteriori di una stufa. Lasciate stare per adesso, ma fate attenzione ad ogni cambiamento che sopravviene mentre il tempo passa.

 

Le cose “voglio” sono definite. Sono mete verso cui la vostra anima vi fa propendere, come calamite che vi chiamano a casa. Sebbene non si possa forzare la manifestazione delle cose attraverso la semplice forza di volontà, possiamo creare una focalizzazione ed attraversare certi processi di manifestazione

 

Le cose “ho bisogno di” hanno origine dalle mete “voglio”. Sono passi necessari che dobbiamo fare tutti per crescere. Se siete sicuri delle vostre motivazioni “voglio”, allora gli elementi “ho bisogno di” fanno come gli altri. Se così non è, potreste aver bisogno di aspettare ulteriore guida e chiarezza.

 

Le cose “dovrei” sono alquanto pericolose per la tranquillità di una persona. Sono motivazioni che ci hanno agguantati, ma non in un modo carino. Ci assillano invece di inneggiare a noi. Cercate i dovrei, e andate dalla parte opposta. Se foste stati veramente convinti, avreste fatto quello che è necessario sia fatto. Se c’è esitazione, consideratela come un’indicazione che qualcosa non è ancora “a posto”. Non colpevolizzatevi perché non riuscite a stare al passo con i vostri “dovrei”. Cercate invece quelle cose che sono definite – più in linea con il vostro flusso naturale.

 

L’Insicurezza e l’Esitazione sono punti d’ancoraggio durante questi tempi di cambiamento. In mancanza di una chiara indicazione di ciò che si vuole o di cui si ha bisogno, il vostro dubbio vi manterrà stabili fino a che i vostri “venti dell’avversità” saranno passati. Non vedeteli come nemici. Se ogni cosa è VOI……… se siamo TUTTI UNO……… allora ogni energia ha il suo posto. Abbiate fiducia nel vostro processo, abbiate fiducia dei vostri tempi, ed abbiate fiducia di ciò che è e sembra giusto quando arriva a voi. Altro sarà rivelato in tempo.

 

Le Riconnessioni

 

 

 

 

 

 

“L’INQUISITORE”

di Daniel Jacob

Ogni cosa che incontriamo è una parte del SÉ…… un aspetto di quell’UNICO ESSERE, che illustra e personifica una qualità o essenza che vuole essere notata – forse anche studiata. Alcune di queste essenze sono fisiche ed assumono una vita propria. Altre sono energetiche e possono essere capite soltanto attraverso la consapevolezza espansa delle sensazioni e un riconoscimento dei “corpi sottili” che sono in moto. Mi riferisco ad un’energia simile come a L’INQUISITORE.

Per vivere nella 3D, tutti dobbiamo adottare una “firma” energetica unica, che vibra ad una particolare tonalità che rappresenta il nostro personale “atteggiamento mentale” su come dovrebbe essere vissuta la vita. Questo “atteggiamento” energetico (se volete) attrae danze di polarità con gli “altri” che vivono nella 3D. Per ognuna delle danze cui prendiamo parte, la nostra coscienza crea un’“ambientazione” su ciò che sembra essere un gigantesco equalizzatore della mente, della volontà, delle emozioni e del corpo.

Quando la Kundalini è attivata, un vortice inizia a girare – salendo attraverso ogni chakra del corpo. È quest’energia che chiamiamo “L’Inquisitore”. Sfida ed esamina accuratamente ognuna delle “ambientazioni” dell’Equalizzatore Attitudinale di una persona per determinare se quell’energia rappresenta adeguatamente chi è la persona.

Quando “L’Inquisitore” inizia a muoversi, nel corpo tutto prende vita. Avviene un’Accelerazione, durante cui le OMBRE sono illuminate e motivi nascosti possono essere rivelati.

Questo non è solamente un processo mentale. In natura è bio-energetico e ha a che fare con tutti gli aspetti della personalità umana in una volta. Questo è il motivo per cui il movimento della Kundalini può essere così rapido. Alcuni individui che sperimentano “il levarsi”, lo paragoneranno all’inserimento della base della propria colonna vertebrale in una presa elettrica. Nel momento in cui l’energia sale lungo la colonna vertebrale ed esce dal chakra della corona, emette una sorta di “tono handshake” (come potrebbe emettere un fax) che è il segnale all’universo che qui c’è un individuo pronto a “fare affari” con lo Spirito!

Le Riconnessioni ci dicono che un’enorme percentuale di casi di depressione e stanchezza possono essere riportati ad Attivazioni della Kundalini che sono stati rifiutati o interrotti.

Talvolta, la gente entra semplicemente troppo nella propria testa. Quando avviene questo, essi tendono a rifiutare i movimenti d’energia che hanno origine “laggiù in basso” per paura delle ramificazioni che potrebbero sopravvenire nel vivere la vita quotidiana. Durante i momenti di attivazione ad energia elevata, questo può essere un peccato. Alcune “finestre” di opportunità si aprono solo una volta…… e una volta che vengono rifiutate, si verifica nel corpo una sorta di “afflizione”.

“O seguite il vostro Spirito senza esitazione, o finirete per seguire la vostra esitazione senza Spirito.”

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PEDIATRIA: CI PIACE SOGNARE MA UN BAMBINI SOTTO I 14 ANNI SU 3 NON DORME BENE

In Italia circa un bambino su 3 con meno di 14 anni non dorme bene.

Solo il 68,4% secondo gli esperti lo fa in modo adeguato, con una percentuale maggiore al Nord (72,9%) rispetto al Sud (62,8%), e in generale più bassa tra 10 e 13 anni (51,7%).

 

 

La durata del sonno è risultata minore quando il bambino guarda un video prima di addormentarsi o ha la tv nella propria camera". Quindi niente tv, tablet , vedeogiochi, etc… se vogliamo un sonno ristoratore…

Per stare bene I consigli sono di dormire 11-14 ore tra 1 e 3 anni

 

10-13 ore tra 3 e 5 anni,

 

e 9-11 ore tra 6 e 13 anni.

 



Sono i dati del progetto 'Ci piace sognare', presentati alla Camera.

Sono stati "111 i pediatri italiani coinvolti, 2.030 bambini esaminati tra Nord, Centro e Sud - spiega Giuseppe Di Mauro, presidente della Sipps-Società italiana di pediatria preventiva e sociale - con il duplice scopo di raccogliere dati finora mancanti e fornire materiale educativo ai genitori sulle corrette abitudini al sonno nelle varie età pediatriche, preparato specificamente per questo progetto e base per un intervento educativo mirato ove necessario". Dai dati emerge che meno di un bimbo su 2 (il 47%) tra 1 e 2 anni si addormenta nel proprio letto.


Un 10% circa di bambini di ogni età si addormenta in un'altra stanza (ad esempio sul divano in salotto).

Il progetto evidenzia inoltre come il 20% dei bimbi di 5-6 anni e il 17% di 7-9 anni trascorra la maggior parte della notte nel letto dei genitori.

Complessivamente, il 13,1% dei bambini cambia letto durante la notte: la maggioranza va dal proprio a quello dei genitori, ma c'è anche chi compie il percorso inverso.

Il fenomeno non è esclusiva dei più piccoli.

Tra le principali abitudini per addormentarsi ci sono tv, videogiochi, tablet e pc.



"Ciò che emerge è che si legge davvero poco - sottolinea Marina Picca, presidente Sicupp-Società italiana delle cure primarie pediatriche - Basti pensare che il 65% dei bambini nella fascia d'età compresa tra i 3 e i 4 anni utilizza la tv o un altro video per dormire.

Percentuale che scende vertiginosamente al 48% quando si tratta di sfogliare le pagine di un libro.

La percentuale dei bambini che usa la tv o un altro video per addormentarsi sale al 72% tra i 5 e i 9 anni e al 79% tra 10 e 13, ma il dato che maggiormente preoccupa è che sia già il 40% tra 1 e 2 anni.

La durata del sonno è risultata minore quando il bambino guarda un video prima di addormentarsi o ha la tv nella propria camera".

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"Fattore qualificante dello studio - evidenzia Paolo Brambilla, pediatra di famiglia, responsabile del progetto 'Ci piace sognare' assieme ai colleghi Angela Pasinato e Marco Giussani - è stato quello di affidare l'indagine al pediatra di famiglia, che ben conosce le caratteristiche del proprio assistito e delle sua famiglia e che ha potuto raccogliere dati non influenzati dalla presenza di patologie acute o croniche.

Sono state evidenziate, inoltre, le relazioni tra caratteristiche del sonno e obesità, abitudini alimentari, uso dei media e abitudine alla lettura.

Il nostro compito è stato quello di aiutare i genitori a compilare un questionario, che indagava la durata e le caratteristiche del sonno e le abitudini serali dei loro piccoli".

 

Circa il 27% dei bambini beve nell'imminenza di addormentarsi, prevalentemente latte nei primi anni di vita, ma anche succo di frutta….quindi si alza a fare pipi’ interrompendo il sonno…



Bere prima di addormentarsi è risultata un'abitudine legata a una minore durata del sonno.

Un dato curioso è quello che riguarda l'uso del biberon per addormentarsi: ovviamente è molto frequente nei piccoli (31% a 1-2 anni e 17% a 3-4 anni), ma il biberon è usato ancora dal 5% dei bambini tra i 5 e i 6 anni.



Nel 2015 la National Sleep Foundation (Nfs) americana ha aggiornato le proprie raccomandazioni sulla durata del sonno nelle varie età pediatriche.

I consigli sono di dormire 11-14 ore tra 1 e 3 anni

 

10-13 ore tra 3 e 5 anni,

 

e 9-11 ore tra 6 e 13 anni.

 

"Il sonno è un aspetto essenziale per il benessere psicofisico del bambino e importanti sono le implicazioni cliniche qualora un bimbo dorma in modo inadeguato dal punto di vista quantitativo e qualitativo - ricorda Luca Bernardo, responsabile rapporti con enti e istituzioni della Sipps

 

- Tuttavia, nessuno studio di popolazione era stato effettuato fino ad oggi in Italia e le nostre conoscenze si basavano su esperienze internazionali.

Credo che il progetto 'Ci piace sognare' meriti davvero un'attenzione particolare".

 

http://www.lasaluteinpillole.it/salute.asp?id=31280

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Rapporto di Amnesty: giro del mondo tra i diritti negati

"I diritti sono in pericolo, considerati con profondo disprezzo da molti governi del mondo" - ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. Nel 2015 molti governi hanno violato in modo sfacciato il diritto internazionale nel loro contesto interno: oltre 122 stati hanno praticato maltrattamenti o torture e 30 paesi, se non di più, hanno rimandato illegalmente rifugiati verso paesi in cui sarebbero stati in pericolo. In almeno 19 paesi, governi o gruppi armati hanno commesso crimini di guerra o altre violazioni delle "leggi di guerra".
Amnesty International mette in guardia anche da una preoccupante abitudine dei governi, che attaccano e prendono sempre più di mira attivisti, avvocati e altre persone che difendono i diritti umani.

Secondo Amnesty International, un'insidiosa e strisciante tendenza sta mettendo in pericolo i diritti umani: i governi attaccano di proposito le istituzioni che hanno creato per proteggere i diritti di tutti, riducono i finanziamenti a esse destinati o le ignorano.


"Non sono solo i nostri diritti a essere minacciati, lo sono anche le leggi e il sistema che li proteggono. Oltre 70 anni di duro lavoro e di progresso umano sono a rischio" - ha sottolineato Shetty.
Gli organismi sui diritti umani delle Nazioni Unite, il Tribunale penale internazionale e meccanismi regionali come il Consiglio d'Europa e il sistema interamericano dei diritti umani sono minacciati da governi che cercano di sfuggire ai controlli sulla situazione interna dei loro paesi.

Molti governi hanno sfacciatamente violato il diritto internazionale e stanno volutamente indebolendo le istituzioni che dovrebbero proteggere i diritti delle persone. Salil Shetty, segretario del movimento globale, mette in guardia: "Non sono solo i nostri diritti a essere minacciati, lo sono anche le leggi e il sistema che li proteggono".


In occasione del lancio del suo Rapporto 2015-2016 Amnesty International ha ammonito che la protezione internazionale dei diritti umani rischia di essere compromessa a causa di interessi egoistici nazionali di corto respiro e dell’adozione di misure draconiane di sicurezza, che hanno dato vita a un assalto complessivo ai diritti e alle libertà fondamentali.

"I diritti sono in pericolo, considerati con profondo disprezzo da molti governi del mondo"

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- ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International.-

Nel 2015 molti governi hanno violato in modo sfacciato il diritto internazionale nel loro contesto interno: oltre 122 stati hanno praticato maltrattamenti o torture e 30 paesi, se non di più, hanno rimandato illegalmente rifugiati verso paesi in cui sarebbero stati in pericolo. In almeno 19 paesi, governi o gruppi armati hanno commesso crimini di guerra o altre violazioni delle "leggi di guerra".
Amnesty International mette in guardia anche da una preoccupante abitudine dei governi, che attaccano e prendono sempre più di mira attivisti, avvocati e altre persone che difendono i diritti umani.

"Invece di riconoscere il ruolo cruciale che queste persone hanno nella società, molti governi sono intenti a ridurre al silenzio le critiche e zittire i loro cittadini in violazione delle stesse leggi nazionali" - ha lamentato Shetty.In parte, spiega Amnesty International, si tratta della reazione di molti governi alle minacce alla sicurezza cresciute nel 2015. "La malconcepita reazione di molti governi alle minacce alla sicurezza nazionale si è tradotta in un attacco alla società civile, al diritto alla riservatezza e a quello alla libertà di parola".

Nel 2015, le Nazioni Unite e i loro uffici che si occupano di protezione dei diritti umani e dei rifugiati hanno sofferto gravemente a causa dell'ostilità e del rifiuto di cooperare da parte dei governi.

"Le Nazioni Unite erano state istituite per 'salvare le future generazioni dal flagello della guerra' e 'riaffermare la fiducia nei diritti umani fondamentali', ma sono più che mai in difficoltà di fronte alle enormi sfide attuali" - ha commentato Shetty.
Molti governi hanno ostinatamente bloccato le iniziative delle Nazioni Unite per impedire atrocità di massa o chiamare i responsabili a rispondere delle loro azioni, respingendo o screditando le raccomandazioni per migliorare la situazione dei diritti umani a livello nazionale.

Il conflitto della Siria è uno degli orribili esempi delle catastrofiche conseguenze, per i diritti umani, del sistematico fallimento delle Nazioni Unite nel tener fede al loro ruolo vitale nel rafforzamento dei diritti umani e del diritto internazionale e nel chiamare a rispondere i responsabili delle violazioni.
Il prossimo segretario generale, che verrà eletto durante il 2016 ed entrerà in carica nel gennaio 2017, erediterà un'organizzazione che ha raggiunto molti risultati ma che ha UN disperato bisogno di un nuovo vigore. Amnesty International chiede agli stati membri e al Consiglio di sicurezza di mostrare coraggio nel pensare a nuove riforme, a partire proprio dal modo in cui sarà eletto il nuovo segretario generale.

"Gli stati membri delle Nazioni Unite hanno quest'anno la storica opportunità di rinvigorire l'organizzazione, sostenendo un forte candidato al ruolo di segretario generale che abbia la volontà, la forza personale e la visione necessarie per respingere i tentativi degli stati di minacciare i diritti umani a livello nazionale e internazionale" - ha sottolineato Shetty.
Da questo punto di vista, secondo Amnesty International, il meccanismo di elezione dovrà essere equo e trasparente e assicurare che le opinioni dei candidati sulle più grandi sfide ai diritti umani che le Nazioni Unite si trovano ad affrontare siano conosciute e comprese.

"Oggi il mondo sta affrontando molteplici sfide, create o prolungate nel tempo da governi che si perdono in giochi politici a spese delle vite umane. Milioni di rifugiati soffrono a causa della proliferazione dei conflitti e i gruppi armati attaccano deliberatamente le popolazioni civili e commettono altri gravi abusi" - ha dichiarato Shetty.

"I leader mondiali hanno il potere di impedire che queste crisi finiscano ulteriormente fuori controllo. I governi devono porre fine al loro assalto ai nostri diritti e rafforzare le difese che il mondo si è dato per proteggerli. I diritti umani sono una necessità, non un optional. Le sfide per l'umanità non sono mai state così grandi" - ha concluso Shetty.


Nel 2015 Amnesty International ha documentato gravi violazioni dei diritti economici, sociali, politici e civili in molti paesi. Ecco un elenco, affatto esaustivo, di esempi di attacchi a livello nazionale ai diritti umani e alle istituzioni che dovrebbero proteggerli:
Angola: uso delle leggi sulla diffamazione e sulla sicurezza per intimidire, arrestare e imprigionare persone che avevano espresso pacificamente le loro opinioni; mancato rispetto delle raccomandazioni delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani.

Arabia Saudita: brutale repressione contro chi aveva osato chiedere riforme o criticare le autorità; crimini di guerra nella campagna di bombardamenti in Yemen; ostacolo all'istituzione di una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sui crimini commessi da tutte le parti coinvolte nel conflitto dello Yemen.

Burundi: sistematiche uccisioni e uso massiccio di altre tattiche violente da parte delle forze di sicurezza; tentativo di sopprimere la comunità dei diritti umani.

Cina: aumento della repressione contro i difensori dei diritti umani; adozione di leggi indiscriminate in nome della sicurezza nazionale.

Egitto: migliaia di arresti, anche nei confronti di chi aveva espresso critiche in modo pacifico, nell'ambito della repressione in nome della sicurezza nazionale; prolungata detenzione di centinaia di persone, senza accusa né processo; centinaia di condanne a morte.

Gambia: torture, sparizioni forzate, criminalizzazione delle persone Lgbti; totale rifiuto di cooperare con le Nazioni Unite e con gli organismi regionali per i diritti umani su questioni come la libertà d'espressione, le sparizioni forzate e la pena di morte.

Israele: mantenimento del blocco militare nei confronti di Gaza e conseguente punizione collettiva ai danni di 1,8 milioni di abitanti; mancato rispetto, così come da parte della Palestina, della richiesta delle Nazioni Unite di condurre serie indagini sui crimini di guerra commessi nel conflitto di Gaza del 2014.

Kenya: esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate e discriminazione contro i rifugiati nel contesto delle operazioni anti-terrorismo; tentativo di indebolire il Tribunale penale internazionale e la sua capacità di perseguire la giustizia.

Messico: grave situazione dei diritti umani, tra cui 27.000 sparizioni; dura reazione alle critiche delle Nazioni Unite sul massiccio uso della tortura, quasi completamente impunito nonostante l'aumento delle denunce.

Pakistan: risposta gravemente lesiva dei diritti umani all'orribile massacro della scuola di Peshawar della fine del 2014; uso incessante della pena di morte; sorveglianza e chiusura degli uffici delle Ong internazionali considerate "contro gli interessi" del paese.

Regno Unito: continuo uso della sorveglianza di massa in nome della lotta al terrorismo; passi indietro costituiti dal proposito di evitare lo scrutinio della Corte europea dei diritti umani.

Russia: uso repressivo di leggi sulla sicurezza nazionale e contro l'estremismo dai contenuti vaghi; azione coordinata per ridurre al silenzio la società civile; rifiuto di riconoscere le vittime civili degli attacchi in Siria e mosse spietate per fermare l'azione del Consiglio di sicurezza sulla Siria.
Siria: uccisione di migliaia di civili in attacchi diretti e indiscriminati contro i civili mediante barili-bomba e altri armamenti nonché con l'uso della tortura in carcere; lunghi assedi contro le aree civili, blocco degli aiuti internazionali alle popolazioni alla fame.

Slovacchia: diffusa discriminazione contro i rom, nonostante anni di campagne da parte di gruppi nazionali ed europei che alla fine hanno spinto la Commissione europea ad avviare una procedura d'infrazione contro il paese.

Stati Uniti d'America: centro di detenzione di Guantánamo - esempio delle gravi conseguenze della "guerra al terrore" - ancora aperto; assenza di procedimenti giudiziari nei confronti degli autori di torture e sparizioni forzate.

Thailandia; arresto di persone che avevano espresso critiche in modo pacifiche tra cui attori, utenti di social e autori di graffiti; rifiuto da parte del governo militare delle richieste internazionali di non limitare i diritti umani e non ridurre al silenzio il dissenso in nome della sicurezza.

Ungheria: chiusura dei confini di fronte a migliaia di rifugiati in condizioni disperate; ostacolo al tentativi regionali di aiutarli.

Venezuela: perdurante assenza di giustizia per gravi violazioni dei diritti umani e costanti attacchi contro i difensori dei diritti umani; denuncia della Convenzione americana dei diritti umani dopo il precedente ritiro dalla giurisdizione della Corte interamericana dei diritti umani, che ha significato negare la giustizia alle vittime delle violazioni dei diritti umani.


Roma, 24 febbraio 2016

- See more at: http://www.giornalesentire.it/article/-human-rights-the-house-of-peace-rapporto-diritti-umani.html#sthash.fNW9ODzv.dpuf

 

 

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La Meditazione Creativa: Yogi harbhajan

Quando la vostra mente è totalmente creativa, niente giunge a voi senza un fine, niente vi succede senza un fine. Niente vi lega con l’attaccamento al ciclo delle preoccupazioni e del dolore. Il successo diventa un’abitudine inconscia.

La meditazione creativa è quando la mente creativa accetta sé stessa come parte dell’universo. Allora l’intero universo diventa parte di voi. Una mente creativa sa che, ovunque si trovi, può essere creativa.

Quando diventate parte dell’universo, l’universo diventa parte di voi. Questa è la meditazione creativa – di minuto in minuto, di essere in essere, di luogo in luogo, di respiro in respiro.

 

Ogni respiro che entra dentro di voi entra per volontà` divina ed esce per volontà divina. Perciò, di cosa vi preoccupate?

 

Chi tra voi ha il potere di respirare? Cos’ è il respiro per voi? Respiro significa vita. È la vita. Cos’ è la vita? La vita è un bindu, un punto. Un punto a cui sono state date esistenza ed energia per percorrere in longitudine e in latitudine l’orbita del tempo su una specifica estensione. Il suo splendore dipende dalla sua vibrazione. Se vibrate come l’universo, siete umani universali. Se vibrate come una nazione, siete umani nazionali. Se vibrate come una città, siete cittadini.

 

Se la vostra vibrazione è limitata, siete uomini limitati. Potete decidere. Tutto questo dipende da voi, potete scegliere. Se espandete la vostra mente, vi espandete. Se la vostra mente è contratta, siete contratti.

La vita non è sotto il vostro controllo e la mente non è obbediente, ma c’è qualcosa a cui la mente obbedisce. È il ritmo del respiro. La mente sa che se il suo corpo non riceverà il respiro, non potrà più agire con il corpo.

Quando il respiro è lungo, profondo e lento, la mente è costante e concentrata. Quando il respiro è pesante, rapido e superficiale, la mente si disperde. Normalmente respirate quindici volte al minuto. Se riuscirete ad abituarvi a respirare otto volte al minuto potrete tenere il vostro umore e la vostra proiezione sotto controllo. È la meditazione più creativa che possiate fare.

Espandete la mente e diventate parte dell’intero processo cosmico. Diventate creativi, non attaccati e senza preoccupazioni, ma non noncuranti.


Tenete nel cuore la meditazione come una strada d’oro verso l’infinito,

 

di cui si deve fare esperienza ogni giorno nell’attività pratica.

Tratto da: “Meditazione Creativa – Manuale di Yoga Kundalini per risvegliare ed equilibrare i sette chakra”
a cura di Ravijeet Kaur

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LA MEDITAZIONE E LA FISICA QUANTISTICA

Il campo unificato è quella parte immutabile in cui ogni porzione di spazio riposa ….come LA MEDITAZIONE

Oggi abbiamo fatto due chiacchiere con Carlotta Brucco, MAESTRA DI MEDITAZIONE  (autrice, cresciuta sotto la guida di grandi lama tibetani e altri maestri di diverse tradizioni spirituali avendo così modo di approfondire lo studio e la pratica di antichi metodi e tecniche di autoconoscenza). Meditazione con tema: Il vero volto della meditazione, l'essenza, il pensiero.

Carlotta e’ intervistata da Riccardo R.

Di R: Riccardo e  C: Carlotta

C: Sì diventa una meditazione se lo mettiamo in pratica, se lo portiamo nella nostra vita. La meditazione non é mai scissa dalla quotidianità. Quando le persone mi chiedono quanto tempo devono meditare io dico loro: “24 su 24!”. La meditazione é uno stato di coscienza; a me piace dire un nuovo linguaggio. Si impara piano piano, ma poi lo si parla sempre….

….vi auguro di cercare la consapevolezza della vostra felicità iniziando dall’ascoltare tutto ciò che siete e tutto ciò che é il mondo senza giudicare, senza dare opinioni ma solo offrendo a voi stessi e gli altri un tenero ascolto privo di alcuna proiezione. Se unirete l’ascolto silenzioso alla tenerezza qualcosa di speciale inizierà pian piano a farsi vedere. Bisogna però avere molta pazienza e innaffiare la nostra pratica quotidianamente con gentilezza e costanza. Mi piace dire che quando non sappiamo più che fare é utile abbracciare ciò che non ci piace per arrenderci meglio al momento presente. Solo accettando ciò che c’é in questo momento arriveranno le intuizioni per creare nuovamente una vita ricca e appagante. Vi auguro Buon Anno: che troviate la Visione e la frequenza del meraviglioso essere che siete veramente!

Leggi tutto :

R: Il campo unificato è quella parte immutabile in cui ogni porzione di spazio riposa, le onde che emergono dal vuoto cercano sempre l'armonia il principio unificante. La mente, quindi, ha il ruolo di insegnare alle onde come accordarsi in pace.

Questa misura della mente crea ordine nel campo personale, nel campo collettivo e in quello universale.

Esperimenti scientifici hanno dimostrato che una persona che medita riduce la criminalità nel mondo di quasi il 10%, più del 60% se a meditare è un gruppo. La meditazione è anche un modo per rinnovare il campo strutturato del corpo (esperimenti dimostrano che i telomeri del corpo hanno grossi benefici in chi medita).

La meditazione è confusa come una tecnica, ma in realtà è la scoperta della perfezione del momento presente, quindi potremmo dire che la meditazione è la vita.  Accettare la perfezione del momento implica comunque una divisione tra chi accetta e ciò che viene accettato, potremmo dire che la meditazione è la fine della divisione, che vuol dire che le onde di pensiero vengono acquietate, perché non c'è dualità, divisione e quindi conflitto. La meditazione è la scoperta dell'essenza (la presenza continua e permanete del campo unificato), quindi è la fine dell'identificazione.

Questo va distillato all'interno e sciolto in un processo di evoluzione di campo che va dalle onde infrarosse all'ultravioletto di campo, in cui vengono osservate le esperienze. Ma, per chi si avvicina alla meditazione queste rimangono solo parole, qual è quel processo interno per cui si viene veramente in contatto con tale essenza.

 

C: A me piace parlare di contemplazione proprio riferendomi alla meditazione intendendo un tipo di ascolto particolare in cui non c’é proiezione di alcun pensiero ma solo ascolto totale, un morbido, tenero ascolto di ciò che c’é che parte proprio dalla totale accettazione del momento presente. La perfezione del momento presente é difficile da accettare perché l’ego crede di dover trovare delle soluzione ai problemi pensando, invece non é così; la contemplazione porta a far pace con l’istante comprendendo che ha tutto ciò che ci serve per essere felici e ci rivela inoltre quello che potrebbe essere creato partendo da quel momento. Dalla contemplazione nasce l’intuizione che non è un pensiero ma una frequenza, una nuova frequenza che ci indica una nuova possibilità di realtà che prima magari non riuscivamo a vedere.

 

R: Sì, chi si presta a questo tipo di pratica riscontra subito l'aumento del pensiero, se prova ad acquietarlo con la forza o a non pensarlo, esso aumenta, ma se la meditazione è veramente la fine del pensiero allora bisogna rendersi conto di non essere il contenuto del pensiero.

 

C: La meditazione o contemplazione non é una tecnica, come dici tu, ma proprio un modo di essere, di vivere, di guardare alle cose del mondo. Certo, i pensieri aumentano se si decide di non pensare! Nella mia esperienza ho visto che i pensieri si acquietano solo quando ci si stufa di pensare, solo quando capiamo che non ci portano soluzioni. Allora non siamo più interessati a quelle voci e qualcosa si acquieta. Quando i pensieri diminuiscono è possibile avere più chiarezza per prendere consapevolezza che non siamo il contenuto dei pensieri. I pensieri nascono dalle nostre Visioni illusorie che si sono create dalle frequenze dei nostri genitori, avi, ecc.. maschere che non ci appartengono ma che ci tengono legati alle Visioni/frequenze non scelte da noi ma subite da altri. È una schiavitù inconsapevole. Inizialmente é utile prendere consapevolezza che noi non siamo ciò che noi crediamo, non siamo i nostri credo; le nostre convinzioni non ci appartengono ma sono state subite perché nate da Visioni/frequenze non nostre che ci hanno portato su binari obbligati di pensiero e di vita.

 

R: Bene, ora la cosa fondamentale è capire chi è che si accorge del contenuto del pensiero e smette di creare un'immagine di se stessi. Chi è questa entità che si accorge del pensiero? Se diciamo "io", nel momento esatto in cui dico io mi sono accorto del pensiero sto di nuovo pensando, quindi ci deve essere un qualcosa che si accorge del pensiero ma che non è il pensiero stesso.

 

C: Difficile descrivere ciò che non può essere descritto, ma io la chiamo Presenza. Presenza é soggetto e oggetto insieme e non accade nell’Io vedo te ma nell’essere il vedere. Non accade nell’io tocco te ma nel toccare. L’io esiste solo nel tempo. Nella contemplazione, cioè nell’attimo presente o meglio ancora nella Presenza non esiste. Non può essere trovato. L’io é una dimensione sconosciuta alla presenza. Se si dimora nella contemplazione l’io non é più la nostra casa che finalmente ritorna ad essere ciò che é sempre stato: Presenza, o meglio un’amorevole Presenza. Se non c’é amore non c’é Presenza. Sono intimamente legati e se si può dire ancor meglio sono la stessa cosa. Una volta un lama tibetano speciale, un vecchio eremita che viveva sull’Himalaya mi ha detto che ci si accorge di aver realizzato la vera natura della mente se contemporaneamente a ciò si dimora nella compassione. Come dire che amore e saggezza devono sempre stare insieme altrimenti non c’è amore e non c’é saggezza.

R: Se lo vediamo da un punto di vista fisico è il campo ultimo, immutabile e sempre perfetto, tale essenza e sempre presente anche quando l'ente non se ne accorge ed è estesa ed unita: ha come principio l'armonia la condivisione dello spazio che ha come misura phi. A questo punto si può dire che la meditazione è la fine del pensiero, cioè quando il pensiero con tutto il suo bagaglio si accorge della sua insensatezza giunge alla fine ed allora la presenza affiora. In pratica potremmo dire che l'io è pensiero? Bilanciare il pensiero consiste nel porre fine al pensiero, in questo senso la fine dl pensiero è la scoperta di sè? L'unico approccio a questo è la compassione, cioè accettare tutto il pensiero così com'è?

 

C: Più che porre fine al pensiero è disidentificarsi con esso. Ci possono essere dei pensieri, certo ma diventano dei mezzi per vivere qui in questo mondo, non più dei padroni. Tuttavia sono pensieri molto legati alle circostanze, molto semplici, oppure sono pensieri nati da intuizioni, o meglio sono traduzioni di queste intuizioni. In questo modo riusciamo a usare le intuizioni portandole in azione in questo mondo. Ci serviamo dei pensieri come il cavaliere si serve dei cavallo per andare in giro a compiere la sua opera. La compassione é l’essenza. La vera natura della mente é un’unica presenza compassionevole. Non parlo di amore nel senso conosciuto, quello é limitato da infinite visioni condizionanti. Parlo di una frequenza, che è ciò che regge il tutto. Compassione é quella frequenza che ti fa riconoscere la sofferenza dell’altro anche se tu sei felice. É quella frequenza che ti fa entrare in azione usando i tuoi talenti anche se tu hai compreso che é tutto un’illusione. Anche se hai compreso che tutto é Uno e l’Io non esiste la compassione ti fa Vedere che per l’altro non é così e quindi sei spinto a portare anche l’altro a vedere che può essere felice. La compassione é una realizzazione che viene mano a mano che ci si libera dalle proprie illusioni e contemporaneamente ci si libera dalle proprie illusioni cercando la compassione. Il problema é che crediamo di poter essere felici pensando nel solito modo alle solite cose; questo é il vero problema.

R: Si, la frequenza di cui parli ha sicuramente una misura in sezione aurea, è un emozione purificata. In pratica il pensiero non può conoscere quel principio universale che chiamiamo amore. Ma, se un dialogo come questo mi aiuta a porre fine al pensiero o mi porta alla quiete, non potremmo dire che in fin dei conti è una meditazione?

C: Sì diventa una meditazione se lo mettiamo in pratica, se lo portiamo nella nostra vita. La meditazione non é mai scissa dalla quotidianità. Quando le persone mi chiedono quanto tempo devono meditare io dico loro: “24 su 24!”. La meditazione é uno stato di coscienza; a me piace dire un nuovo linguaggio. Si impara piano piano ma poi lo si parla sempre.

R.: Sì, ma se mentre parliamo il pensiero si accorge di non essere l'intero, non è forse una pratica?

 

C: Sì certo. Diciamo che il pensiero non può accorgersi di essere l’intero ma la presenza sì. Quindi è più un atto intuitivo di consapevolezza che poi può essere tradotto in un pensiero. La mente capisce, la consapevolezza comprende. Mentre ora parliamo possiamo ascoltare quella parte di noi che intuisce di essere un’amorevole presenza. Magari non la vediamo bene ma qualcosa di noi sa che é così. Questo per ricordarci che é possibile essere liberi e felici.

R: Ma, la presenza non è forse già consapevole della sua natura, ed è quella che emerge come intuizione come dicevi prima, quindi in pratica il pensiero deve accorgersi del suo limite e del fatto che è la causa della sofferenza, a quel punto smette di essere?

 

C: Sì penso anche io come dici.

 

R: Bene a questo punto potremmo dire che la causa della sofferenza è l'immagine di sé?

 

C: Sì io dico una distorta Visione di sé.

 

R: Quindi, chi soffre è l'immagine o il pensiero ma mai la presenza interna che è intoccabile?

 

C: Giustissimo! Bisogna diventarne consapevoli. Allora la sofferenza non c’é più. Anche quando c’è dolore la sofferenza non c’é più.

 

R: Ok, il tempo per questa meditazione sta per finire vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?

 

C: Auguro a tutti, con tutto il cuore di cercare la propria vera natura meravigliosa, felice e compassionevole, perché chi cerca con sincerità e costanza troverà di sicuro.

vi auguro di cercare la consapevolezza della vostra felicità iniziando dall’ascoltare tutto ciò che siete e tutto ciò che é il mondo senza giudicare, senza dare opinioni ma solo offrendo a voi stessi e gli altri un tenero ascolto privo di alcuna proiezione. Se unirete l’ascolto silenzioso alla tenerezza qualcosa di speciale inizierà pian piano a farsi vedere. Bisogna però avere molta pazienza e innaffiare la nostra pratica quotidianamente con gentilezza e costanza.

Mi piace dire che quando non sappiamo più che fare é utile abbracciare ciò che non ci piace per arrenderci meglio al momento presente. Solo accettando ciò che c’é in questo momento arriveranno le intuizioni per creare nuovamente una vita ricca e appagante. Vi auguro Buon Anno: che troviate la Visione e la frequenza del meraviglioso essere che siete veramente!

R: Grazie, Carlotta.

C: Grazie Riccardo.

RINGRAZIAMO ANCHE NOI CARLOTTA, MAESTRA DI MEDITAZIONE

http://scienzeeteriche.blogspot.it/2015/12/ricerca-sul-campo-unificato_15.html

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