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Il FORNO A MICROONDE riduce i nutrienti degli alimenti ed E' DANNOSO PER LA SALUTE

Il microonde riduce i nutrienti degli alimenti e non solo

 ..Uno studio del 1999 scandinavo evidenzia come degli asparagi cotti in un forno a microonde avessero una riduzione sostanziale delle loro vitamine.

Altro studio legato all’aglio fa notare come 60 secondi nel microonde, sono sufficienti a rendere inattivo il principio antitumorale, l’allicina. Addirittura il latte materno riscaldato nel forno a microonde perde le sue proprietà immunologiche, una diminuzione degli anticorpi, dell’attività della lisozima (una proteina con attività antivirale) ma oltre a ciò vi è un aumento dei batteri….

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Il forno a microonde è ormai un elettrodomestico di uso comune nelle nostre case, quasi indispensabile nelle cucine, perché con la vita frenetica riduce notevolmente i tempi di preparazione e cottura dei cibi.

 

Le caratteristiche principali che hanno permesso a questo elettrodomestico di spopolare nelle case sono:

1. tempi di cottura ridotti ;

2. risparmio di stoviglie e di tempo per la loro pulizia

3.risparmio energetico dovuto ai tempi ridotti.

 

Erroneamente possiamo anche pensare che sia un modo di preparare il cibo nel rispetto dell’ambiente in quanto non andiamo ad utilizzare combustibili fossili o legno e il consumo di energia sembra contenuto. Le aziende che commerciano i forni a microonde sostengono che vengono protette le sostanze nutritive degli alimenti. Non è così.

Uno studio del 1999 scandinavo evidenzia come degli asparagi cotti in un forno a microonde avessero una riduzione sostanziale delle loro vitamine.

Altro studio legato all’aglio fa notare come 60 secondi nel microonde, sono sufficienti a rendere inattivo il principio antitumorale, l’allicina.

Uno studio pubblicato risalente a novembre 2003 dal Journal of the Science of Food and Agriculture ha scoperto che i broccoli cotti nel forno a microonde con un pò d’acqua perdono fino al 97% di antiossidanti, mentre in una normale cottura a vapore perdono l’11%.

Addirittura il latte materno riscaldato nel forno a microonde perde le sue proprietà immunologiche, una diminuzione degli anticorpi, dell’attività della lisozima (una proteina con attività antivirale) ma oltre a ciò vi è un aumento dei batteri.

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I batteri contenuti nei prodotti alimentari sopravvivono molto più facilmente in un forno a microonde rispetto ad un forno convenzionale...

 

 

La cottura a microonde crea nuovi composti non presenti negli alimenti e nel corpo umano e sono chiamati composti radiolitici, al momento non è ancora noto il loro effetto sul corpo, sono simili a quelli creati dalla radioterapia, in quantità minime, ma non ci sembra una gran bella notizia. Un altro problema del cibo trattato a microonde è che esso ha un colore ed un sapore meno forte se paragonato al cibo cucinato in modo tradizionale soprattutto ciò si verifica nei cibi che contengono della pasta. Questo fatto ha sviluppato ed incoraggiato la produzione di additivi che possono essere usati nei cibi per forno a microonde e che riproducono artificialmente i colori ed i sapori che i consumatori si aspettano di trovare.

 Gli studiosi dell’università australiana degli stati di Lara e Ashton nel loro libro che raccomandiamo caldamente di leggere “I Pericoli del Progresso” (Zed Books, Londra, 1999) affermano : “Un esempio di un nuovo tipo tecnologico di sapori special- mente destinati ai cibi da cucinare a microonde sono i recettori. Questi sono di solito incorporati nell’involucro dei cibi per microonde e sono usati per raggiungere delle aree ad alta temperatura; questo da un effetto di rosolatura al cibo durante la cottura a microonde. Un leggero effetto collaterale di alcuni di questi prodotti prima del 1992 significava anche che veniva emessa una piccola quantità di etere bisfenolo Aúdiclicide, una sostanza chimica tossica conosciuta come BADGE, che andava nel cibo durante la cottura a microonde. BADGE era un componente dell’adesivo antigelo usato per fissare i recettori all’involucro.” 

Gli autori citano uno studio del 1992 su 52 campioni di pizza in cui nove recettori usati in una marca contenevano BADGE in una con-centrazione che andava da 0,2 -a 0,3%. La sostanza chimica passava nella pizza quando questa veniva cucinata nell’involucro come da istruzioni (Food Additives and Contaminants, 1994; 11 : 231- 40).

Spesso pane e cereali vengono venduti in involucri cerati per poter facilmente essere scaldati a microonde. Ma uno studio recente ha dimostrato seguendo le istruzioni risultava che il 60% della cera passava nel cibo (Food Additives and Contaminants, 1994; 11 : 79 -89).

La pellicola in PVC che copre il cibo durante la cottura a micro-onde lascia particelle di plastica a tal punto che una ricerca del 1996 raccomandava di non usare plastica PVC a diretto contatto con il cibo durante la cottura. 

E’ riferito il caso di un paziente che nel 1991 in un ospedale di Tulsa, Oklahoma, è morto per crisi anafilattica dopo una trasfusione di sangue che era stato scaldato in forno a microonde. 

L’irradiazione sembra avere alterato il sangue in qualche modo e avere causato la morte del paziente (Journal of Natural Sciences, 1998; 1: 2-7). Nell’Agosto 1989, una ricerca del governo britannico ha dimostrato che la Listeria ed altri batteri potenzialmente mortali possono sopravvivere nel cibo cucinato a microonde, anche se si seguono le istruzioni 

 

ambientebio.it

http://crepanelmuro.blogspot.it/

 

 

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Salute: l'indagine, tra selfie e social: adolescenti da 7 a 13 ore sul web

Salute: l'indagine, tra selfie e social adolescenti da 7 a 13 ore sul web

Difficile vedere un teenager senza telefonino in mano.

E ora la conferma arriva da un'indagine, secondo cui tra selfie e social i nostri figli passano in media 7 ore al giorno sul web, ma c'è anche chi arriva a 13 ore.

I dati sono stati raccolti dall'Osservatorio sulle tendenze e comportamenti degli adolescenti, presieduto da Maura Manca, psicoterapeuta e direttore di AdoleScienza.it, su un campione composto da circa 7.000 adolescenti di tra i 13 ei 18 anni di 11 città campione in tutta Italia, dal Nord al Sud.

Ebbene, il 95% degli adolescenti ha almeno un profilo sui social network, fino alla gestione parallela di 5-6 profili e di 2-3 App di messaggistica istantanea.

Calcolando che ormai la maggior parte degli adolescenti possiede uno smartphone di ultima generazione, il 50% anche un tablet, spesso collegati alla smart-tv, i ragazzi hanno un accesso estremamente facilitato e soprattutto continuativo alla Rete.

I giovani infatti dichiarano di passare in media 7 ore della loro giornata con lo smartphone in mano, fino a un massimo di 13 ore extrascolastiche.

E il 71,5% lo utilizza anche durante l'orario scolastico.

Questi adolescenti tengono a portata di mano il telefono quasi tutto il giorno e il 12%, oltre un ragazzo su 10, si sveglia durante la notte per leggere le notifiche e i messaggi.

Il 64%, poi, ha paura che si scarichi il cellulare o che non prenda fuori casa e questa condizione nel 32% genera ansia, rabbia e fastidio.

"Si chiama nomofobia - spiegano gli autori dell'indagine - e deriva da 'no mobile' e fobia, ossia la paura di rimanere senza connessione".

Uno dei dati più allarmanti è che l'11% ha anche un profilo finto che nessuno conosce o che conoscono solo in pochi amici, non genitori, con cui si addentra nei meandri più nascosti della Rete e non è minimamente controllabile. L'aspetto che caratterizza gli adolescenti di oggi sono i selfie: mediamente i ragazzi ne scattano in media tra i 3 e gli 8 al giorno, con punte massime di 100.

Il 31% degli adolescenti si fa i selfie per ricordo, l'11% per noia e l'8,5% per ridere.

Il 15,5% condivide tutti i selfie sui social network e su WhatsApp, soprattutto le femmine.

Circa un adolescente su 10, inoltre, fa selfie pericolosi in cui mette potenzialmente a repentaglio la propria vita, soprattutto i maschi. Il 18% ha partecipato a una moda a catena sui social e il 50% è stato nominato, ossia chiamato in causa in una di queste catene.

Per lo più si tratta di sfide "alcoliche, tra cui bere ingenti quantità di alcol in pochissimo tempo e nei luoghi o posizioni più improbabili".

Con selfie mentre si vomita o in condizioni vicine all'intossicazione alcolica.

A queste si aggiungono le mode in cui il corpo e la magrezza hanno un ruolo centrale (Thigh Gap, Bikini Bridge, Sfida della clavicola, Belly Slot (fessura nella pancia) e Belly Button, far girare braccio dietro la schiena fino a toccarsi l'ombelico).

Ormai il numero di follower, di 'mi piace' e di commenti positivi condiziona l'autostima e l’emotività di molti ragazzi: secondo il 55% è importante il numero di like che si ottengono sui social e il 17,5% li conta, guarda chi li mette, quando e si fa condizionare.

Il 94% utilizza Internet per parlare con gli amici, il 58% per noia, il 56% per studiare, il 69% per guardare film in streaming e ascoltare musica, il 44% per giocare online, il 24% per guardare i siti porno e il 6,4% per il sexting.

Fra le insidie "il cyberbullismo di cui è vittima il 6,3% degli adolescenti (il 18,6% dichiara di subire episodi di bullismo tradizionale), il sesso online attraverso WhatsApp e il grooming".

Il 29% degli adolescenti ha paura di essere contattato da qualcuno con l'intenzione di adescarlo.

Un aspetto di cui si parla poco, ma che è in netta espansione, è legato alla diffusione del gioco d'azzardo online e delle scommesse online soprattutto tra i più piccoli.

Parliamo di quel 12,5% degli adolescenti che gioca d'azzardo online.

Sta poi "prendendo piede tra gli adolescenti la vendetta pornografica, ossia il pubblicare questo tipo di contenuti dopo essere stati lasciati o traditi, appunto per vendicarsi".

I numeri sono ancora bassi: l'1,1% dichiara di aver subito questo tipo di comportamenti, ma è un fenomeno "in netta espansione", tant'è che il 4% dichiara di essere stato minacciato della pubblicazione di una propria foto intima.

Tantissimi adolescenti, soprattutto femmine, vengono ricattati della pubblicazione di foto che li ritraggono in posizioni e atteggiamenti sexy, in cambio di favori sessuali.

"Alcune ragazze ricattano i maschi in cambio di beni materiali, in genere soldi o ricariche e accessori per il telefonino".

E ancora: "Il 10% degli adolescenti (un ragazzo su 10) ha fatto selfie intimi o senza i vestiti e il 3% pubblica queste foto intime sui social network per mettersi in mostra.

Il 2% dichiara di aver fatto sesso davanti ad una webcam".

E i genitori? Il 94% non controlla il cellulare dei figli o i movimenti che fanno nella Rete.

 

http://www.lasaluteinpillole.it/salute.asp?id=31180

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I FIORI DI BACH PER I DISTURBI DA ATTACCO DI PANICO

Roke Rose, Aspen, Mimulus e Cherry Plum;

Rock Rose ha giustamente paura in quanto la situazione in cui si trova presenta dei pericoli reali (incidenti, ecc.)
Aspen ha delle paure vaghe ed indefinibili di cui non parla (malocchio, fantasmi, voci, presagi, sensazioni, ecc.)
Mimulus prova ansie esagerate per cose che agli altri non fanno paura, oppure è agitato o nervoso perché deve affrontare situazioni impegnative
Cherry Plum, per chi ha perso il controllo delle proprie emozioni, per chi grida o è in preda a una crisi isterica

 

Il Disturbo da Attacchi di Panico

Il disturbo di attacco di panico consiste in un’angoscia
intensissima della durata di pochi minuti, insorta in maniera improvvisa, con totale coinvolgimento psichico e somatico.

E’ accompagnata da marcati sintomi neurovegetativi quali tachicardia, dispnea, vertigini, soffocamento, tremori, nodo alla gola.
Spesso, il paziente, dominato dalla paura di perdere il controllo e/o svenire e/o morire, si reca al Pronto Soccorso.

Questa tensione ostacola pensiero ed azione: l’individuo appare come paralizzato, preda di un timore immotivato, sente di non avere vie di fuga ed ha un’oppressiva fame d’aria.
Coloro che manifestano questi attacchi ricorrenti, arrivano presto a sviluppare un’intensa ansia anticipatoria e comportamenti fobici, evitanti, spunti ipocondriaci, centrati sulla convinzione di essere affetti da una malattia organica non ancora diagnosticata.

– Si struttura, così, una paura della paura, uno stato sub-continuo di apprensione ed allarme, una depressione più o meno mascherata.  

L’attacco di panico è l’attacco di Pan, la conseguente resistenza umana al fluire dell’istinto, della forza vitale prima chequesta si trasformi in coscienza e consapevolezza.I pazienti che soffrono di attacchi di panico sono spesso caratterizzati da scarsa differenziazione, permanenza di aspetti fusionali con insufficiente definizione di confini e sensazione di intrappolamento, ostilità, vergogna e forte angoscia di separazione.
Nell’attacco di panico si attiva, attraverso i centri del respiro,un erroneo segnale di mancanza d’aria che si connette ad un dilagante vissuto di incontrollabilità.
Alcuni pazienti presentano prevalenza di manifestazioni somatiche, soprattutto coloro che tendono a negare ogni dimensione psicoemotiva ed altri, viceversa, mostrano crisi di maggiore mentalizzazione.
In entrambi i casi si rilevano contenuti psichici conflittuali fra dipendenza ed indipendenza, accompagnati da angoscia di separazione.
Questa sensibilità alla separazione produce – in taluni – un comportamento di eccessivo attaccamento agli altri; in altri un vissuto di soffocamento che induce un bisogno di anarchica indipendenza.
I pazienti sollecitati a parlare dei genitori, li descrivono come critici, controllanti, talora aggressivi e rabbiosi. Questi pazienti appaiono come dipendenti, introversi, chiusi, paurosi, evitanti ed assertivi con frequenti inibizioni nel comportamento sociale e sentimenti cronici di vergogna.

 

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E’ indiscutibile in loro una scarsa attitudine alriconoscimento di emozioni e sentimenti, della connessione tra insorgenza del disturbo di panico ed eventi vitali. Spesso, questi pazienti sono del tutto assenti quanto a linguaggio emozionale ed esprimono, quindi, ogni messaggio con il corpo.
E’ come se il soma – inteso come memoria biologica – fosse distaccato da ogni accompagnamento affettivo consapevole.
Per comprendere il disturbo di attacco di panico dobbiamo afferrare Pan come natura e, perché ciò sia possibile, è necessario essere afferrati dalla natura. Questi pazienti oppongono resistenza e la natura diventa minacciosa. 
E’ la parte spontanea che rivendica per sé il tutto, proprio quando, inascoltata, viene messa da parte.
Nella crisi di panico, quella parte si rivela come tutto e riunisce improvvisamente, con malessere da shock, tutti i frammenti divisi della coscienza.
E’ l’unità organica del sé che cerca, attraverso la sofferenza, di riprendere gli spazi occupati da una personalità troppo assorbita nei giochi dell’ego.
La personalità di questi pazienti è sfuggente affinché sia possibile un inseguimento; sfugge per scindere, disgiungere, omettere.
A questo punto interviene Pan per riportare equilibrio: lo fa attraverso un blocco, una resa obbligata che cerca di ricondurre all’armonia, attenuando i tratti tirannici dell’ego. Ecco Pan che ricompone nel sé ciò che l’Io ha sparso.

La cura – per il Dr. E. Bach – non è possibile se il paziente non chiarifica al proprio interno le condizioni psico-emozionali, testimoni della distanza della propria personalità dal sé superiore e connesse alla propria sofferenza.
Solo il riconoscimento di questi aspetti consente una cura efficace. Non è possibile alleviare il dolore senza, parallelamente, aumentare la coscienza del malato.
Questa variazione coscienziale comporta non solo attenuazione-eliminazione dei fondamenti della malattia, ma la possibilità di avviare un processo di evoluzione.
In questi soggetti, emerge imperioso il conflitto tra il permanente, l’essenziale dell’anima e l’immanente, il transitorio dell’io, della personalità.
Eppure la dinamica della vita, del rapporto tra stato di salute e di malattia, il continuum di quella relazione, si offrono alla possibilità di un allargamento della consapevolezza.
– La vita – per Bach – è come un giorno di scuola, in cui si può imparare a uscire dal conflitto che genera la malattia.
– Qual è la lezione da imparare dagli attacchi di panico?
Attraverso i sintomi, il paziente fa esperienza di uno svelamento dell’essere, delle proprie parti oscure e rifiutate. Parti che scollegano il sé dalla personalità, parti che, viceversa, possono essere riconosciute ed
integrate, non solo per uscire dal sintomo, ma per crescere.
Spesso, vi è lotta conflittuale tra volontà di trasformazione e di conservazione.

Secondo Bach, come detto, la risoluzione del conflitto consiste nell’avvicinare la personalità al piano di vita che l’Anima ha stabilito  per noi.
Fra le forze profonde negative che Bach indica come conflittuali e responsabili della sofferenza (orgoglio, odio, invidia), per gli attacchi di panico è fondamentale quella rappresentata dall’ignoranza: proprio questa va riconosciuta e smascherata.
Il panico esprime simbolicamente il non riconoscere e il non riconoscersi, l’abisso dell’ignoranza ed il perdersi nell’angoscia di separazione.
Per Bach, la risoluzione degli attacchi di panico implica:
a) alleviamento della sofferenza;
b)allargamento della condizione coscienziale come percezione del significato di sintomo e del cammino da percorrere;
c) all’interno di una storia individuale, la connessione del sintomo patologico con un’esperienza totale di vita in cui l’individuo si progetta.

Individuare i fiori significa cercare di vedere con gli occhi del paziente, provando a scorgere i difetti fondamentali dietro cui si nascondono le virtù opposte.
Molti pazienti sofferenti di crisi di panico non sono in grado di aprirsi all’ignoto, al non noto, di abbandonarsi alla speranza/certezza di una nuova identità.
Il panico rappresenta una resistenza al cambiamento, una resistenza a crescere. Ogni cambiamento, ogni crescita implica una crisi, ogni crisi è terremoto interno ed ogni terremoto è una minaccia.

Eppure, solo nella morte della vecchia identità, in un continuo  rigenerarsi, può nascerne un’altra, come in un nuovo battesimo.

 i fiori:

Rock Rose consente una destrutturazione-rinascita, aiuta a non confondere l’identità con l’io vincolante, a non temere i sentimenti interni e la perdita del vecchioio e, in questo senso, a non temere la morte.Aiuta a liberarsi dai vestiti senza rimanere nudi.
E’ questa la lezione che l’anima pone per essere appresa.
Rock Rose è scoperta panica dell’essere, è distacco dalle contingenze, dai ruoli, è avvicinarsi al “chi sono io?”, è l’eliminazione degli strati di cipolla, dell’io inibente, che hanno fuorviato e favorito una definizione secondaria dell’essere.
L’ignoranza, secondo Bach, non è mancanza di conoscenza, ma incapacità di apprendere, è il negarsi di vedere la verità quando se ne offre l’opportunità.
La virtù di Rock Rose è quella di non temere l’esperienza del cambiamento che conduce ad apprendere.

 

Anche Cherry Plum consente di affrontare l’ignoto, senza paura di perdere il controllo: favorisce l’apertura della coscienza verso le parti più oscure. Si possono osservare queste parti, basta guardare dentro e l’ombra non fa più paura, aumenta la fiducia nell’intuizione e la sensazione che è la vita stessa che si occupa di ciò che viene avviato a realizzazione.

Star of Bethlehem consente l’elaborazione dello shock panico, favorisce la connessione e ripara la lacerazione della scissione attraverso la rivivificazione.
Non è possibile una rinascita senza un superamento; così l’elaborazionedi ogni perdita è più importante della sua sostituzione.

Ciò è possibile chiudendo i buchi da cui si disperde l’energia. Nella reiterazione degli attacchi di panico, si reiterano le emozioni, come messaggi non compresi che vengono ripetuti.
La malattia del panico è simbolo che esprime un messaggio personale: quello di illuminare zone d’ombra di sé stessi, nella totalità
di sé stessi.

-Appunti tratti da:
MONTENERO P. – La Floriterapia di Bach nel disturbo di
attacco di panico.
 La Med. Biol., 2006/3; 31-36.

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Na-Nose. Il dispositivo che diagnostica 17 malattie dal tuo respiro

Na-Nose. Il dispositivo che diagnostica 17 malattie dal tuo respiro

 Immagina di scoprire che cosa ti sta facendo sentire male semplicemente soffiando dentro un dispositivo elettronico. Oppure puoi usarlo per fare un check-up anche quando non hai sintomi particolari ma vuoi sapere se il tuo organismo è in salute. Non è fantascienza e i ricercatori sono già riusciti a farlo.

Un team di numerosi ricercatori provenienti da Israele, Francia, USA, Lituania e Cina, sono stati in grado di rilevare 17 diverse malattie nei pazienti semplicemente analizzando il loro respiro.

Lo studio recentissimo è stato pubblicato sulla rivista ACS Nano in cui viene descritto il funzionamento e i risultati raggiunti. Il dispositivo si chiama Na-Nose e al momento è in grado di determinare se qualcuno ha alcune malattie con una precisione 86%. Le condizioni di salute che per ora gli scienziati sono riusciti ad implementare sono alcuni tipi di cancro, il morbo di Parkinson, sclerosi multipla, malattie renali e molte altre.

Il dispositivo è in grado di distinguere tra le malattie perché raccoglie i composti organici volatili prodotti durante le malattie e che vengono emessi nel respiro di una persona. L’analisi è in grado di rilevare 13 sostanze chimiche diverse presenti nell’alito che sono associate a determinate malattie, e la composizione di questi composti organici volatili differisce da una malattia all’altra.

“Ogni malattia ha il suo alito unico“, dice lo studio. Il tuo corpo emette alcuni composti nel tuo respiro quando si dispone di una malattia, e questo probabilmente pochi di noi lo sapevano.

Na-Nose. Il laboratorio medico a portata di mano
Il Na-Nose è stato testato con campioni di aria espirata da circa 1.400 persone da diversi paesi ed è stato in grado di diagnosticare la malattia quasi 9 su 10 volte in modo accurato. Inoltre il dispositivo è anche in grado di dire se si ha più di una malattia contemporaneamente ovvero la presenza nell’alito di una certa malattia non impedisce al dispositivo il rilevamento dell’impronta di una malattia addizionale se è presente nell’alito.

“Si può determinare se il paziente è sano o ha una malattia, e prevedere chi sono le persone sane che hanno un alto rischio di contrarre la malattia in futuro.”

Hossam Haick, del Technion − Israel Institute of Technology, che ha guidato la ricerca, ha spiegato in un video di presentazione del dispositivo che il Na-Nose è stato chiamato così perché imita il senso dell’olfatto del cane per analizzare il respiro di un paziente.

Egli sottolinea un potente beneficio del dispositivo: individuare le malattie in anticipo. Diagnosticare precocemente spesso significa una migliore possibilità di sopravvivenza per le persone con malattie come il cancro, e soprattutto permette ai pazienti di prendere coscienza dell’importanza di cambiare le proprie abitudini di vita.

Haick spiega che nel caso del cancro al polmone,  la capacità del Na-Nose di diagnosticare precocemente può aumentare i tassi di sopravvivenza dal 10% al 70%.

Lo studio rileva il valore di tale tecnologia in materia di accessibilità, spiegando che è facile da usare, è possibile ripetere i test e ha il potenziale per essere realizzato a basso costo e “ultra-miniaturizzato.”

 

Utilizzare il respiro come un dispositivo diagnostico
“Il respiro è un eccellente materia prima per la diagnosi”, ha detto Haick alla rivista Haaretz

. “E ‘disponibile senza la necessità di procedure invasive e sgradevoli, non è pericoloso, e si può provare ancora e ancora se necessario.”

L’idea stessa di utilizzare l’odore per diagnosticare la malattia non è nuova. La rivista Quartz rileva che nell’ultimo decennio ricercatori hanno lavorato su tali prove per malattie come la tubercolosi o la fibrosi cistica – e nel caso di quest’ultima, un test sfrutta il fatto che i pazienti “producono quasi quattro volte tanto acido acetico (il componente principale nell’aceto) rispetto alle persone sane “.

Diagnosticare una malattia potrebbe essere semplice come respirare in un dispositivo palmare. E in tempi antichi, lo studio rileva, i medici avrebbero annusato la cacca dei loro pazienti nell’interesse della diagnosi medica.

Secondo Haick, il dispositivo è stato utilizzato su diverse migliaia di pazienti in seguito allo studio, e vorrebbe vederlo disponibile sul mercato al più presto.

Lo scienziato vuole che il Na-Nose diventi parte integrante nella vita di tutti i giorni. In futuro inoltre potrebbe essere integrato sullo smartphone così da analizzare il respiro come qualcuno che parla al telefono, senza aver bisogno di una clinica.

Anche se ci sentiamo in buona salute, “il dispositivo ha molta più sensibilità per sentire ciò che non sentiamo”, dice Haick.

 

https://www.superabile.it/cs/superabile/salute-e-ricerca/ricerca/estero/20170927e-naso-elettronico-fiuta-malattie.html

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YOGA NIDRA

In Yoga Nidra il corpo appare addormentato ma la coscienza e’ ben sveglia. La mente non deve dormire. Il sé deve essere mantenuto sempre sveglio. Attraverso un percorso guidato, attraverso la rotazione della coscienza sul corpo,attraverso visualizzazioni e risoluzioni, possiamo accedere al nostro subconscio e liberarlo da tanti Samskara che sono i nostri principali fattori di disturbo: le vecchie abitudini e le tendenze;cosi’ la mente si ripulisce e il rilassamento e’ benefico. Un’ora di Yoga Nidra e’ benefica come 4 ore di sonno normale.

 

Aiutati anche dalla Visualizzazione Creativa possiamo immettere in noi i Nostri SANKALPA,le nostre risoluzioni positive. Quando praticate Yoga Nidra la vostra mente cambia ed allora, se prendete una risoluzione,un Sankalpa, ciò accadrà nella vostra vita poiche’ c’è uno stato della mente dove un’idea diventa reale. Essa agisce meravigliosamente sulle depressioni nervose, su ipertensione,insonnia, stress, ansia e molte altre malattie fisiche e mentali. Se la mente può causare problemi allora può anche risolvere i problemi !  Praticare YOGA NIDRA un giorno vi offrira’ SHANTI, la pace… e, come suo scopo ultimo, anche “l’illuminazione” (parola di Swami Satyananda S.)

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