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CONTRO LA ZANZARA UN FILO DI RAME

Gli ioni attivi che si liberano a contatto con l'acqua impediscono alle uova di schiudersi

E' uno dei tormentoni dell'estate. La zanzara tigre sta per conquistare palmo a palmo le strade della nostra citta'.
Come ogni anno, l'amministrazione comunale ha predisposto un piano di prevenzione che si basa anche su interventi larvicidi.
Ma gli esperti assicurano che ormai l'insetto si e' insediato alle nostre latitudini e la speranza di debellarlo una volta per tutte e' soltanto un miraggio.
Certo, si possono limitare i danni. Il Cnr ha diffuso un vero e proprio vademecum contro l'insetto che deve essere seguito alla lettera per tentare di combattere ronzii e punture. Il primo segreto e' quello di eliminare i sottovasi dai balconi.
Se proprio non e' possibile, allora e' indispensabile ricorrere ad un rimedio innovativo: il rame.
Si tratta di un piccolo filo metallico da inserire all'interno dei sottovasi. Il metallo deve essere deposto a forma di ciambella nel recipiente e garantisce una buona azione repressiva e di contrasto contro le larve d'insetto.
Ad impedire alle uova di schiudersi sarebbero gli ioni attivi che si liberano a contatto con l'acqua.
Accanto al filo di rame, e' possibile intervenire anche attraverso veri e propri prodotti «killer».
L'importante e' agire per tempo, senza aspettare che l'insetto diventi adulto. In quel caso, infatti, sarebbero necessari gli insetticidi ma i ricercatori mettono in guardia e stanno mettendo a punto ricette «ecologiche», affinche' l'uso di prodotti chimici, se non eliminato del tutto, sia ridotto il piu' possibile. Via libera, allora, alle alternative biologiche.
Tra queste spiccano alcune novita' interessanti come i pesciolini ghiotti di larve di zanzare e alcuni batteri.
Nelle vasche della sede di campagna del Cnr, sono allo studio le potenzialita' della Gambusia, un pesciolino che si nutre dei piccoli di zanzara e che prima o poi potrebbe ritrovarsi a sguazzare nelle fontane della nostra citta'.
Non sempre, pero', si puo' scegliere questa strada, pena compromettere l'ecosistema.
E' il caso delle Valli di Comacchio dove i ricercatori hanno preferito utilizzare un batterio. La sua particolarita' e' che risulta tossico per la zanzara tigre ma non per altre forme di vita.

FONTE : il Tempo

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BIMBI PIU' SANI SE ALLATTATI AL SENO : IN PARTICOLARE PER I PROBLEMI DI PRESSIONE

Per un neonato, l'allattamento al seno materno per almeno sei mesi sarebbe un vero e proprio scudo contro i futuri problemi di pressione. Lo sostiene uno studio pubblicato sugli Archives of Disease in Childhood.

La ricerca, condotta in Estonia e Danimarca, ha coinvolto 2000 bambini di eta' tra i 9 e i 15 anni.
Ne e' emerso che piu' il periodo di allattamento al seno si protrae, maggiori sono i benefici per la salute andando avanti con gli anni. In particolare, lo studio ha messo in evidenza come la pressione si mantenga piu' bassa anche in eta' adulta, nonostante i differenti stili di vita e regimi dietetici tenuti dai vari soggetti.
Dopo aver diviso i bambini in gruppi omogenei, per eta', peso e altezza, i ricercatori hanno verificato che, indipendentemente dai fattori che possono influenzare la pressione, i bimbi che erano stati nutriti con il latte materno facevano registrare dei valori di pressione massima (sistolica) inferiore rispetto a quelli non allattati al seno.
Si e' inoltre notato come questi benefici siano direttamente e proporzionalmente collegati alla durata dell'allattamento materno.
Gli effetti positivi del latte materno contro i rischi dell'ipertensione, sarebbero addirittura equiparabili, in eta' adulta, ad una dieta povera di sodio o ad costante attivita' fisica.
L'importanza della ricerca e' quindi quella di aver reso noto un effetto dell'allattamento al seno fino ad ora sconosciuto in termini di salute pubblica.

FONTE : Jugo.it

IL DECALOGO PER ALLATTARE AL SENO

Latte umano e' alimento specie specifico, con una composizione disegnata dalla natura per meglio rispondere alle esigenze biologiche e psicologiche del bambino.
All'allattamento materno sono universalmente riconosciuti una lunga serie di vantaggi sia per il bambino, sia per la madre, sia in termini piu' allargati per l'intera societa'.
Il percorso nascita seguito dalle donne ha portato negli ultimi decenni ad un calo vistoso dell'allattamento esclusivo al seno, spesso non dovuto a problemi fisici di puerpera e/o neonato ma imputabile a limiti organizzativi legati sia alla gestione della coppia madre/bimbo all'interno delle strutture ospedaliere, che alle esigenze lavorative nel puerperio.
Le controindicazioni assolute all'allattamento materno sono veramente poche: infezioni virali in atto nella madre (in particolare HIV ed Herpes bilaterale del capezzolo), alcolismo e tabagismo spinti, tossicodipendenza, tumore della mammella, assunzione di farmaci con assoluta controindicazione, malattie metaboliche rare del neonato.
Visto la bassa incidenza di tali patologie, appare chiaro che la maggior parte delle donne puo' allattare il proprio figlio al seno.
L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms), fin dagli anni ottanta, ha iniziato una campagna per la promozione dell'allattamento esclusivo al seno considerato un intervento semplice, economico e di sicura efficacia per la salute di madre e bambino.
Ecco le dieci regole d'oro per sostenere l'allattamento al seno.

1 DEFINIRE UNA LINEA DI CONDOTTA SCRITTA per l'allattamento al seno e farla conoscere a tutto il personale sanitario. E' necessario che tutto il personale sanitario che interagisce con mamma e neonato abbia un atteggiamento uniforme e scientificamente validato nei confronti dell'allattamento al seno. Questo per evitare messaggi contrastanti che mandino in confusione la donna.

2 FORNIRE A TUTTO IL PERSONALE SANITARIO LE COMPETENZE necessarie per l'attuazione completa di questa linea di condotta. Requisito fondamentale per le professioni sanitarie e' quello di acquisire conoscenze specifiche sull'allattamento seno, basate su evidenze scientifiche (percorso Educazione Continua in Medicina).

3 INFORMARE TUTTE LE DONNE IN GRAVIDANZA sui vantaggi e sulle tecniche di allattamento al seno. L'educazione prenatale delle donne dovrebbe coprire essenzialmente due aree: l'informazione sui benefici dell'allattamento al seno per motivare le future madri, prospettando anche le difficolta' incontrate con maggior frequenza e le possibili soluzioni, cosi' da preparare la gravida ad una scelta informata. A tale proposito particolarmente utile risulta essere il confronto, (discussione in piccoli gruppi con il coinvolgimento della famiglia - marito/partner e/o la futura nonna materna) su falsi miti e tabu' relativi all'allattamento al seno. L'istruzione pratica sulle tecniche dell'allattamento al seno per rafforzare le competenze e la sicurezza materna che deriva dal fare qualcosa di veramente speciale per il proprio bambino (empowerment).

4 AIUTARE LE MADRI AD INIZIARE L'ALLATTAMENTO AL SENO entro mezzora dal parto. Il contatto precoce fra madre e figlio, subito dopo la nascita, ha un effetto positivo sull'allattamento al seno: riduce la pratica di somministrare le supplementazioni e riduce il pianto del bambino. Il contatto pelle-a-pelle supervisionato dal personale addetto alle cure immediate alla nascita va proposto non appena possibile dopo il parto ed idealmente protratto durante le prime due ore, creando le condizioni climatiche favorenti la suzione del bambino al seno, che non sempre si realizza spontaneamente nella prima ora di vita. L'intervento degli operatori sanitari deve comunque attenersi a criteri di sicurezza.

5 MOSTRARE ALLE MADRI COME ALLATTARE e mantenere la produzione di latte anche in caso di separazione dal neonato.

6 NON SOMMINISTRARE ALIMENTI O LIQUIDI DIVERSI DAL LATTE MATERNO, salvo su precisa prescrizione medica. Esistono situazioni mediche (ad esempio un calo ponderale neonatale eccessivo, maggiore al 10% o mal tollerato) in cui e' indicato ricorrere alle supplementazioni (integrazioni alimentari), ma queste non vanno estese alla totalita' dei bambini sani, a termine, di peso appropriato, per non correre il rischio di interferire con il successo dell'allattamento al seno. La supplementazione di soluzione glucosata nei primi due giorni di vita non e' necessaria per evitare l'ipoglicemia.
Le supplementazioni interferiscono concretamente con il processo naturale dell'allattamento, in quanto annullano il meccanismo di feed-back (interazione) tra madre e bambino, su cui si basa l'adeguata calibrazione dell'offerta materna. Inoltre possono minare la fiducia della donna nelle proprie competenze di nutrice e di madre.

7 SISTEMARE IL NEONATO NELLA STESSA STANZA DELLA MADRE in modo che stiano insieme 24 ore su 24 durante la permanenza in ospedale. Per rooming-in si intende la permanenza di madre e bambino nella stessa stanza per il periodo di tempo piu' lungo possibile nell'arco delle 24 ore, ovvero sia di giorno che di notte, ad eccezione del tempo strettamente necessario alle procedure assistenziali.
E' quindi indispensabile che la madre venga sostenuta e guidata dal personale ostetrico/pediatrico nella presa in carico del bambino, specie nei casi in cui le condizioni personali e/o cliniche materne e del bambino, non le permettano una precoce gestione autonoma del figlio. Il rooming-in viene suggerito come modello organizzativo valido a promuovere l'allattamento al seno in quanto sono favorite le poppate al seno a vera domanda, riducendo il bisogno di supplementazioni di liquidi diversi dal latte materno, potendo inoltre rappresentare un'utile periodo di precoce conoscenza fra madre e neonato, di addestramento della madre nella gestione del bambino, e nell'affrontare e superare le difficolta' connesse (rifiuto di succhiare, pianto, poppate frequenti, ecc?).
Un'altra caratteristica positiva del rooming-in e' quella di poter contare sulla capacita' materna di rilevare precocemente nel neonato le manifestazioni proprie dei comuni disturbi dell'adattamento neonatale ed i segni di allarme di eventuali patologie. Mamma e bambino nel periodo intercorrente fra nascita e dimissione dall'ospedale vanno quindi separati il meno possibile.

8 INCORAGGIARE L'ALLATTAMENTO tutte le volte che il bambino necessita di essere nutrito. L'allattamento a domanda del bambino, ammesso che sia attaccato correttamente al seno materno, (per evitare una poppata inefficiente e l'insorgenza di ragadi mammarie) anticipa e stimola la galattopoiesi (produzione del latte), aiuta a prevenire l'ingorgo mammario, diminuisce l'incidenza e l'entita' dell'ittero neonatale, riduce il calo ponderale, anticipa il successivo recupero di peso ed aumenta la durata complessiva dell'allattamento al seno.
E' tuttavia necessario uno speciale sostegno alla madre nei primi giorni dopo il parto per consentirle di rispondere alle poppate a domanda del bambino, che possono essere transitoriamente anche molto frequenti.

9 NON USARE TETTARELLE ARTIFICIALI O SUCCHIOTTI durante il periodo dell'allattamento. L'uso del -ciuccio- puo' essere comodo per ridurre l'ansia materna dei primi giorni di vita.
Tuttavia secondo la teoria detta della -nipple confusion- (confusione del capezzolo), i ciucci e le tettarelle dei biberon possono interferire con l'allattamento naturale riducendo il tempo speso dal bambino al seno, peggiorando la tecnica di suzione con un conseguente aumento di ragadi ed ingorgo mammario.

10 FAVORIRE LA CREAZIONE DI GRUPPI DI SOSTEGNO all'allattamento al seno in modo che le madri vi si possano rivolgere dopo la dimissione dall'ospedale.
E' noto che nelle prime settimane dopo il parto la percentuale di allattamento al seno esclusivo si riduce per effetto delle difficolta' incontrate dalla madre, in particolare per la percezione di un'insufficiente produzione di latte.
I primi quaranta giorni dopo la nascita sono i piu' delicati in quanto il processo di lattazione e' soggetto alla fase della calibrazione durante il quale la produzione di latte si stabilizza.
Indipendentemente dall'efficacia dei loro interventi, gli operatori sanitari (anche territoriali) possono incontrare difficolta' a sostenere adeguatamente nel tempo la donna che allatta, per cui e' ipotizzabile in caso di bisogno il ricorso alle risorse (ove presenti) disponibili sul territorio.
Fra queste vanno ricordati i gruppi di sostegno mamma a mamma ed i consulenti della -Leche League- (www.lalecheleague.org)
Questi gruppi potrebbero riuscire meglio ad instaurare quel rapporto continuativo uno-ad-uno che e' la base per aumentare la fiducia nella madre che allatta e per consentirle quindi di superare le difficolta'.
Tali programmi di sostegno assieme alla sensibilizzazione ed all'informazione attraverso i mass-media contribuiscono a rafforzare nella societa' la cultura dell'allattamento al seno.
Per informazioni 0372 405 225

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API: ESTINZIONE SILENZIOSA

Le api vengono decimate dalla chimica e dai cambiamenti climatici. Un danno inestimabile per gli ecosistemi e per l'economia

Le api sono nei guai.
Scompaiono dai campi ad un ritmo vertiginoso, gli apicoltori ne trovano sempre di piu' morte sotto gli alveari, la produzione e' in grave calo in tutto il mondo.
Si tratta di un fenomeno complesso, come tutti quelli che riguardano gli ecosistemi, ma in questo caso non e' difficile risalire al responsabile principale della moria: il binomio insetticidi ed effetto serra.
A lanciare l'allarme questa volta e' il World Watch Institute diffondendo dati che non lasciano margini al dubbio.
Un terzo degli alveari di ape domestica e' gia' scomparso e la stessa sorte riguarda quelle selvatiche che soccombono nella competizione con altre specie.
Al danno naturale, si aggiunge quello economico perche' ? spiegano i ricercatori del World Watch ? il valore dell'impollinazione delle piante e' stimabile intorno ai 10 miliardi di euro l'anno nel mondo.
La decimazione delle api comincia alla fine degli anni sessanta, quando comincio' l'uso intensivo di fitofarmaci in agricoltura.
Molti si sono rivelati letali per questi piccoli e preziosi insetti.
Alcuni sono stati vietati nel corso degli anni, ma spesso sono stati rimpiazzati da altri non meno letali.
E' il caso del imidacloprid e del fipronil due molecole introdotte dalla Bayer nel '99, di cui e' stata comprovata la tossicita'.
Alcuni Paesi ne hanno vietata le vendita, altri, come l'Italia, si sono limitati a stabilire alcune limitazioni.
Per quanto riguarda il nostro Paese, l'annus horribilis e' stato il 2003.
-Le condizioni climatiche estremamente secche sono state cosi' avverse che il calo produttivo generale e' stato di un minimo del 25%, fino ad un massimo del 75% nelle aree piu' colpite- spiega Enzo Marinelli, ricercatore dell'Istituto sperimentale per la zoologia agraria.
Secondo i dati forniti dai produttori, nel 2003 sette api su dieci non hanno concluso il loro ciclo vitale.
-Il 2004 e' andato sicuramente meglio, ma gia' quest'anno la stagione non e' cominciata bene, questa volta a causa di un inverno troppo rigido e lungo, insomma il contrario del 2003-, spiega ancora il ricercatore.
-Ai problemi causati dall'imprevedibilita' del clima, vanno aggiunti i danni certi della chimica ? conclude Marinelli -. Senza un impiego piu' ragionevole delle sostanze chimiche in agricoltura, non possiamo sperare in una inversione di tendenza di questa grave crisi-.


Tratto da www.greenplanet.net

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La terra cambia frequenza !

Tutto il visibile e l'invisibile vibra in una determinata frequenza perche' e' energia. Quando lo stato vibrazionale e' lento l'energia ci appare densa e tende a solidificarsi. Tuttavia, se osserviamo un solido al microscopia elettronico possiamo osservare che esso vibra sempre di energia; esso non esisterebbe se non vibrasse. Un aumento della velocita' di vibrazione corrisponde a una diminuzione della densita' dell'energia, come nel caso del ghiaccio che diventa acqua e l'acqua diventa vapore non visibile. Il calore ha determinato un aumento della velocita' vibrazionale e il ghiaccio si e' liquefatto; l'ulteriore elevazione del calore, e quindi della velocita' vibrazionale, ha reso l'acqua ancor meno solida trasformandola in vapore.

Questo principio vale per ogni sostanza solida. Ad esempio, anche il metallo si scioglie nel momento in cui viene sottoposto ad alte temperature a causa del cambiamento del suo stato vibrazionale. Un aumento dello stato vibrazionale corrisponde a un aumento della temperatura. Anche la Terra sta modificando le sue vibrazioni al rialzo, come e' dimostrato dall'innalzamento della temperatura. Gli scienziati hanno identificato questo fenomeno gia' 1991.

Oggi il clima della Terra e' fortemente alterato e cio' viene attribuito al -surriscaldamento globale-. Molte correnti scientifiche vogliono, a tutti i costi, far credere all'opinione pubblica che il fenomeno sia causato dall'inquinamento industriale. Gli agenti inquinanti non fanno bene all'ecosistema, ma non sono certo essi la vera causa dell'innalzamento delle temperature. La vera causa del rialzo delle temperature globali e' dovuta dall'aumento della frequenza vibrazionale del campo energetico planetario che sta aumentando in maniera esponenziale.

Si tratta della frequenza sonora della Terra che sta aumentando con molta velocita'. Essa e' la frequenza sonora di base conosciuta con il nome di Risonanza di cavita' Schumann, che fu identificata gia' nel 1899. Dal momento della sua scoperta al 1940 questa frequenza e' rimasta inalterata a circa 7,8 hertz o 7 cicli al secondo. L'inizio del suo innalzamento e' avvenuto nel 1986-87 e all'inizio del 1996 aveva raggiunto gli 8,6 hertz. Attualmente, secondo recenti stime, il valore della risonanza di cavita' Schumann avrebbe gia' superato i 10 hertz e continuerebbe ad aumentare ulteriormente.

Ma non finisce qui ! L'aumento della risonanza di cavita' Schumann e' -accompagnato- da un altro fenomeno: la diminuzione del campo magnetico terrestre. Il nostro pianeta e' un enorme magnete avente una moltitudine di livelli che ruotano per formare un campo magnetico. L'intensita' della densita' del campo magnetica e' proporzionale alla velocita' di rotazione del pianeta. Tanto tempo fa, all'incirca duemila anni fa, l'intensita' del campo magnetico terrestre raggiunse il massimo della sua intensita', ma da allora questa intensita' e' sempre diminuita, man mano che la Terra diminuiva la sua velocita' di rotazione. Attualmente il campo magnetico terrestre ha raggiunto una flessione pari al 50 per cento se comparato a quello di 1.500 anni fa. Questo fenomeno, che e' destinato ad andare avanti, rientra in un meccanismo del tutto naturale. Per rendere l'idea, un po' come il meccanismo che regola le stagioni, ma assai piu' complicato e potente.

Secondo il geologo Gregg Braden, tanto tempo fa i Maya ritenevano che il culmine della trasformazione poteva essere raggiunto nel 2012, quando la risonanza magnetica potrebbe toccare i 13 cicli al secondo e il suo campo magnetico potrebbe addirittura assestarsi attorno allo zero. Secondo Gregg Braden, il Punto Zero sara' associato alla quasi totale diminuzione del campo magnetico. Con questi parametri cosi' bassi la Terra cessera' di ruotare. Nonostante cio', la gravita' del pianeta non sparira' in quanto essa e' governata da altre leggi, non dalla sua rotazione. Non sara' la prima volta che accadra' una simile trasformazione visto che una cosa simile pare si sia palesata per ben 14 volte negli ultimi 4,5 milioni di anni. L'ultima volta che il fenomeno e' esordito risale tra gli 11mila e 13mila anni fa, un'era che molti esperti associano con la fine di Atlantide e l'inizio della ricostruzione dopo il grande cataclisma avvenuto dopo il 10500 a.C.

Esiste un Grande Ciclo di 26mila anni che governa questo processo di trasformazione e tredicimila anni fa ci trovavamo nel mezzo di esso. Ora, questo Grande Ciclo e' in dirittura d'arrivo e questo comportera' enormi mutamenti. Gregg Braden non scarta certo la possibilita' che il nostro pianeta possa smettere di roteare. Inoltre, da analisi del ghiaccio in Groenlandia e nelle aree polari emerge che probabilmente l'asse terrestre si sia spostato di recente, circa 3.500-3.600 anni fa. Tutte le volte che l'intensita' del campo magnetico del nostro pianeta e' diminuita, fenomeno che oggi possiamo sperimentare in prima persona, e' corrisposto uno spostamento dei poli, ovvero l'inversione del nord e sud magnetico. Gregg Braden sostiene che per alcuni giorni la Terra smettera' di ruotare e poi iniziera' a farlo in senso opposto. Se il pianeta smettera' temporaneamente di ruotare avra' una meta' illuminata e l'altra meta' al buio, E questo fenomeno e' descritto migliaia di anni fa dagli antichi. Questo processo lo si puo' osservare in una barra di ferro quando il flusso di elettricita' che la attraversa viene invertito, si ha l'inversione dei poli. Quando la Terra iniziera' a ruotare in senso opposto mutera' direzione il suo flusso elettrico, e quindi si invertiranno i poli.

Il dottor Brian Desborough sostiene che i media tendono a sminuire, e alla peggio, ignorare molti eventi geofisici. Anch'egli conferma la veloce diminuzione del campo magnetico terrestre che prossimamente raggiungera' lo zero. Anche il servizio geologico degli Stati Uniti conferma queste tesi. L'ente di stato sostiene che ogni 500mila anni il campo magnetico terrestre raggiunge lo zero per poi riformarsi lentamente. Questa transazione causera' epocali trasformazioni geologiche, cataclismi terrestri, eruzioni esplosive dei vulcani, ecc., a causa del temporaneo blocco della rotazione del pianeta. Colleghi di Brian Desborough affermano che il campo magnetico della Terra abbia gia' toccato lo zero e che si sia elevata la conversione dell'idrogeno in elio. Questo processo di intensificazione delle frequenze non interessa solamente il nostro pianeta ma anche il sistema solare e l'intera galassia.

Gli antichi sapevano molto bene di queste svolte energetiche che causavano epocali cambiamenti strutturali e geofisici della Terra. I calendari dei Maya (che risalgono a circa 18mila anni fa), degli egizi (che risalgono a circa 39mila anni fa), dei tibetani, dei cinesi e di altre civilta' portano nel periodo che corrisponde a quello nostro; quello che sta per terminare. In particolare, i Maya parlavano di un tempo di transizione, ovvero del periodo di -Assenza di tempo-, in cui il vecchio tempo veniva sostituito dal nuovo tempo. Secondo i Maya, il tutto iniziava nel luglio del 1982 e avrebbe condotto al cambiamento nel 12 dicembre 2012. Infatti, neanche a farlo apposta, attorno agli anni ottanta si inizia a sentire sempre con maggiore intensita' di mutamenti del clima, del surriscaldamento della Terra e via dicendo.

Autore : Edoardo Capuano

Fonte : ecplanet

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RICERCA: IL GELATO DA' LA FELICITA'

Secondo i ricercatori dell'Istituto di psichiatria di Londra basta un assaggio per attivare i centri di piacere del cervello


LONDRA - Mangiare un buon gelato rende felici. Non e' una novita', diranno molti. Gia', pero' ora c'e' la prova scientifica di una sensazione che gli amanti di coni e coppette ben conoscono.
Lo hanno verificato i ricercatori dell'Istitutio di psichiatria di Londra, secondo i quali il gelato «accende» gli stessi centri del piacere nel cervello stimolati da una vincita di denaro o dall'ascolto della musica preferita.I neuroscienziati londinesi hanno analizzato le reazioni nel cervello di alcune persone impegnate a gustarsi un gelato alla vaniglia.
E hanno registrato un'immediata reazione nelle zone che si attivano con le sensazioni piacevole.
Fra queste c'e' la corteccia orbitofrontale, l'area di «elaborazione» della parte anteriore del cervello. Don Darling, di Unilever, la multinazionale che ha finanziato la ricerca (e fornito i gelati per gli esperimenti), ha detto che «e' la prima volta che viene dimostrata la felicita' connessa al gelato. Basta un cucchiaino per attivare i centri di piacere cerebrali».


Fonte : Corriere della sera

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