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La scienza inizia a comprendere l'azione dello Spirito grazie al potere dell'amore

La scienza inizia a comprendere l'azione dello Spirito grazie al potere dell'amore

Oggi finalmente la scienza può iniziare a comprendere l'azione dello Spirito. Un'altra scoperta a opera dei ricercatori dell'Ospedale San Gerardo di Monza che pone fine alla dicotomia tra scienza e misticismo.

La psiconeuroendocrinoim­munologia (PNEI) è la scienza che studia il rap­porto tra mente, emozioni, siste­ma endocrino, sistema immunita­rio e stati di coscienza e le loro mediazioni chimiche, al fine di di­mostrare la loro interdipendenza psico-chimica.

Si possono identificare a livello cerebrale l'esistenza di due siste­mi neurochimici fondamentali, polari e complementari fra di lo­ro: Uno chiamato Sistema Op­pioide: è connesso alla vita in­conscia, all'ipofisi o ghiandola pituitaria situata al centro del cervello (corrispondente al 6° chakra o ajna). Questo sistema è attivo in condizioni di stress, do­lore, ansia, irritabilità, inducen­do immunosoppressione o stato di malattia. È mediato da cateco­lamine, steroidi surrenalici e op­pioidi endorfine e dinorfine. L'altro, il Sistema Cannabinoide, è connesso alla vita cosciente e su­percosciente, dando la possibilità all'uomo di percepire l'Universo. È in rapporto con la ghiandola pi­neale o epifisi, situata nell'encefalo pur non facendo parte di esso (corrisponde al 7° chakra o brah­marandhra). È il sistema coinvolto nell'induzione della percezione del piacere, della gioia e dell'e­spansione di coscienza nella spiri­tualità dell'Amore. (È errato quin­di credere che sia la produzione di endorfine a rendere possibile la percezione del piacere e ad esalta­re l'immunità, sono bensì i canna­binoidi e indoli pinealici).

La PNEI dimostra chiaramente l'esistenza nel corpo umano di una doppia regolazione, la prima secondo le leggi della natura me­tabolico-biologica, esercitata dal­la ghiandola pituitaria o ipofisi (che significa sotto la natura), cioè secondo le leggi della natura. Nell'ambito del puro metabo­lismo, quindi, tutti i corpi sono biologicamente affini fra loro. La seconda in rapporto alle leggi universali e spirituali, esercitata dalla ghiandola pineale o epifisi (che significa sopra la natura), cioè secondo le dinamiche delle realtà celesti.

Qui emergono invece le differen­ze nella biochimica umana, le quali non sono che funzioni del differente livello di Amore espresso dal singolo individuo. La ghiandola pineale, già indica­ta secoli or sono come sede del­l'Anima da Galeno e Cartesio, rappresenta il punto di unione relazionale fra spirito e corpo fi­sico, consentendo di sperimenta­re l'espansione di coscienza. Dal rapporto tra ipofisi ed epifisi, cioè nella loro relazione sinergica endocrina, e tra l'epifisi e l'attività endocrina cardiaca, un giorno si potrà arrivare a stabilire quanto un individuo sia aperto all'Amo­re, perché ogni stato di coscienza riconosce al contempo una me­diazione chimica. La perdita dell'armonia fra uomo e Universo (tesi già postulata da Platone), causa di ogni malattia, diviene oggi documentabile chi­micamente proprio a livello di al­terata funzionalità pinealica in malattie gravi quali il cancro e le psicosi. La principale verità è quel­ la per cui è l'Amore a strutturare la biologia dell'uomo, che raggiunge, proprio nello stato d'Amore, la sua assoluta perfezione psicoendocri­noimmunologica, quindi la condi­zione della piena salute.

L'Amore diviene così il fattore se­lezionante nell'evoluzione della biologia umana (non certo il de­siderio, né la razionalità). "L'Amore si prova nel cuore fisi­co", sosteneva un grande iniziato novatese della nostra epoca, e la scienza ora è in grado di dimo­strarlo. Il cuore ha attività endo­crina, e c'è una grande diversità a livello ormonale tra un cuore che ama e uno che non conosce l'A­more. Nel cuore che non conosce l'Amore, la produzione endocri­na sarebbe preferenzialmente in termini di endotelina-1 (ET 1), la quale espleta attività inibitrice sia sulla ghiandola pineale che su quella coccigea, attiva il sistema simpatico (predisponendo come tale all'ipertensione e alla ische­mia miocardica), induce immunodepressione e agisce pertanto in senso protumorale. All'opposto, nel cuore che ama, la produzione endocrina si orien­ta di preferenza in termini di or­mone natriuretico atriale (ANP), il quale stimola sia la ghiandola pineale che la ghiandola cocci­gea, attiva il sistema parasimpati­co (che antagonizza l'azione del sistema neurovegetavivo simpati­co), induce immunostimolazione ed espleta pertanto effetto anti­tumorale. In pratica, la ET -1 di­sgrega l'unità della vita biologica, l'ANP mantiene l'unità vivente della persona, agendo quale prin­cipio di rigenerazione.

Inoltre vi è un rapporto stretto tra la natura umana (che si può tradurre nel suo vissuto sessuale) e la spiritualità, e questo rappor­to è stato studiato e comprovato dalla PNEI. Si può dimostrare che la psicochimica della sessua­lità è la stessa di quella che media l'espansione spirituale della co­scienza. Come è parimenti dimo­strabile che i cannabinoidi o so­stanze marijuano-simili, media­tori chimici degli stati psichede­lici di dilatazione della coscien­za, favoriscono uno stato di immunità (quindi sono anche anti-tumorali per azione inibitri­ce diretta sulla proliferazione delle cellule maligne). La separazione del vissuto ses­suale dalla parte spirituale della coscienza, per effetto di una cul­tura errata, impedisce di vivere pienamente lo stato d'Amore, poiché la fonte cui attingere l'e­nergia psichica dell'espansione estatica della coscienza non è che lo stesso vissuto sessuale con tut­ta la gamma delle sue sfumature erotiche. E importante sottoli­neare che per Amore non si in­tende il semplice desiderio o una pulsione emotiva, la quale può essere solo lo stimolo iniziale o il carburante necessario ad alimen­tare la Fiamma Divina situata nel cuore. La scientificità dell'Amore è confermata dal fatto che tutti coloro che lo vivono, anche se in epoche diverse e differenti cultu­re, lo descrivono nel medesimo modo, vale a dire come senso di calore nel cuore fisico, calore che è Gioia, Gioia che diviene Com­passione, Compassione che di­viene Misericordia infinita. Lidentità dell'uomo è un insieme indissolubile e al contempo di­stinto fra corpo (inteso come chi­mica) e spirito. Per cui, tutto ciò che è chimico influisce sulla vita emotivo-spirituale ed ogni even­to psicospirituale induce effetti neuroimmunochimici. Alla PNEI si deve quindi la cono­scenza scientifico-chimica di ve­rità note da sempre filosofica­mente alle Scienze Sacre Alche­miche (il ruolo di biomodulatore della ghiandola pineale, del timo e della ghiandola coccigea). Quindi lo stato di piacere e di Amore immunostimola, poten­ziando così la naturale resistenza del corpo alla malattia. Il ruolo del sistema immunitario non è quello di difenderci dall'e­sterno, bensì di mantenere l'i­dentità di se stessi. La PNEI dimostra che tutto è col­legato a tutto, tutto è unità nella biologia del corpo umano e tutto risponde all'io, avendo le varie molecole una pluralità di azioni sia metaboliche che emozionali. Occorre quindi riconoscere che la biologia umana è strutturata secondo archetipi, cioè secondo analogie micro-macrocosmiche. Per esempio:

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la trascrizione genetica del DNA richiede 3 tipi di RNA, come 3 sono gli aspetti del divino. 4 sono le basi genetiche neucloti­diche, come 4 sono gli elementi dell'essere (terra, acqua, aria, fuoco). 12 sono i nervi cranici, come 12 sono le costellazioni zo­dicali. 22 sono gli amino-acidi, come 22 sono gli archetipi dei Tarocchi (o arcani maggiori). 7 sono le principali ghiandole endocrine, come 7 sono i centri maggiori dell'energia vitale (o chakra).

Riassumendo

La Scienza dimostra come è co­stituita la natura umana anche nelle sue componenti chimiche, dimostra che il Piacere, l'Amore e la Spiritualità hanno un potere immunostimolante, che il nostro organismo secerne sostanze di ti­po marijuano-simili, che siamo un tutto interconnesso con l'Uni­verso, come dicevano i filosofi dei tempi passati. È stato finalmente riconosciuto ciò che la concezione magico-al­chemica del mondo ha da sempre sostenuto: sia la psiche che l'au­tocoscienza sono corpi che esi­stono indipendentemente dal corpo fisico, quali realtà di mate­ria ed energia sottili, ma al con­tempo che esiste per ogni stato emotivo e per ogni stato di coscienza un equivalente chimico (ormone, neuroormone, neuro­trasmettitore, neuropeptide, cito­china) che media a livello fisico le realtà soprasensibili psichiche, mentali e spirituali, senza il qua­le non sarebbe possibile provare a livello di corporeità la gamma infinita degli stati emotivi e di coscienza dell'essere. In definitiva è scientificamente provato che esiste una realtà spi­rituale. Il motore unico della Vita è l'Amore che si può manifestare solo nella Gioia. Quanto più l'Uomo si avvicina a questa realtà, quanto più la con­divide con i suoi simili, tanto più è vicino a Dio.

Barbara Boniardi
Link Attivo: http://www.scienzaespirito.it/files/pnei_s&c.html


Barbara Boniardi è una ricercatrice indipendente, sulla base delle ricer­che scientifiche del Prof. Paolo Lis­soni con il quale collabora nella di­vulgazione dei suoi libri.

Egli è medico di fama internaziona­le, oncologo, endocrinologo e inter­nista, nonché Direttore e docente del Corso di Psiconeuroendocrinoim­munologia dell'Università Ambrosia­na di Milano. Attualmente ricopre la carica di Dirigente Responsabile di Attività Specialistica per l'Oncologia presso l'Ospedale San Gerardo di Monza. Ha una vastissima produzio­ne di pubblicazioni Scientifiche (ol­tre 600) per la maggior parte sulla ghiandola pineale. Ha inoltre colla­borato con il Prof. Di Bella per gli studi sulla melatonina.

http://www.liberamenteservo.it/

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TUTTI I PERICOLI DEL PIERCING

Chi vuole per forza farsi un piercing rischia infezioni, microtraumi, allergie e, nei casi più gravi, addirittura la vita. A mettere l' “anellino” sul banco degli imputati è una ricerca pubblicata sugli Archives of Neurology, che ha analizzato il caso di un ragazzo di 22 anni morto in Israele a causa di molteplici ascessi al cervello provocati da un'infezione partita dal piercing che il giovane aveva sulla lingua.
Oltre alle condizioni di scarsa igiene presenti nel momento in cui si inserisce un piercing nell'ombelico, sulla lingua, sull'orecchio o in altre zone del corpo, i medici sottolineano che le aree dove viene inserito l'anellino diventano più difficili da pulire e quindi più soggette a infezioni. Alcune patologie sono causate proprio dalla presenza del metallo inserito nella pelle.
Si va dalle scheggiature dei denti ai problemi cardiaci fino, come abbiamo visto, a visto, a infezioni letali che giungono fino al cervello.
I professionisti del piercing, tuttavia, sostengono che una procedura di inserimento realizzata in condizioni igieniche può causare complicazioni solo in rarissimi casi.
Vediamo, però, altre controindicazioni imputabili al piercing.
Turba il carattere, interferisce sullo sviluppo cerebrale, provoca infezioni batteriche, ferite, traumi ai tessuti cutanei, per chi lo fa sull'orecchio e, in generale sulla pelle. Per chi lo fa alla lingua: denti che si spezzano o si rigano, lesioni a bocca, guance e gengive ed infezioni varie, setticemia e shock tossici, fino ad arrivare ad Hiv e ad epatite B e C.
Sembrano notizie terroristiche, magari messe in giro da amanti del look tradizionale. In realtà si tratta di studi condotti in tutto il mondo, che mettere in guardia chi non vuole mancare all'appuntamento con la moda dell'anellino.
Se però per le infezioni si poteva non rimanere sorpresi, molto più subdolo è il danno che il piercing, in particolare quello all'orecchio, può arrecare addirittura a livello di psiche, senza che ciò sia collegato all'influenza psicologica dell'aspetto estetico.
Il piercing dell'orecchio, infatti, se fatto nei punti 'sbagliati' e' in grado scatenare l'aggressività 'nascosta', aumentare la timidezza e addirittura, negli adolescenti, interferire sullo sviluppo cerebrale. Ma anche la salute e' a rischio. Oltre alle possibili infezioni si scoprono, a sorpresa, altri pericoli: disturbi visivi, aumento dei dolori mestruali, turbe della fertilità. A mettere in guardia i patiti del piercing è il dottor Marco Visconti, esperto di agopuntura e direttore didattico della Scuola di medicina cinese dell'ospedale Fatebenefratelli di Roma. ''Sull'orecchio - ricorda Visconti - ci sono molti punti energetici sensibili e una stimolazione continua, come quella esercitata da un orecchino, può dare anche effetti indesiderati. Ovviamente saranno più forti in soggetti predisposti''.
Persino l'orecchino 'classico', quello che le donne hanno sempre portato al centro del lobo non è indenne da controindicazioni. ''La zona centrale del lobulo - spiega l'esperto- è collegata con le aree sensoriali corticali per cui se c'è una forte stimolazione, per esempio con un'infezione del foro dell'orecchino, si possono avere alterazioni della sensibilità dell'olfatto, del tatto, del gusto''.
Assolutamente da evitare i buchi alle orecchie dei giovanissimi soprattutto nella parte esterna superiore (elice) perchè possono influire sulla motricità e quindi sullo sviluppo delle funzioni cerebrali. Particolarmente pericoloso, per le donne predisposte, 'ornare' il solco sotto il profilo dell'orecchio, il rischio è di alterare le funzioni endocrine, mentre 'abbellire', i bordi del lobo può far vacillare il carattere acuendo la timidezza e scatenando la depressione. Il punto più fastidioso e' localizzato subito dopo il tubercolo di Darwin, il piccolo rigonfiamento che si trova in alto sul profilo esterno dell'orecchio, una zona che se sollecitata in modo anomalo può scatenare l'aggressività latente nei 'portatori del piercing'.

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FONTE : http://italiasalute.leonardo.it

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Cistite. Prevenzione sintomi cause e terapie naturali

Cistite. Prevenzione sintomi cause e terapie naturali

La cistite è un disturbo infiammatorio della vescica che colpisce con maggior frequenza il sesso femminile. E' una patologia
a caratterizzata da un aumento del numero delle minzioni. intestino e difese immunitarie sono chiamati in causa.


Che cos’ è la cistite?

La cistite è un disturbo infiammatorio della vescica che colpisce con maggior frequenza il sesso femminile rispetto a quello maschile. La ragione di ciò va ricercata nel fatto che nel sesso femminile l’uretra, vale a dire il condotto che consente di espellere verso l’esterno l’urina, è molto più breve che nell’uomo: 3 – 4 cm contro i 20 cm dell’uomo.

Così l’uso d’indumenti molto stretti, l’utilizzo di biancheria intima sintetica e colorata di nero ( il colore nero rilascia lentamente sostanze irritanti a contatto con la cute e la mucosa dei genitali), manovre errate nell’uso della carta igienica, possono favorire il proliferare di batteri, che spesso provengono dall’intestino.

Come si manifesta la cistite ?

Il risultato è una patologia caratterizzata da un aumento del numero delle minzioni nella giornata (pollachiuria) che spesso risultano dolorose (stranguria). Da una particolare sensazione di dover urinare ancora alla fine della minzione (tenesmo, dovuto allo spasmo della muscolatura vescicale irritata dall’infiammazione), senso di peso al di sopra del pube. Può accompagnarsi a febbre più o meno elevata, nausea, vomito.

L’esame delle urine mostra spesso una piuria, cioè una abbondante quantità di globuli bianchi, anche in assenza di una causa batterica, ed una batteriuria che quando è significativa (superiore a 100.000 batteri/ml) richiede un esame colturale.

I microorganismi più frequentemente in causa sono gli Escherichia Coli, ma possono essere in gioco anche dei virus. Altre volte ancora la cistite si accompagna e fa seguito ad una vaginite.

Le cistiti tendono frequentemente a recidivare, cioè a ripresentarsi nei periodi di cambio stagionale (primavera ed autunno in particolare), in stati di stress, in caso di caduta delle difese immunitarie o di disordini alimentari. Nell’uomo questa affezione può presentarsi dopo una infezione cha abbia colpito il rene, dopo manovre endoscopiche non perfettamente sterili o in conseguenza di una ipertrofia prostatica.

Cosa fare

La terapia allopatica prevede l’uso di analgesici per ridurre il dolore e lo spasmo, di antibiotici che andranno mirati sul batterio in causa mediante un antibiogramma; se si tratta di una forma virale l’antibiotico è inutile a meno di non sospettare una possibile complicanza batterica; la prevenzione delle recidive.

Prevenzione Cistite: Alimentazione ed indumenti.

Per prevenire le recidive sarà utile bere molto, almeno un litro d’acqua al giorno per diluire l’urina e ridurre la concentrazione dei batteri; ridurre il consumo di cibi piccanti, grassi animali, frittura, cioccolato che possono irritare la mucosa interna della vescica; mantenere una corretta igiene intima con detergenti neutri o acidi, limitando le lavande vaginali che contengono sostanze aggressive nei confronti del film lipidico, naturale barriera protettiva nei confronti dei batteri; non indossare pantaloni troppo attillati o mutande in tessuto sintetico; i costumi bagnati non vanno tenuti addosso per lungo tempo perchè sudore ed umidità favoriscono la proliferazione dei batteri; urinare prima di un rapporto sessuale per ridurre i microtraumi sulla vescica.

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Le Terapie naturali nella cistite

Nel campo delle terapie naturali un ottimo aiuto viene dalla Uva Ursina (arctostaphylos uva ursi) che contiene sostanze dette antrachinoni che hanno una efficacia antibatterica sopratutto se l’urina è alcalina con massima azione 3 – 4 ore dalla somministrazione. Va evitato nelle donne in gravidanza nei bambini sotto i 12 anni e nei soggetti con gastriti. Se si usa l’uva ursina non bisogna associare sostanze che acidificano l’ursina. Il Mirtillo Rosso (vaccinium vitis idaea) ha una buona capacità antisettica e disinfiammante contendo sostanze analoghe a quelle dell’uva ursina

La PIlosella (hieracium pilosella) contiene delle idrossicumarine responsabili della sua attività antibatterica, ma la pianta possiede anche attività diuretica e attiva i processi riparativi della mucosa vescicale. Piante come l’echinacea o l’eleuterococco stimola le difese immunitarie.

Molte case farmaceutiche di prodotti naturali hanno nel loro prontuario dei prodotti già dosati e mescolati in grado di coprire tutto il fabbisogno fitioterapico richiesto.

Omeopatia.

Nella omeopatia possiamo usare la Chantaris, Mercurius corrosivus, Arsenicum album, Staphisagria.

L’ importanza dell’ intestino

Infine il naturopata non deve dimenticare di controllare la salute intestinale del suo ricevente.

Tutte queste indicazioni andranno valutate ed adattate di volta in volta al caso particolare della persona che ci chiede il suo aiuto, poiché è sempre buona regola ricordare che: esiste il malato e non la malattia.

Autore:: Dott. Eugenio Origa

www.naturopataonline.org

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In vacanza a 6 zampe : tutto sulla vacanza con il cane

In vacanza a 6 zampe

Quando si avvicina il periodo delle ferie già si pregusta quel piacere unico del relax, del rallentamento dei ritmi, della pausa lavorativa, tanto che solo l’aspettativa ci mette senz’altro di buon umore. Non altrettanto euforico sarebbe lo stato d’animo di molti cani se potessero vagamente intuire le inquietanti intenzioni dei loro padroni, in procinto di partire, in merito alla ‘sistemazione’ che pensano di riservare loro per le vacanze.


E’ ancora molta, troppa, la gente che non ha ben chiaro il concetto che l’abbandono di animali è un reato nonché uno degli atti più ignobili che un essere umano possa compiere, per giunta nei confronti di un cane, la cui fedeltà e devozione al padrone, anche al più crudele, è assoluta e incondizionata.

Il desiderio di andare in vacanza in località esclusive e lussuose, dove non sono ammessi animali, è, per alcuni, più forte del diritto del proprio cane alla vita. E’ mostruoso e sembra impossibile, eppure 150.000 italiani mettono in atto ogni anno questo orrore: abbandonano il proprio cane. Detto, fatto. Ecco che il cane si ritrova, senza capire perché, in un luogo a lui sconosciuto: in una strada, in un bosco, improvvisamente solo. In estate questo accade ogni due minuti, 665 volte al giorno: tale è il ritmo degli abbandoni nel periodo vacanziero.

Si ricorda l’art. 727 del codice penale: "Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.”

Per il cane, il gatto e qualunque altro animale che abbia acquisito abitudini domestiche e che vede nel proprio padrone l’unico riferimento e la sua ragione di vita, ogni forma di allontanamento da lui è causa di angoscia e sofferenza. Anche essere “parcheggiato” in qualche pensione per un mese durante l’estate può essere veramente un trauma per questi animali, che perdono i propri riferimenti affettivi.

“R-ESTATE INSIEME”, “VACANZE A 6 ZAMPE”, “FAI UNA VACANZA ..BUONA”, “PORTAMI CON TE, TI PREGO!”, “FINALMENTE ENTRO ANCH’IO”, alcuni degli slogan delle campagne animaliste che intendono sensibilizzare sul tema dell’abbandono, non tanto denunciando l’atto criminale, quanto focalizzando sulla possibilità, reale, concreta, di portare con sé il proprio amico a 4 zampe.

iQuello che più o meno tutti fanno, in mancanza di piani precisi, è godersi intere giornate in spiaggia. E’ la vacanza più semplice, con poche pretese, ma il riposo è garantito ed è anche quella in cui è più facile includere il proprio amico peloso: basta informarsi sulle regole da rispettare per fare in modo di non arrecare disturbo agli altri bagnanti.

Il primo interrogativo che ci si pone riguarda proprio l’accesso dei cani in spiaggia; purtroppo i cartelli di divieto spuntano come funghi, ma attenzione che non tutti sono regolamentari. Occorre, infatti, che i comuni emettano un'ordinanza che preveda il divieto motivato, la sua estensione oraria e che tale ordinanza venga firmata dal sindaco, da un assessore delegato o dal comandante dei vigili urbani e pubblicata sugli albi pretori dei singoli comuni. Inoltre i cartelli devono recare sul retro il numero dell'ordinanza comunale di riferimento e la data di scadenza.

Se una sola di queste indicazioni manca, l'ordinanza stessa non è valida, e non andrà preso in considerazione nessun invito ad allontanare il cane dalla spiaggia ed eventuali multe saranno contestabili.

Spesso si ricevono raccomandazioni per il cane: evitare che sporchi, che sparga la sabbia in giro, che non abbai troppo creando ‘inquinamento acustico’. Giustissimo. Tuttavia nessuno riflette sul fatto che tali comportamenti, senza dubbio motivo di fastidio per i bagnanti che si trovano a subirli, hanno molto più spesso come protagonisti proprio gli umani, in particolare i bambini, che in quanto a schiamazzi, urla e uso improprio della sabbia non sono certo da meno.

Il pregiudizio è il vero nemico in queste situazioni e il dovere di chi ha un cane è quello di tenere un comportamento irreprensibile e allo stesso tempo di pretendere con fermezza spiegazioni motivate per ogni singolo divieto legato alla presenza del cane. Solo così si scoprirà che molti divieti non sono supportati da ordinanze ma sono solo dettati da ‘preferenze’ di negozianti e proprietari di stabilimenti che non vogliono avere fastidi.

I diritti tuttavia non sono solo quelli dei commercianti, ma anche dei padroni di animali, i quali meritano di trascorrere il periodo di vacanza senza dover essere continuamente ‘incriminati’ per il fatto di avere al seguito il proprio amico peloso. Il senso civico di questi ultimi non può andare in vacanza (quello no!!) ed è fondamentale quindi segnalare ogni situazione di cui si sospetta che il divieto sia fuori legge.

Benché ultimamente in Italia si siano istituiti maggiori tratti di litorale a disposizione dei quadrupedi, il nostro paese rimane comunque agli ultimi posti in Europa, molto distante da Francia, Olanda, Grecia e Croazia, paesi senz’altro più avanti di noi in questo, anche per quanto riguarda l’accesso ai negozi, supermercati, alberghi e ristoranti.

Spesso l’ostacolo principale può rivelarsi il trasporto dell’animale a destinazione, più che la permanenza nel luogo di villeggiatura prescelto. Infatti, viaggiare con un animale al seguito è cosa tutt’altro che banale, e l’organizzazione degli spostamenti richiede molta pazienza e tenacia nell’individuare la soluzione ideale, tra le pochissime possibili. Spesso, infatti, non si tratta di scegliere, bensì di accontentarsi, optando per il male minore, tanti e tali sono i divieti che caratterizzano le modalità di trasporto di animali sui mezzi pubblici.

Per i viaggi via mare un mezzo da tenere senz’altro in considerazione è il traghetto: qui i nostri amici sono in genere sempre ammessi (tranne eccezioni, da verificare accuratamente con la compagnia); di solito il cane può viaggiare con il proprio padrone sul ponte, con guinzaglio e museruola, mentre i gatti nel trasportino; può invece essere vietato l'accesso alle cabine, al ristorante e altre aree riservate ai passeggeri.

Se è necessario prendere l’aereo è opportuno contattare la compagnia e farsi illustrare bene le modalità prima di decidere. In genere tutti gli aerei sono attrezzati per il trasporto di cani e altri animali, ma ciascuna compagnia adotta una normativa propria. Di solito è possibile portare con sè in aereo, nelle apposite gabbiette, i cani di piccola taglia e i gatti, mentre, se il loro peso supera i 10 kg, dovranno viaggiare nella stiva: saranno imbarcati dallo scalo merci e sistemati all'interno di apposite gabbie. Se possiamo, evitiamogli questa esperienza! Il viaggio nella stiva comporta al cane un forte stress e potrebbe essere traumatico, pertanto è da fare solo in caso di estrema necessità. Se il vostro cane ha problemi di cuore è vivamente sconsigliato farlo volare.

Difficile invece purtroppo trasportare il cane sui pullman: moltissime linee non li accettano; anche qui tuttavia è sempre bene chiedere, non si sa mai, potrebbero esserci eccezioni soprattutto per cani piccoli e mansueti!

In Italia sono molte le strutture ricettive fra alberghi, agriturismi e Bed & Breakfast ad essersi attrezzate per ricevere i nostri amati amici pelosi. Sulla loro porta d’ingresso non un cartello di divieto, ma di benvenuto accoglierà le famiglie che si presenteranno con il loro quadrupede!

Alcune strutture offrono vere e proprie camere ‘a quattrozampe’ con brandina, assortimento di cibo per cani e gatti, giochi da mordicchiare e prodotti per la loro pulizia. Altre, spesso, sono strutture senza particolari attrezzature, ma dotate di un qualcosa di ben più importate: quella mentalità che riconosce nell’animale non un accessorio da parcheggiare in qualche angolo dell’albergo, da tenere lontano dalla vista dei clienti, un ‘problema’ da gestire, ma un cliente a tutti gli effetti (anche lui mangerà e usufruirà di alcuni servizi!), e come tale va trattato con ogni riguardo.

Basterebbe che gli albergatori, nel loro stesso interesse, facessero uno sforzo per cambiare punto di vista, e riconoscere nell’animale un essere vivente che merita attenzione e rispetto. Così, colui che era considerato un inconveniente diventa un motivo di orgoglio e un punteggio a favore della capacità di accoglienza dell’albergo e, senz’altro, è bene dirlo, anche una fonte di guadagno. Non tanto e non solo per l’eventuale quota supplementare richiesta per l’animale al seguito, ma perché si potrà contare su quella clientela che, non disposta a separarsi dal proprio amico durante l’estate, sarebbe altrimenti rimasta a casa durante le ferie. E’ vero che problemi di convivenza tra clienti con animali e altri che non ne hanno possono senz’altro sorgere negli spazi comuni dell’albergo, tuttavia si tratta di uno sforzo di convivenza necessario per superare l’intolleranza e il concetto sbagliato – soprattutto in un paese come l’Italia in cui l’animale domestico è presente in una famiglia su 3 – che da una parte devono stare gli umani e da una parte gli animali. Non si arriverà mai alla risoluzione del gravissimo problema dell’abbandono, e del randagismo che ne è l’immediata conseguenza, se non si è disposti a cambiare mentalità e a rispettare l’animale.

Di seguito alcuni siti che, oltre a fornire informazioni utili all’organizzazione del vostro viaggio, aiuteranno nella ricerca della struttura più adatta alle vostre esigenze.

www.dogwelcome.it

www.pets-hotels.it

www.qualazampa.it

www.welcomedoghotels.it

www.viaggiarecolcane.it

www.cyberdogsmagazine.com

www.oipaitalia.com/oipa_card/vacanze.htm

www.prontofido.net

www.tuttocani.it

Si segnala la campagna sociale promossa da quattro tra le più note Associazioni Nazionali attive nell’ambito del rispetto e della protezione degli animali: OIPA, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Gaia Animali e Ambiente, e Freccia 45, resa possibile grazie alla collaborazione di Pets and The City, la guida dedicata a chi ama gli animali e alla società di produzione Crackartoons Studios con Ubik Visual Effects.

Giovanna Di Stefano

www.terranauta.it

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RIPORTATO DA : http://www.promiseland.it







Ecco alcune informazioni indispensabili per chi non vuole separarsi dal proprio fedele amico neppure durante le vacanze estive.



In spiaggia, sui sentieri di montagna o anche, perché no, all'estero: andare in vacanza in compagnia degli animali domestici può essere una buona occasione per rafforzare il legame con il proprio amico a quattro zampe.

Prima di partire, però, occorre informarsi bene sulle regole da rispettare, alcune delle quali sono spesso dettate dal semplice buon senso, e sulle normative in vigore.

Per oltrepassare i confini nazionali, ma restando sempre in Europa, ad esempio, dal primo ottobre 2004 i proprietari di cani, gatti e furetti devono esibire alle dogane il passaporto europeo, documento di riconoscimento degli animali previsto dal regolamento 998 del Parlamento Europeo.

Le nuove norme si applicano ai movimenti degli animali da compagnia tra gli Stati europei o in ingresso da Paesi non appartenenti all'Unione europea. Nel documento sono indicate tutte le pratiche veterinarie effettuate, il numero identificativo del microchip e altre informazioni come, per esempio, il nome, la razza, il sesso e la specie.

Nel caso in cui i microchip non fossero conformi agli standard Iso 11784 o Iso 11785, i proprietari dovranno portare con sé il documento di lettura. L'uso del microchip al posto del tatuaggio diventerà obbligatorio in tutti i Paesi europei fra otto anni. Il passaporto europeo deve contenere anche i dati identificativi del proprietario.

Se la propria meta di viaggio è il Regno Unito, l'Irlanda, la Svezia o Malta, bisogna tenere presente che i passaporti devono riportare la trascrizione delle analisi per gli anticorpi della rabbia. L'animale dovrà essere sottoposto a questo esame clinico almeno sei mesi prima della partenza per il Regno Unito, per l’Irlanda e per Malta e almeno quattro mesi prima della partenza per la Svezia.

A rilasciare il passaporto europeo sono i veterinari autorizzati che devono possedere determinati requisiti e i cui elenchi vengono aggiornati dai veterinari delle Asl che provvedono anche al loro invio annuale al servizio veterinario delle Regioni. L'ordinanza del 3 marzo 2009 emanata dal ministero del Welfare impone che i cani debbano portare guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici.

Leggi a parte, esistono poi elementari di regola di "convivenza civile" che non vanno mai in vacanza e che, quindi, vanno sempre osservate per evitare che voi e il vostro amico a quattro zampe veniate bollati come "disturbatori della quiete pubblica".

Se Fido non è molto socievole con gli estranei, è il caso di adottare tutti gli accorgimenti necessari per non incorrere nelle sanzioni previste dal codice civile che sancisce la responsabilità civile dei proprietari. Un consiglio utile, quindi, potrebbe essere stipulare una polizza di assicurazione per eventuali danni arrecati a terzi da un cane un po' troppo esuberante.

http://www.anagrafecaninarer.it/info/passaporto_europeo.pdf fonte :
http://www.nannimagazine.it

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CONSIGLI PER CONSERVARE L'ABBRONZATURA

L'estate è tempo di abbronzatura: una giusta dieta e qualche utile suggerimento possono farcela conservare più a lungo, anche quando le ferie saranno solo un bel ricordo.
Ecco alcuni consigli per conservare il più a lungo possibile la tintarella tanto sudata:
1)L'acqua non è un problema (è però preferibile la doccia al bagno), ma lo è il tipo di detergente che si usa. Quelli troppo aggressivi seccano la pelle e fanno perdere l'abbronzatura. Meglio allora usare detergenti specifici per pelli abbronzate;
2)Asciugare la pelle con tessuti morbidi dopo la doccia evita uno sfregamento eccessivo che toglie abbronzatura.
3)Mantenere la pelle idratata è un altro trucco per prolungare gli effetti dell'abbronzatura. La pelle secca tende infatti a squamare mentre una pelle idratata rimane colorata più a lungo. Importante quindi cospargere il corpo di crema idratante almeno una volta almeno una volta al giorno;
4)Una lampada fatta periodicamente aiuta sicuramente a rallentare il processo di “impallidimento”;
5)La ceretta toglie oltre i peli anche l'abbronzatura in quanto solleva lo strato più esterno della pelle. Converrebbe quindi depilarsi con un epilatore elettrico almeno fino a quando permane l'abbronzatura.
6)Vi sono in commercio ottimi autoabbronzanti che senza macchiare o ingiallire la pelle ci regalano un colorito estivo anche durante il grigiore invernale.
L'alimentazione gioca un ruolo molto importante nel favorire il mantenimento del colorito ambrato assunto dalla pelle dopo lunghe ore trascorse sotto al sole, cospargendosi di olio e creme solari.
Allontanandosi dalle spiagge, la nostra pelle tende a tornare, però, inesorabilmente bianca, ma si può rallentare questo processo grazie ai consigli sopra citati e a una specifica dieta “mantieni-tintarella”.
Qualche utile suggerimento su cosa mangiare per restare abbronzati il più a lungo possibile ce lo dà il dott.Salvatore Ripa, specialista in Endocrinologia e Scienza dell’Alimentazione a Roma. Sostiene il medico: “Tre sono gli elementi principali che, contenuti in diversi cibi, rendono l’abbronzatura duratura e sana: vitamine, betacarotene e omega 3. Vediamo quali sono gli alimenti che li contengono”.
“Il betacarotene si trasforma, attraverso l’assimilazione dell’organismo, in vitamina A, essenziale per ottenere un’abbronzatura perfetta senza danni e dal bel colorito ambrato. Gli alimenti che contengono questo elemento in buona quantità sono pesche, albicocche, peperoni, prezzemolo, carote, mango, papaia, spinaci, broccoli”.
“Un’altra vitamina essenziale per il buon funzionamento del processo che stimola l’abbronzatura è la vitamina C, preziosa per la buona salute cellulare e per la produzione di collagene grazie al suo potere antiossidante. Agrumi, kiwi, peperoni, cavolfiore i cibi che ne sono più ricchi”.
“Infine, gli omega 3, preziosi acidi grassi contenuti nel pesce e nella frutta secca, essenziali per la salute ma anche per l’ottimale idratazione della pelle. Idratazione che si mantiene anche con due litri di acqua al giorno, o addirittura tre se fa molto caldo”.
“Questo tipo di alimentazione insieme all’uso di una crema adatta da applicare tutti i giorni renderanno sicuramente più duraturi tutti i nostri sforzi”.
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FONTE : http://italiasalute.leonardo.it

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