Se ti piace il nostro sito votalo adesso con un click sul pulsante Google +1 qui sotto :


I MAESTRI PARLANO

I MAESTRI PARLANO:

Non è necessario lasciare andare tutte le paure prima di poter abbracciare l’amore. Potete raccogliere le vostre paure fra le vostre braccia e portarle con voi nell’amore, perché una volta che entrate dentro l’amore, la paura si rivela l’illusione che è sempre stata, e l’amore è tutto ciò che resta.

Eric Pearl, The reconnection

*

  FRASI DI LAO TZU 

-Essere amati profondamente da qualcuno ci rende forti, amare profondamente ci rende coraggiosi.

. Il saggio aiuta le innumerevoli creature a realizzare la loro natura e si astiene dall’interferire.

- Fa più rumore un albero che cade che un’intera foresta che cresce.

- Rispondi in maniera intelligente anche a chi ti tratta stupidamente.

-La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza dei pensieri crea profondità. La gentilezza del donare crea amore.

-Il cielo e la terra perdurano nel tempo. Essi durano perché non vivono per se stessi: perciò sono eterni.

-Il saggio non si mette in mostra e perciò risplende. Non si afferma e perciò si manifesta. Non si vanta e perciò gli viene dato merito. Non si gloria e perciò viene esaltato.

-Si è responsabili non solo per ciò che si fa, ma anche per ciò che non si fa.

 

FRASI DI AMMA “ DETTA LA SANTA DEGLI ABBRACCI”

Il vero flauto è all’interno. Cercate di suonarlo. Una volta che il suono viene percepito, si può andare al di là della nascita e della morte.

-Per ricordare Dio dovete dimenticare. Essere davvero focalizzati su Dio significa essere pienamente, e assolutamente in ogni attimo presente, dimenticando il passato e il futuro. Questa soltanto è vera preghiera. Questo tipo di dimenticanza vi aiuterà ad acquietare la mente, e vi permetterà di avere l’esperienza della beatitudine della meditazione.

L'articolo che stai leggendo continua sotto :
scuola di reiki bologna
REIKI : ARTE DI CURA CON LE MANI
SCUOLA DI REIKI BOLOGNA [ CLICK QUI ]

FRASI DI SANT’AGOSTINO:

-Le parole non sono state inventate perché gli uomini s’ingannino tra loro ma perché ciascuno passi all’altro la bontà dei propri pensieri.

-Ognuno è tale e quale il suo amore. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Che dirò? Sarai Dio? Non oso dirlo, ma ascoltiamo la Scrittura che dice: Io ho detto: Siete dèi e figli dell’Altissimo.

-La causa è finita: voglia il cielo che una buona volta finisca anche l’errore!

-La fede consiste nella volontà di chi crede.

-L’amore non si vede in un luogo e non si cerca con gli occhi del corpo. Non si odono le sue parole e quando viene a te non si odono i suoi passi.

-Un’abitudine, se non contrastata, presto diventa una necessità.

-Dove c’è amore non c’è bisogno del perdono, perché quando ami, ami e basta.

-Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi.

-La felicità è desiderare quello che già si possiede.

-Dove si è conosciuta la gioia per desiderarla così tanto?

-La perfezione dell’uomo consiste proprio nello scoprire le proprie imperfezioni.

-Dio ti ha creato senza interpellarti, ma non ti salva se non c’è il tuo consenso.

-Come gli amici adulando pervertono, così i nemici con i rimproveri molte volte correggono.

-Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

FRASI SUI MAESTRI E SULLA NATURA che ci fanno riflettere

FRASI SUI MAESTRI e SULLA NATURA

-Non mi considero un maestro o una guida. Ognuno fa i film che vuole e li gira come gli pare.

 

-­ Non c'è nessuno al mondo che non possa diventare maestro di un altro in qualche cosa.

-Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

- Se insegni, insegna anche a dubitare di ciò che insegni.

­ -L'unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell'Himalaya... E' dentro di noi!

- Il grande problema della scuola oggi è insegnare ai giovani a filtrare le informazioni di Internet, cosa di cui non sono però capaci neppure i professori, perché sono neofiti in questo campo.

- I tibetani dicono che il nemico è un grande maestro, perché solo un nemico ti aiuta a rafforzare la pazienza e la compassione.

- Siamo tutti apprendisti in un mestiere dove non si diventa mai maestri. La vita. 

 

FRASI SULLA NATURA:

 

-C'è una gioia nei boschi inesplorati, / C'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, / C'è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, / e c'è musica nel suo boato. Io non amo l'uomo di meno, ma la Natura di più.

 

- Alla natura si comanda solo ubbidendole.

 

L'articolo che stai leggendo continua sotto :
scuola di reiki bologna
REIKI : ARTE DI CURA CON LE MANI
SCUOLA DI REIKI BOLOGNA [ CLICK QUI ]

- La natura ha detto alla donna: sii bella se puoi, saggia se vuoi, ma degna di stima sempre.

 

- La natura ha delle perfezioni per dimostrare che essa è l'immagine di Dio e ha dei difetti per mostrare che ne è solo un'immagine.

 

- La natura non fa nulla di inutile.

 

- Un amore per la natura è una consolazione contro il fallimento.

 

- La Natura ha strane leggi, ma lei, almeno le rispetta.

 

- Il bello non esiste in natura.  Per l'artista non esiste mai nulla di brutto in natura.

 

- L'uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.

 

- Tutta la natura porta un fardello e attende di essere consolata.

- Il medico cura, la natura guarisce. 
 

https://aforismi.meglio.it/frasi-maestri.htm

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

LE COSE A POSTO DALLA PARABOLA DEL FIGLIOL PRODIGO GIOVANNI 8

Nel posto del male (le cose a posto)
(Giovanni 8)

meditazione del sacerdote Alessandro Deho'

E si svuota il cuore, manca il respiro, da dentro senti che sono lacrime quelle che spingono per uscire. Credevi che il mondo fosse più semplice. Credevi di esserti mosso bene e di aver anche imparato qualcosa. Credevi che fosse sufficiente obbedire alle leggi, almeno a quelle più evidenti, quelle che tutti riconoscono. Credevi che non è poi così difficile dividere il giusto dallo sbagliato. Poi basta un silenzio di troppo, un cambio di prospettiva e tutto crolla. Anzi no, tu crolli, e quello che fino a quel momento sembrava santità diventa inferno. E vorresti morire.

Come quando porti una donna sorpresa in adulterio davanti a Gesù. Evidenza del male. Non ci possono essere discussioni. Lo so, qualcuno si sta servendo di lei per incastrare Gesù, ma qualcuno ci credeva davvero. Credeva che Gesù stesse smantellando ogni legge, che stesse relativizzando il bene e il male, che rendesse tutto lecito. Qualcuno credeva davvero che Gesù stesse distruggendo il passato e le sue leggi e le sue tradizioni. E allora porta l’evidenza dell’errore davanti ai suoi occhi. Una donna indifendibile. Cosa fare davanti all’incarnazione dell’errore?

Gesù non dice nulla, scrive per terra, dilata il tempo. E la prima cosa che si capisce leggendo questa pagina è la signoria di Gesù, non si lascia trascinare dagli eventi. Non ha urgenza di rimettere le cose a posto, non ha paura del mondo, non ha paura del male, non ha paura di essere giudicato, non ha paura dell’errore. Non ha paura. Si prende il tempo, non si lascia schiacciare dalle cose.

E questo mi mette in crisi. Gesù non ha paura di niente. Ha il cuore custodito Altrove. Quando invece vince l’atteggiamento da scriba o da fariseo invece nasce sempre l’urgenza di ordine. Ordine e disciplina, per coprire la nostra paura. Ordine e chiarezza per rimettere le cose a posto. Ma quale è il posto vero delle cose? E soprattutto quale è il nostro vero posto? Questo chiede Gesù.

Scribi e farisei insistono. E allora Gesù prende quella violenza che sente attorno a lui è fa una cosa bellissima, una di quelle che ti cambia la prospettiva per sempre: sposta l’attenzione. Chiede un passaggio di responsabilità. Chiede di esporsi. Non è azione risolutiva, vedremo, non sconfigge la violenza, ma aiuta la conversione dello sguardo, primo passo: responsabilità. Chi di voi è senza peccato? Che è come dire: tu rispetto all’errore da che parte stai? Quale posto occupi? Il male c’è e ci sarà sempre, non possiamo vivere come se non ci fosse, non possiamo immaginare un mondo senza male quindi la domanda vera diventa: tu da che parte stai? Stai dalla parte di chi scaglia pietre? E cosa credi di fare, di seppellire il peccato? Stai dalla parte di chi sa sempre da che parte è la verità? Da che parte stai tu? Sì, “tu” e non “voi”, con un “chi” Gesù sfila fuori le identità personali dal mucchio. Nel mucchio la mia pietra si mischia con altre pietre ma quello è un gioco vigliacco. La domanda vera, quella che arriva a scuoterci anche oggi è “io da che parte sto rispetto al male?”. Vivo ancora nell’illusione che è qualcosa che è solo fuori di me? Vivo nell’illusione che con una violenza giusta io posso rimettere ordine? Vivo nell’illusione che la maggioranza e una legge chiara possono risolvere ogni problema? Vivo nella blasfema illusione che colpire chi sbaglia mi rende migliore? Vivo nel ricatto continuo che mi fa cercare sempre un nuovo colpevole per sottrarmi al giudizio? Vivo nella ossessione di trovare sempre un capro espiatorio su cui convogliare la violenza per salvarmi dalle pietre altrui? Rispetto al male che ci portiamo addosso, da che parte stiamo?

L'articolo che stai leggendo continua sotto :
scuola di reiki bologna
REIKI : ARTE DI CURA CON LE MANI
SCUOLA DI REIKI BOLOGNA [ CLICK QUI ]

(E la parte adultera che ci portiamo dentro? E quella violenza che nascondiamo? E quel risentimento che ci deforma il cuore? E quelle apparenze sempre negate e difese? Che posto occupiamo?)

I vecchi lasciano cadere i sassi. E se ne vanno. Non escono dalla logica della violenza, ma sono abbastanza furbi da non esporsi. Tropo rischioso. Meglio lasciar cadere i sassi, per questa volta.

E poi si china di nuovo, Gesù, a scrivere. Solo lui e la donna rimangono, e poi la guarda negli occhi. E le rivolge quella domanda splendida “dove sono?” che la vita è davvero questione di posizione. Dove si sono messi, dove sono andati, dove sono io e dove sei tu rispetto al male che comunque c’è, è dentro, che è impastato nelle cose della terra? Il male che è un mistero, il male che si vorrebbe seppellire, negare, distruggere. Il male che ci fa paura. Dove sono? Lontani gli scribi e i farisei, non reggono il confronto.

“Nessuno ti ha condannata?” chiede Gesù. “neppure io”, aggiunge. Gesù scardina la logica della condanna. Il male non si sconfigge condannandolo, non basta. Serve di posizionarsi in modo diverso. Anche la donna se ne va. E sembra una pagina di perdono e di conversione. Ma non è solo questo. Questa è una di quelle pagine che non si concludono. Rimane sospesa la domanda sulla responsabilità rispetto al male. Dove siamo chiamati a metterci? Quale il posto da occupare per rispondere al doloroso enigma del male? Se non posso condannarlo frontalmente, se non posso seppellirlo e ucciderlo scagliando pietro cosa mi rimane? Mettermi al centro del male stesso. Nel posto occupato dal male.

Gesù sceglie di posizionarsi nel cuore del male. Non prende le distanze, lo riconosce e lo abita. La croce. Gesù accetta di mettersi esattamente al centro del male, tra due crocifissi, accetta di perdere faccia, credibilità, fascino, accetta di deludere, accetta tutto, di farsi umiliare da ogni tipo di potere ma cammina nel cuore del male. Fin nel suo centro mortale, il Golgota. E lì compie l’unico gesto possibile: non condanna nessuno.

Non c’è altra via. Riconoscere il male, riconoscere che ci abita anche, che ne siamo comunque sempre complici, accettare di non apparire perfetti, accettare di perdere l’immagine che ci siamo costruiti ma stare, occupare, adagiarsi nel luogo esatto delle vittime del male. Del male che si compie e di quello che si subisce, ha poca importanza, si è sempre vittime anche da carnefici. Gesù sta, da solo, al posto della donna adultera. Assume quella posizione scomoda e non cerca capri espiatori, non condanna. Questo è quello che siamo chiamati a fare. Responsabilmente, rischiando. Riconosco il male, riconosco che fa male, ma comprendo anche che l’unica cosa che posso chiamare peccato è la “condanna”. Condannare è l’unico peccato. E imparare a prendere il posto dell’uomo, che è sempre vittima e carnefice insieme, prendere quel posto ma per non condannare più nessuno, per condannare ogni tipo di condanna. Prendere posto per disarmare la paura e la tentazione di un mondo perfetto.

www.alessandrodeho'.com

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

L'allievo dovrebbe intendere il Maestro non come personalita' ma come Amore.

L’allievo dovrebbe intendere il Maestro non come personalità, ma come Amore. Altrimenti rischia di cercare di emulare la “personalità” del Maestro, invece di emulare l’Amore, diventandoLo.

 

Estrappolato da : www.andreapangos.com  che ringraziamo

 

Il concetto di dedizione al Maestro va inteso come consacrazione all’Amore e alle verità  spirituali, non come devozione alla personalità, che sfocia facilmente in culto della personalità, quando gli allievi sono, in effetti, dei seguaci. Fenomeno Naturale, per mantenere la propria Naturalezza, la relazione Maestro - allievo non deve essere imbrattata da idee di particolarità.

 

Il Maestro Autentico è pienamente consapevole della propria funzione di Maestro, perché stimola la consapevolizzazione altrui, e che si tratta di una funzione naturale, ma non dà peso al fatto di essere un Maestro e afferma raramente, se lo fa, di esserLo, anche per non potenziare l’atteggiamento dualistico dell’allievo: Maestro - allievo.

 

È lo stato Naturale che Lui è a renderlo naturalmente Maestro. Pienamente consapevole che, per ordine naturale, chi non è Divenuto del tutto è allievo dei Maestri, il Maestro non reputa qualcosa di particolare “avere” degli allievi e non ha l’idea di “averne” qualcuno di particolare.

 

L’idea di discepolo prediletto è una “proiezione” degli allievi e credere di esserlo, è un ostacolo maturativo, uno degli aspetti più nocivi dell’identità immaginata spirituale.

 

Il Maestro Autentico aiuta l’allievo a dipendere sempre meno da lui, facendogli scoprire il Maestro interiore (Amore). Lascia comunque che l’allievo lo percepisca come Maestro, come punto di riferimento transitorio, per condurlo alla Scoperta dell’unico “punto di riferimento” Reale, il Maestro Reale (Assoluto, Reale Identità). Dio non guida l’allievo attraverso il Maestro Autentico, che non è un tramite, ma Dio manifesto come Amore. L’Amore non conosce dualità, il Maestro Ama l’allievo come se stesso e così lo stimola a tendere ad Amare se stesso, il prossimo e Dio con tutto se stesso.

 

Il Maestro dà all’allievo tutto ciò che questi può ricevere. Questo fa parte della sua natura, è un’espressione spontanea dello stato Maestro. Non è il Maestro a decidere quanto darà all’allievo, ma è lo stato (dell’) allievo a determinare quanto riceverà.

Il Maestro favorisce la trasformazione del vuoto esistenziale dell’allievo in Vuoto mentale, Amare. Considerando l’Amare come unica esperienza integrale, ogni stato esperienziale diverso è Vuoto esistenziale.

Libero da ogni meta e missione, il Maestro non propone all’allievo missioni da compiere. Ogni missione è un concetto e l’Amore è libertà da ogni pensiero.

 

Se, per esempio, propone all’allievo L’allievo può favorire questi processi con le affermazioni: Mi apro a consapevolizzare il Maestro interiore, oppure Mi apro consapevolizzare il Maestro Reale. di scrivere un libro o di sviluppare un proprio metodo di guarigione, non presenta ciò come missione particolare, ma come processo attraverso il quale lui può consapevolizzarsi ed esprimere le proprie capacità, come modalità di utilizzo illuminante della mente, da parte della stessa mente.

 

 

 Consapevole che dalla prospettiva della mente non Realizzata, Divenire del tutto è una meta da raggiungere, il Maestro è anche consapevole che è oltre ogni meta, perché è il compimento Naturale del singolo divenire. Il Maestro aiuta a comprendere che Divenire del tutto significa essere Divenuti Sani-Naturali.

 

Disillude così l’allievo dall’idea che maturando spiritualmente si diventa particolari, speciali.

 

La consapevolizzazione è anche dissoluzione di ogni idea di superiorità o inferiorità, di essere particolari, speciali. I maestri spirituali ordinari favoriscono prevalentemente una delle tre cosiddette vie spirituali: della Conoscenza, dell’Amore e dell’Azione. Il Maestro aiuta invece l’allievo a integrarle, il velivolo trimotore ha prestazioni migliori rispetto a uno monomotore. Per di più, l’integrazione delle tre vie porta alla moltiplicazione e non soltanto alla somma dei loro potenziali, mentre immaginarle separate rende fruibile soltanto parzialmente l’immenso potenziale della Via Integrale.

 

Apparentemente tre sono aspetti di una: l’azione sostanziale del Sapere è aiutare il Cuore ad aprirsi compiutamente alla Pace, in cui non c’è percezione di separazione tra agente e azione, che allora è Globale perché l’Agente è l’Amore. Formalmente, il Maestro può sollecitare maggiormente una delle tre vie, ma la Sua Integralità le favorisce tutte e tre contemporaneamente. L’insegnamento (del) Maestro è integrale, perché Lui stesso è eguaglianza tra Conoscenza, Amore e Azione.

L’’intero esserci del Maestro vibra di Amore, pura Conoscenza di esserci, in cui ogni azione è Pace.

 

Il Maestro non nutre aspettative riguardo al progresso spirituale degli allievi, né ai benefici che potrebbe averne. Libero da aspettative, non le stimola in altri.

 

 Il Maestro è il Beneficio Massimo che la vita può avere da se stessa, Divenire del tutto.

 

Essendo praticamente l’umanità intera allieva di ogni Maestro Autentico, aspettandosi qualcosa dagli allievi il Maestro sarebbe vincolato dalle aspettative riguardo al mondo intero. Invece, è Libero dal mondo. L’allievo è insegnamento Divino parzialmente espresso, il Maestro è pieno insegnamento Divino. L’allievo non deve diventare una (brutta) copia del Maestro, ma un ottimo originale di se stesso. Il Maestro Autentico favorisce pienamente l’originalità dell’allievo, anche aiutandolo a comprendere che il divenire veritiero consiste nell’individualizzazione, non nella massificazione. Il Maestro non induce l’allievo a combattere contro il male, anche perché questo fomenterebbe conflitti, ma lo sollecita a maturare la capacità di effondere Pace, il che di per sé diminuisce il male (ostacoli per la consapevolizzazione) e aumenta il bene (processi consapevolizzanti). Il Maestro non predica sofferenza, ma indica come giungere a essere Amore, chiarendo che si tratta dell’esperienza Naturale.

 

 Con il suo essere vita pienamente consapevole, il Maestro stimola la vita allieva a viversi in modo consapevolizzante per diventare puro divertimento Divino. L’approccio alla maturazione spirituale non deve essere severo, ma serio (agire ponderato, sobrio e responsabile per Divenire del tutto) e nel contempo gioioso

 

 Il rapporto Maestro-allievo non è un rapporto analista-analizzato, l’analisi superflua è un grande ostacolo per la Spiritualità. In genere, l’analisi porta soltanto al riconoscimento di un determinato contenuto e a una sua trasformazione parziale, senza eliminare le cause del fenomeno nocivo e senza trasformarlo in Amore. Per l’Amore, che è esente da pensieri, ogni analisi è superflua, ma all’allievo, ignaro della capacità Cognitiva (dell’) Amore, l’analizzare può sembrare indispensabile e in effetti per lui lo è, poiché è succube del meccanismo del voler (che significa dover) analizzare non può farne a meno.

 

L’Amore non pensa, semplicemente Trasmuta. Per la trasformazione spirituale, l’analisi è positiva nella misura in cui rende possibile la disidentificazione dall’individualità e l’immedesimazione consapevole con l’Infinito. L’indagine sulla Reale Identità è quindi molto più efficace dell’analisi dei vari segmenti dell’individuo. Le domande spirituali, per esempio: Cosa ci fa il mondo in me?, Qual è la mia Origine come individuo?, Da dove provengo come individuo?, Qual è la Reale Identità?, non devono favorire l’analisi, ma la comparsa del Vuoto mentale, dal quale possono scaturire profonde constatazioni affrancate da ogni forma di analisi. Questi quesiti sono strumenti per bypassare il circolo vizioso dell’analisi.

 

Il Maestro stimola l’allievo a non cercare giustificazioni per non consapevolizzarsi. Per Divenire del tutto bisogna fare tutto ciò che è necessario, indipendentemente dalle condizioni e dagli ostacoli, anche perché, di norma, gli ostacoli sostanziali non sono le circostanze “esteriori”, ma le proprie idee ed emozioni superflue.

 

Il Maestro aiuta l’allievo ad aumentare la qualità delle “scelte” di vita essenziali, favorendo la sua liberazione dal superfluo, per far emergere stati in funzione della consapevolizzazione, soprattutto l’Amore, in quanto esperienza massima, e l’Estinzione in quanto stato in cui si è dissolta ogni esperienza. Ogni altra esperienza e molto relativa rispetto a questi due stati, tanta è la loro potenza di trasformare la visione della vita, anche perché: - l’Appagamento che deriva dall’Alternanza tra questi due stati, fa comprendere l’irrisorietà della felicità che l’individuo mediamente consapevole generalmente cerca e ottiene; - l’Amore e l’Estinzione favoriscono la scomparsa degli attaccamenti.

 

L’Amore non conosce attaccamento, non esiste l’attaccamento all’Amore, anche perché durante l’Amore non c’è la percezione di separazione in soggetto e oggetto, c’è Uguaglianza. L’Estinzione oltre a non conoscere attaccamento, a differenza dell’Amore, non conosce nemmeno se stessa; - l’Estinzione, in quanto assenza totale di esperienza, matura il Discernimento dello Stato non esperienziale da quello esperienziale, quindi anche il Discernimento del Reale dall’irReale.

 

 Essendo pura Conoscenza in essere, per il Maestro è naturale favorire la scomparsa dell’ignoranza riguardo alla Reale Identità, anche facilitando la dissoluzione dell’identità immaginata dell’allievo.  L’apertura dell’allievo alle vibrazioni del Maestro è di grande importanza per l’allievo e gli conviene, mentre non conviene al Maestro, perché non ha nulla da raggiungere, essendo Naturalezza da sempre e per sempre esistente. Nel rapporto tra allievo e Maestro, soltanto l’allievo ha da guadagnare. L’allievo qualitativo tende a trascendere ogni chiusura verso il Maestro, anche affermando: Mi abbandono al Maestro (che significa Mi abbandono a Me Amore), Mi apro al Maestro (che significa Mi apro a Me Amore).

 

 

 Il Maestro e l’allievo non si trovano nello stesso spazio-tempo, ognuno produce in se stesso il proprio, i cui processi influiscono sullo spazio-tempo altrui, attraverso la Coscienza Originale. La cosiddetta risonanza tra individui non avviene direttamente sulla relazione individuo-individuo, ma “indirettamente” tramite la Coscienza, di cui ogni individuo è un’espressione. La comunicazione tra Maestro e allievo è sempre vibrazionale, e può assumere forma verbale (per esempio: domande e risposte) o fisica (forma scritta dell’insegnamento, pacca sulle spalle, abbraccio…), che sono comunque modi di elaborare le vibrazioni.

 

L’influsso sostanziale del Maestro avviene nell’ambito spirituale, composto dalle vibrazioni d’Amore, e consiste nell’azione dal profondo dell’esserci che, trasformando gli schemi vibrazionali, produce miglioramenti nella proiezione del mondo sensoriale, quindi anche materiale.

 

L’allievo potra’  cosi’ accedere al suo SE’ reale

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

Tanto, alla fine, sbagliamo sempre meditazione del sacerdote ALESSANDRO DHEO'

Tanto, alla fine, sbagliamo sempre

(DALLA PARABOLA DEL FIGLIOL PRODIGO Luca 15)

 meditazione del sacerdote ALESSANDRO DHEO'

 

Tanto, alla fine, sbagliano tutti. Ma proprio tutti. Perché è una parabola e una parabola non è buon senso ma graffio alle orecchie, ferita sul cuore, scandalo per il pensiero. Sbagliano tutti perché è una parabola ma anche perché è la vita a essere così, non vince il buon senso, non vince la logica, non siamo esistenze composte ed educate. Siamo sempre figli e padri sbagliati: chiediamo eredità senza sapere dove andare, siamo padri senza autorità, figli che masticano rancore. Sbagliamo se ce ne andiamo, sbagliamo se restiamo, sbagliamo se facciamo festa. Sbagliamo se perdoniamo.

 

Perché è una parabola, non possiamo ridurla ad una favola dove il padre è buono perché è misericordioso, qui anche il padre sbaglia, e la parabola lo sa bene. Non è questo il punto. La parabola seve a fare a pezzi le apparenze, a svelare contraddizioni. La parabola esplicita la vita.

 

E poi è senza finale questa storia. Nessuno porta a compimento una qualche traiettoria. Rimangono tutti distanti. Neppure l’Onnipotente riesce, abbraccia un figlio che rimane muto nel cuore di una festa senza misura e senza logica. Si umilia per andare incontro all’altro figlio a cui non è riuscito far arrivare il suo amore. E lui rimane distante. La parabola è coraggiosa, non solo dice che tanto, alla fine, sbagliamo sempre tutti, ma anche che tutti dobbiamo fare i conti con una distanza incolmabile, senza fine. Si rimane sempre distanti dagli altri e forse anche da se stessi e si sta male.

 

            Il figlio minore prende le distanze. Non si capisce cosa stia cercando certo, in casa, sta male. Alla parabola non interessa indagare le ragioni profonde, solo descrivere l’urlo di un ragazzo che la vita la aggredisce. Parte con qualcosa che chiama “sogno”, agisce di pretesa (eredità) e poi si schianta contro la realtà (bisogno). Benedetta o maledetta carestia, non so, di certo la traiettoria porta il ragazzo dal sogno al bisogno, e la vita si arena in un porcile. Umiliazione più grande non sono i maiali ma il dover ammettere la regressione, accontentarsi di un bisogno. Carrube. E di un bisogno ancora più fondamentale, l’altro, “…ma nessuno gli dava nulla”. E rientra in se stesso. E qui la parabola graffia senza pietà: aspettare che gli altri riempiano i nostri vuoti e i nostri bisogni è davvero rientrare in se stessi? Noi siamo davvero questa cosa? Uomini incapaci di vivere senza l’assenso pietoso degli altri? Non sappiamo nemmeno allungare la mano per prenderci carrube? La parabola descrive uno schiavo incapace di libertà. Sotto il sogno batte il cuore di uno schiavo incapace di autonomia.

 

Tanto alla fine si sbaglia sempre. E il finale non c’è. Il figlio non è figlio, si autodefinisce schiavo. Il padre non accetta e lo stordisce con una festa senza senso. Lui, il figlio, muto. Il padre, sconfitto, ripropone libertà (veste e anello). La parabola si ferma qui. Poteva essere più drammatica? Certifica una distanza incolmabile. Perché il padre non lo fa parlare questo benedetto figlio? Perché tanta esagerazione? A coprire che cosa? Sembra quasi che il padre abbia paura di questo schiavo travestito (letteralmente travestito!) da figlio! Paura, sì, che il figlio scelga di rimanere schiavo. Il figlio, o lo schiavo, non so, rimane sospeso in una distanza abissale e drammatica. Una festa intorno, il silenzio dentro, un padre che a un certo punto esce di scena. Ci può essere una condizione più drammatica? Si può dire in maniera più chiara che noi siamo segnati radicalmente da una distanza che sembra incolmabile tra noi e la libertà? Tra la morte e la vita. Arenati nella paura e assordati dai ritmi di una festa che ci spaventa. Che non vorremmo fosse per noi.

 

            Che poi tanto alla fine si sbaglia comunque, e che puoi anche rimanere nel perimetro della casa, sotto l’ombra del padre, che tanto distante ci sei comunque. Anche se sei il maggiore dei figli. Perché alla fine anche tu recrimini: “non mi hai mai dato un capretto per fare festa con i miei amici”. Lo stesso errore: aspettarsi che sia l’altro a riempire la mia mancanza, a risolvermi la vita, senza pretendere esplicitamente (almeno il minore ha avuto coraggio pretendendo l’eredità!) ma aspettandosi di essere riconosciuto, con umiltà, come risarcimento, come premio di una non richiesta mortificazione. Come se il valore di una vita fosse questa specie di modestia che in verità nasconde un rancore senza fine. Tanto alla fine si sbaglia sempre, andarsene, restare, si sbaglia comunque se pretendi che siano altri a risolverti la vita. Nemmeno il maggiore è un figlio, pure lui uno schiavo, e infatti è a un servo, suo simile, che chiede il perché di una festa iniziata in sua assenza (altra immagine terribile di distanza incolmabile: perché non l’hanno aspettato?). E anche il maggiore è vita senza finale, sospeso per sempre su una soglia, tra rancore e una musica non in suo onore. Distanze.

 

            Sbaglia anche il padre, perché un padre sempre sbaglia. Esagerata la festa per il minore, in ritardo il cammino incontro al maggiore. Sbagliati i tempi, sbagliati i modi, che ne minano la credibilità e ne annientano l’autorevolezza. Anche lui senza finale, non risolve nulla. Solo svela, fa male, ma svela, perché questa è una parabola, parole senza garbo, svela ciò che la vita è: eredità dilapidate, pretese, concessioni, amori inaspettati, slanci di affetto, vuoti terribili, silenzi imbarazzati, inviti non ricevuti, rancori sopiti, gelosie, risentimenti, cammini interrotti, incomprensioni, fraternità amare, paternità goffe e libertà indesiderate. Sì, in fondo, la vita è una libertà indesiderata. E forse sbaglia anche il padre ma sbaglia per eccesso di fiducia, per questa sua ossessione per la libertà. Concede libertà a figli che non vogliono smettere di essere schiavi. Non è solo una festa quella che il padre regala al figlio ritrovato, è un sacrificio. È il sacrificio del sacrificio. È Abramo e Isacco. Il padre slega il figlio, lo lascia libero. Alla fine certifica la distanza, perché la distanza esiste, ma quella distanza che ai figli fa solo paura per il Padre non è altro che il volto della libertà. Il figlio minore, muto e slegato, non capisce ancora. Il padre forse sbaglia, perché alla fine sbagliamo sempre tutti, ma lo fa per consegnare libertà. Anche al figlio maggiore “ciò che è mio è tuo”, invito ad uscire dalla logica del risarcimento, invito a prendere in mano la propria vita per iniziare a decidere, invito a smettere di attendere che altri risolvano la storia per noi.

 

Forse anche il padre sbaglia, forse esagera, la libertà è una distanza troppo grande per noi uomini. Ci leghiamo a qualsiasi cosa, immoliamo la vita, sacrifichiamo i sogni pur di non dover ammettere che questa distanza che abbiamo davanti altro non è che un deserto da attraversare, un esodo, una possibilità. L’unica che abbiamo per non morire da vittime. Forse sbaglia anche il padre ma se devo scegliere come sbagliare la vita, io vorrei sbagliare come lui: ossessionato dalla libertà.

 

IV Quaresima C 2019 Sbagliano tutti

www.alessandrodeho.com

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

https://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli