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MAL DI STOMACO : rimedi naturali

Il mal di stomaco è un disturbo che va a colpire l’apparato gastrico e che può dipendere da diversi fattori: questi possono essere una semplice cattiva digestione legata a delle abitudini alimentari sbagliate ma può anche dipendere da una situazione in cui si viene sottoposti a stress particolari, come può verificarsi per via di un virus intestinale o di un colpo d’aria.

 

Per questo motivo si può ricorrere ai più semplici rimedi naturale per ritrovare il sollievo e uno stato di benessere. Ovviamente ogni rimedio dipenderà dalla situazione in cui ci si trova.

 

Alimentazione e infusi

 

Se il mal di stomaco è legato a delle cattive abitudini alimentari prima di tutto si dovrebbe apportare qualche modifica alla propria alimentazione quotidiana cercando di eliminare in primis tutto il cibo ritenuto “spazzatura” ricco di grassi cattivi, conservanti e tutti gli additivi che non fanno altro se non andare a peggiorare la digestione del proprio organismo, arrivando a causare, appunto, casi di mal di stomaco. Per questo motivo è opportuno seguire una sorta di dieta bilanciata con pasti regolari e non troppo abbondanti: specialmente la sera è consigliato non abbuffarsi ma, al contrario, tenersi leggeri.

 

Una volta modificate le proprie abitudini alimentari si può ricorrere ai rimedi naturali per contrastare il mal di stomaco, decisamente efficaci anche nei casi in cui si prendono i classici “colpi d’aria”.

 

In genere il rimedio naturale principale utilizzato per contrastare il mal di stomaco – che sia causato da una cattiva digestione o un colpo d’aria – è il limone: grazie alle sue proprietà astringenti e digestive questo aiuta a ritrovare un senso di sollievo aiutando a far passare ogni disturbo. Questo, tuttavia, può essere assunto da solo o con acqua calda, ma alcuni rimedi della nonna, ad esempio, lo vedono abbinato anche alle foglie di alloro. Una bella tazza calda di questo decotto – ovviamente con l’aggiunta d’acqua – promette di far trovare il sollievo in maniera pressoché immediata.

 

Un altro rimedio tipico – e definito ancora più efficace rispetto al succo di limone – è un decotto con acqua e buccia dell’agrume: sbucciandolo, basterà immergere quest’ultima in un pentolino con l’acqua e farla bollire fino a che il tutto non assume un colore giallastro. A questo punto si può tritare la buccia che dovrà essere ingerita insieme all’infuso ancora caldo. Tuttavia un’altra soluzione efficace arriva dal salvia e alloro, con un infuso realizzato con i due ingredienti – ma, perché no, anche insieme – oppure unendo prezzemolo e basilico.

 

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Tra gli altri rimedi naturali per contrastare il mal di stomaco risultano ottimi anche lo zenzero – specie se si accusa anche un senso di nausea -, che andrà ad aiutare non solo la digestione ma anche a proteggere il proprio apparato digerente da eventuali infiammazioni. Questo, tuttavia, può essere aggiunto anche nella propria dieta quotidiana grattugiandolo su alcune pietanze appena cotte – come pasta, zuppe e minestre – oppure insalate fresche: in quest’ultimo caso, dato che viene assunto crudo, le sue proprietà digestive risulteranno maggiori.

 

La cannella, invece, oltre a regolare i livelli di zucchero nel sangue risulterebbe un portentoso aiuto nei casi in cui non si riesca a digerire. Simile al prezzemolo, un buon rimedio contro il mal di stomaco – ma anche per chi soffre di colon irritabile – può essere anche il coriandolo, aggiungendolo semplicemente – come lo zenzero – nelle proprie pietanze che siano crude o cotte. In casi di acidità eccessiva si può considerare come soluzione anche l’argilla verde: basterà sciogliere un cucchiaino della polvere in acqua calda da assumere più volte durante la giornata.

 

Specie per contrastare i dolori di stomaco causati da una situazione di stress possono risultare utili degli infusi realizzati con camomilla o melissa, specie se abbinati all’efficacia del limone. In ogni caso, per ogni infuso, viene consigliato di assumerlo in maniera assolutamente naturale senza alcun tipo di dolcificante - che può andare dallo zucchero al miele – fuorché la menta: solo in questo modo il sollievo sarà assicurato.

 

Mal di stomaco e stress

 

Molto spesso può capitare che il mal di stomaco non sia legato ad un’alimentazione scorretta, con una cattiva digestione o colpi di freddo: molte volte questa condizione viene scatenata da una situazione di stress, che questo si provi all’interno dell’ambiente familiare oppure per una situazione legata al lavoro. In questo caso di grande aiuto, oltre a tisane rilassanti, può risultare particolarmente efficace un’attività fisica regolare. A questo proposito si può scegliere tra una vastissima varietà di discipline e sport, l’importante è che questa venga svolta quotidianamente o almeno due o tre volte alla settimana in modo da smaltire tutte le tensioni accumulate durante la giornata.

 

Particolarmente efficace può risultare una corsa o una camminata all’aria aperta oppure, perché no, qualche vasca in piscina. Ma se si vuole invece controllare queste condizioni di stress – che come conseguenza spesso può provocare anche attacchi i casi d’ansia – viene consigliato lo yoga insieme ad una serie di tecniche di respirazione e di rilassamento.

 

Anche praticare delle semplici tecniche di respirazione da sole in un posto calmo, per almeno 10 minuti al giorno, può aiutare ad alleviare la propria situazione di stress, facendo passare pian piano tutti i dolori scaturiti da questa situazione, specie quelli accusati allo stomaco.

http://salute.leonardo.it/rimedi-naturali-contro-il-mal-di-stomaco/

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Possibile leggere il pensiero, studio fa luce su mente e linguaggio

Presto potrebbe essere possibile leggere il pensiero di qualcuno in un laboratorio.

 

Grazie a una scoperta tutta italiana, che apre nuovi orizzonti negli studi su cervello e linguaggio.

 

Il lavoro, sviluppato dall'Università di Pavia e dalla Scuola superiore Universitaria Iuss-Pavia, è descritto su 'Pnas'.

 

Lo studio, condotto misurando l'attività elettrica del cervello in persone in stato di veglia durante operazioni neurochirurgiche, rivela per la prima volta che quando si pensa - anche senza parlare - i neuroni del linguaggio comunicano tra di loro.

 

Con onde elettriche che 'copiano' le onde sonore delle parole corrispondenti.

 

Di fatto ciò rende potenzialmente possibile 'leggere il pensiero' misurando l’attività elettrica direttamente, senza attendere l’emissione della voce dalla bocca. Lo studio è stato concepito e progettato da Andrea Moro professore ordinario di linguistica e direttore del laboratorio Nets della Scuola Superiore Universitaria Iuss e da Lorenzo Magrassi, professore associato di neurochirurgia dell’Università di Pavia, in collaborazione con Valerio Annovazzi, ordinario di elettronica dell’Università degli Studi di Pavia.

 

Durante la produzione del linguaggio, i neuroni che sovrintendono alle capacità linguistiche dell’essere umano comunicano tra loro utilizzando forme d’onda che contengono la copia dell’impronta acustica delle parole usate anche in assenza di emissioni sonore, rendendo così possibile, in linea di principio la lettura del linguaggio prima che venga prodotto dalla voce. "Il lavoro - commenta Stefano Cappa, ordinario di Neuropsicologia - descrive l’esito di ricerche condotte nel corso degli ultimi 4 anni su tracciati elettrocorticografici ricavati dall’emisfero specializzato per il linguaggio di pazienti sottoposti in anestesia locale ad interventi neurochirurgici per l’asportazione di lesioni cerebrali.

 

Durante questi interventi, è necessario al chirurgo identificare le aree cerebrali coinvolte nel linguaggio ed in altre funzioni superiori per poterle rispettare durante l’asportazione della patologia".

 

"Questa indicazione clinica - prosegue Cappa - consente di ricavare dati neurofisiologici, linguistici e comportamentali utilissimi per comprendere il funzionamento del cervello umano e le basi biologiche del linguaggio.

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Il lavoro degli studiosi ha permesso di dimostrare per la prima volta come l’attività elettrofisiologica delle aree del lobo frontale e temporale dedicate al linguaggio sia modellata sul suono delle parole.

 

Le analisi condotte sui dati raccolti direttamente sul cervello dimostra, infatti, che l’attività neuronale rispecchia l’andamento del segnale sonoro, anche in aree che non sono primariamente specializzate per la percezione uditiva".

 

"Questo è vero anche se le parole non vengono effettivamente pronunciate, ad esempio - spiega ancora - anche quando il paziente legge mentalmente un testo.

 

Le osservazioni dello studio spiegherebbero così tra l'altro la diffusa impressione di sentir 'risuonare' dentro di noi un discorso quando pensiamo.

 

Questi risultati dimostrano la base oggettiva del fenomeno mentale del 'linguaggio interno'.

 

Una scoperta con molte implicazioni che riguardano le basi neurofisiologiche, la struttura e l'evoluzione del linguaggio umano, ma che apre anche una serie di ipotesi su possibili applicazioni pratiche.

 

La capacità di leggere il 'linguaggio interno' direttamente dall’attività cerebrale - conclude lo studioso - potrebbe costituire una importante base per lo sviluppo di dispositivi protesici in grado di aiutare chi ha perso la capacità di articolare la parola in seguito a malattie del cervello".

http://www.lasaluteinpillole.it/salute.asp?id=26010

AdnKronos Salute

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Cancro : guarire con le frequenze

Secondo il dr Royal R. Rife, ogni malattia ha una frequenza: certe frequenze possono prevenire lo sviluppo di una malattia, mentre altre invece la distruggono.

Secondo il dr Royal R. Rife, ogni malattia ha una frequenza. Egli trovò che certe frequenze possono prevenire lo sviluppo di una malattia, mentre altre invece la distruggono. Sostanze di piu’ alta frequenza, distruggono le malattie di una bassa frequenza.

L’inventore Nikola Tesla (1856 – 1943), un pioniere per la tecnologia elettrica, disse che se si potessero eliminare certe frequenze esterne che interferiscono con i nostri corpi, avremmo maggiore resistenza verso la malattia.

Ogni olio essenziale, per esempio, ha una frequenza, cosi come ogni organo e parte del nostro corpo. La frequenza di un olio essenziale, attrarrà una frequenza simile nel corpo. Frequenze basse diventano una spugna per l’energia negativa. La frequenza è cio’ che resta nel corpo, per mantenere gli effetti dell’olio , a lungo tempo.

Le basse frequenze operano dei cambiamenti fisici nel corpo. Le frequenze medie operano cambiamenti emozionali. Alte frequenze, nel corpo operano cambiamenti spirituali.

Le frequenze spirituali, spaziano da 92 a 360 Hz. (per esempio la frequenza delle ossa è 38-43). Il Dr. Robert O. Becker, nel suo libro

The Body Electric, spiega che la salute dell’individuo puo’ essere determinata dalla frequenza nel corpo della persona.

Un altro medico e scienziato, la cui ricerca è stata sepolta per un certo tempo ma che per fortuna è riuscita a ritornare in superficie grazie al lavoro di operosi sostenitori, è il dr Royal Raymond Rife, che sviluppo’ un generatore di frequenze a fine anni ’20 .

 

 

Rife trattò con successo 1000 pazienti a cui fu diagnosticato un cancro incurabile negli anni ’30. Gli vennero conferiti 14 premi ed un dottorato ad honorem. Dopo che alcun case farmaceutiche non riuscirono a comprare la sua ricerca ed attrezzatura, il suo ufficio venne messo a soqquadro, la sua ricerca e documentazioni vennero rubate e la macchina che guarì tutti i 1000 pazienti malati di cancro “incurabile”, venne distrutta.

Nel 1934, prima che avvenisse la distruzione, la University of Southern California nominò un comitato speciale di ricerca medica, il Special Medical Research Committee, per portare pazienti malati di cancro terminale dal Pasadena County Hospital al laboratorio e clinica di Rife a San Diego, per terapia. Il team includeva medici e patologi che erano incaricati di esaminare i pazienti per 90 giorni, se fossero stati ancora in vita.

Dopo 90 giorni di trattamento, il Comitato concluse che l’86.5% dei pazienti era stato completamente curato.

Fu cosi trovata una modalità di trattamento ed anche il restante 13.5% dei pazienti risposte positivamente nelle successive 4 settimane. Quindi il tasso di guarigione totale con l’uso della tecnologia Rife, raggiunse il 100%. ( http://www.rife.org/ )

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Cio’ che Rife aveva sviluppato, fu una cura efficace al 100% per molte forme di cancro. Dunque perchè non ne sappiamo niente e perchè esistono così tante fondazioni di ricerca per il cancro?

Detta in parole povere, il perchè è per motivi economici della comunità medica ortodossa, che si appoggia sui fondi della ricerca contro il cancro. Tali fondi spesso giungono da aziende farmaceutiche, le cui fortune sarebbero danneggiate se fosse trovata una cura contro il cancro. (Va bene “cercare “ una cura, ma non bisogna trovarne una!)

Questa è una storia che illustra un altro grande tentativo da parte della comunità medica mainstream, di controllare oggidì le vite e le morti di cosi tanti milioni di persone.

 

“In tutte le culture ed in ogni tradizione medica prima della nostra, la guarigione era accompagnata dal muovere energia”

cosi disse Albert Szent-Gyorgyi, Nobel per la Medicina (1937) .

Cio’ che Rife dimostrò è che ogni disturbo salutistico ha una frequenza, che per contro risponde (va in risonanza) ad una specifica frequenza, ottimale per la sua guarigione-dissoluzione nel corpo.

Le persone che mantengono la loro frequenza ottimale, almeno del loro sistema immunitario, potranno prevenire lo sviluppo di sintomi e malattie Ovviamente va considerato che la maggior parte di noi, vive quotidianamente molto stress e difficoltà emotive, che abbassano la frequenza del corpo.

Tuttavia dovremmo regolarmente alzare la frequenza del corpo, con le giuste sostanze, compatibili a livello cellulare/energetico con il nostro essere, piuttosto che aspettare che scenda la frequenza del corpo ad un livello cosi basso, da diventare un ospitante gradevole per invasori microscopici…

 

 

Fonte: http://justalist.blogspot.it/2008/03/vibrational-frequency-list.html

Traduzione e fonte: Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

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OSSA E CARTILAGINI ? Ci pensa il Manganese in oligoelemento

IL MANGANESE IN OLIGOELEMENTO

Il Manganese svolge attività antiossidante, difendendo le cellule dai danni provocati dai radicali liberi.

E’ necessario per un corretto sviluppo osseo e cartilagineo.

Interviene nel metabolismo dei grassi e degli zuccheri. (COLESTEROLO ALTO E ALTERAZIONI NELLA GLICEMIA)

E’ necessario per la fertilità.

Facilita la coagulazione del sangue in sinergia con la vitamina K.

Presiede ad una corretta funzionalità dei nervi e dei muscoli.

Partecipa, con altri fattori, alla prevenzione del’osteoporosi post-menopausale.

Attiva l’adenilciclasi, favorendo la sintesi dell’AMP ciclico.

Attiva la superossido dismutasi a livello mitocondriale.

Inibisce la secrezione d’istamina da parte dei mastociti.

Viene utilizzato prevalentemente per allergie esogene.

Dolorabilità delle cartilagini e delle articolazioni.

Ritardo dell’accrescimento.

Alterazioni della glicemia.

Infarcimento grasso del fegato.

Vertigini e ronzii.

 

Stanchezza e astenia mattutina.

Sterilità.

MODALITA' D'USO

Si consiglia l'assunzione di una fiala due volte al giorno

Manganese abbinato al rame:

Il RAME svolge azione antiossidante proteggendo dall’azione lesiva dei radicali liberi. Possiede attività battericida batteriostatica.

Interviene Nella produzione di energia. Stimola le difese dell’organismo a contrastare le infezioni.

 

MANGANESE ABBINATO AL COBALTO:

Indicazioni : Disturbi digestivi (aerofagia, singhiozzo, ecc.), spasmi vascolari (arterite degli arti inferiori) .

Osservazioni : Il Cobalto è un regolatore del sistema neurovegetativo. Nelle arteriti al debutto associare il Manganese-Cobalto .

APPROFONDIMENTO:

 

Mn (Manganese)

Indicazioni : Asma allergica e dei bronchitici ; rinite da fieno ; emicrania da insufficienza epatica ; variazioni della pressione arteriosa accompagnata da turbe visive, cefalee e tachicardia; orticaria ed edema di Quincke ; reazioni pruriginose periodiche; eczemi allergici ; dolori articolari di tipo artritico (artralgie fugaci) ; intolleranze digestive di tipo allergico ; dismenorree ; ipertiroidismo ; astenie del mattino ; comportamento psichico instabile ed irascibile in soggetti ottimisti ; palpitazioni ; vertigini funzionali .

Osservazioni : Nell'asma dei bronchitici associare al Manganese il Mn/Cu (RAME). Nelle astenie serali va usato il Mn/Cu, nelle astenie globali il Mn/Co e nelle astenie cicliche lo Zn/Cu o lo Zn/Ni/Co. Nell'asma ipostenica va usato il Mn/Cu, in quella con elementi spasmodici il Fosforo associato all'oligoelemento diatesico. Nelle palpitazioni‚ associare al Manganese lo Iodio. Nelle vertigini funzionali al Manganese si assocerà lo Iodio o lo Zolfo .

Mn/Co (Manganese-Cobalto)

Indicazioni : Malattie delle vene, capillari ed arteriole periferiche (caratterizzate da senso di pesantezza agli arti inferiori varici, crampi e dolori vari). Ipertensione arteriosa, angina pectoris, cardiopatie, arteriosclerosi, cefalee di origine circolatoria. Ulcere dello stomaco e del duodeno, calcolosi biliare, colite spastica destra e rettocolite. Iperazotemia, calcolosi renale e vescicale. Enfisema polmonare. Artrite non infiammatoria, artrosi e loro conseguenze, gotta cronica, malattia di Paget, fibromi, gastriti, emorroidi , insufficienza renale su base funzionale .

Osservazioni : Nelle ulcere dello stomaco il Mn/Co va associato al trattamento classico. Il Mn/Co ha buoni risultati sui fibromi al loro debutto (si può usare anche il Manganese). Nella ipertensione arteriosa funzionale associare al Mn/Co lo Iodio. Nelle ulcere varicose oltre al Mn/Co per OS si userà localmente il Mn/Cu e ancora per OS il Cu/Au/Ag se vi sarà tendenza all'infezione .

Mn/Cu (Manganese-Rame)

Indicazioni : Particolare sensibilità delle vie aeree superiori (riniti, faringiti, sinusiti, tonsilliti, bronchiti croniche), sindromi asmatiche, reazioni linfatiche, enterocoliti (alternanza di diarrea e stipsi), cistiti recidivanti, otiti, prurito, eczemi che facilmente si infettano, mestruazioni scarse, adenopatie, albuminuria cronica, enuresi, fistole anali, acne rosacea, eritema polimorfo, lupus, pleurite .

Osservazioni : Nell'albuminuria associare al Mn/Cu il Rame, nelle mestruazioni scarse (amenorrea) associare il Mn/Cu allo Zn/Cu, nelle ferite che faticano a cicatrizzare usare il Mn/Cu localmente in compresse (imbibire una garza con l'oligoelemento e applicarla sulla parte interessata e lasciarla finché la garza non sarà asciutta, ottimo cicatrizzante), applicare 2-3 volte al dì. Nelle crepe del seno (non infette) nella donna in allattamento si hanno ottimi risultati interrompendo l'allattamento per 24 ore e applicando sulle ferite compresse con Mn/Cu che vanno sostituite ogni 3 ore ; alcune scottature non complicate e non troppo estese possono avere benefici dall'azione cicatrizzante del Mn/Cu. Il Mn/Cu dà buoni risultati nella colite sinistra. Per l'enuresi associare il Mn/Cu allo Zn/Cu ; nell'acne rosacea si usa il Mn/Cu o il Mn/Co a seconda della diatesi del soggetto ; nell'albuminuria cronica associare al Mn/Cu il Cu ; nel lupus eritematoso associarlo al Cu/Au/Ag e allo Zolfo così come in quello tubercolinico ; nelle otiti recidivanti associarlo al Cu/Au/Ag . Il Mn/Cu è utile anche in quei casi dove non si riesce tenere sveglia l'attenzione. Nelle bronchiti acute usare il Rame associato all'oligoelemento diatesico del soggetto, mentre nelle bronchiti recidivanti si usa solo il Mn/Cu. In caso di infiammazioni delle vie respiratorie con aerosol di Mn/Cu si ha una azione favorevole (60-80 gocce nell'aerosol) .

Mn/Cu/Co (Manganese-Rame-Cobalto)

Indicazioni : Al posto del Manganese-Cobalto quando si è in presenza di una partecipazione ipostenica alla diatesi distonica; alcune anemie .

Osservazioni : Le proprietà dei tre elementi traccia sono potenziate da questa associazione. Le indicazioni sono similari a quelle del Mn/Co in particolare modo sulle complicazioni infette .

http://www.erbaline.it/labcatal-manganese-oligosol.html

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Viviamo in un mondo di dormienti che diventano feroci se qualcuno tenta di svegliarli

Socrate credeva, ottimisticamente, che tutti gli uomini aspirino al bene e che, se compiono, invece, il male, ciò accade per ignoranza; ma basterebbe illuminarli sul loro errore, per consentirne il ravvedimento.

Sarebbe molto bello, e inoltre molto semplice, se davvero le cose stessero in questo modo; ma, purtroppo, vi sono numerosi indizi che suggeriscono la fallacia di una tale teoria.

 

La verità è che più si osserva il comportamento degli esseri umani, più si finisce per ammettere che la stragrande maggioranza di essi è formata da dormienti, che non desiderano destarsi dal proprio sonno voluttuoso, e nemmeno dai propri incubi; che vogliono continuare a dormire, a dispetto di tutti, anche se la casa in cui vivono sta prendendo fuoco; che non provano alcuna gratitudine nei confronti di coloro i quali cercano di destarli, ma, ben al contrario, nutrono nei confronti di costoro un odio implacabile, come se fossero i loro peggiori nemici, nel tempo stesso che onorano ed applaudono i malvagi pifferai che favoriscono i loro sonni e il loro sognare.

Per quella piccola minoranza di risvegliati, i quali cominciano a rendersi conto della natura illusoria del mondo in cui viviamo e del carattere risibile, se non addirittura pericoloso, della maggior parte delle cose che suscitano, nei più, compiacimento e desiderio di imitazione, il problema si pone in questi termini: che cosa fare in un contesto di sogno generalizzato, di odio nei confronti della verità, di rancore nei confronti di ogni voce che sia fuori del coro?

Come fare per evitare il treno che, guidato da un macchinista impazzito e carico di sonnambuli, sta per piombare addosso a coloro i quali sono desti, ma non possono agire sugli scambi, per deviarne la folle corsa?

E, ancora: è legittimo che il risvegliato cerchi di imporre ai dormienti la verità, se essi le preferiscono, invece, un mondo di menzogna; è giusto che cerchi di convincerli, di convertirli, di farli ravvedere, se ciò che essi vogliono è tutt’altro? …

Certo, il giardiniere è uso a strappare le erbacce le quali invadono il suo giardino; ma il mondo non è un giardino, e ogni visione del mondo ha diritto di sussistervi: anche quella che appare manifestamente erronea. Sopprimere le visioni erronee non è compito del risvegliato; ma, semmai, offrire a tutti gli strumenti per valutare che cosa sia giusto e che cosa sia sbagliato: dopo di che, ciascuno deve assumersi la responsabilità del sentiero che intende seguire.

Nessuno può venire costretto ad essere virtuoso; nessuno può venire costretto a cercare la verità, se non la desidera e se ad essa preferisce la menzogna.

D’altra parte, è certo che, a quel punto, si pone concretamente il problema della sopravvivenza di colui il quale ritiene di essersi destato, e che si trova continuamente esposto agli urti e alle aggressioni degli altri, ossia dei dormienti: e le aggressioni più minacciose sono proprio quelle di quei dormienti che sono stati destati a forza per essere illuminati.

È una questione di sopravvivenza.

La storia ci offre sin troppi esempi di saggi, i quali sono stati crocifissi da una moltitudine che non voleva essere illuminata, che desiderava continuare a vivere nelle tenebre. E la moderna società di massa è la società dei ciechi e dei dormienti per eccellenza: è il vertice dell’attuale Kali Yuga, della Età Oscura nel ciclo della vicenda cosmica.

A meno che voglia andare incontro al martirio, dunque – e vi sono, indubbiamente, degli ideali che meritano di essere perseguiti fino al martirio – il risvegliato è indotto a interrogarsi sul senso del suo vivere nella società, e sulle modalità con le quali deve gestire il suo rapporto con il prossimo.

In effetti, nessuno è disposto a modificare la propria concezione del mondo, o a lavorare seriamente su se stesso, se non sulla base di una profonda e sentita esigenza interiore; e quest’ultima non potrà mai venire da un agente esterno, se non in coincidenza con un impulso interno.

Quel che vogliamo dire, è che le persone sono disponibili ad affrontare un salto qualitativo nella propria evoluzione spirituale, solo se, e quando, decidono di prendere coscienza del problema; ossia, in genere, quando si rendono conto, non solo di essere insoddisfatte della propria vita attuale – ciò che accade a molti -, ma di essere disposte a mettersi in gioco per uscire dal punto morto in cui si trovano.

In quella fase, e solo in quella fase, un evento esterno può fungere da detonatore della loro crisi benefica e affrettare una presa di coscienza: può essere l’incontro con una persona buona e saggia, o con un libro, o con una situazione inconsueta e stimolante (magari anche in apparenza negativa, come una malattia o il distacco da una persona cara).

Viceversa, se il momento non è giunto e la persona non è ancora pronta, nessun saggio, nessun libro e nessuna situazione stimolante potrebbero innescare una evoluzione spirituale; come dice il Libro dell’Ecclesiaste, vi è un tempo per ogni cosa: per parlare e per tacere, per dormire e per vegliare, per vivere e per morire. E, così come la natura fisica non fa salti, la stessa cosa può dirsi per la vita dell’anima: il suo processo evolutivo non può essere forzato.

Questo, difatti, è l’errore di fondo di tutte le rivoluzioni politiche e sociali: pensare che il mondo possa diventare migliore, una volta che si sia compresa una formula e la si sia messa in pratica, indipendentemente dalla vita interiore delle persone. Ma se non c’è una evoluzione spirituale, nessuna formula, per quanto perfetta in teoria, potrà rivelarsi capace di rendere il mondo migliore; al contrario, la storia è piena di esempi di formule ideali che si sono trasformate in terribili strumenti di oppressione e di malvagità, trovandosi nelle mani di persone che non avevano saputo compiere alcuna evoluzione interiore.

Per la persona che sia disponibile ad aprirsi, a mettersi in gioco, a evolvere spiritualmente, la vita offre infinite occasioni di miglioramento, purché le si sappia vedere.

Un disturbo fisico, ad esempio, è certamente un segnale: un segnale che il nostro corpo ci manda, e che contiene informazioni preziose circa la disarmonia presente nella nostra vita. In ultima analisi, ogni disturbo fisico è riconducibile alla dimensione spirituale; ed è veramente sconcertante vedere come la grande maggioranza degli esseri umani si disinteressa del problema, sforzandosi di mettere a tacere il sintomo – ossia il campanello d’allarme -, invece di andare alla ricerca del problema profondo che il corpo ha segnalato.

 

Peggio ancora: se il disturbo persiste, moltissime persone si affidano ciecamente a farmaci e a medici, come se farmaci e medici potessero sostituirsi alla doverosa presa di coscienza del proprio problema; e le stesse persone che delegano in questo modo la salvaguardia della propria salute, firmando una cambiale in bianco nei confronti dell’apparato sanitario ufficiale, sono poi quelle che esigono di occuparsi in prima persona, e fin nei minimi dettagli, di cose assolutamente banali e secondarie, come la scelta del nuovo modello di automobile da acquistare o l’intervento di chirurgia estetica per aumentare le dimensioni del seno.

Un altro esempio di questa tendenza a delegare le questioni davvero rilevanti ad agenzie esterne, è offerto dalla politica. La grande maggioranza delle persone non si informa adeguatamente di ciò che attiene a questa sfera e preferisce firmare una cambiale in bianco ai partiti, i quali mandano in Parlamento i loro uomini di fiducia, una legione di “yes-men» dalla schiena flessibile, fedeli esecutori delle direttive ricevute dalle rispettive segreterie.

Un discorso analogo si può fare per la pubblica amministrazione. Il risultato è che i nostri sindaci e assessori, che si muovono nella sfera del quantitativo e di ciò che ha un alto grado di visibilità (indipendentemente dalla sua efficacia), difficilmente riescono a concepire delle soluzioni innovative per i problemi che devono affrontare.

Un pezzo grosso dell’amministrazione provinciale, ora divenuto ministro, qualche tempo fa propose di porre rimedio all’alto numero di incidenti mortali del sabato sera, facendo tagliare migliaia di platani lungo uno storica strada provinciale: come se il problema fosse quello dei platani (i quali, comunque, hanno anch’essi il diritto di vivere) e non quello di uno stile di vita sbagliato e di uno scarso senso di responsabilità da parte di molti giovani.

Ma torniamo al problema del risvegliato che deve confrontarsi, tutti i santi giorni, con una folla di sonnambuli, i quali si muovono pericolosamente e reagiscono in maniera aggressiva se qualcuno tenta di destarli e di responsabilizzarli.

Julius Evola suggeriva che, in tempi di Kali Tuga, l’unica cosa da fare è imparare a “cavalcare la tigre»: ossia, anziché opporsi frontalmente ad una situazione negativa generalizzata, sfruttare la corrente, per procedere in maniera da non ricevere troppi danni e, addirittura, per riuscire a volgere a proprio favore le stesse caratteristiche di quella situazione, allo scopo di preservare il bene della propria interiorità.

Sia come sia, che impari a cavalcare la tigre, oppure che si abitui ad assecondare la corrente, il risvegliato ha la piena consapevolezza di non essere un superuomo e di non poter modificare, egli solo, una determinata situazione, diffusa nella società in cui egli si trova a vivere; e, inoltre, che non sarebbe saggio cercar di forzare l’evoluzione spirituale degli altri esseri umani, per le ragioni che abbiamo detto più sopra.

Che cosa dovrà fare, allora?

Primo, dovrà proseguire incessantemente a lavorare su se stesso: perché la propria evoluzione spirituale è un compito che non finisce mai, e che si rivela più impegnativo, mano a mano che una persona vi si addentra.

Secondo, offrire – nella misura delle sue possibilità – una diversa prospettiva a coloro che gli stanno intorno e che gli sembrano aperti ad un cambiamento, ma senza illudersi di vederli cambiare dall’oggi al domani e senza attendersi gratitudine, né amicizia; ma, al contrario, mettendo in conto un certo grado di incomprensione, se non addirittura di aperta ostilità.

In ogni caso, egli sa che le cose accadono quando è giunto il tempo in cui devono accadere: non un minuto prima, né un minuto dopo.

In ciò consiste l’armonia del tutto: che ogni cosa è come deve essere; e che quelle cose, le quali ci appaiono negative, in realtà sono tali solo nella misura in cui noi non siamo in grado di farne una occasione di crescita e di perfezionamento.

In altre parole, la disarmonia è in noi, non nel creato; è nostra la responsabilità di non essere abbastanza evoluti da gestire in maniera responsabile e proficua le occasioni che la vita ci offre, per quanto esse possano presentarsi, talvolta, nella rude veste di eventi dolorosi.

Il risvegliato, pertanto, è colui che, ad un certo punto, decide di cogliere le occasioni che la vita gli offre per riprendere possesso di sé, per tornare ad essere il vero protagonista del proprio volere e del proprio agire. È colui che decide di non dare più ad altri la delega in bianco di ciò che lo riguarda in prima persona; di ascoltare i segni e di imparare a riconoscere gli avvertimenti.

Il mondo è pieno di segni, la vita è piena di avvertimenti. Si può dire che non vi è persona, situazione o evento che noi incontriamo nel nostro cammino terreno, che non costituiscano altrettanti segni, indicazioni, suggerimenti o stimoli.

Tutto ci parla, se siamo disposti ad ascoltare; ma, naturalmente, per saper fare questo, bisogna prima imparare a fare silenzio. Troppi rumori inutili, fuori e dentro di noi, ci impediscono di udire l’essenziale; la cacofonia dei rumori inutili e disarmonici ci impedisce di udire e di godere del magnifico concerto dell’Essere.

Finché continuiamo a dormire, i nostri orecchi sono chiusi all’armonia dell’Essere e i nostri occhi sono chiusi al suo splendore.

Impariamo ad aprire occhi e orecchi, cominciamo a destarci: ce n’è, di giorno, che ancora deve sorgere, per noi che siamo immersi nel sonno.

L’unica luce del giorno è quella che ci trova ben desti, pronti e desiderosi di accoglierla in noi.

 

www.ariannaeditrice.it

FONTE: Viviamo in un mondo di dormienti che diventano feroci se qualcuno tenta di svegliarli

 

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