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Senza Voce? Prova con i rimedi naturali e l'omeopatia!

raucedine

Raucedine, mal di gola, afonia. Quali sono i rimedi naturali e omeopatici per migliorare le condizioni della nostra voce? Il dottor Roberto Ciuffolotti, medico otorino laringoiatra esperto in omeopatia a Rimini, mette a disposizione la propria conoscenza sui rimedi omeopatici per i disturbi della voce. Abbiamo inoltre indicato alcuni dei rimedi naturali che vengono applicati in questo ambito, come l'utilizzo della malva e dell'erismo, l'erba dei cantanti.

Ecco quali sono i principali disturbi della voce e 10 consigli utili, rimedi naturali e omeopatici che potrebbero esservi d'aiuto.

 

I disturbi della voce

 

1) Raucedine: conosciuta anche con il termine di xerofonia, si caratterizza per la voce roca e velata, ed è uno tra i principali sintomi legati alle patologie invernali.

 

2) Fonoastenia: si tratta di una diminuzione dell'intensità di emissione della voce o dell'interruzione di una nota emessa. La voce si presenta debole e affaticata.

 

3) Afonia: la voce risulta totalmente assente. Può essere determinata da diversi fattori, come affaticamento psicofisico, inalazione di corpi estranei, paralisi bilaterale dei muscoli della fonazione di entrambe le corde vocali.

 

RIMEDI NATURALI E OMEOPATICI PER I DISTURBI DELLA VOCE

 

1) Homeox

 

Rimedio omeopatico studiato per un rapido sollievo in caso di affaticamento alle corde vocali. La sua formulazione contiene alcune sostanze tradizionalmente utilizzate dalla farmacologia omeopatica per il trattamento sintomatico della laringite acuta. La posologia è di 2 compresse ogni 2-3 ore, fino alla graduale diminuzione dei sintomi. Lo si può assumere anche per la prevenzione nelle dosi di 1 compressa al giorno per tutto il tempo in cui la voce verrà utilizzata più del solito.

 

2) Phytolacca 7 CH

 

Nella dose di 5 granuli ogni 2-3 ore viene prescritto in particolare in presenza di infiammazione estesa della gola, con raucedine e dolore laringeo irradiato alle orecchie.

 

3) Kalium bichromicum 9 CH

 

Il trattamento con medicinali omeopatici è indicato anche quando i disturbi della voce sono causati da reflusso gastro-esofageo, con coinvolgimento della faringe e delle corde vocali, che possono irritarsi. In particolare l'esperto consiglia l'assunzione di Kalium bichromicum 9 CH e Argentum nitricum 9 CH assumendo di entrambi 4 granuli 3 volte nel corso della giornata lontano dai pasti e riducendo la frequenza in base al miglioramento ottenuto.

 

4) Fumenti con il bicarbonato

 

I fumenti (o suffumigi) con il bicarbonato di sodio sono utili non soltanto in caso di raffreddore e naso chiuso, ma anche per i disturbi della voce. In particolare l'esperto consiglia fumenti con acqua e bicarbonato o camomilla (fiori interi secchi da versare in una pentola di acqua molto calda) e bicarbonato.

 

Leggi anche: Fumenti e suffumigi contro raffreddore e mal di gola

 

5) Olio essenziale di cipresso

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In caso di voce rauca e di calo della voce, la farmacista francese Danièle Festy, esperta in oli essenziali, suggerisce di utilizzare olio essenziale di cipresso. Versare 1 goccia di olio essenziale di cipresso in 1 cucchiaino di sciroppo d'acero e unire il tutto ad un infuso di timo. Ripetere il rimedio 3 volte al giorno. Per maggiori informazioni consultate la guida: "La mia Bibbia degli oli essenziali" (Edizioni Sonda).

 

6) Erisimo

 

L'erisimo è conosciuto come erba dei cantanti - considerata ottima per le infiammazioni della gola. Viene utilizzata per la preparazione di una tintura madre e di tisane. E' consigliata per laringiti, faringiti e tracheiti. Si trova anche in compresse. Per la tintura madre, il consiglio è di assumerne da 30 a 50 gocce con un po' d'acqua per 2/3 volte al giorno. Qui altre info utili.

 

Leggi anche: Erisimo: l'erba dei cantanti ottima per le infiammazioni della gola

 

7) Malva

 

In caso di infiammazione delle prime vie aeree e di disturbi quali laringite, faringite e tosse, si può preparare una tisana di malva (si trova facilmente in erboristeria) da bere al bisogno lasciando in infusione per circa 10-15 minuti 1 cucchiaino di fiori e foglie per ogni tazza d'acqua bollente utilizzata. Qui altre info utili su usi e proprietà della malva.

 

Leggi anche: Malva: proprietà e utilizzi

 

8) Zenzero

 

In caso di raucedine potete preparare una tisana a base di zenzero, che vi aiuterà a trovare sollievo. Questa tisana è utile anche per prevenire il raffreddore. Con zenzero, cannella, chiodi di garofano e tè bancha potrete preparare una tisana adatta. Qui la ricetta completa.

 

Leggi anche: Meraviglioso zenzero: ecco la tisana per prevenire il raffreddore

 

9) Evitare alcol e caffè

 

In caso di reflusso gastrico che influisce sui disturbi della voce, l'esperto consiglia di evitare alcol, caffè, e cibi acidi. Se ci si stende dopo i pasti, meglio farlo mantenendo il busto in posizione il più possibile verticale.

 

10) Evitare il fumo

 

Evitare il più possibile il fumo, anche passivo, e gli alcolici: il tabacco in particolare è tra le principali cause dell'irritazione cronica della laringe e della progressiva edemizzazione delle corde vocali. Esso inoltre favorisce i danni generati dal reflusso gastroesofageo e aumenta il rischio di sviluppare patologie degenerative a livello mucoso, secondo le indicazioni dell'esperto.

 

Quali sono i vostri rimedi naturali per i disturbi della voce?

 

Marta Albè

http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/15659-disturbi-voce-rimedi-naturali-omeopatia

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Oli essenziali: i piu' adatti a rilassarsi, purificare l'ambiente, migliorare umore e respirazione

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Gli oli essenziali che vengono utilizzati in aromaterapia sono tantissimi, ognuno ha le sue specifiche proprietà che, una volta conosciute, possono essere sfruttate a seconda delle diverse esigenze.

Non c’è bisogno per forza di avere una collezione numerosa di oli essenziali (anche se una volta conosciuti e apprezzati difficilmente riuscirete a resistere alla tentazione di sperimentarne di nuovi), basta capire quali sono quelli con cui vi trovate meglio e ritenete più utili per le vostre esigenze, acquistarli e tenerli sempre disponibili in casa.

 

Se avete dubbi sulla diffusione potete leggere: Come diffondere gli oli essenziali nell'ambiente.

 

Adesso invece volevo suggerivi qualche olio essenziale che può esservi utile in diverse situazioni:

 

 

 

RILASSARSI

 

Ci sono alcuni oli essenziali molto apprezzati per la loro azione calmante e rilassante su corpo e spirito, sembra infatti che vadano ad agire direttamente sulla produzione della serotonina, ormone che induce nel nostro organismo una sensazione di benessere e appagamento. Per contrastare lo stress e concedersi un bel momento di relax gli oli essenziali più indicati sono quello di arancio dolce, mandarino, lavanda e camomilla, in grado anche di favorire il sonno.

 

Leggi anche: Oli essenziali contro l’insonnia: quali sono e come utilizzarli

 

 

 

PURIFICARE L’AMBIENTE

 

Gli oli essenziali possono essere utilizzati anche per purificare gli ambienti dai microrganismi che circolano nell’aria: batteri, virus, ecc. che stazionando nelle nostre case possono provocare anche problemi alla salute. Gli oli più indicati a questo scopo sono il tea tree oil, il ravinsara, la cannella, i chiodi di garofano e il limone.

 

Leggi anche: Oli essenziali antibatterici e antivirali: quali sono e come utilizzarli

 

 

 

RESPIRARE MEGLIO

 

Un ottimo utilizzo degli oli essenziali può essere fatto anche quando si ha il naso chiuso, si tende a respirare male o magari si ha tosse e influenza. In questo caso ci vengono in aiuto oli essenziali come quello di eucalipto, la ravinsara, il timo e il pino. Si tratta di oli che hanno proprietà mucolitiche ed espettoranti, favoriscono quindi anche l’espulsione di catarro che spesso si accumula quando siamo malati.

 

Leggi anche: Oli essenziali anti raffreddore: quali sono e come utilizzarli

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MIGLIORARE VITALITA’, TONO E CONCENTRAZIONE

 

Questo è uno degli utilizzi che preferisco degli oli essenziali. Capita a volte di sentirsi un po’ giù di tono, stanchi, magari c’è bisogno di lavorare ma manca la giusta dose di concentrazione, ecco allora che anche in questo caso qualche buon “profumo” può venirci in aiuto. Diffondete: menta, rosmarino, limone, pompelmo, bergamotto.

 

 

 

MIGLIORARE L’UMORE

 

Anche quando si è di cattivo umore o in preda ad un pizzico di depressione o ansia gli oli essenziali possono migliorare la situazione facendoci riconquistare un po’ di ottimismo e gioia di vivere. Tra i più utilizzati per questo scopo ci sono il bergamotto, il limone, l’ylang ylang, il basilico e la cannella.

 

 

 

ACCENDERE I SENSI

 

Volete risvegliare i sensi e rendere l’atmosfera più intima e accogliente? L’olio essenziale che fa per voi in primis è senza dubbio l’ylang ylang ma si può scegliere di utilizzare anche lo zenzero, la cannella o il patchouli. Si tratta di essenze avvolgenti che non passeranno inosservate e in poco tempo scalderanno l'ambiente.

 

Leggi anche: Olio essenziale di ylang ylang: proprietà e come utilizzarlo

 

 

 

TENERE LONTANI GLI INSETTI

 

Un utilizzo più pratico degli oli essenziali è quello che aiuta a tenere lontani insetti indesiderati, zanzare comprese. Le essenze che svolgono un’azione repulsiva verso gli insetti sono la citronella e il geranio.

 

Alla prossima

Francesca

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Himalaya, allerta degli scienziati: in agguato un terremoto devastante

Potrebbe accadere da un momento all’altro, o forse fra qualche anno. Ma secondo gli scienziati è certo: a breve un fortissimo terremoto scuoterà il cuore dell’Himalaya causando un vero e proprio disastro. A quanto pare, sotto queste montagne si è accumulato “troppo stress”.

A lanciare l’allarme sono stati dei ricercatori indiani il cui studio è di recente apparso tra le pagine del Journal of Geophysical Research.

I ricercatori hanno fatto degli scavi nella zona di Ramnagar, nell’Uttarakhand in India.

“Abbiamo osservato le formazioni sedimentarie – ha detto CP Rajendran, del Jawaharlal Nehru Centre for Advanced Scientific Research di Bengaluru all’Hindustan Times

- Due grandi terremoti sono avvenuti 700 anni fa, e poi più nulla fino ad oggi.

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Questa terra ha accumulato stress sin da allora, deve scoppiare.

Sarà un evento devastante, perchè nel tempo queste zone hanno visto crescere popolazione e zone abitate.

Urge un piano per avvertire le persone e rinforzare le costruzioni”.

I ricercatori stanno raffinando la ricerca per capire i punti di rottura.

http://www.montagna.tv/cms/author/sara

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Un astronomo afferma che i fenomeni spirituali hanno origine in altre dimensioni della realta'

“La contrapposizione tra materia e mente è sorta nel momento in cui si è ridotta la realtà ad uno spazio tridimensionale”, scrive Bernard Carr, astronomo e matematico

“Tuttavia, da allora la visione del mondo fisico è profondamente cambiata ed è chiaro che i nostri sistemi fisici sensoriali rivelano solo una porzione molto limitata della realtà”.

Quando sogniamo, ad esempio, tale spazio altro-dimensionale si sovrappone con lo spazio fisico dove esiste la nostra memoria. Ma anche fenomeni come la telepatia e la chiaroveggenza sono la sovrapposizione dello spazio altro-dimensionale con lo spazio fisico.

Scienza e spiritualità, passo dopo passo, sembrano destinate ad incontrarsi sul cammino della conoscenza. Bernard Carr, astronomo e matematico, ha teorizzato che molti dei fenomeni che riteniamo di origine sovrannaturale, poiché non possiamo spiegarli con le leggi della fisica della realtà in cui viviamo, potrebbero avere origine in altre dimensioni.

 

 

Albert Einstein, premio nobel per la fisica, ha suggerito che la realtà in cui viviamo è formata almeno da quattro dimensioni, tre spaziali e una temporale.

 

La moderna fisica quantistica, con l’elaborazione della teoria delle stringhe, ha poi teorizzato l’esistenza di almeno 11 dimensioni.

 

Facendo riferimento alle ultime riflessioni della fisica teorica, Bernard Carr, professore di matematica e astronomia presso la Queen Mary University di Londra, ha suggerito che la nostra coscienza è in grado di interagire con altre dimensioni della realtà.

 

Egli immagina un universo multidimensionale organizzato con una struttura gerarchica; noi ci troviamo nella dimensione al livello più basso. “Questo modello risolve problemi filosofici ben noti alla filosofia, come il rapporto tra la materia e la mente, e chiarisce la natura del tempo”, come scrive lo stesso Carr in un estratto di una sua conferenza. “Inoltre, tale modello fornisce un quadro ontologico per l’interpretazione di fenomeni come le apparizioni, le esperienze fuori dal corpo, le esperienze di quasi morte e i sogni”.

 

Spiega Carr che i nostri sensi fisici sono in grado di mostrarci solo un universo a tre dimensioni, anche se in realtà ne esistono almeno quattro. Ciò che esiste nelle dimensioni superiori sono entità che non possiamo percepire con i nostri sensi fisici. Tali soggetti devono anch’esse avere bisogno di un certo tipo di spazio per esistere.

 

“Le uniche entità non fisiche nell’universo di cui abbiamo esperienza sono quelle mentali”, scrive Carr. “L’esistenza dei fenomeni paranormali suggerisce che la entità mentali devono esistere in una sorta di spazio altro-dimensionale”.

 

Quando sogniamo, ad esempio, tale spazio altro-dimensionale si sovrappone con lo spazio fisico dove esiste la nostra memoria. Ma anche fenomeni come la telepatia e la chiaroveggenza sono la sovrapposizione dello spazio altro-dimensionale con lo spazio fisico.

 

“La contrapposizione tra materia e mente è sorta nel momento in cui si è ridotta la realtà ad uno spazio tridimensionale”, scrive Carr. “Tuttavia, da allora la visione del mondo fisico è profondamente cambiata ed è chiaro che i nostri sistemi fisici sensoriali rivelano solo una porzione molto limitata della realtà”.

 

Una caratteristica fondamentale di questo nuovo approccio alla realtà non può non coinvolgere il concetto di coscienza, dato che questa è la base di tutte le esperienze psichiche. Anche se la parapsicologia ha già acquisito un certo grado di rispettabilità tra gli psicologi, essa non è ancora stata presa sul serio dalla maggior parte dei fisici.

 

“La questione cruciale è capire se la fisica, nel presente o nel futuro, sarà mai in grado di ospitare i fenomeni psichici”, continua Carr.

“La mia tesi è che lo sarà, ma ciò richiederà più di un semplice armeggiare con l’attuale paradigma della fisica, vale a dire più che invocare semplicemente le onde elettromagnetiche, i tachioni, i tunnel spazio-temporali e la teoria quantistica standard.

Il nuovo approccio avrà conseguenze profonde per la fisica, la psicologia, la parapsicologia e la filosofia”.

 

http://www.ilnavigatorecurioso.it

http://terrarealtime.blogspot.it/2015/02/un-astronomo-afferma-che-i-fenomeni.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+TerraRealTime+(TERRA+REAL+TIME)

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INFINITE REALTA' ? UNA SCOPERTA CONFERMA I PARADOSSI DELLA FISICA QUANTISTICA

INFINITE REALTÀ? UNA SCOPERTA CONFERMA I PARADOSSI DELLA FISICA QUANTISTICA

La funzione d’onda, concetto alla base della meccanica quantistica, non è solo un modello matematico astratto ma una realtà tangibile. La scoperta aprirebbe prospettive capaci di rivoluzionare il concetto stesso di realtà, solo una delle infinite possibili.

Immaginate di stare seduti al tavolo da gioco per una partita di poker. Vi vengono date le carte. Per quanto forte sia il vostro desiderio di trovarvi una buona mano, non saprete che carte sono finché non le girate. Immaginate ora che, con quel semplice gesto, la realtà cambi, prendendo diverse direzioni: in una vi troverete in mano delle carte buone per una scala, in un’altra potrete fare una doppia coppia o un tris, in un’altra ancora – molto fortunata – un bel poker. In molte altre, vi troverete solo delle carte inutili. Nulla di tutto questo accade davvero, secondo la nostra esperienza. Eppure questa “scissione” della realtà sembra avvenire a una scala infinitamente piccola, quella regolata dalle leggi della fisica quantistica, ed è un fenomeno con i quali gli scienziati fanno i conti da oltre sessant’anni.

 

 

 

Quanto è reale una funzione d’onda

Tutti coloro che hanno studiato un po’ di chimica ricorderanno, ad esempio, il modello dell’atomo con il suo nucleo e i suoi elettroni che gli girano intorno, simili a pianeti intorno al Sole. La fisica quantistica ha rivoluzionato, a suo tempo, questo modello (che pure continuiamo a studiare a scuola): gli elettroni non sono qui o lì, ma un po’ dappertutto, sparsi intorno al nucleo. Eppure, dirà qualcuno, se io voglio trovare un elettrone, dovrò pur sapere dove si trova. Quello che sappiamo è solo la probabilità di trovare un elettrone in un punto specifico, esattamente come la probabilità di avere in mano certe carte al tavolo da gioco. Solo che, secondo la fisica quantistica, possiamo scegliere noi le carte da avere in mano: quando lo scienziato effettua l’osservazione per scoprire dove si trova esattamente l’elettrone, l’elettrone “magicamente” compare in quel punto esatto. Gli scienziati dicono che la sua funzione d’onda è collassata, ossia che la sua localizzazione nello spazio, invece di essere “spalmata” per tutta l’orbita intorno al nucleo, si è stabilizzata in un punto specifico.

 

Fino a oggi, la funzione d’onda era considerata una mera funzione matematica, capace di dirci la probabilità di trovare un elettrone in quel punto specifico. Un escamotage statistico e niente di più. Ora, una ricerca che sta scuotendo il mondo della fisica ha dimostrato che la funzione d’onda è qualcosa di reale e tangibile: l’elettrone esiste davvero in un’infinita di punti lungo la sua orbita, come tante infinite realtà diverse, che vengono ridotte a un’unica realtà solo quando l’osservatore porta l’elettrone a collassare in quel punto esatto.

 

 

 

Paradossi incredibili

La fisica quantistica ha abituato gli scienziati a questi paradossi. Ad alcuni non è mai piaciuta: sì sa per esempio che non piaceva ad Albert Einstein, che amava immaginare una realtà determinata, definita, certa. Ma anch’egli dovette tardivamente arrendersi all’evidenza: se il mondo macroscopico che viviamo e sperimentiamo sembra in effetti dominato da leggi inderogabili che lo rendono solidamente reale, il mondo microscopico sembra avvolto nella nebbia fitta dell’indeterminazione. Non a caso, uno dei padri della fisica quantistica, Werner Heisenberg, aveva definito “principio di indeterminazione” uno degli assunti di base di questa teoria. Nella sua versione stringente, tale principio sostiene che non è possibile determinare con esattezza il moto e insieme la posizione di una particella. Ciò in quanto il semplice atto di osservare una particella quantistica la modifica e ne cambia le proprietà.

 

Perché ciò non avviene nel mondo che conosciamo? Perché, se osserviamo un vaso di fiori, non riusciamo a modificarlo, o se speriamo di trovare un portafogli per strada non lo troviamo, per quanto ardentemente possiamo sperare di imbatterci in una tale singolare fortuna? Perché le leggi della fisica quantistica perdono di valore superata una certa dimensione: i teorici lo chiamano “problema della decoerenza”, e in sostanza altro non è che la constatazione che i sistemi macroscopici che sperimentiamo quotidianamente non seguono le stesse regole dei sistemi microscopici, quelli cioè alla scala atomica o meglio ancora sub-atomica.

 

Nonostante le sue tante bizzarrie, la fisica quantistica è una teoria accettata e comprovata dalle sperimentazioni tanto quanto quella della relatività. Non solo: è applicata quotidianamente in tanti ambiti scientifici e tecnologici e ha prodotto un gran numero di ritrovati importanti per l’industria. Eppure, le sue fondamenta filosofiche restano fonte di profonda perplessità. La scoperta annunciata un paio di giorni fa da un gruppo di fisici teorici dell’Imperial College di Londra promette di riaprire un dibattito iniziato negli anni ’20 e non ancora concluso. Il gruppo, guidato da Matthew Pusey, invita alla cautela, ricordando che la ricerca è attualmente al vaglio dei referee di una prestigiosa rivista, che debbono ancora decidere se accettarlo o meno. Ma tutti coloro che hanno potuto leggere la relazione on-line ne sono rimasti affascinati. Si tratta infatti di un teorema, che attraverso una matematica stringente e – sostengono gli esperti – apparentemente perfetta, spiega che la funzione d’onda non può essere considerata un mero strumento statistico, un escamotage matematico che usiamo per spiegare la probabilità che una particella possieda determinate proprietà. No, la funzione d’onda è una realtà tangibile.

 

 

 

Per capire quali sono le implicazioni di quella che sembrerebbe una scoperta a uso e consumo dei ristretti circoli matematici, basta ricordare il paradosso di Schrödinger. Per chi non lo conoscesse, la storiella è semplice: un gatto è chiuso dentro una scatola, in compagnia di una fiala di veleno collegata a un martelletto, il quale a sua volta è collegato a un contatore geiger che misura il decadimento di un atomo radioattivo. Se l’atomo radioattivo decade, il contatore geiger lo scopre e invia un segnale al martelletto il quale rompe la fiala di veleno che ucciderà il gatto. Se l’atomo non decade, il gatto sarà vivo e vegeto. Se applichiamo le leggi della fisica quantistica a questo scenario, in teoria finché un osservatore esterno non apre la scatola, il gatto sarà contemporaneamente vivo e morto. Questo perché l’atomo radioattivo resterà in uno stato indeterminato, descritto appunto dalla funzione d’onda, che collassa solo allorquando l’osservatore effettua l’osservazione. Possibile che, all’interno di quella scatola, il gatto sia contemporaneamente vivo e morto? No, per questo lo chiamiamo “paradosso”. E per questo la fisica quantistica non si applica al mondo macroscopico. Ma se prendete questo esempio e lo applicate a una scala sub-atomica, potete stare certi che le cose andranno proprio come le aveva descritte Schrödinger, un altro dei maestri della fisica quantistica.

 

 

 

I molti mondi di Everett

Il paradosso veniva risolto, fino a ieri, sostenendo che la funzione d’onda è una questione di sola matematica: non è vero, non può essere, che allo stesso tempo un atomo sia decaduto e sia rimasto integro. Il gruppo di Pusey non la pensa alla stessa maniera: secondo loro, l’atomo è davvero, al tempo stesso, vivo e morto. E la sua esistenza dipende dall’osservatore. La grande rivoluzione della fisica quantistica sta tutta in quest’ultima frase: se il mondo sub-atomico vive in una realtà indeterminata finché non c’è un osservatore esterno che la fa collassare in uno stato determinato, allora – volando (ma nemmeno tanto) con la fantasia – potremmo sostenere che l’intero universo vivrebbe in uno stato di indeterminazione quantistica se non ci fossero osservatori intelligenti che lo osservano. Il che, detto in maniera più rude, vuol dire che, se non ci fossimo, l’universo non sarebbe quello che è. I filosofi si divertono molto con queste domande che imbarazzano tremendamente i fisici, e rappresentano questi paradossi con un esempio: “Che rumore fa un albero che cade nella foresta, se non c’è nessuno in ascolto?”.

 

Nel 1957 i fisici Hugh Everett e Bryce DeWitt proposero un’interpretazione della fisica quantistica nota come “interpretazione a molti mondi” e, in seguito, come “interpretazione di Everett-DeWitt”. In pratica, la realtà non è indeterminata: coesistono su uno stesso piano infinite realtà. Quando pescate le carte, la realtà si divide: in uno di questi mondi, voi vincete un bel po’ di soldi (se state giocando al casinò!) perché avete preso una mano fortunata, in tanti altri mondi ve ne tornate a casa a mani vuote. Il film Sliding Doors applicava, senza volerlo, questa teoria: ogni scelta che compiamo creerebbe dei bivi, altre linee della realtà che non vediamo, ma nelle quali altri noi stessi hanno compiuto scelte diverse. Infiniti mondi in infinite realtà diverse. Non c’è da stupirsi se l’interpretazione di Everett-DeWitt abbia fatto sognare tanta gente ma sia stata anche accolta con scetticismo dai teorici, per quanto non contrasti con le leggi fisiche attualmente note. Ora, la scoperta del gruppo di Pusey potrebbe essere una conferma dell’interpretazione di Everett-DeWitt. Se i bookmakers inglesi accettassero scommesse sulla giusta interpretazione da dare alla fisica quantistica (una disputa che divide i fisici dagli anni ’20), potete stare certi che in molti in questo momento starebbero puntando proprio sui “molti mondi”.

 

 

 

Le prime reazioni sono già state raccolte dalla rivista Nature. Antony Valentini, fisico teorico specializzato proprio nella meccanica dei quanti alla Clemson University della South Carolina, ha parlato di un possibile “terremoto” per l’intero mondo della fisica. David Wallace, filosofo della scienza a Oxford, sostiene che la scoperta sia il più importante risultato teorico dalla nascita della stessa fisica quantistica. Robert Spekkens del Perimeter Insitute for Theoretical Physics del Canada, sostenitore della tesi opposta, secondo cui la funzione d’onda sarebbe solo uno strumento matematico, ha definito il teorema di Pusey “corretto” e il risultato “fantastico”. Una parola davvero appropriata per descrivere lo scenario che potrebbe schiudersi. Ma a questo punto la palla torna ai fisici, che continuano a regalarci immagini di una realtà molto più strana di quanto riusciamo a immaginare.

 

Fonte: scienze.fanpage.it

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