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Il magnesio: aiuta a curare quasi tutto, Ma nessuno ve lo dice !

Il magnesio: aiuta a curare quasi tutto, Ma nessuno ve lo dice!!!

 

Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpo

 

E’ lo scarto del sale, ma è indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi e svolge un ruolo fondamentale praticamente su quasi tutti gli apparati del corpo umano. Non a caso, da chi ne conosce le potenzialità, è considerato la panacea di molti mali. E’ facilmente assimilabile ed economico. Ma soprattutto funziona.

 

 

 

 

 

 

 

E’ l’unico fra i Sali di magnesio ad aver dimostrato la sua efficacia nella terapia delle malattie infettive, grazie all’effetto stimolante sui globuli bianchi e in generale su tutto il sistema immunitario. Il Cloruro di Magnesio aiuta a curare “epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastrointestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo e le altre malattie dell’infanzia”.

 

Come ogni scoperta, anche questa parte da un evento pressoché fortuito: nel 1915 il professor Pierre Delbet, utilizzando una soluzione di cloruro di magnesio per il lavaggio delle ferite, si rese conto di come questa non solo non danneggiasse i tessuti, cosa che – invece – accadeva con gli altri antisettici, ma addirittura facilitasse la guarigione della ferita stessa.

 

Delbet scoprì inoltre come l’uso del cloruro di magnesio scongiurasse pericolose complicazioni, quali le sovra infezioni batteriche frequenti all’epoca, grazie all’azione di stimolo sull’attività dei globuli bianchi. Il successivo e importantissimo passo fu scoprire che l’azione di stimolo non era limitata ai globuli bianchi, bensì agisse su tutte le cellule dell’organismo, allargando lo spettro oltre i meccanismi di difesa.

 

La sperimentazione proseguì somministrando la soluzione anche per via orale, riscontrando – nella maggior parte dei pazienti – il manifestarsi di una sensazione di benessere generale, energia, una maggiore resistenza alla fatica e una maggior stabilità emotiva. All’epoca, le molte persone che cominciarono ad assumere la soluzione di cloruro di magnesio in qualità di “tonico”, con conseguenze inaspettate sull’organismo, informarono prontamente il professore.

 

In poco tempo, grazie alle testimonianze dei pazienti, Delbet si ritrovò tra le mani gli effetti della sua “scoperta”. Il cloruro di magnesio aveva fatto scomparire completamente disturbi dell’apparato digerente come coliti, colecistiti e angiocoliti, aveva migliorato in modo esponenziale affezioni del sistema nervoso quali il tremore senile, il morbo di Parkinson, i crampi muscolari.

 

Ancora, effetti sorprendenti erano stati riscontrati nella cura della pelle: acne giovanile, eczema, psoriasi, verruche, geloni, prurito.

 

 

 

Infine, Delbet fu in grado di dimostrare come il cloruro di magnesio potesse migliorare lo stato di unghie e capelli, di diverse patologie legate allo stato allergico come il raffreddore da fieno, l’orticaria, i pruriti di vario genere fino ad arrivare alle emorroidi e all’edema di Quincke. La sua sperimentazione si allargò a tal punto da testare il cloruro di magnesio localmente, sotto forma di pomata: l’effetto non raggiunse il 100% voluto, ma l’applicazione permise di far inscurire buona parte di capelli e barbe sbiancate da anni, o di scolorire le macchie cutanee della “vecchiaia”.

 

Nelle sue ricerche, Pierre Delbet fu coadiuvato dal Dottor Neveu, ma i benefici del Cloruro di Magnesio hanno interessato parecchi medici e ricercatori, tra cui l’italiano Raul Vergini.

 

Se gli alchimisti assegnavano la denominazione di Panacea Universale al chermes, minerale ritenuto capace, oltre che di guarire ogni male, anche di prolungare indefinitamente la vita, a questo punto anche il Cloruro di Magnesio potrebbe arrogarsi, senza tema di smentita, lo stesso titolo.

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La cosa incredibile è come la carenza di Magnesio sia sempre stata ignorata dai medici come possibile causa di almeno una buona parte dei disturbi che affliggono l’essere umano.

 

Il Magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi, indispensabile per lo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche. L’organismo umano ne contiene circa 25 grammi, localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come fegato, reni e testicoli.

 

Il Magnesio ha la capacità di produrre l’equilibrio minerale necessario agli organi per l’espletamento delle loro funzioni, come per esempio i reni, alimenta l’acido urico nelle artrosi, ha potere decalcificante fino alle più sottili membrane nelle articolazioni, nelle sclerosi e nelle sclerosi calcificate, quindi è un valido aiuto per prevenire gli infarti poiché purifica il sangue.

 

Rinvigorisce anche il cervello: diversi studi attestano la sua validità nel mantenerne la gioventù, fino alla vecchiaia.

 

Malgrado tutto ciò, Il Magnesio è – tra tutti gli elementi – il meno somministrato. La sua importanza è stata, e ancora oggi continua a essere dai più, sottovalutata.

 

Se è stato dimostrato come, con l’uso del Magnesio, aumenti anche la conta dei globuli bianchi perché questo effetto, che porta il nome di citofilassi, continua a essere ufficialmente trascurato? Come dire che per l’essere umano non sia importante avere la possibilità di aumentare il proprio tono immunitario.

 

Secondo Padre Beno J. Schorr, professore di fisica, chimica e biologia al Collegio di Santa Caterina “Il Magnesio elimina il calcio dai punti indebiti e lo fissa solidamente alle ossa.

 

Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò deve essere preso secondo l’età. Dai 40 ai 55 anni: mezza dose (una dose = una tazzina da caffè). Dai 55 anni ai 70: una dose al mattino. Dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera”. (1985) E’ del 1932 la ricerca di Schrunipf-Pierron: la dieta abituale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva quasi due grammi di Magnesio al giorno. Risultato? Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni di Europa e USA, mentre quella del cancro allo stomaco addirittura 50 volte minore. Non a caso, anche Delbet orientò la sua ricerca anche in quest’ambito. Nel quotidiano, Schrunipf-Pierron osservò come i contadini egiziani non soffrissero di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti. Le loro donne partorivano con estrema facilità, mentre gli anziani conservavano un’ “andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata”. Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpo.

 

Dove trovare Il Magnesio? Presto detto: nei cereali integrali, la soia, i fagioli, i vegetali in genere (se coltivati con metodo biologico), i frutti di mare, cioccolata e cacao. Essendo un prodotto di scarto del sale, va da sé che anche il sale marino sia ricco di Magnesio. Peccato però che l’impego di concimazioni minerali e il raffinamento dei cibi portino alla quasi totale perdita di magnesio. La stessa cottura può portare a un impoverimento dello stesso fino al 70%.

 

Come scoprire se si è carenti di Magnesio? Molto spesso i sintomi passano per ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, alterazioni del ritmo cardiaco, stanchezza eccessiva, disturbi del ciclo mestruale. Dire che si sarà immuni da tutte le malattie è impossibile, ma sapere che c’è la possibilità di attenuare i dolori e il decadimento del corpo, è già una ragione importante per cominciare ad assumerlo. Anche perché il corpo, nella sua grande intelligenza fisiologica, elimina l’eventuale eccesso da solo. Al massimo, pulirete l’intestino. Che male non fa. Per quanto mi riguarda, devo ringraziare un erborista che, anni fa, mi ha letteralmente “rimessa al mondo” consigliandomi il Cloruro di Magnesio.

 

La pigrizia a volte prende il sopravvento e io stessa, pur consigliandolo a tutti, dimentico di assumerlo. E gli effetti si vedono. Iniziato con il pensiero che comunque male non faceva, ho visto sparire in poco più di una settimana un dolore alla schiena che credevo cronico, e non solo. Potete trovare questo prodotto nelle farmacie più lungimiranti, nelle erboristerie

 

FONTE realtime

 

 

 

Il magnesio: aiuta a curare quasi tutto, Ma nessuno ve lo dice!!!Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpoE’ lo scarto del sale, ma è indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi e svolge un ruolo fondamentale praticamente su quasi tutti gli apparati del corpo umano. Non a caso, da chi ne conosce le potenzialità, è considerato la panacea di molti mali. E’ facilmente assimilabile ed economico. Ma soprattutto funziona.E’ l’unico fra i Sali di magnesio ad aver dimostrato la sua efficacia nella terapia delle malattie infettive, grazie all’effetto stimolante sui globuli bianchi e in generale su tutto il sistema immunitario. Il Cloruro di Magnesio aiuta a curare “epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastrointestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo e le altre malattie dell’infanzia”.Come ogni scoperta, anche questa parte da un evento pressoché fortuito: nel 1915 il professor Pierre Delbet, utilizzando una soluzione di cloruro di magnesio per il lavaggio delle ferite, si rese conto di come questa non solo non danneggiasse i tessuti, cosa che – invece – accadeva con gli altri antisettici, ma addirittura facilitasse la guarigione della ferita stessa.Delbet scoprì inoltre come l’uso del cloruro di magnesio scongiurasse pericolose complicazioni, quali le sovra infezioni batteriche frequenti all’epoca, grazie all’azione di stimolo sull’attività dei globuli bianchi. Il successivo e importantissimo passo fu scoprire che l’azione di stimolo non era limitata ai globuli bianchi, bensì agisse su tutte le cellule dell’organismo, allargando lo spettro oltre i meccanismi di difesa.La sperimentazione proseguì somministrando la soluzione anche per via orale, riscontrando – nella maggior parte dei pazienti – il manifestarsi di una sensazione di benessere generale, energia, una maggiore resistenza alla fatica e una maggior stabilità emotiva. All’epoca, le molte persone che cominciarono ad assumere la soluzione di cloruro di magnesio in qualità di “tonico”, con conseguenze inaspettate sull’organismo, informarono prontamente il professore.In poco tempo, grazie alle testimonianze dei pazienti, Delbet si ritrovò tra le mani gli effetti della sua “scoperta”. Il cloruro di magnesio aveva fatto scomparire completamente disturbi dell’apparato digerente come coliti, colecistiti e angiocoliti, aveva migliorato in modo esponenziale affezioni del sistema nervoso quali il tremore senile, il morbo di Parkinson, i crampi muscolari.Ancora, effetti sorprendenti erano stati riscontrati nella cura della pelle: acne giovanile, eczema, psoriasi, verruche, geloni, prurito.Infine, Delbet fu in grado di dimostrare come il cloruro di magnesio potesse migliorare lo stato di unghie e capelli, di diverse patologie legate allo stato allergico come il raffreddore da fieno, l’orticaria, i pruriti di vario genere fino ad arrivare alle emorroidi e all’edema di Quincke. La sua sperimentazione si allargò a tal punto da testare il cloruro di magnesio localmente, sotto forma di pomata: l’effetto non raggiunse il 100% voluto, ma l’applicazione permise di far inscurire buona parte di capelli e barbe sbiancate da anni, o di scolorire le macchie cutanee della “vecchiaia”.Nelle sue ricerche, Pierre Delbet fu coadiuvato dal Dottor Neveu, ma i benefici del Cloruro di Magnesio hanno interessato parecchi medici e ricercatori, tra cui l’italiano Raul Vergini.Se gli alchimisti assegnavano la denominazione di Panacea Universale al chermes, minerale ritenuto capace, oltre che di guarire ogni male, anche di prolungare indefinitamente la vita, a questo punto anche il Cloruro di Magnesio potrebbe arrogarsi, senza tema di smentita, lo stesso titolo.La cosa incredibile è come la carenza di Magnesio sia sempre stata ignorata dai medici come possibile causa di almeno una buona parte dei disturbi che affliggono l’essere umano.Il Magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi, indispensabile per lo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche. L’organismo umano ne contiene circa 25 grammi, localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come fegato, reni e testicoli.Il Magnesio ha la capacità di produrre l’equilibrio minerale necessario agli organi per l’espletamento delle loro funzioni, come per esempio i reni, alimenta l’acido urico nelle artrosi, ha potere decalcificante fino alle più sottili membrane nelle articolazioni, nelle sclerosi e nelle sclerosi calcificate, quindi è un valido aiuto per prevenire gli infarti poiché purifica il sangue.Rinvigorisce anche il cervello: diversi studi attestano la sua validità nel mantenerne la gioventù, fino alla vecchiaia.Malgrado tutto ciò, Il Magnesio è – tra tutti gli elementi – il meno somministrato. La sua importanza è stata, e ancora oggi continua a essere dai più, sottovalutata.Se è stato dimostrato come, con l’uso del Magnesio, aumenti anche la conta dei globuli bianchi perché questo effetto, che porta il nome di citofilassi, continua a essere ufficialmente trascurato? Come dire che per l’essere umano non sia importante avere la possibilità di aumentare il proprio tono immunitario.Secondo Padre Beno J. Schorr, professore di fisica, chimica e biologia al Collegio di Santa Caterina “Il Magnesio elimina il calcio dai punti indebiti e lo fissa solidamente alle ossa.Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò deve essere preso secondo l’età. Dai 40 ai 55 anni: mezza dose (una dose = una tazzina da caffè). Dai 55 anni ai 70: una dose al mattino. Dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera”. (1985) E’ del 1932 la ricerca di Schrunipf-Pierron: la dieta abituale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva quasi due grammi di Magnesio al giorno. Risultato? Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni di Europa e USA, mentre quella del cancro allo stomaco addirittura 50 volte minore. Non a caso, anche Delbet orientò la sua ricerca anche in quest’ambito. Nel quotidiano, Schrunipf-Pierron osservò come i contadini egiziani non soffrissero di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti. Le loro donne partorivano con estrema facilità, mentre gli anziani conservavano un’ “andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata”. Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpo.Dove trovare Il Magnesio? Presto detto: nei cereali integrali, la soia, i fagioli, i vegetali in genere (se coltivati con metodo biologico), i frutti di mare, cioccolata e cacao. Essendo un prodotto di scarto del sale, va da sé che anche il sale marino sia ricco di Magnesio. Peccato però che l’impego di concimazioni minerali e il raffinamento dei cibi portino alla quasi totale perdita di magnesio. La stessa cottura può portare a un impoverimento dello stesso fino al 70%.Come scoprire se si è carenti di Magnesio? Molto spesso i sintomi passano per ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, alterazioni del ritmo cardiaco, stanchezza eccessiva, disturbi del ciclo mestruale. Dire che si sarà immuni da tutte le malattie è impossibile, ma sapere che c’è la possibilità di attenuare i dolori e il decadimento del corpo, è già una ragione importante per cominciare ad assumerlo. Anche perché il corpo, nella sua grande intelligenza fisiologica, elimina l’eventuale eccesso da solo. Al massimo, pulirete l’intestino. Che male non fa. Per quanto mi riguarda, devo ringraziare un erborista che, anni fa, mi ha letteralmente “rimessa al mondo” consigliandomi il Cloruro di Magnesio.La pigrizia a volte prende il sopravvento e io stessa, pur consigliandolo a tutti, dimentico di assumerlo. E gli effetti si vedono. Iniziato con il pensiero che comunque male non faceva, ho visto sparire in poco più di una settimana un dolore alla schiena che credevo cronico, e non solo. Potete trovare questo prodotto nelle farmacie più lungimiranti, nelle erboristerieFONTE realtime

Il magnesio: aiuta a curare quasi tutto, Ma nessuno ve lo dice!!!Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpo E’ lo scarto del sale, ma è indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi e svolge un ruolo fondamentale praticamente su quasi tutti gli apparati del corpo umano. Non a caso, da chi ne conosce le potenzialità, è considerato la panacea di molti mali. E’ facilmente assimilabile ed economico. Ma soprattutto funziona. E’ l’unico fra i Sali di magnesio ad aver dimostrato la sua efficacia nella terapia delle malattie infettive, grazie all’effetto stimolante sui globuli bianchi e in generale su tutto il sistema immunitario. Il Cloruro di Magnesio aiuta a curare “epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastrointestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo e le altre malattie dell’infanzia”. Come ogni scoperta, anche questa parte da un evento pressoché fortuito: nel 1915 il professor Pierre Delbet, utilizzando una soluzione di cloruro di magnesio per il lavaggio delle ferite, si rese conto di come questa non solo non danneggiasse i tessuti, cosa che – invece – accadeva con gli altri antisettici, ma addirittura facilitasse la guarigione della ferita stessa. Delbet scoprì inoltre come l’uso del cloruro di magnesio scongiurasse pericolose complicazioni, quali le sovra infezioni batteriche frequenti all’epoca, grazie all’azione di stimolo sull’attività dei globuli bianchi. Il successivo e importantissimo passo fu scoprire che l’azione di stimolo non era limitata ai globuli bianchi, bensì agisse su tutte le cellule dell’organismo, allargando lo spettro oltre i meccanismi di difesa.La sperimentazione proseguì somministrando la soluzione anche per via orale, riscontrando – nella maggior parte dei pazienti – il manifestarsi di una sensazione di benessere generale, energia, una maggiore resistenza alla fatica e una maggior stabilità emotiva. All’epoca, le molte persone che cominciarono ad assumere la soluzione di cloruro di magnesio in qualità di “tonico”, con conseguenze inaspettate sull’organismo, informarono prontamente il professore. In poco tempo, grazie alle testimonianze dei pazienti, Delbet si ritrovò tra le mani gli effetti della sua “scoperta”. Il cloruro di magnesio aveva fatto scomparire completamente disturbi dell’apparato digerente come coliti, colecistiti e angiocoliti, aveva migliorato in modo esponenziale affezioni del sistema nervoso quali il tremore senile, il morbo di Parkinson, i crampi muscolari.Ancora, effetti sorprendenti erano stati riscontrati nella cura della pelle: acne giovanile, eczema, psoriasi, verruche, geloni, prurito. Infine, Delbet fu in grado di dimostrare come il cloruro di magnesio potesse migliorare lo stato di unghie e capelli, di diverse patologie legate allo stato allergico come il raffreddore da fieno, l’orticaria, i pruriti di vario genere fino ad arrivare alle emorroidi e all’edema di Quincke. La sua sperimentazione si allargò a tal punto da testare il cloruro di magnesio localmente, sotto forma di pomata: l’effetto non raggiunse il 100% voluto, ma l’applicazione permise di far inscurire buona parte di capelli e barbe sbiancate da anni, o di scolorire le macchie cutanee della “vecchiaia”. Nelle sue ricerche, Pierre Delbet fu coadiuvato dal Dottor Neveu, ma i benefici del Cloruro di Magnesio hanno interessato parecchi medici e ricercatori, tra cui l’italiano Raul Vergini. Se gli alchimisti assegnavano la denominazione di Panacea Universale al chermes, minerale ritenuto capace, oltre che di guarire ogni male, anche di prolungare indefinitamente la vita, a questo punto anche il Cloruro di Magnesio potrebbe arrogarsi, senza tema di smentita, lo stesso titolo.La cosa incredibile è come la carenza di Magnesio sia sempre stata ignorata dai medici come possibile causa di almeno una buona parte dei disturbi che affliggono l’essere umano. Il Magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi, indispensabile per lo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche. L’organismo umano ne contiene circa 25 grammi, localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come fegato, reni e testicoli.Il Magnesio ha la capacità di produrre l’equilibrio minerale necessario agli organi per l’espletamento delle loro funzioni, come per esempio i reni, alimenta l’acido urico nelle artrosi, ha potere decalcificante fino alle più sottili membrane nelle articolazioni, nelle sclerosi e nelle sclerosi calcificate, quindi è un valido aiuto per prevenire gli infarti poiché purifica il sangue. Rinvigorisce anche il cervello: diversi studi attestano la sua validità nel mantenerne la gioventù, fino alla vecchiaia. Malgrado tutto ciò, Il Magnesio è – tra tutti gli elementi – il meno somministrato. La sua importanza è stata, e ancora oggi continua a essere dai più, sottovalutata. Se è stato dimostrato come, con l’uso del Magnesio, aumenti anche la conta dei globuli bianchi perché questo effetto, che porta il nome di citofilassi, continua a essere ufficialmente trascurato? Come dire che per l’essere umano non sia importante avere la possibilità di aumentare il proprio tono immunitario. Secondo Padre Beno J. Schorr, professore di fisica, chimica e biologia al Collegio di Santa Caterina “Il Magnesio elimina il calcio dai punti indebiti e lo fissa solidamente alle ossa. Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò deve essere preso secondo l’età. Dai 40 ai 55 anni: mezza dose (una dose = una tazzina da caffè). Dai 55 anni ai 70: una dose al mattino. Dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera”. (1985) E’ del 1932 la ricerca di Schrunipf-Pierron: la dieta abituale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva quasi due grammi di Magnesio al giorno. Risultato? Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni di Europa e USA, mentre quella del cancro allo stomaco addirittura 50 volte minore. Non a caso, anche Delbet orientò la sua ricerca anche in quest’ambito. Nel quotidiano, Schrunipf-Pierron osservò come i contadini egiziani non soffrissero di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti. Le loro donne partorivano con estrema facilità, mentre gli anziani conservavano un’ “andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata”. Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpo. Dove trovare Il Magnesio? Presto detto: nei cereali integrali, la soia, i fagioli, i vegetali in genere (se coltivati con metodo biologico), i frutti di mare, cioccolata e cacao. Essendo un prodotto di scarto del sale, va da sé che anche il sale marino sia ricco di Magnesio. Peccato però che l’impego di concimazioni minerali e il raffinamento dei cibi portino alla quasi totale perdita di magnesio. La stessa cottura può portare a un impoverimento dello stesso fino al 70%. Come scoprire se si è carenti di Magnesio? Molto spesso i sintomi passano per ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, alterazioni del ritmo cardiaco, stanchezza eccessiva, disturbi del ciclo mestruale. Dire che si sarà immuni da tutte le malattie è impossibile, ma sapere che c’è la possibilità di attenuare i dolori e il decadimento del corpo, è già una ragione importante per cominciare ad assumerlo. Anche perché il corpo, nella sua grande intelligenza fisiologica, elimina l’eventuale eccesso da solo. 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Dissenteria : il carbone vegetale ti aiuta

Il carbone vegetale, le proprietà e per quali disturbi è indicato

Il carbone vegetale è un integratore alimentare utilissimo per combattere comuni disturbi digestivi e meteorismo. Scopriamo come funziona

Immagine di anteprima per Carbone-vegetale.jpgIl carbone vegetale è un integratore alimentare efficace contro molti problemi digestivi, soprattutto quando siano associati a sintomi come aerofagia e meteorismo.

 

Questi ultimi due disturbi sono, a loro volta conseguenza di cattive abitudini alimentari - ad esempio il mangiare troppo in fretta e voracemente, inglobando aria oltreché cibo - e di disfunzioni intestinali.

 

 

 

Quando ci si ritrova spesso e volentieri con la pancia gonfia come un tamburo dopo i pasti o in fase digestiva, quando si produce una quantità eccessiva, abnorme, di gas intestinali (meteorismo) e l’intero processo digestivo risulta lento e laborioso, sicuramante all’origine c’è qualche alterazione da indagare. Ad esempio, potremmo soffrire, senza saperlo, di una qualche allergia o intolleranza alimentare la quale, a sua volta, produca una sindrome da malassorbimento.

 

 

 

 

 

 

In questi casi il sintomo più evidente è una carenza nutrizionale che si ripercuote su tutto il benessere dell’organismo. Anche disturbi comuni come colite, gastrite e reflusso, malattie infiammatorie del tubo digerente che possono avere cause sia fisiche che psicologiche (come lo stress e l’ansia), danno come sintomo dispepsia e gonfiore addominale associato a crampi.

 

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In tutti questi casi, il carbone vegetale può essere di grande aiuto, e scopriamo perché. Di fatto questo prodotto altro non è che un supplemento di fibre vegetali lignee, ricavate da alberi come la betulla o il salice, il cui legno sia stato sottoposto ad un processo di pirolisi, ovvero decomposizione termica in assenza di ossigeno. Grazie a questo procedimento, le fibre di legno diventano porose, acquistendo una proprietà specifica chiamata “adsorbenza“.

 

E’ grazie a questa qualità se il carbone vegetale, una volta ingerito, riesce a “catturare” le bolle d’aria e di gas prodotte a livello di stomaco e di intestino, facilitandone, in tal modo, l’eliminazione. Infatti la caratteristica di tutte le fibre vegetali è la indigeribilità, esse attraversano l’intestino “intatte” e, anzi, nel passaggio si “arricchiscono” di tutte le sostanze gassose e tossiche (quindi nocive) che incontrano e che portano via con sè nelle feci.

 

Ecco perché assumere carbone vegetale non solo aiuta a sgonfiare la pancia, facilita la digestione e combatte la stitichezza, ma consente anche di ridurre le sostanze velenose che possiamo aver ingerito senza saperlo. Ecco un elenco dei disturbi per i quali è consigliato questo integratore alimentare:

•Meteorismo, flatulenza, aerofagia

•Gonfiore addominale

•Dispepsia

•Gastrite, reflusso e acidità di stomaco

•Diarrea e stitichezza

•Colite nervosa

•Intossicazione da farmaci, metalli pesanti, droghe

 

Come si assume il carbone vegetale? In genere si trova in comode compresse che si possono prendere prima o dopo i pasti fino ad un massimo di 6-7 al giorno (dosi per adulti). Dal momento che la qualità adsorbente di questo prodotto naturale può interferire con l’assimilazione dei principi attivi di alcuni farmaci, è meglio evitare di assumerlo durante cure antibiotiche o comunque far trascorrere almeno 3-4 ore tra l’assunzione del carbone e quella del medicinale. Questo vale anche per la pillola anticoncezionale, naturalmente.

Scritto da: Paola Perria -

http://scienzaesalute.blogosfere.it/post/510122/il-carbone-vegetale-le-proprieta-e-per-quali-disturbi-e-indicato

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Prevenire malattie del metabolismo o legate all'eta' : un aiuto dal peperoncino

Peperoncino piccante per eliminare i dolori e vivere più a lungo

Il peperoncino, abbiamo visto, ha notevoliproprietà: aiuta il cuore, favorisce la circolazione, accelera il metabolismo ed elimina i dolori.

Il merito è soprattutto di una sostanza in esso contenuta: la capsaicina, che si rivela essere un utile antinfiammatorio e antidolorifico naturale.

Pensate, ad esempio, che molte creme contro i dolori articolari e non, vendute sul mercato, contengono questa sostanza. L’azione svolta dalla capsaicina è quella di bloccare un particolare neurotrasmettitore, un lipide definito Pip2, che si trova nella membrana cellulare ed è responsabile dell’invio dei segnali di dolore al cervello. Quando viene applicata sulla pelle la capsaicina induce un forte impoverimento delle Pip2 nella membrana, alleviando quindi la percezione del dolore. (Qui la ricetta per creare da soli la crema alla capsaicina contro i dolori).

 

Da tempo gli scienziati hanno rivolto la loro attenzione a cercare di comprendere i meccanismi di funzionamento di questa preziosa sostanza, nonché il loro sviluppo nel trattamento di patologie e problemi di salute nell’uomo.

 

In un ultimo studio, pubblicato sulla rivista Cells, alcuni ricercatori dell’Università della California hanno pensato di verificare se, bloccando le vie di segnalazione biochimica del dolore nell’organismo si possa, in realtà, anche allungare la vita.

La sensazione di dolore è spesso associata a un aumento della mortalità, anche se ancora non è noto se essa influisca direttamente anche sul processo di invecchiamento.

L'articolo che stai leggendo continua sotto :
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Gli scienziati hanno così deciso di analizzare la reazione di alcuni organismi all’inibizione dei recettori del dolore TRPV1, per comprendere la durata della vita e la visualizzazione di un profilo metabolico della vecchiaia.

I soggetti in cui era stato effettuato il blocco dei recettori TRPV1 risultavano vivere il 14% in più rispetto al gruppo di controllo. Non solo, mostravano di essere maggiormente in salute di altri, con un metabolismo più efficiente e una maggiore protezione da malattie quali i tumori.

L’ipotesi a cui sono pervenuti i ricercatori è che quindi non solo il dolore sia il “sintomo” di malattie che derivano dall’invecchiamento, ma che possa esserne anche la causa, contribuendo a danneggiare cellule e tessuti.

Come spiegato da Andrew Dillin, tra gli autori della ricerca: “Bloccando il recettore del dolore non riusciamo solo a stoppare il dolore, ma possiamo anche allungare la vita”.

Per poter giungere a conclusioni certe e comprendere appieno il ruolo biologico del dolore, dovranno essere effettuati ancora molti passi in avanti, però i ricercatori sembrano sicuri di una cosa: un pizzico di piccante nel cibo ogni giorno può contribuire a prevenire malattie del metabolismo o legate all’età, oltre a farci sentire meglio e alleviare i dolori già esistenti!

(Foto in evidenza: Artotem; foto interna: Tambako the Jaguar)

Fonte http://ambientebio.it/peperoncino-piccante-per-eliminare-i-dolori-e-vivere-piu-a-lungo/

 

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Organi e emozioni: le corrispondenze

La medicina moderna tende ad avere un approccio piuttosto meccanico nella visione del corpo e delle funzioni fisiologiche degli organi che lo compongono. Ma nell'antica medicina greca e nella medicina tradizionale cinese, così come in altri sistemi medici tradizionali, gli organi interni sono considerati la sede delle emozioni e risultano influenzati da esse.

 

Le emozioni rappresentano la risposta del nostro corpo ai sentimenti. La medicina greca considerava le emozioni come in grado di giocare un ruolo importante nel benessere degli organi o nel sopraggiungere di alcuni disturbi ad essi legati. La medicina tradizionale cinese associa 7 emozioni ai rispettivi organi.

 

Ecco le corrispondenze tra organi e emozioni secondo l'antica medicina greca, da cui poi si sviluppò la medicina occidentale, e secondo la medicina tradizionale cinese.

 

Antica Medicina Greca

 

Gli organi principali e le emozioni associate ad essi secondo l'antica medicina greca.

 

Cuore

 

Il cuore è molto sensibili agli stati emotivi. Le emozioni nobili, come coraggio, valore, onestà, altruismo e empatia rafforzano il cuore e lo spirito vitale, mentre le emozioni meno nobili, come il senso di colpa, il rimorso e la tendenza ad arrendersi li indeboliscono. L'amore e la voglia di vivere sono molto importanti per il cuore. Secondo l'antica medicina greca, si può davvero morire di crepacuore. Il cuore è considerato vulnerabile rispetto alle passioni turbolente che possono agitarlo e creare febbri anche acute.

 

Polmoni

 

I polmoni sono un organo molto importante che lavora a stretto contatto con il cuore e che risulta sensibile e vulnerabile rispetto ad emozioni analoghe. La sensazione di vedere negato il proprio spazio fisico e vitale può causare problemi respiratori e di asma. Al contrario, sentimenti di dignità e orgoglio contribuiscono all'apertura del petto e consentono ai polmoni di espandersi e di funzionare al meglio. Le emozioni che riducono la voglia di vivere sono pericolose per i polmoni, specialmente il dolore e il lutto.

 

Gola

 

La gola è considerata il centro della comunicazione del nostro corpo. L'incapacità di esporsi e di esprimersi attraverso la parola e di dire la verità può causare problemi alla gola. La gola comprende anche una porzione dell'apparato digerente. Emozioni forti, come ansia e tensione, possono causare problemi, come la classica sensazione del "nodo in gola" e difficoltà a deglutire. Le parole trattenute possono causare lo stesso effetto.

 

Fegato e cistifellea

 

La bile viene prodotta dal fegato e si raccoglie nella cistifellea. Questi due organi sono vulnerabili rispetto alle emozioni colleriche come rabbia, irritabilità, frustrazione, risentimento, gelosia e invidia. Le emozioni colleriche hanno sede in questi organi, secondo l'antica medicina greca, e possono danneggiarli. Ira e rabbia possono esplodere di colpo passando dal fegato alla testa e causare così emicranie, tensioni al collo e alle spalle e stress. Possono comparire disturbi digestivi causati dal cattivo funzionamento di fegato e cistifellea.

 

Stomaco

 

Lo stomaco, proprio come il fegato, può raccogliere emozioni colleriche quali rabbia, ira, odio e frustrazione. Quando tali emozioni si accumulano nello stomaco possono portare a ulcere e gastrite. Passività, preoccupazione, ansia, tensioni e stress bloccano il fluire delle energie e possono causare problemi di stomaco, coliche e gonfiore, fino a nausea e disordini dell'appetito.

 

Intestino

 

L'intestino viene correlato a disturbi psicosomatici e a disordini digestivi causati dalle emozioni che possono avere inizio a livello del fegato e dello stomaco. Nel tratto medio e basso dell'intestino si annidano le emozioni malinconiche. Il colon è molto vulnerabile rispetto a tali emozioni. Può subire gli effetti negativi di preoccupazione, ansia, stress, tensione e nervosismo.

 

Reni

 

Terrore, paura e shock sono le emozioni più pericolose per i reni. Il flusso energetico di queste emozioni si dirige verso il basso e possono minare la nostra forza e sicurezza, ma anche incoraggiarle. Forza e sicurezza sono connesse al funzionamento equilibrato dei reni nelle loro funzioni di ritenzione e evacuazione. Paura e spavento estremi possono portare alla perdita del controllo delle funzioni renali.

 

corrispondenze organi emozioni

 

fonte foto: jasongarner.com

 

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

 

Alcune delle associazioni principali tra emozioni e organi secondo la medicina tradizionale cinese.

 

Gioia – Cuore

 

Nella medicina tradizionale cinese la gioia è un'emozione di profondo appagamento ed è collegata al cuore. Quando una persona si sente sovraeccitata per la gioia può sperimentare agitazione, insonnia, febbre e palpitazioni cardiache. Al cuore si collega anche l'amore.

 

Rabbia – Fegato e Cistifellea

 

La rabbia è un'emozione che viene associata con il risentimento, la frustrazione, l'irritabilità e l'ira. La medicina cinese afferma che questa emozione di tipo collerico è immagazzinata nel fegato e nella cistifellea. La rabbia può causare pressione alta e vertigini.

 

Ansia – Polmoni e Intestino Crasso

 

L'ansia è un'emozione legata all'eccessiva preoccupazione che può influire soprattutto sui polmoni e sull'intestino crasso, secondo la medicina tradizionale cinese. L'ansia può impedire ad una persona di usare bene la propria energia e portarla a soffrire di respiro corto, colite, ulcere e infiammazioni dell'intestino crasso. La preoccupazione viene associata allo stomaco. L'ansia viene collegata anche alla milza.

 

Tristezza – Polmoni

 

Il dolore emotivo può indurre disarmonia nei polmoni, problemi nella circolazione dell'energia in tutto il corpo. Il dolore può rendere fiacca la voglia di vivere, danneggiare i polmoni e causare malattie respiratorie, secondo la medicina tradizionale cinese. Ai polmoni vengono associate emozioni di dolore emotivo e di tristezza.

 

Malinconia – Milza

 

Malinconia e eccessive preoccupazioni, fino all'ansia, colpiscono la milza, secondo la medicina tradizionale cinese, e possono causare affaticamento, letargia, incapacità di concentrazione. La malinconia può anche ostacolare il sistema digestivo e influenzare lo stomaco con accumulo di gas e gonfiore.

 

Paura - Reni

 

La paura può causare disarmonia a livello dei reni, secondo la medicina tradizionale cinese. La paura estrema può portare una persona a perdere improvvisamente il controllo della vescica e delle funzioni renali.

 

Spavento – Cuore

 

Lo spavento è un'emozione di shock e di panico causata da un avvenimento improvviso e inaspettato. Secondo la medicina tradizionale cinese lo spavento colpisce prima di tutto il cuore, nel breve periodo, (pensiamo ad esempio alle palpitazioni) e quando diventa cronico può colpire anche i reni, già associati di per sé alla paura.

 

Marta Albè

http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/15597-organi-emozioni-medicina-cinese-greca

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Dolori muscolari, articolari o mestruali : Impacchi di zenzero

Impacchi di zenzero contro i dolori

Ecco un altro rimedio naturale efficace per chi soffre di dolori muscolari, articolari o mestruali che deriva dalla tradizione orientale: gli impacchi di zenzero o compresse di zenzero. Chi segue la filosofia macrobiotica utilizza questi semplici impacchi anche in caso di diarrea o stipsi, tosse, depositi di muco o sinusiti, cisti, problemi ai reni e altro.

Questo rimedio è in grado di stimolare la circolazione del sangue e dissolvere accumuli di liquidi in modo tale che i tessuti si rilassino e anche il dolore possa fluire via.

 

PREPARAZIONE

 

Fare questi impacchi è davvero molto semplice e servono solo due ingredienti: zenzero e acqua. Se utilizzate lo zenzero fresco (consigliato) ne serve un cucchiaio ogni litro d'acqua se invece volete provare ma al momento avete in casa solo dello zenzero in polvere la dose aumenta a due cucchiai.

 

Detto questo, mettete lo zenzero grattuggiato in una garza che chiuderete con un elastico. Se usate quello in polvere mettetelo direttamente nell'acqua. Portate ad ebollizione e spegnete prima che bolla. Lasciate in infusione per circa 5 minuti, strizzate un po' la garza per far uscire meglio il succo e poi prendete un asciugamano, intingetelo, strizzatelo e applicatelo il più caldo possibile sulla parte interessata (non dovete però scottarvi!!!). Coprite con un altro asciugamano per mantenere il calore il più a lungo possibile. Appena si raffredda, ripetete la stessa operazione. Fatelo per 20 minuti di seguito. La pelle deve essere arrossata e dovete sentire una piacevole sensazione di benessere.

 

(Ricetta tratta da "Il cucchiaio di legno - un invito alla macrobiotica" - di Dominique Rosel, edito da Probios - Firenze)

 

 

 

CONTROINDICAZIONI

 

Questi impacchi non vanno mai utilizzati in caso di appendicite, polmonite o di febbre alta.

 

Alla prossima

 

Francesca Biagioli

http://www.greenme.it/spazi-verdi/naturomania/2192-impacchi-di-zenzero-contro-i-dolori

 

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