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Categoria: "Uomo Natura Società"

IL RITORNO DEL CRISTO: GLI AVATAR DI IERI E DI DOMANI

IL RITORNO DEL CRISTO : GLI AVATAR DI IERI E DI DOMANI

di ALICE A. BAILEY 

“Avatar” è un vocabolo sanscrito che letteralmente significa “che discende da molto

lontano”.

 Ava (come prefisso ai verbi e ai sostantivi verbali) esprime l’idea di “lontano, via,

giù”.

Avataram (comparativo) “più lontano”.

 La radice A V sembra sempre denotare l’idea di  PROtezione dall’alto ed è usata in parole composte che indicano protezione da parte di re o di

capi; oppure, in riferimento agli dei, significa che un sacrificio offerto è accolto favorevolmente.

Si può dire perciò che la parola “Avatar” significa: “Discende con l’approvazione della

sorgente superiore dalla quale proviene e con beneficio del luogo dove giunge”.

 (Dal dizionario sanscrito di Monier-Williams).

Il Cristo aspetta di discendere sulla Terra. Quest’immersione nel nostro mondo infelice non è per

Lui attraente. Dovrà lasciare il quieto ritiro montano dove ha atteso guidando l’umanità, istruendo

i discepoli, gli iniziati ed il Nuovo Gruppo dei Servitori del Mondo, per assumere il

proprio posto alla ribalta del mondo, per rappresentare la propria parte nel grande dramma che

vi si svolge. Questa volta lo farà apertamente, dinanzi a tutti e non nell’oscurità. Le piccole

dimensioni del pianeta, la diffusione e rapidità delle comunicazioni, consentiranno a chiunque

di assistere alle Sue attività. Tale prospettiva non può suscitare in Lui che un certo orrore,

presentando prove, adattamenti, esperienze inevitabilmente penosi. Egli non viene come onnipotente

Iddio quale può concepirlo la mente umana, ma come il Cristo, fondatore del regno

di Dio sulla Terra, a completare l’opera iniziata e dare nuova testimonianza della divinità in

circostanze ben più difficili.

Riunirà attorno a Sé, in incarnazione fisica, collaboratori e consiglieri scelti, non gli stessi che gli furono

accanto quando i tempi erano più semplici, ma quei membri della famiglia umana che oggi

lo riconoscono e che si preparano a lavorare con Lui, secondo le proprie possibilità. Egli si

accinge a tornare in un mondo molto diverso, lui stesso e’ diverso.

Ciò costituisce maggiori difficoltà poiché, per attuare la volontà

di Dio intelligentemente, Egli dovrà rivolgersi all’intelletto degli uomini e non solo,

come allora, al loro cuore. Suo compito principale è certamente stabilire giusti rapporti umani

in ogni settore della vita. Cercate di raffigurarvi ciò che implica il compito che lo attende e le

che dovrà inevitabilmente affrontare, in particolare le errate valutazioni mentali delle

moltitudini.

Un Avatar od un Cristo si manifesta e discende sulla terra per due ragioni: per una imperscrutabile ed

inconoscibile Causa che ve lo induce, e per la richiesta o invocazione dell’umanità stessa. 

Per conseguenza, un Avatar è un evento spirituale che si presenta fra noi per produrre grandi mutamenti

o importanti restaurazioni, per iniziare una nuova civiltà e condurre l’uomo più vicino

a Dio. Questi grandi Esseri sono stati definiti “uomini d’eccezione che appaiono di tempo in

tempo per cambiare la faccia del mondo e per dare inizio ad una nuova era nei destini

dell’umanità”. Vengono in periodi di crisi, spesso le producono essi stessi, allo scopo di eliminare

ciò che è vecchio e non più rispondente ai tempi, e di preparare la via a forme nuove e

più idonee per la evolventesi vita di Dio immanente nella natura. Vengono quando il male dilaga;

per tale ragione, se non per altre, possiamo oggi attendere un Avatar. Le condizioni per

la riapparizione del Cristo esistono.

.

Il grido d’invocazione dell’umanità (il secondo motivo di un avvento divino)

ha un effetto potente, poiché le anime umane, specie se concordi, hanno in sé qualche cosa

d’affine alla natura divina dell’Avatar. Siamo tutti divini, figli dell’unico Padre, come ha detto

l’ultimo Avatar, il Cristo. Il centro divino vivente in ogni cuore, umano, se risvegliato ed

attivo, può evocare risposta dall’Alto Luogo dove Colui che viene attende di manifestarsi.

Soltanto l’invocazione dell’umanità compatta, il suo “intento congiunto” può determinare la

discesa di un Avatar.

.

Sempre, e ad ogni grave crisi umana e nell’ora della necessità, quando deve essere

instaurata una nuova razza o risvegliata a nuova e più ampia visione un’umanità pronta, il

Cuore di Dio mosso dalla Legge di Compassione invia un Istruttore, un Salvatore, un Essere

che illumina, un Avatar, un Trasmettitore, un Intermediario, un Cristo.

 

Questi trasmetterà un messaggio che risanerà, additerà agli uomini il prossimo passo, illuminerà un oscuro problema

mondiale e manifesterà qualche aspetto della divinità fino allora ignorato. Sul fatto della

continuità di rivelazione e sul succedersi della progressiva manifestazione della Natura divina

è basata la dottrina degli Avatar, dei Messaggeri e delle Apparizioni divine e dei Salvatori. Di

tutti la storia dà indubbia testimonianza. L’aspettativa mondiale della riapparizione del Cristo

si fonda sulla realtà di questa testimonianza, di questo succedersi di Messaggeri e di Avatar, e

sulla tremenda necessità attuale degli uomini. L’innato riconoscimento di questi fatti induce

gli uomini d’ogni paese ad invocare in modo sempre più intenso il soccorso o l’intervento divino;

il riconoscimento di tali fatti provoca pure l’emanazione dal “centro ove il volere di Dio

è conosciuto” dell’ordine che un Avatar si manifesti. Entrambe queste richieste hanno indotto

il Cristo a permettere ai Suoi discepoli di tutto il mondo di sapere che riapparirà quando avranno

compiuto la preparazione necessaria.

.

La ragione per cui Egli non è più tornato sta nel fatto che i Suoi seguaci non hanno

compiuto quanto necessario. La Sua venuta dipende ampiamente, come vedremo avanti,

dall’instaurazione di retti rapporti umani. La chiesa, anziché favorirla, l’ha ostacolata nello

zelo fanatico di fare molti “cristiani” anziché dei veri seguaci del Cristo.

Ha accentuato le

dottrine teologiche e non l’amore e la comprensione amorevole di cui fu esempio. La chiesa

ha esaltato il focoso Saul di Tarso e non il mite falegname di Galilea. Perciò Egli ha atteso.

Ma la Sua ora è giunta, per la necessità degli uomini di tutta la terra, per il grido di invocazione

delle moltitudini e per concorde giudizio dei Suoi discepoli di tutte le fedi del mondo.

.

Ma quando il Cristo, Avatar d’Amore, riapparirà: “I Figli degli uomini, che sono ora Figli

di Dio, si volgeranno dalla luce splendente per irradiarla sui figli degli uomini che ancora non

sanno di essere Figli di Dio. Allora Colui che viene si manifesterà, e i Suoi passi nella valle

delle ombre saranno affrettati da Colui che possiede immenso potere e sta sulla vetta del

monte emanando amore eterno, luce suprema e pacificante, Volontà silente.

 

“Allora i figli degli uomini risponderanno. Una nuova luce risplenderà nella tenebrosa ed

esausta valle terrena. Allora nuova vita scorrerà nelle vene degli uomini e la loro visione abbraccerà

tutte le possibili vie del futuro.  Così la pace tornerà in terra, una pace mai prima conosciuta.

Allora la volontà di bene sboccerà in comprensione, e questa fiorirà in buona volontà

negli uomini”.

.

Una delle difficoltà ad accettare l’insegnamento riguardo al ritorno del Cristo è costituita

dal fatto che, sebbene lo si insegni da secoli, nulla è ancora avvenuto. È un fatto, e in ciò risiede

gran parte della perplessità. L’attesa della Sua venuta non è nuova, nulla vi è

d’eccezionale, ma coloro che tuttora credono al Suo ritorno sono, secondo i casi, tollerati,

canzonati o commiserati. Tuttavia, considerando i tempi attuali, i loro significati, l’intenzione

e il volere di Dio, e dopo attento esame della situazione mondiale, possiamo ritenere che il

momento presente sia unico nel suo genere sotto diversi aspetti, e che al Cristo si presenti una

opportunità eccezionale, dovuta a condizioni planetarie esse stesse eccezionali. Oggi esistono

certe condizioni, e nel secolo scorso si sono verificati degli avvenimenti che non si erano mai

prodotti. Può essere utile considerarli per ottenere una prospettiva migliore. Il mondo nel quale

Egli verrà e’ nuovo, seppure non ancora migliore; gli uomini sono pervasi da idee nuove e

hanno nuovi problemi.

.

Il Cristo verrà in un mondo essenzialmente

unificato; la Sua riapparizione e la Sua conseguente attività non possono limitarsi ad

una località ristretta che resti ignota alla grande maggioranza degli uomini, come accadde in

Palestina duemila anni fa. La radio, la stampa e la diffusione delle notizie renderanno la Sua

venuta diversa da quella di qualsiasi Messaggero precedente; i rapidi mezzi di trasporto renderanno

il Cristo accessibile ad innumerevoli milioni di uomini, i quali per mare, per terra,

per via aerea, potranno recarsi presso di Lui; mediante la televisione il Suo volto sarà familiare

a tutti e invero “ogni occhio Lo vedrà”. Anche se il Suo livello spirituale e il Suo messaggio

non ricevessero un riconoscimento generale, sarà necessariamente generale l’interesse-

.

Egli può riapparire in modo del tutto inatteso; chi può dire se si presenterà come

uomo politico, economista, condottiero, scienziato o artista?

 

È errore credere, come alcuni fanno, che l’opera del Cristo si svolgerà in prevalenza tramite

le chiese o le religioni. Agirà necessariamente per loro mezzo quando le condizioni lo

consentiranno e quando in esse esisterà un nucleo vivente di vera spiritualità e la loro invocazione

sarà abbastanza potente da giungere fino a Lui. Egli si servirà di tutti i canali possibili

per ampliare la coscienza umana e ottenere un giusto orientamento. Tuttavia, è più esatto dire

che opererà essenzialmente quale Istruttore del Mondo e che le chiese saranno soltanto uno

dei Suoi canali d’insegnamento.

 

Tutto ciò che illumina le menti, tutto ciò che tende a diffondere giusti rapporti umani, ogni

mezzo di vera conoscenza, ogni metodo per tramutare la conoscenza in saggezza e comprensione,

tutto ciò che serve ad ampliare la coscienza dell’umanità e gli stati di consapevolezza e

sensibilità subumani, tutto ciò che disperde miraggio e illusione, spezza le cristallizzazioni e

smuove le condizioni statiche, sarà oggetto delle concrete attività della Gerarchia spirituale

che dirige.

Egli sarà limitato dalla qualità e intensità dell’invocazione degli uomini, a loro volta

condizionati dal grado evolutivo raggiunto.

.

Egli, rappresentante dell’amore di Dio, è chiamato ad operare di nuovo in quel mondo

dove il Suo messaggio per duemila anni è stato respinto, dimenticato o male interpretato, e

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dove gli uomini sono stati ovunque animati da odio e separatività. Perciò si troverà immerso

in un’atmosfera estranea e in una situazione mondiale tale da richiedere tutte le Sue divine risorse,

e sarà sottoposto a durissima prova. L’idea comunemente accettata che debba tornare

come onnipotente guerriero, trionfante ed irresistibile, non ha fondamento. Un fatto, invece,

che poggia su basi sicure, è che alla fine condurrà il Suo popolo (l’umanità intera) a Gerusalemme,

ma non alla città ebraica, bensì al “Luogo di Pace” (questo è appunto il significato del

nome “Gerusalemme”)

.

. ….nessuno sa in quale nazione verrà. Egli potrebbe presentarsi come inglese,

russo, negro, latino, turco, indiano o con qualsiasi altra nazionalità. Chi può dirlo? Potrà essere

cristiano, indù o buddista, oppure non appartenere ad alcuna fede; non verrà a rinstaurare

antiche religioni, incluso il cristianesimo, bensì la fede dell’uomo nell’amore del Padre, nel

fatto che il Cristo è vivente, nello stretto, indistruttibile rapporto soggettivo fra tutti gli uomini.

Avrà a disposizione facili mezzi di contatto e comunicazione in tutto il mondo, opportunità

del tutto nuove a cui deve prepararsi. 

 

N O T A

La pubblicazione di questo libro è finanziata dal Fondo Libri del Tibetano, che è un

fondo che si rinnova allo scopo di perpetuare gli insegnamenti del “Tibetano” e di Alice A.

Bailey.

Tutto il denaro erogato dal Fondo per pubblicare questo libro vi ritorna con la sua vendita

in modo da assicurarne una successiva edizione.

 

LA GRANDE INVOCAZIONE

 

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio

Affluisca luce nelle menti degli uomini.

Scenda Luce sulla Terra.

 

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio

Affluisca amore nei cuori degli uomini.

Possa il Cristo tornare sulla Terra.

 

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto

Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;

Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

 

Dal centro che vien detto il genere umano

Si svolga il Piano di Amore e di Luce.

E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

 

Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.

 

Questa Invocazione o Preghiera non appartiene ad alcuno né ad alcun gruppo, ma a tutta

l’Umanità. La bellezza e la forza di essa stanno nella sua semplicità, e nel suo esprimere certe

verità centrali che tutti gli uomini accettano, in modo innato e normale la verità che esiste

un’Intelligenza fondamentale cui, vagamente, diamo il nome di Dio; la verità che, dietro ogni

apparenza esterna, il potere motivante dell’Universo è Amore; la verità che una grande Individualità,

dai Cristiani chiamata il Cristo, venne sulla Terra, e incorporò quell’amore perché

potessimo comprendere; la verità che sia amore che intelligenza sono effetti di quel che vien

detto il Volere di Dio; e infine l’evidente verità che solo per mezzo dell’umanità stessa il Piano

divino troverà attuazione.

ALICE A. BAILEY

 

 

NOTA FONDAMENTALE

“Ogni volta che il Dharma decade ed in ogni dove si afferma l’adharma, (materialismo,

anarchia, disordine, ingiustizia, N.d.T.) allora Io Mi manifesto.

Per la salvezza dei giusti e la distruzione di coloro che fanno il male, per ristabilire fermamente

il Dharma, Io rinasco di età in età.”

BHAGAVAD GITA Libro IV°, Sutra 7, 8.

 

CAPITOLO I

LA DOTTRINA DI COLUI CHE VIENE

Insegnamento occidentale

 

LA DOTTRINA DEGLI AVATARA

Insegnamento orientale

 

Nel corso dei secoli, in diversi cicli mondiali e in molti paesi (oggi in tutti) si sono prodotti

grandi periodi o punti di tensione, caratterizzati da un senso d’attesa piena di speranza. Si attende

qualcuno e la Sua venuta è presentita. Nel passato tale aspettativa è sempre stata proclamata

e alimentata dai religiosi, e quei periodi sono sempre stati difficili e caotici; hanno

sempre segnato il punto culminante alla fine di una civiltà o di una cultura, quando le vecchie

religioni si sono dimostrate inadeguate per far fronte alle difficoltà e ai problemi degli uomini.

 

L’avvento di un Avatar, di Colui che viene e, in termini attuali, la riapparizione del Cristo,

sono la nota dominante dell’attesa generale. Quando i tempi saranno maturi, l’invocazione

delle moltitudini sarà intensa e la fede di coloro che sanno sarà molto viva, in tal caso Egli

verrà, come è sempre venuto, poiché anche allora non vi sarà eccezione a quest’antica regola

o a questa legge universale. Per decenni il ritorno del Cristo, l’Avatar, è stato presentito dagli

uomini di fede in entrambi gli emisferi, non solo dai credenti cristiani, ma anche da coloro

che attendono il Maitreya, o il Bodhisattva, o l’Iman Mahdi.

 

Quando gli uomini sentono di avere esaurite tutte le proprie risorse e possibilità, sentono

che i problemi e le condizioni cui devono far fronte oltrepassano la loro capacità di risolverli

e superarli, si volgono ad un divino Intermediario, un Mediatore, che possa perorare la loro

causa presso Dio e venire in loro soccorso. Gli uomini invocano un Salvatore. Simile ad un

filo d’oro, attraverso tutte le fedi e le Scritture del mondo, scorre questa dottrina dei Mediatori,

dei Messia, degli Avatar. Essi si ritrovano ovunque, collegando così tutte le Scritture sacre

ad una sorgente centrale.

 

Un Avatar è Colui il quale (oltre ad un compito prescelto e un destino preordinato) ha la

particolare capacità di trasmettere energia o potere divini. Questo è un profondo mistero, dimostrato

in modo peculiare, e in rapporto all’energia cosmica, dal Cristo il quale (per la prima

volta nella storia della Terra, per quanto ne sappiamo) trasmise la divina energia dell’amore

direttamente al nostro pianeta e, in senso ben determinato, all’umanità.

 

Gli Avatar, o Messaggeri divini, vengono sempre considerati anche in rapporto con

qualche Ordine o Gerarchia di Vite spirituali, consacrate a promuovere il bene dell’umanità.

 

Tutto ciò che realmente sappiamo è che lungo le età grandi e divini rappresentanti di Dio ne

incarnano il Proposito influenzando tutto il mondo in modo tale che i Loro nomi restano noti

e la loro influenza percepita migliaia di anni dopo la loro scomparsa.

 

Ripetutamente sono venuti,e hanno lasciato un mondo mutato e una nuova grande religione; sappiamo inoltre che le

profezie e le fedi hanno sempre promesso che sarebbero tornati nell’ora della necessità. Queste

sono affermazioni di fatto storicamente provate. Oltre a ciò, poco si sa. 

“Avatar” è un vocabolo sanscrito che letteralmente significa “che discende da molto

lontano”. Ava (come prefisso ai verbi e ai sostantivi verbali) esprime l’idea di “lontano, via,

giù”. Avataram (comparativo) “più lontano”. La radice A V sembra sempre denotare l’idea di

protezione dall’alto ed è usata in parole composte che indicano protezione da parte di re o di

capi; oppure, in riferimento agli dei, significa che un sacrificio offerto è accolto favorevolmente.

Si può dire perciò che la parola “Avatar” significa: “Discende con l’approvazione della

sorgente superiore dalla quale proviene e con beneficio del luogo dove giunge”. (Dal dizionario

sanscrito di Monier-Williams). 

In tutti gli Avatar o Salvatori sono manifesti due moventi fondamentali: la necessità di

Dio di prendere contatto con l’umanità e la necessità degli uomini di aver rapporto con il divino

e di riceverne aiuto e comprensione. Animati da tali moventi, tutti i veri Avatar sono

perciò Intermediari divini. 

Essi possono esserlo perché si sono liberati da ogni limitazione, da ogni senso d’egoismo e

separatività, e non sono più il drammatico centro della propria vita, come avviene alla maggior

parte di noi. Raggiunto questo stadio di decentramento spirituale, possono divenire eventi

nella vita del pianeta; ad Essi ogni occhio può volgersi e da Essi tutti possono venire influenzati.

 

Un Avatar od un Cristo si manifesta perciò per due ragioni: per una imperscrutabile ed

inconoscibile Causa che ve lo induce, e per la richiesta o invocazione dell’umanità stessa.

 

Per conseguenza, un Avatar è un evento spirituale che si presenta fra noi per produrre grandi mutamenti

o importanti restaurazioni, per iniziare una nuova civiltà e condurre l’uomo più vicino

a Dio. Questi grandi Esseri sono stati definiti “uomini d’eccezione che appaiono di tempo in

tempo per cambiare la faccia del mondo e per dare inizio ad una nuova era nei destini

dell’umanità”. Vengono in periodi di crisi, spesso le producono essi stessi, allo scopo di eliminare

ciò che è vecchio e non più rispondente ai tempi, e di preparare la via a forme nuove e

più idonee per la evolventesi vita di Dio immanente nella natura. Vengono quando il male dilaga;

per tale ragione, se non per altre, possiamo oggi attendere un Avatar. Le condizioni per

la riapparizione del Cristo esistono.

 

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Amare e Ritrovare la Perduta Biodiversita'

Amare e Ritrovare la Perduta Biodiversità

di Antonio D’Acunto

Oggi la Foresta Amazzonica  sta sparendo al ritmo di un ettaro ogni 18 secondi, 5000 ha al giorno,  un milione e 700 mila ha l'anno; continuando di questo passo,  molto prima che si concluda il XXI  Secolo, la Foresta Amazzonica, il principale Polmone di Verde del Pianeta, generatore del vitale, anche per il tecnologico uomo, Ossigeno,  i Suoi incommensurabili  habitat,  le  Sue infinite specie viventi, animali e vegetali,  le autoctone popolazioni  che da  tempo remotissimo si conservano e si riproducono, scomparirà del tutto.

Questo mio contributo – Amare e  Ritrovare   la Perduta  Biodiversità - è dedicato alla mia dolcissima, da me infinitamente amata, Ileana,  la Sposa Compagna della mia vita che ora non c’è più; è Lei che mi ha educato ad amare la Biodiversità,  le infinite Sue espressioni,  la immensa Sua bellezza, il Respiro Universale che l’Anima e dà Vita al Tutto. Qui,  dove  mi portava con la Sua voce, il Suo cammino, la Sua mano, La ritroverò.

Dovunque si guarda nel Mondo, la Biodiversità e la Natura che Le dà  vita  sono  violentemente aggredite: i violentatori sono i  grandi capitali e le  banche internazionali, le multinazionali del  turismo, le grandi compagnie delle fonti fossili, le nuove forme del colonialismo, i paesi ricchi,  vecchi e nuovi;  i governi purtroppo sono reazionari  come progressisti, conservatori come laburisti.

Obama ha autorizzato  le perforazioni per la ricerca di petrolio e gas nel “National Petroleum Reserve in Alaska (NPRA)”, per più di 48 mila chilometri quadratiIl “National Petroleum Reserve”, è in realtà una immensa area tuttora incontaminata,  patria di orsi, lupi,   falchi e  tantissime altre specie animali e vegetali  oltre che di un ambiente ancora preservato da fenomeni di antropizzazione.  Wikipedia descrive in maniera eccezionale il valore incommensurabile dell’area : Il nefasto  esecutore  della  progettata catastrofe  è la multinazionale del petrolio, la Shell. Domenica 19 settembre scorso  ha avviato la perforazione per il primo pozzo nel Chukchi Sea nel cuore dell’Artico.

La perforazione per ora è durata solo un giorno per motivi “naturali”, (la natura si è difesa attivando impreviste  isole  di ghiaccio)  e soprattutto per incapacità tecniche dell’Artic Challenger, la nave da contenimento costruita una decina di anni fa che dovrebbe raccogliere i rifiuti petroliferi in caso di incidente! E’ una immane lotta contro il tempo e contro interessi oltre  ogni immaginabile  limite quella della Campagna partita dagli USA Keep Shell out of the Arctic! e  la  recente petizione internazionale  di Green Peace su  www.savetheartic.org.

lI 23 agosto scorso dopo che nello scorso mese di giugno l'aveva  bloccato, Il governo federale australiano ha approvato  il progetto della  gigantesca miniera di carbone Alpha Coal, situata nello Stato del Queensland, con la conseguente costruzione di  uno dei porti carboniferi più grandi del mondo proprio al di sopra dell'ecosistema della Grande Barriera Corallina (Great Barrier Reef,) dando così avvio a un traffico di più di 8 miliardi di tonnellate di carbone, dai gravissimi  effetti tossici sul pianeta, e mettendo in questo modo a rischio la sopravvivenza dell'intero sito, l’ottava meraviglia del mondo,  dichiarato dalla Unesco  Patrimonio dell'umanità. La Grande Barriera Corallina è la più grande riserva marina al mondo, il più grande organismo vivente del Pianeta, racchiude un numero incredibile di forme di vita, tra cui 500 varietà di coralli dai fantastici colori, 1500 varietà di pesci e 4000 tipi di molluschi.

“Dal cielo appare come l’insieme di tanti anelli di sabbia fluttuanti nell’azzurro dell’Oceano. Al suo interno, la barriera corallina ospita placide e limpidissime lagune dove vivono farfalle variopinte e fiori profumati e dove si possono ammirare paesaggi  da favola fatti di spiagge deserte, sabbia bianchissima ed un mare dai colori abbacinanti”- Come si  può solo pensare a mettere a rischio di distruzione o di  profonda alterazione in pochi anni   tale “Meraviglia della Natura” formatasi in miliardi di anni! Eppure non si tratta più di lontana ipotesi, ma di immane sciagura in atto!,  ancora una volta realizzata e fatta da una multinazionale delle energie fossili, la Indiana GKV ed il potente sistema bancario mondiale, con la statunitense    Export-Import Bank; il governo dello Stato del Queensland  è conservatore, quello Federale è Laburista, lo scempio è fatto con il consenso di entrambi.

In Tanzania sono estremamente a rischio la Identità, la Cultura, la Esistenza stessa dei Masai, e l’incommensurabile Patrimonio  della Biodiversità, per flora e fauna, del  Parco dei Serengeti - dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco - della Riserva del Masai Mara, del Ngorongoro, del Maswa, dell’Ikorongo e Grumeti, della lalianda; sono a grave rischio per l’aggressione delle multinazionali dei safari della caccia “sportiva”; la cacciata dei Masai dalle terre  in cui hanno vissuto sin dalla Preistoria e di cui hanno preservato per innumerevoli migliaia di anni l’eccezionale habitat  è nelle trattative o meglio nella conclusione di  affari colossali  tra il presidente Kikwete e le predette  multinazionali, alcune direttamente legate ai ricchissimi  petrolsceicchi del Medio Oriente: gli interessi legati alla operazione? Variano i costi a seconda della Riseva Rungwa Game, Reserven& Masailand, Wembere South Forest Reserve, Selous  Game Reserve,  Ukwika/Lume, Umesule  Game Reserve…  e  l’eventuale regalo sul tipo ed il numero di animali da abbattere gratuitamente.

Mediamente, possiamo però affermare  che un safari da 21 giorni costa 70000 -  80.000 Euro (sì ottanta mila) a persona, da  28 giorni 1000000- 110000 Euro, esclusi volo, hotel, fucile, pallottole, spedizione preda, cameramen,veicoli per baiting, telefono, cambi di area,  …., cacciatore accompagnatore che costa  20000 – 25000 Euro  e le tasse sugli animali massacrati: un primo bufalo 2500 Euro, un secondo 2800, un terzo 3200, un coccodrillo 3000, una gazzella 2000, un leopardo 10000,  un leone 15 mila, un elefante 25000!! Il solo deposito prima dell’inizio del safari per la tassa di abbattimento è di 12000 Euro per 10 giorni, 40000 Euro per 21 giorni, 50000 Euro  per 28 giorni. Ma le specie che si  possono massacrare che stanno -  con i prezzi a fianco, e le fotografie insieme ai loro massacratori, immonde immagini - nei depliant di tante vergognose  pubblicità di tali safari sono infinite perché infinite sono le specie che la Natura aveva donato a tali terre.

Un massacro continuo , con giri di affari di miliardi di euro,  che non conosce crisi perché chi fa il massacro fa parte dei generatori e dei  gestori della crisi, degli spread,  dei mercati, della Economia e dello sfruttamento. I Masai sono l’ostacolo a tali affari e devono perciò  scomparire.

Ma  la Biodiversità del Serengeti, oltre alla violenza della caccia sportiva è a gravissimo rischio  anche per l’autostrada in fase di progetto esecutivo da Arusha a Musoma, sul Lago Vittoria: L'autostrada spezza  in due il Parco Naturale, rende  inaccessibile agli animali le acque del fiume Mara e blocca  le loro migrazioni da e per la riserva del Masai Mara in Kenia.

Un disastro immane che sconvolge equilibri naturali di centinaia di migliaia, o forse anche di milioni di anni. Secondo le simulazioni degli scienziati, se il progetto attuale è  realizzato, la sola popolazione degli gnu scende rapidamente dagli attuali 1,3 milioni a 300.000 unità. Il capitale investito  è stavolta cinese!

Naturalmente tutt’altra cosa sarebbe l’attuazione delle Conclusioni dellaI Conferenza Panafricana sulla Gestione del Turismo Sostenibile nei Parchi nazionali dell'Africa", come brillantemente riportato da Silvana Magali Rocco - Responsabile nazionale VAS Ecoturismo, nel recente Suo articolo del 24 Ottobre sul sito nazionale VAS.

In Honduras il disastro ecologico ed umanitario che si  sta abbattendo sulla Baia de Tela,  la Laguna de Los Micos, il Parco Nazionale Marino di Punta Sal,  il Giardino Botanico di Lancetilla ed il  Parco Nazionale di Pico Bonito, vede direttamente coinvolta “la Cooperazione Italiana”.

La Baia de Tela è un paradiso terrestre segnato da lagune, chilometri di bianche spiagge e barriere coralline; Il centro di Lancetilla si estende su un'area di 1.860 ettari dove nidificano 365 specie diverse di uccelli; il Parco Nazionale Marino di Punta Sal - oggi denominato Parco Jeanette Kawas assassinata per essersi opposta al suo saccheggio- è caratterizzato dalla integrazione di due diversi elementi forestali, il manglare e la foresta tropicale; la grande Laguna de Los Micos, oltre a numerosissime specie di uccelli migratori è  intensamente popolato da diverse varietà di scimmie. La laguna è riconosciuta “area protetta” con il numero 722 dalla Convenzione Internazionale per la Protezione delle Zone Umide (RAMSAR).

La  colossale valanga di cemento che si scaricherà nello splendido scenario naturale si chiamerà“Los Micos Beach & Golf Resort; tra i protagonisti il Banco Interamericano de Desarrollo (BID), la Banca Centroamericana di Integrazione Economica - BCIE e la Cooperazione Italiana per progetti e l’affidamento di parti dei lavori ad imprese  italiane; le popolazioni locali afrodiscendenti, che  vivono  principalmente di pesca e coltivazioni tropicali.  saranno cancellate in una maniera o in un’altra perché si oppongono “allo sviluppo”-

Più all’interno sempre con la partecipazione della “Cooperazione” e di imprese italiane  la realizzazione della centrale idroelettrica da 50 MW sul Río Cangrejal altera radicalmente gli equilibri e la biodiversità del Parco nazionale di Pico Bonito; a forte rischio sono le diverse tipologie forestali, le  incontaminate fonti d’acqua (cascate, torrenti e i fiumi Bonito e Quebrada) la ricchissima fauna costituita tra gli altri da giaguari, armadilli, scimmie urlatrici, tucani e le popolazioni locali ed indigene.

La “Cooperazione Italiana”  massacra ancora la  Biodiversità Naturale, Etnica  e Culturale in Columbia, nel cuore delle Ande e dell’Amazzonia Colombiana; lo fa ancora con la multinazionale ENEL che insieme alla multinazionale spagnola Endesa sta deviando, per realizzare un impianto idroelettrico da 400 MW,   il Rio Grande de la Magdalena: 7500 ettari della Reserva Forestal de la Amazonía  vengono totalmente cancellati. “Salva la Selva”, l’Associazione Ecologista che sta lottando contro tale disastro denuncia che «Tutto il territorio ha una grande ricchezza archeologica, culturale, sociale e storica” e che. per difendere il progetto Enel-Endesa dai “nemici” ovvero la pacifica opposizione delle comunità locali è  stato inviato nell'area il Batallón Energético n.12 "Jose Maria Tello", formato da 1.200 soldati,  dal governo colombiano e dalla stessa Emgesa.

Ancora Salva la Selva denuncia e sta lottando – appello su https://www.salvalaselva.org/mailalert/872/bancos-europeos-financian-destruccion-de-selva-y-rios-en-panama” -  contro la  distruzione -  con la realizazione di un enorme bacino artificiale -  della eccezionale  ricchezza culturale ed ecologica costituita dalla Selva degli indigeni Ngäbe nella catena montuosa dei Tabasarà nella provincia di Chitiqui a Panama, “ un paradiso per anfibi e rettili, molti dei quali esistono unicamente in questo luogo e sono in via d'estinzione; tra essi la rana azzurra del Tabasará, che vive esclusivamente sulle sponde del fiume - il Chiriquí Viejo- che verranno inondate dal bacino artificiale. Morti, feriti, arresti ed altri abusi ancora sono i consueti tristissimi saldi  delle manifestazioni contro i progetti idroelettrici ed estrattivi nel territorio Ngäbe-Buglé.

Due colossi bancari europei  “di sviluppo”  la  Deutsche Investitions und Entwicklungsgesellschaft GmbH (DEG) e la Netherlands Development Finance Company (FMO)  affiancano  la Banca Centroamericana d'Integrazione (BCIE) nel finanziamento di  questa catastrofica distruzione di cultura e biodiversità.

Ma ormai è  a rischio sempre più crescente l’intera Amazzonia: non è nota  nella sua estrema  drammaticità la ricerca dell'Istituto Brasiliano dell'Ambiente e dell'Uomo dell'Amazzonia (Imazon) condotta per via satellitare: “della  foresta nativa vera e propria ne rimane solo il 46,5 %,  a cui va aggiunto circa un 5% di vegetazione originale non forestale. Il resto, circa un 47 % è già stato occupato dall' uomo ed è prossimo alla irreversibilità”. Se facciamo partire il saccheggio e l’aggressione dagli anni 60  del secolo scorso, possiamo affermare che tale immane catastrofe è avvenuta in appena  mezzo secolo.

Oggi la Foresta Amazzonica  sta sparendo al ritmo di un ettaro ogni 18 secondi, 5000 ha al giorno,  un milione e 700 mila ha l'anno; continuando di questo passo,  molto prima che si concluda il XXI  Secolo, la Foresta Amazzonica, il principale Polmone di Verde del Pianeta, generatore del vitale, anche per il tecnologico uomo, Ossigeno,  i Suoi incommensurabili  habitat,  le  Sue infinite specie viventi, animali e vegetali,  le autoctone popolazioni  che da  tempo remotissimo si conservano e si riproducono,  scomparirà del tutto.

“Le strade sono i semi della distruzione delle foreste tropicali” afferma  Thomas Lovejoy, biologo americano. Enea Salati, uno dei più rispettati scienziati brasiliani, in un’intervista a New Scientist aggiunge “. la miglior cosa che si potrebbe fare per salvare l’Amazzonia è quella di bombardare le strade”. “Il Brasile di recente ha completato la BR-163, penetrata nel cuore dell’Amazzonia per circa 1.800 chilometri, dal Mato Grosso fino a Santarém in Pará. Un’altra, la BR-319, inizierà presto a tagliare la foresta per 900 chilometri. Tre altre piste sono in programma per attraversare le Ande, dall’Amazzonia all’Oceano Pacifico. Sono solo le ultime nate, o quelle che stanno nascendo, di un intreccio di piste per lo più non autorizzate, penetrate nella foresta amazzonica per circa 170 mila chilometri, realizzate per lo più da tagliatori di alberi illegali per l’esportazione di mogano e altri legni pregiati.”, ma anche per gli scavi minerari e l’occupazione intensiva attorno ai centri principali: laddove dominavano il kapok con i suoi 50 metri di altezza, infinite orchidee,  l’anaconda, il giaguaro, le scimmie, coccodrilli ed anaconde,  tucani, pappagalli, tanti rapaci, le tribù dei Murunahua, dei  Matsigenka, dei Kayapò oggi vi sono i  fazendeiros con i loro  affari e le loro monoculture, industrie minerarie, prime fra tutte quelle dell’oro,   con il pesantissimo fardello tossico, orrende espansioni urbane con il loro carico di sfruttamento, povertà e miseria.

Lesula, la “scimmia dal volto umano” -  quanta tristezza ed interrogativi trasparano dalle immagini dei suoi occhi -  che vive tra i fra i due fiumi  Lomami e  Congo, che si nutre di frutti, germogli e fiori,  appena scoperta da un gruppo di scienziati americani e di alcuni istituti per la conservazione della fauna selvatica nella Repubblica Democratica del Congo, in Africa è già a rischio di estinzione; lei, piccola - come gli ominidi, i nostri antichissimi progenitori che abitarono negli suoi stessi luoghi -  lo  è come lo sono i  più Grandi della  stessa sua specie (tanto simile alla nostra ):  il  gorilla, lo scimpanzé,  il bonobo e come lo sono gli elefanti,  il bongo e l’okapi e  le altre mille volte mille specie di animali, di  fiori e di piante, e le Popolazioni e le Culture indigene  che vivono ed animano la immensa foresta, la seconda  più grande al mondo dopo quella dell’Amazzonia, grande  1.725.000 chilometri quadrati, appartenente a ben 7 paesi del Centro dell’Africa: la Repubblica Democratica del Congo, il Congo, il Gabon, il Camerun, la Repubblica  Centrafricana, la Guinea Equatoriale e il piccolissimo enclave di Cabinda in Angola-

Non toccare la mia foresta, ce l’ho nella pelle” è oggi la nuova canzone delle popolazioni indigene, la voce della foresta, contro la violenta sua scomparsa, della quale ancora una volta l’Italia è fortemente responsabile per il nefasto ruolo che ha nel mercato internazionale del legname e dei suoi prodotti: l’Italia è il  primo paese importatore di prodotti legnosi dal bacino del Congo, il primo mercato europeo per il legno camerunense ed  uno dei principali mercati per il ramino. Anche questa catastrofica distruzione della Biodiversità fa parte dell’indicatore del benessere del nostro e degli altri “Paesi Civili”: Il PIL, il Prodotto Interno Lordo.

Tutto quanto finora denunciato diviene  sempre più una unica, unitaria micidiale  strategia mondiale dei potenti e degli sfruttatori: è la strategia del  “land grab”, cioe del  “ furto di terra”. Multinazionali, grandi affaristi, operatori “del libero mercato” interessati a “creare ricchezza negli investimenti e circolazione di moneta” ,  Paesi  ricchi o meglio con grandi potenzialità finanziarie, “comprano o  fittano (per 99 anni!)   terreni disponibili in altri Paesi, per attivare in proprio enormi produzioni, principalmente  per i biocombustibili, materie prime, monoculture alimentari.

I  terreni disponibili da sfruttare e svendere da parte  di regimi e governanti corrotti  sono soprattutto immensi  spazi incontaminati, foreste, praterie, sacrari della Cultura e della Vita di autoctone popolazioni e di infinità  biodiversità, che così vengono cancellate in nome della “globalizzazione”, della “uscita dalla crisi”,  dello “sviluppo”, dell “aiuto ai Paesi poveri”,  della “sicurezza alimentare”, della necessità di sostituire per il mantenimento del sistema e del potere in paesi lontani dalla stessa produzione all’oro nero (il petrolio) in esaurimento il nuovo oro dello sfruttamento violento della terra.

Dalla interessantissima “Tesi di Laurea”  - land grabbing di Rossi Chiara (prof. Alessandro Volpi Università di Pisa) emerge  che  “la caccia al tesoro diplomatica alla ricerca di terre agricole fertili” da parte della Cina, dell’India, del Giappone, della Malesia e della Corea del Sud in Asia, della Giordania, del Kuwait, del Qatar, dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti nel Medio Oriente ha attivato un percorso già ad altissimo livello di drammaticità in paesi come l’Uganda, il Brasile, la Cambogia, il Sudan, il Pakistan e molti altri soprattutto in Africa, ma anche in America latina, nell’Europa dell’Est e nell’Estremo oriente asiatico”.

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La stella alpina, la genziana, il ranuncolo, il miosotis, il rododendro  e tutto il resto della incomparabile flora alpina, i minuscoli praticelli nelle minuscole conchette, come i solitari ciuffi   naturalmente  protetti in anguste nicchie, e le variopinte distese del caldo luglio, sono a forte rischio  non solo per i cambiamenti climatici ma, ancor  di più nell’immediato,  dalla distruttiva azione di  ruspe apripiste, impianti di risalita, cannonate di innevamento fuori stagione;

i fenicotteri  dalle belle piume rosa dello stagno di  Mistras a Cabras in Sardegna, lasciati senza tutela, sono massacrati dalla violenza della caccia;

il ferro di cavallo di Blasius, piccolo pipistrello, rischia l’estinzione per l’uso indiscriminato di sostanze tossiche contro gli insetti, di cui si nutre;

la lucertola azzurra dei Faraglioni di Capri, come già recentemente avvenuto per la lucertola di Pianosa e “la campestre” di Santo Stefano, rischia l’estinzione perché preda ambitissima dei collezionisti di rettili,  tedeschi e olandesi al primo posto;

del ceppo originario dell’orso bruno alpino ne rimangono tre o quattro vecchi esemplari, tutti sul gruppo dolomitico del Brenta, e  da anni ormai non si riproducono più;

anche  il maestoso  orso bruno marsicano,  presente nel piccolo lembo d'Italia centrale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sta scomparendo per bracconaggio, avvelenamento, incidenti stradali e invasione dei suoi spazi vitali da mandrie di animali domestici, come denuncia l'Associazione ambientalista "I Lupi dell'Appennino";

“In Italia vivono” ormai, non più “di  800-1.000 lupi  sulle Alpi Orientali e in quelle Centrali, e lungo gli Appennini. Di essi ogni anno almeno 100 vengono uccisi da bocconi avvelenati o vengono impallinati dai bracconieri, o finiscono in trappole o lacci, altri vengono feriti da automobilisti incoscienti”, ci ricorda il progetto lupo del WWF;

Ormai all’estinzione sono la foca monaca, specie della quale nei nostri mari ne saranno rimaste soltanto quattro o cinque, il pelobate fosco, un rospetto che si riproduce solo nelle pozzanghere della Valpadana e la lontra ormai residuale  nel bellissimo, ancora integro percorso,  per  significativa parte del fiume Sele in Campania;

Il grifone, il capovaccaio, l’aquila di Bonelli, il gipeto, il forapaglie comune e la bigia padovana sono le specie della lista rossa di rischio di imminente estinzione stilata dalla LIPU-Birdlife Italia in collaborazione con il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin dell’Università La Sapienza di Roma; Ancora più drammaticamente, dai dati dalla Lipu  è emerso  “che ben un terzo degli uccelli nidificanti in Italia rischia l’estinzione, tra questi l’avifauna agricola, è tra le più minacciate. Perdita di habitat, cambiamenti climatici, inquinamento luminoso, acustico, ambientale, architettonico, caccia di frodo: tanti sono i fattori che interferiscono con le popolazioni di uccelli da portare sul banco degli imputati”

Il Ribes sardoum Martelli, la Polygala sinisica Arrigoni, la Lamyropsis microcephala (Moris) Dittrich et Greuter, la Anchusa littorea Moris, il Centranthus amazonum Fridl. et A. Raynal, l’Aquilegia nuragica Arrigoni et Nardi, il Dianthus morisianus Vals, l’Aquilegia barbaricina Arrigoni et Nardi, l’Astragalus maritimus Moris, l’Astragalus verrucosus Moris,  sono le dieci piante endemiche esclusive della Sardegna a maggior rischio di estinzione.

Per la infinità dei colori che le fanno vita, per l’armonia delle forme e dei movimenti, per la moltitudine delle specie che le popolano, le farfalle sono il trionfo della Natura;  “a causa della distruzione e della trasformazione degli habitat, a causa dell’agricoltura intensiva, dell’inquinamento atmosferico e dei pesticidi, oltre che dei cambiamenti climatici e del mercato del collezionismo”, anche tale meraviglia tra le meraviglie della Natura “continua a diminuire: negli ultimi 10 anni, il 31% delle farfalle europee ha subito un sensibile declino mentre il 10% è seriamente minacciato. In Italia sono oltre 270 le specie presenti e 21 sono a rischio di estinzione”  “meno farfalle nei nostri prati, meno farfalle nelle nostre città” Sono i dati drammatici forniti dal WWf questa estate nella campagna a difesa delle farfalle.

Il ministro dello “Sviluppo” Passera intende con il Piano Energetico Nazionale perforare ogni angolo d’Italia e del suo mare per succhiare  le poche gocce di petrolio o gas presenti nel sottosuolo aggredendo aree e mari ancora fortemente  incontaminati e protetti dal Parco Nazionale del Cilento-Vallo di Diano alla Val d’Agri, dalle Tremiti alle Egadi e Pantelleria, da Carpignano Sesia a Rivara; una operazione semplicemente catastrofica per la biodiversità e per  le popolazioni locali, che va nell’esclusivo interesse delle multinazionali degli idrocarburi.

la Regione Valle d’Aosta  prevede  di ampliare del 40%, alberghi, bar e ristoranti, compresi quelli che sorgono in zone tutelate, e di  trasformare la ricettività turistica in seconde case;

la Regione Campania intende approvare quella che abbiamo definito la “legge regionale sulle norme di Cancellazione della tutela del Paesaggio in Campania” creando le premesse per una ulteriore aggressione per le aree  di maggior pregio paesaggistico ed ambientale, come la costiera sorrentino - amalfitana - protetta già con difficoltà dal PUT - , le Isole, l’Area Flegrea,  Aree archeologiche come Velia, sia ad alto rischio per le popolazioni residenti, come la zona rossa del Vesuvio, sia per il Suolo Agricolo;

la Giunta Comunale di Napoli con la vendita dei preziosissimi suoli della bonifica vicini al mare del meraviglioso golfo di Pozzuoli   cancella il sogno  (elettorale) del Giardino del Mediterraneo  e della Sua Biodiversità a Bagnoli e della Green Belt, la Cintura Verde attorno alla Città;

il “ripristino sentieristica” luogo il Fiume Argentino” nel Parco Nazionale del Pollino prevede la realizzazione di ben 11 ponti e di una strada lungo il fiume con  conseguenze devastanti per l’habitat fluviale, situato in area SIC e ZPS, Riserva naturale dello Stato gestita dal CFS, e facente parte di Rete protetta Natura 2000”, come ci ricorda la sezione di Crotone di Italia Nostra.

A rischio  di selvaggia cementificazione sono gli habitat ed il paesaggio  del Col Cavalier, di Vallina e della Piana Castrodardo in provincia di Belluno;

bandiere nere della Carovana delle Alpi di Legambiente vanno al comune di Castione della Presolana (Bg) che ha adottato un PGT con 300.000 mc di aree edificabili,  a Foppolo che “investe” in seconde case al comune di Acceglio (Cn) per il danno ambientale ed idraulico arrecato al torrente e alla borgata storica di Chiappera e a Casalborgone (To) per aver dato la possibilità di organizzare attività con veicoli fuoristrada in un Sito di interesse comunitario (Bosco del Vaj e Bosc Grand), al Friuli Venezia Giulia  per il progetto alla società Edipower di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago che devasterebbe il lago naturale di Cavazzo, alla stessa  Regione per l’ipotesi di realizzare un’arena da 5mila posti per lo sci di fondo sul Monte Zoncolan, già ampiamente sfruttato. al comune di Sant’anna D’Alfaedo (VR).

Si possono fare innumerevoli ricerche come le precedenti, ma tutte portano purtroppo alla stessa tristissima conclusione: in Italia, come nella gran del Mondo,  con l’aggravante della sempre più residuale  disponibilità nel nostro Paese, dal Piemonte alla Puglia, dal Veneto alla Sicilia, compreso il Cuore Verde della Toscana e dell’Umbria, la direzione in cui ci si muove è una ed una sola: la  Natura con la sua Biodiversità e l’agricoltura che scompaiono per far posto al “cemento”, ai “piani di valorizzazione e di sviluppo”, alla “crescita” e come dice  il Presidente Nazionale dei VAS Guido Pollice, “li ci si trovano  sempre la “ragione” e poi gli “interessi”, e poi i “soggetti, istituzionali e non”,  ed infine le strade concrete, comprese le forze dell’ordine, per attuare gli scempi, il saccheggio, la devastazione.

Per la gran parte della Terra siamo dunque in una fase avanzata di un  processo di cancellazione - per opera di una parte dominante, non solo economicamente ma anche culturalmente  della specie umana - del Pensiero Universale e delle Finalità proprie della Natura con la totale scomparsa dei suoi habitat e delle sue infinite manifestazioni e forme di vita, dalla immensa bellezza e ricchezza di suoni, voci, forme, espressioni, luci, colori, valori,  realizzate in un tempo infinito dalla Sua Arte, dalla  Sua Architettura, dalla Sua Ingegneria, dalla Sua Tecnica, dalla Sua Economia.

Eppure non ne abbiamo Coscienza o almeno non nella misura necessaria; perché se così non fosse,  non potremmo, almeno per quella parte cosciente,  non agire per arrestare ed invertire tale processo. Perché non ne abbiamo Coscienza? Non siamo indotti ad avere tale  coscienza dal Pensare il Nostro Essere, quale Essere estraneo al Mondo della Natura e della Biodiversità:  una Identità anzi con loro in conflitto permanente, in una guerra di conquista, di rapina, di spoliazione: più Natura e Biodiversità si dissolvono, paradossalmente più cresce la estraneità e la guerra di conquista alle ultime “risorse comuni” di tutte le forme e specie viventi del Pianeta.

Lo stesso, naturalmente importantissimo, crescente allarme del rischio di catastrofe per l’intero Pianeta per l’effetto serra ed i mutamenti climatici, nascono dalla preoccupazione della  Vita e del mantenimento della “Economia” di tale parte dominante della Umanità; se la guerra contro la Natura e la Biodiversità non avesse la contraddizione della possibile ricaduta mortale sulla Umanità e la sua parte dominante, tutto potrebbe continuare fino a fare della Terra il Pianeta ad una sola Dimensione, quella dell’Uomo e della Sua Economia dominante e contestualmente della sua infinita Solitudine e Tristezza. Il Sole allora donerà inutilmente i suoi raggi al nostro Pianeta perché non vengono più da Essa raccolti per trasformarli in Vita con la meraviglia della sintesi clorofilliana: il verde non c’è più.

Manca, è vero, una Coscienza Globale della Biodiversità Perduta e di quella a rischio, ma nel Mondo  infiniti sono sensibilità ed amore verso di Essa e verso la Natura, fondamenti del  passaggio a tale Coscienza. Riflettere e contribuire sul come attuare questo passaggio assume decisiva valenza: la ricerca e la diffusione del quadro globale delle infinite aggressioni che la Biodiversità e la Natura ad essa connessa hanno subito e stanno subendo nel Mondo rendono la immagine diretta e la dimensione della violenza globale fatta alla Terra e, rapportata al passato ed al futuro,  l’accelerazione fortemente in atto di tale violenza: sicuramente la mancata conoscenza della violenza globale che la Terra subisce è tra le ragioni dell’assenza di una Coscienza Globale della catastrofe in atto per la Biodiversità e la Natura; quanto da me ricercato e riportato in questo contributo è infinitesima parte della violenza in atto e l’impatto con tante immagini incontrate nella piccola ricerca è semplicemente sconvolgente.

La realizzazione di  quanti più possibili  Luoghi della Civiltà del Sole e della Biodiversità, con le  Mappe della violenza che La Biodiversità e la Natura subiscono o sono a rischio di subire localmente e in ogni parte del Mondo è sicuramente un passaggio fondamentale per una Coscienza Globale che agisca per arrestare la catastrofe in atto; il Sole irradia la Biodiversità, la Biodiversità vive dell’ infinito dono che il Sole Le dà; l’Uomo nella Civiltà del Sole e della Biodiversità vive anche Egli  di questo infinito dono.

Esprimono ciò  in maniera spesso sublime già tante infinite Realtà,  dalle Identità Etniche ed Associative  della America Latina, del Cuore dell’Africa, del SudEst dell’Asia, della lontana Australia, alle grandi Associazioni internazionali, nazionali e territoriali; un immenso Mondo, che spesso però appare piccolo, marginale e diviene  perdente perché non riesce a coniugare e sinergizzare l’insieme della Sua Forza Globale: la realizzazione di una Rete Internazionale di    tutto quanto è presente  ed agisce nel Mondo  in  difesa della Biodiversità e della Natura dovrebbe costituire per tutti la più urgente tra le infinite  necessità: lo Spirito Universale della Vita del nostro Pianeta è l’Anima di tale Rete.

di Antonio D’Acunto

www.savetheartic.org.

Napoli, 5 novembre 2012

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I flussi migratori a Bologna

I flussi migratori a Bologna

 

Ho il piacere di trasmettere in allegato una nota redatta dal Settore Statistica - Dipartimento Programmazione nella quale vengono analizzati i flussi migratori che interessano la nostra città, con particolare attenzione alle dinamiche dello scorso quinquennio. Bologna da sempre è al centro di intensi flussi demografici sia in entrata che in uscita: tra il

1861 e il 1973 la sua popolazione è passata da circa 101.500 a 493.933 abitanti; successivamente la nostra città ha attraversato una fase di riduzione della popolazione e negli ultimi anni mostra una nuova leggera ripresa.

 

Bolognesi d'adozione

 

Non tutti sanno che solo un terzo dei bolognesi è residente in città dalla nascita, mentre 2 abitanti su 3 sono immigrati da altri comuni italiani o dall’estero. Il fenomeno non è nuovo: anche 26 anni fa le persone immigrate erano il 62% della popolazione allora residente; circa un quarto dei bolognesi d’adozione è infatti residente di lungo corso, abitando in città da più di quarant’anni, ma altrettanti si sono stabiliti in città dopo il 2006.

Fino alla prima metà degli anni ‘80 hanno messo radici a Bologna quasi esclusivamente italiani, mentre gli stranieri sono il 30,5% tra chi si è trasferito dopo il 1985.

Gli italiani non nativi provengono principalmente dall’Emilia-Romagna (il 44,2% dalla provincia e il 14,7% dal resto della regione) e dal Mezzogiorno (numerosi da Puglia, Campania  e Sicilia); inoltre più di un quarto dei residenti stranieri non proviene dall'estero, ma da altri comuni italiani (27,2%).

I bolognesi d'adozione sono prevalentemente italiani maturi (età media 55,4

anni) e giovani stranieri (in media 35,6 anni d'età).

 

Arrivi e partenze

 

Nell'ultimo quarto di secolo il numero degli immigrati è più che raddoppiato; nel 1986 erano soprattutto connazionali (94,2%) e nei cinque anni appena trascorsi sono ancora la maggioranza (56%), ma i cittadini stranieri si approssimano sempre più alla metà dei migranti (44%). Il nostro capoluogo attira persone il cui progetto migratorio sembra volto a una stabilizzazione sul territorio comunale: tra gli immigrati dopo il 2006

8 su 10 abitano tuttora a Bologna.

Anche l'emigrazione dal 1986 è aumentata (21%), ma negli ultimi cinque anni il flusso in uscita dal nostro comune si è gradualmente ridotto.

Nello stesso periodo Bologna ha continuato a cedere abitanti ai comuni della provincia (molti a San Lazzaro di Savena, Castel Maggiore e Casalecchio di Reno) e alle province circostanti, mentre il saldo risulta attivo con la maggior parte delle altre province italiane, in particolare quelle del Mezzogiorno tra cui spiccano le province di Foggia e Napoli.

Il saldo migratorio è tornato positivo dal 1996 e, a partire dal 2008, si è registrato un lieve aumento della popolazione residente (pari mediamente al

+0,7% all'anno).

La fitta rete di scambi economici, sociali e culturali con le zone contigue al capoluogo si traduce in una grande fluidità della popolazione tra la città e il restante territorio provinciale.

Dal 2007 anche il saldo migratorio con l'estero è ampiamente positivo; i saldi più rilevanti sono con la Romania, la Moldova, il Bangladesh, l’Ucraina, il Pakistan.

Nella corona del centro storico che circonda la Cerchia del Mille c'è un intenso ricambio di abitanti: l'emigrazione, per far posto a numerosi nuovi residenti, è rilevante.  L'area di Via Ferrarese (dove sono state costruite

263 nuove abitazioni nell'ultimo quinquennio) pur essendo fortemente attrattiva registra anche considerevoli flussi in uscita. Ambiti urbani in cui appare una corrispondenza tra l’elevata immigrazione e la realizzazione di nuovi spazi abitativi sono l’area Via Emilia Ponente, l’area Croce Coperta, l’area di Via del Lavoro, l’area Canale del Reno.

 

Il profilo degli immigrati negli ultimi 5 anni

 

Gli immigrati italiani

Dal 2007 sono immigrati a Bologna quasi 43.700 italiani, di cui  quasi

17.800 dall'Emilia-Romagna (13.400 dalla sola provincia, in particolare da Casalecchio, San Lazzaro, Pianoro, Castel Maggiore e Zola Predosa), ma è sostenuto il flusso in entrata dall’Italia meridionale, che ha assicurato a Bologna  oltre 13.000 nuovi abitanti.

Seconda solo alla provincia di Bologna è quella di Napoli con 1.926 immigrati;  inoltre sono intensi i flussi dalla  Puglia (dove spiccano le province di Foggia, Lecce, Bari e Taranto) e dalla Calabria, (soprattutto dalla provincia di Cosenza); numerosi i migranti anche da metropoli come Roma (con 1.007 persone trasferite dal 2007) e Milano  (788).

Tra gli italiani arrivati in città 7 su 10 sono giovani tra i 15 e 44 anni; tra questi più di un terzo proviene dalla nostra regione, mentre l'11,9% è originario della Puglia e emergono flussi regionali  a forte connotazione giovanile dalle regioni meridionali del versante orientale.

Un immigrato italiano su tre è laureato; se si esclude l’Emilia-Romagna, da cui proviene il 28,1% dei migranti laureati, il maggior numero di "dottori"

è arrivato da Puglia, Calabria e Campania. Se consideriamo invece l'incidenza percentuale dei laureati sul totale degli immigrati per ciascuna provenienza,  ben il 58,5%  degli immigrati marchigiani è in possesso di un titolo universitario. I più bassi livelli di istruzione (fino alla licenza elementare) si rilevano tra gli italiani rientrati dall’estero (15,1%) e tra i migranti provenienti da  territori montani (Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta).

I migranti italiani sono per il 41% "colletti bianchi" e per il 10% imprenditori e liberi professionisti, mentre gli operai  rappresentano il 13%; da notare che un immigrato italiano su tre non lavora e tra questi le casalinghe rappresentano il 3,6% e gli studenti il 14%.

Esaminando la condizione professionale degli immigrati per provenienza si osservano flussi di imprenditori in particolare dal nord e dal centro, impiegati e dirigenti da sud-est, operai dal sud, dalle isole e dalla nostra regione.

 

Gli immigrati stranieri

Bologna spesso non è la prima tappa del percorso migratorio nella penisola:

infatti oltre un quarto dei 34.322 stranieri immigrati in città negli ultimi cinque anni proviene da altri comuni italiani (26,9%), mentre oltre

25.000 sono arrivati in città direttamente dal paese d’origine (73,1%).

L’afflusso di cittadini stranieri coincide naturalmente con le nazionalità più rappresentate o in forte crescita tra i residenti: Romania, Moldova, Bangladesh, Ucraina e Pakistan.

Si tratta di un contingente piuttosto giovane: il 71,8% ha un'età compresa fra i 15 e i 44 anni e oltre la metà sono giovani tra i 25 e i 44 anni (53,2%). Tra le nazionalità più rappresentate questa percentuale sale oltre il 60% per i migranti provenienti dal Bangladesh, dal Perù e dallo Sri Lanka.

Più di un terzo degli immigrati stranieri è diplomato (36,1%) e  il 18,7% è laureato; l'incidenza dei laureati è più elevata tra i cittadini provenienti dal Brasile, Egitto e Ucraina. I migranti stranieri con basso livello di scolarizzazione o privi di istruzione sono 1 su 8; la quota supera il 21% tra i migranti da Cina, Marocco e Pakistan.

Oltre la metà degli immigrati stranieri (54%) svolge lavori esecutivi nei comparti industriale, artigianale o edile, oppure nei servizi domestici o in quelli di assistenza e cura alle persone. Questi lavoratori rappresentano più del 64% dei migranti da Ucraina, Egitto, Moldova, Polonia, Romania e Filippine.

 

Il profilo degli emigrati negli ultimi 5 anni

 

Gli emigrati italiani

Delle quasi 56.700 persone che hanno lasciato Bologna dal 2007, l’83,4% erano connazionali.  Oltre la metà si è trasferita in provincia (spesso verso comuni contigui come San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Pianoro, Zola Predosa, Granarolo dell'Emilia e Castenaso) e complessivamente il 68,2% è rimasto all’interno dei confini dell'Emilia-Romagna. Le  principali mete extra-regionali sono le grandi città di Milano (1.023 emigrati), Roma (915) e Napoli (602).

Tra gli italiani in uscita dalla città i giovani tra i 30 e i 44 anni sfiorano il 40%.

Cambia nel corso del tempo il profilo dei migranti italiani: nel 1986 spesso avevano un basso grado di istruzione (oltre due terzi aveva conseguito al più la licenza media), mentre nel 2011 i diplomati sono il 35,8% e i laureati sono oltre un quarto. L'11% dei laureati si trasferisce all'estero , ma il 40%  dei "cervelli in fuga" si ferma in provincia e complessivamente il 53% resta in Emilia-Romagna.

Dei lavoratori italiani che se ne vanno il 32% sono colletti bianchi e il 14% operai, ma il 30,3% è in condizione non professionale.

 

Gli emigrati stranieri

Una volta arrivati a Bologna, i cittadini stranieri raramente decidono in seguito di andare a vivere altrove: questi ultimi rappresentano infatti soltanto il 16,6% degli emigrati.

Il numero di stranieri che emigra all’estero risulta alquanto ridotto; infatti 9 cittadini stranieri su 10 si trasferiscono in altri comuni italiani. A tale proposito basti pensare che hanno fatto ritorno in Romania, la principale destinazione estera, appena 72 persone negli ultimi cinque anni.

6 emigrati stranieri su 10 sono giovani in età tra i 25 e i 44 anni; i giovani in questa fascia d’età superano il 67% tra gli emigrati tunisini, bangladesi e pakistani.

I cittadini stranieri che lasciano Bologna hanno spesso un buon livello di

istruzione: il 38,1% è in possesso di un diploma di scuola media superiore e il 15% è laureato. Il  31% ha conseguito un titolo corrispondente alla licenza media inferiore, mentre è piuttosto bassa la percentuale di coloro che non sono in possesso di alcun titolo di studio (1,8%) o che hanno esclusivamente la licenza elementare (5,6%).

Oltre la metà dei cittadini stranieri che sono emigrati da Bologna negli ultimi cinque anni svolge lavori esecutivi delle attività artigianali, industriali o delle costruzioni, oppure dei servizi domestici e alla persona (57%). Da notare inoltre che il 18,4% degli emigrati stranieri è in condizione non professionale; su questa percentuale possono pesare gli eventuali cambiamenti della condizione occupazionale e anche la condizione delle donne straniere, nella stragrande maggioranza casalinghe.

 

 

(See attached file: FlussiMigratori_2011.pdf)

 

 

 

Con  l'occasione  si informa che  il Dipartimento Programmazione del Comune di  Bologna  ha  effettuato  l’aggiornamento  di un approfondito  lavoro di analisi  degli  andamenti  della  popolazione  in età e degli iscritti alle scuole  dell’infanzia,  primarie  e  secondarie di primo grado. I dati sono stati  elaborati  sia  con  riferimento  all’intero  comune  di Bologna sia relativamente  a  ciascuna delle 18 zone e delle 90 aree statistiche, nelle quali  si articolano gli attuali 9 quartieri cittadini. Per quanto riguarda in  particolare l’utenza potenziale, oltre ai dati pregressi, vengono anche elaborate previsioni al 31/12/2016.

 

Per maggiori dettagli si veda all'indirizzo

 

http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/piancont/evoluzione_scuole/2001_2011/index.htm

 

 

 

 

 

Infine sul nostro sito è on line il report dell’Osservatorio Prezzi Bologna relativo  al mese di settembre, che trasmettiamo in allegato, contenente la

graduatoria   del   carrello  della  spesa  alimentare  e  anche  le  nuove

L'articolo che stai leggendo continua sotto :
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elaborazioni   dell’indice   dei  prezzi  al  consumo,  che  permettono  di

analizzare  le  variazioni  tendenziali dei beni e dei servizi disaggregate per le diverse tipologie e secondo la frequenza di acquisto.

 

 

(See attached file: OSSERVATORIO_settembre 2012.pdf)

 

 

 

 

Cogliamo  l'occasione  per  chiedervi gentilmente, se lo ritenete utile, di

inoltrare   ai   vostri   associati   la   nostra  newsletter.  Coloro  che

desiderassero essere personalmente inseriti nel nostro indirizzario possono farlo cliccando il seguente link

 

http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/piancont/newsletter/newsletter.html

 

compilando il modulo di registrazione alla newsletter.

 

 

Cordiali saluti.

 

Il Capo Dipartimento

Dott. Gianluigi Bovini

 

 

 

Segnaliamo  che,  nel  caso  le  nostre comunicazioni non fossero di Vostro interesse, sarà possibile richiedere la cancellazione dell'indirizzo e-mail dalla  lista  di  distribuzione,  inoltrando al mittente la e-mail ricevuta specificando nell'oggetto "cancellazione"  oppure scrivendo a :

Comune di Bologna

Dipartimento Programmazione

piazza Liber Paradisus n.10 - Torre B

40129 Bologna

o via fax a:

Comune di Bologna

Dipartimento Programmazione

0512195700

Indice

Bolognesi di nascita e d’adozione.................................................................................................................................3

Bologna: crocevia di correnti migratorie................................................................................................................................................................5

Non solo bolognesi: in città 2 residenti su 3 sono immigrati da altri comuni italiani o dall’estero....................................................................................6

I residenti italiani immigrati a Bologna provengono principalmente dall’Emilia-Romagna e dal Mezzogiorno .....................................................................7

Uno straniero su 4 è immigrato in città da altri comuni italiani..................................................................................................................................8

Residenti non nativi: oltre un quarto si è stabilito in città dopo il 2006........................................................................................................................9

Bolognesi d’adozione:italiani maturi e giovani stranieri..........................................................................................................................................10

Da immigrazione di connazionali a quasi un terzo di migranti dall’estero ..................................................................................................................11

Emigrazione: è diretta quasi esclusivamente verso altri comuni italiani.....................................................................................................................12

Il saldo migratorio torna positivo dal 1996...........................................................................................................................................................13

Le correnti migratorie a Bologna nell'ultimo quinquennio...........................................................................................15

Quasi 78.000 nuovi residenti tra il 2007 e il 2011.................................................................................................................................................17

56.700 abitanti hanno lasciato Bologna negli ultimi cinque anni..............................................................................................................................18

Saldo migratorio ampiamente positivo con il sud e le isole.....................................................................................................................................19

Bilanci “in rosso” soprattutto con i comuni della provincia .....................................................................................................................................20

Saldo migratorio estero ampiamente positivo negli ultimi 5 anni.............................................................................................................................21

Forte ricambio nella corona interna al centro storico e nell'area di via Ferrarese dove gli emigrati sono stati sostituiti da nuovi residenti.............................22

Il profilo degli immigrati negli ultimi cinque anni........................................................................................................23

Intensi flussi in entrata dalla nostra provincia, dalle province limitrofe e dal Sud........................................................................................................25

Immigrazione a corto raggio: Bologna attrae popolazione dai territori circostanti........................................................................................................26

Rilevante flusso di stranieri sia dall’Italia che dall’estero........................................................................................................................................27

In cinque anni circa 31.750 giovani italiani arrivati in città ....................................................................................................................................28

Un immigrato italiano su tre è laureato ..............................................................................................................................................................29

Il 59% degli immigrati dalle Marche è laureato, ma il 15% degli italiani rientrati dall’estero ha un basso livello di istruzione.............................................30

Gli immigrati sono per il 41% “colletti bianchi” e per il 10% imprenditori e liberi professionisti....................................................................................31

Flussi di imprenditori da nord e centro, impiegati e dirigenti da sud-est, operai da sud, isole e dalla nostra regione ........................................................32

Oltre la metà degli immigrati stranieri in età tra 25 e 44 anni.................................................................................................................................33

Immigrati stranieri: più di un terzo è diplomato....................................................................................................................................................34

Oltre la metà degli immigrati stranieri esercita professioni scarsamente qualificate.....................................................................................................35

Il profilo degli emigrati..............................................................................................................................................37

Bolognesi “attratti” dalla provincia e dalla regione.................................................................................................................................................39

Emigrazione a corto raggio polarizzata attorno al capoluogo ..................................................................................................................................40

Emigrazione straniera: 9 cittadini su 10 rimangono in Italia....................................................................................................................................41

Giovani italiani in uscita dalla città .....................................................................................................................................................................42

Da migranti a bassa scolarità a migranti con elevato livello di istruzione....................................................................................................................43

Cervelli in fuga: l'11% si trasferisce all'estero, ma il 40% si ferma in provincia .........................................................................................................44

Italiani che se ne vanno: 32% “colletti bianchi” e 14% operai ...............................................................................................................................45

Restano in regione due terzi degli operai e oltre la metà degli altri migranti in condizione professionale ........................................................................46

Emigrati stranieri 6 su 10 hanno tra i 25 e i 44 anni..............................................................................................................................................47

4 emigrati stranieri su 10 sono diplomati.............................................................................................................................................................48

Il 57% degli emigrati stranieri svolge lavori a bassa qualificazione .........................................................................................................................49

50

 

https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:vits0EkR88AJ:www.comune.bologna.it/iperbole/piancont/noterapide/popolazione/Flussi%2520migratori/FlussiMigratori_2011.pdf+&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESiO5q1HpnSNs0CDoS69229S93KY3OaIJasFakzqRTDiyF25RB1v4Kv5Cnvzw5AohQdDr3LSyoPdQ-hLdRuGSxx3MjuzhvJhLoU0Mu7CAVPwoqxpCxucLbt0cRHSOgGpEej2VV8w&sig=AHIEtbTpngm0ZGDAr_7EcDNiyDOfc08KCA

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Aurora Boreale forte sopra il 50 parallelo. FOTO SPETTACOLO

Mancava ormai dallo scorso Luglio, il bellissimo spettacolo offerto dall'Aurora. Puntualmente con l'arrivo della tempesta solare della scorsa notte è apparsa in diverse regioni oltre il 50^ parallelo.

Alcune testimonianze parlano di avvistamenti nei cieli della Scozia, Stati Uniti centrali, seppur in maniera molto debole. L'evento è stato molto intenso su Canada, Quebec, Islanda e paesi scandinavi, tant'è che è stata visibile anche di giorno. La tempesta solare rea del fenomeno, ha raggiunto la Terra intorno alle 22:00 di ieri raggiungendo livello G3 su scala geomagnetica (Kp index 7).

Inutile dilungarci, con le parole vi lascio a questo splendido spettacolo naturale con le foto scattate da Frank Olsen, Pierre Bureau, Visti Kjar, Joseph Bradley, Gail Foster

http://www.infosismeteo.com/index.php/aurore-boreali/223-aurora-boreale-forte-sopra-il-50-parallelo-foto-spettacolo.html

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SESSUALITA' E SPIRITUALITA'

SESSUALITA’ E SPIRITUALITA’

vi postiamo due articoli molto interessanti

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Sessualità e spiritualità
Jeshua canalizzato da Pamela Kribbe

Cari amici, mi dà grande gioia essere di nuovo con voi. Quando vi vedo, non vi vedo tanto come quei corpi fisici che voi osservate nello specchio. È il vostro intimo che io sento e vedo, i movimenti interiori dei vostri pensieri, sentimenti ed emozioni. Sono qui per sostenervi nel vostro viaggio.

 

C'è un tema che vorrei discutere oggi, che ha avuto un grande impatto su di voi lungo tutta la durata della vostra storia sulla terra. Si tratta della sessualità e del modo in cui viene vissuta dagli uomini e dalle donne.

 

Non è un argomento facile. La sessualità è gravata da molti giudizi, paure ed emozioni. Non c'è più quasi nessun aspetto di essa che sia spontaneo ed evidente. Vale a dire che l'aspetto infantile della sessualità, l'aspetto del bambino innocente che l'esplora liberamente, è andato perduto. Siete pieni di paura e di tensione quando si tratta di esprimervi sessualmente.

 

In questa canalizzazione desidero parlare di questo fardello, ma prima vorrei dire qualcosa riguardo a ciò che la sessualità significa da una prospettiva spirituale.

 

La sessualità è il danzare insieme delle energie maschili e femminili. In origine, la sessualità era più di un atto sessuale. Doveva essere una danza a cui partecipano tutti i livelli o aspetti di voi e del vostro partner.

 

Distinguerò quattro livelli o aspetti che possono giocare un ruolo in questa danza delle energie.

 

Quattro aspetti dell'esperienza sessuale

 

Prima di tutto, c'è il livello fisico, l'aspetto del corpo fisico. Il corpo è innocente. Il corpo conosce il desiderio sessuale e la sensualità, e questo è qualcosa che è spontaneamente presente nel corpo. Il corpo cerca gratificazione dei suoi desideri ed è l'umano, oppure la coscienza animica nell'umano, che determina il modo in cui il desiderio sessuale viene applicato e manifestato. Ripeto, il corpo è innocente. Conosce la sensualità e il desiderio. Non c'è nulla di sbagliato in questo. Può essere fonte di gioia, gioco e godimento. Ma il corpo non può scegliere da sé in che modo intende esprimere la sua energia sessuale. Siete voi, l'essere umano, ad avere la responsabilità, e il corpo ha bisogno della vostra guida.

 

Quando vorreste sperimentare la sessualità nel più amorevole dei modi, la sede della guida sarà nel cuore. Quando lasciate che sia il vostro cuore a prendere il controllo della vostra energia sessuale, questa troverà la sua espressione più gioiosa. L'alternativa è permettere che siano i vostri pensieri (giudizi) o le vostre emozioni a regolare il flusso sessuale, e vedrete che questo causerà parecchi blocchi nella vostra energia. Ma parlerò di questo in seguito.

 

Il secondo aspetto della danza sessuale che desidero distinguere è il livello emozionale. L'unione sessuale è un atto profondamente emozionale. Se ignorate questo aspetto, non siete pienamente presenti nell'atto e vi tagliate fuori dal vero significato della sessualità.

 

In una canalizzazione precedente, chiamata "Affrontare le emozioni", abbiamo trattato ampiamente l'argomento delle emozioni. Abbiamo evidenziato le potenti emozioni di paura, rabbia e tristezza, e abbiamo parlato di come possono portarvi fuori dal vostro centro. Quando una qualsiasi di queste potenti emozioni è all'opera in una relazione tra due persone e non viene consciamente riconosciuta e affrontata, questo fatto salterà fuori quando le persone si trovano in intimità. Queste emozioni possono causare reazioni psicologiche di resistenza o di chiusura, quando siete nell'intimità fisica, oppure il corpo potrebbe essere incapace di sentire la sensualità o l'eccitazione.

 

Ogni volta che ci sono questi blocchi fisiologici o fisici, è importante affrontarli al livello a cui sono nati: il livello emozionale. Quando cercate di eliminare i sintomi fisici senza considerare la dinamica emotiva sottostante, mancate di rispetto a voi stessi e al vostro corpo. Quando il corpo resiste all'intimità, vi sta dando il messaggio, puro e chiaro, che c'è un blocco emotivo. Questo può essere dovuto ad un problema fra voi e vostro partner, o può essere una ferita emotiva che vi portate appresso dal passato. Qualunque cosa sia, deve essere affrontato e sistemato in maniera dolce e amorevole prima che l'energia sessuale possa fluire liberamente.

 

Accanto al livello emozionale c'è il livello del cuore, che è il terzo livello, sede del sentimento. Nella stessa canalizzazione che ho appena menzionato ("Affrontare le emozioni"), abbiamo fatto una distinzione tra emozioni e sentimenti. I sentimenti appartengono all'ambito dell'intuizione e della conoscenza interiore. Il vostro lato sentimentale vi parla per mezzo di sussurri silenziosi, pieni di saggezza e compassione. Le emozioni sono di natura più drammatica e le abbiamo chiamate 'reazioni di incomprensione', poiché è questo che esse sono in definitiva: esplosioni del non comprendere cosa vi sta succedendo. (Vedi la canalizzazione per ulteriori chiarimenti.)

 

Quando il cuore si apre tra partner sessuali, c'è fiducia, amore e sicurezza fra loro. Quando il cuore è presente in un incontro sessuale, voi permettete al vostro intuito di prendere nota di quello che sta accadendo tra di voi quando diventate intimi fisicamente. Non nascondete le vostre emozioni, ne parlate apertamente. Un vecchio dolore può affacciarsi ed esso viene accettato come tale. Siete accettati così come siete e questo genere di accettazione è la più grande forza di guarigione che esista. Quando connettete l'energia del cuore con la vostra energia sessuale, una grande guarigione può aver luogo in un'area che ne ha molto bisogno.

 

Tuttavia, il cuore può anche giocare un ruolo sottile nell'impedirvi di sperimentare la sessualità in maniera gioiosa, amorevole. Il cuore può essersi chiuso alla gioia della sessualità per svariate ragioni. Prima di tutto può esserci nel cuore il desiderio di salire al di sopra della realtà fisica della terra. In secondo luogo, possono esserci dei dogmi religiosi all'opera che impediscono al cuore di aprirsi a ciò che la sessualità è in realtà. Ora parlerò di entrambi gli argomenti.

 

Il cuore può avere una forte tendenza ad elevarsi al di sopra del piano denso della realtà materiale. È una specie di nostalgia di casa. Può esserci un desiderio di unità che non è affatto mirato all'unità sessuale ma, in effetti, porta dentro di sé un sottile rifiuto del regno terreno (e anche della sessualità). Molti di voi conoscono il desiderio di trascendere questa realtà. Molti di voi ricordano l'energia dell'amore e dell'armonia che avete sperimentato nei regni non materiali prima di incarnarvi sulla terra. Il vostro cuore urla per la tranquillità e leggerezza di questa vibrazione. Voi cercate di assorbire questa energia quando meditate. Spesso i chakra superiori, cioè il cuore, la gola, il terzo occhio e la corona, sono attivati in questo modo. Si aprono, mentre i tre chakra inferiori (il plesso solare, il ventre e l'osso sacro) che sono vitali per il vostro sé terreno, sono più o meno abbandonati.

 

In un modo più innaturale questo accade anche quando assumete delle droghe. Quando assumete delle sostanze che espandono la mente, i chakra superiori vengono aperti squarciandoli e potete sperimentare temporaneamente l'estasi e la beatitudine che vi fanno dimenticare l'aspetto denso e pesante della realtà terrena.

 

Sebbene il desiderio e la brama della trascendenza siano comprensibili, è importante fare pace con la realtà terrena. Altrimenti creerete una separazione artificiale fra la parte superiore e quella inferiore del vostro campo energetico. Darete la preferenza allo stare con la coscienza nella parte superiore della vostra aura e svilupperete una sottile o evidente resistenza alla realtà del corpo, delle emozioni e della sessualità. Questo crea uno squilibrio nel vostro campo d'energia.

 

Quando avete nostalgia di casa in questo modo, cercate di percepire il motivo e lo scopo del vostro essere sulla terra proprio ora. Il motivo per cui siete qui non è per trascendere la terra bensì per portare Casa quaggiù, sulla terra. Questo è un viaggio sacro.

 

La seconda ragione per cui il cuore evita la sessualità sono i dogmi religiosi, spesso dalle vite passate. Possono esserci state delle vite in cui avete fatto voto di castità o in cui vi è stato insegnato a sentire vergogna o colpa per i piaceri corporali e la sessualità. Queste energie potrebbero ancora stagnare nel vostro cuore. A causa di esse potreste avere dei giudizi negativi o una sottile resistenza all'intimità fisica. Questi giudizi e sentimenti non si basano sulla verità. Desidero ripetere di nuovo che il corpo in sé è innocente. La sensualità, il desiderio e tutti i processi fisici che vi fanno desiderare un'unione sessuale, sono processi naturali, sani. Gli squilibri che avvengono nell'ambito della sessualità sono quasi sempre dovuti ai livelli non fisici, di cui ho per ora spiegato due.

 

Il quarto e ultimo livello è l'aspetto della mente. Al livello mentale possono esserci delle credenze morali o spirituali che vi impediscono di godervi la sessualità. La maggioranza di queste credenze è di natura religiosa.

 

Al livello spirituale potreste sentire che il corpo fisico sia una specie di prigione. La realtà non fisica dei 'regni superiori' (come li chiamate voi, non io), è talmente glorificata che la realtà fisica viene sottovalutata. Questo è frequente fra gli operatori di luce. Specialmente tra loro c'è spesso resistenza al piacere e al godimento che la sessualità può offrire. Questa ha origine parzialmente nelle credenze religiose e morali e parzialmente nella mera inesperienza con questo aspetto della vita. La maggior parte degli operatori di luce ha passato molte vite come preti, suore o in ruoli simili, ritirati dalla comunità, senza un partner o una famiglia. Si sono concentrati talmente tanto sullo spirituale che l'area della sessualità è stata trascurata.

 

Nelle persone spirituali o religiose c'è spesso una mancanza di rispetto per il corpo nella sua espressione naturale. Questo è davvero increscioso perché, dalla nostra parte, l'espressione nella materia viene considerata il viaggio più sacro che un'anima possa intraprendere. Seminare e raccogliere i semi della vostra divinità così lontano da Casa, nella realtà della materia e della forma, è un'impresa sacra. È un atto divino, creativo, di supremo ordine.

 

Forse siete stati presenti qualche volta vicino al letto di morte di qualcuno o avete assistito ad una nascita. In quei momenti, le anime entrano o abbandonano la danza con la materia. Entrambi i punti nel tempo sono circondati da un'atmosfera di sacralità. Potete percepirlo come un profondo, avvolgente silenzio, colmo di rispetto, che annuncia l'arrivo o la partenza dell'anima. C'è soltanto un profondissimo rispetto dalla nostra parte del velo per quello che voi fate in questi momenti. La danza con la materia è sacra. E spessissimo voi la detestate!

 

La sessualità, nel suo significato vero, è una danza nella materia che nel contempo sale sopra la materia. Nell'espressione sessuale equilibrata del sé uno trascende la realtà materiale senza ignorarla o reprimerla, senza abbandonare i tre chakra inferiori e senza cercare l'estasi solo attraverso i tre chakra superiori. La sessualità completa integra tutti i livelli del vostro essere. La sessualità fa da ponte tra la materia e lo spirito.

 

Quando due persone sono fisicamente intime in maniera amorevole, tutte le cellule dei loro corpi vibrano un po' più velocemente - iniziano a danzare un po'. Si apre un portale in una realtà energetica con una vibrazione leggermente più elevata e una sensazione più leggera. Dopo un'unione sessuale a cui partecipa il tutto di voi - vostro corpo, anima e mente - vi sentite sereni e allegri allo stesso tempo. C'è un'estasi quieta. Le cellule del vostro corpo hanno assaggiato l'energia dell'amore e in quel momento avete portato la realtà dell'Amore leggermente più vicino a voi. Avete canalizzato l'energia divina dell'Amore, che così ardentemente desidera fluire attraverso voi e ha soltanto il massimo rispetto per la vostra natura sessuale.

 

Se l'energia di tutti e quattro i livelli fluisce insieme nell'unione sessuale, si tratta di un atto di creazione divina. Che nascano dei bambini da un atto del genere, è solo naturale. Quando la danza del maschile e del femminile si svolge in maniera così gioiosa, ne può scaturire solo bontà e dolcezza. Se un bambino viene concepito in questo modo, esso entra nel regno terreno su uno scivolo di amore e luce. È il benvenuto più amorevole che un'anima possa ricevere sulla terra.

 

Dato che le energie sessuali sono così preziose, vi chiediamo: per favore trattate la vostra sessualità con rispetto. Quando ci sono dei problemi, delle paure o delle tensioni attorno ad essa, non giudicate la sessualità in sé e non rinunciate ad essa, poiché essa è una parte naturale di voi e una parte sacra.

 

Problemi sessuali e la battaglia dei sessi

 

Ora vorrei addentrarmi nella storia della sessualità e poi dire qualcosa sui problemi specifici che le donne e gli uomini affrontano oggigiorno nell'espressione sessuale di sé.

 

Sono accadute molte cose nell'ambito della sessualità. Nel suo nucleo la sessualità porta un grande potenziale di luce, ma grazie a questo c'è anche il potenziale per un grande abuso. La storia di cui desidero parlare è la storia della lotta di potere tra uomini e donne. Questa storia è antica ed ebbe inizio in effetti ai tempi in cui gli imperi galattici extra-terrestri cominciarono ad interferire nella vita sulla terra. (Vedi la 'Serie degli Operatori di Luce' su questo sito web per un resoconto dettagliato di questo processo.) Prima di questo, la terra era una specie di paradiso, un Giardino dell'Eden, in cui prevalevano la bellezza e l'innocenza. Non parleremo di quest'epoca qui, ma noteremo semplicemente che vi trovate nella fase finale di una lotta di potere che è molto più vecchia dei 5.000 anni di storia scritta.

 

Nell'ultima fase di questa storia gli uomini hanno recitato chiaramente il ruolo di perpetratori e oppressori. Ma non è sempre stato così. Ci sono stati dei tempi in cui la donna è stata molto più potente sia nell'ambito pubblico che in quello privato della vita. Anche lei ha oppresso l'energia maschile in modi crudeli e sadici. La donna non è naturalmente il sesso oppresso e sottomesso, sapete, e nemmeno è per definizione il sesso più amorevole. I vostri stereotipi delle donne come dolci ma impotenti e degli uomini come rudi ma insensibili dicono di più sull'ultima fase della storia suddetta che sugli uomini e sulle donne come tali.

 

Ci sono stati dei tempi antecedenti alla storia scritta in cui le società matriarcali erano considerate uno standard. In quei tempi anche le donne usavano le loro energie in maniera distruttiva, mancando di rispetto per la forza vitale individuale e per la creatività in ogni essere umano. C'è stato un tempo in cui le donne hanno avuto il potere sugli uomini. Le donne controllavano e manipolavano gli uomini usando i poteri dell'emozione e dell'intuizione, con le quali hanno un'affinità naturale. Esse usavano inoltre le loro abilità psichiche per controllare gli uomini. Per esempio, ci furono dei sacrifici e rituali in cui gli uomini venivano torturati e uccisi.

 

Voglio sottolineare per la vostra storia ufficiale che questo aspetto disegna un'immagine parziale del rapporto tra uomini e donne. L'oppressione della donna da parte dell'uomo è stata evidente per l'intero periodo coperto dalla vostra storia scritta. Ma il rancore e l'odio che gli uomini hanno dimostrato (e possono ancora dimostrare) contro le donne, non è venuto dal nulla. Oltre alle tradizioni e alle abitudini culturali che li influenzano, esistono anche delle profonde ferite emotive nell'anima maschile collettiva, che hanno origine in un'epoca molto più antica.

 

Senza entrare nel dettaglio riguardo a quest'epoca, vorrei invitarvi a sentire per conto vostro se è possibile che voi abbiate sperimentato questo. Per le donne la domanda è: riuscite ad immaginare che una volta avete esercitato il potere sugli uomini e che avete tentato con successo di controllare la loro energia? E per gli uomini la domanda è: riuscite ad immaginare che questo è accaduto su vasta scala e che voi siete stati 'il sesso più debole'? Forse riceverete certe immagini o fantasie facendovi queste domande dentro di voi. Lasciate che sia il vostro intuito a mostrarvelo e osservate le emozioni che affiorano. Potrebbe essere sorprendente.

 

A causa di questa antica storia, dentro al maschile collettivo è nato l'odio e il risentimento dell'anima. Questo si è espresso nell'oppressione dell'energia femminile nell'ambito della politica, ma anche nell'ambito della religione, in particolare attraverso la chiesa. L'idea che la sessualità sia peccato o al massimo un male necessario, è un modo di pensare maschile, che è stato influenzato dall'odio e dai rancori derivanti dalla repressione della sessualità maschile in un'altra epoca. La sessualità maschile era considerata all'epoca uno strumento per la procreazione, senza rispetto alcuno per il lato sentimentale degli uomini e per i legami emotivi fra un padre e i suoi figli. Spesso i bambini venivano cresciuti dalla madre, separati dal padre, e non si badava quasi per nulla a quello che il padre pensava o desiderava. I valori importanti venivano tramandati attraverso la figura materna e l'inferiorità degli uomini era uno di questi valori. L'uomo era una cavallo da soma piuttosto che un partner alla pari.

 

Oltre alla chiesa, che è un baluardo dell' energia maschile frustrata, anche il mondo della scienza dimostra ostilità verso l'energia femminile. Sebbene sotto molto aspetti la scienza e la religione siano nemici naturali, esse sono unite nella loro resistenza all'aspetto intuitivo, fluido, dell'energia femminile. I dogmi della chiesa sono rigidi e opprimenti, ma anche il metodo scientifico è limitante in un altro modo. Mentre l'impeto dietro la scienza moderna era illuminante e innovativo (nel desiderio di detronizzare la falsa autorità), essa si è bloccata in un pensiero razionale di tipo ristretto, che non permette all'energia femminile di partecipare. Il pensiero scientifico è analitico e logico ma non si apre sufficientemente all'immaginazione e alle fonti extrasensoriali (intuitive) di osservazione. L'avversione che molti scienziati nutrono per 'il paranormale' e per qualsiasi cosa che non possa essere spiegata dal ragionamento razionale è, tuttavia, parzialmente dovuta ad un ricordo che l'anima ha del dolore e dell'umiliazione che risalgono ai tempi in cui le donne abusarono dei poteri psichici usandoli contro gli uomini come strumento di manipolazione.

 

Io parlo di questa storia antica perché vorrei chiarire che nella 'lotta dei sessi' non ci sono, in definitiva, dei colpevoli e delle vittime, niente 'buoni e cattivi', perché tutti voi siete stati entrambe le cose. È stata una lotta tra le energie maschili e femminili in cui queste energie sono diventate opposte, mentre originariamente erano complementari tra di loro. In quest'epoca sia gli uomini che le donne sono invitati ad unire le loro forze di nuovo per riscoprire la gioia e l'onore della originale danza del femminile e del maschile.

 

In essenza, l'energia femminile è dominante e ispiratrice mentre l'energia maschile è servente e protettiva. L'energia femminile è l'ispirazione dietro ogni creazione; l'aspetto maschile si prende cura della manifestazione nella forma e dell'azione. Entrambe le energie operano attraverso ogni essere umano, attraverso ogni individuo, che sia maschio o femmina. In realtà non ha importanza se siete maschi o femmine; quel che conta è l'equilibrio e il rapporto tra entrambe le energie dentro di voi.

 

Blocchi nella sessualità femminile

 

Parlerò ora dei blocchi energetici nell'ambito della sessualità, che si applicano specificamente alle donne o agli uomini. Nelle donne, è la zona del primo e del secondo chakra (osso sacro e ombellico) che viene maggiormente colpita e ferita come risultato dell'oppressione e della violenza sessuale nel corso dei secoli. Per alcuni millenni le donne sono state relegate ad un ruolo dipendente in quasi tutte le aree della società e questo vale ancora per molti luoghi sulla terra. Per quanto riguarda la sessualità, questa disuguaglianza si è manifestata come stupri, aggressioni e umiliazioni su vasta scala. Ne risulta che molte donne, invero l'anima femminile collettiva, ha sofferto incredibilmente. Ci sono delle profonde ferite emotive che hanno bisogno di tempo, amore e massima cura per essere guarite.

 

Spesso l'impulso per un'unione sessuale è sentito dalle donne come un desiderio del cuore o come un sentimento spirituale. Ma quando diventano fisicamente intime, esse possono scoprire che non riescono ad esprimere la loro energia sessuale liberamente a causa dei blocchi energetici nel primo e secondo chakra. In quei centri d'energia ci sono ricordi (dell'anima) di una sessualità che è stata imposta loro e le ha umiliate. Queste esperienze sono state talmente dolorose che la donna ha ritirato la propria energia, la propria coscienza dalla zona del ventre. Quando questa parte del corpo viene ora avvicinata di nuovo sessualmente, i muscoli si tendono istintivamente oppure il corpo emozionale segnala automaticamente resistenza. Le cellule fisiche sono consapevoli del trauma e non seguono così facilmente l'invito a danzare. Vogliono chiudersi e creare una barriera per proteggervi da altre aggressioni. Questa reazione è perfettamente comprensibile e dovrebbe essere sempre affrontata col massimo rispetto. Usare qualunque tipo di forza per eliminare la resistenza significa, in un certo senso, violare di nuovo i centri feriti.

 

Quando avete queste emozioni come donna, è molto importante diventarne pienamente consapevoli; può esserci della rabbia, della resistenza o della paura riguardo all'intimità fisica. E tutte queste emozioni sono spesso più antiche della relazione in cui siete, più antiche persino di questa vita. Possono esserci dei traumi molti vecchi in quei chakra inferiori, che hanno causato delle ferite emotive profonde.

 

In particolare vorrei consigliare alle donne, che riconoscono questo dolore, di indagare sulle vite in cui esse sono state l'aggressore/perpetratore (invece che la vittima). O se trovate difficile avere accesso alle vite precedenti, mettetevi in contatto con 'l'energia del aggressore o della donna potente' dentro di voi. Questo potrebbe sembrare molto strano, ma il motivo è questo. Quando siete state la vittima della violenza sessuale questo ha causato molta rabbia nel vostro campo energetico. Può darsi che ci sia della rabbia da molte vite. Questa rabbia vi blocca e vi tiene prigionieri in un sentimento di impotenza e vittimismo. Per rilasciare la rabbia avete bisogno di comprensione. Dovete capire perché e a quale scopo; dovete vedere il quadro più ampio. Quando riuscite ad immaginare voi stesse come una donna potente, che potrebbe essere spietata e crudele verso gli uomini, e sentire dentro che anche questo è una parte di voi, allora la rabbia può dissolversi. Ne può nascere una comprensione più approfondita, la conoscenza interiore che voi fate parte di una storia karmica più ampia, in cui avete recitato sia il ruolo dell'aggressore sia quello della vittima. È quasi impossibile rilasciare le vostre emozioni di dolore, impotenza e vittimismo senza osservare anche l'altro lato di voi, 'il lato oscuro'.

 

Non dovete necessariamente ritornare alle vite passate per riconoscere questa parte oscura dentro di voi. Potete diventarne più consapevoli anche osservando voi stessi nella vostra vita giornaliera. Quando sentite questa energia (cioè la volontà di esercitare potere o di ferire gli altri), potete sentire che non siete state solo una vittima impotente di circostanze esterne. Esiste un legame karmico tra l'aggressore e la vittima; entrambi i ruoli riflettono aspetti di voi stessi.

 

Non appena conoscerete e accetterete il vostro lato oscuro, potrete osservare le vostre ferite interiori in maniera diversa e iniziare a perdonare. Quando c'è la comprensione, la rabbia può dissolversi e potete entrare in contatto con gli strati di emozioni sottostanti: la tristezza, l'angoscia, il dolore che esiste a molti livelli, anche nel corpo stesso.

 

È molto importante che le donne riconoscano l'aspetto aggressore in se stesse e lavorino con esso. Quando c'è odio e rancore in voi riguardo alla sessualità, rendetevi conto che quanta più rabbia e odio sentite, tanto più vi identificate con il ruolo della vittima e tanto più vi derubate della vostra libertà. Cercate di sentire dentro di voi che nell'arena della sessualità si sta facendo un gioco karmico in cui avete giocato entrambi i ruoli, il buono come pure il cattivo. Da lì potete arrivare ad un punto di perdono - perdonando voi stessi come pure qualcun altro. Le cose accadono per un motivo. Atti di violenza e repressione possono sembrare senza senso, ma c'è sempre una storia dietro. E ogni volta che è coinvolta una violenza sessuale, essa lascia delle profonde impressioni a tutti i quattro livelli dell'essere umano.

 

Blocchi nella sessualità maschile

 

Per quanto riguarda l'esperienza maschile della sessualità, i blocchi che si presentano sono maggiormente al livello del cuore o della testa. A questi livelli può esserci la paura di soffrire, la paura di una profonda intimità emotiva. Nella maggior parte dei casi questa paura risale molto più in là di quanto ricordiate. Si riferisce all'era in cui le donne dominavano gli uomini. Questo rese minaccioso il gioco dell'attrazione sessuale, che era inizialmente innocente e spontaneo. Gli uomini impararono che era pericoloso mostrare apertamente le proprie emozioni e aprire il proprio cuore alla loro partner.

 

Nell'intimo degli uomini ci sono delle paure profondamente radicate riguardo al cedere al loro lato sentimentale, e queste paure non devono necessariamente manifestarsi al livello fisico. Gli uomini possono partecipare all'atto sessuale mentre tengono separati i loro sentimenti. Così l'uomo può essere sessualmente presente al livello fisico mentre la sua natura sentimentale è (parzialmente) assente. Le sue emozioni sono chiuse a chiave a causa della sua paura di aprirsi e diventare ancora una volta vulnerabile al rifiuto. Ci sono degli antichi ricordi dell'anima di abbandono e ferite emotive.

 

 

Pazienza e amore

 

Generalmente, i blocchi energetici sono alquanto diversi negli uomini e nelle donne. Perciò è molto importante comunicare apertamente gli uni con gli altri su quello che sentite e percepite quando siete insieme. Quando vi fidate davvero del vostro partner, potete esplorare senza vergogna dov'è che la vostra energia sessuale si blocca quando siete in intimità. Potete fare questo semplicemente diventando consapevoli, quando c'è un flusso di eccitazione e intimità nascente tra di voi, della misura in cui state permettendo a voi stessi di sentirlo ed esprimerlo. Vedete se vi sentite bloccati in qualunque parte del vostro corpo o in qualunque parte delle vostre emozioni e dei vostri sentimenti. Sentite un piacevole calore nel vostro cuore quando siete insieme? Sentite un'apertura spirituale verso l'altro? Siete preparati ad incontrare l'altro/a nella sua totalità?

 

Suona strano, ma voi avete paura della vera intimità. Tutti voi desiderate fortemente una relazione appagante. Sulle strade quasi tutti i tabelloni pubblicitari si riferiscono ad una relazione emotivamente e sessualmente gratificante. Ma la vera intimità vi spaventa. Quando qualcun altro vi viene molto vicino e siete richiesti di togliere tutte le vostre maschere, sorgono ogni sorta di inibizioni di cui non eravate consapevoli. Nei momenti in cui affiorano, cercate di non giudicare voi stessi per questo. Vedetelo invece come un'opportunità per esaminare quelle inibizioni e blocchi dentro di voi. Nessuno ne è esente. Quasi tutte le persone hanno dei blocchi che impediscono loro di sperimentare la sessualità nel pieno senso che ho descritto all'inizio. Ecco perché voglio chiedere a tutti voi di osservare il flusso dell'energia sessuale dentro di voi con una consapevolezza amorevole - che siate soli o in una relazione - e di trattare quei blocchi che scoprite con cura e rispetto. La forza è il peggior consigliere in queste cose. La pazienza e l'amore sono essenziali.

 

Mantenete vivo il desiderio di sperimentare una sessualità vera e completa! Non c'è bisogno di buttare via il bambino con l'acqua sporca. Il desiderio è sano. La via verso un'esperienza piena e gioiosa della sessualità può essere lunga e tortuosa. Ma lungo la via coltiverete amore e compassione per voi stessi e per gli altri, e questo è così immensamente prezioso nel vostro mondo umano.

 

State guarendo una storia antica di lotta tra uomini e donne. Le energie maschili e femminili vogliono incontrarsi di nuovo e unirsi in una danza di gioia e creatività. Qualunque cosa contribuiate a questo, al livello individuale, avrà un'influenza positiva sull'anima collettiva di uomini e donne. Il vostro amore per voi stessi renderà le energie della pazienza e dell'amore disponibili per altri.

 

www.jeshua.net

Traduzione di Paula Launonen

 

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UNIRE CUORE E CORPO FISICO – L’EQUILIBRIO DEI CHAKRA

 

Quando un uomo e una donna si mettono insieme, non sono più soltanto due persone, ma costituiscono un sistema composto da tre elementi: l’uomo, la donna e la relazione tra loro.

Chiunque si sia avventurato, anche superficialmente, nella terapia di coppia o di famiglia, sa che, perché un cambiamento sia duraturo, bisogna considerare ogni singolo membro come il sistema nel suo complesso: il principio di interazione, le regole del gioco, i canali di comunicazione, l’ordine dell’amore.

Con il passare degli anni, il sistema guadagna sempre più autonomia rispetto all’uomo e alla donna che formano gli altri due vertici del triangolo.

 

Le dinamiche della coppia agiscono quasi fossero entità, descritte con espressioni tipo: “L’amore è diventato solo abitudine”; “Le nostre reazioni sono ormai meccaniche: io dico una cosa e so già cosa risponderà lui”; “Con le altre donne mi sento più libero mentre con mia moglie non riesco a fare diversamente”.

 

Quindi, se viviamo un rapporto di coppia e intendiamo seriamente evolverci (nel senso di una crescita personale e spirituale) dovremo considerare sia il partner che la relazione, altrimenti non andremo lontano e il rapporto entrerà in crisi.

Teniamo, inoltre, presente che quando inizieremo a meditare e a giocare con le energie dei chakra, il partner di conseguenza verrà coinvolto. Se condivide il nostro interesse, sarà il nostro migliore alleato, altrimenti (magari inconsapevolmente) ci frenerà e il sistema-coppia andrà in frantumi. Ma attenzione: uomini e donne hanno modi diversi di sostenersi a vicenda.

 

Il pericolo maggiore che possiamo correre durante questa delicata fase consiste nell’interpretare ogni discordanza di opinioni come un freno alla nostra evoluzione, mentre il più delle volte è un alibi, o la proiezione di un ostacolo personale sull’altro, piuttosto che una dinamica energetica.

In generale, comunque, trovare un equilibrio fra le tematiche del secondo e terzo chakra è il presupposto per arrivare a quello stato esistenziale che si chiama amore.

 

Infatti, quando siamo sbilanciati nel secondo e nel terzo vortice energetico, ci ritroviamo sofferenti all’interno di una vita a due che viene caratterizzata da un continuo e apparentemente infinito altalenare di sentimenti.

 

Siamo così presi dalle dinamiche affettive (marcare i nostri confini, ricercare l’intimità, ritrovare l’io all’interno dell’unità con il partner) che “essere noi stessi” ed “essere in relazione” ci possono sembrare due opposti inconciliabili.

Se le dinamiche di coppia ruotano principalmente intorno a questi due chakra, il rapporto difficilmente riuscirà appagante e sarà invece fonte di nuovi attriti, discussioni, analisi. Prima o poi, inevitabilmente, qualcosa in noi si stancherà per la mancanza di pace, soddisfazione e amore. Durante l’atto sessuale la fissazione sul secondo e sul terzo chakra raffredderà la relazione: ci sarà eccitazione ma mancherà quell’erotismo che ci coinvolge pienamente.

 

H. Meyer, un terapeuta di coppia, lo esprime così:

“Secondo il principio dell’attrazione degli opposti, si incontrano spesso un uomo orientato alla performance e una donna che non sa abbandonarsi. L’incapacità di abbandonarsi deriva dalla convenzione collettiva sul ruolo femminile, secondo la quale vengono sopravvalutati l’amore e l’affetto e vengono considerati impuri o almeno sottovalutati la sessualità e l’erotismo.

 

Secondo le convenzioni riguardanti i sessi, la donna considera l’amore come criterio più importante della relazione, mentre l’uomo considera il sesso più importante, perciò rimangono separati l’uno dall’altro. Benché si attraggano perché complementari, non arrivano all’appagamento.

Entrambi vogliono soddisfare soltanto il loro orgoglio convenzionale: l’uomo vuole essere un amante potente e la donna vuole essere un’amante affettuosa. Entrambi, però, dopo aver fatto l’amore si sentono frustrati perché nessuno ha soddisfatto l’aspettativa dell’altro.”

 

L’atto amoroso soggetto all’influenza di questi due chakra risulta fortemente condizionato da preconcetti su “come lo fa l’uomo e cosa prova la donna”, che in pratica negano l’accesso all’energia sessuale autentica e lo riducono allo strumento con il quale accedere ai sentimenti nel secondo chakra o definire l’io nel terzo.

 

In mancanza di una radicata presenza nel corpo (perciò nel primo chakra), l’uomo tende a stimolare le sensazioni in sé e nella compagna con la rabbia e l’aggressività del terzo chakra.

 

La logica che determina l’azione è guidata dall’assioma: più frizione = più eccitazione = orgasmo più intenso.

 

La donna a sua volta può cercare di concentrarsi molto sui sentimenti e ad ingrandirli, sommando la propria performance interiore a quella esteriore dell’uomo.

 

Quando siamo innamorati, invece, il secondo chakra è aperto spontaneamente (anzi spalancato) e questa apertura ci consente di provare un affetto e un desiderio di unione unici: siamo erotizzati dalla testa ai piedi, coinvolti nella danza fra il sesso del primo chakra e la disponibilità verso il partner nel secondo.

Questo momento è così prezioso, dice Eva Pierrakos, perché ci indica la strada:

“Senza la sua ‘forza d’urto’ molti esseri umani non si aprirebbero mai, e mai si dedicherebbero coscientemente ad abbattere le pareti della loro separazione. La forza dell’eros rappresenta un seme nell’anima e fa in modo che essa impari a desiderare l’unità, spinge l’anima a superare la sua pigrizia e la sua inerzia, ad uscire fuori dal suo guscio protettivo. Tuttavia, il pur forte impatto dell’eros può portare l’anima solo fino a un certo punto.

 

Esso è destinato a dissolversi se la personalità non impara a sviluppare tutte le qualità necessarie per amare veramente. Solo quando vi è vero amore, la forza erotica rimane viva, mentre da sola è destinata ad esaurirsi. Questo, naturalmente, è il problema principale in tutti i matrimoni.

 

Raggiunto tale punto, è la vostra deliberata volontà che deve indurvi a ricercare ulteriormente nell’illimitata profondità dell’altra persona, a svelarvi e a condividere con l’altro la vostra ricerca interiore. Solo facendo questo, potete usare l’eros come ponte per raggiungere il vero amore.”

 

La completa apertura del secondo chakra ci dà il sapore degli stati d’animo che possiamo aspettarci una volta che anche il quarto si aprirà. Innamorarsi è come un dono che la vita ci offre per dirci “vedi, c’è ancora un’infinità di piacere da scoprire”. Rappresenta la forma di unione più semplice, un invito gratuito offerto per invogliarci a metterci in cammino.

 

Le altre forme d’unione al livello del quarto e del sesto chakra (i cosiddetti “pari femminili” che tendono all’empatia) non sono più gratuite, ma richiedono impegno attivo da parte nostra e pretendono che i chakra dispari si rinforzino e realizzino l’io a uno stato sempre più alto. Il loro compito, infatti, è dare forma ed espressione a ciò che quelli pari raccolgono, sentono e intuiscono. Questo passaggio è obbligatorio per salire in alto. Soltanto un Io affermato, sicuro e deciso può concedersi all’amore, dissolvendosi nell’energia del cuore.

 

Il secondo chakra crea un ponte che collega al partner l’energia sessuale del primo, per arricchirla di quella qualità sentimentale che poi conduce al legame, mentre il terzo chakra crea un altro ponte che porta la sessualità del primo e il legame emozionale del secondo a una più profonda comprensione nel quarto, dopo essersi cristallizzato in una volontà decisa e in una voglia di confermare e realizzare la propria personalità.

Un io consolidato è capace di abbandono innumerevoli volte, sa aprirsi a una nuova unione, collega tutte le parti dell’essere umano e poi permette la relazione con altri esseri umani, senza interferire con la loro vita, scaricargli addosso i propri bisogni, né richiedere qualcosa in cambio.

 

In questa dinamica riconosciamo un’oscillazione fra due principi (ovvero l’immortale logica tra il pari e il dispari):

- nel primo chakra proviamo piacere e sicurezza nel corpo;
- nel secondo chakra entriamo in contatto con l’altro, conosciamo l’erotismo e l’intimità;
- nel terzo chakra definiamo il nostro io, la forza attiva e la nostra volontà;
- nel quarto chakra amiamo incondizionatamente;
- nel quinto chakra esprimiamo gli impulsi interiori in modo autentico;
- nel sesto chakra ci apriamo all’intuizione e ai messaggi sottili.

 

Ripercorrendo questa scaletta, notiamo che i chakra dispari rinforzano l’essere, mentre quelli pari ci mettono in contatto con gli altri e con il mondo.

Riuscire a essere intimi (secondo chakra) e percorrere la propria strada (terzo chakra) sono elementi ugualmente importanti per poter amare. Fino a che avremo problemi nel raggiungere l’intimità e vivremo sempre nel carattere, sentendoci continuamente abbandonati, invasi o artificiosi (“come se”), non saremo bilanciati nella nostra pancia e nel nostro baricentro, ovvero: il secondo chakra.

Bilanciare il rapporto in questo senso è indispensabile per aprire la strada fra cuore e sesso. Ma c’è dell’altro: l’innamoramento spesso finisce perché incontra negli innamorati un io ancora troppo debole. La carica erotica iniziale ha aperto la strada, ma non è in grado di mantenerla sgombra in eterno.

 

Il compito successivo, per tenere in vita la relazione, è trovare una stabilità del proprio Io che si traduca in una sensazione a livello dello stomaco e del plesso solare. Questa stabilità rende superfluo chiederci se siamo potenti o no, dominati o dominatori, giudicati o giudici, se esercitiamo un controllo o lo subiamo, se siamo succubi del paragone fra noi stessi e gli altri. Quando questi temi non ingombrano più quotidianamente la relazione, allora l’energia può salire un altro gradino e toccare il quarto chakra.

 

Intraprendendo la ricerca per comprendere le dinamiche di coppia e per rinforzare il secondo e il terzo chakra, abbiamo una buona probabilità di attivare il quarto e di proseguire senza ulteriori grandi sforzi, lasciandoci guidare dall’amore. Se invece non compiamo questi passi, con l’affievolirsi dell’erotismo iniziale l’energia complessiva della coppia si appiattirà e ritornerà ai livelli normali, simili a quelli conosciuti prima dell’innamoramento.

Chiaramente il percorso dell’energia non è sempre così lineare dal basso verso l’alto: per alcuni procede in senso opposto; per altri non inizia dal primo chakra, ma dal secondo o dal terzo; pochi cominciano dal quarto per risolvere successivamente i temi del secondo o del terzo; per qualcuno, ma raramente, inizia da chakra ancora più alti.

 

Le persone che vivono e si esprimono attraverso i primi tre vortici si dimostrano solide e compiacenti verso se stesse e gli altri. Al contrario, quelle che reprimono i primi tre chakra e vivono in prevalenza nei centri alti, benché intelligenti e originali, sembrano avvolte nell’alone di un sogno e di una realtà illusoria.

Bilanciare le forze e sviluppare il secondo e terzo chakra per agire e sentire sempre di più dalle energie che gli sono proprie, anziché dagli strati esteriori, non è indispensabile solo per amare, ma naturalmente anche per fare buon sesso. Infatti, fino a che siamo poco equilibrati nel secondo centro e usiamo il sesso per tenere incollato il rapporto, legare il partner a noi o compensare una carenza di intimità, l’energia del primo chakra rimarrà perennemente al servizio delle strategie del secondo e il piacere non potrà svilupparsi liberamente.

 

Quando avremo imparato ad accettare sia la solitudine sia l’intimità, allora potremo assaporare il sesso per quello che è: un’energia forte, piacevolissima, capace di colmare e nutrire il nostro corpo fisico portandoci alle più alte vette dell’essere.

 

E’ abbastanza diffusa l’opinione che abbracci e carezze siano spesso usati per arrivare al sesso e che questa strumentalizzazione disturbi la relazione. Purtroppo non è altrettanto comune l’opinione contraria, cioè che usare il sesso per ottenere contatto intimo e affetto sia altrettanto nocivo.

 

Possiamo affermare, in linea generale, che qualsiasi chakra lascia una ferita se viene utilizzato a favore delle strategie di un altro chakra, perché sfrutta un’energia profonda per uno scopo che non gli è proprio: la difesa.

Possiamo usare il sesso per sentirci più maschili o femminili; usare l’amore per coinvolgere il partner; i sentimenti per controllarlo; l’intuizione per sedurlo; la conoscenza per manipolarlo; il carisma per evitare intimità. In tutti questi casi stiamo abusando di un’energia che invece dovrebbe essere vissuta per quello che è e, anche se otterremo lo scopo, a lungo andare non faremo che ostacolarci, limitandoci nella crescita.

 

Più siamo in contatto con l’energia chiara e pulita del chakra, e maggiormente crescerà l’intesa a due, la stima di sé e del partner, la qualità del sesso, arrivando a risvegliare l’amore nel quarto. Questo, a sua volta, ci aiuterà a comprendere meglio i primi vortici, a essere più sinceri, accettandoci, pur con tutte le difficoltà che abbiamo a livello di sessualità, intimità e stima.

di Elmar e Michaela Zadra – Postato su Auraweb

 

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SUL NOSTRO BLOG SESSUALITA’ E SPIRITUALITA’ :

Nell’area Download Libri del Nostro Sito www.spaziosacro.it/soci GRATUITAMENTE trovi e trovate questi testi :

Titolo: BACIA IL CIELO - Un Testo Tantrico

Titolo: La sessualità dei giovani nel corso del tempo

Titolo: GUIDA GENITORI E SESSUALITA'

Titolo: IL SIMBOLISMO E IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI TANTRA

Titolo: Introduzione al tantra

Titolo: INSEGNAMENTI DEL TANTRA

 

UN VIDEO SULLA SESSUALITA’ E SPIRITUALITA’ ASSOLUTAMENTE DA VEDERE :

http://youtu.be/cWIhXzZT8dE

La sessualità è il danzare insieme delle energie maschili e femminili. 
In origine, la sessualità era più di un atto sessuale. 
Doveva essere una danza sacra a cui partecipano tutti i livelli del nostro essere e quelli del nostro partner. 
Ecco un filmato da guadare per rivivere questa “danza nella danza” : un’incanto da vedere !

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