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Categoria: "Notizie scottanti"

Piedi: simbolismo e problemi ai piedi

Piedi: simbolismo e sintomi

DIMMI DOVE TI FA MALE E TI DIRO' PERCHE'...IL PIEDE, I MERIDIANI E LA LETTURA MORFOLOGICA
Si tratta del nostro punto d'appoggio al suolo, della parte sulla quale tutto il nostro corpo poggia e si appoggia per gli spostamenti e per i movimenti. il piede ci permette di "spingere" in avanti e di conseguenza di avanzare, come pure di bloccare i nostri appoggi e, conseguentemente, di rimanere sulle nostre posizioni. Il piede rappresenta quindi il mondo delle posizioni, l'estremità manifesta della nostra relazione con il mondo esterno. Simboleggia i nostri atteggiamenti, le nostre posizioni affermate e riconosciute, il nostro ruolo ufficiale. Non si mette forse il piede tra la porta per bloccarla?
Rappresenta i nostri criteri di vita, se non addirittura i nostri ideali. Si tratta della chiave simbolica dei nostri sostegni "relazionali", il che spiega l'importanza del rito del lavacro dei piedi in tutte le tradizioni. Esso purificava la relazione dell'uomo con il mondo, con il "divino". Infine è un simbolo di libertà in quanto consente il movimento. Del resto, non è un caso che in Cina i piedi delle fanciulle venissero fasciati. Sotto il pretesto di un significato erotico ed estetico si celava infatti la convinzione che fosse possibile rinchiudere, imprigionare la donna in una modalità relazionale di dipendenza nei confronti dell'uomo, limitandone il potenziale di mobilità. Lo stesso fenomeno esiste anche nelle nostre società occidentali dove le donne "dovevano" portare dei tacchi "a spillo" per corrispondere a un certo schema. Per pura combinazione, si è potuto constatare che, ma mano che la "liberazione" delle donne faceva il suo corso, l'altezza dei tacchi delle loro scarpe diminuiva. Oggi un numero sempre crescente di donne, soprattutto nelle nuove generazioni, porta esclusivamente scarpe con il tacco basso.

La malattie dei piedi
Le malattie dei piedi esprimono le tensioni che proviamo rispetto alle posizioni assunte nei riguardi del mondo. Indicano che i nostri atteggiamenti abituali, le posizioni che assumiamo o che abbiamo, mancano di affidabilità, di stabilità o di sicurezza. Di qualcuno che non è tranquillo, che ha paura o che non osa affermare le proprie opinioni o le sue posizioni, non diciamo forse che "sta sulle spine"? O più semplicemente, di qualcuno che fa uno sbaglio danneggiando se stesso, che "si dà la zappa sui piedi"' Infine, di qualcuno che non sa quale atteggiamento prendere in una data situazione (relazionale), non diciamo che "tiene il piede in due staffe"?. Quando la tensione si manifesta nel piede destro è ricollegabile allo Yin (madre o lato femminile) e quando invece si presenta nel piede sinistro è in relazione con lo Yang (padre o lato maschile).

Le dita dei piedi
Le dita dei piedi rappresentano le terminazioni "sottili" di questi punti d'appoggio. Ne costituiscono i "dettagli", le "rifiniture" e, di conseguenza, sono le terminazioni delle nostre posizioni, i dettagli delle nostre convinzioni oppure ancora le punteggiature dei nostri atteggiamenti relazionali. Ogni dito rappresenta a sua volta un dettaglio particolare, una modalità o una fase specifica che può essere decodificata mediante il meridiano energetico che termina o che comincia sul dito in questione. In quanto elemento periferico e di rifinitura della relazione, permette all'individuo di servirsene facilmente come mezzo di "feedback", di ritorno sull'azione. Grazie a ciascun dito e ai punti energetici che si trovano sulle loro estremità, l'individuo può stimolare o scaricare inconsapevolmete, ma efficacemente le eventuali tensioni che vi si trovano. In questo senso le dita dei piedi sono, come le dita delle mani, al contempo i luoghi e i mezzi privilegiati di numerosi piccoli "atti mancati" quotidiani che ci appaiono rischiosi o privi di significato. Ma, in realtà, non è mai per caso che ci scottiamo, ci schiacciamo o ci sloghiamo un determinato dito. Si tratta ogni volta di un processo "leggero", ma netto della ricerca di un'espressione o/e della liberazione di una tensione relazionale. Questo processo può esistere in quanto il punto energetico che si trova all'estremità di ciascun dito è definito "punto sorgente" o "punto di primavera". E' il punto della potenziale rinascita dell'energia, grazie alla quale può fare la sua comparsa una nuova dinamica o mediante la quale la vecchia dinamica può "rigenerarsi" e cambiare polarità.

L'alluce
E' l'unico dito del piede dove si dipartono ben due meridiani energetici, quello della Milza-pancreas e quello del Fegato. E' il dito basilare del nostro appoggio relazionale, di ciò che siamo. E' per questo motivo che durante la menopausa (perdita della fecondità, quindi del valore femminile) si sviluppa frequentemente una deformazione di questo dito chiamata alluce valgo. I traumi o le tensioni relativi a questo dito indicano che avvertiamo un'analoga tensione nella nostra relazione con il mondo, sia sul piano materiale (lato interno del piede), sia su quello affettivo (lato esterno del piede).
L'alluce rappresenta la nostra "testa", la mente, la ragione, l'intelligenza...(Lux)

Il secondo dito del piede
In questo dito termina il meridiano dello Stomaco, ossia quello che governa il nostro rapporto con la materia, la nostra digestione di tale materia. vesciche, duroni, malattie o traumi di questo dito ci parleranno della nostra difficoltà a gestire certe situazioni materiali o professionali.
Rappresenta il dito della volontà, la leadership (Lux)

Il terzo dito del piede
In questo dito non confluisce alcun meridiano organico, ma è in relazione "indiretta" con il Triplice Riscaldatore. E' il dito centrale, quello dell'equilibrio e della coerenza dei nostri atteggiamenti relazionali. Le malattie di questo dito indicano pertanto che incontriamo qualche difficoltà ad equilibrare le nostre relazioni e ciò soprattutto in termini di futuro. La paura di procedere in avanti e nella maniera adeguata può esprimersi attraverso questo dito.

Il quarto dito del piede
E' il dito nel quale confluisce il meridiano della Cistifellea. Rappresenta i dettagli delle nostre relazioni con il mondo, nel senso di ciò che è giusto e ingiusto, della ricerca della perfezione. Quando avvertiamo tensioni, crampi o dolori in questo dito, ciò significa che viviamo una situazione relazionale difficile in termini di giusto ed ingiusto. Si tratta di una relazione che non ci soddisfa sul piano delle condizioni e della qualità di tali condizioni.
E' anche il dito che rappresenta la creatività, dell'affettività (Lux)

Il quinto dito del piede
L'ultimo dito è quello in cui termina il meridiano della Vescica. E' il meridiano dell'eliminazione dei liquidi organici e degli "antichi ricordi". Quando urtiamo questo dito, cosa estremamente dolorosa, cerchiamo di eliminare vecchi ricordi o antichi schemi relazionali. Tentiamo di cambiare inesorabilmente antiche abitudini, modalità di relazione con il mondo e con l'altro che non ci soddisfano più. Attraverso il trauma o la sofferenza (corpo, ferita, distorsione, etc), stimoliamo le nostre energie per facilitare l'eliminazione di queste antiche modalità al fine di poterle rimpiazzare con altre.
Rappresenta la sessualità, l'eros...

Tratto da: Michel Odul - Dimmi dove ti fa male e ti dirò perchè - Edizioni il punto d'incontro
I meridiani
La peculiarità della medicina cinese, di cui troviamo le prime tracce nel 200 a.C. (nel “Nei Ching”), consiste nell'essere una medicina energetica: guarda e cura il corpo umano nel suo complesso e ritiene che ciascun organo abbia una funzione mentale e fisica; considerando gli aspetti fisiologici e psicologici del paziente, traccia la radice di tutte le malattie e poi cura il paziente correggendo lo squilibrio esistente nel sistema energetico che ha causato la malattia.

Il concetto base fondamentale della Medicina Cinese Tradizionale è quello di un equilibrio naturale che si basa sui principi e sulla teoria dello Yin Yang e dei cinque elementi. Le duplici filosofie dello Yin e Yang sono un approccio cosmico dualistico dove due forze opposte confluiscono l'una nell'altra e costantemente interagiscono per creare tutte le cose e svilupparle. Yin rappresenta il principio femminile passivo o negativo. Yang rappresenta il positivo o il principio attivo maschile. Tutte le cose hanno un punto di vista Yin e un punto di vista Yang. La teoria dei cinque elementi, in aggiunta a quella dello Yin e Yang, classifica tutti i sintomi in natura in cinque tendenze o tipi di energia. Gli elementi collegati sono quelli presenti in tutte le discipline orientali: fuoco, legno, acqua, terra e metallo. I cinque elementi sono collegati tra loro ciclicamente in modo creativo e distruttivo; cosi' come lo Yin e lo Yang, essi creano un alternarsi di forze che regolano la vita, gli eventi e quindi anche la salute individuale. Le stagioni sono il primo esempio esterno delle cinque forze che si alternano ciclicamente sulla natura: in inverno (acqua) la vita si ritira in se', in primavera (legno) ogni cosa inizia a crescere; in estate (fuoco) ogni cosa fiorisce; nella tarda estate (terra) ogni cosa matura; in autunno (metallo) le forze ritornano alla terra. Il microcosmo del corpo e' collegato all'universo ed e' influenzato dai cicli giornalieri e stagionali della natura. L'avvicendarsi continuo di questi cicli fa parte e mantiene l'equilibrio della natura. Similmente nel corpo: le cellule crescono e muoiono per lasciare spazio a nuove cellule. L'essere vivente dipende da questi cicli che coinvolgono il fisico, la mente e lo spirito, condizionando la salute e i flussi energetici che si alternano durante la vita. Tutti gli elementi sono reciprocamente inibitori e nello stesso tempo reciprocamente creativi: il legno genera il fuoco, il fuoco crea la terra, la terra crea il metallo, il metallo crea l'acqua e l'acqua crea il legno. Inversamente, l'acqua inibisce il fuoco, il fuoco inibisce il metallo, il metallo inibisce il legno, il legno inibisce la terra e la terra inibisce l'acqua. Tutto questo trova rispondenze anche nei colori e nelle emozioni, e infine, cosa più importante, trova corrispondenza con i vari organi.

In questo approccio i Meridiani sono i canali che trasportano l’energia nel nostro organismo, non sono visibili, ma portano nutrimento e forza in tutto il corpo, alimentano i tendini, i muscoli, le ossa e le articolazioni. Essi sono il frutto di una schematizzazione del flusso energetico (ricordiamo i meridiani terrestri, noi non li vediamo, ma li utilizziamo per ricavarne le coordinate). Si dividono in Yin e Yang e sono collegati tra loro; sono in relazione con l'esterno e regolano il rapporto con l'ambiente garantendo quell’ unità Uomo–Cosmo per cui le leggi che regolano l'universo improntano anche la fisiologia umana.

L'energia che circola nei meridiani può essere schematicamente ricondotta a tre fonti principali:
Cielo: energia assimilata tramite la respirazione ( Tianqi )
Terra: energia estratta dagli alimenti ( Yingqi )
Uomo: energia presente nell'individuo fin dal concepimento ed ereditata dai genitori ( Yuanqi ).

Lungo il percorso di ogni Meridiano, si distinguono dei punti particolari (tsubo) dove l'energia è più malleabile, punti in cui avvengono scambi, dal tipo d'energia più sottile a energia più grossolana, oppure da energia che scorre più in profondità a energia di superficie. Nella medicina tradizionale cinese attraverso i 361 Tsubo presenti nel corpo umano, è possibile accedere al sistema energetico di ogni individuo mediante una particolare sollecitazione, attraverso aghi o con la pressione manuale.

I Meridiani principali sono 12, corrispondenti ai vari organi: polmoni, intestino crasso, stomaco, milza, cuore, intestino tenue, vescica, reni, pericardio, cistifellea, fegato e infine triplice riscaldatore.
Zang e Fu sono i termini utilizzati per descrivere diversi organi yin e yang visibili nel corpo umano. I dodici organi della medicina cinese sono divisi in sei organi solidi Zang (yin) e sei organi vuoti Fu (Yang), classificati secondo le funzioni della trasformazione (organi yin) o del trasporto. Gli organi Zang originariamente sono responsabili della creazione e dell'immaganizzamento di Qi e Sangue. Il Cuore (Xin) "Capo degli organi vitali" regola gli altri organi controllando la circolazione del sangue. Il cuore gioca anche un importante ruolo nel comportamento e nella salute mentale. L'attività del cuore è riflessa sul colore della faccia e della lingua. Il Fegato (Gan) immagazzina e regola la distribuzione del sangue attraverso il corpo e sostiene il flusso regolare del Qi sia in termini di attività fisiche ed emotive così come il controllo dei tendini, manifestandosi nelle unghie e aprendosi negli occhi. La Milza (Pi) controlla il "muoversi e il trasformarsi" della essenza vitale estratta dallo stomaco dal cibo e dalle bevande; essa ospita la memoria. Il Polmone (Fei) controlla l'energia vitale (qi) estraendola dall'aria e trasferendola al sangue. Il polmone controlla la respirazione, e regola e favorisce il metabolismo dell'acqua, ma alimenta anche la pelle e i capelli. Il Rene (Shen) controlla l'acqua, immagazzina l'essenza e poi regola la riproduzione, la crescita e lo sviluppo. Il Pericardio è l'ultimo organo importante dello Zang che include e protegge il cuore e, conseguentemente, le malattie del pericardio sono il risultato di una disfunzione del cuore. Gli organi Fu sono principalmente responsabili di ricevere, processare, ed eliminare le sostanze nel corpo. Essi generalmente soffrono di sindromi di eccesso. Sono considerati meno importanti. Nella Medicina Cinese Tradizionale le funzioni degli organi Fu sono molto simili alle loro funzioni nella medicina occidentale.

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A ogni organo corrisponde un'orbita energetica di scorrimento preferenziale del meridiano; queste orbite sono collegate tra loro da altri canali detti ' collaterali ' (Luo). In cinese il carattere usato per meridiani è ‘Jing’ o ordito, quello per i collaterali è ‘Luo’ o trama, come per un telaio, qualcosa che insieme crea una struttura; il sistema dei meridiani costituisce l'impalcatura energetica dell'organismo, la connessione tra il sistema corpo e il sistema cosmo. Ai dodici meridiani ordinari, collegati agli Zang Fu, si aggiungono dodici rami secondari (o collaterali, che partono da ciascuno dei principali e prolungano il percorso dei meridiani Yin fino alla testa) e otto meridiani straordinari che bilanciano l'interscambio tra Yin e Yang dell'intero organismo. Tra questi ultimi, gli unici due dotati di punti propri sono il Renmai e il Dumai. Il primo, spesso tradotto 'vaso di concezione', scorre lungo la linea mediana anteriore del tronco e governa tutti i meridiani Yìn, il secondo, detto 'vaso governatore', scorre lungo la linea mediana posteriore del tronco e governa tutti i meridiani Yang. Il Dumai parte dal retto e arriva al naso; il Renmai parte dal perineo e arriva alla bocca; dal naso entra il 'Qi del cielo', dalla bocca i 'sapori della terra'. Il cielo nutre l'uomo attraverso i cinque Qi; la terra nutre l'uomo attraverso i cinque sapori. I cinque Qi penetrano attraverso il naso, si accumulano nel cuore e nei polmoni; fanno sì che l'incarnato risplenda nei cinque colori e la voce sia forte e chiara; i cinque sapori entrano dalla bocca, si accumulano nello stomaco e nell'intestino e vengono tesaurizzati in maniera da nutrire i cinque Qi (degli organi interni).

Oltre ai due Meridiani speciali (Vaso governatore e Vaso di concezione), vi sono altri due Meridiani che possono generare qualche perplessità vedendo le cose con occhio occidentale: il pericardio ed il triplice riscaldatore, i quali non vengono in genere riconosciuti come organi a se stanti. Il pericardio come noi lo conosciamo, è in l'involucro di protezione del cuore, che è ritenuto molto importante in quanto un'anomalia di questa protezione può produrre seri guai. Nella medicina cinese invece quest' involucro è considerato un vero e proprio organo, addetto alla funzionalità ed alla protezione del muscolo cardiaco, tanto che in alcuni testi è citato con il nome di "maestro del cuore". Per quanto riguarda invece il triplice riscaldatore, è un tantino più difficile trovare un organo con questa funzione, quindi è necessario approfondire cosa s'intende per triplice riscaldatore. Questo termine è utilizzato per identificare una funzione molto importante del nostro organismo e comprende tre organi che insieme regolano queste funzioni e sono: i polmoni, la milza ed i reni, ma include anche in parte l'intestino tenue, il crasso e la vescica. E' localizzato in tre fasce (da qui il nome di triplice), il riscaldatore alto, il medio ed il basso. Il riscaldatore alto s'identifica nei polmoni, è il nebulizzatore. Il centrale, nello stomaco e la milza, identifica la schiuma che ribolle nei succhi digestivi dello stomaco. Il basso, dagl'intestini tenue e crasso, i reni e la vescica, identifica una palude, una melma, l'eliminazione delle scorie, delle sostanze impure. Il riscaldatore alto comprende la testa ed il petto, il medio, dal petto all'ombelico, il basso, al di sotto dell'ombelico. Lo scopo di questo "organo", è quello di gestire il giusto fluire delle acque ed attraverso queste, la termoregolazione del corpo. La teoria dei meridiani sostiene che una disarmonia in un meridiano può avere origine sia da un disturbo relativo al meridiano stesso (che come abbiamo visto ha energia sua) sia da una disarmonia dell'organo cui è collegato. Facciamo un esempio: una disarmonia del meridiano dello stomaco può causare dolore ai denti superiori, perché appunto passa nelle gengive superiori, mentre un dolore nei denti inferiori, può dipendere dal meridiano dell'intestino crasso. Un dolore inguinale, può dipendere da una disarmonia del meridiano del fegato, oppure da una disarmonia del fegato stesso. Le disarmonie degli organi si riflettono nei propri meridiani e viceversa. Un dolore lungo il percorso del meridiano del cuore può corrispondere ad energia stagnante nel cuore, un eccessivo calore nel fegato, può manifestarsi come un rossore degli occhi. Un'eccessiva agitazione, stati d'ira, denotano un'eccessiva energia nel fegato. Tutte queste disarmonie denotano uno squilibrio, una mancanza, oppure un movimento disordinato di alcune energie, che devono essere riequilibrate nel loro fluire, ecco quindi il significato del riequilibrare attraverso le pressioni, del riportare in armonia il nostro corpo.
Si distinguono inoltre 12 meridiani muscolo-tendinei, corrispondenti alle zone muscolari attraversate dal percorso dei meridiani principali, e dodici zone riflessologiche cutanee, dove si riflette l'attività funzionale del meridiano corrispondente. A ogni livello Yin sono associati due Zang, cui corrispondono un meridiano 'della mano' e uno 'del piede'; a ogni livello Yang due Fu (della 'mano' e del 'piede' ). I meridiani Yin della mano scorrono dal torace all'estremità delle dita passando per l'interno del braccio, rispettivamente nel terzo anteriore della faccia interna (polmoni), in quello centrale (pericardio) e in quello posteriore (cuore). I meridiani Yang della mano vanno invece dalle estremità delle dita al capo passando per l'esterno del braccio, rispettivamente nel terzo anteriore della faccia esterna (intestino crasso), in quello centrale (Sanjiao) e in quello posteriore (intestino crasso). I meridiani Yang del piede vanno dal capo alle dita del piede passando: per il dorso e parte posteriore delle gambe (vescica urinaria), per i fianchi e faccia esterna delle gambe (vescica biliare) e per i lati esterni del torace e dell'addome lungo la faccia anteriore delle gambe (stomaco). I tre meridiani, Yin del piede vanno invece dalla punta dei piedi al torace passando per l'interno delle gambe e per la fascia centrale dell'addome.

Vediamo meglio, ora più da vicino ogni Meridiano. Come ogni Meridiano può essere responsabile di eventuali disfunzioni in caso d'errato scorrimento dell'energia ed i vari collegamenti. Ogni Meridiano è simmetrico, percorre lo stesso tratto per entrambe i lati del corpo, tranne per i due Meridiani speciali che percorrono il centro. Meridiano dei Polmoni: è composto da 11 punti, inizia dal torace (polmoni) e finisce sul pollice, picco di energia dalle 3 alle 5, Yin, appartiene all'elemento Metallo, è responsabile dei seguenti stati: malinconia, tristezza, contatto con l'ambiente circostante, tosse, mancanza di fiato, oppressione toracica, naso colante, raffreddore, influenza, voce, pelle, allergie, asma. Il meridiano dell'Intestino Crasso è composto da 20 punti, inizia dal dito indice e finisce sulle gengive inferiori, picco di energia dalle 5 alle 7, Yang, appartiene all'elemento Metallo, è responsabile dei seguenti stati: stipsi, diarrea, emorroidi, stitichezza, disturbi del naso e della bocca, mal di denti inferiori, debolezza alle braccia, sangue dal naso, naso chiuso.Il meridiano dello Stomaco è composto da 45 punti, inizia sulle gengive superiori e finisce sul secondo dito del piede, picco di energia dalle 7 alle 9, Yang, appartiene all'elemento Terra, è responsabile dei seguenti stati: curiosità, fame del sapere, quando i nostri progetti non ci fanno dormire, inappetenza, fame nervosa, fiacchezza, debolezza alle gambe, diarrea, stitichezza, dolori ai denti superiori, nausea, vomito, eruttazioni, singhiozzo. Meridiano Milza-Pancreas: è composto da 21 punti, inizia sull'alluce e finisce nell'addome (milza-pancreas), picco di energia dalle 9 alle 11, Yin, appartiene all'elemento Terra, è responsabile dei seguenti stati: rattiene il sangue all'interno dei vasi sanguigni, emorragie, distribuzione ormonale, ciclo mestruale, termoregolazione del corpo, mani e piedi freddi, dilatazione dei fianchi e dei glutei, muscoli, capacità organizzative, concentrazione, senso del gusto, bocca, le labbra identificano lo stato della milza. Il meridiano del Cuore è composto da 9 punti, inizia sotto l'ascella e finisce sul dito mignolo, picco di energia dalle 11 alle 13, Yin, appartiene all'elemento Fuoco, è responsabile dei seguenti stati: mozioni, sentimenti, governa il sangue e i vasi sanguigni, insonnia, agitazione, irrequietezza, confusione mentale, scarsa memoria, incoscienza, follia, pallore, palpitazioni, respiro corto, lingua, sproloquio, mutismo. Il meridiano dell'Intestino Tenue è composto da 19 punti, inizia dal dito mignolo e finisce nell'addome (intestino tenue), picco di energia dalle 13 alle 15, Yang, appartiene all'elemento Fuoco, è responsabile dei seguenti stati: distinzione e scelta delle cose importanti o meno, urine, dolori addominali, dolori alle braccia spalle e collo. Il meridiano della Vescica 67 punti, inizia all'angolo interno dell'occhio e finisce sul quinto dito del piede, picco di energia dalle 15 alle 17, Yang, appartiene all'elemento Acqua, è responsabile dei seguenti stati: sistema nervoso autonomo, torcicollo, artrosi cervicale, rigidità alle spalle, dolori alla schiena, dolori lombari, stanchezza agli occhi. Il meridiano dei Reni è composto da 27 punti, inizia dalla pianta del piede e finisce nei reni, picco di energia dalle 17 alle 19, Yin, appartiene all'elemento Acqua, è responsabile dei seguenti stati: volontà di agire, sede della vitalità fisica, mani e piedi freddi, dolori lombari, sterilità, impotenza, chiarezza mentale, concentrazione, memoria, ossa e denti, digestione, colorazione delle urine, paura, capelli, acufeni, sordità. Meridiano del Pericardio o Maestro del Cuore: è composto da 9 punti, inizia nel cuore e finisce sul dito medio, picco di energia dalle 19 alle 21, Yin, appartiene all'elemento Fuoco, è responsabile dei seguenti stati: armonizzazione della sessualità, stretta correlazione con il cuore. Il meridiano del Triplice Riscaldatore è composto da 23 punti, inizia dal dito anulare e finisce nel basso ventre, sotto l'ombelico, picco di energia dalle 21 alle 23, Yang, appartiene all'elemento Fuoco, è responsabile dei seguenti stati: il grande motore che attiva e fa circolare energia vitale e liquidi, la pompa termica che spinge i liquidi ovunque, sistema immunitario, stitichezza, acufeni, mal d'orecchie, problemi articolari alla spalla, gomito, polso. Meridiano della Vescicola Biliare o Cistifellea: è composto da 44 punti, inizia dall'angolo esterno dell'occhio e finisce sul quarto dito del piede, picco Energia dalle 23 alle 1, Yang, appartiene all'elemento Legno, è responsabile dei seguenti stati: capacità di valutazione, coraggio, iniziativa, indecisione, timidezza, scoraggiamento, muscoli, tendini, mal di schiena, scoliosi, equilibrio tra i due lati del corpo, turbe dell'orecchio, spalle, fianchi, dolori ai lati della testa. Il meridiano del Fegato è composto da 14 punti, inizia dall'alluce e finisce nel fegato, picco di energia dalle 1 alle 3, Yin, appartiene all'elemento Legno, è responsabile dei seguenti stati: presiede all'idea creativa, mette in moto le energie primaverili, emotività, depressione, scoppi d'ira, irritabilità, vertigini, sonno agitato, digestione, assimilazione, nausea, vomito, diarrea, gonfiore addominale, tono muscolare, stanchezza, crampi, mestruo, organi genitali, cistiti, miopia, vista offuscata, bruciori agli occhi, emicranie della parte alta della testa. Il meridiano del Vaso Governatore è composto da 28 punti, inizia nella cavità pelvica e percorrendo tutta la parte posteriore del corpo finisce sulla gengiva superiore. Meridiano del Vaso di Concezione; è composto da 24 punti, inizia nella cavità pelvica e percorrendo tutta la parte anteriore del corpo finisce al centro della mandibola.

Evidenze scientifiche sull'esistenza dei meridiani energetici.
Numerose sono le ricerche scientifiche relative all'esistenza e alla natura dei canali energetici sui quali si basa l'antica medicina tradizionale cinese. Molti studi clinici confermano che le sensazioni di varia natura che molti pazienti provano quando vengono trattati i punti di agopuntura, con gli aghi o con la pressione, sensazioni tipo formicolii, risonanza fra punti lontani, sensazione di attivazione energetica e via dicendo, seguono il decorso dei meridiani. E' stato rilevato, ad esempio, che il novanta per cento delle dermatiti, anche infantili, si manifesta proprio lungo il tragitto dei canali. In laboratorio invece, l'esistenza dei meridiani energetici è stata largamente provata, grazie all'utilizzo di sofisticate apparecchiature radiologiche, elettromagnetiche, a raggi infrarossi e via dicendo. Molti studi si basano sul fatto che la resistenza elettrica della cute negli agopunti e lungo il tragitto dei canali è minore rispetto a quella dei tessuti circostanti. Punti e canali sono caratterizzati anche da precise modificazioni nella struttura dei tessuti: non solo varia la resistenza elettrica, ma anche la consistenza dell'epidermide come dei tessuti più profondi e a volte il colore. Lungo il tragitto dei canali varia anche il tasso metabolico, essendo superiore l'espirazione di anidride carbonica rispetto a quella della cute circostante. I meridiani rappresentano un sistema biofisico che risulta indipendente dalla circolazione sanguigna come da quella linfatica: l'utilizzo del Tecnezio-99, un tracciante radioattivo, ha permesso di rilevare che il contrasto non si diffonde uniformemente nei tessuti, né segue altre percorsi, come quello venoso, arterioso o linfatico, ma prende esattamente la strada dei canali energetici. E' indipendente anche dai tragitti del sistema nervoso, come dimostrano le linee di trasmissione elettromagnetica negli arti che permangono, senza subire alterazioni, anche dopo un'amputazione. Oggi, questi risultati sono stati confermati da tecniche più recenti, come la termografia a raggi infrarossi, la luce fredda ultra debole e la trasmissione di impulsi sonori lungo i meridiani. Sembra infine che la velocità di conduzione e di diffusione del contrasto varia a seconda che si tratti di un meridiano yin o yang e che sia in atto o meno una patologia.

La semeiotica ungueale e morfologica del piede nelle apatopatie secondo la lettura energetica della riflessologiadi Marco Ghiselli
I collegamenti energetici riflessologici che permettono di leggere l'alterazione ungueale e morfologica relativa alla funzionalità epatica si basano sul percorso dei meridiani del fegato e della cistifellea. Il meridiano del fegato parte dal margine ungueale esterno dell'unghia dell'alluce di entrambi i piedi e questo determina che metà unghia dell'alluce rappresenta la funzionalità epatica.Il meridiano della cistifellea termina nel margine ungueale esterno del quarto dito di entrambi i piedi; questo determina che l'unghia del quarto dito rappresenta la funzionalità epato-biliare e il quarto dito rappresenta la forma e il livello di tonicità delle pareti della cistifellea.L'area riflessa della cistifellea è situata in corrispondenza della testa del quarto metatarso del piede destro. L'area riflessa del fegato si trova tutto intorno alla testa del quarto metatarso. Se per unghia sana si intende un'unghia né troppo spessa né troppo sottile, di forma regolare, di colore rosa, lucida, senza striature né verticali né orizzontali, senza macchie o linee scure, non incarnita e nemmeno eccessivamente approfondita nel margine ungueale, tanto più ci allontaniamo da queste caratteristiche, tanto più il livello di intossicazione epatica aumenta.Le alterazioni congenite si evidenziano attraverso le seguenti manifestazioni:- un eccessivo approfondimento dell'unghia dell'alluce nel margine ungueale esterno.- Un arretramento del quarto metatarso che determina un arretramento dell'attaccatura del quarto dito rispetto alle altre dita.- Un'alterazione della lunghezza in eccesso o in difetto del quarto dito in relazione alle altre dita.- Un'alterazione della forma dell'unghia, ad esempio quando l'unghia si stacca dal letto ungueale sollevandosi verso l'alto oppure quando l'unghia ha dimensioni ridotte o maggiori rispetto alle altre unghie.Le alterazioni acquisite si manifestano attraverso le seguenti alterazioni:- un'alterazione del colore dell'unghia che inizia con una opacità e continua con un iscurimento e un progressivo ispessimento fino a determinare un'onicosi. Man mano che l'intossicazione epatica avanza, l'onicosi evolve verso un'onicogrifosi con striature verticali che diventano via via più profonde. Contemporaneamente si assiste ad un iscurimento ulteriore dell'unghia che può prendere due strade: o verso il giallo o dal giallo al marrone o verso il grigio e dal grigio al nero.L'ingiallimento può esserci anche senza arrivare ad un'onicosi o ad un'onicogrifosi perché è strettamente legato a una ridotta funzionalità epato-biliare.Il colore grigio è generalmente accompagnato da un'onicosi ed è importante verificare che sia maggiore nella metà dell'unghia dell'alluce corrispondente al fegato e minore nell'altra metà perché, se fosse il contrario, ci troveremmo di fronte a un'intossicazione epatica secondaria ad altre problematiche. Questo vale per tutte le altre alterazioni viste precedentemente. Si possono avere delle striature verticali anche senza un'alterazione dello spessore dell'unghia. In questo caso l'intossicazione epatica e la relativa ipofunzionalità si sviluppano in conseguenza a problematiche relative ad altri organi.- L'incarnimento dell'unghia dell'alluce nel suo margine ungueale esterno determina un aggravamento della situazione attuale in relazione alla funzionalità del fegato.Dobbiamo distinguere però un incarnimento che avviene con un'unghia sottile da un incarnimento che avviene un'unghia spessa. Nel primo caso, l'alterazione è molto legata al momento attuale perché può avvenire in poco tempo. Nel secondo caso l'alterazione richiede molto più tempo perché lo spessore dell'unghia determina una crescita più lenta.- L'intossicazione epatica determina un indebolimento delle difese del sistema immunitario. Questo predispone l'insorgenza delle micosi ungueali che in genere iniziano attaccando l'unghia dell'alluce e continuano propagandosi alle altre unghie. La gravità è determinata dalla quantità di superficie dell'unghia sollevata dal fungo. Se non si interviene con metodiche disintossicanti, in genere il fungo arriva fino alla matrice ungueale determinando il distacco dell'unghia stessa. Quando il fungo si instaura in modo cronico in un'unghia spessa, ne determina una crescita irregolare spesso accompagnata da onicogrifosi.- La deformazione del quarto dito sia come ingrossamento generale sia come prolassamento del polpastrello, indica una ridotta capacità di svuotamento della cistifellea. Questo è aggravato se il quarto dito assume la forma ad uncino mentre è meno grave se assume la forma a martello. In entrambi i casi, se questo fenomeno si cronicizza, si creerà un callo in corrispondenza dell'articolazione interessata dalla deformazione del quarto dito. Questa situazione protratta nel tempo può determinare delle epatopatie che a livello riflessologico si evidenziano anche con un'alterazione strutturale e morfologica dell'unghia del quarto dito come precedentemente detto.- L'alterazione dell'area riflessa del fegato e della cistifellea si manifesta o con una callosità che determina un iperfunzionamento epatobiliare con conseguente steatosi epatica oppure con uno svuotamento del cuscinetto adiposo che riveste l'area riflessa fino all'insorgenza di vere e proprie depressioni cutanee che determinano una ipofunzionalità epato-biliare con conseguente dismetabolismo lipidico e ridotta glicogenosintesi e glicogenolisi.
www.scuolanaturopatia.org

Morfologia piedi
La pianta del piede rappresenta la parte stabile, che non cambia; rappresenta la struttura di base del piede, ciò che uno è.
Qui troviamo i quattro elementi:
TERRA: Pianta quadrata: la zona polmone e tallone hanno quasi la stessa dimensione. La terra indica stabilità; è il livello più fisico e materiale; rappresenta una persona concreta, radicata, pratica, attaccata alle tradizioni e non facile al cambiamento. E' un soggetto affidabile che porta a buon fine ogni compito che gli viene affidato. Il suo problema consiste nella resistenza a lasciare le cose vecchie per quelle nuove.
FUOCO: Pianta triangolare: la zona dei metatarsi è molto ampia rispetto al tallone che rappresenta il vertice del triangolo. Si tratta di una persona che si ritrova al centro anche quando non vuole, tende a dominare, a dirigere; è un soggetto impulsivo con tante idee e voglia di agire. Il suo problema potrebbe essere l'eccessiva impulsività e la troppa intolleranza.
ARIA: Pianta rettangolare: la pianta del piede ricorda la forma di un rettangolo; è allungata e stretta. Questi piedi che sembrano "volare", appartengono ad una persona idealista che vive nel proprio mondo in un suo credo interno; può essere distaccato dalla realtà. In forma positiva può avere il distacco sufficiente per poter essere critico ed obbiettivo. Sono piedi che danno l'idea di essere giovani, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Il difetto di queste persone consiste nel vivere troppo nel mondo delle idee.
ACQUA: Pianta armonica e ben proporzionata. Nessuna forma è predominante. Questa pianta rappresenta una persona con buona elasticità e flessibilità, capace di fare bene le cose più disparate. E' un soggetto che impara facilmente, si adatta ai cambiamenti, è sensibile, può fare più cose contemporaneamente, non lo si può bloccare, vuole fare le sue esperienze ed è bene lasciargliele fare. La pianta del piede rappresenta la parte stabile, che non cambia.

Le dita del piede, a differenza della pianta, possono cambiare, perché rappresentano l'evoluzione, la crescita, la trasformazione.

Ogni dito del piede rappresenta una funzione dell'uomo:

Primo dito (alluce) : funzione intellettuale; centro razionale. Ad un alluce grande corrisponde un notevole sviluppo della parte mentale e del pensiero.

Secondo dito: parte motoria; ha a che fare con l'azione. Questo dito ha a che fare con il motorio, quindi è possibile una buona propensione allo sport, oppure può indicare buone capacità pratiche, organizzati ve, leadership.

Terzo dito: centro dei valori. È correlato con i valori della persona, con la sua parte intuitiva e sensibile, con i suoi principi di giusto e sbagliato.

Quarto dito: centro emozionale o meglio specchio del centro emozionale. Indica la maturità emotiva della persona.

Quinto dito: creatività e sessualità. Questo dito rappresenta la creatività, il fuoco dell'entusiasmo, l'originalità ed ha a fare con la sessualità.


Tutti abbiamo un alluce grande ed un quinto dito piccolo, segno che abbiamo sviluppato molto gli aspetti mentali e razionali, mentre diamo poco spazio all'originalità e alla parte creativa.

I neonati hanno tutte le dita uguali, come se fossero pronti per sviluppare allo stesso modo tutte le funzioni; in realtà, già dopo pochi mesi è visibile la differenza di sviluppo delle varie dita. Si narra che gli Atlantidei avessero tutte le dita dei piedi uguali, infatti il livello di sviluppo da essi raggiunto era completo.
http://www.noisiamo.net/
CURIOSITA'
Il nome delle cinque dita del piede:
alluce o I° dito
illice
trillice
pondolo
minolo o mellino
http://conipiediperaria-riflessoluxfirenze.blogspot.it/2010/09/dimmi-dove-ti-fa-male-e-ti-diro.html

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Alcuni geni sopravvivono alla morte per 4 giorni e parte del Dna continua a funzionare

30 maggio 2018
14
ROMA - Dopo la morte, parte del Dna continua a funzionare: centinaia di geni infatti si risvegliano, aumentano o diminuiscono la loro attività fino a 4 giorni dopo la morte. La mappa di queste funzioni, descritte in due diversi studi, viene riassunta dal sito della rivista Science e può portare a migliori cure per conservare gli organi da trapiantare e metodi per determinare il momento della morte nelle vittime di un crimine.

Il gruppo di Peter Noble dell'università di Washington, studiando l'attività di 1000 geni nel pesce zebra e nei topi, ha scoperto che, sebbene la maggior parte smetta di funzionare nelle prime 24 ore dopo la morte, nei pesci alcuni rimangono funzionanti fino a 4 giorni dopo. Questi geni 'postmortem' sono molto utili nelle emergenze, perché agiscono contro le infiammazioni, attivano il sistema immunitario e combattono lo stress. Ma ve ne sono altri ancora più sorprendenti: si tratta dei geni dello sviluppo embrionale che si risvegliano dopo la morte, e di altri che innescano il cancro e diventano più attivi dopo la morte. "Il corpo umano è un laboratorio chimico vivente, dove tutte le trasformazioni avvengono in modo incessante e con i loro tempi. La cosa interessante è capire perché alcuni geni, come quelli dello sviluppo embrionale, si riattivano dopo la morte.

Chi dà questo segnale?", si chiede il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'università Roma Tor Vergata. Saperlo, continua Novelli, "potrà essere utile per attivare i geni che mantengono vivo l'organo in tutte quelle malattie in cui c'è la morte cellulare". Nell'altro studio i ricercatori dell'Istituto di Scienza e Tecnologia di Barcellona, attraverso lo studio dei dati genetici di 36 tessuti differenti (dai polmoni alla pelle) hanno scoperto che il tempo trascorso dal momento della morte influenza l'attività dei geni e che questo effetto cambia da tessuto a tessuto. "Sapere quali geni sono attivi fino a 3 ore dalla morte aiuterà le analisi forensi a stabilire l'ora della morte solo da un campione di tessuto, e la morte cellulare potrebbe diventare un indicatore per determinare la morte".

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http://www.repubblica.it/scienze/2018/05/30/news/alcuni_geni_sopravvivono_alla_morte_parte_del_dna_continua_a_funzionare-197757547/

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Il Presidente della Coldiretti lancia l’allarme: Ecco quali cibi non mangiare se non volete " avvelenarvi "

L’affondo di Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti: “Sui cibi il primo nemico ce l’abbiamo in casa, è la Ue”

Non usa mezzi termini Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti. Nella sua intervista a Libero, Moncalvo attacca l’Europa e i paesi del Nord Europa, troppo attenta ai prezzi bassi che alla qualità dei cibi che mangiamo.

 

“La differenza tra una fiorentina e una bistecca texana – dice – come quella tra il nostro olio extravergine e una margarina confezionata da qualche multinazionale nordica, può essere la stessa che passa tra la vita e la morte“.

La lotta contro l’Ue

 

Moncalvo, intervistato da Pietro Senaldi, spiega i motivi di questa sua dura affermazione. “Il primo nemico ce l’abbiamo in casa, è la Ue, che sacrifica l’ agricoltura utilizzandola come merce di scambio per privilegiare altri settori negli accordi internazionali”. Per la precisione, Bruxelles preferisce privilegiare “esportazione in settori considerati chiave come la farmaceutica e il comparto metalmeccanico abbiamo aumentato la quantità di prodotti ortofrutticoli importabili senza dazi da Paesi che utilizzano pesticidi che l’Italia ha messo fuori legge da decenni perché cancerogeni“.

 

I cibi stranieri che entrano in Italia

Di esempi di accordi commerciali per liberalizzare l’ingresso nel mercato italiano di prodotti stranieri ce ne sono a bizzeffe. “L’ olio tunisino, le fragole e i pomodori marocchini, i carciofi e le zucchine egiziani – elenca Moncalvo – Abbiamo fatto accordi commerciali sulla pelle dei cittadini, che sul banco si trovano prodotti a basso costo perché avvelenati e ottenuti con uno sfruttamento del lavoro al limite della schiavitù. Ma attenti anche al grano che arriva dal Canada: lì hanno poco sole e lo fanno seccare con il glifosate, che è cancerogeno“.

La Diet Coke meglio del parmigiano reggiano !!!

 

Ed è proprio sulla qualità del cibo che si gioca la lotta dei nostri agricoltorti. Infatti arriviamo al paradosso secondo cui alcune etichettature considerano dannosi i buoni prodotti italiani e ottimali preconfezionati industriali di altri Paesi.

”Sei multinazionali americane – spiega il presidente della Coldiretti – stanno promuovendo in Europa un sistema di etichettatura nutrizionale a semaforo, fuorviante e discriminatorio, per sconsigliare l’ acquisto di prodotti naturali a vantaggio di cibo preconfezionato.

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L’Inghilterra impone a ogni prodotto un’ etichetta, verde, gialla o rossa a seconda di quanto faccia bene o male. Risultato? Il nostro prosciutto di Parma e le forme di Reggiano hanno il bollino rosso mentre la Diet Coke ha quello verde e l’ export italiano di olio di oliva verso la Gran Bretagna è calato del 12% in un anno“.

 

“L’Ue dorme”

Un modo per risolvere il problema sarebbe introdurre “a livello europeo l’obbligo di indicare l’ origine dei prodotti, il che ci agevolerebbe molto, visto che in tutto il mondo si sa che il cibo italiano è il più sano oltre che il più buono, e darebbe un’ informazione onesta al consumatore”. Ma così non avviene. “L’Ue dorme”, dice Moncalvo. “Come nell’ accordo Ceta con il Canada, che toglie valore alla stragrande maggioranza dei nostri prodotti Dop, costringendo i nostri prodotti tipici a convivere sullo scaffale con le loro imitazioni, per cui per esempio uno può fare il prosciutto in Quebec e chiamarlo “San Daniele” o fare il formaggio in Arkansas e chiamarlo “Parmesan”“.

 

Ecco quali cibi evitare:

Ecco dunque quali cibi devono essere evitati se non si vuole rischiare “un quotidiano avvelenamento del corpo”: la prima indicazione sono i “cibi venduti a prezzi troppo bassi per essere credibili”. “Dietro di essi – spiega Moncalvo– spesso si nascondono rischi per la salute, l’ambiente e anche lo sfruttamento.

Dal riso asiatico alle conserve di pomodoro cinesi, dall’ ortofrutta sudamericana a quella africana, fino ai fiori del Kenya. Quasi un prodotto agroalimentare su cinque che arriva in Italia dall’ estero non rispetta le normative in materia di tutela dei lavoratori vigenti nel nostro Paese.

I prodotti low cost sono spesso il risultato di ricette modificate, uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi.

Per non parlare dei famosi insaccati tedeschi: in Germania esistono allevamenti dove convivono stipati anche 200mila maiali, ciascuno con mezzo metro quadrato a disposizione. Per evitare che si ammalino, li curano preventivamente bombardandoli di farmaci, che noi assumiamo quando mangiamo i loro wurstel e salumi.

Se poi andiamo in Africa e Cina, la situazione peggiora: siamo ai vertici mondiali per insicurezza alimentare con l’ uso di prodotti chimici vietati in Italia da decenni“.

 

tratto da: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ecco-quali-cibi-non-mangiare-se-non-volete-morire-avvelenati-1526403.html

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Il digiuno innesca la disintossicazione dell’organismo

San Basilio Magno e il digiuno L’abate Auger ha tradotto le omelie di questo dottore della Chiesa che, nel 330, è stato uno dei principali padri della Chiesa ortodossa e cattolica (encomiabile apertura mentale, per l’epoca!). Viene festeggiato sia in Occidente sia in Oriente. Nei suoi scritti scopriamo che il digiuno risale al primo uomo. Sono inoltre tratti esempi dall’Antico e dal Nuovo Testamento per presentare i vantaggi spirituali e fisici del digiuno. Basilio inizia la sua omelia affermando che non bisogna essere tristi quando si digiuna. Infatti (e questo è anche il mio parere) perché dovremmo essere tristi se stiamo rifiorendo, in ogni senso? Permettetemi di citarvi alcuni famosi brani di questa omelia. 

“Il digiuno è il sostegno della famiglia, il padre della salute, l’istitutore del giovane, l’ornamento dell’anziano, il gradevole compagno del viandante, l’amico fidato degli sposi. Un marito non mette in dubbio la fedeltà della moglie se la vede digiunare con gioia; una donna non è gelosa del marito se lo vede accogliere e apprezzare il digiuno. Il digiuno non ha mai rovinato una famiglia. Osservate quanto possedete oggi; osservatelo di nuovo in seguito e scoprirete che il digiuno non ha assolutamente ridotto la vostra fortuna. Allorché regna l’astinenza, nessun animale deve temere la morte e il sangue non cola da nessuna parte. Il coltello del cuoco rimane a riposo e la mensa si accontenta dei frutti che dona la natura. Il digiuno offre un momento di respiro a chi vi serve per tutto l’anno e può riposarsi dalle continue fatiche. Nella casa non si ode più alcun tumulto; il fumo e l’odore della carne ne vengono banditi. Rimane finalmente tranquilla la moltitudine di persone variamente impiegate al servizio della mensa, le quali vanno e vengono senza posa per eseguire gli ordini di un ventre insaziabile che chiede in continuazione e non è mai soddisfatto, che ha già dimenticato oggi quanto gli è stato dato ieri, di questo padrone duro e spietato. Il digiuno peraltro è atto a ispirare gioia e soddisfazione. Beviamo con piacere quando abbiamo sete, la fame insaporisce qualunque vivanda. Analogamente l’astinenza, che interrompe il corso della buona tavola, risveglia l’appetito e conferisce sapore alla carne. Se pertanto desiderate trarre piacere da ciò che mangiate, cambiate abitudini e digiunate. Essere sazi di delizie ne attenua il gusto e l’eccesso di piacere lo fa sparire. Le cose migliori stancano, se assaporate ininterrottamente. Apprezziamo con entusiasmo soltanto ciò che ci si presenta di tanto in tanto. Il sole appare più brillante dopo la notte, il risveglio è più piacevole dopo il sonno, la salute più dolce dopo la malattia; allo stesso modo, la tavola è più soddisfacente dopo il digiuno, sia per il ricco con la sua mensa sontuosa sia per il povero con il suo cibo semplice e frugale. Il digiuno non è utile soltanto per la vita futura, bensì contribuisce anche alla salute di questa vita. Una pinguedine eccessiva è soggetta a molte ripercussioni, perché la natura non è in grado di sostenerne il peso. Bevete invece dell’acqua. L’acqua non altera la testa, non lega i piedi e le mani. La cattiva digestione genera malattie incresciose. L’aspetto dell’uomo che digiuna può essere soltanto quello di un venerabile. Il colorito non è vivo né tinto di un rosso impudente, bensì abbellito da un modesto pallore; lo sguardo è dolce, il passo grave, l’aria riflessiva. Non si permette smodatezze; il suo verbo è tanto tranquillo quanto la sua anima è pura”. 

 
Incredibile, sono trascorsi 1.700 anni! 

 
 

Ecco ancora qualche istantanea sulla storia del digiuno. 
“E quando digiunate, non assumete aria malinconica […]. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto” (Matteo 6, 16-17). 

“Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiar pane e senza bere acqua. Egli scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole” (Esodo 34, 28). 

 
 

Samuele, Sansone reso invincibile dal digiuno, Lazzaro, san Giovanni Battista, san Paolo, Gesù Cristo ecc. Parecchi scritti ne narrano le pratiche di digiuno. Il digiuno mette le ali alla preghiera, la eleva e la porta sino in cielo. Provare per credere. 

Il digiuno disintossica il corpo ben più velocemente delle cure di frutta 

 
 

Con questo testo antico, abbiamo già preso un po’ di quota. Il digiuno si distingue dalle altre cure nel senso che tale pratica risulta essere la più efficace per ripulire e quindi rivitalizzare, ma anche la più difficile da tollerare e da seguire. 

Vantaggi e svantaggi specifici del digiuno: 

 
 

– si tratta del metodo di pulizia più rapido;

 – è ovviamente quello meno costoso;

– è assai criticato dalla scienza medica attuale, mentre la medicina del passato lo raccomandava. 

Abbiamo un’eccessiva tendenza a ricorrere soltanto ai farmaci. Consideriamo questa pratica, consigliata fin dalla notte dei tempi, poco ortodossa e pericolosa. La associamo alla falsa idea dell’inedia e al concetto che l’alimento restituisce forza in caso di malattia. “Su, mangia un po’! Ti farà bene!”. La comprensibile inappetenza del malato non viene purtroppo considerata un messaggio del corpo; 

– il digiuno può provocare uno stato generale di acidosi, ma questo non accade nel caso della cura dell’uva. Può pertanto rivelarsi pericoloso se non seguito da uno specialista; 

– per un principiante praticare il digiuno è difficile. I parassiti psicologici sono innumerevoli; – pancreas e fegato ritrovano la carica, anche nei diabetici; 

– la perdita di peso è garantita. Le prime volte sono difficili ma, in seguito, il corpo memorizza questo nuovo comportamento e tutto diventa più facile. 

Dopo un digiuno si osserva un’istintiva ricerca degli elementi veri, a scapito delle abitudini nocive quali dolciumi, intingoli pesanti, alcol e caffè. Inoltre, la padrona di casa ha del tempo libero (vengono dedicate cinque ore al giorno a cibarsi, preparare i pasti, fare la spesa, lavare piatti). 

Il digiuno innesca la disintossicazione dell’organismo 
È possibile seguire digiuni brevi, per esempio un giorno alla settimana. Lo consigliamo vivamente. Scegliete un giorno, sempre lo stesso, in modo che l’organismo abbia un suo appuntamento. Così facendo, protesterà di meno. 

È anche possibile prendere in considerazione piccoli digiuni di tre giorni, ma non è semplice. 

I digiuni più lunghi possono estendersi su varie settimane. In quest’ultimo caso è indispensabile ricorrere all’aiuto di uno specialista o recarsi in una clinica specializzata. Un digiuno lungo e non monitorato infatti può essere pericoloso. È necessario ricorrere alla presenza di un medico o di un igienista in grado di riconoscere una crisi di chetoacidosi, un avvelenamento da urea ecc. Durante i miei studi pratici di naturopatia con il dottor André Passebecq, dopo venti giorni di digiuno un principiante è deceduto nonostante le direttive del dottor Passebecq, ossia il tassativo ordine di smettere subito il digiuno. Attenzione!

Come procedere 
Quando? L’estate è la stagione in cui risulta più facile. In estate gli animali perdono peso, mentre ingrassano d’inverno. Cionondimeno, qualunque periodo atto alla disintossicazione è favorevole (cosa valida anche per tutte le altre cure). Ci riferiamo soprattutto alla primavera (pulizie di primavera), ma l’autunno è comunque un buon periodo. 

Se la Luna è favorevole, ancora meglio. Quando si trova nel segno della Vergine, l’eliminazione riguarda soprattutto il fegato. Se si trova nella Bilancia, riguarda i reni. Consultate un lunario per individuare queste posizioni. È preferibile scegliere un periodo di Luna discendente, cioè dal punto più alto della curva evolutiva a quello più basso. Attenzione a non confonderla con la Luna calante, che da piena diventa nuova. Non è la stessa cosa. Inoltre, quando la Luna crea un sestile o un trigono con il Sole, il periodo è ancora più favorevole (consultatene i movimenti sul lunario). 

Non credete agli effetti della Luna sul corpo? Osservate le maree e provate a immaginare che l’acqua del vostro organismo (l’ottanta per cento) non ne sia influenzata. 

Un appuntamento 
Se della durata di un giorno, il digiuno può costituire un drenaggio settimanale. Digiunare è fondamentale in caso di malattia grave, perché permette all’organismo di utilizzare tutta la sua energia per combattere la malattia. Se insorge una malattia acuta, il digiuno consente di riprendersi rapidamente. Le funzioni naturali quali il sonno si riequilibrano. 

Gli effetti prodotti 
Dopo il digiuno si prova meno desiderio di eccedere con il cibo e di assumere alcol, tabacco, caffè o sostanze eccitanti. Lo stesso accade dopo una monodieta, in particolare la cura dell’uva. 

Nella maggior parte delle patologie croniche, un programma di digiuno ben preparato permette pian piano all’organismo di attraversare crisi di disintossicazione (malattia acuta) e pertanto di risolvere il problema. Di conseguenza, la lingua impastata durante la malattia torna a essere pulita alla fine del digiuno. 

Un aiuto durante il digiuno 
La nostra alimentazione industriale, dall’alto contenuto di pesticidi e concimi, ci costringe a periodi di pulizia. Spesso, il terzo giorno di digiuno è quello più delicato, perché trascina con sé sudorazione, febbre ecc. Se l’intestino non si sblocca, è possibile aiutarlo assumendo cinque grammi di cloruro di magnesio in acqua o in una tisana idonea, se necessario varie volte al giorno. Il risultato è spettacolare! A inizio libro troverete segnali e sindromi da eliminazione. Possono infatti accadere tante cose. 

L’alimentazione dopo un digiuno 
Durante il digiuno occorre bere da due a tre litri d’acqua al giorno. Riprendere l’alimentazione costituisce un rituale importante tanto quanto il digiuno stesso. Bisogna sapere che, dopo il periodo di astinenza, l’organismo divora tutto ciò che introduciamo. Sarà pertanto necessario riprendere l’alimentazione con succhi di verdura. Poi, poco a poco, introdurremo verdura cruda, quindi cotta, frutta e soltanto molto tempo dopo carne, zuccheri e farinacei. Ho descritto in maggior dettaglio questa ripresa all’inizio del libro Après la cure, la reprise alimentaire. Il percorso è lo stesso. 

Un errore da non commettere 
La maggior parte di coloro che digiunano riprende a mangiare in maniera catastrofica, il che ne annulla non solo gli sforzi ma che, se istantanea, risulta ben più nociva del seguitare a ingerire cibi “chimici”. In linea di massima, nei digiuni attuali la ripresa dura tanto quanto i giorni di digiuno stesso. 

Ahimè, il digiuno fa paura 
La sola idea di intraprenderlo talvolta mette i brividi. Inoltre, essendo un processo incredibilmente efficace, compaiono alcuni segni benigni di disintossicazione. Quello più diffuso è il mal di testa, per esempio. Benché costantemente informata, la persona vede confondersi le sue convinzioni mediche: ha mal di testa e quindi qualcosa non va. Abbandona pertanto il digiuno, proprio nel momento fatidico in cui bisognerebbe fare tutto tranne abbandonare. In conclusione, raccomandiamo di digiunare un giorno alla settimana, sempre lo stesso. Se per voi è davvero inconcepibile, seguite in quel giorno una monodieta di frutta ben scelta. Scegliete il giorno adatto, un giorno attivo, cosicché siate occupati, un giorno in cui il contesto di stress è maggiormente favorevole. Scegliere sempre lo stesso giorno facilita le cose moltiplicandone il successo e gli effetti, perché l’organismo “attende” questo appuntamento di vitalità. E la salute rifiorisce!

Ramadan e Quaresima 
Il Ramadan è un mese di digiuno seguito per il settanta per cento da cinque milioni di musulmani in Francia. Richiede di digiunare ogni giorno, dall’alba al tramonto. Prima dell’alba si consuma un pasto veloce e dopo il tramonto un pasto della festa. Questa è la versione ufficiale. Il concetto di sacrificio e di preghiera è importante e degno di essere onorato. Ma come avrete giudicato da voi, non si tratta assolutamente di digiuno, bensì di uno spostare gli orari dei pasti. Il concetto di pasto della festa talvolta genera addirittura un “consumo eccessivo di alimenti” che si ripete. Per la Quaresima cristiana il digiuno, che in passato ricopriva parecchia importanza, ai nostri giorni viene poco considerato. Tutt’al più, ci si astiene dalla carne il Venerdì Santo. Nel digiuno invece ci si astiene dal cibo dalle sette del mattino alle sette del mattino successivo.

Bibliografia: Jean-Marie e Natalie Delecroix. “Le otto cure rivitalizzanti”

https://www.dionidream.com/digiuno/

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Un farmaco sperimentale contro la celiachia

Secondo uno studio finlandese, i cui risultati verranno presentati i primi di giugno, un farmaco sperimentale, chiamato Amg 714, si è dimostrato in grado di proteggere i pazienti celiaci dall’esposizione involontaria al glutine

Si chiama Amg714 ed è un farmaco sperimentale che potrebbe offrire una nuova speranza per i celiaci. Pazienti che spesso anche adottando una dieta priva di glutine sono esposti a pericolose quantità “nascoste” di questa sostanza, derivanti probabilmente da contaminazioni durante il processo di lavorazione degli alimenti. A raccontarlo durante la conferenza Digestive Disease Week (DDW) 2018, nei primi giorni di giugno, saranno i ricercatori finlandesi della University of Tampere che nel loro studio hanno appena scoperto come l’anticorpo Amg 714 si sia dimostrato in grado di bloccare l’interleuchina 15 (un importante mediatore della celiachia) riducendo così il numero di sintomi, come dolori addominali, diarrea e stanchezza cronica.


“È importante notare che questo farmaco è stato studiato per offrire una protezione contro una contaminazione modesta, e quindi non per il consumo di grandi quantità di glutine, come pane o pasta”, precisa l’autore dello studio, Francisco Leon. “La contaminazione, che può avvenire durante la lavorazione, l’imballaggio e la cottura degli alimenti, è purtroppo un problema fin troppo comune, anche per chi segue una dieta priva di glutine. La nostra speranza è che questo farmaco possa consentire ai pazienti celiaci di sperimentare meno sintomi dovuti all’assunzione di glutine”.

Per testare il nuovo farmaco, i ricercatori hanno suddiviso i pazienti celiaci in 3 gruppi: al primo è stato somministrato l’Amg714 in una dose da 150 mg per sei volte in 12 settimane; il secondo ha ricevuto una dose di 300 mg, con la stessa frequenza e periodo del primo gruppo; e al terzo, invece, è stato somministrato il placebo.

https://www.wired.it/lifestyle/salute/2018/05/22/farmaco-sperimentale-celiachia/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=daily&refresh_ce=

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