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Categoria: "Notizie scottanti"

RIDERE FA BENE

Ridere è sano. Aiuta il sistema immunitario, tiene sotto controllo l’avvicinarsi della depressione, cura e riduce lo stress, induce il sonno, è tonificante, è rigenerante, non ha effetti collaterali spiacevoli, ridere insomma non è altro che un farmaco miracoloso.

E’ omeopatico perchè naturale, dolce,  al 100 per cento sano.
Le risate non hanno pesticidi, conservanti , sono assolutamente senza ingredienti artificiali e intossicanti.

Non ci sono batterie e neanche controlli periodici, hanno un basso consumo e un rendimento energetico molto elevato.

Ridere è a prova d’inflazione, non ingrassa, non ha rate, bollette mensili, da pagare affannosamente , non necessita assicurazione, è a prova di furto, non è un soggetto passivo, è totalmente ecologico,non inquina e, naturalmente, è completamente riciclabile, insomma è praticamente perfetto.

Quando ridiamo sia soli che in compagnia è impossibile non filtrare un po ‘di gioia nel cuore.

Pensa al tuo personale ” tasso di risate quotidiano” e vedi di aumentarlo, tieni la traccia di quanto spesso ridi per qualche giorno e poi prendi una decisione consapevole di aumentarne la quantità da condividere con gli altri.

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Se lo fai per 30 giorni, resterai sorpreso dalla maggiore allegria che arriverà nella tua vita.
La risata è spesso niente di meno che un miracolo in quanto è totalmente gratuita e facilmente condivisibile oltre a portare tanta gioia.

Sapevi che i bambini ridono circa 400 volte al giorno? Non c’è da stupirsi che abbiano così tanta energia e suonino così felici.

Purtroppo, più cresciamo e più ci scostiamo da tale tesoro, fino a ridurci a ridere meno di dieci volte al giorno, se non persino neanche una.
Oramai vedere qualcuno per strada con un sorriso o …peggio che sta ridendo anche da solo… è diventato indice di pazzia, a tanto ci siamo ridotti!

Sono convinta che anche questa sia una delle ragioni per cui l’obesità, lo stress e le malattie hanno un impatto crescente sugli adulti nella nostra società.

Imparare a ridere più facilmente e più spesso sviluppa un effetto profondo e positivo sul tuo benessere.
Non solo, ti aiuta a migliorare la salute e di conseguenza la longevità, ma anche a godere di una migliore qualità di vita
.
La risata non ha interessi né scadenze, è il finanziamento gratuito con i maggiori profitti per eccellenza.

Autore dell’articolo: Adry.W

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Sindrome della vita che gli inglesi definiscono "di merda" : il nuovo male della nostra era e come uscirne

Sindrome della vita di merda: il nuovo male della nostra era (e come guarire)
 

E' diffusa in Gran Bretagna, così come in tutta Europa, e ancor più pesantemente in America: è la sindrome della vita di merda.

Sì, proprio in quelle realtà che per molti sono esempio lampante di “democrazia” e “progresso”; tappa o destinazione ineluttabili per tutti coloro che sono in cerca di “crescita”, nuove opportunità e successo; mito e fonte di ispirazione per molta parte del mondo occidentale, questa sindrome si sta diffondendo tra significative fasce di popolazione, tanto da sollecitare gli scienziati ad analizzare il problema.

 
 

I dati emersi dallo studio condotto in America (e pubblicato sul British Medical Journal) evidenzia come – tra i 25 e i 64 anni - i tassi di mortalità siano aumentati sia tra gli uomini che tra le donne, e questo vale trasversalmente per tutte le etnie e “razze”. Poichè i trend sociali e culturali espressi sotto i cieli a stelle e strisce e della Union Flag sono l'anticipazione di quello che arriverà anche da noi, non è affare insignificante. 

Cosa dice lo studio? Che l'aspettativa di vita ha iniziato a rallentare, che si muore prima. I malesseri che hanno afflitto la popolazione nera si stanno estendendo anche alla popolazione bianca (non ispanica, quindi tendenzialmente appartenente a ceti sociali meno in difficoltà) e di mezza età. Le cause: overdose di droga ma anche per condizioni correlate all'alcol, suicidi e malattie di organi che coinvolgono più sistemi corporei (in particolare fegato, malattie cardiache e tumori). Ovviamente c'è chi si frega le mani, come le compagnie di assicurazione che avranno più utili, dovendo erogare meno pensioni di quanto previsto.

Il nome della sindrome (della vita di merda) è stato scelto dai medici statunitensi: esplicito, nudo, crudo. Come merita: non racconta infatti solo la povertà, che indubbiamente aumenta, ma la crescente povertà relativa in un'epoca di crescente disuguaglianza, con tutti i suoi effetti collaterali psicologici. Oggi si muore prima e peggio a causa delle condizioni economiche e sociali che il consumismo, la corsa al profitto, la rottamazione dei diritti reali e più profondi delle persone a favore degli interessi delle multinazionali e della tecnologia spinta contro l'uomo, hanno – passo dopo passo – costruito. Nell'americana Baltimora la differenza di aspettativa di vita tra i quartieri più ricchi e quelli più poveri è di 20 anni; nel distretto londinese di Kensington e Chelsea, la differenza di aspettativa di vita tra i più ricchi e i più poveri è di 16 anni. E in prospettiva ci si aspetta un peggioramento di questi dati.

Questa dunque potrebbe diventare la nostra prossima condizione (ci siamo quasi anche noi, in alcuni casi ci siamo già): immersi nella vita-di-merda in cui - oltre il mare a nord e ad ovest dell'Italia- sempre più persone si trovano a navigare da tempo. Disperazione e sconforto, apprensione per il futuro, contratti sociali logori, isolamento e mancanza di accesso alle risorse da un lato e dall'altro: alta tecnologia, alta intensità di conoscenza, alto tasso di consumo e breve durata, sfruttamento nell'assenza totale di rispetto: ogni vita (umana, animale, vegetale) considerata come oggetto, di scambio, di per sé senza alcun valore. Bella prospettiva, vero?

 

Ma non c'è dubbio che un'altra strada è possibile. Non dobbiamo necessariamente importare tutti i trend, possiamo evitare che questa sindrome – mentale, affettiva, personale e sociale - arrivi a colpire le nostre vite. Come? E' sufficiente mettere in campo una sana, forte prevenzione; obiettivo: lo sviluppo del benessere globale per tutti.

Se il termine “decrescita” (che significa, in soldoni, immaginare "una nave che si dirige alla velocità di 25 nodi verso una parete rocciosa e sulla quale si scaglierà inevitabilmente e sul ponte di comando il capitano ordina di diminuire la velocità di un decimo, ma non di invertire la rotta") disturbasse ancora qualcuno, si può oggi parlare di logica economica alternativa a misura d'uomo, e di tutti. Spirituale. Un interessante punto di partenza e di confronto, potrebbe essere il modello descritto da uno dei pionieri del metodo biologico, Pierre Rabhi, nel suo agile “La parte del Colibrì” (Lindau Edizioni); i tre punti fondanti, permeati da una diversa etica a guidare ogni azione - sono: ecologia, umanesimo e consumo responsabile.

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Concretamente ecco cosa possiamo cominciare a fare (e non è certo una novità).


1) Lavoro personale per agire passi nuovi
Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, disse Gandhi. Si comincia da qui: facendo calare questa frase nella propria vita, invece di continuare – un po' tutti – a usarla come background retorico e melenso da riprendere al bisogno, per emozionarsi un po' e magari poi riprendere ad agire nel solito modo egoista con le persone, sul lavoro, nel creare attività o proporre progetti. Solo se ci impegniamo profondamente su noi stessi, potremo poi agire passi davvero nuovi. Meno facciata, più sostanza. Meno “avere”, più “essere”. Meno egoismo, più condivisione. Meno io, più noi.

2) Considerare tutti gli aspetti della realtà
Cambiare noi stessi apre le porte ad una nuova coscienza – della realtà sociale, economica – in cui viviamo: sono necessarie infatti diverse consapevolezze e conoscenze per guardare il mondo - e le nostre scelte quotidiane - per quello che sono e negli effetti a breve, medio e lungo raggio che producono. Serve prima uno sguardo non ordinario, capace di leggere e pensare i significati e le dinamiche su tutti i livelli (Rudolf Steiner, in una conferenza del 15 marzo 1919 a Dornach, sottolineò come, “nessun pensiero è in grado di immergersi davvero nella realtà se non vuole occuparsi del mondo spirituale”). Faticoso, vero. Ma necessario.


3) Agire nel proprio quotidiano
Pianificare, proporre azioni pratiche nelle realtà più vicine a noi: iniziative guidate dal preoccuparsi del bene delle persone, della Terra, degli animali, delle piante. Di tutti.

Anche contro la sindrome-della-vita-di-merda la medicina più efficace rimane l'Amore, messo in pratica individualmente e collettivamente. Possiamo farcela, questo è sicuro.

Leggi anche: 

La triste verità sulla società moderna illustrata da Steve Cutts

16 contraddizioni del genere umano nelle illustrazioni di Pawel Kuczynski (FOTO)

https://www.greenme.it/vivere/mente-emozioni/28952-sindrome-vita-di-merda?utm_source=newsletter_1467&utm_medium=email&utm_campaign=sindrome-della-vita-di-merda-il-nuovo-male-della-nostra-era-e-come-guarire

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Il suono Hu, che pervade l'Universo

Noi lo conosciamo come OM
Esso è stato descritto fin dai tempi più remoti nei testi sacri di molte religioni.

In particolare nei Veda esso è chiamato Nada, dai sufi Saut-e Sarmad, e nel Vangelo Giovanni lo descrive come il Verbo.

Questo è’ il Suono Hu, un antico nome di Dio, ma è anche il Suono che ha creato l’universo e che pervade tutto ciò che esiste, noi compresi.

I sufi, i sikh, gli eckisti lo usano nelle loro preghiere e nei loro riti quotidiani.

Questo Suono che pervade il cosmo è stato recentemente registrato anche dalla NASA, attraverso moderni strumenti.

Il suo canto è diffuso oggi nel mondo da Eckankar a beneficio di tutti. Tutti, infatti, possono usarlo, indipendentemente dalla religione seguita. Esso non cambia la propria fede ma la rende più profonda.

Se cantato per venti minuti al giorno, la nostra coscienza gradualmente si espande, permettendoci di entrare in contatto con tutto ciò che esiste.

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Il cuore si apre e l’amore divino entra in noi ogni giorno di più. La nostra consapevolezza si amplia e cominciamo a ricevere tutto ciò che serve nel momento in cui ci serve, per percorrere al meglio il nostro cammino evolutivo di ritorno a Casa.
I versi di Rumi costituiscono pietre miliari che ci accompagnano alla scoperta del nostro personale sentiero.

Concludiamo con la seguente poesia in cui egli esprime il superamento e l’inconsistenza di ogni conflitto tra religioni e civiltà. Essi costituiscono una sorta di testamento spirituale e un invito per ognuno di noi a scegliere sempre la strada dell’amore:

Cosa farò’ o mussulmani?
Non mi riconosco più ...
Io non sono né cristiano né ebreo, né magio né mussulmano.
Io non sono dell’Est né’ dell’Ovest, né’ della terra né’ del mare.
....
Il mio Luogo è’ il senza luogo,
la mia traccia è la non traccia.
Non è’ il corpo e non è’ l’anima,
perché appartengo all’anima del mio amore.

Ho riposto la dualità e visto i due mondi come uno. Uno io cerco, Uno io conosco. Uno io vedo, Uno io chiamo.

Egli è’ il primo , egli è’ l’ultimo. Egli è’ l’esterno, egli è’ l’interno.
Non conosco che HU, nient’altro che lui.

Ebbro della coppa dell’amore,
i due mondi mi scivolano dalle mani.
Se una volta nella vita ho vissuto un istante senza te,
mi pento della mia vita da quel momento in poi.
Se una volta in questo mondo otterrò’ un istante con te,
mi metterò i due mondi sotto i piedi
e danzerò’ eternamente di gioia. 

(RUMI) grazie maestro rumi!

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LE FREQUENZE DELLA VITA

Rigenera il tuo DNA ed evolvi la tua coscienza

 

Utilizzando determinate frequenze in un ambiente silenzioso si possono effettuare sedute di meditazione, training autogeno, E.F.T, pranoterapia e altre tecniche di ricerca interiore. Ad esempio un suono con frequenza a 528 Hz, può essere utilizzato prima di andare a dormire per ri-armonizzarsi o anche per cancellare le “basse frequenze” derivanti da pessime situazioni vissute o emozioni provate. Queste frequenze possono riparare e riprogrammare il nostro DNA.

 

Esistono frequenze sonore vitali, che hanno un potere straordinario e benefico sulla fisiologia umana.

 

Le principali sono 6:

 

396 HZ – Liberi dal senso di colpa e ansia

417 HZ – Cambiamento, lasciare andare il passato

528 HZ – Riparazione e armonizzazione DNA

639 HZ – Apertura e connessione nei rapporti umani

741 HZ – Stimolare il risveglio interiore

852 HZ – Ritorno all’ordine spirituale

 

 

Registrandole in un CD possono essere ascoltate ripetutamente nell’arco della giornata per la meditazione il training autogeno, EFT, pranoterapia e altre tecniche di ricerca interiore.

 

Può essere utilizzato prima di andare a dormire anche per cancellare le “basse frequenze” derivanti da pessime situazioni vissute o emozioni provate.

 

In queste 6 frequenze (Do 396 HZ, Re 417 HZ, Mi 528 HZ, Fa 639 HZ, SOL 741 HZ, LA 852 HZ) la proporzione che ne deriva crea ottave superiori corrispondenti alla geometria sacra del Codice da Vinci.

 

È l’inizio di una nuova scienza, la Cimatica, che studia le onde e i suoni che creano forme geometriche armoniose.

 

I suoni e la luce saranno gli strumenti delle medicina del futuro.

Nikola Tesla diceva che i tre numeri principali che costituiscono l’universo sono 3,6,9.

La frequenza 528 Hz (5+2+8=15 1+5 =6) è definita la frequenza ‘Miracolo’ ed è la stessa delle eliche del DNA…

 

- Nei canti Gregoriani, queste frequenze basiche sono espresse continuamente e ripetutamente. Da questo deriva il senso di armonia e di beatitudine.

 

- Un istituto giapponse (I.H.M Research Institute), ha condotto una ricerca su queste frequenze vitali, fotografando a -25 gradi i cristalli dalla geometria perfetta che ne derivava. La tecnica è quella di Masaru Emoto.

 

- Altre ricerche con la kinesiologia sui chakra ha dimostrato il potenziamento della forza vitale in presenza di tale frequenze.

 

- Tutti i pezzi di musica classica composte da Ottave superiori posseggono alcune di queste frequenze specifiche.

 

- Nel padiglione auricolare è presente la proporzione del Codice da Vinci.

 

- I suoni che posseggono queste frequenze hanno un potere straordinario sulla fisiologia umana grazie appunto alla forma che accoglie informazioni coerenti alle leggi della creazione universale.

 

 

 

i cristalli dalla geometria perfetta che ne derivava. La tecnica è quella di Masaru Emoto.

 

Alcuni cristalli di ghiaccio sottoposti alle 6 frequenze sonore (foto tratta dal cd “The Frequencies of Life”)

 

Il corpo umano è composto di sostanza genetica ed è dotato di un trasmettitore e un ricevitore estremamente evoluto di frequenze. Durante sperimentazioni scientifiche, si è osservato che inserendo il DNA in un contenitore particolare di elettroni, questi ultimi si dispongono creando una struttura uguale al DNA. Se si rimuove il DNA, gli elettroni ritornano ad occupare le precedenti posizioni. Questa è la prova certa che il patrimonio genetico dell’essere umano interagisce di continuo con l’energia circostante; siamo noi, le nostre condizioni emotive, a influenzare il mondo di continuo.

 

Dentro un essere umano ci sono delle microantenne, conosciute con il nome di amminoacidi, connesse e collegate con il DNA. Inoltre, esistono 64 codici genetici, fatti per inviare o ricevere frequenze più elevate collegando ogni persona ad una coscienza più elevata. Le ultime ricerche scientifiche dicono che solo 20 di queste antenne sono funzionanti, mentre le rimanenti 44 rimangono “spente”. 20 antenne sono insufficienti a collegare un essere umano con le frequenze più elevate. Ne deriva che ogni essere umano usa solo una piccola parte del proprio potere cerebrale. 

 

Le nostre emozioni hanno una funzione determinante sull’attivazione di queste microantenne, come dimostrato da Bruce Lipton nel libro La biologia delle credenze. Una situazione di paura che deriva da tutte le nostre emozioni a bassa frequenza, può attivare solo alcune di queste “antenne” perché produce una lunghezza d’onda lunga e lentissima.

Invece l’amore, espressione di tutte le nostre emozioni di elevata qualità spirituale, riesce ad attivare un numero elevato di “antenne Effettori’ perché genera una lunghezza d’onda veloce e corta.

 

Tutte le frequenze della vita

 

Oggi navigando in rete mi sono imbattuta inoltre in un forum dove un utente scrive di aver trovato tutte le frequenze riportandole e di aver creato un file waw che contiene i 7 toni dei chakra

 

7.83hz – Risonanza di Schumann – Accesso all’inconscio.

174hz – Fondamenta, effetti spirituali individuali

285hz – Cognizione quantica

396hz – Liberi dal senso di colpa, ansia e paura

417hz – Cambiamento, lasciare andare il passato

528hz – Riparazione e armonizzazione DNA

639hz – Apertuta e connessione nei rapporti umani

741hz – Stimolare il risveglio interiore

852hz – Ritorno all’ordine spirituale

963hz – Effetti spirituali individuali

 

 

 

696hz – Normalizzare la funzione cardiaca

751hz – Normalizzare la funzione epatica

763hz – Normalizzare la funzione della tiroide

835hz – Normalizzare il sistema immunitario

1335hz – Normalizzare la ghiandola surrenale

1537hz – Normalizzare il sistema endocrino

 

 

480hz – Corretto funzionamento della ghiandola pineale

635hz – Corretto funzionamento del colon

637hz – Rinforzo dell’integrità e delle funzione dell’RNA

1444hz – Produzione fisiologica di testosterone maschile

1445hz – Produzione fisiologica di testosterone femminile

1725hz – Stimolazione della ghiandola pituitaria G.H

 

 

35hz – Mente chiara

764hz – Normalizzare il sistema nervoso

1565hz – Bilanciamento Mente-Spirito

 

Chakras:

 

Base Della Spina Dorsale, Rosso Tramonto – 256 Hz

Osso Sacro, Arancione – 288 Hz

Plesso Solare, Giallo – 320 Hz

Cuore, Verde – 341.3 Hz

Gola, Blu – 384 Hz

Terzo Occhio, Indaco – 426.7 Hz

Corona, Viola – 480 Hz

 

NOTE:

Il file lo potete scaricare qui: Frequenze Chakras

 

Video sulle frequenze di rigenerazione e riparazione 

 

Fonte

Tratto.da:http://freeondarevolution.blogspot.it/2012/06/le-frequenze-miracolose-che-riparano-e.html#more

 

 

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Un elettrodo restituisce la possibilita' di camminare a tre pazienti paralizzati

Grazie a un elettrodo impiantato nella spina dorsale, due equipe mediche statunitensi sono riuscite a far riacquisire la mobilità volontaria degli arti inferiori a tre ragazzi paralizzati da anni. Una speranza per i pazienti in tutto il mondo, ma la strada da fare è ancora lunga.

Camminare


 ancora sulle proprie gambe. Per Jered Chinnock, Kelly Thomas e Jeff Marquis era più un sogno che una reale possibilità, dopo anni di paralisi. Ora, grazie a un dispositivo elettrico impiantato a livello della lesione al midollo spinale, quel sogno si è realizzato, e quando l’apparecchio è acceso riescono a muovere qualche incerto passo da soli, contando sulle proprie forze. A rendere noto il successo sono le équipe di ricerca della Mayo Clinic e dell’Università di Louisville, rispettivamente dalle pagine di Nature e New England Journal of Medicine. Pur non nascondendo un certo entusiasmo, i ricercatori sottolineano tuttavia come sia necessario andare cauti: non si sa ancora con esattezza come il dispositivo interagisca con l’organismo e pare che non funzioni per tutti i pazienti allo stesso modo.

L’impianto
Quando si ha un incidente, come quello Jered, Kelly o Jeff, che ti spezza la schiena, c’è poco da fare. È praticamente impossibile riparare la lesione e le terapie che si possono intraprendere riguardano soprattutto interventi per stabilizzare la colonna vertebrale, il potenziamento della parte superiore del corpo e la fisioterapia per mantenere un minimo di tono muscolare anche dalla lesione in giù.

È un lavoro costante e impegnativo da fare su se stessi, ma senza grandi prospettive di recupero.

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Un elettrodo restituisce la possibilità di camminare a tre pazienti paralizzati
Grazie a un elettrodo impiantato nella spina dorsale, due equipe mediche statunitensi sono riuscite a far riacquisire la mobilità volontaria degli arti inferiori a tre ragazzi paralizzati da anni. Una speranza per i pazienti in tutto il mondo, ma la strada da fare è ancora lunga
Mancano 2 giorni al Wired Next Fest Firenze 2018. Scopri il programma
(foto: Università di Louisville)
Camminare ancora sulle proprie gambe. Per Jered Chinnock, Kelly Thomas e Jeff Marquis era più un sogno che una reale possibilità, dopo anni di paralisi. Ora, grazie a un dispositivo elettrico impiantato a livello della lesione al midollo spinale, quel sogno si è realizzato, e quando l’apparecchio è acceso riescono a muovere qualche incerto passo da soli, contando sulle proprie forze. A rendere noto il successo sono le équipe di ricerca della Mayo Clinic e dell’Università di Louisville, rispettivamente dalle pagine di Nature e New England Journal of Medicine. Pur non nascondendo un certo entusiasmo, i ricercatori sottolineano tuttavia come sia necessario andare cauti: non si sa ancora con esattezza come il dispositivo interagisca con l’organismo e pare che non funzioni per tutti i pazienti allo stesso modo.

L’impianto
Quando si ha un incidente, come quello Jered, Kelly o Jeff, che ti spezza la schiena, c’è poco da fare. È praticamente impossibile riparare la lesione e le terapie che si possono intraprendere riguardano soprattutto interventi per stabilizzare la colonna vertebrale, il potenziamento della parte superiore del corpo e la fisioterapia per mantenere un minimo di tono muscolare anche dalla lesione in giù.

È un lavoro costante e impegnativo da fare su se stessi, ma senza grandi prospettive di recupero.

I tre ragazzi, però, hanno voluto credere nella ricerca, nella tecnologia, e hanno scelto di partecipare a una sperimentazione (Jered con la Mayo Clinic, Kelly e Jeff con l’Università di Louisville): i chirurghi hanno impiantato al di sotto della loro lesione a carico del midollo spinale un elettrodo collegato a un dispositivo (posto nell’addome) che genera impulsi elettrici. Quando il dispositivo è acceso, i pazienti sono in grado di compiere spontaneamente dei movimenti. È bene chiarire che non si tratta di un risultato immediato: senza la riabilitazione intensiva non si sarebbe arrivati a nulla.

L’equipe che ha seguito Jered, per esempio, riferisce che dopo poche settimane dall’impianto, il ragazzo steso su un fianco poteva compiere movimenti simili a dei passi. “Solleva la gamba, scalcia il piede”, era il mantra da ripetere per tutte le sedute di allenamento. Jered è poi riuscito a stare in piedi da solo e infine, dopo 43 settimane e oltre 100 sessioni di allenamento, a camminare sulle proprie gambe.

Coi piedi di piombo
Risultati davvero straordinari agli occhi della comunità scientifica, ma sono gli autori stessi a frenare l’entusiasmo perché c’è ancora tanto da fare e da capire.

Ammettono infatti di non sapere con esattezza come funzioni il dispositivo, cioè in che modo l’elettrodo riesca a veicolare i comandi dal cervello ai muscoli oltre la lesione spinale. Inoltre il team della Louisville ha tentato l’impianto su altri due pazienti, i quali però non hanno avuto il medesimo iter di successo. Sembra dunque che per raggiungere simili risultati debba verificarsi una combinazione di circostanze favorevoli.

I ricercatori pensano infatti che il dispositivo sia efficace quando le vie nervose a valle della lesione sono ancora attive ma dormienti e un po’ arrugginite. Gli impulsi elettrici applicati risveglierebbero questi circuiti, ma solo con una riabilitazione rigorosa, capendo a quali segnali rispondono i vari muscoli, è possibile recuperare i movimenti volontari.

https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/09/25/elettrodo-camminare-paralisi/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=daily

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