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INTERVISTA - Guidoni: Il turismo spaziale ?

Titolo: L'astronauta Umberto Guidoni
Fonte: Immagine dal web

"Non siamo lontani da una nuova era dello spazio". Con queste parole i vertici della New Mexico Space Authority hanno salutato la prossima apertura dello spazioporto 'America', ideato dall'imprenditore britannico Richard Branson, già fondatore dell'etichetta discografica Virgin Records, presidente di una flotta aerea e da qualche anno proprietario della Virgin Galactic, compagnia turistica per chi vuole 'evadere' dal mondo.

Branson, che nel 2009 ha intrapreso la costruzione del primo 'aeroporto spaziale per voli privati', ha praticamente ultimato i lavori e ben presto le persone più danarose del pianeta (il costo del viaggio è di 200mila dollari) potranno effettuare un mini-tour suborbitale e trovarsi in assenza di peso per una manciata di minuti. Lo spazioporto 'America', che sorge in un'area desertica del New Mexico, prevede una rampa di lancio di quasi 3 km, un terminal futuristico (da far invidia ai migliori film di fantascienza) e un centro di controllo delle operazioni spaziali.

Il futuro del turismo è oltre i confini terrestri? È giusto investire spropositate cifre di denaro per costruire veicoli spaziali commerciali? Per approfondire l'argomento NanniMagazine.it ha intervistato l'astronauta e astrofisico Umberto Guidoni, che ha compiuto due missioni spaziali della Nasa a bordo dello Shuttle. Guidoni spiega che la crisi economica ha raggiunto ogni settore, spazio compreso: "Persino la Nasa trova difficoltà ad avere finanziamenti", puntualizza, e in questa ottica il turismo spaziale privato aiuta la ricerca di settore a non arrugginirsi, a progredire e migliorare:

Cosa ne pensa della costruzione del primo spazioporto commerciale?
"Credo sia un passo avanti che avvicina ancora di più l'uomo alle meraviglie del cosmo. La Virgin Galactic, già da qualche anno, si era impegnata a realizzare test ed esperimenti di volo utilizzando lo Space Ship Two, una capsula in grado di portare quattro o cinque turisti in volo suborbitale a una quota di 100 km di altezza. Le persone che, con l'apertura dello spazioporto in New Mexico, usufruiranno di questa opportunità spazio-commerciale avranno la possibilità di osservare la Terra dall'alto, un po' come accade a noi astronauti, anche se il volo offerto dalla Virgin durerà soltanto qualche decina di minuti, decollo e atterraggio compresi. Quando lo Space Ship Two sarà giunto in quota, l'enorme veicolo provvisto di lunghe ali che tiene agganciata a sé la navicella si staccherà e quest'ultima uscirà dall'atmosfera salendo fino a cento Km di altitudine. A quel punto, per circa sei minuti, i turisti potranno sperimentare l'assenza di gravità".

Intende dire che potranno slacciare le cinture e vagare nell'abitacolo in assenza di peso come fanno gli astronauti?
"Esatto, per qualche minuto potranno 'galleggiare' all'interno della cabina, per poi riprendere posto sui sedili e prepararsi alla fase di rientro. In pratica, lo Space Ship Two compie una grande parabola, arriva in alto per poi ridiscendere sulla Terra".

Viaggio 'suborbitale' significa questo?
"Si, il termine suborbitale significa che la navicella non compie un orbita intorno alla Terra come nel caso dello Shuttle o della sovietica Sojuz, dove gli astronauti restano in orbita anche per diverse settimane, ma compie una traiettoria parabolica salendo fino a 100 Km di altezza per poi ridiscendere e rientrare nell'atmosfera terrestre".

Cosa vedranno i primi turisti spaziali guardando fuori dai finestrini?
"Da un centinaio di Km di altezza si riesce a godere uno spettacolo abbastanza notevole, soprattutto per persone non abituate a 'uscire' fuori dalla Terra. L'impatto è molto forte. Da quella distanza non si vede certo l'intero pianeta, ma parti significative sì, ad esempio i turisti potrebbero scorgere dall'alto una gran parte dell'Italia, e poi si possono vedere chiaramente i mari, le montagne, e così via. Certo, questa visione speciale del pianeta durerà solo qualche minuto, come abbiamo detto, si tratta di una missione breve ma molto intensa da un punto di vista emozionale, diciamo che durerà il tempo sufficiente per scattare qualche bella foto da riportare a casa".

Lo Space Ship Two della Virgin Galactic
[Lo Space Ship Two della Virgin Galactic]

Durante voli del genere esistono rischi particolari per i viaggiatori?
"Essendo un veicolo turistico la compagnia di Branson avrà sicuramente puntato molto sulla garanzia e la sicurezza dei passeggeri. Certo, quando si tratta di voli spaziali i rischi sono sempre presenti, il punto fondamentale è la velocità. Nel caso di voli orbitali, come quelli dello Shuttle, in cui la capsula resta in orbita, si viaggia a una velocità di circa 28mila Km l'ora, ovvero 25 volte la velocità del suono. E alla stessa velocità bisogna rientrare nell'atmosfera, e ormai sappiamo che la fase più pericolosa del volo spaziale è proprio questa. Basta ricordare l'incidente dello Shuttle Columbia nel 2003, avvenuto appunto in fase di rientro. È un momento delicato, soprattutto perché lo si affronta a quella velocità. Per quanto riguarda il volo suborbitale, invece, si rientra nell'atmosfera terrestre a una velocità di poco maggiore a quella degli aerei di linea, quindi esistono le stesse probabilità di incidente di un volo comune".

Anche per un volo suborbitale occorre una preparazione psicologica?
"Credo che i futuri turisti spaziali della Virgin Galactic saranno sottoposti a una preparazione base, nulla di complesso, perché il loro fisico e la loro mente non sarà 'messa alla prova' da giorni o settimane in assenza di gravità, si tratterà di sei minuti circa, troppo pochi per creare le condizioni sufficienti a giustificare una vera fase preparatoria. Nel caso degli astronauti invece, è sufficiente qualche ora vissuta in assenza di peso perché il corpo si adatti al nuovo 'stato', ma per farlo l'organismo attraversa un periodo di transizione ed è quello il momento più critico, in cui l'astronauta deve essere preparato a fronteggiare situazioni anche spiacevoli. Ma ripeto, per una permanenza di pochi minuti in assenza di gravità non occorre una preparazione speciale, sarà necessario più che altro spiegare ai turisti spaziali ciò che accadrà durante le varie fasi del volo. Diciamo che occorrerà loro una settimana di corso, più che altro per fronteggiare le accelerazioni dello Space Ship Two, di potenza maggiore rispetto a quelle di un aereo di linea".

Richard Branson all'interno dello Space Ship Two
[Richard Branson all'interno dello Space Ship Two]

Il costo di ogni volo suborbitale è 200mila dollari, crede che con il tempo il prezzo si abbasserà?
"Probabilmente si, con l'andare del tempo, e magari con il crescere della concorrenza in fatto di voli spaziali, il prezzo tenderà ad abbassarsi a una qualche decina di migliaia di dollari. Comunque, so che le liste di attesa per volare sullo Space Ship Two sono già molto lunghe, in effetti il costo è proibitivo per la maggioranza delle persone, ma c'è anche chi, nel mondo, può permettersi il lusso di spendere 200mila dollari per quaranta minuti di volo. Se ci pensiamo anche l'aereo, una cinquantina di anni fa, non era un mezzo di trasporto economico. Chi non poteva permettersi il lusso di volare sceglieva le lunghe traversate in nave. Con il tempo, la concorrenza di settore e il progredire delle tecnologie siamo giunti ai voli low cost, magari in futuro accadrà qualcosa di simile anche con i voli spaziali".

L'unico concorrente dell'americana Virgin Galactic è l'agenzia spaziale russa, che offre voli di 6 giorni al prezzo di 20 milioni di dollari…
"Era quasi scontato che fossero Russia e Stati Uniti a ideare per primi questo tipo di viaggi spaziali. A differenza di quella della Virgin, l'offerta dell'agenzia spaziale russa (precedente rispetto a quella americana) ha un costo di 20 milioni di dollari perché comprende un volo in orbita a bordo della Sojuz (navicella poco spaziosa, ideata per trasportare gli astronauti dalla Terra alla stazione spaziale) e una permanenza di sei giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale, più ampia e confortevole. Si capisce che la preparazione cui sono stati sottoposti i pochi turisti spaziali finora partiti è molto simile a quella vera e propria degli astronauti. Questi turisti hanno bisogno di otto mesi di tempo per prepararsi a una tale avventura, stiamo parlando di persone ricchissime che hanno tanto tempo da dedicare ai propri piaceri.. praticamente si contano sulle dita di una mano o poco più. Con la Virgin Galactic si è aperta un'altra porta verso lo spazio, anche se si tratta di voli suborbitali".

C'è chi storce il naso di fronte ai voli spaziali per turisti, vedendovi uno spreco di risorse e mezzi solo per far contenti i più ricchi…non sarebbe meglio guardare allo spazio per altri scopi, magari per aiutare la Terra, visto che il pianeta è sofferente?
"Certo, sarebbe giusto utilizzare i soldi per far avanzare le conoscenze e la tecnologia, però non dimentichiamo che in questi ultimi anni le agenzie spaziali pubbliche, persino la Nasa, sono sempre meno sovvenzionate, e dunque possono impegnarsi nella ricerca in maniera minore rispetto al passato e in questo modo il settore spaziale non progredisce. Attraverso l'attività commerciale di privati, come la Virgin Galactic, è quanto meno assicurata la prosecuzione dello studio, della ricerca e della messa a punto di nuove navicelle spaziali. Capisco che si tratta di voli commerciali, però è anche vero che Branson reinvestirà i soldi che provengono da questi voli per studiare e approntare sempre nuove tecnologie spaziali, questo contribuisce a far progredire il settore nel suo complesso, che in tal modo non si impantana a causa della crisi internazionale. Queste tecnologie, anche se progettate e costruite a scopo turistico-commerciale, sono comunque utili a livello scientifico globale".

Che lei sappia, a livello di ricerca spaziale si stanno sviluppando nuove tecnologie allo scopo di esplorare i nostri pianeti vicini?
"In questi anni stiamo attraversando una fase di passaggio da un'era scientifica a un'altra, per fare un esempio: lo Shuttle sul quale ho viaggiato due volte è andato in pensione. Occorrerà quindi costruirne uno nuovo e la Nasa in questo momento ha difficoltà a trovare i fondi necessari, tanto è vero che anche lei sta pensando di utilizzare delle navicelle private, ed è possibile che in futuro queste capsule ospiteranno sia astronauti che turisti spaziali per viaggi orbitali. Se vuole una previsione, penso che per una decina di anni ci saranno ancora le capsule, quindi veicoli con le ali come lo Shuttle, poi si penserà a nuove navicelle, e fra una trentina d'anni riprenderemo l'esplorazione dello spazio interrotta all'inizio degli anni '70 e mai più ripresa. Attraverso un grande progetto di esplorazione spaziale potremmo tornare sulla Luna, poi spingerci verso Marte, e poi chissà..."

 

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fonte : http://www.nannimagazine.it/articolo/7905/intervista--guidoni-il-turismo-spaziale-un-altro-piccolo-passo-per-l-umanita

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