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Categoria: "Cure Naturali"

VETIVER OTTIMO QUELLO DI AROMISLAND.COM

Nativo dell’India e utilizzato nella medicina tradizionale del Sud-Est Asiatico e dell’Africa occidentale da migliaia di anni, il Vetiver con le sue foglie e le sue radici presenta una straordinaria gamma di benefici e utilizzi. Conosciuto in India e nello Sri Lanka come “l’olio della tranquillità” viene considerato un’erba sacra grazie alle sue proprietà lenitive, protettivi e guaritrici ed è molto popolare nei paesi tropicali come rinfrescante naturale per il corpo.

Alcuni degli utilizzi dell’olio di Vetiver includono il trattamento di attacchi cardiaci, problemi alle articolazioni e malattie della pelle. Viene utilizzato inoltre come energizzante quando si è esausti e subentrano dei cali energetici e per alleviare i sintomi di ansia e nervosismo.

Utile nel trattamento del Disturbo da Deficit dell’Attenzione (ADHD)
Uno studio effettuato nel 2001 dal Dr. Terry Friedman scoprì come l’olio di Vetiver era efficace nel trattamento del Disturbo da Deficit dell’Attenzione nei bambini. Lo studio fu condotto per due anni su un campione di 40 bambini tra i 6 e i 12 anni. Venti dei bambini coinvolti non presentavano alcuna patologia ma servivano da gruppo di controllo, mentre agli altri 20 bambini era stata diagnosticata la ADHD.

Aiuta a ridurre ansia e stress
Tradizionalmente, l’olio di Vetiver veniva utilizzato nell’aromaterapia come rilassante e calmante per alleviare gli attacci di panico, lo stress emotivo, l’ansia, l’insonnia, i traumi, l’isteria e la depressione. Uno studio del 2015 ha indagato sugli effetti del Vetiver come strumento di supporto all’ansia e l’azione neurologica sull’amigdala, la parte cerebrale che ha il compito di gestire le emozioni e in particolare la paura.

Il corpo amigdaloideo si connette ad alcune aree del tronco encefalico che controllano il manifestarsi di alcuni comportamenti innati. L’amigdala è responsabile della percezione e dei risultati delle emozioni come ad esempio il cambio del battito cardiaco, la pressione sanguinea e la respirazione.


È un potente agente cicatrizzante
L’olio di Vetiver è un cicatrizzante, significa cioè che guarisce le cicatrici promuovendo la rigenerazione della pelle e dei tessuti. Ringiovanisce la pelle e rimuove i punti neri e i segni dell’acne. È inoltre un olio antiossidante e perciò efficace nel trattamento delle smagliature post gravidanza e altre patologie della pelle. Aggiungetene alcune goccie alle vostre creme di bellezza o al vostro sapone per il viso e noterete subito la differenza.

L’olio di Vetiver è un antisettico, quindi applicato localmente su ferite aperte uccide i batteri e riduce quindi il rischio di contrarre infezioni. Studi dimostrano come una minima concentrazione di olio di Vetiver sia sufficiente per eliminare le infezioni come quelle da stafilococco.

E’ inoltre ideale prima e dopo qualsiasi tipo di procedura chirurgica.


Repellente per termiti zanzare e pidocchi
La Louisiana State University Agricultural Center (USA), ha analizzato la capacità di alcuni oli essenziali di repellere le termiti valutando l’olio di legno di Cedro, l’olio di Geranio, quello di Cassia, di Eucalipto, di Citronella e chiaramente di Vetiver. Di tutti quelli testati, quest’ultimo è stato riconosciuto come il più efficace nel repellere gli insetti grazie alla sua attività a lunga durata. Inoltre riduce sensibilmente l’attività delle termiti, limitandone i danni.

Un altro studio ha dimostrato come l’olio di Vetiver sia in grado di repellere e controllare le larve delle zanzare responsabili di alcune malattie come la malaria, la filariosi e la febbre gialla. Alcune persone utilizzano l’olio di Vetiver in sostituzione di alcuni medicinali sul cuoio capelluto per uccidere i pidocchi, data la sua comprovata non tossicità.

Può essere utilizzato anche come afrodisiaco
Secondo uno studio pubblicato nel 2010 lo stress fisico e mentale può portare ad una diminuzione della libido o del desiderio sessuale. I ricercatori scoprirono che quando i livelli di cortisolo sono elevati durante periodi di stress, il testosterone risponde di conseguenza, elevandosi. Tuttavia i livelli di testosterone ritornano a diminuire drasticamente prima che il cortisolo possa fare effetto.

Quando si vive la vita in modo stressato i livelli di testosterone si esauriscono e il desiderio sessuale scompare. Dal momento che l’olio di Vetiver è considerato un efficace agente calmante e sedativo, agisce sulla mente e sul corpo rilassandoli e permettendo ai livelli ormonali di riequilibrarsi naturalmente.

E’ inoltre molto importante dormire a sufficienza. Secondo un articolo dormire le ore necessarie e al momento opportuno sono le condizioni necessarie affinché il livello di testosterone aumenti. Ancora una volta le proprietà lenitive dell’olio di Vetiver consentono all’organismo di rimanere sereno, combattendo lo stress che porta all’insonnia. Con le giuste ore di sonno il vostro corpo tornerà a provare le sue naturali e sane sensazioni.

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L’olio di Vetiver non è utile solo per incrementare i livelli di testosterone, ma possiede anche dei delicati effetti sugli estrogeni. Ha la capacità di rafforzare il sistema riproduttivo femminile e riequilibrare i livelli ormonali. E’ di supporto contro i fastidiosi sintomi della sindrome premestruale (gonfiore, stanchezza, cambiamenti ormonali, indolenzimento del seno e crampi) lavorando su di essi come sedativo e aiutando il corpo a rilassarsi.


Antiossidante naturale
Gli antiossidanti sono sostanze che aiutano a prevenire certi tipi di danneggiamento cellulare, specialmente quando il danno viene causato dall’ossidazione. Quando ad alcuni tipi di molecole di ossigeno viene permesso di viaggiare libere nell’organismo, esse causano quello che è conosciuto come “danno ossidativo”, che prevede la formazione di radicali liberi dannosi per i tessuti del corpo. Alcuni dei benefici derivanti dal consumo di cibi e spezie ricchi di antiossidanti includono il rallentamento dell’invecchiamento, il miglioramento del tono cutaneo, la riduzione del rischio di cancro, un supporto alla disintossicazione e un’aspettativa di vita più lunga.

Uno studio del 2005 effettuato dalla Department of Food Science and Human Nutrition a Clemson University della Sud Carolina, ha studiato l’azione antiossidante dell’olio di Vetiver. I risultati hanno dimostrato che l’olio di Vetiver possiede una forte abilità nella rimozione dei radicali liberi in confronto ai normali antiossidanti come l’Idrossitoluene Mutilato e l’Alfa tocoferolo.

AIUTA L'ORGANISMO

Le proprietà ristoratrici e lenitive dell’olio di Vetiver sono inoltre responsabili della stimolazione del sistema immunitario e del supporto al sistema nervoso. Quando siamo stressati l’adrenalina e il cortisolo inondano l’organismo, la pressione sanguinea aumenta e con essa anche il ritmo cardiaco. Il glucosio viene perciò rilasciato nel sangue come energia pronta ad essere dispensata. La digestione, la crescita, la riproduzione e le funzioni immunitarie vengono soppresse o lasciate in stand-by quando ci sentiamo ansiosi e tesi e il flusso sanguineo nei tessuti cutanei diminuisce mentre la tolleranza al dolore aumenta.

Liberarsi dallo stress ha un impatto positivo su mente, cuore, digestione, sistema immunitario e qualsiasi altro apparato nell’organismo, perciò i rimedi naturali per combatterlo, come l’olio di Vetiver, possono risultare estremamente utili.


Cenni storici
L’olio di Vetiver è stato utilizzato nella medicina Ayurvedica per migliaia di anni. Utile nel trattamento di squilibri ormonali e di malattie legate ai dolori muscolari, le proprietà del Vetiver e del suo olio curano i mal di testa, la febbre e i dolori dell’artrite.
Interessante è sapere come l’olio di Vetiver veniva impiegato come olio da massaggio per le giovani spose per la loro santificazione prima del matrimonio. Le sue proprietà depurative e terapeutiche potevano guarire il corpo a cominciare dall’anima.


Gli usi dell’olio essenziale
Ecco come utilizzare a casa l’olio di Vetiver in modo semplice e pratico:

Pulite le radici e lasciatele Lasciatele bollire per 2-3 ore. Assicuratevi che la pentola sia coperta mentre l’acqua bolle. L’acqua che ne risulterà avrà un effetto calmante sul corpo e purificherà il vostro organismo. Può inoltre essere utilizzata per sciacquare i capelli donandovi una rinfrescante e piacevole sensazione di benessere.
5 o 10 gocce di olio essenziale nell’acqua della vasca da bagno vi aiuteranno con l’insonnia e il nervosismo. Per ottenere un effetto ancora più potente, abbinatelo agli oli essenziali di rosa e lavanda.
3 o 5 gocce in un diffusore di essenze nella vostra stanza leniranno la mente stressata e il cattivo umore. In alternativa applicate sui polsi, sul collo e sul petto 1 o 2 gocce massaggiando.
Mescolate 3/5 gocce di olio di Vetiver con la stessa quantità di olio di Jojoba per ottenere il vostro personale olio per massaggi. Questa combinazione lascerà la vostra pelle pulita e idratata e la vostra mente in pace con il corpo.


Controindicazioni e avvertenze sull’uso:
L’olio di Vetiver è un olio completamente sicuro, non irritante e non tossico. Non dovrebbe però essere utilizzato durante gravidanza e allattamento poiché non ci sono sufficienti informazioni a riguardo. Se consumato nelle più piccole dosi medicinali è probabilmente sicuro in termini alimentari. Bere estratti di Vetiver (lasciandone bollire le radici) è giudicato privo di controindicazioni.

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LO STRESS e COME AIUTARSI

Che cos'è lo stress?

come aiutarsi

Diamo una definizione allo stress, riprendendo le parole di Hans Selye quale “risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”. Lo stesso ricercatore aveva indicato un modello del processo stressogeno articolato in 3 fasi:
Allarme: viene segnalato l’incalzare di stimoli esterni e il soggetto si attiva per fornire le risposte
Resistenza: il soggetto si allinea alla nuova condizione e si adatta per performare
Esaurimento: le difese si allentano, con possibile comparsa di sintomi fisici e mentali.

Lo stress però non è sempre negativo: differenziamo tra eustress e distress.
Eustress: una sollecitazione che sostiene l’individuo a fare bene, sfruttando al meglio tutte le sue risorse fisiche e mentali
Distress: ipersollecitazione che ingenera un circolo perverso di stress e ansia, nel quale l’individuo non è più soggetto agente, ma soggetto “travolto” dal divenire.

Lo stress può essere
Acuto, quando relegato ad un episodio in un lasso di tempo limitato;
cronico: se la sollecitazione è ripetuta e protratta nel tempo.

Sintomi fisici dello stress

Lo stress può manifestarsi attraverso segnali fisici importanti, con disturbi più o meno invalidanti:
Mal di testa di varia natura (cervicalgia, emicrania del weekend e varie forme affini);
mal di schiena, spesso con implicazione di dolori lombari che bloccano i i movimenti
mal di stomaco, con forme di esofagite, crampi, difficoltà digestiva
tachicardia, battiti irregolari, sensazione di sentire il cuore in gola
disturbi del sonno che possono oscillare dall’insonnia all’ipersonnia
stanchezza, difficoltà di concentrazione, affaticamento

Sintomi comportamentali
Lo stress influenza anche molti atteggiamenti non sempre in maniera consapevole:
Fame compulsiva, il cibo spesso diventa veicolo di sfogo.
Abuso di alcol, alla ricerca di un alleggerimento delle tensioni.
Bruxismo: digrignare i denti nel sonno, con irrigidimento dell’articolazione temporo-mandibolare.

Sintomi emotivi
Lo stress può modificare le reazioni emozionali ed essere l’anticamera di tensioni emotive, depressione da stress, ansia da stress
Pianto facile e incontrollabile.
Nervosismo e rabbia.
Infelicità, con senso di impotenza, solitudine.

Sintomi cognitivi
L'accumulo di stress può portare a disturbi molto difficili da gestire
Confusione mentale.
Difficoltà di concentrazione.
Vuoti di memoria.
Incapacità di trovare soluzioni, mancanza di creatività.
Perdita del senso dell’umorismo.

Rimedi fitoterapici per lo stress
(non li conosco tutti personalmente quindi prima di utilizzarli chiedete consiglio al vostro nutrizionista)

Le piante utilizzate contro lo stress sono in grado di produrre un generale miglioramento delle condizioni psicofisiche; svolgono un'azione equilibrante sul sistema immunitario, endocrino, nervoso e su quello cardio-circolatorio, favorendo la capacità di resistenza alla sforzo e quella di recupero dell'organismo.

Passiflora: (Passiflora incarnata) le foglie sono particolarmente indicate in virtù degli effetti calmanti e antispasmodici, in caso di ansia, tensione nervosa, irritabilità e in tutti i disturbi della sfera nervosa legati allo stress.

Rodiola: (Rhodiola rosea), la radica è estremamente efficace per combattere la stanchezza, e l'affaticamento, migliora la qualità del sonno, e ha effetto cardioprotettivo, utile in stati di stress, con tachicardia, palpitazioni, ansia e nervosismo;

Maca delle Ande: (Lepidium meyenii), la sua radice è di valido aiuto, per combattere i disturbi legati allo stress, come il calo della libido e l’astenia sessuale in entrambi i sessi. Queste proprietà rivitalizzanti e afrodisiache sono dovute alla presenza di componenti ad azione stimolante sulle ghiandole endocrine, soprattutto quelle surrenali, le ovaie e i testicoli;

Griffonia: (Griffonia simplicifolia) i semi hanno proprietà antidepressiva, in quanto innalza i livelli di serotonina e regolarizza il ciclo sonno-veglia (ritmo circadiano) migliorando la qualità del sonno. L'uso della pianta si è rivelato utile anche per il controllo della fame nervosa, legata a stati d'ansia e stress;

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Iperico: (Hypericum perforatum) agisce come riequilibrante del tono dell'umore, limitando il riassorbimento di due ormoni (noradrenalina e dopamina) che intervengono a sostegno dell'organismo nei periodi di maggiore stress o esaurimento nervoso;

Il gemmoderivato dei Semi di Betulla (Betula verrucosa) agisce sul sistema nervoso centrale, riequilibrandolo nei periodi stress da lavoro e stress emotivi; astenia e sintomi collaterali, cefalea, aritmia cardiocircolatoria, spasmi gastrointestinali.

Tra i rimedi fitoterapici ci sono anche alcuni funghi medicinali utili per la stanchezza, come Reishi e Cordyceps. Questi aiutano l’organismo e la psiche a ritrovare il benesse, migliorando la qualità del sonno, l’energia, il tono dell’umore.

Fiori di Bach per lo stress
I fiori di Bach sono un rimedio davvero efficace per sostenere l'organismo nel fronteggiare condizioni di stress psicofisico; esercitano un'azione revitalizzante su mente e corpo.

Elm: si utilizza negli stati di stress scaturiti dall'ansia di non riuscire fronteggiare troppe responsabilità e si pensa di non riuscire a portare a termine il proprio compito. In un eccessivo impegno quotidiano, l’individuo che ha bisogno di Elm si trova ad attraversare un momento di stanchezza ed esaurimento psico-fisico. Il primo tra i benefici che questo fiore di Bach porta è un rapido miglioramento energetico, con maggiore concentrazione e capacità lavorativa.

Hornbeam: rappresenta la "sindrome del lunedì mattina”, con difficoltà a iniziare la giornata, stanchezza mentale dovuta alla demotivazione, alla routine; queste persone dubitano di non riuscire ad affrontare la giornata, adempiere ai loro doveri e compiti, hanno difficoltà ad affrontare i problemi e svolgere i loro obblighi, cosa che di solito non è un problema. Il sonno non dà loro il corretto riposo, in presenza di una malattia questi dubitano di avere abbastanza forza per guarire, hanno una netta perdita di volontà, unita ad astenia e stanchezza.

Olive: chi si trova a dover ricorrere a questo rimedio floreale ha lavorato tanto, o ha subito un intenso e prolungato stress, fino al punto di non avere più energia per affrontare le minime incombenze. L'individuo può aver sofferto molto fisicamente ed emotivamente, si sente debole, come dopo un esame, un lavoro, una relazione, la lotta per un ideale. Questo esaurimento di energia fisica e mentale provoca depressione, voglia di sottrarsi alla vita, o agli impegni in generale. Questo fiore un vero integratore energetico, è indicato per coloro che si sentono sfiniti da compiti gravosi e che hanno voglia di rigenerarsi completamente.

Oltre ai fiori di Bach, si dimostrano utili contro lo stress anche i fiori Australiani del Bush, riuniti in un composto, "Stress Stop", che favorisce la calma e il rilassamento.

Aromaterapia per lo stress
Gli oli essenziali indicati per affrontare periodi di stress o esaurimento nervoso hanno un'azione riequilibrante sul sistema ormonale, favoriscono la corretta funzionalità delle ghiandole endocrine nella produzioni di ormoni regolatori del nostro orologio biologico, come il ciclo sonno/veglia, fame/sazietà.
Queste essenze, inalate per diffusione ambientale (1 goccia per mq nel luogo dove si soggiorna), o versate nella vasca da bagno (10 gocce), o semplicemente massaggiate sul corpo miscelate in olio di mandorle dolci, intervengono sulla stabilità del tono dell'umore, calmano gli stati di tensione e ansia, infondendo nell'organismo una nuova carica.

Olio essenziale di pompelmo: dotato di proprietà adattogene, è indicato nei periodi di esaurimento nervoso, ansia o forte stress dovuto a ritmi di vita squilibrati nei cambi di stagione o mutamenti climatici, per superare il jet-lag.

Olio essenziale di petit grain: svolge un'azione tonificante e riequilibrante del sistema nervoso. Per queste proprietà è consigliato in periodi di forte stress per contrastare irritabilità e nervosismo, depressione, e insonnia.
Olio essenziale di bergamotto: svolge un'azione calmante sul sistema nervoso, contrastando gli stati d’ansia. Viene utilizzato per migliorare la qualità del sonno, in caso di insonnia; per combattere lo stress e per ridurre gli stati di agitazione, confusione, depressione e paura. Induce uno stato d’animo gioioso e dinamico, eliminando i blocchi psicologici.

Olio essenziale di menta: ha un effetto rinfrescante e rigenerante sulla psiche. Viene efficacemente impiegato per favorire la concentrazione durante lo studio in vista di esami, o per migliorare il rendimento in ufficio. Questa essenza svolge inoltre un'azione tonificante, utile in caso di affaticamento psico-fisico e problemi di tipo neurovegetativo, dovuti a stati di stress, come ansia, insonnia, depressione.

Olio essenziale di vetiver: è un tonico in caso di esaurimento mentale perchè calma e infonde forza e sicurezza. Ristora in caso di stress e iperattività, e sostiene la concentrazione. (MI PIACE MOLTO QUELLO DI MICHEL DEL MADAGASCAR)

Olio essenziale di palmarosa: grazie alla sua azione stimolante sul sistema nervoso, è un valido rimedio anche per il trattamento di affaticamento mentale, nervosismo e stress.

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LA RADIONICA e Usi e Applicazioni del Grafico Radionico Compensatore/Neutralizzatore

 

il “padre” della Radionica
e come è arrivato alle sue conclusioni.

Si chiama Albert Abrams, nato a San Francisco nel 1863 e morto, a sessantun’anni, nella città che gli diede i natali. Era un medico, laureatosi giovanissimo con il massimo dei voti all’Università di Heidelberg, in Germania, che gli diede anche una medaglia d’oro al merito. Tornato nel suo Paese, si specializzò in neurologia, divenne direttore di Clinica Medica all’Università di Leland Stanford e scrisse almeno una dozzina di libri scientifici.

Poi la grande “illuminazione”. Mentre visitava un paziente malato di cancro, sentì la spinta ad andare oltre i rigidi confini della medicina e del pensiero scientifico, così come era concepito allora e come lo è, purtroppo, anche oggi. Consapevole che la materia - tutta la materia - emette radiazioni che possono essere rilevate attraverso un’apparecchiatura elettronica, stabilì che ogni organo in buona salute aveva una specifica frequenza, che risultava alterata in caso di malattia.

Quindi mise a punto un nuovo metodo diagnostico che permetteva di identificare le frequenze delle diverse malattie e progettò anche gli strumenti per curarle.

I risultati ottenuti furono a dir poco spettacolari ma non vennero presi in considerazione dalla Scienza ufficiale che osteggiò Abrams fino ad espellerlo dall’Ordine dei medici. Un vero peccato, visti i risultati; sarebbe stato un enorme balzo in avanti verso una nuova medicina.

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Albert Abrams

Dopo la sua morte, il lavoro dello scienziato non cadde in oblio ma venne portato avanti da una chiropratica americana, Ruth Drown, che scoprì - come accennavo poc’anzi - che sia la diagnosi che il trattamento potevano essere fatti a distanza. Come è possibile? Ce lo dice lei stessa: “Tutti noi viviamo immersi in un grande campo di energia che circonda e permea la Terra, quindi, tramite esso, siamo tutti connessi uno all’altro”.

Non è un concetto nuovo, questo, ne ho già parlato quando ho trattato della coscienza collettiva quantica. Lo stesso identico principio vale per il corpo e tutto il mondo materiale e fisico.

Quindi, a distanza come in presenza, la Radionica permette di rilevare "frequenze energetiche" nei corpi dei pazienti. Riconosciuta l’eventuale alterazione che determina lo stato di malattia, l’operatore “bilancia” le frequenze discordanti per ristabilirne l’equilibrio. Per svolgere la sua azione la Radionica si serve, oltre che di sofisticate apparecchiature elettroniche, anche di pendoli, grafici, simboli e forme. Penso, in particolare, alla Geometria Sacra.

Albert Abrams inventò anche una macchina fotografica radionica capace di fotografarel’interno del corpo dei pazienti a centinaia di chilometri di distanza.


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Usi e Applicazioni del Grafico Radionico Compensatore/Neutralizzatore

L’ingegnere elettronico francese André Phillipe insieme al suo collega Jean de la Foye creò dopo quattro anni di ricerca questo grafico in grado di trasformare l’ energia.

Questo grafico, oltre a eliminare le congestioni energetiche, i ricordi nocivi e le situazioni dolorose o traumi, trasmuta anche il verde negativo emesso da televisori, computer, forni a microonde, frigoriferi, elettrodomestici, impianti stereo, cellulari ecc. Questa energia secondo questi ricercatori è la causa principale del cancro, dei disturbi gastrici e dell’insonnia.

USI E APPLICAZIONI

1) Situato su un punto geopatico o su qualsiasi altra fonte di energie nocive neutralizza la sua nocività.

2) Posto sotto dispositivi elettronici o radionici (dispositivi mobili, computer, forno a microonde, televisore ecc.) elimina ogni energia nociva. Valutare se ne vada messo più di uno, a volta ne serve uno su due lati.

3) Sotto il letto, fornisce un sonno tranquillo e riposante, posto davanti alla porta di casa promuove la prosperità

4) Se si pone sul centro un testimone (capelli o la foto) di una persona che è stato vittima di magia nera, questo simbolo l’annulla.

7) Se si pone del cibo la sua energia viene riequilibrata.

Nota: Tutti gli usi e le tempistiche sono da testare accuratamente per ogni caso come tutto ciò che si fa usando la radionica. Vietato improvvisare!

per il grafico vai qui:

 https://www.radionica.it/famoso-grafico-radionico-neutralizzatore/


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IL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE

 tutti noi abbiamo nel nostro corpo un SISTEMA ENDOCANNABINOIDE

IL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE

I CANNABINOIDI ESOGENI

Cos’è e come agisce nel nostro organismo

Il sistema endocannabinoide è un sistema biologico di comunicazione tra le cellule. Si tratta di uno dei più complessi e più importanti sistemi del nostro corpo, che contribuisce a regolare gran parte della funzioni vitali. Inoltre il suo compito è anche quello di mantenere l’omeostasi dell’organismo, cioè il suo delicato equilibrio interno, che viene messo a repentaglio dalle condizioni esterne dell’ambiente.

La scoperta
Nel 1990, Lisa A. Matsuda, appartenente ad un gruppo di ricercatori del National Institute of Mental Healt (NIMH), ha annunciato la scoperta di una rete di recettori, attivati dai cannabinoidi. Gli scienziati stavano cercando di capire in che modo il principio attivo delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) interagisce con l’organismo e hanno individuato i recettori CB1. A questo punto, la comunità scientifica ha iniziato a chiedersi il motivo della presenza di questi recettori per cannabinoidi. La risposta è arrivata due anni dopo, quando alcuni ricercatori hanno scoperto la presenza di cannabinoidi prodotti dall’organismo (chiamati endocannabinoidi): si tratta di molecole di segnalazione molto diffuse nell’organismo, che si legano agli stessi recettori sensibili al THC. Questa prima sostanza identificata venne chiamata Anandamide e poco dopo venne individuato un secondo tipo di endocannabinoide. Questo si legava non solo con i CB1, ma anche con un secondo tipo di recettore: così vennero scoperti anche i CB2.

Il sistema endocannabinoide è presente in diverse specie, dai mammiferi, ai rettili, fino agli invertebrati. Ma l’animale più primitivo in cui è stata trovata questa “segnaletica” è lo schiavo marino, un animale evolutosi oltre 600 milioni di anni fa. Questo fa pensare che il sistema biologico fosse già presente, prima dell’arrivo della cannabis sulla Terra.

Che cos’è il sistema endocannabinoide?
È un complesso sistema di comunicazione tra le cellule, composto da tre elementi: gli endocannabinoidi, i recettori e gli enzimi. Gli endocannabinoidi sono molecole che registrano le variazioni delle condizioni esterne e attivano i recettori, per trasmettere dei segnali alle cellule, così da permettere loro di innescare una risposta. Le prime due molecole del sistema conosciute sono state l’Anandamide e il 2-Arachidonoilglicerolo (2-Ag), che sono già presenti nel nostro organismo e vengono rilasciate “su richiesta”. Poi, una volta eseguita la propria funzione, gli endocannabinoidi vengono distrutti.

Il secondo elemento del sistema è rappresentato dai recettori CB1 e CB2, che si trovano nella membrana di diversi tipi di cellule. Uno studio del 2005 ha mostrato che i CB1 sono presenti soprattutto nelle cellule nervose dell’encefalo (neuroni) del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e sono distribuiti in particolare nella corteccia, nell’ippocampo, nell’amigdala, nei gangli e nel cervelletto, responsabili del movimento, delle funzioni cognitive complesse, dell’apprendimento, della memoria e delle emozioni. Recettori CB1 sono presenti anche nelle cellule di polmoni, muscoli, organi riproduttivi, fegato e nel sistema cardiovascolare. I CB2, invece, sono espressi principalmente a livello periferico e sono presenti nelle cellule di ossa, milza, colon, pancreas e nel sistema immunitario.

I recettori dei cannabinoidi hanno il compito di regolare il rilascio di altri messaggi: i CB1, infatti, interferiscono con i neurotrasmettitori, per proteggere il SNC dalla sovrastimolazione, mentre i CB2 regolano l’attività del sistema immunitario.

Infine, il sistema endocannabinoide è composto dagli enzimi, che hanno il compito di degradare le molecole, una volta che hanno svolto la loro funzione. In questo modo, viene evitato un accumulo degli endocannabinoidi all’interno dell’organismo.

Quali funzioni ha?
I recettori endocannabinoidi sono stati individuati in tutto l’organismo, sia dell’uomo che di altri animali. In base a questa localizzazione, sono state sottolineate le diverse funzioni che il sistema svolge, contribuendo alla regolazione di un numero elevato di processi fisiologici.

In uno studio pubblicato nel 2008, John M. McPartland ha elencato le principali strutture dell’organismo, influenzate dai cannabinoidi endogeni. Lo scienziato ha evidenziato che, data la presenza dei recettori da oltre 600 milioni di anni, la loro funzione deve essere “importante dal punto di vista evolutivo”. Infatti, i CB1 sono stati individuati già negli embrioni del topo, suggerendo un ruolo importante nei processi di sviluppo nel cervello embrionale. Fondamentale è anche la funzione di neuroprotezione svolta dai recettori, che regolano il rilascio dei neurotrasmettitori, evitando la sovrastimolazione del Sistema Nervoso: quando un neurone è molto attivo rilascia endocannabinoidi, che reprimono l’impulso di eccitazione e di inibizione sul neurone. Un altro ruolo importante del sistema riguarda i processi dello sviluppo neurologico: gli endocannabinoidi, infatti, influenzano la plasticità sinaptica, che consente al Sistema Nervoso di modificare le connessioni tra neuroni e crearne di nuove.

I cannabinoidi endogeni sono anche immunomodulatori, svolgono un’azione antinfiammatoria e agiscono sullo stimolo della fame, sull’umore e sulla mancanza di sonno. I ricercatori hanno individuato l’importanza del sistema anche sulle cellule ossee, osservando il comportamento dei topo con osteoporosi: la somministrazione di un cannabinoide sintetico, infatti, provocava danni alle ossa nei topi senza recettori. Quindi, hanno dedotto gli studiosi, “i recettori cannabinoidi sono strumentali nella regolazione della densità ossea”. I recettori CB1 sono presenti anche nelle terminazioni nervose simpatiche: per questo, con la loro attivazione viene alleviato il “dolore mediato dal simpatico”. In base alla posizione dei recettori dei cannabinoidi, i ricercatori hanno individuato i principali ruoli del sistema endocannabinoide, che interagisce con la memoria, la cognizione, il movimento, l’appetito, le emozioni e il dolore.

Nonostante la sua interazione con i cannabinoidi vada ancora approfondita, la presenza del sistema endocannabinoide in organismi di livello inferiore e la localizzazione dei suoi recettori, suggeriscono il suo ruolo fondamentale. Infatti, grazie alle capacità di regolatore della maggior parte dei processi fisiologici di un organismo, il sistema endocannabinoide è considerato uno dei più importanti sistemi presenti nel nostro corpo, utile per il mantenimento dell’omeostasi.

 CB1

E’ stato dimostrato che le regioni che esprimono maggiormente i recettori CB1 sono i gangli della base deputati al controllo motorio, ma sono stati trovati anche nel cervelletto.
L’espressione di questo sottotipo recettoriale in tali aree cerebrali è in linea con gli effetti che i cannabinoidi esercitano sull’attività locomotoria e sulla produzione di catalessia, in particolare nei roditori.

E’ stato anche dimostrato che la delezione genetica dei recettori CB1 nel cervelletto dei topi, provoca alterazioni dell'apprendimento motorio. Inoltre, elevate concentrazioni di tali recettori, sono state trovate anche in altre aree cerebrali come l’ippocampo e la corteccia cerebrale, che com’è noto, sono importanti nella regolazione delle funzioni cognitive e nei processi di memorizzazione. Infine, i recettori CB1 sono anche localizzati a livello delle vie del dolore, nel cervello e nel midollo spinale e da questo si presume che abbiano la funzione di mediare l’analgesia indotta dai cannabinoidi.
I recettori CB1, si trovano principalmente nei neuroni, soprattutto nella parte terminale degli assoni, ad indicare l’importante ruolo di questi recettori nella modulazione della neurotrasmissione in specifiche sinapsi.

La stimolazione dei recettori CB1 rende conto degli effetti euforizzanti dei cannabinoidi ma anche della loro azione antiemetica, antiossidante, ipotensiva, immunosoppressiva, antinfiammatoria, analgesica, antispastica e stimolante dell'appetito.


CB2

Per quanto riguarda i recettori CB2, si può dire che hanno una struttura simile a quella dei recettori CB1. La differenza maggiore è rappresentata dalla diversa distribuzione dei CB2. Essi, infatti, sono maggiormente espressi a livello periferico, in particolare milza, tonsille, cellule del sistema immunitario. Recenti studi hanno anche dimostrato la presenza di tali recettori in alcune aree del sistema nervoso centrale.

Studi odierni ipotizzano un possibile ruolo dei recettori CB2 per trattare il dolore neuropatico. Infatti sembra che la stimolazione di tali recettori induca un rilascio di oppioidi endogeni come ad esempio le β-endorfine dai cheratinociti, con effetto globale “analgesico”.
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 DOMANDE SUI CANNABINOIDI -SEGUENDO LA LEGGE! -

PARLIAMO DELLE DOSI CONSENTITE DALLA LEGGE E PERSONALI

Siete nuovi nel mondo del CBD? Avrete sicuramente mille domande che vi stanno frullando per la testa su questo cannabinoide. I nuovi consumatori sono curiosi di sapere quanto tempo ci vuole per percepire gli effetti del CBD e per quanto permane nel nostro organismo. Non esiste una domanda esatta a queste domande, in quanto ci sono diverse variabili che determinano i tempi di assorbimento e di eliminazione. Fattori come il peso corporeo, il metabolismo e il metodo di somministrazione svolgono tutti un ruolo.

Innanzitutto, diamo un'occhiata ai diversi modi di consumare il CBD e al perché alcune forme agiscono più velocemente di altre. Successivamente, esploreremo come la nostra fisiologia individuale può influire sui tempi di permanenza del CBD nel corpo.

Quanti tipi di cannabinoidi esistono?
Sono stati identificati oltre 100 cannabinoidi nella pianta di cannabis. Sono in corso ricerche su ogni singolo cannabinoide, tuttavia sei di questi cannabinoidi sono stati finora studiati in modo significativo. Questi sono: THC: conosciuto anche come tetraidrocannabinolo, è il cannabinoide più noto

Le dosi standard di CBD sono utilizzate per alleviare il dolore, le infiammazioni, i disturbi autoimmuni, la malattia di Lyme, l'ansia, la depressione, la fibromialgia, la sclerosi multipla, l'autismo, l'IBS, l'artrite e la perdita di peso.

Come agisce il CBD sul cervello?
Altri benefici del cannabidiolo sul cervello sono la capacità di agevolare la concentrazione, di migliorare l'umore e di diminuire la percezione del dolore. Ulteriori effetti benefici del CBD: antiossidante, anti-convulsivante, antispasmodico, antiemetico (contrasta il senso di nausea e l'urto del vomito).

COME UTILIZZARE IL CBD?
Il sistema di assunzione più appropriato per il CBD è quello che fornisce una dose ottimale per la durata desiderata. I fiori di cannabis ricchi di CBD possono essere fumati o vaporizzati se i sintomi sono acuti e richiedono un'attenzione immediata. In questo caso gli effetti possono essere avvertiti in un minuto o due e tipicamente durano un paio d'ore. Con i concentrati di olio di CBD, gli effetti possono durare quattro ore o più, ma si innescano più lentamente (30-90 minuti). Gli estratti concentrati di olio di CBD possono avere un’applicazione topica.

QUAL'È IL DOSAGGIO PER UNA DOSE TERAPEUTICA?
Le dosi terapeutiche di CBD hanno il range di dosaggio più alto, compreso tra 50 mg e 800 mg di CBD al giorno. Vengono utilizzate per patologie gravi come cancro, epilessia, convulsioni, malattie del fegato e gravi condizioni

APPROFONDIMENTO:

PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE IL METODO D'ASSUNZIONE PER IL CBD?
Il CBD è pur sempre CBD, giusto? Perché dovrei preferire la vaporizzazione di un estratto piuttosto che l'ingestione di una capsula? C'è davvero così tanta differenza tra l'assumere qualche goccia d'olio sotto la lingua o aggiungerla in una tazza di caffè?

Il fatto che le diverse vie di somministrazione comportino effetti diversi potrebbe creare confusione (più che giustificata). D'altronde, il CBD finisce nel nostro flusso sanguigno, da dove si fa strada raggiungendo tutte le parti del corpo. Questa molecola interagisce con i recettori del sistema endocannabinoide e sembra avere un'affinità di legame anche con quelli vanilloidi e serotoninergici. Il CBD interagisce con i siti recettoriali presenti nel cervello dopo aver attraversato la barriera emato-encefalica, nonché tutti i recettori situati nel sistema nervoso, nel sistema immunitario e in altri tessuti e cellule.

La strada che il CBD deve percorrere per raggiungere queste destinazioni influenza notevolmente il tempo necessario per stimolare/inibire questi recettori. Qui di seguito vi riportiamo le forme di somministrazione più comuni, insieme ai dettagli sulla velocità d'assorbimento e sui meccanismi d'azione di ciascuna.

VAPORIZZARE E FUMARE

Alcuni consumatori preferiscono fumare o vaporizzare gli estratti di CBD o le infiorescenze di canapa essiccate. Entrambi i metodi consentono al cannabidiolo di penetrare nel nostro corpo attraverso la stessa via d'accesso: gli alveoli polmonari. La vaporizzazione viene spesso preferita al fumo perché viene a mancare la combustione e, di conseguenza, gli agenti cancerogeni. Quando il CBD raggiunge queste piccole sacche polmonari si diffonde nel flusso sanguigno.

Dopo essere stato inalato, il CBD deve attraversare solo una sottile membrana per entrare nel flusso sanguigno, il che significa che gli effetti sono quasi istantanei. Ovviamente, fumare e vaporizzare non sono due modalità di somministrazione apprezzate da tutti, ma alcuni consumatori gradiscono la rapida insorgenza degli effetti.

Il CBD assunto per via inalatoria ha un alto tasso di biodisponibilità, il che significa che la stragrande maggioranza del CBD inalato penetra nel flusso sanguigno e produce un effetto.

Tutti i metodi di somministrazione di CBD hanno una propria “emivita” media o tempo richiesto per dimezzare le concentrazioni di questa molecola nel corpo. L'emivita del CBD inalato è di 1–2 ore dopo l'assunzione di una dose di 20mg.

SOMMINISTRAZIONE SUBLINGUALE: POSIZIONARE GOCCE SOTTO LA LINGUA
La somministrazione sublinguale si riferisce al posizionamento del CBD sotto la lingua. Le forme più comuni di CBD usate per via sublinguale sono gli oli e le tinture. Questo metodo di somministrazione viene utilizzato in medicina per introdurre rapidamente un farmaco nel flusso sanguigno. Inoltre, bypassa il tratto digestivo, migliorando la biodisponibilità di una sostanza.

Quando viene posizionato sotto la lingua, il CBD entra in contatto con lo strato più sottile del rivestimento del pavimento orale della nostra bocca. Questa membrana è altamente permeabile e porta ad un rapido assorbimento nel flusso sanguigno attraverso i capillari.

Sono necessari circa 15 minuti affinché il CBD sublinguale abbia effetto. Basta posizionare alcune gocce di tintura o olio sotto la lingua e attendere il loro assorbimento. L'applicazione per via sublinguale ha un'emivita molto variabile a seconda della dose. Può variare tra 1 e 10 ore con dosi comprese tra 5 e 20mg.

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Qual È La Differenza Tra Assunzione Sublinguale E Orale?

APPLICAZIONI PER VIA TOPICA: APPLICARE IL CBD SULLA PELLE
Il CBD applicato per via topica si riferisce all'applicazione di creme, lozioni e balsami con CBD direttamente sulla pelle. Se applicato localmente, il CBD penetra raramente nella pelle. A causa della funzione protettiva della pelle contro le minacce esterne, il CBD deve passare attraverso i sette strati cellulari dell'epidermide prima di entrare nel flusso sanguigno, consentendo solo l'assorbimento topico del composto.

Questa forma di assorbimento è piuttosto lenta. Potrebbero essere necessari da 25 a 45 minuti prima di avvertire i primi effetti. L'applicazione topica è la via più consigliata per trattare i disturbi della pelle e il recupero atletico. Il CBD può infatti aiutare ad alleviare i sintomi di problemi cutanei come eczema, psoriasi e acne. Questo cannabinoide potrebbe inoltre aiutare a ridurre le infezioni, aiutando gli atleti e le persone attive a riprendersi dallo sforzo di un allenamento duro e difficile.

IL CBD AGISCE SU OGNUNO DI NOI IN MODO DIVERSO
Non è solo il metodo d'assunzione ad alterare gli effetti e l'assorbimento. Ci sono anche molte altre variabili fisiologiche che entrano in gioco. L'unicità di ogni corpo umano implica che il CBD agisce su ogni persona in modo diverso. Diamo un'occhiata ad alcune di queste determinanti.

PESO CORPOREO
Il peso corporeo è uno dei principali fattori che influenzano l'impatto del CBD sul nostro corpo. In generale, più una persona è pesante e più tempo la sostanza ci metterà a fare effetto. Un maschio di 100kg richiederà più CBD per dose rispetto ad un maschio di 60kg per sentire gli stessi effetti.

COMPOSIZIONE CORPOREA
La composizione corporea è diversa dal peso corporeo. Con questo termine ci riferiamo ai livelli di ciascun tessuto di cui è composto il nostro organismo, in contrapposizione al peso complessivo. Il tessuto adiposo, o grasso, è un elemento della composizione corporea che ha un notevole effetto sul dosaggio dei farmaci. L'aumento dei livelli di grasso corporeo può cambiare il modo in cui il corpo ridistribuisce, elabora e smaltisce le sostanze. Siccome la clearance dei farmaci è maggiore nelle persone con più grasso corporeo, spesso questi individui richiedono dosi di CBD maggiori per sperimentare gli stessi effetti.

TASSO METABOLICO
Ciascuno di noi ha un tasso metabolico variabile. Questo parametro determina la velocità con cui il corpo è in grado di bruciare calorie per produrre energia. Sebbene l'attività fisica possa aumentare il numero di calorie consumate, ognuno di noi ha un proprio numero di riferimento. Infatti, la maggior parte delle calorie che bruciamo vengono spese per le funzioni fisiologiche di base durante il riposo.

Le persone con un metabolismo più accelerato riescono a scomporre e a utilizzare i composti più velocemente e, quindi, devono assumere dosi più elevate di CBD con maggiore frequenza per mantenere gli effetti del cannabinoide.

L'IMPORTANZA DEL DOSAGGIO
La quantità di CBD che consumate in un dato momento influenzerà il modo in cui agirà sul vostro organismo. Indipendentemente dalla via di somministrazione, una dose più elevata richiederà più tempo per essere elaborata e ci metterà più tempo per essere smaltita. Sebbene il CBD assunto per via sublinguale e per via inalatoria agisca molto più rapidamente, una dose più grande aumenterà gli effetti di qualsiasi metodo di somministrazione.

La ricerca scientifica sul dosaggio del CBD è ancora scarsa. Il cannabinoide non è ancora così conosciuto da attirare l'attenzione del grande pubblico. Un modo ragionevole per dosare il CBD è iniziare con una piccola quantità e gradualmente aumentarla. Alcune persone possono rispondere già a piccole dosi, mentre altre richiedono quantità considerevolmente maggiori. I fattori sopra menzionati svolgeranno un ruolo importante nel capire da dove cominciare.

Detto questo, uno studio del 2019 è giunto alla conclusione che le dosi medie di CBD sono più efficaci nel trattamento dell'ansia rispetto a quelle più piccole e a quelle più grandi. Questo fenomeno è noto come la curva dose-risposta a forma di U invertita. Questa indagine è un perfetto esempio delle sfumature che circondano la somministrazione di CBD. Fino a quando non saranno condotte ulteriori ricerche, la sperimentazione personale sarà l'unico modo per determinare la dose più efficace sul proprio organismo.

https://www.cannaconnection.it/blog/19211-quanto-tempo-ci-vuole-per-assorbire-il-cbd-e-quanto-dura-l-effetto

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(Tratta da “Meditations for the New Millennium” di Yogi Bhajan)

Sedetevi a gambe incrociate. Sollevate il braccio destro parallelo a terra e piegatelo, così che la mano arrivi
di fronte al Centro energetico del Cuore, con il palmo rivolto verso terra. Con la mano sinistra afferrate in
modo fermo la parte posteriore del collo.

Dall’ombelico vibrate il mantra Ra Ma Da Sa Sa Se So Hong

(è consigliata la versione del CD “Ra Ma Da Sa” di Gurunam https://www.amazon.it/Ra-Ma-Sa-US-Gurunam/dp/B00004C4RM).

Guarite voi stessi. Continuate per 11 minuti.

Per finire, inspirate profondamentee spingete il collo in avanti, ma senza piegarlo - combattete,
resistete.
Bilanciatevi con l’altra mano. Rendete tutto il corpo come acciaio.
Con forza distribuite l’energia in ogni organo, in ogni fibra del vostro essere. Lasciate che ogni molecola riceva energia. Espirate. Ripetete altre due volte poi rilassatevi.
La presa sul collo deve essere perfetta e il braccio destro deve essere parallelo al pavimento, in assoluto equilibrio con la Terra.

Praticate questa meditazione quando siete nei
guai e accogliete il cambiamento che porta.

 

Vhttps://www.yogajap.com/download/tecniche/Ra-Ma-Da-Sa-Sa-Se-So-Hong.pdf

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