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Categoria: "Cure Naturali"

CANCRO : Apigenina, il composto che lo uccide

L’apigenina, un composto presente in diverse piante, tra cui il sedano, la camomilla e il prezzemolo, è in grado di svolgere un’azione antitumorale. Lo rivela uno studio finanziato dal National Cancer Institute e dalla National Natural Science Foundation of

 

China. La ricerca ha dimostrato che l’apigenina, che si può trovare in quantità apprezzabili nel sedano, è molto efficace nella lotta a vari tipi di cancro, tra cui quello alle ovaie, al pancreas, alla mammella e ai polmoni.

 

Un estratto del composto è stato somministrato a dei ratti che avevano in precedenza sviluppato tumori resistenti alla chemioterapia e alla fine dello studio i ricercatori hanno constatato chel’apigenina era risultata efficace nel sopprimere vari tipi di metastasi.

 

 

 

 

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Ma questa non è l’unica ricerca che suggerisce il potenziale antitumorale dell’apigenina. La rivista scientifica Molecular Cancer aveva pubblicato uno studio simile, condotto in vitro, che dimostrava la capacità di questo composto di bloccare la crescita delle cellule cancerose nel pancreas. Un’ulteriore ricerca, realizzata dall’Università dell’Illinois ha rilevato che l’apigenina e la luteolina (un composto che si trova in carote, nel finocchio, nei peperoni e nel sedano) sono efficaci nel provocare la morte delle cellule cancerose nel pancreas.

 

Questo composto, per di più, è in grado di ridurre i tumori della mammella se stimolati dalla progestina, un tipo di ormone.

 

 

 

 

fonte: http://www.lafucina.it/2015/01/05/apigenina-composto-uccide-cancro/

http://terrarealtime.blogspot.it/2015/03/lapigenina-il-composto-che-uccide-il.html

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POLMONI : Le 9 migliori Erbe per ripulire i tuoi Polmoni e aiutare il sistema respiratorio

I polmoni sono l’organo più grande nel sistema respiratorio. Situato nel torace e protetto dalla gabbia toracica, i polmoni ci aiutano respirare circa 20.000 volte al giorno. Il sistema respiratorio è costantemente al lavoro! Ogni giorno, per tutto il giorno, è il veicolo che permette all’ossigeno di entrare nel vostro corpo.

Purtroppo però può anche essere un punto di ingresso per inquinanti, irritanti, tabacco, polveri, muffe, funghi, organismi nocivi e altre tossine. A meno che non stai vivendo in una sfera di cristallo, con l’andare del tempo queste sostanze “inquinanti” tendono a danneggiare le cellule polmonari e a compromettere la loro funzione, fino a incorrere in malattie respiratorie tra cui: irritazioni alla gola, bronchite, asma e persino il cancro ai polmoni.

 

 

Se stai riscontrando gli effetti negativi dovuti all’inalazione di queste tossine, o semplicemente vuoi garantire ai tuoi polmoni il massimo delle loro prestazioni, la natura ha messo a disposizione una serie di erbe e piante che forniscono una profonda nutrizione per il sistema respiratorio.

 

 

Mah… in che modo le erbe possono apportare beneficio al sistema respiratorio?

 

Le erbe, in generale, supportano il sistema polmonare e compiono il loro “lavoro” offrendo uno o più dei seguenti benefici:

•Azione Espettorante, per rompere ed espellere la congestione del torace.

•Azione Lenitiva, per le vie nasali e respiratorie irritate.

•Azione Rilassante, per i muscoli vicino all’apparato respiratorio superiore che sedano la tosse.

•Azione Calmante, nel momento del rilascio di istamine.

•Azione Protettiva, per la lotta contro gli organismi nocivi che possono produrre problemi respiratori superiori.

•Come fonte di antiossidanti, riducendo l’arrossamento e il danno ossidativo.

 

Sotto forma di erbe, la natura offre soluzioni per quasi ogni problema di salute.

 

Qui ci sono le 9 migliori erbe per la salute respiratoria:

 

1. Osha

 

Conioselinum scopulorum

L’Osha è un’erba nativa che cresce nelle zone delle Rocky Mountain, in Colorado, USA, e storicamente è stata utilizzata dai nativi americani come supporto respiratorio. Le radici di questa pianta contengono la Canfora e altri composti che ne fanno una delle migliori erbe in America, come supporto ai polmoni. Uno dei principali vantaggi della radice di Osha è che aiuta ad aumentare la circolazione all’interno dei polmoni, facilita la respirazione e aiuta a calmare le irritazioni respiratorie.

 

2. Eucalipto

 

2-eucalipto

Originaria dell’Australia, la pianta di Eucalipto non è utile solo ai piccoli orsi Koala! Gli aborigeni, i tedeschi e gli americani hanno tutti usato l’aroma rinfrescante dell’Eucalipto per promuovere la salute respiratoria e lenire l’irritazione della gola. L’Eucalipto è un ingrediente comune all’interno di sciroppi e pastiglie per la tosse, e la sua efficacia è dovuta a un composto chiamato Cineolo. Il Cineolo ha numerosi benefici: è un espettorante, lenisce la tosse e i passaggi del seno irritato, e combatte la congestione. Come bonus aggiuntivo, poiché l’eucalipto contiene antiossidanti, supporta il sistema immunitario durante una malattia.

 

3. Polmonaria

 

3-polmonaria

La Polmonaria è una pianta che appartiene alla famiglia delle Boraginaceae e la sua crescita è effettivamente simile al tessuto polmonare. È la specie forse più diffusa in Europa, chiamata “officinalis” da Carlo Linneo, in quanto usata nelle farmacie dell’epoca nella cura della tosse e delle malattie del petto, forse per la sua dura pelosità (effetto espettorante). Già fin dal 1600, questa pianta veniva utilizzata per promuovere la salute dei polmoni e delle vie respiratorie ed eliminare la congestione. La Polmonaria contiene anche altri composti che sono potentemente efficaci contro gli organismi nocivi che influiscono sulla salute respiratoria.

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4. Origano

 

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Sebbene l’Origano contenga le vitamine e le sostanze nutrienti richieste dal sistema immunitario, i suoi principali vantaggi sono dovuti al suo contenuto di Carvacrolo e Acido Rosmarinico. Entrambi i composti sono naturali decongestionanti e riduttori di istamina che creano benefici diretti e positivi sul flusso d’aria nel passaggio nasale e nelle vie respiratorie. L’Origano ha talmente tanti benefici per la salute, che ognuno di noi dovrebbe avere una bottiglia di Olio di Origano Biologico nella propria dispensa dei medicinali di casa.

 

5. Piantaggine

 

5-piantaggine

La foglia di Piantaggine è stata usata per centinaia di anni per alleviare la tosse e lenire le mucose irritate. Studi Clinici hanno dimostrato che ha enormi benefici contro la tosse, il raffreddore e i polmoni irritati. Con benefici anti-infiammatori e immunitari, la foglia di Piantaggine ha un ulteriore qualità, in quanto essa può aiutare ad alleviare la tosse secca che causa poi la produzione di muco nei polmoni.

 

6. Inula

 

6-inula

Greci, Romani, Cinesi e Indiani hanno citato l’Inula come ottimo supporto respiratorio e, dal 1800 sono state prodotte dalla radice dell’Inula gocce per la tosse. Il motivo? L’Inula ha un effetto rilassante sui muscoli tracheali lisci. Ci sono due composti attivi nella radice Inula che forniscono l’effetto benefico, laInulina, che lenisce il passaggio bronchiale e l’Alantolactone, un espettorante con azione anti-tosse.

 

7. Lobelia

 

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Lo sapevate che i cavalli, ai quali viene data la Lobelia, sono in grado di respirare più profondamente? I suoi benefici non sono limitati alle sole persone. Si pensa che la Lobelia sia uno dei più preziosi rimedi a base di erbe in esistenza. La Lobelia contiene un alcaloide noto come Lobelina, che assottiglia il muco e ferma la congestione. Inoltre, la Lobelia stimola le ghiandole surrenali a rilasciare epinefrina e questo permette di rilassare le vie respiratorie e favorire una respirazione più facile. Poiché la Lobelia aiuta a rilassare i muscoli lisci, è inclusa in molti rimedi di tosse e raffreddore. La Lobelia dovrebbe essere parte del protocollo di supporto respiratorio di tutti!

 

8. Chaparral

 

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Chaparral, pianta originaria del sud-ovest, è stata apprezzata dai nativi americani per disintossicare i polmoni e aiutare il sistema respiratorio. Chaparral contiene potenti antiossidanti che resistono all’irritazione e l’NDGA, antiossidante noto per la lotta contro la risposta di istamina. Chaparral è anche un’erba che combatte gli organismi nocivi. I benefici del Chaparral sono più efficaci in un’estrazione di tintura e il tè di Chaparral è in grado di supportare i problemi respiratori favorendo un’azione espettorante per eliminare il muco dalle vie aeree.

 

9. Menta Piperita

 

9-menta-piperita

La Menta Piperita e l’Olio di Menta Piperita, contengono Mentolo, un ingrediente lenitivo conosciuto per rilassare la muscolatura liscia delle vie respiratorie e indurre una respirazione libera. Associato all’effetto antistaminico della Menta Piperita, il Mentolo è un fantastico decongestionante. Molte persone applicano balsami terapeutici nel petto e altre sostanze inalanti che contengono Mentolo per aiutare a rompere la congestione. Inoltre, la Menta Piperita è un antiossidante e combatte gli organismi nocivi.

 

Tutte le erbe di cui sopra sono disponibili in varie forme, come supplementi nutrizionali e in miscele di tè. Inoltre, molte persone crescono queste erbe nel loro giardino e le utilizzano come cibo. Non è una cattiva idea! Potresti coltivare tu stesso queste erbe e averle a disposizione in ogni momento, inoltre, sapresti che la loro origine è biologica, non contengono pesticidi, è eticamente corretto e saresti sicuro di dargli acqua pulita. Naturalmente, sarà necessario imparare a determinare il dosaggio appropriato che fa al caso tuo, perché ogni problema alle vie respiratorie è differente l’uno dall’altro.

 

Ti è già capitato di utilizzare una di queste erbe sopra descritte per i tuoi problemi alle vie respiratorie o anche solo per aiutare il tuo apparato respiratorio? Se sì, quali vantaggi hai riscontrato? Se ti va, condividi la tua esperienza con noi!!

http://terrarealtime.blogspot.it/2015/03/le-9-migliori-erbe-per-ripulire-i-tuoi.html

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L'Autoguarigione: Processo Cerebrale?

L’Autoguarigione: Processo Cerebrale?

Da segnalare uno studio effettuato presso L’Harvard Medical School di Boston, secondo cui la preghiera ed in particolare la recitazione del rosario ed anche di un mantra ripetuto, avrebbe la capacità di regolarizzare la pressione arteriosa ed il battito cardiaco. In effetti, è dimostrato che queste pratiche tendono ad abbassare il tono del sistema simpatico a favore di un’ attivazione di quello parasimpatico, predisponendo al rilascio di ormoni quali serotonina, (l’ormone del benessere) dopamina, endorfine, citochine. Le sostanze neurotrasmettoriali come le citochine, la serotonina attivano le indispensabili difese immunitarie dell’organismo.

Groddeck fornisce tutte le indicazioni tendenti a mantenere questo particolare stato mentale….. L’autore dunque rileva che l’autoguarigione sia possibile attraverso il ridimensionamento dell’IO a favore dell’ES, ovvero dell’energia vitale che è presente dentro ognuno di noi e che fa funzionare insieme tutte le cellule, ricostruisce il corpo rinnovandolo continuamente, ci difende dagli attacchi e ci cura. Questo principio, in netto anticipo sui tempi, è una prima forma di lettura “scientifica” la quale propone anche una visione unitaria o come diremmo oggi, olistica dell’uomo.

…..Un IO che è incapace di accogliere tali principi che portano a negare le sensazioni ed i bisogni reali fa  prevalere il cervello razionale sul limbico creando cosi’ le condizioni per l’instaurarsi di un assetto neurochimico tipico dell’ansia o degli attacchi di panico. Quante depressioni, attacchi di panico o stati ansiogeni potrebbero trovare soluzione se soltanto ci si orientasse all’ascolto dei propri bisogni. Queste comuni manifestazioni psicosomatiche, sono supportate da un’iperattività del sistema nervoso autonomo, in particolare dalla sezione simpatico. Non solo ansia e attacchi di panico!

Stress, forte autocontrollo, producono le stesse molecole le quali indeboliscono il nostro sistema salute. Cortisolo, (l’ormone dello stress) adrenalina, radicali liberi sono le molecole responsabili, quando prodotte in eccesso e per molto tempo, dell’ indebolimento del sistema immunitario, cardiovascolare, gastrointestinale.  Continua….

 

 

Abstract: Il corpo umano possiede delle capacità di autoguarigione che si manifestano anche in condizioni patologiche gravose. Definito scientificamente come guarigione spontanea, detto fenomeno sembra avere quale substrato anatomo – fisiologico

l’asse ipotalamo-ipofisario- sistema immunitario. Esso sembra essere il responsabile, in date circostanze, della produzione di ormoni e molecole favorenti l’autoguarigione.

La PNEI è la scienza a cui dobbiamo tali evidenze. Le circostanti favorenti la messa in circolo di molecole quali citochine, serotonina, dopamina, sono attivate mediante il sistema limbico e rafforzati da uno status mentale creativo, da un’ alta autostima, dalla preghiera nonché dall’eliminazione di eccessi alimentari, abuso di sostanze nocive per l’organismo, etc,etc.

Il cervello è capace di creare tutte le condizioni necessarie nel rilevare, affrontare e risolvere i disturbi corporei? anche i più gravi? Sembra proprio di sì e sembra che questo fenomeno possa essere attivato mediante meccanismi immunitari ed adeguate secrezioni.

L’occidente, con il proprio modus pensanti, attribuisce certe guarigioni straordinarie e inspiegabili per la scienza, a fattori miracolistici. Definito come guarigione spontanea, in realtà è un fenomeno che inizia ad avere delle risposte da parte della PNEI e che sostanzialmente, sembra attivare alcune sostanze chimiche, i neurotrasmettitori. PNEI è l’acronimo di psiconeuroendocrinoimmunologia, disciplina che studia le interrelazioni tra psiche, sistema immunitario, endocrino e nervoso, nonché come questi si influenzino vicendevolmente.

Grazie alla PNEI, alla sua scientificità, sono cadute molte teorie tendenti alla frammentazione del essere umano, teorie che hanno trovato spazio, considerazione e protezione da parte della medicina convenzionale.

La liberazione dei neurotrasmettitori avviene continuamente ed è influenzata da innumerevoli fattori: il nostro stato mentale in primis, la tendenza ad essere positivi anche nelle condizioni critiche, lo stile di vita ed il vissuto emotivo. Cosicché ad esempio, essere diffidenti sulle proprie capacità, possedere uno scarso grado di autostima e di risorse interiori, provoca allo stesso modo dell’ uso indiscriminato di farmaci e/o abuso di sostanze nocive un indebolimento del fenomeno dell’autoguarigione.

Da segnalare uno studio effettuato presso L’Harvard Medical School di Boston, pubblicato nel 2002, secondo cui la preghiera ed in particolare la recitazione del rosario ed anche di un mantra ripetuto, avrebbe la capacità di regolarizzare la pressione arteriosa ed il battito cardiaco. In effetti, è dimostrato che queste pratiche tendono ad abbassare il tono del sistema simpatico a favore di una attivazione di quello parasimpatico, predisponendo al rilascio di ormoni quali serotonina, (l’ormone del benessere) dopamina, endorfine, citochine. Le sostanze neurotrasmettoriali come le citochine, la serotonina attivano le indispensabili difese immunitarie dell’organismo.

Accanto alle preghiere o ai mantra, la produzione di dette molecole è incrementata dalla capacità reattiva che il nostro corpo è in grado di porre in atto nonché dalla creatività, l’amore, lo sport, il sesso e la pratica di un’arte.

Processo che verrebbe da dire origina dall’organo più nobile e sconosciuto del corpo umano, il cervello, ed è da esso quindi che deriva la nostra capacità di non ammalarsi. Mi viene da pensare come sia errato il life style assunto da noi occidentali e l’errata direzione alla quale viene spinta la nostra vita, lontana dall’interiorità, dall’ascolto dei bisogni primari in favore di una esistenza che dire superficiale è un eufemismo.

Viene allora naturale considerare il sintomo fisico come un cialtrone da debellare ed il corpo che lo manifesta come uno sciocco strumento meccanico da riparare al più presto, veicolo di disservizio e di rallentamento dei ritmi quotidiani. Quanta cecità! Basti pensare che in presenza di sintomi come la febbre o un banale raffreddore, questi sono stroncati immediatamente, assumendo il primo farmaco a portata di mano ed in più attraverso l’ automedicazione.

Il substrato anatomo – fisiologico dell’autoguarigione

Il potenziale di auto guarigione, sembra si verifichi specificatamente attraverso la mediazione dell’asse ipotalamo-ipofisi – sistema immunitario. Georg Groddeck, medico e psicoanalista, padre della moderna psicosomatica, all’inizio del ‘900 descrisse le capacità del corpo umano di ripararsi da sé in seguito a malattia. Groddeck riteneva che i nodi da sciogliere per sconfiggere la malattia si trovassero nella parte razionale del cervello, la quale doveva essere ridimensionata per permettere all’energia vitale (ES)di emergere e guarirci.

Nel suo bellissimo libro, NASAMECU, acronimo ippocratico di natura sanat medico curat, Groddeck fornisce tutte le indicazioni tendenti a tale scopo. L’autore dunque rileva che l’autoguarigione sia possibile attraverso il ridimensionamento dell’IO a favore dell’ES, ovvero dell’energia vitale che è presente dentro ognuno di noi e che fa funzionare insieme tutte le cellule, ricostruisce il corpo rinnovandolo continuamente, ci difende dagli attacchi e ci cura. Questo principio, in netto anticipo sui tempi, è una prima forma di lettura “scientifica” la quale propone anche una visione unitaria o come diremmo oggi, olistica dell’uomo.

L’Es, definibile anche come forza totipotente, viene ostacolata dunque dall’IO. L’IO è figlio di una cultura dominante di superficie, di un’educazione cieca di fronte alle diversità e che ci vuole omologati ed in tendenza con il sistema.

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L’ IO è rafforzato dai luoghi comuni, dalla routine quotidiana e da tutte quelle condizioni che ci spingono verso direzioni innaturali, le quali porteranno, prima o poi verso la malattia. Ogni malattia rappresenta non solo una lacerazione della propria trama di vita, ma rappresenta un forte appello della nostra intelligenza interiore che altro non chiede di ripristinare l’omeostasi e dunque la salute. Spesso il disagio è già in sé la soluzione: basterebbe riportare in primo piano i segnali che il corpo invia, ascoltare le sue sensazioni ed esserne maggiormente consapevoli. Tanti segnali vengono ignorati o addirittura soppressi ma, questi sono segnali di denuncia di una disarmonia che va ben oltre il corpo stesso. La PNEI dimostra scientificamente, ciò che Groddeck teorizzava. La psiche con i suoi processi, il pensiero, la coscienza, le emozioni sono elementi compresenti in ogni processo nervoso, endocrino ed immunitario. Tutto dunque nasce dalla mente, in particolare dall’ area limbica, sede delle emozioni e dei comportamenti istintuali.

All’interno dell’area limbica giungono continuamente afferenze da tutti gli organi.

David Servan – Schereiber dell’ Università di Pittsburgh, Pennsylvania, afferma che il “ il cervello emotivo” possiede due meccanismi naturali di autoriparazione. Si tratta di capacità innate di ritrovare l’equilibrio ed il benessere…paragonabile alla cicatrizzazione di una ferita. Inoltre l’area limbica è la centralina di funzioni vitali come la respirazione, il battito cardiaco, la libido, il sonno, la pressione arteriosa, la secrezione ormonale e la risposta immunitaria.

1. Cosa ostacola il processo di autoguarigione?

2. Cosa invece lo favorisce?

3. Alla base dell’effetto placebo, vi è questa risposta?

Sicuramente alla prima domanda si poterebbe rispondere che primo fra tutti, l’ostacolo primario per il nostro guaritore interno è il cervello razionale. L’IO, ovverosia le convinzioni, gli schemi mentali e la cerebralità, il ruminìo mentale, il modo di pensare, i falsi obiettivi e/o progetti che ci imponiamo, le credenze e il modo di agire nella realtà ci orientano verso un’operatività rigida, legata a contingenze quotidiane. Ciò promuove un disallineamento tra i due cervelli, generando uno stato di caos e disarmonia del biochimismo corporeo.

Un IO che è incapace di accogliere le sensazioni ed i bisogni reali. Il prevalere del cervello razionale sul limbico crea le condizioni per l’instaurarsi di un assetto neurochimico tipico dell’ansia o degli attacchi di panico. Quante depressioni, attacchi di panico o stati ansiogeni potrebbero trovare soluzione se soltanto ci si orientasse all’ascolto dei propri bisogni. Queste comuni manifestazioni psicosomatiche, sono supportate da un’iperattività del sistema nervoso autonomo, in particolare dalla sezione simpatico. Non solo ansia e attacchi di panico!

Stress, forte autocontrollo, producono le stesse molecole le quali indeboliscono il nostro sistema salute. Cortisolo, (l’ormone dello stress) adrenalina, radicali liberi sono le molecole responsabili, quando prodotte in eccesso e per molto tempo, dell’ indebolimento del sistema immunitario, cardiovascolare, gastrointestinale.

Esse provocano tra l’altro, una riduzione dei globuli bianchi ed anche l’innalzamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, predisponendo l’uomo ad un aumentato rischio di incappare in frequenti malattie (virali, batteriche)e di innalzare i fattori di rischio di ictus o infarto del miocardio.

E’ possibile allontanarsi da questi pericoli, attraverso la “riprogrammazione” della propria attività mentale: essere in sintonia con i propri bisogni e quindi con se stessi, essere liberi di esprimere emozioni, ridere, meditare, vivere una sessualità appagante, coltivare interessi e passioni, essere creativi, dedicarsi allo sport preferito favoriscono la salute, promuovono la crescita dell’autostima del buonumore, dell’empatia. Tre condizioni che il nostro cervello plastico adora e che gli fanno produrre le sostanze della felicità e della salute: endorfine, serotonina, dopamina, citochine, linfochine. La seconda domanda può trovare risposta dalla teoria esposta dal ricercatore Enzo Soresi.

Il ricercatore, autore de il “cervello anarchico” (UTET) propone la tesi dello “shock carismatico”.

Con detta tesi, Soresi teorizza sulle remissioni spontanee che alcuni individui hanno comportato durante patologie serissime e conclamate. Definiamo cosa è lo shock carismatico; esso è secondo l’autore “un cambiamento profondo dello stato mentale della persona quando incontra un soggetto molto carismatico”.

All’interno del libro viene segnalato un caso di un contadino afflitto da melanoma che guarisce dopo un incontro con Madre Teresa di Calcutta. E’ indubbio che l’uomo abbia questa risorsa e la stessa trova testimonianza in questa come in tante altre guarigioni inspiegabili. Lo stesso effetto placebo, è ipotizzabile che esso sia riconducibile ad una modificazione biochimica del cervello, generata dalla fiducia riposta nel farmaco da parte del paziente.

Evidenze chiare circa l’effetto placebo non ve ne sono, però in letteratura scientifica l’esempio maggiormente significativo è dato dal confronto tra l’attività antidolorifica prodotto dalla morfina con quella prodotta dall’acqua, somministrata in pazienti ignori dello scambio.

I dati ci dicono che la scomparsa del dolore nel campione placebo è del 60%. Mentre la medicina ufficiale etichetta l’effetto placebo come un processo di autosuggestione, l’auspicio è quello di poter approfondire, conoscere a fondo questo promettente ambito di ricerca e svelare gli intimi e meravigliosi segreti dell’autoguarigione.

Fonte: http://www.neuroscienze.net/?p=566

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Acidita' di stomaco: rimedi naturali

 

Acidità e bruciori di stomaco sono un problema comune: pasti abbondanti e ricchi grassi, alcool, fumo, farmaci e ritmi di vita frenetici sono infatti solo alcune delle possibili cause dei più diffusi disturbi digestivi. L’acidità di stomaco si manifesta solitamente entro un’ora dal pasto; è localizzata all’altezza dell’esofago, ma può estendersi fino a gola, mascella, braccia e schiena, tanto da venir talvolta scambiata per dolore toracico. Quella che si presenta come semplice sensazione di bruciore all’imboccatura dello stomaco può inoltre essere correlata a problemi quali gastrite, duodenite, esofagite, ulcera gastrica e duodenale. Esporre i sintomi al medico è quindi certamente la prima cosa da fare, così da escludere che l’iperacidità sia sfociata in una gastrite conclamata. Per alleviarne i disturbi esistono comunque vari rimedi che la natura ci mette a disposizione, a cominciare da una corretta alimentazione.

 

Alimentazione in caso di acidità di stomaco

 

Per prevenire l’acidità di stomaco è importante partire dalla correzione di abitudini alimentari sbagliate. E’ quindi necessario fare attenzione a non mescolare proteine e carboidrati; evitare l’eccesso di caffè e vino; masticare lentamente; consumare frutta lontano dai pasti; evitare cibi fritti e bevande gassate; non andare subito a letto subito dopo aver mangiato, soprattutto di sera; bere molta acqua per diluire i succhi gastrici e cercare di pranzare e cenare sempre alla stessa ora. In generale, per soggetti predisposti a gastrite, il rispetto di queste semplici regole è sufficiente a tenere a bada il disturbo.

 

Cibi che aiutano a tamponare l’acido sono poi ricotta e yogurt; verdure e tuberi lessi, tra cui patate, zucchine e carote; pane e pasta, meglio se integrali; frutta anti-acido tra cui banane, pere e mele; carne e pesce cucinati in modo leggero; avena e riso integrale; semi di sesamo e cavolo. Sì all’utilizzo di latte di mandola, regolatore della produzione di succhi gastrici, anche in combinazione con i fiocchi d’avena. Via libera poi a finocchio e papaia, che favoriscono la digestione e leniscono il bruciore; melone, mela e ananas, ideale dopo pasti particolarmente abbondanti; ma anche zenzero, senape e cannella. Assolutamente sconsigliati sono invece cibi quali pepe, peperoncino, alcool, caffè, cacao, agrumi, frutta acida, frutta secca e pomodori, ma anche dolci, pasticcini, torte, biscotti, creme e formaggi.

 

Rimedi naturali per l’acidità di stomaco

 

Per attenuare i disturbi derivanti da iperacidità, ad un corretto stile di vita si possono poi associare diversi rimedi naturali. Particolarmente indicati si rivelano:

 

CAMOMILLA: utile nel rilassare la muscolatura dello stomaco. Grazie alla sua azione antispastica dà sollievo da crampi e dolori addominali. Bere abitualmente una tisana a base di camomilla molto concentrata è una buona prevenzione contro le ricadute della gastrite.

 

MALVA: ottimo antinfiammatorio naturale, costituisce un buon rimedio naturale per dare sollievo allo stomaco irritato.

 

MELISSA: l’infuso di melissa è ottimo per placare i fastidi della gastrite. È consigliabile berne una tazza dopo i pasti e prima di andare a letto.

 

TE’ VERDE: in caso di gastrite associata ad ulcera i flavonoidi in esso contenuti stimolano la cicatrizzazione.

 

LIQUIRIZIA: sconsigliata in caso di ipertensione, la liquirizia si rivela però un valido alleato nell’alleviare il fastidio provocato dalla gastrite.

 

CANNELLA: una tisana a base di cannella bevuta dopo ogni pasto regolarizza la produzione di succhi gastrici e favorisce la digestione; protegge inoltre le pareti dello stomaco e allevia i bruciori.

 

ZENZERO: masticare un pezzetto di radice di zenzero prima di mangiare aiuta a prevenire l’insorgenza della gastrite e degli altri problemi legati ad un’elevata acidità di stomaco. Le sostanze contenute in questa spezia aiutano infatti a proteggere lo stomaco dalle infiammazioni ed aiutano a digerire meglio i cibi.

 

Validi aiutanti in caso di acidità di stomaco sono poi: finocchio, passiflora, anice, cumino, rosmarino, timo, lino, aloe, altea, lichene islandico, mela e ortica, come anche l’argilla verde, in grado di ridurre il livello di acidità nello stomaco. Basta acquistarne le polveri in erboristeria e scioglierne un paio di cucchiaini in mezzo bicchiere di acqua calda. Molto diffuso è poi l’utilizzo di bicarbonato di sodio, che aumentando il pH dello stomaco rende meno acido l’ambiente gastrico. Si consiglia di scioglierne un cucchiaino in un pò d’acqua e bere il tutto.

 

Di Martina Brusini

http://salute.leonardo.it/acidita-di-stomaco-rimedi-naturali-per-combatterla/

 

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Onicomicosi alle unghie : rimedi naturali

 

La micosi delle unghie, o onicomicosi, si manifesta quando una o più dita vengono infettate da un fungo. La sintomatologia correlata si fa via via più evidente con il procedere del problema e può portare, nei casi più gravi, alla rimozione per via chirurgica dell’unghia stessa. L’onicomicosi può manifestarsi con macchie bianco/giallastre sotto la punta delle unghie di mani e piedi, fino a causare, quando il fungo si diffonde più in profondità, inspessimento e un’aumentata fragilità dell’unghia stessa, con tendenza a “sbriciolamento” nella zona laterale.

 

Le micosi alle unghie si verificano con maggior frequenza nelle unghie dei piedi, per la maggior parte dell’anno relegati in ambiente caldo e umido, all’interno delle scarpe, condizioni ottimali per il proliferare dei funghi. Altro motivo che fa dei piedi la zona più colpita da micosi è legato ad un fatto di circolazione, inferiore rispetto a quella diretta verso le unghie delle mani; di conseguenza il riconoscimento e l’eliminazione dell’infezione da parte del sistema immunitario risultano qui più difficili.

 

L’ onicomicosi è inoltre un problema la cui risoluzione necessita di tempo e tanta cura, esistono tuttavia alcuni rimedi naturali e alcune pratiche quotidiane che permettono di intervenire nei casi più lievi, come attività di prevenzione o coadiuvante del trattamento farmacologico, nei casi più gravi.

 

Alimentazione in caso di onicomicosi

 

Come spesso accade, la migliore prevenzione contro le malattie passa per l’alimentazione. Per prevenire e contrastare l’onicomicosi può essere utile limitare l’assunzione di pane e, in generale, di prodotti contenenti lieviti, inclusa la birra. E’ inoltre consigliato un ridotto ricorso a zucchero o prodotti dolcificati. Via libera invece a tutti quegli alimenti o bevande che contribuiscono a tenere alte le risposte immunitarie dell’organismo, come Tè Pu-Erh, yogurt e tanta frutta e verdura di stagione.

 

Rimedi naturali contro l’onicomicosi

 

Tra i prodotti naturali più efficaci nel combattere e contrastare le micosi delle unghie troviamo sicuramente l’aceto, capace di inibire la crescita di alcuni tipi di batteri. Basterà fare giornalmente un pediluvio di 15-20 minuti in una miscela composta per un terzo di aceto bianco e per due terzi d’acqua tiepida. Attenzione: i soggetti più sensibili potrebbero andare incontro ad irritazioni della pelle, in questo caso è opportuno ridurre le quantità di aceto. Terminato il pediluvio è infine importante risciacquare e asciugare molto accuratamente i piedi.

 

Un altro rimedi naturale indicato per questo tipo di fastidio è il tea tree oil, applicato direttamente sull’unghia infetta, o diluito in acqua come pediluvio. E’ sufficiente far cadere qualche goccia di olio dell’albero del tè (Melaleuca alternifolia) direttamente sulla zona infetta e lasciar asciugare. I principi di tale olio sono infatti in grado di danneggiare la membrana del fungo senza intaccare i tessuti sani.

 

Efficace nel combattere funghi e batteri si rivela poi l’aglio, grazie al suo elevato potere antibatterico e antimicotico. E’ possibile ridurne a poltiglia uno spicchio, da applicare sulla parte interessata, avvolta in garza sterile.

 

Salutari pediluvi si possono infine praticare utilizzando del comune sale da cucina, che volendo può essere arricchito con qualche chiodo di garofano, per migliorarne l’efficacia antibatterica.

 

Consigli utili contro l’onicomicosi

 

È importante ricordare che la migliore strategia contro le micosi alle unghie consiste nella prevenzione: poiché l’umidità è una delle principali cause della proliferazione dei funghi, è fondamentale lasciar respirare i piedi, quindi è bene approfittare dei mesi più caldi per indossare scarpe aperte, ma anche in inverno sarebbe preferibile evitare scarpe troppo strette, mentre è vivamente consigliato non indossare calze durante la notte e asciugare sempre perfettamente i piedi dopo averli lavati (magari con sapone di Marsiglia, che aiuta a ristabilire il ph della pelle e lenisce le irritazioni). In erboristeria sono infine disponibili vari prodotti a base di oli essenziali (tra cui quello di lavanda) con specifico potere antimicotico, antisettico e disinfettante, specifici per la cura e pulizia dei piedi.

 

Per quanto riguarda le pratiche quotidiane è bene evitare di camminare scalzi in luoghi pubbici, in special modo nei locali doccia di piscine o palestre. È inoltre importante tagliare le unghie nel modo corretto, evitando di andare troppo in profondità, creando bordi regolari e lasciandole appena più lunghe della pianta del piede, avendo cura di sterilizzare strumenti quali forbici e tagliaunghie se vi è il sospetto di una possibile infezione in corso. In questo caso sarebbe bene anche lavare in lavatrice con acqua calda calzini e indumenti venuti a contatto con le parti interessate. Altrettanto importante è evitare di condividere asciugamani, scarpe e altri oggetti personali .

Di Martina Brusini,

http://salute.leonardo.it/rimedi-naturali-contro-lonicomicosi-alle-unghie/

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