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Categoria: "Crescita spirituale"

LA PASSIONE DI GESU' : LA SETTIMANA SANTA

E’ INIZIATA PER I CRISTIANI LA SETTIMANA CHE CI RICORDA LA PASSIONE DI GESU’

Passione che si perpetra fino al giorno DELLA PACE

Come ogni anno vorrei condividere emozioni, sentimenti e amore

MAESTRO, MAESTRO GESU’ GRAZIE

NEL MIO PICCOLO  VORREI DIRTI TI AMO

MA HO UN FAVORE DA CHIEDERTI: INSEGNAMI AD AMARE ANCHE CHI NON MI COMPRENDE, CHI NON E’ VICINO AL CUORE

CHI MI DERIDE ,CHI E’ INDIFFERENTE

Tu mi fai ricordare tutti i sofferenti della terra, tutti i poveri, i degradati, gli intoccabili

Tu mi riporti a tutto cio’ che il PADRE ha creato sulla Terra

Tu sei l’ESEMPIO che con semplicita’ vorrei iniziare a manifestare

Con amore con amore con amore vengo con te

Tra le retrovie

Tra questo marasma umano

Tra piaghe e dolori

Tra tenerezze e passioni

Con ogni stupidita’, ogni grandezza………ma mai con indifferenza

Baci baci baci sulle tue piaghe ardenti

Joti- CARMEN

1° tappa della passione di Cristo

Questa vuole essere  una condivisione per nuove comprensioni

E’ l’augurio di una NUOVA RINASCITA

Dopo la Domenica delle Palme

Ulivi come bandiere,

ecco la Settimana Santa per la Cristianita’

la commemorazione della passione e morte e Resurrezione del MAESTRO GESU’

Voglio parlarne non in termini religiosi ma amorosi

Si parla tanto di altri Maestri e poco del Cristo, il maestro nazareno

Forse perche’ la nostra tradizione ce lo ha presentato sempre secondo stereotipi cattolici

che ce lo hanno allontanato dal nostro sentimento.

Vorrei, secondo le parole di Augusto Cury,presentare, in  nove tappe l’altro suo volto.

Affinche’ la Pasqua non sia la festa dell’Uovo, delle gite fuori porta, della vacanza,

bensi’ una FESTA DI RESURREZIONE

un cambiamento nella nostra vita, nel nostro sentire, nel nostro evolvere spiritualmente.

GESU’: AUTENTICO E AMICO

Nel corso della sua vita Cristo manifesto’ un potere straordinario.

Le sue parole lasciavano interdetti i suoi interlocutori e oppositori ed esaltavano le moltitudini.

Quando inizio’ il suo “Calvario” nel Getsemani  mostro’ un volto che i discepoli non avrebbero mai pensato di vedere, quello della sua fragilita’.

Il nostro comportamento in generale e’ proprio l’opposto:abbiamo una necessita’ quasi paranoica di esibire i nostri successi e di ricevere applausi

Mentre nascondiamo le nostre miserie e preferiamo non mostrare i nostri punti deboli

Il Maestro invece ebbe il coraggio di confessare ai suoi tre amici piu’ intimi quello che sentiva dentro dicendo a chiare lettere:

” una tristezza mortale mi opprime”

Come fa uno che ha curato lebbrosi, ciechi e che ha resuscitato dai morti ad affermare che e’ avvolto da una angoscia cosi’ profonda?

Com’e’ possibile che una persona che non ha avuto paura nemmeno di fronte alla prospettiva di subirere fratture multiple a seguito di lapidazione dire ora che la sua anima e’ depressa fino alla morte?

I discepoli abituati alla fama del maestro rimasero profondamente scossi da quella manifestazione di sofferenza e fragilita’.

Lo ritenevano un superuomo dotato di natura divina.

Nella nostra concezione umana Dio non soffre, non ha paura, non prova ne’ dolore ne’ ansia

Dio e’ superiore ai sentimenti che perturbano l’umanita’.

In Galilea apparve qualcuno che proclamava di essere si’ figlio di Dio, ma che tanto lui che suo Padre provavano emozioni si preoccupavano e amavano singolarmente ogni essere umano..

Il pensiero di Gesu’scandalizzo’ gli ebrei che proclamavano l’esistenza di un Dio imperturbabile ed irraggiungibile.

I discepoli non erano consapevoli del fatto che il maestro di li’ a poco sarebbe stato condannato, torturato e crocifisso, non come figlio di Dio ma come figlio dell’uomo.

Le sue sofferenze furono le stesse di qualsiasi altro uomo:le frustate, le spine, i chiodi della croce penetrano nel corpo fisico di un uomo

I discepoli, affascinati dal potere di Cristo non avrebbero mai immaginato che avrebbe sofferto e avrebbe avuto bisogno di loro.

Ma ecco che all’improvviso il maestro non solo comunica a loro di essere triste ,ma che gli piacerebbe che gli facessero compagnia e pregassero con lui.

Gesu’ visse in pieno l’arte dell’autenticita’ ma i discepoli, spaventati, non compresero…e si addormentarono….

Gesu’ non nascondeva i propri sentimenti,  invece noi tendiamo a trattenerli e finiamo per essere autopunitivi e impietosi verso noi stessi

Come se non ci fosse consentito sbagliare o avere momenti di fragilita’.

Ci sono persone che non espongono mai i loro sentimenti e nessuno li conosce come sono dentro, ne’ il coniuge, ne’ il compagno, ne’ i figli, ne’ gli amici piu’ intimi, nonostante abbiamo una profonda necessita’ di condividere.

Il maestro dei maestri della scuola della vita, ci ha lasciato un modello vivo di cosa significa essere una persona emozionalmente sana

Cadde in una profonda tristezza sapendo tutto quello che lo aspettava, ma non ebbe paura ne’ vergogna a dichiarare apertamente le sue emozioni agli amici

E loro trascrissero sui papiri questa caratteristica della sua personalita’ e la diffusero nel mondo…..

Buona purificazione

Questa e’ la settimana della purificazione

Delle emozioni da esprimere condividere e trasmutare…

Del cambiamento

Per poi

Rinascere…

Grazie Maestro Gesu’!

2° tappa

 

 

CRISTO non andava in cerca di eroismo

Una persona intenzionata a fondare una religione o ad essere un eroe

nasconderebbe i sentimenti che invece Cristo espresse nel giardino del Getsemani

Cio’ dovrebbe dimostrare che non voleva competere con nessuno

I suoi obiettivi erano piu’ alti.

Voleva aiutare l’uomo e introdurlo nell’eternita’

Non andava in cerca di eroismo ma voleva semplicemente portare a termine quello per cui era stato designato,

il suo progetto trascendentale.

Il momento cruciale di quel progetto era giunto:bere il suo amaro calice, affrontare il suo martirio.

In quel buio giardino, abbandonato da tutti, anche dai suoi amici, doveva prepararsi a sopportare quei  tormenti.

Nel processo di preparazione rivelo’ il suo dolore e si mise a dialogare su di esso con il Padre.

Mentre per alcuni la fragilita’ di Cristo nel getsemani non era che ritrazione

Io invece vi leggo la piu’ bella poesia di liberta’ e di autenticita’.

Era libero di nascondere i suoi sentimenti e fare l’eroe, ma non lo fece.

Mai nessuno di cosi’ grande fu altrettanto autentico.

LE SOFFERENZE CAUSATE DAGLI AMICI:

Il calice di dolore di Cristo dal Getsemani al Golgota, luogo della crocifissione,

e’ costituito da numerose e diverse sofferenze

Analizzeremo  le tappe di questo processo.

Quale fu la prima sofferenza che sperimento’?

Fu quella causata dai suoi tre amici: il dolore piu’ acuto e’ proprio quello causato dalle persone che amiamo di piu’!!!!!!.

Il maestro all’apice del suo dolore chiese l’aiuto di Pietro, Giacomo e Giovanni.  E non lo ottenne.

Eppure il maestro comprese che l’ascolto delle sue parole in cui dichiarava una tristezza mortale e la visione della sua angoscia,

fu ragione di grande stress per quei giovani galilei , che infatti sprofondarono in una strana sonnolenza.

Lo stress interno sottrae energie alla corteccia cerebrale, energia che viene usata da altri organi del corpo, ad esempio la muscolatura;

il risultato di questa sottrazione di energia e’ una stanchezza fisica esagerata ed inspiegabile.

Molti di noi diventano intolleranti quando vivono una frustrazione a causa degli altri,

ma Gesu,’ specialmente per i suoi discepoli ,non si scoraggiava mai,

non perdeva la speranza riposta in loro, nemmeno quando lo deludevano profondamente.

Con il Maestro della scuola della vita possiamo imparare che la maturita’ di una persona non si misura alla cultura o dall’eloquenza

ma dalla speranza e dalla pazienza che possiede

e dalla sua capacita’ di stimolare le persone ad utilizzare i propri errori come mattoni per costruire saggezza.

I suoi discepoli  solo cosi’ compresero e si dispiacquero molto….

Grazie Maestro Gesu’

3°tappa

-

Il TRADIMENTO DI GIUDA

“La notte del suo arresto fu una delle piu’ angoscianti della  vita del Maestro.

Egli non si preoccupava della squadra di soldati che stavano venendo a prenderlo,

il dolore che sentiva per il tradimento di Giuda era molto piu’ forte dell’aggressivita’ di centinaia di soldati

Se la sofferenza provocata dai soldati feriva il suo corpo, quella provocata da Giuda Iscariota, l’amato discepolo, lo feriva nell’anima.

Ma egli non sprofondo’ in un mare di frustrazioni solo perche’ sapeva difendere le proprie emozioni

e non coltivava grandi aspettative nelle persone per le quali si donava

e quindi si riprendeva in fretta.

Non e’ la quantita’ di stimoli stressanti a cui siamo sottoposti che ci fa soffrire, ma la qualita’.

Il dolore del tradimento e’ indescrivibile!

Il Maestro aveva sempre trattato Giuda con amorevolezza, mai lo aveva sminuito davanti agli altri discepoli benche’ fosse a conoscenza delle sue segrete intenzioni.           Lo tratto’  sempre con dignita’.

Questo comportamento per noi e’ impensabile.

Il maestro non si diede neppure da fare perche’ non avvenisse il tradimento, ma si limito’ ad invitare Giuda a ripensare al proprio comportamento

Che struttura emozionale doveva avere dentro questo Maestro della Galilea per riuscire a sopportare l’insopportabile!

Egli riusciva A filtrare le offese e le aggressivita’ rivolte verso di lui e in questo modo si rendeva EMOZIONALMENTE LIBERO di poter amare le persone.

IL SUO IMPEGNO PRINCIPALE GESU’ LO AVEVA PRESO CON LA PROPRIA COSCIENZA E NON CON L’AMBIENTE SOCIALE

Non deformava il proprio pensiero ne’ cercava di dare risposte gradite ai suoi ascoltatori anzi, per rimanere fedele alla sua coscienza spesso creava situazioni pericolose per la sua stessa vita..

Considerava la fedelta’ alla  propria coscienza piu’ importante di qualsiasi altro tipo di accordo sotterraneo o di comportamento dissimulato.

Colui che rimase fedele alla sua coscienza e insegno’ ai suoi discepoli a volare alto,

su quella medesima rotta fu colpito alle spalle

Giuda non imparo’ quella lezione e fu infedele alla sua stessa coscienza”

************************************************************

Siate fedeli a voi stessi

Siamo fedeli a noi stessi

Abbiate cura di voi

4° tappa

ABBANDONATO DA TUTTI:

Vedremo ora il terzo tipo di sofferenza vissuto da Cristo  nella sua settimana di passione

Quando fu arrestato dopo il tradimento di giuda, Cristo fu abbandonato da tutti

“Non diro’ mai che ti conosco”…e’ la tipica frase di Pietro quando gli fu chiesto se era discepolo di quell’uomo.

E’ facile restare fedeli ad una persona forte, e’ facile dare credito ad uno situato all’apice della sua fama, ma e’ una delle

Insidiose trappole della modernita’.

Molti si lasciano entusiasmare dal suono degli applausi ma col passare del tempo si ritrovano ad avere come unica compagna la solitudine.

Cristo sapeva che un giorno i discepoli lo avrebbero lasciato solo.

Anche se dicevano che non lo avrebbero mai fatto.

Ed effettivamente nel momento finale nessuno riusci’ ad essere INTREPIDO al punto di rimanere con lui.

Quei giovani della galilea cosi’ apparentemente forti in realta’ erano fragili e si fecero vincere dalla paura.

Ma il Maestro non li abbandono’ e non perse la fiducia in loro perche’ nei suoi piani l’obiettivo fondamentale

non era punirli quando sbagliavano ma essere la loro guida in un viaggio di trasformazione interiore

Poiche’ comprendeva che l’esistenza umana era troppo complessa per essere imbrigliata da leggi e regole di comportamento,

le strade percorse da Gesu’ non erano quelle del giusto e dello sbagliato

egli era venuto non per le rigide leggi dettate da Mose’ ma per aiutare l’uomo ad immergersi nelle flessibili leggi della vita.

Anche il tradimento di Pietro ne e’ un’esempio.

Era facile per Pietro essere forte quando stava vicino ad una persona forte, era facile donarsi a chi non ha bisogno,

ma gli fu difficile stare vicino ad una persona fragile.

Nel momento in cui Cristo si spoglio’ della sua forza per diventare semplicemente il figlio dell’uomo, la forza di Pietro venne meno.

Quando Pietro vide l’espressione triste, la respirazione affannosa di Gesu’ rimase profondamente scosso e penso’:

“ non sara’ che tutto quello che ho vissuto fino ad ora accanto a quest’uomo e’ stato solo un miraggio che e’ diventato un incubo?”

Non rinnegava solo il maestro ma anche tutto quello che avevano vissuto insieme.

Gesu’ sapeva che il suo amato discepolo stava assistendo al suo martirio e che mentre era impietosamente colpito, Pietro lo rinnegava.

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Questo rinnegamento scavo’ un solco profondo in Gesu’ molto piu’ profondo di quello provocato dai soldati.

Ma Gesu’ amava Pietro profondamente e lo conosceva bene e capiva il suo stato d’animo. E quindi gli era vicino nonostante tutto.

L’amore del maestro di Nazaret verso i suoi discepoli e’ la piu’ bella ed illogica poesia esistenziale mai vissuta da un uomo.

Pietro poteva anche escludere il Maestro dalla propria storia, ma Gesu’ non lo avrebbe mai abbandonato perche’ lo considerava insostituibile.

Nessuno ha mai amato e si e’ dedicato con tanta premura a persone che lo frustravano e gli davano cosi’ poco in cambio…..

GESU’ come possiamo imparare da te ad AMARE

Anche quelli che ci rinnegano? Che ci danno frustrazioni?

In questa settimana che ci ricorda il tuo dono

Insegnaci a donarci

A tutti e a tutto

Grazie!

5° tappa:

Tutte le volte che Cristo prevedeva un avvenimento frustrante relativo ai suoi discepoli, aveva almeno 4 grandi obiettivi.

Primo, alleviare il proprio dolore. Prevedendo in anticipo le frustrazioni a cui sarebbe stato sottoposto,

attrezzava le sue difese emozionali per proteggere se stesso nel momento in cui si fossero presentate.

Quando i discepoli lo abbandonarono non fu colto di sorpresa.

Amava e si donava senza riserve agli esseri umani, ma non si aspettava molto da loro.

Non c’e’ niente che preservi l’emozione quanto ridimensionare le aspettative che nutriamo nei confronti delle persone che ci circondano.

Ogni volta che ci aspettiamo troppo, aumentano anche le nostre probabilita’ di cadere nelle grinfie della delusione.

Gesu’ aveva accettato in quei momenti l’abbandono e la solitudine.

Anche quando vide che Pietro lo rinnegava e gli altri dietro di lui, volle mostrare loro che non pretendeva cose impossibili.

Viste le lezioni che aveva impartito loro in quei singolari tre anni e mezzo avrebbe potuto essere esigente, ma non lo fu.

Poiche’ era il maestro dei maestri della scuola della vita sapeva che superare la paura, vincere l’ansia

ed elaborare le sofferenze erano le lezioni piu’ difficili da applicare nella vita.

Il Maestro utilizzo’ il dolore stesso che i discepoli gli avevano inflitto per aiutarli ad interiorizzarsi e ad espandere la loro comprensione della vita.

Che Maestro ha mai sacrificato tanto in nome dell’insegnamento ai suoi allievi?

Non li avrebbe mai abbandonati, nemmeno se loro avessero abbandonato lui

Quarto punto, voleva che fossero preparati a non perdere la fiducia in se stessi a prescindere dai loro errori.

Non voleva che si lasciassero prendere dal senso di colpa e dallo scoraggiamento.

Egli voleva fornire loro i mezzi e la strada per il ritorno.

Purtroppo Giuda non torno’. Il senso di colpa e un’intensa reazione depressiva lo portarono al suicidio.

Pietro anche se in lagrime torno’.

Gli educatori, i genitori, i manager di imprese si preoccupano di correggere gli errori immediati e di ridisegnare le rotte del comportamento.

Si impongono.

Gesu’ invece voleva condurre i suoi discepolo allo sviluppo dell’arte del pensare, fosse anche al prezzo di errori umilianti.

Tuttavia prima che si sentissero in colpa, stava gia’ preparando loro il rimedio

Rispettando comunque il loro libero arbitrio…..(infatti Giuda decise di non tornare!)

***********************************************************************************************

MAESTRO GESU’

Insegnaci ad amare senza aspettative

Insegnaci a dare a chi ci ha offeso sempre un’altra possibilita’ di ritorno

Rispettando tuttavia il libero arbitrio

Grazie!

6° tappa nel percorso di Gesu’

ANSIA VITALE-ANSIA PATOLOGICA- ATTACCO DI PANICO

Abbiamo visto che nel Getsemani Gesu’ si dichiaro’ depresso

Si trattava di una malattia o di uno stato d’animo momentaneo?

Molti psichiatri e psicologi pensano che qualsiasi ansia sia patologica.

Non e’ cosi’.

Esiste invece un’ansia vitale e normale che abita l’intelligenza di ogni essere umano

ed e’ presente nella costruzione dei pensieri, nella ricerca del piacere e nella realizzazione di progetti

L’ansia vitale stimola la creativita’.

Anche Gesu’ aveva ansiosamente aspettato l’ultima cena con i suoi discepoli per veder portato a compimento il desiderio del suo cuore.

L’ansia diventa patologica o morbosa quando ostacola la normale attivita’ intellettuale e riduce la liberta’ emozionale.

Le caratteristiche piu’ evidenti dell’ansia sono: labilita’ emozionale, irritabilita’, iperaccelerazione del pensiero, difficolta’ a gestire la tensione, perdita della capacita’ di concentrazione, deficit di memoria e comparsa di sintomi psicosomatici.

L’ansia patologica fa vivere in funzione dell’anticipazione costante di quello che potrebbe succedere.

Il Maestro della scuola della vita aveva vaccinato i suoi discepoli contro l’ansia patologica poiche’ coltivava in loro la liberta’ dalle preoccupazioni della sopravvivenza, coltivava in loro la tranquillita’, la solidarieta’, l’amore reciproco, la lucidita’, la coerenza, l’unita’;insegnava affinche’ imparassero ad affrontare i problemi reali della vita quotidiana anziche’ quelli immaginari creati dalla mente.

L’uomo cosi’ diveniva sicuro di se’, stabile,  un uomo che sa interiorizzarsi, che sa gestire coerentemente i suoi pensieri e le sue emozioni durante i momenti piu’ turbolenti della sua vita.

I giovani di oggi escono dalle scuole e dalle universita’ con un diploma o titoli accademici abilitati all’azione nel mondo fisico ma non sanno come comportarsi nel loro mondo personale ne’ essere agenti di trasformazione della propria storia emozionale intellettuale o sociale.

Quando siamo ansiosi qualunque problema diventa un mostro, siamo instabili e irritabili; la nostra gentilezza si dissolve e finiamo per aggredire le persone che abbiamo intorno.

In Gesu’, al culmine della sua angustia, la sua umanita’ riusciva ancora a brillare e benche’ si sentisse profondamente abbattuto era premuroso con le persone che lo circondavano. Non ha mai scaricato la propria tensione su di loro ne’ vi ha rovesciato il suo dolore.

Eppure la sua passione era intensissima.

Luca ci riferisce che l’ansia del maestro era cosi’ intensa che mentre pregava i suoi pori si aprivano e il sudore scorreva sul suo corpo fino a bagnare la terra ai suoi piedi.

CRISTO ebbe un attacco di panico nel giardino del Getsemani?

Vediamo che cos’e’ la sindrome da attacco di panico o DAP

Il profilo psicologico di un dappista e’ caratterizzato da ipersensibilita’ emozionale, da preoccupazione eccessiva per il proprio corpo.

E’ il “teatrino della morte”

L’attacco di panico e’ caratterizzato da una paura improvvisa e drammatica di stare per morire o per svenire, ha una intensa reazione ansiosa, vi e’ tachicardia, accelerata frequenza respiratoria, forte sudorazione, eventuale perita delle urine, obnubilamento, spesso si ha l’impressione di avere un infarto e si corre da un medico perche’ rassicuri che non si sta per morire.

Se gli attacchi di panico si prolungano negli anni Si hanno problemi di  autonomia  la’ dove puo’ essere compromessa la capacita’ di uscire da soli  e di  non poter vivere senza un accompagnamento

La liberta’ allora e’ completamente persa poiche’, loro malgrado, queste persone diventano dipendenti.  Soffrendo moltissimo per questo anche perche’  spesso non sono compresi dalla famiglia, dalla societa’ in cui vivono  cosi’ piano piano  diventano anche emarginati che si emarginano.

Nessuno muore per la sindrome di attacco di panico, ma queste persone soffrono piu’ di chi sta veramente avendo un infarto o si trova in reale pericolo di vita.

In America si e’ trovata solo ora la spiegazione di questa patologia che non e’ assolutamente psicologica (dicono loro) o per lo meno non solo.

Si e’ visto che essa viene creata da un mancato biofeedback di due zone del cervello:corpo calloso e ippocampo.

Tuttavia, nell’attesa di qualcosa di chimico piu’ adeguato, sarebbe importante decaratterizzare nella memoria il teatrino della morte, recuperare il controllo dell’io nei momenti di maggior tensione e gestire i pensieri negativi, come fece il MAESTRO DI NAZARET  nei momenti difficili del Getzemani.

Nel giardino del Getzemani tuttavia Gesu’ non ebbe un attacco di panico, sebbene abbia presentato diversi sintomi psicosomatici.

In quella fatidica notte l’ansia del maestro non aveva niente a che vedere con la paura della morte, ma piuttosto del tipo di morte a cui andava incontro e del comportamento che avrebbe dovuto mantenere in ciascuna delle tappe della sua sofferenza.

Poi Lui confidava completamente nel Padre!

(Cosi’ dicono alcuni Maestri spirituali,  che se un dappista avesse cosi’ tanta fede da abbandonarsi al Divino Se’ Superiore, sarebbe libero da questa malattia che per loro e’ di origine karmica)

Le biografie di Cristo ci raccontano che compiva molti miracoli fisici ma non nell’anima e nella personalita’ .

La personalita’ non ha bisogno di miracoli ma di trasformazioni.

Perfezionare l’arte del pensare, imparare a filtrare gli stimoli stressanti, investire in saggezza durante le stagioni fredde della vita sono nobili funzioni della personalita’ che pero’ non si conquistano in tempi brevi.

A noi tutti piacerebbe eliminare velocemente e istantaneamente le nostre sofferenze ma non e’ possibile.

Non esistono strumenti adatti a cio’ (a meno che non succeda un miracolo)

Dobbiamo imparare dal Maestro a veleggiare dentro a noi stessi e ad affrontare il dolore con dignita’ e coraggio e a usarlo per levigare la nostra Anima.

MAESTRO GESU’

Insegnaci ad arrenderci fiduciosi al Nostro Divino

Per incontrare la saggezza

E liberarci dalla paura

Grazie!

7° tappa

Come avra’ fatto il PADRE a far bere “il calice della passione” a Gesu’?

Il figlio aveva compreso che il calice era inevitabile e per questo si arrese alla sua volonta’.

Egli pensava che se avesse fallito anche il piano di Dio  e quindi la redenzione dell’umanita’ non avrebbe avuto luogo,

ne’ si sarebbe realizzata la liberazione dalle miserie e nessuna creatura avrebbe raggiunto l’eternita’.

Mentre pregava nell’orto del Getzemani  la volonta’ di Gesu’ non ebbe risposta dal Padre ma non per questo egli smise di pregare.

Perche’ pregava?

Perche’ quel dialogo silenzioso lo sosteneva, irrorava la sua anima di speranza e gli restituiva le forze.

Forse per il Padre morire in croce sarebbe stato piu’ sopportabile che vedere il proprio figlio rimanere tranquillo pur essendo percosso, rimanere docile pur essendo ingiuriato, essere tollerante pur essendo flagellato, avere la liberta’ di riuscire ad amare e perdonare pur essendo annichilito sulla croce.

Gesu’ compi’ la volonta’ del Padre affinche’ “essendo Dio divenuto uomo, l’Uomo diventasse Dio”

Quindi bere l’amaro calice non corrispondeva a soffrire come un povero miserabile

Ma alla realizzazione dell’ambizioso progetto di Dio: infondere l’immortalita’ nell’uomo temporale.

Il venerdi’ santo GESU’ muore sulla croce per questo.

Grazie Maestro

Per avermi avvicinato a te

Nell’amore immortale

Mi hai redenta soltanto amandomi

Insegnami, sono pronta

ora

Ti amo timidamente ma fermamente

8° tappa

CRISTO  e’ una persona emozionalmente sana perche’:

-          Proteggeva le proprie emozioni nei momenti di maggior tensione

-          Filtrava gli stimoli stressanti

-          Non trasformava la sua memoria in una pattumiera delle miserie dell’esistenza

-          Non viveva in funzione delle offese e del rifiuto della societa’

-          Era convinto di cio’ che pensava e gentile nell’esporre le sue idee

-          Viveva l’arte del perdono, era cioe’ capace di riprendere in qualunque momento il dialogo con le persone che gli avevano creato frustrazioni

-          Investiva in saggezza per affrontare i momenti duri della vita

-          Non fuggiva di fronte alla sofferenza ma l’affrontava con lucidita’ e dignita’

-          Gestiva i suoi pensieri con liberta’  e non lasciava che idee negative prendessero il sopravvento nella sua mente

-          Era un agente trasformatore della sua storia

-          Non soffriva per ansia da anticipazione

-          Spezzava ogni tipo di carcere intellettuale

-          era dotato di raziocinio brillante perche’ prendeva in considerazione ogni possibilita’

-          non gravitava intorno alla fama e non perdeva mai il contatto con le cose semplici

-          era socievole, gradevole e rilassante

-          sapeva condividere i suoi sentimenti e parlare di se’

-          viveva l’arte dell’autenticita’

-          viveva l’arte della motivazione

-          non si aspettava molto dalle persone che lo circondavano, nemmeno dai piu’ intimi anche se si donava intensamente a loro

-          aveva una pazienza enorme nell’insegnare

-         

-          non rinunciava mai a nessuno, nemmeno  se le persone lo abbandonavano

-         

9° E ULTIMA TAPPA

LA RESSURREZIONE:LA PASQUA!

Considerazioni dopo la passione:

Dio Padre e il figlio Gesu’ sono forti o sono deboli?

Sono forti al punto di non aver bisogno di mostrare la propria FORZA

Grandi al punto di mescolarsi agli uomini piu’ disprezzati della societa’

Nobili al punto di voler essere amati dagli uomini e non da volerli come schiavi o servi.

Piccoli al punto di essere percettibili solo a quelli che vedono con gli occhi del cuore

Solo qualcuno molto forte e molto grande insieme riesce a farsi cosi’ piccolo e cosi’ prossimo.

Se ogni essere umano, indipendentemente dalla sua religione, incorporasse nella sua personalita’

alcune di queste caratteristiche, il mondo non sarebbe piu’ lo stesso.

Il Padre e il Figlio, alle acque impetuose preferiscono il silenzio della brezza e l’umilta’ anonima della rugiada.

Riverente mi inchino e accolgo il silenzio

Il mistero ci aprira’ le sue porte e capiremo che non siamo mai stati divisi se non dai nostri pensieri, dalle nostre preoccupazioni e problemi.

Vi auguro e ci auguriamo una BUONA RESURREZIONE

Una BUONA PASQUA nel nome di Gesu’

Che possiamo tutti  essere  in pace

In serenita’, in salute e amore

www.SPAZIOSACRO.IT

 

 

 

 

 

 

 

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I CHAKRA DELLA TERRA

I chakra della Terra sono come organi del corpo umano vitali per la salute del mondo e per tutti gli esseri viventi che vivono sulla Terra.
Ogni chakra svolge una differente e doppia funzione:
Mantenere la salute generale globale e trasmettere e ricevere energia codificata con informazioni. C’è un grande chakra della Terra situato in ogni continente, ad accezione dell’Antartide che segue un percorso a parte. Ogni chakra della Terra ha anche una profondità e un’altezza. La forma generale è sferica, o come un disco volante, con la sua massima circonferenza sulla superficie terrestre 
e l’estensione verticale nell’atmosfera e nella direzione sotterranea per connettersi con le più profonde strutture terrestri. Il sito sacro al centro del chakra definisce ampiamente lo scopo di quell’organo nel mondo. Miti, leggende e simbolismi archetipici tradizionalmente legati al sito chiariscono definitivamente la funzione del chakra stesso. 

CHAKRA N. 1 - MONTE SHASTA
Funzione primaria: 
genera la forza vitale universale a priori dalla sua incarnazione in forme biologiche.

CHAKRA N. 2 – LAGO TITICACA

Funzione primaria: 
regola l’introduzione di nuove specie e promuove i maggiori avanzamenti dell’evoluzione della vita sulla terra.

CHAKRA N. 3 - ULURU e KATATJUTA

Funzione primaria: 
mantiene la vitalità e aumenta il benessere di tutti gli esseri.

CHAKRA N. 4 - GLASTONBURY e SHAFTESBURY

Funzione primaria: 
sviluppa nelle forme di vita individuali l’abilità di interagire 
con amore e compassione innalzando le frequenze della vita sulla terra.

CHAKRA N. 5 - GRANDE PIRAMIDE, Mt.SINAI, Mt.OLIVES

Funzione primaria: 
attiva l’abilità della comunicazione diretta con lo Spirito della Terra e tutte le forme di vita, per comprendere e allineare se stessi con lo scopo universale. 

CHAKRA N. 6 - CENTRO DI ATTIVAZIONE ETERNO - MOBILE

Funzione primaria: 
permette agli individui di partecipare alle fasi più importanti di avanzamento sulla Terra.

CHAKRA N. 7 - MONTE KAILASH

Funzione primaria: 
permette che sia completata l’unione far lo scopo evolutivo della terra e 
quello individuale per celebrare l’eternità della vita.

 

COS’E’ UN CHAKRA DELLA TERRA?

Con la geografia impariamo a conoscere continenti, oceani, montagne e fiumi del mondo e la geologia studia le formazioni rocciose, lo scheletro della Terra. Queste scienze investigano sugli aspetti più materiali del nostro pianeta. Lo studio dei Chakra della Terra è più simile all’agopuntura, in essi possiamo esplorare le energie più sottili che strutturano la Terra.
I chakra della Terra sono come organi del corpo umano che sono vitali per la salute del mondo e per tutti gli esseri viventi che vivono nei vari ambienti. Ogni chakra svolge una differente e doppia funzione:
1 – mantenere la salute generale globale
2 - trasmettere e ricevere energia codificata con informazioni.

C’è un grande chakra della Terra situato in ogni continente, ad accezione dell’ Antartide. (L’Antartide segue un percorso a parte). Al centro di ogni chakra c’è un  sito sacro da cui lo stesso chakra si espande in modo circolare, il suo raggio si estende per centinaia di miglia. Se un chakra della terra opera in uno stato di salute ottimale, il suo raggio sarebbe approssimativamente di 777 miglia. Bisogna ricordare che questa è solo una cifra nella media perché tutti i chakra sono organi viventi che si espandono e contraggono  secondo la complessità delle condizioni che la riguardano.

Ogni chakra della Terra ha anche una profondità e un’altezza. La forma generale è sferica, o come un disco volante, con la sua massima circonferenza sulla superficie terrestre e l’estensione verticale nell’atmosfera e nella direzione sotterranea per connettersi con le più profonde strutture terrestri. Le trasmissioni dai chakra del mondo spesso assumono la stessa forma - sfera o disco – quando viaggiano nell’aria, in acqua o terra.

Il sito sacro al centro del chakra definisce ampiamente lo scopo di quell’organo nel mondo. Miti, leggende e simbolismi archetipici tradizionalmente legati al sito chiariscono la funzione del chakra stesso. Inoltre, in ogni area la cultura umana prende spunto dal tipo di chakra che è più vicino.
Ogni chakra è  un vortice dinamico di energie sottili e in alcune situazioni queste forze possono rotare o formare una spirale sia in senso orario che antiorario. In alcune circostanze, la forza di un chakra della Terra può essere direzionato in linee diritte formando poi ciò che viene definito ley lines, song lines o dragon paths. Questi “sentieri” che interconnessi possono essere paragonati al sistema circolatorio o nervoso umano, oppure ai meridiani di agopuntura. Le grandi linee della Terra, paragonate alle arterie,  collegano uno con l’altro tutti i chakra di ogni continente terrestre.

Il nostro pianeta non può essere compreso se lo isoliamo dal resto del sistema solare. In particolare, sono vitali i ritmi di luna e sole come anche i vari movimenti della Terra stessa. Tutti questi movimenti terrestri, solari o lunari hanno un effetto molto considerevole sui chakra del mondo. Per questa ragione è essenziale chiedersi: qual è il momento più giusto per interagire con i vari chakra della Terra?

Oltre che al sistema solare, i chakra della Terra sono esposti all’influenza delle forze dei quattro elementi, fuoco, aria, acqua e terra. Questa è la ragione principale per cui essi hanno la loro maggiore dimensione orizzontale a contatto con la superficie terrestre e non sotto terra o sul fondo degli oceani.

Il mondo ha un chakra del cuore e anche centri di comunicazione, volontà e vitalità. Ognuno di essi porta il suo unico ed esclusivo contributo al destino e al benessere del mondo. E’ importante ricordare che essi mantengono una continua connessione fra loro, nessuno agisce isolatamente, e questa loro collaborazione è la chiave per migliorare sempre più la qualità di vita sul pianeta.

CHAKRA N. 2 – LAGO TITICACA

 

Funzione primaria: regola l’introduzione di nuove specie e promuove i maggiori avanzamenti dell’evoluzione della vita sulla terra.

Sull’Isola del Sole, nel Lago Titicaca, si trova la Roccia Titicaca, che è il centro geometrico del secondo chakra del mondo. Questo è il centro del mondo per la creazione di nuove specie e degli avanzamenti evolutivi importanti delle specie già esistenti. Nel corpo umano, il Lago Titicaca corrisponde all’apparato sessuale.

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L’ uniforme forza vitale del Primo Chakra, il monte Shasta, è trasmessa al Lago Titicaca attraverso la grande linea “The Plumed Serpent”, il Serpente Piumato. Questa corrente tellurica apportatrice di vita circonda il mondo e ha la sua casa vocazionale all’albero El Tule, nello stato di Oaxaca, Messico. Il Lago Titicaca si trova sul punto di uno dei due più grossi incroci di ley sulla Terra. Il Rainbow Serpent si interseca con il Plumed Serpent all’Isola del Sole. Queste due gigantesche ley si incrociano anche sull’isola di Bali, Indonesia.

Se tracciate questo secondo chakra sulla cartina del mondo, tracciate la circonferenza sul punto d’unione dei fiumi Napo e Maranon, vicino a Iquitos – Perù, dove ha inizio il Rio delle Amazzoni. Notate che questo grande cerchio include il cuore della catena delle Ande e include anche molti altri luoghi sacri quali Cuzco e Machu Picchu. Tutti i luoghi sacri inclusi nella zona di un chakra della terra, condividono le stesse qualità.

 

Una enorme misteriosa struttura simile ad una porta è stata scoperta recentemente sulle montagne Hayu Marca nel Perù meridionale. Hayu Marca, 35 chilometri dalla città di Puno, è stata riverita a lungo dagli indiani locali come la "Città degli dei", e non è mai stata completamente esplorata a causa del terreno montagnoso accidentato. Benché nessuna città sia stata ancora scoperta, molte delle formazioni rocciose della regione assomigliano a edifici e a strutture artificiali. La porta di Aramu Muru, o "Puerta de Hayu Marca" (Portale degli dei/spiriti) è stata in qualche periodo del lontano passato intagliata in una parete di roccia ed in tutto misura esattamente sette metri di altezza per sette metri di larghezza con una nicchia più piccola nel centro alla base, che misura un po' meno di due metri d'altezza. Jose Luis Delgado Mamani (HO CAMMINATO SUL FUOCO CON LUI!) è incappato nella struttura mentre faceva trekking sulle colline circostanti cercando di familiarizzare con la zona, dal momento che il suo lavoro è fare la guida per alpinisti.


"Quando ho visto la struttura per la prima volta, sono quasi svenuto..." ha detto Mamani in un'intervista con la stampa locale. "Ho sognato una tale costruzione ripetutamente per molti anni, ma nel sogno il tragitto verso la porta era pavimentato con marmo rosa,(lo stesso rosa che vide nel corridoio l'ammiraglio Byrd?) e con statue di marmo rosa allineate sui due lati del percorso. Nel sogno vedevo anche che la porta più piccola era aperta e c'era una luce brillante blu proveniente da quello che sembrava un tunnel luccicante. Ho parlato molte volte con la mia famiglia di questi sogni, e così quando finalmente ho guardato fissa la porta, era come una rivelazione di Dio. Come si fa a spiegare un avvenimento così strano?"

Secondo alcuni individui che hanno posato le loro mani sulla piccola porta, si parla di un senso di energia fluente, e anche di strane esperienze come visioni di stelle, colonne di fuoco e il suono di una musica ritmica insolita.

 

Altri hanno detto che hanno percepito tunnel all'interno della struttura, sebbene nessuno abbia ancora trovato una fessura che mostri la possibilità di apertura della porta, al contrario l'opinione professionale è che non c'è nessuna porta reale, dal momento che la cornice e l'ingresso ed il retro della nicchia sono tutti scolpiti nella medesima roccia.

 

E' interessante notare che la struttura assomiglia innegabilmente alla porta del sole di Tiahuanaco e a cinque altri siti archeologici che si collegano tra loro mediante linee rette, una croce con le linee che si incrociano tra loro nel punto in cui si trovano l'altopiano e il lago Titicaca. Notizie che arrivano da quella regione, degli ultimi venti anni, indicano una notevole attività UFO in tutte quelle zone, specialmente sul lago Titicaca.

La maggior parte delle segnalazioni descrivono sfere blu luminescenti e oggetti bianchi brillanti a forma di disco.

 

La leggenda menzionata sopra si conclude con la profezia che la porta degli dei un giorno si aprirà "molte volte più grande di quanto sia ora..." e permetterà agli dei di ritornare nelle loro "navi solari...".

Certo che in questo genere di faccende, si assomigliano tutte tra di loro... il che non è da sottovalutare!

 

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La semplicita e' del cuore

Lavoro e Compimento

 

Abbiamo ancora un'altra storia di Wo per voi. Ora, Wo non è né un maschio né una femmina, come abbiamo detto in precedenza. Wo è un uomo-donna. Così nella vostra mente Wo può essere dell'uno o dell'altro sesso, ma noi lo chiameremo "lui" perché il mio partner è un "lui". Vi rendete conto che nelle vostre lingue tutto ha un genere, non è vero? L'inglese, la lingua parlata dal mio partner, sul pianeta è la lingua che meno indica il genere. Quasi tutte le altre lingue parlate sul pianeta devono avere per ogni oggetto l'indicazione del genere maschile o femminile. Siete abituati a questo. Non è così dall'altra parte del velo, cari Esseri Umani. Non c'è genere dalla mia parte del velo. Abituatevi a questo!

 

Questo è il  numero cinque e riguarda Wo che ha chiesto lo stato di ascensione. Si è seduto davanti allo Spirito per dire di volere lo stato di ascensione. "Ho il puro intento", disse, "Posso iniziare il processo?" E Dio vide la purezza e disse "SÌ!" Gli angeli erano eccitati.Allora Wo, per conto suo, considerò il da farsi. Si accomiatò da quell'incontro e disse: "Lo so! Quello che farò adesso sarà di lavorare duramente per scalare questa montagna dell'ascensione, perché so che l'energia dell'ascensione è la meta ed io scalerò questa montagna per raggiungerla. So che cosa fare. Qui devo fare questi passi, e poi farò questo e quello, perché è così che si fa. Sono in viaggio verso l'ascensione."

 

Così Wo iniziò a scalare la montagna, e la scalò per tre anni. Andò di qui e andò di là; frequentò corsi; lesse libri; digiunò; pregò; meditò; e seguì i molti passi che, secondo lui, lo stavano portando verso la vetta. Oh, alcune volte scivolò, si sbucciò il gomito, si ferì l'alluce. [Kryon sorride]. Ma si rialzava immediatamente e ricominciava. "Posso

 

farcela", diceva tra sé Wo. "So che posso raggiungere la vetta perché lo Spirito mi ha detto che potevo avere l'ascensione. Arriverò in cima!" E ci arrivò.Rimase là, sulla cima della montagna e reclamò il suo stato d'ascensione, e fu bellissimo. "Oh, mi sento  sereno. So che questo è l'inizio di una vita migliore", disse, "e so di avere molto da imparare, ma questo è il primo passo ed ho lavorato sodo per arrivarci e ci sono voluti anni!"

 

Wo si stava congratulando con se stesso quando casualmente lo sguardo gli cadde sull'altro versante della montagna e rimase senza fiato per lo sbigottimento! C'era uno ski-lift! Uno ski-lift vero! E c'erano persone come lui su quello ski-lift. Stavano tutte risalendo la montagna, una alla volta. Il tempo totale dalla cima della montagna al fondo valle era di tre minuti! Stavano sperimentando lo stato d'ascensione!

 

Wo gridò: "Non è giusto. Non è giusto."

 

Si mise in meditazione e disse: "Caro Spirito, non è giusto. Perché questo? Ho speso tutto quel tempo e fatto tutto quel duro lavoro per scalare la montagna. Perché non mi hai parlato dello ski-lift?"

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E lo Spirito rispose: "Wo, non me lo hai mai chiesto, vero? Hai portato una supposizione umana all'estremo e non hai mai preso in considerazione nient'altro. Pensavi di aver capito tutto, di dover lavorare per questo, e così hai fatto. E' stata una tua scelta rendere la scalata difficile."

 

Essere Umano, permettimi di dirti dov'è lo

 

ski-lift. Ognuno di voi possiede nel proprio DNA la profondità dell'esperienza sacra di molte vite. Sciamani, voi sapete chi siete nella sala. Vi siete mai chiesti, riguardo alle vostre vite passate, chi siete stati e che cosa avete fatto? Ve lo dirò io: coloro che trascorrono il tempo in una sala come questa, c'erano ed hanno fatto questo [la forte esperienza con un duro lavoro sulla Terra], e portano con sé nel proprio Registro Akashico tutta la maestria e lo sciamanesimo e l'esperienza di cui avranno bisogno per entrare in questo stato d'ascensione.Capite? Il "lavoro" è cumulativo, e voi  ne avete già fatto gran parte nel momento in cui il pensiero consapevole di chiedere di lavorare spiritualmente su voi stessi arriva alla vostra mente.  Non dovete lavorare e non dovete scalare quella montagna e non ci vorranno anni. Andate semplicemente nell'Akasha ed aprite quel vaso che contiene la sacralità delle vostre esperienze su questo pianeta, mettetela su di voi ed andate fuori come sciamani. Potete farlo adesso se lo desiderate! Così, riguardo a Wo, diciamo che se egli soltanto avesse osservato il modo divino di fare le cose invece che quello umano, non ci avrebbe messo tre anni a scalare una montagna che non doveva scalare.

 

Quanti di voi sentono di dover lavorare per questo? "

 

Kryon, non sono sicuro che il tuo messaggio mi piaccia", voi dite. "Non dobbiamo lavorare per alcune di queste cose?" No, questo non è ciò che ho detto. Vi sto dicendo che l'avete già fatto! Volete farlo di nuovo? Volete sperimentarlo di nuovo? Perché usare la logica umana per un attributo spirituale? Andate dentro e prendete la vostra divinità e tiratela fuori dalla vostra esperienza.. una che supera quasi qualunque cosa possiate sognare. E' così, a meno che non adottiate l'idea umana che per progredire spiritualmente dovete soffrire un po'! Sembra questa la logica di Dio o l'idea degli uomini? Alcuni di voi si sentiranno più saggi domani perché avete espresso l'intento della vostra maestria."Kryon, che cos'è la maestria?"

 

Ti dirò che cos'è, Essere Umano. E' quando vai in giro e non hai paura della vita. E' quando sei sereno quando gli altri non lo sono. Le situazioni fonte di tragedie per gli altri per te non lo sono. E' quando il mondo intorno a te è nel caos e tu ci entri e non senti il caos. Al contrario, a qualche livello tu senti la saggezza delle ere. Tu assolutamente sai che non deve influenzarti, e non deve toccarti. E' quando qualcuno grida contro di te e ti  insulta e la tua prima reazione è di chiederti se ha ragione! Questa è la maestria. La prima reazione di un Umano è di reagire. La prima reazione di un maestro è di controllare la propria integrità. Benedetto è l'Essere Umano che ha chiesto questo stasera perché inizierà a vedere un cambiamento nella propria vita e la terra sarà un posto migliore per ciò che ha fatto.

 

http://www.lightworker.it/msg_kryon_seven_illusions.htmlTRATTO DA LE SETTE ILLUSIONI DELL'UOMO SU DIO

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I Quattro Principi della Spiritualita' ..

I Quattro Principi della Spiritualità

Il primo principio afferma:
“ Chiunque sia colui che incontri è quello giusto”

Ciò significa che nessuno entra nella nostra vita per puro caso. Tutti quelli che ci circondano, tutti quelli con cui interagiamo, rappresentano qualcosa, ci insegnano qualcosa o ci aiutano a migliorare la nostra condizione attuale.

Il secondo principio afferma:
“ Qualsiasi cosa è successa, è l'unica cosa che poteva succedere “

Nulla, assolutamente nulla di ciò che abbiamo vissuto poteva essere diverso. Nemmeno il dettaglio meno importante. Non vi è alcun “ se solo lo avessi fatto diversamente …,allora sarebbe stato diverso ..” No. Quello che è successo è l'unica cosa che poteva succedere e doveva succedere perchè potessimo apprendere la lezione per andare avanti nella vita. Ogni singola situazione della nostra vita è assolutamente perfetta, anche quando sfida la nostra comprensione e il nostro ego.

Il terzo principio afferma:
“ Ogni volta che inizia qualcosa, è il momento giusto “

Tutto inizia esattamente nel momento giusto, ne prima ne dopo. Quando siamo pronti per qualcosa di nuovo nella nostra vita, ciò è là, pronto per iniziare.

Questo è il quarto principio, quello finale:
“ Ciò che è finito, è finito “

E' semplice. Quando qualcosa nella nostra vita finisce, aiuta la nostra evoluzione. Per questo, arricchiti dall'esperienza recente, è meglio lasciarlo andare e proseguire in avanti il nostro cammino.

Credo non sia una coincidenza che tu stia leggendo questo. Se queste parole ti colpiscono, è perché tu hai le qualità per comprendere che neanche un solo fiocco di neve cade accidentalmente nel posto sbagliato!

Sii Buono con te stesso.
Ama con tutto il tuo essere.
Sii sempre felice.

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Quando il tuo amico animale sta morendo

Ogni volta che sia possibile, la cosa migliore è permettere all'animale di morire in modo naturale. È importante per gli animali, tanto quanto per gli esseri umani, poter trarre il massimo dalla loro esperienza di vita. Ogni fase della vita ha la sua bellezza e la sua utilità e noi viviamo, cresciamo e impariamo da ognuna di queste diverse fasi. Per molte anime animali, l'esperienza di un bel trapasso è proprio il pezzo mancante di molte esperienze di vita pregresse. Molti singoli animali, in fatti, portano nella propria anima il ricordo di tante morti premature.

In senso collettivo, gli animali portano in sé il ricordo di miliardi e miliardi di vite interrotte con l'aborto, l'eutanasia, la macellazione, il maltrattamento e la trascuratezza. Per questa ragione, uno dei regali più belli e significativi che possiamo fare ai nostri amati amici, è il dono di lasciare questa vita in maniera sacra e illuminata. Non saranno solo i nostri amati animali a trarre beneficio da questo, ma l'intero inconscio collettivo del mondo animale potrà essere imbevuto di un nuovo messaggio di speranza, e l'esperienza collettiva comincerà, poco a poco, a trasformarsi in un'esperienza di cura amorevole in tutte le fasi della vita.

Da una prospettiva spirituale, nascita e morte sono molto simili. Quando viene concepito un bambino, lo spirito entra nel grembo della madre. Al momento della nascita, il neonato passa attraverso il canale del parto e viene alla luce nel mondo. Prima della morte, l'essenza animica si raccoglie nel cuore e, nel momento della morte, viene spinta in alto verso il chakra della corona, in cima alla testa, e lascia il corpo per entrare nella luce dello spirito. È di fatto un ciclo di nascita, rinascita e ancora rinascita.

Così come possiamo fare da levatrice al momento della nascita fisica, possiamo farlo anche durante il processo della morte, quando si nasce allo spirito. E così come lo scenario ottimale per la nascita è la nascita naturale, lo scenario ottimale per la morte è la morte naturale. La nascita raramente è indolore, e la morte raramente è indolore, ma c'è molto che possiamo fare per ridurre il disagio in entrambe le transizioni e rendere entrambe delle belle esperienze. Quasi ogni madre vi dirà che il dolore che ha dovuto sopportare per dare alla luce il proprio figlio è valso la pena. La maggior parte delle persone che accompagnano un essere amato durante la morte riferiscono di avere avuto un'esperienza che le ha trasformate e rimangono loro ben pochi rimpianti.

Quando contempliamo la morte di un compagno animale, è consigliabile stare attenti a far sì che la propria attenzione non venga distolta dal processo in corso chiedendosi se sarà necessaria o meno l'eutanasia. Una tale scelta potrà sempre essere fatta più avanti, lungo il percorso, se proprio necessaria. Dedicatevi interamente alla creazione di una transizione illuminata. Abbiate fede e fiducia, e tutto si dipanerà come deve, senza preoccupazioni.

Creare uno spazio sacro dove possa realizzarsi il trapasso

Create per l'animale uno spazio sacro. Nei limite del possibile, permettete all'animale di scegliere il luogo che preferisce. Una volta scelto il luogo sacro, cominciate a creare un bel tempio a quella transizione sacra chiamata morte. L'idea che sta dietro il fatto di creare un luogo sacro per il processo di morte è quella di realizzare un ambiente vibrazionale che sia in risonanza con la vibrazione del reame celeste in cui l'animale entrerà al momento della morte. Quanto più simili saranno tali vibrazioni, tanto più lieve scorrerà la transizione. Pensate all'idea di creare un ambiente celeste qui sulla terra. Dedicando tutte le vostre energie a creare uno spazio sacro, scoprirete che le vostre ansie e sofferenze si dissipano e sarete riempiti dal senso di uno scopo sacro.

Circondate l'animale delle sue cose preferite. Raccogliete i suoi giochi e ricordi preferiti.

Stendete un bel telo o coperta sul luogo prescelto, di un colore acceso e dalle vibrazioni elevate, come blu, porpora o viola.

Portate nelle vicinanze dei fiori freschi o una pianta viva. Il mio amico Andrew ha circondato la sua gatta morente di petali di rosa di tutti i tipi e colori, e quando morì, venne seppellita nel suo giardino su un letto di petali di rosa.

Decorate l'area con immagini sacre, rappresentazioni del vostro personale percorso spirituale. Immagini di Cristo, di Buddha, di Krishna, di San Francesco, di angeli o altro sono tutte adatte. L'animale percepirà la vibrazione di queste immagini e reagirà favorevolmente.

Parlate al vostro animale di tutti gli angeli ed esseri di luce che saranno presenti ad accoglierlo quando passerà sull'altro lato.

Portate in zona un riproduttore di nastri o CD e riproducete musica sacra a basso volume. Una musica classica o new age delicata va molto bene, e così pure i canti gregoriani o quelli di altre tradizioni sacre. I miei animali hanno reagito molto positivamente alla musica dell'arpa di Erik Berglund. Troverete Erik alla pagina dei link del sito di Anaflora. Sul mio sito è anche presente una pagina scritta da Erik che racconta la transizione del suo gatto Prince.

Trascorrete più tempo possibile con l'animale, comunicandogli quanto lo amate.

Al momento giusto, date al vostro animale il permesso di andarsene. Ditegli che non è necessario che si trattenga solo per voi; che sentirete la sua mancanza ma che starete bene. Questo tipo di rassicurazione aiuterà grandemente l'animale a lasciare andare la sua forma fisica al momento giusto.

Permettete agli altri membri della famiglia di fargli visita e di portagli il loro saluto. La maggiore parte degli animali morenti vuole stare tranquilla, ma non isolata.

Spesso un animale morente non desidera essere toccato. Rispettate questo desiderio e non prendetelo come un rifiuto. L'atto di toccare spesso interrompe il processo della morte focalizzando l'attenzione sul corpo fisico. Se l'animale sembra vivere un disagio fisico o emozionale, può essere utile passare delicatamente sul corpo un asciugamano umido e caldo, poiché ricorda il tocco rassicurante della lingua di un altro animale.

Se lavorate con un comunicatore telepatico, avere la sua assistenza in questi momenti può essere impagabile. Si potrà chiedere all'animale se si sente a proprio agio e di cosa abbia bisogno o desiderio. Questo è il momento giusto per chiedere all'animale cosa preferisce che si faccia con il suo corpo fisico. Chiedetegli se preferisce essere seppellito o cremato. Alcuni animali che hanno ricordi di vite selvatiche nel passato nelle quali hanno avuto esperienza di incendi nelle foreste, possono avere paura del fuoco e ritrarsi all'idea di una cremazione. L'animale potrebbe avere altre richieste su come gestire altri "affari" che lo riguardano. Se l'animale chiede di essere seppellito, potete preparare una tomba in un luogo adatto, quando la morte si avvicina, se vi sembra una cosa appopriata.

Se avete un amico/a amorevole, emozionalmente stabile, che condivide le vostre idee e il vostro amore per gli animali, chiedetegli di starvi accanto e offritevi di restituire il favore alla prima occasione.

Cosa aspettarsi quando la morte si avvicina

Il senso dell'olfatto è il primo a venir meno nel processo di morte, seguito dal senso del gusto, poi dalla vista e infine dall'udito. In molti casi, l'animale avrà comunque cessato di alimentarsi molti giorni o persino settimane prima dell'effettivo inizio del processo di morte. Questo è un aspetto naturale del ritirarsi della forza vitale, e non bisognerebbe forzare l'alimentazione. La vista potrebbe scemare o l'animale potrebbe sembrare addirittura cieco.

Quando un animale entra nella fase finale del processo di morte, sono in azione due diverse dinamiche che sono strettamente interrelate e interdipendenti. Sul piano fisico, il corpo avvia il processo finale della cessazione di ogni attività, che avrà termine quando tutti i sistemi cesserano di funzionare. Di solito, questo processo è rappresentato da una serie di cambiamenti fisici graduale e mai drammatica, che non rappresentano delle emergenze mediche che richiedano interventi invasivi. Questi cambiamenti fisici sono semplicemente il modo naturale in cui il corpo si prepara a fermarsi, e il tipo di risposte più appropriate sono delle misure miranti a garantire il comfort.

L'altra dinamica del processo di morte è quella che avviene sul piano emozionale-spirituale, ed è un diverso tipo di processo. L'anima dell'animale morente avvia il processo finale di distacco dal corpo, dal suo immediato ambiente e da tutti gli attaccamenti. Questo distacco tende a seguire le proprie peculiari priorità. È in questo momento che potreste percepire che l'animale chiede il permesso di andarsene. L'animale potrebbe gemere o ululare, non necessariamente per il dolore, ma quale rilascio di energia mentre l'anima si libera dal corpo.

Quando il corpo dell'animale è pronto e vorrebbe fermarsi, ma l'animale è ancora indeciso o non si è riconciliato con qualche importante questione o con una relazione significativa, potrebbe tendere a trattenersi nonostante il disagio fisico e la debilitazione, per poter chiudere le questioni in sospeso.

Se l'animale sembra attardarsi e trattenersi, rassicuratelo che percepite il suo amore e la sua preoccupazione e che è ok che se ne vada, Se altri membri della famiglia, cui l'animale è affettivamente legato, non sono presenti, rassicuratelo che queste persone lo amano e che anche loro vogliono che si lasci andare.

A volte un animale è emozionalmente e spiritualmente pronto ad andarsene, ma il suo corpo non ha ancora completato la procedura di chiusura delle funzioni.

Cosa fare per aiutare l'animale

Invocate animali e persone amate che sono già passate sul piano dello spirito affinché si riuniscano attorno all'animale e lo assistano.

Visualizzate l'essenza animica dell'animale che si raccoglie nel chakra del cuore come una palla splendente di luce dorata. Visualizzate questa palla che sale lungo il corpo fino a raggiungere la cima della testa. Questo esercizio può essere ripetuto ogni volta lo si ritenga necessario.

Ricordando che l'udito è l'ultimo senso a venir meno, continuate, per tutto il processo di morte, a mormorare parole rassicuranti all'orecchio del vostro amato.

Il vostro stato mentale al momento della morte del vostro animale è di vitale importanza, e gioca un grande ruolo nel determinare ciò che l'animale sperimenterà dopo la morte. Rimanete il più calmi, centrati e amorevoli possibile.

Segni e sintomi

L'esperienza che chiamiamo morte avviene quando il corpo porta a termine il naturale processo di chiusura delle sue attività e l'anima porta a termine il suo naturale processo di riconciliazione e chiusura. Questi due processi devono avvenire con modalità appropriate e uniche per le qualità animiche di quel singolo animale.

I seguenti sintomi e segnali descrivono il modo in cui il corpo si prepara per lo stadio finale della vita.

Freddezza. Le zampe, la coda e le orecchie dell'animale possono diventare sempre più freddi al tatto. Il colore della pelle sotto il pelo può cambiare. La parte inferiore del corpo può diventare più scura o possono comparire chiazze sulla pelle. Questi sono normali indicatori del fatto che la circolazione del sangue sta rallentando e non raggiunge le estremità del corpo, essendo riservata agli organi vitali. Se l'animale lo tollera, tenete il corpo sotto una coperta. Non usate coperte elettriche.

Sonno. L'animale trascorre sempre più tempo a dormire e può apparire poco reattivo e difficile da svegliare. Questo è dovuto in parte ai cambiamenti metabolici. Ricordate che il vostro animale è telepatico, e non ha bisogno di essere sveglio per ricevere da voi delle comunicazioni amorevoli.

Disorientamento. L'animale può apparire confuso e può facilmente sobbalzare per rumori o movimenti improvvisi. Quando andate da lui, avvisatelo, con la voce o telepaticamente, che vi state avvicinando.

Incontinenza. L'animale potrebbe perdere il controllo dell'urina e/o delle feci, in quanto i muscoli di quell'area iniziano a rilassarsi. Mettere un telo impermeabile sotto le coperte può facilitare le cose, dato che queste possono essere regolarmente cambiate e lavate.

Congestione. Potreste sentire dei gorgoglii nel petto del cane. Questo effetto è dovuto alla riduzione dell'assunzione di liquidi e dall'incapacità di espettorare le normali secrezioni. Voltate delicatamente la testa del cane e lasciate che sia la gravità a far fuoriuscire le secrezioni. Passargli un panno umido e caldo sul muso può calmarlo.

Agitazione. L'animale può emettere ululati e gemiti o mostrarsi agitato, spostandosi da un posto all'altro o voltandosi e muovendosi ripetutamente. L'irrequietezza è dovuta a cambiamenti metabolici e a volte all'ansia, o a entrambi. È meglio non limitare questi movimenti. Parlargli con tono rassicurante, mettere della musica e accarezzarlo, di solito è sufficiente a calmarlo. Se avete creato un luogo sacro per lui, l'animale solitamente tornerà lì dopo un periodo di agitazione.

Calo dell'urina. La produzione di urina normalmente diminuisce e può assumere un aspetto concentrato. Questo è dovuto alla ridotta assunzione di liquidi e al calo di circolazione nei reni.

Riduzione dell'assunzione di cibo e liquidi. L'animale ridurrà l'assunzione di cibo e liquidi o la interromperà del tutto. Il corpo naturalmente comincerà a conservare l'energia che normalmente viene spesa in questi compiti. Non cercate di forzare l'animale a mangiare o a bere. Qualsiasi tentativo di forzarlo a mangiare lo metterà a disagio e lo farà sentire in conflitto sul piano emozionale. Gli animali desiderano così tanto compiacerci che potrebbero permetterci di forzarli a mangiare o a bere contro il loro migliore interesse. Inumidire la bocca con po' d'acqua tramite un contagocce può dare sollievo.

Cambiamenti del ritmo respiratorio. Il normale schema respiratorio dell'animale può cambiare. Il respiro può essere corto, affannato o irregolare (respiro corto con periodi di apnea). Questi schemi sono comuni e indicano una diminuzione della circolazione negli organi interni. Cambiare delicatamente la posizione dell'animale e parlargli con dolcezza può dargli sollievo.

Ritiro. L'animale può non reagire agli stimoli esterni. Questo ci indica che si sta preparando ad andarsene, e si sta staccando dall'ambiente e dalle relazioni... È un lasciare andare.

Visioni. L'animale potrebbe fissare lo spazio sopra la vostra testa o sembrare fissato su un punto della stanza o della casa lontano da voi. Gli animali, per natura, sono molto sintonizzati con i regni angelici e spirituali. Quando la morte è vicina, essi diventano consapevoli di presenze angeliche o di altro genere venute a offrire la loro assistenza. Questa è una cosa meravigliosa.

RIdotta socialità. Se ancora si può muovere per la casa, l'animale potrebbe tuttavia tenersi appartato rispetto alla famiglia. Potrebbe comportarsi come se non vi volesse attorno. Potrebbe anche agire in maniera atipica, attaccandovi o mordendovi. Questo non è un segno di rifiuto, bensì semplicemente il segnale che si sta preparando ad andarsene. Dategli il vostro sostegno, permesso e amore a distanza.

Ogni animale morente o malato terminale presenta perdita dell'appetito e di peso corporeo. Per gli esseri umani coinvolti, questo fatto può essere sconvolgente. Il cibo spesso viene associato col prendersi cura, con l'amore e il conforto, e possiamo sentirci rifiutati e impotenti quando l'animale rifiuta di mangiare o bere. È però importante tenere a mente che la perdita di appetito è una componente naturale del processo di morte. Se cerchiamo di forzare l'animale a mangiare, questi potrebbe diventare inquieto e sentirsi in ansia per la sensazione di non avervi accontentato. Spesso abbiamo la sensazione che, se non mangia e non beve, l'animale si deve sentire malissimo. Molti studi svolti sui pazienti dei reparti terminali mostrano che la disidratazione causata da una ridotta o assente assunzione di liquidi non causa disagio se la bocca viene tenuta umida. L'assopimento causato dalla disidratazione può aumentare il comfort riducendo le secrezioni gastriche, che causano nausea e vomito, e produrre al contrario un senso di euforia.

Come si fa a sapere che la morte è avvenuta?

Sintomi di morte avvenuta sono: assenza di respirazione, assenza di battito cardiaco, rilascio di urina e feci, assenza di qualsiasi reattività, palpebre leggermente aperte e immobili, pupille dilatate, sguardo fisso, mascella rilassata e bocca leggermente aperta.

Dopo la morte

Il servizio migliore che possiamo offrire al nostro amato che se ne va non è il dolore e il lamento, ma il silenzio e la preghiera. C'è un intervallo di tempo, che segue immediatamente la cessazione del battito cardiaco, nel quale il filo eterico argentato che collega l'anima al corpo fisico è ancora intatto (questo è una sorta di cordone ombelicale). L'anima fluttua in una condizione sognante sopra il suo involucro fisico, ancora attaccata a questo filo e ancora in grado di percepire ciò che viene fatto a quell'involucro. Questo è il momento in cui avviene la rassegna della propria vita, proprio come succede alle persone appena morte. Qualsiasi situazione che distragga l'anima da questo processo riduce i benefici che essa ne può trarre. Questo periodo è una sorta di intervallo sacro di silenzio e preparazione per la nuova vita. È importante muoversi con passo felpato mentre la registrazione del presente viene inscritta sui veli del futuro.

Per gli esseri umani e gli animali domestici, questo processo può richiedere circa tre giorni, anche se può essere completato prima. Un chiaroveggente sensitivo può percepire questo processo e la sua conclusione. Anche voi potreste percepire quando è completo. Per quanto sia possibile rispetto agli obblighi della vita quotidiana e alla nostra tolleranza emozionale, questo intervallo di tempo dovrebbe essere onorato come sacro. In molte tradizioni spirituali, il corpo viene lasciato nel luogo della morte per un periodo di tre giorni. Quando questo non sia possibile, il periodo di tre giorni dovrebbe comunque essere osservato in modo sacro anche in assenza del corpo. Le nostre preghiere e i nostri buoni auspici emessi in questo periodo aiutano immensamente l'anima dell'animale.

Collocate delicatamente il corpo dell'animale su un telo bianco pulito. Il corpo può essere lasciato esposto oppure leggermente avvolto nel telo. Lasciate che il corpo riposi nel luogo in cui è avvenuta la morte o nei suoi pressi.

Per gli animali che sono morti presso un ambulatorio veterinario o per gli animali che sono rimasti uccisi in un incidente o i cui corpi sono stati ritrovati lontano da casa, portate il corpo a casa e deponetelo su un telo bianco in un angolo in cui l'animale amava stare.

 

Sharon Callahan
(traduzione di Elena Grassi)

http://www.improntediluce.it/articoli/quando_il_tuo_amico_animale_sta_morendo.html

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