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Apertura mentale al Ki

“Il Ki non ha confini. Trascende lo spazio-tempo. E' I'ottica di ciascuno che lo limita”

(Itsuo Tsuda - Le non-faire. Le courrier du livre -  1973 - Paris - p.192)

Noi non abbiamo un preciso equivalente della parola giapponese 'Ki' . Perciò la traduzione dipenderà dall'accento che noi metteremo sulle diverse dimensioni del "ki". Il M° Kisshomaru Ueshiba nel suo libro "The Spirit of Aikido" (Kodansha International, Tokyo ld. 1985, pp 30) dice che noi possiamo accentuarne l'aspetto spirituale (Spirito, anima, ethos); l' aspetto affettivo (senso, intuizione, sentimento); l'aspetto psicofisiologico (respirazione, respiro). Se lo consideriamo sotto l'aspetto del respiro, allora il “vero respiro" consiste nel respirare in unione con l'universo - continua il M° Kisshomaru Ueshiba - allora una persona ottiene il potere della Natura. Formando una spirale a destra, il ki ascende, formando una spirale a sinistra, discende. Si formano spirali e rotazioni, liberamente, in cielo e in terra. Il punto cruciale consiste nel realizzare pienamente il principio di respirare e creare spirali (ibidem p.78). Il M° Kisshomaru Ueshiba precisa quello che è lo scopo dell' allenamento nell'Aikido:"... l'unificazione del fondamentale principio creativo, il ki che permea l'Universo e il ki individuale inseparabile dal potere del respiro di ogni persona. Attraverso il costante allenamento della mente e del corpo, il Ki individuale si armonizza con il ki Universale e questa unità appare nel dinamico e fluido movimento del potere del ki che è libero, fluido, indistruttibile e invincibile.  Questa è l'essenza delle Arti Marziali giapponesi  come si è incarnata nell'Aikido (lbid.p. 15). II M°  Kisshomaru Ueshiba precisa che: "lo scopo ultimo dell'Aikido è quello di diventare liberi dall'Ego, di raggiungere il non-Ego e così realizzare ciò che è  veramente umano” (ibid.p. 15).

Questo lavoro riguarda non solo il ki ma anche il  kokoro. I caratteri del kokoro e del ki hanno origini cinesi. Kokoro, all'inizio, significava "cuore” in senso fisico, ma, col tempo, è arrivato a significare “Nucleo”, “essenza” e “natura Fondamentale”.

Nel giapponese moderno esso è collegato con una  serie di espressioni, che hanno a che fare con la psicologia umana. La collocazione del kokoro è nella zona del petto, perciò percezione, distinzione e coscienza non vanno considerati dei prodotti della semplice conoscenza. E' attraverso le trasformazioni di Ki e Kokoro che il mondo interiore e il carattere partecipano al mondo dell'azione esterna. Il kokoro può evolvere, mentre la natura essenziale del ki, dato per Natura, è immutabile. L'abilita umana di governarlo e utilizzarlo, infatti, può evolvere.

Noi possiamo coltivare, formare, purificare, rafforzare e mitigare il kokoro. Il kokoro è collegato al ki e al proprio miglioramento. Quando si parla di crescita, moralità, estetica, religione o filosofia si parla del kokoro.

Si parla di kokoro anche nel caso della illuminazione spirituale. Arrivare alla calma e alla stabilità interiore è l'obiettivo di varie forme di allenamento, dall'arte dei fiori all’ arte della spada. La loro base consiste, all'inizio, nel tenere correttamente il ki.

Il modo di tenere il ki correttamente è fondamentale in ogni forma di allenamento.

E' fondamentale per la concentrazione dell'attenzione, per la percezione, per la concentrazione dell'energia e nella difesa contro le malattie e la depressione.

La dinamica di ki e kokoro accentua la ricettività verso la realtà esterna. La concentrazione è alla base del flusso dell' energia ed è essenziale per la prontezza nell'azione. Le varie Arti giapponesi, da questo punto di vista, costituiscono un unico complesso. In tutte le Arti il Dharma e una pratica ripetitiva portano ad una maggiore capacità di concentrazione, ad un intuito profondo, ad una maggiore tranquillità e, infine, alla Pace.

 

Anche la postura è fondamentale per l'equilibrio e per l'unione del corpo e della mente. In piedi o seduti, una postura rilassata, ma vigile, centrata sul tanden, apre la zona del centro, dà stabilità e viene insegnata come primo passo per "tenere il ki". La pratica essenziale dello Shi-kan-taza consiste nel permettere alla "Giusta Postura" di stabilirsi spontaneamente tramite la giusta postura. Nelle Arti marziali Kamae e Shisei alla fine coincidono. Per quel che riguarda la moralità individuale, anch'essa deve ritrovare la Via dell'Armonia con l'Universo.

Il M° Kisshomaru Ueshiba chiama "Sumikiri" la chiarezza di mente e di corpo che deriva dall' Unione del Ki dell' Universo con il ki individuale. Il fondatore si esprime così:"…vidi chiaramente che i movimenti nelle Arti Marziali diventano vivi quando il centro del ki è ben stabilito nella mente e nel corpo di una persona e che più diventavo calmo e più la mia mente diventava calma. Potevo vedere intuitivamente i pensieri, incluse le intenzioni violente, delle altre persone. La mente calma è come il centro calmo di una trottola.

A causa del centro calmo, la trottola è capace di muoversi senza scosse e rapidamente. Sembra, soprattutto, che stia ferma e questa è la chiarezza di mente e di corpo [Sumi-kiri] che ho personalmente sperimentato"(ibidem p. 38).

Il M° Ueshiba Morihei spiega che, durante l'allenamento, il primo compito consiste: "…nel disciplinare continuamente lo spirito, affinare il potere del Nen [il nen indica la concentrazione, un lampo di pensiero, la sincera e totale concentrazione su un punto, N.D.T.].

Questo è il fondamento per lo sviluppo del waza, che a sua volta si dispiega senza fine grazie al nen.

E' essenziale che il waza sia sempre in accordo con la Verità dell'Universo, se invece il Nen è in accordo con i desideri del piccolo sé, ciò è sbagliato. Il Nen non è mai connesso con la vittoria o la sconfitta e cresce se viene correttamente connesso con il Ki dell'Universo (questo si potrebbe definire il Dharma dell'Aikido, N.D.T.). Quando ciò accade il Nen diventa un potere soprannaturale, che vede chiaramente tutte le cose, anche il più piccolo movimento della mano o del piede. Una persona diventa come uno specchio chiaro,che riflette tutte le cose, e, dal momento che uno sta nel centro dell'Universo, può vedere con chiarezza qualunque cosa sia fuori centro. Questa è la verità del "vincere  senza combattere".

Per sviluppare i sottili movimenti del ki basati sul Nen, dovete comprendere che il lato sinistro del corpo è la base dell'Arte Marziale e il lato destro è dove il Ki dell'Universo appare. Quando uno raggiunge il regno dell'assoluta libertà, il corpo diventa leggero e manifesta trasformazioni divine.

Il lato destro trae potere attraverso il lato sinistro. Il lato sinistro diventa uno scudo e il lato destro il fondamento della tecnica.

Questa naturale e spontanea legge di natura deve  essere basata sul Centro e il Sé deve essere manifestato liberamente come rotazione dinamica e sferica"(ibidem p. 36-37).

In breve il Nen è la linea che connette il ki-mente-corpo con il Ki Universale e che consente di far evolvere l'Aikido creativo.

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Risulta, da quanto diceva il Fondatore, che lo sviluppo di una elevata moralita e di una mente pacifica, che desidera proteggere e non distruggere tutte le cose, è una condizione essenziale perché l'Energia Universale benedica il cercatore.

I fattori che favoriscono il manifestarsi del ki nell'attività fisica sono:

l)  Rilassamento;

2) Respirazione;

3) Svuotare la mente dai pensieri;

4) Attività ritmica;

5) Concentrazione.

Scrive il maestro Tsuda:

"Nell'uomo c'è qualcosa che precede ogni atto cosciente. E' qualcosa di indefinibile che non può essere appresa né da una psicologia dalla quale il corpo è assente, né da una fisiologia dalla quale la mente è assente. Esiste prima della separazione dell' anima dal corpo (Itsuo Tsuda - La voie du depouillement-Le courrier du livre-1975 Paris p.27); secondo il M° ItsuoTsuda il Dojo, cioè il luogo dove si pratica l' aikido, è sacro non per un rispetto morale, ma perché vi regna uno spazio-tempo

differente da quello della vita ordinaria. Si è sul ponte celeste fluttuante: "Ame-no- Ukihashi".

Il ki è l'amore, è la vita. Appartiene alla saggezza del corpo, questo corpo che l'Europa ha perso completamente di vista nel corso della sua evoluzione" (Itsuo Tsuda - La voie du deponillement - Le courrier du Livre -1975 - Paris p. 47).

"Il ki può essere intenso o debole. Quando il ki diventa nullo uno è morto. L'anima è scomparsa. Si

è inanimati" (ItsuoTsuda-La voie du dépouillement- Le courrier du livre 1975, Paris p. 65).

Sempre riguardo al ki la saggezza ci dice cosa ama andare con cosa; nel Tao-te-king Lao Tse dice:

"…appena nato, I'uomo è morbido e debole; morto è rigido e duro. Quando nascono, le piante e gli alberi sono teneri e flessibili; morti sono rigidi e duri.

Solidità e rigidità sono i compagni della morte, flessibilità e debolezza sono i compagni della vita.

perciò un esercito diventato forte non vincerà, un albero diventato grande sarà abbattuto.

Colui che è forte e grande è in una posizione inferiore; colui che è flessibile e debole è in una posizione elevata".

 

http://www.kokyukai.it/paginestatiche/riflessioniarticoli/apertura_mentale_al_ki.htm

di Gianni Cesaratto Sensei

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