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La salute dei nostri figli osservando la loro bocca

Per prima cosa cominciamo a notare ad esempio se tengono abitualmente la bocca aperta o chiusa. In pratica se usano la bocca invece del naso per respirare. In momenti di difficoltà, durante uno sforzo aerobico intenso o semplicemente quando si ha una chiusura momentanea delle vie nasali (raffreddore), questo meccanismo alternativo può essere accettato. Il problema diventa più importante quando respirare con la bocca invece che con il naso e’ una abitudine costante. Esiste un’espressione tipica dei bambini che respirano con la bocca, detta tecnicamente “facies adenoidea”, a sottolineare che spesso sono le adenoidi ingrossate che causano l’impossibilità di respirare correttamente dal naso e quindi obbligano a quell’espressione che i medici attenti riconoscono immediatamente. La bocca è semiaperta con il labbro superiore sollevato, il naso affilato, spesso sono presenti delle occhiaie scure e l’aspetto generale e’ indolente e distratto. Le cause della respirazione orale sono molteplici, tanto da far parlare di una vera e propria “Sindrome da disadattamento psico-neuro -endocrino-immunitario”. In effetti anche a livello dell’attenzione, una minor ossigenazione del sangue, non liberato completamente dall’anidride carbonica e perciò ossigenato poco a causa di una respirazione non corretta, può provocare proprio sonnolenza, rallentamento delle facoltà intellettive, calo dell’attenzione o difficoltà di memorizzazione. Purtroppo respirare in questo modo provoca danni a livello di molti altri distretti, a cominciare dalle labbra, spesso prive di tono e secche, dai muscoli periorali,dalla lingua. Le riniti ricorrenti con o senza patologie tonsillari o adenoidee provocano spesso anche il fenomeno del russamento, altro elemento che ci deve far sospettare qualcosa. Tutti questi fenomeni si trasmettono inesorabilmente con un circolo vizioso al distretto osseo del cranio e alla postura cervicale e del rachide in toto. La deglutizione, della quale abbiamo parlato in un precedente post, diventa per forza di cose “atipica”, con la lingua che si interpone tra le arcate per poter ottenere quel sigillo che labbra e denti non riescono più a garantire, e i denti presentano una mal occlusione tipica detta “morso aperto”.

 

Se poi tutto e’ accompagnato da una suzione prolungata del dito o di un ciuccio,il gioco e’ fatto!!! . In realtà la respirazione orale può essere una causa, una concausa o una conseguenza della deglutizione atipica. Certo e’ che spesso si instaura un circolo vizioso tra le due abitudini, dove una alimenta l’altra e viceversa. Il punto di partenza può essere anche la suzione stessa che a sua volta deforma il palato , provocando un morso aperto anteriore, che può favorire la respirazione orale e la deglutizione atipica, alimentando l’ormai famoso circolo vizioso.

 

Il palato, per potersi espandere in senso trasversale necessita della spinta linguale,che se invece manca favorisce la presenza di un palato stretto e alto. Inoltre, respirare a bocca aperta, rende ipertrofici i muscoli delle guance, che impediscono a loro volta l’espansione fisiologica del palato,concorrendo all’ormai famoso circuito vizioso. Tutto ciò comporta in ultima analisi dei disordini di tipo ortodontico, e i denti dei nostri figli crescono storti in una struttura ossea deformata!!!

 

La permanenza di funzioni motorie orali infantili oltre la giusta età di sviluppo influisce quindi negativamente sulla corretta evoluzione muscolo-scheletrica del massiccio facciale, sulla postura generale e sulle abilità articolatorie del linguaggio. Non bisogna infatti dimenticare i difetti di pronuncia anche importanti che un morso aperto può provocare.

 

Solitamente a questo punto ai genitori viene proposto un intervento di tipo ortodontico, cioe’ un apparecchio fisso o mobile. Raramente, solo i presenza di gravi difetti di pronuncia viene indicato un intervento di logopedia. Oppure addirittura si dice di aspettare alla fine della crescita per “vedere cosa succede”…….

 

Aspettare, lasciando che lo scheletro della faccia non abbia più la plasticità e la capacità di modificarsi che perde quando lo stimolo alla crescita finisce, significa condannare nostro figlio ad interventi ortodontici lunghi e spesso non risolutivi,se non comprendenti addirittura la chirurgia!

 

Anche intervenire precocemente solo sull’effetto di questo circolo vizioso non e’ sensato. Una volta rimosso l’apparecchio,senza aver curato le cause, il quadro dentale e muscolare tornerà inesorabilmente patologico e disfunzionale come prima , con l’aggravante di aver speso tempo, energia e….soldi…

 

Ma allora quale e’ la strategia giusta da seguire? E’ semplicemente quella di cominciare, il più precocemente possibile a ripristinare le funzioni corrette.

 

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In testa a tutte la respirazione. Il respiro è la vita. La respirazione avviene dal naso perchè l’aria si umidifica, si purifica ed entra più lentamente e i polmoni si riempiono meglio e anche gli scambi tra gli alveoli avvengono in modo efficiente.

 

La domanda giusta da porsi a questo proposito è: perche’ mio figlio respira con la bocca? Perchè soffre di riniti croniche? Perchè ha le adenoidi e/o le tonsille ingrossate?

 

Ci possono essere numerose risposte, ed e’ da queste che e’ giusto e corretto partire.

 

Spesso le cause risiedono nelle allergie o nelle intolleranze, così diffuse oggi tra i nostri figli. Bisogna in questo caso, appurare quale sia l’allergia o l’intolleranza e curarla. Oppure,se si tratta di una abitudine viziata come il protrarsi del succhiamento di pollice o ciuccio, va preso seriamente in considerazione! Io prediligo la terapia con metodi e presidi naturali, ma a volte può essere necessaria, dopo aver provato interventi più dolci, anche l’intervento chirurgico di eliminazione delle adenoidi! Un otorino esperto e aperto alle diverse opzioni che oggi la medicina ci fornisce, può dare l’indicazione terapeutica più corretta.

 

Una volta liberata la via respiratoria e’ necessario rieducare l’area del naso e della faringe con esercizi appositi. E’ importante motivare figli e genitori all’esecuzione di questi esercizi di riappropriazione delle funzioni fisiologiche, non solo della respirazione, ma anche poi della deglutizione e della fonazione. Si tratta di una generale rieducazione funzionale del cavo orale (RFCO).

 

Ci si può in questa fase avvalere di apparecchi ortodontici mio funzionali o comunque meno invasivi di quelli che si sarebbero usati una volta terminata la crescita ossea!

 

L’atto medico più importante resta il ripristino delle funzioni, che la natura ha peraltro predisposto in modo perfetto affinché il nostro corpo cresca in modo armonioso , naturale ….e bello!

 

A cura della Dott.ssa Veronica Vismara, Odontoiatra, esperta di rieducazione funzionale del cavo orale e di occlusione

http://www2.radio24.ilsole24ore.com/blog/carbone/?p=2976

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